Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 50 min 49 sec ago

Norvegia: mons. Eidsvig (vescovo di Oslo), invito a votare alle elezioni dell’11 settembre. “Più si partecipa, più forte è la democrazia”

Sat, 2017-09-09 14:18

“Spero che le elezioni diventino una dichiarazione di fiducia per il nostro sistema democratico. Il più grande successo che possiamo desiderare è un’alta partecipazione. Si può non essere d’accordo al 100% con un partito, ma tutti” possono “trovare il partito con cui sono più in sintonia e votarlo, usando il proprio diritto”. Lo dice il vescovo di Oslo mons. Bernt Eidsvig in una delle risposte alla dichiarazione-intervista pubblicata sul sito della diocesi norvegese, a pochi giorni dalle elezioni parlamentari di lunedì 11 settembre. Votare “è contribuire a rendere la democrazia reale. Non esiste un sano modo alternativo di controllo da parte della società; più si partecipa, più forte è la democrazia”, spiega ancora il vescovo. Votare “fa anche la differenza nella coscienza democratica e politica individuale”, “è un investimento personale molto utile”. Ciò vale anche per le minoranze: “Non restare fuori” dalla comunità e dalla società, ma “assumiti la responsabilità nel Paese in cui vivi e lavori”, sollecita mons. Eidsvig perché votare è “il passo finale nel processo di integrazione e un dichiarare a se stesso ‘sono cittadino norvegese’”. E infine ancora offre argomentazioni “teologiche” al voto: “Il cristianesimo è una religione sociale. Facciamo parte di una comunità e il voto è un contributo concreto al miglioramento di questa comunità”. E conclude: “Il mio appello ai cattolici e ai credenti norvegesi è di votare lunedì, secondo la propria coscienza e convinzione”.

Card. Velasio De Paolis: si è spento oggi a Roma il presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici

Sat, 2017-09-09 13:51

Si è spento oggi a Roma, il cardinale Velasio De Paolis, presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. Tra qualche giorno avrebbe compiuto 82 anni. Era nato infatti a Sonnino, diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, il 19 settembre 1935. Entrato da piccolo nella congregazione dei missionari di San Carlo, ha compiuto il percorso di formazione nei seminari scalabriniani. Ha emesso la prima professione il 20 settembre 1955, a Crespano del Grappa, e quella perpetua il 4 ottobre 1958, a Piacenza. Nella città emiliana ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 18 marzo 1961, nella Casa madre dell’istituto.
Quattro anni dopo ha conseguito il dottorato alla facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana, quindi la licenza alla facoltà di teologia della Pontificia Università di San Tommaso, e la laurea in giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. Ha frequentato anche il biennio di teologia morale dell’Accademia Alfonsiana.
In ambito accademico ha iniziato come professore di teologia morale e di diritto canonico nel seminario maggiore scalabriniano a Piacenza e poi a Bassano del Grappa, negli anni che vanno dal 1965 al 1970. Successivamente è stato rettore del collegio internazionale di Roma, fino al 1974. Al tempo stesso, è stato anche vicario provinciale della sua congregazione. Nel 1974 ne è divenuto consigliere e procuratore generale.
Dal 1971 ha insegnato nella facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana. Nel 1987 è stato chiamato a insegnare anche alla Pontificia Università Urbaniana, in qualità di professore aggregato della facoltà di diritto canonico.
Si è distinto per la pubblicazione di oltre 200 tra libri e articoli in varie riviste scientifiche e di spiritualità. Tra le opere pubblicate, De bonis Ecclesiae temporalibus. Adnotationes in codicem: liber V, edito dalla Pontificia Università Gregoriana nel 1986; I beni temporali della Chiesa, edito dalle Dehoniane di Bologna nel 2001; Chiesa e migrazioni, edito dalla Urbaniana University Press nel 2005.
Importante è stato anche il suo contributo nel dibattito su alcuni temi specifici del diritto canonico. Ha partecipato alle iniziative per lo studio della disciplina, in particolare nell’Associazione canonistica italiana, nel gruppo italiano di docenti della materia, e nella Consociatio internationalis per la promozione del diritto canonico, della quale è stato membro del consiglio direttivo.
È stato anche consultore di vari dicasteri della Curia Romana: le Congregazioni per le Chiese Orientali e per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.
Il 30 dicembre 2003 Giovanni Paolo II lo ha nominato segretario del Tribunale della Segnatura Apostolica, assegnandogli la sede titolare vescovile di Telepte. Successivamente è stato nominato anche giudice dello stesso Tribunale. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella basilica di San Pietro, il 21 febbraio 2004, dalle mani del cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di Stato.
Il 12 aprile 2008 è stato nominato da Benedetto XVI Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede e, al tempo stesso, è stato promosso arcivescovo. Ha mantenuto l’ufficio di Presidente fino al 21 settembre 2011.
Un altro delicato incarico gli è stato affidato dal Papa allorché sono emersi i gravissimi e immorali comportamenti del fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado. Il Pontefice ha indetto una visita apostolica alla congregazione, a seguito della quale, il 9 luglio 2010, lo ha nominato delegato pontificio con l’incarico di governare – a suo nome – l’istituto religioso fino alla revisione delle costituzioni.
Da Benedetto XVI è stato creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia di Gesù Buon Pastore alla Montagnola.
Con la sua morte il Collegio cardinalizio risulta così costituito: 220 cardinali di cui 120 elettori e 100 non elettori.

Azione cattolica: mons. Sigismondi, un decalogo per il “discernimento, esercizio alto di sinodalità”

Sat, 2017-09-09 13:44

“Il discernimento è un esercizio alto di sinodalità”, la quale “esprime il mistero della Chiesa: la comunione”. Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno e assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, ha tenuto oggi un’ampia relazione al convegno nazionale dei presidenti e assistenti diocesani dell’associazione in corso a Bologna. Il convegno, iniziato ieri e che proseguirà fino a domani, è volto a mettere a fuoco il programma triennale dell’associazione. Per tale ragione l’attenzione è indirizzata al discernimento quale “atto di intelligenza spirituale che consente – ha detto Sigismondi – di interpretare la volontà di Dio” attraverso “le mediazioni umane”. Un’azione, in tal senso, “al contempo personale e comunitaria”, che muove da una premessa essenziale, ovvero “tenere lo sguardo fisso su Gesù”. Il discernimento “nasce dall’adesione salda al vangelo e si arricchisce dell’ascolto delle persone, a partire dai più poveri”. Richiede al contempo “ascolto umile, dialogo aperto e franco, scorgendo ciò che suggerisce lo spirito” senza trascurare “le fatiche quotidiane” e rendendo necessario il compito di “attraversare i conflitti” della vita feriale. Mons. Sigismondi ha quindi proposto una sorta di “decalogo” per l’esercizio del discernimento all’interno dell’Azione cattolica.
Fra i punti indicati: “considerare gli altri superiori a se stessi” e, ugualmente, “gareggiare nello stimarsi a vicenda”; “saper nutrire un po’ di diffidenza verso il proprio giudizio”; “cercare soluzioni condivise e puntare al massimo bene possibile, non al minimo indispensabile”; “individuare i fini e i mezzi necessari per raggiungerli”. Inoltre: “avere memoria del futuro” senza “cedere alla nostalgia né alle utopie”, perché entrambe “soffocano la profezia”; “avviare processi a lunga scadenza, senza farsi sopraffare dalla ricerca di risultati immediati” (“la quercia dell’Ac, che altri hanno piantato, dura da 150 anni…); “leggere la Parola di Dio tenendo la mano sul polso della vita”; “creare una intesa che sia sintesi delle diverse esigenze e delle varie voci emerse”. Il vescovo ha quindi richiamato la “cura della vita interiore” come “campo base dell’Ac”.

Università Cattolica in Cina: mons. Giuliodori (assistente generale), “grande Paese in crescita con ruolo sempre più rilevante in ambito mondiale”

Sat, 2017-09-09 13:21

“Non sarà possibile pensare il futuro del pianeta senza confrontarsi con questo grande popolo che conta circa un milione e mezzo di persone e che sta vivendo una delle sue stagioni di maggiore dinamismo e crescita, ovviamente con una complessità di situazioni e di problematiche i cui esiti non sono facili da prevedere”. Mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università cattolica del Sacro Cuore, ha guidato un viaggio culturale in Cina (22 – 31 agosto) promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo, e in un’intervista al Sir ne ripercorre esperienze ed emozioni e sottolinea il crescente ruolo del Paese del sol levante nel dialogo con l’Europa e l’Occidente. “Basta un semplice viaggio culturale come questo per rendersi conto di quale sviluppo e di quale rilevanza politica, economica e culturale la Cina va assumendo per i cambiamenti interni e per il suo ruolo in ambito mondiale”, osserva. Un viaggio all’insegna del dialogo interculturale, sulle orme del grande missionario gesuita Matteo Ricci. “È evidente – chiosa Giuliodori – che ogni iniziativa di dialogo e di incontro, nello ‘stile di amicizia’ insegnato da p. Matteo Ricci non potrà che agevolare la conoscenza, la stima e la collaborazione per un cammino, come auspicato anche da Papa Francesco, di pace, concordia e armonia, termini tanto cari alla cultura tradizionale cinese e propedeutici anche all’accoglienza del Vangelo”.

