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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 49 min ago

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “è bello vedere tanti ragazzi che vengono interrogandosi sul futuro e chiedendosi di che cosa debbano spogliarsi oggi”

Fri, 2017-10-13 14:37

“Una giornata di grande spessore culturale e spirituale è quella vissuta giovedì pomeriggio 12 ottobre al santuario della Spogliazione di Assisi dove nella prima parte dell’incontro Francesco Santucci ha illustrato le ultime ricerche sul palazzo vescovile, mentre nella seconda si è svolta la messa in ricordo di Carlo Acutis, il giovane milanese, già servo di Dio, morto prematuramente undici anni fa che è sepolto ad Assisi per il suo forte legame con la città” e a cui “è dedicato l’oratorio di Santa Maria Maggiore”. Lo ricorda un comunicato diffuso oggi dalla diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Nella Messa, il vescovo, mons. Domenico Sorrentino, ha messo in risalto la specialità del santuario della Spogliazione “che gli assisani devono sentire sempre più come casa loro, perché è qui che nasce tutto, prima ancora del francescanesimo. Il santuario della Spogliazione è il luogo della città che più appartiene agli assisani. È una perla dentro il santuario a cielo aperto che è la nostra Assisi ed io sono ben felice che le porte di casa mia siano sempre più aperte a tutti, residenti, turisti e pellegrini”. Nell’omelia ha poi ha puntato l’attenzione sulla figura del giovane Carlo che “aveva delle grazie speciali. Carlo si è innamorato di Assisi tanto da respirare la santità di Francesco. Questo giovane, la cui santità deve essere ancora dichiarata e riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa, viveva però questo suo stato di grazia nell’ordinario: era un ragazzo solare, gli piaceva giocare, andare in piscina qui ad Assisi, era poi un mago del computer ma che amava dire a tutti: ‘Il segreto della mia vita è Gesù’. Sono felice che l’oratorio di Santa Maria Maggiore sia stato dedicato a questo giovane, oltretutto è anche il Papa, nella lettera inviatami per l’inaugurazione del 20 maggio, ad aver messo in evidenza come questo luogo sia il santuario dove i giovani possono avere il loro discernimento”. Ed “è bello – ha concluso il vescovo – vedere tanti ragazzi che vengono interrogandosi sul loro futuro e chiedendosi di che cosa debbano spogliarsi oggi”.

Luciana Frassati: giovedì 19 ottobre il ricordo all’Istituto Sturzo di Roma a 10 anni dalla morte

Fri, 2017-10-13 11:42

A dieci anni dalla morte sarà ricordata a Roma Luciana Frassati, sorella del beato Pier Giorgio Frassati e moglie del diplomatico polacco Jan Gawronski. La sua figura e la sua opera saranno delineate giovedì 19 ottobre, alle 16, all’istituto Luigi Sturzo. Interverranno, tra gli altri, il vescovo di Ivrea, mons. Edoardo Cerrato, lo storico Franco Cardini, il poeta Elio Pecora, il giornalista Marcello Sorgi. “Mia madre è stata una delle grandi protagoniste del secolo scorso – dichiara il figlio Jan -. Rischiò la vita per aiutare i patrioti polacchi perseguitati dal nazismo, mantenendo i contatti fra loro e il governo in esilio di Sikorski, nascondendo esponenti della resistenza e trasferendo all’estero testimonianze dell’occupazione. Non a caso Walesa le ha conferito la più alta onorificenza polacca”.

Papa Francesco: a Santa Marta, vigilare per non cadere nella “mondanità”, che viene dal demonio

Fri, 2017-10-13 11:33

Solo Cristo crocifisso ci salverà dai demoni che ci fanno “scivolare lentamente verso la mondanità”, salvandoci pure dalla “sciocchezza” – di cui parla San Paolo ai Galati – e “dalla seduzione”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, a partire dal brano odierno del Vangelo di Luca,  in cui Gesù dice: “Se io scaccio i demoni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio”. Francesco ha esortato ad un esame di coscienza e a compiere le opere di carità, “quelle che costano”, ma che “ci porteranno a essere più attenti” e vigili affinché non entrino “furbi” personaggi, appunto i demoni. Il Signore, ha spiegato, “chiede di essere vigilanti”, per non entrare in tentazione: Per questo il cristiano è sempre “in veglia, vigila, sta attento”, come una “sentinella”. Il Vangelo parla della lotta tra Gesù e il demonio, di “alcuni” che dissero come Cristo avesse il “permesso di Belzebù” per farlo. Gesù non racconta una parabola, bensì “dice una verità”: quando lo spirito impuro “esce dall’uomo”, si aggira “per luoghi deserti”, cercando sollievo e, non trovandone, decide di ritornare da dove era venuto, dove abita l’uomo “libero”. Allora il demone decide di prendere “altri sette spiriti peggiori di lui”, in modo che anche la “condizione di quell’uomo” diventi “peggiore della prima”. Proprio la parola “peggiore”, ha evidenziato il Papa, ha “tanta forza” nel brano, perché i demoni entrano “in sordina”: “Incominciano a fare parte della vita. Anche con le loro idee e le loro ispirazioni – ha detto Francesco – aiutano quell’uomo a vivere meglio … e entrano nella vita dell’uomo, entrano nel suo cuore e da dentro incominciano a cambiare quell’uomo, ma tranquillamente, senza fare chiasso. È diverso, questo modo è diverso da quello della possessione diabolica che è forte: questa è una possessione diabolica un po’ ‘da salotto’, diciamo così. E questo è quello che il diavolo lentamente fa, nella nostra vita, per cambiare i criteri, per portarci alla mondanità. Si mimetizza nel nostro modo di agire, e noi difficilmente ce ne accorgiamo. E così, quell’uomo, liberato da un demonio, diventa un uomo cattivo, un uomo oppresso dalla mondanità. E questo è quello che vuole, il diavolo: la mondanità”. La mondanità, per il Papa,  è “un passo avanti nella ‘possessione’ del demonio”: è un “incantamento”, è la “seduzione”. Il demonio, infatti, è il  “padre della seduzione”, e quando entra “così soavemente, educatamente e prende possesso dei nostri atteggiamenti”, ha spiegato il Papa, i nostri valori “vanno dal servizio di Dio alla mondanità”. Così si diventa “cristiani tiepidi, cristiani mondani”, con una “mescolanza”, una “macedonia” – tra “lo spirito del mondo e lo spirito di Dio”. Tutto ciò “allontana dal Signore”. Per “non cadere” e per uscire da tale situazione, la tesi del Papa, occorre la vigilanza: “Vigilare significa capire cosa passa nel mio cuore, significa fermarmi un po’ ed esaminare la mia vita. Sono cristiano? Educo più o meno bene i miei figli? La mia vita è cristiana o è mondana? E come posso capire questo? La stessa ricetta di Paolo: guardare Cristo crocifisso. La mondanità soltanto si capisce dov’è e si distrugge davanti alla croce del Signore. E questo è lo scopo del Crocifisso davanti a noi: non è un ornamento; è proprio quello che ci salva da questi incantamenti, da queste seduzioni che ti portano alla mondanità”. Oltre all’esame di coscienza e alla preghiera, Francesco ha esortato a “farsi una frattura, ma non alle ossa: una frattura agli atteggiamenti comodi: le opere di carità. Io sono comodo, ma io farò questo, che mi costa. Visitare un ammalato, dare un aiuto a qualcuno che ne ha bisogno… non so, un’opera di carità. E questo rompe l’armonia che cerca di fare questo demonio, questi sette demoni con il capo, per fare la mondanità spirituale”.

