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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 28 min 17 sec ago

Alluvione Rossano e Corigliano: Molinaro (Coldiretti Calabria), dopo due anni “niente risarcimenti agli agricoltori e lavori in netto ritardo”

Thu, 2017-08-10 19:00

A due anni dal violento nubifragio che si abbatté sulla costa ionica cosentina nei Comuni di Rossano e Corigliano , “purtroppo il bilancio è comunque negativo: risarcimenti agli agricoltori non ci sono stati e i lavori sono in netto ritardo e proseguono con tempi da lumaca. A subirne le conseguenze sono i cittadini e le attività economiche con danni a centinaia e centinaia di aziende agricole”. È quanto denuncia il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, nell’imminenza del secondo anniversario dell’evento calamitoso che il 12 agosto 2015 “nel cuore della stagione turistica, inflisse una dura prova all’economia e alla vivibilità di un intero territorio”. “L’esondazione, come un missile, del torrente maggiormente incriminato, il Citrea, causò molti danni e purtroppo amaramente”, ricorda Molinaro. Per il presidente della Coldiretti Calabria, oggi “gli agricoltori soffrono e aspettano nonostante siano stati svolti i sopralluoghi, accertati i danni e gli uffici agricoli di zona abbiano effettuato le relazioni e gli adempimenti conseguenti trasmessi alla Regione”. “È evidente – accusa Molinaro – che il baricentro delle decisioni fa acqua e tra l’altro non premia chi con abnegazione, fin dalla prima ora, mise a disposizione uomini e mezzi come il Consorzio di bonifica di Trebisacce che ha speso ben 150mila euro dei consorziati”. “Oggi è la notte di san Lorenzo e, com’è prassi, si esprime un desiderio affinchè esso si possa realizzare. Ci saranno questa notte – conclude Molinaro – molti calabresi che visti gli innumerevoli ritardi in ambiti e settori differenti, esprimeranno un desiderio sulla Giunta regionale”.

Nigeria: Wfp, “governo dona 5.000 tonnellate di riso per sfamare mezzo milione di sfollati”

Thu, 2017-08-10 18:53

L’agenzia Onu World food programme (Wfp o Pam) ha accolto con favore una donazione di 5.000 tonnellate di riso dal governo della Nigeria. La donazione aiuterà a sfamare circa mezzo milione di sfollati nel nord-est del Paese colpito dal conflitto, dove perdura la minaccia della carestia.  Il Wfp ha già iniziato ad usare nelle proprie operazioni una prima parte del riso donato mentre si aspettano ulteriori 2.000 tonnellate di miglio promesse dalle autorità nigeriane. Dal lancio delle sue operazioni, lo scorso anno, il Wfp ha ampliato l’offerta di cibo, nutrizione e contante per raggiungere oltre un milione di persone al mese. Superate le difficoltà di finanziamento, il Wfp prevede di assistere 1,36 milioni di persone nel corso dell’attuale stagione di magra prima del raccolto, il periodo in cui si soffre maggiormente la fame. Gli Stati Uniti, nell’ambito della loro donazione di 100 milioni di dollari alla risposta d’emergenza del Wfp, copriranno i costi associati per far arrivare il riso donato agli sfollati negli stati maggiormente colpiti di Adamawa, Borno e Yobe. La crisi della Nigeria si è estesa oltre i suoi confini, con milioni di persone nell’ampia zona del Bacino del Lago Chad che non sanno se domani mangeranno. Gli esperti mettono in guardia che, senza una sufficiente e tempestiva assistenza umanitaria, il nord-est della Nigeria rischia di precipitare nella carestia.

Migranti: Cosenza, ospiti della comunità san Martino lunedì si sono mobilitati per aiutare i cittadini in difficoltà a causa di un incendio

