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Dialogo interreligioso: messaggio per Deepavali, “rispetto per gli altri è antidoto a intolleranza”

Mon, 2017-10-16 11:46

“Riflettere su come cristiani e induisti possono insieme far crescere il rispetto reciproco tra le persone – andando oltre la tolleranza -, per preparare un’era più pacifica e armoniosa per ogni società”. È questo l’obiettivo della festa di Deepavali, celebrata da tutti gli Indù e in programma il 19 ottobre. Lo spiega il Pontificio Consilio per il Dialogo Interreligioso, in un messaggio sul tema “Cristiani e Indù: oltre la tolleranza”. Il testo, firmato dal presidente, il card. Jean-Louis Tauran, e dal segretario, mons. Miguel Ayuso Guixot, è stato inviato anche in lingua hindi. Nel messaggio, che parte dal dato dell'”impennata dell’intolleranza, causa di violenza in tante parti del mondo”, si fa notare che “la tolleranza comporta certamente apertura e pazienza con gli altri, riconoscendo la loro presenza in mezzo a noi”, ma “non basta, se dobbiamo operare per una pace duratura e una vera armonia”: “Servono pure un vero rispetto e attenzione alla diversità delle culture e delle usanze delle nostre comunità, che contribuiscono a loro volta alla salute e all’unità della società nel suo insieme”. “Considerare come una minaccia all’unità il pluralismo e la diversità conduce tragicamente all’intolleranza e alla violenza”, il monito del messaggio, in cui si afferma che “il rispetto per gli altri è un antidoto importante all’intolleranza, perché manifesta verso la persona e la sua innata dignità un autentico apprezzamento”. “Alla luce della nostra responsabilità verso la società, per far crescere questo rispetto, si deve dimostrare stima per le diverse usanze e pratiche sociali, culturali e religiose, nonché per il riconoscimento dei diritti inalienabili come il diritto alla vita o a professare e praticare la religione di propria scelta”, la proposta: “La via che devono percorrere le diverse comunità è dunque segnata dal rispetto. Mentre la tolleranza protegge semplicemente l’altro, il rispetto va oltre: favorisce la coesistenza pacifica e l’armonia per tutti. Il rispetto crea spazio per ogni persona e nutre in noi la sensazione di stare a proprio agio con gli altri. Invece di dividere e isolare, il rispetto ci consente di vedere le nostre differenze come un segno della diversità e ricchezza dell’unica famiglia umana”. In questo modo, come ha evidenziato Papa Francesco, “la diversità non sarà più vista come una minaccia, ma come fonte di arricchimento”. Per i responsabili religiosi e i credenti, come ha spiegato il Papa, tutto ciò comporta “il coraggio di accettare le differenze, perché chi è differente da me, culturalmente o religiosamente, non va visto e trattato come un nemico, ma accolto come un compagno di strada, nella genuina convinzione che il bene di ciascuno risiede nel bene di tutti”. Di qui la necessità di “andare oltre i confini della tolleranza” attraverso “la costruzione di una vera cultura del rispetto, capace di promuovere la risoluzione dei conflitti, la costruzione della pace e la vita armoniosa”. “Il rispetto per ogni persona, specialmente per quelli di culture e credenze diverse dalle nostre, che stanno in mezzo a noi”, la consegna finale per cristiani e induisti, “per costruire una società armoniosa e pacifica, in cui tutti sono rispettati e incoraggiati per cooperare all’unità della famiglia umana con il loro contributo unico”.

Università cattoliche: card. Bassetti, “solo autentica cultura della carità ” può “creare opportunità concrete per i giovani”

Mon, 2017-10-16 11:34

“L’Italia è una nazione ricca, anzi, ricchissima di talenti”, eppure “in quasi tutto il Paese – ma con maggiore gravità al Sud – questi talenti sono drammaticamente sprecati, ingiustamente inutilizzati e, in alcuni casi, amaramente costretti ad una nuova, silenziosa e dolorosa emigrazione. Questo è uno snodo cruciale: in Italia non riusciamo a valorizzare appieno i nostri talenti, pur avendoli formati quasi sempre in modo eccellente”. Lo afferma il cardinale presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, nel saluto ai partecipanti alla Conferenza internazionale della Federazione internazionale delle università cattoliche in corso da oggi al 18 ottobre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sul tema “Young people and Inequalities”. “Se i giovani talenti non danno frutto ci sono delle responsabilità tra gli adulti”, avverte il porporato. Questo è il grande rischio dell’Italia: “Per una grande mancanza di fiducia verso i giovani – e forse anche per un diffuso egoismo generazionale – il Paese sta rischiando di chiudere in una buca, non un solo talento, ma intere generazioni di ragazzi e ragazze meritevoli a cui però viene negata l’opportunità di mostrare le proprie capacità. Una mancanza di opportunità profondamente ingiusta che lede gravemente la dignità dei giovani e rende molto difficile ogni loro progetto di vita: a partire dal costruire una famiglia”. È forse venuto il momento, il monito di Bassetti, affinché “tutti gli uomini e le donne di buona volontà si impegnino a superare questa situazione di ingiustizia”, concretamente, “e non solo a parole, per la ricerca del Bene comune”, orizzonte concreto a cui tendere “di giustizia, di pace e di equità sociale”. Di qui l’invito a docenti e studenti a “cercare sempre l’incontro personale con l’altro” per costruire “autentiche reti di ‘solidarietà culturale’ come fattore decisivo per sostenere e diffondere una vera ‘cultura della carità’ nel Paese”. “Solo con un’autentica cultura della carità, diffusa e condivisa, si potranno creare, infatti, delle opportunità concrete per le giovani generazioni”.

