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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 46 min ago

Polonia: Gorzow Wielkopolski, dopo l’incendio della cattedrale si prega nella sede di una banca. Ieri la prima messa

Mon, 2017-08-14 13:50

Dopo l’incendio della cattedrale, ora i fedeli pregano in banca. La prima messa nella nuova “cappella” è stata celebrata ieri, domenica 13 agosto. Succede a Gorzow Wielkopolski, una cittadina polacca di 150mila abitanti dove il 1° luglio il fuoco danneggiò gravemente la cattedrale. I lavori di messa in sicurezza e il restauro dell’edificio dureranno almeno due anni. In questo tempo a sostituire la chiesa sarà una banca la cui sede centrale, sita in un moderno grattacielo, è stata trasformata in un luogo di culto. E così panche di legno hanno sostituito gli sportelli mentre l’altare è stato attrezzato al posto delle scrivanie dirigenziali. Fino a ieri le funzioni domenicali venivano celebrate nella grande piazza del mercato di Gorzow, mentre le liturgie infrasettimanali in altre chiesette della cittadina.

Papa Francesco: ai giovani del Mediterraneo, “promuovere accoglienza, solidarietà, fraternità e pace tra i popoli”

Mon, 2017-08-14 13:22

“Un impegno sempre più generoso nel favorire la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, promuovendo così la pace e la fraternità tra i popoli”. Ad auspicarlo è Papa Francesco nel messaggio indirizzato a mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, in occasione dell’incontro internazionale “Mediterraneo: un porto di fraternità”, promosso dalla diocesi e che si conclude oggi (10 – 14 agosto). “Incoraggio la comunità cristiana di codesto territorio – prosegue il messaggio di Francesco -, i giovani provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come pure tutte le persone di buona volontà, a considerare la presenza di tanti fratelli e sorelle migranti un’opportunità di crescita umana, di incontro e di dialogo, come anche un’occasione per annunciare e testimoniare il Vangelo della carità”. Di qui l’incoraggiamento a “proseguire con generosità sulle vie del bene” e l’apprezzamento per l’iniziativa “che sfocerà nella firma della ‘Carta di Leuca’”.
Nel documento, che ha per parola chiave “fraternità”, i giovani partecipanti all’incontro chiedono “ai potenti della terra e ad ogni uomo e donna di buona volontà” la creazione di “nuovi e più ampi corridoi umanitari” per chi fugge dalla guerra; che “sia posto un termine chiaro al commercio delle armi” scegliendo invece di investire per uno sviluppo che garantisca “il diritto di rimanere in pace nelle proprie comunità”;  di avere una possibilità di speranza per il futuro. All’appuntamento –  svoltosi  con la partecipazione di Cei, Caritas italiana, Pax Christi, Focsiv e Migrantes – hanno preso parte 250 giovani di 31 Paesi che la notte scorsa hanno partecipato al pellegrinaggio dalla tomba di don Tonino Bello, ad Alessano in provincia di Lecce, alla basilica santuario di Santa Maria di Leuca-De Finibus Terrae.

Cattedrale Agrigento: Petrone (L’Amico del Popolo), “ignavia di chi ci governa” per un patrimonio “opportunità di futuro”

Mon, 2017-08-14 12:41

“La foto che pubblico l’ho scattata in piazza don Minzoni ad Agrigento in uno di questi pomeriggi d’agosto con l’afa che toglie il fiato. Ritrae la cattedrale di Agrigento – chiusa al culto da oltre sei lunghissimi anni – che si specchia nei vetri nel Collegio dei santi Agostino e Tommaso, oggi sede della curia arcivescovile”. Parte da una foto Carmelo Petrone, direttore del settimanale diocesano agrigentino “L’Amico del Popolo”, per soffermarsi ancora una volta sui sei anni e mezzo di  chiusura al culto della cattedrale cittadina (25 febbraio 2011), come ricorda anche un contatore pubblicato sulla home page del sito dell’arcidiocesi. “La luce del sole – scrive sul settimanale – splende e trasfigura in oro la pietra tufacea del duomo. A pensarci bene questa immagine esprime una verità: la cattedrale ci rispecchia e noi in essa ci rispecchiamo. Una memoria storica, dai templi alla cattedrale, fatta anche del tufo che come pietra miliare ci indica la strada che abbiamo percorso, i passi perduti e quelli fuori strada. E i passi che come Chiesa e città dobbiamo ancora fare”.
“Volgere le spalle alla cattedrale, come io ho fatto per scattare la foto, e come sta facendo una classe politica con la complicità e il silenzio di tanti – chiosa Petrone -, riflette nostro malgrado come in uno specchio, noi e l’ignavia di chi ci governa per parte significativa del nostro patrimonio, opportunità di futuro per la nostra terra” . “Riflessi come d’oro sono quelli del tufo dei templi e della cattedrale. ‘Rosso per la vergogna’ si dice dell’oro di una città. Ad Agrigento – conclude – per vergognarsi basta il suo riflesso”.

