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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 18 min 25 sec ago

Africa: Abouyoub (ambasciatore Marocco), “i governi europei stanno lavorando sui sintomi, non sulle cause” delle migrazioni

Mon, 2017-12-11 19:36

“Quando si parla delle politiche per l’Africa, si evince che i governi europei stanno lavorando sui sintomi, non sulle cause” delle migrazioni, ma “se si vuole discutere correttamente della via libica per l’immigrazione, attraverso la quale i migranti tentano di arrivare in Italia, bisogna chiedersi come si è arrivati a questo punto”. Lo ha detto l’ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub, intervenendo oggi pomeriggio a Roma al convegno “Africa italiana. Quali Afriche sono cruciali per l’Italia”, organizzato da Limes, in collaborazione con Eni e con la Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi). “L’Italia – ha affermato Abouyoub – ha finalmente fatto un passo importante per aiutare il Continente africano, ristrutturando l’architettura della cooperazione per lo sviluppo”. Nel suo intervento, l’ambasciatore ha sottolineato come occorra connettere le diverse realtà africane, ponendo più volte l’accento sulla “questione demografica che riguarda molte popolazioni subsahariane”. “Ciò che accade nelle zone più povere dell’Africa riguarda tutta l’Europa, anche i Paesi più lontani dal Mediterraneo”, ha spiegato Abouyoub, ricordando in tal senso come spetti all’Europa il compito di ristabilire la pace e la stabilità nel Continente africano: “Serve un intervento consensuale tra tutti gli Stati europei – ha ribadito l’ambasciatore – affinché anche al più piccolo Paese in via di sviluppo venga data una possibilità di crescita e di prosperità”.

Africa: Latorre (Senato), “più stabilità c’è nel Continente nero e più sicura diventa l’Europa”

Mon, 2017-12-11 19:35

L’Africa, i flussi migratori, il ruolo dell’Europa, le politiche per l’accoglienza. Sono questi i temi principali di cui si è discusso, stasera, durante il dibattito organizzato da Limes, in collaborazione con Eni e la Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi), dal titolo “Africa italiana. Quali Afriche sono cruciali per l’Italia”. L’incontro, che si è tenuto nella sede della Sioi, ha visto politici, esponenti delle istituzioni e personalità del mondo civile e del terzo settore confrontarsi sulla situazione attuale dell’Africa, con uno sguardo alle dinamiche legate all’immigrazione. “Il nostro Paese è interessato in prima persona allo sviluppo del Continente africano – ha detto il presidente della Commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre – sia per quanto riguarda le opportunità sia per i rischi. L’Africa è lo specchio dell’Europa: più stabilità c’è in Africa e più sicura diventa l’Europa. L’esito di queste sfida determinerà i nuovi equilibri mondiali”. Secondo Latorre, “l’Italia ha tutti i requisiti per costruirsi un ruolo di primo piano nella geopolitica mediterranea”; e non è un caso che un grande Paese come la Cina abbia deciso di investire in maniera forte su tutta l’area. Latorre ha poi elogiato le misure adottate dal Governo italiano per i Paesi in via di sviluppo, il cui obiettivo – ha specificato – “non è ridurre il numero dei migranti, ma regolamentare i flussi migratori diretti verso il nostro Paese. Ciò che accade in Libia – ha concluso – “ci riguarda da vicino, perché sono molti i fattori che ci legano a questa terra: non solo ragioni economiche, ma anche motivi di sicurezza, senza dimenticare che la Libia rappresenta per noi una grande fonte di approvvigionamento energetico”.

Notizie Sir del giorno: esplosione New York, messaggio Papa per Giornata malato 2018, fine vita, “Guida Michelin dei poveri”, funerali mons. Antonio Riboldi

Mon, 2017-12-11 19:30

Esplosione New York: ordigno deflagra nei pressi di Times Square. Fermato un uomo: si chiama Akayed Ullah

(da New York) Si chiama Akayed Ullah e ha 27 anni, l’uomo che questa mattina alle 7.20 (ora locale) ha tentato di farsi esplodere usando un ordigno rudimentale nei sottopassaggi della stazione dei bus di Port Authority, nei pressi di Time Square a New York. Nella conferenza stampa, appena conclusa, il capo della polizia ha dichiarato che le telecamere hanno ripreso l’uomo in fuga, con l’ordigno attaccato al corpo. L’esplosione, che sembra averlo colto di sorpresa ha ferito, in maniera non grave, dapprima lui e poi altre 3 persone, ora ricoverate in uno degli ospedali vicini alla zona. L’attentatore, tenuto sotto stretta sorveglianza, ha già fatto delle dichiarazioni in merito alle ragioni del suo gesto, ma il commissario non ha voluto fornire dettagli su ventilati collegamenti all’Isis che darebbero una matrice terroristica all’esplosione. (clicca qui)

Papa Francesco: messaggio Giornata malato, “continuare” il servizio della Chiesa ai malati

“Il servizio della Chiesa ai malati e a coloro che se ne prendono cura deve continuare con sempre rinnovato vigore, in fedeltà al mandato del Signore e seguendo l’esempio molto eloquente del suo Fondatore e Maestro”. Inizia così il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio sul tema: “Ecco tuo figlio… Ecco tua madre”. Parole, queste, commenta Francesco, che dimostrano come la croce “non rappresenta una tragedia senza speranza, ma il luogo in cui Gesù mostra la sua gloria, e lascia le sue estreme volontà d’amore, che diventano regole costitutive della comunità cristiana e della vita di ogni discepolo”. (clicca qui)

Politica: card. Bassetti, “serve un grande progetto per rilanciare l’Italia”

“Il tempo delle parole è finito. Serve un grande progetto per rilanciare l’Italia. Solo così si può veramente cercare il bene comune”. A rilanciare l’invito con cui ha concluso le Settimane sociali è stato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel suo intervento alla Corte dei Conti. “In questo contesto sociale così complesso e difficile non è più sufficiente elaborare delle belle teorie, ma diventa di fondamentale importanza mettere in atto delle buone pratiche che possano portare concretamente alla ricerca del bene comune”, ha proseguito il cardinale riferendosi ad una delle scelte qualificanti della Chiesa italiana a Cagliari. Bassetti ne indicate tre, spiegando che “non sono le uniche ma sono senza dubbio di cruciale importanza: la riscoperta dell’umanesimo; la difesa della casa comune; la politica come missione”. (clicca qui)

Fine vita: card. Bagnasco (Ccee), “non è lecito togliere la vita a nessuno”

