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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 3 hours 17 min ago

Padre Pio: dal 26 novembre la reliquia del corpo traslata nel santuario di santa Maria delle Grazie. Vi rimarrà tutto l’inverno

14 hours 25 min ago

Dal prossimo 26 novembre e fino al 18 marzo 2018, la reliquia del corpo di san Pio da Pietrelcina, sarà esposto alla pubblica venerazione nella cripta del santuario di Santa Maria delle Grazie, a San Giovanni Rotondo, sempre all’interno di un’urna di vetro nel luogo che lo ha custodito per 42 anni. Lo si apprende da una nota diffusa questa mattina dai Frati minori cappuccini della Provincia religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio” nella quale si spiega che la decisione è stata presa “in accordo con l’arcivescovo diocesano mons. Michele Castoro, con il ministro provinciale padre Maurizio Placentino, ottenuto il dovuto nulla osta dalla Congregazione delle Cause dei santi”. I Frati minori cappuccini motivano la traslazione del corpo di san Pio “per opportunità pastorali, considerate le difficoltà evidenziate dai fedeli pellegrini in questi ultimi anni, e in taluni casi l’impossibilità, di raggiungere nel periodo invernale il luogo dove attualmente è venerata la preziosa reliquia del corpo di san Pio, a causa delle frequenti avverse condizioni meteorologiche”. La reliquia farà poi ritorno nella Chiesa inferiore intitolata al santo domenica 18 marzo 2018, quinta di Quaresima.

Malta: in corso il dialogo teologico anglicano-ortodosso. Oggi incontro con l’arcivescovo cattolico Scicluna

14 hours 27 min ago

Proseguono a Malta i lavori della commissione internazionale per il dialogo teologico anglicano-ortodosso (Icaotd), appuntamento annuale di metropoliti, vescovi ed esperti delegati della Comunione anglicana e delle Chiese ortodosse. L’appuntamento di quest’anno, ospitato dalla Chiesa anglicana a Malta, affronta “temi etici e questioni legate alla salvaguardia del creato”, spiega una nota sul sito della Chiesa cattolica di Malta. Dallo scorso anno infatti è stata avviata una riflessione “sulle conseguenze pratiche” che derivano per “complesse preoccupazioni etiche in diversi ambiti della vita umana, a partire dai principi contenuti nel documento anglicano-ortodosso” del 2015, intitolato “A immagine e somiglianza di Dio: una antropologia di speranza”, si legge sul sito della Commissione. Oggi, i circa venti membri della commissione incontrano l’arcivescovo cattolico Charles Scicluna a Medina. I lavori della commissione, iniziati il 14 ottobre, termineranno venerdì 17 ottobre.

Austria: Schaeffelhofer (Azione cattolica) su elezioni, “bisogno di cambiamenti nel Paese”. Chiusure ai migranti non è “cristiano sociale”

14 hours 53 min ago

La presidente dell’Azione cattolica austriaca (KaÖ), Gerda Schaffelhofer, analizzando i risultati delle elezioni parlamentari svoltesi ieri in Austria ha espresso la “consapevolezza” di un urgente “bisogno di cambiamenti nel nostro Paese”. Per Schaffelhofer si deve partire dal “cambiamento nella cultura politica e nello stile politico”, vista la recente campagna elettorale che “fortunatamente è finita”. La speranza è che ora tutti i politici riflettano sul fatto che potranno portare “i cittadini dalla loro parte convincendoli con i contenuti, non con le denunce contro gli avversari politici”, ha sottolineato la presidente della KaÖ, evidenziando come il cambiamento nella comprensione della responsabilità politica “nasce non tanto dall’impegno nel proprio partito, ma dalla ricerca del benessere per tutto il Paese e per il popolo austriaco. “Mai più ‘prima il partito’ e gli interessi particolari”, ha detto Schaeffelhofer; la politica deve invece pensare a chi sta ai margini, ai deboli. In questo senso dovrà essere valutata la misura del programma elettorale del futuro cancelliere Sebastian Kurz, leader del Partito popolare, in origine di ispirazione cristiano sociale: “Un rafforzamento delle leggi sull’immigrazione, come ribadito nella campagna elettorale, non porta in alcun caso una firma cristiano sociale”, ha detto la presidente dell’Azione cattolica. La “speranza è che il senso di moderazione e il senso di responsabilità prevalgano anche nella questione della migrazione”.

