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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 14 min 30 sec ago

Veglia Gmg 2017: testimonianza di Pompeo Barbieri, “non ho più paura del futuro e di quello che la vita mi riserva”

Sat, 2017-04-08 19:27

“Non ho più paura del futuro e di quello che la vita mi riserva”. Così Pompeo Barbieri ha concluso la sua testimonianza nel corso Veglia di preghiera con Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria Maggiore in preparazione alla XXXII Giornata mondiale della gioventù. Pompeo, originario di San Giuliano di Puglia, ha ripercorso la sua vita partendo dal 31 ottobre 2002 quando, in una normale mattina a scuola, “alle 11.33 una scossa violentissima ha fatto tremare tutto”. “La classe ci è crollata addosso. In un attimo siamo stati sepolti da un cumulo di macerie”, ha ricordato Pompeo, ripensando ai vigili del fuoco che “mi hanno trascinato fuori e mi sono risvegliato in ospedale. Sono stato in pericolo di vita per tre mesi”. “Solo dopo – ha proseguito – i miei genitori mi hanno raccontato che la maestra e 27 compagni erano morti sotto quel crollo”, tra loro anche il cugino di Pompeo. “Io ero vivo, mentre loro non c’erano più… perché?”, si è chiesto. Lo sconforto, la voglia di reagire, la consapevolezza “che dovevo vivere anche per chi non poteva più farlo”. “Così, anche quando mi hanno detto che non avrei più camminato, ho affrontato la cosa con più coraggio”, ha aggiunto Pompeo, ammettendo che “ero diventato più forte e mi sentivo inattaccabile”. A 18 anni, invece, un problema lo costringe ad entrare in dialisi: “Mi sono sentito perso e ho pensato che non era giusto”. “Anche quella volta sono stato fortunato perché mio padre mi donò il suo rene”, ha raccontato Pompeo, rivelando che “non cambierei quasi nulla della mia vita e di quella tragedia, vorrei solo che i miei amici fossero qui, solo questo”. “Questa sedia a rotelle mi ha insegnato a vedere la bellezza nelle piccole cose e mi ricorda ogni giorno la fortuna che ho”, ha confidato, confessando che “ho un sogno: partecipare alle paralimpiadi”.

Veglia Gmg 2017: testimonianza di suor Marialisa, “sono contenta di essere una donna consacrata di questo tempo”

Sat, 2017-04-08 19:04

“Sono contenta di essere una donna consacrata di questo tempo”. Lo ha affermato questo pomeriggio suor Marilisa, una trentenne francescana alcantarina, aprendo la sua testimonianza nel corso della Veglia di preghiera con Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, in preparazione alla XXXII Giornata mondiale della gioventù che si celebra domani a livello diocesano. “Mai avrei pensato di diventare suora, di indossare un abito per tutta la vita”, ha raccontato suor Marialisa, anche perché “dopo la cresima ho scelto di non andare più in chiesa” e “quelli che frequentavano la chiesa mi sembravano persone noiose, statiche, prive di interessi. Io cercavo qualcosa di diverso e lo cercavo ovunque”. Ripercorrendo la sua vita, suor Marialisa ha ricordato che, dopo un’esperienza in parrocchia, “ho sentito che davvero c’era un Dio che mi amava per quella che ero, così com’ero” e “ho capito che la vocazione non è altro che una chiamata ad amare in modo radicale”. “Senza dei punti di riferimento e delle relazioni dove sperimentarlo non l’avrei mai capito”, ha aggiunto, e rammentando la missione in diocesi con frati e suore ha raccontato che “ho chiesto al Signore di poter essere felice anch’io come loro, per la prima volta gli ho detto che non volevo morire nuova di zecca, ma consumata per qualcosa di grande”. “A farmi arrendere ci ha pensato un’esperienza vissuta in Albania con le mie suore”, ammette. Poi la decisione di entrare in convento ad Assisi e la professione nel 2013. “Chiedo che anche il mio grembo che agli occhi del mondo è sterile, possa in Lui essere spazio per una generatività più feconda, che non è contro natura, ma è oltre nell’Infinito di Dio”, ha concluso.

