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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 3 min 43 sec ago

Catechismo Chiesa Cattolica: card. Schönborn (Vienna), nella Chiesa “pluralità è legittima”, ma “l’unità nella fede viene prima”

Wed, 2017-10-11 17:25

“Il Catechismo della Chiesa cattolica è il testo di riferimento per le questioni che riguardano la dottrina della Chiesa”. Lo ha ricordato il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, che intervenendo all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione per il 25° del Catechismo della Chiesa cattolica ha citato le parole pronunciate da Giovanni Paolo II nel 1992: “Io lo riconosco come uno strumento valido e legittimo al servizio della comunione ecclesiale e come una norma sicura per l’insegnamento della fede”. Schönborn ha elencato sette criteri “che sono stati direttivi per l’insieme del lavoro e per i singoli elementi”, il primo dei quali “è l’assunzione che la fede costituisca un’unità e che come tale la si possa anche esprimere”. “La differenza fra dottrina della fede e teologia deve essere chiara, poiché il Catechismo riguarda solo la prima”, recita il secondo principio. “Bisogna rispettare la gerarchia delle verità per vedere la dottrina della fede come un tutto organico”, il terzo. “Il primato della grazia deve essere sempre direttivo”, il quarto. “La dottrina deve essere visibile nella sua struttura trinitaria”, il quinto. “Tutto deve essere visto in ordine a Cristo” e “in tutte le esposizioni si deve rendere visibile l’unità interna di Scrittura e tradizione”, il settimo. “C’è nella Chiesa, e ci sarà sempre, una pluralità legittima”, ha osservato il cardinale: “Ma questa diversità, se non deve diventare opposizione e contrasto, è possibile solo sul fondamento di un’unità nella fede. L’unità nella fede viene prima delle teologie plurali, deve essere loro presupposta. Se non è più possibile parlare dell’unica fede in diverse teologie, allora le diverse teologie non stanno più insieme nella casa della Chiesa cattolica”.

Prostituzione: Ramonda (Apg23), “dati Istat preoccupanti. Chiediamo a Parlamento e Governo una legge per fermare questa moderna forma di schiavitù”

Wed, 2017-10-11 17:20

“I dati diffusi oggi dall’Istat sono preoccupanti: si stima che il giro d’affari della prostituzione sia pari a 3,6 miliardi di euro (poco meno del 25% dell’insieme delle attività illegali)”: è il commento di Giovanni Paolo Ramonda , presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), l’associazione, fondata da don Oreste Benzi, che da sempre combatte contro la cultura della prostituzione. “Questo dato dimostra come quella del racket della prostituzione sia una delle principali emergenze sociali e criminali – prosegue Ramonda -. Un giro d’affari enorme che presuppone la riduzione in schiavitù di centomila ragazze, spesso minorenni. Chiediamo al Parlamento e al Governo un atto di coraggio: occorre una legge per fermare questa moderna forma di schiavitù”.
La Comunità Papa Giovanni XXIII promuove, insieme ad un cartello di associazioni, l’iniziativa “Questo è il mio Corpo”, campagna di liberazione per le vittime della tratta e della prostituzione. La proposta, ispirata al modello nordico, ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente il fenomeno colpendo la domanda e multando i clienti delle persone che si prostituiscono.

Salute: Msf, aperto a Catania un centro per cure post-acute per richiedenti asilo e rifugiati

Wed, 2017-10-11 17:06

L’organizzazione medico-umanitaria Medici senza frontiere (Msf) ha aperto a Catania un centro per offrire cure post-acute specializzate a rifugiati e richiedenti asilo che vengono dimessi da strutture ospedaliere in Sicilia, ma non riescono ad accedere ad una adeguata assistenza medica nella fase post-acuta o di convalescenza. “Il centro, che ospita 24 posti letto, garantisce assistenza e cure come la fisioterapia in seguito a fratture, la riabilitazione post-operatoria, il trattamento di ustioni chimiche da benzina subite durante le traversate sui barconi, patologie che non sono più in fase acuta ma devono essere monitorate, come ad esempio una polmonite – si legge in una nota -. Il progetto presterà particolare attenzione alla salute delle donne, oltre a casi particolarmente vulnerabili come vittime di violenza sessuale, tortura e trattamenti inumani e degradanti”.
“Il sistema sanitario italiano attualmente risponde ai bisogni acuti di rifugiati e richiedenti asilo, ma non è strutturato per rispondere ai loro bisogni all’indomani della dimissione dagli ospedali. Dopo aver ricevuto cure ospedaliere, la maggior parte di loro non riesce ad accedere all’assistenza di cui avrebbe bisogno in fase di convalescenza – spiega Elisa Galli, coordinatrice del progetto di Msf a Catania -. Questa mancanza può condurre a un peggioramento della loro salute, con conseguenze tanto sul singolo individuo che sul sistema sanitario nazionale, che dovrà riprendere in carico il paziente una seconda volta”. L’assistenza sarà offerta secondo un approccio multidisciplinare grazie a un team di Msf composto da medici, infermieri, specialisti al bisogno – tra cui fisioterapista, nutrizionista e ostetrica –, operatori socio-sanitari, assistenti socio-legali, uno psicologo e mediatori linguistico-culturali. “Accoglieremo i pazienti in un ambiente protetto per un periodo di 30 giorni, dove li seguiremo nel processo di recupero psico-fisico accompagnandoli poi nel reinserimento nel sistema di accoglienza e nella struttura più adeguata alla situazione – continua Galli -. Purtroppo non sempre l’inserimento nelle strutture di accoglienza è automatico, è quindi importante supportare il paziente affinché questo avvenga nel modo più efficace e umano possibile”.

