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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 56 min ago

Diocesi: Trapani, venerdì 4 una giornata di studio sul restauro della chiesa dell’Immacolata

Mon, 2018-04-30 16:47

“Per incarnare il Vangelo nella nostra tradizione trapanese i Gesuiti hanno costruito una splendida casa per l’Immacolata. Il restauro è stato un processo multiforme per ‘accompagnare, curare e rafforzare’ questo patrimonio. La riconsegna alla città e alla diocesi costituisce una preziosa opportunità per la fruizione e la formazione spirituale e culturale del nostro popolo e dei nostri turisti”. Con queste parole il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, presenta la giornata di studio per la consegna alla città del restauro della chiesa del Collegio dei Gesuiti che si terrà venerdì 4 maggio.
Il programma prevede due sessioni di lavoro: nella prima interverranno padre Pasquale Calà, archivista della Provincia sicula della Compagnia di Gesù, con una ricognizione sulla presenza dei gesuiti a Trapani nelle fonti archivistiche della Compagnia; Lina Novara, che presenterà la vicenda della costruzione della chiesa; Daniela Scandariato, con le note storico-artistiche della chiesa. Nella seconda sessione, che si terrà nel pomeriggio, sarà il direttore dei lavori, Luigi Biondo, a presentare il percorso del recupero della Chiesa, mentre Valentina Colli si soffermerà sull’apparato iconografico con una lettura biblico-simbolica. Alle 18 il vescovo presiederà la celebrazione eucaristica.
“Per l’anno in corso il vescovo ci ha proposto un progetto pastorale invitandoci ad andare ‘alla ricerca dei volti’ per dare volto ai ‘volti’ di Trapani oggi – spiega il direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi, don Piero Messana -. Il nostro vescovo individua, tra i volti ‘anonimi’, quelli dei turisti che negli ultimi 15 anni hanno contribuito non poco a cambiare il volto della città. Cosa intende promuovere la diocesi sul piano dell’accoglienza, dell’informazione sociale e culturale (percorsi della bellezza) e sul piano della liturgia? Con quali alleanze si può intervenire? È l’interrogativo che il vescovo si pone e ci pone per fare in modo che il volto anonimo dei turisti incontri lo sguardo, il volto della città”. Rientra nella “volontà del vescovo Fragnelli di ridare alla città la coscienza del suo volto ‘bello’ da offrire a coloro che la visitano”, spiega il sacerdote, “la giornata di studio sulla chiesa dell’Immacolata del Collegio dei Gesuiti di Trapani, organizzata in sinergia con la Soprintendenza ai beni culturali di Trapani che negli anni ha portato avanti il recupero del monumento”.

Afghanistan: Kabul e Kandahar, 40 morti in due attentati Isis

Mon, 2018-04-30 16:38

È di 29 morti e 49 feriti il bilancio, ancora provvisorio, del duplice attentato, rivendicato dall’Isis, che ha colpito il quartiere centrale di Shash Darak a Kabul, dietro l’ambasciata statunitense e il quartier generale della Nato. Otto vittime, secondo quanto diffuso dal Comitato per la sicurezza dei giornalisti afghani (Ajsc), sono reporter, altri sei sono rimasti feriti. In un comunicato diffuso attraverso la sua agenzia di stampa, “Amaq”, l’Isis afferma che l’operazione avrebbe causato “fra 90 e 100 morti” e che la strage è stata opera di due kamikaze. Il primo kamikaze si è fatto esplodere su una moto provocando 4 morti, mentre il secondo, infiltratosi tra i giornalisti con una telecamera, ha azionato la carica esplosiva quando i cronisti sono giunti sul posto. A perdere la vita anche il fotografo della France Press Shah Marai. Media internazionali hanno riferito che la seconda esplosione mirava in particolare ad uccidere i cronisti accorsi per raccontare quanto avvenuto con la prima deflagrazione e anche molti soccorritori.
Morti anche nella provincia meridionale di Kandahar, dove almeno undici studenti di una scuola coranica sono rimasti uccisi in una esplosione provocata da un kamikaze al momento del passaggio di un convoglio della Nato. Dodici i feriti, cinque dei quali sono soldati romeni. Dalla ambasciata Usa a Kabul è giunta subito una forte condanna degli attentati: “Gli Stati Uniti condannano con forza gli efferati attacchi di Kabul. Esprimiamo il nostro cordoglio alle famiglie, agli amici e ai colleghi di tutte le vittime, tra cui ci sono anche alcuni coraggiosi giornalisti. Laddove i media sono in pericolo, sono minacciati tutti i diritti umani”. Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, in un tweet ha espresso la “piena solidarietà dell’Italia al popolo afghano”, mentre il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha espresso “cordoglio” alle famiglie delle vittime, alle autorità e al popolo afghano”.

