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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 29 min 11 sec ago

Russia: Moscow, over one million and a half pilgrims at the relics of Saint Nicholas. From 13 July in Saint Petersburg

Mon, 2017-07-10 11:34

The official site of the exhibition of the relics of Saint Nicholas, in Moscow, says there is a 9.5-hour queue today. The total number of pilgrims paying homage to the relics has been 1,687,500 until yesterday evening. Over 53 thousand yesterday. The high number of pilgrims in the last few days forced organisers to close the queue at 4,30 pm, in such a way that the last pilgrims in the queue could bend over in front of the urn in time to get the last metro to go back home. It will be possible to venerate the relics in Moscow until the evening of 12 July. On the following day, they will be moved to Saint Petersburg, and it will be possible to see them at the Basilica of the Holy Trinity, in the Alexander Nevskij Monastery, from 4:00 pm of 13 July until 28 July, every day from 7 am to 10 pm. A solemn celebration will salute the urn returning to Bari. In Saint Petersburg, too, 500 volunteers will grant assistance to pilgrims every day, distributing water and food. The only ones with a right to preferential entry will be the invalid or disabled, who will have to show a disability certificate, and “children under 2 accompanied by one parent”. Pilgrims are advised to dedicate the time they spend waiting to prayer, in such a way that veneration before the urn will be quick: “If every pilgrim stays for long, the queue for the others will last twice as much”, say the organisers at the site: nikola2017.ru.

Sbarchi: don Pangallo (Caritas Reggio Calabria), “finito il tempo dello scaricabarile, è l’ora di un ulteriore senso di responsabilità”

Mon, 2017-07-10 11:22

“E’ finito il tempo dello scaricabarile, è arrivata l’ora di un ulteriore senso di responsabilità”. Lo afferma, nell’editoriale di questa settimana de “L’Avvenire di Calabria” il direttore della Caritas diocesana di Reggio Calabria-Bova, don Antonino Pangallo. “Mentre l’Europa continua a discutere, a costruire muri reali e di chiusura – scrive il sacerdote -, il Mediterraneo continua a essere strada dolente per migliaia di poveri migranti in fuga. Le coste italiane, quelle del sud in particolare, brulicano di poveri disperati e il porto di Reggio è scenario di continui sbarchi”.  Di fronte a quella che definisce “non più un’emergenza ma una realtà costante”, secondo Pangallo alcuni Comuni sono stati “capaci di costruire percorsi di accoglienza e di inserimento che stanno rivitalizzando piccoli centri destinati allo spopolamento”, il capoluogo, invece, “vive un momento di crisi”. Sulla banchina del porto stazionano per giorni decine di minori non accompagnati, “vera e propria emergenza nell’emergenza”, denuncia don Pangallo: i servizi sociali comunali sono in “tilt dinanzi ai numeri di questa fragile presenza”. Da qui l’appello del direttore della Caritas reggina: “è finito il tempo dello scaricabarile, è arrivata l’ora di un ulteriore senso di responsabilità”. Per don Pangallo “al di là dell’immaginario collettivo, acuito a livello mediatico” i numeri delle persone sbarcate, “pur rilevanti, non sono così esorbitanti da non poter essere inseriti in percorsi di accoglienza, magari attraverso un maggiore coinvolgimento del Terzo Settore e di tutti i comuni della Città metropolitana”. La Chiesa di Reggio Calabria-Bova “rimane sempre in frontiera. La presenza degli operatori diocesani al porto sarà mantenuta non in sostituzione al lavoro serio di altri, ma per offrire il clima di umanità che il Vangelo ispira e suggerisce”, scrive il direttore Caritas evidenziando che da un anno la comunità ecclesiale sta accompagnando circa ottanta minori in piccole strutture di tipo familiare.

Portogallo: José Edoardo Franco (storico), “Fatima, manifesto contro una società senza Dio”. Mostra sul “Miracolo del sole”

Mon, 2017-07-10 11:01

Invitato a dirigere la terza visita tematica all’esposizione temporanea: “I colori del sole – Fatima nel mondo contemporaneo”, tenutasi nel piano infe-riore della basilica della Santissima Trinità, il professore universitario José Edoardo Franco ha affermato che “il santuario di Fatima costituisce un manifesto contro una società senza Dio”. Rilevando infatti la dimensione profetica del messaggio annunciato ai pastorelli, lo specialista in storia della cultura ha aggiunto: “Ciò che è accaduto in Fatima è stata la trasformazione di una moltitudine che pur vivendo ossequiosamente la propria fede individuale, dal punto di vista collettivo sentiva la necessità di un cambiamento storico”. In tal senso, Fatima ha rappresentato un punto d’arrivo e un punto di partenza: “Un punto d’arrivo per un’umanità soffocata, decisa a resistere all’affermarsi di società caratterizzate dalla ragione e dalla scienza, e, d’altra parte, un punto di partenza verso un cambiamento del corso della storia”. “Il miracolo del sole è un momento profetico decisivo volto a confermare l’idea di un Dio vicino, ma sofferente, bisognoso che il suo cuore sia guarito dai sacrifici e dalla conversione dell’umanità”, ha concluso José Edoardo Franco. Utilizzando racconti diretti e indiretti sul “Miracolo del sole”, la nuova esposizione temporanea, già visitata da 125mila pellegrini, si propone esattamente di ricreare, mediante numerosi e diversi procedimenti sensoriali, lo scenario storico dell’apparizione della Vergine Maria del 13 ottobre 1917.

Migranti: Forti (Caritas Italiana), “da G20 e Tallinn nessuna proposta utile e credibile”

Mon, 2017-07-10 10:42

“Dal G20 di Amburgo e ancor prima dal vertice di Tallinn non sono emerse proposte utili e credibili per affrontare con serietà la questione migranti”. Anzi, verso l’Italia “il messaggio è chiaro: meno solidarietà verso chi mette a rischio la nostra sicurezza”. È quanto scrive Oliviero Forti, responsabile dell’Ufficio immigrazione di Caritas Italiana, in una nota pubblicata oggi dal Sir. “La provocazione italiana di chiudere i porti, per convincere il resto dell’Europa a mostrare maggiore solidarietà, non è stata nemmeno presa in considerazione”, osserva. “Non solo è stato ribadito che i migranti non potranno essere sbarcati da alcun’altra parte se non in Italia – prosegue – ma siamo stati richiamati perché non abbiamo ancora svolto tutti i compiti a casa, a partire dall’aumento dei centri di detenzione sul territorio e dal rafforzamento del sistema dei rimpatri”. Per Forti, “il fatto che si continui a puntare il dito contro le ong che stanno effettuando i salvataggi in mare, svela quale sia la strategia adottata: individuare il soggetto più debole, il capro espiatorio da colpire, per distrarre l’opinione pubblica dalle vere questioni che non si vogliono affrontare”. “Anche nei due vertici della scorsa settimana – rileva – è tornato puntuale il refrain ‘aiutiamoli a casa loro’, magari investendo in sviluppo”. “Peccato che – sottolinea – un eventuale piano Marshall per l’Africa avrebbe degli effetti sui flussi migratori nel lungo periodo e non nell’immediato”. “L’unica certezza è che l’Italia dovrà continuare a cavarsela da sola”, sottolinea Forti, evidenziando che “l’esternalizzazione delle frontiere europee in Libiava contro i diritti umani perché l’operazione avverrebbe in un Paese fuori controllo dove gli abusi contro i migranti sono all’ordine del giorno”.

Lavoro: a Bussi si riparte dal polo chimico. Mons. Spina, “Spiraglio di luce, ma i responsabili del danno bonifichino i terreni”

Mon, 2017-07-10 10:20

“È stato avviato un processo di industrializzazione che crescerà negli anni. Todisco si è impegnato a investire risorse importanti per il mantenimento in essere di quello che già esiste, e per lo sviluppo di nuove attività. In un luogo che sembrava destinato all’abbandono, il segnale è positivo”. Così il vescovo di Sulmona-Valva, mons. Angelo Spina, commenta al Sir il rilancio del polo chimico nel sito della discarica dei veleni di Bussi, considerata il più grande immondezzaio d’Italia e forse d’Europa. A qualche mese dalla sentenza della Corte d’assise d’appello dell’Aquila, che nel febbraio scorso aveva riconosciuto l’avvelenamento colposo delle acque e condannato 10 dei 19 imputati con pene condonate perché i fatti sono tutti antecedenti al 2 maggio 2006, il polo chimico che apparteneva alla Solvay rilancia infatti la propria presenza nel mercato del cloro e derivati grazie all’acquisizione da parte del gruppo industriale facente capo all’imprenditore Donato Todisco. “Soffriamo un trauma per la mancanza di lavoro. L’inquinamento ha bloccato tutto: alcune aziende hanno disinvestito, mettendo a terra tante famiglie che non sanno più come andare avanti. Le persone chiedono due cose – spiega il vescovo -: la bonifica per garantire la salute e il rispetto dell’ambiente, perché il creato va protetto e custodito; il rilancio dell’occupazione, investendo in nuove tecnologie meno inquinanti. Abbiamo bisogno di lavorare. Papa Francesco dice che se all’uomo manca il lavoro, non ha più la dignità. Il lavoro non dà soltanto il pane da vivere”.

Dal canto suo Donato Todisco, che prima di fondare un gruppo che oggi è presente in Italia con 3 stabilimenti e 450 dipendenti ha lavorato in Solvay per 20 anni, assicura che la fabbrica di Bussi, “se tutto andrà bene, raddoppierà il fatturato in 24 mesi con l’assunzione di 30 o 40 persone”. Un raddoppio del personale per una struttura che ha rischiato di chiudere definitivamente: “Quando sono andato a Bruxelles per trattare l’acquisizione, ho avuto certezza che la chiusura totale dell’impianto sarebbe avvenuta il 31 dicembre 2016. Una prospettiva del genere avrebbe avuto come conseguenze immediate il licenziamento di tutti i dipendenti e l’inquinamento fuori controllo. Per carità – ammette Todisco -, non siamo intervenuti per filantropia. Lo abbiamo fatto perché ci vediamo del business. Ma prima di fare affari ci vogliono investimenti forti, i profitti arriveranno forse nel 2020”. L’investimento per lo stabilimento di Bussi ammonterà complessivamente a circa 50 milioni di euro: “Credo nella chimica – conclude l’imprenditore -, e la produzione in Italia non riesce ancora a tenere il passo di una richiesta di consumo elevata”.