Papa alla Fao: Moncalvo (Coldiretti), “apprezzamento per le sue parole”. “Evitare che sul cibo si inneschino vergognose speculazioni”

14 hours 55 min ago

“Nel 2016 la fame ha toccato circa 815 milioni di persone, 38 milioni di persone in più dell’anno precedente, nonostante si sia verificato un drastico calo dei prezzi dei prodotti agricoli che nel 2016 sono scesi al minimo dell’ultimo quinquennio per le principali materie prime ricomprese nell’indice Fao”. Lo afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, esprimendo “apprezzamento per le parole di Papa Francesco” oggi alla Fao in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione. Nel mondo lavorano in agricoltura o nella pesca 2,5 miliardi di persone “impegnate quotidianamente a sfamare il pianeta” ma “che molto spesso sono spinte loro stesse all’indigenza dalle quotazioni irrisorie”. “Per gli altri – denuncia Moncalvo – a pesare è il fatto che, nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola, quelli al consumo rimangono alti per le speculazioni con conseguenti difficoltà per i più poveri dove resta alta l’insicurezza alimentare tanto che l’11% della popolazione secondo la Fao soffre la fame”. Per il presidente di Coldiretti, “se si vuole sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino vergognose speculazioni”. “Occorre ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti”. Inoltre, conclude Moncalvo, “è necessario anche promuovere azioni di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole”.

Ius soli: Consulta organismi ecclesiali socio-assistenziali, “non trincerarsi dietro le paure”

14 hours 58 min ago

La questione dello ius soli/ius culturae “lascia un’ombra profonda circa la volontà di assumere la sfida dell’integrazione, superando strumentalizzazioni o dinamiche di convenienza elettorale che spesso tendono a legarla e confonderla con le questioni dell’accoglienza”: lo afferma oggi la Consulta nazionale degli organismi ecclesiali socio-assistenziali, che si è riunita a Roma nei giorni scorsi per affrontare varie questioni relative a giovani, lavoro, povertà, cercando di contestualizzarle in ambito ecclesiale e sociale. “Guardare la realtà in modo responsabile – afferma in una nota – vuol dire partire da ciò che ci accomuna per camminare insieme. Si capisce allora come sia centrale e decisivo il dibattito sulla cittadinanza a oltre 800mila bambini e ragazzi nati in Italia, che vivono qui, frequentano le nostre scuole ma che italiani non possono ancora considerarsi”. La Consulta chiede “di non trincerarsi dietro le paure e invita anche i responsabili politici a non rinunciare mai alla speranza e ad impegnarsi concretamente per un Paese migliore, che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti, che trasmette e difende i valori connessi alla dignità umana di chi viene accolto e di chi accoglie”.

Diocesi: Vittorio Veneto, giovedì 19 ottobre testimonianza di padre Puccini sui profughi siriani in Libano

15 hours 1 min ago

“La guerra in Siria e l’espansione dell’Isis raccontate da chi ogni giorno ne guarda in faccia le conseguenze. Perché le vede nei volti dei profughi che dalla Siria si fuggono a ovest verso il Libano e lì si fermano, a centinaia di migliaia se non milioni, nei campi profughi”. È questo il significato dell’incontro “Notizie da un campo profughi”, in programma per giovedì 19 ottobre su iniziativa della Caritas diocesana di Vittorio Veneto. Porterà la sua testimonianza padre Damiano Puccini, sacerdote toscano maronita che – si legge in una nota – “racconterà i suoi 10 anni da missionario in Libano, e in particolare l’esperienza degli ultimi anni nell’accoglienza dei profughi siriani, assieme ai volontari della comunità ‘Oui pour la vie’”. L’appuntamento sarà ospitato, a partire dalle 20.30, nella sede della Caritas diocesana, nel complesso del seminario nel quartiere Ceneda di Vittorio Veneto.

Dialogo interreligioso: messaggio per Deepavali, “rispetto per gli altri è antidoto a intolleranza”

