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Terremoto: Norcia, concorso internazionale per ricostruire San Benedetto e un “luogo della memoria” per i beni artistici delle chiese inagibili

Agensir.it - 30 min 5 sec ago

Un “luogo della memoria” e un concorso internazionale di architettura per progettare la ricostruzione della chiesa di san Benedetto a Norcia, distrutta dal sisma del 30 ottobre scorso. Sono le due proposte che l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo intende lanciare nell’ambito della ricostruzione post-sisma. Parlando al Sir, a circa otto mesi dalla scossa del 24 agosto, l’arcivescovo sottolinea l’attaccamento “della popolazione di Norcia e dintorni alle proprie chiese, oggi quasi tutte inagibili, e la loro speranza di vederle ricostruite”. Tutti i beni artistici come tele, statue, arredi, reliquiari, argenteria, vasi sacri della liturgia, conservati in queste chiese sono stati messi in sicurezza nel deposito per i Beni culturali di Santo Chiodo, alle porte di Spoleto. La proposta di mons. Boccardo è quella realizzare un “luogo della memoria” incastonato in quel che resta della chiesa di san Salvatore, a Preci, dove “custodire tutte queste opere d’arte, veri pezzi di storia e di vita delle popolazioni locali. Il legame della gente con le loro chiese è forte” rimarca mons. Boccardo che ricorda “le lacrime dei fedeli di Ancarano quando i Vigili del fuoco hanno rimosso le campane della loro chiesa per metterle in sicurezza”. “Sarebbe bello – aggiunge il presule – che tutti questi pezzi, prima di tornare nelle loro chiese di origine, potessero essere raccolti in un unico luogo e resi visibili alla loro gente come anche a pellegrini e turisti che così potrebbero conoscere la storia di questi luoghi e delle comunità che li abitano”. Circa la ricostruzione della chiesa di san Benedetto a Norcia, icona del sisma del 30 ottobre, l’idea di mons. Boccardo è quella di “un concorso internazionale aperto a tutti, anche a grandi nomi dell’architettura, per un progetto che tenga insieme i pezzi rimasti della chiesa, la facciata, l’abside, la base del campanile, collegandoli ad un’aula liturgica nuova che custodisca la memoria del passato, aprendosi al presente e al futuro valorizzando i resti del terremoto che sono cicatrici che non possiamo cancellare. Sarebbe una bella operazione ecclesiale – perché l’arte incrocia lo spirito religioso –. L’insegnamento della Regola di san Benedetto – conclude mons. Boccardo – resta oltre la caduta delle mura della chiesa”.

Vandalismo scuola Taranto: don Mitidieri (parroco Quartiere Paolo VI), “diciamo basta all’omertà”

Agensir.it - 47 min 37 sec ago

“Diciamo basta all’omertà per iniziare un nuovo cammino di cittadinanza attiva”. È l’appello che rivolge oggi don Francesco Mitidieri, parroco nel Quartiere Paolo VI di Taranto, invitando i propri parrocchiani a partecipare alla manifestazione promossa dall’Istituto Pirandello, dopo gli ennesimi atti di vandalismo. Il corteo per “dire basta” si svolgerà oggi pomeriggio (raduno ore 17, davanti alla sede dell’Istituto) con uno slogan ben preciso: “Giù le mani dalla nostra scuola e dal nostro futuro!!!”. All’iniziativa hanno aderito tutte le parrocchie del Quartiere. “Quanto è successo diverse volte – spiega Mitidieri – sappiamo benissimo che non è un piano criminoso pensato da qualcuno per chissà quale scopo. Ma roba di ragazzini non seguiti dai genitori e che si precludono un futuro migliore sguazzando nell’ignoranza. O di tossicodipendenti affannati nel cercare i soldi per l’ennesima dose con cui rovinarsi la vita… Ma ora è tempo di dire basta a questo torpore di rassegnazione”. Per questo, osserva il parroco, “è necessario mobilitare il quartiere perché prenda consapevolezza che non si può lasciar andare tutto alla malora. Bisogna vivere da protagonisti in questo ambiente diventando capaci di denunciare, diventando capaci di intervenire, facendo emergere la bellezza di un quartiere che, quando vuole, sa distinguersi come avvenuto nell’accoglienza; come fa quando si mette insieme per valorizzare la terra e il mare che ci appartengono; come fa nella sua quotidiana sfida educativa nei confronti delle nuove generazioni… E potremmo elencare tante realtà”. È tempo, rimarca Mitidieri, di “far sentire la voce compatta di questo quartiere che vuole avere i suoi giusti servizi: dalla videosorveglianza soprattutto delle scuole, ai mezzi di trasporto efficienti; da un piano urbanistico ricucito dopo anni di edilizia popolosa scellerata, che ha formato ghetti e quartieri a macchia di leopardo, a un verde curato. Certo con questa manifestazione non si vuole gridare inutilmente alle inefficienze delle Istituzioni, ma si vuole ripartire insieme con una nuova presa di consapevolezza delle proprie responsabilità di cittadini attivi”.

