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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 44 min 4 sec ago

Società sacerdoti san Giuseppe Cottolengo: don Carmine Arice è il nuovo superiore generale

Mon, 2017-09-11 11:14

È don Carmine Arice, attuale direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, il sedicesimo superiore generale della Società dei sacerdoti di san Giuseppe Benedetto Cottolengo e padre della Piccola Casa della Divina Provvidenza, di fatto il presidente di tutta l’Opera. La nomina è avvenuta nell’ambito del capitolo generale in corso a Torino. Secondo la procedura elettiva, i sacerdoti designano una terna che viene condivisa con il Consiglio generale delle suore e dei fratelli, quindi in seduta plenaria avviene l’elezione. Don Arice diventa così il sedicesimo successore del Fondatore. “Non me l’aspettavo – confida raggiunto telefonicamente al Sir -. Ero convinto, finito il capitolo, di tornare a Roma a riprendere il mio servizio”. “Oggi il momento che stanno vivendo la Chiesa e tutte queste opere di carità non è facile –riconosce -. In questi tempi, essere sempre in sintonia con il carisma della scelta dei più poveri richiede proprio una grazia speciale del Signore in cui confido. Sono inoltre rasserenato dalla comunione dei confratelli e delle consorelle che ho percepito forte e piena”. Con quali sentimenti si accinge ad assumere questo nuovo incarico? “Con fiducia nella Provvidenza, in obbedienza al Papa e a quello che ci sta chiedendo, in comunione con tutti i miei confratelli e con tutta la Piccola Casa. Soprattutto con umiltà perché ciò che dovrò fare è sproporzionato rispetto a quello che sono, e ponendomi nel solco dei miei predecessori: la grande volontà di cercare la volontà di Dio e il bene di questa Opera”.

11 settembre 2001: mons. Whalen (Staten Island), “in quei frangenti ho colto la forza che veniva dalla fede”

Mon, 2017-09-11 11:12

(New York) “Noi abbiamo perso tanti parrocchiani ma tra noi non c’era rabbia o scoraggiamento, anzi cercavamo di incoraggiare le persone, di contattare le famiglie per consentire ai dispersi di raggiungerle e riunirsi. In quei frangenti ho colto che la forza veniva come non mai dalla nostra vocazione cristiana, dalla fede”. È quanto racconta al Sir mons. Edmund Whalen, preside della scuola cattolica di Staten Island, dove hanno studiato pompieri e poliziotti che l’11 settembre 2001 hanno prestato i soccorsi a seguito dell’attentato alle Torri Gemelle del World Trade Center di New York. Whalen non dimentica “la risposta del quartiere alla tragedia”. “La nostra Chiesa – spiega – è diventata un ricovero per operatori sanitari, pompieri, polizia e tutti coloro che erano ingaggiati nelle azioni di primo soccorso”. “In tantissimi – aggiunge – hanno aperto le loro case per consentire una sosta o il riposo anche per i primi soccorritori” mentre “la nostra parrocchia” era “strapiena di gente venuta a pregare”. Nei giorni seguenti, poi, “c’era un sentimento unico che attraversava tutta la città ed era quello del prendersi cura”. “Ci sono state scene commoventi – continua – e non c’era rabbia o vendetta, ma un senso di unità, di responsabilità verso tutti, soprattutto verso chi aveva perso un genitore: era di loro che dovevamo occuparci e non sull’onda dell’emozione ma anche dopo, nel futuro”. Secondo il preside, “amare l’altro era l’unico modo di dare senso a quello che non aveva senso, era dare una risposta ad una perversione della religione, era confortare il frutto dell’odio e del male”.

11 settembre 2001: mons. Whalen (Staten Island), “proviamo a non dimenticare”

Mon, 2017-09-11 11:05

(New York) “L’11 settembre ha lasciato un marchio in ogni persona e c’è chi ha risposto con rabbia e chi invece ha trovato la fede. Noi proviamo a non dimenticare. Noi ricordiamo sempre i nomi degli ex allievi che sono morti quel giorno e li preghiamo”. È quanto racconta al Sir mons. Edmund Whalen, preside della scuola cattolica di Staten Island dove hanno studiato pompieri e poliziotti che l’11 settembre 2001 hanno prestato i soccorsi a seguito dell’attentato alle Torri Gemelle del World Trade Center di New York. Secondo mons. Whalen la lezione che dovremmo imparare da quella tragedia è “il potere dell’amore e dell’unità”. Anche per questo celebrerà l’11 settembre con “i ragazzi della Farrell, la mia scuola”. “Il rischio per loro – spiega – è che questo fatto diventi storia da manuale, senza possibilità che ne facciano esperienza, come i loro genitori o vicini”. Una messa e la lettura dei nomi delle vittime, “perché sentano – aggiunge – che è reale e non un evento estraneo”. Gli studenti, rivela, “alla fine spesso fanno domande vere e si meravigliano di quanto, in quei giorni, le persone hanno risposto e lavorato insieme per offrire solidarietà e aiuto”. Whalen nei giorni successivi alla tragedia trascorse diverso tempo e per più mesi “all’obitorio, un’enorme tenda bianca sull’East river, per pregare e benedire i brandelli di corpo che venivano portati” e per “stare vicino ai soccorritori”. “È stato un tempo lungo di perché”, ammette, ricordando che in tutti i soccorritori “c’era una fame di Dio, una sete di risposte a dubbi e domande, il desiderio di parlare da uomo a uomo e di gridare a Dio dove fosse”. “Rispondere a tutto quel male con il bene – osserva – ha cambiato il cuore di tanti ragazzi che erano lì, tanti si sono fatti domande, hanno riscoperto il valore della persona e la riverenza verso un Dio che si faceva trovare in quel presente perché non avevi altro”.

Uragano Irma: Unicef, “colpiti quasi 20mila bambini e adolescenti nelle isole dei Caraibi orientali”

Mon, 2017-09-11 10:55

L’Unicef sta mobilitando una risposta urgente per andare incontro ai bisogni dei bambini colpiti dall’uragano Irma, preparandosi al contempo all’arrivo dell’uragano José. Irma, il più potente uragano mai registrato nell’Oceano Atlantico, ha causato ingenti danni alle isole dei Caraibi orientali, con le isole di Barbuda e Anguilla tra le più colpite. Si stima che quasi 20.000 bambini e adolescenti siano stati colpiti su queste isole. “Siamo ancora lontani dall’avere un quadro completo dell’entità dei danni in tutta la regione”, ha dichiarato Khin-Sandi Lwin, rappresentante dell’Unicef per i Caraibi orientali. “I bambini e le famiglie, molti dei quali hanno perso la casa e hanno visto le loro comunità distrutte, si trovano ora di fronte a una seconda potente tempesta. La nostra priorità assoluta è garantire che siano sicuri e abbiano ciò di cui hanno bisogno prima dell’arrivo di José”. Venerdì il governo di Antigua e Barbuda ha dichiarato lo stato di emergenza a Barbuda con i 1.600 residenti dell’isola, tra cui 750 bambini, evacuati ad Antigua. A Barbuda, i servizi di elettricità e acqua non sono operativi mentre l’unica scuola dell’isola è stata danneggiata e le lezioni sono sospese. Ad Antigua, i rifugi sono preparati per gli sfollati e l’Unicef ha preposizionato gli aiuti umanitari nell’area. Altri 4.800 bambini sono stati colpiti dall’uragano ad Anguilla e 9.500 bambini nelle Isole Vergini. L’elettricità e i sistemi idrici sono stati danneggiati, le linee telefoniche interrotte e molte scuole distrutte. A Turks e Caicos, sono circa 10.000 i bambini colpiti. Le priorità dell’Unicef comprendono la fornitura di acqua potabile, sostegno psicosociale, riabilitazione delle scuole e istituzione di centri a misura di bambino. Gli aiuti d’emergenza preposizionati a Barbados e ad Antigua saranno rapidamente distribuiti, in coordinamento con le autorità nazionali. Includono tende, pastiglie per la purificazione dell’acqua e kit igienici per le famiglie sfollate.

Informazione religiosa: Premio “Giuseppe De Carli”, definita la giuria della quarta edizione