15 hours 5 min ago

“Riflettere su come cristiani e induisti possono insieme far crescere il rispetto reciproco tra le persone – andando oltre la tolleranza -, per preparare un’era più pacifica e armoniosa per ogni società”. È questo l’obiettivo della festa di Deepavali, celebrata da tutti gli Indù e in programma il 19 ottobre. Lo spiega il Pontificio Consilio per il Dialogo Interreligioso, in un messaggio sul tema “Cristiani e Indù: oltre la tolleranza”. Il testo, firmato dal presidente, il card. Jean-Louis Tauran, e dal segretario, mons. Miguel Ayuso Guixot, è stato inviato anche in lingua hindi. Nel messaggio, che parte dal dato dell'”impennata dell’intolleranza, causa di violenza in tante parti del mondo”, si fa notare che “la tolleranza comporta certamente apertura e pazienza con gli altri, riconoscendo la loro presenza in mezzo a noi”, ma “non basta, se dobbiamo operare per una pace duratura e una vera armonia”: “Servono pure un vero rispetto e attenzione alla diversità delle culture e delle usanze delle nostre comunità, che contribuiscono a loro volta alla salute e all’unità della società nel suo insieme”. “Considerare come una minaccia all’unità il pluralismo e la diversità conduce tragicamente all’intolleranza e alla violenza”, il monito del messaggio, in cui si afferma che “il rispetto per gli altri è un antidoto importante all’intolleranza, perché manifesta verso la persona e la sua innata dignità un autentico apprezzamento”. “Alla luce della nostra responsabilità verso la società, per far crescere questo rispetto, si deve dimostrare stima per le diverse usanze e pratiche sociali, culturali e religiose, nonché per il riconoscimento dei diritti inalienabili come il diritto alla vita o a professare e praticare la religione di propria scelta”, la proposta: “La via che devono percorrere le diverse comunità è dunque segnata dal rispetto. Mentre la tolleranza protegge semplicemente l’altro, il rispetto va oltre: favorisce la coesistenza pacifica e l’armonia per tutti. Il rispetto crea spazio per ogni persona e nutre in noi la sensazione di stare a proprio agio con gli altri. Invece di dividere e isolare, il rispetto ci consente di vedere le nostre differenze come un segno della diversità e ricchezza dell’unica famiglia umana”. In questo modo, come ha evidenziato Papa Francesco, “la diversità non sarà più vista come una minaccia, ma come fonte di arricchimento”. Per i responsabili religiosi e i credenti, come ha spiegato il Papa, tutto ciò comporta “il coraggio di accettare le differenze, perché chi è differente da me, culturalmente o religiosamente, non va visto e trattato come un nemico, ma accolto come un compagno di strada, nella genuina convinzione che il bene di ciascuno risiede nel bene di tutti”. Di qui la necessità di “andare oltre i confini della tolleranza” attraverso “la costruzione di una vera cultura del rispetto, capace di promuovere la risoluzione dei conflitti, la costruzione della pace e la vita armoniosa”. “Il rispetto per ogni persona, specialmente per quelli di culture e credenze diverse dalle nostre, che stanno in mezzo a noi”, la consegna finale per cristiani e induisti, “per costruire una società armoniosa e pacifica, in cui tutti sono rispettati e incoraggiati per cooperare all’unità della famiglia umana con il loro contributo unico”.

Università cattoliche: card. Bassetti, “solo autentica cultura della carità ” può “creare opportunità concrete per i giovani”

15 hours 17 min ago

“L’Italia è una nazione ricca, anzi, ricchissima di talenti”, eppure “in quasi tutto il Paese – ma con maggiore gravità al Sud – questi talenti sono drammaticamente sprecati, ingiustamente inutilizzati e, in alcuni casi, amaramente costretti ad una nuova, silenziosa e dolorosa emigrazione. Questo è uno snodo cruciale: in Italia non riusciamo a valorizzare appieno i nostri talenti, pur avendoli formati quasi sempre in modo eccellente”. Lo afferma il cardinale presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, nel saluto ai partecipanti alla Conferenza internazionale della Federazione internazionale delle università cattoliche in corso da oggi al 18 ottobre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sul tema “Young people and Inequalities”. “Se i giovani talenti non danno frutto ci sono delle responsabilità tra gli adulti”, avverte il porporato. Questo è il grande rischio dell’Italia: “Per una grande mancanza di fiducia verso i giovani – e forse anche per un diffuso egoismo generazionale – il Paese sta rischiando di chiudere in una buca, non un solo talento, ma intere generazioni di ragazzi e ragazze meritevoli a cui però viene negata l’opportunità di mostrare le proprie capacità. Una mancanza di opportunità profondamente ingiusta che lede gravemente la dignità dei giovani e rende molto difficile ogni loro progetto di vita: a partire dal costruire una famiglia”. È forse venuto il momento, il monito di Bassetti, affinché “tutti gli uomini e le donne di buona volontà si impegnino a superare questa situazione di ingiustizia”, concretamente, “e non solo a parole, per la ricerca del Bene comune”, orizzonte concreto a cui tendere “di giustizia, di pace e di equità sociale”. Di qui l’invito a docenti e studenti a “cercare sempre l’incontro personale con l’altro” per costruire “autentiche reti di ‘solidarietà culturale’ come fattore decisivo per sostenere e diffondere una vera ‘cultura della carità’ nel Paese”. “Solo con un’autentica cultura della carità, diffusa e condivisa, si potranno creare, infatti, delle opportunità concrete per le giovani generazioni”.

Università cattoliche: card. Bassetti, odierna “questione sociale si basa anche su profonda crisi dell’umano e dell’umanesimo. Serve riflessione nuova”

15 hours 19 min ago

“Nuovo umanesimo” e “talenti” sono, dopo “missione”, le parole chiave della riflessione offerta dal card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nel saluto ai partecipanti alla Conferenza internazionale della Fiuc (Federazione internazionale delle università cattoliche) che si è aperta oggi nella sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (fino al 18 ottobre) sul tema “Young people and Inequalities”. La prima, al centro del convegno ecclesiale di Firenze (2015), il cui “patrimonio di esperienze e di riflessione” andrebbe, secondo il porporato, “seriamente approfondito”, aiuta a “mettere in relazione fenomeni complessi come la bioetica e l’economia, la mobilità umana e la politica che troppo spesso vengono affrontati in maniera separata e che invece, a mio avviso, necessitano di una riflessione unitaria”. Da anni, fa notare Bassetti, “stiamo assistendo all’emergere di una nuova questione sociale nel mondo contemporaneo che investe tutti i campi dell’agire sociale e che si basa anche su una profonda crisi dell’umano e dell’umanesimo: due principi che sono alla base della civiltà europea e italiana”. Di qui l’interrogativo ai giovani e ai docenti: “Non è forse venuto il momento di sviluppare una riflessione nuova su questi temi? Una riflessione autentica che non si preoccupi certo di fornire delle risposte alla Chiesa, ma all’intera società italiana che sta vivendo questo ‘cambiamento d’epoca’ con un po’ di smarrimento e, mi sembra, con molta paura”.

 

 

Università cattoliche: card. Bassetti, “riscoprano propria missione”. Contro disoccupazione giovanile servono “immediate risposte concrete ed efficaci”

15 hours 20 min ago

“È assolutamente drammatico” che nel mondo contemporaneo siano i giovani “a pagare il prezzo più alto delle disuguaglianze”. Esordisce così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nel saluto ai partecipanti alla Conferenza internazionale della Fiuc (Federazione internazionale delle università cattoliche) in corso da oggi al 18 ottobre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sul tema “Young people and Inequalities” (Giovani e disuguaglianze). In Italia, prosegue, “i dati sulla disoccupazione giovanile, soprattutto al Sud, continuano ad essere molto preoccupanti e necessitano di risposte concrete ed efficaci nell’immediato e non in un futuro indeterminato”. Con riferimento al Sinodo dei vescovi in programma nell’ottobre 2018 su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, Bassetti lo definisce “un’occasione irripetibile per fare luce in modo concreto e realistico sulla vita delle nuove generazioni senza cercare scorciatoie buoniste o moralistiche”. Tre gli spunti di riflessione sui quali si sofferma il presidente della Cei. Anzitutto “missione”, che per le università consiste nel “produrre e trasmettere il sapere di generazione in generazione” e per quelle cattoliche, come sosteneva p. Agostino Gemelli, “formare la classe dirigente cattolica per il Paese e per la Chiesa italiana”. Di qui l’invito del card. Bassetti a queste università ad essere “Chiesa in uscita” superando consuetudini, routine, sicurezze, e a “riscoprire la propria missione mettendo in gioco tutto se stessi. Senza paura e con coraggio”.

Germania: voto in Bassa Sassonia. Socialdemocratici al primo posto, Cdu arranca, Afd al 5%. I commenti dei giornali tedeschi

16 hours 47 min ago

“La risurrezione di chi era dato per morto”, titola “Frankfurter Allgemeine” riguardo al successo dell’Spd alle elezioni in Bassa Sassonia. Ieri si è svolto l’importante test elettorale nel Land, con più di 6 milioni di elettori, e ha visto prevalere (si attendono i risultati definitivi) la Spd con il 37% dei voti, contro la Cdu con il 35%. All’Afd, che aveva avuto un ottimo risultato alle elezioni federali del 24 settembre, andrebbero poco più del 5% dei consensi. Si trattava di un voto importante anche in vista delle trattative per il governo nazionale, che Angela Merkel avvierà in settimana. In realtà, scrive “Frankfurter Allgemeine”, il merito è tutto di Stephan Weil, primo ministro della Bassa Sassonia, che ha “portato di nuovo i socialdemocratici sulla strada del successo”. Ciò detto, “la felicità non è perfetta” perché se è “chiaro il vincitore, non sono chiare le opzioni” del futuro governo regionale, dato che la precedente coalizione con i Verdi non ha raggiunto voti sufficienti per determinare la vita politica del Land. Ora “tutto dipende dall’Fdp” (Liberali). Perché “né i Verdi, né i cristiano democratici” della Cdu, secondo partito, “vogliono la Grande coalizione”. I Verdi “ne sarebbero fuori”, e con la Cdu “c’è una polarizzazione così forte come in nessun altro Bundesland”. Anche su “Zeit.de” c’è un “è ancora viva” a titolare un pezzo sull’Spd e sul suo leader Martin Schulz “salvato” da queste elezioni. Anche qui il merito è tutto di Weil che “ha ottenuto il miglior risultato dell’Spd in Bassa Sassonia dal 1998”.
“Die Welt” invece guarda alla Cdu e a quello che è stato definito il suo “risultato peggiore in Bassa Sassonia dal 1959”, anche se in realtà la Cdu non appare affatto come “un pollo spennato”. Sul “Welt” anche una dettagliata analisi dei voti rispetto alla tornata del 2013 e al voto del 24 settembre, rispetto al quale è soprattutto l’Afd (euroscettici e nazionalisti di ultradestra) ad aver perso voti. “Spiegel on line” si concentra invece sulla “maggioranza persa” di Spd e Verdi e sul fatto che “la Spd porta via più di 20 seggi alla Cdu” nel parlamento regionale della Bassa Sassonia. Altro dato che emerge dai sondaggi e torna non solo su Spiegel, che “l’Spd è riuscito a fare andare alle urne 167mila ex-non-elettori”.

Ilva: Zucchetta (Forum famiglie Taranto), “vicinanza a dipendenti e alle loro famiglie”

16 hours 49 min ago

Il Forum delle associazioni familiari di Taranto, “insieme a tutte le realtà che ne fanno parte, attesa la situazione estremamente preoccupante dell’Ilva, manifesta la propria vicinanza ai dipendenti e alle loro famiglie, auspicando una soluzione che contemperi le esigenze di stabilità e di progresso”. È quanto afferma la vicepresidente provinciale del Forum delle associazioni familiari di Taranto, Emanuela Zucchetta, in una nota nella quale si ricorda che “sono circa 4mila gli esuberi paventati dalla Am InvestCo, la società capitanata da ArcelorMittal che ha acquisito l’Ilva”. Secondo il Forum, si tratta di “un numero esorbitante che ha provocato lo strappo con il Governo e l’annullamento del tavolo tra le parti previsto lo scorso 9 ottobre al Mise”. Ricordando che a Taranto e a Genova, gli operai sono scesi in piazza per difendere il proprio diritto al lavoro, avendo al loro fianco, oltre ai sindacati, le Regioni Puglia e Liguria, i due Comuni e gli arcivescovi delle città, il Forum rileva che “un segnale di apertura è giunto da Aditya Mittal, cfo di ArcelorMittal”, il quale ha dichiarato di voler “trovare una soluzione insieme a Governo, Istituzioni locali e sindacati per un futuro sostenibile di Ilva”.

Papa Francesco: alla Fao, “prestare ascolto al grido dei tanti nostri fratelli emarginati ed esclusi”. Serve “prevenzione”, non “corruzione” o “land grabbing”

16 hours 51 min ago

Nell’elaborazione del “Pacto mundial para una migración segura, regular y ordenada”, in corso in questo momento in seno alle Nazioni Unite, occorre prestare ascolto “al grido di tanti nostri fratelli emarginati ed esclusi: ‘Ho fame, sono forestiero, nudo, malato, rinchiuso in un campo profughi'”. È la richiesta contenuta alla fine del discorso del Papa alla Fao. “È una domanda di giustizia, non una supplica o un appello di emergenza”, ha spiegato Francesco, secondo il quale “è necessario un ampio e sincero dialogo a tutti i livelli perché emergano le soluzioni migliori e maturi una nuova relazione tra i diversi attori dello scenario internazionale, fatta di responsabilità reciproca, di solidarietà e di comunione”. “Il giogo della miseria generato dagli spostamenti spesso tragici dei migranti – la proposta – può essere rimosso mediante una prevenzione fatta di progetti di sviluppo che creino lavoro e capacità di riposta alle crisi climatiche e ambientali”. “La prevenzione costa molto meno degli effetti provocati dal degrado dei terreni o dall’inquinamento delle acque, effetti che colpiscono le zone nevralgiche del pianeta dove la povertà è la sola legge, le malattie sono in crescita e la speranza di vita diminuisce”, ha fatto notare Francesco: le “tante e lodevoli iniziative messe in atto non bastano, è necessario e urgente continuare ad attivare sforzi e finanziare programmi per fronteggiare in maniera ancora più  efficace e promettente la fame e la miseria strutturale”. “Ma se l’obiettivo è favorire un’agricoltura che produca in funzione delle effettive esigenze di un Paese, allora non è lecito sottrarre le terre coltivabili alla popolazione, lasciando che il land grabbing continui a fare i suoi profitti, magari con la complicità di chi è chiamato a fare l’interesse del popolo”, la denuncia: “Occorre allontanare le tentazioni di operare a vantaggio di gruppi ristretti della popolazione, come pure di utilizzare gli apporti esterni in modo inadeguato, favorendo la corruzione, o in assenza di legalità”.

Papa Francesco: alla Fao, “fermare il ricorso alle armi di distruzione di massa è possibile”. Non si bloccano i migranti con “barriere”, serve “azione intergovernativa coordinata e sistematica”

16 hours 54 min ago

“Fermare il ricorso alle armi di distruzione di massa è possibile”. Ne è convinto il Papa, che nel discorso alla Fao si è chiesto: “Tutti siamo consapevoli della capacità di distruzione di tali strumenti. Ma siamo altrettanto consapevoli degli effetti della povertà e dell’esclusione? Come  fermare persone disposte a rischiare tutto, intere generazioni che possono scomparire perché mancano del pane quotidiano, o sono vittime di violenza o di mutamenti climatici?”. “Si dirigono dove vedono una luce o percepiscono una speranza di vita”, ha fatto notare Francesco a proposito del fenomeno delle migrazioni forzate: “Non potranno essere fermate da barriere fisiche, economiche, legislative, ideologiche: solo una coerente applicazione del principio di umanità potrà farlo”. E invece – la denuncia – “diminuisce l’aiuto pubblico allo sviluppo e le istituzioni multilaterali vengono limitate nella loro attività, mentre si ricorre ad accordi bilaterali che subordinano la cooperazione al rispetto di agende e di alleanze particolari o, più semplicemente, ad una tranquillità momentanea”. Al contrario, per Francesco, “la gestione della mobilità umana richiede un’azione intergovernativa  coordinata e sistematica, condotta secondo le norme internazionali esistenti e permeata da amore e intelligenza. Il suo obiettivo è un incontro di popoli che arricchisca tutti e generi unione e dialogo, e non esclusione e vulnerabilità”. A proposito del dibattito internazionale su questo tema, che “divide quando si parla dei migranti”, il Papa ha affermato: “Vulnerabile è colui che è in condizione di inferiorità e non può difendersi, non ha mezzi, vive cioè una esclusione. E questo perché è costretto dalla violenza, da situazioni naturali o peggio ancora dall’indifferenza, dall’intolleranza e persino dall’odio”. Di fronte  a questa condizione, ha argomentato Francesco, “è giusto identificare le cause per agire con la necessaria competenza”, ma “non è accettabile, che per evitare di impegnarsi, ci si trinceri dietro a sofismi linguistici che non fanno onore alla diplomazia ma la riducono, da ‘arte del possibile’, a un esercizio sterile per giustificare egoismi e inattività”.

Portogallo: Viseu, quarto Incontro nazionale dei laici. “Il tempo della speranza”

17 hours 6 min ago

Il 17 e il 18 novembre prossimi, nella città di Viseu, Portogallo, si svolgerà il “4º Incontro nazionale dei laici”, incentrato sul tema “Questo è il tempo per sperare con tutta la speranza, per lavorare per la giustizia e la pace, per ama-re le persone, per amarle una ad una”. L’iniziativa, promossa dalla Conferen-za nazionale delle associazioni di Apostolato dei laici (Cnal), inizierà nella serata del venerdì con un concerto di Samuel Úria dedicato ai giovani tra i 15 ed i 35 anni d’età. Nell’intera giornata successiva, invece, si susseguiranno cinque conferenze e una serie di ateliers dedicati ai “Mezzi, luoghi e tempo per la speranza, per la giustizia, la pace, e l’amore”. L’Incontro si concluderà con la celebrazione eucaristica nella cattedrale di Viseu. Il programma completo dell’evento può essere consultato nella pagina web: http://cnal.pt/4-o-enl-viseu/4-o-enl-programa-detalhado/

Papa Francesco: alla Fao, “cambiare rotta” introducendo nella cooperazione internazionale “la categoria dell’amore”

17 hours 7 min ago

“Cambiare rotta”. E’ l’invito centrale del discorso del Papa alla Fao. “Di fronte all’aumento della domanda di alimenti è indispensabile che i frutti della terra
siano disponibili per tutti”, l’appello: “Per qualcuno basterebbe diminuire il numero delle bocche da sfamare e risolvere così il problema; ma è una falsa soluzione se si pensa ai livelli di spreco di alimenti e a modelli di consumo che sprecano tante risorse”. “Ridurre è facile, condividere invece impone una  conversione, e questo è impegnativo”, ha ammesso il Papa, che a questo proposito ha formulato una proposta precisa: “È troppo pensare di introdurre nel linguaggio della cooperazione internazionale la categoria dell’amore, declinata come gratuità, parità nel trattare, solidarietà, cultura del dono, fraternità, misericordia?”. “Queste parole – ha fatto notare Francesco – esprimono il contenuto pratico del termine ‘umanitario’, tanto in uso nell’attività internazionale”. “Amare i  fratelli e farlo per primi, senza attendere di essere corrisposto”, ha proseguito: “È questo un principio evangelico che  trova riscontro in tante culture e religioni e diventa principio di umanità nel linguaggio delle relazioni internazionali”. Di qui l’auspicio che “la diplomazia e le istituzioni multilaterali alimentino e  organizzino questa capacità di amare, perché è la via maestra che garantisce non solo la sicurezza
alimentare, ma la sicurezza umana nella sua globalità”. “Non possiamo operare solo se lo fanno gli altri, né limitarci ad avere pietà, perché la pietà si ferma agli aiuti di emergenza – ha puntualizzato il Papa – mentre l’amore ispira la giustizia ed è essenziale per realizzare un giusto ordine sociale tra realtà diverse che vogliono correre il rischio dell’incontro reciproco”. “Amare – ha spiegato Francesco declinando il verbo – vuol dire contribuire affinché ogni Paese aumenti la produzione e giunga all’autosufficienza alimentare. Amare si traduce nel pensare nuovi modelli di sviluppo e di consumo, e nell’adottare politiche che non aggravino la situazione delle popolazioni meno avanzate o la loro dipendenza esterna. Amare significa non continuare a dividere la famiglia umana tra chi ha il superfluo e chi manca del necessario”.

Austria: la “gioia” del futuro cancelliere Kurz, che esulta per i risultati elettorali. Le parole di Strache, Kern e Pilz

17 hours 14 min ago

Il leader dei Popolari Sebastian Kurz, trionfatore delle elezioni tenutesi ieri per il Parlamento austriaco, dopo la conferma della sua vittoria da parte del Presidente della repubblica Alexander Van der Belle, ha manifestato “gioia e sopraffazione” – sorpresa all’ennesima potenza – davanti al successo della sua lista. Il 31enne Kurz ha ribadito che accetterà il mandato al Cancellierato con “responsabilità e grande umiltà”, manifestando all’elettorato austriaco “estrema gratitudine” per la “vittoria storica”. Il cancelliere uscente, il socialdemocratico Christian Kern, che guidava la Grosse Koalition assieme al Partito popolare austriaco (ÖvP) di Kurz, non ha voluto esprimersi su quali saranno le mosse future del SpÖ: i colloqui saranno “guidati da un senso di responsabilità”, anche davanti a una sostanziale soddisfazione per i risultati ottenuti, a fronte di sondaggi che presagivano una vera debacle per i socialdemocratici. L’altro vincitore delle elezioni parlamentari austriache è stato Heinz-Christian Strache, il leader del partito antieuropeista e xenofobo FpÖ (Partito austriaco della libertà), che forte dei probabili 50 deputati si propone a Kurz per governare insieme il Paese: “Parleremo con tutti”, ha annunciato, anche perché teme la continuazione dell’alleanza tra Popolari e Socialdemocratici, pur con una sostanziale mutazione della guida e della linea di Governo.
I Verdi non dovrebbero entrare nel Consiglio nazionale, fermi al 3,9% dei voti che non fa loro superare la soglia di sbarramento del 4%: “Per noi si tratta di una debacle seria, una sconfitta pesante e una grande delusione”, ha detto Ulrike Lunacek, la controversa leader del partito, giunto diviso alle elezioni. Dal 1986, è la prima volta che i Verdi non entrano in Parlamento, e nel 2013 ebbero più del dodici per cento dei suffragi. Peter Pilz, il verde uscito dal partito è invece riuscito a portare almeno 10 deputati con la sua lista personale, e conferma che attuerà un “controllo professionale” delle attività parlamentari.

Papa Francesco: alla Fao, “la fame non è una malattia incurabile”, no a “speculazione”

17 hours 18 min ago

La fame non è “una malattia incurabile”. Lo ha detto il Papa, che nell’intervento alla Fao ha affermato che “qualunque discorso serio sulla sicurezza alimentare va messo in relazione col fenomeno delle migrazioni”. “È chiaro che le guerre e i cambiamenti climatici producono la fame”, ha ribadito Francesco: “Evitiamo dunque di presentarla come una malattia incurabile”. “Le recenti previsioni formulate dai vostri esperti – ha detto il Papa rivolgendosi ai suoi uditori – vedono un aumento della produzione globale di cereali, a livelli tali che permettono di dare maggiore consistenza alle riserve mondiali. Questo dato ci dà speranza e ci insegna che, se si lavora prestando attenzione alle necessità e al riparo di speculazioni, i risultati arrivano”. “Le risorse alimetari sono frequentemente esposte alla speculazione – la denuncia di Francesco – che le misura solamente in funzione del beneficio economico dei grandi produttori o in relazione alle stime di consumo, e non alle reali esigenze delle persone”. In questa maniera, per il Papa, “si favoriscono i conflitti e lo spreco, e aumenta il numero degli ultimi della terra che cercano un futuro lontano dai loro territori di origine”.

Papa Francesco: alla Fao, “conflitti e cambiamenti climatici” ostacoli principali. Appello per “disarmo graduale e sistematico”

17 hours 31 min ago

“I conflitti e i cambiamenti climatici”: sono questi, per il Papa, i “due principali ostacoli” da superare, per cambiare il futuro delle migrazioni. “Il diritto internazionale – ha detto Francesco nel discorso alla Fao – ci indica i mezzi per prevenire i conflitti o risolverli rapidamente, evitando che si prolunghino e producano carestie e distruzione del tessuto sociale”. “Pensiamo alle popolazioni martirizzate da alcune guerre che durano decine di anni, e che avrebbero potuto essere evitate o almeno ridotte – l’esempio citato da Francesco – e che producono effetti tanto disastrosi e crudeli, come l’insicurezza alimentare e lo spostamento forzato delle persone”. “Ci vuole buona volontà e dialogo per porre fine ai conflitti e un impegno totale a favore di un disarmo graduale e sistematico, previsto dalla Carta delle Nazioni Unite, così come per rimediare alla funesta piaga del traffico delle armi”, l’appello del Papa. Quanto ai cambiamenti climatici, Francesco ha citato l’Accordo di Parigi, “dal quale, disgraziatamente, alcuni si stanno dissociando”, ha denunciato, stigmatizzando “la presunzione di controllare le risorse limitate del pianeta”. Di qui la necessità di “sforzarsi in favore di un consenso concreto e pratico, se si vogliono evitare gli effetti più tragici, che continuano a ricadere sulle persone più povere e indifese”. “Siamo chiamati ad adottare un cambio negli stili di vita, nell’uso delle risorse, nei criteri di produzione, perché il consumo che non rispetta gli alimenti comporta un aumento delle perdite e dello spreco”, ha ribadito Francesco: “Non possiamo accontentarci di dire: un altro lo farà”.

Papa Francesco: alla Fao, servono “azioni efficaci” per “diminuire il numero di coloro che soffrono la fame e controllare il fenomeno delle migrazioni forzate”

17 hours 45 min ago

“Valorizzare la tecnologia al servizio dello sviluppo è certamente una strada da percorrere, a condizione che si concretizzi in azioni efficaci per diminuire il numero di coloro che soffrono la fame e per controllare il fenomeno delle migrazioni forzate”. Lo ha detto il Papa, nel discorso alla Fao, in cui ha messo in guardia da “impegni parziali” nell’ambito della cooperazione internazionale, che si limitano “solo agli aiuti di emergenza”. “Perfino le morti a causa della fame o dell’abbandono della propria terra sono una notizia abituale, con il rischio di provocare indifferenza”, il grido d’allarme di Francesco, secondo il quale occorre “percorrere nuove strade per trasformare le possibilità di cui disponiamo in una garanzia che permetta a ciascuna persona di affrontare il futuro con fondata fiducia, e non solo con qualche illusione”. “Lo scenario delle relazioni internazionali – ha affermato il Papa – manifesta una crescente capacità di dare risposte alle aspettative della famiglia umana, in primo luogo con il contributo della scienza e della tecnica, che studiando i problemi propongono soluzioni adeguate”. Questi nuovi strumenti, tuttavia, “non consentono di eliminare l’esclusione di gran parte della popolazione mondiale”, l’appello di Francesco: “Quante sono le vittime della distruzione, delle guerre, dei cambiamenti climatici. Quanti mancano del lavoro o dei beni necessari e si vedono costretti a lasciare la propria terra, esponendosi a molte e terribili forme di sfrttamento”.

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