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Updated: 11 hours 18 min ago

Social network: Swg, per il 77% degli italiani è preoccupante come usano i dati personali

Fri, 2018-04-27 12:29

Per il 77% degli italiani è preoccupante come i social network usano i dati personali. È quanto si legge in “PoliticApp”, lo speciale di Swg “Tra privacy e consumi”, pubblicato oggi. Alla domanda se l’uso dei dati personali da parte dei social network è un problema grave, gli intervistati – 1.000 soggetti maggiorenni – hanno risposto per il 31% “molto”, per il 46% “abbastanza”, per il 17% “poco” e per il restante 6% “per niente”. Il problema è visto con più gravita dai 55-64enni (84%) piuttosto che dai 15-24enni (67%). Per il 63% degli intervistati, le norme a tutela dei dati personali lasciati sui social network “vanno rese più rigide”, per il 16% “vanno bene così” mentre per il 13% “vanno rese più semplici”. Più della metà degli intervistati (52%) è contrario o manifesta dubbi rispetto al fatto di fornire alle aziende dati personali pur di ricevere comunicazioni mirate e personalizzate. Solo il 6% si dice “molto” d’accordo a fornire i propri dati alle aziende mentre il 35% si dice “abbastanza” d’accordo. La metà esatta degli intervistati (50%) sceglie di tutelare la propria privacy rispetto alla possibilità di ottenere sconti (35%) mentre il 15% “non sa” quale delle due alternative scegliere.

Europa: Roma, il 29 aprile a Castel Sant’Angelo premiazione del concorso dedicato a “Santa Caterina da Siena”

Fri, 2018-04-27 12:26

Il tradizionale omaggio floreale che domenica 29 aprile il Comune di Roma offrirà a santa Caterina presso il monumento a Castel Sant’Angelo sarà arricchito quest’anno dalla premiazione dei giovani vincitori del concorso “Santa Caterina da Siena, una voce giovane per il rinnovamento dell’Europa”. L’evento è in programma dalle 9.30, alla presenza dei rappresentanti del Campidoglio e delle associazioni che hanno patrocinato l’iniziativa. L’Associazione culturale “Mondi Vicini”, infatti, in collaborazione con il Centro internazionale di Studi Cateriniani e l’associazione Luigia Tincani per la promozione della cultura, ha indetto il premio artistico-letterario in memoria di Rosa Stipo, “la docente che – si legge in una nota – negli anni della sua vita dedicata all’insegnamento, si è distinta nell’impegno di far conoscere il pensiero di Santa Caterina ai giovani”. Nel solco dell’impegno di santa Caterina di Siena, che si è spesa nell’esortare i governanti del suo tempo a ritrovare le ragioni della pace e della concordia nel Vecchio Continente, con il premio “è stato rivolto un invito ai ragazzi delle scuole superiori di secondo grado di Roma e provincia: approfondire il modo in cui la voce dei giovani possa essere oggi stimolo e richiamo alla costruzione di un’Europa che vada oltre gli aspetti monetari e legislativi per affermare le radici di un’identità comune”.
“Per ‘Mondi Vicini’ – spiega Adriana Del Giudice, presidente dell’associazione – è importante che, sui passi di S. Caterina, i ragazzi si riconoscano protagonisti della propria storia e del futuro dell’Europa”.
Gli studenti sono stati chiamati a realizzare un’opera inedita su tematiche ispirate dal pensiero di Santa Caterina da Siena, scegliendo tra quattro sezioni artistiche: letteraria, figurativa, multimediale e musicale.

Politica: Swg, Lega e M5S in crescita mentre Pd e Fi rallentano

Fri, 2018-04-27 12:25

“Lega e M5S in crescita, Pd e Fi rallentano”. È quanto si legge in “PoliticApp”, lo speciale di Swg “Tra privacy e consumi”, pubblicato oggi. Oltre a fornire le valutazioni sull’uso dei dati personali da parte dei social network, gli intervistati sono stati chiamati a pronunciarsi rispetto alle intenzioni di voto. Se si dovesse votare oggi, stando al campione di 2.000 soggetti maggiorenni coinvolti dal sondaggio tra il 23 e il 25 aprile, il 38% sceglierebbe una forza politica del centrodestra (Lega 23,7%, in aumento dello 0,5%; Forza Italia 9,9%, in diminuzione dello 0,5%; Fratelli d’Italia 3,9%, in calo dello 0,5%; Noi con l’Italia – Udc 0,5%, in flessione dello 0,2%) in diminuzione dello 0,7% rispetto alla scorsa settimana. Il Movimento 5 Stelle otterrebbe il 34,3% dei consensi (+1,3% rispetto alla settimana scorsa), mentre la coalizione di centrosinistra il 20,6% (Partito Democratico 17,8%, in calo dell’1,1%; Italia Europa Insieme 0,4%, in diminuzione dello 0,2%; Civica e Popolare con Lorenzin 0,7%, in aumento dello 0,3%; +Europa con Emma Bonino 1,7%, in calo dello 0,3%), in diminuzione dell’1,3% rispetto alla percentuale registrata 7 giorni prima. Aumentano i consensi di Liberi e Uguali (dal 2,4% al 2,8%) e quelli di Potere al popolo (dal 1,5% al 1,8%) mentre crescono dello 0,5% quelli che non si esprimono (dal 27,8% al 28,3%).

