Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 min 27 sec ago

Rifugiati: p. Ripamonti (Centro Astalli), soluzioni rischiano di essere peggiori del male

Wed, 2017-06-21 19:24

“Il tema della mobilità è entrato prepotentemente nelle agende politiche, condizionandole e determinando reazioni anche scomposte: le soluzioni prospettate a volte sembrano essere peggiori del male da cui milioni di persone stanno fuggendo”. Lo ha affermato padre Camillo Ripamonti, direttore del Centro Astalli, che, in apertura dell’incontro promosso in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, ha denunciato che si rischia “di indebolire l’istituto giuridico della protezione internazionale che rappresenta l’espressione del rispetto della dignità”. “In Europa – ha spiegato – c’è il tentativo di dare un tempo, cinque anni, alla protezione internazionale, come se la vita dei rifugiati non fosse già frantumata, mentre in Italia la legge 46, che abolisce un grado di giudizio, indebolisce ulteriormente i diritti di persone i cui diritti sono già stati violati”.
Presentando la Campagna “Rifugiati, l’umanità non si arresta”, padre Ripamonti ha evidenziato che quello attuale “è un momento delicato per le migrazioni” e ha ricordato che “sono 65 milioni e 600mila le persone che scappano, oltre 20 milioni quelli che attraversano i confini e 40 milioni i rifugiati interni”.
Ma, ha scandito, “l’umanità non si arresta, non si detiene, né nei Paesi di provenienza né in quelli di transito con accordi che esternalizzano le frontiere né facendo finta che i corridoi umanitari siano la soluzione, mentre si lasciano morire in mare moltissime persone”. “La nostra – ha concluso – sarà una società migliore se la nostra umanità saprà accogliere l’umanità in fuga che la storia ci insegna non si può arrestare”.

Campagna “Ero straniero”: don Colmegna (Casa della carità), “ringraziamo il Papa per il suo sostegno”

Wed, 2017-06-21 19:14

“Un grande dono, che darà ancora più forza al nostro messaggio e alla nostra campagna. E una sollecitazione importante per i cattolici”. Così don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, commenta al Sir le parole di Papa Francesco nel corso dell’udienza di oggi, che ha espresso “sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria Ero straniero – L’umanità che fa bene”. “L’accoglienza e la protezione dei migranti sono un tema che da sempre sta a cuore a Papa Francesco, che in più di un’occasione ha esortato la politica a compiere scelte giuste e lungimiranti, che vedano l’immigrazione come una risorsa e non come un problema. Di questo siamo fortemente convinti anche noi promotori della campagna, e per questo ringraziamo ancora il Pontefice per il suo sostegno, che ci spinge a proseguire nella nostra iniziativa ancora con maggior entusiasmo”, ha aggiunto il presidente della “Casa della carità”: “Ci auguriamo che il suo apprezzamento spinga sempre più comunità religiose e fedeli ad impegnarsi attivamente in favore dei migranti, per mettere in pratica l’invito evangelico ‘Ero straniero e mi avete accolto’”. Ad oggi, sono circa 11 mila le firme raccolte in favore della legge che prevede, in sintesi, l’introduzione di canali diversificati di ingresso per lavoro e nuove forme di regolarizzazione degli stranieri già radicati nel territorio. Ma anche misure per l’inclusione sociale e lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati, l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.

Papa in Colombia: card. Salazar, “viene per dirci che abbiamo bisogno di cambiare”

Wed, 2017-06-21 19:12

“In Colombia, necessariamente, la costruzione della pace nasce nel perdono. Il Papa viene a dirci che abbiamo bisogno di cambiare e da qui deriva il tema della visita: ‘Facciamo il primo passo’, a partire dalla riconciliazione e dalla pace. Così si è espresso stamattina (ora colombiana) il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam, aprendo il Forum promosso dal maggiore quotidiano della capitale colombiana, “El Tiempo” sulla visita di papa Francesco in Colombia (6-10 settembre). Al dibattito hanno partecipato anche il nunzio apostolico, mons. Ettore Ballestrero, e Guillermo León, ambasciatore di Colombia presso la Santa Sede. Quest’ultimo ha affermato: “Francesco viene perché è necessaria la sua presenza per raggiungere l’obiettivo di una società che vive in pace”.
Il dibattito conferma la grande attesa per la visita del Papa non solo in ambito ecclesiale, ma nell’intera società colombiana. Proprio ieri una delegazione vaticana è giunta in Colombia per un sopralluogo nei luoghi che saranno visitati da papa Francesco. E venerdì prossimo a Cartagena sarà annunciato il programma ufficiale del viaggio.

