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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 2 hours 13 min ago

Decreti attuativi “Buona scuola”: Fish, “elementi di cambiamento per l’inclusione degli alunni” ma anche “molte perplessità”

Thu, 2017-05-18 12:50

I decreti applicativi della “Buona Scuola” se da un lato offrono “alcuni elementi di cambiamento soprattutto dalla lettura del decreto legislativo 66/2017 che riguarda l’inclusione degli alunni” dall’altro presentano “aspetti” che “continuano a lasciare molte perplessità”. È quanto rileva la Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti sulla riforma della scuola. “Per Fish è stato un percorso molto sofferto e di intensi confronti fino all’ultimo per tentare di far apportare tutti i possibili miglioramenti, ma anche per frenare derive o rischi per la reale inclusione delle persone con disabilità, commenta il presidente della Fish, Vincenzo Falabella. Apprezzati il riconoscimento della disabilità degli alunni con i criteri dell’Icf, la valorizzazione del ruolo di famiglie e loro associazioni, una maggiore garanzia della continuità didattica e il potenziamento della formazione iniziale dei docenti per il sostegno. Positivo anche il miglioramento rispetto alla “delicata questione del tetto massimo di alunni per classe” mentre perplessità vengono espresse, per esempio, rispetto al fatto che “le innovazioni si svolgeranno sulla base delle risorse finanziarie disponibili, quasi che i diritti possano essere compressi da limiti di bilancio”. Fish individua poi “un’ulteriore criticità: nessuna novità in materia di didattica inclusiva nella formazione iniziale dei futuri insegnanti curricolari”. “Questa lacuna – conclude Falabella – è assai grave perché continuerà ad alimentare la delega del progetto inclusivo ai soli docenti per il sostegno. Un fronte su cui la Fish già annuncia un rinnovato impegno”.

Diocesi: Santa Lucia del Mela, commemorazione per i 400 anni dell’insediamento del beato Franco nella Prelatura

Thu, 2017-05-18 12:36

“Il Beato in sognò ci parlò. Pastore secondo il cuore di Cristo” è il tema della commemorazione per il 400° anniversario dell’insediamento del beato Antonio Franco nella Prelatura di Santa Lucia che si terrà nella Basilica Concattedrale di Santa Lucia del Mela (Me) alla presenza dell’arcivescovo di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, monsignor Giovanni Accolla. Nella serata di oggi, giovedì 18 maggio, alle 19, l’arcivescovo presiederà la celebrazione eucaristica nella quale si festeggerà anche il giubileo sacerdotale di mons. Pietro Aliquò, del can. Giuseppe Trifirò e di don Giuseppe Insana per il 50° di ordinazione. Domani, venerdì 19, sempre alle 19, si terrà il concerto musicale celebrativo a cura dell’associazione Banda musicale “Michele Randisi” di Santa Lucia del Mela, diretta da Antonino Cigala, con la partecipazione del Coro del Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina, diretto da Michele Amoroso, del Coro vicariale “Beato Antonio Franco”, dei gruppi di musica di ricerca popolare “Malanova” e “La Coppola Nera”, delle soprano Antonella Trifirò, Francesca Mannino, Carmen Marino, del tenore Marco Ciatto e dell’organista Stefania La Manna. Verranno proposti al pubblico brani inediti, musiche sacre e canti della tradizione devozionale dedicata al beato. Nel corso delle due giornate sarà possibile scoprire “I luoghi del beato”, attraverso il percorso espositivo realizzato dall’associazione turistico-culturale “Blog del Mela” nelle sale del Palazzo Arcivescovile.

Musei ecclesiastici: don Pennasso (Cei), “strumento di narrazione delle persone e delle comunità”

Thu, 2017-05-18 12:35

“Una risorsa, un presidio culturale sul territorio, un istituto dinamico di valorizzazione, oltre che uno strumento di narrazione delle persone e delle comunità”. Don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, definisce così gli oltre 800 musei ecclesiastici sparsi da Nord a Sud, dei quali 273 sono quelli diocesani censiti nell’Anagrafe della Cei. “Un museo nasce perché esiste un patrimonio, una volontà, o perché esiste la volontà di raccontare la storia”, ha sottolineato don Pennasso che nel suo intervento al convegno, organizzato dall’Associazione Musei ecclesiastici italiani in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana, ha presentato i dati emersi dal questionario inviato ai 169 musei che hanno richiesto il contributo della Cei e che nel 2016 hanno avuto più di un milione e 100mila accessi. Si tratta, ha osservato, “di una cifra interessante, anche se al ribasso, perché una quarantina di musei non dispongono di un sistema di conteggio di visitatori”. “89 chiedono il pagamento di un biglietto, 30 un’offerta libera e 48 sono gratuiti. Ce ne sono poi 44 che hanno un biglietto di ingresso convenzionato con abbonamenti e reti territoriali”, ha elencato don Pennasso ricordando che di questi musei diocesani “108 sono di arte sacra, 54 di arte sacro-profana, 73 di arte contemporanea”. Nell’ottica di un lavoro in rete e di servizio, “106 sono i musei che danno spazio anche al patrimonio culturale visitabile nel territorio della diocesi e 105 quelli che offrono uno spazio di incontro per la comunità laica”.