Diocesi: mons. Maniago (Castellaneta) ai neo sindaci, “essere artefice e artista nel ridonare fiducia”

Mon, 2017-07-10 10:06

Un augurio perché possa “non venire mai meno a quella particolare responsabilità quotidiana insita nel suo ruolo: essere ‘artefice’ e ‘artista’ nel ridonare fiducia”. È quello rivolto dal vescovo di Castellaneta, monsignor Claudio Maniago, in una lettera inviata ai sindaci di Palagiano, Castellaneta e Mottola eletti nell’ultima tornata delle amministrative. Auspicando “un quinquennio di fruttuoso lavoro a servizio del bene comune”, mons. Maniago chiede di “privilegiare l’attenzione al volto umano, al tessuto relazionale della città”. “Nella città – osserva il vescovo – nessuno deve sentirsi straniero, forestiero, ospite a malapena tollerato” ma “ciascuno deve poter trovare il proprio posto, deve poter riconoscere, sentire le proprie radici nella città in cui abita e vive”. Secondo Maniago, “la situazione che stiamo vivendo ci scuote e ci provoca a un supplemento di responsabilità, fantasia, coraggio, creatività. Il nostro tempo esige un di più di passione, di amore, per essere capaci di andare oltre l’esistente e realizzare una città ‘nuova’”. Serve quindi “ridonare fiducia”, ma per farlo “occorrono grande audacia e grande tenacia, quelle di chi propone l’ideale di una città ricca di valori morali e spirituali, una città dove nessun uomo è un’isola”. “Per ridare fiducia – conclude – occorre saper vedere ciò che di positivo c’è nella città, valorizzarne le risorse” e “agire insieme con un metodo serio e coerente, che rifiuta e combatte ogni forma di individualismo, si apre al gioco di squadra, sa creare sinergie e potenziare l’impegno e il contributo di tutti”.

Diocesi: card. Betori (Firenze), “continuare ad essere segno di speranza per il mondo”

Mon, 2017-07-10 09:32

“La pace non è la conquista dei forti e dei potenti, ma il dono che viene fatto ai poveri e agli umili”. Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore in occasione del primo anniversario della morte del card. Silvano Piovanelli e in memoria di vescovi e arcivescovi di Firenze. Ricordando i suoi predecessori, Betori ha evidenziato che “siamo qui riuniti in una preghiera”, ma “ci ritroviamo anche a riflettere sulla nostra Chiesa e il suo cammino nella storia e su come collocarci di fronte al disegno di salvezza che Dio ha per l’umanità, che i pastori fiorentini hanno servito in mezzo al nostro popolo”. Commentando la lettura del libro del profeta Zaccaria, il cardinale ha osservato che “la sua missione è un progetto di comunione e di unità, di superamento delle divisioni e di abbattimento delle barriere”. “Prospettive – ha commentato – di particolare attualità anche per il nostro tempo su cui pesano conflitti e lacerazioni, emarginazioni ed esclusioni”. Per ricordare Piovanelli, l’arcivescovo ha ripreso ciò che aveva detto un anno fa nel giorno delle esequie: “prete povero e umile. Uomo buono, uomo cioè delle beatitudini, fratello e padre”. E poi, dal testamento di Piovanelli: “sono rimasto povero e quindi non ho nulla da lasciare; ho da lasciare soltanto amore”. Commentando il vangelo, Betori ha rilevato che “la strada che Gesù mostra è la strada della vera libertà”. “Questo – ha aggiunto – i nostri pastori ci hanno testimoniato lungo i secoli” facendo sì che la “Chiesa fiorentina sia rimasta fedele al suo Signore e possa continuare a misurarsi con la sua missione di essere segno di speranza per il mondo”. “Sentiamo anche la responsabilità – ha concluso Betori – di mostrarci all’altezza dell’eredità di fedeltà al Vangelo che essi ci hanno lasciato”.

Domenica del mare: messaggio Dicastero sviluppo umano, “prevenire abusi e ingiustizie, aiutare le mogli dei marittimi”

Mon, 2017-07-10 09:11

Favorire la creazione di gruppi di auto-aiuto tra le mogli dei marittimi durante i periodi di lontananza dei mariti; rafforzare “la comunicazione umana” tra i membri dell’equipaggio “per evitare la solitudine, l’isolamento e la depressione” o addirittura i suicidi; “prevenire abusi e ingiustizie” nei confronti di chi lavora sulle navi: sono alcuni dei suggerimenti contenuti nel messaggio che il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ha inviato ai cappellani, ai volontari, agli amici e ai sostenitori dell’Apostolato del mare in occasione della Domenica del Mare (9 luglio 2017). Nel messaggio, diffuso ieri dalla sala stampa vaticana a firma del cardinale Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, si ricordano le tante difficoltà di 1 milione e mezzo di marittimi, tra cui la lontananza dalla famiglia per lunghi periodi, con le mogli e madri costrette a crescere i figli da sole. Il Dicastero chiede ai cappellani di “sostenere la creazione di gruppi di mogli per aiuto e assistenza reciproca”.  Altro aspetto preso in esame è l’utilizzo dei social media, che da una parte permette ai marittimi di rimanere in contatto con familiari e amici ma li separa e isola “gli uni dagli altri, poiché a bordo ciascuno vive in un suo mondo virtuale in cui cerca rifugio durante i momenti liberi”. “La nostra funzione – auspica il card. Turkson -, specialmente durante le visite a bordo, è di cercare di creare una ‘connessione umana’ e di rafforzare la ‘comunicazione umana’ tra i membri dell’equipaggio per evitare la solitudine, l’isolamento e la depressione, tutti fattori che possono portare al suicidio che, secondo un recente studio pubblicato in Gran Bretagna dal P & I Club, risulta essere la causa principale di morte tra i marittimi”. Inoltre, ricorda il prefetto, nonostante sia entrata in vigore la Convenzione del lavoro marittimo sui “requisiti internazionali minimi dei diritti umani e lavorativi dei marittimi, esistono ancora troppi casi di equipaggi ingannati sul salario, sfruttati e vittime di abusi nel loro posto di lavoro, ingiustamente criminalizzati per incidenti marittimi e abbandonati in porti stranieri”. “È nostro dovere – sottolinea – prestare tutta l’assistenza e il sostegno necessari agli equipaggi che subiscono privazioni e vivono difficoltà, invitiamo le autorità marittime a prestare maggiore attenzione e ad essere più vigilanti per prevenire gli abusi e riparare le ingiustizie”.