25 aprile: Mattarella visita ex campo concentramento di Fossoli

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 18:20

(DIRE-SIR) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato a Fossoli, dopo aver preso parte alle celebrazioni del 25 aprile, nel 72° anniversario della Liberazione, che si sono svolte a Carpi. Il Presidente, accompagnato dalle autorità locali, ha visitato l’ex campo di concentramento di Fossoli e il Museo del Campo Fossoli. Mattarella ha preso quindi parte alla cerimonia “Testimoniare il futuro”, che si è tenuta nel piazzale dell’appello del campo. Dopo i saluti di Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione, hanno portato le loro testimonianze Carla Bianchi Iacono, figlia di Carlo Bianchi internato al Campo di Fossoli e ucciso al poligono di Cibeno il 12 luglio 1944 e Gilberto Salomoni, internato a Fossoli e poi deportato a Buchenwald. Il presidente Mattarella ha infine rivolto un saluto ai presenti. Ad accompagnare il capo dello Stato, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, il presidente della Provincia di Modena, Gian Carlo Muzzarelli.

(www.dire.it)

Funerali Michele Scarponi: card. Menichelli, “resti per questa comunità un esempio e una ricchezza per le sue qualità umane”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 17:30

“Michele resti per questa comunità un esempio e una ricchezza per le sue qualità umane, per aver scelto di praticare lo sport come amico, compagno di squadra, capace di affrontare tante fatiche con serenità e passione”. Così il card. Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, nell’omelia dei funerali di Michele Scarponi celebrati oggi al campo sportivo di Filottrano. “Oggi soffriamo e preghiamo insieme. Preghiamo per Michele, chiediamo il dono della consolazione per i suoi familiari, per l’intera comunità di Filottrano, per i suoi amici, per tutti gli sportivi. Preghiamo per chi ha causato involontariamente tanto dolore. Per noi la morte non è l’ultima parola. Ci appartiene ed è l’emblema più alto della nostra fragilità. Ma noi viviamo di speranza e di memoria”, ha aggiunto il cardinale. Lo stadio comunale ha accolto migliaia di persone, labari e stendardi di associazioni e società sportive, fiori e striscioni per l’ultimo abbraccio all’uomo e al ciclista capace di conquistare con la sua semplicità e la passione.

25 aprile: Acli e Anpc, “rideclinare al presente e al futuro un deposito popolare, insieme etico e politico”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 14:54

“A più di 70 anni dal primo 25 aprile la memoria della Lotta di Liberazione condotta dagli italiani chiede di essere rivisitata”. Lo affermano Acli e Anpc (Associazione nazionale partigiani cristiani) in una nota congiunta: “Impossibilitati a sconfiggere l’anagrafe, la sfida è per tutti rideclinare al presente e al futuro un deposito popolare, insieme etico e politico: il luogo dell’idem sentire degli italiani contemporanei, in grado di mettere in comunicazione le nuove generazioni con le antiche”. Dopo gli scioperi della primavera del 1944 nelle grandi fabbriche del Nord scriveva in prima pagina il New York Times del 9 marzo 1944: “Non è mai avvenuto nulla di simile nell’Europa occupata che possa somigliare alla rivolta degli operai italiani. È una prova impressionante che gli italiani, disarmati come sono, sanno combattere con coraggio ed audacia quando hanno una causa per cui combattere”. “Sono cambiati gli Stati Uniti ed è cambiata l’Italia insieme all’Europa. Sono cambiati i popoli europei. Ai quali due padri fondatori italiani – De Gasperi e Spinelli – proponevano un’Europa politica come tappa verso un governo mondiale. I Partigiani Cristiani e le Acli – prosegue la nota -, da qualche anno stretti in un patto comune di collaborazione, non possono che additare insieme questo traguardo a rischio. Perché gli ultimi decenni hanno insegnato che i trattati e le regole non bastano. Sono le forme del civile e del politico, le presenze sul territorio e nell’associazionismo che hanno attraversato insieme negli ultimi decenni grandi opportunità, grandi difficoltà e anche la “guerra europea” nella ex Jugoslavia con un passo più popolare e più saggio, colmando in non pochi casi le lacune delle cancellerie. È la politica quotidiana quella che ha più bisogno di idealità e non raramente presenta esperienze credibili e motivanti. Acli e Anpc “sanno bene quel che diceva il partigiano Ezio Franceschini (poi rettore dell’Università Cattolica): che i cristiani avevano imparato nella Lotta di Liberazione a combattere senza odiare”.