Apparizioni di Fatima: Jesi, venerdì il vescovo Rocconi consacra la diocesi a Maria

Wed, 2017-10-11 17:03

In quest’anno centenario delle apparizioni di Fatima, un bel numero di parrocchie e tante famiglie della diocesi di Jesi hanno accolto l’immagine della Madonna di Fatima e al culmine di questo percorso della Peregrinatio Mariae venerdì 13 ottobre, nel giorno del centenario dell’ultima apparizione di Fatima, in duomo è prevista la consacrazione della diocesi a Maria Santissima. Alle 20,45 la recita del Rosario e alle 21.30 la concelebrazione eucaristica e la preghiera di consacrazione della diocesi. “Il 12 e 13 maggio scorso il Papa è stato in pellegrinaggio a Fatima, nel centenario dell’inizio della apparizioni – scrive il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, nel messaggio di invito. – Il pellegrinaggio del Papa è stato un invito a guardare là, a Fatima, per accoglierne il grande messaggio di consapevolezza e di speranza. Se Maria a Fatima ha richiamato gli uomini alla gravità del peccato, è perché ha voluto ricordarci che lontano da Dio l’uomo non può che distruggersi”. Per il presule, “il messaggio di Fatima resta fondamentalmente di speranza: infatti la visione che i bambini hanno avuto mostra la forza che si contrappone al potere della distruzione, cioè lo splendore della Madre di Dio, la quale rivolge il suo appello alla conversione. In tal modo viene sottolineata l’importanza della libertà dell’uomo. La parola consacrazione contiene in sé anche il concetto di appartenenza. Consacrarsi a Maria vuol dire essere completamente di Maria per essere completamente del Signore Gesù”. Maria, che “è stata la via che ha condotto il Signore a venire fra gli uomini”, “oggi può essere la via degli uomini per arrivare al Signore Gesù. È con questo spirito che consacriamo la diocesi a Maria Santissima – sottolinea il vescovo -. Non è un gesto autonomo rispetto al Battesimo. È riscoprire il Battesimo, è ringraziare per il Battesimo, è rinnovare la volontà di vivere la vita nuova che nel Battesimo trova la sua sorgente, è guardare a Maria come modello di vita”. La consacrazione a Maria della diocesi, conclude mons. Rocconi, “non è una semplice preghiera. È un modo di vivere, è un professare con la vita la propria fede, presi per mano da Maria, dono di Gesù”.

Editoria: presentata al Papa speciale edizione del Catechismo della Chiesa cattolica. Opera coordinata da mons. Fisichella

Wed, 2017-10-11 17:01

È stata presentata oggi, in Vaticano, alla presenza di Papa Francesco, una speciale edizione del Catechismo della Chiesa cattolica. Per celebrare il 25° anniversario della pubblicazione del Catechismo, promulgato nell’ottobre 1992 da Giovanni Paolo II, il Gruppo editoriale San Paolo, in coedizione con la Libreria editrice vaticana, ha infatti presentato un’edizione dell’opera, corredata da un nuovo commento teologico-pastorale. Coordinati da mons. Rino Fisichella, oltre 40 teologi e catecheti di tutto il mondo “hanno riletto gli articoli del Catechismo alla luce delle sfide poste dall’attuale contesto culturale, tenendo conto dei cambiamenti e dei più importanti documenti magisteriali” degli ultimi 25 anni. “La speciale edizione del Catechismo della Chiesa cattolica, in formato 14×21 cm e di 1.720 pagine, è stata stampata – si legge in un comunicato – dalle rotative de La Tipografica Varese su carta bibbia avoriata da 40 grammi. La produzione, particolarmente complessa da realizzare per la bassa grammatura della carta impiegata e per la presenza di pagine con immagini a 4 colori, è stata realizzata in allestimento cartonato”. Alcune copie con lavorazione particolare sono state destinate allo stesso Papa Francesco e a mons. Fisichella.

Ucraina-Polonia: “premio di riconciliazione” a Congregazione Chiese Orientali e Radio Vaticana. Shevchuk, “Europa ha ancora bisogno di riconciliazione e perdono”

Wed, 2017-10-11 17:00

L’auspicio che “il processo di pace, riconciliazione e perdono tra i popoli vada avanti” ancora oggi in una Europa “percorsa da venti di populismo” e “da nuovi nazionalismi che sono la madre degli estremismi”. È questo il significato ancora attuale del “premio di riconciliazione” polacco-ucraina che quest’anno sarà consegnato alla Congregazione per le Chiese orientali per “il sostegno dei valori che uniscono i popoli nell’edificazione di un futuro comune” e a Radio Vaticana (per le sezioni polacca, ucraina e slovacca) “per la sua trasmissione imparziale delle informazioni e per la promozione del dialogo interculturale nell’Europa centrale e orientale superando gli stereotipi e i pregiudizi reciproci”. A sottolineare l’attualità del premio che sarà consegnato a Roma domani presso il Collegio ucraino di San Giosafat, è Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo-maggiore della Chiesa cattolica ucraina, in una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede della Radio Vaticana. Shevchuk ha spiegato che quest’anno la premiazione si svolge a Roma perché proprio qui, esattamente 30 anni fa (8-17 ottobre 1987), si è tenuto il primo incontro tra i rappresentanti dell’episcopato della Polonia e del Sinodo della Chiesa greco-cattolica, durante il quale è stata proclamata la dichiarazione di perdono e di riconciliazione polacco-ucraina. Quell’incontro rappresentò il primo passo di un lungo cammino di riconciliazione tra i due popoli. Un processo fortemente sostenuto da papa Giovanni Paolo II, consapevole delle “ferite profonde” che la storia aveva lasciato nelle popolazioni dei due Paesi e che la nuova Europa che stava nascendo, poteva fondarsi solo sul perdono e la riconciliazione. La “formula” di riconciliazione di Giovanni Paolo II si fondava sul “perdono”, ha detto Shevchuk: “Il perdono concesso e ricevuto è un balsamo che deve permeare le nostre anime e i nostri cuori per alleviare le sofferenze, sanare le memorie, liberare dai pesi del passato e superare difficoltà e diffidenze”. È un cammino tortuoso, non ancora del tutto compiuto. Per questo prima della conferenza stampa, i promotori del premio hanno pregato sulla tomba di Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro proclamandolo solennemente “patrono del processo di riconciliazione polacco-ucraina”. “Abbiamo bisogno della sua intercessione”, ha detto Shevchuk: “Perché vediamo che ancora oggi in Europa rinascono gli egoismi nazionali che mettono alla prova la pace e sfidano l’unità”.

