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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 27 min 47 sec ago

Slovacchia: beatificazione di Tito Zeman. Vescovi: “dono prezioso per rafforzare la nostra fede”

Tue, 2017-09-12 16:42

(Bratislava) “Un dono prezioso per rafforzare la nostra fede, un dono in cui si cela un esempio di coraggio, determinazione e volontà di servire il prossimo”. Così i vescovi della Slovacchia descrivono l’ormai prossima beatificazione del sacerdote salesiano e martire don Tito Zeman. In una lettera pastorale la Conferenza episcopale slovacca invita tutti i fedeli alla cerimonia che si terrà il 30 settembre a Bratislava. Quando i comunisti chiusero i seminari perseguitando i religiosi e le religiose, Tito Zeman ebbe l’idea di aiutare i seminaristi a completare i loro studi a Torino affinché potessero divenire sacerdoti. Conosceva bene i rischi connessi all’attraversamento illegale del confine dal comunismo alla libertà, ma il nobile obiettivo – di salvare vocazioni sacerdotali – gli dette la forza di mettere in atto il suo piano. Condusse segretamente due gruppi di seminaristi e sacerdoti in Italia per aiutarli a realizzare la loro vocazione spirituale. Ma la terza volta che tentò di attraversare il confine fu arrestato e torturato a morte. “Anche se oggi viviamo in libertà, una libertà che molti hanno pagato con la vita, la nostra epoca è contrassegnata da una crisi decisionale”, si legge nella lettera. “Don Tito Zeman brilla della luce del suo coraggio, fedeltà e determinazione nell’affrontare il più grande rischio. Rappresenta una sfida per tutti gli affezionati del divano, un invito affinché si rimettano in piedi e trovino il coraggio di impegnarsi in obiettivi più nobili al servizio degli altri”, concludono i vescovi.

Myanmar-Bangladesh: Save the children, “molti sfollati senza riparo, cibo e acqua. Servono 77 milioni di dollari”

Tue, 2017-09-12 16:18

Oltre 370.000 Rohingya si sono rifugiati in Bangladesh nelle ultime due settimane e mezza per fuggire all’escalation delle violenze nel nord dello stato di Rakhine in Myanmar iniziata lo scorso 25 agosto. Più della metà sarebbero bambini e, secondo le notizie, centinaia di persone, compresi i bambini, sarebbero state uccise. Lo afferma oggi l’organizzazione Save the Children, lanciando un invito a tutta la comunità internazionale perché risponda all’appello di raccolta fondi di 77 milioni di dollari, necessari per portare aiuto ai Rohingya sfollati nel sud del Bangladesh. Mentre le organizzazioni umanitarie e il governo del Bangladesh stanno cercando di ampliare gli interventi di assistenza, “la situazione nelle comunità e nei campi informali dove gli sfollati Rohingya stanno cercando rifugio, diventa ogni giorno più disperata – denuncia George Graham, esperto di emergenze umanitarie di Save the Children -. All’interno e nell’area di Cox’s Bazar migliaia di famiglie Rohingya con i loro bambini sono costrette a dormire all’aperto o lungo le strade perché non sanno dove trovare riparo. Alcuni non hanno cibo a sufficienza o acqua potabile, e in questo stato di totale incertezza aumentano i rischi di abuso, sfruttamento o traffico dei bambini”. “Le comunità locali sono state generose nel condividere cibo e altri generi di prima necessità con i nuovi arrivati, ma alcuni Rohingya sono costretti a mendicare per procurarsi il cibo – racconta -. Tra chi è arrivato negli ultimi giorni, spesso dopo una lunga fuga a piedi e dopo aver abbandonato la propria casa in mezzo a violenze e uccisioni, il livello di disperazione è altissimo. Sono già molti i bambini che si sono ammalati per mancanza di cibo o acqua potabile”. È importante che la comunità internazionale finanzi interamente il piano di risposta umanitaria che prevede l’intervento delle Nazioni Unite e delle Ong internazionali per supportare con aiuti salvavita 300.000 persone fino alla fine dell’anno. “Chiediamo che le violenze nello stato di Rakhine in Myanmar abbiano fine – conclude -, e a tutte le parti coinvolte di fare ogni sforzo possibile per proteggere i civili e in particolare i bambini. Chiediamo che sia consentito senza ostacoli l’accesso degli aiuti nel nord dello stato di Rakhine, dove la situazione peggiorerà se le organizzazioni umanitarie non potranno riattivare i loro programmi”.

