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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 min 5 sec ago

Papa Francesco: il 14 gennaio celebra la messa nella basilica di S. Pietro

Fri, 2017-12-08 12:50

Il 14 gennaio 2018, II Domenica del Tempo Ordinario, alle ore 10, il Papa celebrerà la Messa nella basilica di San Pietro, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Lo rende noto l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie, tramite la Sala Stampa della Santa Sede. “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”, recita il tema della Giornata, per la quale il Papa il 15 agosto scorso ha firmato un apposito messaggio.

 

Papa Francesco: nomina mons. Romuald Kamiński vescovo di Varsavia-Praga

Fri, 2017-12-08 12:47

Il Papa ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Varsavia-Praga, presentata da mons. Henryk Hoser. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede. Gli succede mons. Romuald Kamiński, finora vescovo coadiutore.

Brexit: nella notte accordo tra Ue e Regno Unito. Davis (politologo), “vero nodo dei negoziati resta il confine tra le due Irlanda”

Fri, 2017-12-08 12:30

(da Londra) Portare il Regno Unito fuori dall’Unione europea, concedendo poi a nord Irlanda, Scozia e Londra poteri speciali per commerciare con gli altri 27 Paesi europei e milioni di sterline perché accettino di continuare a far parte della Gran Bretagna pur con uno status particolare. Secondo il politologo cattolico Francis Davis, già consulente in materia di religione dei premier Gordon Brown e David Cameron, questa potrebbe essere la strada sulla quale si avvia la premier Theresa May. “Il vero nodo delle trattative tra Gran Bretagna e Unione europea è il confine tra il nord Irlanda e il resto del Regno Unito”, spiega Davis. “Dall’accordo del venerdi santo del 1998 persone e merci possono circolare liberamente dentro l’isola di Irlanda ma, con la Brexit, la Repubblica d’Irlanda rimarrà nell’Unione europea mentre il nord Irlanda continuerà a far parte del Regno Unito”. “L’accordo raggiunto oggi tra la premier Theresa May e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker conferma che il confine non tornerà ad essere militarizzato, anche dopo che il Regno Unito lascerà la Ue, e parla della possibilità che nord Irlanda e Repubblica d’Irlanda seguano gli stessi accordi commerciali”, continua Davis. “Se questo avverrà, però, i nazionalisti nordirlandesi del partito Dup, dai voti del quale dipende il governo del primo ministro, hanno tutto il diritto di dire che esiste ormai un’Irlanda unita e cattolica sotto Dublino”.
Secondo Francis Davis, che dirige, all’università cattolica londinese di st. Mary’s, un centro dove si formano dirigenti cattolici, “mentre procedono le trattative sul Brexit aumentano i problemi per la premier Theresa May a livello di politica interna”. “Da mesi il sindaco di Londra Sadiq Khan sta trattando col primo ministro scozzese Nicola Sturgeon per pensare a una soluzione che consenta a Londra e Scozia di mantenere la libera circolazione delle merci e delle persone come nel resto della Ue, usando magari la legislazione che ha già concesso un alto livello di autonomia a città come Birmingham, Liverpool e Leeds”, spiega il professor Davis. “Questo status potrebbe applicarsi anche al nord Irlanda. Il partito protestante Dup, che si batte perché il nord Irlanda continui a far parte della Gran Bretagna, potrebbe accettare di vedere il nord Irlanda ancora legato alla Ue in cambio di miliardi di sterline di sovvenzioni per l’industria e le infrastrutture di questa regione”. Il problema, con questa soluzione, è che la premier Theresa May tradirebbe la sua base elettorale. “Mentre Londra e la Scozia votano il partito laburista, l’Inghilterra – fatta eccezione per la capitale – vota il partito conservatore e i parlamentari conservatori inglesi non accetteranno di vedere grandi quantità di sterline di sovvenzioni e una nuova autonomia politica regalati a Londra, alla Scozia e al nord Irlanda”.