40ª Convocazione RnS: card. Bagnasco, “l’annuncio della salvezza deve raggiungere i confini della terra come quelli della vita umana”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 14:35

(dall’inviato Sir a Rimini) – “L’annuncio della salvezza deve raggiungere i confini della terra come i confini della vita umana: non c’è nessun ambiente, nessuna istituzione, nessun organismo, nessuno Stato, nessun sistema economico, sociale e politico che non possa essere irrorato dalla presenza di Cristo e diventare cosa viva, non organismo morto”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze dei vescovi d’Europa nel corso della celebrazione eucaristica che ha concluso, a Rimini, la 40ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo. Nell’omelia, il cardinale ha rilevato che “Gesù tocca tutto l’orizzonte dell’esistenza, non ci sono zone d’ombra o escluse”. “Senza il pane dell’anima ogni altro pane soddisfa dei bisogni, ma non sazia l’uomo”, ha ammonito, rilevando che “voi conoscete lo slancio della missione, il coraggio della parola umile e convinta, la testimonianza della vita illuminata dal Vangelo”. “Sulla strada della missionarietà, che il Papa tanto raccomanda, dobbiamo continuare sapendo che troveremo ascolto e accoglienza insieme a indifferenza e derisione”. “Sapendo che andare controcorrente – ha aggiunto – non è voglia di essere diversi o divisivi o, peggio, ritenersi perfetti”. “Ma chi di noi si sente perfetto?”, ha chiesto Bagnasco. “Solo il desiderio di essere fedeli al Signore della vita è il perché dell’andare controcorrente per cercare con i nostri limiti e peccati, con le nostre fatiche e incoerenze, nonostante tutto e ostinatamente di essere fedeli al Signore della verità e della vita”. “Questa missione è tanto più necessaria e doverosa per noi, in quanto sempre più oggi vengono violati i santuari dell’umano, come la vita e la morte, la famiglia e l’amore”.

40ª Convocazione RnS: card. Bagnasco, “continuate ad essere costruttori della comunione di fede che genera comunione dei cuori”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 14:33

(dall’inviato Sir a Rimini) – “La comunione della fede genera la comunione dei cuori. Continuate ad essere costruttori di questa comunione”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze dei vescovi d’Europa nel corso della celebrazione eucaristica che ha concluso, a Rimini, la 40ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo. “È un anniversario di grazia e di responsabilità davanti alla Chiesa e al mondo”, ha osservato Bagnasco nell’omelia, rilevando che “ciò che viviamo in questi giorni non ha accenti autocelebrativi, ma è un evento di grazia”. “Da questo memoriale – ha proseguito – il movimento ripartirà confermato e rinnovato nel culto a Dio e nel servizio ai fratelli”. Infatti, “quanto più le nostre braccia saranno tese verso il roveto ardente, tanto più si allungheranno verso i bisognosi nell’anima e nel corpo”. “Sappiano bene – ha aggiunto il cardinale – che il cuore della fede cristiana non è avere buoni sentimenti e neppure un codice di comportamento” perché così fosse “sarebbe una religione civile”. “Il Signore ci invia ad annunciarlo – ha ammonito Bagnasco – senza confidare in mezzi e organizzazioni, programmi, strategie: la nostra unica strategia, che è anche la nostra forza, è lo Spirito di Gesù”. Al termine della celebrazione, il presidente della Cei – anche a nome del vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole, che ha concelebrato – ha affermato che “il corpo episcopale italiano si sente vicino a questa manifestazione dello Spirito Santo per la bellezza della Chiesa”.

Europa: Tajani (presidente Parlamento), “possono toglierle dai testi costituzionali ma le radici cristiane non possono essere tolte dal cuore della gente”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 14:32