Domenica del mare: messaggio Dicastero sviluppo umano, “non impedire ai marittimi stranieri di scendere a terra”

Mon, 2017-07-10 09:09

“L’inasprirsi della minaccia del terrorismo in tutto il mondo esige nuove misure di sicurezza che limitano ulteriormente, in alcuni porti, la possibilità che i marittimi scendano a terra e, talvolta, anche l’accesso alla nave da parte dei visitatori. Pur comprendendo da una parte la necessità di rendere i porti ‘un luogo sicuro’ per le persone e le merci, dall’altra dobbiamo assicurarci che nessuno sia vittima di discriminazioni o che gli sia impedito di scendere a terra a motivo della nazionalità, della razza o della religione”.  Lo chiede il cardinale Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, nel messaggio inviato ai cappellani, ai volontari, agli amici e ai sostenitori dell’Apostolato del mare in occasione della giornata dedicata alla Domenica del Mare (domenica 9 luglio 2017). Nel messaggio, diffuso ieri dalla sala stampa vaticana, si ringrazia oltre 1 milione e mezzo di marittimi (la maggior parte dei quali proviene dai Paesi in via di sviluppo) e viene richiamata l’importanza della tutela dei diritti di quanti lavorano in mare, espressi nella Convenzione del lavoro marittimo del 2006. Viene annunciato inoltre il XXIV Congresso mondiale dell’Apostolato del mare, dedicato alla pesca e ai pescatori, che si terrà a Kaohsiung – Taiwan, a ottobre 2017. Nel messaggio si ricorda che le navi trasportano il 90% di ogni tipo di merci e nonostante “il loro contributo sia essenziale per l’economia mondiale globale, molte sono le difficoltà e le sfide che queste persone devono affrontare e che influenzano la loro vita e la loro dignità”. Tra queste la minaccia della pirateria sulle rotte marittime, seppur “diminuita rispetto ad alcuni anni fa, il pericolo di attacchi armati e di dirottamenti è ancora molto elevato in alcune aree geografiche”. “Invitiamo pertanto la comunità marittima a non abbassare la guardia – sottolinea il card. Turkson – e a mettere in atto tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e la protezione, non soltanto del carico, ma soprattutto degli equipaggi”.

Papa Francesco: Angelus, Gesù non risolve “magicamente” i problemi, ma ci toglie dalle “sabbie mobili”

Mon, 2017-07-10 09:04

Gesù “ci aspetta sempre, non per risolverci magicamente i problemi, ma per renderci forti nei nostri problemi. Non ci leva i pesi dalla vita, ma l’angoscia dal cuore; non ci toglie la croce, ma la porta con noi”. Ad assicurarlo è stato il Papa, nell’Angelus di ieri. “Il Signore sa quanto la vita può essere pesante”, ha esordito rivolgendosi a “tutti coloro che sono stanchi e oppressi dalla vita”: “Sa che molte cose affaticano il cuore: delusioni e ferite del passato, pesi da portare e torti da sopportare nel presente, incertezze e preoccupazioni per il futuro”. “Lo sbaglio, quando le cose vanno male, è restare dove si è, coricato lì”, ha ammonito Francesco: “Sembra evidente, ma quanto è difficile reagire e aprirsi! Non è facile. Nei momenti bui viene naturale stare con sé stessi, rimuginare su quanto è ingiusta la vita, su quanto sono ingrati gli altri e com’è cattivo il mondo, e così via. Tutti lo sappiamo. Alcune volte abbiamo subito questa brutta esperienza. Ma così, chiusi dentro di noi, vediamo tutto nero. Allora si arriva persino a familiarizzare con la tristezza, che diventa di casa: quella tristezza ci prostra, è una cosa brutta questa tristezza”. Gesù, invece, “vuole tirarci fuori da queste sabbie mobili”: “La via di uscita – ha spiegato il Papa – è nella relazione, nel tendere la mano e nell’alzare lo sguardo verso chi ci ama davvero”. “Uscire da sé non basta, bisogna sapere dove andare”, il consiglio di Francesco: “Perché tante mete sono illusorie: promettono ristoro e distraggono solo un poco, assicurano pace e danno divertimento, lasciando poi nella solitudine di prima, sono fuochi d’artificio”. Per questo Gesù indica dove andare: “Venite a me”. “Tante volte, di fronte a un peso della vita o a una situazione che ci addolora, proviamo a parlarne con qualcuno che ci ascolti, con un amico, con un esperto”, ha fatto notare il Papa, secondo il quale “è un gran bene fare questo, ma non dimentichiamo Gesù! Non dimentichiamo di aprirci a lui e di raccontargli la vita, di affidargli le persone e le situazioni. Forse ci sono delle ‘zone’ della nostra vita che mai abbiamo aperto a lui. Ognuno di noi ha la propria storia. E se qualcuno ha questa zona oscura, cercate Gesù, andate da un missionario della misericordia, andate da un prete, andate… Ma andate a Gesù, e raccontate questo a Gesù”, che dice a ciascuno: “Coraggio, non arrenderti ai pesi della vita, non chiuderti di fronte alle paure e ai peccati, ma vieni a me!”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Iraq, Mosul liberata. Londra, nuovo incendio, nessuna vittima. Italia, al via i “Presto”

Mon, 2017-07-10 09:00

Iraq: il premier al-Abadi a Mosul proclama la liberazione della città

Il premier iracheno Haidir al-Abadi è giunto ieri a Mosul per proclamare la liberazione della città dall’Isis che ne deteneva il controllo dal 2014. Gli ultimi quartieri ad essere riconquistati sono stati, tra venerdì e sabato, quelli di al-Midán, nella città vecchia, e di al-Qaliyat. Al-Abadi, si legge in una nota, “è arrivato nella città liberata di Mosul e si è congratulato con gli eroici combattenti e con il popolo iracheno per questa grande vittoria”. Attraverso Twitter, Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio dei ministri italiano, ha parlato di “una sconfitta decisiva per Daesh”. E ha confermato che l’“impegno italiano per stabilizzare l’Iraq continua”.

Regno Unito: incendio al Camden Market di Londra, nessuna vittima

A meno di un mese dal rogo della Grenfell Tower, a North Kensington, Londra ha vissuto un’altra notte di paura a causa di un incendio. Poco dopo mezzanotte, infatti, le fiamme hanno investito uno stabile a Camden Market, celebre luogo turistico nel nord della capitale inglese meta di shopping e di divertimento notturno. Sul posto sono giunti 10 mezzi antincendio e una settantina di pompieri sono stati impegnati per domare le fiamme che, pare, si siano sprigionati al di sopra del ristorante “Honest Burger”, nei pressi del mercato, coinvolgendo tutti i tre piani fino al tetto. Ingenti i danni riportati dalla struttura, ma nessuna persona è risultata ferita o in necessità di cure.

Turchia: opposizione in piazza a Istanbul, centinaia di migliaia di persone per chiedere giustizia

Sono centinaia di migliaia – gli organizzatori parlano di un milione – le persone che ieri sono scese in piazza a Istanbul per la manifestazione conclusiva della “Marcia per la giustizia” partita da Ankara 25 giorni fa per iniziativa del partito Chp, la principale forza politica che si oppone al presidente turco Erdogan, guidato da Kemal Kilicdaroglu. La marcia, sostenuta anche dai partiti schierati per il No al referendum costituzionale di aprile, si è conclusa nel quartiere di Maltepe, sponda asiatica di Istanbul, dove si trova la prigione in cui è detenuto Enis Berberoglu, il deputato socialdemocratico del Chp ritenuto responsabile della fuga di notizie riguardo all’entrata in Siria, nel gennaio 2014, di un convoglio carico di armi scortato dai servizi di Ankara. Kilicdaroglu ha affermato che “nessuno pensi che questa sarà l’ultima marcia: il 9 luglio segna il giorno della rinascita”. “Abbiamo marciato – ha proseguito – per la giustizia, i diritti degli oppressi, i deputati e i giornalisti in carcere, i professori universitari licenziati”.

Val di Susa: ragazza uccisa dopo una lite stradale. Positivo all’alcol test l’autista del furgone che l’ha investita

Tragedia a Condove, nella Val di Susa, dove nel pomeriggio di ieri Elisa Ferrero, 27 anni di Moncalieri, è morta a seguito di un incidente stradale causato, secondo le prime ricostruzioni, da una lite legata alla viabilità. Ricoverato, in condizioni disperate, il fidanzato Matteo Penna, 29 anni di Torino. Entrambi erano a bordo della moto travolta dal furgone guidato da Maurizio De Giulio, artigiano di 50 anni che abita a Nichelino. A seguito del diverbio, quando i due veicoli si sono trovati affiancati, il motociclista avrebbe colpito con un pugno lo specchietto del furgone. Poi l’accelerazione e il tentativo di allontanarsi ma dopo qualche chilometro, nei pressi di una rotonda la moto viene raggiunta dal furgone, dopo un probabile inseguimento, il cui autista accelera urtando la motocicletta. La ragazza muore sul colpo, travolta. Il ragazzo, invece, è in coma, all’ospedale Cto di Torino. L’autista del furgone, risultato positivo all’alcol test, in serata è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale. Con lui sul veicolo anche la compagna e la figlia.

Italia: da oggi i “Presto”, lo strumento al posto dei voucher per il lavoro occasionale

Debuttano oggi i “Presto”, i nuovi contratti di prestazione occasionale messi a punto dall’Inps in sostituzione dei vecchi voucher. Due le forme previste: il “Libretto famiglia”, utilizzabile per lavori domestici, lezioni private e assistenza domiciliare, e il “Contratto di prestazione occasionale” per attività svolte per una piccola impresa. Per utilizzare questo sistema di pagamento, datori di lavoro e lavoratori dovranno registrarsi sulla piattaforma predisposta dall’Inps. Il pagamento delle prestazioni avverrà, in soluzione unica, attraverso un accredito entro il 15 del mese successivo. Per il “Libretto famiglia” ogni titolo di pagamento sarà di 10 euro. Ogni lavoratore ha diritto a riposo giornaliero, pause e riposi settimanali. Per il “Contratto di prestazione occasionale”, il compenso orario non potrà essere inferiore ai 9 euro e le prestazioni non dovranno superare le 4 ore continuative.

+++ Crollo Torre Annunziata: il parroco, dopo la tragedia “riconciliarsi, sperare e impegnarsi” +++

Sat, 2017-07-08 18:00

“L’immagine che ho davanti ai miei occhi sono quei due bambini insieme con i loro genitori, nel giorno della Prima Comunione”. Questo ricordo vuole offrire al Sir don Ciro Cozzolino, il parroco della SS. Trinità, sul cui territorio insisteva la palazzina crollata a Torre Annunziata, ieri mattina, poco dopo le 6. Ormai sono stati recuperati i corpi delle otto vittime, di cui due bambini, Francesca e Salvatore Guida. “Frequentavano la parrocchia, erano assidui”, aggiunge il sacerdote. “Domani – ci anticipa – inviterò i parrocchiani a compiere tre azioni: riconciliarsi, sperare e impegnarsi”. Innanzitutto, spiega don Ciro, “situazioni come queste fanno emergere fratture, tensioni all’interno della comunità. Io come pastore sono molto attento a questi aspetti che non hanno rilevanza mediatica, ma che sono importanti per la comunità”. Il secondo invito è a sperare: “In momenti di dolore come questi c’è la tentazione di gettare la spugna, di pensare il Signore ci ha abbandonati; invece, è l’ora di fare qualcosa perché tragedie del genere non avvengano più”. Proprio qui si lega l’ultima richiesta del parroco: “Impegniamoci perché le morti di questi nostri fratelli non siano state vane. Purtroppo, il nostro patrimonio immobiliare è fatiscente. Insieme, istituzioni e cittadini, dobbiamo impegnarci per mettere in sicurezza le nostre case”.
“Questo – fa notare don Cozzolino – è il tempo di camminare insieme perché ognuno ha bisogno dell’altro”. Il parroco non sa quando esattamente si terranno i funerali, perché al momento le salme sono a disposizione dei magistrati. “Il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli – ricorda il sacerdote -, dal primo momento ci sta facendo sentire la sua vicinanza. Mi ha telefonato personalmente, chiedendomi di essere costantemente informato, e ha fatto giungere alle famiglie delle vittime la sua vicinanza e la sua preghiera”. Per don Ciro, ora, questa è la cosa più importante: “Stare accanto ai familiari è la mia priorità”.

Eucaristia: Coldiretti, da “made in Italy” pane e vino “doc” per le celebrazioni

Sat, 2017-07-08 17:39

L’agricoltura italiana può offrire alla Chiesa la migliore qualità per una celebrazione eucaristica “Doc” con il primato conquistato in Europa per numero di vini con indicazione geografica (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt), la leadership comunitaria con quasi 60mia imprese che coltivano biologico, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm) che trova concordi quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento). È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’invito a controllare la provenienza e la qualità del pane e vino utilizzati nella messa, l’onestà di chi li produce e il loro trattamento nei luoghi di vendita, contenuto nella lettera ai vescovi del prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinale Robert Sarah. “L’agricoltura italiana – conclude la Coldiretti – è diventata la più green d’Europa ed è responsabilizzata nel superare la crisi ecologica e nel difendere la relazione tra uomo e ambiente nel solco tracciato dall’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco”.

Dialogo: card. Tauran ai vescovi dell’Africa centrale, migliorare i rapporti con le altre confessioni “per il bene delle popolazioni”

Sat, 2017-07-08 17:30

“Progredire nella ricerca di un dialogo sincero e fruttuoso a livello ecumenico, interreligioso e interculturale, per il bene delle popolazioni e delle Chiese” locali: è l’incoraggiamento rivolto dal cardinale Jean-Louis Tauran ai partecipanti all’undicesima assemblea plenaria dell’Associazione delle conferenze episcopali della regione dell’Africa centrale (Acerac), apertasi oggi a Yaoundé. Nella capitale del Camerun sono presenti vescovi di Ciad, Camerun, Repubblica Centrafricana, Guinea Equatoriale, Gabon e Repubblica del Congo”. Proprio il dialogo è il tema al centro dell’incontro. “L’Africa non è esente – secondo Tauran – dai problemi provocati a livello globale dalla crescita degli estremismi violenti”, fra cui “la setta Boko Haram, che continua a mietere vittime soprattutto in Ciad e nel Camerun settentrionale, dove vive una popolazione a stragrande maggioranza musulmana, che però non viene risparmiata dagli attacchi”. Secondo il porporato – riferisce l’Osservatore romano – “l’instabilità politica influisce anche a livello economico sulla vita delle comunità. In Gabon e nella Repubblica del Congo è urgente migliorare i rapporti tra i membri della Chiesa cattolica e le altre confessioni cristiane. Allo stesso modo, in tutti questi Paesi è necessario un dialogo con i seguaci della religione tradizionale africana”.
Il presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso afferma che “nella situazione difficile e complessa» dei Paesi dell’Africa centrale, spetta ai “cristiani la responsabilità di mantenere viva la speranza dei loro concittadini, aiutandoli nella ricerca di ragioni di vita autentiche e credibili, in modo da poter affrontare il futuro con fiducia”. Compito dei cristiani è, inoltre, “ricordare i valori fondamentali legati alla dignità di ogni persona umana e di annunciare instancabilmente la volontà di Dio, affinché tutti gli uomini costituiscano un’unica famiglia, riconoscendosi vicendevolmente come fratelli”.

Venezuela: mons. Padrón, i vescovi in questo momento hanno una “funzione civile sussidiaria”

Sat, 2017-07-08 17:12

“L’attacco dello scorso 5 luglio all’Assemblea nazionale (da parte di forze governative, ndr) è stata un’azione delinquenziale e demenziale. Questo attacco dimostra che il governo non vuole abbandonare la violenza”. Lo ha affermato ieri il presidente della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), monsignor Diego Padrón Sanchez, durante la sua prolusione in apertura della CVIII assemblea plenaria dell’episcopato.
Il presidente della Cev ha dedicato un’ampia parte della relazione a mettere in evidenza il ruolo della Chiesa cattolica in questa drammatica fase della vita del Paese, spiegando che in quest’ultimo anno la Conferenza episcopale ha avuto una “funzione civile sussidiaria”, esprimendo continuamente il suo giudizio morale sulle vicende economiche, politiche e sociali del Paese, poiché “sono in gioco i diritti fondamentali delle persone”.
Mons. Padrón ha esplicitamente citato il grande lavoro della Caritas, che ha posto in pratica il mandato evangelico “Date loro da mangiare”, attraverso il programma delle cosiddette “ollas solidarias”. Ed ha aggiunto che “la sofferenza sta insegnando al popolo venezuelano a condividere e a pregare di più”.
Ai lavori dell’assemblea partecipa anche il cardinale Claudio Hummes, presidente della Repam (la Rete ecclesiale Panamazzonica), assieme al direttivo dello stesso organismo. Alla conclusione dei lavori, prevista per mercoledì 12 luglio, i vescovi renderanno pubblico un documento rivolto a tutto il Paese.

Riviste: Scarp de’ tenis, Giancarlo Caselli spiega gli affari delle agromafie

Sat, 2017-07-08 17:00

La criminalità organizzata ha trovato nei prodotti alimentari una lucrosa attività. La denuncia viene da Gian Carlo Caselli, procuratore simbolo della lotta alla mafia e presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura voluto da Coldiretti. Il numero di luglio della rivista di strada Scarp de’ tenis presenta questa intervista con numerosi altri articoli interessanti. Caselli afferma: “Le mafie sono presenti in tutti i segmenti della filiera agroalimentare. Acquistano terreni e gestiscono aziende. Controllano il trasporto. Hanno ruoli importanti nella commercializzazione (sia grande distribuzione che dettaglio) e nella ristorazione. Impongono a vari esercizi commerciali marchi e prodotti. Praticano la contraffazione e l’adulterazione. Massiccia è la loro presenza nel cosiddetto italian sounding. Un fenomeno che causa al Made in Italy danni immensi. Significa distribuire sul mercato prodotti che sono un tripudio di bandiere tricolori e di simboli (Vesuvio, Colosseo…) che evocano potentemente l’Italia, con l’aggiunta di scritte tipo ‘sapore o gusto o tradizione italiana’. Mentre di italiano in quei prodotti non c’è proprio niente”.
Fra le “storie” presentate dalla rivista promossa da Caritas, curiosa quella di Caterina che ha lasciato il lavoro per fare la guida cicloturistica e come lei sono tante le persone che – spiega la rivista promossa da Caritas – si stanno reinventando in un settore che, in Europa, vale 44 miliardi di euro. Segue un’intervista con Gherardo Colombo, magistrato, dal pool di Mani pulite agli incontri con i ragazzi delle scuole di tutta Italia. Con Colombo si parla di legalità, educazione e del perché la corruzione in Italia non finisce mai.

Integrazione: Ponte solidale, il 15 luglio laboratorio “Musica oltre confini”

Sat, 2017-07-08 16:45

Superare le barriere linguistiche e culturali utilizzando la musica come mezzo di comunicazione e condivisione. È questo l’obiettivo di “Musica oltre confini”, il laboratorio musicale con Bottegart che si terrà giovedì 13 luglio, dalle 15, presso la Bottega di Ponte solidale a Ponte San Giovanni. “Il laboratorio – si legge in una nota – è inserito nel progetto ‘Stili di vita sostenibile – Incontri in bottega per scoprire conoscere e condividere’, dedicato alla diffusione del commercio equo in Umbria”. I partecipanti saranno guidati da Paolo Manetti, musicista emergente, insegnante di musica e ideatore di Bottegart, la Bottega artigiana della creatività (e dei diritti umani) che ad Acquasparta (Tr) organizza corsi e laboratori gratuiti basati sui principi di legalità, sviluppo sociale e solidarietà, per tutti coloro che soffrono di condizioni di disagio. “Dalle 15 – proseguono in promotori – i partecipanti si immergeranno nello studio e nella sperimentazione di generi e strumenti musicali del mondo e alle 19 si esibiranno durante un incontro aperto a tutti e gratuito”. A seguire verrà offerto dalla Bottega un aperitivo equo e bio.

Diocesi: Frosinone, domani mons. Spreafico ordina quattro sacerdoti e due diaconi

Sat, 2017-07-08 16:23

Sono quattro i sacerdoti e due i diaconi che domani, domenica 9 luglio, nell’abbazia cistercense di Casamari, a Veroli (Fr), verranno ordinati per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. La celebrazione eucaristica, ospitata nell’abbazia che nel prossimo mese di settembre celebra l’ottavo centenario della consacrazione della chiesa, è in programma per le 18. Saranno ordinati sacerdoti don Pietro Bonome e don Luigi Crescenzi, entrambi originari del paese di Supino ed ex allievi del Leoniano di Anagni, don Alexandro Gatti e Simone Sassi. Ad essere ordinati diaconi, invece, saranno Simone Cestra, di Monte San Giovanni Campano, e Carlo De Dominicis. Don Gatti celebrerà la sua prima messa alle 9 di lunedì 10 luglio, presso la Cittadella Cielo Nuovi Orizzonti di Frosinone, dove, nella stessa mattinata, ma alle 11.30, celebrerà la sua prima messa don Sassi. La prima messa di don Bonome è invece in programma per sabato 15 luglio, nella chiesa di san Pietro apostolo, a Supino, mentre quella di don Crescenzi è fissata per domenica 16 luglio, alle 10, nella parrocchia Sacra Famiglia di Frosinone.

Riviste: Scarp de’ tenis, parla l’antropologa forense Cattaneo che identifica le vittime del Mediterraneo

Sat, 2017-07-08 16:21

“L’ingresso dell’obitorio civico di Milano intimorisce un po’: palazzone d’epoca, soffitti altissimi, scalinate importanti. La sensazione, che è solo una sensazione ma a te sembra vero, è sentire uno strano odore dolciastro. Cristina Cattaneo ha due profondi occhi celesti, un ciuffetto sbarazzino e un sorriso che ti mette a tuo agio. Non assomiglia per niente alle eroine celebrate dalle serie televisive sul modello Csi. Eppure in qualità di direttrice del Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Milano, ha seguito tutti i delitti più efferati degli ultimi anni, da quelli delle ‘bestie di satana’, a Elisa Claps fino a Yara Gambirasio. Cristina Cattaneo sta collaborando all’identificazione delle vittime del barcone affondato il 18 aprile 2015 con oltre 700 persone a bordo. Da questo lavoro è nato anche un libro ‘I diritti annegati’ scritto in collaborazione con la giurista Marilisa D’amico”. È l’“attacco” dell’ampio servizio di Ettore Sutti che appare su Scarp de’ tenis di luglio, con un’intervista con l’antropologa forense e direttrice del Labanof di Milano, che si occupa appunto del riconoscimento delle vittime morte nel Mediterraneo. “I medici legali sanno leggere i segni sul corpo delle persone e sulla base di questi raccontare delle storie”, scrive Sutti. “Morti violente e omicidi ma anche violenze sessuali, abusi su minori, torture”.
Come si fa – chiede il giornalista alla Cattaneo – a restare equilibrati di fronte a tragedie come queste? L’antropologa forense afferma: “Se per equilibrio si intende calma e distacco io non ci tengo proprio ad essere equilibrata perché è proprio il disequilibrio, fatto di sdegno, rabbia e passione, che ti fa agire e dire che tutto ciò che fai val davvero la pena portarlo a termine. E quindi affronti con la massima professionalità casi difficili come bambini maltrattati, violenze sessuali, percosse, omicidi violenti. E ti butti a capofitto anche in cause che sono molto difficili da far comprendere. Come aiutare a identificare i morti chiusi in un barcone in fondo al mare. Devi far capire che lo fai soprattutto per i vivi alla stregua di quando lo fai per le vittime di un aereo che è precipitato. La passione ti aiuta a superare momenti difficili. Meglio non restare troppo equilibrati, sennò perdi la spinta…”. Cosa sogna un medico legale? “Mi piacerebbe un mondo accademico e sociale in cui la medicina valuti la violenza come una malattia, riconoscendo dunque il ruolo del medico legale nel curare e accudire la vittima. Sarebbe bello poi avere un medico legale in ogni pronto soccorso come accade, ad esempio, in Francia. Così sarebbe più semplice comprendere se i segni che presentano un bambino o una donna se li siano fatti cadendo dalle scale oppure no”.

Libri: Roma, alla Commissione Ue incontro “Europa, ritorno al futuro” e presentazione di volumi di Boldrini e Fabbrini

Sat, 2017-07-08 16:20

“Europa, ritorno al futuro”: è il titolo dell’incontro promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea per lunedì 10 luglio alle ore 17.30 presso lo Spazio Europa (via IV novembre 149) a Roma. Durante l’incontro verranno presentati i volumi di Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, “La comunità possibile” (edito da Marsilio), e “Sdoppiamento” (edito da Laterza), di Sergio Fabbrini. Oltre agli autori interverranno il capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Beatrice Covassi, e Giuliano Amato, giudice della Corte costituzionale. Per partecipare all’incontro: http://bit.ly/2soQglR.

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