Sicurezza sociale: Corte di giustizia europea, “gli extracomunitari titolari di permesso di lavoro hanno diritto alla parità di trattamento”. La soddisfazione dell’Asgi

Wed, 2017-06-21 19:11

L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) esprime “grande soddisfazione” per la sentenza con la quale oggi la Corte di giustizia europea  ha affermato che “i cittadini extra Ue titolari di un permesso che consente di lavorare hanno diritto alla parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di sicurezza sociale in forza dell’art. 12 direttiva 2011/98”. Il giudizio è stato espresso relativamente “al caso – spiega l’Asgi – di una signora ecuadoriana alla quale il Comune di Genova e l’Inps avevano negato l’assegno famiglie numerose”. L’associazione – prosegue la nota – che “ha da sempre sostenuto questa interpretazione oggi fatta propria dalla Corte di giustizia europea e a marzo 2017 dalla Commissione europea nelle proprie Osservazioni nell’ambito di questo caso” osserva che “giunge così a conclusione l’impegno che da anni Asgi porta avanti promuovendo in tutta Italia azioni come quella giunta all’attenzione della Corte europea e volta a garantire la parità di trattamento tra italiani e stranieri nell’accesso alle prestazioni sociali”. “Si tratta di un provvedimento di estrema importanza”, afferma l’avvocato Alberto Guariso che, unitamente ad Asgi, ha patrocinato la causa. “Pur riferendosi all’assegno al nucleo familiare numeroso – precisa – il principio affermato dalla Corte vincolerà i giudici nazionali che dovranno decidere in relazione a problemi simili quali il diritto all’assegno di maternità, al bonus bebè e al premio nascita”. L’Asgi – conclude la nota – “confida che, a seguito della pronuncia della Corte di Giustizia, l’Inps vorrà conformarsi al principio dettato evitando il protrarsi di un contenzioso oneroso sia per la pubblica amministrazione sia per gli stranieri”.

+++ Vescovi Colombia: appello a governo ed Eln per cessate-il-fuoco bilaterale in vista della visita del Papa +++

Wed, 2017-06-21 18:59

Un appello al Governo nazionale e alla guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln) per arrivare a un cessate-il-fuoco bilaterale è stato diffuso pochi minuti fa dalla Conferenza episcopale colombiana (Cec). Il messaggio, che porta la data del 20 giugno è firmato dal presidente della Cec, mons. Luis Augusto Castro Quiroga, presidente della Cec, dal card. Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam, da mons. Oscar Urbina Ortega, vicepresidente Cec e arcivescovo di Villavicencio, da mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale Cec e vescovo ausiliare di Medellín, e da mons. Darío de Jesús Monsalve Mejía, arcivescovo di Cali e referente della Commissione episcopale per il dialogo con l’Eln.
Si legge nell’appello: “Desideriamo alimentare il dialogo fino al raggiungimento di un accordo finale tra le parti che – con la partecipazione della società e con l’obiettivo della fine del conflitto armato – si sta cercando al tavolo di Quito. La vista apostolica di papa Francesco, che felicemente si avvicina ci spinge a mettere in comune le diverse volontà, senza alcuna esclusione, per fare il primo passo, che a ciascuno compete fare”. Da qui l’esplicito appello “per un cessate-il-fuoco e delle ostilità bilaterale, che sia espressione della vostra volontà, comune a quella del popolo colombiano, di accogliere il Santo Padre e di dare il benvenuto alla sua persona e al suo messaggio”. Questo eventuale passo “aiuterà in modo significativo a cementare la volontà sociale e politica di pace, ancora debole di fronte all’abitudine di usare la forza e di manipolare la verità”.

Diocesi: Caritas Prato, al via “Non solo carcere” per il reinserimento sociale degli ex detenuti

Wed, 2017-06-21 18:43

Accoglienza, reinserimento sociale e sensibilizzazione della cittadinanza. Sono gli ambiti di impegno del progetto “Non solo carcere”, presentato questa mattina dalla Caritas diocesana di Prato nella convinzione che – si legge in una nota – “non ci sono detenuti irrecuperabili, tutti hanno il diritto alla speranza”. Il progetto, finanziato da Caritas Italiana con i fondi derivanti dall’8xmille alla Chiesa Cattolica è promosso dalla Caritas pratese in collaborazione con l’associazione Don Renato Chiodaroli, Gruppo Barnaba e Insieme per la Famiglia. Alla conferenza stampa di presentazione, oltre al vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, hanno partecipato tutti i soggetti promotori, tra i quali ci sono anche Cna Toscana Centro e l’azienda Estra, che hanno dato la propria disponibilità ad inserimenti lavorativi e attività di informazione rispetto al problema carcere. “L’obiettivo è quello di prendersi cura di queste persone”, ha sottolineato la direttrice della Caritas diocesana, Idalia Venco, secondo cui “è vero che si sono macchiate di uno o più reati ma se vogliamo che veramente possano riparare al danno che hanno commesso, e soprattutto non delinquere più, allora dobbiamo accompagnarle”. Il direttore del carcere La Dogaia di Prato, Vincenzo Tedeschi, ha confermato che “i detenuti che una volta usciti hanno avuto opportunità lavorative hanno un rischio di recidiva molto basso”. Per quanto riguarda l’accoglienza, a breve verrà completata, a Narnali, la ristrutturazione di casa Jacques Fesch che fin dal 1990 fornisce un servizio di alloggio temporaneo alternativo all’istituto di pena. Sul fronte del reinserimento sociale, sono previsti percorsi individuali di orientamento, corsi di formazione e tirocini formativi all’interno di aziende del territorio. Infine, rispetto alla sensibilizzazione della cittadinanza, verranno realizzate nei prossimi mesi azioni e iniziative sul territorio mirate a informare sulle condizioni del carcere e delle pene alternative.