Finanze vaticane: Rapporto Aif 2017, verso una maggiore stabilizzazione del sistema e operazioni di intelligence sempre più sofisticate

Fri, 2018-04-27 12:24

“La strada che abbiamo intrapreso sei anni fa si è rivelata efficace”, ha detto René Brülhart, presidente dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif) della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, presentando oggi in sala stampa vaticana il Rapporto annuale sull’attività di informazione finanziaria e di vigilanza, sia in ambito prudenziale, sia per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, svolta dall’Aif nel 2017. Parole chiave sottolineate dal presidente “normalizzazione” e “stabilizzazione”. “Tutte queste attività – ha aggiunto il direttore dell’Aif Tommaso Di Ruzza – si collocano all’interno di un sistema e la stabilizzazione si fonda sul rispetto dell’unicità dell’istituzione al tempo stesso sulla conformità ai rilevanti standard internazionali”. “I nuovi regolamenti e le linee guida adottati, in particolare in materia di trasferimento fondi, Stati ad alto rischio e principi contabili, anche per dare piena attuazione alla Convenzione monetaria tra Ue e Stato della Città del Vaticano del 2009, sono stati la premessa per ulteriori interventi complessivi che creano le premesse per un una sempre maggiore strutturazione del sistema”, ha detto ancora Di Ruzza. Per il direttore Aif, la diminuzione quantitativa delle segnalazioni sospette (Sas), 150 contro le 207 del 2016, corrisponde ad una maggiore qualità “consentendo all’Aif operazioni di intelligence più sofisticate”.

Catechesi: don Gianola (Cei), “una comunità divisa e fredda fa fatica a generare vocazioni”

Fri, 2018-04-27 12:20

“La vocazione non ha a che fare con la tecnica, ma viene dalla comunione e dagli incontri col Signore nella vita della Chiesa. Una comunità divisa, fredda, senza lo Spirito, fa fatica a generare vocazioni”. Lo ha detto don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Cei, intervenuto oggi al convegno nazionale dei direttori e collaboratori degli Uffici catechistici diocesani, ad Assisi. Il sacerdote ha sottolineato l’importanza dell’accompagnamento. “Tutte le vocazioni chiedono presenze, perché le vite saporose vengono fuori dalla vita concreta della realtà. Nella serra matureranno frutti che saranno belli – ha aggiunto utilizzando una metafora – ma perdono il loro sapore. Abbiamo bisogno invece di persone saporose”. Don Gianola ha quindi sostenuto che “il gusto non viene da estrapolazioni dalla realtà, ma dall’essere immersi nella vita, nella vita dello Spirito, in relazione con Dio”. Dal direttore dell’Ufficio Cei l’invito a “uno sguardo prospettico sulla vita” per capire davvero la propria vocazione. “Lo sguardo vocazionale ci ricorda che abbiamo una missione in questa terra. La fede non è fatta solo per essere creduta ma vissuta nella carità. Guardando ai giovani, ai bambini, siamo spinti a domandarci che cosa fare al servizio di questo mondo”.

Nigeria: i vescovi chiedono dimissioni del presidente Buhari “per salvarci dal collasso completo”

Fri, 2018-04-27 12:16

“È giunto il momento che il presidente scelga di farsi da parte con onore per salvare la nazione dal collasso completo”. Con queste parole i vescovi della Nigeria chiedono le dimissioni del presidente Muhammadu Buhari in un comunicato pubblicato dopo il massacro del 24 aprile nel villaggio di Mbalom, nel quale hanno perso la vita due sacerdoti, don Joseph Gor e don Felix Tyolaha, insieme a 15 parrocchiani. I vescovi nigeriani, che sono a Roma per la visita ad limina, si dicono scioccati e rattristati per il massacro. “Queste anime innocenti sono state uccise per mano di una banda malvagia e disumana – scrivono i vescovi -; i terroristi hanno trasformato la Middle Belt e altre aree della Nigeria in un enorme cimitero”, riferisce l’agenzia Fides. I sacerdoti locali già a gennaio parlavano della presenza dei pastori Fulani, di religione musulmana, nei pressi di Mbalom e della paura dei cristiani: “Rifiutano di andarsene. Stanno ancora facendo pascolare i loro greggi. Non abbiamo armi per difenderci” . “Le loro disperate richieste di aiuto e di sicurezza sono rimaste inascoltate da coloro che avrebbero dovuto ascoltarle” affermano i vescovi riferendosi ai due sacerdoti uccisi: “Avrebbero potuto fuggire, ma, rimanendo fedeli alla loro vocazione sono rimasti a servire il proprio popolo fino alla morte”. I vescovi imputano al governo federale e alle sue agenzie di sicurezza di essere responsabili dell’insicurezza. “Come è possibile che il governo federale si tiri indietro mentre le sue forze di sicurezza chiudono deliberatamente un occhio di fronte alle grida e ai gemiti di cittadini inermi e indifesi che rimangono un facile bersaglio nelle loro case, fattorie, strade ed ora persino nei loro luoghi di culto?”. Da due anni la Conferenza episcopale nigeriana chiede al presidente “di ripensare la configurazione dell’apparato e della strategia di sicurezza”: “Insieme a milioni di nigeriani abbiamo espresso la nostra mancanza di fiducia nelle agenzie di sicurezza, che il presidente ha deliberatamente messo nelle mani degli aderenti ad una sola religione”. L’8 febbraio una delegazione dei vescovi aveva fatto visita al presidente denunciando la crescente insicurezza. “Da allora – sottolinea il comunicato – il bagno di sangue e la distruzione di case e di fattorie sono aumentati in intensità e in efferatezza”. “Come cristiani ci sentiamo traditi in una nazione per la quale continuiamo a pregare e a sacrificarci”. “Visto che il presidente non riesce a garantire la sicurezza del Paese, ha perso la fiducia dei cittadini” affermano i vescovi, chiedendo al capo dello Stato di farsi da parte.

