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Servizio Informazione Religiosa
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50° Terremoto del Belìce: don Catanzaro (testimone), “fu devastante, ma ci fu anche grande solidarietà”   

Sat, 2018-01-13 16:36

“Fu devastante, ma ci fu una convergenza di attenzioni e una grande solidarietà da parte di tanti”. Don Saverio Catanzaro ricorda così al Sir il terremoto che cinquant’anni fa, il 14 gennaio 1968, colpì i paesi della Valle del Belìce. Il sacerdote, 82 anni a marzo, ne è testimone e fu uno dei primi soccorritori, punto di riferimento per prefettura e forze dell’ordine, prima a Santa Margherita e poi a Montevago, due tra i centri dell’Agrigentino più colpiti dal sisma. “Con l’arciprete di Santa Margherita andammo in giro con un megafono per vedere se qualcuno aveva bisogno di aiuto – dice ricordando i primi momenti -. Erano in tanti, qualcuno voleva notizie dei parenti o qualcun altro degli amici. Della chiesa erano rimaste macerie. Intanto, cominciavano ad arrivare pompieri, carabinieri e l’esercito”. Nei momenti successivi, giunsero anche i primi aiuti. “L’esercito montò le tende. Il prefetto mandò sei pullman dove dormire, nella notte tra il 15 e il 16 gennaio. Ci mandarono del pane, ma era poco per tutti. Lo distribuii nei pullman. Tante gente l’indomani mi chiedeva cibo e omogeneizzati. Da altre città vennero persone a cercare i parenti – ricorda -. Era straziante cercare, a volte non si sapeva neppure dove”. Attiva anche l’arcidiocesi di Agrigento negli aiuti. “L’arcivescovo, mons. Giuseppe Petralia, aveva sentito che a Montevago era crollato tutto. Così volle andare lì. Arrivammo a bordo della jeep dell’esercito, attraversando una strada di campagna e superando diverse case distrutte. Trovammo persone in mezzo alla strada che piangevano, cercavano amici e parenti sotto le macerie. Dalla diocesi e dalla prefettura arrivarono coperte, poi anche il pane. Chiesi gli omogeneizzati, il giorno dopo ce li portarono”. La ricostruzione nella Valle del Belìce andò a rilento: cominciò nel 1978, dieci anni dopo il terremoto. “Anche lo Stato non era preparato ad affrontare questa situazione. Man mano la gente andava via”.

Papa in Cile: attacchi alle chiese. Card. Ezzati (Santiago), “gesti di una minoranza, creano attesa e speranza ancora più grande”

Sat, 2018-01-13 16:03

“Questi gesti di una minoranza, invece di crearci sconforto, mettono il nostro cuore in uno stato di attesa e speranza ancora più grande. Noi sappiamo che l’amore di Cristo supera tutto e arriva a tutti”. Lo ha detto l’arcivescovo di Santiago, card. Ricardo Ezzati, in un’intervista rilasciata a Vatican News, parlando dei quattro attacchi con bombe incendiarie, di cui uno neutralizzato, che hanno scosso ieri la capitale del Paese latinoamericano, a pochi giorni dal viaggio apostolico di Papa Francesco in Cile, in programma dal 16 al 18 gennaio. “Siamo animati da una grandissima speranza e fiducia. Il popolo cileno è un popolo accogliente. Ci potrà essere anche qualche manifestazione contraria come questa, però non ha avuto maggiore conseguenza”, ha aggiunto il porporato. Nelle sue parole anche l’attesa per la visita di Francesco. “Il popolo cileno si aspetta la voce del Papa, come portavoce di Cristo e del suo Vangelo, che viene a portarci la pace di Cristo, che viene a dirci che siamo fratelli e che la nostra missione è costruire la famiglia dei figli di Dio col valore e con la forza che viene dal messaggio di Cristo Risorto”. Infine, il racconto di un Paese ferito dalla povertà. “Abbiamo l’attesa che il Papa venga a confermarci nel cammino di solidarietà e di accoglienza di una Chiesa missionaria aperta alle periferie della nostra città e del Cile. Sono tante le povertà presenti nel nostro Paese, dove lo sviluppo molte volte ha assunto solo il volto di uno sviluppo marginale”.

