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Servizio Informazione Religiosa
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Terremoto in Messico: mons. Arizmendi (San Cristóbal), “lungo le coste in molti non hanno più nulla”

Wed, 2017-09-13 10:02

È salito a 90 il numero delle vittime del terremoto che ha colpito il Messico nella tarda sera di giovedì 7 settembre. La scossa dell’8,2 gradi della scala Richter, localizzata nel Pacifico, ha causato gravi danni soprattutto negli stati di Oaxaca (71 vittime) e Chiapas (15 vittime). Altre 4 vittime si contano nello stato di Tabasco. Sul sito della Conferenza episcopale messicana è apparso ieri un preciso resoconto di mons. Felipe Arizmendi, vescovo di San Cristóbal de las Casas. “Nella nostra diocesi le vittime sono state tre”, e le abitazioni distrutte sono sei, oltre ad una chiesa protestante. Ma a preoccupare è soprattutto, fuori dal territorio diocesano, la situazione lungo le coste del Chiapas e dell’Oaxaca, in particolare a Juchitán. In particolare in quelle zone, scrive mons. Arizmendi, “molte persone sono rimaste senza nulla”.
Nella diocesi di San Cristóbal de las Casas, che pure è stata meno colpita di altre, sono state danneggiate seriamente diverse chiese, a partire dalla cattedrale, che è pericolante per la situazione di alcune colonne”. Il vescovo si appella alla solidarietà di tutti per aiutare, attraverso la Caritas, le popolazioni più colpite.

Sinodo sui giovani: mons. Fabene (sottosegretario), “la Chiesa vuole accompagnarli perché siano felici”

Wed, 2017-09-13 09:55

“La Chiesa vuole accompagnare i giovani di oggi perché possano costruire la loro vita su scelte profonde, su solide basi, su grandi pilastri. Perché possano essere giovani felici e possano veramente contribuire all’edificazione del mondo e della Chiesa”. Lo afferma mons. Fabio Fabene, sottosegretario della Segreteria generale del Sinodo, che sta svolgendo a Roma un Seminario internazionale sulla situazione giovanile in preparazione alla XV Assemblea generale ordinaria prevista nell’ottobre del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Il sottosegretario spiega che il seminario vuole essere un’occasione per “ascoltare i giovani d’oggi”. “Vuole essere una fotografia dei giovani nel mondo di oggi, vuole esplorare alcuni aspetti dell’esistenza”, prosegue mons. Fabene. Per questo è “internazionale, multidisciplinare e intergenerazionale”. “Il Sinodo – rammenta il sottosegretario – riguarda tutti i giovani, come spesso ha ricordato il Papa. Tutti significa i giovani di tutti i continenti e in tutte le situazioni della vita. Non soltanto i giovani cattolici o cristiani, ma anche coloro che hanno abbandonato la pratica della fede”. Questo perché “la Chiesa è madre, quindi ha cura di tutti i suoi figli e particolarmente dei giovani perché sono il presente della Chiesa, della società e del mondo. E sono anche il domani, la speranza del mondo e della Chiesa”. Rispetto al discernimento vocazionale, mons. Fabene sottolinea l’importanza dell’impegno di accompagnamento delle nuove generazioni: “I giovani devono saper scegliere qual è la strada della loro vita per essere felici perché la felicità dipende dalla realizzazione delle proprie aspirazioni e nell’assumere il progetto che Dio ha per ciascuno di noi”.

Papa Francesco: udienza, “vicinanza” a vittime dell’alluvione di Livorno

Wed, 2017-09-13 09:44

“Rivolgo il mio pensiero ed esprimo la mia spirituale vicinanza a quanti soffrono a causa dell’alluvione che ha colpito il territorio di Livorno. Preghiamo per i morti, i feriti, per i rispettivi familiari e per quanti sono nella prova”. Sono le parole con cui il Papa ha concluso i saluti ai fedeli di lingua italiana, tradizionale momento di congedo dall’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro. Tra i gruppi di fedeli presenti, Francesco ha salutato in particolare l’associazione Opera Diocesana Assistenza di Firenze, accompagnata dal cardinale Giuseppe Betori: “La visita alle tombe degli apostoli sia occasione per crescere nell’amore di Dio affinché le vostre comunità siano luogo in cui si fa esperienza della misericordia verso il prossimo”. Poi la menzione della festa liturgica dell’Esaltazione della Croce, che si celebra domani, a cui il Papa ha fatto riferimento anche nel saluto ai pellegrini polacchi: “Ci ricorda che la via alla santità passa per la Croce. In questa prospettiva bisogna guardare ogni sofferenza: la malattia, le ingiustizie, la povertà e gli insuccessi”.