Argentina: forti alluvioni colpiscono la provincia patagonica del Chubut

Sat, 2017-04-08 18:00

La città di Comodoro Rivadavia, nella provincia patagonica del Chubut (Argentina), è stata dichiarata ieri “area disastrata” a causa delle eccezionali alluvioni degli ultimi giorni. Le piogge – che sono previste anche per oggi – hanno devastato la regione e colpito oltre 100mila persone. Si parla di 3mila sfollati e di un uomo di 44 anni morto dopo essere stato travolto dalle acque e deceduto. Secondo i primi accertamenti, sarebbero stati l’argilla e le insistenti piogge a provocare il collasso dei canali di uscita delle acque. “Non c’è nulla che possa frenare colate di fango di questo tipo” ha detto ai media il sindaco di Comodoro Rivadavia, Carlos Linares. A causa delle alluvioni sono rimaste interrotte la Ruta Nacional 3 e le vie che giungono alle città di Trelew e Caleta Olivia, e in conseguenza della rottura del tubo di un acquedotto sono sospese anche le forniture di elettricità e acqua potabile.

Diocesi: Caritas Rimini, nel 2016 in aumento gli “intrappolati” in situazioni di povertà. Crescono gli italiani, in particolare gli over 50

Sat, 2017-04-08 17:32

Sono oltre 16mila le persone, di cui 3.316 minori, in situazione di disagio economico che nel 2016 si sono rivolte direttamente o tramite un familiare ai Centri Caritas nella diocesi di Rimini. Dal “Rapporto sulle povertà 2016” curato dall’Osservatorio della Caritas diocesana emerge che nel 2016 “aumenta il numero di coloro che sono ‘intrappolati’ in una situazione di povertà”, ora al 61,3%. In crescita gli uomini (52,5%) e gli italiani (35,2%), soprattutto over 50enni. “Tra gli italiani i residenti sono il 63,2% e tra gli immigrati il 46,3%, segno che si tratta sempre più di povertà che colpiscono il nostro territorio e non di persone che sono solo di passaggio”. Aumenta la presenza dei profughi (circa 280 giovani), con i quali “si riscontrano diverse difficoltà linguistiche, logistiche e psicologiche”. Sale il numero di senza dimora (1.992 persone, pari al 29,4%) e, tra questi, degli italiani passati dal 33% al 37%. Superati i 130mila pasti erogati dalle mense Caritas. A questo si aggiungono “pacchi viveri” e “borse della spesa” effettuate presso #EmporioRimini per un totale di oltre 20.600 interventi di tipo alimentare. Se ammontano a quasi 150mila euro i contributi per affitto, bollette, spese sanitarie, sono state 11.398 le notti di ospitalità offerte a 706 persone. Inoltre in 994 hanno usufruito delle docce (in totale 11.239). Infine, circa 10mila sono stati i capi di abbigliamento donati a persone e famiglie in difficoltà.

Diocesi: Genova, opere conservate nel museo della cattedrale saranno utilizzate dal card. Bagnasco durante i riti della Settimana Santa

Sat, 2017-04-08 17:00

Dall’altare al museo e dal museo all’altare. È quello che accade a numerose opere artistiche conservate presso il Museo del Tesoro della Cattedrale di San Lorenzo che, in occasione della Settimana Santa, torneranno ad essere utilizzate durante i riti liturgici che saranno presieduti dall’arcivescovo, cardinale Angelo Bagnasco. Infatti, come spiegano i curatori del museo, “non tutte le opere conservate nei musei sono destinate a essere solo ammirate dai visitatori, ormai lontane dal contesto per cui erano state realizzate” perché “soprattutto nei musei ecclesiastici sono conservate opere che continuano a mantenere la funzione liturgica e devozionale per la quale erano state create, per cui in particolari occasioni vengono tolte con cura dalle vetrine e restituite alle chiese da cui provengono”. A Genova tra gli oggetti e le suppellettili preziose che vengono ricondotte sugli altari della Cattedrale in occasione delle celebrazioni pasquali vi sono: alcuni antichi calici e ostensori in argento lavorato e dorato; il Paliotto detto “del Corpus Domini” (eseguito da Melchiorre Suez e argentiere fiammingo nel 1599 che andrà ad adornare l’Altare Maggiore del Duomo); il Paliotto detto “del Santissimo Sacramento” (di argentiere genovese che sarà invece posizionato nella Cappella del Santissimo Sacramento). In occasione del Venerdì Santo poi sull’Altar Maggiore verrà posizionata la Croce degli Zaccaria, pregiata opera di oreficeria contenente le reliquie della Croce di Cristo. Altre opere preziose a tema pasquale e quaresimale rimarranno invece conservate presso le sale del Museo del Tesoro dove potranno essere ammirate dai visitatori. Info: www.museodiocesanogenova.it

Fine vita: Centro studi Livatino, legge sulle Dat “individua il medico come soggetto da cui difendersi”

Sat, 2017-04-08 16:33

Il progetto di legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) implica “gravi ricadute sull’esercizio della professione medica”. È la posizione del Centro studi Livatino – formato da magistrati, docenti universitari, avvocati e notai – che in un documento individua in 10 punti gli “stravolgimenti dell’attività sanitaria”. Il primo ad essere segnalato è “l’introduzione del principio della disponibilità della vita umana contro quello, scritto in Costituzione e derivante da secoli di civiltà giuridica, della sua indisponibilità”. Poi “l’individuazione del medico come soggetto pericoloso, in quanto potenzialmente lesivo della libertà del malato” e perciò “soggetto da cui difendersi”. Si verificherà poi “la sostituzione del consenso informato al principio di beneficialità” e “la necessità per il medico del costante affiancamento dell’avvocato, a fronte di norme la cui applicazione farà crescere a dismisura il contenzioso”. Secondo il Centro studi, si andrà verso “la trasformazione del medico da professionista che punta alla salute del paziente in un soggetto ossessionato da dettagliata informazione del malato, verifica della comprensione di costui, modalità di esplicitazione del consenso”. Altri punti sono “l’imposizione al medico di commettere reati e/o illeciti civili” e “il rischio per il medico di denuncia penale e/o di azione civile di danno, soprattutto nei casi in cui le Dat sono redatte in epoca remota e nuove terapie aggrediscono con successo patologie in passato non guaribili”. Infine, “ogni medico e ogni struttura sanitaria diventano potenziali esecutori di eutanasia” per di più “senza che sia riconosciuta l’obiezione di coscienza e con estensione anche alle strutture sanitarie non statali”. Di fatto, conclude il Centro Livatino, “il codice deontologico del medico diventa inutile”.

Migranti: Taranto, mostra fotografica al Castello Aragonese a conclusione di un laboratorio rivolto ai minori non accompagnati

Sat, 2017-04-08 16:00

Una mostra fotografica al Castello Aragonese di Taranto, esito finale di un laboratorio rivolto a migranti minori non accompagnati e promosso insieme al circolo fotografico “Controluce” di Statte. L’associazione “Noi & Voi onlus” prosegue nelle iniziative sociali per i suoi vent’anni di attività: “Il corso ha previsto 12 incontri con una quindicina di giovani ospitati dall’associazione (che si occupa di accoglienza dei profughi e di volontariato penitenziario, ndr). Due lezioni poi – spiega il fotografo Maurizio Greco – sono state fatte direttamente sul campo, in Città vecchia. Così questi ragazzi hanno imparato a cogliere il momento, a ritrarre e ritrarsi tra loro e hanno scoperto una modalità universale di comunicazione come la fotografia, che trascende la lingua e che potranno utilizzare per raccontarsi”. Ieri sera, a chiudere la tre giorni, è stato proiettato anche il documentario di Antonello Cafagna “Libertà”, nato da un’idea di don Francesco Mitidieri, che guida l’associazione. Ragazzi di due istituti superiori, giovani di Azione Cattolica e Focolari, detenuti e suore di clausura si sono incontrati nel parlatorio del convento per discutere di cosa fosse la libertà, cosa le gabbie e quali le chiavi per uscirne. Due giorni di riflessioni e un’uscita fuori porta a cui si sono uniti anche i migranti. Uno di loro, Alieu, oggi mediatore culturale per “Noi & Voi”, ha raccontato la sua storia, a margine della proiezione: “Io vengo da un Paese, il Gambia, da dove sono scappato per via della dittatura. Lì non ero libero, e non ero libero neanche lungo il viaggio che mi ha condotto fino in Libia. Mi dovevo continuamente guardare le spalle. Oggi è diverso. Oggi lo sono”.

Diocesi: Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, il giovedì santo mons. Battaglia lava i piedi agli “invisibili” del Dipartimento di salute mentale e della Comunità Emmanuel

Sat, 2017-04-08 15:40

Verrà celebrata al Dipartimento di salute mentale di Puglianello la Cena del Signore, il giovedì santo (13 aprile, ore 17.30), dal vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, mons. Domenico Battaglia. E qui il vescovo laverà i piedi agli “invisibili” del Centro di salute mentale e della Comunità Emmanuel di Faicchio. “La scelta del vescovo Battaglia di lavare i piedi agli ospiti di queste due comunità – spiega la diocesi in una nota – è un ulteriore segno concreto e tangibile della sua opzione di vita e di ministero. Non sarà solo il vescovo a chinarsi, ma in quel gesto sarà l’intera Chiesa diocesana a farlo, lavando e baciando i piedi degli ultimi, di chi soffre, di chi fa fatica, specchiandosi nell’acqua sporca della loro solitudine. Una Chiesa dove non si celebrano solo i riti, ma la vita delle donne e degli uomini, bagnata di gioie e di dolori. Una Chiesa in uscita che mette al centro l’altro che soffre. Una Chiesa che fa degli ultimi i protagonisti. Una Chiesa vicina alla vita di tutti, immagine di quel Dio che non ci abbandona mai, che si china sulle nostre fragilità e che ci tende la mano affinché da esse possiamo far ripartire la vita”.

Editoria: rivista “San Francesco”, il numero di aprile su “La pace sconosciuta” in Siria

Sat, 2017-04-08 15:29

È intitolato “La pace sconosciuta” il numero di aprile della rivista San Francesco, mensile della Basilica di San Francesco di Assisi, dedicato in questa uscita al conflitto in Siria e alle violenze che subiscono quotidianamente i minori. “Circa 3 milioni di bambini – si legge in una nota – sono nati e cresciuti in guerra e non sanno cosa sia la pace. I numeri dei giovani rimasti senza famiglia, casa, istruzione e futuro sono impressionanti”. Il mensile pubblica un’intervista esclusiva al direttore generale di Save the Children Italia, Valerio Neri, dalla quale “emergono dati angoscianti e la consapevolezza del rischio di ‘formare’ generazioni di adulti insensibili alla violenza”. “Gli eventi degli ultimi giorni a Idlib – prosegue la nota – purtroppo dimostrano ancora una volta quanto i bambini siano le principali vittime”. Il mensile, poi, “conduce per mano il lettore nel cammino pasquale di Francesco con un ampio speciale di dodici pagine di arte, cultura e francescanesimo”. “È arrivato un momento favorevole, la Pasqua – spiega il direttore della rivista, padre Enzo Fortunato – che vogliamo vivere aggiungendo una ricchezza, l’amabilità per far sì che non prenda il sopravvento la violenza e la brutalità di parole e gesti”. Nell’ultimo numero della rivista anche un’intervista esclusiva all’arcivescovo di New York, il card. Timothy Dolan, su Chiesa, elezioni Usa e sulla sua vocazione, ritrovata proprio ad Assisi. E poi arte in Basilica, approfondimenti francescani e solidarietà. Il mensile è disponibile su www.sanfrancesco.org da dove possono essere scaricate le esclusive illustrazioni per bambini sulla vita di san Francesco.

Settimana Santa: Barba (liturgista), “tutto parte e tutto porta alla Pasqua”

Sat, 2017-04-08 15:13

La Pasqua è la festa più antica dell’anno liturgico e la domenica è la Pasqua della settimana, che scandisce il tempo della vita cristiana. Parte da qui monsignor Maurizio Barba, docente di liturgia al Pontificio istituto liturgico del Pontificio ateneo Sant’Anselmo, che – in un’intervista al Sir – traccia un affresco dei riti della Settimana Santa e della loro centralità nella vita dei credenti. La liturgia, spiega l’esperto,
“non è soltanto cerimonia, è invito salvifico di Dio che si rende visibile attraverso i riti, la celebrazione, e che si spinge fino alla vita dell’uomo. La vita è il banco di prova più autentico ed efficace delle nostre celebrazioni: se manca il risvolto operativo, le liturgie sono soltanto cerimonie sterili”. Parlando del tradizionale rito della Via Crucis, Barba commenta: “Siamo in preda quasi a una schizofrenia: da una parte, la cultura della produttività tende ad occultare la morte, la sofferenza e i loro segni, dall’altra mette in atto una spettacolarizzazione mediatica della sofferenza e della morte in tutta la loro crudezza e realismo, perché fa audience. È la contraddizione interna della nostra società. Il cristiano, invece, sa che la sofferenza e la morte sono segni profetici, che si riempiono di senso proprio grazie al mistero pasquale di Cristo”.

Domenica delle Palme: a Erbil i siro cattolici sfileranno con una grande croce. Don Jahola (Mosul), “sarà la festa della gioia”

Sat, 2017-04-08 15:04

Porteranno una grande croce in processione e agiteranno le palme in segno di festa, i fedeli siro cattolici della Piana di Ninive sfollati a Erbil e quasi tutti residenti in case e campi nel sobborgo cristiano di Ankawa. “La tradizione della celebrazione della Domenica delle Palme – spiega al Sir il sacerdote siro-cattolico della diocesi di Mosul, padre George Jahola – è molto sentita nella nostra chiesa. Domenica celebriamo la festa dei bambini e dei giovani, ma anche delle loro famiglie. Sarà la festa della gioia di accogliere Cristo Gesù innanzitutto attraverso il suo segno, che è la Croce. Porteremo nelle strade di Ankawa una grande Croce che appartiene alla nostra chiesa e che ha al suo interno una reliquia del legno della croce di Gesù”.

Domenica delle Palme a Baghdeda (Iraq)

“Sfileremo in processione – aggiunge il sacerdote, da sempre a fianco dei cristiani in fuga dallo Stato Islamico e riparati a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno – anche in altre città e zone del Kurdistan, dovunque ci siano fedeli. E adesso anche nelle città cristiane liberate della Piana di Ninive. A Baghdeda viene fatta la processione girando nelle strade della città. Questi tentativi sono un segno timido ma dimostrano anche una tenacia della fede che si coniuga con la speranza tutta pasquale di ritornare ricostruire le nostre comunità”.

Vita: mons. Fragnelli (Cei) a giovani Mpv, “educare le nuove generazioni alla libertà e alla responsabilità dell’amore e del perdono”

Sat, 2017-04-08 14:30

“Ogni tipo di mafia, corruzione e manipolazione della vita non appartiene all’umanesimo cristiano. Imparare a comunicare l’umanesimo significa educare le nuove generazioni alla libertà e alla responsabilità dell’amore e del perdono, del servizio pieno alla vita, sorgente di vero, integrale umanesimo”. Lo ha scritto il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, presidente della Commissione Cei per la famiglia, i giovani e la vita, in un messaggio ai partecipanti al seminario primaverile “Vittoria Quarenghi” dei giovani del Movimento per la vita italiano, in corso a Bologna. “Il mondo – osserva il presule – è in grande e contraddittoria mutazione. L’Italia sembra interessata quasi solo a battaglie mediatiche senza guardare al vero bene della gente, delle famiglie e dei giovani, della vita nel senso più bello ed esigente; tensioni vecchie e nuove affliggono l’Europa a sessant’anni dalla sua nascita; a livello mondiale politiche di chiusura o di aggressione economica e militare rendono minaccioso l’orizzonte”. “In questo scenario – prosegue – Papa Francesco invita gli uomini di buona volontà e le Chiese locali a crescere nella conoscenza reciproca, nella solidarietà e nella comunione. Gesù Risorto cammina con noi. Raccontandogli le nostre storie, lasciamoci guidare verso la condivisione più alta, che è quella della speranza pasquale”.

Diocesi: Brindisi-Ostuni, domani la Marcia della fede

Sat, 2017-04-08 14:00

Si terrà domani a Brindisi la Marcia della fede per i giovani della diocesi di Brindisi-Ostuni. La marcia fa riferimento alla Giornata mondiale della gioventù, ma quest’anno guarda con particolare attenzione a un giovane brindisino, il Servo di Dio Matteo Farina, del quale è in corso la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione. “È imminente anche una sessione del Sinodo sui giovani – spiega don Mimmo Roma , incaricato diocesano del servizio di pastorale giovanile – proprio come ha voluto papa Francesco, a conclusione dell’altra sessione del Sinodo sulla famiglia. Credo sia davvero carica di significati la marcia di domani. E poi, il solo fatto di camminare insieme nel cuore di Brindisi, lungo il mare e in luoghi simbolici, non farà altro che accrescere il nostro sentirci non gruppo aperto, ma comunità che accoglie, che ha un progetto di vita che non si risolve nella gratifica personale, ma ha orizzonti più ampi e più alti”. Presente l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons. Domenico Caliandro, l’appuntamento è alle 16 ai piedi della Scalinata Virgilio. Da qui, passando per la Stazione navale di Brindisi attraverso la porta Revel, sosta su nave San Giorgio con un momento di preghiera e meditazione alla presenza tra gli altri, del Comandante della Terza Divisione Navale Ammiraglio Salvatore Vitiello, per poi uscire da porta Monsignore e proseguire fino al Monumento al Marinaio. La marcia si concluderà ai piedi del monumento ubicato nel quartiere Casale, dando appuntamento al 24 aprile per la chiusura della fase diocesana del processo canonico di beatificazione di Matteo Farina.

Sindone: Bonatti (resp. comunicazione), “la Chiesa non è mai stata ferma”

Sat, 2017-04-08 13:52

“Conservazione orizzontale, recupero delle condizioni originali del tessuto, sistemazione e monitoraggio”: insomma, “gli interventi realizzati in questi vent’anni dicono che la Chiesa non è certo stata ‘ferma’ sulla Sindone, come invece vorrebbero lasciar credere i sostenitori della ricerca a oltranza”. A ribadirl0, in occasione dei 20 anni dall’incendio che, l’11 aprile 1997, distrusse quasi completamente la cappella dove era custodita la Sindone, è Marco Bonatti, responsabile della comunicazione dal 1998. Nella Cappella, dove i lavori strutturali sono terminati e che verrà riaperta, se tutto va bene, entro la fine di quest’anno, “manca da restaurare l’altare centrale, opera del Bertola, che custodiva, in uno scurolo di grate dorate, la cassa tempestata di pietre dure dentro cui era arrotolata la Sindone)”. Ma il Telo “viene ora conservato disteso”, ed è questo, annota Bonatti, “uno dei progressi più importanti compiuti in questi due decenni: l’incendio del 1997 ha imposto di realizzare quelle opere di sicurezza esterna e di conservazione che i Custodi (gli arcivescovi di Torino) avevano già studiato e progettato”. La Commissione internazionale di scienziati che operò durante l’episcopato del card. Saldarini era stata, al riguardo, unanime nell’avvertire che “la Sindone – ricorda Bonatti – va conservata distesa, per evitare che si approfondiscano, ad ogni srotolamento, le pieghe che stanno compromettendo la lettura dell’immagine”.
“Dalla notte dell’incendio – prosegue – è scattata infatti una gara di solidarietà e di attenzione, per il restauro e la conservazione di quel ‘segno religioso’ che è anche patrimonio essenziale della città e della sua gente”. Così “la cappella sotto la Tribuna Reale oggi è un ambiente adeguato per la conservazione”, ma nel 2002 è pure stato “realizzato un prezioso lavoro di ‘restituzione’ della Sindone alle sue condizioni originali”, rimuovendo le “toppe” provocate da un altro incendio, quello del 1532 a Chambéry, e cucite qualche anno dopo sopra il Telo.

Diocesi: Palermo, un concorso per raccontare attraverso le immagini i riti della Settimana Santa

Sat, 2017-04-08 13:30

Raccontare attraverso le immagini i riti della Settimana Santa che si celebrano nell’arcidiocesi di Palermo. È l’iniziativa dell’Ufficio per le comunicazioni sociali, che, in collaborazione con la sezione Ucsi locale, organizza un concorso fotografico rivolto agli appassionati. L’obiettivo è raccontare i momenti salienti, i dettagli, i volti e le emozioni dei riti della Passione e morte di Gesù. “Interessarsi agli eventi della Settimana Santa – afferma il direttore dell’Ufficio, Pino Grasso – significa innanzitutto fare un viaggio alla scoperta delle radici storiche e culturali del territorio. Le immagini dei riti che si svolgono a Palermo e nei paesi dell’arcidiocesi costituiranno un itinerario di forti emozioni e suggestioni alla scoperta delle tradizioni popolari. Il concorso fotografico vuole mettere in luce la spiritualità dei fedeli e dei componenti delle confraternite”. Il concorso è aperto a tutti gli appassionati di fotografia che potranno presentare tre foto scattate dal 9 al 16 aprile 2017, data entro cui bisognerà inviarle all’indirizzo mail: ufficiostampa@diocesipa.it. La partecipazione è gratuita. La Giuria sarà formata da fotografi professionisti che sceglieranno le tre migliori immagini. Gli autori saranno premiati venerdì 26 maggio 2017, alle 18, nel salone Lavitrano della Curia arcivescovile di Palermo, in occasione di una conferenza sul tema della 51esima giornata mondiale delle Comunicazioni sociali.

Violenza e stalking: Acli Roma, con il “Progetto Fiore di Loto” apre uno sportello per le vittime

Sat, 2017-04-08 13:10

Verrà presentato lunedì 10 aprile, a Roma, il “Progetto Fiore di Loto” grazie al quale prenderà vita lo “Sportello di orientamento per le vittime di violenza e stalking”. La presentazione dell’iniziativa, promossa dalle Acli di Roma e provincia e da Libera Mondo, associazione a tutela dei diritti delle persone, si è tenuta questa mattina presso la parrocchia di Santa Maria ai Monti. “L’obiettivo – si legge in una nota – è quello di dire no alla violenza fisica, sessuale, psicologica e stalking sulle donne, sui bambini e sulle persone tutte”. All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il vescovo ausiliare per il settore Roma Centro, monsignor Gianrico Ruzza, la presidente delle Acli di Roma e provincia, Lidia Borzì, la presidente Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi, il vice questore aggiunto della Polizia di Stato, Lucia Muscari, il prefetto e vice capo di Gabinetto del Ministero degli Interni, Sandra Sarti, il presidente dell’Unione Sportiva Acli Roma, Luca Serangeli, e la responsabile dello sportello antiviolenza presso l’Ospedale San Camillo di Roma, Maura Cossutta.

Diocesi: Udine, il programma delle celebrazioni per la Settimana Santa presiedute dall’arcivescovo Mazzocato

Sat, 2017-04-08 12:54

Con la messa della Domenica delle Palme, presieduta dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, prenderà il via domenica 9 aprile la Settimana Santa nell’arcidiocesi di Udine. La celebrazione è in programma alle 10.30 in Cattedrale. Mercoledì 12 aprile, alle 16, l’arcivescovo condividerà anche un momento spirituale con i sacerdoti anziani e malati, celebrando l’Eucaristia alla “Fraternità sacerdotale”. Giovedì 13 aprile, alle 9.30, mons. Mazzocato presiederà in Cattedrale la Messa del Crisma. Alle 19, sempre in Cattedrale, l’arcivescovo presiederà la Messa “in Coena Domini” che aprendo il “Triduo pasquale”. Alle 9 di venerdì 14 e di sabato 15 mons. Mazzocato celebrerà in Cattedrale l’Ufficio delle letture e le Lodi assieme ai canonici della Cattedrale e alle consacrate. Il momento liturgico centrale del Venerdì Santo, sarà celebrato dal presule alle 15 in Cattedrale, con la solenne adorazione della croce. Alle 21, l’arcivescovo presiederà la “Via Crucis” devozionale cittadina, con partenza dalla Cattedrale. La grande veglia pasquale, presieduta da mons. Mazzocato, sarà celebrata in Cattedrale dalle 21 di sabato 15 aprile, con il conferimento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana ad un gruppo di catecumeni adulti. Nella domenica di Pasqua, 16 aprile, l’arcivescovo celebrerà la messa alle 9 insieme ai carcerati nella Casa circondariale di Udine e alle 10.30 in Cattedrale. Alle 17 presiederà poi i Vespri solenni con la partecipazione delle religiose consacrate e dei parroci della città.

Diocesi: Prato, nel fine settimana in tutte le parrocchie la “Quaresima di carità” a sostegno del progetto “Un pasto per i bambini di Fortaleza”

Sat, 2017-04-08 12:20

Saranno devolute al progetto “Un pasto per i bambini di Fortaleza” le offerte che saranno raccolte sabato 8 e domenica 9 aprile con la “Quaresima di carità” che si svolgerà in tutte le parrocchie della diocesi di Prato. “Ogni anno – si legge in una nota – la Caritas diocesana propone un progetto da sostenere con quanto donato nel corso delle messe celebrate a Prato per la Domenica delle Palme”. Nel 2015 si riuscì a finanziare la costruzione di un pozzo per dare acqua al paese di Stelingi in Tanzania mentre l’anno scorso quando raccolto finanziò l’apertura di “Casa Agar”, l’opera per donne senzatetto realizzata a Tobbiana, una frazione di Prato. Per il 2017, “la generosità dei pratesi – prosegue la nota – servirà ad aiutare i bambini che frequentano la scuola per l’infanzia ‘Ciranda Cirandinha’, in portoghese ‘Giro, giro tondo’, a Mucuna, un paese molto povero nell’immediata periferia di Fortaleza in Brasile”. Lì, ogni giorno sono un centinaio i bimbi, dai due ai sei anni, seguiti dalla scuola che oltre all’istruzione fornisce loro cure igienico sanitarie e dà qualcosa da mangiare che, per tanti bambini, rappresenta l’unico pasto della giornata. “Per questo motivo tutti ci dobbiamo sentire chiamati a dare una mano”, affermano Idalia Venco della Caritas diocesana, Luciano Grifasi dell’ufficio missionario pratese e don Carlo Geraci, responsabile dell’ufficio catechistico diocesano.

Siria: attacco Usa. Mons. Becciu (Santa Sede), “speriamo non sia vortice che metta a rischio la pace”

Sat, 2017-04-08 12:05

“Speriamo che non sia un vortice che coinvolga e metta a rischio la pace”. Lo ha detto il Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato vaticana, monsignor Angelo Becciu, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando il lancio di 59 missili degli Usa contro la Siria. “Siamo esterrefatti” dagli accadimenti in Siria, ha sottolineato mons. Becciu, “sia per l’attacco chimico contro la popolazione inerme e sia per le conseguenze che possono derivare dai contraccolpi successivi”.

Stoccolma: tir sulla folla. Tveit (Wcc), “non permettere che la violenza estremista ci separi gli uni dagli altri”

Sat, 2017-04-08 12:03

“Ancora una volta, persone che vivono la loro quotidianità, preparandosi a celebrare le feste, hanno subito un attacco violento”. Lo ha scritto in un messaggio Olav F. Tveit, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), alla luce dell’attentato terroristico nel centro di Stoccolma. “Dobbiamo unirci, non solo nella condanna di queste azioni, ma nel rafforzare la nostra ricerca della pace giusta e la nostra determinazione a non permettere che la violenza estremista ci separi gli uni dagli altri”, scrive ancora Tveit che chiede di pregare per le vittime e per il popolo svedese. “La Svezia è un Paese che ha così tante iniziative di pace in altre parti del mondo, ma ora è colpita da queste azioni disumane di terrore nel cuore della sua capitale, Stoccolma”. Tveit invita inoltre a cercare “la misericordia, l’amore e la grazia di Dio, in modo da poter essere resi capaci di continuare, rafforzati, il pellegrinaggio di giustizia e di pace”. A Stoccolma l’allerta resta a livello 3 su una scala di 5, dunque persiste il pericolo di attentati. L’uomo fermato ieri sembra essere l’autore, ma la polizia non ha ancora dato conferme. Dei 15 feriti, 9 sono in ospedale, uno dei quali è un bambino, secondo quanto riportano fonti di stampa svedesi. I controlli alle frontiere sono stati rafforzati. La principessa Victoria e il principe Daniel hanno reso omaggio questa mattina alle vittime sul luogo dell’attentato. “Ne usciremo rafforzati in qualche modo”, ha dichiarato la principessa ai giornalisti dell’Aftonbladet: “La società ha mostrato che siamo uniti e che è costruita su un’enorme fiducia e senso di comunità”.

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