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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 3 hours 16 min ago

Tv2000: domani il card. Bassetti in diretta a “Il diario di Papa Francesco”

Tue, 2017-07-11 17:30

Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Gualtiero Bassetti, domani, 12 luglio, alle ore 17.30, sarà ospite in diretta del programma “Il diario di Papa Francesco” su Tv2000.

Industria: Coldiretti, produzione trainata dall’agroalimentare, in aumento del 4% sul 2016

Tue, 2017-07-11 17:20

“La produzione dell’industria agroalimentare lievita ad un tasso di oltre il 49% in più di quella media industriale, con un aumento pari al 4% a maggio rispetto allo stesso mese dello scorso anno”. Lo afferma Coldiretti in riferimento ai dati diffusi oggi dall’Istat sulla produzione industriale a maggio, mese nel quale l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dello 0,7% rispetto ad aprile, mentre è aumentato in termini tendenziali del 2,8% su base annua. “L’alimentare – sottolinea la Coldiretti – è uno speciale indicatore dello stato dell’economia nazionale poiché si tratta della principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione, con un importo complessivo di 215 miliardi”. “Ora è importante – conclude la Coldiretti – che i segnali di ripresa si trasferiscano dall’industria alle campagne dove per molte referenze si registrano prezzi all’origine inferiori ai costi di produzione”.

Francia: diocesi di Lione, decreto di archiviazione inchiesta su card. Barbarin. “I media ora informino adeguatamente”

Tue, 2017-07-11 17:03

Un comunicato della diocesi di Lione diffuso oggi, rende noto di “aver ufficialmente preso conoscenza del decreto di archiviazione emesso l’11 dicembre 2016 dal procuratore della Repubblica di Lione a beneficio del card. Philipe Barbarin, non avendo l’inchiesta riscontrato alcuna infrazione penale da parte dell’interessato”. L’inchiesta, aperta da una denuncia del febbraio 2016, vedeva il cardinale accusato di “non aver denunciato un’aggressione sessuale e non aver assistito la persona in pericolo in relazione ai fatti imputati a padre Jérôme Billioud nel 1990 e 1993”, spiega la nota della diocesi. Il tribunale di Lione ha ritenuto che non vi sia stata “alcuna violazione” perché il denunciante aveva rispettivamente 17 e 20 anni al momento dei fatti, e perché il card. Barbarin, incontrandolo l’unica volta nel 2009, aveva consigliato “a quest’uomo nel frattempo maggiorenne, di sporgere denuncia”, cosa che era stata fatta. La diocesi auspica che “i media, che avevano ampiamente riportato le accuse del 2016 siano mossi dalla stessa preoccupazione” di informare riguardo la decisione dei giudici di archiviare la denuncia. “Il card. Barbarin si rallegra che la magistratura abbia portato un po’ di verità e di pace dopo le polemiche appassionate e talvolta diffamatrici” si legge ancora nel comunicato che ricorda che il caso di padre Billioud nel 2009 era stato archiviato dalla giustizia, ma che il cardinale aveva ritenuto non opportuno che gli fossero affidate responsabilità pastorali. Il cardinale chiede “siano rispettati i suoi diritti e le decisioni legali che lo riguardano” e ribadisce “il suo profondo sostegno, la disponibilità e la compassione verso tutte le vittime”.

Artrite reumatoide: Policlinico Gemelli, da scoperta interruttore chiave della malattia nuove prospettive di cura

Tue, 2017-07-11 16:59

Artrite reumatoide: grazie alla ricerca di esperti dell’Università cattolica del Sacro Cuore–Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma, è stato scoperto un importante interruttore molecolare della malattia, una piccola molecola che accende le cellule più pericolose in questa patologia, le cellule dendritiche. Si tratta di “miR34a”, una piccola molecola che è il regolatore della funzione delle cellule dendritiche, che sono le cellule responsabili della risposta autoimmune nella malattia.
La ricerca è stata pubblicata di recente sulla prestigiosa rivista “Nature Communications”. La scoperta è frutto del lavoro dei reumatologi Stefano Alivernini e Barbara Tolusso, coordinati da Gianfranco Ferraccioli, già ordinario di reumatologia presso l’Ateneo, e da Lisa Gremese, tutti dell’Unità operativa di reumatologia del Gemelli, in collaborazione con colleghi dell’Università di Glasgow. Per Ferraccioli, la nuova scoperta rappresenterà “una strategia terapeutica in grado di ristabilire l’equilibrio immunologico e promuovere la risoluzione dell’artrite”.

