Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 29 min ago

Immigrazione: domani presidio a Montecitorio delle associazioni contro decreto Minniti-Orlando

Mon, 2017-04-10 12:57

“Un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese”. Così le associazioni impegnate nell’accoglienza dei richiedenti asilo o sul tema immigrazione – tra cui Arci, Acli, Asgi, Centro Astalli, Cnca, Comunità nuova, Oxfam, ecc. – giudicano il decreto Minniti-Orlando e il decreto “sicurezza” che saranno domani in fase di conversione in Parlamento. Per questo organizzano domani pomeriggio a Roma (ore 17) davanti a Montecitorio, un presidio di protesta contro “norme di discutibile efficacia” e “impedire la conversione in legge di questi provvedimenti del governo”. Le associazioni hanno evidenziato numerose criticità tra cui “il ruolo dei Centri permanenti per il rimpatrio, nuova denominazione per gli attuali Cie, senza che ne venga modificata la funzione e assicurato il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute”. Viene contestata la procedura unica per le espulsioni, “valida tanto per chi proviene da percorsi di criminalità e lunghi periodi di carcerazione, quanto per il lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno” ma soprattutto “l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo” e la “sostanziale abolizione del contraddittorio nell’unico grado di giudizio, limitato da una procedura semplificata (rito camerale) priva del dibattimento”. “In tal modo – precisano – non solo viene violato il diritto di difesa di cui all’art.24 della Costituzione, ma si preclude la valutazione in concreto della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini della valutazione sul rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari”. Secondo le associazioni per governare il fenomeno migratorio non bastano “irrealistiche azioni di deterrenza” ma servono “norme che favoriscano i flussi d’ingresso e la permanenza regolare dei cittadini stranieri, contrastando così il lavoro nero e lo sfruttamento”. Perciò chiedono di “aprire corridoi umanitari e aumentare considerevolmente i reinsediamenti”.

Elemosina: Caritas Bolzano-Bressanone, “multe e divieti non sono una riposta efficace al fenomeno”

Mon, 2017-04-10 12:40

“La recente sentenza del Consiglio di Stato conferma quanto emerge dall’esperienza della Caritas diocesana, ovvero che multe e divieti non sono una riposta efficace al fenomeno del chiedere l’elemosina. Si tratta piuttosto di trovare il modo, nelle nostre città e nei nostri paesi, di convivere in modo pacifico con chi è costretto a chiedere aiuto, lasciando la libertà di domandare e mantenendo, come cittadini, la libertà di dare o non dare”. È la presa di posizione dei direttori della Caritas diocesana di Bolzano-Bressanone, Paolo Valente e Franz Kripp, in merito alla sentenza del Consiglio di Stato sul diritto di chiedere l’elemosina. “Certamente sono da sanzionare comportamenti aggressivi e violenti da parte di chiunque. Per questo – aggiungono – ci sono già le norme del Codice penale. La Caritas diocesana incoraggia tutti i Comuni che già hanno intrapreso questa strada a rinunciare definitivamente allo strumento dei divieti e a promuovere il reciproco rispetto tra le persone, così come richiede la complessità della società in cui viviamo”.

Sweden: Stockholm, day of mourning for “victims of terrorism in the world”.

Mon, 2017-04-10 12:23

A day of mourning all across Sweden today with the flags flying at half staff on public buildings. At 12 pm, a minute’s silence was held to “pay tribute to the victims of terror in Stockholm and in the rest of the world”, the official release on the website of Stockholm city explains. Four people died in the attack in the centre of the Swedish capital last Friday. The bells tolled, and a memorial ceremony was held in the municipal gardens of Stockholm and broadcasted live on Svt, attended among other people by the Mayor of the Swedish capital, Karin Wanngård, and by the Prime Minister, Stefan Löfven; the Royal Family was there too. Today, the capital is going back to its normal life and at 10 am the Åhléns shopping centre that the truck crashed against reopened its doors. Messages of encouragement have been hung next to the shattered shop-window. Yesterday afternoon, Sergels Torg, the city’s central square, was invaded by over 20 thousand people for a big “love rally” (Kärleksmanifestation) and at 02.53 pm, 48 hours after the attack, the participants joined their hands in a long human chain during a minute’s silence. “Fear will not reign, terror will not win”, said the Mayor, Karin Wanngård. “We shall keep building on the niceness and openness that are the distinctive features of our city. If we do it, then terrorism will have lost”.

