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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 27 min ago

Sociale: Scalvini (Assifero), il ruolo di fondazioni ed enti filantropici alla luce della riforma del Terzo settore

Wed, 2017-06-21 16:38

“Il riconoscimento civilistico del ruolo che fondazioni ed enti filantropici già svolgono come quarto pilastro del Terzo settore, nell’ambito educativo, sociale, culturale, artistico e comunitario, così come previsto dalla riforma, segna una tappa fondamentale per il bene comune del nostro Paese e non potrà che portare a un loro ulteriore potenziamento nel futuro”. È quanto ha affermato Felice Scalvini, presidente di Assifero (Associazione italiana delle fondazioni ed enti della filantropia istituzionale), nell’intervento all’incontro di presentazione della prossima giornata europea delle fondazioni, che avrà per tema “È una questione di educazione. Comunità e crescita delle nuove generazioni”. Una giornata “particolarmente significativa”, ha osservato Scalvini, per il tema scelto e per la valorizzazione del ruolo di fondazioni ed enti filantropici “alla luce della riforma del Terzo settore in corso”.
“Le fondazioni – ha spiegato il presidente di Assifero – sono oggi tra gli attori più capaci di innovazione e cambiamento sociale. Il ruolo chiave che possono svolgere per il bene comune non è quantitativo, nel tappare i buchi di un welfare pubblico in sofferenza, ma qualitativo”. Esse, infatti, ha aggiunto Scalvini, “possono investire in modo libero e originale nel lungo periodo, assumersi rischi, testare approcci innovativi. In un ambito così delicato come l’educazione e la crescita delle nuove generazioni, la fondazioni possono giocare un ruolo fondamentale per l’Italia e l’Europa di oggi”.

Lithuania: Youth Day and beatification of bishop Matulionis, “a martyr of the Soviet era”. 20 thousand devotees expected to come

Wed, 2017-06-21 16:20

Last preparations for the historical celebration that will be held in Vilnius on Sunday, 25th June, for the beatification of Teofilius Matulionis (1873-1962), the archbishop who was imprisoned three times in his lifetime and died a martyr because of his faith. This is the fist canonisation that takes place in Lithuania, that of the “first Lithuanian martyr of the Soviet era”, who is now “an inspiring example of a person who fought for freedom of thought”. On the square in front of the cathedral of Vilnius, at 02.00 pm, card. Angelo Amato, prefect of the Congregation for the Causes of Saints, will officiate the ceremony, jointly celebrated by all Lithuanian bishops. The day before, Saturday, in the afternoon, the relics of the venerable Matulionis will be transferred from Liepaja, where they are buried, to the cathedral of Vilnius, to be displayed to the veneration of the faithful overnight. Over 20 thousand devotees are expected to come for the celebration from across Lithuania, as well as from Latvia, Belarus, Poland and Russia, especially from the area in and around St Petersburg, where the archbishop attended some of his priestly studies and carried out his ministry for a few years. The beatification also marks the end of the National Youth Day that starts in Vilnius on Friday, 23rd June. Police warned that no cars will be let into the city centre.

Lituania: Giornata della gioventù e beatificazione vescovo Matulionis, “martire dell’era sovietica”. Attesi 20mila fedeli

Wed, 2017-06-21 16:20

Ultimi preparativi per la storica celebrazione che si terrà a Vilnius domenica 25 giugno in cui verrà beatificato Teofilo Matulionis (1873-1962), l’arcivescovo che nella sua vita per tre volte fu incarcerato e morì martire a causa della sua fede. Si tratta della prima canonizzazione che avviene in terra lituana, del “primo martire lituano dell’era sovietica”, che oggi è “esempio ispiratore di persona che ha combattuto per la libertà di coscienza”. Alle 14 sulla piazza antistante la cattedrale di Vilnius sarà il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi a presiedere la cerimonia, concelebrata da tutti i vescovi lituani. Nel pomeriggio precedente, il sabato, le spoglie del venerabile Matulionis saranno trasferite da Liepaja, dove riposano, alla cattedrale di Vilnius per essere esposte alla venerazione dei fedeli durante tutta la notte. Per la celebrazione sono attesi oltre 20mila fedeli da tutta la Lituania, ma anche da Lettonia, Bielorussia, Polonia e Russia, soprattutto dalla regione di San Pietroburgo, dove l’arcivescovo fece parte della formazione sacerdotale e dove svolse il suo ministero per alcuni anni. La beatificazione segna anche la conclusione della Giornata nazionale della gioventù che si apre venerdì 23 giugno a Vilnius. La polizia ha avvisato che il centro della capitale sarà completamente chiuso al traffico.

Fondazioni: Guzzetti (Acri), la sfida della povertà e dell’inclusione dei giovani si combatte anche sul piano dell’educazione

Wed, 2017-06-21 16:04

“Il presente e il futuro dei giovani ci sta a cuore. Sono loro la promessa del domani. Ma è un domani che parte dall’oggi, dalla capacità che noi abbiamo di dar loro non solo strumenti e conoscenze, ma anche coraggio, forza e speranza per affrontare un quotidiano difficile”. Lo ha affermato il presidente di Acri (Associazione di fondazioni e casse di risparmio), Giuseppe Guzzetti, nell’incontro di presentazione della prossima giornata europea delle fondazioni, dedicata al tema dell’educazione delle nuove generazioni. La sfida della povertà, di quella minorile in primo luogo, e dell’integrazione dei giovani nel sistema sociale ed economico – ha sottolineato Guzzetti – “passa anche attraverso il miglioramento della qualità dell’istruzione, della formazione, direi dell’educazione nel suo complesso”. Il presidente di Acri ha comunicato che dal 2000 a oggi l’impegno delle fondazioni di origine bancaria in questo settore ha sfiorato i due miliardi e mezzo di euro. Ma si è poi voluto soffermare in particolare sul Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. “È un’iniziativa senz’altro parziale per risolvere definitivamente il problema della povertà educativa in Italia – ha osservato – ma è la più vasta in questo senso mai progettata. Essa prevede un impegno diretto, circoscritto e puntuale delle fondazioni e viene attuata in un’ottica di massima trasparenza e rendicontazione, oltre che di valutazione d’impatto, un vera novità nel panorama nazionale”.

Accordo Ceta: Coldiretti, “troppe criticità , serve ampio dibattito prima della ratifica”

Wed, 2017-06-21 16:04

Numerose realtà della società civile, del mondo sindacale, produttivo e dell’ambientalismo hanno incontrato ieri il presidente del Senato, Piero Grasso, per esprimere le diffuse preoccupazioni sugli impatti economici e sociali del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada che il Senato italiano dovrebbe sottoporre a ratifica il 22 giugno. Nell’incontro, cui hanno partecipato tra gli altri, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, la presidente di Legambiente Rossella Muroni, “è stata sottolineata la necessità di analizzare più a fondo i potenziali effetti del trattato sull’ordinamento democratico, l’uguaglianza di fronte alla legge, l’occupazione, il settore agricolo e agroalimentare, i diritti dei consumatori e dei lavoratori, il settore dei servizi, il principio di precauzione, la salute e l’ambiente. In particolare, si è evidenziata l’opportunità di attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale francese, alle prese con un ricorso firmato da 106 Parlamentari, sui possibili vizi di incostituzionalità dell’accordo, che potrebbe minare l’esercizio della sovranità nazionale, violare il principio di precauzione, l’indipendenza e l’imparzialità dei giudici e il principio di uguaglianza davanti alla legge”. “L’urgenza di un voto di ratifica tanto ravvicinato – hanno sottolineato le associazioni – viene a cadere di fronte al fatto che in Canada nulla verrà deciso fino al prossimo autunno. L’assemblea legislativa del Quebec, infatti, ha terminato le sue sessioni deliberative e non tornerà a riunirsi prima di settembre. Per questa ragione, rimane incompiuta l’approvazione della legge sull’implementazione provvisoria del Ceta, che dunque non potrà entrare completamente in vigore per i prossimi tre mesi”. L’incontro ha offerto l’occasione per consegnare al presidente Grasso il documento “Alla ricerca di un commercio libero e giusto (free and fair)”, firmato dalle organizzazioni presenti insieme a Slow Food, Arci e Acli Terra, già inviato ai Senatori impegnati nell’esame del disegno di legge di ratifica (ddl 2849) del Ceta. Al termine dell’incontro, il presidente Grasso ha dichiarato di “trovare comprensibile l’appello ad un esame attento e scrupoloso delle norme all’attenzione delle aule parlamentari e sono sicuro che esso non resterà inascoltato”.

Fondazioni: il tema dell’educazione delle nuove generazioni al centro della prossima giornata europea

Wed, 2017-06-21 15:59

“È una questione di educazione. Comunità e crescita delle nuove generazioni”: sarà questo il tema della prossima giornata europea delle Fondazioni, in calendario il 1° ottobre. Oggi a Roma il tema è stato anticipato a livello nazionale in un incontro promosso da Acri e Assifero, che ha visto gli interventi dei rispettivi presidenti, Giuseppe Guzzetti e Felice Scalvini.
Molti i contributi offerti alla riflessione delle singole realtà associate che a ottobre svilupperanno il tema sul territorio. Tra gli altri, Raffaela Milano ha richiamato e commentato i dati dell’ultimo rapporto di Save the Children sulla povertà minorile in Italia. Massimo Ammaniti, ordinario di psicopatologia dello sviluppo alla Sapienza di Roma, ha affermato che mentre la scuola primaria mostra una “maggiore duttilità”, nel sistema italiano “l’anello fragile è la scuola media che propone una modalità didattica antiquata”. Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud, ha riferito dell’andamento dei bandi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile istituito dalle fondazioni di origine bancaria. Un’iniziativa che ha messo in campo 120 milioni di euro all’anno per tre anni e ha raccolto moltissime adesioni. L’iter dei progetti dei primi due bandi (0-6 anni e adolescenti) è in fase molto avanzata e per settembre, ha annunciato Borromeo, dovrebbe essere varato un terzo bando per le fasce d’età non coperte dai primi due. Don Fabrizio Valletti ha raccontato l’esperienza del centro Hurtado di Scampìa, una testimonianza di come attraverso l’educazione e la formazione sia possibile rompere la spirale che perpetua l’emarginazione di ogni tipo di periferia.