Storia: la Chiesa cattolica dell’ex Germania dell’Est celebra i trent’anni del grande incontro di Dresda

Tue, 2017-07-11 16:47

Si celebra in questi giorni a Dresda e in tutte le diocesi della ex Germania dell’Est (Ddr), il trentennale dello storico incontro, il primo ufficiale e pubblico, dei cattolici tedeschi che vivevano sotto il regime comunista che si tenne dal 10 al 12 luglio 1987. Essere cattolici nella Ddr era un rischio, i credenti erano discriminati: non era permesso studiare materie religiose, non si poteva scegliere liberamente la professione e si veniva isolati socialmente. Erano proibite riunioni pubbliche numerose. Tuttavia, il quadro iniziò a cambiare con la crisi dei regimi comunisti dalla seconda metà degli anni ’80 e a Dresda si diedero appuntamento centomila partecipanti provenienti da tutta la Ddr. La conferenza dei vescovi decise di non inserire il termine “cattolico” nel motto dell’incontro che era “La potenza di Dio – La nostra speranza”, perché l’esperienza di 40 anni di discriminazioni aveva reso la Chiesa della Ddr conscia di quali limiti dovesse rispettare, e non vennero evidenziati caratteri politici ma solo quelli pastorali. Eppure, “si trattò di una situazione quasi unica – ricorda mons. Klemens Ullman, Domdekan del duomo di Dresda –, fu come una grande riunione di famiglia che rafforzò la nostra coscienza”. All’incontrò presenziò l’allora prefetto della Congregazione della fede, il cardinale Joseph Ratzinger, in rappresentanza di Papa Giovani Paolo II, che ricevette il divieto assoluto alla partecipazione.
La messa finale, il 12 luglio 1987, fu celebrata dall’allora arcivescovo di Berlino, il cardinale Joachim Meisner (deceduto recentemente), che infiammò i fedeli nell’omelia dicendo: “Vogliamo seguire una stella diversa, quella di Betlemme”. Fu una critica non ufficiale ma reale al regime comunista: “Tutti sapevamo cosa volesse dire”, precisa Ullmann, perché la stella rossa era un simbolo del comunismo sempre presente nella vita quotidiana della Ddr.

Spiritualità: Santiago di Compostela, incontro dei vescovi di Spagna e Francia. Riflessioni su Cammino e pellegrini. Domani lettera pastorale congiunta

Tue, 2017-07-11 16:41

È cominciato stamane a Santiago di Compostela un incontro di vescovi francesi e spagnoli delle diocesi attraversate dal Cammino di San Giacomo. Ad aprire i lavori, dopo la messa, è stato l’arcivescovo di Santiago Julian Barrio. Un intervento su “le relazioni tra la Francia, la cattedrale di San Giacomo e i pellegrini” è stata presentata da Adeline Rucquoi, specialista di storia medioevale della penisola iberica. Nel pomeriggio i vescovi discutono e approvano una “lettera pastorale”, che sarà pubblicata domani. Nei due giorni di incontro i vescovi faranno anche visita ai “luoghi di San Giacomo”. Si tratta del VI incontro tra i vescovi delle diocesi toccate dal cammino di Santiago. L’ultimo si era svolto nel 2015, con lo scopo di rilanciare il senso spirituale di questo itinerario di fede che ha segnato la storia dell’Europa cristiana e offrire insieme, vescovi francesi e spagnoli, una pastorale comune di evangelizzazione per il cammino. Nell’incontro del 2015 per la prima volta i vescovi avevano pubblicato una lettera pastorale congiunta, intitolata: “Il cammino di Santiago: ricerca e incontro”. Il dato che muoveva la riflessione dei vescovi era che il 70% delle persone che fanno il Cammino non hanno motivi religiosi, ma sono mossi da un senso di ricerca di senso e di novità nella vita.

Diocesi: Caritas Roma, questa sera festa dei “Condomini solidali” nella parrocchia di Santa Bernadette Soubirous

Tue, 2017-07-11 16:04

Si terrà questa sera a Roma, presso la parrocchia di Santa Bernadette Soubirous (ore 20), la festa dell’estate promossa dai “Condomini solidali”, una delle proposte del progetto “Quartieri solidali” della Caritas capitolina a cui hanno aderito sette parrocchie . Sarà un’occasione di incontro tra la comunità e gli anziani che vivono nella zona, con musica dal vivo e con una grigliata a cui tutti sono chiamati a contribuire portando alimenti e bevande. L’iniziativa “Condomini solidali”, spiega un comunicato, “ha come obiettivo la promozione, a favore degli anziani fragili, di una rete di solidarietà e di prossimità con gli abitanti del quartiere; in modo particolare con quelli che vivono negli stessi palazzi degli anziani che sono coinvolti nel servizio di assistenza”. Operativamente questa iniziativa si concretizza con la figura del “custode solidale”: una presenza significativa, un punto di riferimento nel condominio “che permetterà di coordinare, con i volontari già impegnati nella sala di socializzazione e nell’assistenza domiciliare, quei piccoli interventi occasionali, per favorire un rafforzamento delle relazioni e sviluppare maggiore attenzione verso gli anziani, soprattutto quelli più soli”. Per facilitare questa attività è stata aperta una stanza condominiale, che ha visto un coinvolgimento attivo degli amministratori dei condomini, dei volontari della parrocchia di Santa Bernadette e della Caritas diocesana ed è stata ripristinata l’illuminazione del giardino di via Melandri allo scopo di renderlo fruibile da tutti e più sicuro.

Atti vandalici a busto Falcone: Notarstefano (diocesi Palermo), “la mafia non ce la farà a occupare gli spazi della nostra speranza. Non vincerà”

Tue, 2017-07-11 15:54

“Una profanazione della coscienza civile della nostra città e dei suoi testimoni più limpidi e autentici”. Così Giuseppe Notarstefano, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro dell’arcidiocesi di Palermo, commenta al Sir il danneggiamento, ieri, del monumento dedicato a Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola intitolata alla sua memoria, a Palermo. La testa è stata staccata e usata come ariete per sfondare una vetrata di ingresso della scuola. Se di certo si è trattato di “un atto vandalico esecrabile e ignobile”, ma anche “in ultima analisi, forse di un gesto di stupida vacuità e di tragica ignoranza”, per Notarstefano “ciò che, dopo un lungo periodo di quiete, è successo allo Zen non è certamente dovuto a ‘opera di ignoti vandali’, ma ha un volto: quello di tanti ragazzi e ragazze che si alimentano quotidianamente del brodo velenoso della cultura mafiosa – dice -, che disprezza la giustizia e il rispetto delle regole e diffonde comportamenti orientati alla sfida continua delle istituzioni, del bene comune e, infine, dei più deboli, ossia di se stessi”. “La forza della criminalità mafiosa – aggiunge Notarstefano – è anche corroborata dalla diffusa cultura del successo facile, dell’arricchimento a ogni costo e dello sfruttamento di rendite di posizione. In tale cultura non c’è spazio per la fatica quotidiana dello studio e del lavoro, per la cura della fragilità e delle relazioni interpersonali e per lo spirito comunitario del vivere insieme rispettando ciascuno”.
Non è la prima volta che la statua, che raffigura il magistrato ucciso nella strage di Capaci assieme alla moglie e agli agenti della scorta nel 1992, viene danneggiata. Inoltre, a Palermo è avvenuto anche un altro simile episodio di vandalismo: è stato dato fuoco a un cartellone con una immagine di Giovanni Falcone che era affisso davanti i cancelli della scuola Alcide De Gasperi. Era stato realizzato, insieme con altri cartelloni, nei giorni scorsi dagli studenti. Episodi che preoccupano, eppure non tolgono fiducia e speranza. “Vedo l’impegno vero e concreto di tanti insegnanti, educatori, assistenti sociali, religiose, sacerdoti, cooperatori e imprenditori sociali – dice il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e il lavoro -, che ogni giorno accolgono la sfida di una città migliore, diversa, per tutti”. “Costoro stanno avviando processi – evidenzia Notarstefano -, mentre la mafia occuperà spazi. Ma non ce la farà a occupare quelli della nostra speranza e del nostro amore verso tutti i palermitani, anche verso coloro che stanno dalla parte del violento, dello sfruttatore, del prevaricatore. Non vinceranno, non vinceranno mai”.

Venezuela: i vescovi al presidente Maduro, è urgente “ritirare la convocazione di una Assemblea nazionale costituente”

Tue, 2017-07-11 15:47

I vescovi venezuelani, riuniti nella loro CVIII Assemblea plenaria, hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica Nicolás Maduro, chiedendo in particolare il rispetto per l’autonomia dei poteri politici e la rinuncia al progetto di Assemblea nazionale costituente. Scrivono i presuli: “Nella nostra agenda di lavoro occupa un posto importante lo studio della grave situazione che scuote le fondamenta del Paese. Ci anima il proposito di portare luce e vie di soluzione, a partire dalla nostra condizione di pastori, in cammino con il nostro popolo”.
“Siamo convinti che se lei vuole risolvere la grave crisi dovuta alla scarsità di generi alimentari e di medicine e all’insicurezza, che sta creando innumerevoli vittime”, così come “restituire al Venezuela la sua piena democrazia a livello istituzionale” è urgente “riconoscere la autonomia di tutti i poteri pubblici e lavorare assieme ad essi”, in particolare con “l’Assemblea nazionale e i massimi organi giudiziari; ritirare la convocazione di una Assemblea nazionale costituente; assumere e rafforzare gli accordi che erano stati raggiunti nell’iniziale dialogo con l’opposizione”, sottolineano i vescvi.
La lettera prosegue ricordando al presidente Maduro che Papa Francesco “ha continuato a seguire con grande preoccupazione la situazione del nostro popolo venezuelano e ci ha rivolto in ripetute circostanze incoraggianti parole di solidarietà”. Parole che vengono ricordate nel seguito della missiva, in particolare i richiami al Governo e a tutte le componenti della società a rinunciare a qualsiasi forma di violenza. Concludono i vescovi: “Desideriamo, signor presidente, manifestare nuovamente la nostra volontà di porci al servizio dell’incontro e della riconciliazione tra tutti i venezuelani”. La lettera è firmata dall’intera presidenza della Conferenza episcopale venezuelana e in particolare dal presidente, mons. Diego Rafael Padrón Sanchez, arcivescovo di Cumaná, daei due vicepresidenti, dal segretario generale e dai due cardinali dell’episcopato venezuelano, l’arcivescovo di Caracas Jorge Urosa Savino, presidente onorario della Cev, e l’arcivescovo di Mérida, Baltazar Enrique Porras Cardozo.

Ireland: preparations for the World Meeting of Families, three thousand volunteers wanted. A day of reflections with card. Schönborn in Limerick

Tue, 2017-07-11 15:31

“We talk family, we are family” is the title of a day of reflections that will take place in Limerick on Thursday July 13th, in the run-up to the forthcoming World Meeting of Families (21-26 August 2018). Christoph Schönborn, cardinal of Vienna, will be the guest of honour. The afternoon will begin with an address about Amoris laetitia. Then, the participants will split into three parallel workshops. One will be about young people, to “understand how the next Synod for Young People can be part of the preparations for the World Meeting of Families”, the organisers explain. Another workshop will work at the “catechetic programme” for the Meeting, and a third one will explore Amoris laetitia to look at the “status quaestiones” one year after the publication of the encyclical letter. The meeting will end with a public speech by the cardinal of Vienna about: “The parish: a family of families”. The event is organised by the Irish Institute for Pastoral Studies in partnership with the Irish Institute for Catholic Studies. In the meantime, the preparations for the World Meeting go on: the Bishops Conference’s website posts the official anthem, “A joy for all the Earth”, written by Ephrem Feelem. The three thousand volunteers who will have to assist with the meeting as well as families willing to take in the pilgrims and the participants in the meeting who will come from all over the world are still being looked for.

Irlanda: preparazione Incontro mondiale delle famiglie, si cercano tremila volontari. Giornata di riflessione a Limerick con il card. Schönborn

Tue, 2017-07-11 15:31

“Parliamo di famiglia, siamo famiglia” è il titolo di una giornata di riflessione che si svolge giovedì 13 luglio a Limerick in vista del prossimo Incontro mondiale delle famiglie (21-26 agosto 2018). Ospite d’onore sarà il cardinale di Vienna Christoph Schönborn. Il pomeriggio si aprirà con un’introduzione sull’Amoris laetitia. Poi i partecipanti si potranno dividere in tre workshop paralleli: uno sarà dedicato ai giovani per “capire come il prossimo Sinodo dei giovani possa essere integrato nella preparazione all’Incontro mondiale delle famiglie”, spiegano gli organizzatori. In un altro si lavorerà al “programma catechetico” dell’Incontro e un terzo di approfondimento sull’Amoris laetitia per esaminare lo “status quaestiones” un anno dopo la pubblicazione dell’enciclica. L’incontro si concluderà con un intervento pubblico del cardinale di Vienna sul tema “La parrocchia: famiglia di famiglie”. L’appuntamento è organizzato dall’Istituto irlandese di studi pastorali in collaborazione con l’Istituto irlandese di studi cattolici. La preparazione all’Incontro mondiale intanto procede: sul sito della Conferenza episcopale è disponibile l’inno ufficiale “Una gioia per tutta la terra”, composto da Ephrem Feelem. Sta continuando la ricerca dei tremila volontari che dovranno assistere lo svolgimento dei lavori e così pure di famiglie disposte a ospitare i pellegrini e i partecipanti all’incontro che arriveranno da tutto il mondo.

San Benedetto patrono d’Europa: mons. Boccardo (Norcia), “il suo messaggio modello di ‘rinascita’ dalle ferite del terremoto”

Tue, 2017-07-11 15:14

“Nella Chiesa di Spoleto-Norcia la memoria liturgica di S. Benedetto viene celebrata con solennità il 21 marzo, giorno della morte del Patriarca dei monaci d’Occidente. Quest’oggi invece viene ricordato come patrono d’Europa”. Lo ricorda al Sir l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. Oggi, presegue, “a Norcia c’è stata una celebrazione eucaristica presieduta dal priore dei monaci, padre Benedetto Nivakoff, nel monastero di S. Benedetto al Monte, appena fuori dalla cinta muraria della città. Infatti, la basilica e il monastero di San Benedetto, nella città di Norcia, come tutti sappiamo, sono crollati a seguito del terremoto del 30 ottobre 2016”. Per il presule, “a quasi un anno dalla prima e forte violenta scossa che ha distrutto l’Italia centrale (24 agosto 2016), siamo chiamati a metterci alla scuola di S. Benedetto, grande costruttore della civiltà europea fondata sui valori cristiani, per ridare nuovo slancio al tessuto sociale delle nostre comunità, fortemente lacerato. Il patrono d’Europa mise al centro l’uomo per ricostruire la società dalle macerie dell’Impero Romano. Lo stesso dobbiamo fare noi: solo avendo cura dell’interiorità dei fratelli e delle sorelle terremotati, possiamo intraprendere il percorso della ricostruzione delle case, degli edifici pubblici, delle chiese. A poco, infatti, servirebbero i muri se le comunità si sono sfilacciate, se non hanno più un’identità, un’anima”. “Il messaggio di S. Benedetto, che ha permesso al cristianesimo di incarnarsi nella realtà rendendola più umana, armoniosa e unita, può allora essere per tutti modello di ‘rinascita’ dalle ferite del terremoto”, conclude l’arcivescovo.

Ue: domani a Trieste il vertice dei Balcani occidentali. Cooperazione regionale e integrazione europea

Tue, 2017-07-11 15:06

(Bruxelles) Promuovere la cooperazione regionale in vista del processo di integrazione: è l’obiettivo principale del vertice dei Balcani occidentali che si terrà domani, 12 luglio, a Trieste. “Sarà un’occasione importante – spiega una nota della Commissione Ue – di collaborare al rafforzamento di opportunità concrete promuovendo al contempo la cooperazione regionale, con l’obiettivo di costruire società inclusive, ben governate ed economicamente prospere e così portare avanti anche il processo di integrazione di questa regione nell’Unione europea”. Parteciperanno al vertice capi di governo e ministri degli esteri, dell’economia e dei trasporti dei Balcani occidentali e i loro omologhi di sei Stati membri dell’Ue: Austria, Croazia, Francia, Germania, Italia e Slovenia. Interverranno, per le istituzioni comunitarie, Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Johannes Hahn, commissario per la politica di vicinato e i negoziati di allargamento, e Violeta Bulc, commissaria per i trasporti. “Le discussioni verteranno su tre grandi ambiti di cooperazione regionale: connettività; integrazione economica regionale e sviluppo del settore privato; contatti interpersonali”.

Charlie Gard: Gontero (Agesc), “cosa succederà se i tribunali sono così solerti a togliere la potestà genitoriale?”

Tue, 2017-07-11 14:47

“I genitori di Charlie, che si sono battuti da subito contro la decisione dell’ospedale di ‘staccare la spina’ al figlio, sono stati di fatto esautorati nel primo grado di giudizio in quanto ‘emotivamente coinvolti’: al loro posto la corte ha nominato un tutore, che da allora decide al posto loro cosa sia bene o meno per il loro figlio”. Lo scrive in una nota Roberto Gontero, presidente dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche). Per Gontero “sorprende anche quanto tutto questo sia stato sentenziato dalle corti ripetendo il mantra che fosse ‘nel miglior interesse del bambino’: da quando la morte è il migliore interesse di un essere umano? Da quando negare la speranza di una cura, seppur sperimentale, può essere nel miglior interesse di un malato?”. “Come genitori – prosegue il presidente dell’Agesc – non possiamo che plaudire alla moltitudine di coloro che in questi mesi, e in particolare in questi ultimi giorni, hanno dato la loro voce e il loro tempo per sostenere la battaglia dei coniugi Gard per salvare il figlio Charlie, che hanno scosso le coscienze e puntato i riflettori sul caso sotto un’altra luce, lontana dal politicamente corretto che troppo spesso soffoca e inaridisce il dibattito, soprattutto quando si tratta di temi eticamente sensibili”. Nelle “ultime ore – aggiunge Gonero – è emersa la possibilità di tentare una terapia vera per Charlie Gard. Ora che sappiamo che una speranza per il piccolo Charlie esiste, non possiamo che auspicare che le corti rivedano la loro sentenza, e concedano al piccolo Charlie la possibilità di essere curato”. Per “noi genitori – conclude il presidente dell’Agesc – resta aperto un interrogativo ancora: se i tribunali sono così solerti a togliere la potestà genitoriale in casi tragici come questo, dove qualcuno può prendere la decisione di togliere la vita a tuo figlio mentre a te vengono di fatto legate le mani, cosa succederà in tutti gli altri casi in cui siamo coinvolti come tutori e primi educatori dei nostri figli?”.

Detenute con figli piccoli: Roma, oggi l’inaugurazione di “Casa Leda”

Tue, 2017-07-11 14:28

Questo pomeriggio sarà inaugurata a Roma “Casa di Leda”, la struttura protetta per mamme detenute con figli da zero a tre anni aperta a fine marzo. Interverranno il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, la sindaca Virginia Raggi. Il centro, che sorge nel quartiere romano dell’Eur all’interno di un edificio confiscato alla criminalità organizzata, ospita attualmente quattro mamme – di cui tre straniere – e quattro bambini. Si tratta di detenute provenienti dal reparto femminile del carcere di Rebibbia, unico istituto penitenziario del Lazio a essere dotato di un nido. Per ciascuna delle detenute che risiedono all’interno del centro viene elaborato un progetto educativo individuale, sotto il coordinamento tecnico di uno psicoterapeuta, mentre per i bambini è prevista l’iscrizione al nido o alla scuola materna e l’assegnazione del pediatra. La struttura – primo progetto in Italia a dare concreta attuazione alla legge 62 del 2011 in materia di valorizzazione del rapporto tra detenuti madri e figli minori – è dedicata alla memoria di Leda Colombini e delle sue battaglie in difesa dei diritti dei bambini costretti dalla nascita a vivere in carcere.
“L’apertura della ‘Casa di Leda’ – commenta il garante Stefano Anastasia – è una notizia che ho accolto con grande soddisfazione. Si tratta certamente di una prima risposta al problema della impropria detenzione di bambini e bambine all’interno delle istituzioni penitenziarie, una soluzione che assicura loro condizioni di vita più adeguate ad un sano e naturale sviluppo psico-fisico. Poi, per le madri, la struttura romana rappresenta uno strumento importante per sostenerne il percorso di reinserimento, grazie alla possibilità di esercitare a pieno la funzione genitoriale”. Anastasia sottolinea che il progetto legato all’apertura di Casa di Leda “merita di essere ulteriormente valorizzato proprio nell’ottica di garantire un vero e completo rapporto genitoriale e di permettere ai bambini di crescere in spazi senza sbarre. È necessario quindi sostenere l’azione della magistratura e degli operatori penitenziari affinché si scelga con fiducia e giusto coraggio questa strada alternativa al carcere per le madri di figli piccoli o piccolissimi. Alla Regione e agli enti locali la responsabilità di individuare ulteriori strutture che, sull’esempio di Casa di Leda, possano effettivamente svuotare il nido di Rebibbia”.

Anniversario Srebrenica: don Sacco (Pax Christi), “doveroso ricordare e non dimenticare” perché “le scelte di guerra continuano a essere le più vincenti”

Tue, 2017-07-11 14:10

“11 luglio 1995, massacro di Srebrenica. Oltre 8mila persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare. Soprattutto non dimenticare le vittime”. Così don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, nel 22° anniversario del massacro di Srebrenica, perpetrato durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina. “Ho avuto modo di incontrare in questi anni alcuni familiari delle vittime di Srebrenica”, aggiunge don Sacco. “Sempre quando si guarda a una guerra bisogna partire dalle vittime”. Per il sacerdote, bisogna “ricordare però che simili tragedie non avvengono ‘per caso’. Ci sono delle responsabilità, e ormai dopo 22 anni, volendo, si sanno”. Inoltre, è necessario “ricordare e guardare anche alle guerre di oggi, partendo dalle vittime”. “Perché – osserva – se le guerre le fanno gli altri, è più facile condannarle. Se siamo coinvolti in qualche modo anche noi è più difficile averne notizia ed è più difficile condannarle: Afghanistan, Iraq, Yemen”. “Migliaia di vittime civili in questi ultimi due anni”, ricorda don Sacco. “Bombardamenti da parte dell’Arabia Saudita anche con bombe made in Italy. Da tanto tempo lo denunciamo: bombe della Rwm di Domusnovas, in Sardegna, continuano a partire per Riyad”. “Molti oggi faranno memoria del massacro di Srebrenica e avranno parole di condanna e impegno perché certe cose non succedano più. Poi però – ammonisce – le scelte di guerra continuano a essere quelle più vincenti”. “La politica non ha messo in agenda il ripudio della guerra. Anzi, l’export di armi aumenta. Le spese militari per il 2017 in Italia – denuncia don Sacco – sono di 23 miliardi, 40mila euro al minuto”.

Aggressione a Reggio Calabria: don Costantino, “ho perdonato tutti” affinché “si convertano”

Tue, 2017-07-11 14:01

“Mi sono comportato da prete e da cristiano e ho perdonato tutti. Però perdonare non significa scusare tutto e volersi bene, sorpassando ogni cosa. Perdonare significa anche dire a questa gente che si deve convertire, perché altrimenti non andiamo avanti, anche come Chiesa”. Lo afferma don Giorgio Costantino, il parroco di Reggio Calabria, aggredito nella notte tra il 24 e il 25 maggio, e tornato alcuni giorni fa in parrocchia. In un’intervista al Sir, il sacerdote racconta la notte dell’aggressione. In piazza del Soccorso, “c’è sempre stato un caos, fastidioso per tutti, ma nessuno reagiva. Non era la prima volta che scendevo per tentare di dialogare con i giovani che stazionavano in piazza”. Ma il dialogo non ha funzionato. “Questa gente non è della parrocchia, ma viene da fuori”, spiega il sacerdote. “Occupavano la piazza e hanno addirittura cancellato il nome di ‘piazza Santa Maria del Soccorso’ e hanno scritto ‘piazza Gebbione’. Noi non possiamo andare avanti avendo paura di questa gente che prevarica, né chiudendo un po’ l’occhio per non avere fastidi”. Ripercorrendo il suo impegno, don Costantino aggiunge che “si cerca di lavorare dando sempre il massimo, chiarendo sempre che la Chiesa sta dalla parte della legalità, ed esercitando il perdono nei confronti di chi sbaglia”. Oltre alla comunità parrocchiale, anche le istituzioni gli hanno dimostrato vicinanza: “Li ringrazio veramente perché sono sicuro che l’hanno fatto col cuore, spero che adesso si provveda a presidiare questa zona” perché “molti confratelli vivono la stessa situazione mia: a chi bruciano qualcosa, a chi rubano”.

Diocesi: Andria, domani mons. Mansi presiede la Messa in cattedrale a un anno dal disastro ferroviario

Tue, 2017-07-11 13:48

Ad un anno dal tragico incidente ferroviario che il 12 luglio 2016 ha visto lo scontro di due convogli – uno partito da Corato e diretto ad Andria e l’altro proveniente da Andria che viaggiava in direzione Corato – con un bilancio di 23 vittime e oltre 50  feriti, domani sera il vescovo di Andria, mons. Luigi Mansi, presiederà una celebrazione eucaristica nella chiesa cattedrale (ore 20).  Con la Messa, si legge in un comunicato della diocesi, “ci lasceremo abbracciare ancora una volta dall’amore di Dio e innalzeremo a Lui la nostra preghiera per le vittime del tragico incidente. L’occasione sarà propizia per far sentire alle famiglie colpite dal dolore la vicinanza dei cittadini di Andria, delle città limitrofe e dell’intera comunità ecclesiale. Vogliamo condividere un dolore perché questo dolore appartiene a tutti, perché il dolore condiviso fa meno male, perché questo dolore ci ha colpiti ‘in casa’ e perché siamo tutti una stessa famiglia. Desideriamo ancora una volta che i parenti delle vittime non si sentano soli in questo terribile lutto”. La diocesi ricorda che per espressa volontà delle famiglie, in rispetto del dolore che le ha coinvolte e per garantire un clima di raccoglimento e di preghiera, alla celebrazione eucaristica non è ammesso nessun mezzo di ripresa.

Disabilità: Falabella (Fish), “finalmente riprende l’iter di approvazione del Programma di azione”. “Non poteva rimanere ancora in un cassetto”

Tue, 2017-07-11 13:29

“Finalmente riprende l’iter di approvazione del ‘Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità’, licenziato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità nel lontano ottobre scorso e già trasmesso da mesi dal Ministero del lavoro alla Presidenza del Consiglio dei ministri”. Così Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), commenta l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del “Programma di azione biennale”. Il testo passa ora alla valutazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, per poi tornare in Consiglio dei ministri prima della firma del presidente della Repubblica. “Il ‘Programma di azione’ – osserva Falabella – è il risultato di due anni di lavoro, condiviso e dettagliato, su aspetti di particolare rilievo e delicatezza, dal riconoscimento della disabilità alla vita indipendente, dalla mobilità al diritto allo studio, dall’inclusione lavorativa alla tutela della salute”. “Non poteva rimanere ancora in un cassetto”, evidenzia il presidente della Fish. “Ci auguriamo che dopo questo dovuto passaggio, i successivi atti siano molto celeri per restituire alle amministrazioni, alle Regioni, ai Ministeri, uno strumento essenziale nell’orientamento di politiche e servizi per la disabilità. Su questi passaggi – conclude Falabella – ovviamente Fish manterrà la consueta elevata attenzione”.

Motu Proprio su “offerta della vita”: L’Osservatore Romano, “quarta via” per introdurre cause beatificazione e canonizzazione

Tue, 2017-07-11 13:16

L’offerta della vita è “una quarta via” per introdurre le cause di beatificazione e di santificazione, oltre alla via del martirio, alla via delle virtù eroiche e alle beatificazioni equipollenti. È quanto si legge in un articolo de “L’Osservatore Romano”, a corredo della novità introdotta oggi dal Papa con il Motu Proprio “Maiorem hac dilectionem”. “Pur avendo alcuni elementi che la fanno assomigliare sia alla via del martirio che a quella delle virtù eroiche, è una via nuova che intende valorizzare una eroica testimonianza cristiana, finora senza una procedura specifica, proprio perché non rientra del tutto nella fattispecie del martirio e neppure in quella delle virtù eroiche”, si legge nel testo, in cui si precisa che la via dell’offerta della vita “assomiglia parzialmente a quella del martirio perché c’è l’eroico dono di sé, fino alla morte inclusa, ma se ne differenzia perché non c’è un persecutore che vorrebbe imporre la scelta contro Cristo”. Nello stesso tempo, la via dell’offerta della vita “assomiglia a quella delle virtù eroiche perché c’è un atto eroico di carità (dono di sé), ispirato dall’esempio di Cristo, ma se ne differenzia perché non è l’espressione di un prolungato esercizio delle virtù e, in particolare, di una carità eroica. Si richiede, comunque, un esercizio ordinario di vita cristiana, che renda possibile e comprensibile la decisione libera e volontaria di donare la propria vita in un atto supremo di amore cristiano, che superi il naturale istinto di conservazione, imitando Cristo, che si è offerto al Padre per il mondo, sulla croce”. Anche l’offerta della vita, quindi, “non può prescindere dalla perfezione della carità, che in questo caso, però, non è il risultato di una prolungata, pronta e gioiosa ripetizione di atti virtuosi, ma è un unico atto eroico che per la sua radicalità, irrevocabilità e persistenza usque ad mortem esprime pienamente l’opzione cristiana”. Per quanto riguarda il fattore tempo, il Motu Proprio parla di “morte a breve termine”, il che “non vuol dire immediata ma neppure così lontana da trasformare l’atto eroico in virtù eroica”, altrimenti muterebbe la fattispecie, si legge sul quotidiano vaticano. “Se fosse possibile tracciare una graduatoria dei percorsi giuridici per l’accertamento della santità canonizzabile, potremmo concludere che al primo posto sta il martirio, al secondo le virtù eroiche, al terzo l’atto eroico dell’offerta della vita fino alla morte inclusa”, la conclusione dell’articolo.

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