Papa in Perù: card. Cipriani (Lima), “Francesco ha nel cuore il nostro Paese”

Sat, 2018-01-13 15:42

“Sento il mio Paese come un luogo che il Papa ha nel suo cuore”. Lo ha detto l’arcivescovo di Lima, card. Luis Cipriani Thorne, in un’intervista rilasciata a Vatican News, parlando del prossimo viaggio apostolico di Papa Francesco in Perù, in programma dal 18 al 21 gennaio. “Il Perù è un Paese molto cattolico, molto vicino al Santo Padre. C’è un grande movimento in tutto il Paese di enorme speranza ed enorme gioia”, ha aggiunto riferendosi alla prossima visita, che prevede anche l’incontro con il popolo dell’Amazzonia. “Il Papa ha a cuore il rispetto della natura. In Perù si estende una parte dell’Amazzonia. Il Santo Padre farà un discorso sul rispetto della natura: noi abbiamo bisogno, necessitiamo di questa natura. Se noi la distruggiamo, distruggiamo anche la gente che vive in quei luoghi. Mi sembra che sia anche l’inizio del Sinodo panamazzonico dell’anno prossimo”.

Cyberbullismo: siglato protocollo d’intesa tra Garante per la privacy e Polizia postale

Sat, 2018-01-13 15:20

Firmato l’accordo tra il Garante per la protezione dei dati personali e la polizia postale per rafforzare il sistema di tutele per i minori dai pericoli del web. A sottoscriverlo, il presidente dell’Autorità garante, Antonello Soro, e il capo della Polizia, Franco Gabrielli. “Il protocollo formalizza la collaborazione già da tempo esistente sul piano operativo”, si legge in una nota che sottolinea come “grazie al protocollo d’intesa, il Garante potrà richiedere l’intervento della polizia postale nei casi in cui sia necessario identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media dove sia stato pubblicato un contenuto ritenuto atto di cyberbullismo o sia necessario attuare decisioni assunte”. Sarà compito della polizia anche quello di individuare eventuali ulteriori fonti web sulle quali siano stati divulgati i contenuti illeciti e compiere le azioni necessarie. Nel protocollo d’intesa è stato inoltre previsto l’avvio di iniziative educative congiunte in favore dei minori e ulteriori attività anche nell’ambito della cooperazione europea e internazionale, “sempre con l’obiettivo di prevenire e contrastare le violazioni alla disciplina in materia di cyberbullismo”. L’obiettivo annunciato è quello di attivare una rete di intervento coordinata e strutturata per fornire un supporto tempestivo alle vittime di quella che “oramai ha assunto i connotati di una vera e propria epidemia silenziosa: infatti dalle 235 denunce del 2016, si è passati agli oltre 350 casi del 2017. Altrettanto numerose sono state le segnalazioni e le richieste di aiuto da parte di ragazzi, genitori, insegnanti ed operatori sociali”.

50° Terremoto Belice: card. Montenegro (Agrigento), “le vittime di allora ci chiedono di amare questa terra, non di sopportarla”

Sat, 2018-01-13 14:49

“Quella storia iniziata 50 anni fa vede anche noi protagonisti, anche solo per il fatto che sono presenti molte persone di allora. Quella storia tocca a noi continuarla. Le vittime di allora ci chiedono di amare ancora di più questa terra, non di sopportarla. Sentiamoci in debito nei loro riguardi”. Lo scrive l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, nel suo messaggio in occasione della commemorazione del 50° anniversario del terremoto nel Belìce che nella notte, tra il 14 e il 15 gennaio 1968, seminò distruzione nei comuni della Valle e causò circa 400 morti. “Come un mostro ha tentato di coprire con le macerie ricordi, storia e storie. Come se avesse voluto scrivere la parola ‘fine’ di e in tante comunità. Eppure il terribile mostro non ha vinto. La volontà e la tenacia di molti assieme all’amore per il proprio territorio hanno avuto il sopravvento”. Il cardinale, che domani pomeriggio a Montevago concelebrerà una Messa con gli altri vescovi delle diocesi della Sicilia occidentale, afferma che “le città non muoiono sino a quando chi le abita è capace di gettare intorno a sé semi di futuro”. Da qui un invito: “Tocca a noi continuare a vivere, operare e costruire qui la vita e il tempo. Amiamo e rispettiamo sempre questa terra, la sua gente, la sua storia, la sua tradizione. Guardiamo tutto e tutti con occhi d’amore, nonostante le tante ferite, passate e recenti”. Un incoraggiamento che continua: “Rifiutiamo di restare narratori di una storia triste che appartenne ad altri, ma sentiamoci protagonisti orgogliosi di una storia nuova e possibile che ci è stata consegnata. Edifichiamo ma insieme, viviamo ma insieme, nelle nostre città, perché siano a misura d’uomo”. Quindi, il bisogno di ritrovare l’unità. “Insieme, come i profeti di un tempo, rifiutiamo gli schemi logori di convivenze che non potranno mai diventare comunità, se si dovessero costruire sull’indifferenza, la rassegnazione e la triste filosofia del ‘chi me lo fa fare’, ma insieme costruiamo comunità che sanno e vogliono parlare di speranza, di futuro, di fraternità. È il modo per sconfiggere definitivamente un mostro del passato. È il modo per avere la certezza che il futuro nuovo è già iniziato”.

Giornata migrante e rifugiato: Caritas Tarvisina, oltre 150 famiglie hanno invitato un richiedente asilo a pranzo

Sat, 2018-01-13 14:23

“Oltre 150 famiglie della diocesi di Treviso, ma il telefono continua a squillare tutt’ora, hanno chiesto di poter ospitare un richiedente asilo domenica 14 gennaio”. Lo comunica Caritas Tarvisina, che ha lanciato l’iniziativa “Invita un migrante a pranzo”, in occasione della Giornata del migrante e del rifugiato, che ricorre domani. Si tratta dell’ultima proposta in ordine di tempo, legata all’accoglienza di richiedenti asilo, quasi 1000 dal 2014, che rientra in un processo di coinvolgimento “sempre più concreto” della comunità nell’accoglienza da parte della Caritas diocesana. Sono stati “centinaia gli incontri sul territorio sul tema dell’immigrazione”, “numerose le testimonianze dei volontari attivi nelle case di accoglienza” e “costante lo sforzo dei ragazzi accolti per l’integrazione”. “La risposta del territorio per l’iniziativa ‘Invita un migrante a pranzo’ è stata veramente sorprendente. Abbiamo dovuto, a malincuore, rifiutare la disponibilità di oltre 50 famiglie, perché ormai tutti i 120 migranti accolti in Caritas avevano ricevuto un invito a pranzo già a inizio settimana – racconta don Davide Schiavon, direttore di Caritas Tarvisina -. Ci auguriamo che questo entusiasmo sia il segno di un cambiamento di rotta silenzioso ma concreto nell’atteggiamento verso questi fratelli, specialmente in questo momento in cui, nella sola città di Treviso, ci sono una cinquantina di migranti che dormono in strada”.

8° terremoto Haiti: p. Brehl (redentoristi), “aiutiamo ancora i poveri con cibo e tende”

Sat, 2018-01-13 13:43

“Con l’aiuto della raccolta fondi da parte dei Redentoristi e delle Ong, i nostri confratelli stanno fornendo a molti dei poveri parrocchiani acqua, fagioli e riso e tende dove si possono riparare”. Lo racconta padre Michael Brehl, superiore generale dei Redentoristi, nella testimonianza riportata sul bollettino dell’ordine, che ha visitato di recente i confratelli a Port-au-Prince, ad Haiti, colpita otto anni fa dal sisma che ha provocato oltre 300mila morti e 350mila feriti. “È chiaro che il processo di ricostruzione richiederà molto tempo; il processo non solo di ricostruire edifici, ma anche di ricostruire vite – aggiunge -. Ho incontrato e parlato con molte persone che avevano perso familiari e vicini di casa. Alcuni hanno subìto uno stress e una perdita così gravi da esserne profondamente colpiti anche dal punto di vista psichico. Ho incontrato una donna che tornava a casa a ha trovato tutta la sua famiglia morta. Nonostante le loro situazioni di vita personali e il destino delle loro famiglie, i nostri giovani confratelli coraggiosi continuano ad offrire il proprio aiuto agli altri attorno a loro”. Nello scorso mese di giugno sono iniziati, inoltre, i lavori per preparare il terreno per la ricostruzione della chiesa di San Gerardo. I lavori effettivi dovrebbero iniziare il 15 settembre. Il costo è di circa 2.300.000 dollari. Dovrebbero durare da 18 a 21 mesi e saranno supervisionati da Proche-Haiti, istituzione creata dalla Conferenza episcopale haitiana dopo il terremoto. La sua missione è di ricercare fondi per la ricostruzione di chiese, dispensari, seminari e case di formazione. La nuova chiesa, secondo il progetto, dovrebbe essere pronta per la festa di San Gerardo, il 16 ottobre 2019.

Intimidazione a don Stamile: Cosenza-Bisignano, “vicinanza e solidarietà” della diocesi

Sat, 2018-01-13 13:10

“L’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolè, unitamente al presbiterio e ai fedeli della diocesi, esprime vicinanza e solidarietà a don Ennio Stamile, sacerdote della Chiesa sorella di San Marco Argentano-Scalea e responsabile regionale di ‘Libera’ per il vile gesto intimidatorio subito nei giorni scorsi”. Lo comunica con una nota, diffusa sul settimanale diocesano “Parola di Vita”, l’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, in riferimento all’intimidazione subita dal sacerdote, che ha ritrovato la carcassa di un capretto, posto all’interno di una busta della spazzatura, legata allo specchietto retrovisore esterno della sua auto. “Mentre esprime vicinanza a lui e ai tanti sacerdoti che ogni giorno si spendono in questa terra nel servizio, tante volte pericoloso, al bene e alla legalità – continua la nota – auspica che gli autori di tali atti siano individuati dalle competenti autorità o, ritornando sui loro passi, sappiano chiedere perdono”.

“A Sua Immagine”: sabato 13 gennaio puntata dedicata al “Tesoro di San Giovanni”. Domenica spazio alla Giornata mondiale del migrante e rifugiato

Sat, 2018-01-13 12:46

Consueto doppio appuntamento per “A Sua Immagine”, programma ventennale di informazione religiosa prodotto dalla Rai in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana (firmano la trasmissione Laura Misiti e Gianni Epifani).
Sabato 13 gennaio, alle ore 15.55 su Rai Uno, la conduttrice di “A Sua Immagine” Lorena Bianchetti visiterà uno dei più preziosi tesori della cristianità custodito a Roma, il cosiddetto “Tesoro di San Giovanni”, secondo solo a quello di San Pietro. Interverrà per l’occasione anche Sandro Barbagallo, responsabile delle collezioni storiche dei Musei Vaticani. Alle 16.15 seguirà poi lo spazio “Le Ragioni della speranza”, per il commento al Vangelo domenicale. Don Maurizio Patriciello si recherà al Santuario di Polsi, una casa famiglia che si rifà all’opera di don Oreste Benzi e alla figura della monaca eremita suor Mirella. Sarà possibile rivedere la puntata domenica 14 su Rai Uno alle ore 6.00, oltre che sul sito Raiplay.it.
Domenica 14 gennaio, invece, in diretta alle ore 11.20 – subito dopo la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta da papa Francesco –,“A Sua Immagine” approfondirà il tema della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”. Insieme con Lorena Bianchetti ci saranno in studio Filomena Albano (Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza), Maria Rita Parsi (psicoterapeuta e scrittrice) e Germano Garatto (Migrantes, esperto di psicosociologia delle migrazioni). Nel corso della trasmissione, alle 12, ci sarà il collegamento con piazza San Pietro per il consueto Angelus di papa Francesco.

50° Terremoto nel Belìce: mons. Mogavero (Mazara del Vallo), “paesi invecchiati e scarse possibilità di inserimento produttivo nel territorio”

Sat, 2018-01-13 12:22

“Oggi i paesi si trovano a essere estremamente invecchiati con scarse prospettive, perché chi rimane solo in casi isolati riesce a trovare sbocchi di sviluppo, di lavoro, di inserimento produttivo nel territorio”. Lo ha detto al Sir il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, che guida la diocesi più colpita, cinquant’anni fa, dal sisma che devastò la Valle del Belìce. Ricordando le conseguenze del terremoto, il presule descrive una situazione in cui “il tessuto umano della Valle è stato devastato più del territorio e delle abitazioni”, in seguito a “una massiccia emigrazione”. Dall’altra parte, gli errori compiuti durante la ricostruzione. “Si è ricostruito il tessuto urbanistico, ma non si sono poste le premesse perché la Valle potesse tornare a vivere con le sue risorse, cioè agricoltura, artigianato e anche turismo. Inoltre, la ricostruzione dei paesi è avvenuta in maniera difforme rispetto ai nostri moduli – ha spiegato mons. Mogavero -. In alcuni casi, è difficile individuare un centro verso cui si converge. Sono state costruite strutture urbanistiche che non favoriscono la vita in strada o in piazza”. A segnare la storia della Valle del Belìce anche gli sprechi. “Ci sono stati perché tutto è stato concepito al di fuori della Valle. La regia non è stata locale, ma nazionale. Con tutte le lentezze che possono derivare dal fatto che ogni passaggio doveva essere approvato ed eseguito dalle autorità nazionali, senza alcun contatto diretto con la realtà locale”.

50° Terremoto nel Belìce: mons. Mogavero (Mazara del Vallo), “ricostruzione incompleta, servono opportunità di sviluppo per i giovani che restano”

Sat, 2018-01-13 12:21

“La ricostruzione non è ancora completa. Oggi la sfida è ricostruire un tessuto sociale. Non servono contributi, ma opportunità per creare condizioni di sviluppo”. Lo ha detto al Sir il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, che, domenica 14 gennaio, a Montevago (Agrigento), presiederà la celebrazione eucaristica durante la quale verranno ricordate le vittime del terremoto che cinquant’anni fa colpì la Valle del Belìce. “Noi cercheremo di portare un messaggio di incoraggiamento e di speranza sia agli anziani che vivono in questi paesi sia ai giovani che intenderebbero restarci – aggiunge -. Però, tutto questo non basta”. Bisogna piuttosto, secondo il vescovo, “creare le premesse per insediamenti di carattere industriale che valorizzino e trasformino le materie prime che vengono prodotte: dall’uva all’ulivo, alle colture in serra”. Perché ciò sia possibile “la Valle ha bisogno di essere aiutata a svilupparsi, non di elemosina o di contributi a pioggia che tappano la bocca a qualcuno o fanno interessi di altri. Ha bisogno di investimenti che permettano di realizzare occasioni di sviluppo per le persone che intendano rimanere e dare un volto nuovo a questa terra”.

Papa in Cile e Perù: Tv2000, otto giorni di dirette e approfondimenti

Sat, 2018-01-13 12:12

Otto giorni di dirette e approfondimenti per raccontare il viaggio di Papa Francesco in Cile e Perù in programma dal 15 al 22 gennaio. Tv2000, in collaborazione con il Vatican Media, trasmette tutti gli eventi a partire da lunedì 15 gennaio alle 00.10 con l’arrivo del Pontefice e la cerimonia di benvenuto all’aeroporto internazionale di Santiago. A Roma, dagli studi di Tv2000, un’edizione speciale del “Diario di Papa Francesco”’, condotta da Gennaro Ferrara e Nicola Ferrante, segue ogni giorno gli appuntamenti di Bergoglio con esperti, opinionisti e missionari. Tra gli ospiti in studio: il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi; il segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina, Guzman Carriquiry Lecour; il direttore del “Sismografo”, Luis Badilla; il giornalista, Maurizio Chierici; il docente di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana, padre Marcelo Gidi; il missionario padre Roberto Carrasco Rojas; i vaticanisti, Giovanna Chirri (Ansa), Giacomo Galeazzi (La Stampa).
Servizi, interviste e collegamenti sono curati dagli inviati della redazione del Tg2000 nelle tre edizioni quotidiane: ore 12, 18.30, 20,30. Altri approfondimenti e curiosità all’interno della trasmissione quotidiana “Bel tempo si spera”, condotta da Lucia Ascione. Lunedì 22 concludono la maratona di Tv2000 la conferenza stampa di Papa Francesco sul volo di ritorno dal viaggio apostolico, trasmessa alle 16 all’interno dello speciale del “Diario di Papa Francesco”; e l’‘instant film’ che ripropone le immagini, i discorsi e gli incontri più belli di Francesco, alle 22.50.

Eparchia Lungro: mons. Oliverio, “no al pessimismo, sì al coraggio di lavorare insieme per il bene di tutti”

