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Famiglia Vincenziana: alleanza per i senzatetto, festival e concorso per “globalizzare la carità”

Tue, 2017-10-10 13:37

L’alleanza globale per i senza fissa dimora e il “Vincentian Film festival”: sono due delle iniziative scelte dalla Famiglia Vincenziana per celebrare i 400 anni della nascita di “un grande albero, composto da oltre 200 rami (associazioni laiche e Congregazioni di vita consacrata) con circa due milioni di membri in 156 Paesi”, come l’ha definita il superiore generale, padre Tomaz Mavric, nel “meeting point” svoltosi oggi in sala stampa vaticana. “Vogliamo far uscire la Famiglia Vincenziana anche verso le periferie”, ha detto Mavric, ricordando che questo speciale anno giubilare è cominciato con il pellegrinaggio del cuore di san Vincenzo de’ Paoli, che dalla cappella della carità a Rue de Bac ha viaggiato da Parigi a Roma, dove in questi giorni, in occasione del Simposio in programma da domani al 15 ottobre verrà esposto alla venerazione dei fedeli, per poi proseguire il suo pellegrinaggio in tutti i Paesi d’Europa. L’Alleanza della Famiglia Vincenziana globale per i senza fissa dimora è invece un progetto triennale e di livello mondiale, che lo scorso 28 giugno è stato presentato al Parlamento europeo di Bruxelles per rispondere ad un’emergenza: secondo i dati Onu, più di un miliardo di persone sul nostro pianeta non ha fissa dimora, tra persone che vivono per strada, quelle che vivono in campi per rifugiati e profughi e quelle che vivono in baraccopoli e favelas. Attualmente, sono circa 65 milioni i profughi a livello globale, il numero più alto mai registrato, e 863 milioni gli uomini, le donne e i bambini che vivono in baracche e favelas in tutto il mondo, numeri tutti destinati purtroppo a crescere. “Finding Vince 400”, infine, è un vero e proprio Festival del Film internazionale dove il protagonista principale è la figura di san Vincenzo de’ Paoli e il suo amore verso i poveri. Coordinatore della manifestazione, che si svolgerà a Castel Gandolfo dal 18 al 21 ottobre 2018, sarà l’attore statunitense Clarence Gilyard, conosciuto al rande pubblico per aver lavorato in molti film e serie tv di successo. Obiettivo del Festival: “Stimolare sul tema della globalizzazione della carità”, anche tramite la partecipazione al concorso per la realizzazione di copioni e cortometraggi.

Europa: Pontificia Università Santa Croce, conferenza internazionale sui valori comuni. Kotanski, definire nuovi punti fermi?

Tue, 2017-10-10 13:29

“Oggi, quali sono i valori europei?” si è chiesto l’ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Jan Kotanski, e per trovare le risposte alla domanda organizza giovedì prossimo, 12 ottobre, presso la Pontificia Università della Santa Croce una conferenza internazionale volta a definire le fondamenta assiologiche comuni del nostro continente. “Non possiamo nasconderci dietro a un dito”, sottolinea al Sir l’ambasciatore, osservando che nonostante politici, europarlamentari e giornalisti parlino spesso di “valori europei”, essi non vengono mai compiutamente declinati e solo di rado li considerino “radicati nella cultura giudeocristiana” dell’Europa. “Oggi vale sempre la triade di Platone oppure dobbiamo definire dei valori nuovi, forse provenienti da altre culture?”, si chiede. A dare risposte a quel quesito ci saranno tra gli altri mons. Paul Richard Gallagher, Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio dello sviluppo umano integrale, Rocco Buttiglione, e giornalisti come Marcello Veneziani e Andrea Tornielli. A trarre le conclusioni al termine del dibattito sarà l’ambasciatore dell’Ue presso la Santa Sede, Jan Tombinski.

Famiglia Vincenziana: oltre 10mila a Roma per partecipare al Simposio per i 400 anni

