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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 26 min ago

Migranti e rifugiati: p. Baggio (Santa Sede), “ampliare canali legali e sicuri”

16 hours 57 min ago

Nel messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato “vengono date indicazioni molto pratiche”, tra cui “ampliare canali legali e sicuri per tutti i migranti attraverso i visti umanitari, i programmi di sponsorship, i canali umanitari, i visti di studio per giovani rifugiati che vivono nei campi”. A commentare il messaggio in una intervista al Sir è padre Fabio Baggio, sotto-segretario della Sezione migranti & rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. “C’è un appello molto chiaro perché la Chiesa si impegni a proporre queste buone pratiche in tutto il mondo – spiega -, con un coinvolgimento diretto da parte delle Conferenze episcopali e dei movimenti cattolici nel sensibilizzare le comunità ai due Global compacts (patti globali) che verranno firmati nel secondo semestre 2018 dalla comunità internazionale: uno sui migranti internazionali e l’altro sui rifugiati. In questo processo la Chiesa cattolica è chiamata ad essere più attivamente presente. Questi principi fanno riferimento alla dottrina sociale della Chiesa, ma si trasformano in buone pratiche e indicano soluzioni a problematiche presenti”. Tra le buone prassi padre Baggio cita “il canale della riunificazione familiare, un diritto che la Chiesa ha sempre promosso, sarebbe una via interessante attraverso la quale molte persone potrebbero arrivare in modo sicuro e legale nel nostro Paese”. Il Papa, inoltre, “accenna all’importanza di proteggere i migranti fin dalla partenza sia durante il transito – ricorda -, offrendo loro tutte le informazioni necessarie per decidere se partire o no, dove e come andare. Poi nel Paese di arrivo attraverso le missioni diplomatiche e quelle forme di protezione e assistenza fornite dalla società e dai governi locali, provvedendo a dare informazioni perché possano permanere in situazione regolare o regolarizzare la loro posizione”.

Venezuela: Caritas, “preoccupati per il peggioramento della crisi alimentare e sanitaria”

17 hours 2 min ago

Peggiora la crisi umanitaria in Venezuela, con l’aumento della povertà, la mancanza di cibo e medicine e allarmanti tassi di malnutrizione infantile : il 54% dei bambini hanno deficit nutrizionali, tra i bambini al di sotto dei 5 anni la denutrizione acuta è del 3% e moderata è dell’8%; sono disponibili solo il 38% delle medicine di base, i casi di diabete sono aumentati del 95%, di ipertensione del 92%, è triplicato l’indice di mortalità subito dopo la nascita e 114.000 persone affette da Hiv/Aids non hanno accesso ai farmaci necessari. Sono alcuni dei dati esposti da Caritas Venezuela, nuovamente “preoccupata per il deterioramento della crisi umanitaria e il forte impatto che sta avendo su migliaia di uomini, donne e bambine”, si legge in un comunicato reso noto ieri.  “La maggior parte delle persone non ha accesso a cibo adeguato”, aveva detto Suzanna Tkalec, direttore umanitario di Caritas internationalis, di ritorno da un viaggio in Venezuela e Colombia nel mese di luglio: “Per acquistare la canasta basica mensile una persona ha bisogno di 12 stipendi. Il cibo nei negozi c’è ma i prezzi sono troppo alti per la stragrande maggioranza della popolazione. È comune vedere persone nelle strade di Caracas che rovistano nella spazzatura per trovare qualcosa da mangiare”. Tkalec ricordava che il Venezuela produce appena il 30% per cento degli alimenti necessari e l’inflazione aumenta a livelli esorbitanti. La carenza di medicinali ha portato ad un aumento delle malattie croniche, della malaria e della difterite, perché non ci sono vaccini nel Paese. Caritas Venezuela ha lanciato un programma per fornire cibo, acqua, cure mediche e alimentari ai bambini di età inferiore ai 5 anni e ha lanciato un appello per raccogliere fondi. Volontari Caritas sono attivi nelle diocesi di tutto il Paese per distribuire pasti ai più vulnerabili.

 

Papa Francesco: “regolarizzare chi risiede nei Paesi da molto tempo”. No vincoli “economici e linguistici”