Papa Francesco: Angelus, “la Vergine benedica l’Azione Cattolica”. Chiede ai fedeli di unirsi “spiritualmente” a lui oggi pomeriggio in piazza di Spagna

Fri, 2017-12-08 12:21

L’Angelus dell’Immacolata si è concluso con uno speciale saluto del Papa all’Azione Cattolica Italiana, presente in forze oggi in piazza San Pietro con le sue bandiere colorate. “In questa festa di Maria Immacolata, l’Azione Cattolica Italiana vive il rinnovo dell’adesione”, le parole di Francesco dopo la recita dell’Angelus: “Rivolgo il mio pensiero alle sue associazioni diocesane e parrocchiali, incoraggiando tutti a rafforzare l’impegno formativo per essere testimoni credibili del Vangelo. La Vergine benedica l’Azione Cattolica e renda fecondo il suo proposito di servire la missione evangelizzatrice della Chiesa”. Poi il riferimento a ciò che succederà tra poche ore: “Oggi pomeriggio mi recherò in Piazza di Spagna per rinnovare il tradizionale atto di omaggio e di preghiera ai piedi del monumento all’Immacolata”, ha detto il Papa ai fedeli: “Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo gesto, che esprime la devozione filiale alla nostra Madre celeste. A tutti auguro buona festa e buon cammino di Avvento”.

 

Papa Francesco: Angelus, Maria “non era famosa”. “Non l’apparenza, ma il cuore puntato verso Dio fa bella la vita”

Fri, 2017-12-08 12:15

Maria “non era famosa”, quando è arrivato l’Angelo per il suo annuncio che ha cambiato la storia non c’era nessun “reporter”. A farlo notare alle migliaia di fedeli presenti oggi in piazza San Pietro per l’Angelus dell’Immacolata è stato il Papa. “La Chiesa oggi si complimenta con Maria chiamandola tutta bella, tota pulchra”, ha spiegato Francesco: “Come la sua giovinezza non sta nell’età, così la sua bellezza non consiste nell’esteriorità”. “Maria, come mostra il Vangelo odierno, non eccelle in apparenza”, ha proseguito il Papa tracciandone l’identikit: “Di semplice famiglia, viveva umilmente a Nazaret, un paesino quasi sconosciuto. E non era famosa: anche quando l’angelo la visitò nessuno lo seppe, quel giorno non c’era lì alcun reporter”. “La Madonna non ebbe nemmeno una vita agiata, ma preoccupazioni e timori”, ha sottolineato Francesco: “Fu molto turbata, dice il Vangelo, e quando l’angelo si allontanò da lei i problemi aumentarono. Tuttavia, la piena di grazia ha vissuto una vita bella”. “Qual era il suo segreto?”. si è chiesto il Papa, secondo il quale “possiamo coglierlo guardando ancora alla scena dell’Annunciazione. In molti dipinti Maria è raffigurata seduta davanti all’Angelo con un piccolo libro. Questo libro è la Scrittura. Così Maria era solita ascoltare Dio e intrattenersi con Lui. La Parola di Dio era il suo segreto: vicina al suo cuore, prese poi carne nel suo grembo”. “Rimanendo con Dio, dialogando con Lui in ogni circostanza, Maria ha reso bella la sua vita”, ha sintetizzato Francesco: “Non l’apparenza, non ciò che passa, ma il cuore puntato verso Dio fa bella la vita”. “Guardiamo oggi con gioia alla piena di grazia”. l’esortazione finale: “Chiediamole di aiutarci a rimanere giovani, dicendo no al peccato, e a vivere una vita bella, dicendo sì a Dio”.

Papa Francesco: Angelus, “c’è una sola cosa che fa invecchiare: non l’età, ma il peccato”

Fri, 2017-12-08 12:08

“Ogni volta che la riconosciamo piena di grazia, le facciamo il complimento più grande, lo stesso che le fece Dio”. Lo ha detto il Papa, nell’Angelus dedicato alla festa dell’Immacolata. “Un bel complimento da fare a una signora è dirle, con garbo, che dimostra una giovane età”, ha fatto notare Francesco:  “Quando diciamo a Maria piena di grazia, in un certo senso le diciamo anche questo, al livello più alto. La riconosciamo sempre giovane, perché mai invecchiata dal peccato”. “C’è una sola cosa che fa davvero invecchiare, invecchiare interiormente: non l’età, ma il peccato”, ha spiegato il Papa: “Il peccato rende vecchi, perché sclerotizza il cuore. Lo chiude, lo rende inerte, lo fa sfiorire”. “Ma la piena di grazia è vuota di peccato”, ha proseguito riferendosi a Maria: “Allora è sempre giovane, è più giovane del peccato, è la più giovane del genere umano”, ha detto il Papa citando  Bernanos.

Papa Francesco: Angelus, “tutto il mondo è contaminato dal male”

Fri, 2017-12-08 12:06

“Buongiorno e buona festa!”. È il saluto del Papa alle migliaia di fedeli accorsi oggi in piazza San Pietro, per l’Angelus dell’Immacolata. “Maria è piena della presenza di Dio. E se è interamente abitata da Dio, non c’è posto in lei per il peccato”, ha ricordato Francesco a proposito del dogma dell’Immacolata Concezione. “È una cosa straordinaria, perché tutto il mondo, purtroppo, è contaminato dal male”, ha commentato riferendosi al saluto dell’Angelo, che chiama Maria “piena di grazia”. “Ciascuno di noi, guardandosi dentro, vede dei lati oscuri”, ha fatto notare il Papa: “Anche i più grandi santi erano peccatori e tutte le realtà, persino le più belle, sono intaccate dal male: tutte, tranne Maria. Lei è l’unica ‘oasi sempre verde’ dell’umanità, la sola incontaminata, creata immacolata per accogliere pienamente, con il suo ‘sì’, Dio che veniva nel mondo e iniziare così una storia nuova”.

Terra Santa: 14 dicembre ingresso solenne al Santo Sepolcro del nuovo nunzio mons. Girelli

Fri, 2017-12-08 11:44

Si terrà il 14 dicembre l’ingresso solenne, al Santo Sepolcro, di mons. Leopoldo Girelli, nuovo Delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina e nunzio apostolico per Israele e Cipro. Il programma prevede, secondo quanto riferito dal Patriarcato latino di Gerusalemme, a partire delle ore 14.15, il ritrovo alla Porta di Giaffa e la processione al S. Sepolcro. Qui mons. Girelli sarà accolto dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. In basilica i discorsi dell’Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa e del Delegato Apostolico, la consegna delle Lettere Commendatizie all’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa e la preghiera finale.

Brexit: nella notte accordo tra Ue e Regno Unito. Tusk, “progressi suficienti ma ora ci aspetta la parte più difficile” dei negoziati

Fri, 2017-12-08 11:19

(Bruxelles) Due anni di transizione durante i quali il Regno Unito rispetterà tutte le leggi europee, contribuendo anche al budget della Ue e accettando la giurisdizione della Corte di giustizia dell’Unione europea, senza però partecipare alle decisioni prese dagli altri 27 Paesi. Queste le condizioni poste dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, perché le trattative sulla Brexit possano procedere alla seconda fase che dovrebbe avere il via libera venerdì 15 dicembre prossimo con la riunione del Consiglio europeo. “Ho ricevuto conferma questa mattina dai nostri negoziatori che sono stati fatti sufficienti progressi”, spiega Donald Tusk in un comunicato. “Questo mi consente di presentare le linee guida per le prossime trattative”. Nello stesso comunicato il presidente del Consiglio europeo afferma che “è importante cominciare le trattative così che i cittadini del Regno Unito e dell’Unione europea possano avere delle certezze”. E aggiunge che “le sfide più importanti si trovano davanti a noi perché sappiamo che rompere è difficile ma rompere e costruire un nuovo rapporto è ancora più difficile”. “Un anno e mezzo è passato dal referendum sulla Brexit”, conclude Donald Tusk, “e così tanto tempo è stato dedicato al compito più facile. Ora abbiamo di fatto meno di un anno per il compito più difficile”. La data per il divorzio definitivo di Londra dall’Ue è il 29 marzo 2019.