Vita: D’Ubaldo (Cav Roma), “l’80% delle donne sono straniere”. “Progetto Gemma” e “Sos Vita”

Wed, 2017-06-21 15:50

“L’80% delle donne sono straniere, la maggioranza proviene dal Marocco e dalla Nigeria”. Lo ha detto Maria Luisa D’Ubaldo, coordinatrice dei Cav romani, intervenendo oggi alla presentazione alla Camera dell’attività dei 349 Centri di aiuto alla vita promossi dal Movimento per la vita. “Se i Cav seguono i flussi migratori, abbiamo bisogno di mediatori culturali per un’accoglienza a 360 gradi”, ha osservato illustrando l’attività di ascolto e di aiuto, tramite operatori specializzati e volontari, svolta dai Cav sul piano medico, psicologico ed economico, tramite il “Progetto Gemma”, un servizio per l’adozione temporanea a distanza di madri in difficoltà tentate di rifiutare il proprio bambino: attraverso questo servizio e con un contributo mensile di 160 euro, si può adottare per 18 mesi una mamma e aiutare così il suo bambino. Dal 1994, anno in cui è nato Progetto Gemma, al 31 dicembre 2016 sono state “adottate” circa 22mila mamme. “Se lo Stato, invece che sull’aborto, investisse sull’aiuto che le donne chiedono, non ci sarebbe l’andamento demografico attuale”, ha denunciato D’Ubaldo, citando anche “Sos vita”, la rete delle emergenze messa in campo dal Movimento per la Vita, tramite i Cav, per l’assistenza – 24 ore su 24, tramite un numero telefonico (800-813.000) e un sito Internet – in caso di gravidanze a rischio, aborto e post-aborto. “Restituiamo alla donna la libertà di non abortire”, ha detto D’Ubaldo, sottolineando che solo a Roma, negli ultimi 7 anni, sono nati 6 nuovi Cav, di cui l’ultimo un mese fa in zona Acilia.

Povertà: Fao, Unicef, Wfp, “in Sud Sudan fermata la carestia ma la situazione ancora disperata . Oltre 6 milioni di persone a rischio”

Wed, 2017-06-21 15:46

Il consistente rafforzamento della risposta umanitaria ha arrestato la carestia in Sud Sudan, è questo il risultato di un’indagine resa pubblica oggi. Tuttavia, la situazione rimane critica in tutto il paese, con 6 milioni di persone – erano 4,9 milioni a febbraio – che riescono a fatica a trovare cibo a sufficienza ogni giorno. Si tratta del livello più alto di insicurezza alimentare mai registrato in Sud Sudan. Lo si legge in un comunicato stampa congiunto Fao, Unicef, Wfp (World food programme) diffuso oggi. Secondo l’ultimo rapporto Integrated Food Security Phase Classification (Ipc) update , redatto dal governo, dalla Fao, dall’Unicef, dal Wfp e da altri partner umanitari, la condivisa definizione tecnica di carestia non è più applicabile alle contee di Leer e Mayandit dell’ex Unity State, dove la carestia era stata dichiarata a febbraio. In altre due contee considerate ad alto rischio a febbraio – Koch e Panyijiar – l’assistenza umanitaria immediata e sostenuta molto probabilmente ha giocato un importante ruolo nel prevenire la carestia. Ciononostante, 45.000 persone negli ex Unity State e Jonglei vivono ancora in condizioni catastrofiche, con la prospettiva di soffrire la fame se non viene fornita una sostenuta assistenza umanitaria. Si tratta di 25.000 persone nell’ex Unity State e 20.000 persone in quello di Jonglei, dove la situazione è rapidamente peggiorata a causa degli spostamenti di popolazione dovuti al conflitto e al magro raccolto dello scorso anno. “La crisi non è terminata. Stiamo giusto mantenendo le persone in vita ma in moltissimi rischiano la fame estrema e sono sull’orlo del baratro”, ha detto Dominique Burgeon, direttore delle Emergenze della Fao. “L’unico modo per fermare questa situazione disperata è fermare il conflitto, assicurare il libero accesso e dare la possibilità alle persone di riprendere possesso dei loro mezzi di sussistenza”.

Le tre agenzie delle Nazioni Unite hanno avvertito che i progressi fatti nei luoghi a maggiore incidenza della fame non devono andare perduti. La capacità delle famiglie di sfamarsi è stata gravemente compromessa e il continuato sostegno salva-vita d’emergenza, alimentare e per i mezzi di sussistenza, non deve interrompersi, se si vuole evitare un ritorno alla carestia. La malnutrizione acuta rimane una forte emergenza di salute pubblica in molte aree del Sud Sudan. Il peggioramento dello stato di insicurezza alimentare è stato determinato da numerosi fattori: il conflitto armato, i raccolti inferiori alla media e i prezzi degli alimenti in rapido aumento, nonché dalle conseguenze dovute alla stagione di magra. Come risposta alla carestia, il Wfp, dall’inizio dell’anno, ha raggiunto 3,4 milioni di persone in Sud Sudan. Tale risposta include assistenza nutrizionale e alimentare d’emergenza per 2,6 milioni di persone sfollate o colpite dal conflitto. Essa comprende, inoltre, le 800.000 persone raggiunte attraverso le operazioni di recupero volte ad aiutare le comunità a rafforzare la loro resilienza agli shock e al sostegno continuo ai rifugiati. Dall’inizio dell’anno, l’Unicef, insieme ai suoi partner, ha curato più di 76.000 bambini colpiti da malnutrizione acuta grave (Sam). Quest’anno prevede di raggiungere 700.000 bambini malnutriti in tutto il Paese. La Fao ha fornito kit per la pesca, per la coltivazione di verdure e per la coltura di sementi ad oltre 2,8 milioni di persone, di cui 200.000 nelle aree affette da carestie oltre alla vaccinazione di oltre 6 milioni di capi di bestiame, fondamentali mezzi di sussistenza per salvare vite umane.

Vita: Blangiardo (demografo), “i bambini stranieri non ci salvano”

Wed, 2017-06-21 15:28

“I bambini stranieri non ci salvano”. A sfatare un mito, in materia di natalità, alimentato ed enfatizzato da gran parte della stampa, è stato Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia all’Università di Milano Bicocca, intervenendo alla conferenza stampa organizzata dal Movimento per la vita sulle attività dei Centri di aiuti alla vita nell’anno appena trascorso. “Si sottolinea che nel 2016 sono nati 69mila stranieri, ignorando però i circa 90mila bambini che non sono venuti al mondo grazie agli aborti effettuati”, il grido d’allarme del demografo, che ha ricordato come nel nostro Paese sono nati nell’anno appena trascorso 474mila bambini, mentre fino a poco tempo fa la cifra superava il milione. L’Italia, in altre parole, “in termini di denatalità è ai minimi registrati dall’Unità d’Italia ad oggi ed è all’avanguardia in fatto di denatalità tra i Paesi europei”. “Se andiamo avanti così, nel 2060 avremo due milioni e mezzo di persone con più di 90 anni, in un Paese di 60 milioni di abitanti”, la previsione del demografo, che ha parlato di “situazione pericolosa” e da arginare, per scongiurare un futuro ancora più nero. Per questo, “far nascere un bambino mai come oggi è importante”, la tesi di Blangiardo a proposito dell’attività dei Cav, che dal 1975 ad oggi ha salvato dall’aborto oltre 190mila bambini: solo quest’anno, ne ha fatti nascere in media 40 per ogni Cav. Le gestanti assistite sono state circa 13mila nel 2016, corrispondenti a una media di 63 gestanti per Cav.

Fatima: il 25 giugno il Patriarca maronita Boutros Rai consacrerà Libano e Medio Oriente al Cuore Immacolato di Maria

Wed, 2017-06-21 15:27

Il Patriarca maronita Bechara Boutros Rai si recherà nel santuario portoghese di Nostra Signora di Fatima per consacrare il Libano e tutto il Medio Oriente al Cuore Immacolato di Maria. L’atto di consacrazione – riferiscono le fonti del Patriarcato maronita citate da Fides – avverrà nel corso della liturgia eucaristica che il primate della Chiesa maronita presiederà nel santuario portoghese domenica 25 giugno. La celebrazione liturgica domenicale rappresenterà il culmine e la conclusione della “giornata del Libano a Fatima”, che avrà inizio sabato 24 giugno con la recita del Rosario e la processione dei fedeli con le candele. Negli ultimi quattro anni, nel mese di giugno, il Patriarca Rai aveva già presieduto liturgie di consacrazione del Paese del Cedri e di tutto il Medio Oriente al Cuore Immacolato di Maria, celebrate in Libano, presso il santuario mariano di Harissa. In tali occasioni, durante il solenne atto di consacrazione, si era pregato affinché tutti i popoli della regione fossero liberati dal flagello delle guerre e della violenza. Già nel giugno 2013, il Patriarca Rai aveva associato anche gli islamici all’atto di Consacrazione, ricordando che il Libano è l’unico Paese dove la Solennità dell’Annunciazione, il 25 marzo, viene celebrata insieme da cristiani e musulmani come festa nazionale.

Vita: Gigli (Mpv), 8.301 bambini salvati dall’aborto nel 2016. Blangiardo (demografo), il 20% utenti giovani

Wed, 2017-06-21 15:20

“8.301 bambini salvati, 13mila gestanti assistite durante la gravidanza, quasi 18mila donne aiutate anche se non gestanti. Possibilità di rifugio e di accoglienza per donne vittime di pressioni per abortire o, comunque, oggetto di violenza. Una rete di ascolto per chiamate di emergenza attiva h24 per 365 giorni all’anno”. Sono i principali dati che fotografano l’attività dei 349 Centri di aiuto alla vita, del servizio di emergenza “SosVita” e delle 41 case di accoglienza operanti sul territorio nazionale nel 2016. Lo ha detto il deputato Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita Italiano, durante la conferenza stampa svoltasi oggi alla Camera per la presentazione dei dati sulle attività dei Centri di aiuto alla vita (Cav) svolte nel 2016, illustrate insieme al collega Mario Sberna e a Giancarlo Blangiardo, ordinario di demografia all’Università di Milano Bicocca. Per Gigli, i dati “testimoniano che prevenire l’aborto è possibile se davvero si offrono alternative a donne spesso costrette dal bisogno, dalla solitudine o dall’ignoranza”. “Il dossier sui dati Cav – ha sottolineato Blangiardo – offre uno spaccato sociologico oltre che demografico delle situazioni di difficoltà per chi oggi vuole portare avanti una gravidanza”. In particolare, per l’esperto, “fotografa la situazione di costrizione e di ignoranza di molte donne immigrate. È interessante che il significato positivo della vita che nasce sia presente tra molte giovani, essendo ben il 20% le utenti dei Cav tra i 18 e i 24 anni; e lascia ben sperare anche il fatto che il partner-uomo si dichiari contrario all’aborto nel 36% dei casi”. “Ma questi dati dimostrano anche il disinteresse dei consultori familiari per la prevenzione dell’aborto, visto che la percentuale dei casi segnalati ai Cav da parte dei consultori è solo del 6%”, ha fatto notare il demografo.

Vescovi Argentina: dal 23 giugno la Settimana Sociale. Temi: amicizia sociale e casa comune

Wed, 2017-06-21 15:11

“È più quel che ci unisce rispetto a quello che ci divide”: questo lo slogan che dà il timbro alla Settimana sociale 2017 promossa dalla Chiesa argentina, e in particolare dalla Commissione per la pastorale sociale della Conferenza episcopale argentina (Cea). La Settimana sociale, intitolata “L’amicizia sociale e la cura della casa comune” si terrà a Mar del Plata, dal 23 al 25 giugno, e prevede la partecipazione di esponenti del mondo politico e sindacale, rappresentanti di diverse organizzazioni e movimenti sociali, imprenditori. Secondo quanto annunciato dagli organizzatori, saranno presenti, tra gli altri, all’incontro di apertura: la governatrice della Provincia di Buenos Aires, María Eugenia Vidal; il ministro del Lavoro, Jorge Triaca; la ministra dello Sviluppo Sociale della Nazione, Carolina Stanley.
Fanno da sfondo alla Settimana sociale l’unità della nazione e la coesione sociale, nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario dell’indipendenza. Tra gli obiettivi specifici: creare una cultura della convivenza, una maggiore qualità della cultura democratica, generare spazi di dialogo per il bene comune
Si parlerà anche di questioni di attualità politica ed economica, dell’andamento dell’economia e della produzione nazionale, della concentrazione dei proprietari terrieri che penalizza i piccoli agricoltori, della cura del creato, della piaga delle dipendenze e del narcotraffico.

Terremoto in Umbria: 500mila euro dalla Caritas di Trento

Wed, 2017-06-21 14:48

Terremoto in Umbria: ammontano a poco meno di mezzo milione di euro le offerte raccolte dalla Caritas diocesana di Trento dall’autunno 2016 ad oggi. I fondi, frutto della generosità dei trentini, sono stati destinati, in accordo con Caritas Nordest, a progetti di ricostruzione e rilancio delle attività economiche, in particolare nella zona di Norcia, una delle più colpite dal sisma. “Già nella colletta nazionale del 18 settembre 2016, conseguenza delle prime violente scosse in centro-Italia di fine agosto – ricorda una nota della Caritas di Trento -, erano stati donati in diocesi 319mila euro, sugli oltre 2 milioni complessivamente raccolti nelle diocesi del Nordest. Tali fondi sono stati inviati a Caritas italiana che li ha investiti nella costruzione del Centro di comunità di Norcia”. Altre offerte, pari a 164mila euro, sono state raccolte nei mesi a seguire da Caritas Trento e messe a disposizione della Delegazione Caritas Nordest per progetti seguiti in prima persona da Roberto Calzà, direttore della Caritas diocesana trentina, referente per la Delegazione. Complessivamente, quindi, “le offerte raccolte in Trentino ammontano a 483mila euro”.

La Delegazione ha messo a disposizione della Caritas di Spoleto-Norcia poco più di 1 milione di euro. Di questa somma, gestita dalla Delegazione triveneta, ad oggi sono già stati spesi oltre 300mila euro. Il 31 maggio scorso l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, ha inaugurato una delle tre stalle per bovini realizzate grazie al sostegno della Caritas locale e delle Caritas del Nord-est italiano. Ora l’impegno della Caritas nei territori della Valnerina proseguirà con iniziative a sostegno dei commercianti e degli imprenditori-artigiani locali. La spianata della località Madonna delle Grazie (dove la chiesa è completamente rasa al suolo e la casa di accoglienza per i ritiri è irrimediabilmente lesionata) ha preso vita nell’autunno scorso grazie al campo voluto dalla Caritas locale per dare un segno di attenzione alla popolazione. Oggi il campo comprende un paio di casette, un magazzino prefabbricato, un paio di container e soprattutto il nuovissimo Centro di comunità (costato poco meno di 450mila euro) costruito da Caritas Italiana grazie ai fondi della colletta nelle chiese del Triveneto del 18 settembre scorso (complessivamente due milioni di euro), inaugurato il 16 giugno scorso alla presenza delle autorità locali e del presidente Cei, il card. Gualtiero Bassetti. La Caritas diocesana di Trento, in collaborazione con la Delegazione Caritas Nordest, lancia, poi, la proposta di un impegno estivo in questi territori. Si tratta di un campo di servizio, che si terrà a Norcia dal 21 al 28 luglio, per giovani maggiorenni. Info: www.diocesitn.it/caritas

Siria: “Un ponte per” (Ong), aiuti italiani raggiungono le famiglie in fuga da Raqqa

Wed, 2017-06-21 14:21

Oltre 88.000 sfollati siriani saranno raggiunti da “Safe II”, intervento di emergenza lanciato dall’organizzazione italiana “Un ponte per…”, operativa in Medio Oriente da oltre 25 anni, e finanziato dalla Cooperazione italiana allo sviluppo, per non lasciare soli i tanti operatori sanitari che ogni giorno in Siria rischiano la vita per proteggere i civili. Distribuzioni di medicinali e sostegno alle cliniche gestite dalla Mezzaluna Rossa Curda (Krc) nel nord-est del paese: questo il cuore di “Safe II”, il progetto che in questa seconda fase, in continuità con la prima avviata nel 2016, porterà a 6 il numero delle cliniche sostenute. Si tratta di centri essenziali che forniscono servizi sanitari gratuiti alla popolazione siriana colpita dalla guerra e a tutte le persone in stato di bisogno, inclusi migliaia di rifugiati iracheni che in questi mesi hanno attraversato il confine siriano in fuga da Mosul, roccaforte irachena di Daesh. Tra le cliniche sostenute anche quella di Serekanye (Ras el Ein), da cui quotidianamente partono le ambulanze che servono i campi degli sfollati in fuga da Raqqa, recentemente colpita dall’offensiva per la sua liberazione, con un altissimo numero di vittime civili, fra cui molti bambini e donne. Con questo nuovo programma verranno incrementati i servizi sanitari pediatrici, le azioni a tutela della salute riproduttiva e contrasto alla violenza di genere, anche attraverso il rafforzamento delle capacità dello staff locale con corsi di formazione e aggiornamento professionale per medici, infermieri, ostetriche e operatori locali. Tra i servizi garantiti anche l’assistenza ginecologica, pre e post-natale e la pianificazione familiare nonché la fornitura di attrezzature sanitarie necessarie al funzionamento delle cliniche. Le cliniche, che offrono un’ampia gamma di prestazioni dedicate in modo particolare alle donne, operano nelle città di Serekanye, Amuda, Darbasiyah, Qamishli, Muabbada e al-Malikiyah) e nei vari campi profughi in cui sono state accolte.

Ius soli: mons. Di Tora (Migrantes), “in situazione scarsa denatalità” legge “può aiutare”. “È riconoscere realtà che già esiste”

Wed, 2017-06-21 14:05

“In una situazione di scarsa denatalità come quella italiana” la legge sulla cittadinanza “può aiutare”. “Che non vuol dire trasformare l’Italia in una popolazione di stranieri. È un impegno a riconoscere un diritto, che viene a sancire una realtà che già esiste”. Lo ha ribadito oggi a Roma mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes, durante la conferenza stampa di presentazione del Rapporto immigrazione 2016 Caritas/Migrantes. “Siamo ad una settimana da un ballottaggio elettorale – ha osservato -, quindi il dibattito si è estremizzato, da una parte e dall’altra: c’è chi vuole difendere la legge e c’è chi la attacca per trovare maggiore credito tra i propri votanti. Ricordiamo che ‘ius soli’ significa dare la cittadinanza ai figli di chi è già in Italia in maniera regolare, viene da una famiglia in cui almeno uno dei due coniugi è straniero, famiglie che lavorano e pagano le tasse. Vicino a questo c’è lo ‘ius culturae’ anche per chi non è nato in Italia ma ha frequentato un ciclo completo di studi. Lo ‘ius soli’ in tante altre nazioni è già riconosciuto”.

Disabilità: Gaeta, aperto un Happy Bar gestita da sei ragazzi con sindrome di down

Wed, 2017-06-21 14:03

A Gaeta è stato inaugurato l’Happy Bar. Ma quella sita nella villa comune Umberto I di Formia non è un’attività di ristoro come tante altre. Infatti, a gestirla sono sei giovani con la sindrome di down. Volti felici e sorridenti i loro, protagonisti di un progetto promosso dalla sezione sud pontina dell’Aipd, l’Associazione italiana persone down, e dalla cooperativa “Down at work”. L’obiettivo prefissato e puntualmente raggiunto si è basato sull’idea che la diversità non debba essere una discriminante per chi ha voglia di lavorare, seguendo turni e regole serie. A guidare i sei giovani saranno un barista esperto, una psicologa e alcuni tutor. I ragazzi hanno tra i 20 e i 35 anni e per prepararsi a questa impresa hanno svolto vari colloqui e un corso di caffetteria. L’Happy Bar rimarrà aperto tutta l’estate dalle 8 alle 13 e dalle 17 alle 24.

Ius soli: card. Montenegro (Caritas), “classe politica che urla non cerca il bene comune”

Wed, 2017-06-21 13:50

La legge sullo “ius soli” è “un argomento molto importante in cui decidiamo il nostro futuro” e non si può affrontare come se fosse “in un ring” attraverso modalità da “far west”. “Una classe politica che urla è il modo migliore per dimostrare che non sta cercando il bene comune”: lo ha detto oggi a Roma il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, durante la presentazione del Rapporto immigrazione 2016 Caritas/Migrantes. “Mi chiedo se problemi così importanti debbano essere affrontati in questo modo in Parlamento – ha affermato -. Sarebbe assurdo se in futuro dovessimo mettere le corde del ring e poi chi la spunta la vince. È un argomento molto importante in cui decidiamo il nostro futuro. Sapersi sedere intorno ad un tavolo è importante”.  Il punto non è dover “pensare tutti alla stessa maniera – ha precisato il card. Montenegro – ma avere l’umiltà di mettere sul campo le nostre idee, confrontarle e scegliere ciò che conta”. “Una classe politica che urla – ha sottolineato – non è il modo migliore per dimostrare che sta cercando il bene comune. Se un partito, un gruppo di uomini, pensa che il suo pensiero possa diventare legge per gli altri, non è che dovremo arrivare al far west per vedere chi resta in piedi e chi rimane steso… Questo mi preoccupa”.

Rispondendo a margine alle domande dei giornalisti il card. Montenegro ha anche criticato l’astensionismo di alcuni partiti in merito: “Diventare spettatori quando c’è una realtà da cambiare non è la posizione migliore. Bisogna dire sì o no dando le dovute motivazioni”. A chi accusa la Chiesa di aiutare prima i migranti e poi gli italiani o che “guadagna” con l’immigrazione ha risposto: “Non c’è chi viene aiutato prima e chi dopo, aiutiamo tutti. Il problema grosso non è l’immigrazione ma l’ingiustizia. Noi non stiamo guadagnando niente, stiamo già facendo accoglienza da tempo, non abbiamo sovvenzioni o premi di produzione. Se poi si dice che gli immigrati prendono 45 euro al giorno invece che 2 euro al giorno, perché non ci chiediamo chi prende gli altri 43 euro? Se le migrazioni dovessero fermarsi anche tanti italiani perderebbero il lavoro”.

