... e Gioia Sia

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blog del progetto di nuova evangelizzazione dei Cavalieri della Luce sull'attualità alla Luce del Vangelo
Updated: 3 years 47 weeks ago

Il medico dell’anima e del cuore.

Sat, 2013-09-21 09:10

Cuore feritoSe a casa si rompe un tavolo lo portiamo dal falegname che l’ha costruito e lo conosce, certo non andiamo in una officina meccanica. Se il computer si rompe lo portiamo al centro dove li formattano e riprogrammano il tutto, certo non andiamo in macelleria o da qualche altra parte. Eppure…

Eppure se il nostro cuore soffre o la nostra anima é schiacciata dal peso del peccato o soffre perché feriti, troppo spesso non veniamo da Te Signore che tutto puoi perché ci hai pensato fin dall’eternità. Andiamo in mille posti e da mille persone o in mille situazioni che non c’entrano nulla e che sono inutili. Perdonaci Signore e converti il nostro cuore a ritrovare la sua vera casa, che sei Tu. Senza di Te Signore non possiamo fare nulla!

“Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»” (Mt 9,9-13).

Misericordia di Madre e non ‘strutture’…

Wed, 2013-09-18 13:43

buon-pastoreAll’insegna della Misericordia, Papa Francesco ha aperto una breccia nel cuore di ogni uomo…La sua è davvero una propensione a chinarsi sulla sofferenza di ognuno e, quasi, ad accarezzarne le ferite, invocandone ‘guarigione’ … e se il 15 scorso, essendo domenica, non abbiamo celebrato l’Addolorata, cioè la Madre ai piedi della Croce, il nostro Santo Padre ci ha riportati, oggi, a quella immensa opera di Misericordia della Madre nei confronti di ogni uomo… La Chiesa non può che essere Maria, la Madre che cerca, aiuta, solleva, ci mette la faccia per difendere e implorare, per ottenere giustizia e molto più perdono, accogliente come grembo dell’umanità, amorevole a immagine del Cuore di Dio: “Noi diciamo che una mamma – nella mia terra lo diciamo – che una mamma sa ‘dar la cara’. Cosa vuol dire, quello? Una mamma sa ‘metterci la faccia’ per i propri figli, cioè è spinta a difenderli, sempre. Penso alle mamme che soffrono per i figli in carcere o in situazioni difficili: non si domandano se siano colpevoli o no, continuano ad amarli e spesso subiscono umiliazioni, ma non hanno paura, non smettono di donarsi. Le mamme sanno metterci la faccia, per i figli” (cit. da RV) e, inoltre, non si stancano di chiedere per essi, ma anche devono bussare al cuore dei figli con la stessa insistenza perché imparino a fare il bene, a scegliere sempre il bene e a procedere su vie faticose ma di verità e di pace:ha esortato dunque a ricordare e mettere in pratica i comandamenti, che ‘invitano a non farci idoli materiali che poi ci rendono schiavi, a ricordarci di Dio, ad avere rispetto per i genitori, ad essere onesti, a rispettare l’altro… Provate a vederli così e a considerarli come se fossero le parole, gli insegnamenti che dà la mamma per andare bene nella vita. Una mamma non insegna mai ciò che è male, vuole solo il bene dei figli, e così fa la Chiesa”. Il suo contemplare la Madre delle genti, lo induce spesso a guardare al femminile, a cercare vie di concretezza e di prossimità, vie di semplicità e di immediata comprensione che in soli sei mesi hanno attratto non solo sguardi e curiosi, ma molto di più coloro che invocavano dallo Spirito un rinnovamento interiore della Chiesa del terzo millennio, il ritorno della partecipazione dei molti intimiditi e allontanati dalle strutture e dal linguaggio altisonante…Oggi, non ci sono scuse: o ti comprometti e prendi la tua parte di responsabilità nella Chiesa o non vuoi aprire il cuore, ti ostini a criticare dall’esterno senza rimboccarti le maniche…cml_icona2Forse ad ognuno di noi, per avvicinare l’ora di una conversione sociale, culturale, delle strutture resistenti ad ogni scossa di rinnovamento, è rivolto questo insistente ed accorato invito, sentendoci tutti MADRI di altri, di figli disperati, angosciati, tormentati e confusi dei nostri condomini, delle nostre strade, degli ambienti in cui siamo chiamati ad operare e vivere:
“Penso a voi, care mamme: quanto pregate per i vostri figli, senza stancarvi! Continuate a pregare, ad affidare i vostri figli a Dio; Lui ha un cuore grande! Bussate alla porta, quella al cuore di Dio, con la preghiera, per i figli. E così fa la Chiesa, anche”. Ecco, il nostro essere Chiesa è ritrovare questa Maternità dolorosa di Maria ai piedi di quella Croce di Salvezza e sperare contro ogni ‘evidenza’ che quel figlio risorgerà, o quei molti figli risorgeranno in Cristo Presente e Vivo…

citaz.http://it.radiovaticana.va/news/2013/09/18/il_papa_alludienza_generale:_la_chiesa_%C3%A8_una_mamma_misericordiosa/it1-729524 del sito Radio Vaticana

Lacrime e tesori per l’eternità.