Migranti: Centro Astalli, martedì 12 dicembre a Roma la presentazione della ricerca “I get you” sulle buone pratiche di integrazione

Fri, 2017-12-08 10:50

Verranno presentati martedì 12 dicembre, a Roma, gli esiti della ricerca “I get you” sulle buone pratiche di integrazione dei migranti forzati, realizzata nell’ambito del progetto “Best” (Promoting best practices to prevent racism and xenophobia toward forced migrants through community building) in 9 Paesi europei. Capofila del progetto è il Jrs (Jesuit refugee service) Europa e tra i partner c’è anche l’associazione Centro Astalli. “Sono state mappate complessivamente 315 iniziative di community building: 62 in Italia, 55 in Francia, 50 in Germania, 37 in Belgio, 31 in Spagna, 31 in Portogallo, 20 a Malta, 15 in Romania e 14 in Croazia”. Nel corso della presentazione, in programma alle 9.30 presso la Città dell’Utopia (in via Valeriano 3f) che è una delle esperienze mappate nella ricerca, verranno illustrati i dati raccolti per l’analisi quantitativa e qualitativa della ricerca e le raccomandazioni contenute nella pubblicazione. Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, sottolinea che “la sfida dell’accoglienza e dell’integrazione è una questione molto dibattuta, che contribuisce a dividere l’opinione pubblica”. “La ricerca di ‘I get you’ – prosegue – ha mostrato che l’accoglienza funziona meglio quando è organizzata in piccoli centri e le strutture non sono isolate, ma ben collegate o ancor meglio all’interno delle aree urbane”. “Ciò consente alla società civile di interagire direttamente con i migranti”, sottolinea Ripamonti, secondo cui “la creazione di relazioni personali è il modo migliore per prevenire l’ostilità e la diffidenza e, allo stesso tempo, agevola un’integrazione più veloce ed efficace”.

Dialogo interculturale: forum a Zagabria. Obuljen Korzinek (ministro Croazia), identità e diversità in un contesto di rapidi cambiamenti

Fri, 2017-12-08 10:27

(da Zagabria) “La nostra cultura è stata progressivamente arricchita da molteplici contributi: direi che da questa specificità deriva la nostra peculiare identità culturale”. Nina Obuljen Korzinek ricopre l’incarico di ministro della cultura in Croazia. Al forum sul dialogo interculturale e interreligioso, promosso nella capitale del suo Paese, che si chiude oggi, porta una riflessione ad ampio raggio sulla formazione di una identità culturale che, spiega, è in continuo arricchimento e in costante cambiamento” in relazione ai tempi che mutano. Secondo Obuljen Korzinek la “tolleranza non comporta la rinuncia alla propria identità, semmai la rimette in gioco in un contesto segnato dal dialogo tra le differenze”. I Balcani, con il loro articolato percorso storico, segnato anche di recente da scontri e tensioni, segna la necessità di tale “incontro”, in società “complesse e aperte”, ribadisce il ministro. Che parla di cultura, di “diritto di partecipare a una cultura” (formazione, integrazione, dialogo), di varie espressioni culturali (arte, media…), e del particolare ruolo che “la cultura e il dialogo interreligioso dovrebbero rivestire nella politica estera dell’Ue”.

Gerusalemme: card. O’Brien (Oessh), “ogni decisione non concordata altera equilibrio status quo Città Santa”

Fri, 2017-12-08 10:08

“Il Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Oessh), card. Edwin O’Brien, si unisce alla profonda preoccupazione espressa dal Sommo Pontefice e numerosi leader religiosi e politici per le possibili conseguenze di ogni decisione non concertata che possa alterare l’equilibrio dello status quo della Città Santa e ribadisce la necessità che ogni iniziativa fra le mura che racchiudono i luoghi di culto delle grandi religioni monoteiste, il Santo Sepolcro, il Muro del Pianto e la Moschea di Omar, sia frutto di un pacifico dialogo fra le parti interessate”. È quanto si legge in un comunicato dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme diffuso ieri sera a commento della decisione del presidente americano Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale dello Stato di Israele.

Assemblea Moneyval: approvato il terzo Progress Report della Santa Sede/Stato della Città del Vaticano

Fri, 2017-12-08 10:04

Mercoledì 6 dicembre 2017, l’Assemblea Plenaria di Moneyval (il “Comitato di esperti per la valutazione delle misure contro il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo”) ha approvato il terzo Progress Report della Santa Sede/Stato della Città del Vaticano. Ne dà notizia questa mattina la sala stampa vaticana, spiegando che “l’adozione dell’ultimo Rapporto, che segue l’adozione del Rapporto di Mutua Valutazione del 4 luglio 2012, nonché quella del primo Progress Report del 9 dicembre 2013 e del secondo Progress Report dell’8 dicembre 2015, fa parte della procedura ordinaria prevista dalle Regole di Moneyval”. Il Comitato Moneyval, riferisce la sala stampa vaticana, “ha accolto positivamente i progressi compiuti nei due anni passati. In particolare ha notato la creazione di una Unità specializzata nelle indagini sui crimini economici e finanziari nel Corpo della Gendarmeria e la nomina di un promotore di giustizia aggiunto specializzato ed ha riconosciuto che l’Autorità di informazione finanziaria (Aif) svolge in maniera efficiente le proprie funzioni di unità di informazione finanziaria e di vigilanza e regolamentazione. Sono stati altresì sottolineati lo stabilimento di un sistema di segnalazione funzionante e sostenibile, nonché il significativo grado di cooperazione internazionale”. Allo stesso tempo, conclude la sala stampa, “vi sono ancora aree di ulteriore miglioramento, in particolare nell’ambito del law enforcement e giudiziario. La Santa Sede è impegnata nell’adottare le azioni necessarie nelle aree rilevanti al fine di rafforzare ulteriormente i propri sforzi nel contrasto e nella prevenzione dei crimini finanziari”.

Conferenza RnS: mons. Fisichella, “farsi missionari per annunciare la Bella Notizia”

Fri, 2017-12-08 09:57

Una “conversione pastorale in chiave missionaria” per realizzare “quella ‘Chiesa in uscita’ alla quale ci richiama instancabilmente sempre il nostro Papa”. L’ha auspicata mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, nel suo messaggio per la 41ª Conferenza nazionale degli animatori del Rinnovamento nello Spirito Santo, aperta ieri a Rimini. “Il tema scelto per quest’anno vi può indicare la strada da percorrere. Ricevere, infatti, i doni dello Spirito Santo non è e non può rappresentare solamente un sostegno per vivere all’interno delle nostre realtà, ma anche e soprattutto un supporto per farsi missionari e annunciare a tutti la Bella Notizia”. Un messaggio è giunto anche dal card. Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero laici, famiglia e vita, che ha sottolineato come la Conferenza chiuda non solo il Giubileo d’oro del Rinnovamento, ma segni anche la “conclusione di un cammino triennale nel quale avete voluto approfondire la vostra ‘identità’ spirituale e carismatica, in vista del rilancio della dimensione ministeriale e missionaria auspicate da Papa Francesco, così da essere volto gioioso di quella ‘Chiesa in uscita’ che trova la sua sorgente proprio nell’evento di Pentecoste”. Dal card. Farrell l’augurio di “continuare, con convinzione e coraggio e con rinnovata fiducia, nell’azione dello Spirito di Dio, a testimoniare il vostro amore per la Chiesa e per il mondo” e l’auspicio di un “laicato conformato al Vangelo e obbediente alla parola di Dio per rispondere alle sfide del nostro tempo”.

Conferenza RnS: card. Bassetti (Cei), “Spirito Santo principio di unità del corpo di Cristo”

Fri, 2017-12-08 09:56

“Lo Spirito Santo è principio di unità del corpo di Cristo, un principio che è unione di diversità complementari”. Lo ha detto il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, nel suo messaggio per la 41ª Conferenza nazionale degli animatori del Rinnovamento nello Spirito Santo, aperta ieri a Rimini. Il porporato ha espresso apprezzamento per il tema: “È bello e significativo il versetto da voi scelto ‘Riguardo ai doni dello Spirito non voglio lasciarvi nell’ignoranza’, tratto dalla Prima lettera ai Corinzi, perché questo piccolo brano, che prosegue con un elenco dei doni possenti dello Spirito, ci ricorda una novità profonda del nostro vivere in Cristo”. Il cardinale ha poi spiegato che “diversi sono i carismi, ci dice san Paolo, ma unico è lo Spirito così come vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore. Ecco la magnificenza, la mirabile disposizione divina della varietà nell’unità, dell’essere ciascuno chiamato individualmente a esprimere la potenza e la bellezza di un diverso dono di Dio e, allo stesso tempo, a esercitarlo comunitariamente nell’armonia e nell’equilibrio di un unico organismo. Una generosa e continua dialettica delle membra che contribuiscono insieme allo sviluppo dell’intera persona”. Durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto, il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, ha messo in risalto, invece, il rapporto tra carisma e santità: “Occorre ricordare che il carisma non è dato a causa della santità o in vista della santità di una persona, ma è vero che il suo esercizio non si mantiene sano e retto, e finisce per non servire per l’utilità comune, se non riposa sugli stessi sentimenti di Cristo Gesù – ha concluso -. La carità non addiziona i carismi, ma li moltiplica: fa del carisma di uno il carisma di tutti e del carisma di tutti il carisma di ciascuno”.

Conferenza RnS: messaggio di Papa Francesco, “comune responsabilità a essere missionari e testimoni”

Fri, 2017-12-08 09:55

“Sua Santità, spiritualmente presente, auspica che tale evento di grazia aiuti a prendere sempre più coscienza della comune responsabilità ad essere missionari e testimoni, radunati dall’azione dello Spirito Santo, nell’ascolto degli insegnamenti degli apostoli, nell’unione fraterna, nella tradizione del pane e nella preghiera, e chiamati a condividere nel mondo e con i fratelli l’esperienza dell’amore di Dio”. Lo si legge nel messaggio inviato a nome di Papa Francesco, firmato dal segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, alla 41ª Conferenza nazionale degli animatori del Rinnovamento nello Spirito Santo, aperta ieri a Rimini. Il testo continua con la benedizione di Papa Francesco, che “invoca su ciascuno abbondante effusione nello Spirito Santo e, mentre affida desideri, propositi e speranze alla materna intercessione della Beata Vergine Maria, chiede di continuare a pregare per Lui e di cuore imparte al presidente Salvatore Martinez, ai relatori e a tutti i presenti l’implorata benedizione apostolica, volentieri estendendola all’intero Movimento”.

Dialogo interculturale: forum a Zagabria. Religioni a confronto con un’Europa in cambiamento. Nuove sfide

Fri, 2017-12-08 09:51

(da Zagabria) Fra i temi sollevati durante le relazioni al 20° dialogo interculturale, promosso a Zagabria dal Ppe, figurano la tolleranza e il reciproco riconoscimento di diritti e doveri (Elmar Brok), l’impatto delle migrazioni sulla fede in Europa e sulla presenza cattolica (mons. Piotr Mazurkiewicz), il nodo fra dialogo, coscienza umana, spiritualità e ragione (padre Laurent Basanese), religioni e integrazione sociale (Othmar Karas), la cooperazione in Medio Oriente e Africa per sostenere le presenze cristiane, la capacità, o meno, delle fedi e delle chiese di costruire ponti in società in rapida trasformazione. Rimangono invece in secondo piano, o sono solo accennati dai relatori, altri temi scottanti, come la chiusura di alcuni Paesi rispetto all’accoglienza dei migranti per timore di una rimarcata presenza islamica, una “fede cristiana debole e incapace di dare ragione di sé” rispetto alla secolarizzazione e alle religioni che giungono in Europa, la poca volontà di instaurare un dialogo culturale e religioso a partire dalle diversità che attraversano l’Unione europea, le minacce che giungono all’Europa dai conflitti che la circondano, la piena integrazione europea dei Balcani, la possibilità di “europeizzare l’islam”, l’urgenza di integrare altre presenze migranti in Europa a partire dalla numerosa, e sempre in crescita, comunità cinese.

Dialogo interculturale: forum a Zagabria. Oggi in agenda confronto su “religioni, violenza e pace”

Fri, 2017-12-08 09:28

(da Zagabria) Il 20° dialogo interculturale, promosso dal Ppe, prosegue oggi nella capitale della Croazia mettendo al centro dell’attenzione il tema “Religioni, violenza e pace: cooperazione per una reciproca comprensione”. Anche oggi, come ieri, numerosi relatori e sguardo rivolto alla cronaca, che interpella anche il ruolo delle religioni: i fatti di Gerusalemme, le migrazioni e i muri che si elevano nel continente, il diffondersi di nazionalismi e populismo… Tra i relatori di oggi figurano don Zeliko Tanjic, rettore dell’università cattolica di Zagabria; Karsten Dummel, direttore dell’ufficio della Fondazione Adenauer a Sarajevo, esponenti dell’ebraismo e dell’islam, eurodeputati, studiosi. E prosegue il confronto sui contenuti apportati ieri dagli altri relatori. Particolarmente toccante la testimonianza di mons. Habib Hormuz Al-Naufali, arcivescovo caldeo di Basra, in Iraq. Il vescovo ha raccontato delle persecuzioni subite dai cristiani nei secoli, fino alle più recenti a opera dell’Isis.
Padre Manuel Enrique Barrios Prieto (segretariato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Chiesa cattolica di Spagna) ha segnalato alcuni elementi-chiave da porre al centro del dibattito e dell’azione politica, fra cui il rispetto della libertà religiosa, la “rivitalizzazione” delle chiese e il rafforzamento della fede, specie negli adulti, “per contrastare il relativismo e il populismo che si diffondono, come spettri, nelle società secolarizzate”.

Brexit: nella notte accordo tra Ue e Regno Unito. Garantiti i diritti dei cittadini europei. Risolto anche il nodo-Irlanda

Fri, 2017-12-08 09:10

(Bruxelles) La Commissione europea ha dunque raccomandato oggi al Consiglio europeo di “constatare che sono stati compiuti progressi sufficienti nella prima fase dei negoziati condotti con il Regno Unito a norma dell’articolo 50”. Spetta ora al Consiglio europeo del 15 dicembre 2017 “stabilire se così è e consentire quindi il passaggio alla seconda fase negoziale”. La Commissione precisa che la sua valutazione si basa sulla “relazione comune concordata dai propri negoziatori con gli omologhi del governo del Regno Unito, che la premier Theresa May ha avallato oggi nel corso di una riunione con il presidente Jean-Claude Juncker”. Michel Barnier, capo negoziatore della Commissione europea, dichiara: “La valutazione della Commissione si fonda sui progressi concreti e autentici che sono stati compiuti su ciascuno dei tre temi prioritari. Mettendoci d’accordo su questi punti e regolando il passato potremo ora passare a discutere con fiducia delle relazioni che ci legheranno in futuro”. Il negoziatore assicura che “i cittadini dell’Ue che vivono nel Regno Unito saranno tutelati nella loro scelta di vita: anche dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione, i cittadini dell’Unione che vivono in tale Paese e i cittadini britannici che vivono nell’Ue27 manterranno gli stessi diritti”. Riguardo alla liquidazione finanziaria, il Regno Unito ha convenuto che gli impegni assunti dall’Ue a 28 (bilancio pluriennale fino al 2020) “saranno onorati dall’Ue a 28, Regno Unito compreso”. Si tratta ora di definire la cifra che Londra dovrà saldare con l’Unione entro il 2020, una cifra probabilmente compresa tra i 40 e i 60 miliardi di euro. Riguardo alla frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord, il Regno Unito “riconosce la peculiarità della situazione irlandese e ha assunto impegni rilevanti per evitare che sia eretta una frontiera fisica”.
Tutti questi particolari sono definiti in un documento di 15 cartelle che sarà esaminato la prossima settimana al Consiglio europeo (riunione dei capi di Stati e di governo Ue). Se il Consiglio europeo valuterà che sono stati compiuti progressi sufficienti, i negoziatori della Commissione europea e del governo del Regno Unito cominceranno a redigere un accordo di recesso basato sull’articolo 50 del Trattato sull’Unione europea (Tue), muovendo dalla relazione comune e dall’esito dei negoziati sulle altre questioni. “In conformità degli orientamenti del 29 aprile 2017, la Commissione – si legge in una nota – è pronta, non appena gli Stati membri avranno confermato la sua valutazione, ad avviare immediatamente i lavori sulle eventuali disposizioni transitorie e ad aprire discussioni esplorative sulle future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito”.

Brexit: nella notte accordo tra Ue e Regno Unito. Juncker, “un primo passo avanti”. La parola ora spetta al Consiglio europeo del 15 dicembre

Fri, 2017-12-08 09:00

(Bruxelles) “Il negoziato è difficile, ma oggi possiamo constatare un primo passo avanti e sono soddisfatto dell’accordo equo raggiunto con il Regno Unito. Fermo restando che i 27 Stati membri condividano la nostra valutazione, la Commissione europea e il capo negoziatore Michel Barnier sono pronti a dare immediatamente avvio alla seconda fase dei negoziati. Continuerò ad associare molto da vicino il Parlamento europeo ai lavori durante tutto il processo, perché il testo definitivo dell’accordo di recesso dovrà essere ratificato dal Parlamento europeo”. È la prima dichiarazione rilasciata in mattinata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker al termine dei negoziati che questa notte l’Esecutivo ha intavolato con il governo britannico sul dossier-Brexit. A Bruxelles era giunta anche la premier Theresa May, che ha incontrato lo stesso Juncker e poi il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Di fatto si giunge a un passo importante sulla via che porta a un accordo sul Brexit. La Commissione europea annuncia quindi che un progresso sufficiente è stato compiuto nella prima fase dei negoziati sull’articolo 50, la parte della legislazione europea che regola il “divorzio” del Regno Unito dagli altri ventisette Paesi Ue, e raccomanda che il Consiglio europeo, durante il vertice del 15 dicembre, ratifichi questo accordo. Se tutto procederà come stabilito, alla fine della prossima settimana Gran Bretagna e Unione europea potrebbero dar vita alla seconda fase dei negoziati.
La Commissione ritiene che “siano stati compiuti progressi sufficienti su ciascuno dei tre temi prioritari indicati negli orientamenti del Consiglio europeo del 29 aprile 2017: diritti dei cittadini, dialogo su Irlanda/Irlanda del Nord e liquidazione finanziaria”. La svolta nelle trattative è dovuta a un rapporto steso dai rappresentanti del governo britannico e dell’Unione europea, che è stato approvato dalla premier britannica May e dal presidente della Commissione europea Juncker. Il nuovo accordo garantisce che nulla cambierà per i diritti dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito e per i britannici che si trovano negli altri ventisette Paesi dell’Ue. Progresso chiave è stato realizzato anche sul nodo più difficile della Brexit, quel confine tra il nord Irlanda e il resto dell’isola irlandese diventato quasi una formalità con l’accordo del venerdi santo del 1998. Il governo britannico si è impegnato infatti a continuare a far circolare liberamente merci e persone dentro i confini dell’Irlanda e ad evitare controlli troppo rigidi che rischierebbero di riaccendere la violenza che ha insanguinato per anni il nord Irlanda. L’accordo di questa notte potrebbe mettere al riparo il governo della premier May da una crisi che era stata minacciata da alcune componenti (irlandesi, ultra conservatori) della sua maggioranza a Londra.

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