Ospitalità religiosa: 223.500 i posti letto in tutta Italia

Wed, 2017-06-21 13:46

Con le vacanze estive alle porte e in occasione della Borsa del turismo religioso internazionale che si tiene a Roma, prende forma l’aggiornamento dei dati forniti dal portale www.ospitalitareligiosa.it sullo stato dell’ospitalità religiosa in Italia, che riguarda tre tipologie di strutture: gestite direttamente da enti e ordini religiosi, di proprietà religiosa con l’ospitalità affidata ai laici, laiche ma predisposte per gruppi di ispirazione religiosa. “Si tratta – ricorda Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità religiosa italiana – di forme di ospitalità talvolta erroneamente accostate ad una commercializzazione dell’accoglienza. La realtà dimostra esattamente il contrario: italiani e stranieri che soggiornano nelle strutture religiose (per motivi spirituali o di turismo), consentono il funzionamento di attività caritatevoli come mense dei poveri, alloggiamenti per i diseredati, missioni nei Paesi del Terzo Mondo. Senza dimenticare le 30.000 notti gratuite messe a disposizione dalle strutture tra il 2016 e il 2017 per offrire qualche giorno di serenità a nuclei familiari in stato di necessità”.
Riguardo ai numeri, “il Lazio, grazie soprattutto a Roma, offre da solo ben 37.800 posti-letto. Seguono Veneto (31.200), Toscana (18.100), Lombardia, Piemonte. Se però rapportiamo questi numeri alla popolazione residente – sottolinea Rocchi -, sale in vetta la Valle d’Aosta con un posto-letto ogni 40 abitanti, seguita dall’Umbria con uno ogni 63 e a seguire Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige. La media nazionale è di un posto-letto ogni 266 abitanti”. Nel complesso dell’ospitalità religiosa, “il 31% si trova in centro città, il 30% sono in montagna, il 13% sul mare. L’offerta di trattamento è variegata: nel 51% ci si può autogestire in tutti i servizi, il 64% offre pernottamento e prima colazione, nel 54% sono disponibili la mezza pensione o la pensione completa”. Tra i servizi messi a disposizione degli ospiti, “metà delle strutture religiose dispone di una chiesa autonoma e 2/3 anche di una cappella, un giardino, sala riunioni e Wi-Fi”. Inoltre, “l’accessibilità ai disabili risulta più diffusa tra le strutture religiose (48%) piuttosto che tra quelle laiche (40%), segno di una particolare attenzione verso le categorie più svantaggiate, compresi gli anziani che spesso necessitano di facilitazioni nei loro movimenti”. Infine, “gli utenti transitati per il portale www.ospitalitareligiosa.it hanno richiesto alloggi soprattutto nel Lazio e a seguire: Trentino-Alto Adige, Liguria, Toscana, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna”.

Diocesi: Loreto, per consacrazione episcopale mons. Dal Cin a Vittorio Veneto predisposti pullman dalla prelatura

Wed, 2017-06-21 13:28

La consacrazione episcopale di mons. Fabio Dal Cin, recentemente nominato da Papa Francesco nuovo arcivescovo prelato e delegato pontificio di Loreto sarà conferita dal card. Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei Vescovi, il 9 luglio prossimo, alle ore 16, presso la cattedrale di Vittorio Veneto. Per favorire la presenza dei fedeli, la prelatura di Loreto sta predisponendo dei pullman da Loreto con andata e ritorno in giornata. Le adesioni vanno comunicate ai parroci loretani entro il 2 luglio.

Siria: Custodia Terra Santa, aperto ad Aleppo il centro estivo con 860 ragazzi

Wed, 2017-06-21 13:12

“Con Gesù darò colore alla mia vita“. È questo il titolo scelto dai Frati Minori della Custodia di Terra Santa ad Aleppo, in Siria, per l’edizione 2017 del centro estivo per ragazzi. Per il secondo anno consecutivo, informa la Custodia di Terra Santa, centinaia di bambini tra i 4 e i 15 anni si riuniranno nell’oratorio della parrocchia di San Francesco, nel cuore della città simbolo del conflitto. Rispetto all’anno precedente il numero degli iscritti è quasi triplicato arrivando a toccare quota 860. Per due mesi frati, suore e volontari lavoreranno per “riportare colore nella vita di questi bambini che negli ultimi anni hanno convissuto quasi soltanto col nero della guerra”. Tra le sfide più grandi per Aleppo come si legge nel comunicato stampa dell’iniziativa “vi è la ricostruzione della persona. La ricostruzione del corpo, della mente, dello spirito e del senso di appartenenza alla comunità”. Per fare questo i Frati Francescani hanno organizzato numerose attività ricreative. Danza, sport, laboratori artistici e musica ciascuna delle quali è stata affidata a professionisti qualificati. Centro delle attività giornaliere sarà la messa, accompagnata dalla preghiera, da canti e danze. Fadhi Ibrahim, insegnante di ginnastica, è una delle animatrici del Centro estivo: “Stupendo aiutare questi bambini per farli giocare assieme, specialmente dopo tutti questi anni di guerra in cui l’unico rumore era quello delle bombe e dei missili. Ora proviamo soltanto gioia. Spero di poter dare anche io il mio contributo affinché questi bambini possano essere felici”. Mirna per la terza volta presta il suo servizio come volontaria: “I primi due anni li ho vissuti durante il conflitto, la situazione era davvero dura. Ogni volta che si usciva di casa si rischiava di perdere la vita. Ma grazie a Dio quest’anno è arrivata la pace. Spero che questa situazione continuerà e che finalmente potremo tornare a vivere una vita normale. Dio ci ha sempre protetti. Non abbiamo mai provato paura nemmeno sotto le bombe”.

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