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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 51 min ago

Intervista a Papa Francesco: p. Spadaro (La Civiltà Cattolica), “non è mai stato né di destra né di sinistra”

Sat, 2017-10-21 20:00

“È inutile tirare il Papa a destra o a sinistra, perché non è mai stato né di destra né di sinistra. Il suo approccio è sempre stato pastorale e non ideologico”. Lo ha detto padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, durante la presentazione del libro che nasce dalle sue conversazioni con Papa Francesco, dal titolo “Adesso fate le vostre domande. Conversazioni sulla Chiesa e sul mondo di domani”, questo pomeriggio, a Roma. “Quando il Papa ha detto ‘non sono mai stato di destra’ ho dovuto specificare che si stava riferendo alla dittatura argentina – ha spiegato padre Spadaro -. Voleva dire ‘non sono mai stato legato alla dittatura’, cosa di cui era stato accusato. Anzi, si è scoperto col passare del tempo che ha salvato parecchie persone. Nello stesso tempo ha anche detto ‘non sono mai stato comunista’. Questo per sottolineare la radicale distanza da qualsiasi approccio ideologico”. Il direttore de “La Civiltà Cattolica” ha indicato, infine, la cosa più detestata da Bergoglio: “Rifiuta l’ideologizzazione del cristianesimo, cioè trasformare il cristianesimo in una ideologia religiosa”.

Intervista a Papa Francesco: Badaloni, “non nasconde che le domande più difficili non gli arrivano dai giornalisti ma dai giovani”

Sat, 2017-10-21 19:36

“Bergoglio ha rivoluzionato lo strumento dell’intervista, ne ha fatto un veicolo attraverso cui far passare la sua dottrina. Ha dato una nuova chiave di lettura a questo strumento comunicativo. Il Papa ha voluto dare un nuovo peso sia all’intervista che all’omelia”. Lo ha detto il giornalista Piero Badaloni, intervenendo alla presentazione del libro di Papa Francesco, scritto con padre Antonio Spadaro, dal titolo “Adesso fate le vostre domande. Conversazioni sulla Chiesa e sul mondo di domani”, presentato questo pomeriggio nella sede de “La Civiltà Cattolica” a Roma. “Francesco scrive in un passaggio – ha sottolineato Badaloni – che l’omelia è sempre politica, perché è fatta nella polis e contribuisce alla costruzione della città, aggiunge che non deve essere fatta di concetti astratti”. Il giornalista indica anche l’elemento chiave della preparazione delle omelie: “L’ascolto della vita della gente”. Infine, un’altra novità sottolineata da Badaloni: “Avere sconvolto in maniera radicale gli schemi dei rapporti con la stampa. Il rapporto con i giornalisti diventa pastorale. E Francesco non nasconde che le domande più difficili non gli arrivano dai giornalisti ma dai giovani”.

Intervista a Papa Francesco: De Bortoli, “non considera le domande scomode una mancanza di rispetto”

Sat, 2017-10-21 19:34

“Si può e si deve chiedere tutto, con Francesco non vi è un limite. Questa è la novità del suo pontificato. Inoltre, non considera le domande scomode una mancanza di rispetto”. Lo ha detto Ferruccio De Bortoli, ex direttore del “Corriere della Sera” e autore di un’intervista a Bergoglio. L’occasione è quella della presentazione del libro di Papa Francesco con padre Antonio Spadaro, dal titolo “Adesso fate le vostre domande. Conversazioni sulla Chiesa e sul mondo di domani”, presentato questo pomeriggio nella sede de “La Civiltà Cattolica” a Roma. Secondo il giornalista, dalle interviste fatte al Papa emergono “parole che coinvolgono e avvolgono, caratterizzate da un ideale ‘a tu per tu’ con tutti i lettori. Se non fosse così sarebbe una conversazione rituale ma anche inutile”. De Bortoli ha raccontato un retroscena della sua intervista. “Francesco non chiede di conoscere le domande prima, accetta l’incontro e anche la casualità delle domande. È un gesto di coraggio raro. Nell’intervista che gli feci mandai tantissime domande. Mi fece sapere che era del tutto inutile anticiparle e che avremmo avuto una conversazione libera in spagnolo”. Infine, una sua considerazione su questo “atteggiamento di fiducia nei confronti dei giornalisti”: “Lo espone a rischi e critiche, ma crea le condizioni genuine dell’incontro. Le sue interviste non sono testi chiusi, ma cerca di guardare negli occhi i lettori”.

Intervista a Papa Francesco: p. Spadaro (La Civiltà Cattolica), “il rapporto col giornalista non è qualcosa da temere, ma struttura la sua comunicazione”

Sat, 2017-10-21 19:32

“Il Papa non adotta una strategia comunicativa quando risponde alle domande di un’intervista. È sempre se stesso. Nel momento in cui incontra l’intervistatore comunica con naturalezza”. Lo ha detto padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, intervenendo alla presentazione del libro che nasce dalle sue conversazioni con Papa Francesco, dal titolo “Adesso fate le vostre domande. Conversazioni sulla Chiesa e sul mondo di domani”, presentato questo pomeriggio a Roma. Padre Spadaro ha delineato la dinamica delle interviste col Pontefice: “Prevedono l’incontro, il faccia a faccia. Papa Francesco ha bisogno di guardare negli occhi l’interlocutore quando parla – ha raccontato il gesuita che ha realizzato la prima intervista a Bergoglio nel 2013 -. Anche quando rilascia interviste, lo fa da pastore. Quando sa di non sapere la risposta esatta include l’incertezza, anticipando un ‘non so’. Così non presenta il ruolo del Pontefice come quello di un’enciclopedia”. Nella prefazione del libro, Francesco scrive che “l’intervista ha sempre per me un valore pastorale, tutto quello che faccio ha un valore pastorale. Se non avessi questa fiducia non rilascerei interviste, l’intervista è una forma di comunicazione del mio ministero”. Il direttore de “La Civiltà Cattolica” dà una sua chiave di lettura di ciò. “Il rapporto col giornalista non è qualcosa da temere, ma struttura la sua comunicazione – ha sottolineato -. Il Papa vuole fare interviste perché ascolta le domande. E quelle rappresentano le domande della gente. ‘Usa’ il giornalista perché sa che media le domande della gente”. Un Papa che non si sottrae alle risposte, ma “rigetta la domanda che hanno già avuto una risposta, fugge il falso dubbio e il tranello. Francesco è insensibile alla pressione mediatica. Accetta però il rischio pastorale. Sa che serve prudenza e fiducia. Si sbilancia anche fisicamente. Si vuole avvicinare all’inquietudine dell’interlocutore”.

Guanelliani: Como, due iniziative nel mese dedicato alla memoria del fondatore

Sat, 2017-10-21 18:45

La Casa Provvidenza di Como ospiterà domani, domenica 22 ottobre, due iniziative nell’ambito del mese dedicato alla memoria del fondatore, san Luigi Guanella: visite guidate al museo e il mercatino “Arca di Noè”. Ne dà notizia “Il Settimanale”, l’organo di stampa della diocesi di Como. Le visite al museo si svolgeranno alle 10,45 e alle 15. Questo mese, in ricordo della morte del santo, nella sua camera, accanto al letto in cui spirò, è stata appesa la candela donatagli da Pio X e accesa durante la sua agonia. Inoltre, sul cuscino è stata posta la corona del rosario che gli fu messa tra le mani alla sua morte. Dalle 10 alle 17, sarà aperto invece il mercatino benefico “Arca di Noè”, dove si potranno trovare: vestiti, scarpe, piccoli elettrodomestici, vasellame, soprammobili, oggetti da collezione, libri e giocattoli. Il ricavato sarà devoluto alle opere di carità portate avanti dai Guanelliani.

Diocesi: Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, mons. Ricchiuti “accogliamo in fraternità rifugiati e migranti”

Sat, 2017-10-21 18:27

“In quanto battezzati, siamo chiamati tutti a riscoprirci missionari nella quotidianità, nei luoghi che ogni giorno abitiamo e frequentiamo e tra le persone che incontriamo, nella fiduciosa convinzione che questo nostro mondo ha bisogno del Vangelo e, in modo particolare, di una Chiesa che lo sappia annunciare con amore, facendosi piacevole compagna di viaggio di questa umanità, condividendo gioie e speranze, dolori e angosce”. Il richiamo è di mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti, ed è contenuto nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale che si celebra domani 22 ottobre. “La missione – ricorda il presule citando il Messaggio di Papa Francesco – non è questione soltanto di distanze geografiche, ma desiderio di vivere una vita cristiana spiritualmente intensa e dinamicamente attiva, per essere oggi Chiesa in ‘continuo esodo’ verso ‘le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo’”. Mons. Ricchiuti nel testo raccomanda che “questa importante Giornata sia ben preparata nelle nostre Comunità parrocchiali, con momenti di spiritualità e di preghiera, con iniziative tese a sollecitare generosa carità verso le Missioni, pensando innanzitutto alle missionarie e ai missionari – sacerdoti, religiose, laiche e laici volontari – che hanno lasciato, e continuano a lasciare, il loro Paese (tanti sono originari di questa nostra diocesi), per andare a parlare di Gesù a quanti ancora non lo conoscono. Non dimentichiamo – conclude l’arcivescovo – che nelle nostre città sono presenti tanti giovani, provenienti soprattutto dall’Africa, immigrati o rifugiati, cattolici o di altra fede religiosa (musulmani, in particolare): comportiamoci nei loro confronti semplicemente… da missionari; dialoghiamo con loro e accogliamoli in fraternità nelle nostre Comunità”.

Giovani: Sant’Egidio, a Genova la nuova sede della Scuola della pace

Sat, 2017-10-21 18:00

Sarà inaugurata il 23 ottobre la nuova sede della Scuola della pace della Comunità di Sant’Egidio di Genova, allestita al quinto piano del plesso Aldo Moro dell’Istituto Comprensivo “Voltri 2”. Per l’occasione saranno presenti l’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, l’assessore alle politiche educative del Comune di Genova, Francesca Fassio, e il presidente del municipio Ponente Claudio Chiarotti. “I locali – spiegano i responsabili genovesi della comunità – ospiteranno le attività del centro per minori di Sant’Egidio, attivo nel quartiere del Cep da dieci anni, grazie all’impegno gratuito e volontario di decine di studenti liceali e universitari, e coinvolgeranno un centinaio di bambini e ragazzi per tre pomeriggi la settimana in attività di supporto scolastico e di educazione alla pace e alla solidarietà”. La nuova sede che verrà inaugurata dopodomani è stata ristrutturata e arredata grazie al contributo di Ansaldo Energia, Fondazione Carige, Rina e Studio Rosselli, con il supporto tecnico di Sistemi Service. La Scuola della pace del Cep opera in un contesto di forte difficoltà. Come spiegano i responsabili di Sant’Egidio, “tra le unità urbanistiche del Comune è quella con il reddito imponibile medio più basso e il tasso di disoccupazione e l’indice per il disagio sociale più alti. Il tasso di scolarizzazione è il più basso a livello cittadino e più di due volte e mezzo inferiore a quello dei quartieri con il grado di scolarizzazione più elevato nonostante sia il quartiere con la più alta densità di minori”.

Migranti: mons. Galantino, “politiche migratorie siano strettamente connesse con le politiche di sviluppo”

Sat, 2017-10-21 17:46

“La povertà oggi ha il volto della dignità derisa e offesa del giovane che non riesce a trovare lavoro, dei favoritismi, dei familismi, della non meritocrazia, della non partecipazione riservata a tutti ma solo a pochi. Eppure oggi quando si parla di povertà, la mente va subito ad afferrare le immagini di chi sbarca sulle nostre coste, degli immigrati che hanno scelto di vivere stabilmente sul nostro territorio. Non si può cadere nell’errore di associare sempre e comunque l’immigrazione alla povertà”. Da Modena, dove è in corso il Festival della Migrazione, organizzato da Fondazione Migrantes e Porta Aperta insieme a una ventina di associazioni e istituzioni, a parlare è il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino. Nel suo intervento dal titolo “Disuguaglianza, povertà e migrazione”, il segretario della Cei ha ribadito che “non si può nemmeno dimenticare che la vita del migrante, che si svolge in un contesto socio-culturale ed economico molto diverso da quello del paese di origine, presenta elementi di criticità che necessitano, per questo, di un costante monitoraggio e di azioni mirate”. Vere sono, invece, per il presule, “le connessioni tra povertà e immigrazione e tra immigrazione e povertà. Questo stretto legame tra immigrazione e povertà – ha spiegato – chiede che le politiche migratorie siano strettamente connesse con le politiche di sviluppo, che la salvaguardia del diritto di migrare sia connesso con la salvaguardia del diritto di rimanere nel proprio paese. Questo richiederebbe una maggiore tutela del transnazionalismo vissuto dai migranti (attraverso le rimesse, i ritorni, gli scambi…), come pure la partecipazione dei migranti a processi di co-sviluppo – come sembra previsto dalla nuova legge sulla cooperazione internazionale e come da anni è in atto in molte Ong – che presuppone, però, una integrazione e una forte partecipazione dei migranti alla vita della città, oltre che accordi tra l’Italia e i Paesi che, spesso, sono al di là del Mediterraneo”. Dati Istat e Inail alla mano mons. Galantino ha parlato di “segregazione occupazionale, povertà e vulnerabilità diffuse, differenze salariali, difficoltà abitative” che colpiscono i lavoratori stranieri e che richiamano l’assenza fondamentale di diritti fondamentali. Si tratta di diritti che nelle nostre culture liberali, marxiste e cattoliche dal 1848 ad oggi sono stati affermati sul piano delle persone (donne, minori, malati…), dei mondi (lavoro, scuola, salute, famiglia…) e delle cose (reddito minimo, casa, voto…), ma che oggi sono negati a chi si muove, a chi è precario, a chi è straniero”.