Papa Francesco: 18 giugno festa del Corpus Domini, per la prima volta di domenica

Thu, 2017-05-18 12:34

Per la prima volta, quest’anno la festività del Corpus Domini – per volere di Papa Francesco – si celebrerà di domenica. È quanto risulta dal calendario delle celebrazioni liturgiche presiedute dal Papa per il mese di giugno. “Il motivo dello spostamento – ha spiegato ai giornalisti il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke – sta nel fatto che la festa del Corpus Domini cade in un giorno feriale”: spostare, quindi, la festività liturgica dal giovedì alla domenica intende “favorire una partecipazione più ampia dei fedeli”. La Messa del Corpus Domini, dunque, sarà celebrata dal Papa a San Giovanni in Laterano domenica 18 giugno. Il primo impegno di Francesco per il prossimo mese – si legge nel calendario reso noto oggi dalla Sala Stampa vaticana – è la Messa del 4 giugno, domenica di Pentecoste, in piazza San Pietro. Giovedì 29, infine, solennità dei Santi Pietro e Paolo, la Messa nella basilica di San Pietro, con la benedizione dei Palli per i nuovi arcivescovi metropoliti.

 

Papa Francesco: ai malati di Huntington, scienziati non alimentino “cultura dello scarto”. No a ricerca con “distruzione di embrioni umani”

Thu, 2017-05-18 12:10

“Sul vostro lavoro c’è uno sguardo carico di attesa: dai vostri sforzi dipende la speranza di poter trovare la via per la guarigione definitiva dalla malattia, ma anche per il miglioramento delle condizioni di vita di questi fratelli e per l’accompagnamento, soprattutto nelle delicate fasi della diagnosi, di fronte all’insorgenza dei primi sintomi”. Alla fine del discorso ai malati di Huntington, il Papa si è rivolto ai genetisti e agli scienziati “che da tempo, senza lesinare energie, si dedicano allo studio e alla ricerca di una terapia”. “Che il Signore benedica il vostro impegno!”, ha esclamato Francesco, incoraggiando “a perseguirlo sempre con mezzi che non contribuiscono ad alimentare quella ‘cultura dello scarto’ che talora si insinua anche nel mondo della ricerca scientifica”. “Alcuni filoni di ricerca utilizzano embrioni umani causando inevitabilmente la loro distruzione”, il grido d’allarme del Papa: “Ma sappiamo che nessuna finalità, anche in sé stessa nobile, come la previsione di una utilità per la scienza, per altri esseri umani o per la società, può giustificare la distruzione di embrioni umani”.

Salute: don Arice (Cei), “ancora attuali gli obiettivi della Giornata del malato voluta da Giovanni Paolo II”. “Attenzione alla cultura dello scarto”

Thu, 2017-05-18 10:53

“Il compito pastorale non può essere legato solo alla relazione con la persona malata, ma l’accompagnamento pastorale, sanitario, umano  si traduce in una presa in carico anche di tutto il contesto che c’è intorno, quindi la famiglia e anche gli operatori sanitari. Tutto ciò si coglie anche nel cambio semantico che ha avuto nel tempo il nostro ufficio: da pastorale dei malati o della sofferenza a pastorale sanitaria e infine a pastorale della salute, in cui è compreso anche un compito educativo e la promozione di una cultura della vita”. Lo ha detto don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, intervenendo stamattina a Napoli all’incontro “Vicino al sofferente… con competenza ed amore”, promosso dal Forum sociosanitario di ispirazione cristiana e dall’Associazione italiana medici cattolici all’Ospedale Cardarelli. Don Arice ha presentato il libro “Come il samaritano. Dall’intuizione di San Giovanni Paolo II alla pastorale della salute”, realizzato dall’Ufficio Cei per i 25 anni della Giornata mondiale del malato.

“Se c’è una crisi che stiamo vivendo nel tempo attuale – ha fatto notare don Arice – è quella del senso. Non possiamo accostarci a una persona malata, dimenticando che in lei la domanda di senso, sia espressa sia inespressa, è acutissima. Il tentativo di Giovanni Paolo II era perseguire una salute integrale della persona e un accompagnamento globale del mondo della sofferenza”. Oggi “la crisi antropologica non mette più l’uomo al centro, ma il profitto. Quando Papa Francesco ci ha ricevuti in udienza lo scorso 10 febbraio ha richiamato ancora una volta la cultura dello scarto che fa vedere le sue dolorose conseguenze proprio nel settore sanitario e ha messo in guardia dal rischio di speculare sulle disgrazie altrui, quando non si mette al centro la dignità della persona”. Don Arice ha ricordato l’attualità dei sei obiettivi che Giovanni Paolo II mirava a raggiungere con l’istituzione della Giornata mondiale: “Sensibilizzare il popolo di Dio sulla necessità di assicurare l’assistenza agli infermi, aiutare chi è malato a diventare soggetto valorizzando la sua esperienza da un punto di vista umano e di fede, coinvolgere le diocesi in quella che allora si chiamava pastorale sanitaria, favorire il volontariato, richiamare la formazione degli operatori sanitari, far meglio comprendere l’importanza dell’assistenza religiosa, che oggi diventa una cultura della salus, una cultura della cura”.

Musei ecclesiastici: mons. Galantino, “contribuiscono ad arginare la frenesia dell’effimero”

Thu, 2017-05-18 10:45

Luoghi “nei quali si coltiva e si sviluppa la ‘cultura dell’incontro’ che, come ci ricorda Papa Francesco, è prima di tutto incontro tra persone e gruppi portatori di valori, tradizioni, lingue, visioni religiose e stili di vita plurali”. Ma anche argine e antidoto a una cultura dell’effimero che “mortifica la memoria”. È questa, secondo mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, la missione dei musei ecclesiastici sparsi in tutto il territorio nazionale. Intervenendo oggi al convegno organizzato dall’Associazione Musei ecclesiastici italiani, in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana e con il patrocinio dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, in occasione della Giornata internazionale dei musei, mons. Galantino ha sottolineato che i musei ecclesiastici “offrono un contributo decisivo alla scoperta della identità e un patrimonio con cui confrontarsi, senza sentirsene ingabbiati ma da esso sospinti sempre oltre”. “Le teche dei nostri musei – ha spiegato – custodiscono e trasmettono i tratti del volto di una Chiesa che, in Italia, guarda con attenzione e cammina con le persone e le popolazioni, le culture e le religioni ovunque esse si trovino”. Con la loro presenza, anche in “piccole comunità che non vogliono abbandonare le proprie radici”, i musei “contribuiscono ad arginare la frenesia dell’effimero”. Soprattutto oggi, in uno scenario culturale “che sembra orientare sempre più le sue energie e le sue preoccupazioni verso la mera produttività, intesa in senso quantitativo e misurabile” e in una società che tende a “relegare la ‘memoria’ nell’ambito marginale della nostalgia, perché intesa come sospensione o come evasione dal realismo che impone la quotidianità”.

Papa a Genova: operai Ilva doneranno a Francesco un pastorale in acciaio

Thu, 2017-05-18 10:44

Gli operai dell’Ilva di Genova doneranno un pastorale in acciaio a papa Francesco in occasione della visita che il Santo Padre farà allo stabilimento di Cornigliano sabato 27 maggio nell’ambito della visita pastorale alla città e alla diocesi di Genova. Il pastorale alto 1,70m pesa circa 3 kg e ½ ed è stato realizzato, in circa un mese di lavoro, con acciaio inox proveniente da pezzi di ricambi in disuso. Si tratta di un tubo di acciaio lavorato al tornio, completo di impugnatura, smontabile e trasportabile in una piccola valigetta 24h. La croce che corona il bastone ha la forma del Tau, simbolo scelto in quanto rappresenta per eccellenza la spiritualità francescana. Per realizzare la forma del bastone è stato utilizzato un pantografo con la tecnica del taglio al plasma, quindi estremamente precisa. “I lavoratori della fabbrica – spiegano dall’azienda – hanno realizzato, mossi da un grande sentimento di passione, un oggetto speciale e simbolico da donare a papa Francesco: un pastorale. Un gesto per esprimere il loro immenso affetto e il ringraziamento per aver scelto Ilva come luogo di incontro con il mondo del lavoro”. Quello previsto allo stabilimento Ilva di Cornigliano è il primo degli appuntamenti della visita di papa Francesco a Genova. È stato fortemente voluto dallo stesso cardinale Angelo Bagnasco per far incontrare il Papa con il mondo del lavoro genovese. Oltre ai lavoratori dell’Ilva, infatti, saranno presenti anche rappresentati di varie realtà produttive genovesi.

Festival di Cannes: Wenders (regista), “Dio manifesta se stesso in ogni volto umano, in ogni sguardo che incroci”

Thu, 2017-05-18 10:21

“Rivolgersi al lavoro, al mondo e, in particolare, agli ‘altri’ è diverso quando credi di essere guardato da un Dio che ti ama; quando quel Dio manifesta se stesso (o se stessa) in ogni volto umano, in ogni sguardo che incroci”. Wim Wenders, regista tedesco, tra i più noti al mondo, si confida con il Sir in vista di un dibattito che terrà il 25 maggio nell’ambito del Festival di Cannes, accanto a mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede. Wenders nella sua lunga carriera ha descritto la presenza di Dio: ora racconta il suo approccio personale e artistico alla spiritualità. Spiega di aver compreso “il fatto che la fede potesse influenzarti come artista” quando, nel 1987, “ho aderito al progetto di un film poetico, totalmente improvvisato, quale ‘Il cielo sopra Berlino’. È la storia di due angeli custodi che tengono d’occhio i propri protegés nella città di Berlino. Quando mi sono accorto che il compito più importante del film era cercare di rendere, di declinare, ‘the Angel’s gaze at people’, lo sguardo degli angeli sulle persone, ma anche di mostrare come gli angeli ci vedono, questo mi ha fatto comprendere che tale opera ha avuto un altro effetto in me, mai sperimentato prima”.
Aggiunge: “Il cinema in verità è capace di farci guardare il mondo in maniera differente, di rivelarci realmente che uno sguardo di tenerezza è di fatto possibile”. In particolar modo “Il cielo sopra Berlino” “non solo ha schiuso dinanzi a noi il mondo visibile, ma ci ha permesso di cogliere dei frammenti di quello invisibile, di quello celeste. Col senno di poi, dunque, è sembrato come se gli angeli che ho ricercato ed evocato nel film mi avessero concesso una grande lezione sull’atto del vedere”.

Diocesi: Milano, arcivescovo Scola recita il Rosario in un cortile di via Paolo Sarpi, nella Chinatown meneghina

Thu, 2017-05-18 10:20

L’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, si recherà questa sera alle 21 in via Paolo Sarpi 36 per la recita del Rosario. La celebrazione avverrà all’interno del civico 36, che corrisponde a una tipica casa di ringhiera, nel cui cortile è presente una statua della Madonna, davanti alla quale da almeno 10 anni gli abitanti del condominio nelle sere di maggio, mese mariano, si raccolgono in preghiera, rinverdendo la tradizione milanese dei Rosari nei cortili. “È un gesto molto bello che abbiamo voluto valorizzare perché dimostra che nei condomini si può litigare, certo, ma si può anche pregare insieme nel nome di Maria che come una mamma tiene insieme un po’ tutti in famiglia”, ha spiegato il parroco della Santissima Trinità, don Mario Longo. Per l’occasione, il Rosario di via Paolo Sarpi si riscopre anche multietnico: trovandosi il cortile nel cuore della Chinatown milanese, il cardinale sarà accolto non solo dal parroco ma anche dal cappellano cinese che ha invitato alla preghiera i cinesi cattolici.

Festival di Cannes: mons. Viganò (Santa Sede), la settima arte “ha cercato Dio nelle pieghe del visibile”

Thu, 2017-05-18 10:14

“In alcuni miei studi ho sottolineato come il cinema abbia cercato Dio nelle pieghe del visibile, misurandosi con la sua presenza o con la sua assordante mancanza”. Mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede, studioso di cinema, prenderà parte il prossimo 25 maggio a un dibattito, all’interno del 70° Festival di Cannes, assieme al regista tedesco Wim Wenders. Al centro dell’attenzione ovviamente il cinema, arte che può aiutare ad accostarsi a Dio. L’Agenzia Sir ha intervistato in anteprima i due esperti a pochi giorni dalla loro partenza per Cannes. Viganò ha più volte richiamato le opere del regista tedesco, in particolare la rappresentazione poetica degli angeli in “Il cielo sopra Berlino” e “Così lontano così vicino”: perché è così legato alla figura degli angeli nel cinema? “Gli angeli tratteggiati da Wim Wenders” in questi due film, risponde mons. Viganò, “appaiono come segni di una provvidenziale presenza benevola del mondo spirituale. Sono molto legato al modo in cui il cinema ha provato a dare forma agli angeli, quelli lontani dal cascame devozionale, quelli che traggono origine dal testo biblico e dalla poesia di Dante oppure di Rainer Maria Rilke. Gli angeli, quelli di Wenders, ci ricordano che sono luce e movimento, così come lo è il cinema stesso, combinazione di fatto di luce e movimento”. “È probabilmente un dono della provvidenza, nella storia delle scoperte scientifiche, che il nome degli inventori del cinema sia proprio Lumière, luce appunto. ‘Nomen omen, il destino inciso proprio nelle pieghe del nome”.

Commissione Ue: acquisizione Facebook-WhatsApp, multa da 110 milioni di euro alla società di Mark Zuckerberg

Thu, 2017-05-18 10:09

(Bruxelles) Mano pesante della Commissione europea che in prima mattinata ha reso noto di aver imposto una multa di 110 milioni di euro a Facebook perché “l’azienda ha fornito informazioni inesatte o fuorvianti durante l’inchiesta che la Commissione ha effettuato nel 2014 ai sensi del regolamento Ue sulle concentrazioni per quanto riguarda l’acquisizione di WhatsApp”. Margrethe Vestager, commissario per la politica di concorrenza, ha subito commentato: “La decisione di oggi manda un segnale forte alle imprese, mostrando che esse devono rispettare tutti gli aspetti del regolamento Ue sulle concentrazioni tra cui l’obbligo di fornire informazioni accurate”. Si tratta, a suo avviso, di una multa “proporzionata e dissuasiva”. La Commissione, aggiunge Vestager, “deve poter prendere le sue decisioni” in materia di concentrazioni “in piena cognizione di causa”. Il regolamento Ue cui si fa riferimento impone alle società sottoposte a una inchiesta Ue in materia di concentrazioni di fornire informazioni esatte. Il caso riguarda la corrispondenza tra i profili degli utilizzatori di Facebook e quelli di WhatsApp.

Vaticano: domenica 4 giugno la “Giornata delle famiglie” prima della finale della “Supercoppa Vaticana”

Thu, 2017-05-18 10:07

Sarà un pomeriggio dedicato alle famiglie quello che si terrà domenica 4 giugno presso il Centro sportivo dei Cavalieri di Colombo – Campo Pio XI, in via Santa Maria Mediatrice 24, a Roma. In occasione della finale della “Supercoppa Vaticana”, infatti, l’Associazione sportiva dipendenti vaticani organizza la “Giornata delle famiglie”. A partire dalle 16.30 si svolgeranno tornei per under 13 e over 40. Inoltre saranno organizzati giochi e animazione per i più piccoli e momenti di intrattenimento per tutta la famiglia. “Quest’anno, per la prima volta – spiega Danilo Zennaro, dell’Associazione che organizza l’evento oltre a Campionato Vaticano, Coppa e Supercoppa Vaticana – abbiamo deciso di concludere la nostra stagione sportiva con una festa aperta a tutti i dipendenti vaticani e ai loro familiari”. Sono attesi oltre 100 partecipanti per un’iniziativa promossa per “recuperare il senso di familiarità che è andato perdendosi anche tra i dipendenti del Vaticano” e per questo è stata coinvolta la neonata associazione “Donne in Vaticano” che – aggiunge Zennaro – “ha aderito in maniera entusiasta”. Alle 19, poi, si giocherà la Supercoppa Vaticana che vedrà sfidarsi la squadra del Santos, vincitrice del campionato, contro la vincente della Coppa Vaticana che verrà definita nei prossimi giorni tra Santos, Musei Vaticani, Rappr. Bambino Gesù e Fortitudo 2007. Al termine della finale, la festa si concluderà con le premiazioni e un rinfresco.

Papa Francesco: card. Bagnasco, sui media “silenzio assoluto” su temi etici e “grandi fanfare” su altri argomenti

Thu, 2017-05-18 09:57

“Silenzio assoluto” sui temi etici, “grandi fanfare” su altri argomenti. A stigmatizzare il modo in cui i media a volte interpretano il magistero di Papa Francesco è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, conversando ieri sera con i giornalisti alla vigilia dell’assemblea della Cei che eleggerà il nuovo presidente. “Nell’ultima prolusione al Consiglio permanente di marzo – ha rivelato Bagnasco – noi vescovi abbiamo parlato insieme. Ho fatto mie affermazioni, che sono quelle di sempre, su queste tematiche – che sono di tipo umanistico, antropologico – e ci siamo confrontati con i confratelli del Consiglio permanente. Eravamo tutti assolutamente d’accordo e convinti su ciò che ho affermato, tanto è vero che è stato ripreso dal comunicato finale”. “Se noi leggiamo i documenti del Santo Padre, né più né meno dice queste cose”, la tesi del cardinale. L’esempio citato è la Laudato si’, in cui Francesco, “quando parla di ecologia integrale, vuol dire la somma di due cose: l’ecologia della natura e l’ecologia dell’uomo. Soltanto che spesso, nell’opinione generale e attraverso i mezzi di comunicazione, certe tematiche che il Papa tratta, scrivendo o parlando, non emergono. Emerge sempre una parte, sempre quegli aspetti e non altri, eppure il Papa li tratta”. “Come mai?”, si è chiesto Bagnasco: “Eppure ci sono, in modo molto chiaro a volte rivoluzionario”. Sempre nella Laudato si’, ha sottolineato il cardinale, il Papa scrive al n.116 che “nella modernità si è verificato un notevole eccesso antropocentrico”. “Un eccesso – ha osservato Bagnasco -, affermazione straordinaria: nessuno l’ha riportata”. “Poteva essere interpretata dal mondo intero come la Chiesa contro la modernità, ma non è assolutamente vero”, il commento del cardinale: “Il Papa dice ‘eccesso’, che è una parola precisa. Anche un valore buono, quando diventa eccessivo, può diventare negativo. Silenzio assoluto. Su queste cose, che sono rivoluzionarie o rispettano la tradizione della Chiesa, silenzio. Grandi fanfare, invece, su altri argomenti”.