Sud Sudan: padre Albanese, “non è solo una periferia geografica, ma soprattutto esistenziale”. È “una regione del mondo di cui si parla troppo poco”

Fri, 2017-10-13 11:27

“Il Sud Sudan non è solo una periferia geografica, ma soprattutto esistenziale. Si tratta di una regione del mondo assai dimenticata e di cui si parla troppo poco”. Lo ha detto padre Giulio Albanese intervenendo questa mattina alla presentazione del libro “Sud Sudan: Il lungo e sofferto cammino verso pace, giustizia e dignità”, scritto dal frate comboniano Daniele Moschetti. Il volume, presentato stamane nella sede di Radio Vaticana, si apre con un’introduzione di Papa Francesco ed è un reportage dettagliato della situazione dei diritti umani nel Sud Sudan, dilaniato da una guerra civile che dura ormai da quattro anni. Partendo dal testimonianza di Moschetti, padre Giulio Albanese ha voluto lanciare un messaggio chiaro: l’informazione va considerata sempre come la prima forma di solidarietà, “perché la comunicazione, soprattutto quella che riguarda i Paesi poveri, in fondo rappresenta una missione”. Secondo padre Albanese, “è curioso che in Italia la maggior parte delle testate giornalistiche si focalizzi soltanto sugli sbarchi e sulla cronaca nera, dimenticandosi quali sono le vere ragioni alla base del fenomeno migratorio. La verità – ha aggiunto il sacerdote – è che il sistema dei media non dà minimamente rilievo a cosa accade in Paesi come la Somalia, o il Sudan, dove si combattono guerre dimenticate e dove la povertà è enorme”. Padre Albanese ha infine elogiato il ruolo della comunità cristiane e della Chiesa nei territori africani, da lui definite “agenzie educative che possono aiutare a guardare al futuro con speranza”.

Salute: Forum sociosanitario cristiano, il 19 ottobre a Caserta un convegno per “umanizzare” la medicina

Fri, 2017-10-13 11:25

“Il Forum sociosanitario cristiano si batte da sempre per diffondere la cultura dell’umanizzazione della medicina. È evidente, infatti, che gli ammalati, se curati con competenza, accoglienza, ascolto, se seguiti bene e se ‘studiati’ attentamente per le loro patologie, possono andare più facilmente verso la guarigione, incorrendo in un numero minore di complicanze”. Ad affermarlo è Aldo Bova, presidente nazionale del Forum sociosanitario cristiano e primario emerito dell’Ortopedia dell’ospedale San Gennaro di Napoli, il quale aggiunge: “Nel campo della riabilitazione, in particolare, il rapporto amorevole tra medici e riabilitatori e pazienti è indispensabile per condurre soggetti fragili e deboli da una condizione di ridotta abilità ad una condizione di buona funzionalità”. “Stiamo avviando una capillare attività di sensibilizzazione in giro per l’Italia per ‘ricordare’ agli operatori del mondo della salute che i pazienti non sono numeri e non possono essere trattati come macchine da riparare in officina”, sottolinea il presidente Bova che annuncia l’iniziativa “Riabilitare con amore”, in programma giovedì 19 ottobre (ore 10.30) nell’auditorium della clinica Villa delle Magnolie in Castel Morrone (Ce). Previste le relazioni di padre Carmine Arice, superiore generale del Cottolengo e già direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute; di Vincenzo Saraceni, segretario nazionale Associazione medici cattolici italiani, e dello stesso Aldo Bova.

Colombia: congresso di riconciliazione. “La Chiesa ondamentale per il dialogo e per chiudere il capitolo della violenza”

Fri, 2017-10-13 11:16

“Il ruolo della Chiesa è fondamentale per il dialogo e per chiudere il capitolo della violenza” in Colombia. L’affermazione è stata condivisa ieri, a Bogotá – durante la seconda giornata del settimo congresso nazionale di riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana – da diversi attori internazionali e in particolare dall’ambasciatore della Norvegia in Colombia, Johan Vibe, e dal capo di gabinetto della missione di verifica dell’Onu in Colombia, Raúl Rosende. Vebe ha evidenziato il ruolo della Chiesa e in particolare della pastorale sociale nel cammino di riconciliazione: “La Chiesa sarà un aiuto fondamentale negli sforzi di dialogo per chiudere tutti i capitoli della violenza”, ha detto.
Rosende ha aggiunto: “La Chiesa ha una presenza radicata come nessun altro, nei territori più lontani, nei luoghi più remoti, in zone dove il conflitto è stato presente e pertanto dove la gente soffre di più”. Inoltre, “ha credibilità e legittimità, la gente ha fiducia in essa”.
I due relatori si sono mostrati preoccupati, mentre l’implementazione dell’accordo con le Farc prosegue lentamente, per le persecuzioni e le uccisioni di leader sociali e per la necessità di presenza dello Stato nei territori più colpiti dal conflitto con progetti di promozione all’educazione e alla salute. È stata anche sottolineata la fondamentale presenza della Chiesa nella verifica del cessate il fuoco bilaterale tra Governo e guerriglia dell’Eln.
Nel pomeriggio il dibattito è proseguito con seminari e tavole rotonde sui temi sello sviluppo integrale e dell’implementazione dell’accordo di pace. Diego Bautista, direttore dell’équipe di pace territoriale dell’Alto Commissariato per la pace ha segnalato che “lo Stato presenta ancora molte mancanze per poter avanzare nella realizzazione degli impegni, non solo verso le Farc, ma verso le comunità nelle periferie del Paese”. E ha poi messo in evidenza l’importanza che il cammino di pace si allarghi al maggior numero possibile di attori della società civile.
Mario Andrés Pineda, del progetto Barometro che sta verificando costantemente l’avanzamento del processo di pace, ha osservato che esso avanza negli aspetti concreti della cessazione del fuoco e del disarmo, ma la sfida del reinserimento e della sicurezza per le comunità, per gli ex guerriglieri e per i loro familiari è ancora una sfida da affrontare.

