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Servizio Informazione Religiosa
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Immacolata: mons. Delpini (Milano), “essere santi e immacolati nella carità”

Fri, 2017-12-08 18:00

“Una devozione intensa e sobria, perché il senso di concretezza dei milanesi rifugge da quel gusto per lo straordinario e miracolistico che talora caratterizza la devozione popolare”. L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha definito così la tradizione spirituale della città e la sua devozione per Maria, durante l’omelia della Messa che ha presieduto oggi nel duomo, nella solennità dell’Immacolata Concezione. “Forse si può dare voce alle pietre e ai colori del nostro duomo con il ‘Cantico della piena di Grazia’ – ha aggiunto -. Duomo abitato da uno slancio verso un compimento necessario. Tutto il duomo tende verso la Madonnina per dire: piena di Grazia in ogni angolo della cattedrale, in ogni colore delle vetrate, in ogni opera d’arte e di sapienza dell’artigianato. Maria splende sulla guglia più alta del duomo e della città per dire della destinazione ultima, della mèta desiderata”. Ai fedeli presenti mons. Delpini ha rivolto un invito: “Essere santi e immacolati nella carità, perché predestinati a essere figli adottivi mediante Gesù Cristo”. Per riuscirci, bisogna quindi non disperdersi “nella banalità dei giorni”, non chiudere il “vostro orizzonte su quello che è prevedibile, calcolabile, programmabile”. Al termine della Messa, il coro ha intonato il canto finale Natività. Un coro che ha riunito 21 detenuti del carcere di massima sicurezza di Opera, immigrati del Centro Agrisol, 14 musicisti tra violinisti, violoncellisti e clarinettisti e 42 fedeli.

Immacolata: card. Montenegro (Agrigento), “accettiamo passivamente che altri, nelle piazze mediatiche, possano tenere i fili dei nostri sentimenti ed emozioni”

Fri, 2017-12-08 17:57

“L’Immacolata è il modello di chi accetta la proposta, anzi la sfida, di Dio di cambiare le cose, Lei accettandola è entrata da protagonista convinta in una storia più grande di lei. Non le è stato facile, ma Dio è stato la sua forza”. Lo ha detto il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, in occasione della Messa solenne che ha presieduto nella basilica dell’Immacolata, oggi, in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. “Le sue rughe, nell’età matura, sono state come quelle delle nostre mamme – ha aggiunto -. Le rughe non la fanno brutta, Lei resta sempre bella perché il suo cuore è pieno d’amore. Come quello delle nostre mamme”. Nelle parole dell’arcivescovo ritorna il termine “novità”. “Maria è la bella novità per un mondo che invece preferisce la superficialità, propone la mediocrità e fa desiderare cose di scarso valore tarate per durare breve tempo. Oggi accettiamo passivamente che altri, nelle piazze mediatiche, possano tenere i fili dei nostri sentimenti ed emozioni, mentre si considera Dio un padrone”. Da Maria, invece, arriva un’indicazione per “andare contro corrente”: “Amare ciò che dura e vale, preferire l’interiorità e sentire nostalgia di Dio, fonte di ogni bellezza. Ci invita a girare le spalle al male e a ciò che è mediocre per amare il bene e ciò che conta davvero”. Infine, una considerazione del card. Montenegro sul suo rapporto con la città. “Mi è stato fatto notare – ha affermato – che gli agrigentini si sentono giudicati e colpevolizzati dalle mie parole, ma non intendo essere il giustiziere di questo territorio e dei suoi abitanti, semmai sento il ‘pulito’ desiderio di pizzicare il loro orgoglio. Ognuno di noi deve sentirsi costruttore e non solo abitante di questa città”. Per riuscirci “bisogna non cercare solo gli interessi personali o di gruppo, ma il bene di tutti”.

+++ Gerusalemme: Patriarcato latino, “ogni soluzione unilaterale non può essere considerata una soluzione” +++

Fri, 2017-12-08 16:19

“Ogni soluzione unilaterale non può essere considerata una soluzione. Gerusalemme, infatti, è un tesoro dell’intera umanità. La discussione su Gerusalemme non può essere ridotta semplicemente a disputa territoriale e sovranità politica, precisamente perché Gerusalemme è un unicum, è patrimonio del mondo intero, ha una vocazione universale che parla a miliardi di persone nel mondo, credenti e non”. Così il Patriarcato latino di Gerusalemme commenta la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme capitale dello Stato di Israele. In una nota, diffusa poco fa, il Patriarcato latino di Gerusalemme esprime preoccupazione “per le violenze che potrebbero scatenarsi e le imprevedibili conseguenze” e invita a “non creare nuovi pretesti per altra violenza in Medio Oriente, ma a preservare nella Città Santa lo Status Quo, che dovrebbe garantire gli equilibri tra le comunità religiose delle tre fedi e tra le due parti della città, ma che in realtà è già stato intaccato da tempo”. Per il Patriarcato latino la questione è molto chiara: “Ogni rivendicazione esclusiva – sia essa politica o religiosa – è contraria alla logica propria della città. Ogni cittadino di Gerusalemme e ogni persona che giunge ad essa in visita o pellegrinaggio dovrebbe essere messo nella condizione di percepire e appropriarsi in qualche modo del messaggio di dialogo, coesistenza e rispetto che la Città Santa richiama e che spesso noi feriamo con il nostro comportamento. Gerusalemme è una città che deve accogliere, dove gli spazi si devono aprire e non chiudere. Da troppo tempo i suoi abitanti sono ostaggio di queste continue tensioni che ne snaturano il carattere”.

“Non vi è nulla – si legge nel comunicato – che possa impedire a Gerusalemme, nella sua unicità e unità, di diventare il simbolo nazionale dei due popoli che la rivendicano come loro Capitale. Israeliani e Palestinesi dovrebbero raggiungere un accordo che corrisponda in qualche modo alle loro legittime aspirazioni e che rispetti i principi di giustizia. Decisioni unilaterali che cambino l’attuale configurazione della città non porteranno beneficio, ma solo nuove tensioni e allontaneranno possibilità di pacificazione”. Ma se Gerusalemme è sacra per ebrei, cristiani e musulmani, “è sacra – ribadisce il Patriarcato latino – anche per molti popoli di ogni parte del mondo, che guardano ad essa come loro capitale spirituale, che giungono ad essa come pellegrini, per pregare e incontrare i loro fratelli nella fede. Il carattere sacro di Gerusalemme non si limita solo ai singoli siti o monumenti, come se questi potessero essere separati l’uno dall’altro o isolati dalle rispettive comunità, ma coinvolge Gerusalemme nella sua interezza, i suoi Luoghi Santi e le sue comunità, con i loro ospedali, scuole, attività di carattere culturale e sociale”. Per questi motivi “le due parti dovrebbero fare in modo di conservare l’attuale carattere universale della città e di adoperarsi perché essa resti il luogo nel quale ebrei, cristiani e musulmani continuino ad incontrarsi lungo le vie della Città Vecchia, ciascuno con la propria mentalità e tradizioni, legate in modo così unico le une alle altre”. La discussione su Gerusalemme, conclude il Patriarcato latino, “non può essere ridotta semplicemente a disputa territoriale e sovranità politica, precisamente perché Gerusalemme è un unicum, è patrimonio del mondo intero, ha una vocazione universale che parla a miliardi di persone nel mondo, credenti e non. Una soluzione realistica al problema di Gerusalemme non può non includere tutti questi elementi”.

Papa Francesco: in piazza di Spagna, “benedici questa città e il mondo intero”

Fri, 2017-12-08 16:14

Nella parte finale del suo atto di venerazione alla statua dell’Immacolata, in piazza di Spagna, il Papa ha fatto riferimento alla prossima tappa, la visita privata a sant’Andrea delle Fratte, novità assoluta di questo 8 dicembre, che il Papa compirà subito dopo, raggiungendo la chiesa che si trova a pochi minuti a piedi: “Vergine Immacolata, 175 anni fa, a poca distanza da qui, nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, hai toccato il cuore di Alfonso Ratisbonne, che in quel momento da ateo e nemico della Chiesa divenne cristiano. A lui ti mostrasti come Madre di grazia e di misericordia. Concedi anche a noi, specialmente nella prova e nella tentazione, di fissare lo sguardo sulle tue mani aperte, che lasciano scendere sulla terra le grazie del Signore, e di spogliarci di ogni orgogliosa arroganza, per riconoscerci come veramente siamo: piccoli e poveri peccatori, ma sempre tuoi figli. E così di mettere la mano nella tua per lasciarci ricondurre a Gesù, nostro fratello e salvatore, e al Padre celeste, che non si stanca mai di aspettarci e di perdonarci quando ritorniamo a Lui. Grazie, o Madre, perché sempre ci ascolti!”. “Benedici la Chiesa che è a Roma, benedici questa Città e il mondo intero”, il congedo del Papa dalle migliaia di romani e turisti che sono confluiti in piazza di Spagna da ogni parte della città.

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Papa Francesco: in piazza di Spagna, no a “virus” indifferenza, maleducazione civica, ipocrisia, paura dello straniero, rassegnazione al degrado

Fri, 2017-12-08 16:09

“O Madre, aiuta questa città a sviluppare gli ‘anticorpi’ contro alcuni virus dei nostri tempi”. È l’invocazione della preghiera mariana pronunciata questo pomeriggio dal Papa, nel tradizionale atto di venerazione alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna, a Roma. Nella preghiera, Francesco li elenca tutti questi “virus”, che corrompono la nostra società: “l’indifferenza, che dice: ‘Non mi riguarda’; la maleducazione civica che disprezza il bene comune; la paura del diverso e dello straniero; il conformismo travestito da trasgressione; l’ipocrisia di accusare gli altri, mentre si fanno le stesse cose; la rassegnazione al degrado ambientale ed etico; lo sfruttamento di tanti uomini e donne”. “Aiutaci a respingere questi e altri virus con gli anticorpi che vengono del Vangelo”, l’invito di Francesco: “Fa’ che prendiamo la buona abitudine di leggere ogni giorno un passo del Vangelo e, sul tuo esempio, di custodire nel cuore la Parola, perché, come un buon seme, porti frutto nella nostra vita”.

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Papa Francesco: in piazza di Spagna, cita “malati, anziani, poveri, persone immigrate qui da terre di guerra e di fame”

Fri, 2017-12-08 16:06

“Madre Immacolata, per la quinta volta vengo ai tuoi piedi come Vescovo di Roma, a renderti omaggio a nome di tutti gli abitanti di questa città”. È cominciata così la preghiera mariana del Papa, durante il tradizionale atto di venerazione alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna. “Vogliamo ringraziarti per la costante premura con cui accompagni il nostro cammino, il cammino delle famiglie, delle parrocchie, delle comunità religiose”, ha proseguito Francesco, evocando idealmente tutti i componenti della città di Roma: “il cammino di quanti ogni giorno, a volte con fatica, attraversano Roma per andare al lavoro; dei malati, degli anziani, di tutti i poveri, di tante persone immigrate qui da terre di guerra e di fame. Grazie perché, appena rivolgiamo a te un pensiero o uno sguardo o un’Ave Maria fugace, sempre sentiamo la tua presenza materna, tenera e forte”.

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Papa Francesco: arrivato in piazza di Spagna per omaggio all’Immacolata

Fri, 2017-12-08 16:00

Il Papa è arrivato in anticipo, una decina di minuti prima delle 16, in piazza di Spagna, dove è stato accolto da una folla di romani e di turisti che si sono accalcati dietro i percorsi transennati pedonali pur di riuscire a catturare qualche immagine con i loro “smartphone”. Poco prima, intorno alle 15.20, Francesco si era recato in auto alla basilica di Santa Maria Maggiore per sostare in preghiera davanti all’immagine della “Salus Populi Romani”, come fa anche all’inizio e al rientro da ogni suo viaggio apostolico. Il tradizionale Atto di venerazione all’Immacolata, quest’anno, si arricchisce di una tappa in più: prima di rientrare in Vaticano, infatti, il Papa visiterà la basilica di sant’Andrea delle Fratte per un omaggio alla Madonna della Medaglia Miracolosa, altro luogo molto caro alla devozione mariana per gli abitanti della Capitale. È la quinta volta che Francesco, dall’inizio del pontificato, presiede il rito dedicato alla Madonna, nella festa dell’Immacolata Concezione. Per tutto il giorno, la cittadinanza romana ha portato il proprio omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna. I primi, come tradizione, sono stati alle 7.30 del mattino i vigili del fuoco che, in onore di quei loro 220 colleghi che l’8 dicembre 1857 inaugurarono il monumento, sono saliti fin sulla sommità della statua per deporre la propria ghirlanda di fiori. Al suo arrivo, il Papa è stato accolto dall’arcivescovo vicario Angelo De Donatis. Ad occuparsi dell’animazione della giornata sono stati i responsabili e i fedeli della basilica parrocchiale dei Santi XII Apostoli che, insieme ai frati minori conventuali, al gruppo giovani della “Sveglia Francescana”, ai professi semplici studenti del Seraphicum e ai volontari, sono in piazza fin da questa mattina per pregare e assistere le persone accorse, ai quali è stata distribuita la “medaglia miracolosa!” ed è stata data la possibilità di accedere alla confessione.

Immacolata: mons. Caiazzo (Matera), “nella quotidianità Maria ci indica lo stile di vita a cui tendere”

Fri, 2017-12-08 13:37

“La nostra devozione e il nostro amore verso Maria diventano coinvolgimento fertile che sa accogliere il divino, partorendo nella quotidianità il suo stesso stile di vita al quale l’uomo tende”. Lo ha detto l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, oggi, nella sua meditazione nella solennità dell’Immacolata concezione di Maria. “Siamo noi che, mediante il battesimo, in Cristo siamo divenuti per il momento ‘figli adottivi’. Noi, figli, camminiamo, insieme a Maria, alla sequela di Gesù, per rivestirci di Dio perché un giorno, quando saremo alla sua presenza, possiamo contemplarlo così come lui è realmente, non più da estranei, ma ‘santi e immacolati’”, ha spiegato il presule. Un “sì”, quello di Maria, che va “oltre una semplice risposta di adesione al progetto di Dio per il bene dell’umanità”. “L’Immacolata è il ‘modello’ di vita che trascina a innamorarsi dell’Amore, che si lascia possedere da Dio e si ‘rallegra’ – ha aggiunto -, perché ‘il Signore è con lei’. Di fronte alla forza dirompente dell’amore che viene dall’Alto non si può resistere, si dilatano gli spazi dell’amore”.

Gerusalemme: Cingoli (Cipmo), “una mela avvelenata dentro il pacco dono per Netanyahu”

Fri, 2017-12-08 12:54

L’annuncio di Trump, che ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, “è un elemento che modifica, ancora una volta, la tradizionale linea degli Stati Uniti, ora riguardo alla città contesa ma che lascia sostanzialmente inalterati i fatti sul terreno”. Lo sostiene il presidente del Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo), Janiki Cingoli, in un editoriale pubblicato su cipmo.org. Tra i motivi più probabili che hanno spinto il presidente Usa a prendere questa iniziativa ci sarebbe quello della “ricerca di un diversivo, che attirasse l’attenzione del mondo, e soprattutto dell’opinione pubblica Usa, distogliendola dal cappio sempre più stretto che le investigazioni sul Russiagate stanno stringendo intorno a Trump e alla sua famiglia, in particolare proprio al genero Jared Kushner” che guida il team negoziale che sta redigendo un nuovo piano di pace tra israeliani, palestinesi e mondo arabo. Analizzando il discorso pronunciato da Trump, Cingoli scrive che “l’elemento più significativo è la sottolineatura che, con questo riconoscimento, gli Usa non stanno prendendo posizione su alcun aspetto riguardante il negoziato sul Final Status, compresi gli specifici confini della sovranità israeliana dentro Gerusalemme, o la risoluzione delle contestazioni sui confini tra le due parti. Tali questioni, si afferma, sono lasciate al negoziato tra le parti coinvolte”. E questo, per il presidente del Cipmo, “contrasta in pieno con la versione israeliana di ‘Gerusalemme capitale unica e indivisibile di Israele’. In qualche modo, una mela avvelenata lasciata dentro il pacco dono per Netanyahu che pure di questo è certo pienamente consapevole”. Netanyahu sa, anche, “di aver contratto un grosso debito di riconoscenza verso il presidente degli Stati Uniti e il premier di Israele sa che Trump resta essenzialmente un mercante, e con lui i debiti si pagano”. Come questo accadrà lo diranno i prossimi mesi e il contenuto della nuova proposta di pace Usa.

Papa Francesco: il 14 gennaio celebra la messa nella basilica di S. Pietro

Fri, 2017-12-08 12:50

Il 14 gennaio 2018, II Domenica del Tempo Ordinario, alle ore 10, il Papa celebrerà la Messa nella basilica di San Pietro, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Lo rende noto l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie, tramite la Sala Stampa della Santa Sede. “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”, recita il tema della Giornata, per la quale il Papa il 15 agosto scorso ha firmato un apposito messaggio.

 

Papa Francesco: nomina mons. Romuald Kamiński vescovo di Varsavia-Praga

Fri, 2017-12-08 12:47

Il Papa ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Varsavia-Praga, presentata da mons. Henryk Hoser. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede. Gli succede mons. Romuald Kamiński, finora vescovo coadiutore.

Brexit: nella notte accordo tra Ue e Regno Unito. Davis (politologo), “vero nodo dei negoziati resta il confine tra le due Irlanda”

Fri, 2017-12-08 12:30

(da Londra) Portare il Regno Unito fuori dall’Unione europea, concedendo poi a nord Irlanda, Scozia e Londra poteri speciali per commerciare con gli altri 27 Paesi europei e milioni di sterline perché accettino di continuare a far parte della Gran Bretagna pur con uno status particolare. Secondo il politologo cattolico Francis Davis, già consulente in materia di religione dei premier Gordon Brown e David Cameron, questa potrebbe essere la strada sulla quale si avvia la premier Theresa May. “Il vero nodo delle trattative tra Gran Bretagna e Unione europea è il confine tra il nord Irlanda e il resto del Regno Unito”, spiega Davis. “Dall’accordo del venerdi santo del 1998 persone e merci possono circolare liberamente dentro l’isola di Irlanda ma, con la Brexit, la Repubblica d’Irlanda rimarrà nell’Unione europea mentre il nord Irlanda continuerà a far parte del Regno Unito”. “L’accordo raggiunto oggi tra la premier Theresa May e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker conferma che il confine non tornerà ad essere militarizzato, anche dopo che il Regno Unito lascerà la Ue, e parla della possibilità che nord Irlanda e Repubblica d’Irlanda seguano gli stessi accordi commerciali”, continua Davis. “Se questo avverrà, però, i nazionalisti nordirlandesi del partito Dup, dai voti del quale dipende il governo del primo ministro, hanno tutto il diritto di dire che esiste ormai un’Irlanda unita e cattolica sotto Dublino”.
Secondo Francis Davis, che dirige, all’università cattolica londinese di st. Mary’s, un centro dove si formano dirigenti cattolici, “mentre procedono le trattative sul Brexit aumentano i problemi per la premier Theresa May a livello di politica interna”. “Da mesi il sindaco di Londra Sadiq Khan sta trattando col primo ministro scozzese Nicola Sturgeon per pensare a una soluzione che consenta a Londra e Scozia di mantenere la libera circolazione delle merci e delle persone come nel resto della Ue, usando magari la legislazione che ha già concesso un alto livello di autonomia a città come Birmingham, Liverpool e Leeds”, spiega il professor Davis. “Questo status potrebbe applicarsi anche al nord Irlanda. Il partito protestante Dup, che si batte perché il nord Irlanda continui a far parte della Gran Bretagna, potrebbe accettare di vedere il nord Irlanda ancora legato alla Ue in cambio di miliardi di sterline di sovvenzioni per l’industria e le infrastrutture di questa regione”. Il problema, con questa soluzione, è che la premier Theresa May tradirebbe la sua base elettorale. “Mentre Londra e la Scozia votano il partito laburista, l’Inghilterra – fatta eccezione per la capitale – vota il partito conservatore e i parlamentari conservatori inglesi non accetteranno di vedere grandi quantità di sterline di sovvenzioni e una nuova autonomia politica regalati a Londra, alla Scozia e al nord Irlanda”.

Papa Francesco: Angelus, “la Vergine benedica l’Azione Cattolica”. Chiede ai fedeli di unirsi “spiritualmente” a lui oggi pomeriggio in piazza di Spagna

Fri, 2017-12-08 12:21

L’Angelus dell’Immacolata si è concluso con uno speciale saluto del Papa all’Azione Cattolica Italiana, presente in forze oggi in piazza San Pietro con le sue bandiere colorate. “In questa festa di Maria Immacolata, l’Azione Cattolica Italiana vive il rinnovo dell’adesione”, le parole di Francesco dopo la recita dell’Angelus: “Rivolgo il mio pensiero alle sue associazioni diocesane e parrocchiali, incoraggiando tutti a rafforzare l’impegno formativo per essere testimoni credibili del Vangelo. La Vergine benedica l’Azione Cattolica e renda fecondo il suo proposito di servire la missione evangelizzatrice della Chiesa”. Poi il riferimento a ciò che succederà tra poche ore: “Oggi pomeriggio mi recherò in Piazza di Spagna per rinnovare il tradizionale atto di omaggio e di preghiera ai piedi del monumento all’Immacolata”, ha detto il Papa ai fedeli: “Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo gesto, che esprime la devozione filiale alla nostra Madre celeste. A tutti auguro buona festa e buon cammino di Avvento”.

 

Papa Francesco: Angelus, Maria “non era famosa”. “Non l’apparenza, ma il cuore puntato verso Dio fa bella la vita”

Fri, 2017-12-08 12:15

Maria “non era famosa”, quando è arrivato l’Angelo per il suo annuncio che ha cambiato la storia non c’era nessun “reporter”. A farlo notare alle migliaia di fedeli presenti oggi in piazza San Pietro per l’Angelus dell’Immacolata è stato il Papa. “La Chiesa oggi si complimenta con Maria chiamandola tutta bella, tota pulchra”, ha spiegato Francesco: “Come la sua giovinezza non sta nell’età, così la sua bellezza non consiste nell’esteriorità”. “Maria, come mostra il Vangelo odierno, non eccelle in apparenza”, ha proseguito il Papa tracciandone l’identikit: “Di semplice famiglia, viveva umilmente a Nazaret, un paesino quasi sconosciuto. E non era famosa: anche quando l’angelo la visitò nessuno lo seppe, quel giorno non c’era lì alcun reporter”. “La Madonna non ebbe nemmeno una vita agiata, ma preoccupazioni e timori”, ha sottolineato Francesco: “Fu molto turbata, dice il Vangelo, e quando l’angelo si allontanò da lei i problemi aumentarono. Tuttavia, la piena di grazia ha vissuto una vita bella”. “Qual era il suo segreto?”. si è chiesto il Papa, secondo il quale “possiamo coglierlo guardando ancora alla scena dell’Annunciazione. In molti dipinti Maria è raffigurata seduta davanti all’Angelo con un piccolo libro. Questo libro è la Scrittura. Così Maria era solita ascoltare Dio e intrattenersi con Lui. La Parola di Dio era il suo segreto: vicina al suo cuore, prese poi carne nel suo grembo”. “Rimanendo con Dio, dialogando con Lui in ogni circostanza, Maria ha reso bella la sua vita”, ha sintetizzato Francesco: “Non l’apparenza, non ciò che passa, ma il cuore puntato verso Dio fa bella la vita”. “Guardiamo oggi con gioia alla piena di grazia”. l’esortazione finale: “Chiediamole di aiutarci a rimanere giovani, dicendo no al peccato, e a vivere una vita bella, dicendo sì a Dio”.

Papa Francesco: Angelus, “c’è una sola cosa che fa invecchiare: non l’età, ma il peccato”

Fri, 2017-12-08 12:08

“Ogni volta che la riconosciamo piena di grazia, le facciamo il complimento più grande, lo stesso che le fece Dio”. Lo ha detto il Papa, nell’Angelus dedicato alla festa dell’Immacolata. “Un bel complimento da fare a una signora è dirle, con garbo, che dimostra una giovane età”, ha fatto notare Francesco:  “Quando diciamo a Maria piena di grazia, in un certo senso le diciamo anche questo, al livello più alto. La riconosciamo sempre giovane, perché mai invecchiata dal peccato”. “C’è una sola cosa che fa davvero invecchiare, invecchiare interiormente: non l’età, ma il peccato”, ha spiegato il Papa: “Il peccato rende vecchi, perché sclerotizza il cuore. Lo chiude, lo rende inerte, lo fa sfiorire”. “Ma la piena di grazia è vuota di peccato”, ha proseguito riferendosi a Maria: “Allora è sempre giovane, è più giovane del peccato, è la più giovane del genere umano”, ha detto il Papa citando  Bernanos.

Papa Francesco: Angelus, “tutto il mondo è contaminato dal male”

Fri, 2017-12-08 12:06

“Buongiorno e buona festa!”. È il saluto del Papa alle migliaia di fedeli accorsi oggi in piazza San Pietro, per l’Angelus dell’Immacolata. “Maria è piena della presenza di Dio. E se è interamente abitata da Dio, non c’è posto in lei per il peccato”, ha ricordato Francesco a proposito del dogma dell’Immacolata Concezione. “È una cosa straordinaria, perché tutto il mondo, purtroppo, è contaminato dal male”, ha commentato riferendosi al saluto dell’Angelo, che chiama Maria “piena di grazia”. “Ciascuno di noi, guardandosi dentro, vede dei lati oscuri”, ha fatto notare il Papa: “Anche i più grandi santi erano peccatori e tutte le realtà, persino le più belle, sono intaccate dal male: tutte, tranne Maria. Lei è l’unica ‘oasi sempre verde’ dell’umanità, la sola incontaminata, creata immacolata per accogliere pienamente, con il suo ‘sì’, Dio che veniva nel mondo e iniziare così una storia nuova”.

Terra Santa: 14 dicembre ingresso solenne al Santo Sepolcro del nuovo nunzio mons. Girelli

Fri, 2017-12-08 11:44

Si terrà il 14 dicembre l’ingresso solenne, al Santo Sepolcro, di mons. Leopoldo Girelli, nuovo Delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina e nunzio apostolico per Israele e Cipro. Il programma prevede, secondo quanto riferito dal Patriarcato latino di Gerusalemme, a partire delle ore 14.15, il ritrovo alla Porta di Giaffa e la processione al S. Sepolcro. Qui mons. Girelli sarà accolto dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. In basilica i discorsi dell’Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa e del Delegato Apostolico, la consegna delle Lettere Commendatizie all’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa e la preghiera finale.

Brexit: nella notte accordo tra Ue e Regno Unito. Tusk, “progressi suficienti ma ora ci aspetta la parte più difficile” dei negoziati