Giorgio La Pira e Aldo Moro: Firenze, venerdì 4 maggio incontro sull’epistolario tra i due statisti

Mon, 2018-04-30 16:31

Verrà presentato venerdì 4 maggio, a Firenze, il volume “Moro e La Pira. Due percorsi per il bene comune” (Polistampa) che racchiude un ricco carteggio di oltre 100 lettere, quasi tutte inedite, tra i due statisti democristiani. L’incontro sarà ospitato dalle 18 nell’Accademia toscana di scienze e lettere “La colombaria” di via sant’Egidio 23. Verrà proposta “una riflessione particolarmente sentita dalla Fondazione Giorgio La Pira, che a 40 anni dalla morte di Aldo Moro, intende sottolineare un passaggio molto importante per lo studio e la memoria degli anni e delle azioni che coinvolsero i due illustri statisti”. Moderati da Marco Luppi, dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano, interverranno Sandro Rogari e Bruna Bagnato, dell’Università di Firenze, Eugenia Corbino, dell’Istituto storico toscano della Resistenza, e Mario Primicerio, presidente della Fondazione Giorgio La Pira.
“Oltre a condividere simili radici nell’educazione e nella formazione giovanile, che ebbe anche sbocco comune nelle esperienze della Federazione universitaria cattolica italiana di cui fu assistente nazionale Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, La Pira e Moro – viene ricordato in una nota – furono accomunati da un’attiva collaborazione alla Costituente e da una prorompente aspirazione ad obiettivi di pacificazione globale, pur offrendo contributi differenziati e complementari nella storia politica del Paese”. “La loro testimonianza è inoltre ritenuta esemplare per la Chiesa, che per entrambi – conclude la nota – ha aperto processi di beatificazione che ne tracciano spunti di contemporanea ‘santità laicale’, un concetto richiamato recentemente anche nell’esortazione apostolica ‘Gaudete et Exsultate” di Papa Francesco”.

Diocesi: Prato, domani ostensione del Sacro Cingolo della Madonna. Testimoni del rito due maestri del lavoro

Mon, 2018-04-30 16:16

Il primo maggio inizia il mese tradizionalmente dedicato a Maria. A Prato, da secoli, in questo giorno la città si stringe attorno al suo bene più prezioso: la Sacra Cintola della Madonna. Come da tradizione in cattedrale alle 17,30 viene officiata dal vescovo Franco Agostinelli la solenne ostensione del Sacro Cingolo, mostrato per la venerazione ai fedeli presenti in chiesa e in piazza.
E in occasione della festa dei lavoratori i due testimoni dell’ostensione saranno due maestri del lavoro. Si tratta di Mauro Gori e Giovanni Guantini. Il primo è un ingegnere e lavora alle Officine Galileo, il secondo è un dirigente dell’Enel. Ogni anno si tengono cinque ostensioni ordinarie del Sacro Cingolo mariano: nei giorni di Pasqua, primo maggio, 15 agosto, 8 settembre e a Natale.

Croazia: consacrato mons. Palic, nuovo vescovo di Hvar. “Solo il Signore rende fruttuosi i nostri sforzi”

Mon, 2018-04-30 15:43

Questa mattina nella gremita cattedrale San Stefano I, papa e martire a Hvar, è stato consacrato il nuovo vescovo di Hvar, Brac e Vis, mons. Petar Palic, finora segretario generale della Conferenza episcopale croata. La celebrazione è stata presieduta da mons. Zelimir Puljic, presidente dei vescovi croati, mentre gli altri due consacranti erano il vescovo uscente di Hvar, mons. Slobodan Stambuk e il vescovo di Dubrovnik Mate Uznic. All’evento, trasmesso in diretta dalla televisione nazionale croata, hanno assistito 40 vescovi, tra cui il nunzio apostolico a Zagabria, mons. Giuseppe Pinto, e il cardinale arcivescovo di Sarajevo Vinko Puljic, 200 sacerdoti, rappresentanti delle autorità e molti fedeli giunti da tutta la Croazia.
“I vescovi sono chiamati a essere padri fedeli e saggi e custodi della famiglia diocesana”, ha detto nella sua omelia mons. Puljic, presidente della Conferenza episcopale croata. Il neo vescovo, mons. Palic, ha salutato la sua diocesi e tutti i presenti dicendo: “Quando si lavora nel nome del Signore, è Lui che rende fruttuosi i nostri sforzi”. Ed ha aggiunto: “Viviamo in tempo di grandi sfide e incertezze ma anche nei giorni degli apostoli era così, per questo solo la presenza di Gesù, fuori da ogni logica umana, rende l’annuncio del Vangelo credibile”. La diocesi di Hvar, una delle isole dalmate, comprende anche le isole Brac e Vis e conta circa 23mila fedeli; le sue origini risalgono al 1145.

Diocesi: Padova, mercoledì 2 maggio veglia per il lavoro con i vescovi Cipolla e Santoro

Mon, 2018-04-30 15:26

“Libero, creativo, partecipativo, solidale. Il lavoro che vogliamo”. È questo il titolo e il messaggio che fa da filo conduttore della veglia diocesana per il lavoro, presieduta dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla. La veglia si svolgerà mercoledì 2 maggio, con inizio alle ore 18.30, all’interno di un’azienda del territorio: le Officine Facco & C. Spa, in via Venezia 30 a Campo San Martino (Pd).
Novità di quest’anno è proprio la collocazione della veglia non in un luogo liturgico, ma in un’azienda, luogo di lavoro e di vita. “È il segno di una Chiesa che va, che è presente là dove le persone lavorano, operano, producono, mettono a disposizione per sé e per gli altri le proprie capacità e competenze – sottolinea suor Francesca Fiorese, direttrice dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro –. Andare nel luogo di lavoro è andare in quel luogo sacro del nostro quotidiano. È la Chiesa in uscita, è cercare di raccogliere le esperienze del territorio, delle vicende della vita, del contesto sociale e culturale in cui viviamo”.
Officine Facco Spa di Campo San Martino, che fabbrica impianti avicoli integrati per la produzione di uova e carne, occupa ora 900 addetti, di cui 600 dipendenti diretti che rappresentano 27 nazionalità differenti e 300 collaboratori a contratto, senza contare gli oltre 500 occupati nell’indotto, dove Facco coinvolge da anni circa 30 aziende venete in rapporti di fornitura e lavorazioni. Due anni fa ha subìto ingenti danni per un incendio che ha portato l’azienda a ripensare e realizzare nuovi spazi produttivi e direzionali, per dare il massimo benessere a chi dentro ci “vive” e non solo ci lavora.
Una seconda novità della veglia per il lavoro è la partecipazione e la condivisione di questo momento con i sindacati, le associazioni di categoria e le aggregazioni cooperative. Partecipano: Acli, Anmil, Confcommercio-Ascom Padova, Cisl Padova e Rovigo, Confcooperative Padova, Confartigianato Padova, Confindustria Padova, Enaip Veneto, Cgil Padova, Uil, Coldiretti Padova, Legacoop, Ucid Padova. Infine, terzo elemento che caratterizza la Veglia è la presenza accanto al vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, di mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. Dopo la veglia, alle ore 21, mons. Filippo Santoro sarà a Padova, in sala Cardinal Callegari (via Curtatone e Montanara 4 – zona San Giuseppe) per un incontro di dialogo sul tema “Felici di lavorare”, organizzato da Associazione culturale Rosmini e Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro di Padova.

Diocesi: Aversa, venerdì 4 e domenica 6 maggio la VII “Festa dei Popoli” nel segno della “fratellanza”

Mon, 2018-04-30 15:09

“Integrazione, accoglienza, convivenza tra religioni e culture”: sono i punti fermi della “Festa dei Popoli”, diventata uno dei momenti centrali dell’anno pastorale della diocesi di Aversa. Giunto alla VII edizione, l’appuntamento che vede la sinergia tra diversi Uffici diocesani (Ecumenismo e Dialogo, Migrantes, Caritas, Comunicazioni sociali, Missionario, Scuola, Pastorale giovanile) si svolgerà nelle due giornate di venerdì 4 e domenica 6 maggio.
“Conoscere le ragioni delle migrazioni dei popoli, riconoscere e interagire con l’altro, educare alla convivenza culturale e promuovere il dialogo interreligioso sono alcune delle finalità che, sin dal principio, ispirano il nostro percorso”, afferma don Giuseppe Esposito, responsabile dell’Ufficio Ecumenismo e dialogo, il quale, ricorda il tema al centro di questa settima edizione, “RaccontiamoCi”, spiega: “Partiamo dal Vangelo, che ci invita a guardare l’altro come il fratello che cammina con noi in questo mondo: la parola di Gesù ci autorizza a dire ‘sì’ in maniera concreta alla solidarietà e condivisione”.
Il programma della VII Festa dei Popoli si svilupperà dunque in due giornate. Venerdì 4 maggio alle ore 20, presso il Pime di Trentola Ducenta, verrà celebrata la preghiera interconfessionale con la presenza dei responsabili delle varie confessioni cristiane e religioni presenti sul territorio diocesano. Domenica 6 Maggio ad Aversa (piazza Municipio), a partire dalle 18,30, sarà allestito il “Villaggio della Fratellanza” con esposizioni artistiche e artigianali, musiche, danze e gastronomie delle varie tradizioni. Le scuole del territorio presenteranno i progetti ideati e realizzati nell’ambito del laboratorio “Ritmi e passi dal mondo”. A seguire si esibiranno i gruppi musicali “Gunà Percussion”, composto da elementi africani e italiani, e “Botte E Mane” della parrocchia San Pietro Apostolo in Caivano.

Primo maggio: Comunità di Sant’Egidio, domani pranzo e festa con i poveri

Mon, 2018-04-30 14:52

Domani, martedì 1° maggio, la Comunità di Sant’Egidio farà festa con i poveri. L’appuntamento per il pranzo è alle 12,30 nel giardino del Collegio Irlandese di Roma, in via dei Santi Quattro 1, vicino a San Giovanni. “In centinaia, tra volontari, persone senza fissa dimora e anziani che vivono da soli, si ritroveranno a tavola per vivere insieme il primo maggio – si legge in un comunicato -. Il menù prevede lasagne, polpettone, contorni, cannoli con ricotta, crostata e, per finire, fave e pecorino. Dopo il pranzo grande festa con musica dal vivo”. Pranzi e momenti di festa si terranno in diversi quartieri di Roma, all’insegna della solidarietà e dell’amicizia.

Diocesi: Ancona-Osimo, venerdì 4 maggio la Festa di san Ciriaco. Si ricordano i 1.600 anni dell’arrivo in città delle spoglie del martire

Mon, 2018-04-30 14:35

Saranno festeggiamenti particolari quelli in programma il 4 maggio ad Ancona per san Ciriaco, patrono della città e dell’arcidiocesi. Ricorrono infatti i 1.600 anni dall’arrivo ad Ancona , nel 418, delle sacre spoglie del santo da Gerusalemme, dove fu martirizzato nel 326. “Sono trascorsi 1.600 anni da quando il corpo di S. Ciriaco è giunto ad Ancona”, afferma l’arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina, secondo cui “l’antichità del culto liturgico e delle testimonianze iconografiche, le risultanze scientifiche della ricognizione del suo corpo effettuata nel 1979, la viva devozione del popolo anconetano fanno sì che san Ciriaco ed Ancona siano un binomio inscindibile”. “Il santo patrono non è protettore solo per la vita ecclesiale, ma è anche intercessore per la vita civica”, aggiunge l’arcivescovo, sottolineando che “la ricorrenza storica dell’arrivo del corpo del santo in Ancona va collegata a quella del 2019, anno in cui ricorrono gli 800 anni da quando S. Francesco d’Assisi, giunto ad Ancona, si imbarcò per recarsi a Damietta in Egitto, come pellegrino di pace”.
Per l’occasione, la solenne concelebrazione eucaristica delle 10.30 sarà presieduta dall’arcivescovo emerito, il card. Edoardo Menichelli. Con mons. Spina saranno presenti anche i vescovi originari dell’arcidiocesi: gli osimani Claudio Giuliodori e Francesco Canalini, il fidardense Giuseppe Orlandoni e l’anconetano Luciano Paolucci Bedini. La messa sarà trasmessa in diretta da èTv e in streaming su www.diocesiancona.it. In precedenza, alle 8.45 la sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli, renderà omaggio al patrono della città. A fine mattinata, invece, durante la cerimonia pubblica della concessione del “Ciriachino d’oro”, l’amministrazione comunale conferirà al card. Menichelli la cittadinanza onoraria. Alle 18, poi, mons. Spina presiederà la celebrazione eucaristica.

Polonia: messaggio dei vescovi ai connazionali che vivono all’estero. “Patriottismo non è nazionalismo”

Mon, 2018-04-30 14:17

“Un patriottismo maturo non è nazionalismo né chiusura nei confronti di altre culture e tradizioni”, sottolineano i vescovi polacchi nella lettera, in occasione della festa di Santa Maria Regina della Polonia che viene celebrata il 3 maggio. Il messaggio è indirizzato ai 18-20 milioni di polacchi che vivono all’estero di cui un terzo sono nati e si sono formati in Polonia. I vescovi, in occasione del centenario dell’indipendenza riottenuta dalla Polonia in seguito alla Grande guerra (1914-1918), contrappongo inoltre il sentimento patriottico a “l’internazionalismo che oggi va tanto di moda” e che “rende poco chiare le differenze tra varie nazioni”. Incoraggiando i polacchi all’estero a partecipare alla liturgia officiata in lingua natia da presuli che lavorano a stretto contatto con numerose comunità nazionali in tutto il mondo, i vescovi invitano gli emigrati a prendere parte alla vita della Chiesa locale, in lingua e secondo le tradizioni del luogo perché “i vescovi in altri Paesi contano sull’aiuto dei cattolici polacchi” che possano offrire “una testimonianza di vita coerente alla fede professata”. La lettera testimonia inoltre la sollecitudine pastorale della Chiesa polacca nei confronti di coloro che vivono sui territori dell’ex Unione sovietica dove “il mantenimento dell’identità religiosa e nazionale spesso sconfinava nell’eroismo”.

Diocesi: Ragusa, “vicinanza a chi non ha lavoro”. I risultati positivi del Microcredito

Mon, 2018-04-30 14:00

“Vogliamo esprimere vicinanza a quanti non hanno lavoro, a tutti i lavoratori, agli imprenditori, agli artigiani e ai commercianti, colpiti dall’attuale crisi economica che ha coinvolto in modo profondo quasi tutti i settori lavorativi del nostro territorio. La Chiesa ragusana è impegnata ad ascoltare chi vive particolari situazioni di difficoltà, soprattutto gli ultimi, i dimenticati”. Lo sottolinea Renato Meli, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, in occasione della festa di San Giuseppe Artigiano, che si celebra domani 1° maggio. Tra le iniziative volte ad aiutare concretamente chi cerca un lavoro e a risolvere alcune problematiche sociali, l’Ufficio ha avviato e sostenuto il progetto “Microcredito per l’avvio d’impresa” e il Centro ascolto L’Arca, inaugurato quest’anno a Vittoria.
Secondo Meli, “non sia procrastinabile l’elaborazione di un ‘nuovo modello di sviluppo’: solo in questo senso la crisi può essere considerata un’opportunità, una sfida alla quale tutti dobbiamo partecipare come testimoni di speranza del cambiamento. Non sottovalutiamo infatti che l’occupazione è connessa non solo all’andamento dell’economia ma anche agli stili di vita”. Il direttore si rivolge “anche alle famiglie”: “Prepariamo meglio i ragazzi e i giovani alla vita ‘buona’, rispettosa del Creato, custode delle relazioni, capace di sobrietà, esperta in essenzialità”. “Vivere la festa dei lavoratori oggi – prosegue – ha il significato particolare di ‘stringersi gli uni agli altri’ per ricercare insieme la soluzione dei problemi complessi presenti nel nostro territorio”. Il Primo maggio, al di là degli interessi di parte, “deve connotarsi di un rinnovato impegno a realizzare le fondamentali dimensioni del lavoro: promuovere la dignità della persona e realizzare il bene comune”.
Circa 85 attività avviate, 132 nuovi posti di lavoro creati, cinque progetti in fase di accompagnamento o di tutoraggio, un milione 406mila euro erogati: sono questi gli ultimi dati aggiornati sul Microcredito per le imprese promosso dalle diocesi di Ragusa e Noto. Risorse e impegno che hanno visto protagonisti soprattutto i giovani che hanno investito competenze e passione in vari settori produttivi e dei servizi: il 10% dei progetti hanno riguardato il turismo, un altro 10% l’agricoltura, il 15% i servizi, l’1% l’industria, il 24% l’artigianato, il 40% il commercio. Le start up in sofferenza sono meno del 10%, un dato incoraggiante rispetto alle medie nazionali.

Giornata dei lavoratori: Thyssen (Commissione Ue), “sviluppo economico e progresso sociale si rafforzano a vicenda”

Mon, 2018-04-30 13:48

(Bruxelles) “A livello di Ue, con la nostra agenda per le competenze per l’Europa vogliamo far sì che i cittadini siano pronti per i lavori di oggi e di domani. Abbiamo formulato proposte per rendere le condizioni di lavoro più prevedibili e trasparenti, per garantire che tutti i lavoratori subordinati e autonomi abbiano accesso a una protezione sociale adeguata e per creare norme eque e applicabili per i lavoratori mobili”. Lo afferma Marianne Thyssen, commissaria Ue all’occupazione e affari sociali, in vista della giornata internazionale del Primo maggio. “Realizzare il pilastro sociale europeo e i suoi principi richiede uno sforzo congiunto. Tutti devono dare il loro contributo: gli Stati membri, il Parlamento europeo, le parti sociali e, da ultimo ma non meno importante, la società civile. Sono lieta di poter collaborare con tutti per garantire che nei prossimi anni sia messo in chiaro che lo sviluppo economico e il progresso sociale si rafforzano a vicenda”.

Workers’ Day: Thyssen (EU Commission), “putting European rights and social dimension first”

Mon, 2018-04-30 13:43

 

(Brussels) “Every year, the International Workers’ Day, also known as Labour Day, is celebrated all over the world on May 1st. What was born as a strike has turned into a holiday, to celebrate the workers’ social achievements”. EU employment and welfare commissioner Marianne Thyssen reflects on tomorrow’s International Workers’ Day. “The first social achievement was reducing working time down to 8 hours a day. Many more have followed. However, Labour Day is not just a day to celebrate our successes: it must remind us that a successful social market economy is not a fact, and the rules need to be updated to reflect the endless developments of technology, which affect our economies and our societies”. “This is exactly what we have wanted and what we have achieved during this Commission’s tenure: putting Europe’s social dimension first”. In November 2017, Goteborg hosted the first social summit in the last 20 years: “On that occasion – she states –, the European Parliament, the member states and the European Commission proclaimed the European pillar of social rights, a set of 20 principles and rights that give citizens a chance to have access to education, training and lifelong learning, good working conditions and effective welfare systems. The time has come to make sure such principles and rights come true”.

Giornata dei lavoratori: Thyssen (Commissione Ue), “mettere al primo posto i diritti e la dimensione sociale dell’Europa”

Mon, 2018-04-30 13:43

(Bruxelles) “Ogni anno il 1º maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei lavoratori, nota anche come Festa del lavoro. Quella che era nata come un’iniziativa di sciopero è diventata un giorno festivo in cui si celebrano le conquiste sociali dei lavoratori”. Marianne Thyssen, commissaria Ue all’occupazione e agli affari sociali, riflette sulla giornata internazionale di domani. “La prima conquista sociale è stata la riduzione a 8 ore dell’orario di lavoro giornaliero. A quella ne sono seguite molte altre. La Festa del lavoro tuttavia non è solo una giornata di celebrazione dei successi ottenuti: serve a ricordare che un’economia di mercato sociale ben funzionante non è un dato di fatto e che le norme devono essere aggiornate tenendo conto della costante evoluzione delle tecnologie che hanno un’incidenza sulle nostre economie e sulle nostre società”. “È esattamente ciò che abbiamo voluto e ottenuto nel corso del mandato di questa Commissione: mettere al primo posto dell’ordine del giorno la dimensione sociale dell’Europa”. Nel novembre 2017 si è svolto a Göteborg il primo vertice sociale degli ultimi 20 anni: “In quell’occasione – afferma – il Parlamento europeo, gli Stati membri e la Commissione europea hanno proclamato il pilastro europeo dei diritti sociali, una serie di 20 principi e diritti che offrono ai cittadini l’opportunità di avere accesso alla formazione, all’istruzione e all’apprendimento permanente, a buone condizioni di lavoro e a sistemi di protezione sociale efficaci. È giunto il momento di assicurarci che tali principi e diritti diventino realtà”.

Terra Santa: mons. Bacouni (Haifa) al presidente Israele Rivlin “componente araba carne della carne di questo Stato

Mon, 2018-04-30 13:42

“La componente araba è carne della carne di questo Stato, condividendo identità nazionale e culturale che sarà sempre una componente fondamentale della società israeliana. Non è un segreto che la nostra comunità araba manca di sicurezza e integrazione e i nostri villaggi soffrono carenza di terre, case, infrastrutture e contributi alle autorità locali. Speriamo che queste questioni continuino a essere nella sua agenda”. Con queste parole mons. George Bacouni, arcivescovo greco cattolico di Acri, ha salutato il presidente d’Israele Reuven Rivlin nel corso dell’incontro, il quarto della serie, con i capi delle Chiese cristiane di Terra Santa per augurare loro buona Pasqua svoltosi il 24 aprile nella sede dell’arcivescovado melchita di Haifa. Lo riferisce la Custodia di Terra Santa. Mons. Bacouni ha anche fatto gli auguri al presidente Rivlin per i 70 anni dello Stato d’Israele il cui è anniversario è stato celebrato pochi giorni fa. “Non siamo condannati a vivere insieme, è il nostro destino vivere insieme. Cerchiamo di collaborare per il meglio – è stata la risposta del presidente israeliano -, oggi celebriamo insieme il miracolo della vita. Celebriamo insieme perché siamo oggi una sola comunità. Sono orgoglioso dell’impegno di Israele per la libertà religiosa per ogni comunità, sono orgoglioso del forte successo delle comunità cristiane in Israele. Sono orgoglioso della vostra leadership ognuno nella sua comunità”. Il presidente Rivlin ha concluso poi con una preghiera: “Quello che viviamo non è un tempo facile. Aspettiamo sempre la pace e la prosperità in Medio Oriente. Per questo per favore unitevi a me nella preghiera per ognuno dei nostri vicini sofferenti, fratelli e sorelle”. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Haifa, Yona Yahav, che ha ricordato la coesistenza tra popoli che si vive ad Haifa: “Tutti sono mischiati tra di loro e sono felici così”. “Questo esempio deve essere esportato, presidente, perché se è possibile qui, è possibile ovunque”, ha continuato Yahav. Riguardo ai cristiani ha poi concluso: “Siamo fortunati che abbiamo questa comunità nella nostra città”.

Cei: dialogo islamo-cristiano. Nader Akkad (imam di Trieste), “conoscenza reciproca, prima tappa per poter costruire un progetto comune di fraternità”

Mon, 2018-04-30 13:40

(dall’inviata Sir) “L’islam dice che l’incontro con l’altro è un dono di Dio e invita ad amare l’altro e a conoscerlo per poterlo amare. Questo incontro di dialogo interreligioso con la Cei ha il significato di conoscersi a vicenda che è la prima tappa per poter costruire un progetto comune di fraternità”. A parlare è Nader Akkad, imam di Trieste, tra i partecipanti alle Giornate di dialogo islamo-cristiano promosse in questi giorni dall’Ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo a Callevalenza. “Vogliamo tramite la nostra conoscenza reciproca – dice l’imam – programmare un futuro migliore, un futuro di pace, un futuro di amore nel quale le nostre comunità cercano di vivere insieme e di fare un percorso comune che mira alla costruzione di una società d’integrazione e inclusione sociale”.

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L’incontro, cominciato ieri sera, è un’occasione per un profondo e intenso scambio di testimonianze, storie personali di conversione e ricerca spirituale, condivisioni delle sfide e delle opportunità. Dall’educazione in famiglia, al ruolo della scuola e delle comunità. Molti i giovani e le donne presenti che hanno preso la parola.

“L’incontro di Collevalenza – spiega fra Ignazio de Francesco, monaco della piccola famiglia dell’Annunziata – rappresenta un passaggio di una storia di dialogo iniziato da qualche anno tra cristiani e musulmani, all’interno delle attività delle Cei e vuole essere un seme di speranza e di costruzione di una vita comune, in un momento in cui sembrano prevalere segnali di disgregazione, di polemiche, di scontro. Ci troviamo tra musulmani e cristiani, uomini e donne di buona volontà, per poter porre punti comuni di vita comune e dialogo costruttivo tra noi”.

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Germania: Baviera, obbligo del crocifisso negli edifici pubblici. No dei vescovi. Card. Marx, “non è un simbolo culturale”

Mon, 2018-04-30 13:26

Genera “divisione, inquietudine e contrasto” la decisione presa martedì scorso dal governo bavarese guidato da Markus Söder (Csu) di appendere una croce in tutti gli edifici regionali. “Se la croce è vista solo come un simbolo culturale, non la si capisce”; la croce “è un segno di protesta contro la violenza, l’ingiustizia, il peccato e la morte, ma non un segno contro altre persone”: così il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera, oltre che presidente dei vescovi tedeschi, che ieri, in un’intervista al Süddeutschen Zeitung (Sz), si è criticamente espresso contro la decisione. Da più parti, in ambito cattolico ed evangelico, si sono alzate voci contro questa che è stata definita una “iniziativa populistica da campagna elettorale”. La Baviera andrà al voto tra sei mesi. “Che significa vivere in una terra cristiana?”, questa è la domanda da porsi secondo il card. Marx, in modo che apra ad accogliere tutti. Anche l’arcivescovo di Bamberga mons. Ludwig Schick si era pronunciato qualche giorno prima: “La croce non è un segno identitario di una regione o di uno Stato” ma è un invito a imparare a vivere nella solidarietà e nell’amore. Comunicando la notizia della decisione Söder aveva invece detto: “È un chiaro riconoscimento della nostra identità bavarese e dei valori cristiani”. L’ordine di Söder “potrebbe dare l’impressione che ci sia un ritorno della religione cristiana”, scrive oggi Sz. “L’impressione è sbagliata. Non c’è una tale rinascita. C’è solo un ritorno del suo sfruttamento politico”.

Pedofilia: mons. Pennisi (Monreale), “i drammi e le violenze subite nell’infanzia hanno ripercussioni gravi per tutta la vita”

Mon, 2018-04-30 13:08

“Sensibilizzare le coscienze dinanzi al dramma di tanti minori vittime della pedofilia e di ogni altra forma di sfruttamento e violenza”. Mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, in un messaggio ai parroci, ricorda l’obiettivo della “XXXIII Giornata bambini vittime”, che si celebra “da oggi fino al prossimo 6 maggio in tutta Italia”. Per il presule “la Giornata, promossa dall’Associazione Meter onlus fondata da don Fortunato Di Noto, rappresenta un importante momento di riflessione sulla condizione dei bambini nella società del nostro tempo, troppo spesso vittime deboli e indifese delle prevaricazioni di adulti privi di ogni scrupolo”. “I drammi e le violenze subite nell’infanzia hanno ripercussioni gravi non solo al momento della violenza ma anche per il resto della vita”, aggiunge il vescovo, sottolineando, perciò, che “la nostra Chiesa diocesana non può restare indifferente dinanzi a tali drammi”.
Tra i momenti di riflessione e di preghiera in occasione della Giornata e, in particolare domenica 6 maggio, giorno in cui il Santo Padre, dopo la recita del Regina Coeli, rivolgerà un saluto speciale da piazza san Pietro all’iniziativa , mons. Pennisi suggerisce ai parroci di inserire nelle preghiere dei fedeli questa intenzione: “Donaci, Signore, di servire sempre la promozione dell’amore e del rispetto per i piccoli, tuoi prediletti, e suscita servitori amorevoli e responsabili che impediscano gli abusi nella Chiesa e nella società”. L’arcivescovo chiede poi che la preghiera si traduca “in impegno quotidiano di accoglienza, di aiuto, di servizio a favore di tutti i bambini del mondo, nella certezza che ciò che avremo fatto per questi “piccoli” lo avremo fatto a Gesù”.

Settimana della comunicazione: dal 6 al 13 maggio la 13ª edizione su “Fake news e giornalismo di pace”

Mon, 2018-04-30 12:50

Saranno Roma, Ariccia, Terni, Brescia, Alba, Lodi, Milano, Ferrara, Reggio Calabria, Bari, Oristano e Caltanissetta le città coinvolte nella Settimana della comunicazione 2018, in programma dal 6 al 13 maggio su iniziativa della Società San Paolo e delle Figlie di San Paolo. Giunta alla 13ª edizione, quest’anno sarà dedicata al tema “Fake news e giornalismo di pace”. “Consapevoli dell’urgenza di rendere più efficace l’apostolato della Chiesa con l’impiego degli strumenti di comunicazione sociale più innovativi”, spiega don Ampelio Crema, presidente del Centro culturale San Paolo onlus e membro della Commissione preparatoria , “negli anni abbiamo realizzato oltre 2.000 appuntamenti su tutto il territorio nazionale, perché crediamo sia fondamentale portare il tema della comunicazione all’attenzione di un pubblico sempre più ampio, stimolare la riflessione e creare spazi di condivisione allargata”. Quest’anno ad Alba (Cn) don Luigi Ciotti incontrerà gli studenti delle scuole superiori venerdì 11 maggio e insieme a don Antonio Sciortino e don Giusto Truglia si confronterà sul tema delle fake news che dilagano sul web e, in particolare, sui social network.
Cuore pulsante della Settimana della comunicazione è il Festival della comunicazione, che quest’anno sarà ospitato dal 1° al 13 maggio nella diocesi di Oristano. Si tratta di un “focus” itinerante che si svolge con il sostegno dell’Ufficio nazionale della Comunicazioni sociali della Cei, il Servizio nazionale del Progetto culturale, la Segreteria per la Comunicazione e il Pontificio Consiglio della cultura della Santa Sede. Tra gli eventi più importanti ad Oristano gli incontri di giovedì 3 maggio con don Maurizio Patriciello e lo spettacolo di Giacomo Poretti, venerdì 4 maggio. Tutto il programma della Settimana della Comunicazione, e del Festival a questa collegato, è disponibile sul sito settimanadellacomunicazione.it.

Papa Francesco: “ogni vita umana è unica”. “Custodire la piccola fiammella in mezzo a una notte buia”

Mon, 2018-04-30 12:45

“Ogni vita umana è unica, e che se la malattia è rara o rarissima, prima ancora è la vita ad esserlo”. Lo ha detto stamattina Papa Francesco, ricevendo in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico vaticano, i membri dell’Associazione “Una vita rara”, al termine delle nove tappe della “Rare words run”-“Corsa delle Parole Rare”, partita lo scorso 21 aprile da Monticelli Brusati (Bs) e giunta oggi a Roma, che vuole simbolicamente dar voce a coloro che sono affetti dalla Allan Herndon Dudley Syndrome (AHDS-MCT8) e a quanti sostengono l’Associazione, impegnata a fianco della ricerca scientifica e della tutela della salute per la cura delle malattie rare. Il Pontefice si è detto “sempre contento di incontrare le associazioni per la ricerca e la solidarietà sulle malattie rare. Certo, c’è il dolore per le sofferenze e le fatiche, ma sempre mi colpisce – ne resto ammirato – la volontà delle famiglie di mettersi insieme per affrontare questa realtà e fare qualcosa per migliorarla”. Rivolgendosi al presidente dell’Associazione e alla moglie ha osservato: “Voi, Giorgio e Rosita, insieme con Davide, vostro figlio, avete sentito dentro di voi la spinta a fare qualcosa per lui e per le persone affette da una malattia rarissima, e per le loro famiglie. Il nome che avete dato all’associazione, ‘Una Vita Rara’, dice molto, perché esprime la realtà di Davide, ma anche la vostra con lui, in modo positivo, non negativo. Il negativo c’è, lo sappiamo, è realtà quotidiana. Ma questo nome dice che voi sapete guardare il positivo: che ogni vita umana è unica, e che se la malattia è rara o rarissima, prima ancora è la vita ad esserlo”.
Secondo il Santo Padre, “questo sguardo positivo è un tipico ‘miracolo’ dell’amore. È l’amore che fa questo: sa vedere il bene anche in una situazione negativa, sa custodire la piccola fiammella in mezzo a una notte buia”. Per Francesco, “l’amore fa un altro miracolo: aiuta a rimanere aperti agli altri, capaci di condividere, di essere solidali anche quando si soffre una malattia o una condizione pesante, logorante nel quotidiano”. E ha concluso: “Credo che da questo stesso atteggiamento, di cui ringrazio Dio, è nata anche la corsa di 700 chilometri, partita dieci giorni fa dalla vostra casa e arrivata oggi a Roma. Una corsa per la vita e per la speranza”.

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