Cristiani perseguitati: Rapporto Acs, Mantovano e Monteduro “ideologia e estremismi, virus contrari alla libertà religiosa”

Fri, 2017-10-13 11:01

“Oggi vaste aree del mondo subiscono l’azione di due aggressivi ceppi virali, l’ideologia di alcuni Stati e gli estremismi di matrice politico-religiosa, entrambi contrari all’autentica libertà religiosa. Si tratta di virus che sopprimono la libertà di fede con leggi dello Stato (ogni riferimento alla sharia è voluto) e assalti terroristici (che insanguinano anche le strade d’Europa)”. Così Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, rispettivamente presidente e direttore di Acs-Italia, scrivono nella prefazione del rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana “Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017”, presentato oggi a Milano. Lo studio prende in esame tredici Paesi: Cina, India, Iraq, Pakistan, Siria, Sudan, Turchia, Egitto, Eritrea, Iran, Nigeria, Arabia Saudita e Corea del Nord. Concetti ribaditi anche durante la presentazione: “Ciò che realmente preoccupa – oltre alla presenza dei virus in sé, è la totale indifferenza per i ricercatori che dedicano la loro vita ad individuare ed affinare i vaccini. Questi ultimi esistono, ma non vengono considerati adeguatamente da chi, applicandoli, ridurrebbe le infezioni virali a semplici focolai”. Il vaccino, per Mantovano e Monteduro, è rappresentato dal “sostegno alle minoranze perseguitate direttamente nelle aree in cui soffrono. Se Acs lo garantisce attraverso la generosità dei suoi benefattori, governi e comunità internazionale avrebbero ben altri e più consistenti mezzi”. Citando l’Iraq, il presidente e il direttore di Acs ribadiscono la necessità, ora che il cancro rappresentato dall’Isis è stato “disarticolato militarmente”, di passare “alla terapia per ritrovare quella salute di cui si godeva prima della malattia”. Questa consiste nel riportare “le pacifiche comunità cristiane nei loro originari villaggi di Ninive e a Mosul”. Così facendo “ci vaccineremo dal virus dell’estremismo politico-religioso dello jihadismo. È talmente evidente la questione politica, con chiari riflessi sulla sicurezza e sulla pressione migratoria che giunge anche dal Medio Oriente, che non dovrebbe essere Acs a occuparsene, ma le Istituzioni stesse! Non stiamo ovviamente affermando – concludono Mantovano e Monteduro – che il mondo sarebbe perfetto, ma di certo non dovrebbe più fronteggiare un movimento islamista così virulento. Abbiamo fatto il caso dell’Iraq, ma il medesimo principio può essere applicato in ogni area in cui la libertà religiosa viene calpestata, indipendentemente dalla latitudine”.

Cristiani perseguitati: Rapporto Acs, “vittime di fondamentalismo, nazionalismo religioso e regimi totalitari”

Fri, 2017-10-13 11:00

Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana “Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017”, presentato oggi a Milano. Lo studio prende in esame tredici Paesi: Cina, India, Iraq, Pakistan, Siria, Sudan, Turchia, Egitto, Eritrea, Iran, Nigeria, Arabia Saudita e Corea del Nord. L’indagine, che si basa su ricerche sul campo effettuate da Acs, dimostra come “anche tra il 2015 e il 2017 i cristiani siano stati vittime del fondamentalismo, del nazionalismo religioso, di regimi totalitari e di violenze direttamente o indirettamente finanziate dall’Occidente, nonché dell’incapacità dei governi occidentali di porre un freno al genocidio in atto in Medio Oriente e non solo”. La ricerca denuncia “violazioni dei diritti umani fondamentali quali violenze, stupri, detenzioni illegali, processi iniqui, divieto di riunioni di carattere religioso e dell’espressione pacifica del credo religioso”.

I risultati principali del Rapporto mostrano che in Arabia Saudita “il Cristianesimo è illegale. Lo Stato sostiene di tollerare il culto privato dei non musulmani, ma le conversioni dall’Islam sono punite con la pena di morte”; in Cina “nuove norme hanno portato ad un maggior numero di chiese distrutte e croci rimosse. Le Chiese domestiche sono sotto crescente pressione affinché si conformino all’ideologia comunista o si sciolgano”; in Corea del Nord “i cristiani arrestati, considerati spie degli Usa, sono inviati automaticamente nei campi di internamento dove vengono uccisi o subiscono lavori forzati, torture, persecuzione, privazione di cibo, stupri, aborti forzati e violenze sessuali”; in Egitto “più di 100 cristiani sono morti in tre attentati a Tanta, Alessandria e Minya. Vi sono inoltre continui casi di copti uccisi da estremisti”; in Eritrea “misure ancor più repressive nei confronti dei cristiani, carcere per quanti si oppongono al crescente controllo governativo dei gruppi religiosi”; in India “drastico aumento degli attacchi anticristiani in seguito alle elezioni del marzo 2017. Nei primi mesi di quest’anno sono stati riportati 316 atti commessi ai danni dei cristiani”; in Iran “la Chiesa ha subito confische di terreni, rifiuti di visti e forme di sorveglianza e intimidazione”; in Iraq lo “Stato islamico ha cercato di eliminare il Cristianesimo nelle aree sotto il proprio controllo, facendo anche ricorso alla distruzione delle chiese e alle conversioni forzate”; in Nigeria “oltre all’azione di Boko Haram, un numero crescente di attacchi da parte dei pastori fulani ha devastato villaggi cristiani e ucciso molti fedeli. Rapporti della Chiesa locale indicano prove della complicità di governo locale ed esercito nella fornitura di armi e denaro agli estremisti”; in Pakistan “la discriminazione ordinaria ai danni dei cristiani è in aumento, nelle scuole (i libri di testo incitano all’odio verso le minoranze), sul posto di lavoro (molti cristiani svolgono le mansioni più umili) e in ambito giudiziario”. In Siria “sono emersi racconti agghiaccianti di atrocità genocidarie commesse da Isis tra il 2015-2017. Un numero sproporzionato di fedeli ha lasciato il Paese, fino a metà della popolazione cristiana”. In Sudan “la persecuzione ai danni dei cristiani è aumentata, le leggi di pianificazione edilizia sono utilizzate come pretesto per distruggere le chiese e gli edifici di proprietà dei cristiani, nel tentativo di schiacciare il Cristianesimo” e infine in Turchia dove “tra gli edifici confiscati dallo Stato anche 50 proprietà della Chiesa siro-ortodossa. Presenti indicazioni di una continua intolleranza che si concretizza anche nell’islamizzazione di storici siti cristiani, come ad esempio l’Hagia Sophia”.

G7: Coldiretti, “38 milioni di affamati in più nel 2016, nonostante i prezzi dei prodotti agricoli siano calati”

Fri, 2017-10-13 10:50

“La fame è aumentata nonostante si sia verificato un drastico calo dei prezzi dei prodotti agricoli che nel 2016 sono scesi al minimo dell’ultimo quinquennio per le principali materie prime ricomprese nell’Indice Fao”. Lo ha denunciato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che nel 2016 la fame ha toccato circa 815 milioni di persone, 38 milioni di persone in più dell’anno precedente, in occasione dell’apertura del mercato contadino di Campagna Amica al G7 agricolo a Bergamo nella zona sentierone dove sono presenti anche gli agricoltori terremotati. “Uno su tre nel mondo – sottolinea la Coldiretti – lavora in agricoltura o nella pesca con 2,5 miliardi di persone impegnate quotidianamente a sfamare il pianeta che molto spesso sono spinte loro stesse all’indigenza dalle quotazioni irrisorie”. Per gli altri “a pesare è il fatto che nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola – denuncia la Coldiretti – quelli al consumo rimangono alti con conseguenti difficoltà per i più poveri dove resta alta l’insicurezza alimentare tanto che l’11% della popolazione soffre la fame secondo la Fao”. Oggi è chiaro che “l’emergenza alimentare – sostiene la Coldiretti – non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perché questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e, con la chiusura delle imprese, destrutturano il sistema che non è più in grado di riprendersi anche in condizioni positive. Gli aiuti alimentari sono necessari, ma non bastano e occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove devono essere garantiti credito e investimenti adeguati, se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, e si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose”. “Occorre ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti, in Italia e nei Paesi più poveri” ha concluso Moncalvo, evidenziando che “è necessario lavorare sulla sovranità alimentare con politiche ed investimenti dei Governi volti a favorire la crescita delle agricolture dei diversi Paesi e regole commerciali rispettose e consapevoli del valore del cibo ma anche promuovere azioni di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole”.

Consiglio europeo dei giovani: Bruxelles, 100 delegati under 30 per discutere di lavoro, “stage non retribuiti” e “mondo digitale”

Fri, 2017-10-13 10:33

(Bruxelles) Si riunirà a Bruxelles dal 16 al 19 ottobre il Consiglio europeo dei giovani (Yec), la conferenza annuale cui partecipano circa 100 delegati provenienti da tutta l’Unione, per “discutere le politiche e gli affari europei dalla prospettiva giovanile” e “fornire un contributo utile per il processo decisionale dell’Ue”. Dallo Yec infatti escono ogni anno delle “raccomandazioni politiche innovative” su temi centrali dell’agenda del Consiglio europeo. Quest’anno i temi di confronto selezionati dall’associazione che organizza l’evento, la Young European Leadership, sono il mercato del lavoro e in particolare “la diffusa disoccupazione giovanile, gli stage non retribuiti e la mobilità sociale”; le “politiche europee che hanno impatto sugli affari interni degli Stati”, con una speciale attenzione al tema della crisi dei migranti e le questioni ad essa connesse; e infine, in linea con la priorità del semestre estone, il tema della “digitalizzazione e comunicazione”, dal punto di vista delle opportunità offerte dal crescente ruolo della tecnologia nella comunicazione delle idee ma anche del sempre più diffuso rischio di produzione e diffusione delle cosiddette “fake news”. Il Consiglio europeo dei giovani “non è un gioco di simulazione”, spiegano gli organizzatori: ai giovani partecipanti infatti è affidata la responsabilità, dopo il Consiglio, di diffonderne i risultati tra i parlamentari, i politici e gli esperti dei loro Paesi.

Famiglia Vincenziana: mons. Depalma, per immigrati occorre portare “non solo piatti di pasta, ma vera integrazione”

Fri, 2017-10-13 10:29

“Dal punto di vista delle politiche locali si fa poco: poca integrazione, poche politiche demografiche, poca giustizia sociale per italiani e stranieri, poco lavoro”, mentre “l’accoglienza sincera ha bisogno di accettare la sfida del lasciarsi visitare dalla diversità, imparando la grammatica antropologica dell’ascolto e dell’attesa”. Mons. Beniamino Depalma, arcivescovo emerito di Nola, ha parlato così del fenomeno migratorio, in occasione del Simposio per i 400 anni della Famiglia vincenziana in corso questa mattina, a Roma. “Notiamo quotidianamente che lo spazio per l’accoglienza, oggi, è posto nei confini della scuola, delle palestre, degli oratori ma ha perso, per lo più, i collegamenti con la vita ordinaria della comunità – ha sottolineato il presule -. Il confinamento suona come un’intollerabile separazione, come un carcere di cristallo, che c’è ma si nasconde nell’ordinarietà della vita consumata”. Secondo mons. Depalma, per superare questi steccati bisogna “creare antidoti alla paura dell’ospite, del visitatore, dello straniero”. L’arcivescovo emerito ha ribadito l’importanza di portare “non solo piatti di pasta, ma vera integrazione”. “Credo che l’assistenza materiale di cui si fanno carico in modo a volte contraddittorio lo Stato e in modo generoso gli enti caritatevoli siano altamente insufficienti. La vera sfida è un’integrazione che passa in primis attraverso gli incontri e le relazioni personali e senza pregiudizi, e in seconda analisi attraverso vere e proprie alleanze che comprendano parrocchie, scuole, associazioni, istituzioni”, ha osservato mons. Depalma. La via indicata in quest’ottica dall’arcivescovo è quella di “lavorare per alleanze e reti in cui ciascuno faccia la propria parte” e “promuovere l’integrazione delle nuove famiglie nella comunità, ponendo una specie di osservatorio delle nuove presenze in quartiere così da evidenziare i nuclei ospitati per poterli poi visitare, offrire loro un riferimento parrocchiale”.

Austria: Vienna, una App per scoprire orari delle messe e come raggiungere le chiese dell’arcidiocesi

Fri, 2017-10-13 09:59

L’arcidiocesi di Vienna ha lanciato la sua nuova applicazione per telefonini e tablet, “1000Kirchen” (1000 chiese): l’applicazione facilitata, chiamata smartchurch in gergo informatico, permetterà l’accesso ai servizi di oltre mille chiese e cappelle dell’arcidiocesi di Vienna che offre gratuitamente questo servizio agli utenti di internet mobile. Il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, durante la conferenza stampa di presentazione dell’App ha detto che “questa smartchurch per smartphone è veramente un servizio intelligente e di grande attualità per la Chiesa, per la gioia dell’incontro con Gesù Cristo nella santa messa”. E poiché le persone diventeranno sempre più mobili e connesse, secondo il cardinale “anche la chiesa dovrà diventarlo”. Nella grande offerta liturgica della città di Vienna e della parte orientale della Bassa Austria, che appartiene all’arcidiocesi, non è stato sempre facile tenere traccia delle informazioni locali, gli orari delle messe, le manifestazioni comunitarie, si legge nel comunicato pubblicato sul sito dell’arcidiocesi. Cliccando su una certa chiesa si arriverà alla schermata dei dettagli e si potranno visualizzare tutti i servizi inerenti al culto e anche le indicazioni stradali.
Nel 2016, 430.000 utenti hanno utilizzato il sito www.erziozese-wien.at con i servizi di telefonia mobile, ha spiegato Carl Rauch, amministratore delegato della società dei media dell’arcidiocesi di Vienna. Con l’applicazione “1000Kirchen”, disponibile per iOS e Android, il servizio cercherà di offrire dati sempre aggiornati e il più rapidamente possibile, anche con l’uso della tecnologia Gps. L’applicazione è stata sviluppata dal Webteam del servizio di pubbliche relazioni dell’arcidiocesi di Vienna in collaborazione con l’agenzia austriaca “Fluxguide”, leader internazionale nel settore.

Svizzera: Lugano, dopo sette anni domani riapre la cattedrale. Le origini risalgono al Medioevo

Fri, 2017-10-13 09:40

Domani, sabato 14 ottobre, dopo sette anni di difficili restauri, sarà riaperta al culto la Cattedrale di San Lorenzo di Lugano. La celebrazione eucaristica di domani, con la dedicazione dell’altare, sarà preceduta oggi da una cerimonia ufficiale di riapertura alla quale parteciperanno rappresentanti del mondo delle istituzioni cantonali, della Conferenza episcopale svizzera e delle istituzioni locali. Sarà presente anche il nunzio in Svizzera, l’arcivescovo Thomas Gullickson, in rappresentanza del Papa. Il vescovo di Lugano, mons. Valerio Lazzeri, presiederà la celebrazione eucaristica di riapertura e dedicazione dell’altare, che sarà trasmessa in diretta televisiva dalla Rsi- Televisione della Svizzera italiana sabato a partire dalla 9. Poiché è previsto un grande afflusso di fedeli da tutto il Canton Ticino, è stato allestito un megaschermo nei giardini vescovili. Secondo i dati diffusi dalla diocesi di Lugano, il costo del restauro è stato di 13,6 milioni di euro, raccolti principalmente con donazioni private e sovvenzioni pubbliche. La chiesa di San Lorenzo fu costruita nell’818 e fu sede di parrocchia. Nel 1078 divenne collegiata. Dal 1884 San Lorenzo divenne la sede dell’Amministrazione apostolica per il Ticino, da cui deriva la diocesi di Lugano, istituita da Papa Paolo VI nel 1971. Della chiesa romanica originaria restano oggi i pilastri e gli archi della navata, mentre i corali, e le navate laterali sono gotiche. L’altare maggiore e altri arredi sono invece barocchi.

Apparizioni a Fatima: Roma, oggi per chiusura centenario Messa a San Pietro con card. Comastri. Anche una processione promossa dall’Unitalsi

Fri, 2017-10-13 09:22

Oggi, in occasione della chiusura del centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima si terrà nella basilica papale di San Pietro una celebrazione presieduta dal card. Angelo Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano. Animerà la celebrazione il coro “Believe” diretto dalla soprano coreana, Mingi Ka. Prima della Santa Messa, alle ore 16, si terrà su via della Conciliazione, una grande processione promossa dalla Sezione romana-laziale dell’Unitalsi con la statua della Madonna di Fatima che fu benedetta da Papa Francesco all’inizio del suo Pontificato. Fu proprio questa icona della Vergine ad aprire le celebrazioni per il centenario della apparizioni lo scorso 12 ottobre 2016 e proprio per questo le chiuderà in San Pietro. Oltre all’Unitalsi saranno presenti anche i Cavalieri del Santo Sepolcro e la Banda della Gendarmeria Vaticana. Al termine della processione e prima della celebrazione si terrà la recita del Santo Rosario presieduta dal card. Comastri.
“Oggi – spiega Preziosa Terrinoni, presidente della Sezione romana-laziale dell’Unitalsi – chiuderemo in San Pietro un percorso durato un anno che ci ha visto protagonisti nel portare in tutte le diocesi del Lazio la statua della Madonna di Fatima, che, ci tengo a sottolineare, è stata acquistata dai malati assistiti dalla nostra Sezione. Fino all’11 novembre la nostra Associazione organizzerà ancora dei pellegrinaggi a Fatima. In particolare la nostra Sezione tornerà al santuario portoghese dal 3 al 7 novembre”. Info: www.unitalsi.it

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. California, si aggrava il bilancio degli incendi. Italia, la Camera ha approvato il “Rosatellum bis”

Fri, 2017-10-13 09:00

Stati Uniti: si aggrava il bilancio degli incendi in California. 31 morti, 400 dispersi e 25mila persone evacuate

È salito a 31 il numero dei morti a causa degli incendi che stanno devastando la California del Nord mentre sono ancora 400 le persone disperse. Si tratta del bilancio di vittime più grave nella storia degli incendi in California. Sono ben 8mila i pompieri al lavoro per cercare di domare i roghi, 17 quelli tuttora in corso – che ormai hanno interessato un’area complessiva di 700 chilometri quadrati. L’evacuazione di massa messa in atto in California ha ormai coinvolto 25mila persone mentre sono oltre 3500 le abitazioni e le strutture commerciali distrutte. Nella Bay Area di San Francisco, le autorità locali hanno deciso per oggi la chiusura delle scuole a causa della qualità dell’aria che ha raggiunto livelli di guardia.

Italia: approvata alla Camera la nuova legge elettorale. Ora il “Rosatellum bis” va al Senato

Con 375 voti favorevoli e 215 contrari, la Camera dei deputati ha approvato ieri sera, alle 21.15, la nuova legge elettorale. Dopo il via libera alla fiducia sui primi tre articoli, il “Rosatellum bis” ha passato così anche l’ostacolo del voto segreto finale nonostante siano stati oltre 60 i franchi tiratori: le forze politiche favorevoli alla nuova legge, infatti, potevano contare sui voti di 441 deputati. La riforma elettorale passa ora alla discussione del Senato della Repubblica. Dopo l’esame della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, la legge potrebbe essere in aula già tra una decina di giorni.

Spagna: ieri festa nazionale con l’ombra della Catalogna. Scontri a Barcellona

L’ombra della minaccia indipendentista della Catalogna ha segnato ieri le celebrazioni della festa nazionale spagnola. Alla tradizionale parata militare di Madrid, erano presenti il re Felipe VI, il premier Mariano Rajoy, i rappresentanti del governo centrale e di tutte le regioni, tranne quelli di Catalogna e Paesi Baschi. Nelle stesse ore, a Barcellona, oltre 60mila “unionisti” sono scesi in piazza contro la secessione e a difesa dell’unità nazionale. Non sono mancati momenti di tensione. In tutta la regione molti Comuni e tantissimi esercizi commerciali sono rimasti aperti per manifestare contrarietà alla festa nazionale spagnola della “Hispanidad”, ritenuta un’imposizione di Madrid. Entro lunedì mattina il presidente catalano Puigdemont dovrà chiarire se ha effettivamente dichiarato o meno l’indipendenza e avrà tempo fino a giovedì per cambiare idea prima che Rajoy chieda al Senato di applicare l’articolo 155 della Costituzione che prevede il commissariamento della Catalogna.

Europa: l’uragano Ophelia minaccia il Vecchio Continente. Probabile arrivo su Irlanda e Gran Bretagna tra domenica e lunedì

Attualmente localizzato a Sud delle isole Azzorre, l’uragano tropicale Ophelia minaccia l’Europa anche se la sua è una traiettoria ancora incerta. La decima tempesta tropicale di stagione nei Caraibi si è rafforzata fino a diventare un uragano classificato di categoria 2 con venti a 135 chilometri orari. A trent’anni dalla tempesta “Great Storm” – che tra il 15 e 16 ottobre 1987 devastò l’Inghilterra meridionale, oltre a scagliarsi su Francia, Belgio e Norvegia – Ophelia dovrebbe passare domenica al largo di Portogallo e Galizia per dirigersi verso l’Irlanda e Inghilterra dove dovrebbe manifestarsi lunedì con intense precipitazioni, forti raffiche di vento, mareggiate e inondazioni delle aree costiere. Forse Galles e Scozia dovrebbero essere interessate prima che Ophelia concluda la sua corsa verso le coste norvegesi a metà della prossima settimana. Essendo di bassa intensità non sono previsti danni molto ingenti.

Medio Oriente: accordo tra Hamas e Al-Fatah per riconciliazione palestinese

È sempre più vicina la riconciliazione palestinese. Il movimento islamista Hamas e Al-Fatah, il partito del presidente Abu Mazen, hanno trovato l’intesa nel corso degli incontri al Cairo. L’accordo è arrivato dopo 2 giorni di negoziati, svoltisi con la mediazione dell’Egitto. Al-Fatah e Hamas hanno combattuto una guerra civile a Gaza nel 2007, che ha consentito al movimento legato ai Fratelli musulmani di prendere il controllo della Striscia per dieci anni. L’intesa prevede un governo congiunto di tutti i Territori e il ritorno dei funzionari dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) a Gaza. E se centinaia di palestinesi sono scesi in piazza festanti a Gaza city e Ramallah, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha subito chiarito che non tratterà con un governo di unità palestinese che non riconosca Israele, non sciolga l’ala militare di Hamas e non tagli i legami con l’Iran.

Cultura: Usa e Israele annunciano il ritiro dall’Unesco

Gli Stati Uniti hanno annunciato ieri il loro ritiro dall’Unesco, organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura che promuove il patrimonio culturale mondiale. Sotto accusa, per Washington, alcune prese di posizione definite “antiisraeliane”, come quella di aggiungere alla lista dei siti Unesco protetti la città vecchia di Hebron, nella Cisgiordania occupata. Contestualmente, il premier israeliano Benyamin Netanyhau ha dato mandato di “preparare l’uscita di Israele dall’Unesco in parallelo con gli Usa”. La decisione degli Stati Uniti – che continuerà ad annoverare 23 siti patrimonio dell’umanità – entrerà in vigore il 31 dicembre 2018: da quel momento diventeranno un osservatore permanente. “Mi rammarico profondamente per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’Unesco”, ha affermato in un comunicato la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova. Già dal 2011, quando la Palestina divenne membro dell’organizzazione dell’Onu, gli Usa hanno cessato di finanziare l’Unesco.

Notizie Sir del giorno: Papa su cristiani orientali vittime di “persecuzioni e diaspora”, nuovo responsabile Lev, al via il Festival della missione, corruzione

Thu, 2017-10-12 19:30

Papa Francesco: Messa a S. Maria Maggiore, nella terza guerra mondiale “a pezzi” cristiani orientali vittime di “persecuzioni e diaspora”

Cento anni fa, infuriava la prima guerra mondiale: oggi, nella terza guerra mondiale “a pezzi”, i cristiani delle Chiese orientali sperimentano ancora “persecuzioni drammatiche e una diaspora sempre più inquietante”. Con questo parallelo il Papa ha cominciato l’omelia nella basilica di Santa Maria Maggiore, presieduta oggi in occasione del centenario della Congregazione per le Chiese Orientali e del Pontificio Istituto Orientale. (clicca qui)

Fiera del libro di Francoforte: Mons. Viganò (SpC) annuncia il nuovo responsabile della Lev. È fra Giulio Cesareo

Alla Buchmesse di Francoforte mons. Dario E. Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede, visiterà domani 13 ottobre diversi stand, tra cui quello della Libreria Editrice Vaticana (Lev), “che ha un grande e nuovo impulso nei rapporti con moltissimi editori – precisa mons. Viganò -, e questo grazie anche alla presenza del nuovo responsabile della Libreria editrice vaticana, fra Giulio Cesareo, un giovane professore di Teologia, con un dottorato a Friburgo, la conoscenza di sei lingue e una grande dedizione al mondo della cultura” (clicca qui). Raggiunto dal Sir alla Fiera del libro di Francoforte, fra Giulio Cesareo commenta così la sua fresca nomina alla guida della Lev: “Sono molto grato al Santo Padre, a monsignor Dario E. Viganò e alla Segreteria di Stato per la fiducia che hanno dimostrato nei miei confronti affidandomi la responsabilità di guidare la Libreria editrice vaticana”. (clicca qui)

Festival della missione: al via oggi a Brescia il grande evento “Mission is possible”

(dall’inviata a Brescia) – Tutta la città è in fibrillazione per il grande evento che si apre oggi, per la prima volta, a Brescia: la prima edizione del Festival nazionale della missione “Mission is possible”, promosso dagli istituti missionari (Cimi), dalla Fondazione Missio e dalla diocesi di Brescia, prende il via questo pomeriggio con l’apertura dell’infopoint in via Zanardelli, in pieno centro, e con una Messa di accoglienza nella parrocchia di S. Alessandro, presieduta da mons Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia. (clicca qui)

Corruzione: Istat, vittime oltre 1,7 milioni di famiglie. Lazio al primo posto (17,9%)

Un milione 742mila famiglie (il 7,9% delle famiglie) ha ricevuto nel corso della vita richieste di denaro, favori, regali o altro, in cambio di servizi e agevolazioni; il 2,7% le ha ricevute negli ultimi tre anni, l’1,2% negli ultimi 12 mesi. È questo il dato principale che l’Istat rende noto oggi con il report “La corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie”. (clicca qui)

Cile: accolti a Santiago 66 rifugiati siriani. Card. Ezzati, “la lingua ci separa, ma abbiamo un idioma comune: il sorriso”. L’arcidiocesi impegnata nel programma di reinserimento

È stata la presidente della Repubblica cilena, Michelle Bachelet, a dare personalmente il benvenuto, all’aeroporto di Santiago, in una cerimonia di carattere privato, ai 66 rifugiati siriani (14 famiglie composte da 34 adulti e 32 bambini) giunti stamattina dal Libano, dopo un volo di 26 ore, alle 7,45 (ora locale). “Il nostro desiderio è che comincino poco a poco a lasciarsi indietro la paura, il dolore e l’incertezza. Sappiamo che vengono da una storia difficile; quello che vogliamo è che incontrino nel nostro Paese una terra che li riceve con amicizia, con buona volontà affinché possano ricostruire la loro storia e far crescere le loro famiglie, nella pace e nella sicurezza”, ha detto Bachelet, come si legge in un comunicato inviato dall’arcidiocesi di Santiago del Cile al Sir. (clicca qui)

Siria: Ospedale Bambino Gesù e Oms, un accordo per migliorare l’assistenza specialistica per bambini e adolescenti

Supporto al sistema sanitario della Siria per migliorare l’assistenza specialistica per bambini e adolescenti: è l’obiettivo dell’accordo di collaborazione tra l’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù che è stato firmato oggi nella sede del Gianicolo del nosocomio romano dalla presidente Mariella Enoc e da Elizabeth Hoff, rappresentante dell’Oms in Siria. (clicca qui)

Operai morti a Naro: card. Montenegro (Agrigento), “nessuna parola umana colma il vuoto che lasciano”

“In momenti come questi nessuna parola umana riesce a colmare il vuoto che lasciano questi nostri fratelli, morti improvvisamente e tragicamente, né tantomeno a dare consolazione. Per questo abbiamo bisogno di rivolgerci al Signore per sentire le sue parole e sperimentare la sua paternità soprattutto in una prova come quella che stiamo vivendo oggi”. Lo ha scritto l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, a Roma per motivi pastorali, nel messaggio di vicinanza e cordoglio per la morte di Francesco Gallo e Gaetano Cammilleri morti mentre stavano effettuando lavori di manutenzione agli impianti idrici della diga Furore di Naro. (clicca qui)

Papa Francesco: “l’esperienza di don Di Liegro susciti una dedizione sempre più piena alla causa degli ultimi e dei poveri per essere autentici apostoli della carità”

Thu, 2017-10-12 19:30

“L’esperienza di vita del generoso servitore di Cristo e della Chiesa susciti una dedizione sempre più piena alla causa degli ultimi e dei poveri per essere autentici apostoli della carità”. Papa Francesco ricorda così don Luigi Di Liegro, in un telegramma a firma del cardinal segretario di Stato Pietro Parolin, inviato al presidente della Fondazione internazionale a lui dedicata, padre Sandro Barlone, in occasione del 20° anniversario della morte del fondatore della Caritas di Roma. A leggerlo durante la Messa in memoria di don Di Liegro, celebrata questa sera dal vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, nella basilica dei Santi XII Apostoli, è stato proprio il presidente della fondazione. “Il Santo Padre – prosegue il telegramma -mentre chiede di pregare a sostegno del suo universale ministero invoca la materna protezione della Vergine Maria Salus Populi Romani e imparte di cuore all’eccellentissimo vescovo mons. Angelo De Donatis, a lei, presidente della Fondazione, ai componenti e a quanti sono riuniti attorno alla mensa della Parola e del Pane di vita l’implorata benedizione apostolica, estendendola volentieri alla signora Luigina (nipote di don Di Liegro ndr), ai familiari del defunto e a quanti sono convenuti a questa celebrazione”.

Avvenire: la prima pagina di domani 13 ottobre. Cristiani perseguitati, abbandono Unesco da parte di Usa e Israele, legge elettorale, crisi catalana

Thu, 2017-10-12 19:29

Una grande foto con la chiesa del Sacro Cuore di Parigi illuminata di rosso. È l’immagine che apre l’edizione di domani di Avvenire e che si riferisce all’iniziativa di “Aiuto alla Chiesa che soffre” per richiamare l’attenzione sulla persecuzione dei cristiani nel mondo. La stessa attenzione chiesta oggi dal Papa che ha sottolineato come non si possano chiudere gli occhi di fronte alle violenze perpetrate contro le chiese orientali.
A centro pagina in grande evidenza, poi, l’annuncio dell’abbandono da parte degli Stati Uniti e di Israele dell’Unesco, dopo le polemiche su Gerusalemme.
Ancora il tema della legge elettorale che oggi ha ricevuto l’ultima fiducia alla Camera e il voto segreto finale.
L’editoriale, a firma di Giorgio Ferrari, è dedicato allo strappo catalano e alle possibilità che oggi rimangono per una composizione pacifica e intelligente della crisi.

Don Di Liegro: mons. De Donatis (vicario Roma), “è stato un uomo contemporaneo, voce del nostro tempo, uno dei preti romani che hanno sofferto con la loro gente in periferia”

Thu, 2017-10-12 19:27

“L’esperienza di don Luigi continua a trasmettere appelli d’amore a tutti noi e continua a farci vivere la dimensione dell’amore che ha testimoniato”. Lo ha detto il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, durante l’omelia della Messa in memoria di don Luigi Di Liegro, nel 20° anniversario della sua morte, celebrata questa sera dall’arcivescovo ai Santi XII Apostoli. Nella basilica dei frati minori conventuali il fondatore della Caritas diocesana organizzava le celebrazioni eucaristiche in memoria del beato Oscar Romero. Nell’atrio oggi sono accolti gli sgomberati dall’edificio di via Curtatone. “A vent’anni della sua morte non riusciamo a fare una commemorazione, ma percepiamo il dono della sua vita ancora presente, una vita luminosa davanti la diocesi di Roma in cui ha operato e si è identificato”, ha sottolineato il presule. Mons. De Donatis ha richiamato due date fondamentali nella vita di don Di Liegro: l’11 e il 12 ottobre. “L’11 ottobre del ‘62 – ha aggiunto – si apriva il Concilio vaticano II. Quella data riassume bene la vita di don Luigi, uomo accogliente dell’appello ad asciugare le lacrime, a fare qualcosa, a entrare nella tristezza e nell’amarezza della vita altrui con lo spirito del Samaritano. Così alla luce del 12 ottobre può consegnare la sua vita al Signore risorto”. Ad ascoltare le parole dell’arcivescovo, diverse persone che hanno collaborato con don Di Liegro. A concelebrare anche mons. Guerino di Tora, presidente della Fondazione Migrantes e tra i suoi successori nella guida della Caritas di Roma. “Un aspetto importante nella sua personalità – ha affermato l’arcivescovo – è stata la sua convinzione di appartenenza profonda al presbiterio di Roma”. Mons. De Donatis ha ricordato anche l’aiuto offerto a tanti preti. “Quando l’ho conosciuto ero seminarista. Ho sempre toccato con mano il suo anelito di comunione e di missione. Don Luigi è stato un uomo contemporaneo, voce del nostro tempo, uno dei preti romani che hanno sofferto con la loro gente in quella periferia che si andava formando negli anni di crisi del dopoguerra”.

Diocesi: Agrigento, celebrata al cimitero di Piano Gatta la Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione

Thu, 2017-10-12 19:26

È stata celebrata ieri, mercoledì 11 ottobre, al cimitero di Piano Gatta di Agrigento, dove sono sepolti alcuni dei migranti morti nel naufragio del 3 ottobre del 2013 a Lampedusa, la Giornata in memoria delle vittime delle migrazioni. Presenti all’incontro ecumenico e interreligioso, organizzato dal Centro per la missione dell’arcidiocesi di Agrigento, il cappellano del cimitero, don Gioacchino Scimè, gli Imam agrigentini Yassim Arbache e Mayoub Djaoud in rappresentanza della Ucoi e l’Imam Youssuf abd-al-di Dispoto per la Coreis, il parroco ortodosso di Canicattì, padre Daniel Bacauanu, oltre all’assessore all’integrazione del Comune di Agrigento, Gerlando Riolo, diversi sacerdoti e seminaristi dell’arcidiocesi di Agrigento e un centinaio di cittadini. Il settimanale diocesano agrigentino “L’Amico del popolo” ha realizzato un video del momento di preghiera.

Ai piedi delle cappelle cimiteriali dove sono stati sepolti più di 80 migranti morti nel Mediterraneo in questi ultimi anni, i partecipanti sono stati invitati a deporre un piccolo lumino acceso. Collettivo l’appello a che non ci siano “mai più morti nel Mediterraneo, mai più morti nel deserto, mai più torture, mai più sfruttamento, mai più guerre fomentate per avere le materie prime, mai più ‘ruberie’ nel sud del mondo, mai più respingimenti”.

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