Diocesi: mons. Delpini (Milano), “chiedo preghiera, incoraggiamento, collaborazione”

Tue, 2017-09-12 16:15

“Chiedo a voi la preghiera, l’incoraggiamento, la collaborazione che può rendere più leggero il carico”. È l’invito espresso oggi dal nuovo arcivescovo di Milano, mons. Mario Enrico Delpini, ricevendo il pallio che gli è stato posto sulle spalle dal suo predecessore alla guida della diocesi ambrosiana, il card. Angelo Scola. Un pallio che, secondo Delpini, “mette comunque un poco di paura, perché viene dalla tomba degli Apostoli e, quindi, vuol dire dal martirio”. “Inoltre – ha proseguito – mi ribadisce che siedo sulla Cattedra dei vescovi che mi hanno preceduto, come successore di Carlo e di tutti i santi vescovi milanesi fino al cardinale Scola”. “Sento una grande gratitudine per questo segno che mi è stato imposto per onorare la mia persona, la Chiesa e il compito che io devo svolgere in questa Chiesa di Milano”, ha rilevato l’arcivescovo. “La mia gratitudine è molto personale e intensa per Papa Francesco. Ma oggi voglio dire un grazie particolare al card. Scola, non solo per essere qui ora, ma anche per tutto il cammino percorso insieme”. “Gli sono molto grato – ha spiegato – perché in questi anni, chiamandomi a collaborare con lui così strettamente, mi ha dato fiducia, mi ha aiutato a discernere in alcune situazioni delicate, mi ha sempre incoraggiato, mi ha concesso di condividere con lui le preoccupazioni, le gratificazioni, le cose belle che la Chiesa di Milano ha vissuto in questi anni. Anche in questo passaggio il card. Scola mi è stato di grande incoraggiamento, mi ha aiutato e mi ha consigliato”. E, facendo riferimento alle parole pronunciate poco prima da Scola circa l’obbedienza, Delpini, si è rivolto ai sacerdoti: “vorrei subito imporvi un’obbedienza: quando a messa dite il nome del vescovo di questa Chiesa, che non sia solo una citazione rituale, ma che sia un vero momento per ricordarvi di me e per raccomandarmi al Signore”.

Sinodo giovani: Bichi (sociologa), primi risultati dell’indagine sugli educatori alla fede. Duecento interviste su tutto il territorio

Tue, 2017-09-12 16:11

L’indagine “Un profilo degli educatori alla fede oggi” nasce sulla scorta di “una prima ricerca già conclusa, che ha dato ascolto a 150 ragazzi e ragazze in tutta Italia sul loro rapporto con la fede e dalla quale è nato il volume ‘Dio a modo mio’”. Rita Bichi, docente di sociologia generale presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, anticipa al Sir il contesto in cui è nata la ricerca sugli educatori alla fede, condotta dall’Istituto Giuseppe Toniolo e ancora in corso, di cui questa sera verrà presentata una “prima lettura” nell’ambito del seminario di studio “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dall’Ateneo a Roma (11-14 settembre). Proprio da questa prima indagine, spiega Bichi, è scaturito un ulteriore filone di ricerca “che non riguardava più i ragazzi ma gli adulti che si occupano della trasmissione della fede e quindi educatori in senso lato: genitori, sacerdoti, religiosi/e, catechisti, insegnanti. Tutti adulti che hanno come scopo della propria azione educativa la trasmissione della fede”. La rilevazione è iniziata alcuni mesi fa sulla scorta di una traccia di interviste che tocca diversi temi: il percorso degli educatori, le domande più specifiche legate alla trasmissione della fede, l’idea dei valori e delle parole chiave del cristianesimo che segnano il loro percorso e indicano loro la strada da seguire. “Abbiamo formulato anche domande in merito ai giovani e alla loro capacità di comprendere e fare propri i problemi della fede e della religione – prosegue la sociologa -. È già a più di metà la fase di raccolta delle risposte e sono stati elaborati i primi risultati: circa 90 interviste sulle oltre 200 raccolte da un campione che copre tutte le regioni italiane”. L’unità di indagine prescelta è “la diocesi e, al suo interno, la parrocchia. Il campione è stato scelto sulla base di criteri come la distribuzione sul territorio, la grandezza delle diocesi, la rilevanza di ciascuna entità all’interno del territorio sul quale insisteva”.

Diocesi: mons. Morosini (Reggio Calabria-Bova), “non possiamo essere devoti della Madonna e indifferenti ai valori evangelici”

Tue, 2017-09-12 16:09

“La città cammina tra gioie e speranze, da una parte tra i problemi atavici derivanti dalla ‘ndrangheta e dalla corruzione morale, economica e politica, e dall’altra tra gli sforzi di superamento che soprattutto da tanta gente onesta e dai giovani soprattutto vengono fatti. Non possiamo chiudere gli occhi sul volontariato, che avrebbe bisogno di maggiore considerazione politica perché i giovani soprattutto non possono essere eternamente tali, ma hanno bisogno di trovare sbocco esistenziale in questo settore dell’assistenza con maggiori incentivi dello Stato”. Lo ha detto oggi l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini nel corso dell’omelia della festa della Madonna della Consolazione, patrona di Reggio Calabria. Il presule ha richiamato ancora una volta il rapporto tra questa festa e la testimonianza della fede nella vita: “Non possiamo dire – ha sostenuto – di onorare la Madonna e rimanere indifferenti dinanzi al progressivo depauperamento dei valori evangelici che hanno sorretto, finora, la nostra vita individuale, familiare e collettiva, come se la Madonna fosse staccata dal Vangelo o addirittura come se esso non esistesse più”. Mons. Morosini ha parlato dell’“eterno dramma della separazione tra fede e vita, che non deve preoccuparci solo in riferimento alla ‘ndrangheta, ma che informa tanti altri aspetti della vita. Come si può dichiarare la Madonna patrona di una città, se i valori evangelici che Ella richiama sono disattesi e non sono più di orientamento per l’organizzazione della società stessa? I cristiani sono chiamati a reagire perché, se è vero che la fede non può essere mai un’imposizione, ma solo una proposta, essa è anche chiave interpretativa della vita e chiede che con coraggio e senza ipocrisie si imposti la vita personale e associativa su principi e valori non negoziabili, perché posti a tutela della dignità dell’uomo e della vita!”.

Don Tom Uzhunnalil: don Cereda (Salesiani), “è in arrivo a Roma”. “Ringraziamo Dio, con gioia e commozione, e tutti color che hanno cooperato a sua liberazione”

Tue, 2017-09-12 16:07

“Don Tom Uzhunnalil è ora in arrivo a Roma, dove si tratterà alcuni giorni in una comunità salesiana per accertamenti e cure mediche. Ringraziamo Dio, con immensa gioia e grande commozione, e tutti color che hanno cooperato alla sua liberazione, dopo un anno e mezzo di prigionia”. A comunicare la notizia, attraverso l’agenzia Ans, è il vicario del rettor maggiore dei Salesiani, don Francesco Cereda, che si appresta ad accogliere a Roma il missionario salesiano rapito in Yemen 18 mesi fa.

Diocesi: Gaeta, lunedì al santuario della Santissima Annunziata presentazione del libro “La corruzione spuzza”

Tue, 2017-09-12 15:51

Lunedì 18 settembre, alle ore 19, presso il santuario della Santissima Annunziata a Gaeta, sarà presentato il libro “La corruzione spuzza”, edito da Mondadori. Saranno presenti gli autori magistrati Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), e Francesco Caringella, consigliere di Stato e presidente della Commissione di Garanzia presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). L’evento è patrocinato dal Comune di Gaeta, dall’Ipab Santissima Annunziata e dall’arcidiocesi di Gaeta. Modera Luigi Galluzzo, giornalista di Mediaset.

Myanmar-Bangladesh: Unicef, “il 60% dei rifugiati Rohingya sono bambini traumatizzati. C’è bisogno di aiuti”

Tue, 2017-09-12 15:33

Secondo l’Unicef dal 25 agosto ad oggi oltre 370.000 Rohingya hanno superato il confine dal Myanmar per trovare rifugio in Bangladesh. La portata e la velocità dell’afflusso di persone è senza precedenti nel Paese: 220.000 persone sono entrare in Bangladesh in soli sei giorni – tra il 4 e il 10 settembre. “È una crisi umanitaria che si sta acuendo: secondo le prime informazioni, il 60% di tutti i rifugiati sono bambini. Bambini che non hanno dormito per giorni e che sono stanchi e affamati. Dopo viaggi lunghi e difficili, molti sono malati e hanno bisogno di cure mediche. Bambini traumatizzati che hanno bisogno di protezione e supporto psicosociale. Fra i rifugiati ci sono anche madri in gravidanza”, ha dichiarato Jean Lieby, responsabile Unicef per la protezione infanzia in Bangladesh. Secondo l’Unicef almeno 200.000 bambini Rohingya hanno bisogno di aiuti urgenti, come acqua potabile e servizi igienici di base per prevenire l’insorgere di malattie legate all’acqua. Finora, con il supporto dei partner e della rete degli Spazi a Misura di Bambino e di centri per l’apprendimento dell’Unicef, sono stati identificati 1.128 bambini separati dalle famiglie.

Diocesi: Roma, mons. Ruzza nuovo segretario generale del Vicariato

Tue, 2017-09-12 15:17

Mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare per il settore Centro, è il nuovo segretario generale del Vicariato di Roma. Lo ha annunciato ogg il vicario di Roma, l’arcivescovo Angelo De Donatis, al termine della Messa presieduta nell’abside della basilica di San Giovanni in Laterano per le persone che prestano servizio in Vicariato. Ruzza, nato a Roma il 14 febbraio 1963, ordinato sacerdote nel 1987, è stato nominato dal Papa ausiliare per il settore Centro l’8 aprile 2016, titolare di Subaugusta. È anche, tra gli altri incarichi, presidente dell’Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero e delegato del Centro diocesano per il diaconato permanente.
Nell’omelia della Messa, concelebrata dal vicegerente Filippo Iannone e dagli ausiliari Paolo Selvadagi e Paolo Lojudice, oltre che da Ruzza, e dai sacerdoti che prestano servizio in Vicariato, mons. De Donatis ha affermato di aver desiderato questa celebrazione per un “sovrabbondare nel rendimento di grazie” in apertura dell’anno pastorale. A proposito del servizio svolto da chi opera in Vicariato, De Donatis, prendendo spunto dalle letture del giorno in cui la Chiesa celebra la festa del Santissimo Nome di Maria, ha sottolineato che “il discepolo è il posto che ci compete. La collocazione del credente viene dal desiderare la preghiera del Maestro e la sua forza paterna, non deriva dal posto che occupiamo o dal ruolo che svolgiamo”. “La nostra casa – ha affermato il presule – è all’angolo tra la via della preghiera e piazza del Padre celeste”.

Myanmar: Wfp, “313.000 rifugiati in Bangladesh, distribuiti pasti energetici”. Quasi 3.000 donne incinte

Tue, 2017-09-12 15:16

L’agenzia delle Nazioni Unite World food programme (Wfp) sta rispondendo agli urgenti bisogni alimentari di decine di migliaia di persone affamate in arrivo nel distretto di Cox’s Bazar in Bangladesh, in fuga dalle violenze e dall’instabilità dello Stato Rakhine, in Myanmar.  Si stima che 313.000 persone abbiano attraversato il confine in Bangladesh. Dal 27 agosto, il Wfp ha fornito biscotti ad alto contenuto energetico a più di 68.800 persone che arrivano in cerca di un rifugio nei già sovraffollati insediamenti di Cox’s Bazar. Più di 1.000 donne hanno inoltre ricevuto biscotti ad alto contenuto energetico in spazi appositamente creati per loro e sostenuti dall’Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione). Circa 77.600 persone hanno ricevuto pasti caldi di khichuri, una specie di zuppa di riso lenticchie, attraverso le cucine comuni gestite da Action contre la faim, dove il Wfp fornisce riso. Queste cucine continuano a preparare pasti per circa 5.300 persone al giorno.
Il Wfp è particolarmente preoccupato per le condizioni di salute di donne e bambini che arrivano affamati e malnutriti. Quasi 3.000 donne incinte, neo mamme e bambini sotto i cinque anni hanno ricevuto una speciale zuppa di grano e farina di soia ad alto contenuto nutritivo.  Il 9 settembre, il Wfp ha iniziato a distribuire 25 chili di riso alle famiglie appena arrivate, sia nei campi veri e propri che negli insediamenti di fortuna. Finora più di 11.800 famiglie – quasi 60.000 persone – hanno ricevuto riso.  In futuro prevede di continuare a fornire biscotti ad alto contenuto energetico alle famiglie in arrivo, seguiti da 50 chili di riso al mese, per quattro mesi. Il Wfp ha bisogno di almeno 14,8 milioni di dollari, per aumentare l’assistenza a coloro che cercano rifugio nei campi, per i prossimi quattro mesi. Le esigenze finanziarie potrebbero aumentare in base all’aumento del numero di persone che necessitano di assistenza.

Bangladesh, Ukhia, 08 September 2017
In the Photo: a mother receives biscuits for her family at Kutupalong registered camp i

Diocesi: Capua, al via il progetto “Educare alla legalità”

Tue, 2017-09-12 14:59

Al via il progetto “Educare alla legalità”. Ieri si sono riuniti presso la sala giunta del Comune di Santa Maria Capua Vetere i rappresentati e delegati dei 15 soggetti firmati del protocollo della legalità, sottoscritto lo scorso 3 luglio presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ne informa, oggi, “Kairosnet”, il blog dell’arcidiocesi di Capua. Tante le proposte per il nuovo anno scolastico. Previsti momenti formativi per gli insegnanti, incontri presso gli istituti scolastici con le forze dell’ordine, magistrati e sacerdoti. A portare il saluto dei vertici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere il magistrato Sergio Enea, presidente della sottosezione dell’Associazione nazionale magistrati. Oltre dei momenti formativi per i ragazzi delle scuole proposte una visita a Roma all’Udienza del Santo Padre e una marcia della pace. “Tutto è iniziato il 27 gennaio scorso nell’incontro organizzato presso il duomo di Santa Maria Capua Vetere – ha dichiarato Giuseppe Simeone, delegato dell’arcidiocesi di Capua – con le parole di sua Santità Francesco su questa splendida terra. Nel corso dell’ultimo anno scolastico abbiamo incontrato tantissimi giovani e dopo tanti momenti di ascolto e confronto insieme a sacerdoti, magistrati e forze dell’ordine abbiamo deciso di organizzare anche una visita all’Udienza del Santo Padre e una marcia della pace”.

Irlanda: Social Justice Ireland, “il salario minimo non consente di vivere”. 10% popolazione in condizioni di privazione

Tue, 2017-09-12 14:40

“Il salario minimo nazionale irlandese non consente alle persone di vivere secondo il cosiddetto standard minimo di vita in Irlanda e l’aumento previsto nel 2018 non farà molto per cambiarlo” in una situazione in cui “circa il 10% dei lavoratori ricevono il salario minimo o ancora meno”. La denuncia arriva dall’istituto Social Justice Ireland (Sji), Ong indipendente, diretta da padre Seán Healy, della Società missioni africane. Si tratta di una percentuale “doppia di quella precedentemente stimata, a cui vanno aggiunte le decine di migliaia di persone che lavorano per un compenso superiore al salario minimo ma al di sotto di un salario che garantisca una vita dignitosa”. I dati statistici, su cui la denuncia si fonda, parlano di 13,3% di lavoratori irlandesi che vivono in condizioni povertà e del 24,8% dei lavoratori in condizioni di privazioni, un totale di 400mila persone su 4,7 milioni di abitanti (un decimo della popolazione). “Ciò evidenzia il fallimento di politiche che si concentrano sulla creazione di posti di lavoro come mezzo per il progresso sociale”, denuncia Sji. L’impegno del governo di aumentare nel 2018 il salario minimo è ancora del 20% al di sotto del salario necessario per uno standard di vita socialmente accettabile in Irlanda. Se pure è positivo il dato della crescita dell’occupazione, “molti dei posti di lavoro creati sono sotto-pagati e spesso precari. La qualità del lavoro deve essere ora un obiettivo centrale della politica”, scrive Sji.

Diocesi: Caritas Roma, al via le iscrizioni al corso base di formazione al volontariato

Tue, 2017-09-12 14:22

Iniziano oggi le iscrizioni alla nuova edizione del corso base di formazione al volontariato promosso dalla Caritas di Roma. Il programma, dieci incontri strutturati in moduli base e in approfondimenti, inizierà il 16 ottobre per concludersi il 28 novembre. La formazione è indirizzata non solo a quanti desiderano impegnarsi nei centri Caritas, ma anche a coloro interessati ad approfondire le tematiche e gli aspetti del volontariato. Gli incontri, che comprendono sia aspetti teorici – teologia e pastorale della carità, dinamiche di lavoro di rete, conoscenza dei servizi sociali – sia esperienze di tirocinio, saranno tenuti da operatori Caritas insieme ad esperti del mondo del volontariato e dei servizi sociali pubblici e privati, e si svolgeranno in orari diversi e sedi dislocate in tutta la città per favorire il più possibile la partecipazione. “Chi lo desidera, al termine del corso, potrà operare come volontario nei 51 centri della Caritas a livello diocesano in attività a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, delle famiglie, dei malati di Aids”, avverte una nota della Caritas di Roma. Info: www.caritasroma.it

Parlamento Ue: oggi confronto con Mogherini su migrazioni, Corea, Venezuela e Turchia

Tue, 2017-09-12 14:20

(Strasburgo) La plenaria dell’Europarlamento, in corso a Strasburgo, prevede, questo pomeriggio, una serie di dibattiti sui temi di politica internazionale. L’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini, si confronterà con gli eurodeputati su migrazioni, situazione in Corea del Nord e Venezuela e sulle relazioni tra Ue e Turchia. Per quanto riguarda le relazioni tra con Ankara, in particolare, i deputati avevano espresso la loro preoccupazione nel luglio scorso in merito ai negoziati di adesione all’Unione e avevano invitato la Commissione e i governi nazionali a “sospendere senza indugio i negoziati di adesione con la Turchia se il pacchetto di riforme costituzionali verrà attuato senza modifiche”. Oggi in aula il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, ha tenuto un discorso per fare il punto sulla politica Ue, le sfide che toccano l’Europa comunitaria e la difesa dei valori comuni e ribadire la centralità dell’Assemblea nell’architettura politica Ue. Ampio il capitolo dedicato alle riforme necessarie nell’Ue e al nuovo rapporto di fiducia da costruire con i cittadini.

Comece: incontro con Ong, “riduzione progressiva dello spazio di azione della società civile”. I compiti della politica

Tue, 2017-09-12 14:05

(Bruxelles) Si riduce lo spazio per la partecipazione della società civile. L’osservazione arriva da Bruxelles dove nei giorni scorsi si è svolto un incontro ospitato dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) con rappresentanti delle Ong e realtà di ispirazione religiosa coinvolti nella fornitura di servizi di base in vari settori (sanità, istruzione, sviluppo, promozione di democrazia, buona governance e stato di diritto) per “condividere esperienze in materia di riduzione dello spazio” si legge in una nota diffusa oggi dal segretariato Comece. L’analisi trova conferma in una relazione del Parlamento europeo dell’aprile scorso e nei dati del Centro internazionale per il diritto Non Profit secondo cui vi sono state “120 leggi restrittive adottate in 60 Paesi tra il 2012 e il 2015”: divieti di viaggio, rifiuti arbitrari di iscrizioni o restrizioni al finanziamento dall’estero, come anche la definizione-stigma di “agenti stranieri” o le false accuse di svolgere attività anti-statali o terroristiche. “Gli attori della società civile e i responsabili politici devono lavorare insieme per contrastare il fenomeno” con “indagini basate su prove per ottenere dati affidabili o ancora, incoraggiare canali diplomatici e dialoghi sui diritti umani” è l’invito che arriva dalla riunione Comece. Positiva la valutazione della votazione della settimana scorsa nel Comitato di sviluppo del Parlamento Ue su una proposta di relazione per affrontare il problema.

Politica: Prodi, “demolire l’Ue? Sarebbe un disastro. Non è l’Europa che sognavo, ma ci può aiutare a uscire dalla tempesta”

Tue, 2017-09-12 13:47

“Demolire l’Europa per sostituirla con cosa? Perché sia chiaro che nessuna nazione può farcela da sola”. L’analisi di Romano Prodi – economista, ministro, due volte presidente del Consiglio, già presidente della Commissione Ue – affronta, intervistato dal Sir alla vigilia del Discorso sullo stato dell’Unione che Juncker pronuncerà domani a Strasburgo, l’attualità e il futuro dell’integrazione comunitaria. Dall’economia alla sicurezza, dalle migrazioni al Brexit (“è il risultato della distanza dell’Europa dai cittadini”), Prodi ricorda il valore storico della costruzione comunitaria per superare i conflitti e per creare crescita e benessere. “È ancora il tempo della solidarietà”, spiega. “Furono i padri dell’Europa, a cominciare da Robert Schuman, che posero la solidarietà come fondamento dell’Unione. Li guidava la memoria di ciò che la guerra aveva provocato e la volontà di impedire che ciò che era accaduto con la seconda guerra mondiale potesse accadere di nuovo”. La situazione oggi? “Oggi diamo per scontata la pace entro i nostri confini, nonostante il mondo attorno a noi sia travolto da una ‘terza guerra mondiale a pezzi’, come l’ha efficacemente definita Papa Francesco. È un errore nel quale più facilmente cadono le nuove generazioni, nate molto dopo il conflitto mondiale, che sembrano non avvertire il ruolo dell’Europa unita nella conquista di una pace che dura da oltre settant’anni”.
Prodi afferma poco oltre: “Siamo di fronte a un crescente e pericoloso fenomeno antieuropeo e antisistema che cerca di far leva sul naturale senso di appartenenza al proprio Paese, comune a tutti i popoli e di per sé sentimento genuino e giusto. Si mira a indebolire ciò che in oltre settant’anni è stato costruito con pazienza e grande lungimiranza politica”. Ancora: “Ho detto più volte che questa Europa è un pane cotto a metà. È un’Europa che non convince e non risolve, che non offre risposte politiche ai nostri problemi: disoccupazione, perdita di potere economico della classe media, immigrazioni. Ma non è demolendola che avremo risolto i nostri guai, anzi sarebbe un totale disastro. La proposta dell’Europa a due velocità che io stesso avevo predicato da tempo, è per il momento la sola risposta possibile in mancanza di una condivisa politica europea. Non è l’Europa che avevo sognato, ma ci può aiutare a uscire dalla tempesta”.

Disabilità: Osp. Bambino Gesù-Inps, un certificato specialistico pediatrico per semplificare il riconoscimento dell’invalidità civile

Tue, 2017-09-12 13:31

“Agevolare l’iter sanitario dei genitori di bambini disabili per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali di invalidità e handicap alle quali hanno diritto”. È l’obiettivo del protocollo sperimentale siglato tra l’Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale) e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. L’intesa sarà presentata ai medici dell’Ospedale romano domani, mercoledì 13 settembre, alle ore 15 presso l’Auditorium San Paolo (Viale F. Baldelli, 38 – Roma). Il protocollo, sottoscritto anche con gli ospedali Gaslini di Genova e Meyer di Firenze, durerà 18 mesi e consentirà ai medici del Bambino Gesù di redigere un certificato specialistico pediatrico per ridurre i disagi di pazienti e famiglie nel corso dell’iter sanitario. “Grazie a questo documento, predisposto dall’Inps e dalla Società italiana di pediatria (Sip), a partire dal primo ricovero sarà possibile acquisire tutti gli elementi necessari per la valutazione medico-legale e il minore non dovrà effettuare altri eventuali esami o accertamenti – si legge in una nota -. Il documento semplificherà l’iter per numerose patologie complesse come ad esempio sordità, cecità e malattie rare. La certificazione sarà inserita direttamente dai medici nei sistemi informativi dell’Inps e l’Istituto di previdenza potrà disporre subito di tutti i dati necessari per valutare il caso. Le famiglie dovranno quindi limitarsi ad inoltrare la domanda all’Inps”.
Alla presentazione dell’evento interverranno, tra gli altri, Tito Boeri, presidente dell’Inps, Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù, Gabriella Di Michele, direttore generale dell’Inps, e Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive del Bambino Gesù nonché presidente della Sip. All’Ospedale pediatrico Bambino Gesù si rivolge un numero molto elevato di famiglie con bambini affetti da patologie gravi, complesse, fortemente invalidanti e che non di rado si protraggono per tutta la vita del figlio. Per i pazienti ricoverati nel 2016 la Direzione sanitaria ha autorizzato 125 visite ai fini dell’accertamento di invalidità; mentre per i 220.000 pazienti che hanno effettuato prestazioni ambulatoriali, nel 2,5% dei casi (parliamo di oltre 5000 pazienti) è stata riconosciuta l’esenzione per invalidità civile.

Lavoro: Rossini (Acli), “è un’emergenza”. “Tema del ‘Valore’ particolarmente importante in queste fase del dibattito politico”

Tue, 2017-09-12 13:19

“Il tema del ‘Valore lavoro’ è particolarmente importante in queste fase del dibattito politico. Abbiamo apprezzato alcune proposte del governo rispetto ad alcuni temi ma a Napoli vorremmo discuterle e provare a sentire cosa ne pensa la base degli aclisti per poi rilanciare la nostra azione”. Lo ha affermato questa mattina Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, nel corso della conferenza stampa in cui, alla Camera dei deputati, si sono anticipati alcuni temi al centro del 50° incontro nazionale di studi delle Acli che si svolgerà dal 14 al 16 settembre a Napoli. “Riteniamo che attraverso i precedenti 49 incontri nazionali di studi si sia costruito un pezzo della storia italiana” e più in generale che “le Acli, i nostri padri, abbiano contribuito a costruire la democrazia”. “Quest’anno – ha continuato – abbiamo deciso di dedicare l’incontro nazionale di studi al tema del lavoro perché è un’emergenza e costituisce un po’ il dna della nostra associazione”. All’evento di Napoli parteciperanno – ha spiegato – “alcuni studiosi che condivideremo con la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani: suor Alessandra Smerilli, Ivana Pais, Leonardo Becchetti, Francesco Seghezzi”. “Faremo alcuni laboratori perché le nostre proposte possano essere discusse e non ci si limiti semplicemente ad un ascolto passivo”. Nella prima giornata sarà presente Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, nella seconda interverrà l’arcivescovo di Napoli, il card. Crescenzio Sepe, mentre nella giornata conclusiva sarà la volta del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. All’incontro di studi parteciperanno anche Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Andrea Olivero, viceministro all’Agricoltura, Luigi Bobba, sottosegretario per il Lavoro e le politiche sociali, Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, Salvatore Lauro, presidente Alilauro spa e Lauro.it, e Maurizio Del Conte, presidente dell’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive lavoro).

Risparmi: De Palo (Forum), “la famiglia si impoverisce e tutto il Paese ne soffre”

Tue, 2017-09-12 13:13

“È grave la notizia che ci arriva oggi da Impresalavoro per la quale le famiglie italiane avrebbero perso in dieci anni l’1,7% del risparmio”: lo afferma Gigi De Palo, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari. “Tra i Paesi europei solo la Grecia è riuscita a fare peggio di noi”, sottolinea il presidente, che ricorda: “Sono numeri che vanno in controtendenza con quelli che leggiamo sui giornali delle ultime settimane”. Per De Palo, “la notizia è grave non soltanto perché il risparmio delle famiglie è tutelato dalla Costituzione (art. 47 Cost.) ma, cosa ancora più importante, perché far crescere il risparmio delle famiglie significa nella sostanza far crescere il Paese”.
“Il risparmio è da sempre utilizzato dalle banche per finanziare l’attività produttiva, se il risparmio diminuisce perché i salari non sono sufficienti a far sopravvivere le famiglie, diminuiscono gli investimenti per le imprese e quindi il Paese cresce meno e si impoverisce”, evidenzia il presidente del Forum. “Ancora una volta si conferma che la famiglia è la prima risorsa economica e sociale del Paese. Se soffre la famiglia, soffre il Paese. Ci auguriamo – conclude De Palo – che anche questo argomento arrivi sui tavoli dell’ormai prossima Conferenza sulla famiglia e della discussione della Legge di stabilità”.

Giovani: Treu (Cnel), “mi preoccupa la sfiducia”

Tue, 2017-09-12 13:00

“È evidente che la priorità sono i giovani. Perché non solo si prepara una vita più povera. Mi preoccupa la sfiducia”. Lo ha affermato questa mattina Tiziano Treu, presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), commentando la ricerca “Il Ri(s)catto del presente. Giovani italiani, expat e seconde generazioni (G2) di fronte al lavoro e al cambiamento delle prospettive generazionali” nel corso della conferenza stampa in cui, alla Camera dei deputati, si sono anticipati alcuni temi al centro del 50° incontro nazionale di studi delle Acli che si svolgerà dal 14 al 16 settembre a Napoli. “Dappertutto i giovani hanno difficoltà”, ha notato Treu, ma “un conto è che abbiano un po’ più di difficoltà come in Germania, altro è che hanno una difficoltà tale che rischia di esserci un fossato tra generazioni. In Italia siamo su un fossato”. Ricordando anche il suo impegno personale, il presidente del Cnel ha rilevato che “le riforme fatte in questi ultimi anni hanno rimesso in sesto alcune regole fondamentali che forse andavano sistemate 10-15 anni fa come hanno fatto altri Paesi. Ma questa è una premessa. Adesso si tratta di affrontare i problemi di fondo, non solo con delle norme, ma con la cultura, gli investimenti in formazione, l’attivazione delle parti sociali”. Treu ha poi osservato che “c’è un salto tecnologico veloce, profondo e dagli esiti incerti. Anche la formazione deve fare un salto per accompagnare il salto tecnologico”. Secondo il presidente del Cnel, “la formazione professionale è una ‘cenerentola’ da far diventare principessa”, ma “credo moltissimo nell’alternanza scuola-lavoro. Le prime esperienze dimostrano che se è fatta bene per i ragazzi è una marcia in più”. “Il tema della ‘industria 4.0’ e della ‘gig economy’ tocca tutti”, ha proseguito, tuttavia “i ‘millennials’ sono quelli su cui dobbiamo puntare di più”. Su questo aspetto servono “tutele, ma non solo. Servono anche strumenti, promozione”. Treu ha concluso anticipando che per coinvolgere i giovani c’è l’intenzione di “attivare un centro di ascolto del Cnel”.

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