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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 51 min ago

Diocesi: mons. Debernardi (amministratore apostolico Pinerolo) al nuovo vescovo, “potrai contare su tanto entusiasmo”. Qui “una Chiesa che si presenta come famiglia”

Thu, 2017-07-13 16:24

“Venendo a Pinerolo potrai contare su tanto entusiasmo da parte di laici, presbiteri, diaconi, religiosi e religiose. Vogliono essere con te costruttori di una Chiesa che si presenta come famiglia, che sente l’ardore della missione e il calore della fraternità autentica”. Così mons. Pier Giorgio Debernardi, da venerdì scorso amministratore apostolico di Pinerolo, si rivolge a mons.Derio Olivero, suo successore sulla cattedra di san Donato, in un messaggio pubblicato dal settimanale diocesano fossanese “La Fedeltà”. “La diocesi di Pinerolo – scrive – ti attende e sarà la tua nuova famiglia”. “Conosciamo già tante realtà belle su di te”. “Vogliamo esserti vicini con grande senso di corresponsabilità e soprattutto con molto affetto”, assicura Debernardi. “Troverai una Chiesa bella – aggiunge – che ha come stile di vita il dialogo e l’incontro, che apre le sue porte perché nessuno si senta escluso”. Venerdì scorso, in occasione dell’annuncio della nomina del suo successore, mons. Debernardi aveva affermato che “la diocesi di Pinerolo è bella, segnata da cammini di santità, con la presenza di tanti laici, presbiteri e religiosi che testimoniano nella vita quotidiana la gioia di seguire il vangelo”. “C’è una ricca fioritura di associazioni e movimenti laicali – aveva aggiunto – c’è un forte desiderio di essere Chiesa che va verso le periferie, che si prende cura dei poveri; che accoglie e offre a tutti la medicina della misericordia”. “Certo non mancano le difficoltà – aveva riconosciuto – però sono vive e operanti tante energie di impegno apostolico”.

Incendi: Ue risponde all’appello lanciato dall’Italia inviando tre aerei francesi specializzati in missioni di questo tipo

Thu, 2017-07-13 16:07

“Tre aerei francesi specializzati in missioni antincendio sono partiti per aiutare le autorità italiane a riportare sotto controllo la situazione”: è la reazione immediata dell’Unione europea all’appello lanciato dall’Italia al Meccanismo di protezione civile dell’Ue di fronte all’emergenza incendi che attanaglia il Sud del nostro Paese. I tre aerei fanno parte dei mezzi a disposizione della Risposta europea alle emergenze, precisa una nota diffusa da Bruxelles e possono essere chiamati a sostegno delle flotte nazionali quando i mezzi a disposizione dei singoli Paesi non sono sufficienti a fronteggiare la situazione. Sono “finanziati fino all’85% dei loro costi dall’Ue”. Il commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, ha dichiarato: “Il Meccanismo di protezione civile è un esempio forte di solidarietà in azione e di come l’Europa può proteggere meglio i suoi cittadini unendo risorse provenienti da diversi Paesi”. Il commissario ha ringraziato la Francia per quest’aiuto immediato e ha assicurato l’Italia che “l’Europa è pronta a dare ulteriore assistenza se e quando richiesto”. Oltre agli aerei, l’Ue ha reso disponibile anche un esperto per sostenere il coordinamento dell’emergenza sul posto ed è “pronta a fornire mappe satellitari Copernicus”. Esiste anche un Sistema d’informazione europeo per gli incendi boschivi che ieri ha registrato 24 incendi attivi in Italia e uno stato d’allerta molto alto; in peggioramento in Sardegna.

Sport per tutti: Csi, al via a Montecatini Terme gli “Open” d’Italia per 950 atleti di 16 regioni, tra cui 5 disabili

Thu, 2017-07-13 16:06

Sono arrivate ieri a Montecatini Terme le prime delegazioni di atleti che partecipano in questo fine settimana agli “Open”, le finali dei campionati nazionali degli sport di squadra riservati alle categorie open e top junior. La cittadina toscana ospita infatti fino al 16 luglio il ricco finale di stagione del più grande ente di promozione italiano nel corso del quale saranno assegnati gli scudetti di ben 10 campionati nazionali, tra cui quello del calcio, a 5 disabili. Negli altri sport di squadra anche la pallavolo mista. In totale saranno 950 atleti – 673 uomini e 277 donne – per 69 squadre rappresentative di 16 regioni (Lombardia, Piemonte, Sicilia, Calabria, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Veneto, Campania, Umbria, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Marche, Lazio, e Toscana), e 44 comitati provinciali. Sono 4 le formazioni detentrici in campo. “Amicizia, spirito di squadra, emozioni, festa, e preghiera sono i veri valori della vita e del Csi. Prima degli scudetti vogliamo regalare ai giovani e agli adulti, un’incredibile esperienza umana, per essere sempre e comunque campioni nella vita”, dice nel suo saluto il presidente nazionale Vittorio Bosio. L’attività sportiva dei campionati nazionali del Csi è sempre accogliente ed inclusiva e si svolge su diversi livelli: locale, regionale e nazionale. Sono oltre 600mila gli atleti che danno vita in tutta la penisola all’attività sportiva dei Campionati, per diventare, attraverso un sistema di qualificazioni, nell’attività regionale poco più di settantamila e, poi, mediamente, un migliaio alle finali nazionali. Domenica 16 luglio il consulente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini, celebrerà la Messa.

Yemen: Al-Mekhlafi (ministro Esteri), “don Tom Uzhunnalil è ancora vivo”

Thu, 2017-07-13 15:56

Durante un incontro ufficiale in India, il vice primo ministro e ministro degli Esteri dello Yemen, Abdulmalik Abduljalil Al-Mekhlafi, ha dichiarato che secondo le informazioni a lui disponibili don Tom Uzhunnalil, il sacerdote salesiano indiano rapito in Yemen il 4 marzo 2016 “è ancora vivo” e ha assicurato che il governo yemenita sta facendo “tutto il possibile per garantirne il rilascio”. Lo riferisce l’agenzia salesiana Ans. Al-Mekhlafi, che termina oggi, 13 luglio, la sua visita ufficiale di 4 giorni in India, ha incontrato martedì 11 la sua controparte indiana, la Ministro degli Esteri Sushma Swaraj, la quale, durante i prolungati colloqui, gli ha manifestato la preoccupazione del suo governo per la sicurezza e il benessere di don Uzhunnalil e ha confermato la disponibilità della diplomazia indiana ad assistere le autorità yemenite per garantire la liberazione “in tutta sicurezza e in breve tempo” del religioso salesiano. La Congregazione Salesiana, annota l’Ans, che continua a seguire con attenzione la vicenda di don Uzhunnalil, rinnova l’invito a pregare per lui, la sua famiglia e la sua liberazione.

America Latina: Celam, concluso il convegno per un nuovo paradigma tra Stato, società e mercato sulla scia del magistero di Papa Francesco

Thu, 2017-07-13 15:50

Si è concluso ieri, mercoledì 12 luglio, a Bogotá, presso la Pontificia Università Javeriana, la due giorni di “Dialogo latinoamericano” sul tema “Tutto è connesso. Strategia di un reincontro della società con lo Stato e il mercato, in vista di uno sviluppo umano integrale per l’America Latina”. Al convegno, promosso dal Celam, hanno preso parte vari esperti sia del continente americano che di quello europeo (dall’Italia erano presenti il filosofo Antonio Maria Baggio e l’economista Stefano Zamagni). Francesco Vincenti, negli anni Novanta funzionario di alto livello delle Nazioni Unite (che proprio nei dialoghi con le Farc nel Caguan aveva nella sua équipe l’attuale presidente colombiano Santos), da sette anni dirige la Fondazione Millennia: “L’obiettivo del ‘Dialogo latinoamericano’ – spiega al Sir – è di rigenerare l’economia attraverso un nuovo paradigma tripartito tra Stato, mercato e società. Ci ispira l’enciclica Laudato si’, che vogliamo trasformare in un percorso concreto di cambiamento attraverso l’impegno per i laici, coinvolgendo attivamente imprenditori, movimenti sociali e mondo accademico come l’Università Javeriana, raccogliendo così l’invito di Papa Francesco”. In quest’ottica, importante è stata la lectio magistralis finale di Jeffrey Sachs, professore della Columbia University (Usa). Sachs ha osservato come “l’aumento delle disuguaglianze sociali, un ecosistema sempre più degradato e una governance mondiale in crisi, rispecchiano il senso di insicurezza, la crisi giovanile, l’illegittimità della leadership di molti Paesi”. Con l’enciclica Laudato si’, Papa Francesco ispira un piano di cambiamento per il mondo, fondato sulla speranza e sulla giustizia, “offre un messaggio per tutti, non solo per la Chiesa, difende la dignità umana”, conclude Sachs.

Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani e partecipante al “Dialogo latinoamericano”, commenta al Sir : “Papa Francesco, con i suoi vari inviti ai presidenti Rafael Correa ed Evo Morales in Vaticano, indica di porre attenzione sull’alternativa di un’eeconomia solidale che si è tentato di costruire in Ecuador e Bolivia a partire dall’adozione delle nuove costituzioni del 2008, ispirate al Buen vivir e alla difesa costituzionale della Pachamama, la madre terra in lingue quechua, una difesa che si traduce in politiche pubbliche includenti e redistributive”. Vincenti alla conclusione dei lavori ha letto un messaggio scritto dal cardinale Peter Appiah Turkson, prefetto del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale: “Ci rallegra che questo ‘Dialogo latinoamericano’ – ha scritto il prefetto – sia parte dell’ispirazione del magistero sociale di Papa Francesco”.

Corruzione: mons. Galantino, “avvelena e distrugge l’idea che valga la pena spendersi per il bene comune”

Thu, 2017-07-13 15:40

“La corruzione dell’intelligenza, della volontà e del cuore, a differenza della corruzione che passa attraverso le mazzette, abita luoghi e si serve di persone insospettabili”. Lo ha denunciato, oggi pomeriggio, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo a Roma, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, alla tavola rotonda “Da mani pulite a Cantone. Il valore delle regole”. “Corrompe l’intelligenza chi fa cattiva o tendenziosa informazione; chi cerca di indottrinare piuttosto che fornire strumenti critici per stare in maniera consapevole nell’areopago contemporaneo”, ha chiarito il presule, che ha aggiunto: “Corrompe la volontà chi cerca di convincere che si possono raggiungere obiettivi alti e significativi senza investire energie, tempo e relazioni belle; chi cerca di dare ‘per favore’ ciò che spetta ‘per diritto’; chi cerca di convincere che non ci sono doveri oltre ai diritti”. Ancora, “corrompe il cuore chi non aiuta a distinguere tra amore vero e possesso rozzo dell’altro o dell’altra, arrivando addirittura a pronunziare vere e proprie bestemmie, come: ‘ho ucciso per amore!'”. Infine, “corrompe intelligenza, volontà e cuore chi vuole convincere che il web sia una piazza virtuale nella quale non valgono le regole della verità e del rispetto”.
“Insieme – ha osservato il segretario generale della Cei – queste vere e proprie opere di corruzione avvelenano e distruggono l’idea che valga la pena di spendersi per il bene comune, anzi spingono a dubitare che ci sia un bene comune da promuovere e tutelare. E che questo sarà davvero ‘comune’ solo quando avremo occhi sufficientemente aperti per riuscire a vedere le necessità di tutti, soprattutto dei più deboli e bisognosi, e mani disposte a sporcarsi”. “Sì, perché spendersi per ridurre il tasso di corruzione difficilmente procura consensi. Anzi!”, ha concluso mons. Galantino.

Libertà religiosa: Acs membro dell’”Osservatorio istituito dal ministero degli Esteri

Thu, 2017-07-13 15:10

“La tutela e la promozione della libertà di religione costituiscono una delle priorità della politica estera italiana”. Con queste parole stamattina il ministro per gli Affari esteri (Mae) Angelino Alfano ha presentato il nuovo Osservatorio del Mae sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa del quale fa parte, come uno dei suoi 5 membri, anche Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), nella persona del suo direttore Alessandro Monteduro. L’Osservatorio, oggi istituito, lavorerà in coordinamento con la rete diplomatica italiana all’estero e avrà il compito di avviare processi di studio, analisi e monitoraggio delle condizioni delle minoranze religiose in tutto il mondo al fine di rafforzarne la tutela. “Acs – ha affermato Monteduro – prenderà parte all’Osservatorio portando in dote 70 anni di storia in difesa dei perseguitati e l’expertise derivata dalla realizzazione di uno dei pochissimi studi che documentano le violazioni subite da tutte minoranze religiose: il Rapporto Acs sulla Libertà religiosa nel mondo”. La Fondazione pontificia contribuirà inoltre con la propria presenza in loco, attraverso i project partners degli oltre 6000 interventi realizzati ogni anno in 150 Paesi. “La tutela delle minoranze religiose – continua il direttore Acs-Italia – non può prescindere dal rafforzamento di queste comunità laddove esse sono perseguitate. E oggi in tal senso parliamo soprattutto del Medio Oriente, dove Acs è tra le principali realtà impegnate con oltre 18 milioni donati in Siria dal 2011 e 30 in Iraq dal 2014”.

Diritti umani: Alfano lancia l’Osservatorio sulla libertà religiosa

Thu, 2017-07-13 15:08

(DIRE-SIR) – Si chiamerà “Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa” il gruppo di monitoraggio la cui istituzione è stata annunciata oggi dal ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, nell’ambito della conferenza “La tutela delle comunità religiose. Investire sui giovani quali protagonisti di una nuova stagione di incontro, dialogo e convivenza pacifica tra i popoli”, organizzata oggi alla Farnesina. L’incontro è stato promosso dal Maeci insieme all’Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale presieduto da Giampiero Massolo, già capo del Dis e presidente del cda di Fincantieri. Tra gli interventi, quello di Elisabetta Belloni, segretario generale del Maeci, e di mons. Paul Gallagher, segretario per i rapporti con gli stati della Santa Sede. “L’incontro di oggi – ha detto Alfano – vuole sottolineare la centralità della libertà di religione anche come elemento della politica estera italiana nell’ambito di un più ampio quadro di centralità dei diritti umani come elemento di continuità della politica estera italiana in questi decenni. Vi è un altro motivo per cui l’incontro di oggi non è uno dei tanti che si organizzano per riflettere e parlare. Oggi noi annunciamo l’istituzione dell’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa. L’osservatoro sarà presieduto da Salvatore Martinez”.
Il ministro ha aggiunto che gli altri membri saranno Alessandro Monteduro e Riccardo Redaelli, il ministro plenipotenziario Fabrizio Petri e il consigliere Massimo Santoro. In particolare, ha detto Alfano, “la presenza di Petri, funzionario diplomatico che presiede il comitato interministeriale sui diritti umani, determina un collegamento tra osservatorio e comitato stesso a conferma del fatto che la libertà religiosa è e deve essere considerata un diritto umano fondamentale. L’istituzione dell’Osservatorio risponde anche a un’istanza espressa da varie forze politiche in parlamento – ha proseguito il ministro -. Quest’osservatorio ci deve segnalare i casi più significativi e avvertire delle situazioni più critiche. A questo nuovo organismo che si riunirà oggi per la prima volta chiediamo anche di formulare proposte che la diplomazia potrà valutare e realizzare sotto la guida politica della Farnesina”.

(www.dire.it)

Migranti: Kurz (ministro Esteri austriaco), “sull’accoglienza occorre cambiare sistema”. “La rotta del Mediterraneo va chiusa”

Thu, 2017-07-13 14:44

“Sul fronte dell’accoglienza degli immigrati occorre cambiare sistema. La situazione non può restare così com’è. L’Austria è pronta a difendere le proprie frontiere, se questo si dovesse rendere necessario. Ma prima di tutto è l’Europa che deve difendere le proprie frontiere esterne”. Lo ha detto il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, che quest’oggi ha incontrato a Bolzano il presidente della Provincia Arno Kompatscher. “Assistiamo quotidianamente ad una crescita degli sbarchi, dei salvataggi e anche del numero dei morti in mare”, ha sottolineato Kurz. “L’Italia, la Grecia e gli altri Stati dove approdano i richiedenti asilo non possono essere lasciati soli. L’Unione europea deve cambiare sistema e lo deve fare insieme all’Italia”. Kurz auspica che quanto prima l’Ue prenda delle decisioni concrete per fermare l’immigrazione clandestina e chiede un maggiore controllo lungo i confini esterni della stessa Unione. “Fintanto che i migranti salpati sui barconi dalla Libia vengono salvati in mare e in una decina di ore arrivano sulle coste italiane, la gente è invogliata a partire e il flusso non smetterà. Così come non smetterà l’immigrazione clandestina. I migranti devono essere fermati alle frontiere esterne e gli Stati africani devono essere incentivati a riprenderli”. “Ci sono Stati africani – ha aggiunto – che prendono grandi contributi dall’Unione europea e non vogliono accettare i migranti. Questa è una situazione che deve essere modificata radicalmente”. Kurz ha sottolineato che si tratta di “una questione di volontà politica che coinvolge tutta l’Unione europea. L’Italia va aiutata e la rotta del Mediterraneo va chiusa, così come è già avvenuto per quella balcanica. È una cosa che si può fare: lo stanno già facendo l’Australia, la Spagna e gli Stati Uniti”. Per quanto concerne i salvataggi in mare, Kurz ha affermato che “quanti vengono tratti in salvo a poche decine di chilometri dalle coste libiche non devono essere portati in Italia, ma devono essere riaccompagnati nei Paesi da cui sono salpati”.

Per Arno Kompatscher, “occorre pensare a come dare una risposta al fenomeno migratorio là dove ha origine e non concentrarsi solo su salvataggi e accoglienza, che del fenomeno migratorio rappresentano i sintomi”. Il presidente della Provincia di Bolzano ha ribadito che la situazione al Brennero al momento è tranquilla, ma esiste una reale preoccupazione, in ragione anche della crescita costante del numero di sbarchi in queste ultime settimane.

Dati Istat povertà: Alleanza, “non arretra per famiglie e individui. Necessario far avanzare il Rei rendendo universale l’intervento”

Thu, 2017-07-13 14:27

“Se l’incidenza della povertà assoluta rimane stabile, cresce la necessità di risposte immediate ed efficaci. Non esiste altra strada percorribile: occorre avanzare verso l’universalismo degli interventi di contrasto alla povertà”. Così l’Alleanza contro la povertà commenta i dati sulla povertà in Italia diffusi oggi dall’Istat. “La stabilità rispetto ad anni di difficoltà – si legge in una nota della rete di organizzazioni – non è una buona notizia e in un decennio siamo indietreggiati: raffrontando i dati sulla povertà assoluta relativi al 2016 con quelli del 2007, vediamo che oggi riguarda 4 milioni e 742mila individui rispetto a 1 milione e 800mila individui del 2007. Di fatto chi si trova in condizione di povertà non beneficia ancora della lieve ripresa economica che attraversa il Paese”. Con la recente approvazione del decreto attuativo della legge delega di contrasto alla povertà si è compiuto il primo atto concreto nella costruzione di una strategia nazionale di contrasto alla povertà. “I dati Istat evidenziano, però, che siamo ancora in mezzo al guado e che a farne le spese sono soprattutto famiglie numerose e minori”. Per l’Alleanza contro la povertà “permane la necessità che, nella nota di aggiornamento del Def e sin dalla prossima legge bilancio, venga introdotto un Piano pluriennale che permetta di andare verso l’universalità anche per chi non si trova in una famiglia con figli: tutti coloro che si trovano in povertà assoluta devono trovare risposte adeguate, ovvero un contributo economico sufficiente a raggiungere uno standard di vita dignitoso e servizi di welfare locale capaci di offrire la concreta possibilità di modificare il proprio percorso di vita”.

Usa: “La Civiltà Cattolica”, fondamentalismo evangelicale e cattolici integralisti uniti in una sorta di “ecumenismo dell’odio”

Thu, 2017-07-13 14:22

Il direttore de “La Civiltà Cattolica”, padre Antonio Spadaro, e il direttore dell’edizione argentina de “L’Osservatore Romano”, il pastore protestante Marcelo Figueroa, insieme scrivono un articolo che mette in guardia da un “sorprendente ecumenismo tra fondamentalisti evangelicali e cattolici integralisti, accomunati dalla medesima volontà di un’influenza religiosa diretta sulla dimensione politica” al tempo della presidenza Trump. Questa la tesi centrale dell’articolo d’apertura del quaderno 4010 de “La Civiltà Cattolica”, in uscita sabato 15 luglio e anticipato da oggi online sul sito della rivista. “Specialmente in alcuni governi degli Stati Uniti degli ultimi decenni – l’analisi dei due direttori – si è notato il ruolo sempre più incisivo della religione nei processi elettorali e nelle decisioni di governo” e sempre più “questa compenetrazione tra politica, morale e religione ha assunto un linguaggio manicheo che suddivide la realtà tra il Bene assoluto e il Male assoluto”. L’uso letteralistico della Sacra Scrittura offre una visione del mondo in cui tutti i potenziali nemici – un tempo gli spiriti modernisti, oggi i migranti e i musulmani – vengono stigmatizzati e “demonizzati”. Tutto ciò, secondo i due autori, “rischia di ridurre la comunità dei credenti, di fede (faith), a una comunità dei combattenti, della battaglia (fight)”. Il collante principale di questo strano ecumenismo sembra essere una visione xenofoba e islamofoba, e una lotta sul terreno di temi e questioni considerate legate ad alcuni valori tradizionali usati strumentalmente. Un “ecumenismo dell’odio” distantissimo dall’ecumenismo incoraggiato da papa Francesco, dunque. Da qui si può comprendere meglio, chiosano gli autori, “il significato storico dell’impegno del Pontefice contro i ‘muri’ e contro ogni forma di ‘guerra di religione'”, e quello contro ogni forma di strumentalizzazione vicendevole tra potere politico e religioso.

Dati Istat povertà: Banco alimentare, servono “politiche di contrasto forti, sociali e del lavoro” e alleanza “tra attori pubblici e privati”

Thu, 2017-07-13 14:10

“Purtroppo anche quest’anno i dati Istat dimostrano che non si è riusciti a fare nulla per far diminuire il numero dei poveri in Italia, che continuano ad essere troppi, soprattutto tra i minori. Si tratta di persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita minimamente accettabile e legato ad un’alimentazione adeguata, una situazione abitativa decente e ad altre spese basilari come quelle per la salute”. È il commento di Marco Lucchini, segretario generale Fondazione Banco alimentare onlus, al report “La povertà in Italia” diffuso oggi dall’Istituto di statistica che stima siano un milione e 619mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742mila individui. Per Lucchini, è necessario “accelerare i tempi d’attuazione delle misure decise dal Governo perché il contributo di Banco alimentare con oltre 80 mila tonnellate di cibo distribuite e il lavoro giornaliero delle 8 mila strutture caritative con noi convenzionate è riuscito ad arginare la crescita del fenomeno, ma solo una collaborazione concreta e politiche di contrasto forti, sociali e del lavoro, in un’alleanza fattiva tra attori pubblici e privati, potrà far diminuire il numero di indigenti permettendo a queste persone di avere una speranza per ricominciare”.

 

Delitto di Parma: mons. Solmi, “un gesto enorme che lascia basiti e che interroga tutti”

Thu, 2017-07-13 13:59

“Parma è ancora teatro di cose terribili che non avremmo mai voluto sentire. Un figlio, un fratello che uccide madre e sorellina e il fratellino che ancora non conosce, perché la mamma era in dolce attesa (così secondo quanto riportato). Un gesto enorme che lascia basiti e che interroga tutti. Porta alla pietà per queste povere vittime, uccise da chi aveva legami di amore, in una perversione di sentimenti che neanche possiamo immaginare. E così pure il colpevole che si strozza la vita in una forma tragica e assurda”. Lo scrive il vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, in un editoriale pubblicato sul numero in uscita del settimanale diocesano “Vita Nuova” e anticipato dal Sir. “Il male è vinto, ma ancora reagisce e uccide come un esercito braccato che cerca disperatamente la salvezza. Ne siamo certi! Ma è vero che tanto bene è nelle nostre mani per creare un clima che delimiti sempre più quelle forme infette di male che – prosegue -, lasciate a loro stesse, diventano epidemiche. La via maestra è ancora la convinzione che tocca il cuore e conferma che il bene è l’unica soluzione vincente per la persona e l’umanità intera”.

Card. Stepinac: Commissione mista cattolico-ortodossa, “ancora divergenti” le “interpretazioni” sulla sua figura

Thu, 2017-07-13 13:57

“Le prevalenti interpretazioni date rispettivamente dai croati cattolici e dai serbi ortodossi restano ancora divergenti”. A stabilirlo è la Commissione mista di esperti croati cattolici e serbi ortodossi per una rilettura in comune della figura del card. Alojzije Stepinac, arcivescovo di Zagabria, riunitasi nei giorni scorsi in Vaticano per la sesta e ultima riunione, sotto la presidenza di padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze storiche. “I presenti – si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – hanno riconosciuto la magnanimità di Papa Francesco che ha benevolmente accolto la richiesta del patriarca della Chiesa ortodossa serba, Irinej, e ha deciso la costituzione della Commissione. Tutti i membri sono grati per il clima cordiale, in cui, con piena libertà di parola, hanno potuto adempiere al mandato affidato alla Commissione, ossia procedere ad una rilettura in comune della vita del card. Stepinac. Sono stati consapevoli, fin dall’inizio dei lavori, che il processo di canonizzazione del card. Stepinac è di esclusiva competenza del Papa. Riconoscono pure che ogni Chiesa ha i propri criteri per procedere alla canonizzazione”.
I membri della Commissione hanno anche riconosciuto che il loro lavoro “ha permesso una migliore conoscenza della storia degli anni tra la Prima guerra mondiale e il 1960, anno della morte del card. Stepinac. Si è pure potuto illustrare la vita e il ministero di un importante pastore cattolico, in un periodo particolarmente travagliato della storia”. ” Si è giunti alla conclusione – prosegue il comunicato – che vari eventi, interventi, scritti, silenzi e prese di posizioni sono tuttora oggetto di interpretazioni varie. Nel caso del card. Stepinac, le prevalenti interpretazioni date rispettivamente dai croati cattolici e dai serbi ortodossi restano ancora divergenti.  Lo studio della vita del card. Stepinac ha insegnato che nella storia tutte le Chiese hanno crudelmente sofferto diverse persecuzioni e hanno i loro martiri e confessori della fede. A tale riguardo, i membri della Commissione hanno convenuto sulla eventualità di una futura collaborazione, in vista di un’opera comune, per condividere la memoria dei martiri e dei confessori delle due Chiese”.

 

Diocesi: mons. Renna (Cerignola-Ascoli Satriano) sulle polemiche per il centro immigrati, “insultati perché cerchiamo di mettere in pratica il Vangelo? Ben venga”

Thu, 2017-07-13 13:50

“Coraggio, cari cerignolani, siate degni della vostra tradizione di popolo di lavoratori, di popolo che ama e difende i diritti, di gente che sa la durezza dell’emigrazione, che ama il Vangelo di quel Bambino che la Madonna di Ripalta annuncia e incarna”. Così il vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, monsignor Luigi Renna, placa le polemiche sorte dopo la decisione del Consiglio Comunale di Cerignola (Fg) di costruire un centro di integrazione per 300 immigrati su un terreno di proprietà della diocesi. Il centro, che sorgerà grazie anche ad un intervento straordinario della Cei, sarà intitolato a santa Giuseppina Bakhita e avrà al suo interno anche un piccolo ambulatorio. “La notizia – prosegue mons. Renna – non può che riempire di gioia non solo me e i tanti che hanno voluto questo progetto, che hanno donato le loro energie e dato il loro contributo, ma, soprattutto, le persone che abitano quella zona, lavorano, vivono nella precarietà igienica e purtroppo vengono sfruttate”. Come detto, in Consiglio Comunale si sono sollevati dubbi sul centro: “Se a Cerignola dobbiamo essere insultati perché cerchiamo di mettere in pratica il Vangelo, ben venga”, afferma Renna. “Quando vedrete il centro ‘santa Giuseppina’ capirete. Ma abbiate anche occhi – conclude – per vedere la carità e il bene che si fa quotidianamente, negli oratori che in questi giorni strappano i bambini alla strada, nei centri sociali, nelle associazioni ecclesiali e laiche che aiutano centinaia di persone”.

Santa Sede: Bambin Gesù, rinvio a giudizio per Giuseppe Profiti e Massimo Spina. Il 18 luglio la prima udienza

Thu, 2017-07-13 13:36

Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha provveduto alla notifica della richiesta di rinvio a giudizio per Giuseppe Profiti e Massimo Spina, presentata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia a conclusione della fase istruttoria del procedimento in corso per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù e del conseguente Decreto di rinvio a giudizio, emesso dal Presidente del Tribunale in data 13 giugno 2017. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede, con un comunicato in cui si pubblica la parte dispositiva della richiesta. Il reato contestato è quello relativo all’articolo 63, 168 del codice penale. “In concorso tra loro – si legge nel decreto di citazione a giudizio – il primo (Profiti) nella qualità di presidente della Fondazione Bambino Gesù e il secondo (Spina) nella qualità di tesoriere della stessa Fondazione, entrambi pubblici ufficiali, hanno utilizzato in modo illecito, a vantaggio dell’imprenditore Bandera, denaro appartenente alla Fondazione Bambino Gesù, denaro del quale entrambi avevano la disponibilità in ragione delle funzioni dagli stessi ricoperte”. In particolare, prosegue il comunicato, “sono stati pagati per fini completamente extraistituzionali Euro 422.005,16, utilizzandoli per effettuare lavori di ristrutturazione edilizia di un immobile di proprietà del Governatorato, destinato a residenza del Segretario di Stato emerito, per avvantaggiare l’impresa di Gianantonio Bandera. Reato commesso nella Città del Vaticano, dal novembre 2013 al 28 maggio 2014”.

“A seguito della richiesta di rinvio a giudizio presentata dal Promotore di Giustizia – si precisa ancora nella nota – il Presidente del Tribunale della Città del Vaticano, Prof. Giuseppe Dalla Torre, ha emesso il Decreto in cui ordina la citazione dei Signori Giuseppe Profiti e Massimo Spina e ha stabilito la seguente composizione del collegio giudicante: Prof. Avv. Paolo Papanti-Pelletier, Presidente; Prof. Avv. Venerando Marano, Giudice; Prof. Avv. Carlo Bonzano, Giudice. Con successivo Decreto del 16 giugno 2017, il Presidente del collegio giudicante ha ordinato la citazione dei Signori Profiti e Spina per la prima udienza, fissata per il 18 luglio 2017, alle ore 10:00, avvertendo che non comparendo saranno giudicati in contumacia. Contestualmente, ha fissato le ore 12:30 dell’11 luglio 2017 come termine ultimo per proporre le prove a difesa, riservandosi di emettere successivi provvedimenti per la citazione dei testi”.

Europa: card. Bassetti, no a “paura dello straniero”, sì a continente che guardi a “deboli e perseguitati”

Thu, 2017-07-13 13:32

“Un viaggio storico, non solo per la meta inedita, ma soprattutto per il messaggio che esso esprimeva. Francesco si faceva samaritano verso gli ultimi, i poveri e i disperati. Con un grido risuonato in tutto il mondo e che ha contribuito a gettare luce sulle migrazioni internazionali”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città delle Pieve e presidente della Cei, ricorda il viaggio compiuto dal Papa a Lampedusa l’8 luglio 2013, nel suo ultimo articolo dal titolo “Una nuova Europa” pubblicato nella rubrica “Dialoghi” de Il Settimanale de “L’Osservatore Romano” in edicola venerdì 14 luglio, già consultabile sul sito. “Grazie anche a quel viaggio – prosegue il porporato –, ci troviamo di fronte a uno scenario diverso rispetto a quattro anni fa. Uno scenario nuovo che si potrebbe riassumere così: maggiore consapevolezza, emersione di alcune paure, necessità di risposte”. A proposito della “paura nei confronti dello straniero”, che “in alcuni casi si è addirittura trasformata nella percezione di un’invasione del proprio paese o di una rottura dell’identità tradizionale di un popolo”, Bassetti afferma: “Come vescovo e come italiano, comprendo e sono vicino alle paure dei piccoli e all’angoscia di quelle famiglie che, ormai da troppi anni, stanno soffrendo per la mancanza di lavoro e per le precarie condizioni di vita. Ma non posso non richiamare l’attenzione verso il rischio di strumentalizzare queste paure. Questo è un punto delicatissimo e fondamentale. Enfatizzare e alimentare queste paure potrebbe scatenare una fratricida guerra tra poveri — tra italiani e stranieri — che va scongiurata in ogni modo”.

Di qui la necessità di “risposte e non solo chiacchiere da social network”, l’appello di Bassetti che definisce il G20 di Amburgo “un’occasione persa”. “Ci si aspettava qualcosa di più”, osserva: “Per esempio, una dura condanna dei trafficanti di carne umana attraverso la possibilità di imporre delle sanzioni Onu. E invece abbiamo assistito a un nulla di fatto che è drammatico presagio per il futuro. Futuro che passa però, inevitabilmente, attraverso la costruzione di una nuova Europa”. L’Italia, infatti, per il cardinale “non deve essere lasciata sola nella gestione degli sbarchi e della prima accoglienza”, perché “la sfida dei migranti è una questione internazionale che investe perlomeno tutta l’Europa. Da scelte condivise, da azioni concrete e dalla gioia della carità può sorgere un continente diverso: un’Europa dei popoli e ‘federata’, come ha ricordato il Papa. E viene in mente quella “nostra patria Europa” — descritta da Alcide De Gasperi nel 1954 a Parigi — in cui bisogna assicurare la pace, il progresso e la giustizia sociale. Un continente esemplare, dove ‘i popoli che si uniscono, spogliandosi delle scorie egoistiche della loro crescita, debbono elevarsi anche a un più fecondo senso di giustizia verso i deboli e i perseguitati'”.

Diocesi: mons. Delbosco (Cuneo) per il 200° di fondazione, “raccogliamo i frutti del seme che è stato gettato lungo questi anni”

Thu, 2017-07-13 13:16

“Il Vangelo continua ad essere attuale ed ha bisogno d’essere annunciato e testimoniato con forza, gioia e convinzione proprio da noi, oggi, in questo tempo di grazia”. È quanto afferma il vescovo di Cuneo, monsignor Piero Delbosco, nell’editoriale pubblicato sul settimanale diocesano “La Guida” in occasione dei 200 anni di fondazione della diocesi. “È un ‘compleanno’ importante che ci apprestiamo a celebrare in vero clima di festa”, rileva il vescovo. “Non è una semplice memoria. Non è nemmeno una specie di autocelebrazione. Non è neppure una lapide che vogliamo affiggere da qualche parte”. “Si tratta piuttosto – prosegue Delbosco – della lode e del ringraziamento che insieme vogliamo elevare a Dio per questa storia di grazia”. “È Lui che ha segnato i passi di chi ci ha preceduto, passi che hanno lasciato una traccia indelebile del suo agire”, osserva. “Noi raccogliamo i frutti del seme che è stato gettato lungo questi anni”. In occasione della celebrazione di domenica 16 luglio, in piazza Galimberti, che sarà presieduta dal cardinale Giuseppe Bertello, legato pontificio, incaricato da Papa Francesco, “sarà proclamato san Dalmazzo patrono secondario della diocesi”. “È lui – sottolinea – che ha diffuso il cristianesimo proprio nelle nostre terre del sud del Piemonte anticipando addirittura l’opera di san Eusebio di Vercelli” e “con ogni probabilità, è stato il primo ad evangelizzare l’intera regione”. La celebrazione sarà in piazza, “perché – evidenzia il vescovo – l’azione della diocesi in questi duecento anni ha coinvolto l’intera comunità civile”.

8xmille: Cei, un milione e mezzo di euro per profughi siriani e Venezuela

Thu, 2017-07-13 13:16

Un milione e mezzo di euro è l’importo totale dello stanziamento disposto dalla Presidenza della Cei per far fronte a due emergenze umanitarie: la tragedia dei profughi siriani e la crisi venezuelana. Lo stanziamento, che sarà erogato dal Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo grazie ai fondi dell’8 per mille e veicolato attraverso Caritas italiana, è così ripartito: 1 milione di euro per gli aiuti umanitari in Siria, Libano e Giordania; 500mila euro per un programma di assistenza alla popolazione venezuelana. In Siria, dopo sette anni di conflitto che ha causato oltre 400mila morti, oltre 6 milioni di sfollati interni e più di 5 milioni di rifugiati all’estero, oggi 13 milioni e mezzo di persone hanno estremo bisogno di aiuti umanitari: l’85% della popolazione vive sotto il livello di povertà. Gli aiuti della Caritas vogliono sia rispondere ai bisogni primari (assistenza sanitaria, cibo, generi di prima necessità) in Siria, Libano e Giordania, sia rafforzare i percorsi di riconciliazione ed educazione alla pace e alla convivenza civile, soprattutto tra giovani, in particolare in Siria e Libano dove è più forte la tensione tra diversi gruppi e fazioni. In Venezuela la situazione peggiora ogni giorno di più: aumentano la violenza e gli scioperi ed è sempre più difficile trovare alimenti e medicinali. Con un’inflazione già accumulata del 700% (e prevista al 1.200%), la povertà tocca ormai l’82% della popolazione. Beneficiari diretti degli aiuti (che finanzieranno sicurezza alimentare e nutrizione, distribuzione di acqua e prodotti igienico-sanitari, salute) saranno 4.800 famiglie, circa 24mila persone in 10 diocesi, con i seguenti criteri: bambini/e con meno di 5 anni di età, donne in stato di gravidanza, anziani in situazione di solitudine, persone private della libertà e famiglie di bambini denutriti.

Società: Istat, quasi 8 milioni e mezzo di persone in povertà relativa. Più diffusa tra famiglie numerose, operai e giovani

Thu, 2017-07-13 13:04

Anche la povertà relativa risulta stabile nel nostro Paese rispetto al 2015. Lo rivela il report “La povertà in Italia” diffuso oggi dall’Istat. Nel 2016 si trovano in condizioni di povertà relativa il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente). Analogamente a quanto registrato per la povertà assoluta, nel 2016 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%). La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under 35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne. L’incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%).

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