Catechismo Chiesa Cattolica: mons. Nosiglia (Torino), “ha alzato il tono della catechesi”

Wed, 2017-10-11 16:50

“Nel contesto culturale ed ecclesiale in grande movimento, proprio del periodo storico che stiamo vivendo, il tempo trascorso non è stato ancora sufficiente per veicolare le spinte al rinnovamento teologico e pastorale promosse dal Catechismo della Chiesa Cattolica”. Ne è convinto monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, intervenuto questo pomeriggio all’incontro promosso in Vaticano dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. “Nel nostro Paese, grazie all’impegno della Cei, che ha sempre promosso e seguito passo dopo passo il rinnovamento della catechesi e dei catechismi nazionali con la massima comunione e corresponsabilità, si è dato il via a una stagione ricca di creatività e di viva partecipazione anche da parte dei laici”, ha detto Nosiglia: “Essa, proprio grazie al movimento catechistico, è sfociata nei grandi Convegni decennali, improntati al tema della comunicazione della fede in una realtà in forte cambiamento culturale, dove si sentiva e si sente ancora oggi la necessità di sostenere una fede adulta, non basata solo sulla pratica religiosa, ma sulla fede e sulla missione. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ha dato un ulteriore slancio a quest’obiettivo e ne ha consolidato i frutti, offrendo altresì significativi impulsi soprattutto sul piano della formazione dei catechisti e della stessa azione catechistica, oltre che su quello della realizzazione di testi, ampiamente utilizzati soprattutto nella catechesi diretta dei ragazzi”. “Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, la Chiesa ha indicato con saggezza e rigore un percorso esemplare per la catechesi e la formazione di catechisti, presbiteri, religiosi e religiose e laici e per ogni battezzato desideroso di approfondire il depositum fidei della Chiesa cattolica, viverlo e testimoniarlo con fedeltà”, ha detto il vescovo, secondo il quale “il relativismo e la superficialità propria del nostro tempo hanno inficiato in qualche modo anche la catechesi, con la tentazione di confinare in secondo piano i contenuti della fede, a vantaggio invece di un ‘esperienzialismo’ di moda, che conduce semplicemente a confondere fede con emozione o con occasionale entusiasmo, secondo metodi poco attenti a ciò che la catechesi deve essere e offrire: la conoscenza e accoglienza organica e fondata dei contenuti essenziali della fede rivelata, pensata, celebrata e vissuta dalla Chiesa e nella Chiesa”. “Il Catechismo della Chiesa Cattolica ha alzato il tono della catechesi, nel senso di farle recuperare quel valore intrinseco che ha sempre avuto, ma che stava un po’ disperdendo, sotto la spinta delle culture superficiali e artigianali, dominanti nel pensiero debole del nostro tempo”. Il Catechismo, inoltre, “ricorda a tutti che la catechesi appartiene alla Chiesa in quanto tale, come la liturgia, e va dunque mantenuta e attuata sotto la responsabilità di tutta la Chiesa, che ne è soggetto”. “La catechesi non è un atto privato, ma fortemente ecclesiale e comunitario, e va svolta secondo vie e metodi rigorosi”, ha affermato Nosiglia, ricordando che uno dei meriti del Catechismo della Chiesa Cattolica è quello di aver “sempre sviluppato il dialogo tra le generazioni”. Di qui la necessità di riscoprirlo, ancora oggi, come “un testo autorevole di riferimento che accanto alla Bibbia, alla Tradizione e al Magistero della Chiesa permetta di tradurre nell’oggi del tempo e con attenzione alle esigenze pedagogiche il depositum fidei e la comunicazione dei contenuti rivelati, senza tradirne il dato oggettivo in esperienze solo soggettive e superficiali”.

