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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 43 min ago

Siria: mons. Jeanbart (arcivescovo), “ad Aleppo la gente ha voglia di vivere”. L’impegno dei cristiani per la ricostruzione

Fri, 2017-07-14 12:28

“Ad Aleppo la gente ha voglia di vivere e cerca di ripartire. Le comunità cristiane locali sono presenti e attive per sostenere gli sforzi di chi continua ad amare questa città martire”. Dalla Aleppo, ufficialmente ‘Isis-free’ dal 6 luglio dopo l’annuncio dato da Mosca ma dove non si combatte più da sei mesi, a parlare è l’arcivescovo greco-cattolico della città, monsignor Jean-Clement Jeanbart. In una intervista al Sir ricorda che oggi tra le sfide più grandi per Aleppo vi è, non solo la ricostruzione materiale ma anche e soprattutto quella “della persona. La ricostruzione del corpo, della mente, dello spirito e del senso di appartenenza alla comunità”. In questo ambito le comunità cristiane locali sono molto impegnate con molti progetti e iniziative. Tra quelli portati avanti dalla comunità greco-cattolica vi è il Centro di Formazione professionale dove si formano giovane maestranze. “I nostri allievi – dice con orgoglio mons. Jeanbart – sono in continuo aumento. Questo ci dona la speranza concreta che i giovani possano trovare presto, già nei prossimi mesi e forse settimane degli impieghi nell’ambito della ricostruzione”. Stesso discorso per il Centro medico che, spiega il presule, “offre con regolarità visite mediche gratuite, per dodici specializzazioni, tra cui anche cure dentali, a centinaia di pazienti”, il Centro commerciale solidale, e le scuole. Ma sono due i progetti più significativi, quelli che cercano di fronteggiare l’esodo dei cristiani dalla città: “Costruire per restare” è il primo di questi programmi sociali.

“Fino ad oggi – spiega mons. Jeanbart – abbiamo restaurato oltre 500 abitazioni colpite dalle bombe e intrapreso la ristrutturazione dei luoghi di culto meno colpiti, dando lavoro a un centinaio di persone, tra ingegneri e operai. Abbiamo assegnato 98 prestiti a fondo perduto ad altrettanti padri di famiglia per rilanciare le loro attività economiche”. “Aleppo ti aspetta” è invece il secondo progetto che prevede il programma denominato ‘Ritorno’ e rivolto “a quei nuclei familiari che non hanno i mezzi per rientrare a casa” dopo che avevano lasciato la città per la guerra. A chi deciderà di rientrare verrà pagato il viaggio di ritorno ad Aleppo casa e offerto un aiuto per vivere dignitosamente in attesa di un lavoro. Ad Aleppo, prima della guerra (2011), vivevano 185mila cristiani, oggi stime delle Chiese locali parlano di poco meno della metà.

America Latina: Celam, le conclusioni del “Dialogo latinamericano” verranno consegnate a Papa Francesco. In ottobre convegno in Vaticano

Fri, 2017-07-14 12:26

“Siamo soddisfatti del cammino intrapreso, ora con una piccola équipe di esperti, che si sono fermati a Bogotá, stiamo preparando le conclusioni del ‘Dialogo latinoamericano’ per consegnarle personalmente a Papa Francesco”. Lo annuncia Francesco Vincenti, direttore della Fondazione Millennia, tracciando il bilancio della due giorni svoltasi l’11 e 12 luglio, a Bogotà, presso la Pontificia Università Javeriana su iniziativa del Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano. Il rettore dell’ateneo, padre Jorge Humberto Peláez Piedrahita sj, spiega al Sir: “Lo scorso 21 aprile abbiamo avviato questo progetto, che mette al centro la pace e la relazione tra mercato, Stato e società, insieme al cardinale Rubén Salazar Gómez, presidente del Celam, e al presidente colombiano Santos”. “Tale progetto – aggiunge – porterà il prossimo ottobre a Roma all’organizzazione di un dialogo alla Pontificia Accademia delle Scienze sociali, in occasione dell’anniversario dei cinquant’anni dell’enciclica ‘Populorum Progressio’. Crediamo nel messaggio di Papa Francesco, che sottolinea la sfida di unire tutta la famiglia umana in favore dello sviluppo sostenibile”.

Per mons. Héctor Fabio Henao, segretario generale della Pastorale sociale – Caritas della Chiesa colombiana, “le proposte del Papa sono orientate verso un’economia della solidarietà, capace di vedere la fraternità umana. Tutto questo significa aprire spazi di dignità che riconoscano pienamente le persone, ma anche per i gruppi economici che devono relazionarsi in modo nuovo”. Elvy Monzant, segretario esecutivo del Dejusol, il Dipartimento di giustizia e solidarietà del Celam, invita a “sostenere gli sforzi di Papa Francesco che sta denunciando gli effetti perversi di una economia senza volto umano, dell’idolatria del denaro, di un sistema che impoverisce ed esclude”.
L’economista Stefano Zamagni ha inviato un messaggio dove sottolinea che “Francesco non è contro l’economia di mercato, ma contro il mercato quando diventa ‘incivile’. Cioè quando genera disuguaglianze che producono anche degrado ambientale. Quando soggioga le democrazie e detta i fini dell’azione politica”. Aggiunge Cristiano Morsolin , esperto di diritti umani, partecipante al “Dialogo latinoamericano”: “Questo convegno è stato molto importante ma dobbiamo aprire ad un ancor maggiore coinvolgimento delle organizzazioni popolari e di base, sull’esempio di Papa Francesco, che ha invitato in Vaticano Flor Maria Fernandez Castro, coordinatrice del movimento dei riciclatori e dell’Union general de trabajadores informales de Colombia”.

