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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 38 min ago

A Sua Immagine: dal 21 luglio su Rai Uno don Davide Banzato e Nek in missione in Brasile

Thu, 2018-07-12 15:45

Nuovo speciale per “A Sua Immagine” dopo l’evento in Terra Santa per la Pasqua 2018. Da sabato 21 luglio su Rai Uno, nella rubrica “Le ragioni della speranza” alle ore 16.45, don Davide Banzato e il cantante Nek (Filippo Neviani) si recheranno nel Nord-Est del Brasile, nello Stato del Cearà, con un gruppo di volontari italiani impegnati in un campo estivo missionario, accanto a famiglie e bambini di strada. Un viaggio in 11 tappe, raccontato ogni settimana fino al 29 settembre.
Due in particolare le città brasiliane visitate da don Banzato e Nek: Quixadà, in una delle zone più povere del Brasile, nella regione del Sertão, poco distante dall’equatore, dove famiglie vivono stipate in favelas con case di fango, senza acqua e con fogne a cielo aperto; successivamente, si passerà a Fortaleza, capitale del Cearà, tra le città più violente al mondo, tristemente nota per il turismo sessuale minorile.
Ogni sabato, dunque, Nek e don Davide, insieme ai volontari, faranno visita alle realtà missionarie in queste due città, addentrandosi nelle zone più povere per incontrare i “meninos de rua”, i ragazzi di strada, e raccogliere le loro storie, le tante difficoltà, ma anche le opportunità di riscatto. Storie di rinascita grazie alla solidarietà.
Lo speciale in Brasile con don Davide Banzato e Nek, per la regia televisiva di Maria Amata Calò, nasce sotto la direzione dei responsabili di “A Sua Immagine” Laura Misiti e Gianni Epifani, alla guida della trasmissione promossa dalla Rai e dalla Conferenza episcopale italiana.

Camerun: video shock di esecuzioni sommarie, accuse all’esercito. Nel filmato vittime accusate di appartenere a Boko Haram

Thu, 2018-07-12 15:29

(DIRE-SIR) – Sdegno social, smentite dell’esercito e nuove accuse in Camerun a seguito della diffusione di un video nel quale si vedono uomini in uniforme aprire il fuoco su donne e bambini. Il filmato sarebbe stato girato nel nord del Paese, in una regione dove opera il gruppo islamista Boko Haram.
Nel video le vittime sono prima bendate e poi colpite a morte. Una di loro avrebbe un bambino con sé, portato sulla schiena. Udibili le parole degli uomini armati, che accusano le prigioniere di appartenere a Boko Haram.
Secondo fonti citate dalla stampa locale, il video sarebbe stato girato nell’area di Mayo Tsanaga, non lontano da una base dell’esercito del Camerun. (www.dire.it)

Politica: Conte (premier), “vogliamo tenere i conti in ordine, non siamo una banda di scapestrati”

Thu, 2018-07-12 15:20

“Posso assicurare che il governo, come ribadito dal ministro Tria, vuole tenere in ordine i conti: non siamo una banda di scapestrati”. Così il premier Giuseppe Conte ha risposto ad una domanda dei giornalisti nel corso della conferenza stampa al termine del summit Nato, svoltosi a Bruxelles. Rispetto ad una “manovra bis”, “confido che non sia affatto necessario”, ha affermato Conte che ha comunque chiarito che “vedremo con i ministri responsabili, nella sede appropriata, e decideremo”.

Sicurezza: Conte (premier), “presto ridimensionamento della nostra presenza in Afghanistan”

Thu, 2018-07-12 15:17

“Continuiamo a mantenere presenza” in Afghanistan ma “abbiamo determinato un ridimensionamento della nostra presenza, facendo in modo da conservare il significato e la pienezza operativa della partecipazione in modo da non intaccare quelli che sono i vantaggi che ne derivano, non solo a noi ma a tutta l’Alleanza atlantica e agli stakeholders in loco”. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa al termine del vertice Nato a Bruxelles, spiegando che lo “annunceremo quanto prima, nella consapevolezza che le missioni esprimono un valore strategico che non possiamo trascurare”. Il premier ha anche evidenziato l’importanza di “considerare la partecipazione alle missioni cui siamo coinvolti non solo come spesa economica diretta ma come valore aggiunto riconosciuto in termini finanziari”. Anche per questo, “l’Italia partecipa ai tavoli per tutelare i nostri interessi e le nostre posizioni ma anche per cercare con forma rinnovata di offrire soluzioni”.
Nel corso della conferenza stampa, Conte ha garantito: “Le mie orecchie non hanno ascoltato Trump minacciare l’uscita dalla Nato. Se poi ha fatto dichiarazioni a latere non lo so…”. E ha annunciato “il rilascio di Giorgio Francesco Cafiero” da parte delle autorità turche dopo che lo stesso Conte ha chiesto ad Erdogan durante l’incontro a Bruxelles “un’attenzione particolare sul caso, che c’è stata”.

Migranti: Conte (premier), “presto invierò una lettera a Juncker, a Tusk e alle istituzioni europee”

Thu, 2018-07-12 15:14

“Sto mettendo a punto una lettera diretta Juncker, a Tusk e alle istituzioni europee per incalzare l’Europa sull’attuazione di quei principi innovativi sull’immigrazione emersi dal Consiglio europeo”. Una lettera che “partirà molto presto” e “appena tornerò a Roma lavorerò su questo”: “chiederò che la missione internazionale” Sophia sia “conformata alle conclusioni del vertice europeo di fine giugno”. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Bruxelles, al temine del summit Nato, aggiungendo di aver parlato di migranti anche in un colloquio con Angela Merkel. Rispetto alla “questione complessa” dei migranti, Conte ha assicurato che rispetto al passato “oggi in italia si gestisce diversamente”. E ha spiegato che come governo “abbiamo condiviso un percorso e continueremo ad avere un tavolo interministeriale” al quale partecipano i ministri degli Interni, degli Affari esteri, della Difesa e delle Infrastrutture e trasporti. “Le posizioni che porto” ai vertici internazionali, ha sottolineato Conte, “sono conclusioni che condividiamo”. Il premier ha anche aggiunto che “il problema non è modificare il regolamento di Dublino”, che ha un “approccio asfittico” e inadeguato, riferendosi alla questione del Paese di primo approdo dei migranti. Il premier ha anche annunciato che “stiamo organizzando una conferenza in Italia sulla Libia in autunno per dar seguito a quella di Parigi”, convinto che “il processo di stabilizzazione non può riguardare solo l’Italia ma nemmeno soltanto Macron”. Relativamente alla nave Diciotti, sbarcata nel primo pomeriggio a Trapani, Conte ha confermato che “abbiamo indicazione perché vengano individuate persone, eventualmente migranti, nel caso si siano resi responsabili di atti che contrastano con le nostre leggi”. “Ogni situazione la gestiremo con la massima tranquillità e serenità, avendo cura di mettere le persone che sono in pericolo in salvo, perché noi non abbiamo mai rinunciato ad interventi umanitari per le persone che si trovano su queste navi”.

Filippine: p. D’Ambra (Pime), “a Mindanao ancora cellule silenziose” ma prosegue “l’impegno per il dialogo”

Thu, 2018-07-12 15:01

“La Chiesa nelle Filippine vive oggi delle difficili relazioni con il governo, ma riesce a mantenere una posizione bilanciata, cercando punti di incontro senza tuttavia negare le criticità”. Così il missionario italiano del Pime, padre Sebastiano D’Ambra descrive ad Aiuto alla Chiesa che soffre gli attuali rapporti tra la Chiesa locale e il governo di Manila, incrinatisi in particolar modo negli ultimi giorni dopo alcune dichiarazioni del presidente Rodrigo Duterte sulla “stupidità di Dio”. A partire dal 17 luglio, i vescovi delle Filippine hanno indetto tre giorni di preghiera e di digiuno come riparazione per quanti hanno commesso blasfemia; ovviamente non hanno fatto il nome del presidente ma è facile cogliere il riferimento. Durante una visita alla sede di Acs-Italia, padre D’Ambra, da oltre quarant’anni impegnato nella promozione del dialogo interreligioso nell’isola a maggioranza islamica di Mindanao, ha parlato dell’attuale situazione nella regione e in particolare nella città di Marawi, assediata per cinque mesi nel 2017 da gruppi affiliati ad Isis quali il Maute e l’Abu Sayyaf. Nonostante l’esercito abbia liberato l’area, afferma, a Mindanao permangano “cellule silenziose” di gruppi islamisti. Il missionario porta avanti il suo impegno nella promozione del dialogo interreligioso attraverso il movimento Silsilah, da lui fondato nel 1984. Nei giorni scorsi è stato nominato responsabile per il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale nazionale – ruolo che già aveva ricoperto – in vista dell’anno del dialogo interreligioso, indetto per il 2020, prima del 500° dell’arrivo del cattolicesimo nelle Filippine che sarà celebrato nel 2021. “Mi impegnerò – assicura – affinché quest’anno diventi significativo per i fedeli di tutte le religioni, e per ricordare a tutti che la Chiesa è una madre comune che comunica amore nel rispetto di tutte le differenze”.

Social network: Pitruzzella (Antitrust), “contestazioni a WhatsApp e Facebook”

Thu, 2018-07-12 14:53

“L’Autorità ha contestato a WhatsApp di condizionare la scelta dell’utente, facendogli credere di dovere accettare le nuove condizioni (e cioè, la cessione dei propri dati) al fine di continuare a godere del servizio aggiornando le modalità di fruizione”. Lo ha annunciato il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, stamani tracciando il bilancio del suo settennato alla guida dell’Antitrust, nella relazione annuale al Parlamento. Soffermandosi sull’app di messaggistica, il presidente ha riferito come l’Autorità sia “intervenuta tanto per la presenza di clausole vessatorie nei contratti con l’utenza, delle quali ha ottenuto l’eliminazione, quanto per sanzionare una pratica commerciale aggressiva”. “È stato affermato il principio secondo cui un servizio, pur apparentemente gratuito, che però comporta la cessione di dati personali poi utilizzati a fini commerciali, implica l’esistenza di una controprestazione – la cessione dei dati – e pertanto costituisce un vero e proprio rapporto contrattuale soggetto alla disciplina di tutela del consumatore nei confronti delle pratiche commerciali scorrette”. L’Autorità ha aperto un procedimento, non ancora concluso, nei confronti di Facebook, cui si contestano “due possibili pratiche commerciali scorrette”: una per la carenza informativa, al momento della registrazione, circa l’uso dei dati personali degli utenti; l’altra per la modalità “aggressiva” con la quale l’operatore imposta la piattaforma, prevedendo in automatico la cessione e la condivisione dei dati con soggetti terzi, concedendo solo successivamente all’utente la possibilità di negare l’autorizzazione.

Codice Appalti: Libera, “preoccupante la decisione di istituire tavolo per revisione”

Thu, 2018-07-12 11:55

“È preoccupante la decisione del governo di istituire un tavolo per una revisione del Codice degli appalti, settore di intervento pubblico tra i più esposti al rischio di corruzione e infiltrazioni mafiose”. È quanto afferma Libera, in una nota nella quale commenta l’ipotesi di revisione del Codice degli appalti. “Varato appena due anni fa, il nuovo Codice – si ricorda nella nota – mira a restituire centralità alla Pubblica amministrazione nella progettazione dei lavori, limita il ricorso al massimo ribasso e ai subappalti, rafforza i meccanismi di vigilanza preventiva dell’Anac su bandi e imprese”. Secondo Libera, “proprio quando si iniziano a superare le difficoltà di attuazione e il settore vede una ripresa degli investimenti, una paventata controriforma degli appalti farebbe di nuovo precipitare gli operatori nell’incertezza, col rischio di una nuova paralisi”. “Le anticipazioni – aggiunge l’associazione – parlano poi del possibile ritorno, dietro l’alibi di una presunta semplificazione, a un modello già sperimentato: la privatizzazione delle funzioni pubbliche, la delega in bianco a soggetti privati – i general contractors – della progettazione e gestione dei lavori, con le ditte appaltatrici che nominano e pagano i propri controllori. È lo schema della vecchia Legge-Obiettivo, un modello che si è già dimostrato fallimentare e criminogeno, col suo lascito di mazzette, progetti discutibili, lavori incompleti”. “Nessuna legge è intoccabile, ma trasparenza e responsabilità pubblica nella gestione degli appalti – ammonisce Libera – sono precondizione necessaria di qualsiasi cornice di regole, non si indeboliscano i presidi normativi contro le mafie e la corruzione”.

Commissione Ue: previsioni economiche, disoccupazione in calo, rischio dazi Usa. Moscovici, “guerre commerciali, solo vittime”

Thu, 2018-07-12 11:49

(Bruxelles) “La crescita in Europa è destinata a rimanere resiliente, in un quadro caratterizzato dal proseguimento di politiche monetarie accomodanti e una disoccupazione in continuo calo”. Anche Pierre Moscovici, commissario per gli affari economici e finanziari, porta il suo commento alle Previsioni economiche intermedie. “La leggera revisione al ribasso della previsione rispetto alla primavera riflette l’impatto sulla fiducia delle tensioni commerciali e dell’incertezza politica nonché l’aumento dei prezzi dell’energia. Prevediamo che l’espansione continui nel 2018 e nel 2019, sebbene un’ulteriore escalation delle misure protezionistiche costituisca chiaramente un rischio di revisione al ribasso. Ricordiamoci che nelle guerre commerciali non ci sono vincitori, solo vittime”. Secondo la Commissione, i fondamentali “continuano ad essere solidi ma la crescita dovrebbe attenuarsi”; “restano intatte le condizioni fondamentali per una crescita economica duratura nell’Ue e nella zona euro”. “A livello mondiale la crescita rimane solida, ma i tassi variano sempre più a seconda del Paese e della regione”.