Sat, 2018-01-13 11:51

“Il nuovo tempo che ci è dato possa essere per tutti tempo nuovo, di vita nuova, utilizzando al meglio le risorse a disposizione, valorizzando ogni momento e ogni giorno, ogni situazione bella e meno bella. Dipende da ciascuno di noi”. A scriverlo, nella circolare ai fedeli per il primo mese dell’anno, è mons. Donato Oliverio, vescovo dell’eparchia di Lungro. “Guardiamo avanti con fiducia e con responsabilità, superando atteggiamenti negativi di rassegnazione, di amarezza e scoraggiamento – ha sostenuto mons. Oliverio -. No al pessimismo, sì al coraggio nel fare con dignità e modestia la propria parte, lavorare insieme per il bene di tutti”. In preparazione al I centenario dell’eparchia, che ricorre nel 2019, mons. Oliverio ha preannunciato la lettera pastorale “Il sogno di Dio sulla nostra Chiesa”. “Dobbiamo renderci edotti del fatto che è essenziale conoscere a fondo la nostra storia; quale cammino di Chiesa abbiamo fin qui percorso e quale cammino da oggi in avanti siamo chiamati a percorrere – ha evidenziato mons. Oliverio -. Fare memoria del nostro passato, della nostra identità di cristiani di rito orientale, del nostro essere Chiesa e Chiesa particolare, della nostra ricchezza etnica e culturale, fare memoria di tutto questo è il miglior viatico per un futuro secondo il pensiero di Dio”.

Università Cattolica: Enrico Letta ospite del secondo appuntamento dei “Colloqui sull’Europa”

Sat, 2018-01-13 11:20

Sarà Enrico Letta l’ospite del secondo appuntamento dei “Colloqui sull’Europa”, il ciclo di incontri promosso dal Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e in programma giovedì 18 gennaio, alle 15, nell’Aula Pio XI dell’Ateneo (largo Gemelli, 1 – Milano).
Dall’aprile 2014 professore a Parigi a Sciences-Po (Institut d’Etudes politiques de Paris) e dal 2016 presidente del “Jacques Delors Institut – Notre Europe”, think tank fondato dall’ex presidente della Commissione Europea Jacques Delors, con sedi a Parigi e Berlino, Enrico Letta interverrà sul tema “Idee sull’Europa e sull’Italia”, dopo i saluti istituzionali del rettore Franco Anelli e l’introduzione di Carlo Dell’Aringa.
“I Colloqui sull’Europa – si legge in una nota – pongono l’attenzione non tanto sulle crescenti difficoltà che stanno mettendo in discussione il processo di integrazione europea – dalla Brexit e dalla crisi dei rifugiati fino ad arrivare al pericolo di secessione in Spagna o alle elezioni politiche in Italia – quanto sulle numerose proposte di riforma, avanzate dalle stesse istituzioni Ue e dai più importanti Paesi membri per dare nuova linfa vitale all’Unione europea. Un dibattito dove anche il nostro Paese può giocare un ruolo rilevante, anche con l’aiuto di protagonisti d’eccezione della scena pubblica nazionale e internazionale”. Ad aprire il ciclo di incontri era stato il 1° dicembre Pier Carlo Padoan con il suo intervento “Prospettive per l’integrazione europea”.

Trump: leaders religiosi, “grande preoccupazione” per “commenti denigratori sui Paesi africani e su Haiti”

Sat, 2018-01-13 10:57

(da New York) “I resoconti di recenti commenti denigratori sui Paesi africani e su Haiti hanno destato grande preoccupazione. Queste presunte osservazioni sono particolarmente inquietanti”. I vescovi americani affidano a James Rogers, responsabile della comunicazione per la Conferenza episcopale, il commento alle parole del presidente Trump che nell’incontro di giovedì scorso, con un gruppo bipartisan di legislatori chiamati a discutere un pacchetto di leggi sulla riforma dell’immigrazione, si è espresso con dichiarazioni d’intolleranza nei confronti di Haiti, di alcune nazioni africane e di altri Paesi che godono uno status di protezione umanitaria. “Tutti gli esseri umani sono fatti a immagine e somiglianza di Dio, e commenti che denigrano nazioni e popoli violano quella verità fondamentale e causano dolore. Bisogna evitare un linguaggio che possa disumanizzare i nostri fratelli e sorelle”, continua il comunicato dei vescovi, che deplorano la coincidenza dell’accaduto con il dibattito sul futuro dell’immigrazione e sulla situazione di sospensione vissuta dagli 800mila giovani legati al programma Daca.

“Crudeli, spregevoli, meschine”. Gli aggettivi usati nell’editoriale della rivista dei gesuiti America non lasciano margini di dubbio sulla condanna delle parole del presidente statunitense. “Sono terribili e non rivelano nulla che non sapevamo già della sua presidenza. Ha agito sotto un impulso primitivo di denigrazione delle nazioni più povere e con grandi numeri di popolazione non bianca a conferma delle sua lunga storia di razzismo e xenofobia. Sta ignorando la dignità essenziale dei rifugiati e degli immigrati”.