Università cattoliche: card. Bassetti, odierna “questione sociale si basa anche su profonda crisi dell’umano e dell’umanesimo. Serve riflessione nuova”

Mon, 2017-10-16 11:32

“Nuovo umanesimo” e “talenti” sono, dopo “missione”, le parole chiave della riflessione offerta dal card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nel saluto ai partecipanti alla Conferenza internazionale della Fiuc (Federazione internazionale delle università cattoliche) che si è aperta oggi nella sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (fino al 18 ottobre) sul tema “Young people and Inequalities”. La prima, al centro del convegno ecclesiale di Firenze (2015), il cui “patrimonio di esperienze e di riflessione” andrebbe, secondo il porporato, “seriamente approfondito”, aiuta a “mettere in relazione fenomeni complessi come la bioetica e l’economia, la mobilità umana e la politica che troppo spesso vengono affrontati in maniera separata e che invece, a mio avviso, necessitano di una riflessione unitaria”. Da anni, fa notare Bassetti, “stiamo assistendo all’emergere di una nuova questione sociale nel mondo contemporaneo che investe tutti i campi dell’agire sociale e che si basa anche su una profonda crisi dell’umano e dell’umanesimo: due principi che sono alla base della civiltà europea e italiana”. Di qui l’interrogativo ai giovani e ai docenti: “Non è forse venuto il momento di sviluppare una riflessione nuova su questi temi? Una riflessione autentica che non si preoccupi certo di fornire delle risposte alla Chiesa, ma all’intera società italiana che sta vivendo questo ‘cambiamento d’epoca’ con un po’ di smarrimento e, mi sembra, con molta paura”.

 

 

Università cattoliche: card. Bassetti, “riscoprano propria missione”. Contro disoccupazione giovanile servono “immediate risposte concrete ed efficaci”

Mon, 2017-10-16 11:31

“È assolutamente drammatico” che nel mondo contemporaneo siano i giovani “a pagare il prezzo più alto delle disuguaglianze”. Esordisce così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nel saluto ai partecipanti alla Conferenza internazionale della Fiuc (Federazione internazionale delle università cattoliche) in corso da oggi al 18 ottobre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sul tema “Young people and Inequalities” (Giovani e disuguaglianze). In Italia, prosegue, “i dati sulla disoccupazione giovanile, soprattutto al Sud, continuano ad essere molto preoccupanti e necessitano di risposte concrete ed efficaci nell’immediato e non in un futuro indeterminato”. Con riferimento al Sinodo dei vescovi in programma nell’ottobre 2018 su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, Bassetti lo definisce “un’occasione irripetibile per fare luce in modo concreto e realistico sulla vita delle nuove generazioni senza cercare scorciatoie buoniste o moralistiche”. Tre gli spunti di riflessione sui quali si sofferma il presidente della Cei. Anzitutto “missione”, che per le università consiste nel “produrre e trasmettere il sapere di generazione in generazione” e per quelle cattoliche, come sosteneva p. Agostino Gemelli, “formare la classe dirigente cattolica per il Paese e per la Chiesa italiana”. Di qui l’invito del card. Bassetti a queste università ad essere “Chiesa in uscita” superando consuetudini, routine, sicurezze, e a “riscoprire la propria missione mettendo in gioco tutto se stessi. Senza paura e con coraggio”.

Germania: voto in Bassa Sassonia. Socialdemocratici al primo posto, Cdu arranca, Afd al 5%. I commenti dei giornali tedeschi

Mon, 2017-10-16 10:04

“La risurrezione di chi era dato per morto”, titola “Frankfurter Allgemeine” riguardo al successo dell’Spd alle elezioni in Bassa Sassonia. Ieri si è svolto l’importante test elettorale nel Land, con più di 6 milioni di elettori, e ha visto prevalere (si attendono i risultati definitivi) la Spd con il 37% dei voti, contro la Cdu con il 35%. All’Afd, che aveva avuto un ottimo risultato alle elezioni federali del 24 settembre, andrebbero poco più del 5% dei consensi. Si trattava di un voto importante anche in vista delle trattative per il governo nazionale, che Angela Merkel avvierà in settimana. In realtà, scrive “Frankfurter Allgemeine”, il merito è tutto di Stephan Weil, primo ministro della Bassa Sassonia, che ha “portato di nuovo i socialdemocratici sulla strada del successo”. Ciò detto, “la felicità non è perfetta” perché se è “chiaro il vincitore, non sono chiare le opzioni” del futuro governo regionale, dato che la precedente coalizione con i Verdi non ha raggiunto voti sufficienti per determinare la vita politica del Land. Ora “tutto dipende dall’Fdp” (Liberali). Perché “né i Verdi, né i cristiano democratici” della Cdu, secondo partito, “vogliono la Grande coalizione”. I Verdi “ne sarebbero fuori”, e con la Cdu “c’è una polarizzazione così forte come in nessun altro Bundesland”. Anche su “Zeit.de” c’è un “è ancora viva” a titolare un pezzo sull’Spd e sul suo leader Martin Schulz “salvato” da queste elezioni. Anche qui il merito è tutto di Weil che “ha ottenuto il miglior risultato dell’Spd in Bassa Sassonia dal 1998”.
“Die Welt” invece guarda alla Cdu e a quello che è stato definito il suo “risultato peggiore in Bassa Sassonia dal 1959”, anche se in realtà la Cdu non appare affatto come “un pollo spennato”. Sul “Welt” anche una dettagliata analisi dei voti rispetto alla tornata del 2013 e al voto del 24 settembre, rispetto al quale è soprattutto l’Afd (euroscettici e nazionalisti di ultradestra) ad aver perso voti. “Spiegel on line” si concentra invece sulla “maggioranza persa” di Spd e Verdi e sul fatto che “la Spd porta via più di 20 seggi alla Cdu” nel parlamento regionale della Bassa Sassonia. Altro dato che emerge dai sondaggi e torna non solo su Spiegel, che “l’Spd è riuscito a fare andare alle urne 167mila ex-non-elettori”.

Ilva: Zucchetta (Forum famiglie Taranto), “vicinanza a dipendenti e alle loro famiglie”

Mon, 2017-10-16 10:02

Il Forum delle associazioni familiari di Taranto, “insieme a tutte le realtà che ne fanno parte, attesa la situazione estremamente preoccupante dell’Ilva, manifesta la propria vicinanza ai dipendenti e alle loro famiglie, auspicando una soluzione che contemperi le esigenze di stabilità e di progresso”. È quanto afferma la vicepresidente provinciale del Forum delle associazioni familiari di Taranto, Emanuela Zucchetta, in una nota nella quale si ricorda che “sono circa 4mila gli esuberi paventati dalla Am InvestCo, la società capitanata da ArcelorMittal che ha acquisito l’Ilva”. Secondo il Forum, si tratta di “un numero esorbitante che ha provocato lo strappo con il Governo e l’annullamento del tavolo tra le parti previsto lo scorso 9 ottobre al Mise”. Ricordando che a Taranto e a Genova, gli operai sono scesi in piazza per difendere il proprio diritto al lavoro, avendo al loro fianco, oltre ai sindacati, le Regioni Puglia e Liguria, i due Comuni e gli arcivescovi delle città, il Forum rileva che “un segnale di apertura è giunto da Aditya Mittal, cfo di ArcelorMittal”, il quale ha dichiarato di voler “trovare una soluzione insieme a Governo, Istituzioni locali e sindacati per un futuro sostenibile di Ilva”.

Papa Francesco: alla Fao, “prestare ascolto al grido dei tanti nostri fratelli emarginati ed esclusi”. Serve “prevenzione”, non “corruzione” o “land grabbing”

Mon, 2017-10-16 10:00

Nell’elaborazione del “Pacto mundial para una migración segura, regular y ordenada”, in corso in questo momento in seno alle Nazioni Unite, occorre prestare ascolto “al grido di tanti nostri fratelli emarginati ed esclusi: ‘Ho fame, sono forestiero, nudo, malato, rinchiuso in un campo profughi'”. È la richiesta contenuta alla fine del discorso del Papa alla Fao. “È una domanda di giustizia, non una supplica o un appello di emergenza”, ha spiegato Francesco, secondo il quale “è necessario un ampio e sincero dialogo a tutti i livelli perché emergano le soluzioni migliori e maturi una nuova relazione tra i diversi attori dello scenario internazionale, fatta di responsabilità reciproca, di solidarietà e di comunione”. “Il giogo della miseria generato dagli spostamenti spesso tragici dei migranti – la proposta – può essere rimosso mediante una prevenzione fatta di progetti di sviluppo che creino lavoro e capacità di riposta alle crisi climatiche e ambientali”. “La prevenzione costa molto meno degli effetti provocati dal degrado dei terreni o dall’inquinamento delle acque, effetti che colpiscono le zone nevralgiche del pianeta dove la povertà è la sola legge, le malattie sono in crescita e la speranza di vita diminuisce”, ha fatto notare Francesco: le “tante e lodevoli iniziative messe in atto non bastano, è necessario e urgente continuare ad attivare sforzi e finanziare programmi per fronteggiare in maniera ancora più  efficace e promettente la fame e la miseria strutturale”. “Ma se l’obiettivo è favorire un’agricoltura che produca in funzione delle effettive esigenze di un Paese, allora non è lecito sottrarre le terre coltivabili alla popolazione, lasciando che il land grabbing continui a fare i suoi profitti, magari con la complicità di chi è chiamato a fare l’interesse del popolo”, la denuncia: “Occorre allontanare le tentazioni di operare a vantaggio di gruppi ristretti della popolazione, come pure di utilizzare gli apporti esterni in modo inadeguato, favorendo la corruzione, o in assenza di legalità”.

Papa Francesco: alla Fao, “fermare il ricorso alle armi di distruzione di massa è possibile”. Non si bloccano i migranti con “barriere”, serve “azione intergovernativa coordinata e sistematica”

Mon, 2017-10-16 09:57

“Fermare il ricorso alle armi di distruzione di massa è possibile”. Ne è convinto il Papa, che nel discorso alla Fao si è chiesto: “Tutti siamo consapevoli della capacità di distruzione di tali strumenti. Ma siamo altrettanto consapevoli degli effetti della povertà e dell’esclusione? Come  fermare persone disposte a rischiare tutto, intere generazioni che possono scomparire perché mancano del pane quotidiano, o sono vittime di violenza o di mutamenti climatici?”. “Si dirigono dove vedono una luce o percepiscono una speranza di vita”, ha fatto notare Francesco a proposito del fenomeno delle migrazioni forzate: “Non potranno essere fermate da barriere fisiche, economiche, legislative, ideologiche: solo una coerente applicazione del principio di umanità potrà farlo”. E invece – la denuncia – “diminuisce l’aiuto pubblico allo sviluppo e le istituzioni multilaterali vengono limitate nella loro attività, mentre si ricorre ad accordi bilaterali che subordinano la cooperazione al rispetto di agende e di alleanze particolari o, più semplicemente, ad una tranquillità momentanea”. Al contrario, per Francesco, “la gestione della mobilità umana richiede un’azione intergovernativa  coordinata e sistematica, condotta secondo le norme internazionali esistenti e permeata da amore e intelligenza. Il suo obiettivo è un incontro di popoli che arricchisca tutti e generi unione e dialogo, e non esclusione e vulnerabilità”. A proposito del dibattito internazionale su questo tema, che “divide quando si parla dei migranti”, il Papa ha affermato: “Vulnerabile è colui che è in condizione di inferiorità e non può difendersi, non ha mezzi, vive cioè una esclusione. E questo perché è costretto dalla violenza, da situazioni naturali o peggio ancora dall’indifferenza, dall’intolleranza e persino dall’odio”. Di fronte  a questa condizione, ha argomentato Francesco, “è giusto identificare le cause per agire con la necessaria competenza”, ma “non è accettabile, che per evitare di impegnarsi, ci si trinceri dietro a sofismi linguistici che non fanno onore alla diplomazia ma la riducono, da ‘arte del possibile’, a un esercizio sterile per giustificare egoismi e inattività”.

Portogallo: Viseu, quarto Incontro nazionale dei laici. “Il tempo della speranza”

Mon, 2017-10-16 09:45

Il 17 e il 18 novembre prossimi, nella città di Viseu, Portogallo, si svolgerà il “4º Incontro nazionale dei laici”, incentrato sul tema “Questo è il tempo per sperare con tutta la speranza, per lavorare per la giustizia e la pace, per ama-re le persone, per amarle una ad una”. L’iniziativa, promossa dalla Conferen-za nazionale delle associazioni di Apostolato dei laici (Cnal), inizierà nella serata del venerdì con un concerto di Samuel Úria dedicato ai giovani tra i 15 ed i 35 anni d’età. Nell’intera giornata successiva, invece, si susseguiranno cinque conferenze e una serie di ateliers dedicati ai “Mezzi, luoghi e tempo per la speranza, per la giustizia, la pace, e l’amore”. L’Incontro si concluderà con la celebrazione eucaristica nella cattedrale di Viseu. Il programma completo dell’evento può essere consultato nella pagina web: http://cnal.pt/4-o-enl-viseu/4-o-enl-programa-detalhado/

Papa Francesco: alla Fao, “cambiare rotta” introducendo nella cooperazione internazionale “la categoria dell’amore”

Mon, 2017-10-16 09:44

“Cambiare rotta”. E’ l’invito centrale del discorso del Papa alla Fao. “Di fronte all’aumento della domanda di alimenti è indispensabile che i frutti della terra
siano disponibili per tutti”, l’appello: “Per qualcuno basterebbe diminuire il numero delle bocche da sfamare e risolvere così il problema; ma è una falsa soluzione se si pensa ai livelli di spreco di alimenti e a modelli di consumo che sprecano tante risorse”. “Ridurre è facile, condividere invece impone una  conversione, e questo è impegnativo”, ha ammesso il Papa, che a questo proposito ha formulato una proposta precisa: “È troppo pensare di introdurre nel linguaggio della cooperazione internazionale la categoria dell’amore, declinata come gratuità, parità nel trattare, solidarietà, cultura del dono, fraternità, misericordia?”. “Queste parole – ha fatto notare Francesco – esprimono il contenuto pratico del termine ‘umanitario’, tanto in uso nell’attività internazionale”. “Amare i  fratelli e farlo per primi, senza attendere di essere corrisposto”, ha proseguito: “È questo un principio evangelico che  trova riscontro in tante culture e religioni e diventa principio di umanità nel linguaggio delle relazioni internazionali”. Di qui l’auspicio che “la diplomazia e le istituzioni multilaterali alimentino e  organizzino questa capacità di amare, perché è la via maestra che garantisce non solo la sicurezza
alimentare, ma la sicurezza umana nella sua globalità”. “Non possiamo operare solo se lo fanno gli altri, né limitarci ad avere pietà, perché la pietà si ferma agli aiuti di emergenza – ha puntualizzato il Papa – mentre l’amore ispira la giustizia ed è essenziale per realizzare un giusto ordine sociale tra realtà diverse che vogliono correre il rischio dell’incontro reciproco”. “Amare – ha spiegato Francesco declinando il verbo – vuol dire contribuire affinché ogni Paese aumenti la produzione e giunga all’autosufficienza alimentare. Amare si traduce nel pensare nuovi modelli di sviluppo e di consumo, e nell’adottare politiche che non aggravino la situazione delle popolazioni meno avanzate o la loro dipendenza esterna. Amare significa non continuare a dividere la famiglia umana tra chi ha il superfluo e chi manca del necessario”.

Austria: la “gioia” del futuro cancelliere Kurz, che esulta per i risultati elettorali. Le parole di Strache, Kern e Pilz

Mon, 2017-10-16 09:37

Il leader dei Popolari Sebastian Kurz, trionfatore delle elezioni tenutesi ieri per il Parlamento austriaco, dopo la conferma della sua vittoria da parte del Presidente della repubblica Alexander Van der Belle, ha manifestato “gioia e sopraffazione” – sorpresa all’ennesima potenza – davanti al successo della sua lista. Il 31enne Kurz ha ribadito che accetterà il mandato al Cancellierato con “responsabilità e grande umiltà”, manifestando all’elettorato austriaco “estrema gratitudine” per la “vittoria storica”. Il cancelliere uscente, il socialdemocratico Christian Kern, che guidava la Grosse Koalition assieme al Partito popolare austriaco (ÖvP) di Kurz, non ha voluto esprimersi su quali saranno le mosse future del SpÖ: i colloqui saranno “guidati da un senso di responsabilità”, anche davanti a una sostanziale soddisfazione per i risultati ottenuti, a fronte di sondaggi che presagivano una vera debacle per i socialdemocratici. L’altro vincitore delle elezioni parlamentari austriache è stato Heinz-Christian Strache, il leader del partito antieuropeista e xenofobo FpÖ (Partito austriaco della libertà), che forte dei probabili 50 deputati si propone a Kurz per governare insieme il Paese: “Parleremo con tutti”, ha annunciato, anche perché teme la continuazione dell’alleanza tra Popolari e Socialdemocratici, pur con una sostanziale mutazione della guida e della linea di Governo.
I Verdi non dovrebbero entrare nel Consiglio nazionale, fermi al 3,9% dei voti che non fa loro superare la soglia di sbarramento del 4%: “Per noi si tratta di una debacle seria, una sconfitta pesante e una grande delusione”, ha detto Ulrike Lunacek, la controversa leader del partito, giunto diviso alle elezioni. Dal 1986, è la prima volta che i Verdi non entrano in Parlamento, e nel 2013 ebbero più del dodici per cento dei suffragi. Peter Pilz, il verde uscito dal partito è invece riuscito a portare almeno 10 deputati con la sua lista personale, e conferma che attuerà un “controllo professionale” delle attività parlamentari.

Papa Francesco: alla Fao, “la fame non è una malattia incurabile”, no a “speculazione”

Mon, 2017-10-16 09:33

La fame non è “una malattia incurabile”. Lo ha detto il Papa, che nell’intervento alla Fao ha affermato che “qualunque discorso serio sulla sicurezza alimentare va messo in relazione col fenomeno delle migrazioni”. “È chiaro che le guerre e i cambiamenti climatici producono la fame”, ha ribadito Francesco: “Evitiamo dunque di presentarla come una malattia incurabile”. “Le recenti previsioni formulate dai vostri esperti – ha detto il Papa rivolgendosi ai suoi uditori – vedono un aumento della produzione globale di cereali, a livelli tali che permettono di dare maggiore consistenza alle riserve mondiali. Questo dato ci dà speranza e ci insegna che, se si lavora prestando attenzione alle necessità e al riparo di speculazioni, i risultati arrivano”. “Le risorse alimetari sono frequentemente esposte alla speculazione – la denuncia di Francesco – che le misura solamente in funzione del beneficio economico dei grandi produttori o in relazione alle stime di consumo, e non alle reali esigenze delle persone”. In questa maniera, per il Papa, “si favoriscono i conflitti e lo spreco, e aumenta il numero degli ultimi della terra che cercano un futuro lontano dai loro territori di origine”.

Papa Francesco: alla Fao, “conflitti e cambiamenti climatici” ostacoli principali. Appello per “disarmo graduale e sistematico”

Mon, 2017-10-16 09:20

“I conflitti e i cambiamenti climatici”: sono questi, per il Papa, i “due principali ostacoli” da superare, per cambiare il futuro delle migrazioni. “Il diritto internazionale – ha detto Francesco nel discorso alla Fao – ci indica i mezzi per prevenire i conflitti o risolverli rapidamente, evitando che si prolunghino e producano carestie e distruzione del tessuto sociale”. “Pensiamo alle popolazioni martirizzate da alcune guerre che durano decine di anni, e che avrebbero potuto essere evitate o almeno ridotte – l’esempio citato da Francesco – e che producono effetti tanto disastrosi e crudeli, come l’insicurezza alimentare e lo spostamento forzato delle persone”. “Ci vuole buona volontà e dialogo per porre fine ai conflitti e un impegno totale a favore di un disarmo graduale e sistematico, previsto dalla Carta delle Nazioni Unite, così come per rimediare alla funesta piaga del traffico delle armi”, l’appello del Papa. Quanto ai cambiamenti climatici, Francesco ha citato l’Accordo di Parigi, “dal quale, disgraziatamente, alcuni si stanno dissociando”, ha denunciato, stigmatizzando “la presunzione di controllare le risorse limitate del pianeta”. Di qui la necessità di “sforzarsi in favore di un consenso concreto e pratico, se si vogliono evitare gli effetti più tragici, che continuano a ricadere sulle persone più povere e indifese”. “Siamo chiamati ad adottare un cambio negli stili di vita, nell’uso delle risorse, nei criteri di produzione, perché il consumo che non rispetta gli alimenti comporta un aumento delle perdite e dello spreco”, ha ribadito Francesco: “Non possiamo accontentarci di dire: un altro lo farà”.

Papa Francesco: alla Fao, servono “azioni efficaci” per “diminuire il numero di coloro che soffrono la fame e controllare il fenomeno delle migrazioni forzate”

Mon, 2017-10-16 09:06

“Valorizzare la tecnologia al servizio dello sviluppo è certamente una strada da percorrere, a condizione che si concretizzi in azioni efficaci per diminuire il numero di coloro che soffrono la fame e per controllare il fenomeno delle migrazioni forzate”. Lo ha detto il Papa, nel discorso alla Fao, in cui ha messo in guardia da “impegni parziali” nell’ambito della cooperazione internazionale, che si limitano “solo agli aiuti di emergenza”. “Perfino le morti a causa della fame o dell’abbandono della propria terra sono una notizia abituale, con il rischio di provocare indifferenza”, il grido d’allarme di Francesco, secondo il quale occorre “percorrere nuove strade per trasformare le possibilità di cui disponiamo in una garanzia che permetta a ciascuna persona di affrontare il futuro con fondata fiducia, e non solo con qualche illusione”. “Lo scenario delle relazioni internazionali – ha affermato il Papa – manifesta una crescente capacità di dare risposte alle aspettative della famiglia umana, in primo luogo con il contributo della scienza e della tecnica, che studiando i problemi propongono soluzioni adeguate”. Questi nuovi strumenti, tuttavia, “non consentono di eliminare l’esclusione di gran parte della popolazione mondiale”, l’appello di Francesco: “Quante sono le vittime della distruzione, delle guerre, dei cambiamenti climatici. Quanti mancano del lavoro o dei beni necessari e si vedono costretti a lasciare la propria terra, esponendosi a molte e terribili forme di sfrttamento”.

Austria: nei titoli dei giornali il successo del popolare Kurz. “Nuovo cancelliere della svolta”

Mon, 2017-10-16 08:56

“Sebastian Kurz: nuovo cancelliere della svolta o ci sarà comunque il rosso-blu?”: per il “Kurier” la vittoria del 31enne leader del partito popolare Övp è chiara, ma una coalizione “nero-rossa”, cioè con i socialdemocratici dell’Spö “è dal punto di vista politico, relativamente improbabile”. “Lo scossone a destra in Austria, indicata dalla vittoria di Övp e Fpö”, il partito della libertà, di idee nazionaliste, che insieme sfiorano il 60%, è “un fatto”. L’altro dato è l’uscita dei Verdi dalla scena, in particolare a Vienna: dove “la vittoria rossa è dovuta soprattutto al crollo dei Verdi che in alcune circoscrizioni sono state letteralmente rimpiazzate dall’Spö, come a Neubau dove i Verdi hanno perso il 21% e la Spö è cresciuta del il 14%”. I giornali e i siti austriaci sono tutti concentrati sui risultati delle elezioni di ieri. “Der Standard” si concentra sui meriti dei due principali capolista, ciascuno con i propri: il popolare Kurz ha “condotto la migliore campagna elettorale dell’Övp”, seppure gli elettori hanno acquistato una nuova verniciatura”, una “confezione” con “relativamente poco contenuto”; eppure è riuscito a dare un risultato significativo “a un Övp già clinicamente morto”. Il socialdemocratico Kern invece “ha ottenuto un risultato superiore a quello atteso” e ha “continuato a lottare, anche se sembrava tutto inutile e i compagni dell’Spö cercavano già un successore”.
Quanto al nazionalista Heinz-Crhistian Strache, dell’Fpö, non ha dovuto “fare molto”, anche per “la dominanza dei temi esteri” nella campagna, motivo per cui “molti hanno scelto il Blu originale”, rendendo l’Fpö “forte quasi come ai tempi di Jörg Haider. Più forti le tinte sull’“Österreich” che parla di “terremoto” e di “trionfo” per Kurz, dei Verdi che “barcollano nel più grande disastro” e il cui ingresso in parlamento non è ancora chiaro. Mancano infatti i 750mila voti degli elettori via posta. Per il “Krone” un titolo euforico: “Kurz! La sensazione è perfetta” .

Migrazioni: Asgi, oggi a Roma convegno su “La chiusura della rotta libica”

Mon, 2017-10-16 08:45

È dedicato al tema “La chiusura della rotta libica. Le violazioni della Costituzione italiana e della Carta europea dei diritti dell’uomo” il convegno che si svolge oggi, lunedì 16 ottobre, a Roma, per iniziativa dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi). La giornata, organizzata in collaborazione con la Cgil nazionale, si svolge dalle 9.30 alle 17.30, presso la sala Giuseppe Di Vittorio della sede Cgil in Corso d’Italia. “La strage di esseri umani e l’incarcerazione di massa sono le prime conseguenze della chiusura della rotta libica”, si legge in una nota. “Come è stato possibile ridurre in maniera così massiccia il soccorso e lo sbarco dei migranti provenienti dalla Libia? Sono legittimi gli atti giuridici e i comportamenti di fatto del Governo italiano che hanno consentito una tale epocale riduzione? È possibile considerare giuridicamente responsabile il Governo italiano del trattamento riservato ai migranti dalla polizia libica dopo il loro arresto sulle acque internazionali da parte della guardia costiera libica?”. A queste domande si cercherà di dare risposta con gli interventi di rappresentanti ed esperti di Asgi, Cgil, Arci, Medici senza frontiere e Comitato verità e giustizia dei Nuovi Desaparecidos. Parteciperanno anche i giornalisti Domenico Quirico e Laura Secci e l’avvocato Piergiorgio Weiss, del Foro di Milano.

Papa Francesco: alla Fao, “maggiore responsabilità” per “garantire il diritto di ogni essere umano” all’alimentazione

Mon, 2017-10-16 08:41

Un appello per una “maggiore responsabilità a tutti i livelli, non solo per garantire la produzione necessaria o la equa distribuzione dei frutti della terra – questo dovrebbe darsi per scontato – ma soprattutto  per garantire il diritto di ogni essere umano ad alimentarsi secondo le proprie necessità, prendendo parte alle decisioni che lo riguardano e alla realizzazione delle proprie aspirazioni, senza essere costretto a separarsi dai suoi cari”. A rivolgerlo è stato il Papa, all’inizio del discorso – pronunciato in spagnolo – con cui ha aperto la plenaria della Fao, in occasione della celebrazione della Giornata mondiale dell’alimentazione, dedicata quest’anno al tema: “Cambiare il futuro della migrazione: Investire nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale”. “La celebrazione di questa Giornata dell’alimentazione – ha esordito Francesco, salutando i ministri dell’Agricoltura del G7 presenti in sala – ci ricorda quella del 16 ottobre del 1945 quando i governi, decisi ad eliminare la fame del mondo mediante lo sviluppo del settore agricolo, istituirono la Fao. Era quello un periodo di grave insicurezza alimentare e di grandi spostamenti della popolazione, con milioni di persone in cerca di un salario per sopravvivere alla miseria e alle avversità causate dalla guerra”. “Riflettere sula sicurezza alimentare nella mobilità umana significa tornare all’impegno con cui è nata la Fao, per rinnovarlo”, la proposta.

Filippine: card. Tagle (Manila), “dialogo con Duterte e corsi di formazione alle forze dell’ordine contro abusi”

Mon, 2017-10-16 08:31

Corsi rivolti alle forze dell’ordine per arginare gli abusi, programmi per la riabilitazione dei giovani tossicodipendenti, lezioni di violino ai ragazzi di strada per sottrarli alla criminalità, formazione nelle comunità di base. Così il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, racconta in un’intervista al Sir come ha scelto di contrastare, con il dialogo e proposte “proattive”, la “guerra alla droga” del presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, che ha prodotto migliaia di vittime da metà 2016 ad oggi, in maggioranza esecuzioni extragiudiziali, torture e abusi commessi dalle forze dell’ordine. “Sono stato 9 anni in seminario sotto la dittatura di Marcos, per me non è una cosa nuova – dice -. Anche se è stato un periodo duro, ho imparato in seminario il movimento della non violenza attiva. È una difficile disciplina interiore ma con determinazione si riesce”.

“Personalmente mantengo aperta una linea di comunicazione con il presidente – afferma il cardinale Tagle, che è anche presidente di Caritas internationalis -. Se c’è la possibilità vado direttamente al dialogo. Un’altra via è proporre programmi concreti”. Nell’arcidiocesi di Manila, ad esempio, è in corso in una parrocchia un programma per la riabilitazione dei giovani tossicodipendenti, in collaborazione con la polizia e l’ufficio del sindaco,  “con attività di counseling per le famiglie e la Caritas che aiuta nella ricerca di posti di lavoro o borse di studio. Usiamo un approccio positivo e proattivo”.  La risposta del governo è stata sorprendente: “Due settimane fa ho ricevuto un messaggio da un segretario del presidente Duterte: ha detto di essere molto interessato al programma della Chiesa e vuole sapere come le parrocchie vanno avanti”, confida il card. Tagle. Che ha avuto l’intuizione di convocare i generali e i capi delle forze dell’ordine coinvolti nella “guerra alla droga” e organizzare una formazione continua rivolta a poliziotti e militari. “Sono già tre i gruppi che hanno concluso la formazione”, ciascuno “composto da 80/100 militari e poliziotti di ogni ordine e grado, musulmani, protestanti e cattolici”.  Inoltre, un mese fa alcuni compagni d’università dell’arcivescovo hanno regalato decine di violini ai ragazzi di strada, sottraendoli alla criminalità a suon di lezioni di musica:  “Il mio sogno è che durante la prima messa della novena di Natale, nella cattedrale di Manila, possa suonare l’orchestra di violini dei ragazzi di strada”.

Papa Francesco: arrivato alla Fao, tra poco il discorso

Mon, 2017-10-16 08:27

Il Papa ha fatto il suo ingresso nella sala plenaria della Fao alle 9.15 circa, in occasione della celebrazione della Giornata mondiale dell’alimentazione, quest’anno dedicata al tema: “Cambiare il futuro della migrazione. Investire nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale”. Alle ore 8.45, al suo arrivo, è stato accolto  dal direttore generale della Fao, José  Graziano da Silva, e dall’Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli  Organismi delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao, Ifad, Pam), mons. Fernando Chica Arellano.  Nell’atrio è stata scoperta la scultura che il Santo Padre lascia in dono alla Fao. Poi il Papa ha tenuto un breve incontro, nella Sala Cina, con il direttore generale, con il direttore generale aggiunto, Daniel Gustafson, e con il capo del Gabinetto, Mario Lubetkin, alla fine del quale ha firmato il Libro d’Onore. Francesco si è quindi recato al secondo piano dell’edificio, dove nella Sala Caribe ha salutato il presidente del Madagascar, il ministro degli Esteri del Madagascar, il ministro dell’Agricoltura del Madagascar, il ministro dell’Agricoltura dell’Italia, il ministro dell’Agricoltura del Canada, il ministro  dell’Agricoltura della Francia, il ministro dell’Agricoltura degli Stati Uniti d’America, il  sottosegretario dell’Ambiente di Gran Bretagna, il segretario per l’Agricoltura di Germania, il  commissario europeo per l’Agricoltura, il commissario per l’Agricoltura dell’Unione Africana, il ministro degli Esteri del Messico, l’ambasciatore del Giappone alla Fao, il presidente del Fondo
Internazionale per lo Sviluppo Agricolo e il direttore esecutivo del Programma Mondiale
dell’Alimentazione. Arrivato nella sala plenaria, il Papa ha assistito alla proiezione del video sul tema della Giornata mondiale dell’alimentazione ed è stato salutato dal direttore generale della Fao. Poi il discorso di introduzione alla plenaria.

Austria: elezioni, vince il conservatore Kurz. Poi testa a testa fra socialdemocratici e ultranazionalisti. Il Paese vira a destra

Mon, 2017-10-16 08:17

Le elezioni per il Parlamento austriaco hanno un vincitore: Sebastian Kurz, ministro degli Esteri trentunenne, ha guidato il Övp (Partito popolare austriaco) alla vittoria dopo 15 anni, aggiudicandosi il 31,4% dei suffragi (si attende il dato definitivo dopo lo spoglio dei voti per corrispondenza) con la sua lista nominale “Sebastian Kurz – die neue Volkspartei”: la vittoria personale di Kurz è confermata dal dato elettorale, che ha visto i Popolari passare dal 20% dei consensi nel maggio scorso, al momento dell’inizio della crisi di governo in Austria, al risultato di ieri, con un aumento di oltre 11 punti percentuali. Kurz, il più giovane ministro degli Esteri europeo, si avvia a diventare il più giovane Cancelliere austriaco della storia. Saranno i 780mila voti per posta a decidere chi guadagnerà il secondo posto alle elezioni per il Consiglio nazionale austriaco tra lo FpÖ (Partito austriaco della libertà) guidato da Heinz Christian Strache, e lo SpÖ (Partito socialdemocratico) del cancelliere uscente Christian Kern, tutti e due attorno al 26%.
Scompaiono i Verdi (salvo miracolo del voto postale) che non superano la soglia dello sbarramento al 4% e che hanno pagato duramente una divisione interna sui temi principali della campagna elettorale: immigrazione, diritto d’asilo, lavoro ed Europa. Anche i Neo-liberali di Neos non superano la soglia che ammette al Consiglio nazionale, ma lo 0,4% che li tiene fuori dal Parlamento potrebbe essere colmato dai voti esteri. Inizia adesso la fase dei colloqui per la nuova compagine di Governo, con due possibilità per il nuovo Cancelliere Sebastian Kurz: confermare la Grosse Koalition con i socialdemocratici (ipotesi improbabile) o virare verso un governo euroscettico con i nazionalisti del Partito della libertà.

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