Turismo accessibile: Roma, domenica 21 maggio il workshop sul progetto “Itria”

Thu, 2017-05-18 09:50

Un progetto “per comporre, anche attraverso l’accessibilità universale, il mosaico della diversità umana e del dialogo interculturale e interreligioso come volano di una nuova economia del benessere diffuso”. È questo l’obiettivo di Itria (Itinerari turistico-religiosi interculturali accessibili) che verrà presentato domenica 21 maggio, dalle 15, presso la Sinagoga di via Pozzo Pantaleo 56, a Roma. Il progetto è promosso da un comitato presieduto da don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, e composto anche da Sharif Lorenzini, presidente della Comunità islamica d’Italia, Umberto Piperno, rabbino capo del Centro-Sud Italia, e da Dino Angelaccio, esperto di accessibilità universale, progettazione inclusiva e multisensoriale. Dalle 15 alle 16 presenteranno e dialogheranno su “Itria” don Pennasso e Angelaccio con Gabriella Cetorelli, responsabile dei progetti speciali presso la Direzione generale Musei del Mibact, e Carla Galdino, esperta di alternanza scuola-lavoro presso la Direzione generale Ordinamenti scolastici del Miur. Seguirà un approfondimento dedicato a “Accessibilità universale: linguaggio, comunicazione, strumenti, strategie ed interdisciplinarietà per valorizzare la diversità umana” con l’intervento di Mariangela Perrone, coordinatrice di comunicazione e eventi per Itria, e Angelaccio. Sarà poi la volta di “Contaminazioni fra cultura e religione cristiana, ebraica ed islamica” con don Pennasso, l’Imam Lorenzini e il rabbino Piperno. Dalle 18.30 spazio a “Proposte formative e laboratori esperienziali per veicolare il progetto Itria nelle scuole italiane” con Mariangela Perrone. Il workshop si concluderà con un mini-evento accessibile, multisensoriale ed interreligioso sul cibo.

Crisi: card. Bagnasco, “l’Italia è un Paese affamato, nel 2016 la Chiesa ha distribuito 25 milioni di pasti”

Thu, 2017-05-18 09:48

“L’anno scorso, nel 2016, la Chiesa italiana – tutte le diocesi nei loro organismi, parrocchie, associazioni, movimenti – hanno distribuito 25 milioni di pasti”. Ad annunciarlo è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, conversando ieri sera con i giornalisti, alla vigilia dell’assemblea che eleggerà il nuovo presidente. “Solo a Genova l’anno scorso abbiamo distribuito quasi 600mila pasti”, ha detto Bagnasco spiegando la genesi della cifra: “Se facciamo una media di 100mila per tutte le diocesi – ci sono diocesi piccole e diocesi più grandi – viene fuori 25 milioni”. “L’Italia è un Paese affamato”, ha commentato. “Noi riceviamo mediamente all’anno un miliardo – ha detto citando una ‘ricerca documentata’ sull’utilizzo dei fondi raccolti attraverso l’otto per mille – e in termini di servizi, tutti elencati, noi restituiamo allo Stato e alla società 11 miliardi. Uno a 11. Sono niente di fronte alla realtà”. Poi un dato “sicurissimo”, perché viene dal Miur: “Lo Stato italiano risparmia grazie alle scuole paritarie 6 miliardi e mezzo”. “Il resto arriva dalle tasche ancora della gente”, ha fatto notare il cardinale. “Se lo Stato dovesse provvedere, come in Francia, al patrimonio artistico delle chiese, non so cosa potrebbe accadere, perché in Italia ce n’è troppo”, ha osservato il cardinale, secondo il quale “non è questione soltanto di risorse finanziare, ma è questione di risorse umane, perché dietro al restauro di una chiesa c’è un sacerdote che sta lì, con l’occhio e il cuore di un padre di famiglia che cura la sua casa e la abbellisce un po’, l’aggiusta”.

Pastorale: card. Bagnasco, “la Chiesa italiana ha una storia di assoluta prossimità alla gente”

Thu, 2017-05-18 09:40

“Fin da subito Papa Francesco ha insistito con forza, vigore e convinzione che la Chiesa deve essere vicina alla gente”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha riassunto ieri sera, incontrando i giornalisti, “l’impronta” del pontificato di Francesco, caratterizzato dalla “spinta a una sempre maggiore vicinanza della Chiesa, dei pastori, alla gente, a noi”. “Questa nota dominante del variegato magistero e della pastorale del Santo Padre – ha sottolineato Bagnasco – la troviamo in particolarissima sintonia e ci conferma nella nostra storia”. “Potremo avere tutti i difetti di questo mondo, ma la Chiesa italiana ha una storia di assoluta prossimità alla gente”, ha affermato il cardinale: “Basta vedere le circa 26mila parrocchie della nostra Italia, le 225 diocesi, e tutti i sacerdoti che in un modo o nell’altro vivono accanto alla gente”. “Questa indicazione che ha fortemente ripetuto il Santo Padre – vicinanza, accoglienza, incontro, condivisone – fa parte della nostra storia, che non dobbiamo perdere o dimenticare. E la gente la riconosce, con i nostri limiti e i nostri peccati”. “Con le mie prolusioni su questo tema mi sono fermato quasi sempre”, ha ricordato Bagnasco: “Spessissimo ho detto, parlando del Paese, che quello che i vescovi dicono non è letto sui libri, ma nel cuore della vita della gente. E i vescovi, in quanto pastori, lo condividono e vogliono mettere a servizio della società, della politica, in tutte le sue manifestazioni, questo tesoro, perché il contatto col territorio la Chiesa italiana ce l’ha, e nessuno lo può negare. E quando diciamo una parola sulla vita della gente, sui suoi bisogni, le sue speranze o difficoltà, lo facciamo non per partito preso, per ideologia o perché leggiamo l’ultimo sondaggio, ma perché viviamo sul territorio”. “È questa l’impronta, il sigillo che abbiamo avvertito immediatamente da Papa Francesco, presumo per la sua esperienza in Argentina, e che ci ha molto confortato e confermato”, ha concluso il cardinale.

Non è mancata una domanda sulla rinuncia di Benedetto XVI e il passaggio di pontificato. “Io ero occasionalmente presente a quel Concistoro”, ha ricordato Bagnasco: “Di solito non ci sono, perché sono fuori Roma, ma in quell’occasione ero a Roma e quindi avevo il dovere di partecipare. Nessuno di noi sapeva niente, tanto che tutti noi cardinali presenti abbiamo pensato di non aver capito il motivo. La sua rinuncia l’aveva proclamata in latino. Tutti abbiamo avuto questo pensiero: non ho capito. Invece poi abbiamo capito”. “Con i confratelli abbiamo vissuto un momento, certo, di sconcerto, da una parte, ma anche di fede, perché il grande condottiero e la roccia fondativa sappiamo chi è: è Gesù Cristo, e quindi siamo tutti a servizio. Ognuno di noi porta qualcosa, fa il suo pezzetto di strada, porta ciò che ha e ciò che è e poi passa il testimone: questa è la vita, non solo di fede”. Poi l’elezione di Francesco, che “ha suscitato in tutti i cuori simpatie immediate, speranza, fiducia”. “Ci siamo presto abituati a quello che è lo stile e l’umanità pastorale del Santo Padre – ha detto il cardinale – perché ogni Papa serve il ministero petrino che Gesù ha voluto lasciare nella sua Chiesa. Ogni Papa della storia ha portato se stesso e servito questo ministero con la sua umanità, la sua fede, la sua storia. Siamo presto entrati in questa umanità pastorale del Santo Padre Francesco, che ci ha dato e continua a darci innumerevoli stimoli”.

