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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 37 min ago

Card. Bassetti: “essere improvvisatore significa essere il contrario di calcolatore”. “Più spinto dall’istinto del cuore”

Thu, 2017-05-25 16:17

“Per me essere un improvvisatore significa essere il contrario di un calcolatore”. Lo ha precisato, in apertura della sua prima conferenza stampa da presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, che ieri – nella sua prima dichiarazione pubblica, sempre di fronte ai media – si era definito, in termini pastorali, “un improvvisatore”. “Nelle cose – ha spiegato il porporato – mi sento più spinto dall’istinto del cuore che dall’intuito della ragione. Se ne vedo la necessità, sento il sogno di buttarmi, anche alla scuola del Vangelo: il Signore, infatti, raccomanda sempre di cogliere i segni dei tempi. Dio non ci parla sempre con una rivelazione diretta, parla attraverso il sole e la tempesta, il prato fiorito e la terra. Basta saperli cogliere, questi segni, e di conseguenza intervenire e agire”. “Essere un improvvisatore non vuol dire che io faccia cose senza pensare – ha puntualizzato – ma vuol dire che sono più colto dalle ragioni del cuore che da quelle dell’intelletto”. Quanto al fatto che la sua elezione a presidente della Cei sia avvenuta al “tramonto” della sua vita, Bassetti ha commentato: “Il tramonto è una cosa bellissima, è il preludio ad un nuovo giorno”. Poi ha scherzato sulla sua elezione: “Ero particolarmente confidente sulla mia giovane età e pensavo: ‘Vediamo un po’ chi sarà eletto…’. Mi era giunta qualche voce ma non gli ho dato retta. Invece, l’interesse su di me si è sempre più accentuato, tanto che sono stato eletto alla prima votazione. Mi sembra di essere un piccolo Davide dentro l’armatura di Saul, che doveva andare contro il gigante Golia, e con le cinque pietre del torrente ha fatto la sua battaglia. Da principio ero come sgomento, poi ho visto l’affetto dei vescovi, e altrettanto affetto da parte del Santo Padre, e allora mi sono sentito incoraggiato dai miei fratelli: insieme potremo ancora fare qualcosa di bello”.

Povertà: card. Bassetti, Papa ci chiede di “stare attenti” a ciò che produce “cultura dello scarto”

Thu, 2017-05-25 16:06

“Il Papa ci chiede di stare attenti a cos’è che produce gli ingranaggi che danno vita alla ‘cultura dello scarto'”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, rispondendo, durante la conferenza stampa conclusiva dell’Assemblea generale, ad una domanda su quali “cambiamenti” ci si possa aspettare, in una Chiesa che riparte dai più poveri. “Mi sembra che, nel suo magistero, Papa Francesco abbia fatto un passo in più, anche rispetto ai magisteri precedenti”, ha affermato Bassetti: “Tutti i documenti della Chiesa, anche quelli del magistero, parlavano dei poveri, che venivano chiamati ‘ultimi’, ma Papa Francesco ha coniugato una parola – scarto – che è un ternine che ci fa riflettere”. “Questa è una società che emargina e produce gli scarti, e la parola ‘scarto’ significa spazzatura”, ha ammonito Bassetti. “Dappertutto, anche nel Giro d’Italia, esiste l’ultimo – ha fatto notare – ma lo scarto non è più considerato una persona: è un’altra cosa, è spazzatura”.

Religiosi: p. Pessini (Camilliani), “è urgente saper affrontare le sfide della nostra modernità”

Thu, 2017-05-25 16:01

“Il tema dell’interculturalità è una sfida importante per la formazione religiosa oggi. Infatti il fenomeno della mondializzazione conduce paradossalmente a un certo risveglio di nazionalismi e particolarissimi culturali: è dunque urgente per noi religiosi saper affrontare le sfide della nostra modernità, preparando i nostri religiosi a vivere saldamente la loro identità di fronte a una cultura che tende a indebolire o a ‘liquefare’ la loro stessa scelta di vita radicata in Gesù Cristo”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Leocir Pessini, superiore generale dell’Ordine dei ministri degli infermi (camilliani), intervenendo alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) in corso a Roma. Rispetto al tema dell’interculturalità, Pessini, citando le risposte a un questionario sottoposto a diversi formatori camilliani, ha osservato che “gli istituti di vita consacrata non sono esonerati dal confronto con questo fenomeno mondiale: anzi ne sono particolarmente coinvolti, proprio perché la ‘missio ad gentes’ specifica della Chiesa genera intrinsecamente a questo incontro tra diverse culture”. Parlando delle sfide, il superiore generale dei camilliani ha rilevato che è necessario “reimpostare le nostre realtà formative” perché “oggi non si può più lavorare in questo ambito, in modo autonomo, autoreferenziale, da solitari”. “Dobbiamo finalizzare le nostre forze e risorse – ha aggiunto – soprattutto visto il calo del numero dei candidati alla vita consacrata”. Per Pessini, “nessun paradigma culturale può pretendere di essere unico e di poter spiegare totalmente tutta la realtà”, per cui “ci troviamo di fronte all’imperiosa necessità di un atteggiamento pluralistico nei confronti della diversità culturale”. “Nel processo di formazione – ha ricordato – è prioritario seminare la ‘cultura del Vangelo’, che è l’amore verso tutti, in quanto Gesù è venuto per salvare tutta la umanità e le sue diverse culture”.

Giovani: card. Bassetti, “la mancanza di lavoro toglie la dignità”. Oratorio è “plusvalore”

Thu, 2017-05-25 16:01

“La mancanza di lavoro, ai nostri ragazzi, toglie la dignità”. A lanciare il grido d’allarme è stato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di chiusura della 70ª Assemblea della Cei. “Guardiamo ai giovani con un cuore di pastori”, ha detto Bassetti, a proposito del tema di quest’ultima: “La prima preoccupazione, quando guardiamo ai nostri ragazzi, è che nessuno rubi loro la speranza, perché ci sono tanti lupi rapaci che fanno di tutto per rubare la speranza dal cuore dei giovani”. “Non è vero che l’unione fa la forza, se siamo tutti deboli: l’unione fa la forza se siamo forti!”, l’appello. L’auspicio è che “si attuino le condizioni per cui i giovani possano avere un lavoro, una missione nella vita”. “Ero già preoccupato per il 35% di disoccupazione giovanile in Umbria, ma ho scoperto che in certe regioni arriva al 50%”, ha affermato il cardinale, secondo il quale “quando un ragazzo è frustrato, per tre-quattro anni cerca un lavoro e tutti gli sbattono la porta in faccia, diventa apatico, non ha più il coraggio di continuare, e questo è terribile!”. Una risorsa dei nostri territori è l’oratorio, che è “una ricchezza, un plusvalore”, ha detto Bassetti rivelando che “per ben due o tre volte, nell’incontro riservato con noi vescovi in assemblea, il Papa ha sottolineato e ha fatto un discorso molto articolato sull’importanza degli oratori”. Nella sua Umbria, ma non solo, ha testimoniato il cardinale, “oggi gli oratori sono uno strumento non solo pastorale, ma anche culturale, missionario”.

Religiosi: p. Pessini (camilliani), “se le nostre comunità non diventano interculturali, non sopravvivranno”

Thu, 2017-05-25 16:00

“Uno stile di vita interculturale è il futuro della vita consacrata. Se le nostre comunità non diventano interculturali, non sopravvivranno. Ma la questione è questa: come costruire concretamente questa nuova cultura e questo spirito e relazione interculturali?”. È la domanda posta oggi pomeriggio da padre Leocir Pessini, superiore generale dell’Ordine dei ministri degli infermi (camilliani), nel corso della 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg). “L’incarnazione del Verbo è stata un evento culturale”, ha osservato Pessini, aggiungendo che “l’interculturalità è l’incontro tra il messaggio salvifico di Gesù con la molteplicità delle culture”. Per questo, “un’autentica inculturazione della fede cristiana è basata sul mistero della incarnazione”. Inoltre, “l’inculturazione porta come sua esigenza il rispetto per la dignità della persona, di ogni persona e di tutta la persona”. “Essa comincia quando incontriamo il Cristo vivo nell’altro e finisce quando contempliamo il Cristo resuscitato”, ha proseguito il superiore generale dei camilliani, per il quale “interculturalità non significa la perdita o la diluizione della propria identità personale e culturale, ma porta in sé l’esigenza di una apertura verso l’altro che è ‘diverso e differente’”. Secondo Pessini, “solamente quando siamo aperti all’altro sentiremo che la diversità può arricchire la nostra vita”. Ma “questo processo esige educazione interculturale, una comunicazione chiara e l’integrazione della prospettiva dell’altro nella nostra visione (l’esercizio di camminare con le scarpe dell’altro)”. “Più che temere – ha ammonito – dobbiamo rallegrarci della bellezza del volto multi-colorato del nostro Ordine”.

Religiosi: p. Tesfaye (comboniani), “le nostre comunità sono interculturali e perciò intergenerazionali”

Thu, 2017-05-25 15:51

“Le nostre comunità sono interculturali e perciò anche intergenerazionali. Alcuni elementi positivi e negativi del vivere insieme interculturalmente possono anche essere frutto di un vivere insieme intergenerazionale. Quindi dobbiamo anche discernere se i nostri candidati e confratelli in formazione sono pronti a vivere in una comunità intergenerazionale, quando lasciano la casa di formazione”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Tesfaye Tadesse Gebresilasie, superiore generale dei Missionari comboniani, intervenendo alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) in corso a Roma. “La nostra chiamata alla vita religiosa ci chiede di lasciare la nostra terra ed essere pronti ad andare in una terra sconosciuta, da popoli di razza, religione e cultura diverse”, ha ricordato Tadesse in apertura, sottolineando che “in molti Paesi il clero e le comunità religiose vivono e servono in un ambiente interculturale”. Il superiore generale ha poi richiamato quanto rilevato dall’ultimo Capitolo generale dei comboniani del settembre 2015: “La multiculturalità è una grazia che fa parte del ‘patrimonio carismatico’ del nostro Istituto sin dalla sua fondazione”. Ciononostante “alcuni confratelli vivono la multiculturalità con ansia, frustrazione, indifferenza o superficialità” mentre “altri colgono in questa dimensione una grazia per maturare sia nell’identità di Missionari comboniani sia nella qualità delle relazioni interpersonali e nella profezia della missione”.

Religiosi: p. Tesfaye (comboniani), “se Dio non ci aiuta possiamo fallire da qualunque luogo veniamo o qualunque sia il nostro background”

Thu, 2017-05-25 15:50

“A volte pensiamo che quello che è puramente evangelico e ispirato dallo Spirito Santo appartenga a un gruppo di persone di una certa cultura, quando sappiamo che è un dono che viene da Dio ed è un arduo comando divino per tutti noi. I nostri fallimenti ci dicono che se Dio non ci aiuta possiamo fallire da qualunque luogo veniamo o qualunque sia il nostro background”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Tesfaye Tadesse Gebresilasie, superiore generale dei Missionari comboniani, nel corso della 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg). Parlando di sfide e difficoltà incontrate nel discernimento vocazionale rispetto alla formazione interculturale, Tadesse ha rilevato che “a volte non abbiamo formatori/educatori con sufficiente esperienza e conoscenza dei background culturali dei nostri candidati”. Inoltre, in alcuni casi, “abbiamo sminuito le tensioni e i conflitti storici tra vari gruppi di persone e abbiamo tentato di creare una comunità senza affrontare la questione della riconciliazione, del perdono e della guarigione”. Per questo, ha evidenziato il superiore generale dei comboniani, “abbiamo bisogno di sapere e capire che i nostri candidati vengono da contesti in cui affrontano discriminazione e pregiudizi per il fatto di appartenere a un gruppo”. “Nella nostra Congregazione – ha aggiunto – abbiamo detto che la fase della formazione iniziale è una fase importante del nostro cammino di maturazione nell’apprendere come vivere nelle comunità interculturali”.

Family Day e gender: card. Bassetti, “non ho paura del dialogo, ho paura del pressappochismo”

Thu, 2017-05-25 15:46

“Questi problemi li affronteremo e riapprofondiremo nuovamente, perché il tema fondamentale nostro rimane quello dei giovani e della famiglia”. Lo ha annunciato ai giornalisti il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, rispondendo ad una domanda sulla terza edizione del “Family Day”, annunciata in autunno, e sulla teoria del “gender”. “I principi dell’etica cristiana sono quelli evangelici e rispettano la dignità della persona”, ha ricordato Bassetti: “La dottrina della Chiesa è molto chiara, e la Chiesa continuerà a proporre la sua dottrina”. “La Chiesa, però, dialoga anche col mondo”, ha precisato il cardinale, che ha rivelato: “Io non ho paura del dialogo, ho paura del pressappochismo, di chi nel dialogo non ha un’identità per poter dialogare. Quando si ha un’idea chiara dei principi, si può anche accogliere e valutare il parere dell’altro”.

Religiosi: p. Vattamattam (clarettiani), “estremamente urgente un cambiamento nel modo di formare i nostri giovani alla missione”

Thu, 2017-05-25 15:46

“Dopo 22 anni di esperienza nel campo della formazione, resto convintissimo che abbiamo bisogno di un cambiamento dei presupposti di base sul modo di formare i nostri giovani alla missione, oggi. Il contesto interculturale lo rende estremamente urgente”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Mathew Vattamattam, superiore generale della Congregazione dei missionari clarettiani (Cmf), intervenendo alla 89ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali (Usg) in corso a Roma. “La formazione alla vita sacerdotale/religiosa è tra le più lunghe per durata (tra i 9 e i 12 anni)”, ha osservato Vattamattam, rilevando che “in generale, gli approcci formativi si preoccupano per lo più di offrire un ‘contenuto’ piuttosto che fare attenzione al ‘processo’ di trasformazione dei candidati”. Inoltre “i programmi di formazione sono soprattutto intellettuali e informativi” facendo sì che “una persona può avere ottimi voti e aver compiuto studi specializzati in discipline ecclesiastiche senza che questi incidano nella sua vita personale”. A ciò si aggiunge che “i formatori sono meno dotati per capire e accompagnare i processi di maturazione dei candidati”; se “è più facile esigere la disciplina esterna”, dal punto di vista formativo “è più importante occuparsi di quello che accade nei candidati e di quello che fanno con essa”. “Spesso – ha riconosciuto Vattamattam – non abbiamo alcuna idea su come formare un missionario pio e impegnato”.

Migrazioni: card. Bassetti (presidente Cei), “chi è profugo va accolto”

Thu, 2017-05-25 15:12

“Chi è profugo va accolto”. A ribadirlo, rispondendo alle domande dei giornalisti nella sua prima conferenza stampa da presidente della Cei, è stato il card. Gualtiero Bassetti, sottolineando che quello sulle migrazioni “è un discorso molto complesso”, all’interno del quale è da sempre presente “un impegno grande, dall’Antico e dal Nuovo Testamento e lungo tutto il magistero della Chiesa”: “quello dell’accoglienza dello straniero, dell’orfano, della vedova”. “Capisco che l’Italia fa parte di un complesso più grande che è l’Europa, e che l’Europa fa parte di un complesso ancora più grande che è il mondo, capisco che siamo impreparati ad affrontare un problema epocale”, ha proseguito il cardinale. In questo contesto, “c’è un impegno della Chiesa nell’accoglienza, ma anche nelle regole necessarie per l’accoglienza”, ha fatto notare Bassetti, elogiando l’iniziativa “Liberi di partire, liberi di restare”, promossa dalla Cei e per la quale sono già stati predisposti 30 milioni di euro. “Abbiamo assistito anche in questi giorni a cose che i nostri occhi non avrebbero voluto vedere”, la denuncia del cardinale, secondo il quale “il Mediterraneo continua ad essere una tomba per tanti nostri fratelli”. “La gente non deve essere costretta a partire, dobbiamo promuovere una mentalità affinché si creino le condizioni che permettano ai migranti di poter restare” a casa loro, ha concluso riferendosi ancora all’iniziativa dei vescovi italiani.

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, nel pomeriggio a Deruta incontro sulla “Generazione smombies”

Thu, 2017-05-25 15:01

“Generazione smombies? La comunicazione tecnologica tra comodità e dipendenza” è il tema dell’incontro che si svolgerà nel pomeriggio di oggi, giovedì 25 maggio, alle 18, presso il salone “San Nicolò” di Deruta (Pg) per iniziativa della parrocchia san Francesco e del Comitato regionale dell’Agesc. Ad introdurre l’iniziativa – rivolta in particolare a genitori, figli e realtà scolastiche del territorio – saranno il parroco, don Nazzareno Fiorucci, e il presidente dell’Agesc Umbria, Mirco Casciarri. Seguirà l’intervento del giornalista e scrittore Roberto Alborghetti, autore del libro “Pronto? Sono il librofonino” (I Quindici). “Prendendo spunto da questa interessante pubblicazione – si legge in una nota – saranno affrontati vari aspetti che non possono non condurre all’uso corretto dei cellulari per le nuove generazioni, quelle dei ‘cosiddetti nativi digitali’, soffermandosi, su storie di smombies, smartphones e cyber-bulli”. “Alborghetti – proseguono i promotori – offrirà informazioni interessanti per rapportarsi serenamente all’uso responsabile e consapevole dei servizi e delle possibilità oggi offerte dalla telefonia mobile”. Il contenuto del libro – aggiungono – “sensibilizza sui rischi concreti collegati alle azioni, spesso automatiche, di chi fa lo ‘smombie’ (neologismo anglosassone – che il libro fa proprio e lancia tra i ragazzi italiani – costituito dai termini ‘smartphone’ e ‘zombie’)”.

Politica: card. Bassetti, “la Chiesa dialoga con quella con la ‘P’ maiuscola”. “Continueremo nostro grido spesso inascoltato”

Thu, 2017-05-25 14:57

“La Chiesa post-conciliare dialoga con tutti, ma sul piano politico vorrei fare una distinzione tra la politica con la ‘p’ minuscola – la politica dei partiti, di tutti i partiti, che io rispetto – e la politica con la ‘P’ maiuscola, che riguarda il bene comune e il bene di tutti. La Chiesa vuole impegnarsi fino in fondo su questo secondo aspetto”. A ricordarlo è stato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che, nella sua prima conferenza stampa alla guida dei vescovi italiani, a conclusione della 70ª Assemblea della Cei, ha risposto in questi termini ad una domanda su un eventuale “dialogo istituzionale” con il Movimento Cinque Stelle. Ad una domanda sulla Chiesa come “voce spesso inascoltata”, di cui ha parlato il suo predecessore nella prolusione dell’Assemblea che si chiude oggi, Bassetti ha detto che “Bagnasco ha perfettamente ragione, spesso più che la nostra voce il nostro grido è stato inascoltato”. “Ma noi continueremo, continueremo questo grido – ha assicurato – perché non possiamo rimanere inerti di fronte ai problemi fondamentali della famiglia e dei giovani”.

Diocesi: Altamura, domani a Gravina incontro su educazione, social network e nativi digitali

Thu, 2017-05-25 14:50

Si terrà domani l’ultimo appuntamento dell’itinerario formativo organizzato in quest’anno pastorale dalla diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. Un momento di riflessione e di #DialogoColMondo, come recita lo stesso slogan dell’iniziativa, dalle 19.30 alle 21 presso il Centro Benedetto XIII a Gravina. Ospite della serata Filippo Ceretti, docente presso la Pontificia Università Lateranense. Un’occasione, spiegano gli organizzatori, “per tutti gli operatori pastorali e non solo, di confronto e dibattito su media ed educazione” per “una riflessione seria sul mondo dei social network e dei nativi digitali”. In Italia almeno 5mila giovani sono considerati a rischio dipendenza da Internet. Domenica 28 maggio, in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, in tutte le parrocchie della diocesi sarà possibile ritirare gratuitamente una copia del quotidiano cattolico “Avvenire” al cui intero sarà possibile leggere un’intera pagina dedicata alla diocesi stessa. Di qui il richiamo alle parole del Papa nel Messaggio per la Giornata: “La realtà, in sé stessa, non ha un significato univoco. Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli ‘occhiali’ con cui scegliamo di guardarla: cambiando le lenti, anche la realtà appare diversa”.

Azione cattolica: Truffelli confermato presidente nazionale. Mons. Sigismondi, “attitudine al dialogo, sinodalità, spiritualità”

Thu, 2017-05-25 14:32

“Il Consiglio permanente della Cei ha provveduto alla nomina del presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, confermando Matteo Truffelli alla guida della nostra associazione. La scelta ha preso atto di un orientamento concorde da parte del Consiglio nazionale dell’Ac, nel quale si è registrata una netta convergenza sul nome del presidente uscente, di cui tutti conosciamo le qualità”. Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno, è anche assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica. Giunta la notizia della conferma della carica di presidente a Matteo Truffelli, commenta: “A nome dell’intera associazione voglio ringraziarlo per aver messo a disposizione la sua attitudine all’ascolto e al dialogo, la continua ricerca della sinodalità, il suo valore umano e spirituale per la crescita e lo sviluppo dell’Ac, guidandola per un ulteriore triennio”. A Matteo Truffelli e al nuovo Consiglio nazionale, “anche a nome del Collegio degli assistenti centrali, formulo i miei più cordiali auguri di buon lavoro, con l’entusiasmo che abbiamo vissuto nell’Assemblea nazionale e la forza trasmessaci dagli orientamenti e dal calore di Papa Francesco”.

Azione cattolica: Truffelli confermato presidente nazionale. “Dai vescovi un incoraggiamento a tutta l’associazione”

Thu, 2017-05-25 14:29

“Accolgo con gioia e gratitudine la decisione del Consiglio permanente della Conferenza episcopale di confermarmi presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana per un secondo triennio. Leggo nella rinnovata fiducia espressa dai vescovi italiani nei miei confronti un segno di incoraggiamento verso tutta l’associazione e il suo generoso impegno dentro la vita di ciascuna Chiesa locale”. Sono le prime parole di Matteo Truffelli, confermato alla guida dell’Ac nazionale per il triennio 2017-20. “Un ringraziamento particolare desidero esprimere al card. Angelo Bagnasco che termina il suo mandato di presidente della Cei e che in questi anni ha sempre sostenuto e accompagnato con paterna vicinanza l’associazione. Al nuovo presidente, card. Gualtiero Bassetti, rinnovo gli auguri per il suo nuovo incarico e gli manifesto, anche in questo momento, la piena disponibilità mia personale e di tutta l’Azione cattolica italiana a camminare con i nostri pastori lungo le strade della quotidianità del mondo, per vivere e annunciare il Vangelo”. Truffelli ricorda il recente incontro dell’Ac con Papa Francesco in piazza San Pietro a Roma a fine aprile e la lettera che la presidenza della Cei ha inviato all’associazione in occasione dell’avvio dei festeggiamenti del 150° di fondazione. Tale ricorrenza “non può che costituire l’orizzonte entro il quale accolgo con entusiasmo la responsabilità che mi attende nel triennio che abbiamo davanti. Come più volte abbiamo ripetuto, e come ci ha ricordato anche il Santo Padre, fare memoria di questa importante tappa del cammino associativo non dovrà servire per ‘guardarci allo specchio, camminare con lo sguardo all’indietro o sederci in poltrona’, ma per incarnare in maniera sempre nuova il nostro essere discepoli-missionari: laici associati che desiderano assumere in maniera corresponsabile la missione evangelizzatrice della Chiesa, allargando il nostro cuore per allargare il cuore delle parrocchie in cui siamo radicati, come ci ha spronato a fare Papa Francesco”. Truffelli aggiunge: “il mio pensiero, la mia gratitudine e il mio saluto oggi vanno soprattutto ai responsabili diocesani e parrocchiali, agli educatori, agli assistenti, ma ancora di più a tutti i soci, giovani, adulti e ragazzi di tutte le associazioni sparse in ogni angolo del nostro Paese. A loro voglio dire grazie per quello che fanno ogni giorno, come semplici ‘viandanti della fede’ – per riprendere un’altra bella immagine usata da Francesco il 30 aprile – che camminano insieme per le strade del mondo”.

Assemblea Cei: comunicato finale, mons. Raspanti nuovo vicepresidente per il Sud. Don De Robertis direttore generale Migrantes

Thu, 2017-05-25 14:24

Oltre all’elezione della terna di vescovi diocesani da proporre al Santo Padre per la nomina del suo presidente – che Papa Francesco ha designato nella persona del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia–Città della Pieve, l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Aula del Sinodo, 22 – 25 maggio) ha eletto mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, nuovo vicepresidente della Cei per il Sud Italia. Tra le altre nomine, quella di don Gianni De Robertis (Bari-Bitonto) a direttore generale della Fondazione Migrantes.

Assemblea Cei: comunicato finale, “riduzione gettito” ma “più risorse per interventi caritativi nazionali”. Nuove norme Tribunali ecclesiastici

Thu, 2017-05-25 14:22

Nel corso dell’Assemblea generale dei vescovi italiani (Aula del Sinodo, 22 – 25 maggio) è stato  illustrato il bilancio consuntivo dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero per l’anno 2016; presentato e approvato il bilancio consuntivo della Cei per l’anno 2016; sono stati definiti e approvati i criteri per la ripartizione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2017. Lo riferisce il comunicato finale diffuso oggi. Per quanto riguarda l’otto per mille, “a fronte di una riduzione del gettito, anche quest’anno c’è stato un ulteriore incremento di quota di risorse destinate a interventi caritativi a livello nazionale”. I presuli hanno inoltre condivisa “l’importanza di intensificare la collaborazione sia tra Istituti diocesani sia tra questi e l’Istituto centrale per lo studio, la predisposizione di indirizzi comuni, la condivisione di esperienze, la possibilità di una condivisione di professionalità e una gestione in comune di alcuni servizi amministrativi, fino alla possibilità di accorpamento”. Approvate due determinazioni a modifica delle disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Cei per interventi in materia di beni culturali ecclesiastici e nuova edilizia di culto. Approvato, infine, l’aggiornamento delle Norme circa il regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici italiani in materia matrimoniale per conseguenza della riforma introdotta dal Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus di Papa Francesco. Il testo deve ora essere sottoposto alla recognitio della Santa Sede.

Assemblea Cei: comunicato finale, necessari per i giovani “ascolto, formazione educatori, adulti testimoni credibili”

Thu, 2017-05-25 14:20

Ai giovani e alle modalità con cui raggiungerli con la proposta cristiana, all’incidenza della fede nelle vita, al rapporto con la cultura e con la dimensione ecclesiale e missionaria l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Aula del Sinodo, 22 – 25 maggio) ha dedicato l’attenzione principale. È quanto si legge nel comunicato finale dei lavori diffuso oggi. Duplice la prospettiva: “Nella fiducia del contributo che la Chiesa può ricevere da loro e, nel contempo, nella consapevolezza della responsabilità di offrire loro il Vangelo quale incontro per una vita buona e riuscita”. Sullo sfondo degli Orientamenti pastorali del decennio, il prossimo Sinodo dei vescovi (Giovani, fede e discernimento comunitario) è avvertito dai vescovi “come una grande opportunità, che – per essere tale – richiede l’assunzione di alcune scelte precise: l’ascolto dei giovani”, la “formazione, il riconoscimento e la riconoscenza di animatori che siano educatori, pronti a rapportarsi con il mondo della scuola, dello sport, della musica”; l’attenzione ad “alimentare nei presbiteri – specie in quelli giovani – la passione e la cura per le nuove generazioni”. La questione giovanile, secondo i vescovi “chiama in gioco la maturità degli adulti, la loro capacità di esserci e di esserci come testimoni credibili”. I lavori di gruppo hanno ribadito l’importanza di questa presenza negli ambienti dei giovani, attenti a farsi carico di “segnali di disagio” che si manifestano nei tanti che abbandonano la scuola, disoccupati e inattivi, vittime della solitudine.

Assemblea Cei: comunicato finale. Disoccupazione, povertà, migrazioni, ambiente e terremoto. Presentato sussidio rinnovamento clero

Thu, 2017-05-25 14:19

La 70ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Aula del Sinodo, 22-25 maggio) ha concentrato la propria attenzione soprattutto sul tema dei giovani. Tra gli altri argomenti affrontati alla luce della “esperienza di prossimità ecclesiale alla vita reale delle persone”, riferisce il comunicato finale dei lavori diffuso oggi, “il dramma della disoccupazione con le responsabilità della politica e di un’economia scivolata nella finanza; la questione ambientale, segnata dall’inquinamento di diverse aree del territorio e dal ritardo tanto nella bonifica, quanto – e più – nell’assunzione di un’ecologia integrale; l’opera educativa e solidale a cui si è interpellati dalle continue migrazioni come dalle diverse forme di povertà che minano le famiglie”. I vescovi si sono inoltre soffermati sulla situazione di “forte difficoltà” in cui versano “le diocesi provate dai recenti terremoti, alle prese con tante famiglie sfollate, chiese distrutte e comunità da ricostruire, mentre un patrimonio culturale e artistico rischia di venir meno”. Non è mancato un riferimento “grato e affettuoso ai presbiteri, dettato dal riconoscimento del loro servizio generoso alla gente”. In questa prospettiva è stato presentato pure il Sussidio sul rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente: frutto del lavoro collegiale dei Pastori, offre proposte qualificate e percorsi di comunione con cui realizzarle.

Giornata per la ricerca: mons. Giuliodori (Univ. Cattolica), ogni attività sia a servizio della vita

Thu, 2017-05-25 13:28

L’esempio di Giovanni Paolo II che, tra le mura dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli, ha offerto “una testimonianza alta della sua santità”, invita a “cogliere l’importanza del servizio alla vita e ad orientare ogni attività umana a questa finalità”. Lo ha ricordato mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che ha consegnato il Premio “Giovanni Paolo II” alla Danone “per l’impegno dell’azienda in favore della ricerca scientifica e della sensibilizzazione dell’opinione pubblica ai corretti stili di vita”, al termine della Giornata per la ricerca promossa dalla Facoltà di medicina e chirurgia che ha avuto due protagonisti d’eccezione: Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia nel 1998, e Robert Hubert, premio Nobel per la Chimica nel 1988. La Giornata per la ricerca, giunta alla sua sesta edizione, ha avuto al centro dei lavori “La medicina personalizzata”, ossia la necessità di individualizzare il più possibile le terapie per massimizzarne l’efficacia e minimizzare gli effetti collaterali, avendo il paziente sempre al centro dell’attività di ricerca.

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