Fri, 2017-12-08 11:19

(Bruxelles) Due anni di transizione durante i quali il Regno Unito rispetterà tutte le leggi europee, contribuendo anche al budget della Ue e accettando la giurisdizione della Corte di giustizia dell’Unione europea, senza però partecipare alle decisioni prese dagli altri 27 Paesi. Queste le condizioni poste dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, perché le trattative sulla Brexit possano procedere alla seconda fase che dovrebbe avere il via libera venerdì 15 dicembre prossimo con la riunione del Consiglio europeo. “Ho ricevuto conferma questa mattina dai nostri negoziatori che sono stati fatti sufficienti progressi”, spiega Donald Tusk in un comunicato. “Questo mi consente di presentare le linee guida per le prossime trattative”. Nello stesso comunicato il presidente del Consiglio europeo afferma che “è importante cominciare le trattative così che i cittadini del Regno Unito e dell’Unione europea possano avere delle certezze”. E aggiunge che “le sfide più importanti si trovano davanti a noi perché sappiamo che rompere è difficile ma rompere e costruire un nuovo rapporto è ancora più difficile”. “Un anno e mezzo è passato dal referendum sulla Brexit”, conclude Donald Tusk, “e così tanto tempo è stato dedicato al compito più facile. Ora abbiamo di fatto meno di un anno per il compito più difficile”. La data per il divorzio definitivo di Londra dall’Ue è il 29 marzo 2019.

Migranti: Centro Astalli, martedì 12 dicembre a Roma la presentazione della ricerca “I get you” sulle buone pratiche di integrazione

Fri, 2017-12-08 10:50

Verranno presentati martedì 12 dicembre, a Roma, gli esiti della ricerca “I get you” sulle buone pratiche di integrazione dei migranti forzati, realizzata nell’ambito del progetto “Best” (Promoting best practices to prevent racism and xenophobia toward forced migrants through community building) in 9 Paesi europei. Capofila del progetto è il Jrs (Jesuit refugee service) Europa e tra i partner c’è anche l’associazione Centro Astalli. “Sono state mappate complessivamente 315 iniziative di community building: 62 in Italia, 55 in Francia, 50 in Germania, 37 in Belgio, 31 in Spagna, 31 in Portogallo, 20 a Malta, 15 in Romania e 14 in Croazia”. Nel corso della presentazione, in programma alle 9.30 presso la Città dell’Utopia (in via Valeriano 3f) che è una delle esperienze mappate nella ricerca, verranno illustrati i dati raccolti per l’analisi quantitativa e qualitativa della ricerca e le raccomandazioni contenute nella pubblicazione. Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, sottolinea che “la sfida dell’accoglienza e dell’integrazione è una questione molto dibattuta, che contribuisce a dividere l’opinione pubblica”. “La ricerca di ‘I get you’ – prosegue – ha mostrato che l’accoglienza funziona meglio quando è organizzata in piccoli centri e le strutture non sono isolate, ma ben collegate o ancor meglio all’interno delle aree urbane”. “Ciò consente alla società civile di interagire direttamente con i migranti”, sottolinea Ripamonti, secondo cui “la creazione di relazioni personali è il modo migliore per prevenire l’ostilità e la diffidenza e, allo stesso tempo, agevola un’integrazione più veloce ed efficace”.

Dialogo interculturale: forum a Zagabria. Obuljen Korzinek (ministro Croazia), identità e diversità in un contesto di rapidi cambiamenti

Fri, 2017-12-08 10:27

(da Zagabria) “La nostra cultura è stata progressivamente arricchita da molteplici contributi: direi che da questa specificità deriva la nostra peculiare identità culturale”. Nina Obuljen Korzinek ricopre l’incarico di ministro della cultura in Croazia. Al forum sul dialogo interculturale e interreligioso, promosso nella capitale del suo Paese, che si chiude oggi, porta una riflessione ad ampio raggio sulla formazione di una identità culturale che, spiega, è in continuo arricchimento e in costante cambiamento” in relazione ai tempi che mutano. Secondo Obuljen Korzinek la “tolleranza non comporta la rinuncia alla propria identità, semmai la rimette in gioco in un contesto segnato dal dialogo tra le differenze”. I Balcani, con il loro articolato percorso storico, segnato anche di recente da scontri e tensioni, segna la necessità di tale “incontro”, in società “complesse e aperte”, ribadisce il ministro. Che parla di cultura, di “diritto di partecipare a una cultura” (formazione, integrazione, dialogo), di varie espressioni culturali (arte, media…), e del particolare ruolo che “la cultura e il dialogo interreligioso dovrebbero rivestire nella politica estera dell’Ue”.

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