Ecumenismo: in Polonia sono numerose le iniziative in preparazione del Congresso internazionale

Sat, 2017-10-21 17:45

Il Congresso ecumenico internazionale che si svolgerà a Lublino nell’ultimo week end di ottobre viene preceduto in diverse città polacche da numerose iniziative ecumeniche. Nella serata di domenica 22 ottobre, a Cracovia, inizierà una maratona ecumenica di letture bibliche. Gli organizzatori dell’evento sottolineano che la data della maratona è strettamente legata al 500° anniversario della riforma di Lutero. “È stato proprio grazie alla riforma protestante che la Sacra Bibbia è stata tradotta in lingue nazionali, e conosciuta in tutto il mondo”, rilevano. Don Lukasz Kamykowski, responsabile per il dialogo ecumenico dell’arcidiocesi di Cracovia, osserva che “nonostante i cristiani non siano ancora in piena unità e non possano condividere il pane eucaristico, possono tuttavia già oggi condividere la Parola di Dio al di sopra delle barriere che dividono le varie confessioni”. “L’ecumenismo deve unire i cristiani, e noi basandoci sulla Parola di Dio speriamo di poter elaborare dei programmi che aiutino nella costruzione dell’intesa e dell’unità”, aggiunge don Tomasz Siuda, vicepresidente del Gruppo ecumenico di Poznan che dal 23 al 30 ottobre organizza nella capitale della regione di Wielkopolska la Festa ecumenica della Bibbia.

Migrazioni: mons. Galantino, “non possiamo volgere le spalle ai tanti giovani che reclamano di poter essere – non solo sentirsi – italiani”

Sat, 2017-10-21 17:45

“Una politica migratoria non può non prevedere una dinamica e legittima regolamentazione all’ingresso, il facile accesso ai servizi di base, la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, fino ad arrivare alla protezione sociale e internazionale, ai ricongiungimenti familiari, alla partecipazione e alla cittadinanza: tutti aspetti oggi deboli nell’affrontare politicamente la migrazione in Italia”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, intervenendo oggi al Festival della Migrazione, in corso a Modena, organizzato da Fondazione Migrantes e Porta Aperta insieme a una ventina di associazioni e istituzioni. “Il fenomeno dell’immigrazione – ha ribadito il segretario della Cei – chiede più che politiche di contrasto, politiche di inclusione sociale e di dialogo che aiutino a non far leggere l’incontro e il rapporto con persone e popoli nuovi ingenuamente e semplicemente con ‘orgoglio e rabbia’, ma con attenzione alla verità dei fatti e degli accadimenti e soprattutto, vista la grave situazione demografica, occupazionale, economica italiana – che coinvolge soprattutto i giovani, indistintamente italiani e di origine non italiana – occorrono lungimiranza e saggezza perché davvero si innesti un processo di rinascita e sviluppo”. Quest’ultimo, ha sottolineato mons. Galantino, “deve partire dal mettere al centro i giovani suddetti: occorre dare ai giovani la possibilità di diventare attori del loro presente e si avverte la necessità che l’Italia rinasca a partire dalla sua endemica multiculturalità. Non possiamo tralasciare 5 milioni di cittadini che vivono stabilmente nelle nostre città; non possiamo volgere le spalle ai tanti giovani che reclamano di poter essere – non solo sentirsi – italiani”.

Diocesi: Bologna, martedì incontro con mons. Zuppi su “Siria, riconciliazione e ricostruzione dopo la guerra”

Sat, 2017-10-21 17:40

Nell’ambito della mostra “Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura”, martedì 24 ottobre, (ore 21.00), a Bologna, l’arcivescovo mons. Matteo Zuppi interverrà all’incontro su “Siria, riconciliazione e ricostruzione dopo la guerra”. Saranno presenti inoltre, Fouad Rouehia, giornalista ed attivista italo-siriano, Massimiliano Trentin, docente all’Università di Bologna e Primo Di Blasio, della Focsiv. L’appuntamento è a cura dell’Associazione Studentesca Centro Studi “G. Donati”, con il contributo di Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna, ed il Patrocinio della Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione. La Mostra fotografica: “Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura”, è visitabile fino al 28 ottobre 2017, presso la Biblioteca Amilcar Cabral, Via San Mamolo 24 (lun. – ven. 10-17, sab. 10-12). L’esposizione è stata voluta nel capoluogo emiliano dal Centro Missionario di Bologna, l’Associazione Centro Studi “G. Donati”, il Centro Amilcar Cabral e Focsiv – Volontari nel mondo. Si tratta di una selezione di 30 immagini fra le oltre 50 mila foto digitali trafugate e portate in Occidente da “Caesar”, pseudonimo di un ex-ufficiale della polizia militare della Siria, che fra il 2011 e il 2013 fu incaricato dal suo Governo di documentare le conseguenze dei trattamenti inflitti ai detenuti nelle carceri del paese. La mostra è esposta permanentemente al Museo dell’Olocausto di Washington.

Scuola: Roma, martedì 24 ottobre presentazione del rapporto su “Il valore della parità” con mons. Galantino e il ministro Fedeli

Sat, 2017-10-21 17:30

Sarà presentato martedì 24 ottobre alle 16,30, nella sala del cenacolo della Camera dei deputati, il diciannovesimo rapporto sulla scuola cattolica in Italia, dal titolo “Il valore della parità” (edizioni ELS-La Scuola Morcelliana), promosso dalla Conferenza episcopale italiana. Interverranno all’incontro il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, e il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Un’occasione per fare il punto, con numeri e statistiche, sulla realtà delle scuole cattoliche, che in Italia sono oltre 8.300, due terzi di tutte le paritarie. Introdurrà i lavori Sergio Cicatelli, coordinatore scientifico del Centro studi per la scuola cattolica. Modererà il dibattito il direttore del Sir, Vincenzo Corrado.

Famiglia: Genova, domani gruppi, associazioni e movimenti si ritroveranno al santuario di Nostra Signora della Guardia

Sat, 2017-10-21 17:16

Domani, in occasione della Giornata per le famiglie, i gruppi, le associazioni e i movimenti familiari dell’arcidiocesi di Genova si ritroveranno al santuario di Nostra Signora della Guardia per riflettere sul tema “Famiglie: gettate l’ancora in Dio”. Il programma prevede alle 10 l’incontro su “Essere famiglia, per una Chiesa aperta e accogliente in una società fluida”, che sarà tenuto da Mario Salisci, sociologo e formatore, docente di Sociologia dei processi culturali e Sociologia della famiglia all’Università Lumsa di Roma. Nel pomeriggio saranno diversi i momenti di condivisione per i gruppi che partecipano all’iniziativa. Al termine, sarà celebrata la messa domenicale.

Terra Santa: p. Patton (Custode), “chiamati ad evangelizzare con la vita evitando aggressività e polemica”

Sat, 2017-10-21 17:08

“Testimoniare il Vangelo con la vita richiede anzitutto che noi abbiamo accolto il Vangelo, cioè Gesù, nella nostra vita. Poi richiede che nelle singole situazioni concrete entriamo con quello stile pacifico e fraterno che san Francesco ha appreso dal Vangelo, e dev’essere chiaro a chi apparteniamo, da chi ci sentiamo attratti e amati e salvati, chi amiamo e chi dà senso alla nostra vita: Gesù Cristo”. Lo ha detto il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, intervenendo alla Decima giornata per le associazioni di Terra Santa che si svolge oggi a Roma. Riflettendo sul tema dell’incontro, “Testimoniare il Vangelo con la vita”, e richiamando il Capitolo XVI della Regola non bollata (FF 42-45) in cui san Francesco ribadisce la chiamata all’evangelizzazione, padre Patton, ha ricordato che “siamo chiamati ad evangelizzare con la testimonianza della vita, dove occorre evitare ogni forma di aggressività e polemica”. Evangelizzare con la vita “vuol dire che siamo chiamati ad avere prima di tutto un atteggiamento fraterno, ma anche che nell’entrare in relazione con chi ha un credo diverso dal nostro non è la polemica verbale e nemmeno la capacità di controbattere agli argomenti degli altri ciò che evangelizza! Evangelizza molto di più un atteggiamento fraterno, perché il Vangelo – alla lettera – è una notizia bella e buona”. Come fanno “i due frati e le poche centinaia di cristiani rimasti lì che vivono nella Valle dell’Oronte, una delle zone ancora sotto il controllo di Jabat Al Nusra. Sono stati costretti a togliere le croci dalle chiese, spesso derubati e vessati, eppure sono rimasti fedeli al loro battesimo: vivono un senso profondo di fraternità tra di loro e con i cristiani rimasti, evitano di fare polemiche con chi ha occupato le loro case. Riescono a rispondere al disprezzo con l’amore, come ha fatto il più giovane dei due quando ha risposto agli insulti di un gruppo di ragazzi offrendo loro la possibilità di giocare al pallone”. Testimoniare il Vangelo con la vita significa “mettersi a servizio degli altri con motivazioni di gratuità anziché di tornaconto”. Il Custode ha citato l’esempio della piccola scuola materna di Emmaus Qubeibeh e della Scuola di Terra Santa di Gerico. In questi due luoghi, pur essendo una esigua minoranza, i frati e le piccole comunità cristiane testimoniano che “i cristiani vogliono bene anche ai musulmani e vogliono il bene anche dei musulmani. Stanno testimoniando il cuore del Vangelo che è esattamente l’amore gratuito di Dio per ognuno di noi”. Lo stesso accade nel villaggio a prevalenza ebraica di Ain Karem, dove anche lì, c’è un frate, una sola famiglia cristiana e alcuni santuari”. Grazie alla passione per la cucina il frate è riuscito ad intessere “una relazione di amicizia e di interesse reciproco con gruppi di ebrei locali. Testimoniare il Vangelo con la vita – è stata la conclusione – richiede che facciamo tutto con un’unica motivazione profonda: ‘per amore di Dio’”.

Diocesi: Piacenza, chi dona cibo ai più poveri entra gratis al museo della cattedrale

Sat, 2017-10-21 16:50

Chi porterà cibo per i più poveri entrerà gratis a Kronos, il museo della cattedrale di Piacenza. L’iniziativa è valida oggi e domani, sabato 21 e domenica 22 ottobre. Gli alimenti raccolti verranno donati alla Caritas diocesana. Si tratta di una delle iniziative di apertura straordinaria in tutta Italia dei musei ecclesiastici sotto lo slogan “Se scambio cambio”, un progetto simbolico di condivisione con la quale l’Associazione musei ecclesiastici italiani vuole sottolineare che “compito di un museo è cogliere i cambiamenti in atto, i bisogni sociali e culturali della propria comunità, favorire la costruzione di una società coesa e responsabile, sostenere l’integrazione, il dialogo, la relazione. Proprio grazie all’arte e alla cultura”, si legge in una nota.

San Giovanni Paolo II: card. Dziwisz, “potrebbe diventare un nuovo patrono d’Europa”

Sat, 2017-10-21 16:23

 

“San Giovanni Paolo II potrebbe diventare un nuovo patrono d’Europa”. Così il cardinale Stanislaw Dziwisz, già segretario particolare dei Papa polacco e arcivescovo emerito di Cracovia, alla vigilia della festa liturgica di san Giovanni Paolo II. “Nel momento di una crisi profonda del nostro continente andrebbe allargato il gruppo di santi protettori”, aggiunge il presule che presiede come il più stretto collaboratore del compianto Pontefice la tre giorni di celebrazioni a lui dedicate. A scegliere san Giovanni Paolo II come proprio patrono è intanto l’Azione cattolica polacca che domani alla cattedrale di Varsavia assumerà ufficialmente l’impegno di seguire con diligenza il magistero del Pontefice. I polacchi nutrono una devozione profonda e sincera nei confronti del “loro” Papa considerato ineguagliabile e attualissimo esempio di santità e di patriottismo. In Polonia a ssn Giovanni Paolo II sono dedicate più di 500 statue e numerosi altri monumenti di vario tipo e carattere. Fra questi ultimi, l’Opera del Terzo Millennio ha come scopo quello di raccogliere fondi per sostenere materialmente i giovani studenti provenienti da famiglie povere che altrimenti non avrebbero potuto proseguire l’educazione nella direzione desiderata.

Cattedrali europee: Pacini (Afi), “rendere sempre più sistematiche le occasioni di confronto tra le direzioni tecniche delle fabbricerie”

Sat, 2017-10-21 15:57

(da Pisa) “Relatori qualificati per casi di studio interessanti. Così cresce la cultura della prevenzione e della conservazione dei beni culturali ecclesiastici”. Parola del presidente dell’Opera della Primaziale di Pisa, Pierfrancesco Pacini, a conclusione della due giorni pisana. Pacini, ieri sera, è stato confermato per il prossimo triennio presidente dell’Associazione delle fabbricerie italiane (Afi). Vicepresidenti sono stati nominati Carlo Alberto Tesserin, presidente della procuratoria di San Marco di Venezia, Luca Bagnoli, presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore a Firenze e Antonio Mannaioli, presidente della Fabbriceria della Cattedrale di Todi. “In occasione dell’assemblea – ricorda Pacini – l’Afi ha deciso di rendere sempre più sistematiche le occasioni di confronto tra le direzioni tecniche delle fabbricerie, per mettere a sistema le esperienze nel campo del restauro e degli interventi conservativi”. E poi: “Abbiamo intenzione di proseguire in un costruttivo dialogo con i sindacati di Cgil, Cisl ed Uil per valutare, in base ai possibili cambiamenti normativi in materia di lavoro, i futuri rinnovi contrattuali dei dipendenti delle fabbricerie; di aiutare le piccole le piccole Fabbricerie in alcuni interventi di restauro e in consulenze di tipo amministrativo; infine intendiamo completare una bozza di statuto modello per le fabbricerie, in considerazione anche della nuova riforma del Terzo Settore”.

Diocesi: mons. Sacchi (Casale Monferrato), “mi sento accompagnato dall’affetto e dalla preghiera di una Chiesa viva e vera”

Sat, 2017-10-21 15:54

“Sono stato accompagnato dall’affetto e dalla preghiera di una Chiesa viva e vera: la Chiesa di Biella e quella di Casale. So che non avete mai smesso di pregare per me, vi ringrazio e nel contempo vi chiedo di continuare a farlo”. Lo ha affermato questa mattina mons. Gianni Sacchi, vescovo di Casale Monferrato, al termine della celebrazione eucaristica nel corso della quale, nella Cattedrale di Biella, ha ricevuto l’ordinazione episcopale per le mani di mons. Gabriele Mana, di cui è stato strettissimo collaboratore negli ultimi quindici anni prima come pro-vicario e poi come vicario generale. “Dal 21 luglio, quando a Roma in Nunziatura mi è stata comunicata la nomina a vescovo di Casale, un turbinio di pensieri – ha rivelato Sacchi – si affollano nella mia mente: ‘Perché questa chiamata? Io non sono all’altezza di un ministero così grande…’”. “A tante persone ho confidato questi miei pensieri – ha proseguito – e la risposta di tutti è stata: ‘Se il Signore ti ha chiamato, ti darà la forza e il suo sostegno. E noi pregheremo per te’”. “Oggi più che mai sento che è vero”, ha riconosciuto il neo vescovo. Sacchi ha poi rilevato come la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus, proclamata nel rito e scelta come motto episcopale, “ha segnato la mia vita. Essere accompagnato dal Signore Gesù nel mio cammino e farmi scaldare il cuore dalla sua Parola e riconoscerlo presente nello spezzare il pane”. “Nel mio ministero episcopale – ha spiegato – chiedo questo al Signore: che mi aiuti ad essere almeno un pallido riflesso di Lui per accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori con il dono della sua Parola e nella bellezza della mensa eucaristica far percepire agli occhi della fede la sua presenza di risurrezione e di vita”.

Diocesi: mons. Mana (Biella) al neo vescovo Sacchi, “tutti quelli che ti incontrano possano inciampare in Dio”

Sat, 2017-10-21 15:53

“Carissimo don Gianni, si realizza qui e ora nella tua vita ciò che noi desideriamo trovare in te. Tu puoi, tu devi donare Gesù Cristo. E ciò è molto più grande del vescovo stesso, fosse pure un santo o un genio. E ti auguriamo che, prima di essere questo o quello, tu sia di Gesù Cristo, cosicché tutti quelli che ti incontrano possano inciampare in Dio, come una realtà evidente, come prova di un Dio possibile e necessario”. Così il vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana, si è rivolto a mons. Gianni Sacchi, vescovo eletto di Casale Monferrato, nel corso della celebrazione eucaristica nella quale questa mattina gli ha conferito, nella Cattedrale di Biella, l’ordinazione episcopale. All’inizio della sua omelia, Mana si è rivolto anche ai monferrini presenti, “venuti qui per essere testimoni dell’evento sorgivo del vescovo Gianni, che vi viene consegnato in dono dal Signore come vostro pastore”. “Dobbiamo chiedere al Signore che il nostro diario di viaggio – ha proseguito commentando la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus – ci insegni a sincronizzare i nostri passi con quelli che sono con noi, ci insegni a portare i bagagli gli uni degli altri, a fare nostra la fatica di tutti, a sorridere quando i piedi ci fanno male, a sorridere davvero per non essere ingrati”. “Nei riti di consacrazione del vescovo – ha aggiunto – la Chiesa mette in piena luce la debolezza originaria dell’uomo, nella sublime grandezza del compito che sta per conferirgli”. E rivolgendosi ancora a mons. Sacchi, ha assicurato che “noi tutti desideriamo che tu creda alla gioia, che non è solo una prova di ottimismo. La gioia cristiana, quella che Gesù chiama la ‘mia gioia’, quella che Lui vuole piena, ti faccia compagnia”. E, facendo riferimento alla devozione popolare verso Maria – venerata nel santuario biellese di Oropa e in quello monferrino di Crea – Mana ha osservato che “si passa da un abbraccio materno all’altro, con soluzione di continuità”. “Ti assicuriamo anche il nostro abbraccio, sostanziato di preghiera e gratitudine”, ha concluso.

Migrazioni: don Ciotti (Libera), “non è reato l’immigrazione perché non è reato la speranza”

Sat, 2017-10-21 15:42

“Non è reato l’immigrazione perché non è reato la speranza. La speranza è un diritto, ma è anche l’orizzonte di una politica seriamente impegnata nella promozione del bene comune. Oggi ci troviamo invece a fare i conti con un sistema che garantisce il privilegio di pochi e toglie la speranza a tutti gli altri”. Ad affermarlo è don Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele, in merito alla manifestazione contro il razzismo promossa da Associazioni e Ong che si svolge oggi a Roma. Rimarca il sacerdote: “le speranze negate oggi sono le stesse che hanno ispirato la nostra Costituzione, la Dichiarazione universali dei diritti umani, la Convenzione sui rifugiati del ‘51 e tutte quelle carte che si sono solennemente impegnate a eliminare la guerra, l’odio, la povertà, le ingiustizie. Abbiamo tradito i nostri impegni e le nostre radici, e da quelle dobbiamo umilmente ripartire se non vogliamo perdere, oltre che la speranza, la dignità”. Da qui l’auspicio che dalla politica arrivino “lungimiranza e coraggio di guardare oltre le contingenze, gli opportunismi, i populismi. Temi come l’immigrazione – sottolinea don Ciotti – sono questioni di civiltà, non materia di sondaggi e previsioni elettorali. Ben venga allora l’impegno per lo ius soli e lo ius culturae, o quello di smantellare i più grandi tra i cosiddetti “Cara” e realizzare strutture più piccole, accoglienti e dignitose. Ma alle parole seguano i fatti- prosegue – e i fatti testimonino un reale cambiamento di marcia e di prospettiva, non accordi indecenti con regimi a cui delegare il contenimento dell’immigrazione, Paesi dove non esiste il rispetto dei diritti umani e dove il dissenso e la diversità vengono repressi con la violenza e la tortura”. “La distinzione fra rifugiati e migranti economici è un esercizio retorico e ipocrita perché è sempre più evidente il nesso tra le guerre e gli interessi economici – dichiara il presidente di Libera – Si combatte per il possesso di preziose materie prime come il petrolio, si combatterà, se non cambiano le cose, anche per quello di beni essenziali come l’acqua. Per non parlare di come le guerre fanno da volano per la produzione e il commercio di armi. Ma è l’economia stessa, ormai, a essere diventata uno strumento di guerra. E il nemico è il più incolpevole e indifeso dei popoli: i poveri. Solo ridando dignità ai poveri, ai migranti, agli esclusi – cioè lavoro, diritti, responsabilità – possiamo costruire un futuro di pace e di benessere”.

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