Tue, 2017-10-10 13:17

Saranno oltre 10mila i partecipanti al Simposio della Famiglia Vincenziana, in occasione dei 400 anni di celebrazione del carisma fondato da san Vincenzo de’ Paoli nel 1617 in Francia. Ad annunciarlo ai giornalisti, nel “meeting point” svoltosi oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede, è stato padre Tomaz Mavric, superiore generale della Congregazione della Missione e delle Figlie della Carità, 24° successore di San Vincenzo de’ Paoli. Il Simposio si aprirà domani – giornata dedicata agli arrivi – a Roma, nel Collegio apostolico leoniano, e culminerà il 14 ottobre con l’incontro in piazza San Pietro con il Papa. Il 12 ottobre, alle 18, nella basilica di San Giovanni in Laterano ci sarà il primo incontro di preghiera che inizierà sotto il segno della Vergine Maria, Nostra Signora della medaglia Miracolosa, venerata a Parigi nella cappellina di Rue du Bac, oggi luogo di pellegrinaggio da tutto il mondo la cui storia è legata a doppio filo a san Vincenzo de’ Paoli. Il 13 ottobre il Simposio continuerà in diverse sedi, secondo i diversi gruppi linguistici e si snoderà tra le 9 e le 15 con tre conferenze e dialogo – ognuna tenuta da relatori diversi per ogni gruppo linguistico – di cui la prima incentrata sul tema “La spiritualità vincenziana e la sua sfida profetica”, la seconda su “Formazione vincenziana e comunicazione nell’era dell’informazione” e la terza su “Il carisma vincenziano: verso quali orizzonti”. Il pomeriggio del 13 ottobre sarà dedicato all’incontro dei giovani e dei giovani consacrati di tutti i gruppi linguistici, al Palacavicchi. Il giorno seguente l’incontro in piazza San Pietro con il Papa, di fronte al quale padre Mavric ufficializzerà l’Alleanza globale per i senzatetto e il “Vincentian film festival”, due delle iniziative per i 400 anni. Dopo l’incontro con il Papa la giornata proseguirà per tutti alle 19 nella basilica di San Paolo fuori le mura per la Veglia di preghiera organizzata dalla Gioventù mariana vincenziana e durante la quale sarà possibile venerare la reliquia del cuore di San Vincenzo de’ Paoli. Il Simposio si concluderà il 15 ottobre con le Messa alle 10.30 nella basilica di san Paolo fuori le mura, alla presenza di cica 560 preti e sfileranno in processione le bandiere di oltre 150 Paesi, gli stessi dove la Famiglia Vincenziana opera in tutto il mondo.

Incendio in California: Coldiretti, “da Napa Valley quasi il 10% della produzione mondiale di vino”

Tue, 2017-10-10 13:12

“Dai vigneti della Napa Valley in California si è sviluppata la produzione di vino degli Stati Uniti che ha raggiunto quasi il 10% del totale mondiale grazie a una crescita vorticosa delle coltivazioni che hanno consentito agli Usa di diventare il quarto produttore di vino a livello globale dopo Italia, Francia e Spagna con una quantità di 24 milioni di ettolitri”. Lo afferma la Coldiretti in riferimento al devastante incendio che ha colpito la California con vittime, evacuazioni e danni economici e ambientali incalcolabili. “I primi vigneti nella Napa Valley sono stati piantati negli anni 60 e da allora si è verificata una crescita ininterrotta nella produzione e nella domanda tanto che Gli Stati Uniti sono diventati il primo consumatore mondiale di vino con 31,8 milioni di ettolitri che solo in parte vengono soddisfatti dalle importazioni”, prosegue la Coldiretti. La Napa Valley –conclude la Coldiretti – è la zona vitivinicola della California più famosa e certamente anche di tutti gli Stati Uniti d’America, tanto da essere considerata come sinonimo di vino americano con una produzione basata soprattutto su vitigni ‘internazionali’ e tecnologie avanzate.”

Giornata mondiale bambine: Terre des Hommes, “ogni anno almeno 15 milioni di spose minorenni”. Altre violazioni legate a “conflitti e trafficking”

Tue, 2017-10-10 13:01

Il dossier della “Campagna Indifesa” di Terre des Hommes, presentato oggi a Roma, alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre), quest’anno punta i riflettori anche sul “deprecabile fenomeno dei matrimoni precoci”, che in tutto il mondo “coinvolge ogni anno almeno 15 milioni di bambine e adolescenti”. “Ogni due secondi – rivela il dossier – una bambina o ragazza con meno di 18 anni diventa una baby sposa, vedendo così finire i suoi sogni e le sue speranze, costrette a sposare uomini più grandi di loro, con gravi conseguenze per la loro salute e il loro sviluppo”. Oltre a portare enormi sofferenze alle vittime, sottolinea Terre des Hommes, “questa pratica nuoce all’intera comunità in cui vivono. Secondo un recente studio della World Bank, la scomparsa dei matrimoni precoci si potrebbe tradurre in un risparmio pari a 566 miliardi di dollari (nel 2030) dovuto alla riduzione delle spese per il welfare dei singoli Stati”. Da baby spose a baby mamme, poi, il passo è breve: “Nel 2016 sono state registrate 21 milioni di gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che vivono nei Paesi in via di sviluppo e nel 49% dei casi si tratta di gravidanze non cercate”. E ancora, ogni anno, “circa 70mila ragazze muoiono a causa del parto e delle complicanze legate alla gravidanza”.
Tra le violazioni dei diritti delle bambine “ci sono anche quelle legate a conflitti e trafficking: sono circa 100.000 le bambine soldato, mentre delle 2,4 milioni di persone vittime di tratta le bambine rappresentano ben il 20%”. Terre des Hommes è entrata a far parte di “Girls Not Brides”, una coalizione internazionale che raccoglie più di 700 organizzazioni della società civile impegnate nel contrasto della pratica dei matrimoni precoci e nell’assistenza delle spose bambine. In tutti i suoi progetti Terre des Hommes “pone particolare attenzione alle esigenze delle bambine, cercando di prevenire e contrastare l’abbandono della scuola da parte loro, e di conseguenza posticipare i matrimoni fino alla maggiore età, anche attraverso la sensibilizzazione delle famiglie e delle istituzioni locali”. Terre des Hommes è membro anche dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) per chiedere al Governo italiano “di investire nell’educazione delle nuove generazione per apportare quel cambio culturale indispensabile al raggiungimento dell’Obiettivo 5, la parità di genere, e perché si favorisca la creazione di partnership concrete e operative necessarie a tale scopo”. Domani in occasione della Giornata Onu delle bambine, Terre des Hommes lancia inoltre la #Orange Revolution che tingerà di arancio le principali città italiane.

Papa Francesco: lettera ai vescovi dell’India, no a “isolamento e separazione”, sì a “rispetto e collaborazione”

Tue, 2017-10-10 12:58

“La via della Chiesa cattolica in India non può essere quella dell’isolamento e della separazione, ma piuttosto del rispetto e della collaborazione”. Con queste parole il Papa, in una lettera inviata ai vescovi dell’India, spiega di aver autorizzato la Congregazione per le Chiese Orientali “a provvedere alla cura pastorale dei fedeli siro-malabaresi in tutta l’India, attraverso l’erezione di due Eparchie e l’estensione dei confini di due già esistenti”. Francesco, inoltre, ha stabilito che “le nuove come le esistenti circoscrizioni risultino affidate all’arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly e al Sinodo dei vescovi della Chiesa siro-malabarese”. “La presenza di diversi vescovi delle varie Chiese sui iuris nello stesso territorio potrà essere motivo sicuramente di bellissima e vivificante comunione e testimonianza”, sostiene il Papa, ricordando che “questa è la visione del Concilio Vaticano II”. “Mi auguro che questa mia decisione sia accolta con spirito generoso e sereno, anche se potrà essere motivo di apprensione per alcuni, perché molti siro-malabaresi, per anni privi della cura pastorale nel rito proprio, sono completamente immersi nella vita della Chiesa latina”, l’auspicio di Francesco, che si dice “convinto che tutti gli interessati dimostreranno che non c’è bisogno di preoccupazione: la vita della Chiesa non va sconvolta dai provvedimenti in questione”. “Tale nostro provvedimento – precisa, infatti, il Papa – non deve essere interpretato negativamente come una imposizione ai fedeli di lasciare le comunità in cui hanno trovato accoglienza, a volte per diverse generazioni, e alle quali hanno contribuito in modi diversi, ma piuttosto come un invito ed insieme una opportunità di realizzare la crescita nella fede e nella comunione con la propria Chiesa sui iuris, conservando quel prezioso patrimonio rituale del quale sono portatori, trasmettendolo anche alle future generazioni”. In questo spirito, Francesco esorta “tutte le amatissime Chiese che vivono in India alla generosità e al coraggio per la testimonianza del Vangelo in spirito di fraternità e mutuo amore”. Per la Chiesa siro-malabarese, ciò consiste “nella continuazione del prezioso lavoro dei loro sacerdoti e religiosi nei contesti latini e nella disponibilità verso quei fedeli siro-malabaresi che, pur scegliendo di frequentare le parrocchie latine, chiedono qualche assistenza alla loro Chiesa di origine”. Da parte dei Latini, “questa generosità può assumere la forma di accoglienza nei loro edifici delle comunità siro-malabaresi che non hanno ancora provveduto ai propri”. Per il Papa deve, inoltre, “continuare la cooperazione tra tutte le Chiese sui iuris, come ritiri e seminari per il clero, i convegni sulla Bibbia, la celebrazione delle feste comuni, gli sforzi ecumenici”. “Con la crescita di amicizie spirituali e di reciproca assistenza, ogni tensione o apprensione dovrebbe essere rapidamente superata”, la ricetta di Francesco, che avverte: “Questa estensione degli spazi pastorali della Chiesa siro-malabarese non sia in alcun modo percepita come una crescita di spazi di potere e di dominio, ma come una chiamata a vivere una comunione più profonda, che non può mai essere intesa come uniformità”.

Giornata mondiale bambine: Salinari (Terre des Hommes), “costituire alleanze ampie tra vari attori per prevenzione violenza di genere”

Tue, 2017-10-10 12:50

“L’Osservatorio Indifesa conferma come nel nostro Paese ci sia bisogno di un cambio radicale nella prevenzione della violenza contro le bambine”: lo dichiara Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes, in occasione della presentazione del nuovo dossier della “Campagna Indifesa” di Terre des Hommes sui diritti negati a milioni di bambine in Italia e nel mondo, avvenuta oggi a Roma, alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre). “Serve un impegno sempre maggiore del Governo per trovare fondi per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere che orienti gli interventi sia in Italia sia nei Paesi in via di sviluppo – prosegue Salinari -, ma diventa sempre più importante anche costituire alleanze ampie, che includano attori fra loro differenti, capaci di intervenire a tutti i livelli coinvolgendo non solo i governi, le organizzazioni già impegnate in prima linea su questi temi, i professionisti, ma anche i ragazzi e le ragazze stesse”. Solo così, per il presidente di Terre des Hommes, “si potrà dare reale attuazione al piano di contrasto della violenza e delle discriminazioni di genere varato dalle Nazioni Unite e fatto proprio, in particolare, dall’obiettivo 5 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile 2015-2030. È quello che stiamo facendo con il programma Radio Indifesa, mirato alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere con la partecipazione degli studenti degli istituti di grado secondario superiore e diverse web radio scolastiche”.

Giornata mondiale bambine: Terre des Hommes, “in Italia nel 2016 oltre 950 minori vittime di violenza sessuale. In prevalenza sono femmine”

Tue, 2017-10-10 12:45

“Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono vittime di violenza sessuale. Oltre 950 minori in un anno nel nostro Paese sono costretti a subire questo orribile abuso. E nell’ultimo anno il numero totale dei minori vittime di reato – mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori – ha registrato un +6% rispetto al 2015”. Sono questi i nuovi e allarmanti dati Interforze sui minori vittime di reato nel 2016 elaborati per il nuovo dossier della “Campagna Indifesa” di Terre des Hommes, presentato oggi a Roma, alla presenza del presidente del Senato, Pietro Grasso, alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre). “Piccole vittime che in prevalenza sono femmine – rivela il dossier, il sesto della serie -: nel 2016 erano in media il 58%, ma questa percentuale aumenta in tutti i reati a sfondo sessuale. Le bambine sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali”. Colpisce, poi, il dato degli omicidi volontari consumati: “Più che raddoppiati in un anno (da 13 a 21 minori vittime), il 62% era una bambina o adolescente. Avvenimenti tragici che il più delle volte si inseriscono nella drammatica sequela dei femminicidi”. Secondo il dossier, “la violenza domestica è causa della maggioranza dei reati contro i minori: nel 2016 sono state ben 1.618 le vittime di maltrattamento in famiglia, per il 51% femmine, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Cresciuto del 23% il numero di vittime minori di abuso di mezzi di correzione o disciplina (266 nel 2016), ovvero di botte fino ad andare in ospedale e arrivare a denuncia”. Pochi i segni meno nell’elenco dei reati: “Le due fattispecie più in calo rispetto al 2015 sono gli atti sessuali con minori di 14 anni (-11%), dove però le vittime sono ancora 366, per l’80% bambine, e la detenzione di materiale pornografico, che segna -12%, con 58 vittime, il 76% femmine”.

Colombia: massacro contadini a Tumaco mette in dubbio processo di pace. La Chiesa chiede criteri chiari nella sostituzione delle coltivazioni di coca

Tue, 2017-10-10 12:37

Divampa in Colombia la polemica su quanto accaduto la scorsa settimana a Tumaco, città che si trova sulla costa pacifica, nel dipartimento di Nariño (sudest del paese). Qui, giovedì scorso, in circostanze ancora da chiarire pienamente, le forze dell’ordine, probabilmente per errore, hanno aperto il fuoco contro un gruppo di contadini che stavano formando una catena umana di fronte ai loro terreni, nei quali era prevista l’eradicazione della coca. La zona di Tumaco è, infatti, quella a più alta coltivazione di coca di tutto il Paese. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha comunicato che sono sei i contadini uccisi e ha annunciato di aver aperto delle indagini sull’operato delle forze di polizia e in particolare su chi ha dato l’ordine di sparare. Le organizzazioni contadine parlano invece di nove vittime. Nella giornata di ieri le Farc (l’ex guerriglia marxista ora costituitasi in partito) e l’Eln (organizzazione della guerriglia ancora attiva) hanno solidarizzato con i contadini attraverso dei duri comunicati. I fatti di Tumaco, che, da giorni stanno provocando nel Paese un forte dibattito, rischiano di mettere in discussione sia l’applicazione degli accordi di pace con le Farc sia il cessate il fuoco bilaterale che Governo ed Eln hanno concordato a partire dallo scorso 1° ottobre. In ogni caso, la questione agraria si conferma un punto chiave per la riuscita del processo di pace.
Sull’episodio è intervenuta anche la diocesi di Tumaco attraverso il vicario generale, padre Arnulfo Mina, il quale ha dichiarato alla stampa locale: “Non vogliamo che si colpisca la gente, chiediamo allo Stato di definire politiche chiare stabilendo fino a quanti ettari le coltivazioni saranno sostituite e in quanti si procederà con l’eradicazione”. E ha aggiunto: “Nella misura in cui lo Stato ha politiche chiare, i contadini sono responsabili della sostituzione con culture legali e lo Stato garantisce che i prodotti coltivati possano essere commercializzati, allora si può arrivare realmente alla pace “. Infine, il vicario generale ha dichiarato che ciò di cui Tumaco ha bisogno è l’investimento sociale, le infrastrutture, le strade in buone condizioni e non più forza pubblica.

Ior: Burke, “azione” a Malta “dimostra la volontà di accettare le responsabilità di abusi del passato”

Tue, 2017-10-10 12:36

“Un’azione che dimostra la volontà dello Ior di accettare le responsabilità di abusi del passato”. Così il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, in una dichiarazione resa ai giornalisti ha definito la decisione presa nei giorni scorsi dall’Istituto per le Opere di Religione di “avviare davanti alle autorità giudiziarie competenti di Malta un’azione civile nei confronti di più soggetti terzi, ritenuti responsabili di averlo danneggiato significativamente nell’ambito di alcune attività di investimento cui l’Istituto ha partecipato”. “Si tratta di un’operazione risalente all’inizio del 2013 – ha riferito Burke ai giornalisti – il cui investimento iniziale ammonta a 17 milioni, anche se i danni effettivamente subiti dovranno essere quantificati dalla Corte di Malta”. “Tale iniziativa – si legge in una nota diffusa dalla sala stampa vaticana – conferma l’impegno a favore della trasparenza assunto dallo Ior di denunciare, nelle sedi competenti, possibili irregolarità commesse ai suoi danni e adottare, come in questo caso, ogni utile misura necessaria a tutelare i propri interessi economici e reputazionali, anche al di fuori dei confini della Città del Vaticano”.

Sale della Comunità: Acec, domani a Mantova “Come amavi la cabina del Paradiso” in anteprima nazionale

Tue, 2017-10-10 12:20

In occasione delle Giornate del cinema d’essai, in svolgimento a Mantova dal 9 al 12 ottobre, l’Associazione cattolica esercenti cinema (Acec) presenta in anteprima nazionale il cortometraggio “Come amavi la cabina del Paradiso”. “Il documentario – si legge in una nota – è un viaggio on the road nelle sale della comunità, uno storytelling itinerante che permette di scoprire la ricchezza e freschezza che abita questi luoghi di spettacolo e cultura disseminati lungo lo stivale in moltissime parrocchie italiane”. Il cortometraggio sarà proiettato nella mattinata di domani, mercoledì 11 ottobre, al cinema Ariston. Saranno presenti esercenti, distributori e addetti ai lavori della filiera cinematografica che interverranno alla kermesse mantovana. “Per raccontare una storia lunga e intensa, fatta di tradizioni e cambiamenti, territorialmente estesa e variegata e dalle molteplici prospettive come quella della nostra associazione – spiega Arianna Prevedello, responsabile nazionale della comunicazione Acec – abbiamo scelto di affidarci ai giovani che delle nostre sale conoscono l’impatto gestionale ma anche le prospettive culturali e pastorali”. “Nelle sale della comunità – prosegue – i giovani sono integrati pienamente sia professionalmente sia in termini di volontariato e al contempo sono anche integratori, veri e propri principi nutritivi che rendono questi luoghi moderni, interessanti e accoglienti”. “Speriamo per questo – conclude Prevedello – di poter contribuire alla riflessione verso il Sinodo dei giovani, voluto da Papa Francesco, per il 2018”.

Papa Francesco: domani pomeriggio chiude l’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione

Tue, 2017-10-10 12:16

Sarà il Papa a chiudere, domani pomeriggio, l’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che si svolgerà a partire dalle ore 16, nell’Aula nuova del Sinodo, sul Catechismo della Chiesa cattolica. Ad aprire i lavori – si legge nel programma, diffuso oggi dalla sala stampa vaticana – sarà il presidente del dicastero, monsignor Rino Fisichella, con una relazione su “Il Catechismo della Chiesa cattolica nel processo della nuova evangelizzazione”. Alle 16.30, la relazione di monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, su “Il contributo del Catechismo della Chiesa cattolica al rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II”. Dopo un interludio musicale, alle 17.15 è in programma una relazione del cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, su “Principi direttivi dell’elaborazione del Catechismo della Chiesa cattolica”. Alle 17.45 Katharina Karl, della Philophisch-Teologische Hochschule di Münster, terrà una relazione su “Meditazioni del Catechismo della Chiesa cattolica”. Poi l’intervento di chiusura del Papa.

Messico: arcivescovo Acapulco su aumento omicidi nel Guerrero, “ciò avviene per creare un clima di terrore nella società”

Tue, 2017-10-10 12:02

Di fronte alla drammatica escalation di omicidi che sta investendo lo stato messicano del Guerrero, l’arcivescovo di Acapulco, mons. Leopoldo González González, arrivato da pochi mesi alla guida dell’arcidiocesi, sta alzando ripetutamente la voce a favore della pace e contro le potenti organizzazioni criminali. In particolare, domenica scorsa mons. González, nel corso di una conferenza stampa, ha ribadito che “tutti gli omicidi sono una grave disgrazia” e che quando vengono commessi con ferocia, come accaduto negli ultimi giorni in città, “ciò avviene per creare un clima di terrore nella società”.
Nel corso della conferenza stampa l’arcivescovo di Acapulco ha fatto un accenno alla Giornata internazionale contro la pena di morte che si celebra oggi, martedì 10 ottobre, e ha manifestato profonda tristezza e preoccupazione di fronte alle esecuzioni tra bande della criminalità organizzata, commesse per rancori personali e vendetta. Mons. González ha sottolineato che la vendetta non costruisce la giustizia, ma anzi aggiunge un crimine a quello già commesso. L’arcivescovo era intervenuto in prima persona anche la scorsa settimana, in seguito all’uccisione di sei persone, tra cui del direttore di una “preparatoria” (il nostro liceo). Il vescovo ha voluto presiedere personalmente le esequie dei più recenti e sanguinosi attentati.
Sempre dal Guerrero arriva anche l’appello di mons. Salvador Rangel Mendoza, vescovo di Chipanchingo-Chilapa, che ha lanciato l’allarme soprattutto sulla sicurezza delle principali arterie stradali e sui frequenti omicidi che hanno riguardato conduttori di mezzi di trasporto. Il vescovo ha fatto appello alle autorità perché rafforzino la vigilanza lungo le vie di comunicazione.

Papa Francesco: il programma ufficiale del viaggio in Myanmar e Bangladesh

Tue, 2017-10-10 11:51

Inizierà domenica 26 novembre, con la partenza in aero da Fiumicino alle 21.40, il viaggio del Papa in Myanmar e Bangladesh, fino al 2 dicembre. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede, che ha diffuso oggi il programma ufficiale. Il Papa arriverà il 27 novembre, alle 13.30, all’aeroporto internazionale di Yangon, dove avverrà l’accoglienza ufficiale. Martedì 28 novembre, alle 14, il Papa partirà in aereo per Nay Pyi Taw, dove arriverà alle 15.10 per l’accoglienza ufficiale. Alle 15.50 la cerimonia di benvenuto al palazzo presidenziale, seguita alle 16 dalla visita di cortesia al presidente e, mezz’ora dopo, dall’incontro con il consigliere di Stato e il ministro degli Esteri. Alle 17.15 l’incontro con le autorità, con la società civile e con il corpo diplomatico nell’International Convention Centre, dove è in programma il primo discorso del Papa, che dopo le 18 partirà in aereo per Yangon, dove arriverà alle 19.25 per poi trasferirsi all’arcivescovado. Mercoledì 29 novembre, alle 9.30, la Messa nella Kyaikkasan Ground, seguita nel pomeriggio, alle 16.15, dall’incontro con il Consiglio supremo “Sangha” dei monaci buddisti, nel Kaba Aye Centre, e alle 17.15 dall’incontro con i vescovi del Myanmar in un salone della cattedrale di St Mary’s. Giovedì 30 novembre, alle 10.15, la Messa con i giovani nella cattedrale di St Mary’s. Poi il congedo ufficiale, alle 12.45, nell’aeroporto di Yangon, dal quale partirà per Dhaka alle 13.05, con arrivo previsto alle 15 per la cerimonia di benvenuto. Alle 16, la visita al National Martyr’s Memorial di Savar, seguita alle 16.45 dall’omaggio al padre della nazione nel Bangabandhu Memorial Museum, con la firma del Libro d’Onore. Alle 17.30 la visita di cortesia al presidente nel palazzo presidenziale, seguita mezz’ora dopo dall’incontro con le autorità, con la società civile e il corpo diplomatico. Venerdì 1° dicembre, alle 10, la Messa e l’ordinazione presbiterale nel Suhrawardy Udyan Park. Il programma del pomeriggio prevede, alle 15.20, la visita del primo ministro nella nunziatura apostolica e, alle 16, la visita alla cattedrale, cui seguirà, un quarto d’ora dopo, l’incontro con i vescovi del Bangladesh nella casa dei sacerdoti anziani. Alle 17, nel giardino dell’arcivescovado, l’incontro interreligioso ed ecumenico per la pace. L’ultima giornata del viaggio, il 2 dicembre, prevede alle 10 la visita privata alla Casa Madre Teresa di Tejgaon e alle 10.45 l’incontro con il clero nella chiesa del Santo Rosario. Alle 11.45 la visita al cimitero parrocchiale e all’antica chiesa del Santo Rosario. Nel pomeriggio, alle 15.20, si svolgerà l’incontro con i giovani nel Notre Dame College di Dhaka. Alle 16.45 il congedo ufficiale nell’aeroporto di Dhaka. La partenza dell’aereo papale è prevista alle 17.05, con arrivo a Roma-Ciampino alle 23.

Consiglio d’Europa: oggi in agenda “Ritorno pena di morte: minaccia reale o finzione populista?”. In corso la plenaria Apce

Tue, 2017-10-10 11:44

È stato assegnato ieri a Strasburgo il Premio “Vaclav Havel” (per i diritti umani) a Murat Arslan, magistrato turco attualmente in carcere. Nella terna finale dei candidati si trovava anche il gesuita austriaco padre Georg Sporschill, da anni impegnato con i ragazzi di strada in Romania, Moldavia e Austria. La cerimonia è avvenuta nel corso della sessione autunnale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), in corso a Strasburgo. Oggi si celebra la Giornata contro la pena di morte: oltre alla dichiarazione congiunta tra Mogherini (Ue) e il segretario generale del Consiglio d’Europa Jagland (il Sir ne ha dato notizia ieri), il Consiglio dedica una mattinata di convegno organizzata dalla Conferenza delle Ong in collaborazione con la Fiacat (Fédération Internationale de l’Action des Chrétiens pour l’Abolition de la Torture) con il titolo: “Ritorno della pena di morte in Europa: minaccia reale o finzione populista?”. Giovedì 12 ottobre verrà discusso il Rapporto “Prosecuting and punishing the crimes against humanity or even possible genocide committed by Daesh” (relatore Pieter Omtzigt). Il Rapporto denuncia il carattere di genocidio degli atti verso minoranze religiose (in particolare cristiani, yazidi e musulmani non sunniti) in Siria. Lo stesso giorno verrà discusso e approvato il Rapporto “The use of new technology in human beings”. Relatrice Petra de Sutter. Il Rapporto presenta le sfide e i rischi posti dalle nuove tecnologie di editing genetico. Ancora giovedì dovrebbe essere approvato il Rapporto sulla eliminazione delle discriminazioni contro le persone intersex.

