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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 41 min ago

Media: Sacro Convento Assisi, venerdì 26 una tavola rotonda su “Comunicare il nostro tempo” nel web, nei giornali e nel servizio pubblico

Tue, 2017-05-23 14:18

“Comunicare il nostro tempo” è il titolo della tavola rotonda che si terrà venerdì 26 maggio, dalle 9.30, presso la Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. Un appuntamento in preparazione dell’evento di settembre “Il Cortile di Francesco”. Presenti tra gli altri, dopo il saluto del custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, lo scrittore della Civiltà Cattolica, Francesco Occhetta, e il presidente della Federazione nazionale stampa italiana, Giuseppe Giulietti. La comunità francescana del Sacro Convento ha organizzato un incontro sull’importanza della comunicazione nel web, nei giornali e nel servizio pubblico alla luce del messaggio di Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali “’Non temere, perché io sono con te’ (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. “Con spirito di fraternità attendiamo – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, – il direttore generale della Rai per confrontarci sul ruolo del servizio pubblico e per illuminare le periferie del mondo”. Info: www.sanfrancesco.org

Papa Francesco: telegramma di cordoglio per vittime attentato Manchester

Tue, 2017-05-23 14:10

“Profondamente rattristato per i feriti e la tragica perdita di vite causate dal barbaro attentato a Manchester”, Papa Francesco esprime la sua “profonda solidarietà con tutti coloro che sono stati colpiti da questo insensato atto di violenza”. È quanto si legge in un telegramma di cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto nella serata di ieri a Manchester, inviato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a nome del Papa. Nel telegramma, il Papa loda “gli sforzi generosi del personale di emergenza e di sicurezza” e assicura la sua preghiera “per i feriti e per tutti coloro che sono morti”, in particolare “per i bambini e i giovani che hanno perso la loro vita, e per le loro famiglie che sono nel lutto”.

Diocesi: Catania, il 30 maggio pellegrinaggio annuale con l’arcivescovo Gristina al santuario “Madonna della Sciara”

Tue, 2017-05-23 13:57

Il prossimo 30 maggio la diocesi di Catania giungerà al santuario “Madonna della Sciara” per il tradizionale pellegrinaggio annuale. “Sarà mons. Salvatore Gristina, arcivescovo metropolita di Catania, a guidare la chiesa catanese a Mompileri, per rinnovare il particolare e unico legame che da secoli unisce la diocesi al suo santuario e per affidare alla protezione della Vergine il cammino pastorale della Chiesa di Catania. Quest’ultima si riunirà, insieme ai rispettivi parroci, attorno al suo pastore sulla spianata del santuario per la celebrazione eucaristica, giungendovi a piedi da tre diverse zone del territorio diocesano. La Messa avrà inizio alle 18 e sarà presieduta da mons. Gristina, concelebrata da tutto il clero diocesano e partecipata dai religiosi e dalle religiose della diocesi, dagli alunni del Seminario arcivescovile dei chierici di Catania, dalla scuola per i ministeri e il diaconato permanente, dall’associazionismo cattolico diocesano e da tutto il popolo di Dio della chiesa catanese. Presenzieranno inoltre le autorità civili e militari, e volontari di Croce rossa italiana, Misericordia, Protezione civile.

America Latina: Celam, “totale e incondizionata adesione” al Papa

Tue, 2017-05-23 13:38

“Vogliamo rinnovarle la nostra totale e incondizionata adesione alla sua persona e al suo ministero petrino e imploriamo che il Padre Misericordioso le conceda sempre la pace, la gioia, la libertà e la determinazione che lei ha promesso”. È un passo della lettera inviata a Papa Francesco dai vescovi latinoamericani riuniti in occasione dell’Assemblea generale del Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano. La lettera, datata 10 maggio, è stata mandata dall’Assemblea che si è tenuta a San Salvador, ma il testo è stato diffuso ieri sul sito del Celam. Nella lettera i vescovi ringraziano il Papa per il messaggio che ha inviato all’Assemblea di San Salvador, definito “apprezzato e stimolante”. Prosegue il testo: “Le sue parole ispiratrici di pongono nell’attitudine di essere pellegrini alla casa di Nostra Signora di Aparecida, che ci accolse con il suo abbraccio materno per celebrare la V Conferenza generale dell’Episcopato dell’America Latina e del Caribe, dieci anni fa”.
Concludono i vescovi: “Il nostro saluto vuole interpretare il saluto di tutto il santo popolo fedele di Dio pellegrino in queste terre, che sempre si è caratterizzato per il profondo amore al Successore di Pietro, e specialmente a Sua Santità, frutto maturo della Chiesa delle terre latinoamericane”.

Attentato a Manchester: card. Vincent Nichols (Westminster), “rimaniamo uniti di fronte al male”

Tue, 2017-05-23 13:30

“Possa Dio nella sua Misericordia, rafforzarci, sostenerci e mantenerci fermamente uniti di fronte al male”. Si conclude con questa preghiera e questo auspicio il comunicato del cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles, pubblicato a seguito dell’attentato kamikaze a Manchester che ha provocato la morte di 22 persone e 60 feriti. Tra le vittime anche bambini e adolescenti. “Il mio shock – scrive Nichols – e il mio sgomento per l’orribile uccisione di giovani e innocenti nell’Arena di Manchester, ieri sera, è, lo so, condiviso da tutte le persone di buona volontà. So anche che cattolici e molti altri pregheranno per coloro che sono stati uccisi, per coloro che hanno perso i propri cari e stanno soffrendo. Preghiamo anche per  tutti coloro che stanno  lavorando così duramente in questa tragedia; la polizia e le forze di sicurezza, il personale ospedaliero, gli amici e per tutte le persone di Manchester”.

Colombia: i vescovi prendono le distanze dai progetti legislativi su aborto, eutanasia, adozioni gay

Tue, 2017-05-23 13:19

La Conferenza episcopale colombiana (Cec), attraverso un comunicato firmato dal suo presidente, mons. Luis Augusto Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja, prende con forza le distanze dai progetti legislativi attualmente in corso di discussione in Parlamento, riguardanti, tra l’altro, l’aborto, l’eutanasia, l’adozione da parte di coppie omosessuali, e denuncia il fatto che si vuole imporre nel Paese “una cultura politica e giuridica che disconosce il valore della vita umana e della famiglia”.
Di fronte al tale situazione, si legge nel comunicato, “la Chiesa si mantiene ferma in ciò che ha sempre insegnato: il rispetto della vita umana dal concepimento alla fine naturale; la famiglia fondata nel matrimonio tra uomo e donna; la libertà d’educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme, tutti aspetti non negoziabili”. In particolare il testo sottolinea che l’aborto “è sempre l’eliminazione violenta e ingiusta della vita nascente”, l’eutanasia “un crimine”, l’adozione “non un diritto degli adulti, “ma dei bambini ad avere una famiglia formata dall’unione di un uomo e di una donna”.
Alle istituzioni statali mons. Castro rivolge un appello affinché assicurino ai cittadini “il diritto all’obiezione di coscienza e alla manifestazione pubblica delle proprie convinzioni”. Ai fedeli cattolici si chiede invece di “esprimere pubblicamente e di difendere i valori della fede cristiana in relazione alla vita e alla famiglia”.

Diocesi: Milano, serata al Refettorio Ambrosiano per promuovere l’8 per mille

Tue, 2017-05-23 13:13

“Anche nella diocesi di Milano sono stati diversi, in questi mesi, i momenti formativi volti a far conoscere meglio i valori del Sovvenire”. È stato soprattutto il concorso “tuttixtutti” che “ha acceso un interesse finora un po’ nascosto”, spiega l’ufficio stampa della curia di Milano. “Sono una dozzina le parrocchie ambrosiane coinvolte nel bando”. Questa sera presso il Refettorio Ambrosiano – mensa della Caritas sostenuta in parte con i fondi dell’8 per mille – si terrà, sulla stessa scia, un evento diocesano. “I commensali, un centinaio, hanno diversa titolarità: rappresentanti delle parrocchie che hanno partecipato al concorso “tuttixtutti”; incaricati locali del Sovvenire; responsabili di Fondazioni; affezionati donors”. La serata sarà introdotta dalla visione degli spot della campagna nazionale 8×1000, uno dei quali girato proprio a Milano al Rifugio notturno Caritas. Prenderanno la parola mons. Bruno Marinoni, vicario episcopale per l’economia; Attilio Marazzi, incaricato regionale Sovvenire; Luciano Gualzetti, direttore Caritas Ambrosiana; don Massimo Pavanello, incaricato diocesano Sovvenire.
Questo momento ufficiale ha avuto un anticipo domenica scorsa al “Rifugio Caritas” della Stazione centrale. Presenti circa 50 persone, tra ospiti e volontari. Sono intervenuti Vincenzo Gravina responsabile del Rifugio Caritas; don Massimiliano Sabbadini, vice-direttore Caritas Ambrosiana; don Massimo Pavanello, incaricato diocesano Sovvenire; Ettore, un testimone dello spot pubblicitario ora “ex ospite” del Rifugio poiché ha trovato lavoro e casa. “Fra qualche giorno mostreremo questi video durante un evento più ufficiale”, ha detto loro don Pavanello. “Abbiamo deciso però che doveste essere voi a vederli in anteprima, per rispetto e per giustizia. Voi infatti non siete attori, la vostra partecipazione al progetto comunicativo non è stata meramente funzionale. Vi siete esposti con coraggio caricandovi di una responsabilità testimoniale non indifferente. Voi non siete oggetti muti della carità, bensì interlocutori degni di conoscere la fonte del vostro aiuto; fatti capaci così di ringraziare coscientemente o di eccepire con altrettanta libertà”.

Gioco d’azzardo: associazioni e movimenti, “non limitiamo poteri di Comuni e Regioni, aboliamo la pubblicità, riduciamo offerta e consumo”

Tue, 2017-05-23 12:56

“Per fermare l’azzardo di massa in Italia non limitiamo i poteri di Comuni e Regioni e aboliamo la pubblicità”. Sono tra le richieste, avanzate oggi in un appello, firmato da mons. Alberto D’Urso (Consulta nazionale antiusura), Attilio Simeone (Cartello “Insieme contro l’azzardo”), Francesco Marsico (Caritas Italiana), don Armando Zappolini (Campagna Mettiamoci in gioco), Gianluigi De Palo (Forum associazioni familiari), Marco Dotti (Movimento No Slot), Carlo Cefaloni (Movimento Slot Mob), Maurizio Fiasco (Alea – Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio), Daniela Capitanucci (And – Azzardo e nuove dipendenze), Roberto Gontero (Agesc – Associazioni genitori scuole cattoliche), sul testo del governo in merito al “riordino” del gioco d’azzardo. “La diffusione incentivata dell’azzardo in Italia ha fatto crescere un fenomeno sfuggito di mano a chi doveva gestirlo (96 miliardi di euro di raccolta all’anno, dati ufficiali 2016), come ha riconosciuto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta – sottolineano i firmatari dell’appello -. Questa contraddizione con l’interesse pubblico e il bene comune non ha permesso di combattere le mafie ma ha provocato gravi danni alla fascia della popolazione più fragile, già colpita dalla peggiore crisi economica dal dopoguerra. Forti segnali di resistenza sono arrivati dall’attivismo della cittadinanza responsabile e da quegli enti locali che hanno dovuto affrontare diversi gradi della giustizia amministrativa per difendere le ragioni del territorio contro numerosi ricorsi avanzati dalle aziende dell’azzardo”.
In vista della conferenza unificata Stato Regioni fissata per giovedì 25 maggio, durante la quale dovrebbe passare al vaglio la proposta del governo per una nuova regolazione del gioco d’azzardo in concessione statale, le associazioni e movimenti firmatari dell’appello indicano alcuni punti inderogabili: innanzitutto, “ogni intervento nel settore dell’azzardo deve mirare a ridurre non solo l’offerta ma anche il consumo di gioco d’azzardo” e “la pubblicità al gioco d’azzardo va, quindi, rapidamente estinta in maniera assoluta”. Inoltre, “la giurisprudenza favorevole a Comuni e Regioni deve tradursi in un concreto, esplicito e incondizionato riconoscimento agli enti locali di totale autonomia potestà regolamentare e legislativa in materia”. Le Aziende sanitarie “devono dispiegare l’offerta di presa in carico terapeutico e predisporre la sorveglianza sanitaria su tutti i locali dove si esercita gioco d’azzardo, con divieto ovunque di consumo di alcolici e di fumo. Ancora, “l’articolo 14 della legge antiusura va esteso anche alle persone fisiche, a cominciare dalle vittime di usura connessa alla dipendenza da gioco d’azzardo” e “va stabilita una moratoria integrale di ogni tipo e struttura di nuovi giochi d’azzardo”. Infine, “vanno messi a disposizione di Comuni, Asl, cittadini, ricercatori, i dati – scorporati per tipologia, provincia e città – dei flussi di denaro a oggi movimentati dall’azzardo”.

 

Papa Francesco: a Santa Marta, “il cattivo spirito entra sempre dalle tasche”, no a Chiesa “mondana”, “tiepida” e “senza rischi”

Tue, 2017-05-23 12:53

“Tante persone consacrate sono state perseguitate per aver denunciato atteggiamenti di mondanità: lo spirito cattivo preferisce una Chiesa senza rischi e tiepida”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui, a due anni dalla beatificazione, ha ricordato mons. Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso dagli squadroni della morte legati al regime militare per aver denunciato le violenze contro i poveri. Quando il popolo di Dio era tranquillo, non rischiava o serviva “la mondanità”, ha spiegato Francesco, il Signore mandava i profeti che venivano perseguitati “perché scomodavano”, come lo fu Paolo. “Nella Chiesa – ha affermato il Papa – quando qualcuno denuncia tanti modi di mondanità è guardato con occhi storti, questo non va, meglio che si allontani”: “Io ricordo nella mia terra, tanti, tanti uomini e donne, consacrati buoni, non ideologi, ma che dicevano: ‘No, la Chiesa di Gesù è così…’ – ‘Questo è comunista, fuori!’, e li cacciavano via, li perseguitavano. Pensiamo al beato Romero, cosa è successo per dire la verità. E tanti, tanti nella storia della Chiesa, anche qui in Europa. Perché? Perché il cattivo spirito preferisce una Chiesa tranquilla senza rischi, una Chiesa degli affari, una Chiesa comoda, nella comodità del tepore, tiepida”. “Il cattivo spirito entra sempre dalle tasche, il monito di Francesco: “Quando la Chiesa è tiepida, tranquilla, tutta organizzata, non ci sono problemi, guardate dove ci sono gli affari”. “Passare da uno stato di vita mondano, tranquillo senza rischi, cattolico, sì, sì, ma così, tiepido, a uno stato di vita del vero annuncio di Gesù Cristo, alla gioia dell’annuncio di Cristo”, l’invito del Papa: “Passare da una religiosità che guarda troppo ai guadagni, alla fede e alla proclamazione: ‘Gesù è il Signore’”. “Una Chiesa senza martiri dà sfiducia; una Chiesa che non rischia dà sfiducia; una Chiesa che ha paura di annunciare Gesù Cristo e cacciare via i demoni, gli idoli, l’altro signore, che è il denaro, non è la Chiesa di Gesù”, ha concluso Francesco: “Che tutti noi abbiamo questo: una rinnovata giovinezza, una conversione del modo di vivere tiepido all’annuncio gioioso che Gesù è il Signore”.

Belgio: eutanasia malati psichici. Vescovi, “se oltrepassiamo il limite, miniamo le basi stesse della nostra civiltà”

Tue, 2017-05-23 12:41

“Vogliamo come vescovi ripetere quanto già abbiamo detto a proposito dell’eutanasia”. “Non possiamo essere d’accordo sul fatto che essa sia praticata nei pazienti psichiatrici che non sono in fase terminale”. “C’è un limite e un divieto che sono applicati da molto tempo, sin dalle origini del vivere insieme degli uomini. Se noi tocchiamo questo limite, miniamo le basi stesse della nostra civiltà. Questo è il motivo per cui chiediamo la massima moderazione e un dialogo costante su questi temi”. Prendono la parola i vescovi del Belgio dopo la bufera che si è scatenata nei giorni scorsi a seguito di una dichiarazione pubblicata il 25 aprile scorso dalla branca fiamminga della Congregazione religiosa dei Fratelli della carità, nella quale si annunciava di prendere “seriamente in considerazione la sofferenza insopportabile e disperata dei nostri pazienti, così come le loro richieste di eutanasia”.

La dichiarazione è stata letta da più parti come una apertura della Chiesa cattolica alla eutanasia. In una nota pubblicata ieri sera i vescovi scrivono: “Il dibattito sociale sul tema dell’eutanasia per i pazienti psichiatrici che non sono in fase terminali è aperto da molto tempo e i fratelli della Carità del Belgio hanno recentemente pubblicato un testo di orientamento che che ha suscitato reazioni in direzioni diverse”.

In Belgio la Congregazione gestisce 15 ospedali, per un totale di oltre 5.000 posti letto e i vescovi nella nota esprimono il loro “profondo apprezzamento per la competenza e la cura attenta che tante persone prestano nell’assistere pazienti con gravi disturbi psichiatrici e lungo termine”. Ed aggiungono: “Ci rendiamo conto di quanto questo accompagnamento di persone che si trovano in tali situazioni disperate può essere difficile e delicato”. Ma ciò non significa che la Chiesa cattolica possa giustificare il ricorso alla eutanasia. “Il nostro punto di vista – spiegano i vescovi nella nota – non significa che vogliamo abbandonare la persona nella sofferenza. Siamo coscienti che la sofferenza psichica può essere immensa e che una persona può trovarsi totalmente disperata e senza prospettive. Ma è proprio in questa situazione che dobbiamo rimanerle vicino e non abbandonarla”. Nella nota viene auspicato un più accurato ricorso alle cure palliative.

I vescovi si fanno infine portavoce di una serie di “domande fondamentali” sulla questione eutanasia che – sottolineano – attraversano non solo le Chiese cristiane ma “sono oggetto di un dibattito pubblico”: “Che cosa ci rende umani? Che cosa costituisce una società umana? Cosa serve veramente il progresso?”. E concludono invitando tutti alla moderazione e a proseguire un dialogo serio su temi delicati come l’eutanasia.

 

+++ Cei: Bassetti, Brambilla, Montenegro. Eletta la terna presentata al Papa per la scelta del nuovo presidente +++

Tue, 2017-05-23 12:31

L’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, in corso a Roma da lunedì 22 a giovedì 25 maggio, ha oggi eletto a maggioranza assoluta, a norma dell’art. 26 § 1 dello Statuto, la terna di vescovi diocesani proposta a Papa Francesco per la nomina del Presidente. Lo riferisce un comunicato dell’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali. Primo eletto: cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve (ballottaggio); secondo eletto: monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara (115 preferenze alla seconda votazione); terzo eletto: cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento (126 preferenze alla prima votazione). La terna è stata consegnata al Santo Padre, al quale da Statuto Cei spetta la nomina del Presidente della Conferenza.

Germania: torna a fiorire il roseto della cattedrale di Hildesheim. Dall’815, fra storia, tradizione e fede

Tue, 2017-05-23 12:20

Il famoso roseto miracoloso di Hildesheim è tornato a fiorire. L’emblema della diocesi cattolica di Hildesheim mostra ancora una volta i suoi meravigliosi fiori rosa nel parco antistante la Mariendom, la cattedrale dedicata a Santa Maria Vergine. Come ogni anno, dall’815 dopo Cristo, per 1202 anni. E anche dopo gravi disastri, guerre e incendi ogni anno il roseto si mostra in tutto il suo splendore. Il famoso roseto millenario si trova davanti all’abside della cattedrale di Hildesheim, e lo spettacolo della fioritura dura circa 5 giorni. Sono attese migliaia di visitatori per assistere a quello che da sempre a Hildesheim è considerato un miracolo. La leggenda del cespuglio di rose, una pianta di rosa canina selvatica, risale all’anno 815, e si attribuisce alla storia del fondatore della diocesi di Hildesheim, Ludovico il Pio, imperatore carolingio e re dei Franchi, che fece costruire una cappella sul luogo dove un cespuglio di rose si era intrecciato a un prezioso reliquiario. Da questa originaria cappella partì la costruzione della cattedrale, più volte rimaneggiata e restaurata, e la sua vicenda si accompagna a quella del roseto, di cui esistono testimonianze scritte già dal 1400. Nel marzo 1945 la Mariendom venne distrutta dai bombardamenti alleati, e con essa bruciò anche il roseto millenario. Ma otto settimane dopo le bombe, dalle sue radici spuntarono attraverso i detriti 25 nuovi germogli che diedero un fortissimo impulso di vita agli abitanti della città, che iniziarono la lenta ricostruzione post-bellica.

Giovanni Falcone: Battaini-Dragoni (Consiglio d’Europa), “coraggio e audacia di un magistrato che ha lottato per la giustizia”

Tue, 2017-05-23 12:08

(Strasburgo) “Giovanni Falcone ha stabilito un modello di cooperazione giuridica internazionale e di applicazione della legge contro la criminalità organizzata, estendendo le sue indagini oltre il campo d’azione della magistratura tradizionale per un fenomeno di criminalità che non era più nazionale. La sua meticolosa attenzione alle attività finanziarie della mafia transnazionale, contrastate da operazioni di confisca dei beni e da tecniche investigative speciali, unita a una solida protezione dei testimoni sono tuttora strategie chiave per combattere la criminalità a livello mondiale”. Lo afferma la vice segretario generale del Consiglio d’Europa, Gabriella Battaini-Dragoni, in occasione del 25° anniversario dell’uccisione del giudice italiano avvenuta a Capaci. “Il Consiglio d’Europa è stato pioniere nell’istituzione di un’azione giuridica internazionale contro le reti della criminalità. Pertanto, desidero sottolineare – prosegue Battaini-Dragoni – il coraggio e l’audacia di magistrati come Giovanni Falcone, che hanno difeso i nostri valori lottando per la giustizia e per la difesa dello Stato di diritto”.

Austria: Azione cattolica di St. Pölten, un premio per la parrocchia più eco-sostenibile

Tue, 2017-05-23 11:50

Un premio alle parrocchie più virtuose nelle politiche ambientali sostenibili: lo hanno indetto l’Azione cattolica della diocesi di St. Pölten, la Chiesa evangelica della Bassa Austria e l’arcidiocesi di Vienna. L’“Umweltpreis” (premio per l’ambiente) sarà attribuito a quelle parrocchie che risultino “fari” nella gestione del Creato e della sostenibilità ambientale. I tre premi, da mille euro ciascuno, valuteranno diversi ambiti d’azione proposti: edifici ecclesiastici, natura, shopping, trasporti, liturgia, istruzione ed esperienza della creazione, secondo il bando sul sito della diocesi di St. Pölten. Punti vincenti saranno l’isolamento termico o la illuminazione a Led, così come il digiuno dall’auto, la gestione dei rifiuti, l’uso di prodotti per la pulizia ecologici, l’uso di prodotti biologici o a chilometro zero per le mense, e la realizzazione di percorsi naturalistici. Armin Haiderer, presidente dell’Azione cattolica di St. Pölten, ha dichiarato che “è tempo di guardare a noi stessi ancora una volta come parte della creazione, e di assumerci la responsabilità per la gestione delle parrocchie con i propri talenti davanti a tutto il popolo”. Haiderer ha evidenziato che “vogliamo metterci sotto i riflettori e vogliamo anche incoraggiare gli altri a contribuire ad un mondo rispettoso dell’ambiente”. Secondo il responsabile del governo della Bassa Austria per l’ambiente, Stephan Pernkopf, “le parrocchie sono un partner importante del movimento per l’energia pulita” e il premio per l’ambiente “aiuterà a risparmiare energia e a modernizzare le chiese e le canoniche”.

Trump a Gerusalemme: custode Patton, “cammino di pace coinvolga tutto il Medio Oriente”. Il racconto della visita al Santo Sepolcro

Tue, 2017-05-23 11:45

“A Trump abbiamo espresso l’auspicio che il cammino di pace continui e coinvolga tutto il Medio Oriente. Come leader religiosi abbiamo assicurato la nostra preghiera per la pace. Questa è la nostra missione. Compito dei Capi di Stato e delle diplomazie è quello di lavorare concretamente per la pace”. Così padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, racconta al Sir l’incontro avuto ieri con il presidente Usa, Donald Trump, durante la visita alla basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il Custode, con il patriarca greco-ortodosso Teofilo e un rappresentante della Chiesa armena, ha accolto l’inquilino della Casa Bianca, che era con la moglie Melania, all’ingresso della basilica accompagnandolo all’interno. “Il presidente americano e sua moglie – dichiara padre Patton – hanno visitato la basilica ascoltando con attenzione tutte le spiegazioni del luogo. Arrivato davanti l’edicola del Santo Sepolcro è entrato sin dentro, dove si è fermato per un momento di raccoglimento. Trump e la moglie – aggiunge il Custode – hanno visitato anche il Calvario. Ho visto la signora Melania particolarmente attenta e coinvolta, interessata anche da un punto di vista religioso”. Al termine della visita al Santo Sepolcro il presidente americano si è spostato al Muro del Pianto, per una visita “in forma privata”. Con quella a Gerusalemme e in Arabia Saudita, prima tappa del suo viaggio che lo porterà oggi a Roma, dove domani sarà ricevuto da Papa Francesco, “Trump ha voluto esprimere – dice il Custode – rispetto nei confronti delle tre grandi religioni che si richiamano ad Abramo”.

L’intenzione del presidente Usa di sconfiggere il terrorismo e rilanciare il processo di pace tra israeliani e palestinesi coinvolgendo anche le tre religioni – islamica, ebraica e cristiana – trasformandole in strumenti di dialogo piuttosto che divisione, è per padre Patton “un approccio che potrebbe aiutare la causa della pace, nonostante l’accordo sulle commesse militari stipulato con l’Arabia Saudita. Si tratta – rimarca il francescano – delle contraddizioni presenti nell’agire. In ogni caso tutti, ieri, all’arrivo di Trump, e penso al presidente israeliano Rivlin, al premier Netanyahu, hanno sottolineato il contributo delle tre religioni alla pace. Quel contributo da sempre auspicato da Papa Francesco che insiste sulla necessità del dialogo per estromettere le componenti fondamentaliste e radicali e far emergere così la radice genuina delle fedi che si richiamano ad Abramo e che affonda nella pace. Parole che oggi hanno un’attualità ancor più stringente alla luce dell’attentato di Manchester”. Oggi Donald Trump è impegnato a Betlemme, in Cisgiordania, dove è stato accolto dal presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas). L’attesa visita alla basilica della Natività, secondo quanto riferito al Sir da padre Patton, non si terrà probabilmente “per la fitta agenda di impegni del presidente Usa”.

Attentato a Manchester: Walker (vescovo anglicano), “piangere e pregare. Ma non ci sconfiggeranno”. Appello interreligioso

Tue, 2017-05-23 11:39

“Un giorno per piangere i morti, pregare con le loro famiglie e con i feriti e per riaffermare la nostra determinazione affinché coloro che uccidono e fanno a pezzi non ci sconfiggano”. Sono forti e incoraggianti le parole usate dal vescovo anglicano di Manchester, David Walker, nel suo comunicato di questa mattina, con il quale condanna l’atrocità di ieri notte nella quale, durante un concerto di Ariana Grande, sono morte 22 persone, tra le quali alcuni bambini, e altre 59 sono state ferite per mano di un kamikaze. Il vescovo lancia anche un appello interreligioso “a tutte le chiese della città perché trovino tempo e spazio per chi vuole un momento per pregare”. “Come altri grandi città Manchester è un obiettivo scontato per i terroristi”, dice ancora il vescovo, “ma quello che rende questa ultima atrocità particolarmente orribile è la scelta deliberata di un concerto nel quale si sapeva che si sarebbero concentrati molti giovani fans”. Il vescovo Walker ricorda anche come “molte vite saranno stravolte per sempre da questa tragedia” e spiega come “la rabbia provata quando capitano fatti così tragici va trasformata in una forza per il bene”. “Ci stringiamo attorno alle vittime e alle loro famiglie, soprattutto attorno a coloro che i terroristi vogliono allontanare da noi e ricostruiremo il danno fatto alla nostra città come non abbiamo mai fatto prima”, conclude il vescovo della Chiesa di Inghilterra.

Salute: Aris, oggi a Roma il seminario sul “rischio clinico”

Tue, 2017-05-23 11:31

Qualità e umanizzazione del rischio clinico e responsabilità della struttura sanitaria alla luce della riforma Gelli-Bianco. Questo il tema del seminario che si è aperto questa mattina a Roma, nella sede nazionale dell’Associazione religiosa Istituti socio-sanitari (Aris), con l’introduzione dello stesso Federico Gelli. Al centro dei lavori, si legge in una nota, le responsabilità “che coinvolgono, in caso di incidente clinico, le strutture pur senza trascurare tutto ciò che riguarda la sicurezza del paziente. Sicurezza che, come raccomanda il ministero della Salute, si colloca nella prospettiva di un complessivo miglioramento della qualità”. “Si tratta di una svolta storica per la sanità italiana”, spiega Gelli, secondo il quale “con questo provvedimento, atteso da oltre un decennio dagli operatori della sanità, riusciremo a dare risposta principalmente a due problematiche: la mole del contenzioso medico-legale, che ha causato un aumento sostanziale del costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, e il fenomeno della medicina difensiva che ha prodotto un uso inappropriato delle risorse destinate alla sanità pubblica. Il tutto nell’ottica della ricerca di un nuovo equilibrio nel rapporto medico-paziente”. L’incontro, che si concluderà verso le 17, intende essere un momento di proposta e di confronto tra associati, professionisti della sanità e giuristi, esperti nelle varie aree di applicazione della legge nell’attesa dei relativi decreti attuativi.

Strage di Capaci: mons. Pennisi (Monreale), “appartenenenza mafiosa incompatibile con fede”. “Serve rinnovato impegno educativo”

Tue, 2017-05-23 11:21

“È un chiaro segno dei tempi che dopo 25 anni dalla strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, suo moglie e gli uomini della scorta, l’invito a non dimenticare provenga nella arcidiocesi di Monreale  dalla collaborazione stretta tra la comunità ecclesiale di Capaci  e un’associazione laica come Addiopizzo”. Esordisce così mons. Michele Pennisi,  arcivescovo di Monreale, nell’editoriale di “Terris online”. Oggi ricorre l’anniversario della strage e il presule ricorda che negli ultimi decenni “è maturata nella Chiesa siciliana una chiara, esplicita e ferma convinzione dell’incompatibilità dell’appartenenza mafiosa con la professione di fede cristiana”. Importanti  gli interventi di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI  e  Papa Francesco, e dell’episcopato siciliano. Compito della Chiesa, avverte, è “aiutare a prendere consapevolezza che tutti, anche i cristiani, alimentiamo l’ humus dove alligna e facilmente cresce la mafia” e “indurre al superamento dell’attuale situazione attraverso la conversione al Vangelo”.

“La resistenza alla mafia – il monito del presule –  esige un rinnovato impegno educativo che porti ad un cambiamento della mentalità e dei comportamenti concreti. La Chiesa  deve fare presenti le esigenze proprie della conversione  cristiana e quindi   ricordare, che essa non può essere ridotta a fatto intimistico ma ha sempre una proiezione  pubblica ed esige comunque la riparazione. Nel caso del mafioso, la conversione comporta un impegno fattivo affinché sia  debellata la struttura organizzativa della mafia, fonte costante di ingiustizie e violenza, che è una  presenza che distrugge speranze, ruba il futuro”. Alla comunità cristiana “si richiedono dei gesti originali che interpellino cattolici e laici per la diffusione di una cultura della legalità e  per una educazione alla concezione del potere come servizio al bene comune e del denaro come mezzo e non idoli a cui sacrificare tutto”.

 

Spiritualità: Bisceglie, il 27 e il 28 maggio il X Cammino delle Confraternite delle diocesi di Puglia

Tue, 2017-05-23 11:11

“Per la decima volta celebreremo il cammino della confraternite delle diocesi di Puglia dal 27 al 28 maggio 2017. I nove cammini che hanno preceduto quello del 2017 hanno evidenziato la grande vitalità delle confraternite pugliesi”. Lo scrivono in una lettera ai fedeli, mons. Mauro Parmegiani, vescovo di Tivoli e assistente ecclesiastico delle confraternite d’Italia, e Francesco Antonetti, presidente della Confederazione confraternite d’Italia, in previsione del “X Cammino delle Confraternite delle diocesi di Puglia” (Bisceglie, 27 e 28 maggio). L’incontro sarà presentato giovedì 25 maggio nel corso di una conferenza stampa (ore 10, nella concattedrale). Interverranno, tra gli altri, mons. Franco Lorusso, vicario episcopale di Bisceglie, don Mauro Camero, delegato della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie per il X Cammino delle confraternite, e Franco Zito, coordinatore regionale della Confederazione delle confraternite diocesi d’Italia. “Ho la gioia di ospitare in questa arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie il X Cammino regionale delle Confraternite nella ricorrenza giubilare del diciannovesimo centenario del martirio e dell’ottavo centenario dal rinvenimento delle Reliquie dei Santi Martiri Mauro Vescovo, Sergio e Pantaleone, patroni della città di Bisceglie e dell’Arcidiocesi”, commenta in una nota l’arcivescovo Giovan Battista Pichierri.

Attentato a Manchester: mons. Arnold (vescovo Salford), “uniti in preghiera. Rafforzare solidarietà che tiene insieme la comunità”

Tue, 2017-05-23 11:02

“Il mezzo milione di abitanti della città e tutti i cattolici sono uniti nel condannare l’attacco sulla folla che partecipava al concerto di Ariana Grande all’arena di Manchester”. Con queste parole il vescovo cattolico John Arnold, che guida la diocesi di Salford, della quale fa parte la città di Manchester, esprime l’orrore provato dai fedeli e da tutti i cittadini. “Attacchi di questo tipo non hanno alcuna giustificazione”, dice ancora il vescovo Arnold, che ha voluto ringraziare “i servizi di emergenza per la loro pronta e rapida risposta che ha salvato tante vite”. “Ci uniamo in preghiera per tutti coloro che sono morti e anche per i feriti e le loro famiglie e chiunque è stato coinvolto in questa tragedia”. “Dobbiamo tutti impegnarci – aggiunge il vescovo – a lavorare insieme, in ogni modo possibile, per aiutare le vittime e le loro famiglie a costruire e rafforzare la solidarietà che tiene insieme la nostra comunità”. La diocesi di Salford, che conta quasi 300mila cattolici, è una delle più importanti del Regno Unito. Insieme a Liverpool ha accolto alla fine del 1800 migliaia di immigranti irlandesi che hanno ridato vita a una Chiesa quasi scomparsa dai tempi della Riforma di Enrico VIII.

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