Presidenza Cei: card. Bagnasco, “logica della terna è valorizzazione della peculiarità del Papa nella Chiesa italiana”

Thu, 2017-05-18 09:29

“Non conosco il futuro, nessuno di noi lo conosce. Non so assolutamente prevedere se un domani ci sarà un cambiamento ulteriore statutario, per cui il presidente verrà eletto direttamente dall’assemblea”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha risposto ieri sera ad una domanda dei giornalisti sulle procedure di elezione, e su possibili evoluzioni future, del presidente della Cei, che nella prossima Assemblea – per la prima volta – sarà scelto dal Papa all’interno di una terna di nomi votata dai vescovi. “Certamente la storia ci dice che tre anni fa il Santo Padre ci ha chiesto di rivedere lo Statuto e di valutare se c’era qualcosa da cambiare nella nomina del presidente. ”‘Fate voi, pensateci, parlatene…’. E noi abbiamo fatto questo lavoro, che è durato un po’ di tempo. C’è stato molto dialogo, molto confronto e siamo arrivati a questo cambiamento statutario che ha cercato di valorizzare, da una parte, il legame peculiare, unico, del Papa con l’Italia: è il primate d’Italia, e più chiaramente il vescovo di Roma, fa parte della nostra Conferenza. Ecco, allora, la logica della scelta della terna. È la valorizzazione, da una parte, della peculiarità del Papa nella Chiesa italiana e, dall’altra, dell’aiuto dei vescovi alla scelta del Papa”. Interpellato sul momento preciso dell’assemblea in cui il Papa comunicherà ai vescovi la sua scelta, Bagnasco ha risposto: “Non lo so, è la prima volta, non lo sappiamo”.

Elezioni amministrative: “Quale idea di Como”, dal laicato cattolico tre incontri per riflettere

Thu, 2017-05-18 09:29

Prenderà il via questa sera (ore 21) a Como il percorso, proposto in vista del voto amministrativo del prossimo 11 giugno, da Azione Cattolica, Acli, Cisl, Compagnia delle Opere, Confcooperative e Forum delle famiglie. L’iniziativa si articolerà attorno a due temi che, affermano i promotori, “formano un inscindibile binomio: l’inclusione e lo sviluppo”. Oggi l’incontro dedicato a “Inclusione, identità, cittadinanza”, sarà introdotto da padre Giuseppe Riggio, caporedattore della rivista “Aggiornamenti Sociali”, a cui seguiranno gli interventi di tre voci dal territorio sui temi delle periferie (Roberto Bernasconi), della solidarietà (Francesca Paini) e della condivisione (Sonia Bianchi). Il secondo incontro (venerdì 26 maggio), dedicato a “Sviluppo, risorse, obiettivi” sarà introdotto da Paola Garrone, docente di economia al Politecnico di Milano. Seguiranno gli interventi dal territorio sui temi dell’urbanistica (Adria Bartolich), dell’economia (Mauro Frangi) e dell’ambiente (Flavio Pavoni). Raccogliendo le riflessioni e le proposte, che emergeranno dai due incontri, i promotori dell’iniziativa pubblicheranno un documento-messaggio che verrà rivolto ai candidati alle elezioni amministrative dell’11 giugno e ai cittadini.

Presidenza Cei: card. Bagnasco, bilancio 10 anni forse dopo assemblea. “Al mio successore dico di essere se stesso”

Thu, 2017-05-18 09:24

“Quale consiglio dà al suo successore?”. “Di essere se stesso”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha risposto ieri sera alle domande dei giornalisti, alla vigilia dell’Assemblea della Cei che eleggerà il nuovo presidente. “Sono trascorsi 10 anni e un po’ di mesi e forse qualcuno di voi desidererebbe, anche giustamente, che io facessi una specie di bilancio”, ha detto il cardinale, che poi ha confessato: “Io non sono bravo a fare bilanci. Fondamentalmente per un motivo temperamentale, perché la base della mia umanità è non solo riservata, ma fondamentalmente timida”. “Per me è piuttosto difficile fare bilanci, anche se qualcosa riesco a mettere insieme”, ha aggiunto Bagnasco, che poi ha annunciato: “Dopo l’assemblea, vedremo: qualche sintesi del cammino dei vescovi italiani, vedremo se sarà il caso, se sarà possibile”. Interpellato sui ricordi più belli e più brutti sul doppio mandato di presidenza della Cei, il cardinale ha risposto: ” Quelli belli sono molti, e tra i molti di primo acchito vorrei scegliere questo: tutte le volte che qualche mio confratello vescovo mi ha dato una pacca sulla spalla, verbale o gestuale, uno sguardo o una parola, o un silenzio di consenso, di vicinanza, di affetto, di stima”. “Quello peggiore… ce ne sono diversi”, ha proseguito: “Ne scelgo uno perché ha un aspetto difficile, molto difficile ma anche un aspetto molto bello”. Il riferimento, “generico e senza nomi e cognomi”, è ad “alcune situazioni, in questi dieci anni, in cui la tensione si tagliava col coltello: la sentivo io, ma anche i miei confratelli, in certi momenti, in certi passaggi di carattere sociale. Sono segnato profondamente da questi ricordi di questi passaggi, che però poi si sono sciolti. E questo è l’aspetto più positivo”.

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