Università Cattolica in Cina: mons. Giuliodori (assistente generale), “Matteo Ricci modello di apertura a incontro e a ricerca della verità”

Sat, 2017-09-09 13:10

Padre Matteo Ricci: lo “stile di amicizia” del grande gesuita e missionario maceratese è ancora oggi un modello cui ispirarsi in ogni iniziativa di dialogo e incontro. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università cattolica del Sacro Cuore, che dal 22 al 31 agosto ha guidato un viaggio culturale in Cina promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo, al quale hanno partecipato 20 professori con familiari e amici per un totale di 62 persone. La “Cattolica”, spiega in un’intervista al Sir, nutre grande interesse “per i processi di internazionalizzazione e, in particolare, per quanto sta accadendo in Oriente e soprattutto in Cina”. Centinaia i cinesi che frequentano le diverse facoltà o i master dell’Ateneo; “ci sono poi relazioni e progetti istituzionali che ci vedono coinvolti in iniziative comuni con alcune università cinesi a Shanghai e Pechino”. In questo contesto si è svolta la visita al Dipartimento di filosofia e studi religiosi della Fudan University di Shanghai e alla BLCU-Beijing Language and Culture University di Pechino. Con quest’ultima istituzione la collaborazione passa in modo particolare attraverso l’Istituto Confucio presente anche in Cattolica e alcuni progetti che consentono di conseguire titoli double degree in entrambi gli atenei. Filo conduttore del viaggio “la testimonianza e l’insegnamento” di Matteo Ricci. Particolarmente significativa “la celebrazione della Messa sulla sua tomba. “Di straordinaria attualità” il suo messaggio “anche per un’istituzione come l’Università cattolica che ha il compito di formare le nuove generazioni ad un sapere aperto a tutte le conoscenze a partire da una visione che si ispira all’universalismo cattolico e alla ricerca sincera della verità”, chiosa Giuliodori. Ulteriore tappa, l’incontro con la congregazione religiosa fondata da Armida Barelli nel 1923: oggi ben 250 suore cinesi a servizio della diocesi e di alcune istituzioni a carattere educativo e caritativo.

 

Papa in Colombia: i media conquistati da Francesco che porta “verità”, “perdono” e “riconciliazione”

Sat, 2017-09-09 12:24

I mass media colombiani stanno dedicando grandissimo spazio alla visita del Papa nel Paese. In particolare, la preghiera di ieri per la riconciliazione nazionale suscita una vasta eco. Tutti i giornali si concentrano sul cuore del messaggio di speranza e riconciliazione portato dal Papa, evitando toni scandalistici o mettendo in secondo piano dettagli e particolari “di colore”.
“El Tiempo”, il quotidiano più diffuso del Paese definisce l’incontro “commovente” e sottolinea che a Villavicencio il Papa ha pronunciato “le parole più sentite della sua visita in Colombia”. Il quotidiano dedica spazio alla straziante storia di Pastora Mira, una delle vittime del conflitto che ieri davanti al Papa ha trovato la forza per perdonare, e alla lettera inviata al Papa dall’ultimo comandante delle Farc Rodrigo Londoño “Timochenko”.
“Verità e perdono, i compiti che lascia papa Francesco” è il titolo che appare sul sito di “El Espectador”, quotidiano di Medellín. Ampio anche lo spazio dedicato all’arrivo del Papa oggi nella “città dell’eterna primavera”. “El Colombiano”, altro quotidiano di Medellín, mette in primo piano le informazioni sulla visita di oggi nella città. Sull’incontro si ieri il titolo è “Riconciliazione, il seme che ha seminato papa Francesco”.
“L’amore è più forte dell’odio e della violenza” è il titolo dell’homepage del network “Caracol”, che dedica alla visita del Papa buona parte del suo spazio.

A Sua Immagine: sabato 9 e domenica 10 settembre programmazione speciale per il Papa in Colombia

Sat, 2017-09-09 12:10

Oggi, sabato 9 settembre alle ore 17.10, in studio con la conduttrice Lorena Bianchetti ci saranno il giornalista di “Avvenire” Nello Scavo e Alessandra Zaghini dell’Operazione Colomba. In collegamento in diretta dall’Aeroporto Enrique Olaya di Medellin, interverrà inoltre Vania De Luca, vaticanista Rai. Seguirà poi nel corso della trasmissione, alle 17.30, lo spazio “Le ragioni della speranza” con don Maurizio Patriciello, che per il commento al Vangelo sarà ad Avola con don Fortunato Di Noto, sacerdote in prima fila nella lotta contro la pedopornografia, fondatore dell’associazione Meter.

Domenica 10 settembre ore 10.30 sempre su Rai Uno, nello studio di “A Sua Immagine” Lorena Bianchetti tornerà a parlare del viaggio in Colombia del Papa con lo scrittore Nando Dalla Chiesa, Tonio Dall’Olio dell’associazione Libera e il vaticanista Jacopo Scaramuzzi. Ancora, nel corso del programma sono previsti gli interventi di dell’attore Cesare Bocci, che racconterà la sua esperienza in Colombia, e di Lucia Capuzzi di “Avvenire”, che fornirà alcuni aggiornamenti in diretta da Bogotá.

