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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 20 min 6 sec ago

Papa Francesco: nomina mons. Pierantonio Tremolada nuovo vescovo di Brescia

Wed, 2017-07-12 12:10

Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Brescia, presentata da mons. Luciano Monari, e ha nominato nuovo vescovo mons. Pierantonio Tremolada, finora vescovo titolare di Massita ed ausiliare dell’arcidiocesi di Milano. Mons. Tremolada è nato a Lissone il 4 ottobre 1956. Ha studiato nei Seminari milanesi fino all’ordinazione presbiterale avvenuta il 13 giugno 1981. Dopo l’ordinazione è stato inviato a Roma, presso il Collegio Lombardo, per frequentare il Pontificio Istituto Biblico, conseguendo la Laurea in Sacra Scrittura, con una tesi diretta dal P. A. Vanhoye “E fu annoverato fra iniqui. Prospettive di lettura della Passione secondo Luca 22,37”, pubblicata in “Analecta biblica”. È stato docente nel quadriennio teologico a Venegono e rettore responsabile della formazione dei diaconi permanenti; dal 2000 al 2014 è stato membro del Consiglio presbiterale e dal 2012 al 2014 è stato vicario episcopale per l’Evangelizzazione e i Sacramenti. Eletto vescovo ausiliare di Milano e alla sede titolare di Massita il 24 maggio 2014, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 28 giugno successivo.

Diocesi: Perugia, conclusa la Visita pastorale del card. Bassetti. Per mons. Giulietti “è stato un cammino molto impegnativo, che ha avviato processi di riforma”

Wed, 2017-07-12 12:05

“La Visita pastorale del nostro cardinale arcivescovo è stato un cammino molto impegnativo, perché ha avviato alcuni significativi processi di riforma, a iniziare dai vari ambiti della pastorale, che vanno svolti in comunione tra più comunità parrocchiali nell’essere sempre più Chiesa a dimensione d’Unità pastorale”. Lo ha ribadito, a margine dell’assemblea conclusiva della Visita pastorale alle sette Unità che compongono la prima zona dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, il vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti, che è stato coordinatore dell’intera Visita pastorale del cardinale Gualtiero Bassetti iniziata nell’autunno 2013. Tra i temi emersi – si legge in una nota – quello della necessità di “maggiore presenza di giovani tra i volontari delle Caritas parrocchiali e interparrocchiali” per evitare il “rischio estinzione”, la “costituzione del Consiglio pastorale interparrocchiale che sarà il ‘motore’ del cammino dell’Unità pastorale” e la necessità di “razionalizzare e armonizzare il calendario delle celebrazioni feriali e festive”. Previsti anche adeguamenti territoriali di alcune parrocchie, che, ha spiegato mons. Giulietti, “sono emersi durante gli incontri con il Consigli pastorali parrocchiali e con i parroci interessati, perché l’Unità pastorale funziona bene solo se il territorio è già di per sé un po’ integrato. Gli adeguamenti dei territori sono solamente la presa d’atto della realtà e la loro traduzione in termini canonici”. Ai microfoni di Umbria Radio, il vescovo ausiliare ha annunciato che “in autunno ci sarà un’assemblea diocesana” per “indicare come dall’esperienza quadriennale della Visita pastorale l’arcidiocesi si comprende e si pensa per il futuro”.

Siccità: Coldiretti, “allarme esteso a oltre i 2/3 della superficie agricola nazionale, interessate tutte le Regioni. Danni superiori al miliardo”

Wed, 2017-07-12 11:46

“Con il prolungarsi dell’assenza di pioggia, l’allarme siccità si è ormai esteso a oltre i 2/3 della superficie agricola nazionale interessando praticamente tutte le Regioni, anche se con diversa intensità, con perdite ormai ben superiori al miliardo, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche vigneti e uliveti e attività di allevamento”. È quanto afferma la Coldiretti, in occasione dell’assemblea dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi). Sulla base dei dati Ucea, Coldiretti rileva che “nel primo semestre del 2017 in Italia sono caduti appena 251 millimetri di pioggia, ben il 30% in meno rispetto alla media di riferimento, che hanno causato una storica siccità e creato le condizioni per il diffondersi degli incendi”. Non solo mancanza di acqua, “a preoccupare – secondo Coldiretti – è anche l’avanzata delle fiamme che ha travolto frutteti e uliveti oltre a migliaia di ettari di bosco”. “La Coldiretti ha elaborato un decalogo per prevenire e combattere gli incendi – ricorda il presidente Roberto Moncalvo -, ma gli agricoltori sono anche impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti”. “Non deve essere dimenticato – aggiunge – che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare”.

Repubblica Centrafricana: Comunità di Sant’Egidio, domani conferenza stampa su risultati missione a Bangui

Wed, 2017-07-12 11:22

Nei giorni scorsi, una delegazione della Comunità di Sant’Egidio ha compiuto una missione a Bangui, per sostenere e implementare l’accordo di pace firmato a Roma lo scorso 20 giugno. “La delegazione, che è stata ricevuta dal presidente della Repubblica Faustin-Archange Touadéra, ha incontrato i leader dei 13 movimenti politico-militari firmatari dell’intesa”, informa oggi una nota della Comunità di Sant’Egidio. È stata, inoltre, decisa la creazione di un “Comité de Suivi”, composto da rappresentanti delle autorità, dell’Assemblea nazionale, dei gruppi armati e della Comunità di Sant’Egidio. I risultati della missione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa da Mauro Garofalo, responsabile delle Relazioni internazionali della Comunità di Sant’Egidio. L’appuntamento è domani, giovedì 13 luglio, alle ore 11,30, presso la sede della Comunità a Roma, in piazza Sant’Egidio n. 3a.

Chiese orientali: il card. Sandri da ieri in Ucraina come inviato di Papa Francesco

Wed, 2017-07-12 11:03

Ieri, nel giorno un cui si festeggiava San Benedetto abate, compatrono d’Europa, con l’arrivo all’aeroporto di Kiev ha avuto inizio la visita in Ucraina del card. Leonardo Sandri come inviato di Papa Francesco. Il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali è stato accolto dal nunzio apostolico, mons. Claudio Guggerotti, e da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, insieme al personale della rappresentanza pontificia con mons. Joseph Grech e ad alcuni sacerdoti greco-cattolici. Sandri è stato poi a Maidan, dove – si legge in una nota – “ha sostato in preghiera silenziosa presso la grande croce circondata dai ritratti delle vittime degli scontri all’inizio del 2014, deponendo anche un omaggio floreale e un cero”. Shevchuk – prosegue la nota – “ha ricordato quei tristi eventi, come una pagina della storia recentissima del Paese, e l’offerta della vita da parte di tanti giovani come l’auspicio di un nuovo inizio”. Nel dialogo con il cardinale e con il nunzio “si è fatto cenno a quanto il Santo Padre aveva offerto poche ore prima alla riflessione della Chiesa universale attraverso la Lettera apostolica in forma di Motu Proprio Maiorem hac dilectionem ‘Sull’offerta della vita”. La delegazione si è poi spostata al Memoriale dell’Holomodor, la Grande carestia forzata che per decisione di Stalin condusse alla morte per inedia circa sette milioni di persone tra il 1929 e il 1933 nell’Ucraina di allora, attraverso la requisizione forzata di generi alimentari alla popolazione che viveva per lo più in villaggi a sussistenza agricola. L’ultima tappa è stata la visita alla curia e alla residenza di Sua Beatitudine, dove il card. Sandri ha incontrato anche i due vescovi collaboratori a Kiev di mons. Shevchuk, mons. Yosyf Milan e mons. Bohdan Dziurakh, il neo vescovo latino mons. Vitaliy Kryvytskyi, e l’arcivescovo di Rijeka (Croazia), mons. Ivan Devcic, in questi giorni in visita alla Chiesa greco-cattolica ucraina. “Il card. Sandri ha ringraziato dell’accoglienza, rinnovando il saluto del Santo Padre Francesco, per il quale in particolare si pregherà nella Divina Liturgia di oggi, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, secondo il calendario giuliano”.

Argentina: Buenos Aires, 7,6 milioni di bambini vivono in povertà; 1 milione e 200mila hanno difficoltà ad alimentarsi

Wed, 2017-07-12 10:45

Sarà presentato oggi a Buenos Aires il rapporto sulla situazione sociale dei minorenni (“Barómetro de la Deuda Social de la Infancia”) a cura dell’Osservatorio del disagio sociale dell’Università cattolica argentina (Uca). Secondo quanto anticipato ai media locali, sei bambini su dieci si trovano attualmente in situazione di povertà in Argentina, cioè 7,6 milioni. Due bambini su dieci vivono in famiglie in condizioni di vulnerabilità quanto ad accesso all’alimentazione e uno su dieci ha sperimentato situazioni di “incertezza alimentare”, cioè ha sofferto denutrizione, nel corso dell’ultimo anno. Dal dossier emerge inoltre che mentre nel 2015 i bambini a rischio di denutrizione erano 2.704.000 (1,1 milioni con difficoltà gravi), nel 2016 il numero è aumentato a 2.821.000 e 1,2 milioni di bambini affrontano ora circostanze di grave penuria rispetto a standard minimi di adeguata alimentazione.
A parlare delle cause di questa vulnerabilità sociale, è stata nelle ultime ore Ianina Tuñon, ricercatrice responsabile del “Barometro sul disagio sociale” dell’Uca. “Nel 2010 – ha affermato Tuñon – i bambini che avevano ridotto il consumo di alimenti a causa di difficoltà economiche rappresentavano il 22%, oggi si parla del 21,7% e, pertanto – come si vede -, la differenza in percentuali non è statisticamente significativa”. La gravità deriva dalla “povertà strutturale” che –secondo gli esperti – non varia da almeno 30 anni e colpisce tra il 20 e il 25% della popolazione.

+++ Crollo intonaco duomo Acireale: la gioia della diocesi e di mons. Raspanti per il risveglio del bambino ferito +++

Wed, 2017-07-12 10:43

Si è risvegliato il bimbo di un anno ferito sabato nel duomo di Acireale per la caduta di intonaco dal tetto. La belle notizia è stata appena diffusa da un comunicato della diocesi di Acireale, che esprime “il proprio rammarico e dispiacere per il tragico incidente di sabato scorso in cattedrale, nel quale sono rimasti coinvolti un bambino e in forma più lieve un’altra persona”. Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, stamattina ha appreso dalla madre che il bambino si è svegliato e che i medici hanno staccato i macchinari. “Una notizia che riempie di gioia non solo il vescovo della diocesi ma l’intera comunità diocesana”, prosegue la nota che ricorda anche che “mons. Antonino Raspanti nei giorni passati si è recato al Policlinico di Messina ed è stato sempre in contatto telefonico con i genitori per avere notizie sullo stato di salute del piccolo. Le notizie di cauto ottimismo che hanno lasciato in apprensione l’intera comunità diocesana adesso cedono il posto alla gioia e all’augurio che il bambino possa presto riprendersi nel pieno delle sue funzioni”.
Intanto, “dai primi rilievi effettuati nella basilica cattedrale, è chiaro come l’incidente sia stato una tragica fatalità assolutamente non prevedibile. Lo scrostamento d’intonaco si è verificato in un luogo (al di sotto della cantoria) dove non c’erano né lesioni, né segni di umidità”.
“La diocesi – precisa la nota -, in ogni caso, non è mai venuta meno al proprio dovere di provvedere al restauro e messa in sicurezza dei tanti edifici di culto, attingendo sia al fondo dell’8xmille che a fondi propri o delle singole parrocchie. Ogni anno, così come pubblicato sul sito diocesano, una o due parrocchie sono oggetto di lavori”.

Diocesi: Udine, celebrazioni per i patroni Ermacora e Fortunato. Mons. Mazzocato ricorda i martiri di ieri e di oggi

Wed, 2017-07-12 10:26

“Lo stesso amore di Cristo riempiva il cuore di Ermacora e Fortunato e degli altri martiri aquileiesi e li rese coraggiosi testimoni del Vangelo mentre attorno a loro crollava il mondo costruito dalla potenza romana. Nelle testimonianze attuali dei nostri fratelli martiri del medio ed estremo Oriente ritroviamo l’identica certezza che Gesù Cristo tiene uniti a sé con il legame invincibile dell’amore coloro che credono in lui”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia pronunciata ieri sera durante i primi vespri dei santi patroni dell’arcidiocesi di Udine, Ermacora e Fortunato. Oggi, solennità di Ermacora e Fortunato, alle ore 10.30 in cattedrale, mons. Mazzocato presiede l’Eucaristia. Invitati, in modo particolare, sono i presbiteri e i fedeli laici delle parrocchie della città. Alle 20, nella basilica di Aquileia, la concelebrazione eucaristica con i vescovi della regione.

Fede e cultura: Matera, il 17 luglio l’inaugurazione della Cattedra Jacques Maritain

Wed, 2017-07-12 10:04

Sarà inaugurata lunedì prossimo, 17 luglio, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la “Cattedra Jacques Maritain”. L’appuntamento è a Matera (ore 11, Auditorium E. R. Duni, piazza Sedile 2). Dopo gli indirizzi di saluto di Raffaello Giulio De Ruggieri, sindaco di Matera, di Giampaolo D’Andrea, capo di gabinetto del Miur, e di Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, interverranno Gennaro Giuseppe Curcio, segretario generale dell’Istituto internazionale Jacques Maritain di Roma, ed Aurelia Sole, rettore dell’Università degli studi della Basilicata. Uno “strumento di comprensione e di intesa tra le religioni e le culture del Mediterraneo”: così i promotori dell’iniziativa, in una nota, definiscono la Cattedra Maritain, istituita in un momento in cui “conflitti e tensioni” sono attivi “non solo all’interno del mondo arabo ma anche tra i paesi che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo, con le loro diverse culture, religioni, tradizioni”. “Questa conflittualità e conseguente instabilità – si legge nel comunicato – hanno dato origine a massicci flussi migratori dal Sud al Nord che stravolgono rapporti più o meno consolidati e che concorrono a far prendere maggiormente coscienza della diversità di culture e religioni che pur hanno fondamenti comuni”. Di qui la necessità “dell’apertura, dell’accoglienza e del dialogo”, nonostante le difficoltà.

Salute: Parent Project, a settembre 19 ciclisti dalla Sicilia alla Lombardia per sensibilizzare sulla distrofia di Duchenne

Wed, 2017-07-12 09:43

Un gruppo di 19 ciclisti, 18 dei quali provenienti dall’Australia, risaliranno l’Italia in bici da corsa per testimoniare l’importanza della lotta contro la distrofia muscolare di Duchenne. Il “tour” avrà inizio l’11 settembre da Villafranca Tirrena (Me), quattro giorni dopo la Giornata mondiale dedicata alla patologia, per concludersi a Tirano (So) il 3 ottobre. Previste 21 tappe, con il passaggio per Tropea, Avellino, Avezzano, Terni, Pistoia e Sassuolo, per un percorso complessivo di 2.270 chilometri. In programma anche due giorni di riposo per recuperare forze ed energie. “L’idea di questa sfida sportiva – si legge in una nota – è nata dall’incontro con Maurizio Guanta, socio di Parent Project onlus, l’associazione di genitori di bambini e ragazzi affetti dalla patologia”. “Dalla conoscenza di Maurizio, papà del piccolo Edy, è nato questo legame tra i ciclisti e i bambini e ragazzi Duchenne”. “La distrofia muscolare di Duchenne – prosegue la nota – colpisce 1 su 3.500 neonati maschi. È la forma più grave delle distrofie muscolari, si manifesta nella prima infanzia e causa una progressiva degenerazione dei muscoli, conducendo, nel corso dell’adolescenza, ad una condizione di disabilità sempre più severa”. “Al momento, non esiste una cura” ma “i progetti di ricerca e il trattamento da parte di un’équipe multidisciplinare hanno permesso di migliorare le condizioni generali e raddoppiare l’aspettativa di vita dei ragazzi”. Grazie a questa particolare iniziativa, “colori e logo di Parent Project verranno portati in giro per le strade di tutta Italia e i partecipanti avranno anche l’occasione di conoscere alcune famiglie dell’associazione, per sentire ancora più vivo questo forte legame che crescerà di tappa in tappa”.

Motu Proprio su “offerta della vita”: mons. Paglia, “riscopriamo il cristianesimo contemporaneo come martirio”

Wed, 2017-07-12 09:22

“O riscopriamo il cristianesimo contemporaneo come martirio oppure lo riduciamo ad una semplice aggiunta alla nostra vita”. Così mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, commenta il Motu proprio di Papa Francesco “Maiorem hac dilectionem”. Intervistato dal settimanale dell’arcidiocesi di Gorizia, “Voce Isontina, mons. Paglia esprime, innanzitutto, la propria gioia per il documento papale anche perché, sottolinea, “ne sono stato in qualche modo coinvolto come postulatore della Causa di beatificazione di mons. Oscar Arnufo Romero”. “L’arcivescovo di El Salvador, infatti, – prosegue – non è stato ucciso da persecutori atei affinché rinnegasse la fede nella Trinità: è stato assassinato da cristiani perché voleva che il Vangelo fosse vissuto nella sua profonda intuizione di dono della vita. E questo è un aspetto già emerso in passato nel cammino che ha portato alla beatificazione di padre Massimiliano Kolbe e di don Pino Puglisi e che ora si ripresenta in quella di monsignor Romero”. E per far comprendere ancora più profondamente il significato del Motu proprio, mons. Paglia ricorda alcuni passi di un’omelia che proprio mons. Romero pronunciò durante il funerale di un sacerdote ucciso dagli squadroni della morte.

“Il Concilio Vaticano II chiede a tutti i cristiani oggi, per la situazione in cui ci troviamo a vivere, di essere martiri ossia di dare la vita per il Signore e per gli altri. Ad alcuni il Signore chiede la vita fino all’effusione del sangue ma a tutti chiede di dare la vita per gli altri. Una mamma che concepisce un figlio, lo tiene nel suo grembo, lo fa nascere, lo custodisce, lo allatta e lo preserva dalle malattie è una martire perché sta donando la vita”. “In questo senso – conclude mons. Paglia – riscoprire il martirio come dono della vita significa comprenderne appieno il significato in tutta la sua forza. Anche oggi”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Parma, trovate uccise mamma incinta e figlia 11enne. Russiagate, da Donald Jr. altri guai per Trump

Wed, 2017-07-12 09:00

Cronaca: Parma, duplice delitto in un appartamento della periferia. Morte una donna incinta e la figlia di 11 anni

Indagini a tutto campo a Parma dove, ieri sera attorno alle 21, sono stati rinvenuti i corpi di una donna incinta e della figlia di 11 anni. Il ritrovamento da parte di un altro figlio della donna, nel loro appartamento nella periferia della città emiliana. L’assassino avrebbe utilizzato un lungo coltello. Gli investigatori concentrano le ricerche sul luogo del delitto, mentre sono sulle tracce di un altro figlio, attualmente sospettato del duplice omicidio. Il padre risulta nel Regno Unito per ragioni di lavoro. La famiglia è di origine ghanese. Secondo le prime ricostruzioni della polizia scientifica, la scena presentava scene di violenza e macchie di sangue ovunque nell’alloggio.

Triton: Frontex promette una revisione dell’operazione Ue nel Mediterraneo. “Necessario aiutare l’Italia”

“Mantenere gli impegni di rafforzare l’operazione Triton” e nel frattempo “rivederne obiettivi e modalità operative”: è la conclusione cui è giunto il direttore dell’agenzia Frontex, Fabrice Leggeri, al termine dell’incontro tenutosi ieri a Varsavia riguardante l’operazione marittima Ue nel Mediterraneo. Il prefetto Giovanni Pinto, in rappresentanza dell’Italia, ha dichiarato. “È stato concordato che sarà stabilito senza ritardi un gruppo di lavoro per identificare ulteriormente ed elaborare cosa deve essere rivisto nel concetto operativo di Triton in vista delle decisioni già raggiunte a livello politico”. L’intento sarebbe di aumentare il sostegno di Triton all’Italia sul fronte rimpatri, hotspot, sorveglianza aerea delle coste e per la definizione del codice di condotta per le Ong. La delegazioni italiana ha ribadito l’urgenza di consentire sbarchi di migranti recuperati in mare in porti di altri Paesi. “Le richieste dell’Italia all’Europa sono giuste”, ha detto all’Ansa il ministro greco per le migrazioni Ioannis Mouzalas.

Russiagate: le rivelazioni di Donald Jr. complicano il caso politico. Il presidente twitta: “Mio figlio ama il suo Paese”

“Ho ricevuto una mail. Non sapevo cosa aspettarmi, volevo sentire cosa avevano da dire. L’incontro è finito in nulla”. Così Donald Trump Jr. riassume il suo coinvolgimento nel caso Russiagate tramite un incontro avuto con l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya durante la campagna per le presidenziali. Dalla Russia sarebbero state promesse notizie compromettenti nei confronti della candidata democratica Hillary Clinton. Lo stesso figlio maggiore del presidente statunitense ha svelato il caso diffondendo sui social le email intrattenute con Mosca. Intervistato dalla Fox, Trump Jr. ha detto: “Ho ricevuto una mail e ho risposto, non posso controllare quello che ricevo. Un segno di cortesia verso un conoscente. Volevo sentire cosa avevano da dire. Ma non è emerso nulla”. Il presidente ha quindi twittato ieri in tarda serata: “Mio figlio è una grande persona che ama suo Paese”. Ora il comitato dell’intelligence interna degli Stati Uniti intende ascoltare Donald Trump Jr.

Camerun: nasce “Renata”, rete di accoglienza e protezione per ragazze e donne vittime di violenza

Sono oltre 20mila i volontari in Camerun che aderiscono a una rete, “Renata”,
sorta per proteggere, accogliere, curare, le donne vittime di violenza di genere: madri bambine, donne violentate, ragazze vittime d’incesto. Il caso è approfondito da Euronews, che dà voce a Charnelle Lumière, volontaria: “Molto spesso quando si verifica un stupro nel circolo familiare, è difficile per qualcuno parlare, perché i membri della famiglia dicono ‘questa è una questione familiare e non deve essere discussa con gli estranei’. E provano tra di loro a risolvere il problema. Altre volte la famiglia si accorda con il violentatore senza che la vittima lo sappia e così resta abbandonata a se stessa”. E la vittima spesso è bambina: il 10 per cento di chi ha subito violenza, in Camerun, ha incontrato il suo aguzzino prima dei 10 anni d’età. Flavien Ndonko, cofondatore di Renata, dichiara: “Il governo deve provvedere con leggi e concretamente perseguire i violentatori, ma deve anche preoccuparsi delle vittime”. Secondo il servizio, in Camerun sono state stuprate 400mila donne negli ultimi 20 anni.

Società: doppia sentenza della Corte dei diritti umani, no al niqab negli spazi pubblici del Belgio

Fanno discutere, in Belgio e nelle sedi politiche e fra gli esperti di diritto, le sentenze emesse ieri dalla Corte di Strasburgo. “Non viola la Convenzione il divieto di portare abbigliamento che nasconda il volto nello spazio pubblico”: lo affermano due sentenze della Corte europea dei diritti umani riguardo due diversi ricorsi provenienti dal Belgio. Si tratta in un caso di due donne, Samia Belcacemi (cittadina belga) e Yamina Oussar (cittadina marocchina), nate rispettivamente nel 1981 e 1973. Il loro ricorso è indirizzato contro la legge del 2011 che ha introdotto il divieto del niqab, velo che copre il volto ad eccezione degli occhi, in tutti gli spazi pubblici. Il secondo caso, simile, è stato presentato da Fouzia Dakir, anche lei cittadina belga, nata nel 1977 e residente a Dison: anche lei per libera scelta indossava il niqab, fino a quando nel 2008 un regolamento comunale a Pepinsterl, Veriviers e Dison ne ha vietato l’uso nei luoghi pubblici. Per entrambe i casi, la Corte ha ritenuto che “la restrizione controversa mira a garantire le condizioni del vivere insieme come elementi della protezione dei diritti e delle libertà altrui e che può quindi essere considerata necessaria, in un società democratica”. Secondo la Corte, che fa riferimento anche al precedente francese, “la preoccupazione di rispondere alle esigenze minime della vita in società può essere considerato come un elemento della protezione dei diritti e delle libertà altrui”. La legge belga considera quindi il niqab “incompatibile” e quindi vietato per le “modalità di comunicazione sociale” esistenti in Belgio.

+++ Incendio sul Vesuvio: mons. Marino (Nola), impegnarsi in “rete per spegnere le fiamme e far rinascere i beni naturali devastati” +++

Tue, 2017-07-11 20:19

Il vescovo di Nola, mons. Francesco Marino, esprime “preoccupazione e amarezza” per gli incendi che stanno devastando il Vesuvio e il Monte Somma “con enormi e pericolosi danni alla vivibilità delle cittadine sottostanti”. Il vescovo incoraggia i cittadini, i sindaci, le forze dell’ordine e gli uomini impegnati eroicamente a domare le fiamme. “Con molta preoccupazione – dichiara mons. Marino – sto seguendo l’evolversi dell’emergenza incendi che in queste ultime ore sta mettendo a dura prova la popolazione di tanti comuni della Campania, alcuni dei quali rientranti nel territorio diocesano. Le immagini trasmesse dai telegiornali e lo scenario infernale descritto dai cronisti è reso ancora più concreto dalla cenere che giunge dal cielo sul mio balcone: ogni abitante di questa terra si senta accompagnato dalla mia preghiera e sia certo della disponibilità della Chiesa di Nola a dare tutto l’aiuto necessario”. “Aiuto e sostegno che garantisco anche ai sindaci dei comuni colpiti – prosegue il vescovo -. Li invito a non indietreggiare davanti alla prepotenza di gesti che mirano a distruggere la nostra terra, ma a fare rete – anche con la Chiesa di Nola – sia per spegnere le fiamme sia per far rinascere i beni naturali devastati. Non abbattetevi, non scoraggiatevi, insieme possiamo riuscire a restituire a questi luoghi la dignità che meritano, possiamo riuscire a garantirci il diritto alla salute e al godimento delle bellezze del territorio che abitiamo. Sono certo che il Governo nazionale non ci lascerà soli per arginare le fiamme e per arginare chi, con atti criminali, vuole farci vivere nella paura e nello smarrimento”.
Di qui l’invito: “La preoccupazione e l’amarezza di queste ore non ci facciano sentire sconfitti: l’impegno di quanti sono in prima linea a domare le fiamme ci sia da incoraggiamento per riprendere il cammino ancora più desiderosi di difendere questa terra, talmente bella, nonostante le ferite, che il solo guardarla porta a lodare il Signore”.

Notizie Sir del giorno: Motu Proprio “Maiorem hac dilectionem”, lettera vescovi venezuelani a Maduro, spiaggia Chioggia, incendi sul Vesuvio e a Messina

Tue, 2017-07-11 19:30

Papa Francesco: Motu proprio “Maiorem hac dilectionem”, “offerta della vita” nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione

“L’offerta della vita è una nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione, distinta dalle fattispecie sul martirio e sull’eroicità delle virtù”. A stabilirlo è il Papa, con un apposito Motu proprio sull’offerta della vita, dal titolo “Maiorem hac dilectionem”, diffuso oggi. “Sono degni di speciale considerazione e onore quei cristiani che, seguendo più da vicino le orme e gli insegnamenti del Signore Gesù, hanno offerto volontariamente e liberamente la vita per gli altri ed hanno perseverato fino alla morte in questo proposito”, spiega il Pontefice. (clicca qui)

Venezuela: i vescovi al presidente Maduro, è urgente “ritirare la convocazione di una Assemblea nazionale costituente”

I vescovi venezuelani hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica Nicolás Maduro, chiedendo in particolare il rispetto per l’autonomia dei poteri politici e la rinuncia al progetto di Assemblea nazionale costituente. Scrivono i presuli: “Siamo convinti che se lei vuole risolvere la grave crisi dovuta alla scarsità di generi alimentari e di medicine e all’insicurezza, che sta creando innumerevoli vittime”, così come “restituire al Venezuela la sua piena democrazia a livello istituzionale” è urgente “riconoscere la autonomia di tutti i poteri pubblici e lavorare assieme ad essi”, in particolare con “l’Assemblea nazionale e i massimi organi giudiziari; ritirare la convocazione di una Assemblea nazionale costituente; assumere e rafforzare gli accordi che erano stati raggiunti nell’iniziale dialogo con l’opposizione”. (clicca qui)

Spiaggia Chioggia: Graglia (Univ. Milano), “il fascista convinto nega libertà e democrazia. A qualcuno servirebbe un ripasso di storia”

“Libertà di espressione per tutti? Anche per chi sostiene il valore dei principi fascisti o nazisti? La questione non è semplice”. Piero Graglia, storico, esperto di relazioni internazionali e di integrazione europea, riflette a partire dal caso dello stabilimento balneare di Chioggia (Playa Punta Canna) che inneggia al Ventennio. Graglia spiega che il “fascista convinto” nega “il valore della democrazia e delle libertà classiche della visione liberale”. Ciò che Mussolini chiamava “demoplutocrazie” erano “per lui il coacervo di tutti i mali. Negava i principi democratici, fondando tutto sui principi della gerarchia e del comando illuminato dalla forza e dalla violenza”.  (clicca qui)

Anniversario Srebrenica: don Sacco (Pax Christi), “doveroso ricordare e non dimenticare” perché “le scelte di guerra continuano a essere le più vincenti”

“11 luglio 1995, massacro di Srebrenica. Oltre 8mila persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare. Soprattutto non dimenticare le vittime”. Così don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, nel 22° anniversario del massacro di Srebrenica, perpetrato durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina. “Molti oggi faranno memoria del massacro di Srebrenica e avranno parole di condanna e impegno perché certe cose non succedano più. Poi però – ammonisce – le scelte di guerra continuano a essere quelle più vincenti”. (clicca qui)

Atti vandalici a busto Falcone: Notarstefano (diocesi Palermo), “la mafia non ce la farà a occupare gli spazi della nostra speranza. Non vincerà”

“Ciò che è successo allo Zen non è certamente dovuto a ‘opera di ignoti vandali’, ma ha un volto: quello di tanti ragazzi e ragazze che si alimentano quotidianamente del brodo velenoso della cultura mafiosa – dice -, che disprezza la giustizia e il rispetto delle regole e diffonde comportamenti orientati alla sfida continua delle istituzioni, del bene comune e, infine, dei più deboli, ossia di se stessi”. Così Giuseppe Notarstefano, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro dell’arcidiocesi di Palermo, commenta al Sir il danneggiamento, ieri, del monumento dedicato a Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola intitolata alla sua memoria, a Palermo. “La mafia non ce la farà a occupare gli spazi della nostra speranza. Non vincerà mai”. (clicca qui)

Spiritualità: Santiago di Compostela, incontro dei vescovi di Spagna e Francia. Riflessioni su Cammino e pellegrini. Domani lettera pastorale congiunta

È cominciato stamane a Santiago di Compostela un incontro di vescovi francesi e spagnoli delle diocesi attraversate dal Cammino di San Giacomo. Ad aprire i lavori, dopo la messa, è stato l’arcivescovo di Santiago Julian Barrio. Un intervento su “le relazioni tra la Francia, la cattedrale di San Giacomo e i pellegrini” è stata presentata da Adeline Rucquoi, specialista di storia medioevale della penisola iberica. Nel pomeriggio i vescovi discutono e approvano una “lettera pastorale”, che sarà pubblicata domani. Nei due giorni di incontro i vescovi faranno anche visita ai “luoghi di San Giacomo”. Si tratta del VI incontro tra i vescovi delle diocesi toccate dal cammino di Santiago. (clicca qui)

Incendio sul Vesuvio: don Patriciello (parroco), “una complessità di cause alla base, ma tutelare il territorio è compito delle autorità civili”

“Sono varie le motivazioni alla base degli incendi che in queste ore stanno martoriando la Campania”. Lo dice al Sir don Maurizio Patriciello, parroco a Caivano, zona interessata come molte altre dagli incendi che si stanno sviluppando sull’intero territorio regionale. “Ci sono, innanzitutto, degli incendi boschivi e l’incapacità delle nostre autorità di tutelare il territorio – denuncia il sacerdote -. Ci sono i volontari, i vigili del fuoco, ma non basta. Le autorità civili sanno che tanti incendi si sviluppano a partire dalle sterpaglie. A ciò si aggiungono le immondizie abbandonate, che comuni e Regione non riescono a gestire, eppure noi cittadini campani paghiamo le tasse come gli altri”. (clicca qui. Commenti anche a incendi nel Messinese).

 

Avvenire: la prima pagina di domani 12 luglio. Motu Proprio del Papa, Russiagate, incendi nel Sud Italia, Sindone

Tue, 2017-07-11 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale al Motu Proprio del Papa sulla nuova “modalità” con cui potrà essere riconosciuta la santità di un cristiano. Al tema è dedicato l’editoriale a firma di Stefania Falasca. Al taglio, le nuove rivelazioni sul cosiddetto Russiagate. La corrispondenza tra un figlio del presidente Usa Donald Trump ed emissari di Mosca rischia di rendere il caso ancora più imbarazzate per il presidente americano. Un altro titolo per l’emergenza incendi nel Sud d’Italia, con un commento affidato ad Antonio Maria Mira: “Ci sono sette file di zero e una recente legge, pensata male e applicata peggio, dietro l’emergenza incendi che sta devastando il Paese, soprattutto il Sud, come non accadeva almeno da tredici anni – scrive l’esperto di materie ambientali -. Fatti che facilitano l’opera criminale degli incendiari. Gli zero sono i mezzi aerei messi in campo da sette regioni: Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria. Lo si può leggere in una tabella, aggiornata a ieri, sul sito del Dipartimento nazionale della Protezione civile. La legge è il decreto legislativo n.177 del 2016 che ha eliminato il Corpo forestale dello Stato”. Nei “temi di Avvenire”, un’analisi di Francesco Gesualdi sul debito pubblico; e nuovi studi sulla Sindone, che depongono a favore della sua autenticità.

Diocesi: Modena-Nonantola, domani l’anniversario della dedicazione della cattedrale. In serata la corsa “1184” a sostegno del Centro di ascolto Caritas

Tue, 2017-07-11 19:10

In occasione dell’anniversario della dedicazione della cattedrale di Santa Maria Assunta e di san Geminiano, a Modena, avvenuta ad opera di Papa Lucio III il 12 luglio 1184, domani il vescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, presiederà alle 18 la celebrazione eucaristica. Come si legge in una nota, “sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria, alle condizioni usuali”. Alle celebrazioni liturgiche si aggiunge quest’anno, la corsa “1184” per le vie del centro storico modenese. La partenza, in programma alla 20.30, sarà preceduta dalla benedizione di mons. Castellucci. “Il percorso – prosegue la nota – è di 5 o di 10 chilometri per chi corre, ma anche per chi cammina”. L’incasso sarà devoluto in beneficenza al Centro di ascolto della Caritas diocesana. “Le iscrizioni – spiegano gli organizzatori – sono state raccolte, con una quota di 10 euro, nei giorni scorsi, ma sarà possibile iscriversi anche alla partenza, ritirando la maglietta tecnica, disponibile fino ad esaurimento, con il logo della corsa dedicata al duomo in ricordo dell’evento”.

Spiaggia Chioggia: Graglia (Univ. Milano), “il fascista convinto nega libertà e democrazia. A qualcuno servirebbe un ripasso di storia”

Tue, 2017-07-11 19:04

“Libertà di espressione per tutti? Anche per chi sostiene il valore dei principi fascisti o nazisti? La questione non è semplice. Schiere di studiosi e pensatori hanno dibattuto a lungo sulla questione, e il risultato è sempre stato quello di permettere una libertà di espressione che riconosca alcuni principi fondamentali: il diritto all’esistenza di altre idee e visioni politiche o, detta alla tedesca, Weltanschauungen, visioni del mondo che non vogliono la soppressione dei principi liberali e democratici nella vita politica e sociale”. Piero Graglia, storico, esperto di relazioni internazionali e di integrazione europea, riflette a partire dal caso dello stabilimento balneare di Chioggia (Playa Punta Canna) che inneggia al Ventennio. Graglia spiega che il “fascista convinto” nega “il valore della democrazia e delle libertà classiche della visione liberale”. Ciò che Mussolini chiamava “demoplutocrazie” erano “per lui il coacervo di tutti i mali. Negava i principi democratici, fondando tutto sui principi della gerarchia e del comando illuminato dalla forza e dalla violenza”. Il docente dell’Università degli studi di Milano aggiunge: “Non si può discutere con un fascista di libertà e di democrazia, e ogni artificio dialettico per piegare la concezione fascista della società a una applicabilità nel contemporaneo è destinato a restare una pura chiacchiera”.
“Il fascista non riconosce valore alla libertà politica altrui e alla pratica della scelta dei governanti attraverso elezioni libere. Peggio ancora il nazista, che fonda tutto il suo sistema sugli stessi principi, aggiungendo anche l’elemento razziale e anticristiano”. “Un piccolo ripassino di storia – specifica Graglia – gioverebbe a chi dice che la libertà di espressione è un valore in sé, qualsiasi sia l’espressione presentata”. E ancora: “L’Italia non ha mai fatto davvero i conti con il periodo fascista, con ciò che esso ha rappresentato”; la Germania “questi conti li ha fatti meglio, molto meglio. Ma proprio per la storia recente, è scandaloso dichiararsi fascisti o nazisti in Italia allo stesso modo in cui è scandaloso dichiararsi comunisti staliniani in Ungheria o in Repubblica Ceca”. Secondo il docente, “il principio di libertà di opinione qualunque essa sia deve fare i conti con la sensibilità e con la storia. E chi sostiene il contrario o cerca voti o non conosce la storia”.

Diocesi: mons. Bertolone (Catanzaro), il Comune “apra subito uno sportello per ascoltare i bisogni della gente”

Tue, 2017-07-11 19:00

“Catanzaro è fatta di servizi, di strutture, rapporti e funzioni, ma anche di varia umanità, che nel dialogo e nel confronto si arricchisce, a patto che tutti siano disposti a rinunciare a qualcosa di sé nell’interesse generale”. È l’auspicio dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, a pochi giorni – il 16 luglio – della festa di San Vitaliano, patrono della città di Catanzaro. “È proprio questo che auspico ed auguro per la nostra città: trovare la disponibilità a rinunciare a qualcosa per contribuire a comporre – ciascuno con la propria tessera – il mosaico della cittadinanza del vivere in un contesto civile, gratificante, arricchente”, afferma il presule sottolineando che la festa di san Vitaliano offre l’occasione per “interrogarci e immedesimarci con tutto il cuore nel tessuto della vita cittadina, certamente per coglierne l’anima, ma anche per una rassegna, affettuosamente precisa, dei problemi attuali”. Mons. Bertolone invita, quindi, a dare “contenuti” alla speranza: “Ciò comporta di occuparci dell’immediato, dedicarci all’oggi. L’elenco è arcinoto: persone senza lavoro, famiglie in difficoltà, giovani con prospettive locali molto aleatorie”. Da qui la proposta al Comune capoluogo di aprire “subito” uno sportello h24 per “ascoltare i bisogni della gente”, uno sportello che “faccia il censimento delle persone indigenti, inserisca in bilancio la voce ‘aiuti ai poveri’, sia più presente nelle periferie con fatti concreti, curi gli ambienti, organizzi tanti momenti aggregativi, vigili sulla presenza della ‘ndrangheta che nelle condizioni di degrado sociale, povertà e disoccupazione trova l’humus per il suo dannoso sviluppo”. Da qui il “sogno” di una città ove si instaurino relazioni “degne del volto vero” di Catanzaro, “dall’anima genuina dei suoi cittadini. Nel quadro tracciato – sottolinea mons. Bertolone – la Chiesa non può esimersi dall’assumersi impegni precisi e concreti. Per questo continueremo nel lavoro già intrapreso, confidando di poter contare sulla collaborazione dell’Amministrazione comunale”.

Gioco d’azzardo: progetto MilanoNoSlot, attiva la linea telefonica di ascolto e sostegno

Tue, 2017-07-11 18:55

Prosegue il progetto MilanoNoSlot, la prima rete di associazioni NoSlot, coordinata dal Comune di Milano. Tra gli enti del terzo settore coinvolti figura anche il Centro ambrosiano di solidarietà, che continua a gestire la help line telefonica anti azzardo, all’interno del progetto denominato MilanoNoSlot Ascolta. Dal suo avvio, nel 2015, la linea è stata raggiunta da circa mille contatti e per quasi un anno è stata portata avanti ininterrottamente dal CeAS con fondi propri. La sperimentazione, infatti, si era chiusa ufficialmente il 19 agosto 2016 e fino a ora, con la riattivazione dei progetti dal parte del Comune, non aveva più ricevuto finanziamenti. “Il servizio voleva rivolgersi a quelle persone che cercavano informazioni sul gioco d’azzardo. In questi mesi, però, la maggior parte delle telefonate è arrivata dai diretti interessati (69%), cioè persone che iniziano ad avere un’idea del proprio problema”, ha spiegato Claudia Polli, responsabile dell’Area dipendenze del CeAS e referente del progetto. Oltre ai giocatori, per il 72% maschi, ad avere chiamato sono stati i loro familiari (18,03%) o quei cittadini (10,02%) che volevano fare segnalazioni in merito al mancato rispetto delle ordinanze comunali, come gli orari di chiusura o la distanza dai luoghi sensibili delle sale slot.
La maggior parte delle persone che ha chiamato (44,87%) ha chiesto una consulenza sul proprio caso o su quello di un parente. Molti anche quelli che hanno cercato un sostegno psico-educativo. La linea telefonica, che risponde al numero 335.1251774, è anonima e gratuita ed è attiva lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14; martedì e giovedì dalle 16 alle 21.

Diocesi: Perugia, card. Bassetti chiude la Visita pastorale. “Bella testimonianza quella dei cristiani che camminano insieme”

Tue, 2017-07-11 18:37

“Durante questa Visita abbiamo visto, grazie a Dio, delle realtà pastorali belle, ma abbiamo anche colto l’urgenza di camminare insieme”. Lo ha affermato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, all’assemblea conclusiva della Visita pastorale alle comunità parrocchiali delle sette Unità pastorali della prima zona della diocesi (Perugia città), tenutasi ieri sera. La Visita pastorale del card.Bassetti, iniziata nell’autunno 2013 a quattro ambiti sociali di attualità e interesse per la Chiesa diocesana – lavoro, immigrazione, sanità e università –, ha riguardato le 32 Unità pastorali delle sette zone della diocesi. Le ultime a essere state visitate sono quelle del capoluogo umbro con una popolazione complessiva di circa 70mila abitanti. “In un mondo e in una società sempre più frantumate – ha proseguito il cardinale –, diventa una bella testimonianza, quella dei cristiani che camminano insieme, in comunione e che hanno anche il coraggio di condividere. Non basta più condividere la preghiera, i nostri denari per chi soffre sostenendo le tante opere di carità”, ma “è necessario che impariamo anche a condividere la pastorale, cominciando a lavorare di più insieme, soprattutto attraverso le Unità. E questo è il compito, lo sforzo che chiediamo a tutti, sacerdoti e laici, pur sapendo che non è così facile. È lo spirito del Concilio Vaticano II che ci ha portato a una nuova visione di Chiesa più in comunione e corpo di Cristo”.

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