Chiesa Evangelica Luterana: domani a Roma si apre il Sinodo. Al centro dei lavori futuro della Celi ed elezione dei nuovi decani

Fri, 2018-04-27 12:05

Si aprirà domani a Roma l’assemblea annuale del Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (Celi), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola. I lavori, ospitati presso l’Hotel Villa Aurelia di via Leone XIII 459, proseguiranno fino a martedì 1° maggio. In questi giorni, l’organo sovrano della Celi che dibatte e delibera su tutte le materie della vita ecclesiale sarà chiamato ad eleggere decano e vicedecano. “Il decano – si legge in una nota – è il capo spirituale della Chiesa Luterana e, quale presidente del Concistoro, ne guida anche il suo governo”. Entrambi resteranno in carica per i prossimi 4 anni: diversamente da quanto avviene in altre Confessioni cristiane, i vertici della Celi sono infatti cariche temporanee e rinnovabili soltanto per una volta. L’assemblea di Roma, prosegue la nota, “sarà importante anche perché – come esprime il titolo del suo programma di lavori, ‘Quo vadis, Celi? – 501°, e adesso?’ – rifletterà sul futuro della Celi all’indomani dell’anno di celebrazioni per il quinto centenario della Riforma di Lutero: su proposta dalla Commissione Strategia del Sinodo, i delegati – attraverso quattro gruppi di lavoro – s’impegneranno per formulare un consenso conciso su quali sono gli elementi distintivi della Celi, le sue priorità, le politiche di fundraising e la comunicazione sul web”. Verranno presentate anche relazioni sulle numerose iniziative soprattutto in ambito etico e sociale, in favore di bambini, donne vittime di abusi, malati, migranti e rifugiati, terremotati, poveri e carcerati.
Il Sinodo si concluderà il 1° maggio con un Culto celebrato presso la Christuskirche di via Sicilia 70, durante il quale avverrà l’insediamento ufficiale dei nuovi decani.

Lavoro: Coldiretti, “corsa alla terra per 30.000 giovani, 61% al Sud. Cambiamento epocale”

Fri, 2018-04-27 11:50

È corsa alla terra per quasi 30 mila giovani che nel 2016/2017 hanno presentato in Italia domanda per l’insediamento in agricoltura dei Piani di sviluppo rurale (Psr) dell’Unione europea, con il 61% concentrato al sud e nelle isole, il 19% al centro e il resto al nord. E’ quanto emerge dallo studio della Coldiretti “Ritorno alla Terra” presentato al primo “Open Day dell’agricoltura” italiana, organizzato sul lungomare Imperatore Augusto a Bari. “È in atto un cambiamento epocale che non accadeva dalla rivoluzione industriale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “il mestiere della terra non è più considerato l’ultima spiaggia di chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è la nuova strada del futuro per giovani generazioni istruite e con voglia di fare tanto”. Secondo un recente sondaggio Coldiretti/Ixè, nel 57 % dei casi oggi si preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18 %) o fare l’impiegato in banca (18 %). Per sostenere gli aspiranti colleghi imprenditori, i giovani della Coldiretti hanno costituito una speciale task force con tutor, corsi di formazione e consigli per accesso al credito. Fra gli ostacoli maggiori da superare c’è anche il costo elevato della terra visto che – secondo un’analisi Coldiretti su dati Eurostat – quella arabile in Italia è la più cara d’Europa con un prezzo medio di 40.153 euro all’ettaro: si va dai 17.571 euro della Sardegna ai 30.830 euro della Puglia, dai 40.570 euro del Lazio ai 42.656 della Toscana, dai 65.759 della Lombardia ai 68.369 del Veneto fino al record europeo della Liguria con 108mila euro all’ettaro. Terreni agricoli per un valore di 9,9 miliardi in Italia sono in mano alle amministrazioni pubbliche che hanno addirittura incrementato il valore di queste attività del 31% negli ultimi quindici anni. Si tratta di terre fertili il più delle volte sottoutilizzate. L’affidamento di questi terreni ai giovani agricoltori – propone la Coldiretti – “toglierebbe alla Pubblica amministrazione il compito improprio di coltivare la terra, ma soprattutto avrebbe il vantaggio di rispondere alla domanda delle nuove generazioni, per le quali la mancanza di disponibilità di terreni da coltivare rappresenta il principale ostacolo all’accesso al settore”.