Mon, 2017-09-11 10:49

È stata definita la giuria che sarà impegnata a valutare i lavori partecipanti alla quarta edizione del Premio “Giuseppe De Carli”, promosso dall’omonima associazione per ricordare il vaticanista scomparso nel 2010. Ne faranno parte Filippo Anastasi, giornalista di Radio Rai, Luigi Bizzarri, responsabile Cultura e storia di Rai Tre, Fabio Colagrande, redattore di Radio Vaticana, Vania De Luca, presidente nazionale dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), fra Raffaele Di Muro, docente della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” – Seraphicum, Alessandra Ferraro, vicecaporedattore della Tgr Rai, Marta Ottaviani, giornalista de “La Stampa”, Paolo Rodari, vaticanista de “La Repubblica”, e Carla Rossi Espagnet, docente della Pontificia Università della Santa Croce. Il premio – si legge in una nota – è “rivolto a giornalisti (professionisti, pubblicisti, praticanti o corrispondenti esteri) che si occupano d’informazione religiosa, nei settori della carta stampata, dell’emittenza radiofonica, televisiva e dei nuovi media, in testate sia nazionali che estere”. Per la premiazione, che si terrà entro la fine dell’anno, è in programma, come in ogni edizione, una tavola rotonda “su una tematica di attualità per la professione e per lo specifico ambito dell’informazione religiosa”. Il premio è promosso con la collaborazione della Pusc e del Seraphicum, e gode del patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, di Rai Vaticano, dell’Ucsi, della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) e del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema (Lu).

Riforma Curia: mons. Semeraro (segretario C9), “si sta per completare la proposta fatta al Papa”

Mon, 2017-09-11 10:33

“Per ciò che riguarda il processo di riforma della Curia romana, il percorso è anche oltre i tre quarti: si sta per completare. Si sta per completare a livello di proposta fatta al Papa”. Lo ha affermato monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali (C9), in un’intervista a Radio Vaticana. “Il Papa – osserva mons. Semeraro – ha reso noto molto presto alcuni accorpamenti di Pontifici Consigli: diremmo che su laici, famiglia e vita c’è una sorta di omogeneità e consequenzialità tematica”. Per quanto riguarda “il Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, anche questo non si accontenta di riprendere precedenti strutture, ma – spiega – attua unitariamente il progetto del documento conciliare ‘Gaudium et Spes’”. Il segretario del C9 evidenzia poi come “di grande rilevanza è anche un altro Dicastero, la Segreteria per la comunicazione, che assorbe delle funzioni certamente prioritariamente pastorali, quelle che fanno capo a quello che in precedenza era il Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali”. “Ma insieme con questo compito pastorale di orientamento – aggiunge – la Segreteria per la comunicazione ha anche una enorme responsabilità amministrativa per il suo spessore; ma anche per la importanza del tema della comunicazione è un Dicastero centrale nel progetto di riforma della Curia”. Parlando di “clima di familiarità” che contraddistingue i lavori del C9, Semeraro esprime attraverso quattro verbi il metodo di lavoro: “Ascoltare, riflettere, verificare. E quindi, poi fare una proposta – proporre – al Papa, perché il Consiglio di Cardinali non delibera; il Consiglio di Cardinali propone al Papa”.

Riforma Curia: mons. Semeraro (segretario C9), “Francesco sta seguendo il progetto di un’attuazione graduale”

Mon, 2017-09-11 10:32

Rispetto al processo di riforma della Curia romana, “Francesco sta seguendo al momento il progetto di un’attuazione graduale”. Lo ha affermato monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali (C9), in un’intervista a Radio Vaticana. “Al momento, tre quarti del cammino sono stati già compiuti: io penso che tra qualche mese questa revisione sarà più o meno completata, poi il Papa avrà a disposizione le proposte che riguardano tutti i Dicasteri e spetterà a lui decidere come e quando attuarle”. “Al momento – nota mons. Semeraro – il Papa ha preferito un’attuazione graduale, facendo anche in qualche maniera una sorta di rodaggio”. “In qualche caso – aggiunge – il Papa è già intervenuto per fare delle correzioni, perché nel passaggio dalla teoria alla pratica sono emerse esigenze di correzione”. Secondo il segretario del C9, “il Papa di per sé non si sente propriamente un ‘riformatore’. Se il Papa ha avviato questo lavoro di riforma della Curia lo ha fatto sotto la spinta di suggerimenti che sono emersi soprattutto nelle riunioni prima del Conclave”. La scelta, nell’individuazione dei componenti del Consiglio di cardinali, ha riguardato quelli “che sono capi di Chiese locali distribuiti nei diversi continenti” con la volontà “dell’ascolto di voci delle Chiese per procedere anche nella riforma della Curia romana”. “Il Consiglio di cardinali – prosegue – è una struttura sinodale”, “un organismo che si colloca all’interno della collegialità episcopale”. “Il Papa è presente abitualmente anzitutto ascoltando” e, spiega, “quando è il caso di precisare o di intervenire, il Papa interviene, ma con molta discrezione”. Il C9, non essendo “costituito solo per la riforma della Curia” ha posto attenzione anche “a quella realtà molto dolorosa che è l’abuso sui minori. Questo, di per sé, non fa parte della riforma della Curia romana; eppure, il Papa ha ritenuto di ascoltare il Consiglio anche su questi passaggi”.