Amoris Laetitia: mons. Fragnelli (Cei), “è la ministerialità laicale la nuova frontiera”

Mon, 2017-04-10 12:01

È la “ministerialità laicale” la nuova frontiera per la famiglia. Ne è convinto monsignor Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani e presidente della Commissione Cei per la famiglia, i giovani e la vita, che nel primo anniversario dell’esortazione apostolica di Papa Francesco – in un’intervista al Sir – traccia un bilancio in chiave italiana dell’Amoris Laetitia. A un anno di distanza, secondo Fragnelli, “si può sicuramente dire che si è avviato un cambio di mentalità sia dell’episcopato, sia delle nostre diocesi, come qualcosa che però è ancora da fare, da vivere e da cercare insieme. Potremmo dire: lavori in corso. Tutti ci rendiamo conto che la pastorale non può cambiare all’improvviso: l’Amoris Laetitia ci impegnerà per un po’ di anni. È quello che il Papa scrive all’inizio dell’esortazione apostolica, invitando non ad una lettura frettolosa o improvvisata, ma a porti nell’ottica del cambiamento tramite una presa di coscienza graduale che porterà sicuramente frutti in futuro”. In particolare, per Fragnelli, “si sta facendo strada la presa di coscienza che ci possono essere tante altre ministerialità, esperienze e professionalità che ci aiutano a leggere la condizione attuale delle famiglie: i rapporti con i figli, la situazione delle coppie, la condizione degli anziani”, partendo dalla presa di coscienza che “la situazione della famiglia si trova oggi in uno scenario totalmente cambiato e ci obbliga a dotarci di obiettivi a medio e lungo termine”. Oggi, conclude Fragnelli, “la ministerialità laicale non è più soltanto un’acquisizione teologico-pastorale, ma una chiamata a ristrutturare la pastorale dando dignità a figure non solo competenti in senso tecnico-scientifico, ma di vita”.

Attentato Egitto: card. Marx (Conferenza episcopale tedesca), “gli obiettivi dei criminali non devono avere successo”

Mon, 2017-04-10 11:42

Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco-Frisinga e presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha rilasciato ieri una dichiarazione sugli attacchi terroristici alle chiese copte di Tanta e Alessandria, in Egitto: “È con costernazione e grande tristezza che ho ricevuto la notizia dei due attentati mortali che hanno colpito i cristiani in Egitto”. “Nella preghiera sono vicino alle vittime di questo atto sanguinoso e ai loro parenti. In base a tutto ciò che sappiamo, ancora una volta gli attacchi tendono a intimorire e demotivare la minoranza cristiana in Egitto e a spingerla a emigrare”. “L’attacco è stato effettuato immediatamente prima della visita di Papa Francesco. Sono atti contro la convivenza pacifica tra cristiani e musulmani. Questi obiettivi dei criminali non devono avere successo! I fedeli delle varie religioni e specialmente i leader devono esprimere un deciso rifiuto all’odio e alla violenza”.

Portogallo: diocesi di Bragança-Miranda, “Una diretta con Dio” nella Settimana santa

Mon, 2017-04-10 11:13

Il Segretariato della Pastorale giovanile e vocazionale della diocesi di Braga-nça-Miranda ha deciso di mobilitare i giovani delle proprie comunità organizzando “Una diretta con Dio” nella notte tra il 13 e il 14 aprile prossimi. La curia spiega che per l’iniziativa è stato appositamente scelto “lo straordinario momento dell’adorazione eucaristica del Giovedì santo”. “Siamo invitati a dedicare il nostro tempo a chi si è dato totalmente a noi, e a contemplare come Maria, e insieme a lei, l’assoluto amore di Dio nei nostri confronti”, si legge nel testo. In tal senso, l’organizzazione diocesana ha anche preparato una “Guida all’adorazione”, nella quale, oltre a chiedere a tutti i partecipanti di “dare priorità ai momenti di silenzio”, a ogni gruppo di giovani sarà assegnata una specifica tematica, in base alla quale dovranno essere scelti i canti e le relative preghiere. La proposta è accompagnata dalla citazione delle parole introduttive al libro “Contemplazione credente e orante”, scritte dal vescovo di Bragança-Miranda, mons. José Cordeiro: “L’adorazione è un modo di portare alle labbra (dal latino ad-os), o di baciare. Così, l’Eucaristia creduta, celebrata, adorata diventa vita e perenne lode d’amore”.

Informazione: De Luca (Ucsi), “Francesco agisce ‘sentendo’ di dover agire”

Mon, 2017-04-10 10:42

“Francesco è comunicazione: l’immagine delle sue azioni arriva prima delle parole. Agisce ‘sentendo’ di dover agire. Come nel primo viaggio a Lampedusa. Ma è soprattutto Pontefice, pontifex, costruttore di ponti, oltre qualsiasi muro”. Lo ha detto Vania De Luca, vaticanista di Rainews e presidente dell’Unione cattolica della stampa italiana (Ucsi), intervenendo sabato al corso di formazione “Quando l’informazione crea conflitto” nella sede della Facoltà di Scienze della comunicazione sociale dell’Università pontificia salesiana. De Luca si è soffermata su tre immagini di Papa Francesco: la prima lo ritrae al muro del Pianto, la seconda al confine tra Stati uniti e Messico, la terza insieme al patriarca armeno mentre lancia due colombe verso il monte dove, secondo gli storici, sarebbe approdata l’arca di Noè.

Informazione: Morcellini (Agcom), “l’aumento della paura ha conseguenze importanti” nel racconto della società

Mon, 2017-04-10 10:38

“L’aumento della paura ha conseguenze importanti”. È l’avvertimento lanciato da Mario Morcellini, commissario Agcom e docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università La Sapienza di Roma, durante il corso di formazione “Quando l’informazione crea conflitto” che si è tenuto sabato scorso nella sede della Facoltà di Scienze della comunicazione sociale dell’Università pontificia salesiana. Morcellini si è soffermato sugli eccessi della rappresentazione nelle narrazioni mediali e ha sottolineato l’oggettivo “imbarbarimento dell’informazione”, riflesso di un “eccessivo individualismo e isolazionismo che finora hanno portato la maggior parte dei giornalisti a dipingere la società con tinte troppo tetre”. Infine, il commissario ha auspicato un passaggio dal conflitto al confronto, proponendo di “credere sempre in ciò che si proclama”.

Attentato Egitto: mons. Nosiglia (Torino), “crimini che non hanno nulla a che fare con Dio né con alcuna fede”

Mon, 2017-04-10 10:17

“La violenza fanatica continua a mascherarsi di intolleranza religiosa – in Egitto come in Europa – per tentare di giustificare crimini che non hanno nulla a che fare con Dio né con alcuna fede”. Così l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, commenta, in una nota diffusa ieri, gli attentati alle comunità cristiane in Egitto. “Ancora una volta il sangue dei cristiani è stato versato, nel giorno in cui inizia la settimana più importante dell’anno liturgico”, osserva l’arcivescovo, parlando di “assassini” che “vorrebbero imporre a tutti un mondo senza libertà, ossessionato da una ‘verità’ che ha sempre le mani sporche di sangue innocente. Un mondo che, faticosamente, ci siamo lasciati alle spalle da tempo”. “La diocesi di Torino e la Chiesa copta ortodossa presente nella nostra città – ricorda Nosiglia – hanno uno stretto rapporto di amicizia e di collaborazione: anche per questo sono particolarmente addolorato e colpito da questi fatti ed esprimo ai cari fratelli e sorelle cristiane la mia vicinanza e preghiera”. “Chiedo al Signore che accolga nel suo Regno le vittime, dia conforto e speranza alle loro famiglie, sostenga i tanti feriti dell’attentato perché possano guarire presto e riprendere la loro vita ordinaria”, prosegue l’arcivescovo, chiedendo “a tutti, e ai cristiani torinesi in particolare, un impegno di riflessione, preghiera, azione politica per testimoniare concretamente il diritto umano e sociale alla libertà religiosa, caposaldo fondamentale di ogni altro diritto e di una civile e fraterna convivenza fra tutti i cittadini”.

Diocesi: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), “realizzare insieme un’autentica alleanza educativa”

Mon, 2017-04-10 09:51

“La grande opera dell’educazione non è delegabile, e tutti dobbiamo assumerci la nostra parte”. Per questo è necessario “realizzare insieme una autentica ‘alleanza educativa’, da compiere e attuare con perseveranza: ne va del presente e del futuro del nostro mondo; ne va delle speranze e della vita delle giovani generazioni”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, presiedendo ieri nel Duomo di Spoleto la celebrazione eucaristica nella Domenica delle Palme. Boccardo ha fatto riferimento agli ultimi suicidi di giovani che hanno sconvolto la città: “Guardando a Gesù sofferente riconosciamo nel suo il volto sfigurato dei nostri ragazzi che si buttano dal Ponte delle Torri in una muta richiesta di aiuto, sopraffatti da solitudine e disperazione”. Quelli che “smarriti e disorientati, cercano spesso consolazione e risposta alle loro attese nell’alcool e nella droga – ha osservato l’arcivescovo – sono ragazzi che domandano e aspettano accoglienza ed ascolto”, che “cercano qualcuno che li aiuti a trovare un senso forte alla vita”. Ha poi condiviso con i presenti la lettera in cui una ragazza di un Istituto superiore di Spoleto afferma: “Ho paura. Il suicidio nella mia classe è un tabù” accusando che “nessuno ci ha mai insegnato che esistono delle difficoltà e c’è una grande differenza fra ‘superiamole insieme’ e ‘non preoccuparti, ci penso io’”. Per Boccardo “è un grido disperato di aiuto”. “Queste parole – ha proseguito – ci richiedono di mettere in atto tutte le nostre capacità e la nostra fantasia per accompagnare per mano i nostri figli nel cammino della vita”.

Domenica delle Palme: card. Betori, “condividere le situazioni di marginalità e umiliazione”

Mon, 2017-04-10 09:33

“Essere testimoni del Figlio di Dio richiede che ci poniamo nella condizione di condividere le situazioni di marginalità e umiliazione, per salvaguardare per ogni persona umana quella dignità che è radicata in essa dal suo essere creata a immagine di Dio”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, presiedendo ieri in Santa Maria del Fiore la celebrazione eucaristica nella Domenica delle Palme. “Tutte le povertà del mondo attendono la presenza salvifica affidata ai discepoli di Gesù”, ha proseguito l’arcivescovo, richiamando “le povertà materiali come quelle esistenziali, morali e spirituali”, “la condizione dei bambini a cui viene negata la vita prima della nascita o fatti oggetto di abusi”, “le donne vittime di violenza o violate nella loro dignità in quella forma di moderna schiavitù che è la pratica dell’utero in affitto”, “le famiglie da nessuno prese in considerazione in una società che esalta l’individuo egoista”, “i giovani a cui questa stessa società sembra voler precludere un degno futuro di lavoro e un ruolo sociale”, “le popolazioni dei Paesi poveri ridotte allo stremo”, “chi si fa strumento di morte degli altri come chi di questi progetti di morte diventa vittima innocente”, “i carcerati” e “le tante persone abbandonate nella loro solitudine”. “Siamo circondati da innumerevoli situazioni di disumanità, che attendono presenza, condivisione, dedizione”, ha concluso Betori, rilevando che “siamo chiamati a condividere la forma d’amore con cui Dio ci si è rivelato in Gesù e con cui egli anima la nostra testimonianza di lui”.

Attentato Egitto: Acs, “barbarie irrefrenabile. Ora la priorità è la sicurezza”

Mon, 2017-04-10 09:15

“È la Domenica delle Palme, e la memoria della Passione di Nostro Signore fa da sfondo a quella, attuale, della comunità cristiana in Egitto. A 20 giorni dalla visita di Papa Francesco in quella nazione, cellule dell’estremismo islamico colpiscono la minoranza cristiana. Da alcuni mesi la barbarie è irrefrenabile” come testimoniano i 26 morti nella cattedrale copta del Cairo dello scorso dicembre, i 7 omicidi, tutti ispirati all’odio religioso, nei primi mesi del 2017 nel nord del Sinai. È quanto scrive Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) Italia che in una nota condanna il duplice attentato contro due chiese cristiane avvenuto ieri in Egitto. Per Acs, nonostante alcuni “apprezzabili” segnali “diplomaticamente confortanti” giunti dal presidente egiziano Al-Sisi, (partecipazione alla Messa di Natale, personali condoglianze ai familiari dell’attentato del dicembre scorso, progettazione di una grande chiesa alla periferia del Cairo), “ora la priorità è la sicurezza. I cristiani ne hanno pieno diritto. Ci aspettiamo che il governo egiziano dia prova di fermezza e decisione in tal senso”. “Mai come in questo momento – si legge ne comunicato di Acs – la visita del Santo Padre è fondamentale. Il suo viaggio servirà a sostenere una comunità cristiana oggi provata da altri due gravi atti terroristici, e a proseguire nella strada del dialogo aperto e franco con i musulmani egiziani. È auspicabile che, ad un più convinto impegno delle Istituzioni sul fronte della pubblica sicurezza, si accompagni anche un pari sforzo delle componenti più illuminate dell’Islam nazionale, le quali dispongono degli strumenti culturali per prosciugare il brodo di coltura del jihadismo. La comunità di Acs è vicina alle vittime e alle loro famiglie. Ora più che mai è opportuno pregare per loro, sensibilizzare circa la minaccia che incombe sulle minoranze, e agire attraverso i progetti a sostegno dei nostri fratelli perseguitati”.

Attentato Egitto: Tveit (Wcc), “di fronte a tanta brutalità, famiglia umana unita per prevenire violenza”

Mon, 2017-04-10 09:11

“Di fronte a tanta brutalità, la famiglia umana, tutte le persone di fede e di buona volontà, devono stare insieme e impegnarsi a prendersi cura l’un dell’altro, rispettarsi, proteggersi e fare di tutto per prevenire tale violenza”. Lo afferma il rev. Olav Fykse Tveit che, in un comunicato a nome del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), esprime profondo dolore e preghiere per le famiglie delle vittime e dei feriti e per tutto il popolo egiziano .
Tveit, segretario generale del Wcc, lancia un appello al presidente al-Sisi, ai leader religiosi e ai governi della regione affinché agiscano “rapidamente e con coraggio per salvaguardare i diritti religiosi fondamentali dei fedeli di tutte le fedi, garantire sicurezza e giustizia a tutto il popolo. I luoghi di culto delle diverse tradizioni religiose sono oggetto di violenza da parte di estremisti”.
Secondo Tveit, l’azione di governo deve essere accompagnata dalla “solidarietà tra musulmani, cristiani e persone di tutte le fedi che interagiscono a livello locale e insieme denunciano ogni attacco violento”. Per questo è molto importante che Al-Azhar, la più alta autorità islamica sunnita in Egitto, abbia rilasciato una dichiarazione dai toni di condanna molto duri.

Attentato Egitto: vescovi inglesi, “nulla può giustificare questi atti atroci di terrorismo”

Mon, 2017-04-10 09:08

“È con profondo dolore e tristezza che abbiamo appreso dell’esplosione nella chiesa copta di san Giorgio (Mar Girgis) nella città di Tanta nel Delta del Nilo, e fuori della chiesa copta di san Marco ad Alessandria. Entrambe le esplosioni hanno avuto luogo nel corso di una Divina liturgia nella Domenica delle Palme, dove tradizionalmente sono benedetti rami di ulivo come simbolo di pace. Nulla può giustificare questi atti atroci di terrorismo”. Così scrivono i vescovi inglesi in un comunicato, diffuso subito dopo i tragici attacchi in Egitto, firmato dal cardinale Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, dall’arcivescovo Bernard Longley e dall’arcivescovo emerito Kevin McDonald, membri cattolici del Forum cattolico-ortodosso.

Attentato Egitto: vescovo copto Angaelos (Regno Unito), “colpiti nell’ora più vulnerabile della preghiera”

Mon, 2017-04-10 09:07

“Ciò che è innegabile è la brutalità senza senso e senza cuore che può portare una persona o delle persone a colpire indiscriminatamente vite innocenti, specialmente nell’ora più vulnerabile della preghiera”. Parole di dolore e di choc quelle pronunciate dal vescovo Angaelos, della Chiesa copta ortodossa del Regno Unito, subito dopo i due attentati terroristici nelle chiese di Tanta e Alessandria mentre in entrambe erano in corso le divine liturgie per la Domenica delle Palme. Nella chiesa di san Marco ad Alessandria la celebrazione era presieduta da Sua Santità Papa Tawadros II.
“Preghiamo per Sua Santità Papa Tawadros II e per tutti i nostri del clero copto in Egitto che continuano a servire i loro figli fedelmente e coraggiosamente – dice Angaelos – in un momento in cui la loro leadership e cura pastorale sono necessarie per tutta la nostra comunità. Preghiamo anche per le nostre sorelle e fratelli copti ortodossi che continuano ad essere resilienti di fronte ad attacchi in corso e crescenti, resistendo alla tentazione di reagire in modo vendicativo”. E conclude il vescovo: “Entrando nella Settimana Santa del nostro Salvatore, condividiamo il dolore e la sofferenza delle famiglie e di tutti coloro che sono stati colpiti dagli attacchi di oggi”.

Attentato Egitto: mons. Mina (Guizeh), “attacco contro cristiani e unità del Paese. Visita Papa non a rischio”

Mon, 2017-04-10 09:05

“È un dramma. Davanti a fatti del genere non ci sono altre parole. Solo preghiera e speranza”. Con voce rotta dall’emozione a parlare è mons. Adel Zaki, vicario apostolico di Alessandria d’Egitto per i cattolici di rito latino. Al Sir commenta così il doppio attentato, rivendicato dall’Isis, di ieri, Domenica delle Palme, che ha colpito, nella cittadina di Tanta (a nord del Cairo), la chiesa copta di Mar Girgis provocando 27 morti e 78 feriti, e ad Alessandria, la cattedrale di san Marco, con 16 morti. Di attentato “contro l’unità del Paese, contro i cristiani per ricordare loro che non hanno diritti e contro tutta la minoranza cristiana del Paese che attende con ansia Papa Francesco”, parla invece mons. Antonios Aziz Mina, vescovo copto-cattolico emerito di Guizeh. “Colpire i cristiani – dice al Sir – garantisce ai terroristi una grande risonanza mediatica, più che colpire esercito o polizia sulla frontiera del Sinai. Basta ricordare quanti cristiani sono stati uccisi, anche recentemente, in questa penisola”. “Hanno colpito in uno dei giorni in cui maggiore è l’affluenza in chiesa – aggiunge mons. Mina, che è stato il rappresentante della Chiesa copto-cattolica all’interno della Costituente che ha redatto il nuovo testo della Costituzione egiziana approvata con un referendum nel gennaio 2014 – quindi è drammaticamente chiara l’intenzionalità di compiere una strage. Hanno colpito a tre settimane dall’arrivo di Papa Francesco in Egitto inviando un messaggio di morte al popolo egiziano e, in particolare, alla sua componente cristiana”.

“Si tratta di un attentato all’unità del Paese – afferma ancora il vescovo copto-cattolico -. Sono decenni che, come Chiesa, avvertiamo dei rischi che la diffusione del fanatismo e dell’estremismo religioso porta con sé. Ci sono tantissimi giovani che subiscono dei veri e propri lavaggi del cervello ad opera di correnti fondamentaliste islamiche. Ora le autorità politiche e religiose devono rimediare a questa situazione per evitare che fatti del genere possano di nuovo accadere”. Circa il viaggio di Papa Francesco in Egitto, previsto il 28 e 29 aprile prossimi, mons. Mina si dice convinto che “non sia a rischio. Le misure di sicurezza saranno altissime e sono certo che tutto avverrà senza alcun problema”. Ma prima del Papa i cristiani sono chiamati a celebrare la Pasqua, “che è di tutti i cristiani quest’anno: avrà più che mai il sapore del sangue e l’amaro della tristezza – rimarca il presule -. Tante famiglie dopo i due attentati di ieri piangeranno i loro martiri. Nonostante ciò, non perderemo mai la speranza. Questi gesti efferati ci rendono più saldi nella fede e più forti. Non siamo sconfitti. Celebreremo la Pasqua e affideremo alla visita di Papa Francesco la crescita della nostra Chiesa che piange altri martiri. Il Papa ci ha chiesto di pregare perché Dio converta il cuore dei terroristi e per la pace. I cristiani di Egitto sono combattenti della speranza”. Quello di ieri è il secondo attacco terrorista a una chiesa copta negli ultimi mesi. Lo scorso 11 dicembre un attacco suicida nella chiesa dei santi Pietro e Paolo, vicino alla cattedrale copta di san Marco al Cairo, provocò 28 morti e più di 40 feriti. I cristiani copti sono circa il 10% della popolazione egiziana e sono vittime di violenze e assassinii da parte di milizie jihadiste attive nel Sinai e di gruppi dei Fratelli musulmani, che dopo la cacciata del loro leader Mohamed Morsi, hanno assaltato chiese, case e negozi di proprietà di cristiani.

Attentato Egitto: due esplosioni a Tanta e ad Alessandria. Sangue sulla Domenica delle Palme

Mon, 2017-04-10 09:04

Sangue sulla Domenica delle Palme in Egitto. Due terribili esplosioni, nel giro di due ore, hanno profondamente scosso la comunità copta ortodossa dell’Egitto: la prima, attorno alle 10, è avvenuta nella chiesa di san Giorgio a Tanta, a nord del Cairo. La seconda nella cattedrale di san Marco ad Alessandria (sede del Patriarcato copto ortodosso), sulla costa mediterranea del Paese proprio mentre papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta ortodossa, celebrava la Messa.
Entrambi gli attentati sono stati rivendicati dall’Is attraverso il proprio organo di propaganda Amaq. Il bilancio delle vittime nella chiesa di san Giorgio a Tanta parla di 27 persone uccise e di 78 feriti. Pare che un ordigno fosse piazzato all’interno dell’edificio.
Qualche ora dopo, un’esplosione è avvenuta davanti alla cattedrale di san Marco ad Alessandria, provocando 16 morti e 41 feriti. La deflagrazione sarebbe stata provocata da un kamikaze che si è fatto esplodere tra la folla, mentre all’interno dell’edificio era in corso la Divina Liturgia della Domenica delle Palme celebrata dal patriarca Tawadros II, come ha confermato alla televisione Ontv il segretario Angelious Izhaq, precisando che Tawadros è incolume e sta bene. La televisione nazionale egiziana ha trasmesso un filmato, ripreso dalle telecamere di sicurezza della chiesa, che mostra un uomo con un maglione blu appeso sulle spalle, che cerca di entrare nella cattedrale. Lo fanno passare attraverso un metal detector. L’uomo entra nel rivelatore brevemente, fa un passo indietro e a quel punto lo schermo viene oscurato dal fumo. Il presidente egiziano ha decretato tre giorni di lutto nazionale.

Papa Francesco: Angelus, prega per strage in Egitto e attentato a Stoccolma

Mon, 2017-04-10 09:03

“A Cristo, che oggi entra nella Passione, e alla Vergine Santa affidiamo le vittime dell’attentato terroristico avvenuto venerdì scorso a Stoccolma, come pure quanti sono ancora duramente provati dalla guerra, sciagura dell’umanità. E preghiamo per le vittime dell’attentato compiuto purtroppo oggi, questa mattina, al Cairo, in una chiesa copta”. Sono le parole pronunciate dal Papa dopo la recita dell’Angelus di ieri, davanti a 50mila persone. “Al mio caro fratello, Sua Santità Papa Tawadros II, alla Chiesa Copta e a tutta la cara nazione egiziana esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e per i feriti, sono vicino ai familiari e all’intera comunità”, ha proseguito Francesco: “Il Signore converta il cuore delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi”.

Papa Francesco: Messa Domenica Palme, Gesù è in coloro che “soffrono per un lavoro da schiavi, drammi familiari, malattie, guerre, terrorismo”

Mon, 2017-04-10 09:01

Gesù “è presente in tanti nostri fratelli e sorelle che oggi, oggi patiscono sofferenze come lui: soffrono per un lavoro da schiavi, soffrono per i drammi familiari, per le malattie… Soffrono a causa delle guerre e del terrorismo, a causa degli interessi che muovono le armi e le fanno colpire. Uomini e donne ingannati, violati nella loro dignità, scartati… Gesù è in loro, in ognuno di loro, e con quel volto sfigurato, con quella voce rotta chiede di essere guardato, di essere riconosciuto, di essere amato”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata ieri in piazza San Pietro – davanti a 50mila persone, secondo la Gendarmeria Vaticana – per la Domenica delle Palme e la celebrazione a livello diocesano della Giornata mondiale della gioventù. “Non è un altro Gesù: è lo stesso che è entrato in Gerusalemme tra lo sventolare di rami di palma e di ulivo”, ha spiegato Francesco: “È lo stesso che è stato inchiodato alla croce ed è morto tra due malfattori”. Gesù, ha precisato il Papa tracciandone l’identikit, “non è un illuso che sparge illusioni, un profeta new age, un venditore di fumo, tutt’altro: è un Messia ben determinato, con la fisionomia concreta del servo, il servo di Dio e dell’uomo che va alla passione; è il grande Paziente del dolore umano”.
“Mentre anche noi facciamo festa al nostro Re, pensiamo alle sofferenze che lui dovrà patire in questa Settimana”, l’invito di Francesco: “Pensiamo alle calunnie, agli oltraggi, ai tranelli, ai tradimenti, all’abbandono, al giudizio iniquo, alle percosse, ai flagelli, alla corona di spine, e infine alla via crucis, fino alla crocifissione”. Gesù – ha proseguito il Papa – “non ha mai promesso onori e successi. I Vangeli parlano chiaro. Ha sempre avvertito i suoi amici che la sua strada era quella, e che la vittoria finale sarebbe passata attraverso la passione e la croce. E anche per noi vale lo stesso. Per seguire fedelmente Gesù, chiediamo la grazia di farlo non a parole ma nei fatti, e di avere la pazienza di sopportare la nostra croce: di non rifiutarla, non buttarla via, ma, guardando lui, accettarla e portarla, giorno per giorno”.

Papa Francesco: a veglia di preghiera Gmg, “nessun giovane deve sentirsi escluso dal Sinodo”

Sat, 2017-04-08 19:55

“Nessun giovane deve sentirsi escluso” dal Sinodo perché “il Sinodo è di tutti i giovani”: anche quelli agnostici, di fede tiepida o che si sono allontanati dalla Chiesa. Lo ha detto Papa Francesco durante la Veglia di preghiera che si è tenuta questo pomeriggio nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, in preparazione alla XXXII Giornata mondiale della gioventù che si celebra domani a livello diocesano. Accantonato il discorso preparato per l’occasione, il Santo Padre si è rivolto ai giovani ricordando che il mondo ha bisogno “che vadano ‘in fretta’, che abbiano quella vocazione di sentire che la vita offre loro una missione”: “Il mondo può cambiare soltanto se i giovani sono in cammino!”. Purtroppo, ha aggiunto il Papa, “i giovani, oggi, è duro dirlo, ma spesso sono materiale di scarto” e “questo non possiamo tollerarlo”. “La Chiesa ha bisogno di più primavera ancora, e la primavera è la stagione dei giovani”, ha sottolineato Francesco: “Ai giovani la Chiesa chiede una missione, tornare indietro e parlare con i nonni”. Infine, il saluto ai presenti: “Grazie tante per il vostro coraggio, e… a Panama! Non so se sarò io, ma ci sarà il Papa”.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie