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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 39 min ago

Pace: Sermig, sabato 13 maggio a Padova quinta edizione dell’Appuntamento mondiale dei giovani

Thu, 2017-04-06 14:01

Si terrà a Padova sabato 13 maggio 2017 la quinta edizione dell’Appuntamento mondiale dei giovani della pace, l’iniziativa promossa dal Sermig, l’Arsenale della pace di Torino, per fare incontrare le generazioni nel segno della speranza. A ospitare l’avvenimento tocca quindi ora, dopo Torino, Asti, L’Aquila e Napoli, alla città veneta, dove sono attese decine di migliaia di giovani da tutta Italia e anche dall’estero. Il tema attorno cui ruoterà la giornata, tra testimonianze e musica, è “L’odio non ci fermerà. Ripartiamo dall’amore”. “Il Sermig si è accorto che la spaccatura fra mondo dei giovani e degli adulti dipende in gran parte da questi ultimi. Perché ci sono giovani che fanno foto con il rischio di andare sotto a un treno? Cosa affascina in questa cosa, che fascino non ha? Serve vivere con i giovani stessi per capirlo, anche se i ragazzi sono esigenti, difficili, chiedono coerenza”, ha spiegato oggi Daniele Ballarin del Sermig, coordinatore dell’evento padovano, alla conferenza stampa di presentazione. “Perché i giovani scelgono di morire? Perché questa società non piace! Il vero cambiamento – prosegue Ernesto Oliveo, fondatore del Sermig – si avrà quando i grandi della terra verranno non a parlare ma ad ascoltare i giovani”. Poi spiega perché la scelta di questo appuntamento è caduta su Padova: “Perché da noi passano centinaia di migliaia di persone, ma la maggioranza dei giovani che passano per l’Arsenale della pace sono veneti. Ricambiamo la cortesia”.

Diocesi: Agrigento, fino al 20 aprile il concorso fotografico “Settimana Santa ad Agrigento”

Thu, 2017-04-06 14:00

“Mettere in luce la spiritualità dei rituali religiosi legati alla Settimana Santa e alle festività pasquali di Agrigento”. È questa la finalità del concorso fotografico “Settimana Santa ad Agrigento”, organizzato dal Centro per le comunicazioni e la cultura e l’ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Curia di Agrigento con le associazioni “Koinè” e “Din24”. Il concorso, per professionisti e amatori, “offrirà a tutti i partecipanti – si legge in una nota – la possibilità di raccontare, attraverso gli obiettivi fotografici, i momenti salienti, i dettagli, i volti e le emozioni della Passione di Cristo”. Ogni partecipante potrà inviare, nel periodo compreso tra il 9 e il 20 di aprile, un massimo 5 fotografie all’indirizzo mail associazioneculturalekoine@gmail.com, corredando ogni immagine con un titolo e un breve testo descrittivo. La partecipazione al concorso è gratuita. “Le foto finaliste – spiegano gli organizzatori – saranno stampate ed esposte in occasione di un apposito evento”. Sul sito dell’arcidiocesi di Agrigento – www.diocesiag.it – è pubblicato il regolamento, con specifiche riguardanti il formato delle fotografie e la cessione dei diritti di utilizzo delle immagini.

Diocesi: Castellaneta, a Mottola la 22ª edizione de “La Passione Vivente”

Thu, 2017-04-06 13:50

Mottola si prepara alla 22ª edizione di un evento unico in Italia, che coniuga spiritualità ed intrattenimento. È “La Passione Vivente, il musical”, che si svolgerà domenica 9 aprile dalle 20.30 nel santuario della Madonna del Carmine. Nel cuore della gravina, tra gli ulivi, le centinaia di figuranti, attori non professionisti, porteranno in scena gli ultimi giorni dalla vita di Gesù. L’organizzazione è dell’associazione “don Tonino per Amore”, in collaborazione con il Comune di Mottola e il patrocinio della diocesi di Castellaneta, il cui vescovo, monsignor Claudio Maniago, anche quest’anno presenzierà l’evento. La rappresentazione è arrivata fino a Gerusalemme e Betlemme, dove nel 2012 è stata riprodotta, grazie al sostegno della Conferenza episcopale pugliese, della Pastorale giovanile nazionale e regionale e del Patriarcato di Gerusalemme. Diverse le novità di quest’anno: i pannelli led che arricchiranno la scenografia, il cambiamento dell’inizio della narrazione scenica, con il video del brano di Fiorella Mannoia “Che sia benedetta” e, durante i quadri degli ultimi momenti di Cristo, una riflessione sul ruolo della donna e sul tema del femminicidio, partendo dalle parole di Papa Francesco “sfruttare le persone è un crimine, sfruttare una donna lo è di più, perché significa distruggere l’armonia“. La manifestazione è partita più di vent’anni fa da un gruppo di ragazzi entusiasti: “Oggi siamo padri e madri ed i nostri figli, così come i ragazzi di tutta la comunità di Mottola, ci aiutano nell’organizzazione e nei preparativi. Non è semplice, perché è un evento che coinvolge centinaia di spettatori da tutta la Puglia ma, pur non essendo professionisti – concludono gli organizzatori – ci mettiamo il cuore con l’obiettivo di contribuire ad evangelizzare”.

Francia: dimissioni mons. Gaschignard per atteggiamenti inappropriati. Vescovi, “accettiamo con fede e con fiducia decisione del Papa”

Thu, 2017-04-06 13:38

I vescovi di Francia accolgono “con fede e con fiducia” la decisione presa da Papa Francesco e ufficializzata oggi dalla Santa Sede delle dimissioni di monsignor Hervé Gaschignard, vescovo di Aire e Dax, e prendono atto della “sua gravità”. E’ quanto scrive monsignor Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale francese, in un comunicato diffuso oggi immediatamente dopo la pubblicazione sul bollettino della Sala stampa vaticana delle dimissioni del vescovo di Aire e Dax accettate dal Papa. “Per diverse settimane, nella diocesi di Dax – spiega mons. Pontier -, persistevano voci sugli atteggiamenti pastorali inappropriati del vescovo. Sono stati portati all’attenzione del cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e del nunzio apostolico. Questa atmosfera aveva reso difficile il governo della diocesi. E’ per questo motivo che venerdì 31 marzo, monsignor Hervé Gaschignard si era preso un periodo di allontanamento e di riposo e, su suggerimento del nunzio apostolico, ha offerto le sue dimissioni al Papa qualche giorno fa. I vescovi vogliono assicurare la loro preghiera a tutti coloro che sono coinvolti da questo evento e soprattutto a coloro che ne sono feriti”. Papa Francesco ha nominato monsignor Bernard Charrier, vescovo emerito di Tulle, amministratore apostolico della diocesi di Aire e Dax. Interpellato da “La Croix”, Vincent Neymon, vice portavoce del Conferenza episcopale francese, ha detto: “È inesatto ad oggi parlare di pedofilia. Non bisogna andare troppo veloce e rispettare la presunzione di innocenza. In ogni caso, il governo della diocesi in queste circostanze non era più possibile perché c’è stata una rottura della fiducia”.

Aborto: Vicariato di Roma su pillola Ru486 nei consultori, “sconcerto e preoccupazione, decisione che lascia sola la donna”

Thu, 2017-04-06 13:30

“Suscita profondo sconcerto e forte preoccupazione la notizia della prossima distribuzione della pillola abortiva Ru486 nei consultori familiari della Regione Lazio e delle motivazioni che si adducono per giustificarla”. Lo afferma il Vicariato di Roma con una nota emessa oggi. “Tale decisione veicola il messaggio dell’aborto facile in un contesto di finta umanizzazione e rappresenta un passo ulteriore nella diffusione di una cultura della chiusura all’accoglienza della vita umana e della deresponsabilizzazione etica”. “La triste realtà è che i consultori sono ormai quasi privi di personale – prosegue la nota – e molti versano in stato di abbandono. Essi sono ben lontani dall’offrire la dichiarata ‘assistenza multidisciplinare’ e faticano ad assolvere al loro compito di sostegno, informazione e presa in carico della donna di fronte a una decisione sempre drammatica. Con questa scelta i consultori verranno ridotti a uffici di mera distribuzione di farmaci abortivi, acuendo nel loro personale le questioni relative all’obiezione di coscienza”. Tutto ciò “nega nei fatti uno degli obiettivi della legge 194/78, quello della tutela sociale della maternità e della pianificazione di strategie di prevenzione che agiscano sulle cause culturali, economiche e psicologiche del ricorso all’aborto. Strategie che proprio nei consultori dovrebbero trovare un luogo elettivo di realizzazione”.

Il Vicariato aggiunge: “Di non minor rilevanza sono i rischi sanitari e la mortalità connessi all’utilizzo della pillola abortiva, notevolmente superiori a quello dell’aborto con procedura chirurgica. La stessa legge 194, nell’art. 8, prevede che l’aborto avvenga in regime di ricovero a tutela della salute della donna. Il ricovero ospedaliero dunque non è un ‘fatto ideologico’, ma è necessario per la sicurezza della donna. Piuttosto, è ideologico spacciare come ‘riorganizzazione della rete sanitaria della Regione Lazio’ l’introduzione della Ru486 nei consultori, distraendo l’attenzione mediatica dalle reali priorità della sanità laziale quali l’assistenza domiciliare che non decolla, i pronto soccorso intasati, le infinite liste di attesa, la mancata presa in carico degli anziani e dei disabili”. L’aborto “rappresenta sempre una sconfitta per tutti, e nella solitudine delle pareti domestiche questa esperienza, che viene propagandata come facile e sicura, diventa ancor più devastante e dolorosa. Chiediamo perciò alle autorità regionali di riconsiderare tale decisione che avrebbe come vero risultato, da una parte, apportare un ulteriore danno alla percezione del valore della vita umana come bene comune e, dall’altra, lasciare una volta di più la donna sola ad affrontare il dramma dell’aborto”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “oggi prendiamo 10 minuti, senza tv, e pensiamo alla nostra storia”

Thu, 2017-04-06 13:25

“Se qualcuno cercasse di descrivere la vita di Abramo, potrebbe dire: ‘Questo è un sognatore’”. Lo ha annotato Papa Francesco nella messa di oggi in Santa Marta. L’omelia si è sviluppata a partire dal brano biblico in cui Abramo crede “contro ogni speranza” alle promesse di Dio. “Messo alla prova, dopo avere avuto il figlio, figlio ragazzo, adolescente, gli viene chiesto di offrirlo in sacrificio”: Abramo “obbedì e andò avanti contro ogni speranza. E questo è nostro padre Abramo, che va avanti”, e vede realizzata la “promessa dell’alleanza, la gioia di vedere che Dio non lo aveva ingannato, che è sempre fedele alla sua alleanza”. Il Pontefice ha spiegato che Abramo ha sempre obbedito, ha creduto alla promessa di un figlio, di essere “padre di una moltitudine di nazioni”. Oggi noi “possiamo dire: io sono una di quelle stelle. Io sono un granello della sabbia”. La Chiesa invita a fermarsi e a guardare le “nostre radici”, “nostro padre” che “ci ha fatto popolo, cielo pieno di stelle, spiagge piene di granelli di sabbia”. Francesco ha aggiunto: “Guardare la storia. Io non sono solo, sono un popolo. La Chiesa è un popolo. Ma un popolo sognato da Dio, un popolo che ha dato un padre sulla Terra che obbedì, e abbiamo un fratello che ha dato la sua vita per noi, per farci popolo. E così possiamo guardare il Padre, ringraziare; guardare Gesù, ringraziare; e guardare Abramo e noi, che siamo parte del cammino”.

L’omelia prosegue con l’invito a fare di oggi “un giorno di memoria”, evidenziando che “in questa grande storia, nella cornice di Dio e Gesù, c’è la piccola storia di ognuno di noi”. “Vi invito a prendere, oggi, cinque minuti, dieci minuti, seduti, senza radio, senza tv; seduti, e pensare – ha aggiunto Bergoglio – alla propria storia: le benedizioni e i guai, tutto. Le grazie e i peccati: tutto. E guardare lì la fedeltà di quel Dio che è rimasto fedele alla sua alleanza, è rimasto fedele alla promessa che aveva fatto ad Abramo, è rimasto fedele alla salvezza che aveva promesso in suo Figlio Gesù. Sono sicuro che in mezzo alle cose forse brutte – perché tutti ne abbiamo, tante cose brutte, nella vita – se oggi facciamo questo, scopriremo la bellezza dell’amore di Dio, la bellezza della sua misericordia, la bellezza della speranza. E sono sicuro che tutti noi saremo pieni di gioia”.

Diocesi: Prato, domani la Via crucis dei giovani con il vescovo Agostinelli nel polo scolastico di via Reggiana

Thu, 2017-04-06 13:20

Lo scorso anno la processione prese il via dal carcere della Dogaia, in un’altra occasione si tenne per le strade del Macrolotto. Quest’anno la Via crucis dei giovani della diocesi di Prato si muoverà negli spazi del polo scolastico di via Reggiana. L’appuntamento è per domani alle 21 davanti all’Istituto Gramsci-Keynes. Da lì i partecipanti cammineranno dietro la croce portata a spalla a turno dai ragazzi. Il percorso prevede di “toccare” altre scuole fino ad arrivare alla chiesa di Sant’Antonio a Reggiana, dove si terrà la conclusione. La Via crucis è promossa dalla Pastorale giovanile diocesana e sarà guidata dal vescovo Franco Agostinelli. Le stazioni invece saranno animate a turno da diverse parrocchie pratesi. Sono invitati a partecipare i gruppi parrocchiali, i movimenti e le associazioni del mondo dei giovani. “Dire Via crucis vuol dire pensare al dolore di Gesù – dice don Alessio Santini, responsabile della Pastorale giovanile di Prato – ma anche alle fatiche dei giovani di oggi. Giovani che fanno fatica a trovare un lavoro, a vedere un futuro, ad affrontare i fallimenti scolastici, familiari, affettivi. Eppure dentro il cuore dei giovani c’è anche la possibilità di futuro, basta saper accendere, risvegliare in loro il desiderio di cose belle, vere, pulite. In questo modo la Via crucis si trasforma in Via lucis”.

Diocesi: Molfetta, sabato 8 aprile l’inaugurazione del nuovo ingresso del Museo diocesano. Visitatori accolti dalla “Deposizione” di Cozzoli

Thu, 2017-04-06 13:02

Da sabato 8 aprile il Museo diocesano di Molfetta avrà un nuovo ingresso. Ne dà notizia la diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi in una nota nella quale informa che “si sono conclusi i lavori di riqualificazione, in via Entica della Chiesa, per accogliere la monumentale ‘Deposizione’ di Giulio Cozzoli, collocata da pochi giorni dopo il suo trasferimento dalla Gipsoteca comunale sita nella Fabbrica di San Domenico”. “Per volontà di monsignor Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, i lavori – prosegue la nota – si sono conclusi nell’imminenza della Settimana Santa, contestualmente all’apertura al pubblico di una mostra con oltre venti opere inedite dello scultore molfettese, del quale ricorrono i 60 anni dalla morte (1957-2017), e fotografie di Cosmo Mario Andriani”. L’inaugurazione si terrà alle 19.30 di sabato 8 aprile, con gli interventi di mons. Cornacchia, del curatore scientifico delle iniziative della struttura museale, Gaetano Mongelli, del direttore del Museo, don Michele Amorosini, e dei rappresentanti delle Imprese coinvolte nei lavori. Lo staff didattico della Scuola popolare di musica “Dvorak”, diretta da Lazzaro Ciccolella, eseguirà alcuni intermezzi musicali. All’esterno, un’installazione video a cura di Dot Studio proietterà i momenti salienti del trasferimento della “Deposizione”, imponente gruppo bronzeo di 20 quintali di peso e 250 centimetri di altezza.

Comece: sul mensile Europeinfos politica estera e difesa, agricoltura, memoria e avvenire dell’Ue

Thu, 2017-04-06 12:16

(Bruxelles) “La necessità di salvaguardare il legame transatlantico non potrà giustificare azioni contrarie ai valori e agli interessi europei, come nel caso dell’invasione dell’Iraq nel 2003” e, inoltre, “l’Ue dovrà evitare un’eccessiva militarizzazione della sua politica di sicurezza”, continuando invece a usare i suoi “strumenti civili, in particolare nel campo economico, la sua strategia di prevenzione, la partecipazione ai meccanismi di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite o dell’Osce”. Secondo Michel Drain (Istituto francese per le relazioni internazionali) sono queste le insidie da evitare nel contesto della Strategia globale e del programma di azione comune in materia di sicurezza e di difesa dell’Ue, che presenta sul numero di aprile di Europeinfos, mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). A Michael Kuhn invece il compito di introdurre la “Consultazione sulla modernizzazione e la semplificazione della politica agricola comune (Pac)” lanciata dalla Commissione europea per avviare il cammino di revisione della Pac, viste le problematiche emergenti, tra cui l’incertezza crescente dei mercati agricoli, la protezione dell’agricoltura nel contesto dei nuovi accordi commerciali, gli obiettivi climatici. Completano il numero del mensile Comece un contributo sulla memoria e l’avvenire dell’Europa, l’esperienza francese dei corridoi umanitari e le riflessioni di un gruppo di stagisti britannici a Bruxelles, post-Brexit (www.europe-infos.eu).

‘Ndrangheta: Di Bella (Trib. minori Reggio Calabria), liberare i figli dei detenuti “dal peso dell’oppressione psicologica”

Thu, 2017-04-06 12:00

I figli dei detenuti “avrebbero bisogno di un riferimento paterno concreto: come si può fare il padre ogni quattro mesi durante il colloquio in un carcere di massima sicurezza? Come si può costruire un rapporto vero solo in modo epistolare?”. È la domanda del presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, che in un’intervista al settimanale “L’Avvenire di Calabria” in uscita domenica nelle edicole calabresi, ricorda che i ragazzi, sin da piccoli, sono “costretti a convivere con lutti, carcerazioni, attività di controllo”. Questo li “educa” ad “uniformarsi a quelle che sono le rigidità dei principi mafiosi. Spesso queste famiglie comprino le esigenze di espressività dei giovani”. E parlando dei “papà–boss” Di Bella dice che sono un po’ più “freddi”, per “usare un eufemismo, però c’è stato uno di loro che ci ha scritto ringraziandoci per aver allontanato suo figlio dalla Calabria. Aggiungendo anche che se avesse avuto lui questa stessa opportunità non si troverebbe in carcere”. Davanti a questo e a qualche critica sul metodo, il magistrato sottolinea che “c’è un obbligo giuridico di intervento. C’è da tutelare il diritto fondamentale a ricevere un’educazione responsabile”. “È terribile: chi nasce a San Luca, Bovalino, Natile di Careri, Africo vive una situazione di prigionia. Vive un contesto che spesso è autoreferenziale: in famiglia tanti hanno precedenti per mafia o sono latitanti o sono stati uccisi. Come uscire allora? A dare legittimazione agli interventi sono le norme, non i risultati. Il nostro obiettivo è quello di creare delle equipe educative antimafia che possano seguire questi ragazzi per liberarsi dal peso dell’oppressione psicologica della ‘ndrangheta. Aggiungo: vorremmo cooptare anche i genitori che sono in carcere per avviare dei percorsi rieducativi sui sentimenti genitoriali”.

Diocesi: Genova, al Museo iniziative per Settimana Santa e Lunedì dopo Pasqua

Thu, 2017-04-06 11:54

In occasione della Settimana Santa e della Pasqua, il Museo diocesano di Genova propone due appuntamenti che fondono la spiritualità e l’arte. Domenica prossima, Domenica delle Palme, i visitatori potranno ammirare i teli della Settimana Aanta provenienti dalla chiesa di S. Nicolò del Boschetto. Si tratta di preziosi teli raffiguranti le scene degli ultimi giorni della vita di Cristo che venivano utilizzati per la realizzazione dei cosiddetti “sepolcri”. I teli “Blu di Genova” fanno parte della Collezione tessile della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona, che li ha collocati in deposito temporaneo presso il Museo diocesano. Il biglietto di ingresso consente la visita guidata del museo, delle torri e della cattedrale di San Lorenzo. Visite più brevi saranno possibili anche Giovedì e Venerdì santo. Il secondo appuntamento si terrà il Lunedì dopo Pasqua quando i visitatori potranno effettuare un percorso ricco di storia, che dal chiostro medievale del Museo diocesano li condurrà sino alla Loggia sulla sommità del Duomo, permettendo di scoprire e ammirare spazi solitamente inaccessibili, come la Tribuna del Doge, da cui il potente signore della città ascoltava la Messa, o la stanza dei seminaristi, dove i futuri preti dell’epoca si rifugiarono durante la II Guerra mondiale. Per info, orari e prenotazioni: biglietteria Museo diocesano, telefono 0102475127 – email info@museodiocesanogenova.it.

Suicidio Maria Rita Logiudice: Di Bella (Trib. minori Reggio Calabria), “ampliare gli orizzonti culturali per affrancarsi dalle orme parentali”

Thu, 2017-04-06 11:32

“Abbiamo aperto una crepa nel monolite della ‘ndrangheta. Sono le donne, le mogli dei boss, che chiedono costantemente aiuto. Questo non può essere sottovalutato”. A parlare è il presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, in un’intervista per il settimanale della diocesi “L’Avvenire di Calabria” in uscita domenica e anticipato dal Sir. “Paradossalmente – dice Di Bella – vengono qui e per loro rappresentiamo ‘l’ultima spiaggia’. A noi fanno confidenze che non possono fare altrove: in tante nutrono il desiderio di andare via coi loro figli, di potersi ricostruire una ‘vita normale’”. Il “mito” della ‘ndrangheta va “demistificato: è solo sofferenza. Andatelo a chiedere a chi è ‘sepolto vivo’ in carcere: è terribile”, commenta sottolineando che oggi “sotto processo ci sono i figli di coloro che ho giudicato venti anni fa. È questa l’eredità mafiosa?”, si domanda. “Quasi tutti i figli di ‘ndrangheta provano un forte senso di angoscia per sé e per i loro familiari. Noi non facciamo né deportazione di figli, né confische di minori, ma crediamo che sia necessario ampliare gli orizzonti culturali per affrancarsi dalle orme parentali”, dice rispondendo a una domanda sul suicidio di Maria Rita Logiudice, figlia di un detenuto di una famiglia mafiosa del luogo. Molte donne di mafia, le cosiddette “vedove bianche”, ossia trentenni e quarantenni, che hanno il marito condannato all’ergastolo, “sono imprigionate nei cliché delle famiglie di ‘ndrangheta”.

Corruzione in sanità: 96,3% Asl ha sistemi raccolta segnalazioni; 79,4% ha adottato patti di integrità

Thu, 2017-04-06 11:19

Il sistema anticorruzione nella sanità italiana “ha fatto notevoli progressi, ma siamo a metà strada”. Lo afferma l’indagine condotta dal Censis sulla percezione dei responsabili della prevenzione della corruzione di 136 strutture sanitarie nell’ambito del progetto Curiamo la corruzione coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, presentato questa mattina a Roma in occasione della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità. La notizia positiva è che il 96,3% delle aziende sanitarie ha già reso disponibili dei sistemi di raccolta delle segnalazioni di corruzione (whistleblowing) e il 44,4% lo ha fatto utilizzando delle piattaforme informatiche. Inoltre, il 79,4% delle strutture ha adottato i Patti di integrità, da sottoscrivere con le aziende che partecipano agli appalti e il 90,4% ha intrapreso percorsi di formazione rivolti al personale sui temi dell’etica e della legalità. Sono proprio la formazione e la sensibilizzazione dei dipendenti ad essere ritenute le misure più efficaci per contrastare la corruzione dal 51,9% dei responsabili della prevenzione, più dell’aumento dei controlli sulle spese (45,0%) e sulle procedure di appalto (37,4%): solo nelle Regioni del Sud i responsabili della prevenzione mettono al primo posto i controlli sulle spese. “Curiamo la corruzione”, si legge nell’indagine, “ha l’obiettivo di aiutare il nostro Servizio sanitario nazionale” a ridurre il livello di corruzione “attraverso una maggiore trasparenza, integrità e responsabilità”. A questo fine sono state realizzate diverse attività di ricerca sul campo e di formazione del personale di aziende sanitarie e ospedaliere, con strumenti innovativi e modelli organizzativi specifici in 4 Asl pilota di Bari, Melegnano e Martesana, Siracusa e Trento. Secondo il rapporto, occorre tuttavia “continuare a investire su ricerca, formazione, dialogo e nuove tecnologie”, migliorare gli strumenti di analisi e la quantità e qualità dei dati disponibili, ridurre le differenze tra regioni “nella lotta alla corruzione e agli sprechi”.

Corruzione in sanità: insieme a sprechi è il 6% delle spese annue del Ssn. Inefficienze costano 13 miliardi

Thu, 2017-04-06 11:08

L’analisi dei piani anticorruzione di tutte le aziende sanitarie italiane condotta da Rissc – Centro ricerche studi e criminalità rivela che il 51,7% delle strutture non ha adottato piani anticorruzione adeguati. Le regioni con la qualità media dei piani più bassa sono Calabria e Puglia. Sulla base dell’analisi dei conti economici effettuata da Ispe Sanità si stima che circa il 6% delle spese correnti annue del Servizio sanitario nazionale siano riconducibili a sprechi e corruzione. Lo rivela l’indagine condotta dal Censis sulla percezione dei responsabili della prevenzione della corruzione di 136 strutture sanitarie nell’ambito del progetto Curiamo la corruzione coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, presentato questa mattina a Roma in occasione della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità. Il rischio di inefficienze, si legge nel rapporto, “è più alto nel caso di acquisto di servizi per le Asl e di acquisto di beni per le Aziende ospedaliere” e l’ammontare di queste potenziali inefficienze “è stimato in circa 13 miliardi di euro”.

Corruzione in sanità: coinvolta una Asl su quattro. Al sud il 37,3% del totale

Thu, 2017-04-06 11:00

Gli interventi normativi e gli strumenti di prevenzione e contrasto introdotti all’interno delle strutture sanitarie del nostro Paese hanno potuto arginare ma non eliminare del tutto la corruzione, che nell’ultimo anno ha coinvolto il 25,7% delle Aziende sanitarie. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dal Censis sulla percezione dei responsabili della prevenzione della corruzione di 136 strutture sanitarie nell’ambito del progetto Curiamo la corruzione coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, finanziato nell’ambito della Siemens Integrity Initiative e presentato oggi a Roma, al Tempio di Adriano, nel corso della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità alla presenza, tra gli altri, del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. La distribuzione del fenomeno non è la stessa su tutto il territorio: la maglia nera va al Sud, dove le strutture in cui risulta almeno un episodio di corruzione sono il 37,3% del totale. Gli ambiti maggiormente a rischio sono quello degli acquisti e delle forniture, le liste d’attesa e le assunzioni del personale. Secondo il rapporto, all’interno del sistema sanitario permangono ancora forti differenze tra regioni e aree territoriali, sia nella qualità che nella quantità degli strumenti attivati. Le strutture sanitarie che hanno partecipato all’indagine sono state classificate in 4 gruppi, secondo un indice che valuta la percezione del rischio di corruzione. Ventiquattro strutture, pari al 17,6%, di cui ben 16 del Nord, si classificano nella fascia di rischio basso. Sono invece 20 le strutture sanitarie, cioè il 14,7%, che presentano una percezione di rischio alto, e tra queste 9 si trovano al Sud.

Consumi: Coldiretti, 2,5 chili di spesa settimanale in meno per le famiglie italiane. Minimo storico da 10 anni

Thu, 2017-04-06 10:41

La spesa settimanale delle famiglie italiane per il cibo si è alleggerita in peso di 2,5 chili raggiungendo il minimo storico da 10 anni, accompagnato però da una crescente attenzione alle caratteristiche qualitative e alla sostenibilità ambientale e sociale. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti “Meno peso, più qualità nel carrello” diffusa in occasione dell’incontro nel castello di San Giorgio di Maccarese, a Fiumicino (Roma) promossa dall’azienda agricola Maccarese, il più grande allevamento d’Italia, associata alla Coldiretti. Nel giro di un decennio il carrello della spesa settimanale – spiega la Coldiretti – è passato da 21,4 chili a 18,9 chili, con un taglio netto delle quantità acquistate. Un fenomeno che è riconducibile in parte anche alla svolta salutistica affermatasi sulle tavole, con l’affermarsi di una nuova cultura del cibo che vede gli italiani mangiare meno ma mangiare meglio. Lo dimostra il progressivo aumento dei consumi di prodotti appartenenti all’ambito Benessere & Salute con un trend positivo di +8,4% sulle vendite in volume e +9% su quelle in valore nell’ultimo anno, secondo un’analisi Coldiretti su dati Nielsen. Ma ad attestarlo sono anche le scelte dei cittadini che nell’acquisto di beni alimentari prediligono i prodotti Made in Italy (74%) e oltre la metà (53%) compra spesso quelli con marchio Dop, Igp, Doc, secondo un’analisi Coldiretti su dati Eurispes 2017. In oltre la metà dei casi (59%) ad essere privilegiati sono i prodotti a km zero e nell’80% quelli di stagione. Tre consumatori su quattro – precisa la Coldiretti – controllano inoltre l’etichettatura e la provenienza degli alimenti e mangiano italiano.

Decreto immigrazione: Trucco (Asgi), “discrimina e limita pesantemente il diritto d’asilo”

Thu, 2017-04-06 10:24

“I migranti non avranno gli stessi diritti degli altri e tutto ciò sarà codificato” con “un approccio insopportabilmente discriminatorio”. In pratica si limita “in maniera netta e precisa il diritto all’asilo. È una ferita molto grossa e pesante”. È preoccupato e intravede un “orizzonte molto buio” allo scopo “di impedire l’arrivo e l’avvio della procedura di richiesta d’asilo” il presidente dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) Lorenzo Trucco, che esprime le sue critiche al Decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione in un’intervista al Sir. “Ci sono tanti modi per costruire muri: con il calcestruzzo o con le norme. Non c’è nulla che va a rafforzare la tutela dei diritti su persone assolutamente deboli”, afferma. “Abbiamo di fronte un orizzonte scuro e pesantissimo. È un cambio epocale. Tutto il sistema di asilo verrà modificato in peggio”. Tra gli aspetti tecnici peggiorativi Trucco elenca le “sanzioni nei confronti di chi si sposta nell’ambito dell’Unione europea per cercare di ottenere asilo in altri Paesi” e la costituzione dei Centri di permanenza e rimpatrio, con i quali “si vuole spazzare via tutta la battaglia che ha portato alla chiusura di molti Cie (Centri di identificazione ed espulsione). In sostanza verrebbero trasformati in centri di detenzione”. “Inutile nascondersi dietro ad un dito: l’ipotesi contenuta nel decreto, decisamente pessimo, è l’allargamento dei centri dove le persone verranno detenute”, sottolinea.
L’altro aspetto “clamoroso” è quello che toglie ai migranti la possibilità di ricorrere in appello quando la richiesta di asilo non viene accolta: “Basti pensare che una multa per divieto di sosta prevede tre gradi di giudizio. Invece in questo decreto, per il richiedente asilo che sta cercando di far valere un diritto fondamentale, ne sono previsti solo due. Viene codificato il fatto che alcune persone, per diversi motivi, non hanno diritto ad un vero e proprio accesso alla giustizia. I ricorsi potranno essere presentati solo in primo grado e poi ci sarà la Corte di Cassazione”. “Tutti i giuristi sono preoccupati – dice – perché quando si smantella un pezzo, cade anche il resto. Spesso la normativa sugli stranieri ha indicato strade pericolose. Il nostro sistema si basa su tre gradi di giudizio per tutti, indipendentemente se straniero o no. In questo caso si tratta di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali”. Sulla possibilità di far lavorare gratis i richiedenti asilo Trucco ribatte: “Viene presentato come un aspetto positivo ma se si usa una forza lavoro senza pagarla si chiama sfruttamento o riduzione in schiavitù”. E conclude: “Purtroppo il decreto dal punto di vista giuridico è quasi inemendabile. Faremo una serie di questioni di costituzionalità perché ci sono aspetti illegittimi. Ma è una strada lunga, complicata. Ci vuole una risposta politica ma il panorama è scuro. L’unica speranza è la presa di coscienza dei cittadini”.

Ecuador: i vescovi chiedono chiarezza sui risultati delle elezioni e invocano l’unità della nazione

Thu, 2017-04-06 10:05

La Conferenza episcopale dell’Ecuador, in seguito alla proclamazione della vittoria elettorale di Lenín Moreno nel ballottaggio di domenica scorsa, alle contestazioni della piazza e alla richiesta del candidato sconfitto Guillermo Lasso di ricontare i voti, prende posizione con un comunicato della Segreteria generale. Quanto sta accadendo, secondo i vescovi, “mette in pericolo l’unità del nostro Paese. La pace è realmente in pericolo!”. Perciò, “di fronte ai controversi risultati espressi attraverso le urne”, la Conferenza episcopale riconosce “il pieno diritto del popolo ecuadoriano a sapere la verità. L’autorità elettorale, supportata dal governo nazionale, ha il dovere di assicurare alla parte politica che si senta danneggiata tutte le facilitazioni per impugnare i risultati e di prendere in esame, senza alcuna esclusione, le istanze legalmente previste per far valere le proprie ragioni”. Da qui la richiesta di una completa trasparenza. I vescovi sottolineano poi che “mai la violenza, tanto della maggioranza che dell’opposizione, può essere la strada per raggiungere la pace, lo sviluppo e la democrazia, nel contesto di un autentico bene comune, che non può essere prerogativa e responsabilità di un solo partito, ma di tutta la società ecuadoriana nell’articolazione delle sue organizzazioni”. È quindi fondamentale, conclude la nota, “avviare subito un dialogo che permetta il chiarimento della verità, potendo così tornare in seguito alla calma e alla tranquillità nelle strade delle nostre città”.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco su “inaccettabile strage in Siria”, anniversario terremoto a L’Aquila, Parlamento Ue su Brexit

Wed, 2017-04-05 19:30

Papa Francesco: “inaccettabile strage in Siria”. Appello “affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo alla popolazione stremata dalla guerra”

Un appello per fermare la tragedia che si sta consumando in Siria. A rivolgerlo è stato oggi il Papa, al termine dell’udienza generale del mercoledì. “Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria”, ha affermato il Pontefice, esprimendo la sua “ferma deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta ieri nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini”. “Prego per le vittime e i loro familiari e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale – l’appello di Francesco – affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra. Incoraggio, altresì, gli sforzi di chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione”. (clicca qui)

Siria: attacco chimico a Idlib. Card. Zenari (nunzio), “è ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire”

“Non si hanno parole davanti a fatti così deplorevoli. È ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire”. Così il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, condanna l’attacco chimico contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli, che ha provocato, secondo il bilancio aggiornato, almeno 72 morti, di cui 20 bambini, e centinaia i feriti. “Non è la prima volta che la gente viene colpita da gas tossici”, rimarca il cardinale in un’intervista al Sir. (clicca qui)

Terremoto a L’Aquila: mons. Petrocchi, città “esce rafforzata dalla prova” ma occorre “mantenere viva la speranza”

“L’Aquila esce rafforzata dalla prova” ma occorre “mantenere viva, nella popolazione, la fiamma di una ‘fondata speranza’”. Lo afferma l’arcivescovo, mons. Giuseppe Petrocchi, in un messaggio in occasione dell’ottavo anniversario del terremoto (6 aprile 2009), ricevuto questa mattina dal Sir. Il sisma causò 309 vittime. Dalla “cattedra della croce”, sostiene il presule, L’Aquila “può offrire lezioni di coraggio e di fattiva prossimità a coloro che sono stati visitati dalle stesse ustionanti calamità”. (clicca qui)

Attentato San Pietroburgo: i sacerdoti ortodossi fanno visita ai feriti negli ospedali. Al “Marsovo polie” manifestazione per le vittime

Restano negli ospedali di San Pietroburgo ancora una quarantina di feriti. I sacerdoti ortodossi che lavorano nei 4 ospedali in cui sono stati ricoverati i feriti hanno già fatto loro visita. “Le persone sono in stato di shock, quindi stiamo solo accanto a loro. Quando sarà possibile il dialogo, cercheremo di capire di chi e di che cosa hanno bisogno”, racconta uno dei sacerdoti attraverso il sito della metropolia. Stasera alle 20 al Campo di Marte (Marsovo polie) ci sarà una manifestazione per le vittime. (clicca qui)

Brexit: Parlamento Ue vota risoluzione sui negoziati. “Prima i cittadini”. Sostenere processo di pace in Irlanda

Quasi tre quarti del Parlamento europeo vota a favore della risoluzione comune per l’avvio dei negoziati sul Brexit secondo il principio “prima i cittadini”. Dopo il dibattito svoltosi in mattinata nell’emiciclo di Strasburgo, gli eurodeputati hanno approvato con 516 voti a favore, 133 contrari e 50 astensioni, il testo proposto da Ppe, Socialisti e democratici, Liberali, Verdi e Sinistra unitaria. La risoluzione (anticipata dal Sir) stabilisce i principi e le condizioni per l’approvazione dell’accordo di uscita del Regno Unito. I deputati sottolineano la necessità di “garantire un trattamento equo e paritario ai cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e ai cittadini britannici che vivono nell’Ue”. Il testo ricorda che occorre “mantenere l’impegno sul processo di pace in Irlanda del Nord”, evitando il ripristino di controlli rigorosi alla frontiera tra le due Irlanda. (clicca qui)

Tratta: Ramonda (Apg23), “grazie, Papa Francesco, per parole di incoraggiamento e per invito a partecipare a Via Crucis delle donne crocifisse”

“Siamo grati al Santo Padre per le sue parole di incoraggiamento e l’invito a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse. La sua attenzione per questa piaga sociale ci incoraggia a proseguire con maggiore impegno la liberazione delle ragazze”. È il commento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), all’invito che oggi Papa Francesco, durante l’udienza generale, ha rivolto ai romani “a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella”, esortando, al tempo stesso “a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione”. (clicca qui)

Palermo: mons. Lorefice (arcivescovo) su predicazioni don Alessandro Minutella, “nessuno è un condannato, nessuno è un escluso”

“Grazie Signore, perché ci permetti di non spegnere lo Spirito. Nessuno di noi è qui per un altro motivo, ma per testimoniare che lo Spirito è all’opera nella Chiesa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, al termine dell’adorazione eucaristica per l’unità della Chiesa, celebrata ieri sera in cattedrale dopo le predicazioni di don Alessandro Minutella, che ha espresso posizioni di dissenso nei confronti della gerarchia ecclesiastica. “Nessuno è un condannato, nessuno è un escluso. Ciascuno è un cristiano perché è un amato, è un perdonato”, ha concluso mons. Lorefice (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 6 aprile. Guerra in Siria, Dat, cooperazione internazionale

Wed, 2017-04-05 19:29

È ancora il dramma della guerra in Siria il tema di apertura di Avvenire. La strage dei bambini di Idlib, assassinati con il gas e definita “inaccettabile” dal Papa all’udienza, è stata al centro della discussione all’Onu ma sulla condanna al regime di Assad la Russia ha posto il veto, bloccando la risoluzione.
In evidenza anche la discussione alla Camera della legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento che procede a tappe forzate. Sono stati bocciati infatti quasi tutti gli emendamenti, mentre alimentazione e idratazione sono stati definiti trattamenti sanitari e, perciò, interrompibili.
Ancora, un’inchiesta sui soldi che le ong destinano alla cooperazione internazionale e con i conti che tornano a dispetto delle accuse di spreco che circolano sui media e sul web.
Infine l’editoriale, a firma di Francesco Seghezzi e Michele Tiraboschi evidenzia l’abuso dei tironici che caratterizza il nostro mercato del lavoro, complice anche il programma di Garanzia Giovani.

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