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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 49 min ago

Processo in Vaticano: un anno di reclusione a Profiti, con sospensione condizionale della pena per cinque anni, e assoluzione di Spina

Sat, 2017-10-14 15:05

Si è conclusa con la condanna ad un anno di reclusione per Giuseppe Profiti – con sospensione condizionale della pena per cinque anni – e con l’assoluzione di Massimo Spina “per non aver commesso il fatto” il processo per la distrazione di Fondi della Fondazione Bambino Gesù. Profiti – come recita il dispositivo della sentenza letto in aula dal giudice Paolo Papanti-Pellettier – è stato condannato per “abuso d’ufficio” e non per peculato, come richiesto invece dal promotore di Giustizia, Roberto Zannotti, nell’udienza di lunedì scorso. La sentenza di oggi prevede, inoltre, per l’ex presidente della Fondazione Bambino Gesù l’interdizione dai pubblici uffici “per un periodo di eguale durata” alla reclusione, cioè un anno, e una multa 5mila euro, previa concessione delle attenuanti generiche previste dall’art. 59 del Codice penale. Profiti, però, non sconterà per ora la sua pena, in quanto beneficiario della sospensione condizionale della condanna per un termine di cinque anni. Se, trascorso tale termine, commetterà un nuovo reato dovrà espiare la pena a norma di legge, recita il dispositivo della sentenza. Profiti è condannato, infine, al rifacimento delle spese processuali. L’altro imputato, Massimo Spina, è stato invece assolto per non aver commesso il fatto.

Festival della Missione: don Tarcisio Moreschi, fidei donum bresciano in Tanzania, tra i premiati al “Nobel” dei missionari

Sat, 2017-10-14 14:54

(dall’inviata a Brescia) – Don Tarcisio Moreschi, 70 anni, è un fidei donum inviato dalla diocesi di Brescia. Vive in Tanzania dal 1993 ma è in Africa da 34 anni, dopo essere passato in Burundi e nell’ex Zaire (oggi Repubblica democratica del Congo). E’ tra i vincitori del Premio Cuore Amico 2017, definito il “Premio Nobel ai missionari”, che ha ricevuto oggi a Brescia durante la cerimonia a Palazzo Loggia organizzata dalla Onlus Cuore Amico. Il premio si colloca quest’anno all’interno del Festival della Missione in corso dal 12 al 15 ottobre, per iniziativa della diocesi di Brescia, della Conferenza degli istituti missionari e della Fondazione Missio. Don Tarcisio ha costruito in questi anni 60 chiese – “quattro mura, un tetto e un altare” -, orfanotrofi, scuole, un ospedale, un centro per bambini disabili, un servizio di assistenza sanitaria per mamme sole affette da Hiv/Aids a Ilembula, nella diocesi di Injombe. “Per me quello che conta è far comunità – ha spiegato -. In alcuni villaggi vivono 1500/2000 persone con 10/12 cattolici. Non importa se sono pochi, intanto si comincia a costruire una comunità. Per me l’evangelizzazione è alla base di tutto”. Userà i 50.000 euro del premio per ultimare la costruzione di due villaggi per orfani, per un centro di riabilitazione per bambini disabili realizzato insieme alla Comunità di Capodarco, per i malati di Aids e per aiutare 13 suore clarisse di clausura a trasferirsi in un nuovo convento.

Festival della Missione: card. Tagle (Caritas), Papa andrà in Myanmar e Bangladesh per “creare un ponte tra buddisti, musulmani e cristiani”

Sat, 2017-10-14 14:15

Il prossimo viaggio di Papa Francesco in Myanmar e Bangladesh dal 26 novembre al 2 dicembre “è una opportunità per creare un ponte tra buddisti, musulmani e cristiani e  tra Myanmar e Bangladesh. Ed è una grande speranza per la Chiesa asiatica”. Lo dice oggi al Sir il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas internationalis, ospite d’onore al Festival della missione in corso dal 12 al 15 ottobre a Brescia, per iniziativa della Conferenza italiana degli istituti missionari (Cimi), della Fondazione Missio e della diocesi di Brescia. “Il Papa l’anno scorso mi ha detto che voleva visitare i Paesi dove la Chiesa è minoranza – confida il card. Tagle -, non solo per appoggiare la missione della Chiesa in Myanmar e Bangladesh ma anche per andare avanti nel dialogo interreligioso”. “Questa visita è speciale – sottolinea – perché negli ultimi mesi la situazione dei Rohingya si è molto complicata. Papa Francesco è molto sensibile ed è consapevole della complessità del problema”. L’arcivescovo di Manila, con il suo sorriso e la sua risata trascinante, dice di essere “un po’ emozionato” per questo viaggio. Ha ricevuto l’invito dal card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon in Myanmar e dal card. Patrick D. Rozario, arcivescovo di Dakka in Bangladesh. “Devo organizzare la mia agenda – dice -. Vorrei andare per vedere”.

Processo in Vaticano: conclusa ultima udienza, in attesa per la sentenza

Sat, 2017-10-14 14:06

E’ stata dedicata alle arringhe dei due avvocati difensori la nona e ultima udienza del processo in Vaticano per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù. La sentenza è attesa a breve. L’avvocato di Massimo Profiti, Antonello Blasi – ha riferito il “pool” di giornalisti ammessi al processo, durante il briefing di oggi in sala stampa vaticana – ha tenuto una lunga arringa divisa in due, contestuale e tecnica, nella quale ha voluto confutare le parole-chiave della requisitoria del promotore di giustizia, Roberto Zannotti,  definita una “requisitoria omissiva” fondata su prove precedenti al dibattimento e non su quanto è stato detto in aula. In particolare, Blasi ha contestato il fatto che quella in questione sia stata definita una “vicenda opaca” e caratterizzata dai “silenzi sulla gestione della cosa pubblica”. La Fondazione Bambino Gesù, secondo Blasi, è un ente ecclesiastico di natura pubblica e il presidente non è un pubblico ufficiale, indipendentemente da quello che il suo assistito aveva dichiarato. Quanto ai lavori di ristrutturazione dell’attico del cardinale Bertone, Blasi ha insistito molto sul fatto che “si è trattato di un investimento e non di una spesa”, e che “questa è la chiave” dell’intera vicenda: “Se è un investimento non ci può essere perdita, perché solo la spesa implica una perdita”, ha spiegato. La prima richiesta di Blasi per il suo assistito non è stata l’assoluzione, ma il difetto di giurisdizione: l’avvocato ha richiamato una sentenza della Cassazione, in cui si afferma che l’Ospedale Bambino Gesù è sottoposto alla giurisdizione italiana, e non rientra tra le istituzioni vaticane. Blasi ha citato inoltre San Vincenzo de’ Paoli, che “ha chiesto alla regina spagnola di fare da benefattrice di un ospedale e dopo è diventato santo”. Quanto alla posizione di Profiti, Blasi ha fatto notare che nessun movente è emerso né è stato ipotizzato, e che non esiste una doppia fatturazione, perché non c’è sovrapposizione di data. Di qui la richiesta di assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

L’avvocato di Massimo Spina, Alfredo Ottaviani, ha chiesto per quest’ultimo l’assoluzione piena: perché il fatto non consiste reato, perché il fatto non sussiste e – in subordine – assoluzione per assenza di prove, che è poi la richiesta del Promotore di Giustizia. “In questo processo non c’è un colpevole”, ha affermato Ottaviani, che ha dichiarato: “L’ordine di andare ad occupare quell’appartamento poteva darlo al cardinale Bertone solo il Santo Padre, che però non si era accorto che era un tugurio”. Secondo Ottaviani, l’ex segretario di Stato “è la vittima del processo: ha pagato di tasca propria quasi 500mila euro, lui che è prossimo a compiere 83 anni, e l’aspettativa media è di 83 anni e 8 mesi”. “In questa aula abbiamo sentito invocare il segreto di Stato, il segreto d’ufficio e la riservatezza da persone che svolgono funzioni ben inferiori. Bertone, lui sì che avrebbe potuto opporre segreto di Stato, invece ha spiegato in una  lettera punto per punto tutto quello che è successo”. “L’attico di Bertone innanzitutto non è di Bertone e non è un attico”, ha proseguito Ottaviani: “questo è un processo dove non c’è un perché. Non è opaco, è tutto chiarissimo. C’è stato un ordine della massima autorità che telefona e dice a Bertone di andare a occupare un certo appartamento. Il Santo Padre non si è subito reso conto che non era un appartamento normale, era un tugurio, e che si doveva mettere a posto, con costi abbordabilissimi”.  “Non è un appartamento di un satrapo orientale – ha proseguito l’avvocato –  ma appartamentino, nel quale c’è una parte dove vivono le suore e la parte che rimane per il cardinale è di soli 150 metri quadrati”.  Il cardinale Bertone, inoltre, ha fatto notare Ottaviani, è stato “pressantemente” invitato a contribuire alle spese. “In questa storia alzano troppe persone il telefono”, ha chiosato l’avvocato, a parere del quale questo “cortocircuito” è “il centro della storia”.  Quanto a Massimo Spina, al quale è stata imputata la correità, Ottaviani ha ricordato che il suo assistito non aveva obbligo di denuncia, dunque il reato non c’è: “Spina non aveva poteri, ma era un soggetto che subiva ordini specifici e legittimi, non ha fatto altro che eseguire gli ordini”. Ottaviani ha dichiarato inoltre di non aver trovato neanche una prova a carico del suo assistito: tutti i testi, del resto, hanno concordato sul fatto che Spina non avesse alcun potere decisionale. L’assoluzione, dunque, non può essere con formula dubitativa, perché non c’è prova. Il Promotore di Giustizia, nella sua replica, ha ribadito integralmente e senza modifiche le richieste fatte nell’udienza di lunedì scorso, ribadendo che la Fondazione Bambino Gesù “non è un’impresa: non può investire in borsa”. La ristrutturazione dell’attico del card. Bertone, quindi, per Zannotti  “è una spesa, non è un investimento: è denaro pubblico utilizzato per investimenti, tutto ciò è un reato, non un illecito amministrativo”. Infine le repliche di Blasi e Ottaviani, che hanno ribadito quanto detto in precedenza. L’avvocato Ottaviani ha chiesto che non vengano considerati atti consegnati prima del processo e non esplicitamente richiamati nel processo.  Profiti, infine, ha precisato che le lettere citate da Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale Bambino Gesù, nella sua deposizione erano protocollate e che tutti i bilanci della Fondazione, sotto la sua presidenza, erano certificati. La perdita di bilancio di cui ha parlato Enoc, ha precisato, non era dovuta al corrispettivo sui lavori dell’attico, ma all’insussistenza del credito promesso e poi non corrisposto da una delle aziende di Bandera. Profiti ha insistito, inoltre, sulla positività della raccolta fondi durante la sua gestione, consentita dalle attività connesse dallo statuto, che hanno comportato un incremento progressivo nel triennio. Il 99,97% dei fondi raccolti tramite l’attività di “fund raising”, ha dichiarato Profiti, andavano all’Ospedale Bambino Gesù: non un euro, quindi, della raccolta fondi è andato alla ristrutturazione dell’attico del cardinale Bertone, che era un’operazione di investimento. “La mia non era un’attività extra-statuto, non ho infranto alcun divieto”, ha assicurato Profiti: “C’è un rischio in ogni investimento di una Onlus”, ha concluso precisando ai giornalisti di aver svolto la carica di presidente della Fondazione Bambino Gesù a titolo gratuito.