Diocesi: Gaeta, il 17 agosto mons. Vari incontra a Lenola il Cav S. Maria del Colle – Giovanni Paolo II

Mon, 2017-08-14 12:17

Sarà il Giardino delle Suore della Misericordia presso la basilica santuario di Santa Maria del Colle ad ospitare giovedì 17 agosto, alle 19.30, l’incontro dell’arcivescovo di Gaeta, mons. Luigi Vari, con mamme, volontari, famiglie e simpatizzanti del Centro di aiuto alla vita (Cav) S. Maria del Colle – Giovanni Paolo II di Lenola. “Il Cav – si legge in una nota – è sorto come opera di carità del santuario del Colle il 31 maggio 2011 ed è collegato al Movimento per la vita italiano con il fine di promuovere la cultura della vita e prevenire il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza”. Sono 80 le donne accolte, 15 i bambini salvati, 40 quelli aiutati a nascere e 16 gli assistiti dopo la nascita. “Per le mamme indotte all’aborto da problemi economici i Cav – prosegue la nota – possono richiedere il ‘Progetto Gemma’ del Movimento per la vita. Il Cav di Lenola dispone anche del fondo del ‘Progetto insieme’, raccolta di carità della diocesi nella Quaresima 2012, che contribuisce anche con i fondi dell’8 per mille”. Il Cav S. Maria del Colle ha reso possibile in questi anni l’attuazione di dieci “Progetto Gemma” e due “Progetti insieme”.
“Il Cav – conclude la nota – è inoltre una struttura di ascolto e indirizzo per donne o minori vittime di violenza. L’ascolto e la condivisione di tante storie di prevaricazione e intimidazione perpetrate in un momento di particolare fragilità della donna qual è la gravidanza, hanno fatto nascere l’esigenza di uno sportello per donne o minori vittime di violenza, gestito da personale specializzato che si appoggia a strutture protette”. Il Centro opera a Fondi (via Onorato Caetani I, 8).

Diocesi: Terni-Narni-Amelia, celebrazioni per la festa dell’Assunta. Ad Alviano processione con 120 portantini

Mon, 2017-08-14 11:48

La diocesi di Terni-Narni-Amelia celebrerà domani, martedì 15 agosto, la festa dell’Assunta nelle due cattedrali di Terni e Amelia e nelle sette parrocchie che sono dedicate a Santa Maria Assunta: Alviano, Configni, Otricoli, Frattuccia, Giove, Lugnano in Teverina, Calvi dell’Umbria. “Gli amerini – si legge in una nota – celebrano questa ricorrenza con particolare devozione per esprimere la gratitudine della comunità a Maria che liberò Amelia dalla peste e dal terremoto, e cercando ancora oggi nella Madre celeste il segno grande di consolazione e di sicura speranza”. Domani, nella concattedrale di Amelia, alle 11.30, il vescovo diocesano, mons. Giuseppe Piemontese, presiederà la concelebrazione animata dalla cappella musicale del Duomo. Per il pomeriggio, alle 18, è in programma la processione con l’immagine della Madonna per le vie della città, con la partecipazione del complesso bandistico Città di Amelia. Nella cattedrale di Terni, invece, la messa solenne sarà celebrata alle 10.45 di domani. Festa anche ad Alviano in onore della Madonna Assunta in Cielo, patrona della città, a cui – prosegue la nota – “il popolo alvianese già dal 1490 rivolgeva la filiale preghiera devozionale”. Si rinnoverà domani mattina la tradizione della processione dei “Portantini dell’Assunta”, che ha avuto inizio nel 2007 e che vedrà protagonisti circa 120 portantini che per quasi 6 chilometri trasporteranno a spalla, quattro alla volta, la pesante statua raffigurante l’immagine dell’Assunta, seguiti dai fedeli che, guidati dal parroco don Marcello D’Artista, animeranno il cammino con canti e preghiere.

Antoniano Bologna: tra oggi e domani a Torri del Benaco conclusione tour di selezioni per 60° Zecchino d’oro

Mon, 2017-08-14 11:16

Si conclude in concomitanza con il Ferragosto il tour delle selezioni nazionali dello Zecchino d’Oro, il concorso canoro promosso dall’Antoniano di Bologna che quest’anno taglia il traguardo della 60ª edizione. Il tour è organizzato dal project manager Claudio Zambelli, per l’undicesimo anno consecutivo, con l’obiettivo di cercare i piccoli interpreti dei 12 brani inediti curati da Peppe Vessicchio. Il 60° Zecchino d’Oro si svolgerà dal 19 novembre al 10 dicembre con la diretta domenicale su RaiUno oltre allo speciale serale dell’8 dicembre sempre su RaiUno. Partito a gennaio dalla Val di Fiemme, il tour ha toccato 15 regioni italiane per un totale di 35 tappe, 7 eventi speciali e circa 20mila bambini e relative famiglie coinvolte. L’appuntamento finale è in corso oggi, lunedì 14 agosto, con le audizioni che si svolgono fino alle 18 presso il Cinema-Teatro a Torri del Benaco (Verona) e lo spettacolo teatrale “Canta con noi lo Zecchino d’Oro” alle 21 in piazza Calderini. Domani sera, sempre alle 21 in piazza Calderini, si terrà invece lo spettacolo dei piccoli interpreti finalisti “Serata d’Oro… Zecchino!” presentato da Francesca Fialdini e da Marco Lui. Il 30 agosto gli 80 piccoli interpreti selezionati in tutta Italia si esibiranno presso l’Antoniano di Bologna dove verranno definiti i solisti del 60° Zecchino d’Oro.

Migranti: Rozera (Unicef), “il governo dia supporto alle autorità libiche per protezione a bambini e loro famiglie”

Mon, 2017-08-14 10:57

“Auspichiamo che il governo italiano persegua con fermezza il suo impegno di dare supporto alle autorità libiche nel dare ai tanti bambini migranti e alle loro famiglie presenti sul territorio la protezione di cui necessitano che metta fine all’orrore e alle violenze di cui sono state vittime in questi anni”. È quanto afferma il direttore di Unicef Italia, Paolo Rozera, che oggi si recherà in visita ufficiale agli equipaggi della Guardia costiera ormeggiati a Catania e Lampedusa invitato dal Comandante generale della Guardia costiera, Vincenzo Melone. “Come Unicef – spiega Rozera – siamo davvero onorati di trovarci a fianco di questi uomini straordinari e coraggiosi che tanto hanno fatto e faranno nell’emergenza migranti per salvare vite in mare”. “Il nostro ruolo – aggiunge – resterà sempre quello di stare dalla parte dei minori e proteggerli da ogni situazione che possa lederne la dignità ed i diritti umani”. Ieri, invece, il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, si è recato a Capalbio dove ha potuto visitare “La nave della tolleranza”, installazione a cura di Ilya ed Emila Kabakov. “Sono giorni difficili per l’umanità stretta tra guerre infinite e tanti troppi bambini che ne pagano ingiustamente le conseguenze”, ha dichiarato Iacomini.
“Da questa straordinaria nave, da cui partono decine di messaggi e disegni di pace di tanti bambini, desidero rivolgere un appello alle persone perbene, alla classe politica italiana, ai media a tutti i cittadini affinché – ha proseguito – si recuperi nel nostro agire quotidiano quel giusto senso di umanità verso chi è vittima di enormi tragedie, senza dare spazio a facili derive populiste e demagogiche che tendono a semplificare questioni serie come ad esempio i grandi movimenti umani in corso in Africa causati da guerre fratricide e carestie che non siamo stati in grado di fermare”. “Serve un grande sforzo di pace, uno slancio di umana comprensione oppure tanti bambini continueranno a morire in mare o nelle loro terre martoriate da conflitti”, conclude Iacomini.

Migranti: Sea Eye, “sospese missioni di soccorso nel Mediterraneo. Manca sicurezza per equipaggi”

Mon, 2017-08-14 10:39

Come Medici senza frontiere e Save the children, anche la Ong Sea-Eye interrompe i soccorsi in mare. “Cari amici – spiega il direttore Michael Buschheuer su Facebook – abbiamo deciso a malincuore di sospendere temporaneamente le nostre missioni di salvataggio nel Mediterraneo. Ho informato i nostri equipaggi e i nostri skipper di questa decisione”. A spingere l’organizzazione sono motivi di sicurezza dopo l’annuncio del governo libico di una “estensione a tempo indeterminato e unilaterale delle acque territoriali in relazione a una minaccia esplicita contro le Ong private”. “In queste circostanze – spiega ancora Buschheuer – non è possibile proseguire il nostro lavoro di salvataggio. Sarebbe irresponsabile nei confronti dei nostri equipaggi”. Richiamando l’analoga decisione di Medici senza frontiere, il direttore di Sea-Eye conclude: “Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane analizzeremo attentamente il cambiamento della situazione di sicurezza al largo della costa libica e discuteremo la nostra azione futura”.

Vescovi: è morto mons. Bernardo Cazzaro, in Cile dal 1964 al 1988, sotto la dittatura di Pinochet

Mon, 2017-08-14 10:23

È tornato alla Casa del Padre a 92 anni mons. Bernardo Cazzaro, Servo di Maria, vescovo originario di Abbazia Pisani. Assieme a mons. Luigi Bettazzi era il vescovo italiano più anziano per ordinazione. È stato vescovo in Cile, nella Chiesa di Aysén, dal 1964 al 1988, gran parte dei quali sotto la dittatura di Pinochet. I funerali, riferisce il settimanale della diocesi di Treviso (“La Vita del Popolo”), saranno celebrati giovedì 17 agosto, alle 11, nella basilica di Monte Berico a Vicenza, dove mons. Cazzaro si era ritirato nel 2001, dopo la rinuncia, per raggiunti limiti di età, alla diocesi di Puerto Montt.
Nato ad Abbazia Pisani di Villa del Conte (Pd) il 28 novembre 1924, era entrato a diciassette anni fra i Servi di Maria, e a venticinque anni era stato ordinato sacerdote. A trentanove venne scelto quale vicario apostolico per la regione di Aysen, nella Patagonia cilena. Lì ha trascorso ben ventiquattro anni, spendendo le sue energie per l’evangelizzazione e l’assistenza ai poveri. Nel 1988 Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo metropolita di Puerto Montt dove è rimasto fino alla rinuncia nel 2001. Da allora risiedeva a Vicenza, nella comunità dei Servi di Maria a Monte Berico, aiutando nelle confessioni e nei dialoghi spirituali.
Chi lo ha conosciuto, ammirava, in padre Bernardo, oltre l’amore per la Vergine Maria, la profonda fede e l’attaccamento alla Chiesa che esprimeva nel suo continuo riferirsi al catechismo e agli altri testi magisteriali.
Tre anni fa aveva festeggiato con una messa nella sua comunità di origine, Abbazia Pisani, i 50 anni di ordinazione episcopale avvenuta il 13 febbraio 1964, nel santuario di Monte Berico, per l’imposizione delle mani del cardinale Agagianian e dei vescovi di Vicenza, Carlo Zinato, e di Treviso, Antonio Mistrorigo.
E proprio nel giorno in cui cadeva il cinquantesimo anniversario, la Chiesa vicentina, il suo Ordine, tanti famigliari e amici, si sono stretti a lui in una celebrazione sobria e sentita.
In quella occasione il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, nell’omelia ha tratteggiato il cammino vocazionale di mons. Cazzaro, il suo continuo rimanere dentro la volontà di Dio pronunciando i suoi “sì” sull’esempio di Maria, rimanendo a fianco del popolo cileno in uno dei periodi più bui e drammatici come quello della dittatura militare, quando i buoni rapporti fra confratelli vescovi permisero di continuare a svolgere il più serenamente possibile l’azione pastorale portando luce, verità e conforto.
Leggi l’intervista che gli ha dedicato “La Voce dei Berici” in occasione del 50° anniversario di ordinazione episcopale: “I momenti più belli per un Vescovo? Quando ordina sacerdoti!”

Diocesi: Rieti, “viva partecipazione e preghiera profonda”, le clarisse di santa Chiara tornano nel monastero di via san Francesco

Mon, 2017-08-14 10:10

È stato il giorno della ricorrenza liturgica della fondatrice dell’ordine delle monache Clarisse (11 agosto) l’occasione per celebrare la messa nel monastero di santa Chiara di Rieti. Ne ha dato notizia ieri il settimanale della diocesi “Frontiera”, che sottolinea come “dopo i mesi di silenzio conseguiti al terremoto, la piccola fraternità di sorelle clarisse è tornata ad animare le mura del monastero. Una novità sottolineata dalla solenne concelebrazione eucaristica presieduta in un’aula dell’antico monastero di via san Francesco a Rieti da mons Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo, insieme ai Guardiani e ai Frati dei Santuari della Valle Santa. Ad animare la liturgia è stato il coro Valle Santa diretto da Elio De Francesco. Viva partecipazione e preghiera profonda hanno risuonato nel parlatorio del monastero, adibito a Cappella”.

Attacchi contro realtà ecclesiali: mons. Fiorini Morosini (Reggio Calabria), “ci pongono seri interrogativi”

Mon, 2017-08-14 09:42

“I recenti attacchi contro realtà ecclesiali ci stanno ponendo seri interrogativi. Non vogliamo pensare a qualche nascosto ‘filo conduttore’; ma non si può non rilevare una coincidenza, che si spera sia solo occasionale”. È quanto afferma l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, in una nota diffusa nella tarda serata di ieri dopo l’ennesimo atto di danneggiamento perpetrato ai danni di un luogo ecclesiale. Ieri mattina, infatti, il custode del Santuario di San Paolo alla Rotonda, a Reggio Calabria, aprendo la chiesa per la consueta messa domenicale delle ore 8, si è trovato davanti uno spettacolo raccapricciante. Vetri rotti, portoni divelti, videosorveglianza messa fuori uso. I malviventi – riferisce il settimanale diocesano “L’Avvenire di Calabria” – si sono introdotti nell’Ufficio del parroco attraverso un ingresso secondario. Hanno rotto la porta a vetri dell’ufficio e hanno saccheggiato la cassaforte, dopo aver manomesso l’impianto di videosorveglianza e rubato le registrazioni. Sempre ieri il prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, ha annunciato che le parrocchie saranno inserite tra gli obiettivi sensibili. L’arcivescovo e l’intera curia diocesana – si legge nella nota della diocesi – “sono accanto ai confratelli sacerdoti che sono stati vittime di gesti deprecabili, e sono vicini soprattutto alla comunità di San Paolo alla Rotonda in Reggio Calabria. Ringraziano sentitamente il Prefetto, le Forze dell’Ordine e gli Organi Investigativi per la pronta reazione”. “Vescovo e Curia Arcivescovile – conclude la nota – si dichiarano pronti ad ogni forma di collaborazione”.

Migranti: Save the children, “rischi per la sicurezza”. Sospesi i soccorsi nel Mediterraneo

Mon, 2017-08-14 09:33

Dopo Medici senza frontiere e l’Ong tedesca Sea Eye, anche Save the children sospende i soccorsi ai migranti nel Mediterraneo. L’organizzazione umanitaria “sta valutando – si legge in una nota – l’evolversi dell’intero scenario dopo la dichiarazione della Marina libica di voler estendere il controllo e il divieto alle navi delle Ong nelle acque internazionali che fanno parte della Sar zone e la nave Vos Hestia resta ferma a Malta in attesa di capire se ci sono le condizioni di sicurezza per riprendere le operazioni”. Save the children “si rammarica di dover essere costretta a mettere in pausa le proprie operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo a causa delle decisioni dalla Marina libica”. Si tratta, prosegue la nota, “di una situazione molto preoccupante per il rischio di sicurezza dello staff e per la reale capacità della Vos Hestia di mettere in atto la propria missione di soccorso”. In questa nuova situazione, afferma Save the children, “le imbarcazioni dei migranti saranno costrette a tornare in Libia e molti bambini e adolescenti moriranno prima di lasciare la nuova zona Sar libica”.
L’organizzazione, spiega Rob MacGillivray, direttore delle operazioni , è “pronta a riprendere le proprie operazioni nella zona di salvataggio, ma abbiamo il dovere di garantire la sicurezza del team e l’efficacia delle operazioni. Prima di poter riprendere la missione dobbiamo avere rassicurazioni in particolare sulla sicurezza del nostro personale”. Save the Children è inoltre molto preoccupata per l’attuale diminuzione della capacità di salvataggio in mare, dovuta alla sospensione delle attività di altre Organizzazioni presenti nel Mediterraneo. “Capiamo e rispettiamo tutte le Ong che come noi in questo momento si trovano a dover prendere una difficile decisione. La pausa delle operazioni delle navi mette infatti a rischio vite umane e diminuisce la capacità di salvataggio e per questo è necessario poter continuare e riprendere appena possibile”.

Charlottesville: vescovi Usa, condanna per la violenza e l’odio, preghiere per le vittime, appello alla calma

Mon, 2017-08-14 09:27

“A nome dei vescovi degli Stati uniti, mi unisco ai leader di tutta la nazione per condannare la violenza e l’odio che hanno causato una morte e diversi feriti a Charlottesville, in Virginia. Offriamo le nostre preghiere per la famiglia e per i parenti della vittima e per tutti i feriti. Uniamo le nostre voci a tutte quelle di chi esorta alla calma”. Così il cardinale Daniel N. DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston e presidente della Conferenza episcopale Usa, in una dichiarazione pubblicata il 12 agosto sul sito dei vescovi in risposta alle violente proteste di Charlottesville, Virginia, che sabato scorso hanno causato tre vittime e almeno 35 feriti. Un’auto, scagliatasi contro il corteo antirazzista che manifestava contro i suprematisti, ha ucciso una donna che attraversava la strada, ed è la vittima cui fa riferimento DiNardo. Le altre vittime, invece, sono state causate successivamente dalla caduta di un elicottero della polizia che perlustrava l’area degli scontri. “Gli abominevoli atti di odio perpetrati a Charlottesville – prosegue DiNardo – sono un attacco all’unità della nostra nazione e perciò spingono tutti noi a fervide preghiere e ad azioni di pace. I vescovi stanno con chi è oppresso dall’ideologia del male e affidano i sofferenti alle preghiere di San Pietro Claver mentre si sta avvicinando il giorno della sua festa”. “Siamo inoltre pronti – si legge ancora nella dichiarazione – a lavorare con tutte le persone di buona volontà per porre fine alla violenza razziale e per la costruzione della pace nelle nostre comunità”. L’anno scorso, ricorda il presidente dei vescovi, “una task force della nostra Conferenza episcopale sotto la guida dell’arcivescovo Wilton Gregory ha proposto preghiere e risorse per lavorare per l’unità e l’armonia nel nostro paese e nella nostra Chiesa. Sto incoraggiando i vescovi a proseguire questo lavoro, soprattutto mentre si avvicina la festa di San Pietro Claver”.

Papa Francesco: Angelus, “rimanere sulla barca della Chiesa” rifuggendo dai “battelli ammalianti di ideologie, mode e slogan”

Mon, 2017-08-14 09:02

La Chiesa è una barca che “deve affrontare anche venti contrari e tempeste”, ma a salvarla “è la fede in Cristo e nella sua parola”. Maria ci aiuti a “rimanere sulla barca della Chiesa rifuggendo la tentazione di salire sui battelli ammalianti ma insicuri delle ideologie, delle mode e degli slogan”. Così Papa Francesco, ieri all’Angelus in piazza san Pietro. La Chiesa, ha spiegato, è “una barca che, lungo l’attraversata, deve affrontare anche venti contrari e tempeste, che minacciano di travolgerla. Ciò che la salva non sono il coraggio e le qualità dei suoi uomini: la garanzia contro il naufragio è la fede in Cristo e nella sua parola. Questa è la garanzia: la fede in Gesù e nella sua parola”. Su questa barca, ha assicurato il Pontefice, “siamo al sicuro, nonostante le nostre miserie e debolezze, soprattutto quando ci mettiamo in ginocchio e adoriamo il Signore, come i discepoli che, alla fine, si prostrarono davanti a lui, dicendo: ‘Davvero tu sei il Figlio di Dio!’”. “Che bello – ha aggiunto – dire a Gesù questa parola: ‘Davvero tu sei il Figlio di Dio!’. La diciamo insieme, tutti? ‘Davvero tu sei il Figlio di Dio!”’. Infine una preghiera alla Madonna: “La Vergine Maria ci aiuti a perdurare ben saldi nella fede per resistere alle bufere della vita, a rimanere sulla barca della Chiesa rifuggendo la tentazione di salire sui battelli ammalianti ma insicuri delle ideologie, delle mode e degli slogan”.

Papa Francesco: Angelus, “quando si consultano oroscopi e cartomanti, si comincia ad andare a fondo”

Mon, 2017-08-14 09:00

“Quando non ci si aggrappa alla parola del Signore, per avere più sicurezza si consultano oroscopi e cartomanti, si comincia ad andare a fondo. Ciò vuol dire che la fede non è tanto forte”. Lo ha affermato ieri Papa Francesco all’Angelus, commentando l’episodio evangelico di san Pietro che tenta di raggiungere Gesù camminando sulle acque del Lago di Galilea, ma poi dubita e comincia ad affondare. “Il Vangelo di oggi – ha spiegato il Pontefice, affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico, a fedeli e pellegrini convenuti in piazza san Pietro – ci ricorda che la fede nel Signore e nella sua parola non ci apre un cammino dove tutto è facile e tranquillo; non ci sottrae alle tempeste della vita. La fede ci dà la sicurezza di una Presenza: la presenza di Gesù che ci spinge a superare le bufere esistenziali, la certezza di una mano che ci afferra per aiutarci ad affrontare le difficoltà, indicandoci la strada anche quando è buio”. La fede, insomma, “non è una scappatoia dai problemi della vita, ma sostiene nel cammino e gli dà un senso”.

Migranti e Ong: Msf, ostacoli all’assistenza umanitaria creeranno un gap letale nel Mediterraneo

Sat, 2017-08-12 18:21

Ieri le autorità libiche hanno dichiarato pubblicamente di aver istituito una zona di ricerca e soccorso (Sar) e limitato l’accesso delle navi umanitarie nelle acque internazionali al largo delle coste libiche. Subito dopo, il Centro di coordinamento del soccorso marittimo (Mrcc) di Roma ha allertato Medici senza frontiere (Msf) di un rischio sicurezza legato alle minacce pronunciate pubblicamente dalla Guardia Costiera Libica contro le navi di ricerca e soccorso umanitarie impegnate in acque internazionali. A seguito di queste ulteriori restrizioni all’assistenza umanitaria indipendente e dell’aumento dei blocchi che costringono i migranti in Libia, Msf – riferisce oggi una nota dell’Organizzazione – ha deciso di sospendere temporaneamente le attività di ricerca e soccorso della propria nave, la Prudence. L’équipe medica di Msf continuerà a supportare le attività di soccorso a bordo della nave Aquarius, di Sos Mediterranee, che al momento sta pattugliando le acque internazionali. “Se queste dichiarazioni verranno confermate e gli ordini attuati, vediamo due gravi conseguenze: ci saranno più morti in mare e più persone intrappolate in Libia”, dichiara Loris De Filippi, presidente di Msf. “Se le navi umanitarie vengono spinte fuori dal Mediterraneo, ci saranno meno navi pronte a soccorrere le persone prima che anneghino. Chi non annegherà, verrà intercettato e riportato in Libia, che sappiamo essere un luogo di assenza di legalità, detenzione arbitraria e violenza estrema”. Queste dichiarazioni, annota Msf, giungono appena una settimana dopo l’annuncio del dispiegamento di navi militari italiane all’interno delle acque libiche, per aumentare la capacità delle guardie costiere libiche di intercettare migranti e rifugiati e riportarli in Libia. “I recenti sviluppi rappresentano un altro preoccupante tassello di un ambiente sempre più ostile per le operazioni salvavita di soccorso”, afferma De Filippi: “Gli stati europei e le autorità libiche stanno attuando congiuntamente un blocco alla possibilità delle persone di cercare sicurezza. È un attacco inaccettabile alla vita e alla dignità delle persone”. Msf chiede alle autorità libiche di “confermare in tempi brevi che aderiranno e rispetteranno l’obbligo legale, internazionalmente riconosciuto, di soccorrere imbarcazioni in difficoltà, e che consentiranno che questo avvenga in acque internazionali e libiche”. Msf chiede inoltre alle autorità libiche di “precisare che tutte le navi, gestite da Ong o da chiunque altro, saranno autorizzate a effettuare le attività di soccorso senza impedimenti e restando incolumi, e che né le autorità libiche né quelle italiane interferiranno con il diritto legalmente garantito di sbarcare le persone in un porto sicuro”. Medici senza frontiere, dichiara il direttore generale delle operazioni, “rifiuta di essere cooptata in un sistema che mira, a qualunque costo, a impedire alle persone di cercare sicurezza. Chiediamo alle autorità europee e italiane di smettere di attuare strategie letali di contenimento che intrappolano le persone in un paese in guerra, senza nessuna considerazione dei loro bisogni di protezione e assistenza. Servono urgentemente delle vie sicure e legali per migranti e rifugiati, per ridurre inutili sofferenze e morti”.

San Rufino: mons. Sorrentino (Assisi), “è tempo di una Chiesa martire, che dia testimonianza del Vangelo a tutto tondo”

Sat, 2017-08-12 18:09

“È tempo di una Chiesa ‘martire’, che dia testimonianza del Vangelo a tutto tondo”. Lo ha detto questa mattina mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto nel Santuario della Spogliazione, nella solennità del patrono san Rufino. “È tempo di una Chiesa che, a partire da noi vescovi, sacerdoti e diaconi, ma anche dai genitori cristiani, ricomprenda la sua vocazione pastorale, facendosi vicina alle persone, andandole a cercarle lì dove esse vivono, dando la mano alle più abbandonate e ferite”, ha detto il presule. Mons. Sorrentino ha ricordato anche la prima visita di Papa Francesco ad Assisi nel 2013. “Nella sua visita denunciò un ‘cristianesimo da pasticceria’, che cioè sforna cristiani belli da vedere nelle rituali celebrazioni, ma che non insaporano il mondo con il loro vissuto evangelico – ha aggiunto -. Basta con la mediocrità. Assisi non può vivere di appuntamenti retorici”. Ricordando ancora le parole pronunciate dal Papa in quell’occasione, il vescovo ha invitato tutti a “spogliarci dello spirito del mondo, per rivestirci di Cristo”. “La ‘spogliazione’ di Francesco non può essere solo raccontata come una bella fiaba. È gesto profetico da accogliere, è messaggio da vivere. Il Santuario della Spogliazione – ha concluso – è nato per questo: come ‘pugno nello stomaco’ delle nostre mediocrità, del nostro cristianesimo di routine, delle nostre tradizioni imbellettate, mentre la nostra vita resta abbarbicata alla logica mondana”.

San Rufino: mons. Sorrentino (Assisi), “impegniamoci tutti a fare una città davvero accogliente”

Sat, 2017-08-12 18:07

“Impegniamoci tutti a fare di Assisi una città davvero accogliente”. Lo ha detto questa mattina mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto, nella solennità del patrono san Rufino, nel Santuario della Spogliazione. Il presule ha annunciato che, anche alla luce del momento economico particolarmente difficile, farà visita agli operatori commerciali ed alberghieri della città per “un saluto fraterno e una benedizione” e indirà l’anno prossimo la seconda visita pastorale. Tanti i fedeli e le autorità civili e militari presenti alla Messa, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della diocesi. Ripercorrendo la vita di san Rufino, il vescovo ha evidenziato che anche lui era in qualche modo un “rifugiato”, essendo giunto dalla Turchia in guerra. “Rufino – ha sottolineato – dice l’attualità della prima evangelizzazione. Non bastano più le belle e dorate celebrazioni di un cristianesimo poco più che folkloristico. Occorre riportare il Vangelo nelle case e nei cuori. Occorre annunciarlo con l’ardore dei primi tempi cristiani”. Da Assisi, il vescovo ha lanciato anche un appello alla pace: “Da questa città in cui tutto parla di pace – ha concluso mons. Sorrentino – nella festa del patrono, giunga un’implorazione di saggezza anche ai grandi e potenti del mondo. Il rosario che reciterò il 15 di agosto, solennità dell’Assunzione di Maria, nel Santuario della Spogliazione, avrà questa intenzione speciale. Spero che tanti anche da casa, si uniscano nella preghiera”.

Licata: sfiducia sindaco Cambiano. “L’Amico del Popolo” (Agrigento), “noi stiamo con lui”

Sat, 2017-08-12 17:30

“L’approvazione della mozione di sfiducia al sindaco Cambiano da parte di 21 consiglieri comunali di Licata, consegna alla storia della Sicilia e del progresso della legalità in Italia, un’altra pagina in chiaroscuro”. È quanto scrive “L’Amico del Popolo”, settimanale diocesano agrigentino, sul sito web. “Da una parte – spiega – l’azione di civiltà civica promossa dal primo cittadino con l’abbattimento dei manufatti abusivi in obbedienza al dispositivo della magistratura. Dall’altra il ritiro della fiducia, da parte di 21 cittadini – i consiglieri dovrebbero chiamarsi secondo, terzo, quarto cittadino – per ‘mancata gestione dei servizi idrici e raccolta rifiuti’”. “Di pagine in chiaroscuro – osserva il settimanale – è piena la storia. E la storia del nostro Stato italiano, con la sua annessa geografia di luci e di ombre, ha in Sicilia la sua linea d’ombra”. Per “L’Amico del Popolo”, “la vicenda del Consiglio comunale di Licata che esercita così democrazia, prima che il sindaco Cambiano, sfiducia la credibilità delle istituzioni, della legge e l’aspettativa di vita sociale, allungando la sua ombra di irredimibilità dalla Sicilia all’intera nazione”. “Cambiano, Licata e la vicenda dell’abusivismo e degli abbattimenti, erano assurte a ‘simbolo’ al contempo di ciò che l’Italia è e di ciò che potrebbe diventare con la pratica di governo e di legalità”. Per il settimanale, “il Consiglio comunale che sfiducia in prima battuta sembra sfiduci Cambiano” ma “più gravemente inocula il virus della sfiducia nella corresponsabilità civile nella pratica di legalità”. “La luce di Licata, e la sua ombra, si allunga così dalla Sicilia, prossima al rinnovo del governo, alla nazione intera”. “Noi stiamo con Cambiano”, prosegue “L’Amico del Popolo”: “La linea d’ombra è passata da Licata, e Cambiano e la città l’hanno fermata e hanno protratto ed esteso la luce, ancora un po’ di luce, che fa sperare se non in un nuovo giorno, almeno in un’ombra più piccola. Chiusa la seduta del Consiglio a Licata, la luce della vita democratica in Italia è rimasta accesa. Grazie a Cambiano”.

Diocesi: mons. Satriano (Rossano-Cariati), “no a visioni campanilistiche, teoriche, strumentali” per evitare “un disastro sociale sempre più alle porte”

Sat, 2017-08-12 17:18

“Non possiamo, dinanzi a un progressivo depauperamento di risorse, investimenti e progettualità, rinchiuderci in visioni campanilistiche, teoriche, strumentali. Siamo dinanzi ad un impoverimento generale che, giorno dopo giorno, fiacca gli animi e annichilisce le coscienze, con il rischio di perdere il grande dono della speranza e del coraggio”. È quanto scrive l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano, in una lettera ai sindaci di Rossano e Corigliano per la festa diocesana dell’Achiropita. “In un tempo in cui la storia vi chiama a mettere insieme le forze per stringervi con decisione intorno alla scelta di condividere un percorso”, secondo l’arcivescovo “non ci può essere improvvisazione e superficialità” ma “l’obbligo morale oltre che il dovere civico, di adoperarsi, ciascuno con le proprie competenze, a che si realizzino opportunità di vita capaci di alleggerire il peso insostenibile di un ‘disastro sociale’ sempre più alle porte”. Guardando alla “bellezza” che “trasuda dalla nostra gente – aggiunge – credo fermamente che gli strumenti per ben operare in tal senso esistano ed è necessario che ci sia una seria volontà a utilizzarli, scegliendo come metodo la fondamentale e imprescindibile via del dialogo e del confronto, rifuggendo da logiche personalistiche, faziose e divisorie”. “Alzare muri, come la storia ci insegna, porta inesorabilmente a non compiere azioni per il bene comune”, ammonisce. “Negli ultimi tempi – prosegue – il nostro territorio e voi istituzioni avete offerto un mirabile esempio di dialogo e di lungimiranza, avviando un percorso che credo debba continuare. Questo ritrovarsi, dialogare e progettare può minacciare gli interessi di chi non guarda con simpatia ad una realtà che tende a far uscire la testa dal sacco e vuole segnare un nuovo capitolo nella storia della Calabria”. Da qui l’invito “a non dismettere le armi della fiducia e del confronto, che intendo serio e non demagogico. In questo processo si può e si deve stabilire una misura alta, che è quella della partecipazione educata e attiva di una cittadinanza, che non deve rimanere alla finestra a guardare ma che, a iniziare dalle fasce più giovani, dev’essere coinvolta nei percorsi di elaborazione creativa del futuro”. Satriano conclude scusandosi se ha “osato disturbare ma spero che il vostro cuore, come il mio, rimanga inquieto, in questo meritato tempo di riposo”.

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