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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 12 min 56 sec ago

Papa in Cile e Perù: Burke, “incontro con le comunità indigene al centro del viaggio”

Thu, 2018-01-11 14:17

Il 22° viaggio apostolico internazionale di Papa Francesco “avrà soprattutto uno scopo pastorale” e si concentrerà su temi come “pace, unità, speranza”, unite “alla gioia del Vangelo”, tema centrale del videomessaggio inviato alle popolazioni di Cile e Perù alla vigilia della partenza. Lo ha detto Greg Burke, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, durante il briefing di oggi in Sala Stampa vaticana. “Momento centrale del viaggio sarà l’incontro con le comunità indigene”, ha proseguito il portavoce vaticano riferendosi alle popolazioni dell’Araucanìa, che il Papa incontrerà in Cile, e a quelle dell’Amazzonia, che incontrerà in Perù. L’incontro a Puerto Maldonado, in programma il 19 gennaio, ha specificato Burke, “sarà una sorta di anticipo, una finestra aperta sul prossimo Sinodo dei vescovi sull’Amazzonia”, convocato di recente. Ne è la riprova anche la presenza del card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, tra il seguito papale, per tutta la durata del viaggio e oltre. A Puerto Maldonado, ha reso noto il portavoce vaticano, il Papa sarà accolto nel Coliseo regional Madre de Dios da una famiglia indigena dell’Amazzonia. Poi l’incontro con la popolazioni, con danze, canti e testimonianze, al termine del quale Francesco consegnerà la “Laudato si'” nelle varie lingue locali.

Giornata migrante e rifugiato: Belgio, domenica i vescovi in visita alle famiglie di rifugiati e richiedenti asilo

Thu, 2018-01-11 14:13

Nel giorno in cui la Chiesa cattolica in tutto il mondo celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, i vescovi del Belgio faranno visita alle famiglie di rifugiati accolte nelle loro diocesi. Ciascun vescovo ha scelto una famiglia e domenica 14 gennaio busserà alla sua porta per trascorrere con lei del tempo. Molte delle famiglie che saranno visitate, preferiscono mantenere l’anonimato. Il cardinale Jozef De Kesel, arcivescovo di Malines-Bruxelles, visiterà una famiglia di rifugiati a Malines mentre a Bruxelles, mons. Jean Kockerols renderà visita ad una famiglia accolta a Woluwe-Saint-Lambert. Il vescovo di Tournai, mons. Guy Harpigny sarà ospite della famiglia Sharifi, richiedenti asilo afgani, ma lo stesso faranno anche il vescovo di Namur, mons. Rémy Vancottem e i vescovi di Anversa, Bruges, Gand e Hasselt. “Questa domenica – scrive il vescovo Harpigny in un messaggio ai fedeli della sua diocesi di Tournai – celebreremo la Giornata mondiale del migrante. Quasi ogni giorno, i media ci mostrano la tristezza di coloro che attraversano il Mediterraneo, l’orrore di coloro che sono venduti come schiavi in Libia, la perdita di speranza di chi arriva dal Medio Oriente e di chi percorre le diverse strade della Grecia e dell’Europa centrale. Tra noi ci sono richiedenti asilo, rigugiati e migranti che attendono di poter arrivare in Inghilterra. Manifestiamo loro la nostra solidarietà, lasciandoci informare con obiettività sulle statistiche, le cause delle migrazioni, le reti di accoglienza e la legislazione vigente nello Stato belga”.

Diocesi: Assisi, da domenica 14 gennaio a Gualdo Tadino festeggiamenti per il patrono Angelo

Thu, 2018-01-11 14:00

La diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino in festa per il santo compatrono, beato Angelo. Preceduti da una novena di preparazione, i festeggiamenti raggiungeranno il culmine, a Gualdo Tadino, nella serata di domenica 14 gennaio e nell’intera giornata di lunedì 15. Nel pomeriggio di domenica, alle 18, è in programma la solenne celebrazione del vespro con la cerimonia dell’offerta dell’olio per la lampada votiva da parte dell’amministrazione comunale; alle 21, la veglia di preghiera animata dai giovani. Seguirà una fiaccolata che, muovendo dalla concattedrale di san Benedetto, si dirigerà al sacello del biancospino, per assistere alla fioritura delle spine in notturna; in contemporanea un’altra fiaccolata, organizzata dal Cai, partirà dall’eremo di Capodacqua e ripercorrerà l’antico itinerario compiuto con la salma del santo eremita nel 1324. I due gruppi, solitamente molto numerosi, si ricongiungeranno di fronte al sacello, per pregare tutti insieme. Diverse le messe in programma per lunedì: alle 6.30, alle 7.15, alle 9 e alle 10. Alle 11.15 si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Domenico Sorrentino; alle 16.30 la funzione del transito, alle 17.30 la celebrazione del vespro. Nei giorni 14 e 15 la basilica e la cripta resteranno aperte fino alle 21. Inoltre, lunedì 15, alle 10, al teatro Talia, sarà consegnato il “Premio Beato Angelo”: quest’anno andrà a Fabiola Pecci, una ragazza “testimone positiva” per la fibrosi cistica anche nella recente raccolta fondi di “Telethon”. Una menzione speciale alla memoria sarà assegnata ad Adolfo Leoni, nato nel 1917 a Gualdo Tadino, ciclista campione del mondo e rivale di Bartali e Coppi in varie corse europee. Menzione anche per Noè Comodi dell’Avis, che ha fatto oltre 100 donazioni di sangue.