Migranti: Msf, “oltre 600 morti nel Mediterraneo centrale nelle ultime 4 settimane mentre i governi europei bloccano l’assistenza umanitaria”

Thu, 2018-07-12 11:43

Oltre 600 persone, tra cui neonati e bambini, sono annegate o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale nelle ultime 4 settimane soltanto. Di questi, almeno 410 sono morti in acque internazionali tra Malta, Italia e Libia. Sono i numeri forniti oggi da Medici senza frontiere in una nota nella quale viene spiegato che “queste tragedie, che rappresentano la metà delle morti in mare nel 2018, sono avvenute mentre non c’erano più navi di soccorso delle organizzazioni non governative (Ong) attive nel Mediterraneo”. “Un mese fa – prosegue la nota – le autorità italiane hanno impedito alla nave Aquarius, gestita in collaborazione da Sos Méditerranée e Msf, di sbarcare 630 persone soccorse in mare. Altre navi umanitarie hanno subito blocchi e ostacoli da parte degli Stati europei”.
“Le decisioni politiche dell’Europa nelle ultime settimane hanno avuto conseguenze letali. È stata presa la decisione a sangue freddo di lasciare annegare uomini, donne e bambini nel Mediterraneo. È vergognoso e inaccettabile”, dichiara Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf. “Invece di ostacolare deliberatamente un’assistenza medica e umanitaria salvavita a persone in pericolo, i Governi europei devono attivare un sistema dedicato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale”.
Msf ricorda poi che “le navi umanitarie impegnate in acque internazionali tra Malta, Italia e Libia sono state accusate dai politici europei di essere un fattore di attrazione, ma i recenti eventi in mare dimostrano che le persone disperate continuano a fuggire dalla Libia indipendentemente dalla presenza di navi di soccorso”. “Quest’anno – aggiunge l’Ong – la Guardia Costiera libica supportata dall’Unione Europea ha intercettato finora circa 10.000 persone, portandole in centri di detenzione in Libia senza considerare le conseguenze per la vita e la salute di quelle persone. Delegare alla Guardia Costiera libica tutta la responsabilità della ricerca e soccorso nel Mediterraneo porterà soltanto nuove morti”.
Secondo Msf, “si avvicina il periodo del picco di partenze e salvare vite deve essere la priorità più urgente”. “Le Ong dovrebbero poter utilizzare i porti sicuri più vicini per le operazioni di soccorso, compresi sbarchi e rifornimenti”.
Per Sophie Beau, vicepresidente di Sos Méditerranée, “la decisione politica di chiudere i porti allo sbarco delle persone soccorse in mare, e la totale confusione creata nel Mediterraneo centrale, ha aumentato la mortalità sulla rotta migratoria più letale al mondo”. “L’Europa ha la responsabilità di queste morti sulla propria coscienza. I Governi europei devono reagire immediatamente e garantire che il diritto internazionale marittimo e umanitario, che prescrive l’obbligo del soccorso in mare, sia pienamente rispettato”.

Funerali card. Tauran: card. Sodano, “dedicò la sua vita al dialogo con tutti gli uomini di buona volontà”

Thu, 2018-07-12 11:42

“Le beatitudini illuminarono la vita del nostro caro fratello defunto come stelle luminose sul suo cammino”. Lo ha detto il card. Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, nell’omelia della messa esequiale del card. Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio del Dialogo interreligioso, concelebrata con diversi cardinali, stamani, presso l’altare della Cattedra della basilica vaticana. “Conservo un grato ricordo di questo confratello che ha servito la Chiesa di Cristo nonostante il peso della malattia”, ha aggiunto il porporato. Il card. Sodano ha testimoniato “lo spirito apostolico” del confratello. “Ne conserverò un grande ricordo per sempre e la grande figura di un sacerdote, di un vescovo e di un cardinale che dedicò la sua vita al servizio della Santa Sede, della Chiesa e al dialogo con tutti gli uomini di buona volontà”. Ad ascoltare le parole del card. Sodano, nella basilica di San Pietro, anche rappresentanti di altre confessioni religiose. Il porporato ha ricordato poi come “il cardinale Louis seguì la via del Concilio Vaticano II che nella costituzione Gaudium et Spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo ci dice che ‘siamo tutti chiamati a essere fratelli e perciò chiamati a una sola vocazione umana e divina. Senza violenza e senza inganno possiamo e dobbiamo lavorare insieme alla costruzione del mondo nella vera pace’. Così lavorò il nostro compianto cardinale Jean Louis”. Al termine della celebrazione, Papa Francesco ha presieduto, all’altare della Cattedra della basilica vaticana, il rito dell’Ultima commendatio e della Valedictio.

Commissione Ue: previsioni economiche, “crescita resiliente in un contesto di maggiore incertezza”. Pil 2018 al 2,1%

Thu, 2018-07-12 11:37

(Bruxelles) “L’attività economica europea resta solida, con una previsione di crescita del Prodotto interno lordo per quest’anno del 2,1% per la zona euro e l’Ue a 28. Tuttavia, la revisione al ribasso della crescita del Pil da maggio dimostra che un contesto esterno sfavorevole, ad esempio le crescenti tensioni commerciali con gli Usa, può erodere la fiducia e incidere negativamente sull’espansione economica”. È Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile per l’euro, commenta i dati delle Previsioni economiche intermedie di estate 2018, rese note oggi a Bruxelles. “I crescenti rischi esterni sono ancora un’ulteriore conferma della necessità di rafforzare la resilienza delle nostre economie nazionali e della zona euro nel suo insieme”. Dai documenti della Commissione emerge che “dopo cinque trimestri consecutivi di forte espansione, la ripresa economica ha frenato nel primo semestre del 2018 e in base alle stime attuali la crescita dovrebbe essere inferiore di 0,2 punti percentuali alla previsione di primavera sia nell’Ue che nella zona euro”. La crescita “dovrebbe riprendere un po’ di slancio nella seconda metà di quest’anno, in un contesto in cui le condizioni del mercato del lavoro migliorano, l’indebitamento delle famiglie cala, la fiducia dei consumatori resta alta e la politica monetaria continua a sostenere la ripresa”.

Piccoli Comuni: Pella (Anci), “sul personale percorso corretto ma insufficiente. Liberare risorse per sostegno dei servizi e degli investimenti”

Thu, 2018-07-12 11:27

“I piccoli Comuni restano la vera ossatura del Paese e del suo assetto amministrativo, ma sono anche i più penalizzati dalla riforma della contabilità finanziaria e dall’enorme mole di adempimenti burocratici richiesti, oltre che dai tagli degli scorsi anni e dalla riduzione del personale”. Così Roberto Pella, sindaco di Valdengo e vicepresidente vicario Anci, sul tema del personale degli enti locali che sarà tra gli argomenti principali della XVIII Conferenza nazionale Anci piccoli Comuni in programma domani a Viverone (Bi). “Il superamento delle limitazioni al turn over dal prossimo anno – afferma Pella – che rende possibile assunzioni pari al 100% della spesa del personale cessato nell’anno precedente, è un risultato importante, così come la definizione delle linee di indirizzo per la predisposizione dei fabbisogni di personale e lo svolgimento di procedure concorsuali con l’obiettivo di assicurare il reclutamento delle migliori professionalità”. “Il percorso tracciato e intrapreso è corretto, ma – segnala il vicepresidente vicario – ancora insufficiente, in particolare con riferimento al problema del ricambio generazionale che va più decisamente incentivato”.
“Rendere facoltativa per i piccoli Comuni la contabilità economico-patrimoniale e il conto consolidato – sottolinea Pella – consentirebbe inoltre di liberare energie per progetti a sostegno dei servizi ai cittadini e degli investimenti locali, rafforzando quei segnali di ripresa che provengono da molte aree del Paese”. “Vanno poi incrementate le risorse a sostegno della progettazione e quelle attualmente disponibili per il contributo diretto, anche attraverso il libero utilizzo dell’avanzo di amministrazione”, conclude.

Sport: Us Acli Roma, la parrocchia ortodossa vince il torneo “Giovanni Paolo II”

Thu, 2018-07-12 11:13

Sconfiggendo la parrocchia di San Basilio per 5-3 al termine di una combattutissima partita, la parrocchia ortodossa ha vinto la IX edizione del torneo interparrocchiale di calcio a 5 “Giovanni Paolo II”, promosso dall’Unione Sportiva delle Acli di Roma in collaborazione con le Acli di Roma e il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale, del Servizio diocesano per la Pastorale giovanile del Vicariato di Roma, del Comitato Regionale Coni Lazio e della Comunità Ebraica di Roma.
Nella finale dei playout, è stata invece la parrocchia di San Gelasio a battere l’Isola Solidale 8-6. Inoltre si è giocata anche quest’anno una speciale “Partita della pace” fra la squadra vincitrice della Coppa Fair-play, la parrocchia di San Gelasio, e una rappresentativa della Comunità Ebraica di Roma. “Un’iniziativa, giunta alla II edizione, che – si legge in una nota – ha voluto simboleggiare come lo sport sia un canale privilegiato per veicolare valori di condivisione, fratellanza e dialogo”.
La IX edizione del torneo ha visto la partecipazione di 20 squadre provenienti da tutti quartieri di Roma, specialmente quelli più periferici come Tor Bella Monaca, Rebibbia, Casilino e Casal de’ Pazzi. Hanno preso parte le parrocchie dei Santi Patroni d’Italia, S. Michele Arcangelo a Pietralata, S. Maria delle Grazie al Trionfale, S. Giuda Taddeo, S. Gelasio I Papa, S. Vigilio, Santa Maria Maddalena de’ Pazzi – Roma 84 Scout, S. Giuseppe al Trionfale, S. Maria Liberatrice, Santissimo Crocifisso, S. Maria del Carmelo, Ss. Fabiano e Venanzio, San Basilio e San Clemente oltre a quelle della parrocchia ortodossa, del Circolo Acli Ergo Sum, degli Ercolini di Don Orione e di due formazioni dell’Isola Solidale, struttura che accoglie detenuti a fine pena. Anche quest’anno ha rinnovato la sua presenza la squadra del Cas Casalino I.
“Come ogni anno – spiega Luca Serangeli, presidente dell’Us Acli Roma – il torneo delle parrocchie ha incarnato nella maniera migliore i valori positivi dello sport di cui la nostra città ha grande bisogno: solidarietà, correttezza, integrazione e lealtà”. “Per il secondo anno questo torneo è stata l’occasione per divertirsi, giocare, correre e soprattutto stare insieme”, commenta Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, per la quale “lo sport ancora una volta è un modello per abbattere barriere e pregiudizi che troppo spesso ci vorrebbero imporre dall’esterno”.
Secondo Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma, il torneo “rappresenta una buona pratica capace di favorire inclusione, incontro e integrazione”.

Mozambico: mons. Pizziol (Vicenza) e mons. Pavanello (Rovigo) in visita alla diocesi di Beira, “comunione tra Chiese sorelle”

Thu, 2018-07-12 10:56

Un’esperienza di “comunione tra Chiese sorelle”. Così il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol, in un’intervista rilasciata al settimanale diocesano “La Voce dei Berici” sulla visita pastorale che ha compiuto nella missione nella diocesi di Beira, in Mozambico, assieme al vescovo della diocesi di Adria-Rovigo, mons. Pierantonio Pavanello, e don Arrigo Grendele, direttore dell’Ufficio missionario. Sette giorni ricchi di incontri con i preti fidei donum, con i numerosi missionari vicentini presenti in quelle terre e con la gente del posto. “Desidero esprimere tutta la mia gratitudine al vescovo di Beira, mons. Claudio Dalla Zuanna, per l’accoglienza fraterna, per la condivisione delle gioie e delle fatiche della sua diocesi, a lui affidata oramai da tre anni”, afferma mons. Pizziol. Gli incontri sono stati quotidiani, “per dialogare insieme, per conoscere la realtà missionaria di Gorongosa distante più di 200 km da Beira, per riflettere insieme a una ventina di preti diocesani sull’esortazione apostolica di Papa Francesco, Amoris Laetitia”. In particolare, con i preti fidei donum “abbiamo riservato molto tempo all’ascolto, al dialogo e alla progettazione futura, tra noi vescovi di Adria-Rovigo, Vicenza, con don Grendele e i tre preti fidei donum (don Giuseppe, don Maurizio e don Davide)”. “Abbiamo insistito molto sulla condivisione tra le due diocesi e sulla fraternità tra preti, differenti per storia personale, per età, per carattere”, conclude il vescovo.

Migranti: Uecoop/Ixè, 21% italiani antisbarchi (+5% rispetto a 2017). Il 56% favorevole ma vuole regole

Thu, 2018-07-12 10:45

Crescono del +5% nell’ultimo anno gli italiani contrari agli sbarchi dei migranti. E’ quanto emerge dall’indagine Uecoop/Ixè in occasione del vertice di Innsbruck fra Roma, Vienna e Berlino sulla gestione dell’immigrazione. Un fenomeno che – spiega l’Unione europea delle cooperative – sta in parte polarizzando l’opinione pubblica nazionale con il 21% della popolazione che vorrebbe dei respingimenti a prescindere da tutto, mentre oltre la metà (56%) si schiera invece per una posizione più moderata che preveda quote di accesso e ridistribuzione negli altri paesi europei. Quello che diventa strategico – sottolinea Uecoop – “è però un sistema di accoglienza basato sulla collaborazione fra pubblico e privato per i gruppi di stranieri che vengono autorizzati a restare sul suolo italiano distribuendoli in piccole e medie strutture, più gestibili e controllabili, come chiede un’ampia maggioranza di italiani (62%)”. Una gestione che “non può prescindere dalla partecipazione del mondo cooperativo in grado di garantire personale ed esperienza attraverso il lavoro di 12mila cooperative sociali attive non solo nel settore dell’immigrazione, ma anche in quello dell’aiuto a disabili e anziani e nell’inserimento dei soggetti più svantaggiati”. E’ chiaro, conclude Uecoop, che “sono necessarie attente verifiche prima, durante e dopo, nei confronti di coloro, cooperative, società, hotel e gruppi di volontariato che si propongono di dare ospitalità ai migranti in modo da garantire trasparenza, efficienza e rispetto delle regole”.

Croazia: i giornali locali esultano. “Vatreni in finale, la nazione in stato di trance”. “Se Dio vuole, saremo campioni del mondo”

Thu, 2018-07-12 10:30

Una vittoria storica, quella della Croazia ieri sera a Mosca che ha battuto, nella semifinale dei Mondiali di calcio, la più quotata Inghilterra. Si tratta del miglior risultato sportivo per i “vatreni” (i focosi), soprannome del team di Zlatko Dalic: prima squadra balcanica e prima slava arrivata in finale. E dopo una lunga notte di festa che ha riempito le piazze e le strade della Croazia mentre le chiese suonavano le campane per la vittoria, i giornali locali esultano: “Siamo croati. I vatreni in finale, la nazione in stato di trance”, si legge sulla prima pagina di “Jutarnji list”. “Sarà una finale di fuoco”, afferma invece il quotidiano di Spalato, “Slobodna Dalmacija”, alludendo al soprannome dei croati. “Tutta la Croazia vive solo per i vatreni”, continua Jutarnji list. Nell’editoriale Zdravko Reic afferma: “Ci sembrava impossibile rivivere le lacrime di gioia del ’98 (anno in cui la Croazia arriva in semifinale in Francia), ma questi ragazzi hanno superato tutte le aspettative”. Il tabloide “24 sata” invece apre con “Andiamo in finale, festa pazza per le strade, tutta la Croazia brucia” e riporta le parole del portiere Danijel Subasic “Croazia brucia ma non siamo ‘bruciati’, abbiamo ancora le forze”. I media croati lasciano molto spazio ai giornali inglesi che scrivono: “Ci avete rotto il cuore, farà del male a lungo”. Nel Novilist il commentatore Marko Cvijanovic afferma: “No, non avete sognato, questa notte la nuova generazione dei vatreni ha raggiunto le stelle”. E continua: “Oggi sono in tanti a giocare a calcio, ma solo la Croazia ha vinto. E come. Al 20° anniversario dal bronzo dei vatreni. Non è un caso. Sarà stato scritto da qualche parte”. E in tanti riportano le parole del ct Zlatko Dalic dopo la vittoria: “Se Dio vuole, saremo campioni del mondo”.

FCA: Melfi, sciopero contro acquisto di Cristiano Ronaldo. Mons. D’Urso (Consulta antiusura), “denaro investito nel pallone schiaffo ai poveri”

Thu, 2018-07-12 09:05

La consulta nazionale Antiusura al fianco dei lavoratori dello stabilimento automobilistico di FCA a Melfi, in provincia di Potenza, che ha indetto due giorni di sciopero per protestare contro l’acquisto del calciatore Cristiano Ronaldo da parte della Juventus, club che – come FCA – appartiene alla società d’investimento Exor. Lo segnala con una nota la Consulta, che ricorda le date dello sciopero: dalle 22 di domenica 15 luglio alle 6 di martedì 17. Per la Consulta Antiusura, “il mondo del calcio con il denaro che impegna nelle compravendita di calciatori dimostra di ignorare completamente le conseguenze della crisi economica che affligge il Paese”. “Di fronte a questa indifferenza appare più che giustificato lo sciopero di protesta dei lavoratori di FCA di Melfi, ai quali insieme a tanti altri sono chiesti continuamente enormi sacrifici – continua la nota -. La scandalosa quantità di denaro impegnata nel mondo del pallone è uno schiaffo ai poveri, a quanti cercano o hanno perso il lavoro e a quanti che con le proprie risorse non arrivano alla terza settimana del mese”. La Consulta afferma come “lo sport non può diventare uno dei tanti business, un tetto massimo agli stipendi di calciatori e dirigenti e alle compravendite va messo con rapidità prima che sia troppo tardi”. Appello del presidente, mons. Alberto D’Urso alle istituzioni: “Non possono ignorare queste problematiche di diseguaglianze socio-economiche che interessano i cittadini. Il risanamento dell’Italia passa anche attraverso il mondo del calcio che tutti vorremmo fosse popolato da persone comuni e non da privilegiati. Ci sarà qualcuno che doverosamente si sentirà chiamato ad approfondire questo problema alla luce di un’economia di comunione, di solidarietà e di sobrietà?”.

Ospedale Bambino Gesù: card. Parolin, per “sostenibiltà economica” essenziali “verifica risorse e processi di corretto finanziamento”

Wed, 2018-07-11 19:43

Il prossimo 19 marzo l’ospedale pediatrico Bambino Gesù compie 150 anni. Nel suo saluto, questa sera a Roma, alla presentazione del bilancio sociale e della relazione sanitaria e scientifica dell’anno 2017 del nosocomio, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha richiamato, tra l’altro, i “forti investimenti in atto per mantenere il livello di eccellenza”. “Sono fiducioso – ha aggiunto – che stiate portando avanti questo piano di sviluppo strutturale con prudenza e grande senso di responsabilità perché il percorso che avete deciso di intraprendere è aperto all’innovazione”, è “molto complesso e necessita di grandi risorse finanziarie”. Nel sottolineare l’importanza di tenere in “grande considerazione anche la sostenibilità economica”, Parolin ha affermato: “La continua verifica delle risorse e dell’andamento dei processi di corretto finanziamento sono essenziali per raggiungere gli eccellenti risultati” evidenziati nella relazione e nel bilancio sociale presentati quest’anno per la prima volta insieme.

Venezuela: vescovi, “laicato faccia sentire la sua voce ed entri nella vita politica”. Rafforzare iniziative di aiuto e solidarietà

Wed, 2018-07-11 19:33

La Parola di Dio ci assicura che “Dio è sempre a fianco del suo popolo, in special modo nelle ore più difficili”. Si richiamano al libro dell’Esodo i vescovi venezuelani nella terza e quarta parte dell’esortazione pastorale “Non temere, perché io sono con sono con te”, diffusa al termine dell’assemblea plenaria. Dopo aver fatto riferimento alla Parola, la Chiesa venezuelana precisa i contorni del suo attuale e futuro intervento nella vita sociale e nel portare aiuto ai bisognosi. “La Chiesa – si legge nell’esortazione – non pretende di sostituirsi, nel suo ruolo e nella sua vocazione, a coloro che si occupano di politica. Non aspira ad egemonizzare il panorama sociale e neppure a diventare forza di governo o di opposizione. Tuttavia, stimola il laicato, debitamente formato e cosciente dei suoi doveri e diritti di cittadinanza, a far sentire la sua voce e a intervenire attivamente nella competizione politica, con il fine che gli alti principi e valori che la fede cristiana ci trasmette siano vissuti anche in ambito pubblico e si traducano in azioni che guardano al bene comune”. In particolare, in una situazione così difficile, “incoraggiamo la società civile a offrire i propri talenti e capacità per ricercare soluzioni”. D’altra parte, proseguono i vescovi, “esortiamo le diverse organizzazioni della società civile e dei partiti politici a esigere la restituzione del potere sovrano al popolo, utilizzando tutti i mezzi previsti dalla nostra Costituzione (referendum consultivi, manifestazioni e altro)”.

Il documento prosegue con un invito alle forze armate a mantenersi “fedeli al giuramento fatto davanti a Dio e alla patria di difendere la Costituzione e la democrazia”. E nell’ultima parte ribadisce l’invito alla solidarietà, facendo presente che le diocesi e le varie istituzioni ecclesiali “hanno dato vita a una diffusa campagna di aiuto a coloro che sono più bisognosi, specialmente per quanto riguarda l’alimentazione e l’accesso ai medicinali”. Un’azione da “proseguire e rafforzare, con l’appoggio generoso di tanti fedeli”. Senza però dimenticare, come già ribadito altre volte, la necessità di una trasformazione strutturale della società venezuelana. I vescovi concludono l’esortazione con un invito a “non disarmarci mai di fronte alle sfide di un presente incerto e difficile. Al contrario, posta la nostra fiducia in Dio, rafforziamo le richieste a favore di giustizia e libertà”. Per animare la speranza, possono essere importanti anche eventi di religiosità popolare, oltre al concreto esercizio della prossimità e della carità.

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