Card. Parolin a Monreale: “non si può essere pietre vive rimanendo nell’isolamento”

Fri, 2018-04-27 11:48

“Non si può essere pietre vive rimanendo nell’isolamento, sconnessi dalla comunità che ci trasmette i doni del Signore. Non si vive nella Chiesa come atomi indipendenti ed autoreferenziali, perché ognuno è in relazione vitale con Dio che lo ha creato e redento e con i fratelli”. Lo ha ricordato ieri sera il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nell’omelia pronunciata a Monreale nel corso della celebrazione eucaristica che ha concluso il 750° anniversario della cattedrale. “Il duomo di Monreale è orgoglio e fierezza della città, dell’arcidiocesi e di tutta la Sicilia – ha osservato il cardinale – è uno scrigno di fede che si è fatto pietra e mosaico a testimonianza perenne dell’attaccamento dei siciliani alla loro Chiesa e richiede speciale cura, premura e generosità”. Per questo, Parolin, rivolgendosi ai presenti, ha sottolineato che “siete chiamati – con l’aiuto di tutti – a compiere ogni sforzo per custodirlo e mantenerlo rifulgente di luce e di bellezza, in modo da essere all’altezza dei vostri predecessori che l’hanno innalzato”. Il cardinale ha poi ricordato i pilastri “di ogni comunità veramente ecclesiale”: “l’insegnamento degli apostoli”, “la comunione”, “lo spezzare il pane con i fratelli nell’Eucaristia”, “l’assiduità alle preghiere nel tempio, specialmente in alcuni momenti significativi della vita della comunità cristiana”. Il segretario di Stato vaticano ha portato ai presenti anche il saluto di “Papa Francesco, che – ha detto – mi ha incaricato di esprimervi la sua vicinanza e di trasmettervi la sua benedizione”. E ha ricordato che un “ulteriore motivo di letizia” è il “grato ricordo del 5° anniversario dell’inizio del ministero pastorale in questa Chiesa” di mons. Michele Pennisi.

Catechesi: don Gentili (Cei), “se la famiglia è Chiesa percorsi più facili”

Fri, 2018-04-27 11:46

(Assisi) “Se la famiglia è Chiesa diventano più facili tutti i percorsi: da quelli per le vocazioni a quelli di accompagnamento nella catechesi”. Lo ha detto don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei, intervenuto oggi al convegno nazionale dei direttori e collaboratori degli Uffici catechistici diocesani, organizzato dall’Ufficio Cei, ad Assisi. Don Gentili ha invitato a “non pensare a famiglie perfette, ma ferite”, che “diventano feritoie di luce, parto generativo nel dolore della separazione”. Bisogna, a suo avviso, “investire sulla famiglia, che deve essere il metodo su cui costruire la comunità”. Con la consapevolezza che “i cocci di un vaso rotto non sono matrimoni andati in frantumi, ma relazioni da ricostruire tra coniugi o con i figli”. “Papa Francesco dice in Amoris laetitia che ad amare si impara – ha aggiunto don Gentili -. Questo lavoro artigianale ha bisogno di un laboratorio della fede, di soggetti che insegnano all’amore”. Quindi, l’impegno della pastorale familiare indicato è quello di “entrare in relazione con altre pastorali”, perché si possa creare un “laboratorio per rigenerare le famiglie”. “Il lavoro dell’amore ha bisogno di comunità”, ha sottolineato il direttore dell’Ufficio Cei, che ha ricordato il “motivo più grande per cui le crisi si trasformano in separazione: la solitudine”. “Non si trova più tempo di farsi accompagnare. Mettendoci assieme la fatica diventa parto educativo”.

Catechesi: don Falabretti (Cei), “parlare ai ragazzi, ma alle parole devono seguire alcune esperienze”

Fri, 2018-04-27 11:45

(Assisi) “Dobbiamo parlare ai ragazzi, ma alle parole deve fare seguito una serie di esperienze. La pastorale non si suddivide nelle diverse attività. Chi fa pastorale nelle comunità deve essere capace di far fare ai ragazzi esperienza di sintesi”. Lo ha detto don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, intervenuto oggi al convegno nazionale dei direttori e collaboratori degli Uffici catechistici diocesani, organizzato dall’Ufficio Cei, ad Assisi. Il sacerdote, riflettendo sull’apporto della pastorale giovanile nel generare la fede, ha ribadito che “l’ascolto è generativo di qualcosa”. “Non mi stupisce, però, che i ragazzi preferiscano uscire a fare un’esperienza piuttosto che ascoltare – ha affermato -. Bisogna quindi tenere presente che nell’ascolto non si esaurisca tutto ciò che si fa”. Lo sforzo auspicato dal direttore dell’Ufficio Cei è quello di “riuscire a tradurre in alcuni casi l’ascolto in esperienza”. Don Falabretti ha poi evidenziato l’esigenza di “fare sistema”, perché “l’educazione è un sistema” con altre agenzie educative della comunità. “Quando la pastorale giovanile smette di esserlo subentrano limiti forti, perché diventa qualcosa di asettico e limitato”.

Nigeria: il vescovo di Makerdi dopo l’attacco in chiesa, “c’è un piano per islamizzare la zona”

Fri, 2018-04-27 11:37

“C’è una chiara agenda, un piano per islamizzare tutte le aree a maggioranza cristiana della Middle Belt nigeriana”: è il parere di monsignor Wilfred Chikpa Anagbe, vescovo di Makurdi in Nigeria, la diocesi in cui la mattina del 24 aprile scorso è stata attaccata la chiesa di Mbalom, un villaggio dello Stato del Benue. Ieri il vescovo ha incontrato il Papa durante la visita ad limina dei vescovi nigeriani. “Il Santo Padre mi ha porto le sue condoglianze. Segue con attenzione e partecipazione quanto accade nel nostro Paese”, ha detto ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). Il bilancio delle vittime non è ancora definitivo, alcune famiglie di fedeli risultano disperse. “Due dei miei sacerdoti sono stati uccisi, padre Joseph Gor e padre Felix Tyolaha, assieme ad almeno 17 fedeli. Stavano celebrando la messa delle sei di mattina”, dice mons. Chikpa Anagbe. Tra le vittime accertate vi sono la catechista della parrocchia, la presidente del consiglio parrocchiale e il preside dell’unica scuola secondaria del villaggio. “Dall’inizio di gennaio 11 parrocchie della mia diocesi sono state colpite – racconta il vescovo – e vi sono stati numerosi attacchi in tutto lo Stato di Benue, i cui abitanti sono per il 99% cristiani. Il 18 gennaio è stata anche rinvenuta una fossa comune con 72 corpi”. A perpetrare gli attacchi sono stati pastori islamisti di etnia fulani. “Stavolta non parliamo di Boko Haram – precisa -, anche se alcuni dei pastori si sono in passato uniti alla setta islamista ed entrambi i gruppi condividono lo stesso intento di islamizzare tutta la regione”. Il vescovo lamenta la totale inattività da parte del governo, in particolar modo quello federale: “Quando avvengono gli attacchi non ci sono mai né agenti di polizia, né militari. Senza contare che i fulani vivono perlopiù nella boscaglia e non possono permettersi armi così sofisticate. Chi li finanzia dunque?” Le violenze hanno creato almeno 100mila sfollati interni, accolti in quattro campi di accoglienza nella diocesi di Makurdi. “È la Chiesa a sostenerli – ricorda -. Anche in questo caso il governo non ci aiuta”. Il vescovo chiede di “rendere noto quanto accade alla nostra comunità. Fate in modo che si levino voci in nostra difesa. La Nigeria è parte delle Nazioni Unite e non possiamo essere abbandonati ed isolati dal mondo. L’Occidente deve fare di più per proteggerci”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “camminiamo verso un incontro”, quello “definitivo con Gesù”

Fri, 2018-04-27 11:30

“Noi camminiamo verso un incontro: l’incontro definitivo con Gesù. Il cielo è l’incontro con Gesù”. Lo ha ricordato questa mattina Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata a Casa Santa Marta. Secondo quanto riferisce Vatican News, nella sua riflessione il Papa ha commentato la prima Lettura della liturgia di oggi, tratta del brano degli Atti degli Apostoli che riporta il discorso di Paolo nella sinagoga di Antiochia nel quale c’è l’annuncio che “la promessa fatta ai Padri si è realizzata, perché Dio l’ha compiuta per noi, loro figli, resuscitando Gesù”. Avendo nel cuore questa promessa di Dio, ha proseguito il Papa, il popolo si è messo in cammino. “Anche noi siamo in cammino”, ha notato Francesco. “E quando facciamo questa domanda – ‘Sì, in cammino: ma in cammino, dove?’ – ‘Sì, in cielo!’ – ‘E cosa è, il cielo?’”, secondo il Papa “lì, incominciamo a scivolare nelle risposte, non sappiamo bene come dire ‘cosa è il cielo’”. “Tante volte – ha proseguito – pensiamo a un cielo astratto, un cielo lontano, un cielo … sì, si sta bene lì … Alcuni pensano: ‘Ma, sarà un po’ noioso stare lì, tutta l’eternità?’. No: il cielo non è quello”. E spiegando che “il cielo è l’incontro con Gesù”, Francesco ha invitato a riflettere sul fatto che “io sto camminando nella vita per incontrare Gesù”. Un incontro che ci farà godere per sempre, ha affermato Francesco. Ma poi si è chiesto: “Cosa fa Gesù, nel frattempo?”. “Non sta seduto ad aspettarmi ma, come dice il Vangelo, lavora per noi. Lui stesso infatti ha detto: ‘Abbiate fede anche in me’ e ‘Vado a prepararvi un posto’”. “E qual è il lavoro di Gesù? L’intercessione. La preghiera di intercessione”. “Gesù – ha ribadito il Papa – prega per me, per ognuno di noi. Ma questo dobbiamo ripeterlo per convincerci: Lui è fedele e Lui prega per me. In questo momento”. “Il cielo – ha aggiunto – sarà questo incontro, un incontro con il Signore che è andato lì a preparare il posto, l’incontro di ognuno di noi. E questo ci dà fiducia, fa crescere la fiducia”. “Che il Signore ci dia questa consapevolezza di essere in cammino con questa promessa”, ha concluso Francesco. “Il Signore ci dia questa grazia, di guardare su e pensare: ‘Il Signore sta pregando per me’”.

Don Tonino Bello: Lecce, il 2 maggio un convegno per approfondire la sua eredità a 25 anni dalla morte

Fri, 2018-04-27 11:04

“Convivialità delle differenze. L’eredità di don Tonino Bello a 25 anni dalla scomparsa” sarà il tema del convegno, organizzato il 2 maggio all’Università del Salento, a Lecce. Una giornata di approfondimento sul messaggio e sulla testimonianza del vescovo di Molfetta, ricordato recentemente da Papa Francesco. Ad aprire l’incontro sarà l’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia, al quale seguiranno l’intervento, tra gli altri, del rettore Vincenzo Zara. La prolusione sarà a cura di mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, che parlerà della “convivialità delle differenze” come “principio architettonico del pensiero di mons. Bello”. L’aspetto del dialogo interreligioso del vescovo sarà sviluppato da Carlo Alberto Augieri, docente all’Università del Salento, e da Giuseppina De Simone, docente alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Francesco Fistetti dell’Università di Bari approfondirà “convivialità e convivialismo: un percorso filosofico e politico”. Nel pomeriggio Paolo Ponzio (Università di Bari), Vito Mignozzi (Istituto Teologico Pugliese) e Gugliamo Forges Davanzati (Università del Salento) parleranno di “una convivialità di dialogo: da don Tonino Bello a Papa Francesco”, della “Chiesa dall’esodo all’estasi nel servizio al mondo” e di “disuguaglianze distributive e sviluppo economico nel ricordo di don Tonino”. Infine, la proiezione di un filmato a cura della fondazione a lui dedicata.

Finanze vaticane: Rapporto Aif 2017, consolidamento e normalizzazione delle attività istituzionali

Fri, 2018-04-27 11:01

Un sistema di segnalazione solido e un quadro regolamentare efficace: è quanto emerge dal Rapporto annuale 2017 dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif) della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, presentato oggi in sala stampa vaticana da René Brülhart e Tommaso Di Ruzza, rispettivamente presidente e direttore dell’Aif. Il rapporto illustra l’attività di informazione finanziaria e di vigilanza, sia in ambito prudenziale, sia per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, svolta nel 2017 dall’Aif, e le relative statistiche. “Il 2017 – si legge nel comunicato diffuso dall’organismo della Santa Sede – ha confermato un solido sistema di segnalazione ed efficace attuazione del quadro regolamentare della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Inoltre, l’Aif ha mantenuto un approccio propositivo nella collaborazione e scambio di informazioni con le sue controparti estere nella lotta contro gli illeciti finanziari. “Il 2017 – afferma il presidente René Brülhart – è stato un anno di consolidamento e normalizzazione delle attività istituzionali. Consolidamento delle misure adottate per stabilire un quadro regolamentare efficace e una sua piena e sostenibile attuazione. Normalizzazione del sistema di segnalazione, che si può reputare solido”.

L’Autorità di informazione finanziaria è l’Autorità competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per la vigilanza e l’intelligence finanziaria in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, nonché per la vigilanza prudenziale. Istituita da Papa Benedetto XVI con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio del 30 dicembre 2010, l’Aif svolge le proprie attività istituzionali sulla base del nuovo Statuto promulgato da Papa Francesco con Motu Proprio del 15 novembre 2013 e della Legge n. XVIII dell’8 ottobre 2013. L’Aif ha siglato Protocolli d’intesa con Autorità di vigilanza e Unità di Informazione Finanziaria (Uif) di Albania, Andorra, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Capo Verde, Cile, Cipro, Colombia, Cuba, Ecuador, Estonia, Francia, Germania, Ghana, Gibilterra, Guernsey, India, Isola di Man, Italia, Jersey, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Monaco, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Russia, San Marino, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Taiwan (Repubblica di Cina), Ungheria. L’Aif è membro del Gruppo Egmont dal 2013.

Finanze vaticane: Rapporto Aif 2017, 150 segnalazioni di attività sospette. Trasmessi 8 rapporti sospetti al promotore di Giustizia vaticano

Fri, 2018-04-27 11:00

Nel 2017 le segnalazioni di attività sospette (Sas) ricevute dall’Autorità di informazione finanziaria (Aif) della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano sono state 150, diminuite rispetto alle 207 dell’anno precedente. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dall’Aif presentato oggi in sala stampa vaticana da René Brülhart e Tommaso Di Ruzza, rispettivamente presidente e direttore dell’Aif. “Tale tendenza può essere letta positivamente poiché in parallelo è aumentata la qualità delle segnalazioni, mostrando una crescente consapevolezza e rafforzamento delle funzioni di controllo dei soggetti segnalanti”, afferma il direttore Tommaso Di Ruzza. Nel 2017, sono stati trasmessi 8 Rapporti all’Ufficio del Promotore di Giustizia Vaticano per ulteriori indagini da parte delle competenti Autorità di law enforcement. “Considerata la unicità della giurisdizione, la collaborazione internazionale è un elemento chiave dell’attività dell’Aif”, osserva ancora Di Ruzza, indicando che “nel 2017, l’Aif ha siglato 19 Protocolli d’intesa con controparti di giurisdizioni estere e ha scambiato informazioni in 268 casi”. Inoltre, il quadro regolamentare è stato ulteriormente rafforzato, in particolare con l’introduzione del Regolamento n. 2, che stabilisce norme in materia di dati e informazioni che accompagnano il trasferimento di fondi e requisiti tecnici su bonifici e addebiti diretti in euro”.

Fede e cultura: Milano, convegno “Volti del moderno. Infinità, libertà, universalità”

Fri, 2018-04-27 10:40

L’associazione culturale Esserci e il Centro francescano culturale Rosetum promuovono a Milano, il 12 maggio, una giornata di riflessione sul tema della modernità dal titolo “I volti del moderno. Infinità, libertà, universalità”. I lavori saranno introdotti da mons. Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, e proseguiranno con gli interventi dei filosofi Paolo Pagani (Università Ca’ Foscari – Venezia), Francesco Botturi e Giacomo Samek Lodovici (Università Cattolica – Milano). “Lo scopo è avviare un ripensamento critico del moderno, tema importante per comprendere il nostro tempo”, affermano i promotori. “Ancora oggi si tende a leggere la modernità a partire dalla polarità progressismo-tradizionalismo, quasi si trattasse di un binomio imprescindibile. Soprattutto per il mondo cattolico tale interpretazione è causa di non pochi equivoci”. L’evento avrà luogo presso il Centro francescano culturale Rosetum, via Pisanello 1 a Milano. L’inizio è previsto per le ore 9.30 e proseguirà, dopo la pausa pranzo, fino alle 17. La partecipazione è libera e gratuita ma è necessario, per motivi organizzativi, aderire inviando una mail a voltidelmoderno@gmail.com.

Cuba: p. Cela (gesuiti), crede una “Chiesa missionaria che non ha dalla sua parte grande numeri e neppure spazi propri”

Fri, 2018-04-27 10:28

Quella che si sta sviluppando a Cuba è “una Chiesa in uscita”, una Chiesa “missionaria che non ha dalla sua parte grande numeri e neppure spazi propri, e ha bisogno di uscire incontro alla gente nelle vie e nelle piazze”. Lo afferma il gesuita cubano padre Jorge Cela Carvajal, fino allo scorso anno presidente della Cpal, la Conferenza dei provinciali gesuiti dell’America Latina, interpellato dal Sir in merito al “nuovo corso” cubano dopo l’ascesa al potere di Miguel Díaz Canel. Il religioso evidenzia l’importanza delle visite apostoliche a Cuba effettuate da tre Papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. “Queste visite hanno dato visibilità alla Chiesa in un Paese che aveva cancellato la sua immagine dai mezzi di comunicazione sociale, dalle scuole e da tutti gli spazi pubblici per più di cinquant’anni. Hanno trasmesso vicinanza, hanno invitato al dialogo e all’apertura, hanno dato una nuova collocazione alla Chiesa, non tanto come rappresentante esclusiva del potere religioso, ma soprattutto come parte della cultura cubana”. Prosegue padre Cela: “E’ una Chiesa povera di operatori pastorali, sacerdoti e religiose, che vive in minoranza: formata perlopiù da laici anziani, che vivono in una società post-cristiana. Una Chiesa che riscopre il mandato di Gesù a essere sale della terra. Il sale non è mai preponderante nella pentola. La sua missione non è quella di far sì che il cibo sappia di sale, ma di far sentire i sapori che si trovano nella pentola. La missione della Chiesa non dev’essere quella di sentirsi una grande maggioranza, ma che si manifestino il buon sapore, le buone qualità che Dio ha posto nel mondo: la solidarietà, l’onestà, la giustizia, la gioia…”.

“Quella cubana è una Chiesa che ha bisogno dell’aiuto di altre Chiese per operatori e risorse pastorali. Ma non può correre il rischio di perdere la sua identità culturale, di diventare dipendente e chiedere l’elemosina. È una Chiesa che deve imparare a essere laica, impegnata e povera. E’ chiamata a seminare la riconciliazione – conclude padre Cela – in una società segnata da divisione e rottura. La Chiesa non è un esercito monolitico, ma un popolo di Dio in cammino, dove possono convivere e crescere nella fede militanti rivoluzionari e critici del regime. Che non si muove più a partire da una struttura autoritaria, ma che ogni volta si apre a una partecipazione che cerca il consenso di un’unità nella diversità. Alcuni vorrebbero una Chiesa più impegnata nella rivoluzione o più profetica e critica. La sfida è rimanere sale, capace di valorizzare i semi di bontà presenti nel nostro popolo, per vincere il male e costruire una società migliore”.

Land grabbing: Focsiv, “tra i primi 10 Paesi con terre accaparrate R.D.Congo, Sud Sudan, Mozambico”

Fri, 2018-04-27 10:27

Tra i primi 10 Paesi oggetto di land grabbing (accaparramento delle terre) vi sono i Paesi impoveriti dell’Africa, come la Repubblica Democratica del Congo, il Sud Sudan, il Mozambico, la Repubblica del Congo Brazzaville e la Liberia, mentre in Asia il Paese più coinvolto è la Papua Nuova Guinea, ma non mancano Paesi emergenti come il Brasile e l’Indonesia ed in Europa la Federazione Russa e l’Ucraina. Lo denuncia il rapporto “I padroni della Terra”, pensato e redatto da Focsiv, in collaborazione con Coldiretti, sui soggetti che stanno acquisendo sempre più terre coltivabili sul nostro pianeta, diventando di fatto i veri padroni della Terra. Presupposto dell’intero rapporto è la consapevolezza che la terra, soprattutto quella fertile e l’acqua salubre, sono risorse limitate che si stanno esaurendo, in un mercato globale che tutto fagocita. Questa prima edizione – presentata oggi a Bari – è dedicata al fenomeno del land grabbing e alle sue ripercussioni in termini di conflitti, espulsioni, migrazioni, depauperamento dell’ambiente e la scomparsa delle biodiversità. Il rapporto è anche una denuncia ed un invito ad una riflessione su un modello di produzione e consumo che accaparra risorse per sfruttarle senza riguardo delle comunità locali, in nome di “profitti a breve termine o la necessità di assicurare continuità agli stili di vita dei Paesi ricchi o emergenti”. Inoltre, gli investimenti nella terra “allargano la forbice tra i pochi grandi poteri a livello mondiale, che concentrano il controllo su risorse strategiche, e le grandi masse di popolazioni che ne sono escluse a livello locale”. Nel rapporto vengono anche presentati due casi rilevanti di accaparramento in Ecuador e in Myanmar. “In America Latina si è coniato un termine che sintetizza l’azione del land grabbing e di alcune operazioni ad esso collegate: estrattivismo – spiega Gianfranco Cattai, presidente Focsiv -. Termine utilizzato anche da Papa Francesco per indicare quelle azioni di governi e aziende multinazionali volte all’estrazione di risorse strategiche per il mercato internazionale: petrolio e idrocarburi, specie vegetali ed animali, nuovi metalli essenziali per la produzione di tecnologie, ma anche beni essenziali ed universali come terra ed acqua”.

Land grabbing: Focsiv, 88 milioni di terra fertile accaparrati dai “padroni della terra”

Fri, 2018-04-27 10:25

88 milioni di ettari di terra fertile nel mondo in 18 anni, un’estensione pari a 8 volte la grandezza dell’intero Portogallo o tre volte quella dell’Ecuador,  sono stati accaparrati da Stati, gruppi e aziende multinazionali, società finanziarie e immobiliari internazionali. E’ il fenomeno del landgrabbing, di cui si occupa il primo rapporto di Focsiv in collaborazione con Coldiretti, intitolato “I padroni della terra. Il land grabbing”, presentato oggi a Bari al Villaggio Contadino di Coldiretti. Dagli inizi di questo millennio il fenomeno dell’accaparramento di terre fertili, “è andato in crescendo a danno delle comunità rurali locali – evidenzia il rapporto – ; a perpetrarlo Stati, gruppi e aziende multinazionali, società finanziarie ed immobiliari internazionali. La maggior parte dei contratti conclusi, trasnazionali e nazionali, riguardano gli investimenti in agricoltura, ripartiti in colture alimentari e produzioni di biocarburanti, a seguire lo sfruttamento delle foreste e la realizzazione delle aree industriali o turistiche”. Tra i primi 10 Paesi maggiori investitori oltre agli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l’Olanda, vi sono quelli emergenti come la Cina, l’India ed il Brasile, ma anche Paesi petroliferi come gli Emirati Arabi Uniti oppure la Malesia, Singapore ed il Liechtenstein, che spesso si prestano come piattaforme offshore ad operazioni finanziarie per le aziende multinazionali internazionali. Una situazione più evidente nel caso delle Bermuda, delle Isole Vergini, delle Mauritius, delle Isole Cayman, che offrono condizioni finanziarie e fiscali estremamente vantaggiose per attrarre i capitali degli operatori internazionali ed è qui che transitano flussi finanziari di Paesi terzi che vengono investiti anche in acquisti e affitti di terre nel mondo. Ad esempio, le Mauritius contano 13 contratti pari a 423 mila ettari di terra concentrati soprattutto in Mozambico e Zimbabwe.  Anche l’Italia ha investito un milione e 100 mila ettari con 30 contratti in 13 Stati, la maggior parte dei quali sono stati effettuati in alcuni Paesi africani ed in Romania; in generale le imprese italiane investono principalmente nell’agroindustria e nel settore energetico, in particolare biocombustibili.

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