Alle 10.55 come di consueto si terrà la trasmissione in diretta della Santa Messa, questa settimana dalla Cattedrale di Cesena, per la regia tv di Antonio Ammirati e il commento di Elena Bolasco. Al termine della celebrazione, nuovamente in studio con Lorena Bianchetti e i suoi ospiti per tracciare un bilancio dell’incontro di papa Francesco con il popolo colombiano.

Diocesi: Molfetta, mons. Cornacchia condanna gli episodi violenti durante la festa patronale

Sat, 2017-09-09 11:43

“Sgomento e incredulità” sono i sentimenti espressi dal vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, monsignor Domenico Cornacchia nell’apprendere che i giorni della festa patronale di Molfetta, in onore della Madonna dei Martiri, sono stati segnati da episodi di violenza: l’ordigno, per fortuna inesploso, davanti ad un esercizio commerciale su Corso Dante, e la sparatoria tra migliaia di persone, molti bambini, nei pressi delle giostre, durante lo spettacolo di fuochi pirotecnici. “La bella celebrazione eucaristica e la sacralità della processione, cui hanno preso parte migliaia di persone, non possono essere offuscate da episodi di violenza deliberata”, scrive in una nota mons. Cornacchia. “Proprio in momenti in cui la città gode di serate di festa, tra genitori e figli, nonni e nipoti – osserva il vescovo – qualcuno decide di turbare la serenità scatenando un panico che poteva essere causa di gravi incidenti”. “La nostra è e deve rimanere terra di pace, di comunione – rimarca -. Non ci sono motivazioni che possano giustificare l’uso della violenza”. Mons. Cornacchia auspica, inoltre “che non ci siano echi stupidi” a quanto accaduto. L’episodio della sparatoria, sottolinea, “è avvenuto proprio mentre in Colombia il Papa invitava quelle popolazioni, segnate da violenza inaudita, a farsi artigiani di pace, promotori della vita, rispettosi delle differenze, promuovendo gli ultimi”.

Azione cattolica: Truffelli, “associazione missionaria per incontrare tutti, accogliere tutti, abbracciare tutti”

Sat, 2017-09-09 11:38

Durante il suo intervento al convegno nazionale di Bologna, il presidente di Ac Matteo Truffelli si è soffermato a lungo per delineare il tema che accompagna i lavori dell’associazione per la programmazione del triennio: “Vi precede in Galilea” (Mc 16,7). “È il brano dell’annuncio del Risorto, di quella gioia del vangelo – ha detto – che vogliamo testimoniare per essere seminatori di speranza, come abbiamo detto chiudendo la nostra assemblea nazionale: è di questo, più di ogni altra cosa, che il nostro tempo ha bisogno”. Il brano richiamato “ci ricorda inoltre che la Resurrezione si scopre, si accoglie, si cerca di capire e si cerca di testimoniare nella ferialità della vita, là dove la nostra vita ordinaria si svolge, dove sono la famiglia, il lavoro, la terra… Ci ricorda che è lì che si gioca il nostro battesimo, la nostra fede”. Ancora: “È il richiamo a spendere nel mondo il nostro essere credenti, da laici, secondo l’insegnamento conciliare che il Papa ha rilanciato in maniera forte e radicale in Evangelii gaudium”. Truffelli si è quindi speso per chiarire il senso della “popolarità” dell’associazione laicale. Popolare in quanto “più missionaria. Pensata e vissuta per incontrare tutti, accogliere tutti, ascoltare tutti, abbracciare tutti”. E la missione “non è un compito tra i tanti nell’Azione cattolica, è il compito. L’Ac ha il carisma di portare avanti la pastorale della Chiesa: se la missione non è la sua forza distintiva, si snatura l’essenza dell’Azione cattolica”.
Quindi il presidente ha aggiunto: “Cosa significa per l’Ac farsi più missionaria? Non ci sono risposte facili. Dovremo capirlo insieme, in questi e nei prossimi anni. Battendo sentieri nuovi, esplorando nuove modalità e iniziative. E condividendo le esperienze fatte, per capire come farne patrimonio comune. Per cercare di spingere l’associazione occorre sporgersi in avanti, per farsi sempre più prossima alla vita delle persone”. Un’Ac più popolare significa anche “un’Ac che sa mettersi in ascolto della vita delle persone, per non dare risposte a domande che nessuno si fa. Un’Ac che si fa compagna di vita delle persone, se ne prende cura. Un’Ac che tocca il cuore e non solo il cervello. Che costruisce legami veri”. Una associazione “che non si accontenta di chi c’è, ma si propone, si promuove: non per aumentare di numero ma per offrire un’esperienza bella, intensa, preziosa di vita di fede, di formazione ecclesiale, di maturazione umana e cristiana”.

Migranti: p. Van Parys (Chevetogne), “non dimenticare le tragedie vissute da milioni di esseri umani”

Sat, 2017-09-09 11:36

(da Bose) – “L’ospitalità vissuta a Bose non può farci dimenticare le tragedie vissute da milioni di esseri umani che fuggono da guerre, carestie, catastrofi naturali, persecuzioni etniche o religiose”. Lo ha affermato questa mattina padre Michel Van Parys, benedettino, già priore di Chevetogne, nelle sue conclusioni al XXV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa svoltosi in questi giorni a Bose. “Sono più di 200 milioni – ha aggiunto – coloro che fuggono. Sono tanti poveri Lazzari che gemono e muoiono alla porta della nostra ricca società che rifiutano di restituire le briciole che hanno rubato e che continuano a rubare a questi poveri”. Ricordando che “l’ospitalità offerta e ricevuta fanno parte integrale del dialogo ecumenico e di quello interreligioso” e ripercorrendo tutti i temi affrontati nel convegno, padre Van Parys ha notato che “sempre più la grande diversità degli ospiti che giungono nei nostri monasteri ci invitano ad un ascolto più fine dell’ospite stesso, all’attenzione alla singola persona, alle sue sofferenze e ad onorare la sua differenza culturale. In questo senso – ha commentato – le comunità monastiche multiculturali sono segni di speranza”. Richiamando l’“ospitalità del cuore” a cui ha fatto riferimento Papa Francesco nel messaggio inviato al convegno, il benedettino ha invitato ad “offrire almeno qualcosa, come ha suggerito Papa Francesco: ospedali da campo per curare i feriti, un tetto in ogni parrocchia o comunità per una famiglia esiliata” perché “un cuore che non ha mani non è discepolo di Gesù Cristo”.

Azione cattolica: Truffelli, “fedeli alla nostra storia perché abbiamo saputo cambiare”. “Discernimento per progettare il futuro”

Sat, 2017-09-09 11:31

“La nostra storia ci aiuta a capire che nei 150 anni di vita dell’Azione cattolica siamo stati fedeli alla nostra identità perché abbiamo saputo cambiare. Abbiamo saputo leggere e interpretare il tempo per stare dentro di esso”. Lo ha affermato oggi a Bologna Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Ac, al convegno annuale dei presidenti e assistenti ecclesiastici diocesani, dove sono rappresentate 150 diocesi di tutte le regioni d’Italia. Tre giorni dedicati ad avviare le celebrazioni del 150° di fondazione (1867) e, più ancora, a programmare il triennio associativo iniziato in primavera con l’assemblea elettiva e l’incontro con Papa Francesco. Tre i verbi – custodire, generare, abitare – che faranno da filo conduttore del triennio in cui l’Ac si è data il compito di discernere sul proprio futuro a partire dalla storia e per “servire, con coerenza ed efficacia, la Chiesa e il Paese”. “La nostra storia ci insegna – ha aggiunto Truffelli – l’arte e l’importanza del discernimento, del discernimento comunitario: capire come essere Ac oggi”. L’impegno che l’associazione assume è, riassume Truffelli, “il porsi in ascolto della vita della propria realtà particolare per capire quali priorità assumere per il triennio, e attraverso quali modalità e quali scelte concrete lavorare per esse”.
Perché “è questo che è richiesto ai cittadini di Galilea” (titolo del convegno): “la Galilea, ci ricordava mons. Mansueto Bianchi, è la terra ‘tipica del laico di Azione cattolica’, perché è ‘la terra della contaminazione’, la ‘terra della pluralità’, ‘del velamento di Dio’, la terra in cui non è facile distinguere con chiarezza immediata il bene, il giusto, la verità”. Ma “è anche il luogo della vita, la parabola della città’. E proprio per questo è anche il luogo dove ‘è iniziato il cammino di Gesù’, il ‘cammino della Chiesa’, e perciò dove ‘comincia il cammino di ogni cristiano’”. Il quale “è chiamato ad avanzare dentro il mondo sapendo che gli è chiesto continuamente di ripensare i propri passi per capire dove andare. Gli è chiesto, appunto, di fare esercizio di discernimento”.

Laudato si’: Verona, incontro con card. Maradiaga, mons. Zenti, Enrico Letta, Franco Frattini il 5 ottobre

Sat, 2017-09-09 11:16

Nella cornice dalla chiesa di San Bernardino, la diocesi di Verona e l’Ispettoria salesiana del Nord-Est hanno organizzato una conversazione sulla Enciclica sulla salvaguardia del Creato di Papa Francesco. Titolo dell’evento, “La Laudato Si’: occasione per un mondo migliore? Il futuro tra etica, economia sostenibile e geopolitica”. A dibattere sui vari aspetti dell’Enciclica saranno il cardinale Oscar R. Maradiaga, l’ex premier Enrico Letta e l’ex ministro degli Esteri e già commissario europeo Franco Frattini. Introduce i lavori il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti. A moderarli sarà Daniele Cunego.

Giornata donazione organi: Andriukaitis (Commissione Ue), “eroi di ogni giorno salvano migliaia di vite umane”

Sat, 2017-09-09 11:00

(Bruxelles) “È doveroso onorare il contributo degli innumerevoli eroi di tutti i giorni che nell’Ue hanno permesso di prolungare e salvare centinaia di migliaia di vite” con la donazione degli organi. Lo scrive il commissario Ue per la salute Vytenis Andriukaitis in una dichiarazione per la Giornata europea della donazione e del trapianto di organi che si celebra oggi. Crescono le percentuali delle donazioni e quindi dei trapianti grazie ai “progressi della chirurgia, al migliore coordinamento tra le équipe cliniche, al miglioramento degli standard di trasporto e di sicurezza degli organi e all’aumento degli scambi transfrontalieri di organi”, scrive il Commissario. Vitale è anche la “legislazione Ue che disciplina la qualità e la sicurezza degli organi destinati al trapianto” e lo sviluppo di “uno strumento informatico che consente al personale medico di uno Stato membro di trovare donatori adatti ai loro pazienti in altri Stati membri”: grazie ad esso negli ultimi due anni sono avvenuti 90 trapianti che prima non sarebbero stati possibili. Su questo filone della “condivisione di risorse e conoscenze” la Commissione continuerà a lavorare per permettere al personale medico “scambi di informazioni su patologie complesse o rare”. Secondo Andriukaitis, egli stesso chirurgo, “insieme ai nostri Stati membri possiamo fare di più” per evitare che nell’Ue muoiano ogni giorno ancora 16 pazienti in attesa di organi e altre migliaia restano in lista d’attesa.

Diocesi: mons. Debernardi (Pinerolo), “amare la scuola perché educa al vero, al bene e al bello nel dialogo e nel rispetto”

Sat, 2017-09-09 10:38

Un augurio agli alunni, agli insegnanti e ai genitori all’inizio del nuovo anno scolastico. A rivolgerlo, nell’editoriale dell’ultimo numero di “Vita diocesana pinerolese”, è l’amministratore apostolico mons. Pier Giorgio Debernardi che invita ad “amare la scuola perché educa al vero, al bene e al bello; perché si incontrano persone e si cresce insieme nel dialogo e nel rispetto”. “Le nostre scuole – scrive il presule – sono di tutti i colori. Seduti gli uni accanto agli altri si trovano bambini, ragazzi e giovani che provengono da altri Continenti. Questa presenza è una ricchezza e una sfida educativa. Da parte nostra dobbiamo farli sentire non stranieri, ma amici”. La scuola, prosegue l’editoriale, “è tra le priorità per l’avvenire della nostra Nazione” ed “è di tutti”. È necessario “investire più risorse economiche per raggiungere standard eccellenti di qualità”. Un appello a genitori e insegnanti: “Aiutate i vostri figli e i vostri alunni ad ‘avere voglia’ di scuola! Fate capire loro che la scuola li prepara a costruire il loro futuro!” e un richiamo alla figura di don Milani. “Siate maestri, non funzionari! – il monito agli insegnanti -. Percorrete vie innovative e rimotivate ogni giorno il vostro insegnamento nella scuola”. Così, per mons. Debernardi, “si contribuisce a rendere attraente la scuola e a farla amare”. Infine il richiamo all’esortazione di Papa Francesco, nel suo discorso alla scuola italiana (10 maggio 2014): “Non lasciatevi rubare l’amore per la scuola!”. Questo, conclude il presule, “non è uno slogan, ma un imperativo”.

Carlo Caffarra: funerali a Bologna. Mons. Zuppi, “Silenziosamente, ma con tanta predilezione, ha amato i poveri, che aiutava e difendeva”

Sat, 2017-09-09 10:28

“Ha amato Bologna e la sua Chiesa e la città, con passione e dedizione, senza riserve, fino allo sfinimento fisico. Silenziosamente, ma con tanta predilezione, ha amato i poveri, che aiutava e difendeva”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, durante l’omelia delle esequie del cardinale Carlo Caffarra che ha presieduto questa mattina in cattedrale. Il presule ha ricordato le passioni del cardinale per la musica e la letteratura. “Guareschi era una delle sue passioni – lo aveva sul comodino – anche perché il cardinale era capace di unire riflessione teologica e morale con tanta conoscenza letteraria, storica e anche musicale”, ha spiegato Zuppi. Dall’arcivescovo una sequenza di “grazie” al porporato scomparso nei giorni scorsi “per come ha vissuto i suoi tre amori: i sacerdoti, le famiglie, i giovani”, per “l’insegnamento e per l’Istituto Giovanni Paolo II”, per “la difesa della famiglia, per i tanti contributi mai scontati, sempre capaci di interrogare la coscienza perché frutto di ricerca vigile e inquieta”. E, ancora, perché “maestro che non legava gli allievi a sé o alle proprie idee, ma come ‘padre nel cuore’ li aiutava a guardare insieme a una verità più grande, da amare, ricercare e onorare senza calcoli umani, compiacenze, false indulgenze o riserve” e per “il servizio pastorale e la paternità nelle Chiese di Ferrara e Bologna, comunità che ha amato e conosciuto attentamente, con le tante visite e la sempre pronta disponibilità, in maniera personale e diretta, non a distanza. Le girava in bicicletta finché gli è stato permesso”. Infine, un grazie per “il suo servizio alla Chiesa universale nei vari dicasteri della Santa Sede, in particolare per la collaborazione lunga e ricca con Papa Benedetto XVI”.

Carlo Caffarra: funerali a Bologna. Mons. Zuppi, “il suo era un amore indiscusso e obbediente per Cristo e la Chiesa”

Sat, 2017-09-09 10:24

“Non voleva essere affatto confuso con interpretazioni e posizionamenti preconcetti che, al contrario, indeboliscono l’unità. Il suo era un amore indiscusso e obbediente per Cristo e per la Chiesa e alcune interpretazioni strumentali o divisive lo amareggiavano profondamente”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, durante l’omelia delle esequie del cardinale Carlo Caffarra che ha presieduto questa mattina in cattedrale. “Ha voluto che la Chiesa indichi e predichi la verità di Cristo senza accomodamenti e opportunismi – ha aggiunto il presule -, con una chiarezza che ha ottenuto il rispetto anche di quanti avevano sensibilità e convinzioni diverse”. Mons. Zuppi ha rivolto poi lo sguardo ai giorni successivi alla scomparsa del cardinale. “In questi giorni molti, che in passato ebbero posizioni differenti dalle sue, hanno sottolineato proprio la sua integrità e chiarezza e l’importanza di avere un interlocutore così. Qualcuno ha scritto che era come un padre severo che prima o poi tutti rimpiangono: un “poi” che arriva sempre troppo tardi”.

Carlo Caffarra: funerali a Bologna. Mons. Zuppi, “ha amato e servito l’unità della Chiesa, con intelligenza e fermezza”

Sat, 2017-09-09 10:21

“Il cardinale ha amato e servito l’unità della Chiesa, con intelligenza e fermezza e allo stesso tempo con tanta delicatezza e profonda vicinanza umana a ogni persona”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, durante l’omelia delle esequie del cardinale Carlo Caffarra che ha presieduto questa mattina in cattedrale. “Lo salutiamo inaspettatamente, con l’amarezza di tanti discorsi interrotti e con una presenza che viene a mancare, importante per la Chiesa tutta e per la nostra città”, ha aggiunto il presule. Mons. Zuppi ha citato alcune parole del cardinale (“l’Eucaristia è un anticipo della risurrezione a cui siamo destinati”), spiegando che lui “l’ha celebrata sempre con devozione intensa, quasi estraniandosi fisicamente per immergersi nella grandezza dell’orizzonte salvifico, con un trasporto personale di abbandono, di ascolto, di intimità con Colui che è stato il centro di tutta la sua vita”. L’arcivescovo ha indicato alcune caratteristiche del suo predecessore, citando le parole del Papa: “Tutti lo ricordiamo come un uomo affettuoso, sensibile, sincero, come mi disse parlando di lui Papa Francesco, con i tratti della timidezza”. Caratteristiche che stridono con quelle diffuse oggi. “In tempi di narcisismo protagonista e di esibizione di sé – ha aggiunto – la riservatezza del cardinale è una ricchezza che aiuta ad andare oltre le apparenze e a cercare la profondità interiore in ogni incontro e nel sensibilissimo relazionarsi degli uomini”.

Diocesi: Benevento, il 15 e il 16 settembre torna a Pietrelcina la Summer School Cives

Sat, 2017-09-09 10:11

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la Summer School Cives che si terrà a Pietrelcina, presso il Palavetro, il 15 e il 16 settembre sul tema “L’impresa di creare lavoro al Sud”. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio problemi sociali e lavoro dell’arcidiocesi di Benevento, dal Centro nazionale per il volontariato e dal comune di Pietrelcina. Il tema scelto per questa terza edizione si pone in ideale connessione con la Settimana sociale dei cattolici italiani che si terrà a Cagliari a fine ottobre, che ha per titolo “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale”.
Nelle due giornate della Summer School Cives si affronteranno questioni di ampio respiro partendo dalle esperienze, dalle buone pratiche e dalle risorse del Mezzogiorno d’Italia per guardare all’intero Paese, al fine di trovare prospettive e sentieri di sviluppo che possano aiutare, in una logica unitaria e di coesione, i meridionali e tutti gli italiani a sentirsi protagonisti di pagine di rinnovata fiducia nel futuro. In particolare, saranno approfonditi gli strumenti e le strategie per affrontare il problema principale del Sud, cioè come creare opportunità di lavoro soprattutto per i giovani che, in tanti, pur avendo le competenze si vedono tagliati fuori dal pieno inserimento nella vita attiva.
Spiega Ettore Rossi direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro: “Dobbiamo decidere di fare un grande investimento pubblico sui giovani cercando di mettere in valore il loro entusiasmo, la loro creatività e le loro competenze al fine di ottenere risultati che in questo momento possono apparire difficili da raggiungere”.
Numerosi i relatori che si avvicenderanno nelle tre sessioni previste: mons. Felice Accrocca arcivescovo di Benevento, Linda Laura Sabbadini, statistica sociale, Edoardo Patriarca, presidente del Centro nazionale per il volontariato, Giuseppe Notarstefano, componente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani e vice presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Vincenzo Linarello, presidente Goel Gruppo cooperativo, Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, Filippo Liverini, presidente Confindustria Benevento, Maurizio Del Conte, presidente Anpal, Amedeo Lepore, assessore regionale campano alle Attività produttive. Le conclusioni della Summer School saranno tratte da Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno. L’iniziativa formativa è realizzata in collaborazione con il Centro di cultura “Raffaele Calabrìa” e con il patrocinio della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro.

Terremoto in Messico: le vittime salgono a 58. Caritas già all’opera nei luoghi colpiti

Sat, 2017-09-09 10:00

È di 58 vittime il bilancio aggiornato delle vittime in Messico, dove ieri si è verificato al largo della costa Pacifica un terremoto di 8,2 gradi della scala Richter. Ma ci sono ancora persone sotto le macerie. Lo rende noto il bollettino diffuso in serata (nella notte in Italia) dalla Pastorale sociale – Caritas della Conferenza episcopale messicana.
Il maggior numero di vittime (45) e i danni maggiori sono nello stato di Oaxaca e in particolare nell’istmo di Tehuantepec. Il centro più danneggiato è Juchitán de Zaragoza (31 vittime e 150 abitazioni distrutte), dove si sta scavando tra le macerie dei numerosi edifici crollati, nella speranza di trovare persone ancora in vita. Nello stato del Chiapas si registrano 10 vittime (tra cui 3 a San Cristóbal de Las Casas). Le autorità non cessano di dichiarare l’allerta tsunami ed è stata evacuata la popolazione che vive lungo la costa. Nello stato di Tabasco, nel frattempo falcidiato anche dall’uragano Katia, le vittime sono tre. In Oaxaca e Chiapas molta gente sta trascorrendo la seconda notte senza dormire, in provvisorie sistemazioni di fortuna.
Padre Rogelio Narváez, segretario esecutivo della Pastorale sociale – Caritas della Chiesa messicana, rende noto che “subito ci siamo messi in contatto con vescovi, sacerdoti, responsabili della Pastorale sociale e parroci delle località più danneggiate di quattro diocesi: Tehuantepec, San Cristóbal de Las Casas, Tuxtla Gutiérrez e Puerto Escondido”.
Già la Caritas sta offrendo i primi aiuti e le prime risposte, a partire dalla diocesi di Tehuantepec. La Caritas di Monterrey si sta occupando di far arrivare viveri a Juchitán de Zaragoza e la locale Caritas sta andando in aiuto di cento famiglie di San Mateo del Mar costrette ad abbandonare la propria casa.

Diocesi: Caltanissetta, lunedì 11 settembre un incontro sull'”uso rituale del fischietto nella tradizione popolare”

Sat, 2017-09-09 09:55

Si parlerà delle tradizioni nissene e si approfondirà “L’uso rituale del fischietto nella tradizione popolare” lunedì 11 settembre, alle 18, nella al museo diocesano di Caltanissetta. L’iniziativa nasce dagli studi sull’uso rituale, da parte dei bambini, di fischietti di terracotta raffiguranti soprattutto personaggi sacri e decorati secondo un gusto popolare, che erano venduti in occasione delle fiere legate alle feste patronali. Così il museo diocesano nisseno ha voluto proporre, nell’imminenza della festa del Santo patrono, una riflessione su quest’uso antico, presentando durante l’incontro una versione di fantasia del fischietto raffigurante San Michele. Dopo l’introduzione di mons. Giuseppe La Placa, vicario generale della diocesi di Caltanissetta, e di mons. Gaetano Canalella, parroco della cattedrale “Santa Maria La Nova”, interverrà Nadia Rizzo, storica dell’arte, che parlerà si san Michele Arcangelo nell’arte popolare. Danilo Cantaro presenterà il fischietto in terracotta dipinta che ha realizzato raffigurante san Michele Arcangelo.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie