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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 38 min ago

Fine vita: Garavaglia (Idi), “legge sulle Dat inutile e dannosa”

Sat, 2017-04-08 11:47

La legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) è “inutile e dannosa”. Così Mariapia Garavaglia, presidente dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi), definisce legge che regolamenta le disposizioni anticipate di trattamento in discussione in Parlamento. Per Garavaglia, ministro della Sanità a metà degli anni ’90, “con l’approvazione degli ultimi emendamenti la legge è stata ulteriormente peggiorata”. “‘L’idratazione e la nutrizione artificiali sono trattamenti sanitari in quanto somministrati mediante dispositivi medici’: tale previsione – secondo la presidente dell’Idi – lede l’agire in scienza e coscienza dei medici nell’obbligo di assistenza; rende molto discrezionale la prescrizione medica soprattutto con riguardo ad alcune patologie”. “Le nuove norme infine non prevedono l’obiezione di coscienza e prefigurano molte possibilità di futuri contenziosi”, prosegue Garavaglia, per la quale “soprattutto si mina la logica stessa del nostro sistema sanitario che pretende di offrire la migliore assistenza possibile e non la riduzione delle prestazioni a difesa della dignità delle persone”.

Stoccolma: tir sulla folla. Card. Bagnasco (Ccee), “non possiamo essere indifferenti al modo con cui si banalizza la vita umana”

Sat, 2017-04-08 11:40

A seguito dell’attacco terroristico di Stoccolma il presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, ha spedito un messaggio a monsignor Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, nel quale esprime la commozione e il cordoglio della Presidenza e del Segretariato del Ccee assicurando la preghiera “per i feriti e per il conforto delle famiglie tanto duramente colpite”. Allo stesso tempo, scrive il cardinale, “non possiamo essere indifferenti al modo con cui si banalizza la vita umana e si distrugge la sicurezza e la pace”. Mentre la Chiesa si avvia a celebrare il mistero pasquale, il card. Bagnasco invita a guardare a “Cristo Crocifisso certi della Sua Risurrezione davanti a questo terribile evento”.

Card. Montenegro: “abbiamo fatto diventare la croce un abbellimento per il nostro vestiario o per le mure della nostra casa”

Sat, 2017-04-08 11:33

“Uno dei nostri rischi è di non saper più leggere la croce”. Lo ha affermato ieri sera l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, al termine della Via Crucis cittadina durante la quale – ha osservato – abbiamo attraversato il cuore della città “meditando sulle piaghe e sulle ferite che l’uomo d’oggi deve subire, di cui allo stesso tempo siamo vittime e possiamo essere carnefici”. “Vi invito a non abbassare gli occhi dalla croce”, ha proseguito Montenegro, ricordando che “in quella croce, si incrociano lo scandalo e la tenerezza, la sapienza e la morte, l’infedeltà e la Risurrezione, la cattiveria e l’amore”. “L’abbiamo fatta diventare un abbellimento per il nostro vestiario o per le mure della nostra casa, ma la croce non riesce più a parlarci”, ha aggiunto l’arcivescovo, rilevando che “la croce sembra un albero senza radici, sterile; eppure, se sappiamo guardarla con gli occhi del cuore, quel legno è un albero fecondo che rende feconde le vite di chi lo guarda”. Mettendoci “alla scuola di quella croce riusciamo a capire finalmente cosa significa amare, perché su quel legno il dolore diventa amore che vince la morte”. “Se sappiamo guardare veramente la croce ci accorgiamo che la vita di ogni uomo è preziosa, perché valiamo quella morte e quella Risurrezione”, ha continuato, sottolineando che “Gesù, che ebbe bisogno del Cireneo, chiede che ognuno di noi si faccia Cireneo per l’altro, e non giudice”. Il cardinale ha chiuso la sua riflessione invitando al silenzio e alla preghiera per “quelle persone che hanno perso la loro vita senza averne colpa” a Stoccolma e in Siria per le armi chimiche e i bombardamenti.

Lotta alla mafia: don Ciotti (Libera), “essere cittadini non a intermittenza, ma responsabili”

Sat, 2017-04-08 11:21

“La prima riforma da fare in Italia per migliorare il Paese è la riforma delle nostre coscienze”. Lo ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, incontrando ieri sera i fedeli della parrocchia romana di Sant’Ambrogio per parlare di giustizia e pace. “La giustizia è il riconoscimento della libertà delle persone – ha spiegato -. Anche in Italia la libertà va liberata. Non sono liberi i poveri, le donne vittime della tratta, chi ha paura. La politica dovrebbe essere al servizio del bene comune. Dobbiamo impegnarci a essere cittadini non a intermittenza, ma responsabili”. Don Ciotti ha parlato anche delle intercettazioni del boss Totò Riina nel carcere di Opera, in cui diceva che bisognava uccidere il sacerdote, e delle recenti scritte apparse sui muri a Locri e a Palermo contro di lui: “Mi sono fermato e mi sono chiesto il significato del mio impegno, però ho sentito che ne valeva la pena. Nella società che facciamo con Dio è lui che ha il pacchetto di maggioranza. Ho capito che non dovevo temere. Ho risposto a Riina che si può uccidere una persona, ma non un movimento di giovani che oggi si allarga sempre di più”.

Cittadinanza: Fondazione Scholas, consegnato a Papa Francesco un documento redatto da studenti romani. Più del 43% si sente discriminato

Sat, 2017-04-08 11:16

Tra i ragazzi di Roma, il 71,3% riscontra “indifferenza” nella società romana, il 78,7% ha assistito almeno una volta a un atto di discriminazione e del 43,3% che si è sentito discriminato direttamente il 54,6% ha poi reagito fisicamente. Sono alcuni dei dati raccolti da 200 studenti romani, tra i 15 e i 17 anni, che in questa settimana hanno partecipato a “Roma Scholas cittadinanza”, evento della Fondazione Scholas Occurrentes, l’organizzazione promossa da Papa Francesco attiva da anni sui temi della formazione e della crescita civile e sociale dei giovani. Dalle analisi e dalle interviste condotte, emerge che l’“indifferenza” è causata da educazione familiare (47,7%), mentalità ristretta (45,4%), ignoranza (31%) e egoismo (44,9%). Inoltre, il 50,2% pensa che l’educazione e la formazione scolastica non aiutino i giovani a rispettare se stessi e gli altri. Al termine della settimana, dedicata all’approfondimento sui temi della discriminazione e dell’indifferenza, con un focus sul cyberbullismo, sono state elaborate proposte e dichiarazioni d’impegno degli studenti. Ieri pomeriggio il documento è stato consegnato a Papa Francesco dal direttore di Scholas, José María del Corral, durante un incontro in Vaticano. Per del Corral, “dai 200 studenti romani che hanno partecipato a questa settimana di approfondimento abbiamo avuto una risposta bellissima in termini di partecipazione e di crescita. Da loro abbiamo ricevuto un risultato straordinario e al tempo stesso uno stimolo ad andare avanti”.

Colombia: trattativa di pace governo-Eln. La Bella (Sant’Egidio), “la strada è ancora lunga”

Sat, 2017-04-08 11:04

“È positivo che il dialogo avanzi, anche se ciò accade in modo ancora poco concreto, più a livello di principio che attraverso delle vere e proprie novità. La strada è ancora lunga”. È il commento sul primo accordo tra il governo colombiano e la guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln) rilasciato al Sir da Gianni La Bella, che per conto della Comunità di Sant’Egidio sta seguendo le trattative di pace iniziate a Quito, capitale dell’Ecuador, due mesi fa. Il primo parziale accordo è stato annunciato giovedì 6 aprile dalle due delegazioni e prevede una serie di attenzioni per abbassare l’intensità del conflitto rispetto alla popolazione civile, oltre che delle azioni di sminamento che inizieranno a partire dal 3 maggio. “Le trattative non hanno ancora fatto un vero e proprio salto in avanti, soprattutto perché l’Eln non ha ancora compiuto la scelta di rinunciare alla pratica dei sequestri di persona”, prosegue La Bella, che guarda anche all’applicazione dell’accordo di pace con la più numerosa formazione ex guerrigliera Farc: “L’implementazione e l’applicazione dell’accordo vanno avanti. I membri delle Farc si trovano ancora nelle zone protette allestite nelle varie regioni del Paese. Sarà decisivo il passaggio che avverrà in giugno, quello dell’inizio del reinserimento degli ex guerriglieri nella società. Non dimentichiamo che l’80% di loro è analfabeta, molti non hanno una casa”. In ogni caso, “grande è l’attesa nel Paese per la visita di Papa Francesco del prossimo settembre. La speranza è che in vista di questo viaggio ci sia un’accelerazione dei processi di pace”.

Card. Betori: a politici e operatori sociali, “superare gli interessi personali o di parte per cercare il bene comune”

Sat, 2017-04-08 10:59

“Nella vita sociale e politica, ogni momento siamo provocati a superare gli interessi personali o di parte, per cercare il bene comune, in una costante attenzione agli altri e ai loro veri bisogni. Perché non ogni desiderio e non ogni presunto bisogno indotto dai modelli di pensiero dominanti costituisce il vero bene della persona umana e della convivenza civile”. Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, presiedendo nella Chiesa di san Salvatore la celebrazione eucaristica per le persone impegnate in ambito sociale e politico. Gli oppositori di Gesù, ha rilevato l’arcivescovo, “non accettano che il volto di Dio si riveli nella fragilità dell’uomo Gesù, nella misericordia che tutti accoglie, soprattutto i più marginali, nel proporsi non con gesti di potere e di dominio bensì con la generosità del dono di sé con cui ci si consegna agli altri fino al sacrificio”. Per Betori, “questo volto di Dio e di Gesù scandalizza e ostacola ancora oggi la fede”. “È una scelta di fede – ha osservato – ma è anche una scelta di come stare al mondo: chiusi nella torre d’avorio del nostro egoismo o aperti agli altri? Alla ricerca della soddisfazione di ogni nostro desiderio o pronti a costruire il bene attraverso il sacrificio?”. L’arcivescovo ha poi ricordato “quanto Papa Francesco continuamente richiama: mettere al centro delle scelte l’attenzione alle marginalità e sconfiggere la logica del primato del denaro a scapito della persona”. “Su questo – ha concluso – si misura la coerenza di un cattolico che si sente chiamato a spendere la propria vita nel sociale”.

Terremoto Centro Italia: ieri a Camerino l’incontro del commissario Errani con i vescovi

Sat, 2017-04-08 10:44

“Non possiamo permetterci ritardi o situazioni di stallo”. Lo ha ribadito il Commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani, incontrando ieri a Camerino i vescovi delle diocesi terremotate del Centro Italia. Alla presenza, tra gli altri, del card. Edoardo Menichelli (Ancona-Osimo) e dei vescovi Francesco Giovanni Brugnaro (Camerino-San Severino Marche), Carlo Bresciani (San Benedetto del Tronto), Giovanni D’Ercole (Ascoli Piceno), Stefano Russo (Fabriano-Matelica), Domenico Pompili (Rieti), Nazzareno Marconi (Macerata), l’incontro aveva lo scopo di fare il punto sulla situazione sul percorso di messa in sicurezza e ricostruzione dei beni ecclesiastici. “Le opere di messa in sicurezza vanno fatte secondo le norme e i lavori devono essere pagati. Se qualcuno non ve lo permette segnalatemelo”, ha ribadito Errani, replicando alle osservazioni su un rallentamento nella messa in sicurezza degli edifici di culto indicati al Ministero per i beni culturali (Mibact). Per il commissario, “è necessario fare il punto esatto della situazione delle opere provvisionali già eseguite e di quelle da compiere, rivedendo, se necessario, quanto indicato dal Mibact. Qualora, poi, i tempi di esecuzione siano eccessivamente dilatati soggetti attuatori delle relative opere potranno essere le singole curie vescovili”.
A tal fine Errani ha proposto ai vescovi, ai dirigenti e ai sovrintendenti presenti un tavolo di lavoro cui dovranno partecipare un tecnico incaricato da ciascuna diocesi, un tecnico della Regione e uno della Protezione civile per definire con esattezza lo stato delle opere, presentando i risultati in occasione del prossimo incontro che si terrà, su invito del card. Menichelli, ad Ancona venerdì 21 aprile.
L’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, ha infine richiamato l’attenzione sullo stato del patrimonio archivistico e librario recuperato in ciascuna delle chiese parrocchiali danneggiate. Al riguardo ampia assicurazione è stata fornita dalla Sovrintendenza archivistica circa il reperimento di adeguati spazi attrezzati idonei alla conservazione di questo patrimonio.

Solidarietà: Casa della carità (Milano), oggi “colletta alimentare territoriale” per progetto di custodia sociale

Sat, 2017-04-08 10:30

Una spesa solidale in favore della Casa della carità. Si terrà oggi a Milano, fino alle 20, nel supermercato Coop di via Palmanova. La “colletta alimentare territoriale” sarà destinata al progetto di custodia sociale che la Fondazione guidata da don Virginio Colmegna porta avanti sul territorio del Municipio 2 di Milano, nell’ambito del progetto “Scegliere insieme la strada di casa”. Compito dei custodi sociali – riporta una nota della Casa della carità – è “monitorare le condizioni degli abitanti delle case popolari, fornendo sostegno a quei cittadini che vivono in condizioni di disagio: anziani, disabili, famiglie in difficoltà. Gli utenti del servizio vengono anche coinvolti in incontri di socializzazione: momenti di svago durante i quali, guardando un film insieme o attraverso attività ludiche e ricreative, si creano e si rafforzano le relazioni tra vicini. A promuovere la colletta è il Comitato Soci Coop di via Palmanova/Benadir, presente oggi con i propri volontari per raccogliere la merce donata, insieme a operatori, ospiti e volontari della Casa della carità e ai custodi sociali che operano nei caseggiati popolari del Municipio 2.
La collaborazione tra Casa della carità e Coop è attiva da diversi mesi con l’adesione della Fondazione al progetto “Due mani in più”, per consegnare la spesa a domicilio a persone anziane, disabili o in situazioni di non autosufficienza. Il progetto è diventato anche un’occasione d’inserimento lavorativo per un giovane ospite, che due volte alla settimana si occupa di ritirare la spesa dal supermercato di via Palmanova e consegnarla ad alcuni anziani dei quartieri Crescenzago, Cimiano, via Palmanova e via Padova, insieme a un volontario della Casa della carità.

Benedetto XVI: mons. Fisichella, “le domande che ha provocato non sono rimaste senza risposta”

Sat, 2017-04-08 10:15

“Benedetto XVI ha posto dinanzi a noi il dramma della sua esistenza come uomo e come credente, come professore e come Papa. Le domande che ha provocato non sono rimaste senza risposta. I punti nevralgici della cultura contemporanea che ha evidenziato permangono nella loro netta descrizione di crisi che accompagna la nostra personale esistenza di uomini e donne chiamati a vivere questo momento storico di passaggio epocale”. Lo scrive monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, nella prefazione del volume “Il Papa del coraggio” di Mimmo Muolo (ed. Ancora) dedicato a Benedetto XVI e pubblicato alla vigilia del suo 90° compleanno. Nel richiamare l’intervista rilasciata dal Papa emerito a Peter Seewald nel 2016, intitolata “Ultime conversazioni”, mons. Fisichella ricorda la risposta data da Benedetto XVI sull’ultima grande liturgia presieduta, quella del Mercoledì delle ceneri: “Mi sembrava un segno della Provvidenza che l’ultima liturgia fosse l’inaugurazione della Quaresima, un’occasione legata al memento mori, alla gravità dell’ingresso nella Passione di Cristo e nello stesso tempo nel mistero della risurrezione”. “Probabilmente – conclude Fisichella – è con queste parole che Benedetto XVI ha voluto dare una sua interpretazione alla sua esistenza”.

Stoccolma: tir sulla folla. Jackelén (vescovo luterano), “attacco a una vita di libertà, di valori e di diritti fondamentali”

Sat, 2017-04-08 09:49

Anche il vescovo luterano di Stoccolma Antje Jackelén ha scritto un messaggio in relazione all’attentato di ieri nel centro di Stoccolma: “Sgomento, paura, rabbia, disperazione, tristezza, inquietudine: possiamo reagire in molti modi diversi, ma sicuramente tutti noi vogliamo cercare prossimità, alzarci in piedi per il bene e resistere al male”. Lo scrive il vescovo luterano di Stoccolma, Antje Jackelén, in un messaggio rilanciato dal Sir all’indomani dell’attentato nel centro di Stoccolma. “L’attacco ci riguarda tutti, perché è un attacco a una vita di libertà, di valori e di diritti fondamentali”, pertanto “tutti dobbiamo rispondere, non affermando una cultura di odio e di polarizzazione, ma coltivando vigorosamente coraggio, compassione, misericordia e gioia per la comunità umana. Il bene genera il bene”. Le Chiese cattoliche e luterane del centro ieri sono rimaste aperte fino alla sera per accogliere chi aveva bisogno di parlare, pregare o di un luogo dove andare. Oggi riapriranno con un orario più lungo del solito e alcuni sacerdoti saranno a disposizione. Parole di cordoglio e di vicinanza sono state espresse anche dal vescovo di Copenaghen Czeslaw Kozon, presidente della Conferenza episcopale dei Paesi nordici, che stava concludendo i lavori dell’assemblea plenaria ad Amburgo, in Germania, quando si è verificato l’attentato. “Le nostre condoglianze e la nostra vicinanza sono in questo momento di dolore e incertezza per le famiglie dei morti e dei feriti, così come per l’intera popolazione. Ci sentiamo profondamente legati ai nostri fratelli e sorelle svedesi in questa difficile situazione e li accompagniamo con la preghiera”.

Stoccolma: tir sulla folla. Mons. Arborelius (vescovo), “atto orribile di terrorismo, viviamo in un mondo di male”

Sat, 2017-04-08 09:33

Oggi i negozi saranno aperti normalmente, tuttavia la polizia chiede di non recarsi nel centro storico di Stoccolma, se non è indispensabile. La stazione centrale resta chiusa, ma la metropolitana funziona e ancora non si hanno notizie precise sull’attentatore che ieri, poco prima delle 15, si è lanciato con un camion rubato contro le persone in strada nel centro storico della capitale svedese. Il bilancio delle vittime, reso noto nella serata di ieri dalla polizia, è di 4 morti e 15 feriti, alcuni di loro molto gravi. “Stoccolma ha subito un atto orribile di terrorismo e siamo tutti scioccati e costernati che la violenza insensata e spietata sia arrivata così vicino a noi”, scrive il vescovo cattolico di Stoccolma, Anders Arborelius, ai suoi fedeli in un messaggio rilanciato dal Sir. “Sempre più ci rendiamo conto che viviamo in un mondo di male e di quanto noi esseri umani siamo vulnerabili”, afferma il vescovo che chiede di pregare per le vittime e le loro famiglie. “Dopo ciò che è successo, la croce di Gesù ci sarà ancora più vicina” e “dovremo unire la nostra sofferenza qui nel nostro Paese con la sofferenza del crocifisso per la salvezza del mondo”. Solo Gesù, conclude mons. Arborelius, “ci può dare speranza e fiducia nella difficoltà e nella fatica”, perché “con la sua risurrezione ha sconfitto il peccato e la potenza della morte. La croce porta sempre alla vittoria pasquale”.

Tratta: mons. Lojudice (vescovo Roma Sud), al lavoro “per far partire i volontari nelle strade”

Sat, 2017-04-08 09:26

“La Chiesa contro lo sfruttamento della prostituzione è come Davide contro Golia, però la Bibbia stessa ci insegna che con il Signore, anche se con poche armi, si possono fare grandi cose”. Lo ha detto monsignor Paolo Lojudice, vescovo del Settore Sud di Roma, ieri sera a margine della Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017”, organizzata dalla diocesi e dall’Associazione Comunità Giovanni XXIII per le strade dei quartieri a ridosso della via Cristoforo Colombo. “Non è un caso – ha continuato – che mi sia rivolto prima di tutto all’Associazione per far partire questa iniziativa, perché stiamo muovendo un gruppo di volontari e parroci anche noi sulla strada qui, nella zona dell’Eur, con delle unità di strada e di prossimità. Stiamo cercando di conoscere la rete dove possiamo portare le ragazze. Senz’altro – ha ribadito – le comunità di Don Benzi sono ramificate in tutta Italia, hanno una grande esperienza. Per questo ho ritenuto di avvalermi della loro collaborazione e del lavoro che già fanno a Roma da tempo”. “Al di là dell’evento di questa sera, quello che conta è la concretezza del quotidiano, cioè il domani e il dopodomani. Un evento è bello e ha senso – ha concluso – se è un simbolo e spinge verso al concretezza di un’attività che deve essere fatta quotidianamente”.

Tratta: Tajani (Parlamento europeo), “stroncare il mercato di carne umana da dove nasce”

Sat, 2017-04-08 09:24

Sono molte le autorità che ieri sera hanno partecipato alla Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017”, organizzata dall’ Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e dalla diocesi di Roma. Oltre al cardinale Agostino Vallini, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, a monsignor Paolo Lojudice, vescovo del settore Sud, hanno presenziato anche i ministri degli Affari esteri, Angelino Alfano, della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Proprio quest’ultimo si è soffermato sulla necessità di stroncare il “mercato di carne umana da dove parte”, riferendosi ai Paesi dell’Africa. “L’Europa – ha detto Tajani – deve intervenire a monte, e impedire che queste persone fuggano da casa. Bisogna costruire centri di accoglienza dove sia garantita la sicurezza perché i mercanti di carne umana non arrivino”. Di donne invisibili, riferendosi alle vittime, ha parlato invece il ministro Lorenzin a margine della Via Crucis. “Hanno tutte lo stesso sguardo di morte – ha detto -. C’è una rimozione da parte della società nonostante sia per le donne una sofferenza atroce. La prostituzione rappresenta il terzo business al mondo, dopo quello delle droga e delle armi, compiuto sulla pelle delle donne. Lo Stato – ha concluso il ministro – può combattere la criminalità e salvare le vittime”.

Tratta: Ramonda (Comunità Giovanni XXIII), “vogliamo una legislazione che preveda la punibilità del cliente”

Sat, 2017-04-08 09:21

“Trenta anni fa, quando don Oreste Benzi ha iniziato a girare per le strade, alle ragazze chiedeva non ‘quanto vuoi?’ ma ‘quanto soffri?’”. Così ha parlato Giovanni Ramonda, responsabile della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ricordando il fondatore dell’opera durante la Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017″ che si è svolta ieri sera a Roma. “Lo scorso 12 agosto – ha continuato – Papa Francesco ci ha incitato a camminare, continuare a camminare per incontrare le vittime della prostituzione”. “Vogliamo chiedere una legislazione che preveda la punibilità del cliente – ha affermato Ramonda -. Nessuna donna nasce prostituta ma viene costretta, umiliando la sua dignità. Questa Via Crucis – ha concluso con un augurio – porti a tutte le donne costrette alla schiavitù un segno di speranza che giunga presto la loro Pasqua di resurrezione”. Lungo le sette stazioni che hanno composto la Via Crucis, la Croce di Cristo è stata trasportata da rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine e, oltre ai brani del Vangelo di Marco, sono state lette alcune testimonianze di ragazze salvate dallo sfruttamento in strada. “Per trenta denari sono stata comprata. Mi hanno tradito. Ormai più nessuno mi verrà a salvare”, ha detto una di loro attraverso la voce di alcuni volontari. E poi un’altra: “Sono caduta nella trappola dei potenti manipolatori, maltrattata ogni notte dai protettori e soprattutto dai clienti. Per tanti anni percossa senza potermi difendere. Io sono rimasta la prostituta da colpire da giudicare e poi da condannare”.

Tratta: don Bonaiuto (Comunità Giovanni XXIII), “non possiamo tacere di fronte la vergogna di cui nessuno parla”

Sat, 2017-04-08 09:17

Una folla di fedeli ha seguito la Via Crucis “Per le donne crocifisse 2017”, ieri sera a Roma lungo le strade dei quartieri Garbatella e Tor Marancia. Su quelle stesse strade, la notte, moltissime straniere sono costrette a prostituirsi. Contro la piaga della schiavitù e dello sfruttamento opera da quarant’anni l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che ha organizzato la Via Crucis in collaborazione con la diocesi di Roma. Lo stesso Papa Francesco domenica, al termine dell’Angelus, aveva esortato i cittadini romani a partecipare alla Via Crucis, giunta quest’anno alla terza edizione. “Per abbattere la schiavitù – ha detto a margine don Aldo Bonaiuto, del Servizio antitratta dell’Associazione – bisogna parlare dei fabbricanti di queste croci insopportabili che vengono imposte sulle spalle di ragazze fragilissime. Troppe persone o sono indifferenti o accertano che c’è la schiavitù in un silenzio assordante, pensando che ci debbano essere delle donne messe in vendita per soddisfare i bisogni perversi di maschi italiani senza scrupoli che ogni notte violentano ragazze di cui quasi il 40% è minorenne”. “Non possiamo tacere – ha ribadito – di fronte la vergogna di cui nessuno parla ed è con questi gesti che cerchiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica e risvegliare la società civile”.

Televisione: Rai Vaticano, il 14 aprile speciale “Venerdì santo” dopo la Via Crucis del Papa

Sat, 2017-04-08 09:00

Parte dalle “croci” del Mediterraneo, con l’esodo dei migranti che rischia di trasformarlo nel cimitero più grande d’ogni tempo, con la storia di padre Mosè Zerai, il sacerdote eritreo che da anni salva vite ed anime, (già candidato al Nobel per la pace), lo Speciale Venerdì Santo, del “Viaggio nella Chiesa di Francesco”, a cura di Massimo Milone, che Rai Vaticano propone su Raiuno alle 22.30, venerdì 14 aprile, dopo la diretta della Via Crucis di Papa Francesco dal Colosseo. Nello speciale in primo piano, tra l’altro, l’esperienza delle carceri “aperte” in Brasile, dove un gruppo di cattolici ha animato le “Apac”, esperimento sociale che vede i detenuti scontare la pena e riprendersi la vita con l’aiuto delle famiglie e di associazioni di volontariato, come Avsi. Ma la croce è anche dietro l’angolo: Chiara Amirante, fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti” (che ha presentato il messaggio del Papa per la Quaresima), ascolta, accoglie, aiuta, e racconta a tutti la buona notizia: Cristo è risorto.
Sempre con Rai Vaticano e Raiuno riflettori su Palermo, dove il nuovo arcivescovo Corrado Lorefice offre ogni giorno alla comunità la “croce“ della legalità, con esempi civili e cristiani di speranza.
E ancora: una riflessione all’interno dei Musei vaticani con la direttrice Barbara Jatta sull’arte come strumento di evangelizzazione. Lo speciale andrà in replica sabato 15 aprile alle 12 su Rai Storia e per l’estero su Rai Italia.

Notizie Sir del giorno: Stoccolma, attacco Usa alla Siria, Giornata rom, Ru486 in consultori Lazio

Fri, 2017-04-07 19:30

Stoccolma: padre Emanuelson (vicario diocesano), “città sotto choc. Chiese aperte per incontrarsi e pregare”

“È una città sotto choc”: così racconta al telefono padre Fredrik Emanuelson, uno dei vicari della diocesi di Stoccolma, raggiunto dal Sir mentre è chiuso in macchina, nella zona ovest della capitale svedese. Il vicario abita nel centro storico, vicino alla cattedrale, a 15 minuti a piedi dal luogo dell’attentato di questo pomeriggio. La polizia “vuole che il centro storico sia evacuato”, ma tutti i mezzi di trasporto sono bloccati e “le persone non sanno come muoversi e dove andare”; e così “le persone che si trovano al lavoro restano nei luoghi di lavoro e aspettano che cambi la situazione”. (clicca qui)

Siria: Attacco Usa. mons. Jeanbart (Aleppo), “uno sbaglio strategico”

La vicenda del “gravissimo attacco chimico a Idlib deve essere approfondita per accertarne le responsabilità” e il bombardamento successivo voluto dal presidente Usa Trump “credo sia stato uno sbaglio strategico”. A dichiararlo al Sir è monsignor Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco-melkita di Aleppo. “Non credo – afferma al telefono dalla città martire siriana – che il presidente Assad avesse bisogno di lanciare un attacco chimico dal momento che gode di una posizione di vantaggio sul campo di battaglia. In ogni caso dovranno essere condotte delle indagini serie per accertare le responsabilità. Chi è responsabile, dovrà renderne conto”. La scelta di Trump di bombardare postazioni aeree siriane, aggiunge, “non la capisco e ritengo sia uno sbaglio strategico. Perché agire così velocemente, senza consultare nessuno?”. (clicca qui; con dichiarazioni di don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi: clicca qui)

Giornata internazionale rom: Commissione Ue, “continuare la lotta all’antiziganismo. Ogni Stato faccia la sua parte”

(Bruxelles) “La parità di trattamento e i diritti fondamentali sono le pietre angolari dell’Unione europea. I rom hanno una lunga storia di esclusione sociale e di pregiudizi. La minoranza più numerosa d’Europa, con 6 milioni di persone che vivono nell’Ue, continua a essere discriminata ed emarginata”. Lo affermano in una nota congiunta il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, e le commissarie Marianne Thyssen, Vĕra Jourová e Corina Crețu, in vista della Giornata internazionale dei rom di domani, sabato 8 aprile. “Siamo fermamente decisi a continuare la lotta all’antiziganismo e a sollecitare la piena integrazione dei rom in tutti i Paesi e in tutte le società dell’Ue”. (clicca qui)

Ru486 in consultori Lazio: Scienza & Vita, “siano anche luoghi di prevenzione secondo legge 194”

Consentire ai consultori di svolgere il ruolo di prevenzione dell’aborto “che la legge 194 attribuisce loro”. È la proposta dell’associazione Scienza & Vita, che esprime “profondo rammarico e disappunto” di fronte all’iniziativa della Regione Lazio concernente l’utilizzo della pillola Ru486 al di fuori del contesto normativo fissato dalla legge 194/78. “Secondo la sperimentazione prevista nel Lazio – spiega Emanuela Lulli, ginecologa e consigliere nazionale di Scienza & Vita -, infatti, la somministrazione della pillola abortiva non avverrebbe più in ospedale, o in strutture ad esso assimilate, come previsto dall’art. 8 della legge stessa, ma addirittura nei consultori familiari”. Così, anziché offrire assistenza alle donne, “si rischia di lasciarle sole due volte: sole nella scelta”, e sole nella “esecuzione” della interruzione, “che avverrebbe fuori dal contesto ospedaliero, al domicilio della donna stessa”. (clicca qui)

Paraguay: oggi la Giornata di digiuno e preghiera per la pace nel Paese

Mentre faticosamente le forze politiche e sociali del Paese stanno cercando di dialogare dopo gli scontri in Parlamento e nelle piazze della scorsa settimana, i vescovi del Paraguay – che sono parte attiva nel dialogo – hanno indetto per oggi, venerdì 7 aprile, una “Giornata di digiuno e preghiera per la pace e la fraternità nella nostra patria”, “provocati dalla tensione sociale e politica in seguito agli scontri e agli episodi di violenza a cui tutti abbiamo assistito”. (clicca qui)

Primo Mazzolari: don Patriciello su “Impegno” racconta l’“incontro” con il parroco-scrittore. “Lo consideravo il mio maestro”

“Fu amore a prima vista. ‘Incontrai’ per la prima volta don Primo Mazzolari nella facoltà teologica di Capodimonte, a Napoli. Ero entrato in seminario a 29 anni, dopo essere stato lontano dalla Chiesa cattolica per molto tempo. L’incontro con fra Riccardo, giovane francescano, mi riportò alla fede e mi fece scoprire la vocazione al sacerdozio”. È don Maurizio Patriciello, parroco a Caivano (Napoli), noto per le sue battaglie di giustizia sociale e difesa ambientale, che racconta a “Impegno” (aprile 2017), rivista della Fondazione Mazzolari di Bozzolo, come conobbe gli scritti del parroco-scrittore che, afferma, gli fu da guida nell’età della formazione seminariale, e tuttora resta nel suo “olimpo” spirituale. (clicca qui)

Paesi nordici: Conferenza episcopale, “attuazione” dell’Amoris laetitia, formazione preti, minaccia populista

(Bruxelles) Si sono conclusi oggi ad Amburgo i quattro giorni di lavoro dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale dei Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia). All’esortazione post-sinodale Amoris lætitia è stata dedicata una giornata di studio con l’aiuto di due esperti teologi in ambito morale e pastorale (Eberhard Schockenhoff di Friburgo e Andreas Wollbold di Monaco) per approfondire le “questioni dell’attuazione pastorale”, spiega un comunicato. Gli otto vescovi hanno inoltre lavorato alle “linee guida per la formazione al sacerdozio” e alla preparazione del pellegrinaggio delle reliquie di S. Teresa e dei suoi genitori Zèlie e Louis Martin nel 2018. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 8 aprile. Stoccolma, attacco Usa alla Siria, Via Crucis donne crocifisse, buona scuola

Fri, 2017-04-07 19:29

“Avvenire” apre la sua prima pagina con il doppio fronte bellico-terroristico che ha visto da una parte la risposta americana alla presunta responsabilità di Assad per l’attacco chimico di martedì in Siria e, dall’altra, la strage a Stoccolma provocata da un camion lanciato sulla folla nel centro della capitale svedese. Il commento è affidato al politologo e analista Vittorio E. Parsi. “Il terrorismo ha colpito ancora, questa volta a Stoccolma – scrive l’editorialista – ricordandoci che, nonostante tutte le divisioni e gli interessi confliggenti che pure rappresentano la normalità della politica internazionale, la necessità di una straordinaria unità di intenti nella lotta contro la minaccia jiahdista rimane forte come prima. La settimana è stata infatti aperta e chiusa da due gravi attentati terroristici, a Mosca e a Stoccolma: la spaccatura russo-americana si colloca temporalmente e simbolicamente in questi due terribili eventi. E ci ricorda che la guerra al terrore è un debolissimo collante, che le coalizioni per la lotta contro il Daesh o al-Qaeda reggono (e a fatica) a livello tattico per liberare Mosul o Raqqa, ma non sono estendibili ad altri obiettivi, neppure a livello regionale. Perché gli interessi degli attori (a cominciare da Mosca e Washington) su tutto il resto divergono”.
A centro pagina una grande foto per la Via Crucis romana organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII contro la tratta e la violenza sulle donne. Richiami anche a un’inchiesta in Gran Bretagna sui cattolici, una comunità piccola ma che dà segni di forte vitalità, grazie a una serie di iniziative di nuova evangelizzazione, e a un’intervista al responsabile dei consultori cattolici dopo la decisione della Regione Lazio di distribuire nei consultori la pillola abortiva.
Spazio infine per l’approvazione dell’ultima parte della riforma della scuola. Il passaggio è commentato da Enrico Lenzi: “Riforma della buona scuola completata? A dire il vero il suo cammino inizia proprio adesso. E non si preannunciata affatto in discesa. L’approvazione dei decreti attuativi da parte del governo è sicuramente un punto fermo sul percorso riformatore del sistema scolastico. Ai dirigenti, ai docenti, agli studenti e alle famiglie ora il compito di volerne essere davvero protagonisti”.

Stoccolma: Consiglio interreligioso, dolore e preghiere. “Restare uniti nella ricerca del bene”

Fri, 2017-04-07 19:13

“L’attacco di oggi a Stoccolma, che si presume di matrice terroristica, ha mostrato il volto codardo e disperato del male. Questi atti terribili vanno contro tutto ciò che noi difendiamo, i nostri valori e le nostre tradizioni”. Così si legge in una dichiarazione appena pubblicata dal Consiglio interreligioso di Svezia. “Attacchi di questo genere sono stati progettati per distruggere la nostra società, polarizzando e minando la diversità di etnie, culture, religioni che appartiene alla società svedese”, scrivono insieme i rappresentanti della comunità buddista, del consiglio islamico, di quello ebraico e del Consiglio delle Chiese. “Le nostre preghiere vanno ai morti e ai feriti. Preghiamo anche per il personale e tutti coloro che lavorano” sul luogo dell’attentato e nei dintorni. “Nelle nostre religioni vi è un’etica che parla di onestà, giustizia, dell’importanza di prendersi cura degli altri e di adoperarsi per il bene comune. Le persone con diversa appartenenza religiosa pensano in modi diversi, ma sono unite nella ricerca del bene”, si legge ancora nel messaggio che invita a non assecondare un atteggiamento di accusa, ma a “unirsi nel bene”. Sul sito del Consiglio delle Chiese, poco dopo l’attentato è apparsa una preghiera: “Ti preghiamo o Dio per il nostro mondo che sanguina. Preghiamo per coloro che sono stati colpiti oggi dal dolore. Preghiamo per il nostro Paese e i suoi responsabili”.

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