Ius soli: domani sit-in della Campagna “L’Italia sono anch’io” e #italianisenzacittadinanza, “basta rinvii”

Mon, 2017-09-11 10:28

“Il Senato approvi entro settembre la legge sulla cittadinanza. Basta rinvii. Non vogliamo più aspettare”: è la richiesta della Campagna L’Italia sono anch’io e il movimento #italianisenzacittadinanza, che organizzano domani pomeriggio alle 14 un sit-in a Piazza Montecitorio a Roma, “visto che la Questura ha negato la possibilità di tenerlo nei pressi di Palazzo Madama”. “Nonostante le dichiarazioni di esponenti del governo e della maggioranza che dicono di voler approvare la legge che riforma la cittadinanza in questa legislatura, non si sa ancora quando si terrà la discussione in Aula al Senato – affermano -. Ricordiamo che lo stesso presidente del Consiglio Gentiloni aveva definito la riforma ‘una conquista di civiltà’. Ci aspettiamo che sia dunque conseguente con le sue affermazioni, ricorrendo anche alla fiducia se necessario per velocizzare i tempi di approvazione”. Domani, 12 settembre, la riunione dei capigruppo al Senato deve decidere la calendarizzazione dei lavori. “Noi chiediamo che il primo provvedimento all’ordine del giorno sia questo – sottolineano -. Da troppo tempo aspettiamo che le promesse fatte si traducano in atti concreti e intanto un milione di giovani di origine straniera, nati o vissuti per anni nel nostro Paese, non sono ancora cittadini italiani per legge, anche se lo sono di fatto”.  La Campagna chiede “che entro settembre lo ius soli venga approvato. Non possiamo accettare che per calcoli politici i diritti di una parte così consistente di giovani vengano ignorati”. L’Italia sono anch’io è promossa da Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comitato 1° Marzo, Comune di Reggio Emilia, Comunità di Sant’Egidio, Coordinamento Enti Locali Per La Pace, Emmaus Italia, Fcei, Legambiente, Libera, Lunaria, Migrantes, Il Razzismo è Una Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, S.E.I. – Sindacato Emigranti e Immigrati, Tavola Della Pace, Terra del Fuoco, Uil, Uisp. Il movimento #Italianisenzacittadinanza è stato fondato nell’ottobre 2016 da giovani cresciuti in Italia.

Portogallo: Lisbona, Giornate della comunicazione sociale. Mons. Lavrador, formazione su strumenti e contenuti

Mon, 2017-09-11 10:16

Il Segretariato nazionale ha annunciato che le Giornate di Comunicazione sociale 2017 si svolgeranno nei giorni 28 e 29 settembre, sviluppando una formazione pratica sulla “creatività nella produzione di contenuti” e sugli “strumenti di scambio dell’informazione”. Presentando il programma alla stampa, il presidente della Commissione episcopale della Cultura, dei beni culturali e della comunicazione, mons. João Lavrador, ha infatti affermato che le Giornate intendono essere soprattutto una condivisione di competenze: “Proponiamo un programma essenzialmente pratico, dove l’uso di Twitter, Facebook, Instagram, WhatsApp e altre reti sociali costituiranno l’ambiente informativo e comunicativo”. L’iniziativa avrà luogo presso l’Auditório da Renascença Multimédia di Lisbona. Maggiori informazioni nella pagina web: http://www.ecclesia.pt/jornadas2017/

Diocesi: Cremona, don Bruno Bignami nuovo vicedirettore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro

Mon, 2017-09-11 10:03

La Segreteria generale della Conferenza episcopale italiana ha nominato don Bruno Bignami vicedirettore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, con delega speciale per l’Apostolatus maris e il Progetto “Policoro”. Per ora, don Bignami, sacerdote del clero cremonese, mantiene il ministero di parroco di Picenengo (Cr). Ne dà notizia, in una nota, la diocesi di Cremona. Classe 1969, don Bignami è stato ordinato sacerdote il 18 giugno 1994. In diocesi ha ricoperto gli incarichi di vicerettore del seminario, responsabile dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, responsabile per la formazione spirituale delle Acli, vicedirettore del Centro pastorale diocesano di Cremona. Dal 2016 è anche responsabile del tavolo di coordinamento pastorale del settore servizi della curia. Inoltre, è insegnante presso l’istituto teologico dei Seminari di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano e presso gli Istituti superiori di Scienze religiosa di Mantova e di Crema-Cremona-Lodi, del quale è vicerettore. Don Bignami è stato recentemente riconfermato quale presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo, che guida ormai dai 2010. “Postulatore della causa di beatificazione di don Mazzolari – si legge nella nota – ha avuto il privilegio di accogliere a Bozzolo Papa Francesco, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, poco prima della sua nomina a presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti”.

Nubifragio Livorno: Cei, stanziato un milione di euro dai fondi dell’8xmille

Mon, 2017-09-11 09:58

“La Chiesa italiana è vicina alla gente di Livorno e delle zone limitrofe, dove domenica 10 settembre un violento nubifragio ha causato sei vittime, due dispersi e danni ingentissimi, mettendo in grave difficoltà centinaia di famiglie, travolte dall’acqua e dal fango. La Presidenza della Cei, d’intesa con il Vescovo Simone Giusti, ha stabilito immediatamente lo stanziamento di un milione di euro, dai fondi dell’8xmille, per far fronte alla prima emergenza”. Lo annuncia un comunicato della Cei informando che Caritas Italiana, in costante collegamento con la Chiesa locale, “si è prontamente messa a disposizione per un pieno supporto e ha destinato un primo contributo per gli interventi in favore della popolazione colpita. Solidarietà anche da parte di molte singole diocesi e di numerosi volontari che si sono resi disponibili”.

Grossetto: parrocchia di Barbanella-Verde Maremma, dal 22 settembre la 50ª festa di santa Lucia

Mon, 2017-09-11 09:56

Momenti di riflessione e preghiera, ma anche di musica. Inizierà venerdì 22 settembre a Grosseto la 50esima edizione della festa di santa Lucia. Fino al 4 ottobre, in programma una serie di iniziative, organizzate dalla parrocchia di Barbanella-Verde Maremma, che saranno accompagnate dalla presenza delle reliquie della Santa, provenienti da Siracusa, e da una delegazione siciliana. Il primo momento, che aprirà la festa sarà, in realtà, giovedì 21 con l’accoglienza delle reliquie nella chiesa dedicata a santa Lucia. Alle 18.30 il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, presiederà la celebrazione eucaristica. Venerdì 22, alle 20.45, si svolgerà invece la processione per le vie del quartiere. L’indomani, alle 17, sarà il momento della conferenza sul tema “L’attualità del messaggio di Lucia”, con Giuseppe Piccione presidente della deputazione Cappella di santa Lucia. Domenica 24, nelle Messe delle 8 e delle 10 la predicazione sarà affidata a mons. Salvatore Marino, parroco della cattedrale di Siracusa. Alle 18.30 sarà mons. Cetoloni a presiedere la celebrazione eucaristica per il congedo delle reliquie da Grosseto. Nell’occasione sarà celebrato anche il 60° anniversario di ordinazione sacerdotale del vice parroco p. Samuele Duranti. Tra i momenti clou della festa, anche due concerti: quello dei Maldestro, il 23 settembre, e quello di Dodi Battaglia, il 30 settembre.

Seminario: da Agrigento a Scutari. L’esperienza di Riccardo Scorsone

Mon, 2017-09-11 09:22

Dal seminario di Agrigento a quello di Scutari, in Albania. Partirà oggi per vivere una innovativa esperienza missionaria e di formazione Riccardo Scorsone, seminarista del sesto anno nella città siciliana. In terra albanese resterà per tutto l’anno pastorale e completerà il suo percorso di studi nella sede che accoglie anche i seminaristi del Montenegro e del Kosovo.

“È stato bello in questi anni di seminario scoprire una sensibilità missionaria – ha detto Scorsone a ‘L’Amico del Popolo’ -. Nei primi tre giorni della settimana lì frequenterò le lezioni di pastorale, dal giovedì alla domenica farò esperienza in una parrocchia che mi verrà assegnata”. In passato il giovane è già stato in Albania. “I miei genitori – dice – sono stati educati a condividere le scelte che mi sono state proposte e sono contenti, perché vedono la completezza di questo progetto che mi potrà fare sperimentare la bellezza di un’altra realtà ecclesiale e nuove intuizioni”.

Germania: Federazione giovani cattolici, calendario giornaliero in vista delle elezioni del 24 settembre

Mon, 2017-09-11 09:19

L’Avvento a settembre? Quasi. Perché, a partire dal 1° settembre, i giovani aderenti ai movimenti che partecipano alla Bdkj, la Federazione dei giovani cattolici tedeschi, hanno un mezzo pratico per prepararsi con passione alle elezioni per il Bundestag che si terranno il prossimo 24 settembre. 24 giorni, in sostanza come l’Avvento del Natale. Si chiama Qwak ed è un acronimo che significa “l’imbarazzo della scelta del Calendario dell’Avvento delle elezioni” ed è rappresentato da una rana che offre spunti di riflessione e consigli per i giovani che voteranno. Sulla pagina www.qwak-bdkj.de l’obiettivo è naturalmente la scelta del voto per il Bundestag. Perché lo scopo è quello di andare a votare. Ecco che sulla casella del 2 settembre si trova la spiegazione per il voto per corrispondenza. “Chi sceglie la democrazia, non sceglie i razzisti!” è invece il motto che ha caratterizzato il qwak del 6 settembre, con un link organizzato dal collettivo contro il razzismo di Norimberga. Invece il 7 settembre vengono proposti 6 film di 5-8 minuti l’uno che raccontano come sarebbe la vita di un giovane se fosse determinata dai programmi dei partiti in corsa per le elezioni: Verdi, Linke (Sinistra), Partito della libertà, Alternativa per la Germania, Socialdemocratici, Cristiano democratici/Cristiano sociali. E l’8 settembre l’associazione Scout tedeschi di San Giorgio ha proposto un opuscolo dal titolo “AfD-Alternativa per la Germania – Per noi nessuna alternativa”, nel quale vengono rifiutate le impostazioni razziste e xenofobe del partito di ultradestra.

Papa in Colombia: mons. Álvarez (Cec) sui ripetuti inviti di Francesco, “la pace è Vangelo, non politica”

Mon, 2017-09-11 09:05

“Il Papa non si è discostato dal proposito pastorale, questa è stata appunto una visita apostolica, ma era semplicemente assurdo pensare che non invitasse alla pace. La pace è Vangelo, non programma politico. E non si può dimenticare che questo Paese ha bisogno di pace”. Lo afferma in un’intervista al Sir mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale della Conferenza episcopale colombiana (Cec) e vescovo ausiliare di Medellín, che traccia un bilancio del viaggio papale. Sull’accoglienza di tale messaggio da parte dei colombiani, mons. Álvarez afferma di essere “sorpreso dal modo corale con il quale ciò è avvenuto. I cattolici, ma anche tutti i cittadini in generale, hanno compreso che questo cammino è una necessità per il Paese. Qui, in Colombia, c’è stato un grande impatto anche mediatico, perfino una trasmissione sportiva si è soffermata sull’invito a mettere da parte odio e rancori. Direi che il Papa ha risvegliato tutti”. Resta, certo, il problema della polarizzazione politica, che “in questi giorni non si è vista tanto. Ma il Papa è consapevole che essa esiste. Lo si è capito dalle sue parole, dal fatto che ha invitato a lasciare indietro rancori e divisioni. A questo Paese servono propositi comuni, pur nel rispetto delle idee diverse. Il Santo Padre mi è sembrato molto cosciente che la riconciliazione non è una ricetta magica, ma il compito di ogni giorno, ha accennato alla zizzania che cresce assieme al grano buono. Proprio per questo è necessario rafforzare il buon seme”. Prosegue il segretario dell’episcopato colombiano: “Come Vescovi leggeremo attentamente, studieremo tutto quello che il Papa ha detto e riproporremo le sue parole. In questi giorni ha parlato molto di diseguaglianza, di povertà, di corruzione, della disgregazione e delle violenze nelle famiglie. Abbiamo avuto modo di riflettere molto sulla radice della violenza, sul compito educativo che ci aspetta”. Infine, una speranza sull’evoluzione del dialogo con la guerriglia rimasta sul campo, quella dell’Eln: “Speriamo che il cessate-il-fuoco annunciato nei giorni scorsi diventi definitivo. Noi vescovi siamo presenti con una nostra Commissione che sta facilitando i lavori del tavolo di dialogo di Quito tra Governo ed Eln. Il nostro compito più importante resta quello di accompagnare le comunità nel cammino di pace”.

Papa in Colombia: mons. Álvarez (Cec), “possiamo davvero voltare pagina. Risposta del popolo strabordante”

Mon, 2017-09-11 09:04

“Sabato ho potuto scambiare qualche parola con il Santo Padre, tutto è andato bene, il Papa era molto contento. Ha parlato dello slogan del viaggio, ‘Facciamo il primo passo’, c’è la sensazione che possiamo davvero voltare pagina, fare cose nuove”. Lo racconta mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale della Conferenza episcopale colombiana (Cec) e vescovo ausiliare di Medellín, che al Sir traccia un bilancio del viaggio papale. Il segretario generale afferma che porterà nel cuore soprattutto tre momenti di questa visita: “Giovedì, a Bogotá, quando il Papa ha messo a fuoco il compito della Chiesa e la sua volontà di essere protagonista nel momento in cui il Paese ha bisogno di una trasformazione profonda. Lo ha fatto davanti al presidente Santos e poco dopo ha rivolto a noi vescovi un discorso che mi ha commosso totalmente, nel quale ci ha parlato dell’approccio spirituale, delle azioni cui siamo chiamati. Il secondo momento l’abbiamo vissuto a Villavicencio, venerdì, durante la cerimonia per la riconciliazione nazionale. Noi colombiani abbiamo un detto, il Papa è stato ‘dado en clavo’ (potremmo tradurre che ha messo a posto le cose, nel punto giusto al momento giusto, ndr). Il terzo momento l’ho vissuto sabato, a Medellín. Il Papa ha animato la vocazione cristiana, ha chiesto generosità e radicalità, in particolare a sacerdoti, religiosi e religiose”. Per mons. Álvarez, il popolo colombiano è stato “strabordante, straordinario, siamo andati al di là di ogni speranza. A Medellín erano presenti alla messa 1 milione e 200mila fedeli, tantissimi altri lungo le strade. Ho vista tanta gioia ed è emersa la devozione del popolo colombiano”.

Diocesi: mons. Catella (Casale Monferrato), “giovani, lottate ancora di più per essere testimoni di speranza”

Mon, 2017-09-11 08:58

È un invito ad “osare” quello rivolto da mons. Alceste Catella, amministratore apostolico di Casale Monferrato, ai giovani della diocesi all’inizio del nuovo anno pastorale. Sabato sera, nel corso della celebrazione eucaristica in occasione del pellegrinaggio diocesano al santuario di Crea, mons. Catella ha affermato che “oggi assistiamo a una crisi della speranza, per cui si cerca di conservare l’esistente e si ha scarsa fiducia nel domani. A farne le spese sono soprattutto i giovani, che si vedono tarpare le ali da un mondo adulto spesso chiuso dentro i propri schemi culturali e sociali, che stenta ad aprirsi al nuovo e a lasciare spazio alla loro progettualità e fantasia”. “Cari giovani – ha ammonito – questo non deve abbattervi, ma semmai spingervi a lottare ancora di più per essere testimoni di speranza per voi, per i vostri coetanei e le vostre famiglie e comunità”. Catella, che a metà ottobre concluderà il suo ministero episcopale in Monferrato, ha auspicato che “la nostra amata diocesi – insieme con il suo nuovo pastore – possa camminare con coraggio e fiducia, scoprendo ogni giorno di più la sua vocazione ad essere realtà che con umiltà e coraggio annuncia la ‘buona notizia’ che è il Signore Gesù”. Al termine della celebrazione eucaristica, don Giampio Devasini, vicario generale della diocesi, ha voluto esprimere a mons. Catella il ringraziamento per i nove anni di ministero episcopale chiedendo anche “perdono per tutte le volte in cui per supponenza, superficialità, pigrizia o per quella scarsa lungimiranza che spesso caratterizza chi guarda solo il proprio orticello, non abbiamo corrisposto alle sue giuste attese di pastore”.

Maltempo: Coldiretti, cordoglio per vittime a Livorno. Danni ingenti ad agricoltura, scatta solidarietà

Mon, 2017-09-11 08:36

Drammatico il bilancio del nubifragio che nella notte fra sabato e domenica si è abbattuto su Livorno provocando frane e smottamenti. Al momento sono sette le vittime e una risulta dispersa. Coldiretti esprime profondo cordoglio per le vittime e vicinanza a tutti i livornesi. Con il nubifragio che ha scaricato almeno 200 millimetri di acqua su Livorno, informa l’associazione, si è abbattuta in poche ore oltre sei volte la pioggia di tutta l’estate che con appena 32,5 millimetri caduti nella provincia è risultata oltre il 71% inferiore della media di riferimento. Oltre alle vittime si contano i danni provocati nella provincia a strutture agricole, attrezzature e scorte con una stima di Coldiretti di oltre 3 milioni di euro per i danni diretti. La gara di solidarietà è appena cominciata e da tutto il territorio si organizzano aiuti concreti per fieno e scorte andati distrutti con Coldiretti che ha offerto aiuto a famiglie e aziende colpite dalle esondazioni. Ad aggravare i danni è il fatto che dopo una lunga assenza di precipitazioni il suolo diventa incapace di gestire il flusso idrico con conseguenti esondazioni dei fiumi, allagamenti e frane. L’andamento climatico anomalo dell’estate 2017 che conquista a livello nazionale il posto d’onore per il caldo con una temperatura superiore di 2,48 gradi alla media si classifica anche come la quarta più siccitosa di sempre riguardando – conclude la Coldiretti – anche aree che storicamente non avevano problemi per la siccità e, in particolare, la Toscana dove è caduto il 57% di precipitazioni in meno rispetto alla media.

Papa in Colombia: Betancourt a Tv2000, “è stato come un uragano. Ha portato speranza su volti sofferenti della gente”

Mon, 2017-09-11 08:33

“Papa Francesco è stato un uragano che è passato sulla Colombia muovendo le strutture e interpellando intimamente i colombiani”. Lo ha affermato Ingrid Betancourt, ex candidata alle presidenziali colombiane, intervenendo come ospite dello speciale di “Diario di Papa Francesco” su Tv2000 commentando il viaggio del Papa in Colombia.

Nell’intervista, che sarà replicata su Tv2000 questa sera alle 20.45, la Betancourt ha evidenziato che “Francesco ha toccato i nostri cuori. Ci ha obbligati a guardare noi stessi come vorremmo essere e come dovremmo guardare chi ci ha fatto del male”. “Come colombiana – ha aggiunto – vedendo da lontano ciò che sta succedendo in Colombia è stato veramente commovente vedere come si sia accesa una luce di speranza e gioia nei volti sofferenti e mutilati del popolo colombiano”. Secondo Betancourt, “la visita di Papa Francesco ci sta ricordando le altre opzioni che abbiamo. Possiamo vivere aggrappati alle nostre vendette, ai valori della guerra o all’idea di uccidere il nemico ma questo è un errore”. “È sbagliato mantenere l’essere umano incatenato ai suoi istinti e non alla sua umanità. Credo – ha osservato – che quello che Papa Francesco ci sta portando è un’altra immagine di quello che possiamo essere. Possiamo essere liberi, capire che la riconciliazione non dipende dal fatto che l’altro venga a chiedermi perdono ma dal fatto che noi stessi dobbiamo cercare il modo di liberarci dai nostri peccati e dal danno che ci è stato creato. In questo senso tutti noi colombiani, non solo i guerriglieri, siamo chiamati a cambiare”.

Maltempo: Coldiretti, ieri Roma sott’acqua dopo -78% pioggia d’estate

Mon, 2017-09-11 08:31

L’ondata di maltempo si è abbattuta ieri su Roma dopo una estate in cui è caduto il 78% di pioggia in meno nella provincia con appena 23,8 millimetri di pioggia in tre mesi. È quanto afferma Coldiretti sulla base dei dati Ucea in rifermento agli effetti provocati ieri sulla capitale dalla caduta di oltre 100 millimetri di pioggia in sole tre ore. “Se la pioggia manca da tempo, il suolo – spiega Coldiretti – diventa incapace di gestire il flusso idrico facendo una sorta di tappo soprattutto in caso di acquazzoni, con il rischio di allagamenti e smottamenti”. Nelle campagne laziali si contano per il clima pazzo di questa estate complessivamente già danni per 200 milioni di euro, secondo Coldiretti, tra investimenti sostenuti per le semine, aggravio di spese per gasolio o corrente per irrigare, mancata produzione diretta di foraggio per gli allevamenti e mancato reddito per ortofrutta e cali produzione per vino e olio. “Ora le precipitazioni – conclude Coldiretti – per poter essere assorbite dal terreno e combattere la siccità devono cadere in modo continuo mentre se sono violente aggravano i danni”.

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