Da più parti i leader cattolici esprimono il loro sconcerto, ma tutti concordano che le nuove esternazioni choc non possono fermare il lavoro di governance sulle migrazioni, soprattutto in questo momento in cui migliaia di famiglie vivono nel terrore della separazione e dell’espulsione per la scadenza dei programmi di protezione.
Bill Canny, direttore esecutivo del servizio per migranti e rifugiati della Conferenza episcopale, ha dichiarato all’agenzia stampa Cna che i commenti del presidente vanno contro quanto papa Francesco chiede di vivere ai cattolici nei riguardi dei migranti. “Abbiamo visto immigrati e rifugiati entrare in questo Paese, e il 90% dei rifugiati che accogliamo trovano lavoro entro nove mesi perché c’è varietà e ci sono mestieri disponibili per queste persone, che altri non fanno”.
Il cardinale di Boston, Seán O’Malley, ha scritto sul suo blog che negli anni ha assistito molte persone giunte negli Usa per “condividere le loro vite, la loro cultura e la loro fede, ma lo spirito era ben diverso dal tenore di linguaggio usato oggi nel Paese quando si dibatte di immigrazione”. Il cardinale lo considera “duro, non accogliente, sospettoso” e continua dicendo che “ci sono istituzioni e voci individuali con la capacità di distorcere la reputazione di questo Paese agli occhi del mondo. Mentre ci si aspetta di essere rispettati come Stato sovrano, questo rispetto va ricambiato nei confronti delle altre persone, degli altri Paesi e delle altre culture”.

“È sconvolgente” per le 2.900 suore della Misericordia che un presidente abbia usato un “linguaggio volgare e offensivo per descrivere Haiti, El Salvador e i Paesi africani”, soprattutto perché le religiose vantano presenze e case proprio nelle nazioni disprezzate. “Accogliamo immigrati e rifugiati di questi Paesi nelle nostre scuole, nelle chiese, nelle istituzioni sanitarie e ci offende la descrizione ingiusta di queste terre e dei loro abitanti. Nessuno può essere definito in questi modi dal leader del nostro Paese”.

Infine il cardinale Blase Cupich di Chicago, proprio ieri ha twittato un ringraziamento a Jean Baptiste Point Du Sable, fondatore della città e immigrato haitiano, e ha aggiunto: “Siamo una nazione di immigrati, che hanno reso grande l’America e che continuano ad arricchirla con i doni che portano sulle nostre coste “.

Diocesi: Monreale, la solidarietà dell’arcivescovo e dei presbiteri all’arciprete di Partinico

Sat, 2018-01-13 10:50

“Appresa la notizia dell’atto intimidatorio nei confronti dell’arciprete di Partinico mons. Michele Pennisi, l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, e il presbiterio diocesano esprimono solidarietà a mons. Salvatore Salvia e sostegno per il suo impegno a Partinico per i poveri e gli ultimi”. Lo comunica con una nota l’arcidiocesi di Monreale in riferimento agli atti persecutori subiti dall’arciprete di Partinico e da un suo collaboratore, terrorizzati per lungo tempo da un uomo di 53 anni, arrestato con l’accusa di minacce e atti persecutori dalla polizia.

Diocesi: Savona-Noli, lunedì 15 la comunità cattolica e l’ebraica si confrontano su come “comunicare le fedi oggi”

Sat, 2018-01-13 10:28

Ritorna la “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei” che, per la settima volta, si svolge anche a Savona. Lunedì 15 gennaio alle 17 nella sala Cappa del centro “Città dei Papi” in via dei Mille 4, la comunità cattolica e quella ebraica si confronteranno su “Il libro delle lamentazioni” dalle cinque Meghillot tema scelto per questa XXIX Giornata. L’incontro, dal sottotitolo “Comunicare le fedi oggi”, è inserito anche nella formazione continua per gli iscritti all’Ordine dei giornalisti. Protagonisti dell’appuntamento saranno il vescovo di Savona-Noli, mons. Calogero Marino, il rabbino capo della Comunità ebraica di Genova, Giuseppe Momigliano, Amnon Cohen, primario di pediatria all’ospedale San Paolo e già presidente della Comunità ebraica ligure, don Giuseppe Noberasco, teologo e delegato diocesano per il dialogo ecumenico, e Marco Gervino, direttore de “Il Letimbro”, nel ruolo di moderatore.

Diocesi: Padova, al via il 15 gennaio i “Lunedì della missione” con i comboniani e Medici con l’Africa

Sat, 2018-01-13 10:10

Prende il via lunedì 15 gennaio, alle 20.45 nella sede dei Missionari comboniani a Padova (via San Giovanni da Verdara 139), il ciclo di incontri “Lunedì della missione”, realizzati dall’Ufficio diocesano di Pastorale della missione in collaborazione con Missionari comboniani e Medici con l’Africa–Cuamm. Il comboniano padre Domenico Guarino interverrà sul tema “Buone pratiche” di accoglienza per una società più umana e che restituiscano la dignità agli immigrati. I Lunedì della missione, spiega un comunicato, “sono una finestra sul mondo che – attraverso testimonianze e riflessioni di chi lavora nelle periferie della storia – cerca di dare voce ai senza voce” e “sono rivolti a tutte le comunità parrocchiali, ai giovani, ai gruppi missionari, agli animatori e animatrici missionarie che desiderano mettersi alla scuola dei poveri e, assieme a loro, rileggere il Vangelo e la vita”. Il calendario degli appuntamenti, gratuiti e aperti a tutti, è su http://www.centromissionario.diocesipadova.it

Pace: Roma, il 18 gennaio tavola rotonda “Costruire la pace insieme in Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo”

Sat, 2018-01-13 09:53

La Pontificia Università Urbaniana di Roma ospiterà giovedì 18 gennaio la tavola rotonda “Costruire la pace insieme in Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo”. L’evento, che fa seguito alla veglia di preghiera tenutasi nella basilica di San Pietro il 23 novembre scorso alla presenza di Papa Francesco, è promosso dalla commissione congiunta dell’Unione superiori generali (Usg) e dell’Unione internazionale delle superiore generali (Uisg) “Giustizia, pace e integrità del Creato” e da “Solidarietà con il Sud Sudan” con la collaborazione del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. “La tavola rotonda – si legge in una nota – intende sviluppare il messaggio del Papa suscitando consapevolezza sull’urgenza di costruire la pace in queste due Nazioni e, attraverso il dialogo, di suggerire azioni concrete di riconciliazione”. L’iniziativa, in programma dalle 16 alle 19.30 nell’aula magna, sarà introdotta e conclusa dal card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Interverranno John Ashworth, sr. Yudith Pereira Rico, sr. Orla Treacy, mons. Eduardo Hiiboro Kussala, Giovanni Maria Flick, sr. Sheila Kinsey, p. Bernard Ugeux, mons. Marcel Utembi Tapa e Jane Adolphe. Previsti anche gli intermezzi musicali della Corale Bondeko della Repubblica Democratica del Congo. “Lo scopo di queste tavole rotonde è di dare un’opportunità per essere coinvolti in un evento che ispiri e che sia pieno di speranza”, spiegano i promotori, convinti che “lavorando insieme, la pace è possibile sia in Sud Sudan che nella Repubblica Democratica del Congo”.

Polonia: la Chiesa dedica il 2018 a san Stanislaw Kostka. Domani in tutte le messe verrà letto un messaggio dei vescovi

Sat, 2018-01-13 09:35

La Chiesa polacca dedica l’anno 2018 al gesuita san Stanisław Kostka (1550-1568), patrono della gioventù studiosa, le cui spoglie riposano nella chiesa di sant’Andrea al Quirinale, a Roma. “S. Stanislao fu un vigile giardiniere che estirpava le malerbe di debolezza e del peccato affinché i fiori e i frutti crescano ancora più belli”, scrivono i vescovi polacchi in uno speciale messaggio che verrà letto al termine delle celebrazioni liturgiche di domani, domenica 14 gennaio. I vescovi sottolineano la rilevanza della figura del santo nell’approssimarsi del Sinodo dedicato ai giovani. “Un’adeguata preparazione a quell’evento è il compito comune di pastori, genitori ed educatori ma anche degli stessi giovani che abbiano come patrono proprio san Stanislao Kostka”, affermano nel messaggio ricordando inoltre che già nel 1674 (e quindi prima addirittura della sua canonizzazione avvenuta nel 1726) Papa Clemente X proclamò san Stanislao patrono del Regno di Polonia e del Gran Ducato della Lituania. Nel messaggio viene altresì ribadita l’importanza della figura del santo patrono in occasione del 100° anniversario dell’indipendenza della Polonia che verrà celebrato il prossimo novembre.

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