Educazione secondo Francesco: mons. Zani (Congregazione educazione cattolica), “rifondare patto per superare tre grandi fratture”

Sat, 2017-10-14 13:50

Di fronte alle sfide di oggi “il Papa propone di rifondare il patto educativo per superare tre grandi fratture”. Lo afferma l’arcivescovo Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, nel suo intervento alla X Giornata pedagogica della scuola cattolica in corso a Roma. Fratture, spiega, tra “educazione e trascendenza, tra educazione e differenze da tenere insieme, tra uomo, natura e società”. “Occorre educare umanamente – avverte il presule – ma con orizzonti aperti” e senza cedere alla tentazione del proselitismo. Per Papa Francesco, spiega ancora, di fronte a queste tre grandi fratture “ci vuole un’educazione in uscita: valori, principi, sapere, certezze, ma anche confronto e dialogo rompendo gli schemi senza il timore dei rischi da correre. Un esempio sono le Scholas occurrentes nate alle periferie di Buenos Aires”. Essenziale in ogni processo formativo “un’antropologia della reciprocità: insieme si genera un’educazione nuova”. Di qui il richiamo al documento “Educare all’umanesimo solidale” recentemente pubblicato dalla Congregazione in occasione dei 50 anni dalla Populorum progressio. “Umanizzare l’educazione – spiega l’arcivescovo – è rifondare una nuova antropologia per aiutare ognuno a diventare protagonista di un mondo nuovo”. Ulteriori passaggi la “cultura del dialogo” e la “globalizzazione della speranza: dobbiamo innestare nel processo della globalizzazioni elementi che lo facciano diventare strumento di crescita per tutti” perché solo “una vera inclusione” prepara il futuro. Ultima indicazione: “creare reti di soggetti che lavorano insieme valorizzando le best practice esistenti a volte anche in contesti problematici. Per andare in questa direzione – conclude Zani – stiamo costituendo un osservatorio sull’educazione cattolica a livello mondiale”.

Festival della missione: card. Tagle (Caritas), “oggi è missionario chi ascolta e condivide gioie, dolori, sogni”

Sat, 2017-10-14 13:35

(dall’inviata a Brescia) “Il missionario/a è colui o colei che è capace di dare testimonianza della propria vita, di ascoltare in silenzio, senza troppe parole, per condividere la gioia, il dolore, i sogni della gente”. E’ un po’ questo l’identikit del missionario del XXI secolo secondo il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas internationalis, ospite d’onore al Festival della missione in corso dal 12 al 15 ottobre a Brescia, per iniziativa della Conferenza italiana degli istituti missionari (Cimi), della Fondazione Missio e della diocesi di Brescia. Il card. Tagle sta intervenendo a diversi eventi pubblici all’interno del Festival e presentando il suo libro “Il rischio della speranza” (Emi) e parla volentieri a tu per tu con i giornalisti. Da asiatico, dove le comunità cristiane sono minoranza, intende la missione come “un dialogo di vita, non partendo da una posizione di superiorità – dice oggi al Sir -. In Asia siamo abituati ad essere una piccola minoranza e dobbiamo dialogare prima di tutto attraverso la testimonianza di vita”. Porta l’esempio della Cambogia, dove una piccola comunità di suore comboniane guidata da una superiora filippina suscita la curiosità della gente: “Non capiscono perché indiane, spagnole, filippine vivano insieme. La vita comunitaria è la prima testimonianza”. Il secondo criterio che a suo avviso deve guidare chi fa missione ad gentes è “saper ascoltare le storie delle persone, per confermare la presenza di Dio nella loro vita. Invece di imporre il Vangelo – sottolinea -, dare la possibilità al Vangelo vissuto di scaturire dalla vita quotidiana. Un missionario che ascolta ha compassione, capacità di condividere la gioia, il dolore, i sogni della gente”. Questo perché, osserva il card. Tagle, “il mondo di oggi ha tanta paura, le persone si sentono disperate” perciò c’è bisogno di “un messaggio che porti speranza e gioia. Senza speranza non c’è il senso della vita e noi cristiani abbiamo una buona novella che ci dà questa speranza e questa gioia”.