Tue, 2013-09-17 07:58

Cielo LuceDavanti al Vangelo di oggi (Lc7,11-17) ho pensato che a volte anche la situazione più nera e più difficile, quella in cui sembra ormai non ci sia più nulla da fare, come la condizione di questa vedova che accompagna il corteo del proprio figlio unico, può diventare l’occasione perché Dio manifesti in pienezza la Sua Gloria.

Non perdiamo mai la fiducia in Colui che tutto può e ogni lacrima versiamola nel Sacro Calice ben attenti che non vada sprecata cadendo a terra, ma consegnandoLa a Lui che la trasformerà in un Tesoro per l’eternità. Allora, al di là delle apparenze, la Resurrezione prima o poi trionferà!

Il seme dell’umiltà e il seme della superbia

Sun, 2013-09-01 08:51

dal-seme-al-germoglio-evi“Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato” (Lc 14,7-14). Questa la frase condivisa oggi da Chiara sulla sua pagina come Parola di Luce da cercare di vivere insieme in questa Domenica con delle letture particolarmente stimolanti.

Aiutaci Signore a crescere nell’umiltà. Donaci un cuore nuovo e uno Spirito nuovo. Nella prima lettura oggi in Siracide 3,19-21 ci riveli che orgoglio-superbia-vanagloria sono un seme in noi che – se trascuriamo – cresce e mette radici arrivando a fare ciò che vediamo in natura quando anche le strade sono dissestate e rotte perché le radici crescono. Aiutaci oggi a iniziare a tagliare queste radici riconoscendole e consegnandole a Te. Aiutaci a iniziare a seguirti in modo nuovo nella via dell’umiltà da Te tracciata, quella Via di apparente sconfitta ma di piena libertà! Metti in noi il seme della Tua Presenza e dell’umiltà, aiutaci ad innaffiarlo con la preghiera e la pratica delle virtù perché cresca cresca cresca e soffochi la pianta della superbia che troppo spesso ci governa facendoci disperdere e fare ciò che non vogliamo fino a ferite noi stessi e gli altri con scatti d’ira e di ego autoreferenziale. Sì Signore ripetiamo il nostro Confido in Te, In Manus Tuas Domine!

 

Donami un cuore puro, donami la castità del cuore!

Sat, 2013-08-31 08:18

persona_-_sguardo_intenso_imagelarge“Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste cose non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo santo Spirito” (1Ts1,4-8).

Una parola forte, che non può lasciare indifferenti…

Questa è la frase che una mattina, aprendo il computer, trovo indicata da Chiara Amirante affinché tutti ci impegnassimo a viverla. Ogni giorno inizio la giornata con la meditazione della Parola di Dio e tutti insieme poi ci si impegna a provare a vivere una specifica parola frutto della lectio divina vissuta e – negli ultimi anni – abbiamo la possibilità di cercare in unità di vivere la stessa Parola pur essendo in diverse parti del mondo perché Chiara la pubblica sulla sua pagina. Pregando e meditando ho sentito sgorgare questa preghiera:

“Donaci Signore un cuore puro capace di guardare il mondo, i fratelli e le sorelle attraverso il tuo sguardo di Padre e di misericordia”. Se riuscissimo dinnanzi al prossimo ad immaginare come lo guarda Dio, pensando che anche lui come noi é stato un bambino/a é che Lui così sempre ci vede… anche quando abbiamo le ginocchia sbucciate… Allora cambierebbero molti nostri atteggiamenti. Mi piace anche in metro o in autobus o mentre cammino guardarmi intorno e ripetermi: “Anche lui/lei sono figli di Dio”. Sì Signore donaci un cuore puro, semplice, nuovo.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… l’Amore!

Wed, 2013-08-28 15:00

Male del MondoQualche giorno addietro il mio amico e fratello Paolo ha pubblicato questa foto che riporta questa bella scritta: “L’idea che alcune vite contino di meno è la base di tutto ciò che di sbagliato c’è nel mondo”.

L’ho condivisa anch’io su Facebook e tra i diversi commenti ho notato questo: “belle frasi che non costa niente proferire … ma tra il dire e il fare..?”

Bella provocazione direi. Ma nel cuore subito mi è tornata in mente la risposta di Chiara Amirante ad un incontro: “Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Amore!” E di quale amore stiamo parlando? Di quello con la “A” maiuscola. Di quello concreto, fatto di sudore e fatica. Di quello che costa sempre, anche se poi ti torna centuplicato in felicità interiore al di là della gratitudine o meno altrui. Sì, della carità concreta che subito ci fa pensare ai senti, ma che io associo alla mia nonna che si è spesa una vita intera tra fatiche e sofferenze tirando su con il nonno ben otto figli oggi tutti sposati con un minimo di due figli a testa. Penso a papà che non si è mai ritagliato nulla per sé, sempre disponibile per qualsiasi aiuto con chi ne avesse bisogno, sempre pronto a rinunciare per dare, concreto nel fare, nel cercare soluzioni perché l’altro stesse bene… Penso alla mamma che si sveglia presto la mattina per organizzare la giornata dei figli e del marito, che si consuma giorno dopo giorno in mille peripezie e lavori nel silenzio senza che nessuno dica i grazie realmente dovuti a ciò che fa. Penso al lavoratore o alla lavoratrice che mette impegno e passione cercando di fare al meglio ciò che le compete al di là di tutte le giuste considerazioni da sindacalisti. Penso a tanti che nel silenzio e nel nascondimento ogni giorno mettono amore concreto in ciò che fanno. Penso a chi mette spirito d’iniziativa nella vita non attendendo che qualcuno ti richieda quel bene per te possibile e accessibile. Non si tratta dunque di essere eroi. Ma di cercare di fare al meglio tutto ciò che è in nostro potere. Allora sicuramente dall’Alto un aiuto e un surplus di Grazia arriverà. Sì, tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Amore, quello con la “A” maiuscola, quello concreto o almeno l’averci provato con tutte le nostre forze a realizzarlo.

Tale Madre, tale Figlio…

Tue, 2013-08-27 11:12

Quando incontriamo qualcuno, volto, espressioni, gesti e tutto ciò che traspare dall’insieme ci comunicano almeno qualcosa della sua persona…Qualcosa, perché il mistero celato dietro ai tratti è simile a tanti altri misteri di fede: l’uomo espressione eccellente dell’universo, voluto da Dio a Sua immagine e somiglianza, possiede pur qualcosa in fatto di Mistero…Capolavori del Creato (foto cfsyn)Ma sostiamo, in questo tempo di tanti incontri e di possibilità relazionali (ho letto e apprezzato quelli delle vostre missioni!), a considerare soltanto quanto sia interessante scoprire la bellezza della consegna, del dono assimilato, del saper dare a chi ci sta a cuore ciò che siamo e abbiamo o possediamo davvero Modelli di riferimento: Maria, nostra Madre impareggiabile, tante di quelle sante -che abbiamo anche celebrato anche in questo mese- e S. Monica, madre e cristiana eccellente che precede di un giorno nella nascita al cielo (calendario liturgico) il suo illustre figlio, sant’Agostino…Ella ha trovato quel ‘coraggio di annunciare il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte’ di cui parla Paolo, sia al marito non proprio ideale, al resto della famiglia (sembra un altro figlio e una figlia) e a quel figlio primogenito e ribelle, alla ricerca di se stesso su strade non proprio facili, nel modo più semplice e realistico: trasmettendo vita concreta e coerente e non parole, non assillando con discorsi o prediche, solo edificando con l’esempio costante, quotidiano, sofferto sino alla croce, sperando contro ogni speranza o apparenza… E’ un fatto: Dio che guarda l’interno, l’intimo dei suoi e non le apparenze, che consola e risolleva i poveri, coloro che gridano a Lui, le ha concesso molto più di quanto, credo, avesse chiesto e sperato per quella stessa sua partecipazione alla sua misericordia che è sofferenza offerta e condivisione quotidiana della Croce. 24200
La storia di Monica mi ha sempre commosso, come quella di ogni madre che non possiede mezzi straordinari, non si affida a conoscenze e sistemi umani per conquistare il figlio al vero Bene e mi chiedo se il segreto sia l’insistenza della sua preghiera, la sua perseveranza o la sua stessa giustizia, il vivere, cioè, integralmente il vangelo senza pretesa di mostrarne l’evidenza…Il salmo 138 e il brano di Matteo(23,23ss) della liturgia odierna, che descrive l’esatto contrario di chi vorrebbe accampare meriti nei confronti di Dio, rispondono pienamente ai miei interrogativi e mentre scrivo per ‘noi’, vedo affiorare le risposte: Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,ti sono note tutte le mie vie.
La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano.
Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me inaccessibile…fonte-eterna-giovinezza
Preghiera di chi desidera lasciarsi condurre e plasmare da Dio: mi sembra di ascoltarla dalla voce di Monica che, all’alba o di primo mattino, affida ogni pensiero ed ogni suo gesto alla guida dello Spirito e agli angeli di quanti incontrerà, pensieri e parole ponderate alla Sapienza di Maria…Certamente sulle orme di Maria avrà camminato come poche altre, aggrappandosi a Colei che ben conosce il patire dell’anima umana e di quella della donna in ogni nota, e praticando giustizia, misericordia e fedeltà ha aperto i cammini della nuova umanità, della conversione del cuore. Impossibile altrimenti ogni sforzo, ogni presunto slancio, ogni tentativo d’andare a Dio, l’Unico, l’Altissimo e il Santo, utilizzando mezzucci, mezze misure e bandiere per propagandare il cristianesimo alla maniera di coloro che si arruolano per utilità ed interesse. Quasi come succede in estate, quando siamo un po’ più liberi da doveri ordinari e possiamo scegliere luoghi, persone e cose da fare, anche i rapporti umani autentici si rinsaldano, compresi quelli familiari, altri entrano in crisi perché hanno in sé falle e strappi che devono essere presi seriamente in considerazione…Mariti, figli, mogli, sorelle, fratelli, genitori: il nostro cuore, se non è atrofizzato dall’inedia e dall’egoismo, ha capacità di amare tutti e bene, ma è capace e forte nell’amore, formato ad amare, allenato giorno per giorno con l’esercizio e la ‘virtus’ che è forza in ogni sua forma? Monica (331-387), madre virtuosa, cioè salda e tenace nell’autentico amore cristiano, nonché materno, figlia di Maria in ogni cosa, ha raggiunto l’obiettivo: per la sua gratuità d’amore ha ricevuto ricompensa nei Cieli e di lei si può ben dire, ancora, dopo oltre 16 secoli: 16047335-mother-and-her-son-holding-hands-and-walking-in-a-gardentale Madre, tale Figlio, perché la santità è una sola e per giustizia non siedono sui troni i sapienti, né i reali della terra, né coloro che hanno svolto particolari ministeri, ma gli umili che a Dio si affidano e a Lui rendono grazie e lode, in totalità di amore e fedeltà. Che santa Monica (da cui Agostino dice di essere stato generato ‘due volte’) aiuti tutte le madri a trasformare in amore ogni impossibile sofferenza e la Chiesa intera ad essere modello di giustizia, misericordia e fedeltà…

Preghiera di un ragazzo omosessuale

Sat, 2013-08-24 11:19

mano soleA volte basta un accenno all’orientamento sessuale di una persona per cominciare a mettere etichette…

A volte basta un pregiudizio per scartare, una generalizzazione per perdersi l’originalità di un figlio di Dio.

Forse non è il titolo migliore “preghiera di un ragazzo omosessuale”, perchè rischia di ingenerare dentro di noi chissà quali sentimenti o pensieri. Non esiste la preghiera omosex o quella etero… Esiste sempre e solo l’unicità della singola persona, che solo Dio è in grado di giudicare.

L’autore si fa chiamare “Eliseo del Deserto”… capirete perchè. Di lui abbiamo pubblicato anche la lettera che scrisse a Papa Francesco qualche tempo fa, e ora vi proponiamo questa sua preghiera a Dio. Buona lettura e buona preghiera!

http://eliseodeldeserto.blogspot.it/2013/08/preghiera-di-un-ragazzo-omosessuale.html

 

Tu sei invidioso perché io sono buono?

Wed, 2013-08-21 10:50

Il Vangelo di oggi Matteo 20,1-16 sicuramente non piacerebbe ad un sindacalista. Ma é profondamente vero…

Se il Signore si é accordato con noi per un denaro perché dovremmo lamentarci pretendendo di più?!? Troppo spesso lo sport preferito da noi cristiani é la critica, il mugugnare, il pretendere sempre e comunque senza sapere gioire di ciò che abbiamo. Troppo spesso si pensa di sapere meglio di Dio ciò di cui avremo bisogno o ciò che Lui dovrebbe fare… Ricordiamoci – come nella parabola di oggi – che anche nella nostra vita il Maestro é passato e ci ha tolto dalla strada, dal non far niente, dal vuoto, dal nulla, dal peccato, dalla morte…Dandoci la possibilità di essere protagonisti nella vita e di lavorare nella Vigna!! Che fiducia e che responsabilità! Allora la vera paga é già il poter lavorare nella vigna. La vera paga é la comunione con Lui! Non abbiamo nulla da pretendere, solo da lodare e ringraziare! E se concede ad alti di più… Lode a Lui che é buono e che nella Sua Sapienza infinita sa bene ciò che opera… E lode a Dio che arricchisce un fratello o una sorella che é un altro me! Siamo in cordata. Il Vangelo non sono chiacchiere e lamentele, ma vita e concretezza. Grazie Signore per ricordarcelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,1-16.

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

#fallingplates – piatti che cadono

Mon, 2013-08-12 09:24

Un video da vedere fino alla fine. Fermatevi 2 minuti e cliccate play #egioiasia sempre!

 

Confessione 2.0 – Upgrade & Buono Gratuito

Sun, 2013-08-04 09:00

Aggiornamento Confessione 2.0 Nel 2002 ero in missione a Zevio (VR) e un carissimo amico sacerdote, parroco da anni nel veronese, mi fece vedere un bigliettino che da giovane sacerdote utilizzava come pretesto di aggancio ed evangelizzazione. C’era scritto: “Buono gratuito per la confessione”. Devo dire che l’idea la trovai geniale e così mi stampai anch’io dei bigliettini simili mettendo un testo ad hoc che spiegasse in modo simpatico la grande Grazia del sacramento della Riconciliazione includendo all’interno l’immagine bellissima di Gesù che sostiene un giovane che l’ha appena pugnalato… “Gesù non ci condanna mai, neppure quando abbiamo i chiodi e il martello tra le mani” era la frase da me scelta una volta aperto il buono gratuito per la confessione.

I risultati per la strada sono sempre stati positivi. Fermando chiunque con una battuta: “Lo vuoi un buono GRATUITO?” Generalmente la risposta è affermativa e così si ritrovano questo biglietto che lì per lì lascia perplessi. C’è chi sorride. C’è chi chiede. C’è chi si ferma a parlare capendo la provocazione.

Condivido con voi questi aneddoti perché a volte basta davvero poco… Semplicemente il buttare un ponte e il donare un tempo di ascolto sincero. Non ci sono alla fine tecniche migliori di queste. Infatti credo fermamente che la migliore definizione che si possa dare della missione sia questa: “Evangelizzare è Amare”.

Vi lascio consegnandovi il “buono gratuito” per leggere le indicazioni, ma soprattutto per sfruttarlo! Fate un buon aggiornamento di sistema… Ogni tanto è importante… E direi necessario farlo con frequenza! #egioiasia

Buono Gratuito Confessione

Lettera di un ragazzo omosessuale a Papa Francesco

Wed, 2013-07-31 08:12

Papa Francesco con i giornalistiDopo settimane densissime di gioia e di parole profonde a Rjo durante la GMG, ora stranamente i titoli dei giornali si sono concentrati su un’unica risposta di un’ora e venti minuti di conferenza stampa tenutasi nel volo di ritorno con Papa Francesco.

Certamente le sue parole sul tema sono importanti: «Se una persona è gay e cerca il Signore con buona volontà, chi sono io per giudicarlo? Il Catechismo insegna che non si devono discriminare, ma accogliere. Il problema non è avere questa tendenza, il problema è fare lobby e questo vale per tutte le lobby, d’affari, politiche, massoniche».

Ma la prima reazione che mi viene da avere è: possibile che si dimentichi tutto il resto? Poi ci rifletto meglio e forse è giusto anche così. Forse questo ci fa capire il termometro di quanto certi temi come questo siano urgenti. Sono temi troppo spesso trattati male e in modo superficiale, come la stessa situazione di emarginazione e confusione a volte per i fratelli e le sorelle che sono divorziati/e risposati/e [Su questo ultimo tema rinvio a questo vecchio post e ad un servizio realizzato a Rai2 tempo addietro].

Come ebbe a dire fin dall’inizio Papa Francesco: «Preferisco mille volte una Chiesa incidentata piuttosto che malata per chiusura in se stessa».

Oggi mi fermo qui nell’abbozzo di riflessione proponendovi tre letture.

  1. La prima è una sintesi delle risposte date dal Papa alla conferenza stampa tratta dall’Avvenire. Se invece voleste ascoltare l’intero file audio integrale sicuramente vi aiuterà ancora di più a comprendere senza mediazioni le parole del Santo Padre, oppure le potete leggere: “Testo integrale Conferenza Stampa“.
  2. La seconda è una lettera che mi è stata recapitata con questo oggetto “Lettera di un ragazzo omosessuale a Papa Francesco“. Merita davvero la lettura fino in fondo è davvero un testo toccante che rivela il cuore bellissimo di questo ragazzo e il resto lo lascio scoprire a voi…
  3. La terza è la panoramica vera della GMG consigliandovi ogni giorno di dedicare un tempo a rileggere un testo alla volta dei discorsi di Papa Francesco nella XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù a Rjo.

Caro nonno…

Mon, 2013-07-22 14:57
IMG_1527Caro nonno Marino, scorro le foto e ricordo i momenti delle passeggiate insieme, delle riparazioni alle biciclette-auto-tapparelle nel tuo essere un tutto-fare, delle ore passate a pescare insieme facendo finta di portare a casa grandi pescate (comprando il pesce perché non si prendeva mai niente), del tuo modo scherzoso e grato alla vita, delle riunioni di famiglia con gli 8 figli che hai dato al mondo insieme alla nonna Gina diventando presto bisnonno e intessendo con tutti storie profonde e vere, dei momenti passati fin da piccolo nella vostra casa sempre aperta a tutti… Con tutti avevi un rapporto unico e speciale. Che eredità che ci hai lasciato… Valori importanti e autentici vissuti con la radicalità di chi si è conquistato dal nulla ogni cosa spendendosi sempre per gli altri. Mi scorrono davanti le immagini del documentario realizzato da Michele su di te “Il macchinista”… Ripenso alle tue frasi storiche ricche di sapienza… Ai racconti della guerra, delle locomotive e dei treni a vapore guidati fino all’elettronica… Alle domande profonde e alle partite a carte… Il cuore si gonfia di gioia sapendoti ora con nonna, lo zio don Giuseppe, don Salvatore e tanti altri… Ti porto nel cuore e ti ringrazio e in modo speciale ringrazio Dio del dono che sei!

 

APPROFITTO DI QUESTO POST PERSONALE per invitarvi a leggere le bellissime parole di PAPA FRANCESCO sull’importanza dei nonni: PAPA FRANCESCO, La saggezza dei nonni, Residenza di Sumaré, Rio de Janeiro, Venerdì, 26 luglio 2013.

 

foto di famiglia 2002

Sono forse responsabile di mio fratello?

Tue, 2013-07-09 10:23

image“Sono forse responsabile di mio fratello?” Sì, lo sono… Siamo tutti legati da un viscerale legame in Dio Padre! Signore aiutaci a dilatare il nostro cuore uscendo dal ripiegamento su noi stessi che così prepotentemente ci fa egoisti ed egocentrici perdendo il riferimento di ciò che davvero conta nell’unica vita che ci hai affidato e nel campo che ci affidi da custodire e coltivare insieme.

Meditiamo le parole di Papa Francesco: Visita a Lampedusa – Santa Messa (8 luglio 2013)

Se c’è Dio nel cuore…

Tue, 2013-07-02 07:01

image«Perché avete paura, gente di poca fede?» Se c’è Dio nel nostro cuore non c’è notte che sia così buia da oscurare la luce, non c’é tempesta così intensa da farci perdere la rotta, non c’è in fondo nulla da temere perché il Tutto é con noi. Eppure troppe volte basta così poco per perdere la pace… Motivo in più per ripetermi: «Uomo di poca fede!»

Ripesco dal blog due vecchi post: -La barca fatta di legno e di umanità  -Anche se dorme, l’importante è che sia con noi sulla barca!

L’Amore apre gli occhi del cuore.

Mon, 2013-07-01 09:00

DiscernimentoNon è facile capire quale sia la volontà di Dio a volte. Se il discernimento è tra un bene e un male oggettivo, non ci sono grandi difficoltà. Quando invece ci si trova in situazioni concrete della vita diventa difficile declinare la propria volontà. A volte la coscienza è annebbiata. Altre volte può esser diventata cieca per l’abitudine al peccato. Altre ancora l’”angelo di luce” – ovvero il diavolo – è così astuto da metterci dinnanzi a tante possibili opzioni di bene o apparente bene creando confusione e sfibrandoci, allontanandoci da quella che è la vera e unica volontà di Dio a cui siamo chiamati nell’attimo presente.

La prima certezza è che la volontà di Dio è sempre per la nostra gioia piena. A volte, anzi spesso, è una conquista che passa necessariamente per una croce da abbracciare. Sempre invece sappiamo che decidere è recidere: in ogni scelta qualcosa si abbraccia e altro si lascia. Ogni strada, ogni decisione per il bene – ad esempio una scelta vocazionale – ha aspetti meravigliosi e altrettante rinunce e ascesi.

La seconda indicazione che mi sembra utile è la distinzione dei livelli. In primis sappiamo che tutti come cristiani siamo chiamati alla santità, per cui a deciderci per Dio, ovvero alla sequela di Cristo. Il primo livello è essere discepoli mettendo Dio al primo posto nel cuore e nella vita concreta di tutti i giorni puntando in alto e non perdendo l’orizzonte dell’eternità. Un secondo livello vocazionale può essere un particolare cammino di fede come la chiamata in un particolare carisma o servizio o realtà ecclesiale che si rivela nel tempo come evidenza o come un innamoramento. Il terzo livello è il come vivere questa opzione per la santità, come declinare e vivere quella particolare chiamata in uno specifico cammino di santità. A volte le cose si presentano chiare e unite, si sente la chiamata al matrimonio e si è incontrato lo sposo o la sposa in un cammino francescano comune ad esempio, altre volte invece si è compreso prima lo stato di vita e nel tempo nasce nel cuore l’esigenza di un percorso che Dio presenta all’improvviso e gradualmente allo stesso tempo. A volte ci sono certezze interiori fulminee come per san Paolo, altre cammini faticosi come per sant’Agostino… Certo è che la costante è sempre l’iniziativa di Dio, il necessario ascolto da parte del discepolo, la fatica del mettersi in discernimento con un padre spirituale e facendosi aiutare da tutti gli strumenti che Madre Chiesa fornisce. Certo è che non si può mai stare fermi e bisogna camminare. Sia san Paolo sia sant’Agostino hanno atteso, trascorso anni, tempi determinati di riflessioni, preghiera, confronto ed esperienza per capire, approfondire, comprendere e poi decidere definitivamente con la benedizione di chi era per loro canale di Grazia. Il livello dello stato di vita oggi è il più difficile: matrimonio o sacerdozio o vita religiosa o consacrazione laicale o vita comune o nel mondo… Tante infinite possibilità per un unico cammino a servizio del Regno di Dio. Tutte possibilità belle e alte. Non ci sono vocazioni di serie A o altre di serie B. C’è un progetto personale di Dio su ciascuno. Gratia supponit natura pertanto la concretezza della nostra storia e realtà parlano già molto, come gli eventi in cui Gesù è passato e ci ha fatto vibrare il cuore in modo speciale in un particolare contesto e momento. Ma la scelta diventa difficile a volte. Se si sta camminando in un certo percorso avendo fatto tutti i passi con la prudenza e l’umiltà del confronto con chi ci segue, finché nel fondo del mare non si vede chiaro per l’agitarsi delle onde, ci si astiene da ogni scelta continuando a camminare per la stessa via. Anche la saggezza popolare ci ricorda questo. Arriverà chiara e crescerà nel tempo una luce interiore nella quiete e in una sana inquietudine, nella certezza e in una dose di follia e abbandono; allora sarà il momento di prendere la nuova Via che Colui che è la Via, la Verità e la Vita ci avrà indicato.

Concludo con due indicazioni che per me sono state e sono importanti sempre.

Se si è in cammino e si vive il primo livello – la sequela di Cristo – si può stare sereni: già si sta realizzando quel progetto unico e personale di Dio. Scelto Dio davvero, il resto è un dettaglio che piano piano si delineerà e anche se non si delineasse gli altri passaggi senza il primo non hanno senso, per cui concentriamoci sul primo punto.

Amare è il cuore del messaggio cristiano. Amare come Gesù ci ha insegnato e testimoniato. Se ci riuscissimo sempre e già ora, saremmo santi. Dio guarda il cuore, non l’aspetto o il risultato. Per cui impegnarci in quello sforzo tenendo a quell’Amore purifica il cuore, gli occhi dell’anima come un collirio negli occhi. Realizza la sostanza della vocazione di ciascuno. Il dono di sé è lo sforzo su cui concentrarsi in ogni attimo, cercando di amare come ci ha amato Lui. La donazione aiuta a capire quello che Dio vuole.

L’Amore apre gli occhi del cuore. Ama e poi capirai!

Potete continuare la meditazione sul discernimento e la coscienza nella sequela di Cristo con le parole dell’Angelus di Papa Francesco del 30 giugno 2013:

http://www.news.va/it/news/angelus-30-giugno-2013

Chi era Gesù per Pietro e Paolo? E chi é per me?

Sat, 2013-06-29 10:10

imageLa “Parola di Luce” scelta oggi nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo é la seguente: “Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»” (Mt 16,13-19).
Chiara Amirante ha espresso in Facebook questa domanda: “Tu chi dici che sia Gesù? Credi davvero che sia il Cristo il Figlio del Dio vivente, il Verbo di Dio che è venuto ad abitare in mezzo a noi. Ti lasci mettere in crisi dalla Sua Parola, provi a viverla con radicalità? Credi che nelle sue parole ci sono le risposte ai bisogni più profondi del tuo cuore?”

È una domanda importante e centrale… Che forse chiama ad una revisione di vita. Ci chiede di fermarci e guardarsi dentro. Guardare anche alla testimonianza di martirio delle colonne della Chiesa Pietro e Paolo… A confrontarci con loro nella misura della risposta che loro stessi hanno fornito fino a dare la vita per Gesù Cristo. Due storie e due vite diverse, ma entrambe segnate dal passaggio di Cristo sul loro cammino, con una nuova esistenza fatta prima di cadute e difficoltà, poi di un tempo di preparazione e deserto, infine di un battesimo nello Spirito Santo che li ha consacrati araldi del Vangelo e Apostoli fino all’effusione del sangue.

Ed io? Come rispondo a questa importante domanda?

Il grande problema é che a livello superficiale tutto può sembrare coerente e lineare, ma andando nel profondo di questa domanda e di quanto il Vangelo stesso ci chiede, a volte il rischio è che si perda lo zelo, l’entusiasmo, l’amore con cui si è iniziato a seguire Gesù. Questo é successo anche ai discepoli, soprattutto perché avevano aspettative verso il Maestro che erano state disattese. Chiedo al Signore mai mi faccia perdere lo stupore e la meraviglia per le piccole cose e soprattutto per la Sua Presenza. Gli chiedo possa conservare e crescere sempre l’Amore e l’ardore nel mio cuore per Lui… Che lo zelo sia un fuoco sempre crescente e sempre in donazione! Signore fa che non solo a parole io ti segua ma soprattutto a fatti, nella verità e volontà! Tu chi dici che sia Gesù? Spero a questa domanda possa rispondere non tanto ciò che dico o potrei scrivere, ma la concretezza del mio vivere quotidiano. Le opere, i piccoli gesti, il mio vivere parli di Te Signore e profonda il profumo della Tua dolce e infinita Tenerezza e Misercordia!

Incontro il 26 giugno 2013 a Roma per i diritti delle vittime

Thu, 2013-06-20 14:40

motoA Roma si organizza un Convegno, che fa parte della Kermesse culturale IN-GIUSTIZIA, promossa dal Dipartimento tutela Vittime della Violenza di FDI: “I diritti delle Vittime nella Costituzione”. La data è mercoledì 26 giugno 2013 alle ore 17,30 presso la Camera dei Deputati, Palazzo Valdina, Sala del Cenacolo, Vicolo Valdina 3. Tra le personalità della politica presenti ascolteremo le testimonianze dei familiari delle Vittime di violenza, la criminologa Roberta Bruzzone e la Presidente di Victims Fellowship Italia Marcella Clara Reni.

Per entrare occorre accreditarsi con nome e cognome da inviare entro venerdì 21 giugno a info@fdivittimeviolenza.it

La morte non è niente

Thu, 2013-06-20 10:20

alberi 3In questi giorni di incontri, ascolto, situazioni limite della vita, il pensiero vola in diverse direzioni, a volte sembra d’essere come una barca nel mare in tempesta e facilmente si perde la pace… Ma proprio in quei momenti mi fermo e cerco di ascoltare dentro di me quel “Taci” o “Fermati” che Gesù Cristo disse placando in un istante la burrasca. Cerco dentro di me di sentire quella parola che in aramaico pare suonasse perentoria e veloce in una parolina molto breve e la ripeto dentro me fermandomi a pregare ovunque mi trovi. Così… le molteplici tempeste giornaliere – ovvero il tentativo di satana di rubarci il dono della gioia e della pace – vengono sbaragliate dal dolce Nome di Gesù. Niente è più potente di una semplice preghiera. Niente è più potente di fermarsi un istante per ricalibrare il cuore e l’anima. I Padri della Chieda parlavano dell’uomo come il “plettro” che lo Spirito Santo vuol usare per produrre la musica del Cielo sulla Terra, a me in questi momenti sembra d’esser una corda da riaccordare perché la chitarra non strida. In questi attimi in cui mi rendo conto che necessito di una pausa lancio una freccia al Cielo che sempre prontamente risponde e il mio modo privilegiato a volte è fermarmi con la Parola di Dio, altre volte in Adorazione, più spesso parlando a Gesù o a Maria Santissima nel cuore, ma altre ancora mi aiuta leggere qualche passaggio o omelia o scritto di un santo… così, eccomi a scrivere di getto queste poche righe per condividere con voi lo spendore di questo testo di sant’Agostino.

Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto.Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!

Sant’Agostino

 

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Scott Holland

Un tesoro in vasi di creta e una morte che può dare la vita…

Fri, 2013-06-14 09:09

dolore croceQuest’oggi – come sempre – ho meditato il Vangelo del giorno. Poi ho guardato quale “parola del giorno” fosse stata condivisa da Chiara Amirante nella sua pagina; con grande stupore mi sono trovato una lettura che sempre mi ha affascinato e che spesso ha parlato al mio cuore: 2Cor 4,7-15. La prima lettura della liturgia odierna è in modo speciale un concentrato dell’essenza del cristianesimo e del mistero della vita.
Condivido così di getto e in modo semplice alcuni pensieri…

Di questo brano oggi più che mai mi hanno colpito due passaggi.

Il primo è l’incipit. “Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi.”
Spesso ci chiediamo perché si ricada sempre negli stessi errori o dinamiche. Sopraggiunge anche il dubbio che Dio si stanchi di noi… Invece Lui sa che siamo “creta”! Forse il punto chiave è proprio qui. Se anche noi “facessimo pace” con questa verità esistenziale, allora il nostro super-io lascerebbe lo spazio necessario alla Sua Grazia.

Il secondo passaggio che mi ha colpito é: “Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.”
Spesso non ci rendiamo conto che dinnanzi al mistero della sofferenza abbiamo solo due strade: rifiutarla e dunque subirla passivamente non cambiando nulla comunque; oppure entrare in quello che la Scrittura definisce come “crogiolo” che purifica “guardando a Colui che hanno trafitto”, a Colui che è Maestro e Signore e non ha disdegnato di provarsi della sua ricchezza per noi “spogliando se stesso… fino alla morte di croce”. Allora il dolore sicuramente non va cercato, saremo dei masochisti! Ma se si presenta, come sempre per tutti accade, sotto la forma di una specifica prova o più prove personali, può essere solo abbracciato. Si tratta di abbracciare la nostra croce quotidiana. Offrendola permettiamo a Dio di generare vita intorno a noi e attraverso di noi. Se ci pensiamo è qualcosa di inscritto nella nostra natura, basta osservare una donna che partorisce o più alla portata di tutti si sperimenta che ogni grane risultato passa per tanti sacrifici e croci…

“Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.” Ci sono due tipi di morte che può operare in noi: quella che é frutto del peccato, che non genera vita ed ha come unico rimedio il pentimento, la Confessione e la riparazione. Ma esiste poi la morte di ogni giorno a se stessi abbracciando la propria croce per seguire Gesù. Questo secondo tipo permette a Colui che ha già vinto di operare con la potenza della Sua Resurrezione! Possiamo continuare a vivere una morte dentro il cuore, é la croce, ma se offerta per amore genera vita negli altri. La croce portata nel silenzio, senza lamentele, con il sorriso, con spirito di servizio e dono di sè spiazza, confonde, folgora, illumina, genera!

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