Papa Francesco: udienza, “fare il primo passo” è “avvicinarsi, chinarsi, toccare la carne del fratello ferito e abbandonato”

Wed, 2017-09-13 09:42

“Ciascun colombiano possa fare ogni giorno il primo passo verso il fratello e la sorella, e così costruire insieme, giorno per giorno, la pace nell’amore, nella giustizia e nella verità”. Si è conclusa con questo augurio la catechesi dell’udienza di oggi, durante la quale, di fronte a 13mila fedeli, il Papa ha ripercorso le tappe del suo viaggio in Colombia. “A Medellín la prospettiva è stata quella della vita cristiana come discepolato”, ha ricordato: “Quando i cristiani si impegnano fino in fondo nel cammino di sequela di Gesù Cristo, diventano veramente sale, luce e lievito nel mondo, e i frutti si vedono abbondanti”. “Uno di questi frutti sono gli Hogares, le Case dove i bambini e i ragazzi feriti dalla vita possono trovare una nuova famiglia dove sono amati, accolti, protetti e accompagnati”, ha proseguito Francesco citando la visita all’Hogar San Josè: “E altri frutti, abbondanti come grappoli, sono le vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata, che ho potuto benedire e incoraggiare con gioia in un indimenticabile incontro con i consacrati e il loro familiari”. Infine a Cartagena, la città di san Pietro Claver, apostolo degli schiavi, il “focus” è andato sulla promozione della persona umana e dei suoi diritti fondamentali: “San Pietro Claver, come più recentemente santa Maria Bernarda Bütler, hanno dato la vita per i più poveri ed emarginati, e così hanno mostrato la via della vera rivoluzione, quella evangelica, non ideologica, che libera veramente le persone e le società dalle schiavitù di ieri e, purtroppo, anche di oggi”, il tributo del Papa. “Fare il primo passo”, ha spiegato, “significa avvicinarsi, chinarsi, toccare la carne del fratello ferito e abbandonato. E farlo con Cristo, il Signore divenuto schiavo per noi. Grazie a Lui c’è speranza, perché egli è la misericordia e la pace”.

Giovanni XXIII: mons. Valentinetti (Pescara-Penne), “irrispettoso coinvolgerlo come patrono delle Forze Armate”

Wed, 2017-09-13 09:34

“Mi unisco all’appello di monsignor Ricchiuti e trovo come lui irrispettoso coinvolgere Papa Giovanni come patrono delle Forze Armate”. Così mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, commenta la proclamazione di san Giovanni XXIII come patrono dell’Esercito. L’arcivescovo, in sintonia con il presidente di Pax Christi, movimento che lui stesso ha guidato dal 2003 al 2009, definisce “un’assurdità l’accostamento tra la figura di Papa Roncalli e le forze armate, tra il Pontefice dell’Enciclica Pacem in Terris, che denunciò ogni tipo di guerra e invocò il disarmo, e l’esercito. Un’assurdità anche perché non rappresenta il ‘sensus fidei’ di tanti credenti che hanno conosciuto il Papa come l’uomo amorevole e il Pontefice finalmente vicino, anche fisicamente, alla gente”. Valentinetti ritiene che non “si possa giustificare questa operazione avviata nel lontano 1996 – continua l’arcivescovo – e per questo segnata da innumerevoli difficoltà e dubbi in seno ecclesiale, con il fatto che l’allora Giuseppe Angelo Roncalli rispose all’obbligo della leva in sostituzione del fratello. Si dimentica, però, che lo stesso Papa, in diverse lettere, descriveva l’esperienza da militare come traumatica, tanto che tornato a casa volle staccare dai suoi abiti e da se stesso tutti i segni del servizio militare. Ed ora cosa fanno? Gli ricuciono addosso una mimetica, inventando un presunto beneplacito della buonanima del card. Capovilla”. “Chi ha conosciuto però l’arcivescovo, tornato alla casa del Padre lo scorso anno, sa benissimo che mai avrebbe potuto tollerare una volontà tanto contraria al Papa che ha sostenuto e servito”.

Papa Francesco: udienza, Villavicencio “momento culminante”, “la pace è fondata sul sangue dei testimoni”

Wed, 2017-09-13 09:33

“La giornata dedicata in modo particolare al tema della riconciliazione, momento culminante  di tutto il viaggio, si è svolta a Villavicencio”, ha ricordato il Papa ripercorrendo, nella catechesi dell’udienza di oggi, il suo viaggio in Colombia. “La mattina c’è stata la grande celebrazione  eucaristica, con la beatificazione dei martiri Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, vescovo, e Pedro  María Ramírez Ramos, sacerdote; al pomeriggio, la speciale Liturgia di Riconciliazione, simbolicamente orientata verso il Cristo di Bocayá, senza braccia e senza gambe, mutilato come il suo popolo”, il racconto di Francesco ai 13mila fedeli presenti. “La beatificazione dei due martiri ha ricordato plasticamente che la pace è fondata anche, e forse soprattutto, sul sangue di tanti testimoni dell’amore, della verità, della giustizia, e anche di martiri veri e propri, uccisi per la fede, come i due appena citati”, ha affermato Francesco, che ha poi rivelato: “Ascoltare le loro biografie è stato commovente fino alle lacrime: lacrime di dolore e di gioia insieme. Davanti alle loro reliquie e ai loro volti, il santo popolo fedele di Dio ha sentito forte la propria identità, con dolore, pensando alle tante, troppe vittime, e con gioia, per la misericordia di Dio che si stende su quelli che lo temono”. “Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno”, ha detto il papa citando il Salmo 85, che “contiene la profezia di ciò che è avvenuto venerdì scorso in Colombia; la profezia e la grazia di Dio per quel popolo ferito, perché possa risorgere e camminare in una vita nuova. Queste parole profetiche piene di grazia le abbiamo viste incarnate nelle storie dei testimoni, che hanno parlato a nome di tanti e tanti che, a partire dalle loro ferite, con la grazia di Cristo sono usciti da sé stessi e si sono aperti all’incontro, al perdono, alla riconciliazione”.

Papa Francesco: udienza, “desiderio di vita e di pace negli occhi delle migliaia di bambini, ragazzi e giovani”

Wed, 2017-09-13 09:26

“La Colombia – come la maggior parte dei Paesi latinoamericani – è un Paese in cui sono fortissime le radici cristiane. E se questo fatto rende ancora più acuto il dolore per la tragedia della guerra che l’ha lacerato, al tempo stesso costituisce la garanzia della pace, il saldo fondamento della sua ricostruzione, la linfa della sua invincibile speranza”. Ne è convinto il Papa, che ripercorrendo durante l’udienza di oggi le tappe del suo ventesimo viaggio internazionale si è soffermato sulla storia del Paese dilaniato da oltre 50 anni di guerriglia: “È evidente che il Maligno ha voluto dividere il popolo per distruggere l’opera di Dio, ma è altrettanto evidente che l’amore di Cristo, la sua infinita misericordia è più forte del peccato e della morte”, ha affermato. “Questo viaggio è stato per portare la benedizione di Cristo, la benedizione della Chiesa sul desiderio di vita e di pace che trabocca dal cuore di quella nazione”, la testimonianza di Francesco: “Ho potuto vederlo negli occhi delle migliaia e migliaia di bambini, ragazzi e giovani che hanno riempito la piazza di Bogotá e che ho incontrato dappertutto; quella forza di vita che anche la natura stessa proclama con la sua esuberanza e la sua biodiversità”. “La Colombia è il secondo Paese al mondo per biodiversità”, ha poi ricordato a braccio. “A Bogotá ho potuto incontrare tutti i vescovi del Paese e anche il Comitato direttivo della Conferenza episcopale latinoamericana”, ha proseguito: “Ringrazio Dio di averli potuti abbracciare e di aver dato loro il mio incoraggiamento pastorale, per la loro missione al servizio della Chiesa sacramento di Cristo nostra pace e nostra speranza”.

Papa Francesco: udienza, “il cammino di riconciliazione è ormai avviato”, “continuità” con Paolo VI e Giovanni Paolo II

Wed, 2017-09-13 09:19

“In questo viaggio ho sentito la continuità con i due Papi che prima di me hanno visitato la Colombia: il beato Paolo VI, nel 1968, e san Giovanni Paolo II, nel 1986. Una continuità fortemente animata dallo Spirito, che guida i passi del popolo di Dio sulle strade della storia”. Con queste parole il Papa, durante l’udienza di oggi, ha ripercorso le tappe del suo viaggio in Colombia, il quinto in un Paese dell’America Latina. Al centro del suo ventesimo viaggio internazionale, come recita il motto “Demos El Primer Paso”, c’è stato il “processo di riconciliazione che la Colombia sta vivendo per uscire da mezzo secolo di conflitto interno, che ha seminato sofferenze e inimicizie, procurando tante ferite, difficili da rimarginare”. “Con l’aiuto di Dio il cammino è ormai avviato”, il bilancio di Francesco: “Con la mia visita ho voluto benedire lo sforzo di quel popolo, confermarlo nella fede e nella speranza, e ricevere la sua testimonianza, che è una ricchezza per il mio ministero e per tutta la Chiesa”. “La testimonianza di questo popolo è una ricchezza per tutta la Chiesa”, ha ripetuto a braccio il Papa.

Papa Francesco: udienza, “un popolo capace di fare bambini è un popolo che ha futuro”

Wed, 2017-09-13 09:13

Il popolo colombiano è “un popolo gioioso, tra tante sofferenze ma gioioso, un popolo che ha speranza”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, ripercorrendo durante l’udienza di oggi, davanti a 13mila fedeli, le tappe del suo viaggio in Colombia. “Una delle cose che mi ha colpito in tutte le città – ha proseguito Francesco sempre fuori testo – è la folla e, dentro la folla, i papà e le mamme con i bambini, che alzavano i bambini perché il Papa li benedicesse. Ma anche con orgoglio facevano vedere i loro bambini, come dicendo: ‘Questo è il nostro orgoglio, questa è la nostra speranza’”. “Un popolo capace di fare bambini, e capace di farli vedere con orgoglio, come una speranza, è un popolo che ha futuro, e questo mi è piaciuto tanto!”, ha esclamato il Papa ancora braccio, dopo aver espresso “un ringraziamento speciale al popolo colombiano che mi ha accolto con tanto affetto e tanta gioia”.