 

Educazione secondo Francesco: mons. Zani (Congregazione educazione cattolica), “strettamente connessa con evangelizzazione”

Sat, 2017-10-14 13:14

“Oggi l’educazione si deve misurare con scenari nuovi, provocanti. Il pensiero del Papa è una spinta continua a misurarsi con le grandi sfide. Al riguardo, il Learning Framework per il 2030 dell’Ocse dice che il 21° secolo sarà caratterizzato da due grandi sfide: economica e sociale, tra crescenti disuguaglianze e spostamenti sempre più accentuati”. Lo afferma l’arcivescovo Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, nel suo intervento alla X Giornata pedagogica della scuola cattolica. Alla Congregazione fanno capo 216 mila istituti nel mondo per un totale di circa 40 milioni di studenti e studentesse, molti non cattolici. “Le nostre scuole in Libano – racconta – raccolgono un milione di rifugiati”. L’Ocse, riprende, “chiede di preparare per il futuro persone innovative, responsabili e consapevoli, capaci di pensare in modo creativo”. Nell’annunciare un incontro, la prossima settimana alla Pontificia Accademia delle scienze, con i premi Nobel credenti e non credenti “che si vogliono misurare sull’educazione”, Zani si chiede: “Di fronte a questo scenario qual è il messaggio di Papa Francesco? Quello di una prospettiva aperta che si sintetizza in impegno a promuovere una cultura dell’incontro perché nell’incontro si svela la verità. La parola – spiega l’arcivescovo -va vissuta, incarnata, inculturata. Il tema educazione è strettamente connesso con il tema evangelizzazione, l’annuncio di una parola che apre gli orizzonti”.

Educazione secondo Francesco: mons. Zani (Congregazione educazione cattolica), richieste da Iraq, Francia e Cuba di indicazioni per reimpostare sistemi scolastici

Sat, 2017-10-14 13:13

A seguito della distruzione dei fondamenti dell’educazione ad opera dell’Isis, nove parlamentari e l’ambasciatore dell’Iraq, “pur essendo musulmani”, chiedono aiuto alla Chiesa cattolica per “reimpostare il sistema educativo del Paese sulla base della pedagogia cristiana”. A riferirlo è mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, nel suo intervento alla X Giornata pedagogica della scuola cattolica promossa oggi a Roma dal Centro studi per la scuola cattolica (Cssc) e dall’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei sul tema “L’educazione secondo Francesco”. L’arcivescovo ricorda le visite dei rappresentanti del governo iracheno al suo dicastero al quale, aggiunge, sono arrivate anche dalla laicissima Francia richieste di “indicazioni su come educare le seconde e terze generazioni di immigrati dal nord Africa”. La Congregazione sta ricevendo i vescovi del Centro America in visita ad limina. Tra questi, prosegue Zani, “ i presuli di Cuba, dove fa 70 anni non ci sono scuole cattoliche, che riferiscono le richieste di molti insegnanti delle scuole statali di conoscere l’esperienza cristiana dell’educazione”. A seguito di queste richieste, i vescovi cubani hanno iniziato ad offrire piccoli corsi di aggiornamento estivi, una sorta di summer school per docenti di scuola statale, ad oggi gli “allievi” sono stati 1.500.

Agricoltura: Coldiretti, “G7 fermi sfruttamento” di minori e lavoratori

Sat, 2017-10-14 13:13

Il “G7 fermi lo sfruttamento” in campo agricolo. È l’appello lanciato oggi dalla Coldiretti in occasione del G7 dell’agricoltura a Bergamo. Nella città bassa, l’associazione ha organizzato una mobilitazione con i prodotti locali del territorio e la pecora “Vicky” di razza bergamasca, che è la più grande del mondo, assunta a simbolo del G7. Prima di partecipare alla conferenza “Obiettivo fame zero”, è intervenuto anche il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino. La Coldiretti denuncia come “dal riso asiatico alle conserve di pomodoro cinesi, dall’ortofrutta sudamericana alle nocciole turche, gli scaffali dei supermercati dell’Unione Europea sono invasi dalle importazioni di prodotti extracomunitari ottenuti dallo sfruttamento spesso anche grazie alle agevolazioni commerciali”. A finire sotto accusa è innanzitutto “il lavoro minorile, che riguarda in agricoltura circa 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), di operai sottopagati e sottoposti a rischi per la salute, di detenuti o addirittura di veri e propri moderni ‘schiavi’”. Ci sono “i laogai, i campi agricoli lager” in Cina e poi c’è “lo sfruttamento del lavoro delle minoranze curde”, quello delle rose dal Kenya “per il lavoro sottopagato e senza diritti”, quello dei fiori dalla Colombia “dove è stato denunciato lo sfruttamento del lavoro femminile”, quello della carne dal Brasile “dove è stato denunciato il lavoro minorile” e “lo sfruttamento del lavoro minorile nelle coltivazioni di aglio, uva, olive, fragole e pomodori” in Argentina. A questo si aggiunge anche uno sviluppo che porta al disboscamento e aumenta l’inquinamento. Per Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, “non è accettabile che alle importazioni sia consentito di aggirare le norme previste in Italia dalla legge nazionale sul caporalato. È necessario, invece, che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda ambiente, salute e lavoro, con una giusta distribuzione del valore a sostegno di un vero commercio equo e solidale”.

Papa Francesco: ai vincenziani, “chi ama non sta in poltrona a guardare”

Sat, 2017-10-14 12:41

“L’amore è dinamico, esce da sé. Chi ama non sta in poltrona a guardare, aspettando l’avvento di un mondo migliore, ma con entusiasmo e semplicità si alza e va”. È la terza consegna del Papa alla Famiglia Vincenziana, riunita in piazza San Pietro. Il Papa ha citato San Vincenzo de’ Paoli: “La nostra vocazione è dunque di andare, non in una parrocchia e neppure soltanto in una diocesi, ma per tutta la terra. E a far che? Ad infiammare il cuore degli uomini, facendo quello che fece il Figlio di Dio, Lui che è venuto a portare il fuoco nel mondo per infiammarlo del suo amore”. “Questa vocazione è sempre valida per tutti”, il commento del Papa, e “pone a ciascuno delle domande: io vado incontro agli altri, come vuole il Signore? Porto dove vado questo fuoco della carità o resto chiuso a scaldarmi davanti al mio caminetto?”. “Vi ringrazio perché siete in movimento per le strade del mondo, come San Vincenzo vi chiederebbe anche oggi”, il tributo: “Vi auguro di non fermarvi, ma di continuare ad attingere ogni giorno dall’adorazione l’amore di Dio e di diffonderlo nel mondo attraverso il buon contagio della carità, della disponibilità, della concordia. Benedico tutti voi e i poveri che incontrate. E vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me”.

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, veglia di preghiera e “cena povera di solidarietà” tra le iniziative per l’“Ottobre missionario”

Sat, 2017-10-14 12:40

A partire da lunedì 16 ottobre, a Perugia, sono in programma una serie di iniziative di sensibilizzazione e raccolte offerte in preparazione alla 91ª Giornata mondiale missionaria che si celebrerà il 22 ottobre sul tema “La messe è molta”. Alle 16.30, presso la cappella della Madonna del Riscatto, detta del Collandone, avrà inizio l’“Ottobre missionario” con la celebrazione eucaristica presieduta dal sacerdote nigeriano don Stephen Okworchinedu, assistente spirituale delle famiglie anglofone del continente africano presenti in diocesi. Nella stessa cappella si terrà l’adorazione eucaristica missionaria, martedì 17 ottobre alle 17.30, e la santa messa per i fratelli perseguitati in terra di missione, martedì 24 ottobre alle 16.30, celebrata dal direttore emerito dell’Ufficio diocesano missionario, padre Dante Volpini, per 40 anni missionario saveriano in Brasile. Giovedì 19 ottobre, la chiesa-prefabbricato di Prepo ospiterà alle 21 la veglia diocesana a cui interverrà il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Giulietti. Il momento di preghiera sarà preceduto, alle 20, dalla “cena povera di solidarietà”, a base di riso e patate, servita nei locali parrocchiali dall’equipe missionaria con il coinvolgimento dei ragazzi del catechismo e dell’oratorio “san Giovanni Paolo II”. Annamaria Federico, membro dell’equipe del Centro missionario diocesano e referente regionale per la Cooperazione missionaria tra le Chiese, sottolinea che “è importante ricordare alla gente che la partecipazione alla raccolta di offerte collegate alla Giornata mondiale è l’espressione più alta di comunione ecclesiale e di fraternità universale a sostegno di quanti soffrono nel mondo”. In questi giorni, una delegazione di perugini sta partecipando al “Festival della Missione” in svolgimento a Brescia fino a domani.

Papa Francesco: ai vincenziani, “accogliere è ridimensionare il proprio io, comprendere che la vita non è proprietà privata”. Chiesa ha accoglienza nel “Dna”

Sat, 2017-10-14 12:33

Accogliere “non richiede solo di far posto a qualcuno, ma di essere persone accoglienti, disponibili, abituate a darsi agli altri”. Lo ha spiegato il Papa alla Famiglia Vincenziana, nell’udienza in piazza San Pietro per il quattrocentesimo anniversario del carisma, in cui ha precisato che “accogliere significa ridimensionare il proprio io, raddrizzare il modo di pensare, comprendere che la vita non è la mia proprietà privata e che il tempo non mi appartiene. È un lento distacco da tutto ciò che è mio: il mio tempo, il mio riposo, i miei diritti, i miei programmi, la mia agenda. Chi accoglie rinuncia all’io e fa entrare nella vita il tu e il noi”. “Il cristiano accogliente è un vero uomo e donna di Chiesa, perché la Chiesa è Madre e una madre accoglie la vita e la accompagna”, l’identikit del Papa: “E come un figlio assomiglia alla madre, portandone i tratti, così il cristiano porta questi tratti della Chiesa. Allora è un figlio veramente fedele della Chiesa chi è accogliente, chi senza lamentarsi crea concordia e comunione e con generosità semina pace, anche se non viene ricambiato”. “San Vincenzo ci aiuti a valorizzare questo ‘Dna’ ecclesiale dell’accoglienza, della disponibilità, della comunione, perché nella nostra vita scompaiano ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità”, l’invito.