17 hours 9 min ago

Cittadinanza ai migranti “slegata da requisiti economici e linguistici” e “percorsi di regolarizzazione straordinaria” per quelli possono “vantare una lunga permanenza nel Paese”: lo chiede Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato che si celebra il 14 gennaio 2018. Un messaggio ricco di proposte e azioni concrete legate ai quattro verbi del titolo: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”.  L’ultimo verbo, “integrare”, riguarda le “opportunità di arricchimento interculturale generate dalla presenza di migranti e rifugiati”. L’integrazione – ricorda il Papa citando Giovanni Paolo II – non è “un’assimilazione, che induce a sopprimere o a dimenticare la propria identità culturale. Il contatto con l’altro porta piuttosto a scoprirne il ‘segreto’, ad aprirsi a lui per accoglierne gli aspetti validi e contribuire così ad una maggior conoscenza reciproca”. Papa Francesco insiste “sulla necessità di favorire in ogni modo la cultura dell’incontro, moltiplicando le opportunità di scambio interculturale, documentando e diffondendo le ‘buone pratiche’ di integrazione e sviluppando programmi tesi a preparare le comunità locali ai processi integrativi”. Nel caso speciale “degli stranieri costretti ad abbandonare il Paese di immigrazione a causa di crisi umanitarie” il Papa chiede “che venga loro assicurata un’assistenza adeguata per il rimpatrio e programmi di reintegrazione lavorativa in patria”. “La Chiesa è disponibile ad impegnarsi in prima persona per realizzare tutte le iniziative sopra proposte – precisa -, ma per ottenere i risultati sperati è indispensabile il contributo della comunità politica e della società civile, ciascuno secondo le responsabilità proprie”. La Santa Sede prenderà infatti parte al processo delle Nazioni Unite che porterà entro la fine del 2018 a redigere ed approvare due patti globali (Global Compacts), uno dedicato ai rifugiati e uno riguardante i migranti. Il Papa conclude con l’invito “ad approfittare di ogni occasione per condividere questo messaggio con tutti gli attori politici e sociali che sono coinvolti – o interessati a partecipare – al processo che porterà all’approvazione dei due patti globali”.

Papa Francesco: “ogni bambino ha diritto ad una nazionalità”. Sì a trasferimento contributi in caso rimpatrio

17 hours 9 min ago

Rispetto del “diritto universale a una nazionalità a tutti i bambini e le bambine fin dal nascita”; no a “ogni forma di detenzione” per i minori migranti; “accesso all’assistenza sanitaria, ai sistemi pensionistici” e al “trasferimento dei loro contributi nel caso di rimpatrio”: lo chiede Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato, reso noto oggi, che si celebra il 14 gennaio 2018. Nel messaggio intitolato “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e rifugiati” il Papa declina il significato di ogni verbo in azioni concrete che potrebbero essere realizzate in difesa dei diritti e della dignità dei migranti e dei rifugiati, “indipendentemente dal loro status migratorio”. Il verbo “proteggere” si traduce, secondo il Papa, “nell’offerta di informazioni certe e certificate prima della partenza e nella loro salvaguardia dalle pratiche di reclutamento”; una protezione da continuare, “per quanto possibile, in terra d’immigrazione, assicurando ai migranti un’adeguata assistenza consolare, il diritto di conservare sempre con sé i documenti di identità personale, un equo accesso alla giustizia, la possibilità di aprire conti bancari personali e la garanzia di una minima sussistenza vitale”. Il Papa ricorda che “se opportunamente riconosciute e valorizzate, le capacità e le competenze dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati, rappresentano una vera risorsa per le comunità che li accolgono”. Perciò auspica che “vengano loro concessi la libertà di movimento nel paese d’accoglienza, la possibilità di lavorare e l’accesso ai mezzi di telecomunicazione”. Per coloro che decidono di tornare in patria il Papa sottolinea “l’opportunità di sviluppare programmi di reintegrazione lavorativa e sociale”. Riguardo ai minori migranti, è tassativo l’invito di Papa Francesco ad “evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria”. Allo stesso modo “è necessario garantire la permanenza regolare al compimento della maggiore età e la possibilità di continuare degli studi”. “Per i minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia – aggiunge – è importante prevedere programmi di custodia temporanea o affidamento”. “Nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità – sottolinea il Papa -, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita. La apolidia in cui talvolta vengono a trovarsi migranti e rifugiati può essere facilmente evitata attraverso ‘una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale’”. Lo status migratorio, inoltre, “non dovrebbe limitare l’accesso all’assistenza sanitaria nazionale e ai sistemi pensionistici, come pure al trasferimento dei loro contributi nel caso di rimpatrio”.

Papa Francesco: “inserire migranti in società e favorire ricongiungimenti familiari”

17 hours 12 min ago

Inserimento socio-lavorativo dei migranti e rifugiati, cura della dimensione religiosa, attenzione a coloro che vivono situazioni di disabilità e promozione del ricongiungimento familiare” senza mai assoggettarlo a requisiti economici”: sono alcune delle buone prassi in cui può essere declinato il verbo “promuovere”, così come suggerito da Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato, reso noto oggi, che si celebra il 14 gennaio 2018. “Promuovere – scrive il Papa – vuol dire essenzialmente adoperarsi affinché tutti i migranti e rifugiati, così come le comunità che li accolgono siano messi in condizione di realizzarsi come persone in tutte le dimensioni che compongono l’umanità voluta dal Creatore”. Tra queste dimensioni “va riconosciuto il giusto valore alla dimensione religiosa, garantendo a tutti gli stranieri presenti sul territorio la libertà di professione e pratica religiosa”. Ma soprattutto, sottolinea il Papa, “molti migranti e rifugiati hanno competenze che vanno adeguatamente certificate e valorizzate” perciò incoraggia “a prodigarsi affinché venga promosso l’inserimento socio-lavorativo dei migranti e rifugiati, garantendo a tutti – compresi i richiedenti asilo – la possibilità di lavorare, percorsi formativi linguistici e di cittadinanza attiva e un’informazione adeguata nelle loro lingue originali”. Nel caso di minori migranti, però, “il loro coinvolgimento in attività lavorative richiede di essere regolamentato in modo da prevenire abusi e minacce alla loro normale crescita”. Papa Francesco esorta poi a promuovere l’integrità della famiglia, “favorendo il ricongiungimento familiare – con l’inclusione di nonni, fratelli e nipoti -, senza mai assoggettarlo a requisiti economici”. Nei confronti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in situazioni di disabilità, prosegue, “vanno assicurate maggiori attenzioni e supporti”. Riguardo alla distribuzione di aiuti umanitari il Papa invita a considerare in primo luogo “i bisogni (es. assistenza medica e sociale ed educazione) dei paesi in via di sviluppo che ricevono ingenti flussi di rifugiati e migranti e, parimenti, si includano tra i destinatari le comunità locali in situazione di deprivazione materiale e vulnerabilità”.

Papa Francesco: “offrire vie di ingresso sicure e legali”. No “espulsioni e collettive detenzione”

17 hours 12 min ago

La risposta della Chiesa alle “numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee” ruota intorno a quattro verbi: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. È questo il tema del messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato, reso noto oggi, che si celebra il 14 gennaio 2018. La sollecitudine della Chiesa nei confronti dei “migranti, gli sfollati, i rifugiati e le vittime di tratta”, dice il Papa, “deve esprimersi concretamente in ogni tappa dell’esperienza migratoria: dalla partenza al viaggio, dall’arrivo al ritorno”, con “generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità”. “Accogliere – precisa il Papa – significa innanzitutto offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei Paesi di destinazione”. Auspica perciò “un impegno concreto affinché sia incrementata e semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare”, l’adozione di “programmi di sponsorship privata e comunitaria” e “corridoi umanitari per i rifugiati più vulnerabili”. Papa Francesco definisce “opportuno”, inoltre, “prevedere visti temporanei speciali per le persone che scappano dai conflitti nei paesi confinanti”. “Non sono una idonea soluzione le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti e rifugiati, soprattutto quando esse vengono eseguite verso Paesi che non possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali”, sottolinea. Il Papa chiede poi per i migranti e rifugiati “una prima sistemazione adeguata e decorosa” nei programmi di accoglienza diffusa, per “facilitare l’incontro personale, permettere una migliore qualità dei servizi e offrire maggiori garanzie di successo”. Citando Benedetto XVI ricorda il principio della centralità della persona e la necessità di “anteporre sempre la sicurezza personale a quella nazionale”. Di conseguenza, aggiunge, “è necessario formare adeguatamente il personale preposto ai controlli di frontiera”. Il Papa chiede anche, “in nome della dignità fondamentale di ogni persona”, di “preferire soluzioni alternative alla detenzione per coloro che entrano nel territorio nazionale senza essere autorizzati”.

Attentato in Finlandia: la condanna della rete musulmana. “Profonda solidarietà alle vittime e ai loro cari”

17 hours 38 min ago

“Anche se siamo sconvolti, nonostante il fatto che ci siano persone la cui vita è stata cambiata per sempre, tuttavia né Turku né la società finlandese sono cambiati nel modo in cui questo fatto avrebbe voluto cambiassero”. Lo ha scritto sul suo profilo Facebook il vescovo luterano di Turku, Kaarlo Kalliala. “La fiducia reciproca e la fiducia nella sicurezza, nella pace e nella buona volontà delle persone continuano a prevalere”. Il vescovo ha invitato a “parlare con gli altri e cercare la pace, a pregare e cantare” per essere consapevoli che quella degli attentati “non è tutta la verità del mondo, ma che il mondo è per la bontà. Adesso tocca a noi portarla avanti”. All’indomani dell’attentato, anche la Rete musulmana finlandese ha pubblicato un messaggio: “Abbiamo bisogno del coraggio di agire insieme”, si legge in un breve testo che esprime la “condanna della violenza” e la “più profonda solidarietà alle vittime e ai loro cari”. Il messaggio recita inoltre: “L’uccisione indiscriminata non è accettabile in nessun caso. I crimini violenti sono volti ad accrescere la paura e l’insicurezza. Non dobbiamo piegarci alla paura”.

Attentato in Finlandia: commemorazione interreligiosa oggi a Helsinki nel segno della “pace e della fiducia”

17 hours 39 min ago

“Noi, rappresentanti delle diverse religioni e culture, ci riuniamo per ricordare le vittime e pregare per la pace e il consenso sociale nel nostro Paese e nel mondo. Con il nostro esempio, vogliamo dire no a ogni violenza e alla rabbia. Vogliamo dimostrare che diverse comunità religiose e culturali possono vivere insieme nella riconciliazione”. È questo il motivo per cui oggi, a Helsinki, rappresentanti delle diverse religioni presenti in Finlandia insieme a rappresentanti delle forze politiche e di governo si riuniscono insieme per rispondere nel segno della “pace e della fiducia” all’attentato di Turku, che venerdì scorso è costato la vita a due donne finlandesi e ha lasciato otto persone ferite. È il “Uskot foorumi”, la piattaforma interreligiosa di cristiani, musulmani ed ebrei a invitare tutti al raccoglimento, alle 17 presso la “Kampin kappeli”, la “cappella del silenzio”, un luogo ecumenico di preghiera e di silenzio nel centro della capitale finlandese.

Sport: Meeting Rimini, 17 discipline in campo. Oggi incontro “Campioni… di vita” su “ruolo educativo”

17 hours 46 min ago

(dall’inviato Sir) Al Meeting di Rimini (20-26 agosto) anche lo sport è protagonista. Sono 17 le discipline sportive (acrosport, calcio, baseball, basket, camminata nordica, cheerleading, fitkid, footvolley, frisbee, ginnastica acrobatica, podismo, scherma, Taiji, tchoukball, teamgymn, tennis da tavolo, triathlon) che riempiono di praticanti i 13mila mq del Palasport Meeting dedicati solo all’attività fisica. Con questi anche tre sport della mente: scacchi, bridge e burraco. Spazio anche al biliardino, al secolo “calcio balilla”. Sport e Meeting un binomio che si rafforza sempre di più grazie anche alla collaborazione con il Csi (Centro sportivo italiano) che ha prodotto anche una serie di eventi negli spazi aperti di Rimini e dintorni. Il programma di oggi si apre all’insegna dello sport con l’incontro “Campioni… di vita. Il ruolo educativo dello sport” che vede la partecipazione, tra gli altri, di Vittorio Bosio, presidente del Csi, di Sandro Cuomo, campione olimpico di spada nel 1996 alle Olimpiadi di Atlanta e ct della Nazionale di spada. Mercoledì 23 agosto avrà luogo “Allenarsi per il futuro”, con protagonisti la tennista Mara Santangelo, il calciatore Moreno Torricelli, l’oro olimpico di pugilato Patrizia Oliva e il pallavolista Jack Sintini. Quest’ultimo atleta, in grado di raggiungere i vertici assoluti del suo sport, ma anche di affrontare e superare una grave forma di cancro, è tornato in campo festeggiando, a 35 anni d’età, la conquista dello scudetto tricolore di volley. “Lo sport al Meeting è sempre stata la possibilità, pur dentro un sano agonismo, di fare un’esperienza di umanità e amicizia, di guardare l’altro non come avversario, ma come occasione di sperimentare la bellezza di un nuovo incontro”, spiega Silvano Fonti, responsabile del settore sport del Meeting. “Quest’anno abbiamo allargato ancora quantità e qualità del nostro programma: tutti possono partecipare, dai bambini alle persone più avanti con gli anni. Nel padiglione sport ognuno può trovare la situazione migliore per stare con gli altri, con tutta la gioia e il divertimento che lo sport ci dona”.

Lutto nella commedia: se ne vanno Jerry Lewis e il “Gabibbo”

18 hours 2 min ago

Una risata malinconica. È scomparso il 20 agosto all’età di 91 anni Jerry Lewis, una colonna della commedia americana tra cinema, teatro e televisione. Nato da una famiglia ebrea di origini russe, con il vero nome Joseph Levitch, Lewis si è imposto sulla scena internazionale nell’immediato dopoguerra con una comicità fisica, plastica, sulla scia di importanti colleghi come Buster Keaton e Charlie Chaplin. Il successo arriva insieme a Dean Martin: il bello e il “picchiatello” (performance tipica di Lewis) faranno il pieno di pubblico tra spettacoli tv e successi cinematografici (ben 16 film insieme) tra il 1946 e il 1956. Lewis proseguirà poi da solo, sempre valorizzando la sua vis comica, istrionica e farsesca, con numerosi film (anche da regista) tra cui: “Il ragazzo tuttofare” (1960), “Il Cenerentolo” (1960) e “Le folli notti del dottor Jerryll” (1963).
Nella sua carriera incontra anche grandi autori come Martin Scorsese, che lo vuole nel film “Re per una notte” (1983). Pochi i riconoscimenti da Hollywood (mai un Oscar, neanche alla carriera), mentre l’Europa lo celebra, Francia e Italia in testa: oltre alle ottime critiche sulla rivista “Cahiers du Cinéma”, si ricordano il Leone d’oro alla carriera nel 1999 alla Mostra di Venezia e il Premio al Festival di Cannes nel 2013. Non tutti sanno che Lewis è l’ideatore della nota raccolta fondi Tv a scopo benefico Telethon (Television Marathon) nel 1966.
Nello stesso giorno se ne è andato in Italia anche Giorgio “Gero” Caldarelli, ovvero il noto mimo che ha impersonato dal 1990 il Gabibbo per il programma satirico “Striscia la notizia” di Antonio Ricci. Formatosi in ambito teatrale, collabora all’inizio della sua carriera con Maurizio Nichetti, creando insieme il laboratorio comico “Quelli di Grock” e lavorando poi al film “Ratataplan” (1979). Caldarelli avrebbe compiuto 75 anni il 24 agosto.

Polonia: in corso il pellegrinaggio alla Madonna della Porta dell’Aurora di Vilnius

18 hours 11 min ago

È iniziato lo scorso 16 agosto l’annuale pellegrinaggio dei fedeli polacchi alla Madonna della Misericordia di Vilnius. “Il cammino verso la terra promessa”, come lo ha definito il nuovo arcivescovo di Bialystok, mons. Tadeusz Wojda, terminerà nella capitale della Lituania, davanti alla Madonna della Porta dell’Aurora, il 24 agosto. Secondo mons. Wojda, esso “contribuisce a rinsaldare la comunità di fedeli basata su Gesù Cristo, ad approfondire la fede ed è un’insegnamento dell’amore verso Dio e verso gli uomini”. Il direttore del gruppo di pellegrini, don Lukasz Zuk, sottolinea invece il carattere ecumenico ed internazionale del cammino al quale partecipano non solo polacchi ma anche russi, norvegesi, svedesi, cechi e ucraini. “Il pellegrinaggio ha carattere ecumenico poiché non solo attraversa tre Paesi diversi (Polonia, Bielorussia e Lituania) ma anche perché l’ospitalità ci viene offerta da ortodossi, cattolici e da fedeli di altre Chiese”, ha spiegato don Zuk. Il culto della Madonna della Porta dell’Aurora di Vilnius è particolarmente radicato nella storia e nella cultura della Polonia. È proprio alla Madonna di Vilnius che inneggia il poeta Adam Mickiewicz nel poema “Pan Tadeusz” (pubblicato nel 1834), considerato l’epopea nazionale polacca, e tradotto in italiano nel 1871 da Arrigo Boito. Tra il 1569 e il 1795 la città di Vilnius era la capitale del Granducato di Lituania, appartenente alla Confederazione polacco-lituana.

Migranti: Sant’Egidio, preoccupazione per rifugiati sgomberati a Roma “si trovino soluzioni”

18 hours 27 min ago

La Comunità di Sant’Egidio esprime la sua preoccupazione per la sorte dei rifugiati sgomberati dal palazzo ex Federconsorzi di piazza Indipendenza, a Roma. Si tratta di centinaia di rifugiati, tra cui molte famiglie con bambini e anziani, che si trovano all’improvviso senza un tetto. “Occorre che le autorità nazionali e cittadine trovino al più presto una risposta alla situazione che si è venuta a creare, anche con soluzioni diversificate”, afferma Sant’Egidio, ricordando che “lasciare per strada centinaia di immigrati non fa altro che aumentare nella capitale il numero di quanti – e non sono pochi – non hanno un riparo notturno o vivono in alloggi di fortuna”. In secondo luogo “perché, pur nel rispetto della legalità, non è consigliabile interrompere percorsi di integrazione che erano già in corso”. “Occorre infatti ricordare che le persone sgomberate, in gran parte etiopi ed eritrei, non sono irregolari – sottolinea -. Hanno già ottenuto, quasi tutti, il riconoscimento di rifugiati e non pochi già lavorano, come quella donna che ha chiesto di poter tornare nel palazzo per recuperare le medicine che servivano alla signora che assiste come badante durante il giorno. Si trovino quindi soluzioni appropriate nel rispetto delle persone e per il bene della Capitale che non ha bisogno certamente di situazioni conflittuali ma inclusive, per tutti i cittadini, sia italiani che stranieri”.

Attentato in Finlandia: Tervaportti (diocesi Helsinki), ci sarà “un impegno ancora più forte nella cooperazione interreligiosa”

18 hours 34 min ago

Un memoriale si è svolto ieri mattina a Turku, sulla piazza del mercato dove venerdì scorso un diciottenne di origini marocchine che risiedeva in un centro di accoglienza per richiedenti asilo, ha ucciso due donne finlandesi e ferito altre 8, armato di coltello. Secondo quanto riferito dalle autorità investigative finlandesi si tratta del primo attacco “di sospetto terrorismo”. “I cattolici sono stati almeno doppiamente devastati” dice al Sir Marko Tervaportti, responsabile per l’informazione della diocesi di Helsinki, “perché più del 50% dei cattolici in Finlandia sono di origine straniera” e “naturalmente molti temono che nella popolazione si possano generare sentimenti ostili verso qualsiasi persona straniera in Finlandia”. Tervaportti sottolinea due aspetti degli eventi di venerdì: “La risposta veloce ed efficace della polizia” che in pochissimi minuti è intervenuta colpendo l’attentatore alle gambe e, quindi, catturandolo e il fatto che “le persone che sono accorse per cercare di fermare l’aggressore sono state principalmente” persone di altri Paesi. Questo può “essere importante nella prevenzione dei sentimenti anti-stranieri perché mostra che il problema non è tra finlandesi e stranieri, ma tra terroristi e chiunque altro”. Tervaportti riferisce inoltre che le Chiese “hanno accolto le persone per pregare, piangere e trovare conforto in questi giorni” e hanno partecipato ieri mattina alla commemorazione di Turku. È certo, spiega Tervaportti, che questo incidente “porterà ad un impegno ancora più forte alla cooperazione interreligiosa” anche attraverso il “Uskot foorumi”, piattaforma interreligiosa in cui “cristiani, musulmani e ebrei si incontrano ormai da 5 anni per confrontarsi”.

De Gasperi: mons. Gianotti (Crema), “ha saputo congiungere una profonda vita di fede e un’incisiva azione politica”

18 hours 50 min ago

“Un credente, che ha saputo congiungere in modo tanto significativo ed esemplare una profonda vita di fede e un’incisiva azione politica e di statista di rilevanza internazionale”. Così il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, ha delineato la peculiare figura di Alcide De Gasperi durante la messa presieduta nel tardo pomeriggio di sabato 19 agosto nella basilica di San Prospero, nella nativa Reggio Emilia, in occasione del 63° della morte dello statista. “Mons. Gianotti – si legge in una nota diffusa oggi – ha sottolineato che i testi della Sacra Scrittura proclamati nella celebrazione eucaristica e che orientano lo sguardo dei fedeli verso la dimensione universale del Vangelo, richiamano qualche aspetto della spiritualità e dell’azione di De Gasperi”. Il vescovo “ha infatti osservato che l’insegnamento di Gesù suggerisce una virtù che può essere anche ‘politica’, soprattutto rispetto a una politica spesso incapace di ‘visione’ e misurata sul corto raggio, sul consenso cercato nell’immediato”. Secondo Gianotti, “credo che si possa imparare anche da Gesù quel modo di agire nel mondo (e dunque anche di fare politica) che è sì attento al bisogno concreto, ma nell’orizzonte di una visione più ampia; quel modo di comportarsi che non cerca semplicemente il consenso (o il togliersi dai piedi un fastidio, come suggerisce anche l’atteggiamento dei discepoli), ma guarda in grande, ha una visione e si propone di realizzarla con il tempo e la fatica che ci vogliono”. La capacità di guardare in grande, al regno di Dio, e di cercare – al di sopra di tutto – questo regno e la sua giustizia con coraggio e pazienza fedele, “suggerisce anche a noi, e in particolare a chi opera in ambito politico, atteggiamenti che non credo estranei alla spiritualità e al modo di pensare e fare politica di Alcide De Gasperi. Ringraziamo Dio per averci dato un credente e politico come lui: Dio sa quanto avremmo bisogno ancora oggi di persone di questa statura”.

Dialogo interreligioso: Patton (Custode), “dialogo unico antidoto a scontro civiltà”

19 hours 13 min ago

(dall’inviato a Rimini) – “Il dialogo fa parte della nostra storia e chiede oggi di essere rivitalizzato, ci invita a porci dinanzi agli altri non come persone schierate o come partigiani ma come persone che cercano di dialogare. Trasformare anche semplici occasioni di incontri personali come occasioni di dialogo”. Lo ha detto il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, che è intervenuto ieri alla XXXVIII edizione del Meeting di Rimini. Il Custode ha ripercorso la storia e il senso della presenza francescana in Terra Santa – lunga 800 anni – sottolineandone “lo stile del dialogo insegnatoci dal nostro padre Francesco d’Assisi, che non esitò, mentre infuriava la V Crociata (1219) a viaggiare fino a Damietta, vicino Il Cairo, per incontrare il sultano d’Egitto Melek-al-Kamel, nipote di Saladino”. “Il dialogo non sempre è facile – ha affermato il Custode -. In questi secoli di storia il martirologio della Custodia di Terra Santa si è arricchito di circa 2000 frati morti per la fede e per la carità. Sono i rischi del dialogo che non cerchiamo per semplice buonismo ma perché è l’unico antidoto allo scontro di civiltà. Se eliminiamo il dialogo cosa resta? Solo la logica della forza. Papa Francesco ci esorta a praticare in tutti i modi il dialogo. Anche se può sembrare una soluzione da ingenui, in realtà senza dialogo diventa impossibile vivere insieme. Non avere paura dell’altro. Le occasioni per dialogare ci sono basta coglierle”.

Medio Oriente: Patton (Custode), “non abbiate paura di venire in Terra Santa”. Il ricordo dei cristiani di Siria

19 hours 15 min ago

(dall’inviato a Rimini) – “Vi esorto a venire pellegrini in Terra Santa per condividere l’esperienza di vivere in quei luoghi e di riguadagnare il senso della nostra fede. Non abbiate paura di venire in Terra Santa, non fatevi spaventare troppo facilmente dalle notizie che vengono diffuse. La Terra Santa è una Terra affascinante dove i pellegrini possono venire tranquillamente”. È l’appello lanciato ieri al Meeting di Rimini dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, durante il suo intervento nel quale ha ripercorso il significato e la storia degli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa. “Vi chiedo in modo accorato di venire in Terra Santa. I pellegrinaggi sono anche un modo per sostenere concretamente i cristiani locali e farli sentire parte di una Chiesa che è universale”, ha detto padre Patton, che ha ricordato la tragedia della guerra in Siria, paese compreso nella Custodia di Terra Santa. “In Siria, seconda culla del Cristianesimo, dopo Gerusalemme – ha detto – siamo presenti con vari conventi con 15 frati. In questi anni la comunità cristiana locale si è ridotta di molto a causa della guerra. Ad Aleppo – ha affermato il Custode – prima della guerra vi erano circa 300mila cristiani oggi solo 30mila, moltissimi sono fuggiti all’estero e non torneranno più. Quello che come frati abbiamo cercato di fare in questi anni è stato sostenere materialmente e spiritualmente le comunità locali. Si intravede qualche segno di speranza con alcune famiglie, circa 60 giovani coppie, che tornano. Nonostante tante difficoltà non credo che il Medio Oriente resterà senza cristiani. Continuo a fidarmi di Dio che governa la storia. Ci sono Paesi in Medio Oriente dove la presenza cristiana sta ritornando. In Arabia Saudita, dove il cristianesimo era sparito, oggi vivono diversi milioni di cristiani, tutti migranti”. Rinnovando il suo appello a pellegrinare in Terra Santa, il Custode ha così concluso: “Spero che ciascuno, venendo in pellegrinaggio, possa sentirsi provocato nelle scelte presenti e in quelle future dall’incontro con Gesù Cristo. Lavoriamo perché i nostri santuari non diventino dei musei ma luoghi di incontro e di dialogo”.

Barcellona: card. Omella, “l’unione rende forti, la divisione corrode e distrugge”

19 hours 51 min ago

“Noi, credenti o no, di questa terra, o gli stranieri, tutti veniamo in questo tempio per chiedere al Signore di guarire coloro che sono stati colpiti da questi attacchi e di dare al nostro mondo di vivere in pace e armonia. La pace è il miglior nutrimento della nostra vita e per ottenere quel nutrimento non dobbiamo risparmiare alcuno sforzo”. Lo ha detto il card. Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, nell’omelia durante la celebrazione che si è svolta nella mattina di ieri nella Basilica della Sagrada Familia, di fronte alle massime autorità spagnole e catalane, rappresentanti delle diverse comunità di fede e numerosi fedeli, assemblea che il cardinale ha definito un “bel mosaico sul quale è costruita la società”. Il cardinale si è fatto portavoce della richiesta comune: “Il Signore ci conceda di essere costruttori, artigiani di pace”. “Tutti uniti da un obiettivo comune: pace, rispetto, coesistenza fraterna, amore solidale”, ha continuato card. Omella: “Sì, fratelli, l’unione ci rende forti, la divisione corrode e ci distrugge”. Nei pensieri e nei cuori “i nomi delle vittime di questi attacchi, ma anche i nomi dei paesi che sono in guerra”, perché il Signore faccia “regnare la pace nel mondo e nei nostri cuori”. Il cardinale ha esortato tutti a lavorare “generosamente e con decisione per costruire una società di pace e libertà” e ha implorato “il balsamo del conforto nei cuori di tutti”. Concludendo l’omelia ha ringraziato le forze dell’ordine e gli organi di sicurezza dello Stato e della citta autonoma di Barcellona per “la generosità e la dedizione con cui agiscono sempre e, in particolare, in questi giorni”, il personale sanitario e tutte le persone che si sono dimostrate generose e solidali: “C’è molta umanità nella nostra terra”.

Barcellona: card. Omella, “il nostro silenzio e la nostra preghiera sono un segno di condanna per l’attacco”

19 hours 53 min ago

Gremita la basilica della Sagrada Familia per la celebrazione voluta e presieduta dal cardinale di Barcellona, Juan José Omella, per pregare “per la pace e la concordia”. È iniziata alle 10, alla presenza del re e della consorte, del primo ministro e di numerosi membri del governo e rappresentanti della regione catalana e concelebrata da una cinquantina di sacerdoti e numerosi vescovi. “Apprezziamo i tanti segni di vicinanza e preghiera in questi momenti di dolore per la nostra città, per le famiglie che hanno sofferto il colpo dell’attacco e per tutte le persone buone”, ha detto il card. Juan José Omella, che ha letto il testo del telegramma che il Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha inviato al cardinale di Barcellona all’indomani dell’attentato e ha riferito della chiamata di papa Francesco che lo ha raggiunto nel pomeriggio di sabato per assicurare la sua vicinanza in questo momento doloroso. “Siamo in questo luogo sacro”, ha detto il cardinale, “progettato per essere” luogo di preghiera “per i peccati del mondo. E non è un peccato molto grave attentare contro la vita degli altri, del prossimo, di esseri innocenti e bambini?” ha domandato il cardinale rivolgendosi ai fedeli nell’omelia. “Il nostro silenzio e la nostra preghiera, la nostra presenza in questo luogo santo sono un segno di condanna per l’attacco e una preghiera per chiedere a Dio, Padre di ogni bontà, di cambiare i nostri cuori di pietra e darci un cuore di carne, pieno di sentimenti di umanità, fraternità, misericordia e pace”.

Meeting Rimini: i numeri della XXXVIII edizione

19 hours 57 min ago

(dall’inviato a Rimini) – Sono 118 gli incontri, con 327 relatori, previsti dalla XXXVIII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli che si è aperto ieri a Rimini (fino al 26 agosto) sul tema “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Un programma denso cui si sommano 17 esposizioni, 14 spettacoli, 31 manifestazioni sportive. A rendere possibile lo svolgimento del Meeting sono 2.259 volontari, da ogni parte d’Italia e anche dall’estero (un centinaio): Russia, Ucraina, Bielorussia, Spagna, Brasile, Canada, Gran Bretagna, Indonesia, Lituania, Madagascar, Olanda, Paraguay, Perù, Polonia e da altri Paesi. I costi preventivati del Meeting 2017 sono di 5 milioni 490mila euro. Le voci relative alle entrate prevedono, in ordine decrescente: servizi di comunicazione per le aziende (3 milioni 500mila euro), introiti dalla ristorazione (1 milione 135mila), attività commerciali, biglietti delle manifestazioni a pagamento e contributi da privati (legati al fundraising). Tre i main partners del Meeting 2017: Enel, Intesa Sanpaolo, Wind Tre e 9 gli official partners. Nel complesso, oltre 130 aziende ed enti partecipano, a vario titolo, alla manifestazione e utilizzano il Meeting per la loro comunicazione al grande pubblico. Previsti anche spazi dedicati ai più giovani: nel padiglione A3, un’intera area del Meeting (4.500 mq compreso il “Family’s Fast Food”) è dedicata ai bambini: ogni giorno, giochi, canti e balli, animazione, laboratori, incontri e spettacoli. Il Villaggio propone anche tre mostre: “Con gli occhi di Marcellino”, “Io, Pinocchio”, “Il presepe… che meraviglia”. Quello che si è aperto ieri sarà un Meeting social: tutti gli incontri della manifestazione sono in diretta streaming sul canale Youtube. #meeting2017 sarà l’hashtag ufficiale di questa edizione, che farà da punto di riferimento per tutti gli aggiornamenti, curiosità, notizie, anticipazioni, contenuti multimediali, interviste, commenti e vita del Meeting in tempo reale, da seguire su 6 social media Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, Flickr e Linkedln.

Meeting Rimini: Gentiloni, “i terroristi non ci costringeranno a rinunciare alla nostra libertà”

20 hours 12 sec ago

(dall’inviato a Rimini) – “I terroristi non ci costringeranno a rinunciare alla nostra libertà”. Lo ha affermato ieri il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo a Rimini alla giornata inaugurale della XXVIII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli. Dopo aver ricordato le vittime dell’attentato di Barcellona, Gentiloni ha dichiarato che “Daesh è stato sconfitto” ma “la sua minaccia continua a riguardare tutti. Sono consapevole che nessun Paese, e certo neanche l’Italia, può sentirsi al riparo da questa minaccia”. Il premier ha sottolineato anche come sia “decisivo che venga da tutti noi il sostegno all’intelligence, alle forze dell’ordine, ai militari che si impegnano a garantire la nostra sicurezza”. Nel suo intervento, Gentiloni ha parlato anche dello “ius soli” chiarendo che “il Governo non deve avere paura di riconoscere diritti e di chiedere rispetto dei doveri anche a chi in Italia è nato e studia nelle nostre scuole”. Sul tema delle migrazioni, il premier ha evidenziato che “chi semina odio e facili illusioni non farà un buon raccolto” e ha ribadito che “il Governo italiano non accetta lezioni da nessuno in campo umanitario”. Sull’immigrazione – ha proseguito – la risposta “è il governo dei flussi e il contrasto dell’immigrazione clandestina”, non “l’esclusione né la negazione della realtà”. Gentiloni ha poi annunciato che “nella legge di bilancio ci concentreremo sul lavoro per i giovani con incentivi permanenti, che consolideranno i risultati del Jobs Act e sosterranno le politiche attive”. “Abbiamo capacità d’impresa, apertura, cultura: chi meglio di noi – ha rilevato – è capace di stare in questo mondo che cambia?”. “La crescita – ha evidenziato – è finalmente tornata, frutto delle riforme del governo Renzi e che noi proseguiamo. Non era scontato riuscire a impedire che alcune crisi bancarie mettessero a repentaglio il risparmio”. “La sfida dei prossimi anni – ha aggiunto – sarà la qualità della crescita in termini di lavoro e di contrasto all’esclusione sociale”.

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