(dall’inviato Sir a Rimini) – “Possono toglierle dai testi costituzionali dell’Europa ma le radici cristiane non possono essere tolte dal cuore della gente”. Lo ha affermato questa mattina Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, intervenendo alla giornata conclusiva della 40ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo. “L’Europa se la passa abbastanza male in questi mesi tra crisi economica, offensiva del terrorismo, incapacità di risolvere il problema dell’immigrazione, contrasti tra Paesi, incapacità di molti a credere nel futuro dell’Europa stessa pensando di tornare a qualche forma di nazionalismo che protegga di più”, ha osservato Tajani, aggiungendo che “la soluzione non è quella di distruggere un’Europa che certamente va cambiata”. “L’Europa è malata”, ha riconosciuto il presidente dell’Europarlamento, rilevando che “la ricetta migliore per farla guarire è quella di andare a riscoprire la sua anima che si fonda sulla libertà della persona, sulla sua dignità”. “Se vogliamo che l’Europa risorga dobbiamo riscoprire quell’anima, cercando di viverla ogni giorno” perché altrimenti “rischiamo di vedere finire questa Europa e, se finisce, non rappresenterà certamente un successo per noi”. “In Europa – ha ricordato – è 70 che non ci sono morti e feriti per la guerra”. Inoltre “siamo l’unico continente al mondo dove non esiste la pena di morte, dove nessuno ha il diritto di togliere la libertà ad un essere umano, anche il più cattivo, di redimersi e di poter dedicare una parte della propria vita a fare del bene dopo aver fatto del male”. Rispetto al problema delle migrazioni, Tajani ha affermato che “soltanto chi è debole chiude la propria porta. Chi è forte della propria identità non ha paura di confrontarsi con l’altro, di accoglierlo, di dire come la pensa”. “Se uno non è forte di questa identità reagisce con la violenza – ha osservato il presidente – e la violenza non è mai la soluzione migliore per risolvere i problemi”. Parlando della civiltà e dell’identità europea, Tajani ha ricordato – citando Benedetto Croce – che “non possiamo non dirci cristiani”. “Anche i laicisti non possono non dirsi cristiani”, ha aggiunto, ricordando che “la bandiera europea non è un simbolo anticristiano”. “Le 12 stelle sono le 12 tribù d’Israele che sono sulla testa dell’Assunta – ha spiegato – e il blu è il blu del mantello della Madonna, perché chi disegnò la bandiera era profondamente cristiano”. Rivolgendosi al popolo del Rinnovamento nello Spirito, Tajani ha concluso che “anche voi siete l’anima dell’Europa, perché credete, date speranza, vivete valori e ideali”.

25 aprile: Mattarella, radice resistenza è in rivolta morale

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 13:11

(DIRE-SIR) – “Non si può comprendere la Resistenza, il suo significato, la sua fondamentale importanza nella storia d’Italia, se non si parte dalla sua radice più autentica, quella della rivolta morale”. Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, lo dice da Carpi (Modena) dove si trova per le celebrazioni del 25 aprile. “Una rivolta contro un sistema che aveva lacerato, oltre ogni limite, il senso stesso di umanità inciso nella coscienza di ogni persona”, dice il capo dello Stato. “Resistenza come lotta al nazifascismo, ma anche come embrione della nuova democrazia. Resistenza come primo, essenziale momento per la riconquista della libertà”, spiega Mattarella.

(www.dire.it)

25 aprile: Mattarella, non morì patria ma falsa concezione nazione

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 13:00

(DIRE-SIR) – “Non moriva la Patria in quei giorni luttuosi e concitati, tramontava invece una falsa concezione di nazione, fondata sul predominio, sul disprezzo dell’uomo e dei suoi diritti, sull’esaltazione della morte e sulla tirannide, una concezione di barbarie che pure per numerosi anni aveva coinvolto tanti e affascinato tante menti”. Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, lo dice da Carpi (Modena) dove si trova per le celebrazioni del 25 aprile. “Il popolo italiano, nel suo complesso seppe reagire alla barbarie, recuperò gli ideali, di indipendenza, di solidarietà, di fratellanza, di umanità, di pace – prosegue Mattarella – che avevano ispirato i migliori uomini del Risorgimento, e fu una reazione diffusa e corale. Vi furono le avanguardie che prendendo le armi costituirono le formazioni partigiane, vi furono i militari italiani che come a Cefalonia si ribellarono al giogo tedesco, pagando un tributo altissimo di sangue, o che combatterono accanto ai nuovi alleati nel nome degli ideali ritrovati di libertà e di democrazia. Vi furono quei più di 600mila soldati, poc’anzi ricordati, che rifiutarono di servire l’oppressore sotto il governo di Salò, e che vennero passati per le armi, torturati o deportati nei campi di prigionia in Germania. Vi furono gli operai che scioperarono nelle fabbriche, gli intellettuali che diffusero clandestinamente le idee di libertà, le donne che diedero vita a una vera e propria rete di sussistenza per partigiani, perseguitati e combattenti”.

