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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 22 min 58 sec ago

Papa Francesco: mons. Leopoldo Girelli nunzio apostolico in Israele

Wed, 2017-09-13 11:16

Il Papa ha nominato nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina monsignor Leopoldo Girelli, arcivescovo titolare di Capri, finora nunzio apostolico in Singapore, delegato apostolico in Malaysia e in Brunei, e rappresentante pontificio non-residente per il Viêt Nam. Ne dà notizia oggi la Sala Stampa della Santa Sede.

Eutanasia in Belgio: Fratelli della Carità, difendono il testo orientativo. Cathobel.be, i vescovi desiderano “approfondire il testo”

Wed, 2017-09-13 11:14

“L’organizzazione Fratelli della Carità continua a difendere il suo testo orientativo sull’eutanasia in caso di sofferenza psichica in malati non terminali”. Comincia così un comunicato diffuso ieri dal Consiglio d’amministrazione degli ospedali gestiti dalla Congregazione in Belgio, in cui si sostiene che “questo documento etico è stato redatto in maniera conforme al pensiero cristiano che noi applichiamo nella nostra organizzazione”, tenendo conto “dei cambiamenti e delle evoluzioni della nostra società” e considerando inoltre “il riconoscimento del carattere eccezionale e proporzionale della visione dell’etica, le scelte secondo coscienza, la deontologia e l’ideologizzazione”. Il Comunicato spiega altresì che i Fratelli hanno cercato di “avere le due parti intorno a un tavolo, ma ciò non ha ancora prodotto risultati” e che continuano a “chiedere di poter entrare in dialogo per permetterci di commentare il nostro testo orientativo e le nostre argomentazioni”. In Belgio la Congregazione gestisce 15 ospedali, per un totale di oltre 5.000 posti letto. Secondo il comunicato, il documento pubblicato in primavera “continua a difendere l’idea secondo cui la vita merita di essere difesa e che noi non aderiamo puramente e semplicemente all’argomentazione dell’autonomia” bensì a muovere è la preoccupazione “di amministrare la miglior cura possibile al paziente”. “Prendiamo molto sul serio il dolore insopportabile e irrimediabile, nonché le richieste di eutanasia da parte dei nostri pazienti”, si legge ancora nel comunicato. “Cerchiamo per altro di proteggere la vita e garantiamo che l’eutanasia non sia praticata se non quando non ci sono altre soluzioni, e ciò al fine di offrire al paziente un trattamento ragionevole”. Nel rispetto della legge, del personale, degli altri pazienti delle strutture gestite dai Fratelli. “Da parte della Conferenza episcopale non è stato fatto alcun commento, preferendo, i vescovi del nostro Paese approfondire il testo” ha scritto ieri Jean Jacques Durré, caporedattore dell’agenzia della Conferenza episcopale cathobel.be, in un contributo che ripercorre la vicenda. “Al momento i vescovi del Belgio si attengono al loro comunicato della primavera scorsa su eutanasia e sofferenza psicologica”. “Nelle prossime settimane arriveranno risposte”, secondo Durré anche riguardo le reazioni da parte del Superiore generale dell’ordine fr. René Stockman che ad agosto aveva scritto ai confratelli del Belgio di modificare le proprie posizioni, e dal Vaticano. Aperto anche il destino dei tre confratelli che sono nel Consiglio di Amministrazione che ha firmato il comunicato, dove per altro si dice che “la domanda loro posta dal Vaticano è personale e individuale, e non deve essere dibattuta nei media”.

Venezuela: vescovi, dopo 12 anni torna il Premio “Mons. Pellìn” per le comunicazioni sociali

Wed, 2017-09-13 11:11

Dopo 12 anni torna in Venezuela la XV edizione del Premio Monsignor Pellin dedicato al giornalismo e alla comunicazione sociale, indetto dalla Commissione episcopale per i mezzi di comunicazione sociale della Conferenza episcopale venezuelana. Il premio prende il titolo dal Messaggio di Papa Francesco “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo” e riguarda diverse aree: stampa, televisione, radio, pastorale, fotografia, web, musica, audiovisivi. L’intento è “riconoscere e stimolare le manifestazioni di alta qualità artistica di contenuti etici e valori cristiani diffusi attraverso i mezzi di comunicazione sociale; oltre a premiare persone e istituzioni che lavorano nel campo”. Una menzione speciale sarà dedicata a Papa Francesco. Mons. Jesus Maria Pellìn era un sacerdote e giornalista (1892-1969) che dedicò gran parte della sua vita nel quotidiano “La Religione”. Le proposte possono essere inviate personalmente o per posta entro il 23 settembre 2017 al dipartimento per i mezzi di comunicazione della Cev.

Legge su propaganda fascista: Di Segni (Ucei), “approvazione un atto necessario” per “tutela dell’Italia nel suo insieme”

Wed, 2017-09-13 10:48

“Accogliamo con grande soddisfazione il via libera della Camera dei deputati alla proposta di legge Fiano sull’apologia e propaganda del fascismo. Un atto necessario, che va a rafforzare il quadro normativo e la qualificazione dei reati già previsti, auspicando che queste norme siano efficacemente applicate ai ripetuti episodi che si manifestano e che con preoccupazione ormai aumentano e aggravandosi sono sempre più sistemici. È un bene che le istituzioni intervengano con questa fermezza e incisività. La speranza è che il Senato possa accogliere questa proposta nei tempi più brevi”: lo afferma la presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni. “La legge non è un regalo agli ebrei italiani, ma una tutela per l’Italia nel suo insieme e per la sua popolazione intera, per non dimenticare quanto accadeva 80 anni fa e per mantenere solide le sue fondamenta antifasciste e democratiche”, aggiunge la presidente dell’Ucei.

Germany: Cologne, the Kolumba Museum, a centre of culture, art and spirituality, turns ten

Wed, 2017-09-13 10:25

The celebrations for the tenth anniversary of the great “Kolumba” Museum of the archdiocese of Cologne are in full swing. Founded in 2007 at the resolve of the then archbishop, the recently died cardinal Joachim Meisner, in just ten years the Kolumba Museum has turned into an attraction and a place to share ideas about art, and not just sacred art. Designed in bold modern forms, with brick walls, by the great Swiss architect Peter Zumthor, the Kolumba Museum is as much a venue for exhibitions and contemporary installations as a place to meet and preserve historical memories: the museum has been built on top of the vestiges of the old church of Kolumba, built in 980 and bombed down during World War II. For its tenth anniversary, on Thursday September 14th, and in the run-up to the preparations for the 2018 expos, the Museum will be treating its visitors to an unusual experience: it will show up without any of its furnishings, paintings and statues, exposing its “spiritual structures”. Stefan Kraus, director of the Museum, points out that “many visitors remember what has happened here in ten years, and they make up their own imaginary museum, with their mind’s eye, layer after layer”. This is confirmed by the 60 thousand visitors and students who stop in the Kolumba Museum every day, not least to pray and experience moments of spirituality: religious services are regularly held in the ground-floor chapel.

Germania: Colonia, compie dieci anni il museo Kolumba, centro di cultura, arte e spiritualità

Wed, 2017-09-13 10:25

Sono in corso le celebrazioni per il decennale del grande museo “Kolumba” dell’arcidiocesi di Colonia. Fondato nel 2007 su iniziativa dell’allora arcivescovo, il cardinale Joachim Meisner recentemente defunto, il museo Kolumba è diventato in soli dieci anni un polo di attrazione e di confronto per l’arte non solo religiosa. Realizzato in ardite forme moderne, con muri in mattoni, su progetto del grande architetto svizzero Peter Zumthor, il Kolumba si propone sia come luogo di mostre e installazioni contemporanee, sia come luogo di confluenza e memoria storica: nelle strutture dell’edificio sono incorporati i resti dell’antica chiesa di Kolumba, edificata nel 980 e distrutta dai bombardamenti che Colonia subì durante la seconda guerra mondiale. Per l’occasione del decennale, giovedì 14 settembre, e in vista della preparazione delle esposizioni del 2018, il museo regala ai suoi visitatori una esperienza inusuale: si presenta spoglio di ogni arredo, quadro e statua, e fa mostra delle sue “strutture spirituali”. Il direttore Stefan Kraus evidenzia il fatto che “molti visitatori ricordano cosa è successo qui in dieci anni, e si creano un museo immaginario, con l’occhio della mente, strato dopo strato”. La conferma sono i 60mila visitatori che affollano ogni anno le mostre, e il grande numero di visitatori e studenti che si fermano quotidianamente nel Kolumba, anche per pregare e vivere momenti di spiritualità: nella cappella al piano terra si svolgono regolari funzioni religiose.

Terremoto in Messico: mons. Arizmendi (San Cristóbal), “lungo le coste in molti non hanno più nulla”

Wed, 2017-09-13 10:02

È salito a 90 il numero delle vittime del terremoto che ha colpito il Messico nella tarda sera di giovedì 7 settembre. La scossa dell’8,2 gradi della scala Richter, localizzata nel Pacifico, ha causato gravi danni soprattutto negli stati di Oaxaca (71 vittime) e Chiapas (15 vittime). Altre 4 vittime si contano nello stato di Tabasco. Sul sito della Conferenza episcopale messicana è apparso ieri un preciso resoconto di mons. Felipe Arizmendi, vescovo di San Cristóbal de las Casas. “Nella nostra diocesi le vittime sono state tre”, e le abitazioni distrutte sono sei, oltre ad una chiesa protestante. Ma a preoccupare è soprattutto, fuori dal territorio diocesano, la situazione lungo le coste del Chiapas e dell’Oaxaca, in particolare a Juchitán. In particolare in quelle zone, scrive mons. Arizmendi, “molte persone sono rimaste senza nulla”.
Nella diocesi di San Cristóbal de las Casas, che pure è stata meno colpita di altre, sono state danneggiate seriamente diverse chiese, a partire dalla cattedrale, che è pericolante per la situazione di alcune colonne”. Il vescovo si appella alla solidarietà di tutti per aiutare, attraverso la Caritas, le popolazioni più colpite.

Sinodo sui giovani: mons. Fabene (sottosegretario), “la Chiesa vuole accompagnarli perché siano felici”

Wed, 2017-09-13 09:55

“La Chiesa vuole accompagnare i giovani di oggi perché possano costruire la loro vita su scelte profonde, su solide basi, su grandi pilastri. Perché possano essere giovani felici e possano veramente contribuire all’edificazione del mondo e della Chiesa”. Lo afferma mons. Fabio Fabene, sottosegretario della Segreteria generale del Sinodo, che sta svolgendo a Roma un Seminario internazionale sulla situazione giovanile in preparazione alla XV Assemblea generale ordinaria prevista nell’ottobre del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Il sottosegretario spiega che il seminario vuole essere un’occasione per “ascoltare i giovani d’oggi”. “Vuole essere una fotografia dei giovani nel mondo di oggi, vuole esplorare alcuni aspetti dell’esistenza”, prosegue mons. Fabene. Per questo è “internazionale, multidisciplinare e intergenerazionale”. “Il Sinodo – rammenta il sottosegretario – riguarda tutti i giovani, come spesso ha ricordato il Papa. Tutti significa i giovani di tutti i continenti e in tutte le situazioni della vita. Non soltanto i giovani cattolici o cristiani, ma anche coloro che hanno abbandonato la pratica della fede”. Questo perché “la Chiesa è madre, quindi ha cura di tutti i suoi figli e particolarmente dei giovani perché sono il presente della Chiesa, della società e del mondo. E sono anche il domani, la speranza del mondo e della Chiesa”. Rispetto al discernimento vocazionale, mons. Fabene sottolinea l’importanza dell’impegno di accompagnamento delle nuove generazioni: “I giovani devono saper scegliere qual è la strada della loro vita per essere felici perché la felicità dipende dalla realizzazione delle proprie aspirazioni e nell’assumere il progetto che Dio ha per ciascuno di noi”.

Papa Francesco: udienza, “vicinanza” a vittime dell’alluvione di Livorno

Wed, 2017-09-13 09:44

“Rivolgo il mio pensiero ed esprimo la mia spirituale vicinanza a quanti soffrono a causa dell’alluvione che ha colpito il territorio di Livorno. Preghiamo per i morti, i feriti, per i rispettivi familiari e per quanti sono nella prova”. Sono le parole con cui il Papa ha concluso i saluti ai fedeli di lingua italiana, tradizionale momento di congedo dall’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro. Tra i gruppi di fedeli presenti, Francesco ha salutato in particolare l’associazione Opera Diocesana Assistenza di Firenze, accompagnata dal cardinale Giuseppe Betori: “La visita alle tombe degli apostoli sia occasione per crescere nell’amore di Dio affinché le vostre comunità siano luogo in cui si fa esperienza della misericordia verso il prossimo”. Poi la menzione della festa liturgica dell’Esaltazione della Croce, che si celebra domani, a cui il Papa ha fatto riferimento anche nel saluto ai pellegrini polacchi: “Ci ricorda che la via alla santità passa per la Croce. In questa prospettiva bisogna guardare ogni sofferenza: la malattia, le ingiustizie, la povertà e gli insuccessi”.

Papa Francesco: udienza, “fare il primo passo” è “avvicinarsi, chinarsi, toccare la carne del fratello ferito e abbandonato”

Wed, 2017-09-13 09:42

“Ciascun colombiano possa fare ogni giorno il primo passo verso il fratello e la sorella, e così costruire insieme, giorno per giorno, la pace nell’amore, nella giustizia e nella verità”. Si è conclusa con questo augurio la catechesi dell’udienza di oggi, durante la quale, di fronte a 13mila fedeli, il Papa ha ripercorso le tappe del suo viaggio in Colombia. “A Medellín la prospettiva è stata quella della vita cristiana come discepolato”, ha ricordato: “Quando i cristiani si impegnano fino in fondo nel cammino di sequela di Gesù Cristo, diventano veramente sale, luce e lievito nel mondo, e i frutti si vedono abbondanti”. “Uno di questi frutti sono gli Hogares, le Case dove i bambini e i ragazzi feriti dalla vita possono trovare una nuova famiglia dove sono amati, accolti, protetti e accompagnati”, ha proseguito Francesco citando la visita all’Hogar San Josè: “E altri frutti, abbondanti come grappoli, sono le vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata, che ho potuto benedire e incoraggiare con gioia in un indimenticabile incontro con i consacrati e il loro familiari”. Infine a Cartagena, la città di san Pietro Claver, apostolo degli schiavi, il “focus” è andato sulla promozione della persona umana e dei suoi diritti fondamentali: “San Pietro Claver, come più recentemente santa Maria Bernarda Bütler, hanno dato la vita per i più poveri ed emarginati, e così hanno mostrato la via della vera rivoluzione, quella evangelica, non ideologica, che libera veramente le persone e le società dalle schiavitù di ieri e, purtroppo, anche di oggi”, il tributo del Papa. “Fare il primo passo”, ha spiegato, “significa avvicinarsi, chinarsi, toccare la carne del fratello ferito e abbandonato. E farlo con Cristo, il Signore divenuto schiavo per noi. Grazie a Lui c’è speranza, perché egli è la misericordia e la pace”.

Giovanni XXIII: mons. Valentinetti (Pescara-Penne), “irrispettoso coinvolgerlo come patrono delle Forze Armate”

Wed, 2017-09-13 09:34

“Mi unisco all’appello di monsignor Ricchiuti e trovo come lui irrispettoso coinvolgere Papa Giovanni come patrono delle Forze Armate”. Così mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, commenta la proclamazione di san Giovanni XXIII come patrono dell’Esercito. L’arcivescovo, in sintonia con il presidente di Pax Christi, movimento che lui stesso ha guidato dal 2003 al 2009, definisce “un’assurdità l’accostamento tra la figura di Papa Roncalli e le forze armate, tra il Pontefice dell’Enciclica Pacem in Terris, che denunciò ogni tipo di guerra e invocò il disarmo, e l’esercito. Un’assurdità anche perché non rappresenta il ‘sensus fidei’ di tanti credenti che hanno conosciuto il Papa come l’uomo amorevole e il Pontefice finalmente vicino, anche fisicamente, alla gente”. Valentinetti ritiene che non “si possa giustificare questa operazione avviata nel lontano 1996 – continua l’arcivescovo – e per questo segnata da innumerevoli difficoltà e dubbi in seno ecclesiale, con il fatto che l’allora Giuseppe Angelo Roncalli rispose all’obbligo della leva in sostituzione del fratello. Si dimentica, però, che lo stesso Papa, in diverse lettere, descriveva l’esperienza da militare come traumatica, tanto che tornato a casa volle staccare dai suoi abiti e da se stesso tutti i segni del servizio militare. Ed ora cosa fanno? Gli ricuciono addosso una mimetica, inventando un presunto beneplacito della buonanima del card. Capovilla”. “Chi ha conosciuto però l’arcivescovo, tornato alla casa del Padre lo scorso anno, sa benissimo che mai avrebbe potuto tollerare una volontà tanto contraria al Papa che ha sostenuto e servito”.

Papa Francesco: udienza, Villavicencio “momento culminante”, “la pace è fondata sul sangue dei testimoni”

Wed, 2017-09-13 09:33

“La giornata dedicata in modo particolare al tema della riconciliazione, momento culminante  di tutto il viaggio, si è svolta a Villavicencio”, ha ricordato il Papa ripercorrendo, nella catechesi dell’udienza di oggi, il suo viaggio in Colombia. “La mattina c’è stata la grande celebrazione  eucaristica, con la beatificazione dei martiri Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, vescovo, e Pedro  María Ramírez Ramos, sacerdote; al pomeriggio, la speciale Liturgia di Riconciliazione, simbolicamente orientata verso il Cristo di Bocayá, senza braccia e senza gambe, mutilato come il suo popolo”, il racconto di Francesco ai 13mila fedeli presenti. “La beatificazione dei due martiri ha ricordato plasticamente che la pace è fondata anche, e forse soprattutto, sul sangue di tanti testimoni dell’amore, della verità, della giustizia, e anche di martiri veri e propri, uccisi per la fede, come i due appena citati”, ha affermato Francesco, che ha poi rivelato: “Ascoltare le loro biografie è stato commovente fino alle lacrime: lacrime di dolore e di gioia insieme. Davanti alle loro reliquie e ai loro volti, il santo popolo fedele di Dio ha sentito forte la propria identità, con dolore, pensando alle tante, troppe vittime, e con gioia, per la misericordia di Dio che si stende su quelli che lo temono”. “Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno”, ha detto il papa citando il Salmo 85, che “contiene la profezia di ciò che è avvenuto venerdì scorso in Colombia; la profezia e la grazia di Dio per quel popolo ferito, perché possa risorgere e camminare in una vita nuova. Queste parole profetiche piene di grazia le abbiamo viste incarnate nelle storie dei testimoni, che hanno parlato a nome di tanti e tanti che, a partire dalle loro ferite, con la grazia di Cristo sono usciti da sé stessi e si sono aperti all’incontro, al perdono, alla riconciliazione”.

Papa Francesco: udienza, “desiderio di vita e di pace negli occhi delle migliaia di bambini, ragazzi e giovani”

Wed, 2017-09-13 09:26

“La Colombia – come la maggior parte dei Paesi latinoamericani – è un Paese in cui sono fortissime le radici cristiane. E se questo fatto rende ancora più acuto il dolore per la tragedia della guerra che l’ha lacerato, al tempo stesso costituisce la garanzia della pace, il saldo fondamento della sua ricostruzione, la linfa della sua invincibile speranza”. Ne è convinto il Papa, che ripercorrendo durante l’udienza di oggi le tappe del suo ventesimo viaggio internazionale si è soffermato sulla storia del Paese dilaniato da oltre 50 anni di guerriglia: “È evidente che il Maligno ha voluto dividere il popolo per distruggere l’opera di Dio, ma è altrettanto evidente che l’amore di Cristo, la sua infinita misericordia è più forte del peccato e della morte”, ha affermato. “Questo viaggio è stato per portare la benedizione di Cristo, la benedizione della Chiesa sul desiderio di vita e di pace che trabocca dal cuore di quella nazione”, la testimonianza di Francesco: “Ho potuto vederlo negli occhi delle migliaia e migliaia di bambini, ragazzi e giovani che hanno riempito la piazza di Bogotá e che ho incontrato dappertutto; quella forza di vita che anche la natura stessa proclama con la sua esuberanza e la sua biodiversità”. “La Colombia è il secondo Paese al mondo per biodiversità”, ha poi ricordato a braccio. “A Bogotá ho potuto incontrare tutti i vescovi del Paese e anche il Comitato direttivo della Conferenza episcopale latinoamericana”, ha proseguito: “Ringrazio Dio di averli potuti abbracciare e di aver dato loro il mio incoraggiamento pastorale, per la loro missione al servizio della Chiesa sacramento di Cristo nostra pace e nostra speranza”.

Papa Francesco: udienza, “il cammino di riconciliazione è ormai avviato”, “continuità” con Paolo VI e Giovanni Paolo II

Wed, 2017-09-13 09:19

“In questo viaggio ho sentito la continuità con i due Papi che prima di me hanno visitato la Colombia: il beato Paolo VI, nel 1968, e san Giovanni Paolo II, nel 1986. Una continuità fortemente animata dallo Spirito, che guida i passi del popolo di Dio sulle strade della storia”. Con queste parole il Papa, durante l’udienza di oggi, ha ripercorso le tappe del suo viaggio in Colombia, il quinto in un Paese dell’America Latina. Al centro del suo ventesimo viaggio internazionale, come recita il motto “Demos El Primer Paso”, c’è stato il “processo di riconciliazione che la Colombia sta vivendo per uscire da mezzo secolo di conflitto interno, che ha seminato sofferenze e inimicizie, procurando tante ferite, difficili da rimarginare”. “Con l’aiuto di Dio il cammino è ormai avviato”, il bilancio di Francesco: “Con la mia visita ho voluto benedire lo sforzo di quel popolo, confermarlo nella fede e nella speranza, e ricevere la sua testimonianza, che è una ricchezza per il mio ministero e per tutta la Chiesa”. “La testimonianza di questo popolo è una ricchezza per tutta la Chiesa”, ha ripetuto a braccio il Papa.

Papa Francesco: udienza, “un popolo capace di fare bambini è un popolo che ha futuro”

Wed, 2017-09-13 09:13

Il popolo colombiano è “un popolo gioioso, tra tante sofferenze ma gioioso, un popolo che ha speranza”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, ripercorrendo durante l’udienza di oggi, davanti a 13mila fedeli, le tappe del suo viaggio in Colombia. “Una delle cose che mi ha colpito in tutte le città – ha proseguito Francesco sempre fuori testo – è la folla e, dentro la folla, i papà e le mamme con i bambini, che alzavano i bambini perché il Papa li benedicesse. Ma anche con orgoglio facevano vedere i loro bambini, come dicendo: ‘Questo è il nostro orgoglio, questa è la nostra speranza’”. “Un popolo capace di fare bambini, e capace di farli vedere con orgoglio, come una speranza, è un popolo che ha futuro, e questo mi è piaciuto tanto!”, ha esclamato il Papa ancora braccio, dopo aver espresso “un ringraziamento speciale al popolo colombiano che mi ha accolto con tanto affetto e tanta gioia”.

Ue: Juncker, Discorso sullo stato dell’Unione. Proposta: un unico ministro dell’economia per la zona euro

Wed, 2017-09-13 09:02

(Strasburgo) Nel suo Discorso sullo stato dell’Unione, Jean-Claude Juncker ha invocato un unico ministro dell’economia e delle finanze per la zona euro. Ha insistito sull’Unione dell’energia, sul mercato unico digitale, sull’Unione della difesa. Parlando delle riforme istituzionali e politiche necessarie per una nuova Ue, ha escluso un proprio secondo mandato alla Commissione, mentre ha proposto l’unificazione delle cariche di presidente della Commissione e del Consiglio europeo. Juncker ha definito il Brexit un “momento triste e tragico”, una scelta della quale si “pentiranno presto” gli stessi britannici. Ha concluso chiedendo all’Europa e agli Stati membri di “dare prova di audacia” per rispondere alle attese dei cittadini, per affrontare le sfide presenti e per “preparare un futuro comune” di benessere, equità e sicurezza. Al termine del discorso ampia parte dell’emiciclo si è alzato in piedi per un lungo applauso; nessun segnale di approvazione da euroscettici, destra e sinistra.

Ue: Juncker, Discorso sullo stato dell’Unione. Allargamento: stop alla Turchia. Salute: “i bambini devono essere vaccinati”

Wed, 2017-09-13 09:00

(Strasburgo) “Non ci possono essere in Europa lavoratori di seconda classe: stesso lavoro, stesso salario”: Jean-Claude Juncker nel suo Discorso sullo stato dell’Unione ha affrontato temi di politica interna ed estera, ha parlato di terrorismo e di migrazioni, ha sottolineato il buon momento di ripresa dell’economia e dell’occupazione in quasi tutti i Paesi Ue. Ha richiamato il valore delle vaccinazioni: “Non è possibile – ha detto – che dei bambini muoiano per malattie che dovrebbero esser scomparse”. E quindi: “In Romania e in Italia i bambini devono avere accesso ai vaccini senza condizione alcuna. Non ci devono essere morti evitabili nella nostra Europa”. Juncker si è espresso per la promozione di tre principi: libertà, parità e uguaglianza tra le persone, difesa dello stato di diritto. Ha chiesto di aprire le porte di Schengen a Romania e Bulgaria, mentre ha affermato che “la Turchia si allontana dall’Europa”. Ad Ankara “i giornalisti devono stare nelle redazioni, non in prigione”.

Papa Francesco: 13mila in piazza, una sosta per sorseggiare il “mate”

Wed, 2017-09-13 08:48

Papa Francesco è arrivato oggi in piazza San Pietro alle 9.30 e ha cominciato a fare il giro sulla papamobile in una soleggiata giornata romana. Ad attenderlo, 13mila persone provenienti da tutto il mondo: dalla Repubblica di San Marino alla Tunisia, dalla Svezia all’Australia passando per Indonesia, Sudafrica, Usa e Filippine. Molto nutrita anche la rappresentanza dei fedeli provenienti dal’America Latina, con in primo piano le bandiere bianco e azzurre dell’Argentina. Protagonisti, come sempre, i bambini, che Francesco ha baciato e accarezzato facendo fermare a più riprese la jeep bianca scoperta lungo il percorso.  Non è mancata una sosta per sorseggiare il mate, la bevanda tipica argentina da bere con la cannuccia. Appena sceso dalla papamobile, prima di compiere come di consueto l’ultimo tratto a piedi salendo la scalinata fino alla sua postazione al centro del sagrato, il Papa è tornato indietro verso le transenne per salutare un gruppo di fedeli africani che lo richiamavano a gran voce.

Ue: Juncker, Discorso sullo stato dell’Unione. Migrazioni, “rendo omaggio all’Italia per la sua generosità”

Wed, 2017-09-13 08:42

(Strasburgo) “Rendo omaggio all’Italia per la sua generosità”: lo ha affermato questa mattina il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker presentando il Discorso sullo stato dell’Unione davanti all’Europarlamento a Strasburgo. Ampio il capitolo sulle migrazioni e diversi i riferimenti all’Italia e al suo impegno su questo versante, e al lavoro svolto “assieme al mio amico Paolo Gentiloni” e al suo governo. “Nel Mediterraneo – ha affermato Juncker – l’Italia deve salvare l’onore dell’Europa”. Ha poi ricordato che “non tutti i Paesi danno eguale prova di solidarietà”, lasciando il maggior peso delle migrazioni sui Paesi di primo arrivo, Italia e Grecia. Juncker ha parlato della situazione “tragica” nei campi di raccolta in Libia e altri Paesi africani, situazione da risolvere a carico di Ue e Onu insieme. Juncker si è poi soffermato sui rimpatri, sugli investimenti necessari per lo sviluppo dell’Africa (“Dobbiamo fare molto di più”) e sulla necessità di “aprire vie legali di immigrazione” verso l’Europa.

Festa di Avvenire: dal 14 al 17 settembre appuntamenti a Terrasini, Cinisi e Monreale

Wed, 2017-09-13 08:19

A partire da giovedì 14 settembre fino a domenica 17, Terrasini, Cinisi e Monreale saranno protagoniste di celebrazioni liturgiche, catechesi e incontri, momenti di dialogo, riflessioni e approfondimenti che segneranno la Festa di Avvenire, quotidiano cattolico della Cei.
“‘Considerate la vostra semenza… per seguir virtute e canoscenza’ (Inferno, XXVI). Le virtù e la loro bellezza oggi!”. Dall’invito dantesco che dà il titolo della “Festa” – organizzata dall’Associazione culturale “Così, per.. passione!” di Terrasini e dall’Ufficio Comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Monreale, con la Redazione di Avvenire – all’altro invito, quello paolino “Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri” (Fil 4,8), s’innesta il percorso del programma della manifestazione.
Le riflessioni sulle virtù teologali saranno affidate giovedì 14 settembre, nella chiesa madre di Terrasini, a mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, per la Fede; venerdì 15 a Cinisi mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, per la Speranza; sabato 16 a Cinisi mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, per la Carità. Le virtù cardinali saranno invece affidate ai laici. Così giovedì 14, a Cinisi, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Paolo Del Debbio, giornalista e conduttore televisivo, saranno a colloquio sulla virtù della “Prudenza” con Lucia Bellaspiga, inviata di Avvenire, e con Alessandra Turrisi, giornalista di Avvenire e del Giornale di Sicilia. L’intervento introduttivo sarà di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. Venerdì 15 alle ore 21 presso Torre Alba a Terrasini si terrà l’incontro su “Temperanza” con Mauro Berruto, allenatore di pallavolo italiano, già tecnico della nazionale, amministratore della Scuola Holden-Storytelling & Performing Arts di Torino, a colloquio con Lucia Bellaspiga. Intervento introduttivo di don Giuseppe Ruggirello, direttore della Biblioteca “Ludovico II De Torres” del Seminario arcivescovile di Monreale, docente presso la Pontificia Facoltà teologica di Sicilia.
“Giustizia, corruzione e mafia”. Sono i temi su cui verterà l’incontro di sabato 16 settembre, presso il palazzo arcivescovile di Monreale, con mons. Michele Pennisi, l’arcivescovo Silvano Tomasi, Marco Tarquinio, Antonino Di Matteo, Vittorio V. Alberti. Domenica 17 alle ore 19.30 nella chiesa madre di Terrasini l’incontro “La comunità possibile. Una nuova rotta per il futuro dell’Europa” con Laura Boldrini, presidente della Camera, che parlerà della virtù della “Fortezza” con mons. Pennisi, Roberto Petrini, inviato de la Repubblica, e Lucia Bellaspiga.

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