Papa in Cile: il card. Ezzati celebrerà sabato 12 gennaio una messa a Santiago per gli 8mila volontari “del Papa”

Thu, 2018-01-11 13:49

Fervono i preparativi a Santiago del Cile dove Papa Francesco arriverà con un volo Alitalia lunedì prossimo, in serata. Sabato 13 gennaio, circa 8mila “volontari papali” – tutte le persone che hanno dato la loro disponibilità a lavorare per l’organizzazione dei grandi eventi – parteciperanno alla “Messa di invio”. L’evento partirà alle 14 alla Movistar Arena. Ci saranno momenti di musica ma sarà questa l’occasione in cui i volontari riceveranno l’accreditamento ufficiale e il kit dove troveranno la pettorina, lo zaino, crema solare e il manuale del volontario. Con lo slogan “Mi servicio de voluntario se alimenta en Cristo” (Il mio servizio di volontariato è nutrito in Cristo), l’evento è organizzato dal Dipartimento volontariato della Commissione nazionale che sta lavorando alla organizzazione della visita papale. La messa avrà inizio alle 18 e sarà celebrata dal card. Ricardo Ezzati, arcivescovo di Santiago del Cile. “Questi mesi hanno visto una grande partecipazione e il nostro team sta organizzando con amore questo evento, che per la prima volta vede finalmente tutti insieme i volontari, così da preparare nel miglior modo possibile la venuta tra noi del Papa”, ha dichiarato Ronald Bown, direttore dell’Area volontariato della Commissione. Stesso clima di attesa si sta vivendo anche a Temuco e Iquique, le due altre città cilene che saranno visitate da Papa Francesco e dove sono previsti altri due appuntamenti per i volontari. A Iquique, sempre sabato 12 gennaio, presso l’Università di Arturo Prat a partire dalle 15 la liturgia sarà celebrata da mons. Guillermo Vera Soto. A Temuco, la messa è prevista lunedì 15 gennaio, alle 18, presso la scuola La Salle.

Diocesi: Crema, da fine gennaio il vescovo Gianotti in visita in Uruguay

Thu, 2018-01-11 11:47

Il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, andrà in visita, dal 28 gennaio al 6 febbraio, alla missione di San Josè (Uruguay), condotta da don Federico Bragonzi. Ne dà notizia il settimanale diocesano “Il Nuovo Torrazzo”. Il missionario cremasco da due mesi è impegnato nella zona della diocesi di San Josè, vicina alla capitale Montevideo, che chiamano “Delta del Tigre”. Lì una casa, in ristrutturazione, donata alla diocesi diventerà una chiesa. “La gente delle Comunità di San Fernando e Sant’ Eugenio – racconta don Bragonzi – è contenta di vedere che le insistenti preghiere per avere un prete non sono state inutili, ma credo che scioglieranno la riserva solo quando comincerò a vivere nel quartiere e quando vedranno che da Crema arrivano segnali concreti che garantiscono la continuità”. Intanto, la preoccupazione principale del missionario è quella di offrire “la stabilità pastorale di ogni parrocchia: celebrazioni eucaristiche, sacramenti, catechesi, attenzione ai malati. Nulla è scontato e facile perché le risorse umane sono poche, ma ci proviamo, senza affanni”.

Integrazione: Como, richiedenti asilo di Lomazzo aiutano le famiglie bisognose

Thu, 2018-01-11 11:25

Dai richiedenti asilo di Lomazzo, in provincia di Como, arriva un nuovo aiuto per le famiglie bisognose del Comune. Per alcuni mesi una di loro potrà beneficiare di buoni pasto acquistati grazie alla vendita della farina di mais coltivato nell’orto curato dagli stessi migranti. Ne dà notizia “Il Settimanale della diocesi di Como”. I richiedenti asilo impegnati nell’iniziativa sono quelli ospitati nella struttura di via del Laghetto, coordinata dalle Acli. “I ragazzi – spiega l’assessore ai Servizi sociali di Lomazzo, Carmen Pagani – dispongono di un grande orto, dove coltivano prodotti di vario tipo, tra cui anche il mais, da cui hanno ricavato la farina. L’hanno messa in vendita e ceduto il ricavato al Comune, con la richiesta che fosse destinato ai servizi sociali. Non ci sembrava bello, però, prendere i soldi, abbiamo così concordato con loro di convertire questa cifra in buoni pasto. Ne abbiamo ricavati quattordici che daremo a una famiglia di Lomazzo in difficoltà che sarà valutata con i servizi sociali”.

Piccoli Comuni: Masini (Coldiretti), “sono 5.567 con 10 milioni di abitanti (4 milioni under 40). Aree vitali su cui investire”

Thu, 2018-01-11 11:19

In Italia i piccoli Comuni (aree con meno di 5mila abitanti) sono 5.567. Un sistema virtuoso che rappresenta ben il 69,7% dei 7.977 Comuni italiani e in cui vivono poco più di 10 milioni persone, il 16,5% della popolazione italiana. Lo rivela il rapporto “Piccoli Comuni e tipicità” di Coldiretti e Fondazione Symbola, presentato questa mattina a Roma da Stefano Masini, responsabile nazionale Ambiente e territorio di Coldiretti, in occasione dell’apertura dell’Anno nazionale del cibo italiano nel mondo. Il Piemonte, spiega Masini, “è la regione con il maggior numero di piccoli Comuni (1.067) seguito dalla Lombardia (1.055) e dalla Campania (338) ma in percentuale la più alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale è in Valle d’ Aosta (99%) e Molise (92%)”. “Si tratta di aree che non sono segnate da un indice di vecchiaia; sono quasi 4 milioni i giovani under 40 e tra questi 1,3 milioni i ragazzi under 15 che vi risiedono. Sono pertanto aree vitali: di qui l’importanza di investire in cultura e formazione”. Ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Ue hanno a che fare con i Piccoli Comuni che, nel dettaglio, garantiscono la produzione di tutti i 52 formaggi a denominazione, del 97% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti della panetteria e della pasticceria. Ma grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79 per cento dei vini più pregiati che rappresentano il Made in Italy nel mondo: “Il censimento delle produzioni di qualità legate ai piccoli Comuni – commenta Ermete Realacci presidente Fondazione Symbola – è il festeggiamento di una battaglia antica che Coldiretti, Legambiente, Symbola e diversi sindaci hanno condotto per ottenere misure concrete e indicare un’idea di Italia che oggi trova conferma in questo studio”.

Giornata migrante e rifugiato: mons. Jachiet (ausiliare Parigi), “conciliare sicurezza concittadini con quella di chi cerca protezione”

Thu, 2018-01-11 11:13

Che cosa può fare la Francia per “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”? Anche i vescovi francesi si sono confrontati con i quattro verbi che Papa Francesco ha rilanciato per la prossima Giornata mondiale delle migrazioni. In una conferenza stampa tenutasi ieri, il vescovo Denis Jachiet, ausiliare di Parigi e membro della Commissione episcopale per la missione universale, ha indicato i punti d’azione che sembrano prioritari nel contesto francese e ha avanzato alcune proposte secondo i quattro imperativi. “Che siano allargate le vie d’accesso legali e sicure per mettere alle persone minacciate di arrivare in Francia per chiedere asilo”, è la prima richiesta: ciò renderà possibile organizzare meglio l’accoglienza e “conciliare la sicurezza dei concittadini con quella delle persone che cercano protezione”. Che venga accordata una “protezione particolare” per i giovani “migranti isolati” e i minori non accompagnati e lo Stato “garantisca loro effettivamente la stessa protezione accordata a ogni altro minore senza famiglia”. Si faccia in modo che le persone abbiano la possibilità di lavorare “fin dai primi mesi della loro domanda d’asilo” e in generale che “si riconoscano le competenze dei migranti”, come via di integrazione e di promozione umana. In generale, perché sia possibile integrazione, si lavori per una “presentazione positiva dei migranti” e ci si impegni a “convertire il proprio sguardo verso di loro”.

Musei vaticani: in progetto l’apertura di un secondo ingresso

Thu, 2018-01-11 11:11

È al vaglio del direttore Barbara Jatta un progetto per migliorare l’accesso ai Musei vaticani e, in particolare, facilitare e organizzare al meglio la visita della Cappella Sistina. Le novità fanno parte di un progetto di ampliamento a cui sta lavorando una commissione che a breve dovrebbe rendere noti i risultati: previsti una sala conferenze più spaziosa, una sala espositiva dedicata alle mostre tematiche di medie dimensioni oltre a corsi di formazione per le guide. Già effettuate nuove assunzioni di custodi, che consentono l’apertura di spazi finora meno visitati. Ma la novità più significativa, come ha spiegato Jatta a Vatican News, riguarda la realizzazione di un nuovo ingresso ai Musei poco distante dall’attuale, che consentirà l’accesso immediato al Museo Gregoriano profano, al Museo etnologico e al Giardino Quadrato. Poiché “i nostri Musei sono anche testimonianze di secoli di fede e di devozione cristiana”, sottolinea il direttore, “è impensabile di non permettere ad un visitatore di accedere per un numero chiuso o per motivi di spazio o per mancata organizzazione”. Jatta annuncia anche per il 2018 “la fine del restauro della celeberrima ‘Battaglia di Ponte Milvio’ di Costantino e Massenzio nelle Stanze di Raffaello”, la realizzazione di “una grande mostra in Messico ‘Da Pedro a Francisco’ di testori vaticani” e l’arrivo dalla Russia di una mostra nel prossimo dicembre.

Argentina: vescovi, “il Papa è di tutti, nessuno può parlare a suo nome”

Thu, 2018-01-11 11:10

In occasione dell’imminente viaggio apostolico di Papa Francesco in Cile e in Perù e nel contesto di una settimana di discussioni nei media argentini, con critiche contro il governo provenienti dai settori sociali più colpiti dalla crisi economica, la commissione esecutiva della Conferenza episcopale argentina (Cea) ha diffuso ieri una dichiarazione dal titolo “Francesco, il Papa di tutti” (“Francisco, el Papa de todos”) in cui esorta a “evitare interpretazioni tendenziose e parziali” del magistero e degli atteggiamenti di pastore del Papa, interpretazioni che “servono solo ad approfondire la divisione tra gli argentini”. I vescovi sottolineano il singolare privilegio di avere il Papa come connazionale ed auspicano che il Pontefice “sia apprezzato ed ascoltato come lui merita”, ricordando che il Santo Padre si esprime in gesti e parole di padre e pastore e attraverso i portavoce formalmente indicati da lui e che “nessuno ha parlato né può parlare a nome del Papa”. Oltre a ricordare che “l’immensa maggioranza del popolo argentino ama papa Francesco” e che egli “viene riconosciuto per il suo linguaggio chiaro e semplice”, i vescovi affermano che il Papa non si lascia confondere da quanti vorrebbero strumentalizzarlo, sia vantandosi di rappresentarlo, sia attribuendogli posizioni immaginarie a seconda dei propri interessi settoriali”.
“Nel nostro Paese una grande parte dei media ha centrato la propria attenzione in episodi irrilevanti e ha identificato il Papa con determinate figure politiche o sociali. Questa permanente associazione – affermano i vescovi – ha creato molta confusione ed è servita a giustificare spiacevoli travisamenti rispetto alla sua figura e alle sue parole, arrivando anche all’ingiuria e alla diffamazione”.
Prosegue la nota dell’episcopato: “Accompagnare i movimenti popolari nella loro lotta per la terra, il tetto e il lavoro è un compito che la Chiesa ha realizzato da sempre e che lo stesso Pontefice promuove in forma aperta, invitandoci a dare voce ai più deboli e alle vittime dell’ esclusione”. Però, non possono assolutamente “essere attribuite al Papa posizioni o azioni di questi movimenti, siano giuste o sbagliate”, concludono i vescovi.

Giornata migrante e rifugiato: mons. Pontier (vescovi francesi), “la fede spinge a vivere l’accoglienza”

Thu, 2018-01-11 11:03

“Solo il futuro ci dirà se è un evento congiunturale da gestire o una mutazione storica profonda che cambierà la vita del nostro Paese. In ogni caso la nostra fede nella fraternità umana ci spinge a vivere l’accoglienza”. Così a Parigi, mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale, parlando ai giornalisti in vista della giornata mondiale dei migranti del 14 gennaio, ieri ha introdotto alcune proposte della Chiesa francese per rispondere all’arrivo dei migranti. “La Francia non può accogliere tutta la miseria del mondo”, si dice spesso, ma, ha precisato Pontier, “non è quello che sta facendo e non è quello che le è chiesto”. Essendo nella lista dei Paesi più ricchi del mondo “non potrebbe forse accogliere di più e soprattutto meglio?”; i vescovi francesi sono in disaccordo con la linea di chi vuole “respingere tutti coloro che non rientrano nel diritto d’asilo”. Tanto più che “nella Bibbia lo straniero è spesso colui che permette di verificare la nostra conversione alla fraternità umana”. La Chiesa in Francia è testimone della “grande generosità dei suoi membri e di molti concittadini: tante belle esperienze di accoglienza e d’impegno”. “Crediamo”, ha rilanciato mons. Pontier, “che se lo Stato e le comunità civili organizzassero un vero dialogo con le associazioni impegnate in quest’ambito, un vero progresso si renderebbe possibile sul terreno. L’impegno e la generosità degli uni sposerebbero le competenze e i mezzi dello Stato”.

Schiavitù moderne: Buenos Aires, a maggio il forum promosso dal patriarca Bartolomeo

Thu, 2018-01-11 10:54

“Vecchi problemi nel nuovo mondo” è il titolo del “forum sulla schiavitù moderna” che il patriarca ecumenico Bartolomeo ospiterà a Buenos Aires, in Argentina, dal 5 all’8 maggio prossimo. L’annuncio è stato dato con un comunicato stampa dalla sede del Patriarcato a Istanbul, che organizza l’evento in collaborazione con l’arcidiocesi di Buenos Aires e l’Istituto ortodosso del Patriarca Atenagora (Berkeley, California). “Lo scopo di questo incontro è di riunire professionisti e politici, nonché teologi e studiosi dell’America Latina e di altre regioni del Nuovo Mondo”, si legge nel comunicato, “per continuare il confronto del primo forum”, che si era svolto al Fanar, a Istanbul, nel febbraio 2017 ed era stato presieduto congiuntamente dal patriarca ecumenico Bartolomeo e dall’arcivescovo anglicano di Canterbury, Justin Welby. Al termine di quell’incontro, che si era concentrato principalmente sulla questione della tratta di esseri umani, il patriarca Bartolomeo e l’arcivescovo Welby avevano sottoscritto una dichiarazione congiunta che esprimeva “il loro comune impegno per sradicare tutte le forme di schiavitù umana”. Nell’appuntamento di Buenos Aires il confronto continuerà e si parlerà di “salute pubblica, tecnologia e comunità vulnerabili”. Secondo quanto afferma il comunicato, il forum si pone anche in “continuità naturale con il Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa” che si era svolto a Creta nel giugno 2016.

Enogastronomia: Coldiretti/Symbola, per Made in Italy fatturato annuo di 14 miliardi

Thu, 2018-01-11 10:30

Dal tessuto territoriale dei centri sotto i 5mila abitanti dipende gran parte della leadership italiana in Europa con il sistema della qualità alimentare Made in Italy (Dop/Igp) che sviluppa un fatturato annuo al consumo di quasi 14 miliardi, dei quali circa 4 miliardi realizzati sul mercato estero. A rivelarlo sono Coldiretti e Fondazione Symbola durante l’incontro promosso questa mattina a Roma in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo. In tutto il 2018 saranno i farmers’ market e lo street food contadino ad attrarre il turismo nei piccoli Comuni. La legge n. 158/17 per il rilancio e la valorizzazione delle realtà locali sotto i cinquemila abitanti prevede infatti che vengano destinate specifiche aree per l’avvio di mercati agricoli con la vendita diretta delle tipicità del territorio. I piccoli borghi organizzeranno spazi per mercati agricoli e vendite dirette, mentre resta confermata l’opportunità di trasformare, cucinare e vendere il cibo come vero e proprio “street food agricolo”. Le legge prevede inoltre che negli appalti pubblici per le forniture alimentari alle mense l’offerta di prodotti agricoli del territorio sarà uno dei parametri preferenziali di scelta. A conferma della centralità dell’impresa agricola per il rilancio e lo sviluppo del tessuto territoriale dei piccoli Comuni – sostiene Coldiretti – “la legge prevede che, per le attività dei centri multifunzionali, le amministrazioni interessate possano stipulare convenzioni e contratti di appalto con gli imprenditori agricoli e sono previste anche procedure più snelle per l’affidamento degli incarichi”. “Ora ci sono le condizioni per recuperare in queste aree i troppi ritardi infrastrutturali e nei servizi, con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino alle edicole” afferma il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo sottolineando “l’importanza di valorizzare le opportunità offerte dalla nuova agricoltura nel presidio del territorio e nel sociale in aree che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona”.

Stati Uniti: vescovi, “straziante” l’annuncio di chiusura del programma di protezione temporanea per i cittadini salvadoregni

Thu, 2018-01-11 10:26

(da New York) I vescovi statunitensi hanno definito “straziante” l’annuncio del Dipartimento per la sicurezza nazionale di chiudere il programma di protezione temporanea (TPS) destinato ai cittadini salvadoregni presenti negli Usa. Il programma è uno status di protezione umanitaria temporaneo e rinnovabile che consente ai migranti provenienti da El Salvador di rimanere e lavorare legalmente negli Usa durante un periodo di tempo giudicato pericoloso per l’incolumità della persona, se questa dovesse far ritorno nel suo Paese di origine. Monsignor Joe S. Vásquez, vescovo di Austin e presidente del Comitato per le migrazioni della Conferenza episcopale statunitense, ha dichiarato che “El Salvador non è attualmente in grado di gestire adeguatamente il ritorno dei circa 200.000 cittadini destinatari del programma di protezione temporanea” e ha espresso seria preoccupazione per i “192.000 cittadini statunitensi figli di questi salvadoregni che potrebbero, ora, vedere la loro famiglia separata a seguito dell’annullamento del programma”. “Dio ci ha chiamati a prenderci cura dello straniero e degli emarginati – ha continuato monsignor Vásquez – e la nostra nazione non deve voltare le spalle ai destinatari del TPS e alle loro famiglie; anche loro sono figli di Dio”. Intanto il dipartimento di sicurezza ha precisato che ai salvadoregni beneficiari del programma saranno concessi 18 mesi di tempo per lasciare il Paese prima di subire una deportazione forzata. I vescovi si augurano che questo margine temporale consenta al Congresso di trovare una soluzione bipartisan che non separi le famiglie e protegga la vita di questi migranti, perché senza un intervento legislativo “le vite di queste persone verranno capovolte e molte famiglie saranno devastate, come nel caso del Daca, il programma per i giovani migranti, arrivati in maniera illegale negli Usa quando erano bambini”. Quest’ultimo programma è attualmente oggetto di dibattito serrato e di contrattazione tra il presidente Trump e il ramo legislativo dell’ordinamento Usa che non ha voluto concedere i fondi per la costruzione del muro di separazione con il Messico, uno dei punti chiave della nuova amministrazione.

Ue: Sofia, inaugurazione presidenza Bulgaria. Quattro priorità: giovani, Balcani, sicurezza, economia digitale

Thu, 2018-01-11 10:21

(Bruxelles) È prevista per oggi la cerimonia di inaugurazione del semestre di presidenza bulgara del Consiglio dei ministri Ue. Oggi e domani la Commissione europea, guidata dal presidente Jean-Claude Juncker, si trova a Sofia per una serie di momenti ufficiali e di incontri di lavoro con i ministri del governo della Bulgaria per discutere il programma della presidenza. Tale programma sarà poi ufficialmente presentato all’Europarlamento durante la plenaria della prossima settimana a Strasburgo dove, mercoledì 17 gennaio, arriverà il primo ministro Boyko Borissov. All’inaugurazione odierna sono presenti anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Le priorità della presidenza bulgara sono ispirate al motto “L’unione fa la forza”, che è anche il motto dello stemma della Repubblica di Bulgaria. “La presidenza – si legge in una nota – lavorerà con i suoi partner a favore dell’unità tra gli Stati membri e le istituzioni dell’Ue al fine di fornire soluzioni concrete per costruire un’Europa più forte, più sicura e più solidale”. Nel corso dei prossimi sei mesi “la presidenza si concentrerà su quattro settori chiave: futuro dell’Europa e giovani, Balcani occidentali, sicurezza e stabilità, economia digitale”. Il sito della presidenza è www.eu2018.bg.

Riforma: card. Parolin a Vatican News, “che la Curia possa diventare un aiuto”. Amoris Laetitia “nuovo paradigma”

Thu, 2018-01-11 10:12

“Che la Curia possa diventare davvero un aiuto al Papa”. È l’auspicio del card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a proposito della riforma portata avanti da Francesco. Ricordando i passi in avanti già compiuti nell’ambito dei lavori del C9, il porporato – in un’intervista su diversi argomenti rilasciata a Vatican News – parla della conversione e la definisce “lo spirito profondo che deve animare ogni riforma” nonché “la dimensione fondamentale della vita cristiana”. Tra i temi affrontati anche l’Amoris Laetitia la quale – precisa – “è scaturita da un nuovo paradigma che Papa Francesco sta portando avanti con sapienza, con prudenza e anche con pazienza”. Il documento – aggiunge Parolin – costituisce una richiesta di aiuto alle famiglie, “oltre ad essere un abbraccio che la Chiesa fa alla famiglia e alle sue problematiche nel mondo d’oggi”. Il segretario di Stato vaticano sottolinea, inoltre, che nel 2018 la Chiesa si concentrerà sui giovani e che lo farà seguendo un approccio innovativo: “Chiedendo loro cosa possono fare per la Chiesa e quale contributo possono dare alla diffusione del Vangelo”.

Nell’intervista trova spazio anche l’imminente viaggio apostolico in Cile e Perù. Due le sfide che, secondo Parolin, “stanno a cuore al Papa”: il ruolo della popolazione indigena e la lotta alla corruzione. “Credo – conclude – che sarà un viaggio non semplice, ma davvero appassionante”.

Piccoli Comuni: Moncalvo (Coldiretti), “nuova legge riconosce valore provincia italiana”. Realacci (Symbola), “economia a misura d’uomo”

Thu, 2018-01-11 10:10

“Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei piccoli Comuni dipendono molte delle opportunità di lavoro dei 3,9 milioni di giovani under 40 che hanno scelto di non abbandonare gli antichi borghi”. Lo afferma il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo all’incontro promosso questa mattina a Roma da Coldiretti e Fondazione Symbola per l’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo. Riferendosi alla legge n.158/17 dello scorso ottobre con misure per la valorizzazione dei piccoli Comuni, Moncalco spiega che “rappresenta il riconoscimento anche giuridico del valore economico, sociale ed ambientale della provincia italiana”. “I piccoli Comuni – aggiunge Ermete Realacci, presidente di Symbola, Fondazione per le qualità italiane – non sono un peso ma una straordinaria opportunità per l’Italia: un’economia più a misura d’uomo che punta su comunità e territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione”. “Possiamo competere in un mondo globalizzato – assicura – se innoviamo senza cancellare la nostra identità”. La nuova normativa prevede misure per favorire la diffusione della banda larga, la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, il turismo di qualità; punta su dotazione di servizi adeguata, cultura, manutenzione del territorio, tutela dell’ambiente, messa in sicurezza di strade, scuole e del patrimonio edilizio pubblico.

Ue: Riggio (Aggiornamenti sociali), tentazione sovranista, lezione-Brexit e risposte europee

Thu, 2018-01-11 10:04

“Dopo l’annus horribilis, come il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker definì il 2016 dell’Unione europea, anche nell’anno appena terminato lo stato di salute della Ue non sembra migliorato. La fragile (specialmente in Italia) ripresa economica non ha al momento indebolito le spinte sovraniste né ha fatto svanire i dubbi, in alcuni casi fondati, sulla reale efficacia dell’Unione nel rispondere alle sfide globali”. Lo si legge nell’editoriale del nuovo numero di “Aggiornamenti sociali” (http://www.aggiornamentisociali.it), firmato dal gesuita Giuseppe Riggio, il quale sottolinea la consapevolezza che “il nostro futuro è strettamente intrecciato a quello delle istituzioni europee”. La “questione europea riveste perciò un indubbio rilievo a livello di dibattito italiano, in vista anche del prossimo voto, dato che sarebbe ‘provinciale’ continuare a concentrarci sulle questioni nazionali senza inserirle nel più ampio contesto europeo di cui facciamo parte”.
L’editoriale della rivista dei gesuiti milanesi richiama anzitutto lo smascheramento del “fascino, sempre più forte, esercitato dalla tentazione sovranista, cioè l’idea di proteggersi dai fattori che destabilizzano rinchiudendosi nei propri confini, erigendo nuovi muri, ritenendo che il bene comune dei propri cittadini si persegua meglio da soli e in contrapposizione agli altri, piuttosto che cooperando e integrandosi”. Questa prospettiva, “sostenuta da forze politiche presenti in tutti i Paesi europei e collocabili tanto a destra quanto a sinistra, mette in discussione il progetto stesso della Ue”. L’alternativa, scrive Riggio, è individuare “un modo di stare dentro la dinamica globale attuale che non snaturi il patrimonio di valori e principi che contraddistinguono il Vecchio continente, in primis l’attenzione alla persona nella sua integralità e il rilievo rivestito dai legami che ci rendono membri di comunità più ampie”. “Le immagini di un’Europa ‘fortezza’ o, al suo estremo opposto, di un’Europa globale al cento per cento sono esempi di queste reazioni ‘di pancia’, che finiscono con appiattire i ragionamenti sulla globalizzazione al solo piano economico e finanziario, perdendo di vista invece la solidarietà”.
Riggio osserva: “Il sogno europeo oggi può imparare dal negoziato della Brexit, che non riguarda solo un Paese, ma ha una portata generale”. La vicenda britannica insegna che “non serve annacquare il progetto europeo”; occorre piuttosto “chiarire come sia già una dimensione che struttura la nostra esistenza, in un modo ben più profondo di quanto sia solitamente percepito, e da cui non derivano solo svantaggi, ma anche benefici”. Dunque, piuttosto che disfare quanto è stato costruito nel tempo, proponendo “rotture” drastiche e controproducenti, occorre rimettere a fuoco l’obiettivo verso cui tendere: come affermano recenti dichiarazioni ufficiali di alcuni responsabili politici a livello europeo e nazionale, l’orizzonte è quello di “un’Unione resiliente, libera e democratica, solidale ed equa, prospera e sostenibile, sicura e socialmente responsabile, forte al suo interno e anche sulla scena internazionale”. Naturalmente tali indicazioni “non sono sufficienti se restano solo degli enunciati”.

Enogastronomia: Coldiretti/Symbola, 92% tipicità nasce in piccoli comuni dove operano 279 mila imprese agricole

Thu, 2018-01-11 10:00

Il 92% delle produzioni enogastronomiche tipiche nazionali nasce nei Comuni italiani con meno di cinquemila abitanti. E’ quanto emerge dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato questa mattina a Roma da Coldiretti e Fondazione Symbola, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo. Il rapporto racconta un patrimonio custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, che potrà ora essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla nuova legge n.158/17, a prima firma Realacci (presidente di Symbola), con misure per la valorizzazione dei piccoli Comuni. Un sistema virtuoso che rappresenta ben il 69,7% dei 7977 Comuni italiani e in cui vivono poco più di 10 milioni persone, secondo l’analisi Coldiretti/Symbola. Il Piemonte è la Regione con il maggior numero di piccoli Comuni (1067) seguito da Lombardia (1055) e Campania (338) ma in percentuale la più alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale è in Valle d’ Aosta (99%) e Molise (92%). Ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Ue (tra cui formaggi, olii extravergini di oliva, salumi e prodotti a base di carne, ortofrutticoli e cereali) hanno a che fare con i piccoli Comuni. Grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79 per cento dei vini più pregiati che rappresentano il Made in Italy nel mondo. Un patrimonio conservato nel tempo dalle 279mila imprese agricole presenti nei piccoli Comuni assicurando a salvaguardia delle colture storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari.

Diocesi: mons. Sanguineti (Pavia) annuncia la sua prima visita pastorale, “sia davvero un tempo di grazia”

Thu, 2018-01-11 09:52

“Vi chiedo di accompagnare fin da ora il tempo della visita pastorale con la vostra preghiera, personale e comunitaria, perché sia davvero un tempo di grazia per le nostre parrocchie, per la Chiesa che è in Pavia”. È l’invito rivolto dal vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, nella lettera d’indizione e di annuncio della sua prima visita pastorale alla diocesi pubblicata dal settimanale “Il Ticino”. “Il prossimo 24 gennaio ricorre il secondo anniversario del mio ingresso come vescovo in questa amata diocesi”, osserva mons. Sanguineti, rivelando che “mi sento davvero ‘di casa’ tra voi, sento Pavia come la mia città che sto imparando ad amare, e la diocesi come la Chiesa che il Signore mi affida e verso la quale avverto un grande debito di gratitudine e un profondo desiderio di spendermi, pur con i miei limiti”. Il vescovo spiega che “con questo spirito” si appresta a cominciare la “visita pastorale a tutte le parrocchie e realtà della nostra diocesi, iniziando a percorrere, in questo anno 2018, la zona del quarto vicariato, avviando la visita dall’unità pastorale di Certosa-Cascine Calderari-Torriano, a partire da lunedì 29 gennaio”.
“Ogni anno – aggiunge – sarà dedicato, a Dio piacendo, a un vicariato: il 2018 al quarto vicariato, il 2019 al terzo, il 2020 al secondo e il 2021 al primo”. “Il mio desiderio – assicura mons. Sanguineti – è dare un tempo ampio che mi permetta di conoscere la vita reale delle nostre comunità, con le loro fatiche e le loro speranze”. A caratterizzare la visita pastorale sarà la frase “Ecco: sto alla porta e busso” (Ap 3,20), che Gesù risorto rivolge nel libro dell’Apocalisse alla Chiesa di Laodicèa. “Le nostre comunità”, auspica il vescovo, “non siano comunità chiuse e ripiegate su se stesse, nel lamento o nella nostalgia di tempi passati, ma siano comunità aperte, accoglienti, che tentano mille strade per incontrare le persone, con i loro ritmi, le loro ferite, e magari anche con la loro indifferenza o estraneità alla vita cristiana”.

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