Associazioni: Forum terzo settore Latina, servono “alleanze sociali” contro la povertà

Fri, 2017-07-14 12:10

“Non si tratta solo di un confronto ma di una base per arrivare a una compiuta co-progettazione che unisca i vari organismi pubblici, privati, e del terzo settore dei territori”. Così Nicola Tavoletta, portavoce del Forum Terzo Settore della provincia di Latina, ha definito il secondo summit di lavoro organizzato dall’associazione a Terracina il 12 luglio scorso, nel palazzo della Bonificazione in piazza Santa Domitilla. “Si tratta del secondo incontro dopo quello di Pontinia e ce ne sarà un altro ad Aprilia dopo la pausa estiva”, ha spiegato il portavoce, secondo il quale le “nuove soluzioni” sono rappresentate “dai patti di collaborazione tra pubblico-privato-terzo settore per riattivare il patrimonio immobiliare inutilizzato, il welfare aziendale e i progetti di sviluppo locale”, mentre il mezzo di azione “sono le alleanze sociali come l’alleanza contro la povertà che ha ottenuto l’istituzione del Reis”. Una nuova forma di collaborazione per il terzo settore è quella che può scaturire dal contatto con il cosiddetto mondo del profit, rappresentato nel summit da Nicola Giampietro, dell’ufficio sviluppo locale della Camera di commercio: “La nostra volontà è quella di fungere da ponte tra imprese e pubblica amministrazione coinvolgendo tutti gli attori che gli girano intorno primo tra tutti le tante associazioni e cooperative che vedo qui oggi riunite. Una grande sfida è quella che ci è stata lanciata dalla Regione Lazio sulla co-progettazione che mira a ridisegnare il piano sociale regionale. Un piano che tocca ambiti come quello culturale, sportivo, abitativo, sanitario in cui la collaborazione tra profit e no profit può essere solo arricchente”. Che un intervento sia necessario, soprattutto sul fronte della crisi occupazionale, lo ha sottolineato Vincenzo Maria De Nictolis (direttore Inps provincia di Latina) che ha riportato dei dati eloquenti: “Solo a Terracina, nel 2016, sono state presentate 7000 domande di disoccupazione agricola”.

Le conclusioni dei lavori sono state affidate all’assessore ai servizi sociali della Regione Lazio Rita Visini che ha fornito due importanti novità: “Posso annunciare con piacere che gli uffici hanno licenziato la delibera per i fondi 2017 per i servizi sociali che ora dovrà passare al vaglio della giunta e che sono state firmate le linee guida per il progetto ‘Dopo di Noi’ e l’utilizzo dei fondi stanziati dallo Stato. Ora però il lavoro più complesso è quello che mira a far davvero squadra e far funzionare i distretti socio sanitari. E’ in questo ambito che si deve fare integrazione tra istituzioni e mondo del no profit”.

Salesiani: Colle don Bosco, il 16 agosto la ricollocazione della reliquia del santo dei giovani

Fri, 2017-07-14 12:00

Verrà ricollocata nella mattinata di mercoledì 16 agosto, presso l’originale postazione della Basilica inferiore di Colle don Bosco (At), la reliquia di san Giovanni Bosco trafugata lo scorso 3 giugno e ritrovata il 12 giugno. Alla cerimonia, in programma dalle 10.30, saranno presente il rettor maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, e le autorità militari che hanno contribuito al recupero della reliquia. Il programma dettagliato, informano i Salesiani della Circoscrizione Maria Ausiliatrice di Piemonte e Valle d’Aosta, non è stato ancora definito. Di certo però si sa che la ricollocazione della reliquia avverrà nell’ambito della giornata conclusiva del Meeting dei giovani del Movimento giovanile salesiano d’Europa (Sym Europe).

Lussemburgo: Caritas, un progetto per l’integrazione di 120 famiglie di rifugiati

Fri, 2017-07-14 11:39

“Neien Ufank”, nuovo inizio, è il progetto della Caritas Lussemburgo per l’integrazione di 120 famiglie di rifugiati che è stato presentato ieri in una conferenza stampa ospitata nella casa di una delle famiglie siriane rifugiate a Bech-Kleinmacher, che ha offerto la propria testimonianza. Il progetto, attivo già da alcuni mesi, si muove su più livelli, a partire dall’accesso all’alloggio, fattore “importante nell’integrazione perché determina il luogo in cui il rifugiato può costruire la sua vita sociale”. Caritas cerca proprietari disposti ad “affittare alloggi inoccupati a un prezzo sociale” e si offre come firmataria dei contratti di locazione e quindi come garante verso il padrone di casa. Al proprietario anche il beneficio di una riduzione fiscale del 50% sui crediti di locazione con questi contratti. Fino ad ora è stata trovata casa per 15 famiglie. Un secondo livello di azione del progetto è “l’accompagnamento sociale”: la Caritas si rende parte attiva per creare legami tra le famiglie di rifugiati e vicini di casa, scuole, associazioni locali perché partecipino alla vita del Comune di residenza. Un terzo ambito è quello dell’inserimento professionale: personale Caritas è a disposizione per “fare il punto della situazione” sull’iter lavorativo e formativo dei rifugiati, verificare possibilità di corsi di aggiornamento o professionalizzanti e naturalmente cercare lavoro. Il progetto è finanziato dall’Œuvre Nationale de Secours Grande-Duchesse Charlotte.

Gerusalemme: attentato alla Spianata delle Moschee. Oggi non ci sarà giornata di preghiere

Fri, 2017-07-14 11:36

Attentato, questa mattina, nei pressi della Porta dei Leoni, nella Città Vecchia di Gerusalemme. A renderlo noto la polizia israeliana che parla di “terroristi neutralizzati”. Secondo le fonti militari si tratterebbe di tre assalitori, originari della città israelo-palestinese di Umm al Fahm nel nord del Paese, uccisi durante lo scontro a fuoco nel quale hanno perso la vita anche due soldati israeliani, mentre un terzo è rimasto ferito. Il portavoce militare Peter Lerner ha confermato che l’attentato a Gerusalemme è partito dalla Spianata delle Moschee. I tre terroristi “erano arrivati sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee, ndr) e si sono diretti armati verso uno degli ingressi. Hanno notato la presenza di agenti e hanno sparato in loro direzione e quindi hanno cercato riparo all’interno di una moschea. C’è stato un inseguimento e i tre terroristi sono stati eliminati dai poliziotti. Addosso – hanno riferito ancora le fonti di sicurezza – avevano due fucili Carl Gustav e una pistola”. A seguito dell’attentato la polizia ha deciso l’evacuazione della gente presente nella Spianata delle Moschee (il Monte del tempio in ebraico) e la sua chiusura.

Oggi, venerdì, non ci sarà la giornata di preghiere. Non accadeva del 1990 secondo quanto riportato dai siti internet dei diversi giornali israeliani che danno ampio risalto all’attentato. La Spianata delle Moschee, dove sorgono la Moschea di al Aqsa e la Cupola delle rocce, è il terzo luogo più santo dell’Islam, dopo la Mecca e la Medina. Il “Jerusalem Post” riferisce, tra l’altro, che “Al Aksa”, la televisione di Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, ha definito “eroico” l’attacco palestinese senza tuttavia rivendicarlo. Tra le varie notizie che appaiono sui media israeliani anche quella che due dei tre attentatori avrebbero postato sui social media, prima dell’attacco, un selfie con la didascalia “domani il nostro sorriso sarà più dolce”. Nel frattempo il premier Benyamin Netanyahu, durante una riunione di emergenza, ha affermato che “lo status quo sul Monte del Tempio sarà mantenuto. Chiaro il riferimento alle intese anche internazionali per la gestione del luogo sacro ad ebrei e musulmani. “È stata decisa la chiusura – ha spiegato il premier – per motivi di sicurezza. Saranno condotte ricerche per assicurarsi che non ci siano altre armi sul Monte del Tempio”.

Diocesi: Agrigento, dall’8 all’11 agosto campo vocazionale sulle “Strade di santità”

Fri, 2017-07-14 11:22

“Strade di santità” è il tema del campo vocazionale che si terrà ad Agrigento, da martedì 8 a venerdì 11 agosto, presso il seminario arcivescovile. L’iniziativa è rivolta ai soli ragazzi, di età compresa tra i 17 e i 35 anni, e sarà residenziale in seminario a costo zero. “Nei giorni del campo – spiega don Francesco Baldassano, vicerettore del seminario e animatore della propedeutica – aiutati dalla liturgia del giorno, rifletteremo sul cammino di santità di coloro che ci hanno preceduto nella fede, per attingere da loro il coraggio e il desiderio per la nostra santificazione che, come ci ricorda il Concilio Ecumenico Vaticano II è la vocazione di ogni cristiano”. “Il campo – conclude don Baldassano – è un tempo di preghiera, di riflessione e di comunione non soltanto per coloro che si sentono chiamati a compiere un cammino vocazionale specifico ma anche per chi desidera approfondire e rinvigorire la propria vocazione alla vita cristiana che tutti abbiamo ricevuto con il battesimo”.

Terrorismo: Nizza, “giornata di omaggio” per commemorare le vittime dell’attentato del 14 luglio 2016

Fri, 2017-07-14 11:01

La città di Nizza vive oggi una “giornata di omaggio” per commemorare le vittime dell’attentato del 14 luglio 2016, all’insegna di una “speranza universale, quella della libertà”, spiegano gli organizzatori. Il programma prevede tra le 9 e le 20 sul Quai des Etats-Unis la realizzazione, con 12 mila tessere colorate, di un grande messaggio scelto dalle famiglie delle vittime, che sarà rivelato questa sera alle 20. Su Place Masséna, alle 16, la sfilata delle forze armate alla presenza del presidente della Repubblica francese. Alle 21 sulla Promenade du Papillon un grande concerto con l’orchestra filarmonica e alle 22.34 un minuto di silenzio. Una messa in memoria delle vittime si è svolta ieri sera nella cattedrale di Santa Reparata. “Spero che dopo un anno il nostro stato d’animo sia diverso da quello del giorno dell’attacco. E il messaggio che già molti portano, e che voglio portare io stesso oggi, è un messaggio di speranza” ha detto il vescovo di Nizza, André Marceau, alla Radio cattolica francese. “Spero che tutto ciò che avverrà in questa giornata consenta alle famiglie, alle persone colpite dall’attentato e alla nostra città” di inserirsi in “un cammino di speranza” e non sia un “elemento di stagnazione” quasi come “uno spettacolo di morte”, ma al contrario una “tappa di vita”. Alle 23, alla Chiesa St. Pierre d’Aréne, si terrà infine l’inaugurazione della “porta ex-voto della speranza”, realizzata da alcuni artisti nizzardi, a cui seguirà una celebrazione interreligiosa.

Venezuela: vescovi, “messaggio urgente ai cattolici e alle persone di buona volontà”

Fri, 2017-07-14 10:46

Un “Messaggio urgente ai cattolici e alla persone di buona volontà in Venezuela” con richieste al governo, alle forze armate, alla dirigenza politica e alle istituzioni educative e culturali è stato diffuso (in testo e video) a conclusione dei lavori della 108ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale del Venezuela, che si è svolta a Caracas dal 7 al 12 luglio. Ne ha dato lettura, in un video diffuso ieri, mons. Mario Moronta, vescovo di San Cristobal e sottosegretario dell’episcopato venezuelano.

Nel messaggio viene nuovamente descritta la drammatica situazione del Paese, con la popolazione che soffre a causa della mancanza di cibo e medicine, la violenza “strutturale” e “la repressione irrazionale”, “la detenzione di numerose persone, soprattutto giovani che dissentono con il governo”, con denunce di “torture e maltrattamenti”, processi arbitrari “davanti alla giustizia militare contro la Costituzione e le leggi” e “gruppi paramilitari illegali”. I vescovi, come già espresso in precedenza, esprimono contrarietà al progetto di una Assemblea costituente “che pretende imporre al Paese un regime dittatoriale” ed “instaurare uno Stato socialista, marxista e militare facendo sparire l’autonomia dei poteri, specialmente quello legislativo”. Inoltre il 16 luglio ci sarà una consultazione popolare legittima promossa dall’Assemblea nazionale ma i vescovi considerano “una provocazione da parte del governo” convocare, “nello stesso giorno, finte votazioni in alcuni centri elettorali del Paese, che possono generare conflitti”. Chiedono perciò, al governo, “di ritirare la proposta dell’Assemblea Costituente” ed indire “le elezioni stabilite secondo Costituzione”; di “riconoscere l’autonomia dei poteri pubblici; abbandonare la repressione disumana di chi dissente durante la manifestazioni e smantellare e sanzionare i gruppi armati” illegali. I vescovi chiedono inoltre la liberazione di tutti i prigionieri politici e “l’apertura di un canale umanitario per far arrivare medicine e alimenti”. Esortano poi la forza armata nazionale boliviariana “a compiere il suo dovere di essere al servizio del popolo” e “non semplicemente di un regime, partito o governo”. Stesso monito è rivolto alla dirigenza politica, affinché non sia orientata solo “alla ricerca dei propri interessi”. Un appello è rivolto poi alle istituzioni educative e culturali perché “collaborino a creare coscienza politica ed elevare il livello socio-culturale di tutti i cittadini”. Una nuova Giornata di preghiera e digiuno per il Venezuela è convocata il prossimo 21 luglio.

Crollo Torre Annunziata: card. Sepe, “ferma condanna” nei confronti di chi “per egoismo” causa “la morte e la sofferenza degli altri”

Fri, 2017-07-14 10:40

“Con Marta, rispondiamo anche noi sì a Gesù, crediamo, dopo il calvario delle sofferenze, tanto dolore e tanta oscurità. Come credenti rinnoviamo il nostro atto di fede nel Signore”. Lo ha detto, stamattina il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, nei funerali in corso a Torre Annunziata, nella basilica della Neve, delle otto vittime del crollo della palazzina alla Rampa Nunziante. Il riferimento del porporato è alle parole di Marta, dinanzi al sepolcro di Lazzaro, quando  Gesù le chiese se credeva che era Lui la risurrezione e la vita e che chi crede in Lui anche se muore, vivrà e Marta rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”.
“Lasciate – ha proseguito l’arcivescovo – che esprima a voi congiunti e a tutta la città la mia ammirazione per la compostezza che vi hanno fatto conoscere, al di là di Torre Annunziata, delle diocesi, a tutta Italia e anche all’estero. Avete dato un esempio di dignità che annulla la faciloneria e i pregiudizi che descrivono le persone del napoletano, dimostrando di essere una comunità di fede”.
Davanti alle bare, ricordando in particolar modo i due bambini, Salvatore di 8 anni, e Francesca di 11, il card. Sepe ha chiesto: “Signore della vita perché hai permesso che queste vite fossero stroncate in maniera così drammatica?”. “Io – ha aggiunto il cardinale – sto con voi, in mezzo a voi, partecipo al vostro dolore, asciugo le vostre lacrime”. L’arcivescovo si è quindi scagliato contro “la mano dell’uomo che diventa  strumento di peccato e di morte, una mano assassina, che esprime solo prepotenza, superbia ed egoismo”. Sepe ha fatto riferimento anche al dramma degli incendi che stanno devastando la Campania e in particolare il Vesuvio: “Quando l’uomo si fa prendere la mano dall’egoismo può causare morte e sofferenza degli altri”. Il cardinale ha espresso “ferma condanna” nei confronti di questo atteggiamento che “prevarica sui diritti degli altri e della comunità nel suo insieme”. “Non vogliamo arrenderci al male o al fatto che altri, con il loro egoismo, entrino a condizionare la nostra esistenza. Noi vogliamo essere liberi, perché fieri della nostra civiltà, fieri della nostra religiosità. Questa è una speranza che deve invadere i nostri cuori nessuno al mondo potrà mai rapirci, speranza che si riflette anche nel vivere con quel segno della carità che è frutto della nostra fede”.

Diocesi: Caritas Bolzano, lunedì lancio della campagna e raccolta fondi per l’Africa “La fame non fa ferie”

Fri, 2017-07-14 10:28

“Impotenti e preoccupati, i contadini africani possono solo assistere alla moria di bestie e ai campi bruciati a causa della mancanza di piogge. In alcune parti del continente non piove da quasi due anni. La fame minaccia milioni di persone con pesanti conseguenze sulla loro vita”. Lo scrive in un comunicato la Caritas di Bolzano – Bressanone che a fronte di questo scenario lancia lunedì 17 luglio la sua decima campagna di sensibilizzazione e di raccolta donazioni “La fame non fa ferie”, focalizzando l’attenzione in particolar modo sulle zone colpite in Africa dalla siccità, dove sono già stati prestati aiuti di emergenza. Appuntamento a Bolzano, lunedì 17 luglio alle 10, presso la sede centrale Caritas, via Cassa di Risparmio 1, sala piano terra. Alla conferenza stampa interverranno il direttore Paolo Valente, e Fabio Molon e Judith Hafner, Ufficio esteri. In questi dieci anni, fa sapere la Caritas, più di 100 mila persone hanno ricevuto, grazie alla campagna “La fame non fa ferie”, il supporto necessario per costruirsi una vita dignitosa e sono ora nella condizione di poter superare periodi di crisi come questo senza aiuti esterni. Sono oltre 10 milioni le donazioni raccolte in questi anni grazie alla generosità di migliaia di altoatesini.

Diocesi: Venezia, domani e domenica la festa del Redentore con il patriarca Moraglia

Fri, 2017-07-14 10:07

Si rinnova a Venezia, sabato 15 e domenica 16 luglio, la grande festa religiosa e civile del Redentore, sempre particolarmente sentita e attesa: da quasi quattro secoli e mezzo, in tale circostanza, migliaia di fedeli attraversano il canale della Giudecca in pellegrinaggio per sciogliere l’antico voto, che risale al XVI secolo, quando la città lagunare fu colpita da una terribile peste (1575 -1577). Il programma della festa prevede, secondo tradizione, la sera di sabato 15 luglio – alle 19 e alla presenza del patriarca Francesco Moraglia, del sindaco Luigi Brugnaro e delle autorità cittadine – l’apertura e l’inaugurazione ufficiale del ponte votivo (dal lato Zattere) che, attraverso il canale della Giudecca, conduce direttamente al Tempio del Redentore. Domenica 16 luglio – nella Basilica del Ss. Redentore e con inizio alle ore 19 – si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Moraglia alla presenza delle congregazioni del clero, dei parroci e delle autorità cittadine; al termine, poi, ci sarà la processione eucaristica e la benedizione alla città dall’esterno del tempio. Al momento dell’omelia il patriarca Moraglia pronuncerà un’articolata riflessione – offerta in particolare alla Chiesa e alla città di Venezia – che sarà possibile reperire, in versione integrale, sul sito diocesano.

Crollo Torre Annunziata: iniziati nella basilica di S. Maria della Neve i funerali delle otto vittime

Fri, 2017-07-14 09:56

Sono iniziati, nella basilica di Santa Maria della Neva, a Torre Annunziata, i funerali delle otto vittime del crollo della palazzina alla Rampa Nunziante. A presiedere l’Eucaristia è il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli. Concelebrano con lui il vescovo di Nola, mons. Francesco Marino e i dodici parroci di Torre Annunziata. Prima dell’inizio della celebrazione parenti e amici hanno offerto una testimonianza ricordando le otto vittime. Queste parole, ha detto don Ciro Cozzolino, il parroco della SS. Trinità, sul cui territorio insisteva la palazzina crollata a Torre Annunziata, “sono il nostro grido verso il cielo”.
“Rivolgiamo la nostra preghiera al Signore della vita affinché accolga nella sua infinita misericordia questi nostri fratelli e sorelle che hanno visto troncata la loro vita in una maniera così drammatica – ha esordito il card. Sepe, all’inizio della celebrazione -. Chiediamo la forza e il coraggio al Signore, che ci prova nei momenti difficili, ma è con noi per indicarci la strada della misericordia e del perdono”. Ai funerali è presente anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Liu Xiaobo: Amnesty, “un gigante dei diritti umani che lascia eredità duratura”

Fri, 2017-07-14 09:41

“Oggi piangiamo la perdita di un gigante dei diritti umani. Liu Xiaobo è stato un uomo dotato di intelligenza viva, principi, spirito ma, soprattutto, umanità”. E’ il commento di Salil Shetty, segretario generale di Amnesty international, in relazione alla notizia della scomparsa del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo: “Per decenni, ha combattuto instancabilmente per far progredire i diritti umani e le libertà fondamentali in Cina. Lo ha fatto a dispetto della più implacabile e spesso più brutale opposizione da parte del governo cinese. Di volta in volta hanno cercato di ridurlo al silenzio e ogni volta hanno fallito. Nonostante gli anni passati a subire persecuzione, repressione e carcerazione, Liu Xiaobo ha continuato a battersi per le sue convinzioni”. “Anche se ci ha lasciati – prosegue Shetty -, tutto ciò per cui si è battuto perdura. Il più grande omaggio che possiamo ora tributargli è quello di continuare la lotta per i diritti umani in Cina e di riconoscere l’importante eredità che lascia dopo di sé. Grazie a Liu Xiaobo, milioni di persone in Cina e in tutto il mondo sono state ispirate a difendere la libertà e la giustizia contro l’oppressione”. Amnesty esprime solidarietà con la moglie Liu Xia e gli altri membri della sua famiglia: “Dobbiamo fare tutto il possibile per porre fine agli arresti domiciliari e alla sorveglianza di Liu Xia e per garantire che non sia più perseguitata dalle autorità”.

Raidue: “Sulla via di Damasco”, domani puntata “La guerra invisibile” sui migranti dal Messico

Fri, 2017-07-14 09:22

Intitolata “La guerra invisibile”, sarà dedicata al dramma dei migranti da un’altra grande frontiera dell’occidente, il Messico, la puntata di “Sulla via di Damasco” in onda sabato 15 luglio, alle 8.45 su Rai Due. Il programma firmato da mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti torna con un documento inedito sul fenomeno migratorio centroamericano, dove alla sofferenza della traversata si uniscono stupri, violenze e traffico di bambini per mano della criminalità organizzata. Una lunga intervista a p. Alejandro Solalinde, fondatore del centro “Hermanos en el camino,” svelerà le crudeltà cui sono sottoposti i migranti che dal sud cercano speranza negli Usa, nella totale assenza di una qualche strategia alternativa che impedisca questi orrori. P. Solalinde è sotto scorta perché ha deciso di offrire il suo sacerdozio ai migranti, proteggendoli, affrontando, a rischio della vita, i cartelli della droga e la polizia corrotta, combattendo, senza paura, quel morbo dell’egoismo che ha infestato l’umanità e produce violenza. L’altra ospite, Lucia Capuzzi, giornalista di Avvenire, insieme al prete messicano candidato al Nobel per la pace, è autrice del libro “I narcos mi vogliono morto”. Racconterà di questo Messico, di questa democrazia che resta in silenzio davanti alla verità, dove restano impuniti molti crimini contro giornalisti, sacerdoti e uomini coraggio, dove si sta consumando la più grave violazione dei diritti umani verso i più poveri e indifesi, nell’indifferenza di un occidente sempre più complice.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Gerusalemme, attentato nella spianata delle moschee. Due morti per gli incendi in Calabria. Nei porti italiani in arrivo oltre 7mila migranti

Fri, 2017-07-14 09:00

Gerusalemme: attentato all’alba nella Città Vecchia. Uccisi i tre assalitori, feriti gravemente 2 poliziotti israeliani

Un attentato è avvenuto stamattina nella spianata delle moschee, vicino alla Porta dei Leoni nella Città Vecchia di Gerusalemme. A renderlo noto è stata la polizia israeliana. La Radio militare ha riferito che si tratta di “un episodio senza precedenti. Mai avvenuto che armi siano state trafugate all’interno della spianata delle moschee”. Secondo quanto ricostruito dalla portavoce della polizia, Luba Samri, tre terroristi sono arrivati sul Monte del Tempio e si sono diretti armati verso uno degli ingressi. Hanno notato la presenza di agenti e hanno sparato nella loro direzione per poi cercare di ripararsi in una moschea. Ne è scaturito un inseguimento e un conflitto a fuoco nel quale i tre terroristi sono uccisi dai poliziotti. Secondo quando riferito dalla Radio militare gli attentatori sarebbero tre palestinesi. Due poliziotti israeliani, che in un primo tempo erano stati dati “in condizioni gravi” dai servizi di emergenza e trasferiti all’Hadassah University Medical Center, sarebbero morti. Un terzo è rimasto ferito meno seriamente. La spianata delle moschee è stata chiusa ed è stata sospesa la preghiera del venerdì.

Incendi: fiamme continuano ad attanagliare il Sud Italia. Due morti in Calabria

Continua a bruciare il Sud Italia e l’emergenza si fa sempre più estesa. E dopo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, ieri le fiamme sono divampate anche in Basilicata dove i soccorritori sono dovuti intervenire a Bernalda, nel materano, per un incendio che ha interessato una pineta determinando l’evacuazione di tre campeggi a scopo precauzionale. Migliaia gli interventi di vigili del fuoco e protezione civile sul tutto il territorio nazionale, con all’opera 14 Canadair e 21 elicotteri della Flotta aerea dello Stato. Nella giornata di ieri si sono registrate le prime vittime in Calabria: un 69enne di San Pietro in Guarano, nel cosentino, è morto carbonizzato mentre cercava di domare un incendio vicino al proprio terreno; un pensionato 68enne, è stato invece trovato morto in una scarpata, a Favelloni, frazione del comune di Cessaniti in provincia di Vibo Valentia: fatale è stato il tentativo di spegnere le fiamme divampate nel suo uliveto.

Migranti: tra oggi e domani previsti oltre 7mila arrivi nei porti italiani

Sono 10 le navi dirette verso i porti italiani con migliaia di migranti a bordo. Si tratta di oltre 7mila persone, tratte in salvo nei giorni scorsi al largo della Libia. Arriveranno sulle coste italiane tra oggi e domani, sbarcando in Calabria (Corigliano Calabro e Vibo Valentia), Puglia (Bari e Brindisi), Sicilia (Porto Empedocle e Catania) e Campania (Salerno). Nella giornata di ieri, oltre 4mila migranti sono stati tratti in salvo ieri nei pressi della Libia, grazie ad operazioni che si sono concluse in tarda serata. I recuperi sono stati effettuati da navi di Guardia Costiera, Frontex e Eunavformed, oltre a quelle delle ong.

Clima: Trump, ospite di Macron, annuncia che “potrebbe accadere qualcosa riguardo gli accordi di Parigi”

A Parigi, per una visita in occasione della festa nazionale francese, il presidente americano Donald Trump ha annunciato che “qualcosa potrebbe accadere per quanto riguarda gli accordi di Parigi: se dovesse accadere sarebbe stupendo, altrimenti sarà lo stesso”. L’apertura è arrivata nel corso di una conferenza stampa all’Eliseo con il presidente francese Emmanuel Macron, che settimane fa lo aveva invitato per le celebrazioni del 14 luglio. Sul clima, “rispetto la decisione del presidente Trump”, ha affermato Macron, sottolineando però che “i nostri disaccordi sull’accordo di Parigi sul clima sono legati anche ad impegni di campagna elettorale presi da Trump”. Il presidente francese ha ribadito che la sua volontà è di “perseguire” gli accordi di Parigi.

Cina: addio al dissidente Liu Xiaobo, Nobel per la pace nel 2010

È morto a 61 anni, il dissidente cinese Liu Xiaobo. Era detenuto da otto anni ed era malato di cancro. Nonostante la malattia è rimasto in stato di detenzione, seppur ricoverato in ospedale. Xiaobo è stato il rimo cinese ad essere insignito del premio Nobel per la Pace, nel 2010, “per la sua lunga e non violenta battaglia per i diritti fondamentali dell’uomo in Cina”. Nel era stato protagonista nel 1989 del movimento di piazza Tiananmen. Vent’anni dopo, nel 2009, lo scrittore e professore di letteratura era stato condannato a undici anni di carcere per “incitamento alla sovversione dello Stato”.

Notizie Sir del giorno: Cei per profughi siriani e Venezuela, povertà in Italia, Osservatorio sulla libertà religiosa, delitto di Parma, Charlie Gard

Thu, 2017-07-13 19:30

8xmille: Cei, un milione e mezzo di euro per profughi siriani e Venezuela

Un milione e mezzo di euro è l’importo totale dello stanziamento disposto dalla Presidenza della Cei per far fronte a due emergenze umanitarie: la tragedia dei profughi siriani e la crisi venezuelana. Lo stanziamento, che sarà erogato dal Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo grazie ai fondi dell’8 per mille e veicolato attraverso Caritas italiana, è così ripartito: 1 milione di euro per gli aiuti umanitari in Siria, Libano e Giordania; 500mila euro per un programma di assistenza alla popolazione venezuelana. (clicca qui)

Società: Istat, quasi 5 milioni di persone in povertà assoluta, 1 milione 619mila famiglie. Giovani sempre peggio

In Italia si stima che nel 2016 siano 1 milione e 619mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742mila individui. A rivelarlo è oggi l’Istat, precisando che “rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui”. (clicca qui)

Corruzione: mons. Galantino, “un argine all’epidemia frutto di azione concordata e coordinata”. Serve “impegno deciso, continuo e paziente” evitando di “cambiare regole in corsa”

“Un argine all’epidemia di corruzione – perché di epidemia sempre più invasiva purtroppo si tratta – può essere frutto solo di un’azione concordata e coordinata”. Lo ha detto oggi pomeriggio mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo a Roma alla tavola rotonda “Da mani pulite a Cantone. Il valore delle regole”. Per il presule, “va bene l’azione repressiva, vanno bene regole sempre meno permissive che valgano però per tutti; regole che devono essere accompagnate dalla volontà chiara di invertire la rotta segnata dai tanti, troppi furbi che hanno occupato o che forse continuano a occupare posizioni chiave. Illudersi però che tutto questo basti, non serve a nessuno”. (clicca qui)

Charlie Gard: l’udienza presso Alta Corte riprende domani. Parti invitate a “organizzare un incontro interdisciplinare” tra medici nei prossimi giorni

Si è conclusa con la decisione di riprendere domani alle 14 l’udienza cominciata stamane presso la High Court di Londra chiamata a riesaminare la sentenza emessa riguardo al caso di Charlie Gard che prevede la sospensione dei trattamenti a cui è sottoposto il piccolo che il 4 agosto compirà un anno. Nella seduta pomeridiana, iniziata alle 14, ora di Londra, è stato ascoltato il parere di un neurologo statunitense (che ha chiesto non fossero rese note alla stampa le sue generalità), interrogato dal giudice Justice Francis in merito alle possibilità di cura per il piccolo Charlie con la terapia dei nucleosidi. (clicca qui)

Diritti umani: Alfano lancia l’Osservatorio sulla libertà religiosa

(DIRE-SIR) – Si chiamerà “Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa” il gruppo di monitoraggio la cui istituzione è stata annunciata oggi dal ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano. L’osservatoro sarà presieduto da Salvatore Martinez. “L’Osservatorio – ha aggiunto Alfano – ci deve segnalare i casi più significativi e avvertire delle situazioni più critiche. A questo nuovo organismo che si riunirà oggi per la prima volta chiediamo anche di formulare proposte che la diplomazia potrà valutare e realizzare sotto la guida politica della Farnesina”. (clicca qui)

Delitto di Parma: mons. Solmi, “un gesto enorme che lascia basiti e che interroga tutti”

“Parma è ancora teatro di cose terribili che non avremmo mai voluto sentire. Un figlio, un fratello che uccide madre e sorellina e il fratellino che ancora non conosce, perché la mamma era in dolce attesa (così secondo quanto riportato). Un gesto enorme che lascia basiti e che interroga tutti. Porta alla pietà per queste povere vittime, uccise da chi aveva legami di amore, in una perversione di sentimenti che neanche possiamo immaginare. E così pure il colpevole che si strozza la vita in una forma tragica e assurda”. Lo scrive il vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, in un editoriale pubblicato sul numero in uscita del settimanale diocesano “Vita Nuova” e anticipato dal Sir. (clicca qui)

Santa Sede: Bambin Gesù, rinvio a giudizio per Giuseppe Profiti e Massimo Spina. Il 18 luglio la prima udienza

Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha provveduto alla notifica della richiesta di rinvio a giudizio per Giuseppe Profiti e Massimo Spina, presentata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia a conclusione della fase istruttoria del procedimento in corso per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù e del conseguente Decreto di rinvio a giudizio, emesso dal presidente del Tribunale in data 13 giugno 2017. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede. (clicca qui)

 

Avvenire: la prima pagina di domani 14 luglio. Povertà in Italia, morte Liu Xiaobo, migranti, Charlie Gard

Thu, 2017-07-13 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale ai dati Istat sulla povertà in Italia. I giovani, nuovi poveri, e le famiglie numerose sono le fasce più deboli della popolazione.
La fotocronaca è per la triste fine in prigionia di Liu Xiaobo, il dissidente cinese premio Nobel per la Pace. Scrive Fabio Carminati in un’analisi della vicenda: “Mentre Liu Xiaobo consumava le sue ultime ore di vita nel letto di un ospedale, chiedendo soltanto di aver la dignità di lasciare il Paese per essere sottoposto a una cura adeguata alle sue condizioni terminali di malato di cancro al fegato, nel silenzio assoluto la questione è scivolata via. Compreso l’imbarazzato silenzio dei Paesi più potenti del mondo schierati al vertice dei G20 di Amburgo catalizzato da Angela Merkel, Trump e Macron”.
A centro pagina la questione migranti, con l’intervento del segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, il quale ha ricordato che “aiutarli a casa loro” non può essere l’unica risposta al fenomeno epocale degli spostamenti di persone. Ampio spazio anche per la vicenda del piccolo Charlie, con l’udienza fiume a Londra, nella quale i genitori e i medici loro consulenti stanno tentando di convincere la corte a permettere nuove cure sperimentali. L’emergenza incendi è oggetto di reportage dall’inviato Pino Ciociola. Nell’inserto Agorà Sette del venerdì, dove trovano ospitalità i temi della cultura, dello spettacolo e dello sport, la presentazione dei nuovi palinstesi di Tv2000 per la stagione entrante e una delle “prediche di Spoleto”, commenti d’autore al Padre Nostro.

Charlie Gard: l’udienza presso Alta Corte riprende domani. Parti invitate a “organizzare un incontro interdisciplinare” tra medici nei prossimi giorni

Thu, 2017-07-13 19:28

Si è conclusa con la decisione di riprendere domani alle 14 l’udienza cominciata stamane presso la High Court di Londra chiamata a riesaminare la sentenza emessa riguardo al caso di Charlie Gard che prevede la sospensione dei trattamenti a cui è sottoposto il piccolo che il 4 agosto compirà un anno. Nella seduta pomeridiana, iniziata alle 14, ora di Londra, è stato ascoltato il parere di un neurologo statunitense (che ha chiesto non fossero rese note alla stampa le sue generalità), interrogato dal giudice Justice Francis in merito alle possibilità di cura per il piccolo Charlie con la terapia dei nucleosidi. Il parere del neurologo, che si è confrontato con medici spagnoli e italiani, si basa su “sintesi di referti” ricevuti da Londra. L’interrogatorio è stato a lungo incentrato attorno al dubbio se il piccolo abbia o meno subito “danno cerebrale”, cosa che sarebbe irreversibile; mentre una disfunzione cerebrale potrebbe essere curabile e le capacità cognitive del piccolo migliorare con la terapia. Nessun miglioramento sarebbe possibile se confermata l’encefalopatia strutturale di Charlie diagnosticata dai medici dell’ospedale pediatrico di Londra e riscontrabile dal fatto che la circonferenza cranica del piccolo non sarebbe più aumentata. Questo dato è stato però messo in discussione dai signori Gard. In ogni caso il neurologo ha affermato essere necessaria la diagnosi di “un neurologo pediatrico specializzato” per una valutazione delle funzioni cerebrali, ancorché difficile valutare “quali funzioni cerebrali sarebbero reversibili”. L’unico modo per verificarlo “sarebbe provare la terapia” sulla quale oggi, rispetto a quanto riferito ai giudici ad aprile, vi sono nuovi risultati sperimentali. Il neurologo americano, che nel corso dell’udienza ha espresso la sua stima per i colleghi del Great Ormond Street Hospital si è dichiarato “disponibile ad andare a Londra per visitare Charlie”. Mentre gli avvocati delle parti si confrontavano su quale proposta avanzare al giudice per procedere, il giudice Francis ha affermato di essere giunto a conoscenza del fatto che il personale del pediatrico londinese “è stato oggetto delle più vili minacce” e che ciò sarà affrontato “con la maggiore severità prevista nei termini di legge permette”. Sospendendo l’udienza stasera, Il giudice, che ha affermato “inevitabile” il fatto di “non riuscire ad arrivare a una decisione domani”, ha invitato gli avvocati a “trovare il maggior consenso” e “comprensione” possibili delle opinioni altrui. Le parti sono inviate anche a “organizzare un incontro interdisciplinare” tra medici nei prossimi giorni.

Giorgio La Pira: card. Parolin, “ha sperimentato la verità del Vangelo vivendo da povero con i poveri”. “Sentiamo tutti nostalgia di personaggi come lui”

Thu, 2017-07-13 19:27

“Giorgio La Pira ha sperimentato la verità del Vangelo vivendo da povero con i poveri, vivendo come pacifico operatore di pace”. Lo ha affermato oggi pomeriggio – richiamando un brano del messaggio di Papa Francesco per la prima Giornata mondiale dei poveri – il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenendo a Roma, presso la Camera dei deputati – sala del Cenacolo di Palazzo Valdina, alla presentazione del libro di Mario Primicerio “Con La Pira in Viet Nam” (Polistampa). Nel suo intervento, Parolin ha tratteggiato la “figura gigantesca di La Pira” sottolineando che per ogni sua azione “si è nutrito di grandi ideali”. Il segretario di Stato ha osservato come “la concretezza dell’azione amministrativa e politica fosse costantemente alimentata da una riflessione che aveva nella Parola di Dio la sua fonte e il suo criterio di giudizio”. Tutti i suoi impegni – come giurista, costituente, sindaco di Firenze, promotore di pace – “erano figli – ha rilevato – della sua coltivata spiritualità”. “In personaggi come La Pira – ha aggiunto – si coglie il sapore del profeta che individua nuovi percorsi, richiama tutti alle verità più profonde. E, come tutti i profeti, prima è applaudito e considerato; poi rischia di diventare incompreso da chi poi ne riconosce a distanza di tempo la grandezza”. “Sentiamo tutti la nostalgia di personaggi come La Pira”, ha ammesso il cardinale, ricordando del giurista fiorentino l’“autentico servizio verso tutti e, soprattutto i più poveri”. “L’esperienza fondante per La Pira – ha proseguito – sono state Eucarestia e poveri, uniti nella messa di san Procolo. Un’esperienza di ‘carne viva’”, ha rilevato Parolin. Il cardinale ha parlato anche dell’impegno per la pace, svolto in diversi contesti da La Pira: “Il valore giuridico della pace che volle scolpito nella Costituzione italiana non poteva essere identificato se non in collegamento con il principio fondamentale del valore della persona umana”. “Il messaggio di Giorgio La Pira – ha concluso – interpella il mondo politico e ogni cittadino. Lo interpella ad andare oltre i confini di una nazione perché la famiglia umana abbia vita comune nella pace”.

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