(www.dire.it)

Papa Francesco: a Santa Marta, “offro questa Messa per il mio fratello Papa Tawadros II”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 12:49

Nell’odierna festa di san Marco, fondatore della Chiesa di Alessandria d’Egitto, Papa Francesco ha voluto dedicare la Messa celebrata stamani a Casa Santa Marta al Patriarca dei copti Tawadros II e ai fedeli copti, che incontrerà fra tre giorni nell’atteso viaggio apostolico in Egitto. “Oggi – ha detto il Papa all’inizio della celebrazione, secondo quanto riferisce Radio Vaticana – è san Marco Evangelista, fondatore della Chiesa di Alessandria. Offro questa Messa per il mio fratello, Papa Tawadros II, Patriarca di Alessandria dei Copti, chiedendo la grazia che il Signore benedica le nostre due Chiese con l’abbondanza dello Spirito Santo”.

25 aprile: Mattarella, non ci piegheremo a violenza terrorismo

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 12:47

(DIRE-SIR) – “Oggi, anche di fronte alla minaccia di un nemico insidioso e vile, che vorrebbe instaurare attraverso atti di terrorismo una condizione di paura, di dominio, di odio, rispondiamo oggi come allora, come negli anni 70, che noi non ci piegheremo alla loro violenza e che non prevarranno”. Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, lo dice da Carpi (Modena) dove si trova per le celebrazioni del 25 aprile.

(www.dire.it)

40ª Convocazione RnS: Martinez (presidente), “necessaria l’operazione: cuori puliti”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 12:43

(dall’inviato Sir a Rimini) – “È necessaria una nuova operazione giubilare: i cuori puliti. Perché possono esserlo le mani, i vestiti e anche i pensieri senza che lo siano i cuori”. Lo ha affermato questa mattina Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), rivolgendosi ai partecipanti alla 40ª Convocazione nazionale di Rimini. Nella sua relazione conclusiva, Martinez ha affermato che “è in crisi la vita spirituale, ma non è in crisi l’esperienza dello Spirito Santo. Qui si vede, si sente”. “È in crisi la fraternità umana”, ha proseguito, notando che “se il ‘900 è stato il secolo della solidarietà, questo secolo dev’essere quello della fraternità”. “Provate a spiegare alle nuove generazioni il comandamento ‘onora il padre e la madre’. Che amore è quello in cui si sono cambiati i connotati al padre e alla madre, per cui una donna funge da padre e un maschio da madre?”. “Se si perde di vista Dio – ha ammonito – si perde di vista tutto”. Rivolgendosi alle famiglie, Martinez ha osservato che “non stiamo più educando i nostri figli secondo Dio”, ribadendo quanto sia “importante la trasmissione della fede”. Come dice sant’Agostino, siamo chiamati a “non spegnere lo Spirito”. Martinez ha anche affermato che “perché ci sia la Chiesa in uscita ci dev’essere Gesù in entrata” e ha espresso la propria “vergogna per il muro che c’è ancora in Israele, per quello al confine tra Messico e Stati Uniti, per tutti quelli che innalziamo davanti alle povertà di questo nostro tempo”. Il presidente RnS ha poi evidenziato la necessità di “una nuova generazione che abbia passione e intelligenza per costruire i propri Paesi”. Per questo “con altre realtà stiamo lavorando per dare mille giovani leader al Paese perché in ogni ambito prendano le sorti del nostro Paese e lo rifondino sulle verità di fede”. “Se non si cura l’anima e la base spirituale la nostra Europa, le nostre città e i nostri Paesi sono destinati all’oblio. Dobbiamo sognare Paesi riconciliati e capaci di riconciliare, edificati su principi solidi, con autentici spazi di libertà, prossimità, solidarietà, giustizia, pace”. Perché – ha concluso – “la vita va vissuta gioiosamente e non noiosamente”.

40ª Convocazione RnS: Martinez (presidente), “siate agenti di cambiamento, seminatori di gioia”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 12:40

(dall’inviato Sir a Rimini) – “Siate agenti di cambiamento, seminatori di gioia”. È l’invito rivolto questa mattina da Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), rivolgendosi ai partecipanti alla 40ª Convocazione nazionale di Rimini. Nella sua relazione conclusiva, Martinez ha affermato che “quando si è nel giubilo e nell’esultanza diventiamo un episodio di cielo”. “Smettiamo di essere una sala da barbiere”, ha detto citando san Giovanni Crisostomo, “con parole inutili, offensive, che tradiscono la Parola”. “Non c’è persecuzione o martirio che possa togliere dal nostro cuore la nostra gioia”, ha aggiunto Martinez, ammonendo che “è troppo facile andarsene dal Rinnovamento, da casa, dal sacerdozio quando nascono i problemi. Lo fanno tutti, è più facile. È più difficile rimanere in questa gioia che è frutto dell’amore”. “I nostri gruppi, le nostre comunità, le parrocchie, le diocesi hanno bisogno di sacerdoti non prigionieri della gioia, ma di sacerdoti che sprigionano gioia”, ha proseguito Martinez. Per il presidente di RnS, “nel mondo, nelle nostre case e comunità, nell’Italia e nell’Europa stanno venendo meno tutte le forze spirituali. Vanno rigenerate”. “Non cercatele altrove, sono nella nostra fede”, ha continuato, rilevando che “bisogna tornare all’essenziale. Questo ci sta chiedendo lo Spirito in questo Giubileo”.

Papa Francesco: videomessaggio per il viaggio in Egitto, “Al Salamò Alaikum! La pace sia con voi!”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 12:23

“Al Salamò Alaikum! La pace sia con voi!”. Così Papa Francesco saluta il “caro popolo d’Egitto” in un videomessaggio trasmesso questa mattina in occasione dell’imminente viaggio apostolico (28-29 aprile 2017). “Con cuore gioioso e grato – afferma Francesco – verrò tra pochi giorni a visitare la vostra cara Patria: culla di civiltà, dono del Nilo, terra del sole e dell’ospitalità, ove vissero Patriarchi e Profeti e ove Dio, Clemente e Misericordioso, l’Onnipotente e Unico, ha fatto sentire la Sua voce. Sono davvero felice di venire come amico, come messaggero di pace e come pellegrino nel Paese che diede, più di duemila anni fa, rifugio e ospitalità alla Sacra Famiglia fuggita dalle minacce del re Erode (cfr Mt 2,1-16). Sono onorato di visitare la terra visitata dalla Sacra Famiglia!”.
Il Papa saluta “cordialmente” e ringrazia per l’invito a “visitare l’Egitto, che voi chiamate ‘Umm il Dugna’! / Madre dell’universo!”. La gratitudine di Francesco va al presidente della Repubblica, a Sua Santità il Patriarca Tawadros II, al Grande Imam di Al-Azhar e al Patriarca copto-cattolico che “mi hanno invitato”: “Ringrazio ciascuno di voi, che mi fate spazio nei vostri cuori. Grazie anche a tutte le persone che hanno lavorato, e stanno lavorando, per rendere possibile questo viaggio”.

Il desiderio del Papa è che “questa visita sia un abbraccio di consolazione e di incoraggiamento a tutti i cristiani del Medio Oriente; un messaggio di amicizia e di stima a tutti gli abitanti dell’Egitto e della Regione; un messaggio di fraternità e di riconciliazione a tutti i figli di Abramo, particolarmente al mondo islamico, in cui l’Egitto occupa un posto di primo piano. Auspico che sia anche un valido contributo al dialogo interreligioso con il mondo islamico e al dialogo ecumenico con la venerata e amata Chiesa copto ortodossa. Il nostro mondo, dilaniato dalla violenza cieca – che ha colpito anche il cuore della vostra cara terra – ha bisogno di pace, di amore e di misericordia; ha bisogno di operatori di pace e di persone libere e liberatrici, di persone coraggiose che sanno imparare dal passato per costruire il futuro senza chiudersi nei pregiudizi; ha bisogno di costruttori di ponti di pace, di dialogo, di fratellanza, di giustizia e di umanità”.
“Cari fratelli egiziani, giovani e anziani, donne e uomini, musulmani e cristiani, ricchi e poveri – conclude Francesco – vi abbraccio cordialmente e chiedo a Dio Onnipotente di benedirvi e di proteggere il vostro Paese da ogni male. Per favore pregate per me! ‘Shukran wa Tahiaì Misr!’ / Grazie e viva l’Egitto!”.

Papa Francesco: sostegno alla “Madonnina” (Focene), progetto sociale a favore dei disabili

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 11:11

Entusiasmo e stupore. Questi i sentimenti dell’associazione Opera San Luigi Gonzaga “Opera d’Amore” quando l’elemosiniere del Papa, monsignor Konrad Krajewski, ha devoluto loro un contributo a nome del Santo Padre a sostegno del progetto sociale a favore dei ragazzi disabili, in particolare per coprire le spese dell’affitto annuale della spiaggia chiamata “La Madonnina”.
Il Santo Padre, si legge in un messaggio, ha impartito la benedizione ai volontari e, in speciale modo, alle persone disabili e alle loro famiglie che frequentano questa realtà dove, fanno sapere dall’associazione, “si riscopre l’importanza della cura dell’altro, la riscoperta dell’unicità dell’essere umano a prescindere che sia disabile o normodotato. Si riscopre quanto ogni individuo è fonte di benessere per l’altro, se solo si pone in ascolto delle esigenze altrui. Da quando abbiamo iniziato questa avventura all’interno dello stabilimento balneare ‘La Madonnina’, abbiamo cominciato a respirare un’aria nuova, un’atmosfera dove si percepisce ‘amore’ che a sua volta genera altro ‘amore’, amore per il prossimo e amore per la vita”.
Questa spiaggia “speciale”, informa l’associazione, sorge a Focene, frazione di Fiumicino, a due passi da Roma, nella diocesi suburbicaria di Porto Santa Rufina. Qui esiste uno stabilimento balneare realmente aperto a tutti, perché accessibile a tutti. “La Madonnina” il suo nome è infatti una colonia marina situata nel lido di Focene capace di garantire – sia per le strutture che per il personale – un’adeguata accoglienza alle persone disabili. Nata dall’Associazione Opera San Luigi Gonzaga “La Madonnina” (www.spiaggialamadonnina.it) “è gestita totalmente da volontari, vi è garantito un presidio medico e del personale specializzato proveniente dalla Federazione italiana nuoto paralimpico che, a seconda delle necessità di ogni specifica persona, adotterà gli adeguati strumenti atti a rendere piacevole e sicura la balneazione. Alla base l’idea di creare non uno stabilimento ‘ghetto’, ma una spiaggia senza barriere sia architettoniche che mentali, dove tutti possano godere insieme del mare ed i suoi tantissimi benefici ed il cui ricavato viene reinvestito nel progetto stesso”.

Brasile: assemblea dei vescovi dal 26 aprile al 5 maggio dedicata all’iniziazione cristiana

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 11:02

Nonostante l’Annuario Pontificio 2017 e l’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2015 confermino che il Brasile è il Paese con il maggior numero di cattolici battezzati al mondo (172 milioni, il 26,4% dei cattolici di tutto il continente), i vescovi del Brasile sono preoccupati per la qualità della vita cristiana dei propri fedeli. Da qui la scelta di trattare il tema dell’Iniziazione cristiana in occasione dell’assemblea generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), che si svolgerà da domani (26 aprile) al 5 maggio ad Aparecida (Stato di San Paolo).
Come informa un comunicato della stessa Conferenza episcopale, una Commissione presieduta dall’arcivescovo di Curitiba, dom José Antonio Peruzzo, ha prodotto un testo base che sarà discusso e arricchito dai vescovi durante i lavori dell’assemblea. Dopo l’approvazione dell’assemblea della Cnbb il testo sarà pubblicato. Oltre a questo tema centrale, i vescovi brasiliani approfondiranno anche temi di attualità, come l’andamento della politica brasiliana e la situazione della Chiesa latinoamericana a 10 anni della Conferenza di Aparecida. Sabato e domenica i vescovi vivranno un ritiro che sarà aperto da una solenne celebrazione per il trecentesimo anniversario dell’apparizione della Vergine ad Aparecida. Sempre a partire da domani entrerà in funzione il nuovo portale della Chiesa brasiliana all’indirizzo www.cnbb.org.br

Papa Francesco: a Santa Marta, “il Vangelo va annunciato in umiltà”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 10:57

L’annuncio del Vangelo va fatto con umiltà, vincendo la tentazione della superbia. È l’esortazione di Francesco alla Messa mattutina a Casa Santa Marta – nell’odierna festa di san Marco evangelista – alla quale hanno preso parte anche i cardinali consiglieri del C9. Il Papa ha ribadito la necessità per i cristiani di “uscire per annunciare”, perché “il Vangelo è proclamato sempre in cammino, mai seduti, sempre in cammino”. E, anche, “in questa uscita”, ha aggiunto, “va la vita, si gioca la vita del predicatore. Lui non è al sicuro, non ci sono assicurazioni sulla vita per i predicatori. E se un predicatore cerca un’assicurazione sulla vita, non è un vero predicatore del Vangelo: non esce, rimane, sicuro. Primo: andate, uscite. Il Vangelo, l’annuncio di Gesù Cristo, si fa in uscita, sempre; in cammino, sempre. Sia in cammino fisico sia in cammino spirituale sia in cammino della sofferenza: pensiamo all’annuncio del Vangelo che fanno tanti malati – tanti malati! – che offrono i dolori per la Chiesa, per i cristiani. Ma sempre, escono da se stessi”.
Ma come è “lo stile di questo annuncio”, ha proseguito il Papa: “San Pietro, che è stato il maestro di Marco, è tanto chiaro nella descrizione di questo stile”: “Il Vangelo va annunciato in umiltà”; “non può essere annunciato con il potere umano, non può essere annunciato con lo spirito di arrampicare e andare su”, “questo non è il Vangelo”. Tutti sono dunque chiamati a rivestirsi di “umiltà gli uni verso gli altri”, perché “Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili”: “E perché è necessaria questa umiltà? Proprio perché noi portiamo avanti un annuncio di umiliazione, di gloria, ma tramite l’umiliazione. E l’annuncio del Vangelo subisce la tentazione: la tentazione del potere, la tentazione della superbia, la tentazione delle mondanità, di tante mondanità che ci sono e ci portano a predicare o a recitare; perché non è predica un Vangelo annacquato, senza forza, un Vangelo senza Cristo crocifisso e risorto. L’annuncio del Vangelo, se è vero, subisce la tentazione”. Se un cristiano sostiene di annunciare il Vangelo e di non essere “mai tentato”, significa allora che “il diavolo non si preoccupa” perché “stiamo predicando una cosa che non serve”. Per questo, ha ripreso, “sempre nella vera predicazione c’è qualcosa di tentazione e anche di persecuzione”.
Il Papa ha sottolineato che, quando siamo nella sofferenza, sarà “il Signore a riprenderci, a dare la forza, perché questo è quello che Gesù ha promesso quando ha inviato gli Apostoli”: “Sarà il Signore a confortarci, a darci la forza per andare avanti, perché Lui agisce con noi se noi siamo fedeli all’annuncio del Vangelo, se noi usciamo da noi stessi per predicare Cristo crocifisso, scandalo e pazzia, e se noi facciamo questo con uno stile di umiltà, di vera umiltà. Che il Signore ci dia questa grazia, come battezzati, tutti, di prendere la strada dell’evangelizzazione con umiltà, con fiducia in Lui stesso, annunciando il vero Vangelo”.

40ª Convocazione RnS: card. Farrell (Santa Sede), “le nostre schiavitù spirituali” sono la “vera causa delle nostre sofferenze”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 10:28

(dall’inviato Sir a Rimini) – “Esultate e giubilate perché, anche se la vita è segnata da contraddizioni, ferite e zone d’ombra, potete essere certi che, come ha agito in passato, il Signore agirà anche ora e non lascerà ‘in esilio’, lontano da lui, coloro che gli sono fedeli. Soprattutto non ci lascerà nelle nostre schiavitù spirituali, vera causa delle nostre sofferenze”. È il messaggio che il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, ha inviato ai partecipanti alla 40ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo che si chiude oggi a Rimini. “Le felici ricorrenze che celebrate – prosegue il messaggio, letto all’inizio della mattinata – siano motivo di nuova certezza nella fede, di rinnovato coraggio nel seguire il Signore per la strada che Egli vi indica, di gioiosa fiducia nell’invocare sempre la presenza vivificante dello Spirito Santo, ‘dolce consolatore’ delle nostre anime”.

Carcere: testimonianza di tre detenuti di Milano Opera, “la misericordia di Dio è per tutti”

Agensir.it - Tue, 2017-04-25 10:18

(dall’inviato Sir a Rimini) – “La misericordia di Dio è per tutti”. Lo ha affermato Giuseppe, ergastolano detenuto nel carcere di Milano Opera, portando la propria testimonianza all’inizio della giornata conclusiva della 40ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo. Con Mariano e Luigi, anche loro detenuti nel carcere di Opera, hanno ricevuto un permesso premio dalla direzione del carcere e dalla magistratura di sorveglianza per essere in questi giorni a Rimini. Giuseppe ha raccontato del “suo percorso di cambiamento”. “Ho sentito dentro di me il soffio dello Spirito”, ha proseguito, spiegando che ora collabora al progetto “Il senso del pane”, un “laboratorio per la produzione di ostie allestito nel carcere con il quale abbiamo donato in un anno e mezzo oltre 1 milione di ostie a 300 realtà di tutto il mondo”. Dell’importanza del progetto “Sicomoro” ha parlato invece Mariano: “Mi ha permesso di incontrare le vittime di reato. Un’esperienza straordinaria, sotto certi aspetti un miracolo”. “La cosa che ci ha accomunato – ha aggiunto – è il dolore che teneva prigioniero il mio e il loro cuore. Ma è stato spontaneo venirsi incontro per liberarsi”. “Oggi la mia vita è una vita nuova”, ha detto invece Luigi, anche lui coinvolto nel progetto “Sicomoro”. “È qualcosa che scuote le anime, un depuratore che purifica”. “Nella mia vita ho commesso numerosi peccati e reati”, ha ammesso Luigi, ma “grazie a Dio sono in mezzo a voi con una nuova vita”.

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