Thu, 2017-08-10 18:31

Una quindicina di migranti ospiti della comunità di accoglienza san Martino, nel centro storico cosentino, lunedì scorso si sono mobilitati per aiutare i cittadini di Cosenza in difficoltà a causa di un incendio che ha messo a rischio persone e abitazioni. “I migranti – fa sapere il Centro di servizio per il volontariato di Cosenza – si sono mobilitati, insieme agli operatori presenti, con mezzi di fortuna e sfidando le fiamme”. Sono giovani migranti – provenienti da Nigeria, Afghanistan e da altri Paesi – giunti in Calabria a bordo di barconi, rischiando la vita per attraversare il mare. “Sono i giovani migranti che abitano i nostri quartieri e le nostre periferie, per molti invisibili e temuti, da altri accolti”, scrive il Csv cosentino. “I ragazzi accolti in comunità – scrive Gianni Romeo, presidente della cooperativa sociale ‘La Terra’ che gestisce la struttura, attiva in città dal 1979 – hanno dato una bella prova di solidarietà e operosità, contribuendo a spegnere l’incendio. Molti i residenti che hanno avuto espressioni di apprezzamento e di elogio, nonché testimonianze di affetto e di ringraziamento anche sui social. È segno che siamo tutti sulla stessa barca e che, superando i pregiudizi e rispettandoci a vicenda, possiamo costruire una società più umana, integrata e solidale e soprattutto darci una mano nei momenti di bisogno”.
“Credo che quando si lavora in un’ottica di buona accoglienza e integrazione – evidenzia Pino Fabiano, direttore Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano -, certi atteggiamenti di reciprocità e disponibilità da parte dei migranti siano il segno evidente della costruzione di una comunità fondata sul dialogo e sull’inclusione sociale. Una bella pagina e un bel segnale a quanti ancora oggi continuano a percepire l’immigrazione come un pericolo e non come un’opportunità di crescita per le nostre comunità”.
La comunità di san Martino si trova ai piedi del Castello Svevo di Cosenza e, in collaborazione con la Prefettura, ospita 15 giovani migranti coinvolgendoli in diverse attività, artigianali e agricole, e facendo loro seguire un corso di lingua italiana.

Stati vegetativi: “Gli amici di Luca”, il 7 ottobre la IX Giornata dei risvegli per la ricerca sul coma

Thu, 2017-08-10 18:30

Sensibilizzare l’opinione pubblica sui bisogni delle persone uscite dal coma e fare rete con altri Paesi europei. È l’obiettivo della diciannovesima edizione della “Giornata nazionale dei risvegli per la ricerca sul coma – Vale la pena” promossa il prossimo 7 ottobre  dall’associazione “Gli amici di Luca” con molti patrocini istituzionali. Alessandro Bergonzoni, storico testimonial dell’associazione, sarà sugli schermi delle tv con la nuova campagna di comunicazione patrocinata da Fondazione Pubblicità Progresso. Tema di questa edizione 2017, “Essere o essere”. Quest’anno si celebra anche la terza Giornata europea dei risvegli che, come già nel 2016, si svolgerà attraverso azioni congiunte tra i Paesi aderenti (Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Portogallo e Spagna) grazie al coinvolgimento di associazioni, enti, università e centri di ricerca impegnati in “Lucas – Links united for coma awakenings through sport”, un progetto di riabilitazione e integrazione attraverso lo sport co-finanziato dall’Ue, di cui è capofila la società Futura con partner il Csi (Centro sportivo italiano). “Le persone con esiti di coma e stato vegetativo hanno percorsi di cura complessi, non ancora standardizzati, e per questo ancora a rischio di forte emarginazione”, dice Fulvio De Nigris, direttore del Centro studi per la ricerca sul coma e fondatore dell’associazione insieme con Maria Vaccari, presidente della onlus e mamma di Luca. “La prospettiva è creare un’alleanza internazionale intorno a queste persone, a partire da un modello tutto italiano che vede insieme professionisti della sanità, operatori non sanitari, familiari e volontari”. Info sul sito .

Ong e migranti: Rossini (Acli), “salvare una vita umana è sempre una priorità”

Thu, 2017-08-10 18:03

“Salvare una vita umana è sempre una priorità”. Così il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini interviene nel dibattito su migranti e salvaguardia delle vite umane che nell’ultimo periodo occupa le prime pagine dei giornali. “Su questo tema non ci debbono essere divisioni”, afferma Rossini. “La cultura dell’accoglienza e dell’incontro si contrappone a quella dell’indifferenza e dello scarto”. Il presidente delle Acli invita a non “dimenticare che quello che stiamo vivendo è un evento storico di portata enorme che implica collaborazioni tra i Paesi coinvolti, il rispetto dei necessari accordi tra gli Stati e negli Stati, ispirati ad un’etica della responsabilità”. “Non vorremmo – aggiunge Antonio Russo, responsabile welfare delle Acli – che nella polemica su Ong e migranti si aggiungesse altra confusione”. “Penso, per esempio, alla storia relativa all’indagine che ha coinvolto padre Mosè Zerai”, spiega. “Siamo al fianco dal punto di vista umano al sacerdote eritreo, tra i candidati al Nobel per la pace nel 2015. Allo stesso modo – prosegue – abbiamo fiducia nell’operato della magistratura trapanese”. “Sulla questione migranti – continua Russo – siamo al fianco di chi salva vite umane. Sono ormai anni che le Acli sostengono l’apertura di corridoi umanitari in mare”. “Condanniamo, allo stesso momento, le modalità di rinvio dei richiedenti asilo in Libia. Significa rispedirli verso la morte o, se sono fortunati, nelle mani dei trafficanti di uomini”, conclude Russo.

Argentina: Conferenza episcopale, prossima assemblea plenaria 6-11 novembre con rinnovo cariche

Thu, 2017-08-10 18:00

Si sono conclusi ieri a Buenos Aires i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale argentina (Cea), in preparazione alla prossima assemblea plenaria che si terrà dal 6 all’11 novembre ed eleggerà le nuove cariche per il periodo 2017-2020. I vescovi hanno infatti ringraziato il presidente della Cea, monsignor José Maria Arancedo, per il suo ruolo svolto negli ultimi sei anni, “in spirito di apertura e dialogo all’interno della Chiesa e verso il resto della società”. Durante il Consiglio permanente è stato approvato il “Documento di Aparecida” che indica le priorità pastorali per i prossimi 10 anni. I vescovi hanno deciso di unirsi alla celebrazione della Giornata mondiale dei poveri indetta per la prima volta da Papa Francesco il prossimo 19 novembre. Saranno preparati dei materiali per accompagnare la Giornata. Il vescovo di Catamarca, mons. Luis Urbanc, ha proposto di dichiarare un Anno nazionale mariano e organizzare un congresso mariano nel 2020, in occasione del 400° anniversario delle apparizioni della Vergine del Valle a Catamarca. Il vescovo di Rio Gallegos, mons. Miguel Ángel D’Annibale, ha parlato delle celebrazioni per commemorare il 500° anniversario della prima messa in Argentina, avvenuta a Puerto San Julian (Santa Cruz) il 1 Aprile 1520.

Cristiani perseguitati: mons. Tardelli (Pistoia), “sono i nostri fratelli migliori”

Thu, 2017-08-10 17:49

Ancora oggi “c’è chi paga un duro prezzo per il fatto di essere semplicemente cristiano, seguace di un Dio che si è definito amore. Sono tantissimi, questi fratelli perseguitati per la fede: non dimentichiamoli, sono i nostri fratelli migliori”. Lo ha affermato questa mattina il vescovo di Pistoia, mons. Fausto Tardelli, presiedendo nella cattedrale di Grosseto il pontificale per il patrono san Lorenzo concelebrato con il vescovo locale, mons. Rodolfo Cetoloni, e numerosi sacerdoti diocesani. “Lasciamoci scomodare dalla testimonianza di san Lorenzo. Ognuno può fare già molto, diventando sempre più sensibile alle necessità degli altri e facendo bene il proprio dovere nella società”. Questa la consegna di mons. Tardelli nell’omelia incentrata sul martirio del giovane diacono Lorenzo. La testimonianza fino all’effusione del sangue è, per i cristiani, “una storia antica ma tremendamente attuale – ha osservato Tardelli – perché anche oggi si è uccisi per Cristo”. “Allora come oggi – ha proseguito – i cristiani sono perseguitati perché il cristiano autentico invita ad un modo diverso di vivere, è necessariamente alternativo ai criteri di vita che vanno per la maggiore”. Mons. Cetoloni, che oggi ricordava anche i quattro anni dal suo insediamento come vescovo di Grosseto, al termine della messa ha voluto esprimere la sua gratitudine a tutti, sottolineando il valore della fede come “motore di ogni scelta di bene”.

Migranti: Naso (Fcei), “il problema non sono le Ong ma la forza dei ‘push factor'”

Thu, 2017-08-10 17:46

“Il problema non sono le Ong né la loro prossimità alle acque territoriali libiche: la tragedia di oggi è la forza dei ‘push factors’ che spingono centinaia di migliaia di persone a rischiare la vita pur di sfuggire alla disperazione della guerra, delle violenze e della fame”. Lo ricorda in un editoriale sull’agenzia Nev, Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. “Se qualcuno di questo mondo che è espressione di una società civile che non si accontenta dei dibattiti impegnati ha avuto un qualche rapporto con i trafficanti è giusto che venga isolato e giudicato, anche con severità – afferma Naso -: non si può collaborare con chi programma lo sfruttamento brutale di centinaia di milioni di persone ogni anno, ricorrendo a violenze, stupri e ricatti”. Ma la realtà complessiva delle Ong, sottolinea, “è un’altra cosa e il semplice dato dei salvataggi in mare, per altro sempre coordinati dalla Guardia costiera, racconta una storia del tutto diversa da quella contrabbandata in questi giorni: secondo fonti della Guardia Costiera nel 2016 le Ong hanno recuperato complessivamente 46.796 migranti, più del doppio di quanti ne avevano soccorsi l’anno precedente (20.063). E nei primi 4 mesi del 2017 hanno salvato 12.646 persone, il 35% del totale”. “Oscurare questo dato è politicamente strumentale ma soprattutto moralmente ingiusto”, afferma. “È giusto porsi il problema di fermare o ridurre i flussi migratori ‘a monte’ – dice Naso, dopo una analisi sulla situazione libica e sugli accordi con l’Italia – ma la strada non può essere quella di chi oggi vuole respingere i migranti in Libia e magari domani vorrà creare un muro lungo la riva sud del Mediterraneo”. “Un’enorme area geografica che va dalla Siria alla Guinea – ricorda – ha bisogno di stabilizzazione politica e di aiuti economici per la ricostruzione o lo sviluppo. Ed è questo che l’Europa potrà e dovrà fare con quel famoso ‘piano Marshall per l’Africa’ di cui si parla da troppo tempo in sede Ue, senza che però nulla accada”. A suo avviso “Aiutiamoli anche a casa loro” ha un senso: “Ma alla scorciatoia facilona e irrealistica invocata da qualcuno, dobbiamo aggiungere un ‘anche’ essenziale e irrinunciabile, perché le migrazioni globali non si fermano con la facilità con cui si rilascia una dichiarazione ai giornali. Ma soprattutto mettiamoci in testa che ‘aiutarli anche a casa loro’ non può significare scaricare il barile sulla sponda sud del Mediterraneo ma, al contrario, implica nuovi, onerosi impegni”.

 

Migranti: Sant’Egidio, a Catania kermesse sociale e sportiva con migliaia di giovani italiani e stranieri. Domani veglia di preghiera

Thu, 2017-08-10 17:27

Si sta svolgendo in questi giorni al lido Azzurro di Catania la “Tre giorni senza frontiere”, kermesse sociale e sportiva che coinvolge mille migranti e giovani italiani da tutta Italia. Giunta alla quarta edizione, la manifestazione è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio in Sicilia per favorire l’integrazione tra italiani e migranti “nuovi europei”, a partire dalla memoria del naufragio del 10 agosto 2013, quando sulla spiaggia di Catania vennero rinvenuti i corpi di sei egiziani. Africani, asiatici ed europei, cristiani e musulmani si sfideranno in squadre, rigorosamente miste, con giochi sulla spiaggia e in acqua, e daranno vita a una grande caccia al tesoro tra le vie di Catania. Domani alle 19, prima della chiusura della manifestazione, presso la Cattedrale, si terrà “Morire di speranza”, una veglia di preghiera in cui verranno ricordati i nomi e le storie dei migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo.

+++Venezuela: i vescovi, “trattamento crudele e disumano nelle carceri, si fermi la persecuzione”

Thu, 2017-08-10 17:00

“Si fermi la caccia alle streghe contro i cittadini che la pensano diversamente dal regime”: lo chiede oggi con forza la Commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale venezuelana in una nota firmata dal presidente mons. Roberto Luckert León e da padre Saúl Ron Braasch, vicario generale della stessa Commissione. I vescovi del Venezuela denunciano “i tanti oltraggi” soprattutto in merito alla situazione dei prigionieri politici e dei criminali comuni. Ascoltando le denunce delle famiglie e dell’Osservatorio sulle carceri venezuelane, i vescovi puntano il dito contro il “trattamento crudele e disumano durante le detenzioni”, la “mancanza di igiene”, “di medicinali e cure mediche”, “di assistenza legale” e “l’alimentazione precaria”. I vescovi denunciano “il mancato rispetto del giusto processo”, “il divieto di visita ai familiari”, tutti “diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela in vigore”. Chiedono perciò al governo e al potere legislativo di “rispettare questi diritti”. La Commissione episcopale implora “la fine delle persecuzioni e delle torture fisiche e psicologiche” contro questi cittadini. Invita inoltre “tutti i cattolici e gli uomini e le donne di buona volontà, a pregare non solo per coloro che soffrono ma anche per chi viola questi diritti umani”. I vescovi chiedono ai cittadini di “denunciare pubblicamente i funzionari che violano i diritti umani” e di ristabilire lo Stato di diritto. “Chiediamo la giustizia”, concludono. 

Commercio estero: Coldiretti, con +10,9% record storico italian food. “Stop a pirateria alimentare”

Thu, 2017-08-10 16:58

È record storico per il Made in Italy alimentare all’estero con una crescita del 10,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero nei primi sei mesi del 2017 dopo che nel 2016 l’agroalimentare aveva raggiunto il massimo storico di 38,4 miliardi. Quasi due terzi delle esportazioni agroalimentari interessano i Paesi dell’Ue ma gli Stati Uniti – sottolinea Coldiretti – sono di gran lunga il principale mercato dell’italian food fuori dai confini dall’Unione, e il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna. Il prodotto agroalimentare italiano più esportato all’estero è il vino seguito dall’ortofrutta fresca. L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare – secondo Coldiretti – con la realtà nazionale. “All’estero – avverte Coldiretti – sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre”. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal parmigiano reggiano e grana padano, i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele, gli extravergini di oliva e le conserve.
A preoccupare Coldiretti sono gli effetti del Trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) in corso di ratifica in Italia in cui “per la prima volta nella storia l’Ue – spiega l’associazione – si legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy”, accordando esplicitamente “il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali”. Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano piu’ esportato nel mondo, il parmigiano reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan.

Policlinico Gemelli: tumori pediatrici, scoperto come evitare gravi reazioni allergiche a terapia cruciale

Thu, 2017-08-10 16:31

Buone notizie per i bambini malati di tumore che oggi sono costretti a interrompere la chemioterapia con carboplatino a causa di reazioni allergiche anche molto gravi al farmaco. Grazie a un’idea degli oncologi pediatri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione policlinico Gemelli di Roma, questi piccoli pazienti potranno evitare reazioni allergiche e continuare la cura: si tratta della pratica di desensibilizzazione al carboplatino, un metodo innovativo studiato dall’equipe dell’Oncologia pediatrica del Gemelli per un uso efficace del farmaco e che consiste nel dare dosi crescenti della sostanza così da evitare reazioni allergiche e rendere l’organismo tollerante al chemioterapico (al pari di quanto si fa oggi per curare alcune allergie alimentari). La tecnica è stata testata su tumori del cervello in età pediatrica chiamati gliomi. Lo studio condotto dal docente della Cattolica di Roma, Antonio Ruggiero, dell’equipe medica dell’Uoc di Oncologia pediatrica del Gemelli e pubblicato recentemente sulla rivista “Frontiers in Pharmacology”, dimostra come sia possibile un’adeguata strategia di gestione delle reazioni allergiche al carboplatino che permette di evitare l’interruzione precoce del trattamento efficace con il farmaco, eliminando il ricorso a chemioterapie di seconda linea, più tossiche e meno efficaci.
“Il nostro metodo”, afferma il professor Ruggiero, “consiste non solo in un aumento del tempo di infusione del farmaco ma in una modalità di somministrazione a concentrazioni crescenti”. In questo modo i bambini riescono a tollerare l’infusione del farmaco evitando le Chr e a completare il programma terapeutico basato beneficiando dell’efficacia di questo farmaco. “Questa strategia di somministrazione”, continua l’oncologo “può essere estesa a tutti i tipi di tumore dell’età pediatrica oltre che dell’età adulta per il cui trattamento viene utilizzato il carboplatino” e “può rappresentare il modello di riferimento per le ipersensibilità da altri chemioterapici”.

Austria: Vienna, “Familien für Familien”, iniziativa di integrazione per nuclei di profughi siriani

Thu, 2017-08-10 16:04

Ventitré famiglie viennesi si sono regolarmente incontrate con altrettante famiglie di profughi siriani a partire dal 2016, nell’ambito di un progetto di affidamento familiare gestito dall’Associazione delle famiglie cattoliche austriache (Kfo): ciò per facilitare l’ingresso e l’ambientamento sociale in Austria. Il progetto “Familien für Familien” ha avuto la sponsorizzazione del ministero federale per la famiglia e la gioventù, ed è risultato aver riscosso un “grande successo” come si legge in un comunicato stampa della Kfo. Per l’iniziativa “abbiamo voluto usare consapevolmente le competenze familiari delle famiglie cattoliche come motore dell’integrazione”, ha detto la vice presidente della Kfo, Irene Kernthaler-Moser. La mediazione iniziava dal rapporto delle singole famiglie anche in base alle età dei bambini: “Con lo sviluppo rapido dell’amicizia nei bambini, i genitori profughi che si sono trovati presso una famiglia simile alla loro hanno anche avuto molti interessi e argomenti di conversazione comuni”, ha sottolineato Antonia Indrak-Rabl, responsabile della Kfo Vienna, e così le famiglie con i bambini hanno potuto svolgere una parte congrua del processo di integrazione “senza dover rinunciare al prezioso tempo insieme della famiglia”.
Per un anno, le famiglie coinvolte hanno trascorso del tempo insieme regolarmente: “Le famiglie affidatarie sono diventate importanti aiutanti di integrazione e hanno anche beneficiato del contatto personale”, conferma Indrak-Rab, che ha voluto mettere in evidenza come la maggior parte dei partecipanti vogliano proseguire il percorso comune: “Non siamo più un ‘progetto’, e nella realtà sono nate belle amicizie”. Dopo Vienna, “Familien für Familien” partirà questo autunno anche nella diocesi di St. Poelten.

Libia: Unicef, “550mila bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria”. Soluzione politica alla crisi e fine delle violenze

Thu, 2017-08-10 15:52

“A sei anni dalla crisi in Libia, oltre 550mila bambini hanno bisogno di assistenza a causa dell’instabilità politica, del conflitto in corso, degli sfollamenti e del crollo economico”. L’allarme è lanciato dal direttore regionale dell’Unicef Geert Cappelaere, a seguito della sua prima missione in Libia: “Le pesanti violenze in alcune parti del Paese hanno costretto le famiglie a fuggire dalle loro case. Più di 80mila bambini sono sfollati internamente e i bambini migranti in Libia sono particolarmente vulnerabili agli abusi e allo sfruttamento, anche nei centri di detenzione”. Secondo l’Unicef in Libia nel 2016 sono stati registrati 20 attacchi contro le strutture sanitarie, seconda solo alla Siria; quasi 200mila bambini hanno bisogno di acqua potabile, mentre 315mila necessitano di assistenza nell’istruzione; 558 scuole non possono essere utilizzate perché distrutte, danneggiate o utilizzate come rifugio dalle famiglie sfollate internamente. Dal 2011 l’Unicef sta attuando una risposta d’emergenza in tutto il Paese, anche in aree difficili da raggiungere. Nel 2017 ha fornito a 20mila bambini sostegno psicosociale e oltre 8mila bambini sono stati iscritti in corsi di recupero.
Nelle discussioni con le autorità di Tripoli e Bengasi, l’Unicef ha ribadito il suo impegno a fornire tutto il sostegno possibile per raggiungere i bambini in difficoltà ovunque si trovino nel Paese. Il prossimo ottobre prevede di avere tutto il suo personale internazionale in Libia a tempo pieno. L’Unicef incrementerà ulteriormente la propria assistenza per raggiungere 1,5 milioni di ragazze e ragazzi e sostenere il rafforzamento delle istituzioni nazionali e della società civile. Nell’interesse dei bambini, l’Unicef chiede “una soluzione politica immediata alla crisi e la fine delle violenze”.

Kenya: Amnesty chiede alla polizia di “non usare la forza per controllare proteste pacifiche”

Thu, 2017-08-10 15:42

Amnesty International ha chiesto alla polizia del Kenya di “non usare la forza quando non necessaria nel controllo delle proteste successive” alle elezioni dell’8 agosto. Le proteste sono iniziate quando il candidato dell’opposizione, Raila Odinga, ha denunciato che il sito della commissione elettorale era stato hackerato usando user e password di Chris Msando, il presidente della stessa commissione ucciso il 31 luglio. Di conseguenza, secondo Odinga, i risultati elettorali erano stati manipolati in favore del presidente uscente, Uhuru Kenyatta. “La polizia non ricorra alla forza o alle armi da fuoco per interrompere proteste pacifiche – ha detto Muthoni Wanyeki, direttrice di Amnesty International per l’Africa orientale, il Corno d’Africa e i Grandi laghi.-. Tale ricorso dovrebbe essere limitato a circostanze estreme e, anche in quei casi, l’uso dovrebbe essere finalizzato a prevenire perdite di vite umane. L’uso eccessivo o sproporzionato della forza violerebbe le norme interne e internazionali”. “Se le proteste diventano violente – ha aggiunto -, la polizia ha il dovere di proteggere le persone ma non può prendere a pretesto gli atti di violenza di pochi per limitare i diritti di chi manifesta in modo pacifico. La polizia deve anche assicurare l’incolumità e i diritti degli osservatori elettorali e dei giornalisti che stanno seguendo l’esito delle elezioni”. Wanyeki ha chiesto ai leader degli schieramenti politici di “fare la loro parte per sollecitare i loro sostenitori ad astenersi dalla violenza”.

Diocesi: Gaeta, al via le visite guidate alla mostra “Tessere la speranza”

Thu, 2017-08-10 15:24

Al via tre appuntamenti di cultura e arte al Museo diocesano di Gaeta (piazza De Vio 7) nei giorni di sabato 12, 19 e 26 agosto, sempre alle 21.30, con le visite guidate alla mostra “Tessere la speranza” aperta fino al 1° ottobre. Le visite saranno curate da Enrico Ranaldi e Maria Grazia Bottoni, tra i maggiori esperti di tessuti e vestiture, manutentori e restauratori degli abiti esposti. Si comincia sabato 12 agosto con il tema “La bellezza salverà il mondo”, celebre frase del romanzo “L’idiota” di Fiodor Dostoevskij. Papa Francesco ha dato speciale importanza alla trasmissione della fede cristiana attraverso la Via Pulchritudinis (la via della bellezza): “Non basta che il messaggio sia buono e giusto. Deve essere anche bello, perché solo così arriva al cuore delle persone e suscita l’amore che attrae (Evangelii gaudium, 167). La seconda visita, il 19 agosto, si ispira alle parole del beato Paolo VI: “L’uomo che si esprime artisticamente coglie qualcosa di Dio”. “Gli abiti delle Madonne – spiega un comunicato – sono opere di grande valore artistico, attraverso cui si sente l’eco della storia e della tradizione religiosa. Si scopre lungo il percorso della mostra un connubio tra fede e bellezza, valori religiosi ed estetici, leggi morali e regole della creatività”. La terza, il 26, avrà come tema “Ut in omnibus glorificetur Deus”. Gli abiti esposti “possono essere considerati opere di un’arte corale, che diventa un canto di lode per la gloria del Signore”. Le visite sono comprese nel biglietto del Museo diocesano. Info: mailto:beniculturali@arcidiocesigaeta.it

Libera: a Foggia il 21 marzo 2018 per la XXIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Thu, 2017-08-10 15:03

Si svolgerà a Foggia il 21 marzo 2018 la XXIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera. La Giornata della memoria e dell’impegno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata. Libera, riferisce una nota, “ha scelto Foggia come piazza principale per stare vicino a chi – in Puglia, come in altre Regioni – non si rassegna alla violenza mafiosa, alla corruzione e agli abusi di potere. Per valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate in quella terra difficile ma generosa per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone. Per denunciare la mafia foggiana e le forme di silenzio e complicità che la favoriscono. A sottolineare – non solo simbolicamente – che per contrastare le mafie e la corruzione occorre sì il grande impegno delle forze di polizia e di molti magistrati, ma prima ancora occorre diventare una comunità solidale e corresponsabile, che faccia del ‘noi’ non solo una parola, ma un crocevia di bisogni, desideri e speranze”. Da settembre, informa Libera, “inizierà un percorso verso il 21 marzo per trarre i massimi risultati in termini di consapevolezza in Capitanata e fuori. Con l’aiuto di magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, del mondo del giornalismo, con il coinvolgimento di scuole e università rifletteremo su ciò che sta accadendo, che affari stanno facendo ora i clan e perché sono in guerra tra di loro”.

Russia: Novosibirsk, anniversario consacrazione cattedrale e incontro nazionale famiglie. Matrimonio, figli e fede

Thu, 2017-08-10 15:00

Il 10 agosto del 1997 avveniva la consacrazione della cattedrale della trasfigurazione di Novosibirsk. “La grandezza, la bellezza e l’utilità della cattedrale non sta tanto nelle sue mura, ma nella comunità cristiana che si riunisce qui per ascoltare la Parola di Dio e poi, fuori da queste mura, nelle case, nelle strade, nei luoghi di lavoro, a scuola o nei momenti di intrattenimento vivono queste parole”, ha detto il nunzio, Celestino Migliore, concelebrando una messa nella cattedrale domenica 6 agosto, insieme a tutti i vescovi della Russia. In apertura della messa, il vescovo locale Josip Wert aveva detto al nunzio: “Dica al Papa ciò che ha visto e udito qui, gli dica che la Chiesa in Russia sorge dalle rovine. Gli dica tutte le nostre gioie e difficoltà, e che ci impegniamo a pregare per il Papa”. Il nunzio e i quattro vescovi delle diocesi russe hanno partecipato, dal 3 al 6 agosto al primo incontro nazionale delle famiglie che si è svolto proprio a Novosibirsk e che ha visto la partecipazione di circa 200 persone, di cui 54 bambini. “Molte persone hanno dovuto affrontare oltre un giorno in macchina, perché arrivare qui con l’aereo sarebbe stato troppo costoso”, racconta al Sir suor Tatiana da Novosibirsk.
I lavori si sono svolti attorno a quattro temi principali: “Che cosa abbiamo bisogno per un matrimonio felice” e “educare i figli nella fede in famiglia e nella Chiesa”, con introduzioni del vescovo ausiliare di Kamyanets-Podilskyi dei Latini (Ucraina), mons. Radolaw Zmitrowicz; “unità nella diversità”, tema introdotto da una coppia di sposi, Victoria e Leonerd Zigert. Infine a padre Jakub Blaszchishin il compito di parlare dei “messaggi della Madonna di Fatima per le famiglie”. Numerosi i momenti di condivisione in gruppi e poi in assemblea. I bambini sono stati coinvolti in attività specifiche per loro. L’incontro è stato organizzato dal Centro per la famiglia della diocesi di Novosibirsk anche per celebrare il 100° anniversario degli eventi di Fatima. Il tema dell’incontro è stato: “La madre disse ai servi: fate tutto ciò che egli vi dirà”.

Onu: Alison Smale è la nuova responsabile dell’informazione

Thu, 2017-08-10 14:55

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha nominato Alison Smale (Regno Unito) alla guida del Dipartimento di informazione del segretariato Onu (Dpi) con il titolo di Segretario generale aggiunto alla comunicazione globale. Alison Smale succede alla spagnola Cristina Gallach, alla quale il Segretario generale ha espresso la propria riconoscenza per l’impegno e la dedizione prestati al servizio dell’Organizzazione. Guterres ha inoltre ringraziato Maher Nasser, che ha fin qui esercitato la funzione di supplenza. A capo dell’ufficio di corrispondenza di Berlino del New York Times dal 2013, Smale giunge all’Onu con un bagaglio di 40 anni di esperienza acquisita durante una carriera internazionale di giornalista, corrispondente e capo servizio. Nominata nel 2008 direttrice della redazione del quotidiano International Herald Tribune – dove lavorava da quattro anni – a Parigi, Smale è stata la prima e finora unica donna a occupare quel posto. In precedenza, dal 2002, Alison Smale è stata vice capo redattore del servizio esteri del New York Times, dove aveva iniziato nel 1998 come capo redattrice esteri per l’edizione del week-end. Ancora prima, Smale ha lavorato con United press international e Associated press come capo dell’ufficio Europa centrale e orientale e a Vienna (1986-1998), oltre che come corrispondente a Mosca (1983-1986) e Bonn (1978-1983). La nuova responsabile dell’informazione Onu ha studiato a Bristol, Monaco di Baviera e Stanford (Usa) diplomandosi in tedesco e scienze politiche.

Migranti: Arci, “noi stiamo con padre Zerai e contro tutte le ingiustizie”

Thu, 2017-08-10 14:41

“Noi stiamo con padre Zerai e con tutti coloro che si adoperano per sanare ingiustizie, salvare vite umane, costruire ponti e non barriere”. Lo dichiara oggi Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci in merito alla notizia che la procura di Trapani, nell’ambito dell’inchiesta sulla ong Jungend Rettet, avrebbe messo sotto inchiesta anche padre Mussie Zerai, fondatore dell’agenzia Habeshia, prete eritreo diventato punto di riferimento soprattutto per i migranti che si spostano dal Corno d’Africa. “In tanti, quando si sono trovati in difficoltà durante una traversata, hanno composto il suo numero di telefono, certi che si sarebbe attivato immediatamente presso la Guardia costiera e le unità di salvataggio per far arrivare i soccorsi – ricorda Chiavacci -. E infatti migliaia di persone si sono salvate nel Mediterraneo grazie a lui”.  L’Arci collabora con padre Zerai da molti anni e ne apprezza “la grande umanità e generosità”. “Insieme abbiamo anche contribuito a salvare vite in mare e lottato, sempre, per i diritti e la dignità dei migranti – afferma -, diritti che certamente non vengono rispettati nelle carceri libiche in cui l’Europa e il governo italiano vorrebbero rispedirli dopo averli intercettati nel Mediterraneo”.
“Proprio per il suo impegno nel salvare vite umane e per l’opera di controinformazione che conduce – sottolinea l’Arci -, padre Mussie si è fatto molti nemici, dal governo eritreo  alle tante formazioni della destra nostrana che lo accusano di ‘favorire l’invasione’”. “Questa criminalizzazione di chi opera con principi umanitari, assumendosi responsabilità che toccherebbero a istituzioni che nel migliore dei casi sono latitanti – dichiara Chiavacci -, è diventata una vera e propria campagna di ‘distrazione’ di massa, che capovolge la realtà e l’ordine dei valori”.

 

 

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