Giovanni XXIII: mons. Marcianò (ordinario militare), “modello di pace” alla cui scuola occorre “formarsi” per operare a “servizio del bene comune e della persona”

Wed, 2017-10-11 16:48

“Papa Giovanni è modello di pace e voi, militari italiani, volete formarvi alla sua scuola, per esserne sempre più costruttori e testimoni, nonché per poter ‘contagiare’ colleghi di altre Nazioni e culture”. Lo ha detto oggi mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, celebrando, nella basilica S. Maria in Ara Coeli, a Roma, la Messa nella festa di San Giovanni XXIII, patrono dell’Esercito italiano. “La pace fu il tratto umano di Giovanni XXIII: egli la perseguì per tutta la vita, grazie a un paziente lavoro su se stesso che lo rese, anzitutto, ‘uomo’ di pace: capace di relazioni fatte di accoglienza, ascolto, rispetto e dialogo instancabile, sempre in cerca ‘di ciò che unisce'”, ha aggiunto il presule, sottolineando che Papa Roncalli “fu chiamato a portare il dono della pace con la sua stessa persona, a tradurlo in gesti concreti, semplici e talora straordinari, diventando un vero educatore e testimone di pace”. “La parresìa della verità, la misura della giustizia, la smisuratezza della carità” è questo, ha osservato l’ordinario militare, che “rende la pace sempre possibile! E, come Papa Giovanni ci insegna, è questa la nostra missione”.
Secondo mons. Marcianò, “Papa Giovanni, in qualità di patrono, dice qualcosa anche sull’identità dei militari italiani”: “Siamo in un Paese che ‘ripudia la guerra’, lo afferma la Costituzione ; e voi, uomini e donne dell’Esercito, con dedizione e coraggio non comuni, vi sforzate di custodire la pace difendendo la vita umana, promuovendo giustizia e fraternità, soccorrendo nei pericoli e nelle calamità naturali, accogliendo i profughi e proteggendo i più deboli, nella nostra Nazione e nelle Missioni estere… operando a servizio del ‘bene comune’ che, come scrisse Papa Giovanni nella Pacem in Terris, ‘non può essere determinato che avendo riguardo alla persona umana’”.

Diocesi: Genova, riprendono il venerdì le Messe settimanali per lavoratori e studenti all’ora di pranzo

Wed, 2017-10-11 16:45

Dopo la pausa estiva, tornano a Genova le Messe settimanali per lavoratori e studenti celebrate durante l’ora di pranzo. L’iniziativa è di don Massimiliano Moretti, cappellano del lavoro e parroco presso la chiesa di Santa Zita a Genova, che rivolge il proprio invito a partecipare alle celebrazioni che si terranno il venerdì alle 13.15. “Ho deciso di riprendere l’iniziativa che avevamo intrapreso lo scorso anno – spiega don Massimiliano – perché, anche se durante l’estate mi ero interrogato se mantenere o meno l’impegno preso nei mesi scorsi, ho ricevuto numerose richieste di persone che lavorano nelle vicinanze che mi hanno manifestato il desiderio di continuare a partecipare alle celebrazioni”. Infatti, ha aggiunto, “la Messa nella pausa pranzo è una opportunità che offriamo a quanti possono donare una parte del proprio tempo libero al Signore; un appuntamento che li rafforza nella fede e nel lavoro”. Con il passare del tempo è cresciuta anche la partecipazione dei laici passando da poche unità, durante le prime celebrazioni, fino a diverse decine prima della pausa estiva.

Colombia: al via il settimo Congresso nazionale di Riconciliazione per raccogliere esperienze internazionali di costruzione della pace

Wed, 2017-10-11 16:40

È iniziato da pochi minuti a Bogotá, capitale della Colombia, il settimo Congresso nazionale di Riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana attraverso il Segretariato di Pastorale sociale. Il Congresso è intitolato “La Colombia è capace di riconciliazione” e si tiene a un mese di distanza dalla storica visita di Papa Francesco, in un momento caratterizzato dall’implementazione dell’accordo di pace con l’ex guerriglia delle Farc e dalla fase di cessate il fuoco bilaterale tra Governo e guerriglia dell’Eln. Tra i partecipanti numerose personalità ecclesiali, politiche, di istituzioni internazionali. Tra questi, il presidente della Conferenza episcopale colombiana, mons. Oscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, il nunzio apostolico, mons. Ettore Ballestrero, Rodrigo Rivera dell’Alto Commissariato per la pace, l’inviato speciale dell’Unione europea, Eamon Gilmore, il procuratore generale Fernando Carillo, l’incaricato Onu Rafael Zabala e Roberto Vidal, magistrato del Tribunale di giustizia speciale per la pace.
Obiettivo del Congresso, che proseguirà fino a venerdì, è quello di raccogliere proposte da esperienze internazionali di costruzione della pace, di analizzare lo stato di avanzamento, le sfide e le opportunità riguardo all’implementazione degli accordi di pace. In particolare, sarà fatto il punto sul progetto Barometro, strumento di verifica e monitoraggio dell’implementazione degli accordi dell’Avana. Riflette il direttore del Segretariato di Pastorale sociale, mons. Héctor Fabio Henao: “Il Congresso avrà una grande importanza per le decisioni e le proposte che lancerà per il futuro. Si discuterà di temi di interesse nazionale e si rifletterà sulle sfide del posto conflitto in Colombia”. Durante il Congresso ci sarà spazio anche per le testimonianze delle vittime del conflitto.

Catechismo Chiesa Cattolica: mons. Fisichella (Santa Sede), “ravvivare la fede dei cristiani” con “primo annuncio” e “catecumenato”

Wed, 2017-10-11 16:30

“Uno dei compiti della nuova evangelizzazione consiste certamente nel ravvivare la fede dei cristiani”. Ne è convinto monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che aprendo l’incontro organizzato dal suo dicastero per il 25° del Catechismo della Chiesa cattolica ha fatto notare come la fede, spesso, “sembra diventata come la brace del fuoco che arde, ma non è più una fiamma viva capace di dare sostegno all’esistenza. Per diversi motivi, è diventata una fede debole, per molti spesso irrilevante per la vita, e ha bisogno comunque di un rinnovato impulso”. “Questa condizione non può non toccare di conseguenza anche la catechesi e la sua capacità di trovare metodi e contenuti che le permettano di essere una via adeguata per questa nuova tappa nella sua storia di evangelizzazione”, la tesi del vescovo, secondo il quale “ripensare la catechesi comporta ricreare il suo legame con l’evangelizzazione come un rapporto primario per affrontare di conseguenza il ruolo da svolgere nel rafforzare la fede dei credenti in questo peculiare momento della nostra storia”. Di qui la centralità della trasmissione della fede, del “primo annuncio” e del catecumenato, come “espressione dell’agire dell’intera comunità cristiana che ha compreso l’esigenza di recuperare fortemente lo spirito missionario spesso abbandonato nei decenni passati”. “Questo sarebbe un momento di grazia del tutto peculiare per gli adulti – ha concluso Fisichella – perché li condurrebbe progressivamente alla scelta della fede non come un fatto emotivo e, in primo luogo, neppure come un’assunzione di contenuti spesso estranei alla sua vita, ma come un impegno personale che possiede tutti i tratti per essere una scelta libera e vera che si compie consapevolmente per affidarsi al Signore”.

Disabilità: i centri di riabilitazione, “la Regione Lazio abbassa le tariffe, così rischiamo di chiudere”

Wed, 2017-10-11 16:29

Dopo 15 anni di sforzi economici per adeguare i centri agli standard previsti dalle nuove normative emanate dalla Regione Lazio, per resistere ai tagli di budget inferti dalle giunte che si sono susseguite dal 2007 e per sostenere un aumento dei costi di quasi il 60%, i Centri di riabilitazione si trovano, oggi, ad affrontare un abbassamento delle tariffe che rischia di metterli in ginocchio.“La situazione del comparto della riabilitazione è diventata molto preoccupante – spiegano Michele Bellomo, presidente dell’Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari), e Massimo Sala, presidente della Foai (Federazione degli organismi per l’assistenza alle persone disabili) -. Da anni chiedevamo un adeguamento delle tariffe, ferme al 2001, ed invece queste sono state ulteriormente abbassate, con riduzione che vanno dal 7 al 12%, escludendo dal calcolo le spese per il personale amministrativo e tecnico e sottostimando i costi per le manutenzioni. Per questi motivi avevamo domandato un incontro col presidente Zingaretti, richiesta che non ha neanche ricevuto una risposta. Speriamo ci vada meglio con il presidente della Commissione Sanità”.  Si tratta di centri che si occupano del disagio fisico, psichico e sensoriale di bambini, adolescenti ed anziani, che lavorano, ogni giorno, con l’autismo, il ritardo mentale, la riabilitazione fisica e cardiologica, così come con persone sorde o motulese, affette da pluripatologie o patologie complesse come l’ictus, rischiano, infatti di chiudere i battenti. Le associazioni in questione rappresentano oltre il 90% di tutte le strutture di riabilitazione del Lazio, 70 centri laici e religiosi che assistono circa 12mila e 500 pazienti, tra loro il Don Orione, il Don Guanella, l’Eugenio Litta, la Fondazione Santa Lucia, l’Anfass Roma, l’Istituto Leonarda Vaccari e la Comunità Capodarco di Roma. Tutte associazioni Onlus e senza fini di lucro.

Catechismo Chiesa Cattolica: mons. Fisichella (Santa Sede), “ogni vescovo riprenda la funzione di primo catecheta”

Wed, 2017-10-11 16:21

“Oggi, con questo solenne atto per celebrare il XXV anniversario di quel momento, intendiamo porci in ascolto di Papa Francesco che a conclusione di questo incontro ci rivolgerà la sua parola”. Con queste parole monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, ha aperto oggi, nell’Aula nuova del Sinodo in Vaticano, l’incontro organizzato dal suo dicastero per celebrare i 25 anni del Catechismo della Chiesa Cattolica. Un testo in cui è centrale “l’attenzione perché la catechesi sia un insegnamento che tende a sostenere l’identità del credente, soprattutto in riferimento al contesto storico e culturale in cui i battezzati sono inseriti”, l’ha definito Fisichella sottolineando il legame con il Concilio Vaticano II, che “ricorda anzitutto ai vescovi il compito peculiare del loro ministero episcopale perché la Parola di Dio cresca in mezzo al popolo e l’intelligenza della Sacra Scrittura, nella costante tradizione della Chiesa, diventi il patrimonio di fede, di carità e di speranza dei fedeli”. “La catechesi fin dai primi secoli della nostra storia ha visto i vescovi come veri protagonisti”, ha detto il vescovo citando tra gli altri sant’Agostino, sant’Ambrogio, san Giovanni Crisostomo, san Roberto Bellarmino e “l’impegno comune nell’Oriente e nell’Occidente riguardo la catechesi”. “Se a questo lungo elenco si aggiunge la recente tradizione del vescovo di Roma che ogni mercoledì tiene la sua catechesi per migliaia di persone, allora è opportuno chiedersi se non sia giunto il momento perché ogni vescovo riprenda nella propria cattedrale la sua funzione di primo catecheta per comunicare il patrimonio di sapienza e di spiritualità che arricchisce e rende salda la fede”, la proposta sull’esempio di Papa Francesco. Per Fisichella, “sarebbe certamente l’esempio concreto di un impegno per l’evangelizzazione che si fa annuncio e catechesi per restituire vigore a tanti sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, laici e laiche che senza conoscere fatica offrono ogni giorno il loro libero, generoso e convinto contributo per la catechesi”.

Ue: Lambertz (CdR), “città e regioni sono l’Europa”. I fallimenti di Brexit e Catalogna. Garantire la coesione

Wed, 2017-10-11 09:30

(Bruxelles) “Rivendicare la propria identità europea, nazionale, regionale o locale non implica rinunciare all’una o all’altra. Al contrario. Le nostre identità devono dialogare pacificamente ed essere sempre in un atteggiamento di apertura e non di ripiego. Così si rafforzano reciprocamente”. Sono parole di Karl-Heinz Lambertz, presidente del Comitato europeo delle Regioni (CdR), nel primo “Stato dell’Ue dal punto di vista delle regioni e delle città” alla plenaria in corso a Bruxelles. È imprescindibile il contributo all’Ue da parte dell’“Europa dai territori ed enti locali in cui vivono i 510 milioni di abitanti dell’Ue”, dove si vivono le grandi “diversità culturali, storiche, ambientali ed economiche”, le cooperazioni e collaborazioni, dove nasce l’innovazione, si “realizzano i progetti di vita”, si traduce in realtà “la maggior parte della legislazione europea” e molto altro ancora. “Le città e le regioni sono l’Europa”, ha insistito Lambertz e la loro voce deve “poter pienamente influenzare il livello europeo”. La crisi dei migranti, Brexit e la Catalogna sono esempi di “fallimenti dell’Europa”, cui rimediare seguendo due principi-guida: prendere le giuste decisioni al giusto livello di potere e dialogare con gli europei. Tra le richieste avanzate da Lambertz: garantire che la politica di coesione dell’Ue resti forte anche in futuro con “risorse corrispondenti almeno a un terzo del budget Ue” e “liberare la capacità di investimenti pubblici a livello locale e regionale”.

Account Twitter Papa: raggiunti 40 milioni di follower. Il profilo Instagram @Franciscus sfiora i 5 milioni

Wed, 2017-10-11 09:30

L’account Twitter di Papa Francesco in 9 lingue @Pontifex ha superato in queste ore i 40 milioni di follower. Ne dà notizia oggi la Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, ricordando che “il risultato viene raggiunto a poche settimane dal quinto anniversario dell’apertura dell’account papale, avvenuta il 12 dicembre del 2012 per volere di Benedetto XVI”. Ogni giorno, attraverso i suoi tweet, sottolinea la Segreteria, “Papa Francesco si fa prossimo all’uomo anche nei Social Media, a volte offrendo un pensiero spirituale, ricordando la figura del Santo del giorno, altre volte ancora condividendo con i suoi follower una riflessione su eventi di grande significato per la comunità internazionale. L’interesse nei confronti della parola del Papa su Twitter non ha conosciuto flessioni in questi anni. Anzi, negli ultimi 12 mesi, i follower sono cresciuti di più di 9 milioni, dimostrando la costante attenzione della gente – persone comuni, cristiane e non, leader politici, ancora altri esponenti della cultura – per i tweet del Santo Padre”. La presenza “in prima persona sui social media di Papa Francesco”, rimarca la Segreteria per la comunicazione, “è accompagnata da numerosi pronunciamenti sulla missione dei cristiani nel ‘Continente digitale’. In occasione del suo primo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, pubblicato il 24 gennaio 2014, il Pontefice affermava che ‘la rete digitale può essere un luogo ricco di umanità, non una rete di fili ma di persone umane (…) Il coinvolgimento personale è la radice stessa dell’affidabilità di un comunicatore. Proprio per questo la testimonianza cristiana, grazie alla rete, può raggiungere le periferie esistenziali’. Oltre ai 40 milioni di follower su Twitter, Papa Francesco è ormai prossimo a raggiungere i 5 milioni di follower (già superati i 4,9 milioni) su Instagram, il canale social di immagini”. L’account @Franciscus è stato inaugurato il 19 marzo 2015 con questo messaggio: “Inizio un nuovo cammino per percorrere con voi la via della misericordia e della tenerezza di Dio”. Significativamente, conclude la Segreteria, “la fascia di età che segue maggiormente il Papa su Instagram è 25-34 anni, i Paesi dove è più seguito: Brasile e Stati Uniti. Per volere del Santo Padre, il coordinamento dei due account papali è affidato alla Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, in collaborazione con la Segreteria di Stato”.

Diocesi: Asti, l’oratorio di San Silvestro festeggia 40 anni

Wed, 2017-10-11 09:22

Sabato 21 ottobre, la comunità di San Silvestro di Asti festeggerà i 40 anni della fondazione dell’oratorio. A realizzarlo furono l’allora parroco don Rodolfo Piglione e le suore Ancelle di San Giuseppe, che ancora oggi animano le Messe della parrocchia. Ne dà notizia il settimanale diocesano “La Gazzetta d’Asti”. Il programma prevede, alle 17, in chiesa la recita del Rosario, seguito dalla solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo mons. Francesco Ravinale. La Messa sarà accompagnata dalla corale di San Silvestro, mentre al termine è previsto un intervento della banda musicale “Azzurra” del comune di Celle Enomondo. La festa proseguirà poi con un momento di fraternità al Centro culturale San Secondo. L’evento sarà l’occasione per una rimpatriata fra i tantissimi che hanno trascorso momenti di aggregazione e formazione nell’oratorio.

Parlamento Ue: Premio Sacharov, scelti i tre finalisti. Difesa della libertà e della democrazia in Guatemala, Venezuela ed Eritrea

Wed, 2017-10-11 09:18

(Bruxelles) Aura Lolita Chavez Ixcaquic, l’opposizione democratica in Venezuela e il giornalista svedese-eritreo Dawit Isaak sono i finalisti dell’edizione di quest’anno del premio Sacharov, a seguito della votazione delle commissioni Affari esteri e Sviluppo del Parlamento europeo, che assegna ogni anno il riconoscimento per la libertà di pensiero e la difesa dei diritti umani e la democrazia. Il vincitore sarà annunciato il 26 ottobre dalla Conferenza dei presidenti. Il premio, che consiste in un attestato e in un premio in denaro di 50mila euro, sarà consegnato durante una cerimonia al Parlamento europeo a Strasburgo il prossimo 13 dicembre nel corso della plenaria. Aura Lolita Chavez Ixcaquic è un’attivista per i diritti umani in Guatemala. “Fa parte del Consiglio delle popolazioni Ki’che (Cpk), un’organizzazione – spiega l’ufficio stampa dell’Assemblea Ue – che si batte per la salvaguardia delle risorse naturali e dei diritti umani contro l’espansione delle industrie minerarie, del legno, idroelettriche e agricole nel territorio. Lei e la sua associazione sono state oggetto di minacce”.
L’opposizione democratica in Venezuela raccoglie diverse sigle e personalità: l’Assemblea nazionale (Julio Borges) e tutti i prigionieri politici nella lista del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González. “La situazione in Venezuela è andata seriamente peggiorando sia per la democrazia che per i diritti umani e l’economia, in un clima di crescente instabilità politica e sociale”. Infine Dawit Isaak, giornalista, drammaturgo e scrittore svedese-eritreo: nel 2001 è stato arrestato dalle autorità eritree durante una repressione politica e si trova in carcere da allora. Non è mai più stato visto dal 2005. Tra i candidati al premio, segnalati dai gruppi politici, figuravano anche Asia Bibi, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag e Pierre Claver Mbonimpa. L’anno scorso il premio è stato assegnato a Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar.

Politica: Puigdemont, Catalogna sovrana e repubblicana. Non proclama l’indipendenza, critica il Re, apre a negoziati con Madrid

Tue, 2017-10-10 19:45

Un discorso dai forti accenti indipendentisti, senza di fatto proclamare – per ora – l’indipendenza. Carles Puigdemont, presidente della Catalogna, ha tenuto a Barcellona, nella sede dell’assemblea regionale, un discorso di quasi un’ora, nel quale ha ripercorso le tappe che hanno portato al referendum del 1° ottobre. Puigdemont davanti alle Generalitat si è assunto il mandato del popolo catalano, per giungere, tramite negoziati con Madrid, alla proclamazione di una Catalogna indipendente e repubblicana. “Non siamo pazzi né golpisti”, ha detto il politico catalano, ma “interpretiamo il mandato del nostro popolo”. Dure le parole verso la “repressione” e le “violenze” del governo di Madrid e forti critiche verso il Re. Il discorso ha di fatto sospeso la dichiarazione di indipendenza, per rinviare a prossime trattative politiche con il governo centrale.

Avvenire: la prima pagina di domani 11 ottobre. Catalogna, nuova legge cittadinanza, Rosatellum

Tue, 2017-10-10 19:44

“La Catalogna è sospesa. Indipendenza non ora, arrivano solo parole” è il titolo di apertura di “Avvenire” di domani, dedicato alla dichiarazione del presidente catalano Puigdemont al Parlamento di Barcellona.
Al taglio, in evidenza la smentita di uno degli slogan di chi si oppone alla nuova legge sulla cittadinanza: non è prevista, infatti, alcuna sanatoria per gli adulti, come invece sostenevano in particolare gli esponenti di Fratelli d’Italia paventando la concessione della cittadinanza a 1 milione di stranieri maggiorennni in Italia.
Ancora la notizia della fiducia che sarà posta sul progetto di legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum. A questo argomento è dedicato l’editoriale a firma del direttore Marco Tarquinio.

Notizie Sir del giorno: Papa in Myanmar e Bangladesh, azione Ior a Malta, legge elettorale, Giornata mondiale bambine, migranti in cattedrale a Foggia

Tue, 2017-10-10 19:30

Papa Francesco: il programma ufficiale del viaggio in Myanmar e Bangladesh

Inizierà domenica 26 novembre, con la partenza in aero da Fiumicino alle 21.40, il viaggio del Papa in Myanmar e Bangladesh, fino al 2 dicembre. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede, che ha diffuso oggi il programma ufficiale. Il Papa arriverà il 27 novembre, alle 13.30, all’aeroporto internazionale di Yangon, dove avverrà l’accoglienza ufficiale. Martedì 28 novembre, alle 14, il Papa partirà in aereo per Nay Pyi Taw, dove arriverà alle 15.10 per l’accoglienza ufficiale. Alle 15.50 la cerimonia di benvenuto al palazzo presidenziale, seguita alle 16 dalla visita di cortesia al presidente e, mezz’ora dopo, dall’incontro con il consigliere di Stato e il ministro degli Esteri. Alle 17.15 l’incontro con le autorità, con la società civile e con il corpo diplomatico nell’International Convention Centre, dove è in programma il primo discorso del Papa, che dopo le 18 partirà in aereo per Yangon, dove arriverà alle 19.25 per poi trasferirsi all’arcivescovado. (clicca qui)

Processo in Vaticano: Enoc (presidente Bambino Gesù), “quando sono arrivata ho voltato pagina”

“Ieri sono stata chiamata a rendere la mia testimonianza. Avevo già consegnato un fascicolo di documenti. Soprattutto gli avvocati della difesa hanno ritenuto di volermi sentire”. Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, a margine dell’inaugurazione odierna dell’anno scolastico 2017-2018 della scuola interna al nosocomio, risponde alle domande dei giornalisti sull’ottava udienza del processo in Vaticano per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù, svoltasi ieri e alla quale è stata chiamata a partecipare in qualità di testimone. “Ho detto semplicemente quello di cui ero a conoscenza – riferisce – senza esprimere alcun tipo di giudizio, che non mi competeva, e ho ribadito quello che è avvenuto. Mi hanno chiesto perché io non ho usato l’appartamento del cardinale per fare degli eventi e ho risposto che veramente questo non è nello stile dell’ospedale di oggi”. (clicca qui)

Legge elettorale: Governo pone fiducia alla camera

(DIRE-SIR) – Il governo, nel corso del Consiglio dei ministri, ha autorizzato la questione di fiducia da porre sulla legge elettorale. Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, martedì 10 ottobre, alle ore 13.40 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del presidente Paolo Gentiloni. Segretario la sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi. Il Consiglio dei ministri ha deliberato il proprio assenso a porre la questione di fiducia, qualora risulti necessario, con riferimento al testo unificato delle proposte di legge n. 2352 e abbinate A/R, recante “Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali”. (clicca qui)

Ior: Burke, “azione” a Malta “dimostra la volontà di accettare le responsabilità di abusi del passato”

“Un’azione che dimostra la volontà dello Ior di accettare le responsabilità di abusi del passato”. Così il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, in una dichiarazione resa ai giornalisti ha definito la decisione presa nei giorni scorsi dall’Istituto per le Opere di Religione di “avviare davanti alle autorità giudiziarie competenti di Malta un’azione civile nei confronti di più soggetti terzi, ritenuti responsabili di averlo danneggiato significativamente nell’ambito di alcune attività di investimento cui l’Istituto ha partecipato”. “Si tratta di un’operazione risalente all’inizio del 2013 – ha riferito Burke ai giornalisti – il cui investimento iniziale ammonta a 17 milioni, anche se i danni effettivamente subiti dovranno essere quantificati dalla Corte di Malta”. (clicca qui)

Terre des Hommes: “In Italia nel 2016 oltre 950 minori vittime di violenza sessuale. In prevalenza sono femmine”

“Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono vittime di violenza sessuale. Oltre 950 minori in un anno nel nostro Paese sono costretti a subire questo orribile abuso. E nell’ultimo anno il numero totale dei minori vittime di reato – mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori – ha registrato un +6% rispetto al 2015”. Sono questi i nuovi e allarmanti dati Interforze sui minori vittime di reato nel 2016 elaborati per il nuovo dossier della “Campagna Indifesa” di Terre des Hommes, presentato oggi a Roma, alla presenza del presidente del Senato, Pietro Grasso, alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre). “Piccole vittime che in prevalenza sono femmine – rivela il dossier, il sesto della serie -: nel 2016 erano in media il 58%, ma questa percentuale aumenta in tutti i reati a sfondo sessuale. Le bambine sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali”. (clicca qui)

Albania: prima assemblea diocesana per Tirana-Durazzo. Nel 2018 il Sinodo sulla nuova evangelizzazione

Prima assemblea diocesana per Tirana-Durazzo, convocata in preparazione al Sinodo che la Chiesa locale albanese vivrà nell’ottobre 2018. L’assise, in corso in questi giorni, è stata fortemente voluta dall’arcivescovo George Anthony Frendo come prima tappa verso l’appuntamento del prossimo anno, che avrà per tema “La nuova evangelizzazione nella nostra arcidiocesi”. All’incontro di questi giorni, riferisce al Sir don Arjan Dodaj, vicario generale dell’arcidiocesi, “c’è una grande partecipazione di popolo. Sono convenuti, infatti, diversi fedeli dai luoghi anche più periferici. Sono presenti anche molti giovani, che portano l’entusiasmo, la bellezza e la freschezza della loro età. È davvero un’esperienza pentecostale, che sta suscitando grande speranza”. (clicca qui)

Foggia: lavoratori migranti in cattedrale. L’arcivescovo Pelvi, “ho ribadito il sostegno della Chiesa”

“Si tratta di seicento migranti, in questi minuti stanno uscendo dalla cattedrale. Il loro rappresentante, Aboubakar Soumahoro, mi ha appena riferito che sono stati ricevuti dal Prefetto che li ha rassicurati sulle loro richieste, in primis quella del ripristino dell’acqua potabile nelle zone dove sono attualmente allocati”. Così mons. Vincenzo Pelvi, arcivescovo di Foggia-Bovino, racconta al Sir gli ultimi sviluppi della protesta pacifica di alcune centinaia di lavoratori migranti che questa mattina sono entrati in cattedrale a Foggia issando dei cartelli dove si leggeva: “Siamo lavoratori, non carne da macello”, “Noi vogliamo legalità e giustizia sociale”. Si tratta di uomini e donne, impegnati nella raccolta del pomodoro e di altri prodotti agricoli che si trovano a ridosso dell’ex gran ghetto nelle campagne tra Rignano Garganico e San Severo, sgomberato qualche mese fa. Chiaro il riferimento alle condizioni di lavoro che si sperava migliorassero dopo che il 31 luglio era stato sottoscritto con la Regione Puglia un accordo che stabiliva, tra le varie cose il superamento della ghettizzazione, l’inserimento lavorativo, il rispetto dei contratti di lavoro e, infine, l’istituzione di un tavolo permanente sull’agricoltura. L’arcivescovo Pelvi li ha incontrati in cattedrale per oltre due ore: “Ho ribadito loro tutto il sostegno e la vicinanza della Chiesa”. (clicca qui)

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