“Non è lecito togliere la vita a nessuno. Nessuna autorità terrena ha diritto di decidere se una persona può togliersi la vita, e tanto meno farsi parte attiva in questo tragico proposito”. È l’accorato appello lanciato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) aprendo ieri i lavori del 3° Incontro dei Consulenti giuridici delle Conferenze episcopali europee che si sta svolgendo (fino al 12 dicembre) a Lussemburgo. Nella tre giorni di lavoro, i consulenti giuridici di 19 Paesi si confronteranno sulla regolamentazione attorno al cosiddetto “fine vita”. “La vita è un dono di Dio – ha sottolineato il cardinale Bagnasco nel suo intervento – il cui valore e la cui dignità viene dal fatto di essere voluta e amata da Dio. Dunque, non dipende da qualche criterio di utilità o da un sentimento”. (clicca qui)

Parlamento Ue: Strasburgo, in plenaria libertà di religione nel mondo, Brexit, lotta all’abuso sessuale di minori on line

(Strasburgo) Proteggere i diritti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo; promuovere il dialogo interreligioso nelle relazioni fra Ue e Paesi terzi; adoperarsi perché si ponga fine alle persecuzioni fondate sulla religione. Sono tre aspetti contenuti nella Relazione annuale dell’Ue sui diritti umani e la democrazia nel mondo, testo che tradizionalmente viene presentato alla plenaria dell’Europarlamento a fine anno. La sessione (che proseguirà fino a giovedì 14 dicembre) ha preso avvio nel pomeriggio a Strasburgo: numerosi i temi all’ordine del giorno fra cui la consegna del Premio Sacharov 2017 all’opposizione democratica del Venezuela, i negoziati per il Brexit (del quale si occuperà anche il Consiglio europeo del 14-15 dicembre a Bruxelles), i Panama Papers (proposte per contrastare le pratiche fiscali illecite). (clicca qui)

Povertà: Comunità Sant’Egidio, “Roma. Dove mangiare, dormire, lavarsi” 2018. A scuola d’italiano anche profughi siriani e dal Corno d’Africa

235 pagine, 14 sezioni, 564 indirizzi, 8mila copie distribuite gratuitamente ai senza dimora e agli operatori dei servizi. È la 28ª edizione della Guida “Roma. Dove mangiare, dormire, lavarsi”, realizzata dalla Comunità di Sant’Egidio e presentata questa mattina nella capitale. Oltre all’edizione romana, la guida è pubblicata anche in altre città italiane. Il vademecum contiene le indicazioni di 41 mense (una in più rispetto al 2017), delle cene per la strada offerte da 40 gruppi di cui 14 parrocchiali (2 in più rispetto all’anno precedente), di 47 centri stabili dove dormire (7 in più rispetto all’anno scorso) tra cui il nuovo centro di accoglienza notturno Villetta della misericordia presso il Policlinico Gemelli. Per lavarsi ci sono 27 servizi docce (5 in più rispetto al 2017) e sono 39 i centri in cui è possibile ricevere cure mediche; 166 i centri d’ascolto contro i 145 dell’anno scorso; 10 i telefoni per aiuto. (clicca qui)

Paraguay: pastorale indigena e rete delle radio denunciano lo sgombero e l’incendio di abitazioni di indigeni Guaraní

La Red nacional de emisoras (rete delle radio locali) del Paraguay, che comprende numerose radio cattoliche e comunitarie, attraverso un proprio comunicato firmato dal presidente Jorge Bazán, rende noto e condanna in modo energico “il violento sgombero e l’incendio delle abitazioni degli indigeni della comunità Ava Guaraní Jejeytymirî, nel distretto di Yvyrarovana”. La Rete delle radio, che riprende a sua volta un comunicato della pastorale indigena della diocesi di Alto Paraná e Kanindeju, riferisce le testimonianze degli indigenti cacciati dalle loro terre, i quali sostengono che lo stesso giudice ha prima ordinato lo sgombero e ha poi permesso che si incendiassero le case degli indigeni con tutti i loro beni. Non è la prima volta che delle comunità indigeni appartenenti ai Guaraní vengono cacciati dalle loro abitazioni e che le loro case vengono incendiate. (clicca qui)

Mons. Antonio Riboldi: mons. Brambilla (Novara), “attraverso l’eloquenza dei gesti è stato vero testimone del Vangelo”

“Il filo rosso del ministero di mons. Antonio Riboldi è stata l’eloquenza dei gesti attraverso i quali è stato un vero testimone del Vangelo. Ha incarnato una pratica della fede”, grazie alla quale “per tutta la sua vita da presbitero e da vescovo ha saputo coniugare l’evangelizzazione con la promozione umana”. Con queste parole mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, ha ricordato la figura di mons. Antonio Riboldi, durante la celebrazione esequiale che ha presieduto oggi, lunedì 10 dicembre, nella chiesa parrocchiale di Stresa, cittadina dove il vescovo emerito di Acerra, scomparso all’alba di ieri, era ospite, nella casa dei rosminiani, dalla scorsa estate. Nell’omelia mons. Brambilla ha voluto proprio ripercorrere i momenti centrali del percorso di fede del vescovo Antonio… (clicca qui)

Fake news: Muolo (Avvenire), “i giornalisti devono controllare le fonti, i lettori tornare a interrogarsi”

Mon, 2017-12-11 19:30

Notizie false e accelerazione del passaggio di informazioni sono stati i temi al centro di un convegno organizzato, oggi pomeriggio, dall’Università Lumsa a Roma. “Oggi tutti si sentono giornalisti – ha commentato Mimmo Muolo, vaticanista di Avvenire e fra i relatori dell’incontro -. Non sono stupito che il Papa abbia scelto il tema delle notizie false e del giornalismo di pace per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2018. Diverse volte Francesco ha parlato dei peccati della calunnia, della disinformazione e della diffamazione a cui recentemente ha aggiunto il cibarsi di cose cattive, definito addirittura come ‘coprofagia’. Il problema delle fake news è la disinformazione che, secondo il Papa, è il dire una mezza verità che lascia l’interlocutore nella mezza ignoranza”. Per fare un esempio che riguarda lo stesso Pontefice, il giornalista ha ricordato che il 22 gennaio 2017, il sito del Corriere d’Italia affermava che il Papa aveva donato 42 milioni di euro alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. “Sembra una buona notizia – ha fatto notare Muolo – ma chi conosce la situazione dello Stato del Vaticano sa che è falsa perché le casse sono in deficit. Un’altra notizia riportava che il Papa avesse detto in un’omelia a Santa Marta che l’inferno non esiste ma che tutto si risolve con la misericordia. Anche se false, le notizie hanno avuto larga circolazione. Il Papa, mettendo al centro il tema delle fake news, ci invita a donare responsabilità, invita i giornalisti a fare sempre meglio il lavoro di verifica dei fatti. Mi rendo conto che è difficilissimo”. Muolo ha concluso puntando sui doveri che spettano a giornalisti e lettori: “Noi – ha detto – dobbiamo continuare ad abbeverarci ai pozzi non avvelenati dell’informazione, ma anche gli utenti devono tornare a interrogarsi su ciò che leggono. Non si possono far diventare virali le notizie solo perché cliccare è diventato un tic. Ognuno di noi è servizio pubblico nei confronti degli altri. Interrogarsi sulle notizie è diventato un dovere per tutti. Per esempio, tutti i discorsi del Papa sono sul sito del Vaticano, quindi è facilissimo verificare se ciò che circola è vero o no”.

Avvenire: la prima pagina di domani 12 dicembre. Legge sul fine vita, messaggio Giornata del malato, attentato a New York

Mon, 2017-12-11 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla legge sul fine vita che comincia al Senato il suo iter verso il voto finale fissato per il 14 dicembre. Il presidente della Cei Bassetti indica le priorità nelle modifiche al testo: esclusione dell’idratazione e della nutrizione, possibilità di obiezione di coscienza per le strutture sanitarie cattoliche. Diffuso nelle stesse ore il messaggio del Papa per la Giornata del Malato: la persona sempre al centro, no all’aziendalismo in sanità. L’editoriale è di Luigino Bruni: “Il mercato è uno, ma i mercati sono molti. Quando si parla e si discute seriamente di mercato e di Stato, dovremmo prima specificare di quale mercato e di quale Stato stiamo parlando. Perché è solo il Mercato con la ‘M grande’, quella creazione irreale e astratta delle ideologie, ad essere uno solo. Se vogliamo capire cosa sta accadendo all’economia mondiale e in quella del nostro Paese, e magari cercare di migliorarla, dobbiamo uscire dal mondo incantato dei Mercati e degli Stati irreali”. La fotocronaca è per le mosse diplomatiche nel Medio Oriente senza pace: l’Europa critica Netanyahu e gli Usa sulla decisione di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele, mentre Putin vola in Siria per annunciare il ritiro delle truppe russe. Il titolo di taglio è per il rapporto di Amnesty International sui migranti in Libia, in cui si accusa la Ue di sostanziale complicità con gli abusi di cui sono vittime i migranti. Spazio sulla prima pagina anche per l’attentato nel centro di New York. Tra i temi di “Avvenire”, un intervento dell’economista Leonardo Becchetti per promuovere un evento di consumo responsabile: “Con il Black Friday si è consumato l’ennesimo rito idolatrico del consumismo contemporaneo dove la pubblicità influenza scelte e modalità di consumo. Con la settimana del Voto Col Portafoglio lanciata da Next vogliamo invertire la danza usando le nostre scelte di consumo per decidere quali tipo di aziende e lavoro vogliamo. Con l’app ‘VotoColPortafoglio’ disponibile su Ios e Android possiamo segnalare le nostre scelte durante la settimana del consumo etico”. Richiamo infine per Popotus, il giornale per i ragazzi con le notizie degli adulti.

Natale: mons. Semeraro (Albano), “è possibile incontrare Gesù partendo sia da un centro di fede sia da una periferia d’umanità”

Mon, 2017-12-11 19:25

Memoria, vocazione e incontro. Sono le tre parole utilizzate dal vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, per spiegare cos’è il Natale. Nel messaggio inviato alla diocesi, il vescovo sottolinea che “diversamente da altre, questa ricorrenza cristiana ha pure una forte risonanza esteriore. Possiamo considerarla con simpatia, se porta con sé anche occasioni di gioia e serenità soprattutto nella famiglia”. “Noi cristiani, tuttavia, dobbiamo chiederci: dov’è il Natale? È fuori di noi?”. “Penso che sia piuttosto dentro di noi”, nota mons. Semeraro, che così si esprime: “Il mio augurio diventa, allora, un invito a interiorizzare questa festa”. “A chi mi domandasse cos’è il Natale – prosegue – direi ch’è anzitutto memoria. A Natale noi facciamo memoria della venuta del figlio di Dio nella nostra storia in una vera umanità: è nato da Maria, la Vergine”. “Perché – evidenzia il vescovo – si tratta di una presenza storica”. E il Signore, per “abitare in mezzo a noi” – rileva – “ha scelto la condizione non della potenza ma della fragilità; non della ricchezza ma della povertà”. “Da questo punto di vista, allora, Natale non è solo una memoria ma anche una vocazione: a cercare gli uomini e le donne del nostro tempo allo stesso modo che noi siamo stati cercati e amati da Dio”. “Tra la venuta del passato e quella futura c’è – aggiunge il vescovo – l’arrivo di Gesù nel presente, nell’oggi ed è così che, oltre a essere memoria e vocazione, Natale è pure incontro”. “È un incontro che reclama un riconoscimento del Signore nell’ignudo, nell’infermo, nell’affamato, nel prigioniero… (cfr Matteo 25)”. “La cosa è decisiva, se vogliamo che Natale sia davvero una festa per tutti!”, ammonisce Semeraro, secondo cui “il ‘povero’ è accessibile a credenti e a non”. “Diventa, quindi, possibile incontrare Gesù – conclude – partendo sia da un ‘centro’ di fede, sia da una ‘periferia’ d’umanità”.

Diocesi: mons. Accrocca (Benevento), “custodire se stessi ed essere vigilanti” per non “cadere nella spirale del gioco” d’azzardo

Mon, 2017-12-11 19:11

“Se teniamo conto che nella provincia di Benevento il volume annuo di gioco che si registra è pari a circa 336 milioni di euro, dobbiamo prendere atto che tale sindrome è parecchio diffusa”. Lo ricorda mons. Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento, nella lettera “Il paese di cuccagna”, sui rischi legati al gioco d’azzardo, alle scommesse e alle slot machine. “La pubblicità a favore del gioco in denaro diviene perciò – denuncia il presule – la prima vera forma d’incitazione colpevole alla dipendenza patologica, una propaganda alle cui storture gli amministratori potrebbero porre rimedio appellandosi a superiori esigenze di salute pubblica”. Di qui la domanda: “In attesa che il Parlamento vari una legge ad hoc, non si potrebbe vietare una tale pubblicità negli stalli pubblici (fiancate degli autobus comprese)?”. Al tempo stesso, aggiunge, “la diffusione capillare di sale gioco, di slot machine e dei distributori di Gratta e vinci, mette ancor più in risalto il gesto virtuoso di quanti, pur potendo arricchirsi sulla patologia altrui, scelgono di non farlo. Queste persone meritano perciò il sostegno tanto degli amministratori quanto dei cittadini”. L’arcivescovo invita quanti sono affetti da “questa schiavitù” a “lasciarsi aiutare, perché è pericoloso illudersi di potercela fare da soli: si finirebbe – inevitabilmente – per aggravare la propria situazione, magari invischiandosi in prestiti usurari, il che vorrebbe dire imboccare davvero una strada senza speranza”. In questo tempo di Avvento, “quando è ormai vicina la celebrazione del Natale e tutta la liturgia ci chiama alla vigilanza”, mons. Accrocca rinnova “a tutti l’invito a custodire se stessi, ad essere vigilanti, perché è facile cadere nella spirale del gioco, un vortice nefasto che alla fine non lascia sul terreno se non disperazione. Custodire se stessi è non tanto un dovere, quanto piuttosto un diritto che tutti noi dobbiamo esercitare perché sia più bella e serena la nostra vita e quella di coloro che vivono intorno a noi e ci sono affidati”. E conclude: “I pastori, me per primo, favoriranno il raggiungimento di un tale obiettivo con alcune scelte essenziali: dando il primato a Dio in ogni cosa, vivendo con sobrietà, espletando un’intensa azione educativa”.

Diocesi: mons. Accrocca (Benevento), “chi è assoggettato al gioco d’azzardo somiglia tanto a Peter Pan, rifiuta di crescere”

Mon, 2017-12-11 19:07

“Il miraggio del ‘paese di cuccagna’ trascina tutti a fondo”. Infatti, “‘la gran passione del guadagno grosso, immediato, dovuto alla fortuna’, alla fine – troppo tardi, però – rivela il suo inganno. Ieri come oggi!”. Lo scrive l’arcivescovo di Benevento, mons. Felice Accrocca, in una lettera alla Chiesa e alla società beneventana, per mettere in guardia dai rischi legati al gioco d’azzardo, alle scommesse e all’utilizzo delle slot machine. “E – aggiunge – ieri come oggi ci si trova di fronte a un vuoto legislativo, perché – nonostante i fatti dimostrino la pericolosità del fenomeno – poco o nulla si è fatto, finora, per arginarlo da parte del potere legislativo, lasciando a chi tocca raccogliere i cocci, vale a dire alle istituzioni più vicine al territorio, di adoperarsi ciascuno come può per fronteggiare il pericolo. Questo vuoto è sicuramente il primo dato che emerge, e fa paura, perché estremamente pericoloso”.
Mons. Accrocca ricorda la provincia di Benevento “è la settima in Italia per quanto riguarda il gioco d’azzardo e le scommesse, nonché la prima in Campania per la spesa in slot machine”. “Se poi teniamo conto che, in media, ogni cittadino del Sannio (contando quindi anche i neonati!) spende, dati alla mano, più di 1.100 euro ogni anno nel gioco d’azzardo legale – sottolinea l’arcivescovo -, possiamo facilmente comprendere quanto la spesa finisca per incidere su quelle famiglie in cui uno o più membri risultano affetti da una dipendenza patologica nei confronti del gioco. Una dipendenza che è vera e propria patologia, da prendere molto, ma molto sul serio”. Per il presule, “la persona ormai assoggettata alla schiavitù del gioco somiglia tanto a Peter Pan: rifiutando di crescere, cioè di affrontare la realtà rimboccandosi le maniche per far fronte ai propri problemi, preferisce continuare a giocare con la propria vita e quella degli altri, nell’illusione di raggiungere il ‘paese di cuccagna’ e risolvere in un colpo solo, senza fatica, con una vincita fortunata, tutti i propri problemi”. Al contrario, avverte mons. Accrocca, “così facendo finisce per trascinare nel baratro non solo se stessa, ma anche i propri familiari, i quali si trovano loro malgrado costretti a subirne le amare conseguenze”.

Dire: i titoli e il tg politico

Mon, 2017-12-11 19:00

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico della Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it.

Sud, Gentiloni: mai così facile investire

Le condizioni per investire e creare lavoro al Sud non sono mai state così favorevoli. Ne è convinto il presidente della Consiglio, Paolo Gentiloni, che è intervenuto a un convegno sul Mezzogiorno al Teatro Mercadante di Napoli. Il ritardo storico del Sud nello sviluppo non è stato colmato del tutto, ha ammesso il premier, però oggi i livelli della crescita sono allineati a quelli nazionali e l’andamento dell’export in varie regioni meridionali è estremamente incoraggiante.

Maltempo sull’Italia, disagi per i collegamenti

Neve, freddo, pioggia, vento e maltempo sull’Italia, specialmente al nord. Non si placa la morsa del gelo che ha avvolto la Penisola, colpita da una forte perturbazione atlantica che sta mandando in tilt strade, ferrovie e traghetti. Dopo Milano, primi fiocchi di neve anche a Torino. Scuole chiuse in vari comuni del Fiorentino, A Livorno, Pisa, nel cuneese e a La Spezia, dove le raffiche di vento hanno raggiunto i 150 km orari. Fermi da lunedì mattina tutti i collegamenti di linea da Napoli e da Sorrento per Capri, Ischia e Procida.

Direzione Ap, Lorenzin lavora all’unità

Alternativa popolare deve decidere la strada da percorrere in vista delle prossime elezioni. Dopo l’annuncio di Angelino Alfano di non candidarsi più in parlamento, lasciando di fatto la guida politica del partito, è stata convocata una Direzione per discutere se correre da soli o andare in coalizione. La ministra Beatrice Lorenzin, figura di punta di Ap, è in prima fila nel dibattito e annuncia che sta lavorando per evitare una scissione.

Gerusalemme, villaggio cristiano in preghiera

Da Taybeh, unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania, arriva la risposta all’annuncio di Trump su Gerusalemme capitale di Israele. “Siamo palestinesi di fede cristiana. Disapproviamo la decisione del presidente americano. Gerusalemme è città santa per le tre religioni”, spiega al Sir il parroco Johnny Abu Khalil che annuncia una risposta fatta di preghiera e silenzio. Secondo il prete c’è in gioco anche la sopravvivenza della comunità cristiana della Cisgiordania.

Europa e Africa: Roma, venerdì 15 dicembre incontro sul “dopo Abidjan”

Mon, 2017-12-11 18:51

Sarà dedicato a “Dopo Abidjan, il piano per gli investimenti esterni dell’Ue – soluzione alla povertà, l’insicurezza alimentare e le migrazioni in Africa?” l’incontro che si terrà a Roma venerdì 15 dicembre, dalle 9.30 alle 13.30, presso la sala Onofri del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. L’iniziativa è promossa da Concord Italia, in collaborazione con Terra Nuova e Focsiv, che “vogliono promuovere – si legge in una nota – un dibattito aperto che rimetta al centro i diritti, a partire dal diritto al cibo ed il diritto a produrre a livello locale”. “In particolare – proseguono – dall’agricoltura di piccola scala, le famiglie contadine, le loro comunità e le loro organizzazioni, perché sono quelle che già oggi forniscono la maggior parte degli alimenti alla popolazione mondiale, e da loro occorre ripartire”. Per i promotori dell’iniziativa, il summit Unione africana-Unione europea svoltosi ad Abidjan “ha inteso rilanciare il partenariato con nuove iniziative per ‘sollevarne le ambizioni politiche’” ma “al di là delle ripetute dichiarazioni di intento, il partenariato non sembra decollare”. La novità del summit è il lancio del “Piano di investimenti esterni” (Eip), “un piano che – prosegue la nota – conferma le più recenti tendenze dell’Ue ad usare i meccanismi cosiddetti di ‘blending’ tra fondi pubblici e privati, dove i primi servono da garanzia per prestiti volti a stimolare investimenti privati di larga scala”. “Il nuovo piano che ha lo scopo dichiarato di creare occupazione, favorire la crescita economica e lo sviluppo sostenibile in Africa, al fine di ridurre i flussi migratori per motivi economici, prevede la mobilitazione di investimenti privati della portata di 44 miliardi di euro, a fronte di un finanziamento dell’Ue di 3,5 miliardi”.

Diocesi: Padova, mercoledì 13 dicembre presentazione del volume “Gemme di carità e giustizia. Il racconto di una vita” su don Giovanni Nervo

Mon, 2017-12-11 18:34

Verrà presentato mercoledì 13 dicembre, a Padova, il volume “Gemme di carità e giustizia. Il racconto di una vita” su mons. Giovanni Nervo. Il volume, realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Emanuela Zancan, per le edizioni Dehoniane, è stato curato da Diego Cipriani (Caritas Italiana) e Tiziano Vecchiato (Fondazione Zancan). Alla presentazione, in programma alle 15 nella sala San Gregorio Barbarigo del Museo diocesano, vedrà gli interventi di mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, di Emanuele Rossi, docente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, di don Luciano Bordignon, docente di teologia della carità, di Diego Cipriani e Tiziano Vecchiato, curatori del volume. Le conclusioni saranno affidate a Cesare Dosi, presidente della Fondazione Emanuela Zancan. Al termine della presentazione, alle 17.30 in cattedrale, sarà celebrata una messa in ricordo di mons. Nervo. “Il volume – si legge nella nota dei curatori – si articola in due parti: ‘Luci dell’alba’ e ‘Parole di una vita’. È la sintesi di una vita raccontata da don Giovanni con le sue parole e con le gemme del suo pensiero”. “La prima parte – si legge in una nota della diocesi – raccoglie gli “appunti autobiografici” redatti dallo stesso mons. Nervo, “attraverso i passaggi più importanti e le esperienze fondamentali che l’hanno preparato al compito più importante della sua vita: promuovere e organizzare la Caritas Italiana”. “La seconda parte si sofferma su sette parole care a don Giovanni, ripercorse attraverso suoi scritti, interventi, articoli: fraternità, pace e solidarietà, il bene, Vangelo e Costituzione, responsabilità, carità, fede”. Nella prefazione, mons. Cipolla, rileva che mons. Nervo “ha presentato il volto bello della Chiesa, quello che sa parlare di Vangelo anche a chi è lontano, che sa parlare di Vangelo con la vita, che sa parlare di Vangelo incarnandosi dentro la vita”. La postfazione, invece, è stata scritta dal card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas Italiana. Montenegro ricorda il “messaggio, semplice ma fondamentale, che attraverso la Caritas la Chiesa voleva e vuole dare alle nostre comunità: che cioè la carità non è un optional per un cristiano e che se un giorno saremo giudicati dall’amore che abbiamo riversato su questa terra, non potremo scusarci nel dire: ‘C’era la Caritas!’”. Leggere queste pagine, ossia tornare alla fonte – conclude il presidente di Caritas Italiana – “può aiutare a riscoprire il progetto iniziale”.

Legalità: Roma, domani si presenta “Cattivi maestri. La sfida educativa alla pedagogia mafiosa” di Giacomo Panizza

Mon, 2017-12-11 18:17

“Del Sud mi piace chi se ne sta a mani nude, disarmate, chi non si lascia tentare di opporsi ai violenti con i loro metodi mafiosi. A Sud mi piace chi fa il padrino senza fare il padrone, chi fa doni per amicizia e non per legarti al suo clan”. Sono solo alcune delle parole contenute nel libro “Cattivi maestri. La sfida educativa alla pedagogia mafiosa” di Giacomo Panizza (edito da Edb) che verrà presentato domani, alle 17, a Roma presso la sede di “Con i Bambini” (via del Corso 267). A parlarne con l’autore saranno Goffredo Fofi che ha curato la prefazione, Carlo Borgomeo, presidente dell’impresa sociale Con i Bambini, e Giovanni Tizian, giornalista del settimanale L’Espresso. Panizza, prete bresciano che vive in Calabria da oltre trent’anni, ha fondato nel 1976 a Lamezia Terme la comunità “Progetto Sud”. È nel mirino delle cosche dal 2002 per essere stato testimone di giustizia contro un clan mafioso e per aver preso in gestione un edificio confiscato. Da allora vive sotto protezione. “In molti luoghi del nostro Paese – scrive l’autore – la mentalità mafiosa si insinua nel modo di pensare comune. È la mentalità dei boss, delle donne di mafia e dei giovani arruolati dalle cosche, ma anche quella che si respira nelle relazioni, nelle parole e nei silenzi. Piegate al raggiungimento degli scopi dei clan, le regole educative criminali si impongono nelle comunità locali, insegnano la prepotenza, riproducono modalità rigide e ripetitive di comportamenti sociali – come la riscossione del pizzo – e mostrano che chi apprende, dopo essere stato messo alla prova, viene sottomesso da chi preclude un futuro diverso. Eppure, questa (mala) educazione si può sfidare e capovolgere”.

Mons. Antonio Riboldi: mons. Brambilla (Novara), “attraverso l’eloquenza dei gesti è stato vero testimone del Vangelo”

Mon, 2017-12-11 18:08

“Il filo rosso del ministero di mons. Antonio Riboldi è stata l’eloquenza dei gesti attraverso i quali è stato un vero testimone del Vangelo. Ha incarnato una pratica della fede”, grazie alla quale “per tutta la sua vita da presbitero e da vescovo ha saputo coniugare l’evangelizzazione con la promozione umana”. Con queste parole mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, ha ricordato la figura di mons. Antonio Riboldi, durante la celebrazione esequiale che ha presieduto oggi, lunedì 10 dicembre, nella chiesa parrocchiale di Stresa, cittadina dove il vescovo emerito di Acerra, scomparso all’alba di ieri, era ospite, nella casa dei rosminiani, dalla scorsa estate. Nell’omelia mons. Brambilla ha voluto proprio ripercorrere i momenti centrali del percorso di fede del vescovo Antonio: “Anzitutto il suo cammino di discernimento vocazionale. Iniziato in Brianza, a Tregasio, dove è nato e dove si è alimentato di una fede pratica, fatta di gesti concreti, che non lo abbandonerà per tutta la vita. Cammino che lo ha portato ad essere affascinato dalla spiritualità di Rosmini e a unirsi alla Famiglia rosminiana. Scelta che lo ha legato strettamente alla nostra diocesi, nella cui cattedrale venne ordinato sacerdote dall’allora vescovo Gilla Gremigni”.
Poi la sua esperienza di prete, “nella parrocchia di Santa Ninfa nella Valle del Belice, dove ha dovuto affrontare gli effetti del terribile terremoto del 1968, riuscendo ad essere un sostegno insostituibile e un faro di speranza per tanti parrocchiani”.
Infine, il suo ministero di vescovo, ad Acerra. “Anche la sua testimonianza da vescovo è stata all’insegna dell’impegno. Qualcuno lo ha chiamato vescovo anti-camorra. Io direi, piuttosto, che è stato un vescovo contraddistinto da una forte passione civile. È stato capace di mostrare la rilevanza civile della fede nel trasformare quelle servitù sociali, che soffocano l’uomo e impediscono ogni ricerca sincera di fede”.
Domani la salma di mons. Riboldi tornerà ad Acerra, dove mercoledì si terranno i funerali presieduti dal vescovo Antonio Di Donna. Mons. Riboldi sarà poi sepolto nella cattedrale di Acerra, come aveva chiesto.

Diocesi: Alba, in programma nel 2018 iniziative per ricordare don Natale Bussi a 30 anni dalla morte. Il vescovo Brunetti presiede il comitato

Mon, 2017-12-11 18:00

La diocesi di Alba ha deciso di ricordare con una serie di iniziative don Natale Bussi in occasione del trentesimo anniversario della morte. “A tale scopo – si legge in una nota – il vescovo, mons. Marco Brunetti, giovedì 7 dicembre 2017, ha costituito un Comitato che preparerà alcuni eventi per celebrare il grande teologo della Chiesa albese”. Il Comitato è presieduto dallo stesso mons. Brunetti, segretario è don Gianluca Zurra. Il primo appuntamento in programma è un convegno in occasione della Giornata sacerdotale del 25 gennaio 2018 con la dedicazione di una salone del seminario, cui farà seguito una celebrazione in cattedrale il 14 marzo (giorno della morte, avvenuta nel 1988) e un pomeriggio di studio in cattedrale il 29 aprile. Inoltre nella Giornata di fraternità del clero albese, il 5 giugno, a Castiglione Tinella, si coinvolgerà anche la parrocchia e il paese di Santo Stefano Belbo, dove don Bussi nacque il 1° febbraio 1907. “Nella prospettiva di incentivare gli studi e la conoscenza del suo pensiero – conclude la nota – si vuole anche istituire un fondo-archivio che raccolga e sistematizzi i suoi scritti a disposizione degli studiosi e di chi voglia fare attività di ricerca”. Oltre ai tanti incarichi ricoperti, don Bussi prese parte attiva alla preparazione dei documenti del Concilio Vaticano II come teologo del vescovo di Alba, mons. Carlo Stoppa, e collaborò alla preparazione del documento di base sul rinnovamento della Catechesi voluto dalla Cei; nel 1971 partecipò, come esperto, al Sinodo dei vescovi che trattò il tema del sacerdozio ministeriale e della giustizia nel mondo.

Parlamento Ue: Strasburgo, in plenaria libertà di religione nel mondo, Brexit, lotta all’abuso sessuale di minori on line

Mon, 2017-12-11 17:48

(Strasburgo) Proteggere i diritti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo; promuovere il dialogo interreligioso nelle relazioni fra Ue e Paesi terzi; adoperarsi perché si ponga fine alle persecuzioni fondate sulla religione. Sono tre aspetti contenuti nella Relazione annuale dell’Ue sui diritti umani e la democrazia nel mondo, testo che tradizionalmente viene presentato alla plenaria dell’Europarlamento a fine anno. La sessione (che proseguirà fino a giovedì 14 dicembre) ha preso avvio nel pomeriggio a Strasburgo: numerosi i temi all’ordine del giorno fra cui la consegna del Premio Sacharov 2017 all’opposizione democratica del Venezuela, i negoziati per il Brexit (del quale si occuperà anche il Consiglio europeo del 14-15 dicembre a Bruxelles), i Panama Papers (proposte per contrastare le pratiche fiscali illecite). Un tema che ha sollevato interesse nella stampa europea è quello dell’uso degli additivi fosfatici nella carne dei kebab. Verrà invece discussa mercoledì, e votata giovedì, una risoluzione non legislativa riguardante la lotta all’abuso e allo sfruttamento sessuale dei minori: fra le proposte avanzate dalla relatrice Anna Maria Corazza-Bildt, il blocco e la rimozione dei contenuti illegali online, anche mediante una rafforzata cooperazione transfrontaliera.

Politica: card. Bassetti, “serve un grande progetto per rilanciare l’Italia”

Mon, 2017-12-11 17:47

“Il tempo delle parole è finito. Serve un grande progetto per rilanciare l’Italia. Solo così si può veramente cercare il bene comune”. A rilanciare l’invito con cui ha concluso le Settimane sociali è stato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel suo intervento alla Corte dei Conti. “In questo contesto sociale così complesso e difficile non è più sufficiente elaborare delle belle teorie, ma diventa di fondamentale importanza mettere in atto delle buone pratiche che possano portare concretamente alla ricerca del bene comune”, ha proseguito il cardinale riferendosi ad una delle scelte qualificanti della Chiesa italiana a Cagliari. Bassetti ne ha indicate tre, spiegando che “non sono le uniche ma sono senza dubbio di cruciale importanza: la riscoperta dell’umanesimo; la difesa della casa comune; la politica come missione”. “La riscoperta dell’umanesimo – ha spiegato entrando nel dettaglio – significa essenzialmente dar vita ad una reale cultura dell’incontro attraverso la costruzione di luoghi e momenti di dialogo. Dialogo tra scienza e fede, dialogo tra fedi religiosi differenti, dialogo tra cultura laica e cattolica in vista della promozione e della diffusione di un nuovo umanesimo”. “L’umanesimo cristiano e quello laico vantano una tradizione secolare che proprio attorno all’unità ontologica dell’uomo possono ritrovarsi e incontrarsi in modo fecondo”, ha fatto notare Bassetti: “’Andare verso l’uomo’ era una sorta di slogan del primo Novecento coniato da filosofi come Emmanuel Mounier. Oggi questa espressione potrebbe essere modificata dicendo: ‘Ripartire dall’uomo’. Per una nuova alleanza tra scienza, cultura umanistica e persona umana”. “Un nuovo umanesimo che sappia umanizzare una realtà produttiva che sembra sempre più disumanizzata”, l’auspicio. “Oggi – in ogni ambito economico, burocratico, educativo – la procedura sembra contare più dell’elemento umano”, la denuncia: “Nel nuovo mondo digitale che si sta affermando in modo impetuoso, ciò che conta veramente sono i dati e le informazioni, mentre l’uomo è posto in secondo piano”. Di qui la necessità di “ridare la doverosa importanza e la giusta proporzione all’elemento umano in questo mondo immateriale”. La seconda buona pratica è la difesa della casa comune, raccomandata nella Laudato si’, in cui il Papa “mette in relazione l’etica pubblica, le risorse collettive e il bene comune”, denunciando il “relativismo pratico” e mettendo in guardia da un uomo “non umano”, già stigmatizzato da Romano Guardini: “L’uomo slegato da relazioni umane solide, che vive solo per sé stesso, è essenzialmente un uomo pervaso dalla cultura dell’usa e getta che ha prodotto la mercificazione della vita umana e dell’ambiente in cui essa si sviluppa: dalla tratta degli esseri umani a quella dei gameti, fino allo sfruttamento pervasivo della terra e delle acque del pianeta”.
Bisogna allora “invertire la rotta”, come chiede il Papa, mettendo in atto “una serie di pratiche che salvaguardino in ogni modo la Terra” mettendo un argine al potere tecnocratico. “Alla volontà di potenza occorre sostituire la vocazione del custodire; alla pretesa di dominio sul mondo e sugli uomini, occorre sostituire la vocazione al dialogo, alla pace e alla giustizia”, ha detto Bassetti.
L’ultima buona pratica, infine, consiste nel “concepire la politica come una missione”: “Una missione laica ma ispirata da principi cristiani che possono valere per tutti”. Per fare ciò, ha suggerito il presidente della Cei, “occorre combattere culturalmente un duplice errore: che ‘la politica è una cosa sporca’ come diceva La Pira; e che la politica serve solo ad acquisire potere”. Occorre che si affermi culturalmente e socialmente la logica del servizio. Servire gli altri significa amare disinteressatamente. “Essere dei servitori pubblici, dei servitori del Paese, è questa la prima consapevolezza da acquisire”, l’invito della Chiesa italiana per far sì che “si affermi culturalmente e socialmente la logica del servizio”. Tornare a “pensare l’Italia”, la consegna finale: “L’Italia come una comunità popolare, culturale e ideale, con un passato millenario da ricordare e valorizzare e con un deposito storico costituito anche dalla fede cristiana e dal suo multiforme radicamento sociale. E l’Italia come comunità politica unita, di più recente formazione, che ha dato vita a preziosi vincoli di solidarietà, di fratellanza e giustizia. A questa Italia, bella e fragile, occorre tornare a dare una visione chiara del presente e soprattutto una visione lungimirante del futuro che tenga conto, concretamente, della persona umana in ogni sua manifestazione: nei poveri, nei giovani, nelle famiglie, nei lavoratori, negli anziani”.

Funerali sindaco Spoleto: mons. Boccardo (arcivescovo), “per lui davvero la politica è stata la forma più alta della carità”

Mon, 2017-12-11 16:49

“Per lui davvero la politica, vissuta con onestà e rettitudine, con profonda dedizione, con grande libertà interiore e indipendenza da pressioni e correnti, anche se non gli ha risparmiato amarezze e delusioni, è stata la forma più alta della carità, intesa come autentico servizio al bene comune”. Lo ha affermato oggi pomeriggio l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, presiedendo nella cattedrale di Spoleto le esequie del sindaco Fabrizio Cardarelli, morto improvvisamente nella mattinata di ieri. L’arcivescovo ha invitato a “vivere questo momento di dolore con la fede nella risurrezione, accogliendo la morte di Fabrizio come il suo passaggio dalla precarietà dell’esistenza terrena alla beatitudine della vita eterna, dove il Signore lo ricompenserà di quello che è stato e di quanto ha fatto e ha dato a tutti noi”. Boccardo lo ha ricordato come “come figlio, sposo e padre attento e sollecito, nella sua casa di Collerisana, attento a trasmettere ai figlioli Giulia e Carlo, insieme con Emanuela, la chiave per interpretare la vita e renderla significativa e feconda”. Ma anche come “insegnante di matematica e fisica nei vari licei di Spoleto”. “Era letteralmente abitato da una passione educativa”, ha evidenziato l’arcivescovo rammentando di come abbia voluto “prolungare le ore di insegnamento offrendo agli studenti ripetizioni gratuite, anche da sindaco, presso il nostro Centro di pastorale giovanile a San Gregorio”. E poi l’impegno “con passione e generosità nella politica, per il bene della città e dei suoi abitanti. Amava Spoleto e la sua gente”, ha osservato Boccardo. “Ci mancherà il suo sorriso, la sua umanità, la sua cordiale attenzione, la sua voglia di fare, il piglio sicuro e deciso con cui affrontava i problemi, la semplicità e immediatezza del tratto, l’intensità del suo impegno per Spoleto, che spesso gli faceva perdere il sonno”, ha sottolineato l’arcivescovo, notando che “è l’eredità che lascia a tutti noi che lo abbiamo conosciuto e a quanti con lui hanno lavorato per il bene della nostra città”.

Bulgaria: premio “Persona dell’anno” a padre Cortesi, missionario cattolico impegnato nell’accoglienza dei migranti

Mon, 2017-12-11 16:35

Il missionario passionista padre Paolo Cortesi ha ricevuto oggi a Sofia (Bulgaria) la prestigiosa onorificenza “Persona dell’anno”. Il premio viene assegnato ogni anno da parte del Comitato bulgaro Helsinki per il contributo per la difesa dei diritti umani ed è la prima volta che viene conferito a una persona non bulgara e rappresentante di una confessione religiosa. Nel mese di marzo padre Cortesi aveva ospitato una famiglia di profughi siriani nella città di Belene dove è parroco, ma in seguito a proteste locali i migranti avevano dovuto lasciare la città mentre il sacerdote riceveva minacce per la propria vita. “Questo premio è una sorpresa per me perché lo scopo del nostro lavoro è la carità, non abbiamo bisogno di ricompense”, ha detto padre Cortesi durante la cerimonia. “Spero che la vicenda con la famiglia siriana ci aiuti a crescere nei rapporti umani”. Il sacerdote ha inoltre detto che “in Italia per esempio molte persone a volte hanno paura dei bulgari, degli ucraini… ma l’uomo è uomo, non ci sono persone di prima categoria e di seconda”. Padre Cortesi ha sottolineato l’importanza di aiutare le persone bisognose e nuovamente ha ricordato le parole del Papa nei confronti dei migranti che devono essere aiutati per integrarsi, trovare lavoro, imparare la lingua. “Tutti abbiamo paura, ma in aiuto ci vengono la fede, l’istruzione, la compassione che ci spingono a condividere quello che abbiamo”. Il missionario aggiunge: “La gente qui è buona, ma a volte basta poco per accendere il fuoco…”.

Esplosione New York: si chiama Akayed Ullah, 27 anni, l’uomo che ha tentato di farsi esplodere con un ordigno rudimentale

Mon, 2017-12-11 16:28

(da New York) Si chiama Akayed Ullah e ha 27 anni, l’uomo che questa mattina alle 7.20 (ora locale) ha tentato di farsi esplodere usando un ordigno rudimentale nei sottopassaggi della stazione dei bus di Port Authority, nei pressi di Time Square a New York. Nella conferenza stampa, appena conclusa, il capo della polizia ha dichiarato che le telecamere hanno ripreso l’uomo in fuga, con l’ordigno attaccato al corpo. L’esplosione, che sembra averlo colto di sorpresa ha ferito, in maniera non grave, dapprima lui e poi altre 3 persone, ora ricoverate in uno degli ospedali vicini alla zona. L’attentatore, tenuto sotto stretta sorveglianza, ha già fatto delle dichiarazioni in merito alle ragioni del suo gesto, ma il commissario non ha voluto fornire dettagli su ventilati collegamenti all’Isis che darebbero una matrice terroristica all’esplosione. Intanto la squadra antiterrorismo e gli artificieri sono al lavoro per ricostruire sia la dinamica dell’incidente sia il materiale della bomba casalinga. Il governatore di New York, Mario Cuomo, ha elogiato il lavoro degli agenti e dei primi soccorritori che hanno impedito che la tragedia assumesse dimensioni ben più drammatiche e ha dichiarato che “noi newyorker siamo un target per chi è contro la democrazia e la libertà e, per questo, bisogna tenere gli occhi aperti”. Un affondo è stato fatto su internet “dove la gente scarica spazzatura e impara a fabbricare queste bombe”. Anche il sindaco Bill Di Blasio ha elogiato il lavoro degli oltre 300mila agenti che ogni giorno proteggono la metro di New York, uno degli obiettivi a rischio e, nonostante la ritrosia del commissario, ha definito l’episodio di stamani “un tentato attacco terroristico”. Ha ringraziato Dio per le dimensioni contenute dell’esplosione e lo ha ripetuto ben tre volte perché “i nostri nemici sono determinati a colpirci perché New York mostra come funziona la democrazia e come funziona la libertà. Questa città è costantemente provata eppure mostra ogni volta una capacità di resilienza e di rispondere agli eventi drammatici, davvero unica”. Il sindaco ha concluso che al momento non ci sono specifiche minacce contro la città e ha invitato tutti i cittadini a collaborare e a segnalare azioni o discorsi sospetti agli agenti della polizia.

Comece: documento sul rapporto Ue-Africa. Investimenti per “crescita sostenibile e inclusiva”

Mon, 2017-12-11 16:27

(Bruxelles) “Gli investimenti pubblici da soli non possono soddisfare i bisogni critici, che sono stimati in 210 miliardi di dollari all’anno per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Africa”; il settore privato potrà fungere da “risorsa aggiuntiva” con investimenti diretti nei Paesi in via di sviluppo, ben sapendo che i privati investono per ottenere profitto e non donano. Per questo motivo la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) presenta alcune indicazioni politiche che guardano al recente Piano di investimenti esterni lanciato dall’Ue in relazione al summit Unione europea-Unione africana di fine novembre ad Abidjan, per garantire che anche gli investimenti privati siano ancorati all’obiettivo di una “crescita sostenibile e inclusiva” per l’Africa. Ci sono dei principi, che la Comece elenca nel documento “Investimento privato e sviluppo”, che dovranno guidare gli investimenti: avvenire in un contesto di “partnership, non di assistenza”, con tutto ciò che questo implica; avviare un circolo virtuoso di crescita in tutti i settori e non si inneschino nel meccanismo di “rapina” delle risorse che ha segnato per anni la presenza deli Paesi europei in Africa; creare accessi al mercato senza soffocare l’“economia interna”, ma tutelandola e incentivandola; tutto ciò in un contesto di responsabilità e trasparenza nella gestione delle risorse immesse. Per ognuno di questi criteri, il documento propone puntuali indicazioni politiche (www.comece.eu).

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