 

Papa Francesco: ai vincenziani, “chi adora diventa più misericordioso, supera le sue rigidità”

Sat, 2017-10-14 12:26

“Chi adora, chi frequenta la sorgente viva dell’amore non può che rimanerne, per così dire, ‘contaminato’. E comincia a comportarsi con gli altri come il Signore fa con lui: diventa più misericordioso, più comprensivo, più disponibile, supera le proprie rigidità e si apre agli altri”. Con queste parole il Papa ha spiegato alla Famiglia Vincenziana, radunata in piazza San Pietro per i quattrocento anni dalla fondazione, il senso della prima delle sue tre consegne.”Per San Vincenzo – ha ricordato – la preghiera non è soltanto un dovere e tanto meno un insieme di formule: è fermarsi davanti a Dio per stare con Lui, per dedicarsi semplicemente a Lui. È questa la preghiera più pura, quella che fa spazio al Signore e alla sua lode, e a nient’altro: l’adorazione”. “Una volta scoperta, l’adorazione diventa irrinunciabile, perché è pura intimità col Signore, che dà pace e gioia, e scioglie gli affanni della vita”, ha assicurato Francesco durante l’udienza: “A qualcuno che era sotto particolare pressione, San Vincenzo consigliava anche di stare in preghiera ‘senza tensione, gettandosi in Dio con semplici sguardi, senza cercare di avere la sua presenza con sforzi sensibili, ma abbandonandosi a lui'”. “Ecco l’adorazione”, il commento del Papa: “Mettersi davanti al Signore, con rispetto, con calma e nel silenzio, dando a lui il primo posto, abbandonandosi fiduciosi. Per poi chiedergli che il suo Spirito venga a noi e lasciare che le nostre cose vadano a Lui”. In questo modo, ha spiegato Francesco, “anche le persone bisognose, i problemi urgenti, le situazioni pesanti e difficili rientrano nell’adorazione, tanto che San Vincenzo chiedeva di ‘adorare in Dio’ persino le ragioni che si faticano a comprendere e accettare”.

Papa Francesco: ai vincenziani, “adorare, accogliere, andare”

Sat, 2017-10-14 12:25

“San Vincenzo ha generato uno slancio di carità che dura nei secoli, uno slancio che è uscito dal suo cuore: per questo oggi abbiamo qui la reliquia di San Vincenzo”. E’ il saluto del Papa alla Famiglia Vincenziana, radunata oggi in piazza San Pietro – insieme alla reliquia del cuore di San Vincenzo de’ Paoli – in occasione dei 400 anni dalla fondazione del carisma. “Oggi vorrei incoraggiarvi a proseguire questo cammino, proponendovi tre semplici verbi che credo molto importanti per lo spirito vincenziano, ma anche per la vita cristiana in generale: adorare, accogliere, andare”, la triplice consegna del Papa alle migliaia di persone, provenienti da tutto il mondo, presenti oggi in piazza San Pietro e riconoscibili dai fazzoletti e cappellini gialli.

 

 

Diocesi: Genova, lunedì inaugurazione dell’anno pastorale e avvio dell’anno giubilare per i 900 anni dalla consacrazione della Cattedrale

Sat, 2017-10-14 11:32

L’arcidiocesi di Genova inizierà lunedì 16 ottobre, nella Cattedrale di san Lorenzo, il nuovo anno pastorale dedicato al tema della Chiesa. Alle 18.30, l’arcivescovo diocesano, il cardinale Angelo Bagnasco, ne presenterà i contenuti. Poi, alle 19, presiederà la celebrazione eucaristica nel corso della quale si terrà il rito del rinnovo della consacrazione dell’arcidiocesi a Maria Regina di Genova nel 380° anniversario. “All’offertorio – si legge in una nota a firma del vicario generale, mons. Marco Doldi – ripetendo il gesto compiuto il 25 marzo 1637 dal Doge Giovanni Francesco Brignole e dal cardinale Giovanni Domenico Spinola, ci sarà il rinnovo della consacrazione”. “Saranno portate 12 lampade a significare le 12 stelle che circondano l’effigie della Vergine, in rappresentanza di presbiteri, diaconi, vita consacrata, seminaristi, anziani, malati, sposi e genitori, nonni, bambini, ragazzi, giovani, adulti”. Dopo la prima volta, a Genova l’atto solenne di consacrazione alla Madonna fu ripetuto molte volte e, negli anni più recenti, il 14 ottobre 1990 da san Giovanni Paolo II in occasione della visita per il V centenario dell’apparizione della Beata Vergine sul Monte Figogna. Durante la celebrazione di lunedì sarà anche inaugurato l’anno giubilare in preparazione al grande momento che ricorderà il 10 ottobre del 1118 quando Papa Gelasio II, in viaggio verso la Francia, consacrò la Cattedrale di Genova. Su www.youtube.com/ilcittadinotv, canale Youtube del settimanale diocesano “Il Cittadino, sarà possibile seguire in diretta streaming la celebrazione.

Educazione secondo Francesco: p. Spadaro (Civiltà Cattolica), “pedagogia della domanda”. No a “esercito egemonico di cristiani che hanno tutte le risposte”

Sat, 2017-10-14 11:20

Quarta “faccia” del poliedro educativo secondo Francesco, spiega ancora il direttore de “La Civiltà Cattolica” padre Antonio Spadaro, alla Giornata della scuola cattolica, è “una pedagogia della domanda”. Per questo occorre uno sguardo capace di imparare a “scoprire”, “contemplare” e “intuire” le “domande dei più giovani”. Di qui l’appello agli educatori ad essere “audaci e creativi” secondo un’impostazione di ampio respiro cui corrisponde “una concezione inclusiva della ‘verità’”. La verità, afferma il Pontefice, “è un dono che ci sta grande, e proprio per questo ci ingrandisce, ci amplifica, ci eleva”. E ci fa suoi “servitori”. “Questa pedagogia vivace che fa leva sull’inquietudine e sulle domande, che ha una concezione inclusiva della verità e ha una impostazione di largo respiro si fonda sul fatto che l’educazione non è una tecnica ma una fecondità generativa”, prosegue Spadaro introducendo l’ultima “faccia” del poliedro, una “visione generativa e genitoriale” che innerva il compito educativo che deve essere forgiato da “uno sguardo di padre e di madre, di fratello e di sorella”. Tramite il dialogo, afferma Bergoglio, “spunta il coraggio di lanciare” l’eredità ricevuta “verso le utopie del futuro”. Un’eredità, quella trasmessa da padre in figlio, fatta “di inquietudini”. Solo padri “capaci di narrare sogni” permettono ai giovani di “avere visioni”, ed è “solo la testimonianza dei padri” che “aiuta ad alzare lo sguardo”. “Questo ci serve oggi – chiosa il direttore de “La Civiltà Cattolica” -: riappropriarci della ‘pace dell’inquietudine’, quella che non ci inabissa nel vortice delle paure, ma ci fa respirare la statura della nostra umanità”. Infine un pensiero specifico alle scuole cattoliche che per Francesco devono restare “aperte alle domande” e non “mirare a formare un esercito egemonico di cristiani che conoscono tutte le risposte”.

“A Sua Immagine”: sabato 14 ottobre speciale su Gian Lorenzo Bernini e l’incontro tra don Ciotti e Vasco Rossi. Domenica 15 ottobre “Mission is possible”

Sat, 2017-10-14 11:15

La puntata di “A Sua Immagine” di sabato 14 ottobre, alle 17.10 su Rai Uno, avrà due momenti importanti. Nella prima parte della rubrica religiosa, realizzata della Rai in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Cei – firmata da Laura Misiti e Gianni Epifani –, la conduttrice del programma Lorena Bianchetti insieme all’aiuto di esperti racconterà la figura di Gian Lorenzo Bernini, autore del Colonnato di San Pietro, dell’“Estasi di Santa Teresa” e della “Fontana dei Quattro Fiumi” di Piazza Navona. La puntata si inserisce nella serie di speciali realizzati nella Città del Vaticano.
Alle 17.30 spazio a “Le ragioni della speranza”: don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera, in questa puntata incontra Vasco Rossi. Un dialogo tra un credente e un non credente sui piccoli e grandi temi della vita, in esclusiva per Rai Uno.
Domenica 15 ottobre, alle ore 10.30 su Rai Uno, nello studio di “A Sua Immagine” si parlerà della Giornata missionaria mondiale (22 ottobre) e con l’occasione del primo “Festival della Missione”, dal 12 al 15 ottobre a Brescia. Lorena Bianchetti ospiterà in studio padre Giulio Albanese, comboniano e direttore della rivista “Popoli e Missione”, e suor Angela Bertelli, missionaria saveriana rapita nel 1995 in Sierra Leone dal Fronte unito rivoluzionario. Testimonianze inoltre di padre Giorgio Padovan e dei missionari del Cum di Verona.
Alle 10.55 la linea passa alla Santa Messa, in diretta su Rai Uno: la celebrazione verrà trasmessa dalla cattedrale di Brescia, per la regia televisiva di Michele Todaro e il commento di Simona De Santis. Seguirà poi alle 12 il collegamento in diretta con piazza San Pietro per l’Angelus di Papa Francesco.

Sviluppo: mons. Galantino, “i Paesi del G7 hanno il dovere di frenare gli appetiti, talvolta la voracità, dei più forti”

Sat, 2017-10-14 11:02

I Paesi del G7 “hanno il dovere di frenare gli appetiti – talvolta la voracità – dei più forti, si tratti di soggetti legati a interessi economici o di poteri statuali”. È il monito lanciato questa mattina il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intervenendo a Bergamo alla conferenza “Obiettivo fame zero. Save the date” organizzata in occasione del G7 dell’agricoltura. Rivolgendosi proprio ai ministri del G7, Galantino ha rilevato che “le condizioni di questo nostro mondo stanno – anche se non esclusivamente – per tanti versi, ancora nelle mani dei loro Paesi”. “Perché sono i più ricchi, sono i più forti e forse anche in passato hanno sofferto molto, ma fanno fatica a conservarne memoria”, ha ammonito il segretario generale della Cei. Galantino si è detto “convinto che l’opportunità della rinascita, di una nuova ripartenza e di un inizio carico di speranza è affidata in buona misura all’agricoltura, come già è accaduto in passato”. “È tempo di ri-pensare al modello globale che regola sia il sistema manifatturiero sia quello agricolo”, ha aggiunto, osservando che “il sistema agricolo è appiattito sulle regole dell’industria estrattiva, non ha cioè carattere conservativo”. La “logica perversa” del “prezzo”, “indiretto responsabile della progressiva espulsione dalle loro terre di milioni di contadini, che migrano verso le città e spesso a rischio miseria e fame”, secondo Galantino “può essere invertita solo attraverso accordi più ampi e inclusivi, che hanno bisogno di regole ‘alte’ su ambiente, consumo di risorse, consumo della ‘vita degli altri’”. Per il segretario della Cei, “c’è bisogno di un modello di sviluppo che svolga un ruolo di custodia dei territori e della loro biodiversità, che contribuisca alla coesione della comunità”. “C’è bisogno e ci interessa un modello agricolo in cui il ‘cibo’ rimane tale e non diventa ‘commodity’, un commercio ‘libero e giusto’”.

Povertà: mons. Galantino, “nel mondo diseguaglianze ingiustificabili, 38 milioni di persone faticano a sfamarsi”

Sat, 2017-10-14 11:01

Nel mondo “ci sono milioni di persone che soffrono la fame e, ahimè per la prima volta dopo un decennio, sembra che questa quota sia in crescita da 777 milioni a 815. Pensate! 38 milioni di esseri umani che fanno fatica a sfamarsi. Un nuovo Paese di derelitti delle dimensioni del Canada, nato da un anno all’altro”. È quanto ha denunciato questa mattina il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intervenendo a Bergamo alla conferenza “Obiettivo fame zero. Save the date” organizzata in occasione del G7 dell’agricoltura. Secondo Galantino, “i Paesi dei G7 – e aggiungerei la Cina che qui non compare, ma che fu tra le prime a beneficiare dello sviluppo agricolo – hanno il grande merito di aver saputo mettere a frutto condizioni climatiche, ambientali e geografiche favorevoli, di averne tratto vantaggio e di averle accompagnate con tutta una serie di conquiste economiche, culturali e spirituali”. “Ciò non basta però a giustificare le fortissime ‘diseguaglianze’ presenti in una parte non trascurabile del nostro pianeta”, ha ammonito il segretario della Cei, ricordando che “la Fao a riguardo è perentoria: alla base di questa accelerazione ci sono i cambiamenti climatici che si sono fatti sentire con particolare violenza in certi paesi, ci sono alcune condizioni di guerra endemica, ci sono situazioni legate alle esportazioni drasticamente ridotte per alcune nazioni e al conseguente impatto sulla ricchezza disponibile”. Così “ad essere colpite in prima battuta sono state le comunità rurali”.

Educazione secondo Francesco: p. Spadaro (Civiltà Cattolica), “legata a sfida antropologica”. Sì a “inquietudine”, no a “addomesticamento”

Sat, 2017-10-14 10:47

Un altro grande sfondo su cui si muove oggi l’educazione, spiega padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, nel suo intervento alla X Giornata pedagogica della scuola cattolica in corso a Roma e dedicata all’educazione secondo Francesco, è “il cambiamento antropologico” di fronte al quale la Chiesa deve essere “sale e luce, con tutta la ricchezza della sua tradizione e della sua dottrina”, “faro” che “illumina da una posizione alta e stabile”, ma anche ”fiaccola” che “si sa muovere in mezzo agli uomini, accompagnandoli nel loro insidioso cammino”. Insomma la sfida educativa cristiana “consiste nell’evitare che la luce di Cristo resti per molti solo un ricordo lontano o che, peggio ancora, resti in mano a una piccola ed eletta schiera di ‘puri’: questo trasformerebbe la Chiesa in una setta” mentre “il Vangelo deve arrivare a tutti”. Per Papa Francesco, l’educatore deve dunque interrogarsi “su come annunciare Gesù Cristo a una generazione che cambia”. Il Pontefice, prosegue Spadaro, “tiene sempre gli occhi ben aperti sulla realtà”; per lui “la sfida educativa si lega alla sfida antropologica”. Terzo aspetto del “poliedro educativo bergogliano” è l’inquietudine, “motore” che rifiuta un’educazione intesa come “addomesticamento” o adattamento alle “buone norme della società”. Per il Papa, chiosa Spadaro, “non c’è libertà se non c’è inquietudine”. Inquietudine è dunque la parola chiave, da leggere e valorizzare perché tutti i sistemi che cercano di “acquietare” l’uomo “sono perniciosi: conducono, in un modo o nell’altro, al ‘quietismo esistenziale’”.

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