Fratelli Maristi: il capitolo generale aderisce alla campagna Caritas “Share the journey”

Tue, 2017-10-10 11:36

I partecipanti al capitolo generale dei Fratelli Maristi in svolgimento a Rionegro, in Colombia, hanno aderito alla campagna di Caritas Internationalis “Share the journey” per accogliere calorosamente i migranti e gli sfollati. Si tratta di “un semplice gesto di braccia aperte” in linea con ciò che il XXII capitolo generale ha voluto ribadire: “Il desiderio di tutti i Maristi di Champagnat in tutto il mondo – si legge in una nota – di essere una Chiesa inclusiva e in uscita”. Fratel Emili Turú Rofes, nel suo ultimo intervento come superiore generale della congregazione, ha affrontato il tema della sfida per rispondere alla situazione di molti migranti e sfollati in tutto il mondo con queste parole: “La questione che ritengo dobbiamo affrontare adesso, come capitolo, va ben oltre le varie specifiche iniziative. C’è qualcosa che possiamo e dobbiamo fare come organismo globale per fornire una risposta a questa situazione emergente nel mondo, sia da soli che con altre istituzioni?”. Attualmente molti Maristi di Champagnat stanno lavorando in luoghi che accolgono sfollati i profughi. “Espressioni profetiche – prosegue la nota – si possono vedere nel progetto ‘Fratelli’, comunità inter-congregazionale di Fratelli Maristi e Fratelli di La Salle, in Libano; nei ‘Maristi blu’ di Aleppo, in Siria; nella comunità internazionale di Siracusa (Progetto Lavalla200>) e altre azioni specifiche, come l’accoglienza di tre rifugiati nella Casa generale”. “Tuttavia – secondo il Capitolo generale – è necessario creare nuove politiche istituzionali per aumentare la ricezione delle persone in difficoltà”.

Ue-Africa: ad Abidjan, Costa d’Avorio, l'”Africa-Europe Youth summit”. “Investire nei giovani per un futuro sostenibile”

Tue, 2017-10-10 11:32

Si è aperto ieri ad Abidjan, Costa d’Avorio, l'”Africa-Europe Youth summit”, incontro di 120 giovani rappresentanti europei e africani, chiamati a lavorare in preparazione del Summit Unione europea-Unione Africana che si terrà a fine novembre sempre ad Abidjan sul tema “Investire nei giovani per un futuro sostenibile”. Istruzione, pace e sicurezza, clima e ambiente, economia e occupazione, inclusione e cultura sono i temi su cui discuteranno i giovani fino all’11 ottobre e attorno a cui ruoteranno le raccomandazioni che invieranno al summit dei Capi di Stato e di Governo. “L’Africa è il continente più giovane del mondo, con il 60% della popolazione sotto i 25 anni”, ha dichiarato il Commissario per la cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica; il tema dei giovani come focus del Summit Ue-Ua di quest’anno vuole “iniettare una prospettiva giovane nel dialogo intercontinentale”. Questo incontro di giovani dovrebbe contribuire a garantire che la loro prospettiva sia accolta dai responsabili politici. Un gruppo di 36 giovani sarà poi chiamato a continuare a lavorare sui risultati del Summit dei giovani fino all’appuntamento di fine novembre con l’iniziativa “Au-Eu Youth Plug-In”. “Abbiamo la responsabilità di ascoltare i giovani”, ha detto l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, “e di creare nuovi percorsi per coinvolgerli. Lavorare per loro non basta; bisogna lavorare con loro” dal momento che si sta discutendo “di un futuro che appartiene loro”.

Martiri: Acs, il 12 ottobre tingerà di rosso la basilica del Sacro Cuore a Parigi

Tue, 2017-10-10 11:31

Il sangue dei martiri torna a “illuminare” i più importanti monumenti del mondo. Dopo Fontana di Trevi a Roma, la cattedrale e l’abbazia di Westminster a Londra e il Cristo Redentor a Rio de Janeiro, il prossimo 12 ottobre Aiuto alla Chiesa che Soffre tingerà di rosso anche la basilica del Sacro Cuore a Parigi. L’illuminazione avrà luogo nell’ambito della manifestazione 24 ore per la libertà religiosa, promossa dalla sede francese di Acs. L’evento inizierà alle 11.15 con la celebrazione della messa nella basilica del quartiere Montmartre. Nel pomeriggio avrà luogo un dibattito sul sagrato della chiesa e poi alle 19 si accenderanno le luci rosso porpora. Seguirà una veglia di preghiera per quanti non sono liberi di vivere la propria fede. La basilica resterà aperta tutta la notte per l’adorazione eucaristica. “Da ormai 70 anni – afferma il direttore di Acs-Italia Alessandro Monteduro – Acs è impegnata a destare l’attenzione del mondo sul tema della persecuzione religiosa. Già Fontana di Trevi e Westminster tinte di rosso hanno obbligato milioni di persone ad interrogarsi su un dramma ancora ampiamente sconosciuto e trascurato dal mainstream mediatico. A Parigi il 12 ottobre i martiri saranno nuovamente protagonisti. Acs continuerà ad illuminare monumenti chiave in tanti altri Paesi per impedire che il mondo chiuda gli occhi di fronte al sacrificio di quanti hanno offerto e offrono la vita a causa della loro fede e al destino di chi ancora oggi si vede negata la libertà religiosa”.

Diocesi: Prato, ragazzi italiani e cinesi in preghiera in una fabbrica della “Chinatown” locale. Il vescovo: “Siate missionari della dignità del lavoro”

Tue, 2017-10-10 11:28

Ragazzi italiani e cinesi in preghiera all’interno di un capannone tessile. Non era mai successo e ieri sera per la prima volta le porte di una rifinizione si sono aperte al pubblico in occasione del primo incontro della “Preghiera giovani”, l’appuntamento mensile promosso dalla diocesi di Prato che si tiene ogni volta in una chiesa diversa. Ieri la veglia si è svolta in una azienda a conduzione cinese: gli strumenti della produzione sono stati spostati ai lati della fabbrica e al centro sono state sistemate delle sedie per accogliere i centocinquanta partecipanti alla serata. Tanti i giovani delle parrocchie pratesi che hanno risposto all’invito, accolti dai loro coetanei di lingua cinese che si riconoscono nella stessa fede, quella cristiana cattolica.
La preghiera è stata presieduta dal vescovo Franco Agostinelli, le cui parole sono state tradotte in mandarino da suor Teresa, religiosa cinese presente assieme ai frati francescani della parrocchia dell’Ascensione al Pino, sede della comunità cattolica orientale. L’incontro ha coinciso anche con l’annuale veglia di preghiera missionaria che si tiene nella diocesi pratese. “Solitamente invitiamo un missionario impegnato all’estero che racconta la sua esperienza – spiega Eleonora Fracasso, responsabile del Centro missionario diocesano – ma questa volta abbiamo voluto andare noi in missione nella nostra città, in un luogo che solitamente non frequentiamo e non conosciamo, anche se si trova accanto alle nostre case”. Con questo spirito mons. Agostinelli ha rivolto il suo invito ai presenti: “Siate missionari appassionati della dignità del lavoro e dei lavoratori”.

“Quello che stiamo facendo questa sera è una piccola goccia nel grande progetto dell’integrazione e dello stare insieme, ma cari amici – ha osservato il vescovo –, cos’è il mare se non un insieme di gocce? Il nostro incontro è la risposta all’invito di Papa Francesco a costruire ponti e non muri, a piantare semi di dialogo e relazione lungo le nostre strade di Prato”. Le parole di mons. Agostinelli sono pronunciate in alto, su un piano rialzato. Sull’altare, ricavato da un tavolo di lavoro c’è il crocifisso, sulla balausta sono sistemate una accanto all’altra la bandiera italiana e quella cinese. “Sono qui – ha aggiunto – per dire che noi non siamo estranei, tanto meno antagonisti, ma fratelli”. Poi, tenendosi per mano, i presenti hanno recitato il Padre nostro prima in italiano e poi in cinese.

Alunni itineranti: don De Robertis (Migrantes), “rendere effettivo il diritto allo studio dei bambini dello Spettacolo viaggiante”

Tue, 2017-10-10 11:12

“Questa mattina siamo qui per riflettere su come rendere effettivo il diritto allo studio dei bambini dello Spettacolo viaggiante. Infatti, le loro famiglie, essendo costrette per motivi di lavoro a cambiare luogo frequentemente, hanno difficoltà a garantire la frequenza scolastica dei figli. Da sempre il problema principale per queste famiglie è stato l’istruzione dei figli”. Lo ha detto, questa mattina, il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, intervenuto alla Camera dei Deputati al convegno sul tema “Bisogni educativi degli alunni itineranti”. Don De Robertis ha ricordato che nel 2005 grazie all’impegno di tante realtà e della Fondazione Migrantes è nato il progetto “Il libro dei saperi”, per sostenere la scolarizzazione dei bambini dello Spettacolo viaggiante e, poi, nel 2012 per i ragazzi di scuola media superiore un progetto di homeschooling, “Studiando viaggiando”. “Come Fondazione Migrantes – ha concluso il direttore – vogliamo continuare a impegnarci per garantire il diritto allo studio dei bambini dello Spettacolo viaggiante. Allo stesso tempo, auspichiamo che questi progetti possano trovare un’accoglienza e un sostegno sempre più ampi”. Al convegno di questa mattina intervengono, oltre al direttore Migrantes, il deputato Edoardo Patriarca, Alessandro Serena, storico del circo che si soffermerà sulle difficoltà e i problemi degli alunni itineranti per conseguire il diploma di scuola superiore, e alcuni protagonisti dei progetti in corso. Saranno offerte diverse testimonianze.

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