Ue: Juncker, Discorso sullo stato dell’Unione. Proposta: un unico ministro dell’economia per la zona euro

Wed, 2017-09-13 09:02

(Strasburgo) Nel suo Discorso sullo stato dell’Unione, Jean-Claude Juncker ha invocato un unico ministro dell’economia e delle finanze per la zona euro. Ha insistito sull’Unione dell’energia, sul mercato unico digitale, sull’Unione della difesa. Parlando delle riforme istituzionali e politiche necessarie per una nuova Ue, ha escluso un proprio secondo mandato alla Commissione, mentre ha proposto l’unificazione delle cariche di presidente della Commissione e del Consiglio europeo. Juncker ha definito il Brexit un “momento triste e tragico”, una scelta della quale si “pentiranno presto” gli stessi britannici. Ha concluso chiedendo all’Europa e agli Stati membri di “dare prova di audacia” per rispondere alle attese dei cittadini, per affrontare le sfide presenti e per “preparare un futuro comune” di benessere, equità e sicurezza. Al termine del discorso ampia parte dell’emiciclo si è alzato in piedi per un lungo applauso; nessun segnale di approvazione da euroscettici, destra e sinistra.

Ue: Juncker, Discorso sullo stato dell’Unione. Allargamento: stop alla Turchia. Salute: “i bambini devono essere vaccinati”

Wed, 2017-09-13 09:00

(Strasburgo) “Non ci possono essere in Europa lavoratori di seconda classe: stesso lavoro, stesso salario”: Jean-Claude Juncker nel suo Discorso sullo stato dell’Unione ha affrontato temi di politica interna ed estera, ha parlato di terrorismo e di migrazioni, ha sottolineato il buon momento di ripresa dell’economia e dell’occupazione in quasi tutti i Paesi Ue. Ha richiamato il valore delle vaccinazioni: “Non è possibile – ha detto – che dei bambini muoiano per malattie che dovrebbero esser scomparse”. E quindi: “In Romania e in Italia i bambini devono avere accesso ai vaccini senza condizione alcuna. Non ci devono essere morti evitabili nella nostra Europa”. Juncker si è espresso per la promozione di tre principi: libertà, parità e uguaglianza tra le persone, difesa dello stato di diritto. Ha chiesto di aprire le porte di Schengen a Romania e Bulgaria, mentre ha affermato che “la Turchia si allontana dall’Europa”. Ad Ankara “i giornalisti devono stare nelle redazioni, non in prigione”.

Papa Francesco: 13mila in piazza, una sosta per sorseggiare il “mate”

Wed, 2017-09-13 08:48

Papa Francesco è arrivato oggi in piazza San Pietro alle 9.30 e ha cominciato a fare il giro sulla papamobile in una soleggiata giornata romana. Ad attenderlo, 13mila persone provenienti da tutto il mondo: dalla Repubblica di San Marino alla Tunisia, dalla Svezia all’Australia passando per Indonesia, Sudafrica, Usa e Filippine. Molto nutrita anche la rappresentanza dei fedeli provenienti dal’America Latina, con in primo piano le bandiere bianco e azzurre dell’Argentina. Protagonisti, come sempre, i bambini, che Francesco ha baciato e accarezzato facendo fermare a più riprese la jeep bianca scoperta lungo il percorso.  Non è mancata una sosta per sorseggiare il mate, la bevanda tipica argentina da bere con la cannuccia. Appena sceso dalla papamobile, prima di compiere come di consueto l’ultimo tratto a piedi salendo la scalinata fino alla sua postazione al centro del sagrato, il Papa è tornato indietro verso le transenne per salutare un gruppo di fedeli africani che lo richiamavano a gran voce.

Ue: Juncker, Discorso sullo stato dell’Unione. Migrazioni, “rendo omaggio all’Italia per la sua generosità”

Wed, 2017-09-13 08:42

(Strasburgo) “Rendo omaggio all’Italia per la sua generosità”: lo ha affermato questa mattina il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker presentando il Discorso sullo stato dell’Unione davanti all’Europarlamento a Strasburgo. Ampio il capitolo sulle migrazioni e diversi i riferimenti all’Italia e al suo impegno su questo versante, e al lavoro svolto “assieme al mio amico Paolo Gentiloni” e al suo governo. “Nel Mediterraneo – ha affermato Juncker – l’Italia deve salvare l’onore dell’Europa”. Ha poi ricordato che “non tutti i Paesi danno eguale prova di solidarietà”, lasciando il maggior peso delle migrazioni sui Paesi di primo arrivo, Italia e Grecia. Juncker ha parlato della situazione “tragica” nei campi di raccolta in Libia e altri Paesi africani, situazione da risolvere a carico di Ue e Onu insieme. Juncker si è poi soffermato sui rimpatri, sugli investimenti necessari per lo sviluppo dell’Africa (“Dobbiamo fare molto di più”) e sulla necessità di “aprire vie legali di immigrazione” verso l’Europa.

Festa di Avvenire: dal 14 al 17 settembre appuntamenti a Terrasini, Cinisi e Monreale

Wed, 2017-09-13 08:19

A partire da giovedì 14 settembre fino a domenica 17, Terrasini, Cinisi e Monreale saranno protagoniste di celebrazioni liturgiche, catechesi e incontri, momenti di dialogo, riflessioni e approfondimenti che segneranno la Festa di Avvenire, quotidiano cattolico della Cei.
“‘Considerate la vostra semenza… per seguir virtute e canoscenza’ (Inferno, XXVI). Le virtù e la loro bellezza oggi!”. Dall’invito dantesco che dà il titolo della “Festa” – organizzata dall’Associazione culturale “Così, per.. passione!” di Terrasini e dall’Ufficio Comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Monreale, con la Redazione di Avvenire – all’altro invito, quello paolino “Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri” (Fil 4,8), s’innesta il percorso del programma della manifestazione.
Le riflessioni sulle virtù teologali saranno affidate giovedì 14 settembre, nella chiesa madre di Terrasini, a mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, per la Fede; venerdì 15 a Cinisi mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, per la Speranza; sabato 16 a Cinisi mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, per la Carità. Le virtù cardinali saranno invece affidate ai laici. Così giovedì 14, a Cinisi, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Paolo Del Debbio, giornalista e conduttore televisivo, saranno a colloquio sulla virtù della “Prudenza” con Lucia Bellaspiga, inviata di Avvenire, e con Alessandra Turrisi, giornalista di Avvenire e del Giornale di Sicilia. L’intervento introduttivo sarà di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. Venerdì 15 alle ore 21 presso Torre Alba a Terrasini si terrà l’incontro su “Temperanza” con Mauro Berruto, allenatore di pallavolo italiano, già tecnico della nazionale, amministratore della Scuola Holden-Storytelling & Performing Arts di Torino, a colloquio con Lucia Bellaspiga. Intervento introduttivo di don Giuseppe Ruggirello, direttore della Biblioteca “Ludovico II De Torres” del Seminario arcivescovile di Monreale, docente presso la Pontificia Facoltà teologica di Sicilia.
“Giustizia, corruzione e mafia”. Sono i temi su cui verterà l’incontro di sabato 16 settembre, presso il palazzo arcivescovile di Monreale, con mons. Michele Pennisi, l’arcivescovo Silvano Tomasi, Marco Tarquinio, Antonino Di Matteo, Vittorio V. Alberti. Domenica 17 alle ore 19.30 nella chiesa madre di Terrasini l’incontro “La comunità possibile. Una nuova rotta per il futuro dell’Europa” con Laura Boldrini, presidente della Camera, che parlerà della virtù della “Fortezza” con mons. Pennisi, Roberto Petrini, inviato de la Repubblica, e Lucia Bellaspiga.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. La Camera approva la legge sulla propaganda fascista. Barcellona, evacuata la Sagrada Familia

Wed, 2017-09-13 08:00

Politica: passa la legge sulla propaganda fascista. Salta, per ora, lo Ius soli

Approvata alla camera la legge che vieta la propaganda del regime fascista e nazifascista sotto qualunque forma, compresa la produzione, distribuzione e vendita di beni che “raffigurano persone o simboli ad essi chiaramente riferiti”. I deputati hanno votato a favore della proposta di legge che porta la firma di Emanuele Fiano (Pd) la quale prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chi fa saluti romani o vende gadget che richiamino i regimi totalitari di destra. Al voto si sono contati 261 sì, 122 no e 15 astenuti. Il centrodestra ha contestato il provvedimento, definendolo illiberale. Francesco Paolo Sisto di Forza Italia ha dichiarato che “il ddl rischia di diventare una polpetta avvelenata sia per i cittadini sia per i giudici”. Il relatore Fiano ha ribattuto: “L’antifascismo è la cifra di chi difende la libertà e le opinioni non vengono represse da questo testo”. Salta invece, almeno per il mese di settembre, l’esame della legge per lo Ius soli. Secondo il capogruppo Pd Luigi Zanda la legge “rimane un obiettivo prioritario ed essenziale, ma le leggi hanno bisogno di una maggioranza e in questo momento non c’è”.

Ue: Juncker a Strasburgo pronuncia il Discorso sullo stato dell’Unione

A Strasburgo è il giorno di Jean-Claude Juncker. Il presidente della Commissione europea pronuncia, alle 9, dinanzi all’Europarlamento, il Discorso sullo stato dell’Unione. Dopo il dibattito sul futuro dell’Europa sviluppatosi nelle istituzioni europee negli ultimi mesi, il presidente affronterà i temi che ne sono scaturiti ed esprimerà le sue opinioni sul futuro dell’Europa, illustrando inoltre le sue priorità per l’anno a venire, specie su economia, sicurezza, esteri, migrazioni, energia, pilastro sociale. Introdotto dal Trattato di Lisbona, il Discorso sullo stato dell’Unione è previsto dall’accordo quadro del 2010 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea.

Migrazioni: Unicef e Oim, tre minori su quattro abusati o sfruttati sulle rotte migratorie

Tre quarti dei bambini e giovani che hanno transitato sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale hanno affrontato abusi, sfruttamento e sono stati oggetto di traffico. È quanto emerge da “Viaggi strazianti”, il nuovo rapporto di Unicef e Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), che raccoglie le testimonianze di 22mila migranti, di cui 11mila tra bambini e minori, e in cui si chiede all’Europa di aprire vie legali sicure per i minori migranti; di lottare contro traffico e sfruttamento; combattere xenofobia e razzismo.

Estremo oriente: premier del Bangladesh Sheikh Hasina, “Birmania riprenda i rohingya”

La primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina, in visita ieri a un campo profughi di musulmani rohingya a Cox’s Bazar, nel sud-est del Paese, ha rivolto un appello alla Birmania affinché cessino le violenze contro la popolazione musulmana nello Stato di Rakhine. Lo riferisce oggi il portale di notizie BdNews24, ripreso dall’Ansa. La Birmania, ha insistito, ”dovrebbe aprire una inchiesta per identificare i veri colpevoli. Da parte nostra, come Paese vicino, faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per facilitare questo sforzo”.

Spagna: Barcellona, paura attentati. Van sospetto, evacuata la Sagrada Familia

Un van sospetto parcheggiato nei paraggi della Sagrada Familia e Barcellona ripiomba nell’incubo terrorismo. La polizia intorno alle 20.45 di ieri ha isolato l’area della cattedrale, ordinato ai residenti di restare in casa, evacuato la chiesa e la fermata della metro. Circa 50 minuti dopo l’allarme è rientrato. Nessun arresto, strade riaperte, niente di sospetto sul van. Tanta la paura in relazione agli attentati dello scorso 17 agosto, quando un furgone aveva fatto 14 vittime tra i passanti sulla rambla.

Sinodo giovani: Becchetti (economista), “paradigma economia civile” per “scongiurare rassegnazione e alimentare speranza”

Tue, 2017-09-12 19:00

La mancanza del “desiderio di realizzarsi ed essere generativi” è “in realtà il primo e più grave problema che dobbiamo cercare di scongiurare”. Non ha dubbi l’economista Leonardo Becchetti (Università Roma Tor Vergata), intervenuto oggi alla seconda giornata del Seminario internazionale sulla situazione giovanile che ha preso ieri il via presso l’Auditorium della Curia Generalizia dei Gesuiti (fino al 15 settembre) in preparazione alla XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo in programma nell’ottobre del 2018 su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. “Mancanza di desiderio – osserva – è l’esatto opposto del concetto di ben comune che indica invece una società dove si eliminano tutti gli ostacoli e si creano le miglior condizioni affinché ogni membro della società stessa possa realizzare una vita piena”. Di qui un monito alla politica, “chiamata a correggere il ‘difetto di fabbricazione’ del nostro sistema socioeconomico” costruito per puntare essenzialmente al massimo profitto delle imprese e al benessere dei consumatori ma “che trascura completamente il terzo, “fondamentale per la realizzazione della vita della persona”, che è “proprio la dignità del lavoro”. Becchetti propone allora “il paradigma dell’economia civile che supera visioni riduzioniste” e indica soluzioni concrete “per rimuovere gli ostacoli sociali ed economici che di frappongono all’affermazione di lavoro dignitoso per tutti e alla realizzazione della persona”. Importanti anche “sistemi formativi flessibili” in stretta connessione con un mondo del lavoro in continua trasformazione.

Incontro Sant’Egidio: nel 2018 a Bologna l’incontro “Religioni e culture per la pace”

Tue, 2017-09-12 18:57

Lo Spirito di Assisi deve continuare. L’impegno a tracciare nel mondo “strade di pace” non può fermarsi e la prossima tappa sarà la città di Bologna. È Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ad annunciare ad una gremita piazza di Osnabrück che il 32° incontro interreligioso per la pace si terrà nella città di bologna.

Era il 27 ottobre 1986, esattamente 30 anni fa, quando Papa Giovanni Paolo II ha realizzato un grande sogno: invitare i rappresentanti delle varie religioni del mondo ad Assisi, perché si elevasse all’unico Dio un’invocazione di pace. L’invito fu accettato da un centinaio di rappresentanti delle Chiese cristiane e delle principali religioni mondiali. Era la prima volta che si incontravano e si scambiavano un abbraccio di pace. Il mondo li guardò attonito e per un giorno tacquero le armi. Nel suo discorso conclusivo, Giovanni Paolo II esortava: “Continuate a vivere il messaggio della pace, continuate a vivere lo Spirito di Assisi!”. La Comunità di Sant’Egidio ha raccolto l’eredità di quella Giornata ed ha continuato a promuovere ogni anno in una città diversa gli incontri di preghiera per la pace. A Roma (1987 e 1988) ha fatto seguito Varsavia, dal titolo “War never again”, nel settembre 1989, in occasione dei cinquanta anni dall’inizio della seconda guerra mondiale. Quindi gli incontri di Bari, Malta e, nel 1992 quello di Bruxelles sul tema dell’unità europea. Nel 1993 il pellegrinaggio ha fatto sosta a Milano e, negli anni seguenti, ad Assisi e poi a Firenze. Nel 1995 la Comunità di Sant’Egidio scelse Gerusalemme per lanciare lo Spirito di Assisi. E poi, via via negli anni, Palermo, Cipro, Barcellona, Sarajevo e Anversa. Nel trentesimo anniversario, i leader religiosi si sono dati appuntamento di nuovo ad Assisi e all’incontro ha partecipato anche Papa Francesco.

Notizie Sir del giorno: liberato don Tom Uzhunnalil, religioni per la pace, 72ª assemblea generale Nazioni Unite, giovani e lavoro, nuova commissione antiterrorismo, Solfatara

Tue, 2017-09-12 18:40

Salesiani: è stato liberato don Tom Uzhunnalil, rapito in Yemen 18 mesi fa

“Il salesiano missionario indiano don Thomas Uzhunnalil, sequestrato oltre 18 mesi fa in Yemen da un gruppo di guerriglieri, è stato liberato. Ad annunciare la notizia sono stati i media indiani, secondo i quali il religioso salesiano si trova ora a Muscat, in Oman. La conferma ufficiale è arrivata da un tweet del ministro degli Esteri indiani, Sushma Swaraj”. Lo si legge in una nota appena diffusa da Infoans, l’agenzia di informazione salesiana. “Don Uzhunnalil – ricorda la nota – era stato rapito da un commando di uomini armati il 4 marzo 2016, durante un attacco alla casa delle Missionarie della Carità di Aden, in Yemen, nel quale morirono 16 persone, tra cui 4 religiose”. (clicca qui)

Incontro Sant’Egidio: appello di pace, “l’incontro e il dialogo disarmano e fermano i violenti”

(dall’inviata a Osnabrück) “L’incontro e il dialogo disarmano e fermano i violenti. Perché sappiamo che mai la guerra è santa e che chi uccide nel nome di Dio non ha cittadinanza né tra le religioni, né tra gli uomini”. È l’appello di pace che leader religiosi, cristiani delle diverse fedi, ebrei, musulmani, sikh, zoroastriani, hindi, jainisti e buddisti hanno lanciato da Osnabrück, nel cuore della Westfalia, al termine dell’incontro interreligioso “Strade di pace” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, nello “Spirito di Assisi”. “Dopo giorni intensi, di incontri e amicizia – si legge nel messaggio -, ci ritroviamo insieme, donne e uomini di diverse religioni per dire a tutti la necessità di aprire nuove strade di Pace. Il mondo ne ha bisogno come il pane, per non restare prigioniero del passato e della paura. Lo invocano popoli interi, resi poveri e schiavi da conflitti senza fine. Lo sollecitano le vittime della violenza e di un terrorismo senza pietà. Lo implorano profughi e sfollati che, per conflitti e disastri ambientali, hanno abbandonato la loro terra”. (clicca qui)

Papa Francesco: ai leader del mondo, “mettere da parte gli interessi settoriali per cercare insieme il bene comune”

“Incoraggio i leader del mondo a mettere da parte gli interessi settoriali per cercare insieme il bene comune dell’umanità”. È il tweet lanciato oggi da Papa Francesco sull’account @Pontifex, in nove lingue, in occasione dell’apertura a New York della 72ª Sessione dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. (clicca qui)

Nazioni Unite: si apre oggi la 72ª Assemblea generale. Mons. Auza (nunzio), “dignità e diritti di tutti siano protetti e rispettati”

(da New York) “Rimettiamoci insieme a costruire un mondo di pace, lavoriamo per i diritti umani e per il benessere di ogni uomo. Questa è la mia preghiera”. Così si è espresso Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, intervenendo alla serata di preghiera organizzata, ieri a New York, dalla Missione permanente della Santa Sede presso l’Onu. Il segretario, alla vigilia dell’apertura della 72ª Assemblea generale, ha voluto sottolineare che “siamo una famiglia al di là delle differenze” e ad ispirare l’agire dei leader di governo devono essere “le storie dei rifugiati, dei poveri, delle vittime di disastri e degli emarginati perché ci uniscono e danno un fondamento etico al nostro agire” anche se i media se ne disinteressano. (clicca qui)

Giovani e lavoro: Acli, pesano “percorsi biografici e background familiari peculiari”

Come interpretano la propria condizione occupazionale i giovani italiani? Cosa ne pensano del loro presente e del futuro lavorativo? Cosa cercano nel lavoro? Cerca di rispondere a questi e altri quesiti la ricerca “‘Il ri(s)catto del presente’. Giovani italiani, expat e seconde generazioni di fronte al lavoro e al cambiamento delle prospettive generazionali”, di cui è stata presentata stamattina a Roma un’anteprima, in occasione della conferenza stampa promossa dalle Acli, in vista del 50° incontro nazionale di studi delle Acli che si svolgerà a Napoli dal 14 al 16 settembre. L’indagine, progettata dall’Iref e realizzata con la collaborazione del Dipartimento studi e ricerche delle Acli, è stata realizzata tramite una piattaforma di web-survey nel periodo compreso tra aprile e giugno 2017. (clicca qui)

Parlamento Ue: nuova commissione antiterrorismo. Fondi a disposizione per reti wifi gratuite nelle città

(Strasburgo) Nella seduta odierna il Parlamento europeo ha votato la composizione della nuova Commissione speciale antiterrorismo. La commissione (sigla “Terr”), composta da 30 eurodeputati, “valuterà l’entità della minaccia terroristica sul territorio europeo e metterà in luce eventuali difetti, carenze e disfunzioni nelle misure antiterrorismo”. La prima riunione è fissata per il 14 settembre per eleggere il presidente, i vicepresidenti e i relatori. La commissione Terr dovrà esaminare in particolare: l’applicazione delle misure esistenti nel settore della gestione delle frontiere esterne; le carenze nella condivisione di informazioni giudiziarie e informazioni in materia di applicazione della legge e di intelligence tra Stati membri; l’interoperabilità delle banche dati; l’impatto della legislazione antiterrorismo dell’Ue sui diritti fondamentali; la radicalizzazione e l’efficacia dei programmi di de-radicalizzazione; il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, inclusi i legami con la criminalità organizzata; la protezione degli obiettivi non strategici e delle infrastrutture critiche quali aeroporti e stazioni ferroviarie. (clicca qui)

Tre morti in Solfatara: mons. Pascarella (Pozzuoli), “dolore per la tragedia e vicinanza alla famiglia delle vittime”

“Dolore e cordoglio per la tragedia che è avvenuta in un luogo significativo come la Solfatara”. Li esprime oggi al Sir mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli, per l’incidente in cui hanno perso la vita tre turisti, padre, madre e figlio undicenne, in una zona interdetta della Solfatara. Il presule ha inviato adesso il direttore della Caritas diocesana, don Giuseppe Cipolletta, per verificare le necessità del figlio sopravvissuto della coppia e dei nonni, che lo stanno raggiungendo, e per offrire il sostegno della Chiesa puteolana. “Siamo vicini alla famiglia colpita così duramente”, afferma il vescovo, assicurando “il ricordo delle vittime nella preghiera e il loro affidamento al Signore”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 13 settembre. Rapporto Ocse, ius culturae, appello per la pace e Betancourt su Papa in Colombia

Tue, 2017-09-12 18:39

L’Italia ultima per laureati e spesa per l’istruzione, secondo il rapporto Ocse, rilancia l’esigenza di rafforzare gli investimenti sull’istruzione. È questo il tema del titolo di apertura di “Avvenire” che dedica alla questione anche l’editoriale a firma di Luisa Ribolzi.
A centro pagina il rinvio del voto sulla legge per lo “ius culturae” deciso al Senato dai capigruppo e l’impegno del Pd ad approvarla prima della fine della legislatura.
Ancora, l’appello per la pace dall’incontro delle religioni in Germania organizzato da Sant’Egidio e un’intervista a Ingrid Betancourt a conclusione del viaggio papale in Colombia.

Incontro Sant’Egidio: appello di pace, “l’incontro e il dialogo disarmano e fermano i violenti”

Tue, 2017-09-12 18:31

(dall’inviata a Osnabrück) “L’incontro e il dialogo disarmano e fermano i violenti. Perché sappiamo che mai la guerra è santa e che chi uccide nel nome di Dio non ha cittadinanza né tra le religioni, né tra gli uomini”. È l’appello di pace che leader religiosi, cristiani delle diverse fedi, ebrei, musulmani, sikh, zoroastriani, hindi, jainisti e buddisti hanno lanciato da Osnabrück, nel cuore della Westfalia, al termine dell’incontro interreligioso “Strade di pace” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, nello “Spirito di Assisi”.

“Dopo giorni intensi, di incontri e amicizia – si legge nel messaggio -, ci ritroviamo insieme, donne e uomini di diverse religioni per dire a tutti la necessità di aprire nuove strade di Pace. Il mondo ne ha bisogno come il pane, per non restare prigioniero del passato e della paura. Lo invocano popoli interi, resi poveri e schiavi da conflitti senza fine. Lo sollecitano le vittime della violenza e di un terrorismo senza pietà. Lo implorano profughi e sfollati che, per conflitti e disastri ambientali, hanno abbandonato la loro terra”. L’appello contiene un richiamo all’Europa: “Ha bisogno di essere più unita, aperta e solidale. Occorre vincere la paura e i pregiudizi che portano ad allontanare l’altro, solo perché diverso o perché non lo si conosce, spesso senza capirne le ragioni”.

Sulla minaccia terroristica, i leader scrivono: “Il nostro è un no convinto al terrorismo, che nei mesi scorsi ha ferito troppe terre e ucciso troppi innocenti, nel Nord e nel Sud del mondo”. Ed aggiungono: “Ci impegniamo a lavorare per rimuovere le cause all’origine di molti conflitti: l’avidità di potere e denaro, il commercio delle armi, il fanatismo, il nazionalismo”. Preoccupa anche il riaffacciarsi “in modo inquietante, dall’estremo Oriente, il rischio di un conflitto nucleare”. “Che cosa possono fare i credenti?”, si chiedono i responsabili delle religioni mondiali. “Il nostro stare insieme tra diverse religioni, cresciuto in questi anni – scrivono -, è un segno di pace e ha già creato una rete di prevenzione dei conflitti. C’è grande attesa nei nostri confronti. Viene dagli umili e dai poveri della terra. È una grande responsabilità: non possiamo far prevalere la rassegnazione o, peggio, l’indifferenza”. Come dissero lo scorso anno ad Assisi con papa Francesco, i leader ripetono che “la pace è il nome di Dio” e “chi invoca il Suo nome per giustificare il terrorismo, la violenza e la guerra, non cammina sulla Sua strada”. “Per questo oggi, con l’aiuto di Dio e il sostegno di tanti, vogliamo impegnarci solennemente ad aprire, nel nostro mondo, nuove Strade di Pace”.

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