Diocesi: Acireale, “sconcerto ed indignazione” del vescovo Raspanti e della comunità per morte Giovanni Leonardi. Domani i funerali

Wed, 2017-06-21 18:27

“Sconcerto ed indignazione”. È quanto esprimono la comunità ecclesiale e il vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, per la morte di Giovanni Leonardi, avvenuta nei giorni scorsi a seguito di un pestaggio perpetuato in pieno giorno nei pressi della stazione ferroviaria, e di cui si celebreranno le esequie domani, nella chiesa di San Domenico ad Acireale. Il tassista, 61 anni, è morto per infarto dopo essere stato picchiato a calci e pugni dal 26enne russo Nikita Gromokov, che ha dichiarato di averlo aggredito per un presunto furto. “Non essendo la città di Acireale solita a simili fatti di cronaca, quanto accaduto non può che suscitare sconcerto”, si legge in un comunicato diffuso dall’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi: “A questo s’aggiunge indignazione perché chi avrebbe subito il torto del furto – ipotesi da verificare – ha cercato di farsi giustizia da sé, con gesti disumani e contro lo Stato di diritto”. Il vescovo esprime “vicinanza ai familiari della vittima, e alla madre in particolare, affinché il loro dolore possa essere consolato dalla solidarietà di tanti fratelli e dalla benevolenza della Grazia di Dio”. “Ringrazio l’operato degli organi di polizia, che sono riusciti ad individuare i responsabili di tale crimine e con tanto impegno si prodigano per la sicurezza di ogni cittadino”, prosegue Raspanti: “Mi auguro altresì che i responsabili di tale delitto si ravvedano e si pentano”.

Diocesi: Roma, da domani il XIV Simposio internazionale dei docenti universitari

Wed, 2017-06-21 18:22

“La Terza missione delle Università, dei Centri di ricerca e delle Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica in Europa. Per uno sviluppo umano e globale”. È questo il tema del XIV Simposio internazionale dei docenti universitari, che si svolgerà da giovedì 22 a sabato 24 giugno in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma e promosso dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, il Comitato Regionale dei Rettori delle Università del Lazio e il Comitato dei Rettori delle Università Pontificie di Roma. Quasi 300 relatori provenienti da tutta Europa, 29 sessioni di lavoro che toccheranno dai temi economici a quelli della comunicazione, dalla bioetica alla teologia, fino alla psicologia e alla finanza, una tavola rotonda che raggrupperà oltre 50 rettori giunti da differenti paesi, quattro forum dedicati rispettivamente ai Centri di Ricerca; ai dirigenti amministrativi; alle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Coreutica e infine alla Sanità. L’assise si aprirà giovedì alle 15.30 con la cerimonia inaugurale nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense che vedrà la partecipazione del vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma, di Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La lectio magistralis sarà affidata a Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern di Ginevra, e a Ivano Dionigi, docente presso il dipartimento di Filologia Classica dell’Università di Bologna. I giorni successivi prevedono lavori suddivisi in differenti sessioni e luoghi. Sabato giornata finale con la messa presieduta dal vescovo Enrico Dal Covolo, rettore dell’ateneo di piazza San Giovanni in Laterano, e di seguito due tavole rotonde e la sintesi dei lavori con le prospettive di impegno verso il XV Simposio Internazionale.

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, rapporto Caritas per fare “rete” anche con il “Sia”

Wed, 2017-06-21 18:15

Dalla presentazione del secondo rapporto sulle povertà curato dall’Osservatorio della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, presentato ieri pomeriggio nel capoluogo umbro, sono emersi tanti “volti” non più “invisibili” e, da tutti gli interventi, la necessità di fare “rete” tra Istituzioni civili, religiose e realtà private impegnate nel welfare. Tra gli “addetti ai lavori” presenti, rappresentanti delle Istituzioni civili (Regione dell’Umbria e Comune di Perugia), operatori del Terzo settore e gli stessi autori del Rapporto, c’è attesa per gli effetti del “Sia” (Sostegno all’inclusione attiva) avviato a livello nazionale nel settembre 2016, mentre quello varato dalla Regione ancora non è operativo, che si inizieranno a cogliere tra un paio di anni. Sono state espresse – si legge in una nota della diocesi diffusa oggi – anche delle perplessità sull’efficacia dello stesso “Sia”, perché nei Comuni di Perugia, Corciano e Torgiano su 661 domande presentate da famiglie in gravi difficoltà, quelle accolte sono solo 185.
“In questo momento in cui nel nostro Paese affrontiamo delle problematiche sociali importanti e decisive – ha evidenziato il vescovo ausiliare monsignor Paolo Giulietti –, la Caritas ha bisogno di produrre pensiero. Non si può più affrontare la povertà con il continuare ad offrire servizi palliativi, perché non bastano più. Redigere un rapporto annuale su questo fenomeno vuol dire come Chiesa impegnarsi a pensare, a produrre pensiero. La Caritas deve tornare ad essere non solo a livello diocesano, ma parrocchiale, luogo in cui si pensa, oltre a fare, per dare delle risposte di pensiero che nascono dal Vangelo e dalla coscienza sociale”. Mons. Giulietti ha parlato anche di “fatica a collaborare” con le Istituzioni civili preposte a contenere questo fenomeno, ricordando che a Perugia, pur avendo firmato Caritas e Comune un protocollo di intesa ben prima il varo del “Sia”, i frutti di quest’intesa sinergica per alleviare la povertà ancora non si vedono, come i dati del Rapporto 2016 dimostrano. Pierluigi Grasselli, direttore dell’Osservatorio della Povertà della Caritas diocesana, ha evidenziato che “appare in linea con le necessità di aiuto suggerite da questo Rapporto la recente svolta nell’impegno del governo italiano per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”.

Immigrazione: le organizzazioni sociali a Ue e Italia, “serve un cambio di rotta nella gestione dei flussi”

Wed, 2017-06-21 18:11

Alla vigilia del Consiglio Ue del 22 e 23 giugno, le reti delle organizzazioni della società civile italiana che lavorano con i migranti – Tavolo Asilo (A Buon diritto, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, Fcei, Focus-Casa dei diritti sociali, Medu, Oxfam), Aoi, Cinin, Concord Italia, Coonger, Cop, Focsiv, Link 2007, Marche solidali – lanciano un appello congiunto alle istituzioni italiane ed europee indicando le “misure indispensabili e urgenti per un cambio di rotta nella gestione dei flussi migratori in Italia e una nuova e più efficace Agenda Europea”. La lettera aperta è stata inviata ieri al Governo, al Parlamento e agli Europarlamentari italiani. Per correggere l’attuale approccio definito dall’Agenda europea per le migrazioni e i provvedimenti assunti dal Governo italiano, le organizzazioni firmatarie chiedono, tra l’altro, che “i cosiddetti compacts, definiti con i Paesi terzi, siano finalizzati a favorire politiche di sviluppo umano sostenibile nei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori e non al mero controllo delle frontiere; l’Ue e gli Stati membri effettuino operazioni di ricerca e salvataggio (Sar) con il solo scopo di salvare vite umane; l’Ue e i suoi Stati membri garantiscano alle persone che si trovano ai loro confini l’accesso ad un equo ed effettivo diritto di richiedere asilo; i richiedenti protezione internazionale in Europa abbiano il diritto a una procedura giusta ed efficace; gli Stati membri rivolgano particolare attenzione alle esigenze specifiche delle donne, dei bambini e delle persone vulnerabili, indipendentemente dalla nazionalità o dalla concessione del diritto asilo; i migranti non vengano considerati come detenuti in centri di accoglienza al solo fine di essere identificati; l’Ue e gli Stati membri facciano ritornare le persone nei loro Paesi di origine solo attraverso procedure fondate sul rispetto dei diritti umani, e mai a condizioni che li possano mettere in pericolo; gli schemi e le procedure di ricongiungimento familiare per rifugiati e richiedenti asilo siano facili da praticare e garantiscano che le famiglie siano in grado di riunirsi nel minor tempo possibile”.

Diocesi: Firenze, sabato 24 giugno la rassegna “O flos colende”

Wed, 2017-06-21 18:08

Ritorna, a Firenze, in occasione della festa di san Giovanni, patrono della città, l’ormai tradizionale appuntamento con la rassegna “O flos colende”, anche stavolta grazie alla collaborazione tra l’Opera di Santa Maria del Fiore e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La mattina (ore 10.30) di sabato 24 giugno, il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori celebrerà in Duomo una Messa le cui sezioni sono intercalate dalla Messe brève di Léo Delibes, l’unico contributo al genere dato dal compositore francese celebre per i suoi balletti. Una pagina di soave semplicità, accostata a pagine della tradizione sacra fiorentina in parte conservate fra i manoscritti dell’Archivio dell’Opera del Duomo: come i mottetti (riscoperti grazie alle trascrizioni di Gabriele Giacomelli) Elizabeth Zachariae (dedicato proprio a San Giovanni Battista) di Marco da Gagliano e Gaudent in coelis di Filippo Vitali, autori entrambi maestri di cappella di Santa Maria del Fiore, affiancati ad altri brani, fra i quali l’Alleluia composto da Michele Manganelli (attuale maestro di cappella di Santa Maria del Fiore) e il delicato Ave verum di Charles Gounod. Il tutto a ricreare una suggestiva liturgia trapuntata da pagine corali e che quest’anno si propone anzitutto come una vera festa musicale di bambini cantori. Nella stessa giornata – informa la diocesi – sarà possibile per tutti i fiorentini visitare il Battistero gratuitamente, mentre alle ore 18.30, sempre in Battistero, 70 bambini e le loro famiglie, e per la prima volta 2 persone adulte, tutti appartenenti alla diocesi di Firenze, tra quelli che hanno ricevuto il battesimo nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016, riaffermeranno il loro legame con la Chiesa fiorentina ritrovandosi assieme al cardinale Betori nel “bel San Giovanni”: un’iniziativa promossa dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dall’arcidiocesi di Firenze. Un momento di letture e di preghiere guidate dal cardinale Betori, accompagnate dal coro di studenti universitari Phonè, che terminerà con la benedizione dei presenti con l’acqua del fonte battesimale. Al termine della cerimonia i bambini riceveranno una medaglietta in argento con l’effige di San Giovanni Battista e lo stemma dell’Opera, oltre a un attestato in ricordo dell’evento.

Ordinariato militare: p. del Riccio ai cappellani, “nel discernimento vocazionale occorre darsi strumenti per riconoscere la chiamata”

Wed, 2017-06-21 18:02

Nell’accompagnamento spirituale, “bisogna favorire la relazione tra la persona e il Signore, collaborando a rimuovere ciò che la ostacola”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Roberto del Riccio, docente a Napoli presso la sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, intervenendo, ad Assisi, alla terza giornata del corso di aggiornamento e formazione nazionale dei cappellani militari sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Parlando di “discernimento vocazionale”, padre del Riccio, ha ribadito come “per cominciare a discernere sia importante: saper ascoltare i propri sentimenti ed emozioni e riconoscere la direzione (spirituale) verso cui si sta andando”. Nell’evidenziare la differenza tra l’accompagnamento al discernimento e il sostegno psicologico, il relatore ha rilevato che nel discernimento vocazionale “occorre darsi strumenti per riconoscere la chiamata alla gioia dell’amore e scegliere di dargli risposta”. “È necessario ascoltare con attenzione – ha aggiunto del Riccio – proprio perché l’essere umano ha la possibilità di interpretare i segnali, dato che lo Spirito di Dio agisce nel cuore di ogni uomo e di ogni donna attraverso sentimenti e desideri che si legano a idee, immagini e progetti”.

Ordinariato militare: mons. Pitta (Pul) ai cappellani, “quando si sceglie la via del servizio, la propria giovinezza si rinnova”

Wed, 2017-06-21 17:57

“Quando si sceglie la via del servizio, la propria giovinezza si rinnova: qui sta l’enorme differenza tra l’età anagrafica e quella della vita interiore”. Lo ha affermato questa mattina mons. Antonio Pitta, docente alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense (Pul), intervenendo, ad Assisi, alla terza giornata del corso di aggiornamento e formazione nazionale dei cappellani militari sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Tra le fasi della vita pubblica di Gesù – ha osservato mons. Pitta – “si delineano diversi tipi di sequela: il giovane ricco, quello della passione, Timoteo e Pietro”. “Nel nostro tempo – ha proseguito – abbiamo liquidato qualsiasi tipo di imitazione, colpiti dall’ansia di essere unici a tutti i costi”. “Per tutti i discepoli, prima e dopo la risurrezione cambiano le modalità della sequela, ma tutte sono accomunate dal servizio”, ha rilevato mons. Pitta, concludendo poi che “tutti si invecchia, appartiene all’anagrafe e non è una virtù. Ma si è già vecchi quando si è guidati dall’inarrestabile sete di gloria e di potere”.

Caritas-Migrantes Milano: domani presentazione Rapporto immigrazione. “Una nuova generazione di italiani”

Wed, 2017-06-21 17:46

I luoghi dell’integrazione, “cioè la scuola e i doposcuola parrocchiali, dove si formano i nuovi italiani”; la riforma della legge sulla cittadinanza. Sono i due argomenti che verranno approfonditi domani, giovedì 22 giugno (ore 9.30, nella sede di Caritas Ambrosiana, via San Bernardino 4 a Milano) durante la presentazione del XXVI Rapporto immigrazione di Caritas e Migrantes. La presentazione avverrà nel corso del convegno “Nuova generazione di italiani”. Manuela De Marco dell’Ufficio immigrazione di Caritas Italiana e Meri Salati dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse di Caritas Ambrosiana, illustreranno i dati statistici sul fenomeno migratorio in Italia e in Lombardia. Trarrà le conclusioni Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana. Nel Rapporto immigrazione si legge: “Diversi decenni fa, lo scrittore svizzero Max Frisch coniò il famoso aforisma: ‘volevamo della braccia, sono arrivate delle persone’. Quella frase oggi potrebbe essere aggiornata così: ‘volevamo delle braccia sono arrivate delle famiglie’. L’insediamento di famiglie immigrate, generalmente giovani, ha effetti demografici e sociali importanti: i figli nati nei Paesi di origine vengono chiamati a vivere nel Paese che ospita i loro genitori e altri figli nascono nel frattempo nel nuovo contesto sociale”. Questa nuova generazione di italiani “chiede di diventare parte integrante del nostro Paese”.

Terra dei fuochi: mons. Di Donna (Acerra), “ormai dobbiamo parlare di vittime innocenti dell’inquinamento”

Wed, 2017-06-21 17:41

“Mantenere alta l’attenzione sulla questione ambientale, riproporre una riflessione sul tema, verificare i passi fatti negli ultimi dodici mesi, pochi, e quelli da compiere in futuro, ancora tanti, e ricordare i nostri morti per tumore, molti dei quali in giovanissima età”. Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, spiega così al Sir gli obiettivi della quarta Assemblea annuale sull’ambiente, organizzata, stasera, a partire dalle 18,30, nella cattedrale di Acerra. All’appuntamento interverrà mons. Filippo Santoro, “nella sua doppia veste – precisa mons. Di Donna – di arcivescovo di Taranto, città che ospita l’Ilva, con i conseguenti problemi legati alla salute, all’ambiente e al lavoro, e presidente della Commissione per i problemi sociali, il lavoro e la salvaguardia del creato della Cei. Ci offrirà la sua esperienza nell’affrontare questi problemi”. Problemi, che per mons. Di Donna, ad Acerra hanno conseguenze gravissime: “Ormai – sostiene il vescovo – dobbiamo parlare di vittime innocenti dell’inquinamento ambientale, in analogia alle vittime innocenti di mafia”. L’Assemblea rappresenta un punto di svolta: “In futuro – anticipa il presule – vorremmo che non sia solo il vescovo a parlare di questioni ambientali, ma tutta la Chiesa. Per questo, dopo l’estate, costituirò una Consulta diocesana. Sarà un organismo aperto, che accoglierà membri della diocesi, ma anche uomini e donne di buona volontà impegnati nella questione ambientale. La Consulta, una sorta di Osservatorio ecclesiale sulla situazione locale, avrà anche il ruolo di intervenire e stimolare sulle varie questioni”. Sarà “un modo per responsabilizzare i laici soprattutto”. L’auspicio è anche che “l’educazione alla salvaguardia del Creato entri nei cammini di educazione alla fede fin dall’infanzia”.
Tra gli aspetti problematici della questione ambientale, ricordati da mons. Di Donna in un articolo pubblicato dal Sir, il balletto dei dati sulle morti legate all’inquinamento, il mancato avvio delle bonifiche del territorio, la presenza dell’inceneritore, la lentezza delle risposte da parte delle istituzioni. In occasione dell’Assemblea sarà distribuito uno scritto di mons. Di Donna, che costituirà una postfazione di una raccolta, che sarà realizzata con suoi interventi e omelie sul tema della salvaguardia del creato, negli ultimi quattro anni.

Media vaticani: mons. Viganò (SpC), “riforma significa fare i conti con l’attuale contesto comunicativo”

Wed, 2017-06-21 17:16

“Riforma non significa mettere insieme più media in una gestione unitaria, ma fare i conti con l’attuale contesto comunicativo”. Lo ha ricordato oggi pomeriggio mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC), intervenendo al corso sulla “Diplomazia dei valori” – che offre percorsi di formazione per ambasciatori e funzionari delle Ambasciate presso la Santa Sede -, organizzato da “Carità Politica”, associazione internazionale di diritto pontificio. Citando il “motu proprio” con cui Papa Francesco ha istituito la Segreteria per la Comunicazione, mons. Viganò ha sottolineato che l’attuale contesto comunicativo risulta “caratterizzato dalla presenza e dallo sviluppo dei media digitali, dai fattori della convergenza e dell’interattività”. Da qui la necessità di “un ripensamento del sistema informativo della Santa Sede” e di “una riorganizzazione che, valorizzando quanto nella storia si è sviluppato all’interno dell’assetto della comunicazione della Sede Apostolica, proceda decisamente verso una integrazione e gestione unitaria”. La riforma dei media vaticani, ha ripreso Viganò, “non è un gioco semantico: il quadro entro il quale il processo deve muoversi è già tutto normato dal motu proprio e, in alcuni momenti, il Santo Padre ne ha esplicitato la portata. Ora tutti gli organismi a vario titolo coinvolti, dalla Segreteria di Stato alla Segreteria per l’economia, si stanno coinvolgendo perché quanto il Santo Padre ha deciso si realizzi. Certo, non manca chi è tuttora impegnato a mantenere posizioni di rendita più che lasciarsi coinvolgere in quanto il Santo Padre ha chiesto. Del resto il Vangelo lo dice bene: solo ‘uomini rinati dall’alto’, abitati cioè dallo Spirito Santo, sanno essere creativi e liberi”.

Cultura: Festival Arte e Fede di Orvieto, la XII edizione “ha rimarcato la sua capacità di arrivare a tutti”

Wed, 2017-06-21 16:57

La XII edizione del Festival Arte e Fede di Orvieto “ha rimarcato la sua capacità di arrivare a tutti: credenti e non, cittadini e visitatori stranieri, pellegrini, adulti e giovani”. È questo il bilancio degli organizzatori della rassegna che si è conclusa nello scorso fine settimana. In una nota diffusa oggi, sottolineano come il Festival si sia confermato “una manifestazione che col tempo ha saputo crescere in un rapporto fiduciario di apprezzamento e di affetto con la città e con il suo pubblico che ha condiviso le emozioni e la ricchezza dei contenuti dell’intera rassegna”. “Relazioni e narrazioni”, prosegue la nota, “attraverso i dodici appuntamenti in programma hanno toccato il cuore e hanno fatto riflettere, ridere, pregare e commuovere tutti, suscitando uno sguardo nuovo sulla realtà pur spesso drammatica della vita, per comunicare fiducia e speranza nel nostro tempo”. Per il direttore artistico Alessandro Lardani, “tutti gli ospiti con il loro contributo hanno permesso al Festival di vincere la sua sfida più grande: camminare insieme dalla Pentecoste al Corpus Domini e nutrire con l’arte e la speranza la mente e il cuore della gente, comunicando la Buona Notizia per eccellenza, il Vangelo”. La XII edizione ha avuto il patrocinio del Comune di Orvieto e della diocesi di Orvieto-Todi, il sostegno del Capitolo della Basilica Cattedrale e dell’Opera del Duomo di Orvieto, della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e della Regione Umbria, della Conferenza episcopale umbra e dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. Tra i momenti più significativi del Festival, la testimonianza musicale di suor Cristina, lo spettacolo di Paolo Cevoli, gli incontri con monsignor Dario Edoardo Viganò e Marco Tarquinio.

Consiglio europeo: Tusk, “terrorismo minaccia grave”. Il ruolo degli Stati e quello dell’Ue. “Investire in sicurezza e difesa”

Wed, 2017-06-21 16:54

(Bruxelles) Sono tre i punti principali all’ordine del giorno del Consiglio europeo: ne parla il presidente Donald Tusk nella lettera di invito ai 28 leader convocati per il 22 e 23 giugno. “In primo luogo, la sicurezza. Il terrorismo rimane una minaccia grave. I recenti attentati mettono in evidenza la nuova ondata di radicalizzazione endogena. Sarò onesto: l’Ue non sostituirà gli Stati nazionali in tale lotta perché la risposta strategica spetta principalmente ai governi. Ciononostante l’Unione europea può contribuire a vincere questa lotta. Finora abbiamo compiuto progressi in relazione ai combattenti stranieri e a quelli di ritorno nel Paese d’origine. È giunta l’ora di intensificare la cooperazione con il settore dei servizi online”. “Dato che la sicurezza dell’Europa è nostra responsabilità comune, vorrei che convenissimo sulla necessità di avviare una cooperazione strutturata permanente in materia di difesa”. Le decisioni a tale riguardo “dimostreranno non solo la nostra determinazione a investire di più nella difesa e nella sicurezza dell’Europa, ma anche la nostra responsabilità per le relazioni transatlantiche, in un momento in cui ciò è più necessario che mai da questa parte dell’Atlantico”.
In secondo luogo, “la migrazione irregolare: dobbiamo riesaminare la situazione sulla rotta del Mediterraneo centrale. Il numero di arrivi illegali di migranti soprattutto economici in Italia è aumentato del 26% rispetto allo scorso anno; circa 1.900 persone hanno perso la vita in mare e le attività di traffico stanno assumendo una nuova dimensione. Le nostre decisioni hanno permesso di conseguire una serie di risultati operativi, in particolare l’addestramento della guardia costiera libica, l’arresto di oltre un centinaio di trafficanti e la neutralizzazione di più di 400 loro imbarcazioni. Ma naturalmente è troppo poco, e non vedo perché non possiamo assumere una maggiore responsabilità finanziaria riguardo al funzionamento della guardia costiera libica. È la nostra alleata nella lotta ai trafficanti”. Tusk afferma: “Richiamo la vostra attenzione su questo punto perché, a livello operativo, alcuni dei vostri rappresentanti non adottano le decisioni necessarie al riguardo”. Il terzo tema del vertice sarà il Brexit, con un breve aggiornamento sui negoziati avviati il 19 giugno.

Vaccini obbligatori: Villani (Sip), “tutti i 12 previsti sono essenziali per tutelare la salute dei bambini. Obbligo è scelta inevitabile”

Wed, 2017-06-21 16:54

“Tutti i 12 vaccini previsti nel decreto sono essenziali per tutelare la salute dei bambini e di tutti i cittadini, anzi le Società scientifiche chiedono di inserire anche lo pneumococco, portando a 13 i vaccini obbligatori. Tornare indietro sarebbe un pericoloso autogol per la salute dei cittadini”. Ad affermarlo, in vista dell’iter parlamentare di approvazione del decreto sulle vaccinazioni, è il presidente della Società italiana di pediatria, Alberto Villani, secondo cui “chi sostiene che 12 vaccini obbligatori sono troppi e andrebbero ridotti, ignora le evidenze scientifiche che hanno portato il Ministero della Salute, sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle Società Scientifiche, a scegliere la strada dell’obbligo vaccinale”. Secondo il presidente della Sip, “il provvedimento è volto a salvaguardare la salute dei bambini e dei cittadini: in primo luogo di quelli che vengono vaccinati e quindi protetti da malattie letali come la meningite, ma anche di tutti quei bambini che, a causa di gravi malattie immunitarie o oncologiche, non possono essere vaccinati”. “L’aumento delle coperture vaccinali diminuisce il rischio di diffusione delle malattie contro cui ci si vaccina”, osserva Villani, evidenziando che “il decreto è anche un’occasione per verificare lo stato vaccinale di tutti gli scolari nell’interesse loro e dei loro compagni di classe”. Per il presidente della Sip l’obbligo è una “scelta inevitabile”. “Anche se i vaccini obbligatori sono 12 le punture sono solo 4 perché molti vaccini vengono somministrati in modo combinato con un’unica iniezione”, precisa, aggiungendo che non c’è “alcun sovraccarico per il sistema immunitario”.

Consiglio europeo: Tusk, “populismo perde peso” elettorale. “Ritorno dell’Ue come soluzione e non come problema”

Wed, 2017-06-21 16:41

(Bruxelles) Valutazioni politiche ad ampio raggio in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani, 22 e 23 giugno. Donald Tusk ha inviato la consueta lettera di invito ai capi di Stato e di governo che parteciperanno al summit su migrazioni, sicurezza e Brexit. “È legittimo affermare – vi si legge – che il nostro incontro avverrà in un contesto politico diverso da quello di alcuni mesi fa, quando le forze anti-Ue erano in ascesa. Gli attuali sviluppi nel continente sembrano indicare che ci stiamo lentamente avviando a una svolta. In gran parte dei nostri Paesi i partiti politici che hanno basato la propria forza sui sentimenti anti-Ue cominciano a perdere peso”. Tusk pensa soprattutto a Francia e Paesi Bassi. “Stiamo assistendo al ritorno dell’Ue come soluzione e non come problema”, aggiunge. “Paradossalmente le ardue sfide degli ultimi mesi ci hanno resi più uniti di prima”. Tuttavia, “non possiamo tuttavia essere né compiaciuti né ingenui. Dobbiamo dimostrare ai cittadini che siamo capaci di riprendere il controllo di eventi che sconvolgono e talvolta persino terrorizzano. L’anno scorso abbiamo convenuto che l’Ue proteggerà i nostri cittadini dalle minacce alla sicurezza, dall’immigrazione irregolare e dalla globalizzazione incontrollata, e dobbiamo mantenere tale impegno. Pertanto, durante il prossimo Consiglio europeo vorrei che avanzassimo nella nostra risposta strategica in questi tre settori”.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie