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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 15 min ago

Coree: mons. Lee Ki-heon, “cominciato il cammino della pace, l’incontro delle famiglie separate priorità assoluta”

Mon, 2018-07-16 15:06

“Il cammino della pace, che tutti i coreani desideravano, è cominciato. Non potevamo prevederlo fino all’inverno scorso. Sono molto speranzoso. Credo che il Signore abbia ascoltato la nostra preghiera”. Lo dice al Sir mons. Peter Lee Ki-heon, vescovo della diocesi di Uijeongbu, nella Corea del Sud, lui che è nato a Pyongyang. Oggi è presidente della Commissione per la riconciliazione del popolo coreano, istituita presso la Conferenza episcopale coreana. Ricordando le immagini del summit tra la Corea del Nord e quella del Sud e il seguente incontro tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, il presule le definisce “immagini che hanno testimoniato la possibilità di trovare una soluzione a un’ostilità che durava da 70 anni”. “Quanto è accaduto ci ha dato la speranza che tutti i coreani del Sud e del Nord possono avere la pace. Penso che questo processo sia stato possibile perché Papa Francesco e anche i fedeli della Chiesa cattolica del mondo hanno pregato per la Corea”. Tra Nord e Sud Corea “è impossibile avere conferma se i parenti sono vivi o morti. Non c’è possibilità di scambiare notizie o lettere. Negli anni più recenti la rottura è stata quasi totale. Credo che l’incontro delle famiglie separate debba essere una priorità assoluta. In Corea vivono tante famiglie separate”. Il vescovo ricorda, inoltre, che “la religione non è ancora libera nella Corea del Nord”, ma “ci risulta che qualcosa va cambiando piano piano rispetto al passato”. Nel processo di pacificazione il compito delle Chiese, a suo avviso, “non è soltanto quello di promuovere l’interazione diretta ma di promuovere un clima di armonia e favorire un ambiente aperto alla cooperazione”.

Finlandia: ad Helsinki summit Trump-Putin, manifesto invita a essere “operatori di pace”

Mon, 2018-07-16 15:04

“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”: questo versetto del Vangelo di Matteo è scritto su un grande drappo appeso a Helsinki vicino al palazzo presidenziale della capitale finlandese Helsinki dove oggi si sta svolgendo il summit tra il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin. Il manifesto è iniziativa della Chiesa evangelico-luterana in Finlandia e del “Finnish Church aid”. “La missione della Chiesa e dei cristiani è agire per un mondo migliore e più giusto e pregare per la realizzazione della pace. È anche importante pregare per coloro che hanno l’opportunità di influenzare le cose a livello locale e globale”, ha dichiarato Laura Arikka in una nota sul sito della Chiesa. Il testo vuole essere “una benedizione, una preghiera, un invito e un incoraggiamento”.

Diocesi: Pistoia, il 23 luglio l’inaugurazione della cittadella della carità “Hospitium Mansueto Bianchi”

Mon, 2018-07-16 14:47

È in programma per lunedì 23 luglio, a Pistoia, l’inaugurazione della cittadella della carità “Hospitium Mansueto Bianchi”. Si tratta di un progetto che prevede la realizzazione, a fianco della mensa Caritas “don Siro Butelli” e dei locali del Ceis, di una nuova sede per il Centro di ascolto diocesano e di un dormitorio per senza fissa dimora o situazioni di grave emergenza abitativa con 12 posti. L’Hospitium sarà anche aperto ad accogliere pellegrini che sul tracciato della Romea Strata o dei cammini legati al culto jacopeo faranno sosta a Pistoia. “Il progetto, sostenuto dalla Caritas nazionale e della Fondazione CariPt, completa il restauro e la trasformazione dei locali del Tempio, consegnando alla città di Pistoia – si legge in una nota della diocesi – un nuovo significativo polo della solidarietà e dell’accoglienza”. La nuova cittadella della carità del Tempio sarà anche il segno “permanente” dell’anno pastorale appena concluso e interamente dedicato ai poveri.
La intitolazione dell’Hospitium a mons. Mansueto Bianchi, compianto vescovo di Pistoia, “intende mantenerne viva la memoria a ormai due anni dalla scomparsa e – prosegue la nota – legarla stabilmente alla vita diocesana, in particolare al servizio dei più poveri”.
Per le 17.30 di lunedì 23 luglio è prevista la benedizione dei locali, quindi alle 18 la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Giovanni Decollato (o del Tempio) presieduta dal vescovo di Pistoia, mons. Fausto Tardelli.

Migranti: don Okulik (Ccee), “questo corto circuito della classe dirigente europea è preoccupante”

Mon, 2018-07-16 14:32

“Questo corto circuito della classe dirigente europea è preoccupante perché dimostra che c’è una prontezza nell’accentuare le proprie posizioni, a far vedere da che parte è ciascuno. Quello che si vede di meno, è l’impegno ad affrontare compiutamente e gestire questa situazione. Sembra essere caduti in Europa in una sorta di sonnolenza della coscienza che non permette più di capire la drammaticità di questo fenomeno umano”. Lo afferma don Luis Okulik, segretario della Commissione Affari sociali del Ccee a proposito delle frontiere soprattutto ad Est dell’Europa che si chiudono alle richieste dell’Italia e a quanto il premier ceco Andrej Babis, ha scritto su Twitter, riguardo alla lettera del premier Conte: “Un tale approccio è la strada per l’inferno”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, al termine dell’incontro annuale dei vescovi e dei delegati responsabili per la pastorale dei migranti delle Conferenze episcopali in Europa che si è svolto nei giorni scorsi a Stoccolma, don Okulik afferma: “La questione è diventata sempre più complessa proprio perché a livello della politica europea ci sono differenze difficilmente conciliabili. Questo fa sì che le scelte che vengono fatte probabilmente tendono a rompere questo stallo. Tuttavia forse bisognerebbe mettere più attenzione sul fatto che qualsiasi scelta politica venga fatta, va a toccare la vita di persone che arrivano già con alle spalle esperienze di sofferenza molto grande”. Ricordando che “la Chiesa cattolica lavora sulle migrazioni da tempi memorabili”, e “si sforza di mantenere viva questa umanità che ha sempre caratterizzato il suo lavoro anche di assistenza”, Okulik lascia aperto lo spazio alla collaborazione, “a mantenere – dice – sempre il dialogo stretto e aperto con le istituzioni, con i governi, perché siamo convinti che ci vuole un coinvolgimento di tutti quelli che sono deputati civilmente al servizio delle persone. Deve essere chiaro che quello che si fa, non lo si fa per emergenza ma a servizio della dignità della persona umana”.

Nicaragua: padre Alfaro da Masaya al Sir, “il popolo ha sopportato qualunque assedio. I nostri sono vescovi con l’odore delle pecore”

Mon, 2018-07-16 14:31

“Il popolo nicaraguense non perde la speranza, però la situazione è molto tesa e bisogna che il mondo conosca questa triste realtà che sta vivendo in questo momento il nostro popolo”. Padre José Bosco Alfaro Salazar, salesiano, parla da uno degli epicentri della protesta popolare di questi mesi in Nicaragua, la città di Masaya, culla del folclore nicaraguense. È infatti direttore del locale collegio salesiano Don Bosco. Lo sentiamo proprio nel momento in cui in città è tornata la paura: “Oggi (domenica, ndr) quando ci siamo svegliati erano in corso nuovi scontri, ma presto la situazione è tornata alla normalità”. L’attacco paramilitare, dunque non ha avuto successo.
“Ci troviamo – dice al Sir – in uno dei quartieri che sono diventati il bastione di questa protesta civica, il glorioso barrio di Monimbó. Ultimamente abbiamo vissuto di tutto: proteste civiche, scontri tra i giovani e le forze speciali e paramilitari del Governo. Il popolo ha sopportato qualunque tipo di assedio, anche per mandato del Governo sono stati organizzati saccheggi ai negozi, il mercato municipale è stato incendiato per punire questa città”.
Prosegue il sacerdote salesiano: “La città di Masaya si è protetta innalzando barricate, bloccando ogni tipo di accesso. Di positivo va registrato il fatto che è venuta la Commissione interamericana dei diritti umani (Cidh), la cui delegazione ha intervistato e ascoltato le vittime, facendo rapporto all’Organizzazione degli Stati americani (Oea)”.
Come è noto, inoltre, nell’ambito del dialogo nazionale mediato dalla Conferenza episcopale, sono stati invitati nel Paese anche l’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite e la Commissione europea, perché possano verificare gli atti di violenza contro i diritti umani che qui sono stati commessi. Conclude padre Alfaro: “Anche negli ultimi giorni il popolo ha manifestato pubblicamente, con grandi marce di protesta che si sono svolte a Managua, e con due scioperi nazionali durati un giorno intero, come forma di pressione per chiedere che il presidente Ortega e la vicepresidente, la moglie Rosario Murillo, considerati ormai dei dittatori, lascino il potere”. Inoltre, con l’aggressione ai vescovi della scorsa settimana e con i recenti attacchi a varie chiese, “il governo di Daniel Ortega ha lanciato una forte e chiara minaccia alla Chiesa cattolica. Usando tutti i mezzi, vogliono che la popolazione creda che è proprio la Chiesa a promuovere la violenza. Da parte loro, i vescovi confermano ogni giorno il loro impegno a fianco della popolazione, continuando a credere nel dialogo, come ha chiesto loro papa Francesco. Gli attacchi non hanno spento la loro autorità di pastori con l’odore delle pecore, il loro stare a fianco di coloro che soffrono, delle vittime, di coloro che sono assediati dal’ideologia di un governante attaccato al potere, che ha perso tutta la credibilità, che promuove e proclama una pace camuffata”.

Afghanistan: Save the Children, “nel 2018 numero record di vittime civili, 1.700 vittime tra cui 363 bambini”

Mon, 2018-07-16 14:14

Quasi 1.700 civili, tra cui 363 bambini, sono stati uccisi nel conflitto in Afghanistan nella prima metà del 2018, il numero più alto mai raggiunto negli ultimi 10 anni. Secondo i nuovi dati diffusi ieri dall’Unama (la missione delle Nazioni Unite in Afghanistan), i civili feriti tra gennaio e giugno sono stati 3.430, tra cui 992 bambini. Inoltre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono cresciuti in modo preoccupante gli attacchi armati alle scuole, compresi i 12 attacchi compiuti nella provincia di Nangarhar solo nell’ultimo mese. Quasi il 50% delle vittime civili sono imputabili all’utilizzo di esplosivi rudimentali negli attacchi da parte dei gruppi anti-governativi, mentre gli scontri terrestri sono la seconda causa, seguiti da uccisioni deliberate, operazioni aeree e ordigni inesplosi. “É molto preoccupante assistere a un numero così elevato di vittime civili in Afghanistan, dove negli ultimi anni la situazione della sicurezza è peggiorata continuamente”, ha dichiarato Onno van Manen, direttore per l’Afghanistan di Save the Children. “Sta diventando sempre più pericoloso per gli afghani condurre una vita normale e lo è anche per i bambini rispetto alla scuola. Più di 3,5 milioni di bambini sono infatti già esclusi dall’educazione e il conflitto non può che peggiorare questa situazione”. Save the Children condanna gli attacchi sui civili e fa appello alle parti in conflitto “perché i bambini possano essere protetti”. L’organizzazione è presente in Afghanistan dal 1976, con programmi umanitari e di sviluppo per la salute, l’educazione e la protezione dei bambini.

Colombia: Governo, Forze armate, Farc e paramilitari consegneranno tutti i documenti sul conflitto alla Comisión de Verdad presieduta dal gesuita De Roux

Mon, 2018-07-16 14:00

La Comisión de Verdad, l’organo previsto dagli accordi di pace tra Governo e Farc, presieduto dallo scorso autunno dal gesuita padre Francisco De Roux, riceverà tutti i documenti e informazioni utili sul conflitto colombiano, a partire dal 1953, da Governo, Forze armate, Farc, paramilitari e organizzazioni di imprenditori, agricoltori, indigeni. Tutte queste realtà hanno infatti risposto in modo positivo alla richiesta effettuata della Commissione. Lo afferma in un’intervista pubblicata ieri sul quotidiano “El Tiempo” lo stesso padre De Roux, specificando che per tutti i documenti si intende anche quelli riservati. Il religioso racconta che il recente incontro con i vertici del Ministero della difesa e dell’Esercito si è svolto “in un clima di fiducia, serietà, sincerità e chiarezza”. Ha aggiunto padre De Roux: “Voglio dirlo con grande forza: non siamo una Ong per i diritti umani, non siamo un’opposizione politica. Non stiamo, per esempio, contro l’Esercito e neppure contro le Farc. Siamo un’entità autonoma e indipendente”.

La richiesta della Commissione, si legge nell’intervista, è del tutto coerente con il mandato ricevuto. “Abbiamo bisogno delle informazioni che ci permettano di incontrarci nelle nostre differenze, compresa l’esigenza di una reciproca compassione rispetto alla dura realtà di 8 milioni di vittime, più di 80mila desaparecidos, più di 30mila persone sequestrate, forse 3 o 4mila ‘falsi positivi’, le mine antiuomo, gli indigeni e gli afro-colombiani assassinati, i soldati desaparecidos e i politici uccisi”. Conclude padre De Roux: “Cerchiamo di arrivare alla verità”, ma non “per segnalare responsabilità individuali o per mettere sotto processo qualcuno. Vogliamo contribuire al fatto che la Colombia non abbia paura della verità e che il Paese trovi una spiegazione di sé stesso per potersi comprendere”. Il materiale resterà perciò nell’assoluta riservatezza e non sarà in alcun modo usato dal potere giudiziario, dato che l’obiettivo non è stabilire la verità giudiziaria “ma la verità storica e umana”.

Ue: Tajani (presidente Europarlamento) in missione con oltre trenta imprese in Niger. Importante “continuare ad aiutare il Paese”

Mon, 2018-07-16 13:46

(Bruxelles) Sta partendo per il Niger una “missione di diplomazia economica” guidata dal presidente Parlamento europeo Antonio Tajani, con rappresentanti di oltre 30 imprese europee, esperti di ricerca e innovazione, e organizzazioni internazionali. L’obiettivo della visita, nelle parole di Tajani stesso alla vigilia della partenza, è “rafforzare il buon partenariato con il Niger offrendo opportunità concrete di crescita economica”. Perché ‘’il Niger è un esempio dei successi ottenuti dall’Ue, anche grazie al buon uso del Fondo fiduciario per l’Africa”. Ora però le risorse “stanno finendo” e bisogna continuare ad aiutare il Paese a proteggere le frontiere, gestire i flussi migratori e garantire la sicurezza. “Attraverso il sostegno finanziario e un forte partenariato, l’Ue ha aiutato il Niger a ridurre i flussi migratori verso Libia e Ue di oltre il 95%”, ha spiegato Tajani stesso. “Nel 2016, 330.000 persone hanno attraversato il Niger dirette principalmente in Europa attraverso la Libia. Nel 2017 sono scese a meno di 18.000, e nel 2018 a circa 10.000. Dobbiamo continuare a sostenere il Niger”. Di sicurezza, controllo delle frontiere e gestione dei flussi migratori Tajani parlerà nei suoi incontri con il presidente Mahamadou Issoufou, il presidente dell’Assemblea nazionale, Ousseini Tini, e il primo ministro, Brigi Rafini. Tajani parteciperà anche a una riunione dei presidenti dei Parlamenti dei Paesi del Sahel 5 (Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Chad).

Sanità: Oms-Unicef, 123 milioni di bambini vaccinati nel 2017. “Numero record”

Mon, 2018-07-16 13:32

Secondo i dati lanciati oggi dall’Oms e dall’Unicef, a livello globale, nel 2017 è stato vaccinato un numero record di bambini: 123 milioni. I dati mostrano che: 9 bambini su 10 nel 2017 hanno ricevuto almeno una dose di vaccino di difterite- tetano- pertosse (DTP), ricevendo protezione contro queste malattie mortali; nel 2017, a livello globale, sono stati vaccinati 4,6 milioni di bambini in più rispetto al 2010 a causa della crescita della popolazione mondiale; 167 Paesi hanno incluso una seconda dose di vaccino per morbillo nell’ambito del loro programma di vaccinazione di routine e 162 Paesi ora usano il vaccino contro la rosolia. Di conseguenza, la copertura globale contro morbillo e rosolia è aumentata dal 35% nel 2010 al 52%; il vaccino per il Papilloma virus umano (Hpv) è stato introdotto in 79 Paesi per aiutare a proteggere le donne dal cancro del collo dell’utero; nell’ambito del pacchetto di vaccinazioni salvavita vengono aggiunti nuovi vaccini disponibili, come quelli contro la meningite, la malaria e persino l’ebola. Nonostante questi successi, circa 20 milioni di bambini non hanno ricevuto un ciclo competo di vaccinazioni nel 2017. Di questi, almeno 8 milioni (40%) vive in condizioni fragili o di sostegno umanitario, compresi anche paesi colpiti da conflitto. Inoltre, un numero crescente di bambini vive in paesi a medio reddito, dove la diseguaglianza e la marginalizzazione, soprattutto tra i poveri delle aree urbane, non consentono a molti di ricevere le vaccinazioni. Con l’aumento della popolazione, sempre più paesi hanno bisogno di aumentare i loro investimenti nei programmi di vaccinazione. Per raggiungere tutti i bambini con i vaccini di cui hanno bisogno, il mondo dovrà vaccinare ogni anno circa altri 20 milioni di bambini con 3 dosi di vaccino DTP3 (difterite-tetano-pertosse); 45 milioni con una seconda dose di vaccino contro il morbillo e 76 milioni di bambini con 3 dosi di vaccino coniugato pneumococcico.

Diocesi: Pescara-Penne, domani sera l’arcivescovo Valentinetti presiede la messa di ringraziamento per i 100 anni di don Enrico Zambotti

Mon, 2018-07-16 13:16

“Il Signore mi lasci lavorare ancora per l’evangelizzazione della sua vigna”. Sono queste parole a spiegare lo zelo pastorale di don Enrico Zambotti, il sacerdote di origine trentine che in questi giorni ha tagliato il traguardo dei 100 anni. A festeggiarlo sarà domani la comunità della Beata Vergine Maria del Fuoco di Pescara che lo ha accolto, come vicario parrocchiale, in questi ultimi anni. Per le 19 è in programma la messa di ringraziamento che sarà presieduta dall’arcivescovo di Pescara-Penne, mons. Tommaso Valentinetti, e concelebrata dai sacerdoti della diocesi.
Don Zambotti è nato il 13 luglio del 1918 a Fiavé (Trento), “quando il Trentino – ricorda il sacerdote – era ancora annesso all’Austria”, penultimo di sei figli, un fratello e quattro sorelle, tra cui tre suore.
La su è stata “una vita missionaria intensa, iniziata – si legge in una nota – dopo la conclusione degli studi nel giugno del 1942. Ordinato presbitero a 24 anni, infatti, don Zambotti cominciava a muovere i primi passi da sacerdote nelle parrocchie trentine e come docente di liturgia, teologia, latino e canto”. “La svolta pastorale, però, avvenne tra gli anni ’60 e ’70, quando, per motivi di studio si trasferì in Cecoslovacchia, sotto il regime sovietico”, dove “ho svolto – racconta don Zambotti – il mio servizio in clandestinità, attraverso la copertura di tanti amici che mi coinvolgevano nelle loro attività”.
Nel 1971 il rientro in Italia e l’arrivo a Pescara, diocesi nella quale ha ricoperto diversi incarichi pastorali. “Il legame con il cammino neocatecumenale – prosegue la nota – ha tenuto sempre in movimento il sacerdote che, a 80 anni compiuti, partì per la Sardegna, come sacerdote itinerante del movimento fondato da Kiko Arguello”.

Repubblica Centrafricana: Medici con l’Africa-Cuamm, al via attività nel centro pediatrico di Bangui

Mon, 2018-07-16 13:01

Dal 1° luglio Medici con l’Africa Cuamm ha avviato attività anche nella Repubblica Centrafricana, oltre ad essere presente in Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Uganda, Sud Sudan e Sierra Leone con 2.233 operatori. L’avvio è stato ufficializzato durante una recente missione sul campo, presenti il direttore del Cuamm, don Dante Carraro, e la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc. “Qui il bisogno di salute è estremo. In alcune aree rurali del Paese la copertura vaccinale dei bambini non supera il 10% e il numero delle persone Hiv positive è di circa 130.000 di cui solo la metà in trattamento – spiega don Carraro -. A parte Bangui, ci sono 6 ospedali regionali, senza acqua ed energia, il personale è scarsissimo e poco preparato, manca totalmente un sistema di ambulanze per il trasporto dei casi gravi, la mortalità delle mamme e dei bambini è elevatissima”. Il complesso pediatrico di Bangui è l’unico ospedale pediatrico pubblico del Paese, ha 180 posti letto (più 80 futuri nell’ala malnutriti in costruzione), “pazienti ammassati l’uno sull’altro – racconta don Carraro -, un reparto e una sala chirurgica dignitosi (grazie all’aiuto dell’Unione europea e della Cooperazione italiana) e una sezione medica allo sbando. Papa Francesco l’ha visitato e ha voluto fare la propria parte ricostruendo totalmente il reparto malnutriti e aiutando l’ospedale in toto”. La sfida per il Cuamm è prendere in carico l’intero complesso pediatrico anche per quel che riguarda la gestione complessiva della struttura, affiancando il personale locale nella formazione on the job. A questo fine il team Cuamm composto da un chirurgo, un’infermiera e un logista, entro fine mese raddoppierà con l’arrivo del pediatra, dell’infermiere responsabile della farmacia e del medico capoprogetto, per un totale di 8 persone (con l’aggiunta di un’altra infermiera e un amministrativo). Strategico anche il ruolo dell’ospedale nella formazione dei giovani medici in collaborazione con il Bambino Gesù. Una situazione umanitaria, quella della Repubblica Centrafricana, tra le più drammatiche dell’Africa, aggravata da un’instabilità interna frutto del conflitto tra bande armate per la contesa delle enormi ricchezze del Paese.

Commercio estero: Coldiretti, “-11% export Made in Italy in Russia, stop a sanzioni ed embargo”

Mon, 2018-07-16 12:47

“Con le esportazioni Made in Italy in Russia che sono ulteriormente diminuite dell’11% a maggio, rispetto allo scorso anno, è importante la ripresa del dialogo diretto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin per creare le condizioni per superare sanzioni ed embargo russo totale per una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce”. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati sul commercio estero a maggio diffusi oggi dall’Istat. “Il risultato – precisa Coldiretti – è stato che per questi prodotti agroalimentari le spedizioni italiane in Russia sono state completamente azzerate”. “Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia – aggiunge l’associazione – si sommano poi quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy”. “Nei supermercati russi – spiega Coldiretti – si possono ora trovare fantasiosi surrogati locali che hanno preso il posto dei cibi italiani originali, dalla mozzarella ‘Casa Italia’, dall’insalata ‘Buona Italia’ alla ‘Robiola Unagrande’, dalla mortadella Milano al parmesan, dalla scamorza al mascarpone”. “A potenziare la produzione del falso Made in Italy non è stata però solo l’industria russa ma – continua la nota – anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile che hanno aumentato le produzioni e le esportazioni dei cibi italiani taroccati nel Paese di Putin”. Secondo la Coldiretti, “il rischio riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. In alcuni casi i piatti sono spariti dai menu mentre, in altri, sono stati sostituiti da tarocchi locali o esteri”. Si tratta di “un blocco dannoso per l’Italia anche perché al divieto di accesso a questi prodotti – sottolinea Coldiretti – si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni anche per i prodotti non colpiti direttamente, dalla moda alle automobili fino all’arredamento e complessivamente le esportazioni Made in Italy sono risultate nel 2017 inferiori di 3 miliardi a quelle registrate nel 2013, l’anno prima dell’embargo”.

Minimi di S. Francesco da Paola: padre Gregorio Colatorti eletto nuovo correttore generale

Mon, 2018-07-16 12:32

Padre Gregorio Colatorti è il nuovo padre generale dell’ordine dei Minimi di San Francesco di Paola. È stato eletto in occasione dell’86° Capitolo generale riunitosi a Roma, presso il collegio internazionale dell’Ordine dei Minimi, sul tema “Testimoni di Cristo nella Condizione della Conversione e di Esodo”.
Padre Colatorti è il 107° correttore generale. Nato a Bari nel 1951, ha compiuto gli studi filosofico-teologici a Genova e ha conseguito la licenza in Scienze dell’educazione presso il Pontificio Ateneo Salesiano di Roma. Ha ricoperto numerosi incarichi nel campo della formazione e della pastorale giovanile. Succede a padre Francesco Marinelli.
L’Assemblea ha provveduto ad eleggere anche padre Leonardo Messinese quale padre vicario e gli altri padri assistenti – Franco Russo, Evelio De Jesus, Giacomo D’Orta – che collaboreranno più strettamente con il correttore generale nella guida dell’Ordine.
Alla votazione hanno partecipato i confratelli giunti da Brasile, Spagna, Congo, Filippine, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Italia, Colombia e Ucraina.

Australia: Conferenza episcopale, raccomandazioni per una prassi condivisa del ministero pastorale dei laici nella Chiesa

Mon, 2018-07-16 12:17

Un laico “diventa un ministro pastorale laico quando la sua vocazione a un ministero formale pubblico nella Chiesa è frutto di adeguato discernimento; i suoi doni sono identificati e formati attraverso la formazione e la pratica; la persona è autorizzata dall’autorità competente a un ruolo o ufficio appropriato ai suoi doni per il servizio”, da svolgere in “stretta collaborazione con i vescovi, sacerdoti, diaconi e consacrati”. Questi sono i tratti definiti e spiegati dal documento della Chiesa australiana sul ministero dei laici “Accompagnatori fedeli della grazia di Dio” appena pubblicato. Il documento offre anche una serie di “raccomandazioni” perché questa “visione condivisa” sia rispecchiata “nella prassi”. La prima riguarda l’“affermare e celebrare” il servizio dei laici; la seconda incoraggia a “sviluppare strutture formali per sostenere il lavoro dei ministri pastorali laici”, in particolare a livello diocesano. Il documento suggerisce poi di “implementare le buone pratiche” e sviluppare “alti livelli di pratica etica”; uniformare il linguaggio sui ruoli; definire linee contrattuali e procedure tanto per i laici stipendiati quanto per i volontari, verificare anche questioni quali la “giusta remunerazione” e i processi legati all’affidamento degli incarichi e loro verifica; consolidare la formazione, in collaborazione con università e istituti ma anche “sviluppare la teologia del ministero pastorale dei laici come ministero corresponsabile insieme al ministero ordinato”, e infine sostenere la condivisione delle esperienze e delle pratiche.

Australia: Conferenza episcopale, evitare la “clericalizzazione dei laici” ma preoccuparsi di “professionalizzare” il loro contributo

Mon, 2018-07-16 12:16

“Non cerca di stabilire quali ruoli debbano essere compresi nel termine ‘ministero pastorale laico’, ma di essere un aiuto e guida nello sviluppo di una visione condivisa, una comprensione comune e riconoscimento della pastorale laicale a livello nazionale e locale”. Così il documento della Chiesa australiana “Accompagnatori fedeli della grazia di Dio”, distingue, riprendendole dalla Christifideles Laici, tra le “funzioni esercitate dai laici” in virtù dei sacramenti ricevuti e il “ministero esercitato da laici in collaborazione con il ministero ordinato, secondo incarichi dati da pastori ordinati, in situazioni di necessità e di emergenza”. Nella Chiesa australiana invece la “designazione non è unanimemente accettata” e c’è anche disomogeneità nel linguaggio, motivo per cui lo strumento punta a costruire “un linguaggio comune” e a suggerire “percorsi formativi, politiche occupazionali e pratiche di affidamento, accreditamento e responsabilità rispetto agli incarichi” che siano uniformi. È da chiarire la “complementarietà dei ministeri” tra laici e sacerdoti, “evitando la clericalizzazione dei laici” e preoccupandosi anche di “professionalizzare” il contributo dei laici, secondo alcuni parametri, cosa che i vescovi ritengono necessario “per assicurare la qualità della cura pastorale e per proteggere le persone vulnerabili”. Nel definire la “teologia del ministero pastorale dei laici” il documento cita a piene mani Lumen Gentium ed Evangelii Gaudium.

Australia: Conferenza episcopale, pubblicate linee guida “Accompagnatori fedeli della grazia di Dio” verso il Concilio plenario del 2020

Mon, 2018-07-16 12:15

“Accompagnatori fedeli della grazia di Dio” è il titolo del documento sul ministero dei laici nella Chiesa in Australia che è stato lanciato alla Conferenza nazionale sulla nuova evangelizzazione, Proclaim2018, promossa dalla Commissione episcopale per l’evangelizzazione (Brisbane, 12-14 luglio 2018). Il testo “descrive il ministero e la missione della Chiesa”, scrive nell’introduzione il vescovo Michael McCarthy che presiede la Commissione episcopale per il ministero della Chiesa; è un “documento di lavoro” che “offre una solida base teologica e pastorale per la pastorale laicale”, sul cammino verso il Concilio plenario della Chiesa australiana del 2020. Nel 2012 i vescovi avevano voluto la nascita del “Consiglio cattolico per il ministero pastorale dei laici” per facilitare il dialogo tra le diocesi e un “approccio nazionale”. Dopo uno studio sulla realtà locale, ora il Consiglio ha prodotto queste linee guida nazionali per “promuovere e attivare atteggiamenti e pratiche di collegialità” in Australia, terra in cui i primi cattolici sono arrivati nel 1788. Da quella data parte il documento, diviso in cinque capitoli, per “identificare le complessità implicate nel ministero pastorale laico”, “comprendere il ruolo del ministero pastorale laicale nella comune vocazione del discepolato e in che modo si relaziona con altre forme del ministero”, descrivere in modo pratico il ministero pastorale laico e proporre alcune raccomandazioni per una “visione condivisa nella pratica”.

Croazia: i titoli dei giornali dopo la sconfitta ai Mondiali, “argento con riflessi d’oro”

Mon, 2018-07-16 11:05

Nonostante la sconfitta anche a Zagabria è stata una notte di festa, come se la Croazia avesse vinto. “Un argento con riflessi d’oro” titola il tabloide “24sata” mentre tutti i giornali sostengono che i calciatori “si sono battuti come dei leoni”. “La Croazia ha perso con coraggio la finale delle Mondiali, Francia la prima” – scrive il sito Index: “Eravamo ad un passo dal trofeo, è stata una partita eccezionale”. Anche “Jutarnji List” non si arrende al risultato con l’editoriale “Ogni onore! A testa alta” perchè “i croati dominavano il pallone per la maggior parte del tempo con più lanci verso la porta dei francesi che però avevano i brillanti Griezmann, Mbappe e Pogba”. Sulla copertina dello speciale di Vecernji list si legge “I migliori nella nostra storia: 22 star del calcio! Per tutti i tempi!”. Anche Glas Slavonije ammette “Brava la Croazia senza dubbio ma la Francia è la prima”. Per Glas Istre invece il titolo è “Brava la Croazia! Abbiamo l’argento! Una finale pazza – primo autogoal, tempesta sopra Mosca”. Vecernji list descrive “La squadra che ci ha fatto sentire orgogliosi” mentre Novi list afferma “Respiravamo con un fiato per 53 giorni” riportando l’atmosfera di unità e festa che ha regnato durante i campionati in Croazia. L’edizione informa che anche “i social bruciano per i ‘vatreni'” – “i focosi”, soprannome della squadra nazionale croata. “È stato difficile guardare gli occhi tristi e le lacrime del capitano Luca Modric che insieme ai compagni di squadra ha fatto gioire i fan croati nell’ultimo mese”, afferma Sportnet.hr. L’agenzia Hina invece rende omaggio al “miglior giocatore del mondo” Luka Modric con il servizio “Modric-dal dramma del profugo al miglior giocatore del mondo”, raccontando la drammatica storia del capitano croato la cui famiglia è fuggita nella guerra degli anni ’90 a Zara, “quando aveva 6 anni i serbi hanno ucciso il nonno, giocava a pallone a suon di granate di fronte alla casa di accoglienza a Zara, gli dicevano che era troppo debole per giocare a calcio, oggi è il miglior giocatore del mondo”. Inoltre i giornali croati invitano la gente ad accogliere come eroi i ragazzi di Zlatko Dalic che nel primo pomeriggio approderanno all’aeroporto di Zagabria e su un autobus scoperto arriveranno in centro. “Ad aspettarli ci saranno almeno 100mila persone”. “Fine dei Mondiali ma oggi sarà la festa di tutte le feste”, promette Jutarnji list.

Commercio estero: Istat, a maggio in calo l’export (-1,6%) e aumento contenuto per le importazioni (+0,8)

Mon, 2018-07-16 10:48

A maggio 2018 si stima un calo congiunturale per le esportazioni (-1,6%) e un più contenuto aumento per le importazioni (+0,8%). La flessione congiunturale dell’export è da ascrivere prevalentemente alla diminuzione delle vendite verso i mercati extra Ue (-3,1%), mentre la riduzione verso l’area Ue è più lieve (-0,5%). Lo rende noto oggi diffondendo i dati di “Commercio con l’estero e prezzi all’import” relativi a maggio 2018. Per quanto riguarda la flessione dell’export, questa su base annua è pari a -0,8% e coinvolge esclusivamente l’area extra Ue (-2,8%) mentre per i paesi Ue si registra una crescita (+0,7%).
“Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla diminuzione tendenziale dell’export nel mese di maggio – spiega l’Istat – si segnalano autoveicoli (-10%), macchinari e apparecchi n.c.a. (-3,0%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti. medici e altri prodotti n.c.a. (-7,8%) e sostanze e prodotti chimici (-4,2%), mentre nello stesso mese contribuiscono positivamente i prodotti petroliferi raffinati (+14,1%) e gli articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+5,1%)”.
Su base annua, i Paesi che contribuiscono maggiormente al calo delle esportazioni sono paesi Opec (-16,6%), Turchia (-11,3%), Belgio (-6,8%), Russia (-10,7%) e Cina (-5,7%).
Nel periodo gennaio-maggio 2018, la crescita tendenziale dell’export è pari a +3% – in rallentamento rispetto a quella registrata per lo stesso periodo nell’anno precedente quando era stata del +7,8% – ed è principalmente determinata da metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,4%), prodotti tessili e dell’abbigliamento, pelli e accessori (+3,6%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,9%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+4,7%).
Stando ai dati diffusi, si stima che il surplus commerciale diminuisca di circa un miliardo di euro (da +4.344 milioni a maggio 2017 a +3.378 milioni a maggio 2018). Nei primi cinque mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge +13.895 milioni (+29.644 milioni al netto dei prodotti energetici).
“Nel mese di maggio 2018 – aggiunge l’Istat – si stima che l’indice dei prezzi all’importazione aumenti dello 0,6% su aprile 2018 e del 2,3% su base annua. Al netto dei prodotti energetici, l’indice diminuisce dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,4% in termini tendenziali”.

Ucraina: card. Bassetti, “i giovani tornino in prima fila nella edificazione della società e della Chiesa”

Mon, 2018-07-16 10:39

“Non so quali indicazioni verranno dal prossimo Sinodo dedicato ai giovani. Una cosa però mi sento di poter dire: che arriverà dalla Chiesa un forte incoraggiamento ai giovani di tutti i continenti perché tornino in prima fila nella edificazione della società e della Chiesa, perché non si mettano da parte, ma siano invece parte attiva nelle loro comunità. Non importa se ci metterete in difficoltà: ogni cambiamento, se è vero, non può essere ‘comodo’. Quello che importa è che non abbiate paura di fare la vostra parte”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel saluto rivolto sabato 14 luglio ai pellegrini del Santuario mariano di Zarvanytsia in Ucraina. “Il vostro Paese, l’Europa, il mondo hanno bisogno di un pensiero giovane, capace di intuire soluzioni nuove per i grandi problemi che gli adulti vi hanno lasciato; c’è bisogno di energie giovani, per vincere la stanchezza di una società invecchiata e rinunciataria; c’è bisogno di cuori giovani, capaci di passione e di sacrificio, per pagare il prezzo alto della verità e del bene”, ha concluso il cardinale.

Diocesi: mons. Moraglia (patriarca), “Venezia città dei ponti, ‘essere ponte’ è la sua vocazione”

Mon, 2018-07-16 10:30

“Una convivenza sociale che sia dignitosa per tutti e pervasa dai valori che, da sempre, appartengono a Venezia e alla sua storia: l’amore per la libertà e una carità accogliente che nasce dalla fede”. L’ha auspicata ieri il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, durante la messa, in occasione della festa del Redentore nell’omonima basilica alla Giudecca. “Il Redentore ci aiuti, nelle sfide dell’oggi, a compiere scelte sagge e – a un tempo – sostenibili e generose, legali e accoglienti”, ha aggiunto. Quindi, il rapporto oggi “delicatissimo” con gli immigrati. “Per il cristiano vale il principio: generosità e legalità, integrazione sostenibile, come ribadisce con forza Papa Francesco. Non sono accettabili i ‘sì’ e i ‘no’ a priori; qui è in gioco il nostro essere uomini, il rimanere umani, la necessità di sconfiggere l’indifferenza”. Riferendosi alle sfide che riguardano Venezia, il Patriarca ha sottolineato che “la nostra città deve trovare risposte a questioni essenziali per il suo futuro: il flusso eccessivo dei visitatori in un territorio unico per bellezza ma anche per fragilità e il calo strutturale dei residenti”. “Le questioni si richiamano a vicenda e vanno affrontate insieme con sano realismo e giusta idealità, senza scaricare sugli altri le proprie utopie e prendendo le distanze da visioni ideologiche. Riconoscere dei limiti anche alle possibili fonti ‘illimitate’ di ricchezza – ha sottolineato Moraglia – è una scelta a cui una società è chiamata in vista del bene comune, anche in rapporto alle future generazioni”. Citando le parole di Papa Francesco a Bari e volgendo lo sguardo a Oriente, mons. Moraglia ha ribadito la vocazione di Venezia, che “è la città dei ponti ed ‘essere ponte’ è la sua vocazione”. “Per questo, il Bello (pittura, scultura, architettura, musica, poesia), il Bene (chiese, ospedali, mense, dormitori), il Vero (scuole, università, biblioteche, archivi) sono ponti gettati verso gli altri ma, soprattutto, verso l’Altro. E solo nell’incontro con Chi è il Bene, il Buono e il Vero, l’uomo si ritrova, ritrovando prima di tutto Dio”. Infine, l’esortazione a “riscoprire il valore del dialogo, della fraternità e dell’accoglienza”.

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