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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 37 min ago

Cuba: p. Cela (gesuiti), “negli ultimi anni dell’era Castro molte cose hanno iniziato a muoversi”

Fri, 2018-04-27 10:20

Dopo gli anni della rivoluzione e dell’ateismo militante, l’avvento al potere di Raúl Castro ha aperto “una nuova tappa” nei rapporti tra Chiesa e Stato a Cuba, “attraverso i colloqui tra il Comandante e il cardinale Jaime Ortega, che hanno incluso il negoziato per la liberazione di 126 prigionieri, con implicazioni nel negoziato tra Stati Uniti e Cuba, che hanno portato al ristabilimento dei rapporti diplomatici tra i due Paesi”. Lo afferma da L’Avana il gesuita cubano padre Jorge Cela Carvajal, fino allo scorso anno presidente della Cpal, che, interpellato dal Sir, traccia un bilancio sulla lunga era Castro, che si è chiusa la scorsa settimana, quando il Governo è passato a Miguel Díaz Canel. Padre Cela spiega che il cambiamento nei rapporti tra Stato e Chiesa è stato lento e lungo: “Le cose cominciarono a cambiare con la pubblicazione del libro ‘Fidel e la religione’, nel quale il líder maximo veniva intervistato da Frei Betto”.

Secondo il gesuita, il dialogo che si instaurò tra Raúl e il cardinale Ortega “non ha solo cambiato la relazione con la Chiesa cattolica, ma si è mosso dentro ai processi di cambiamento nei quali entrò il Paese: l’apparizione di piccole imprese autonome; l’impulso dato alle cooperative; la riduzione del periodo di Governo a cinque anni rinnovabile una sola volta; cambiamenti nelle politiche sociali e di genere; il permesso di dare vita a forme educative complementari non statali; aperture di relazioni diplomatiche. Raúl Castro, nel momento di salire al potere, ha promesso una serie di riforme che in maggioranza ha mantenuto. Pensiamo alla legalizzazione delle piccole imprese e la separazione tra Partito e Governo. Per molti questi processi non sono sufficienti o comunque troppo lenti, però non c’è dubbio che negli ultimi anni molte cose hanno iniziato a muoversi a Cuba”. Tuttavia, dice padre Cela, “ci si aspetta di più. Pensiamo alla stanchezza per la promessa non mantenuta di una crescita economica che non arriva; il disincanto che si traduce in una tendenza all’esodo, ora contenuta più dalla difficoltà di trovare Paesi ospitanti che dal mancato permesso di lasciare il Paese. Tuttavia, ripeto, qualcosa si muove”.

Alfie Evans: il papà, “adesso desideriamo privacy. Continuate a sostenerci ma non protestate”

Fri, 2018-04-27 10:20

“Da adesso in poi non pubblicheremo più dichiarazioni né rilasceremo interviste”. È Thomas Evans, papà del piccolo Alfie che nella serata di ieri sui social ha diffuso una dichiarazione “a nome suo e di Kate”, la moglie, per chiedere di permettere loro e all’Ospedale “di formare una relazione, costruire un ponte e attraversarlo”. “Le nostre vite sono state stravolte dall’intensa attenzione su Alfie e la sua situazione”, si legge nel breve testo la cui foto è stata pubblicata sul profilo dell’“Armata di Alfie”, “e noi non siamo riusciti a vivere le nostre vite come avremmo voluto”. Esprimono “gratitudine” per tutto il sostegno ricevuto da ogni parte del mondo e ringraziano anche lo staff dell’Adler Hey per la “dignità e la professionalità durante un periodo che deve essere stato incredibilmente difficile anche per loro”. “Insieme siamo consapevoli delle pressioni che gli eventi recenti hanno esercitato su tutti noi e adesso desideriamo privacy per tutte le persone coinvolte”, scrivono ancora i genitori di Alfie. “Nell’interesse di Alfie lavoreremo con l’équipe che lo tratta per definire un programma che offra al nostro bambino la dignità e l’aiuto di cui ha bisogno”. La foto del messaggio è accompagnata da alcune parole di Thomas Evans che spiega “se questo è il modo per portare il nostro figlio a casa, vi chiediamo di rispettarci. Continuate a sostenerci ma non protestate e non minacciate lo staff”.

Cuba: p. Cela (gesuiti), “impossibile ignorare cambiamenti e aspettative crescenti della popolazione cubana”

Fri, 2018-04-27 10:15

Il nuovo presidente di Cuba, Miguel Díaz Canel, già destinato a diventare segretario del Partito unico a partire dal 2021, ha parlato di continuità. Ma essa è declinata in modo ancora vago e non può non tenere conto dei cambiamenti tecnologici e digitali, economici e politici. A una settimana dal cambio al vertice nel Paese caraibico, il gesuita cubano padre Jorge Cela Carvajal, fino allo scorso anno presidente della Cpal (Conferenza dei provinciali gesuiti dell’America Latina), interpellato dal Sir analizza le possibili novità che arriveranno con il nuovo presidente. “Díaz Canel – spiega il religioso – ha molto insistito sulla continuità. E la Costituzione esige la preservazione del sistema socialista. Però non specifica di quale socialismo si tratti. Alcuni chiedono un socialismo più partecipativo, meno capitalismo di Stato; altri chiedono di dirigersi verso un’apertura capitalista, come sembrano indicare non tanto la moltiplicazione, pur con molti ostacoli, delle piccole imprese, ma soprattutto la crescente presenza delle grandi multinazionali capitaliste, non solo in ambito turistico”.

Però, avverte padre Cela, “la continuità non può ignorare l’arrivo inevitabile del mondo digitale, che porta con sé la diversificazione delle fonti di informazione e comunicazione e la connessione al mondo globale”. E neppure può ignorare “la crisi economica, annunciata a causa della situazione del Venezuela, che in questo momento non può essere di aiuto a Cuba”. Ancora, è impossibile non vedere “l’arretramento evidente della proposta socialista in America Latina e la politica più aggressiva portata avanti dagli Stati Uniti”. Infine, impossibile ignorare “alcune aspettative crescenti della popolazione cubana”. Prosegue il gesuita: “E’ stata anche annunciata una revisione della stessa Costituzione. I cambiamenti sono indispensabili e urgenti. E la grande sfida per il nuovo presidente è guidare il cambiamento senza che si produca una rottura dall’interno. Ormai la generazione dei guerriglieri della Sierra Maestra non c’è più. Le nuove generazioni esigono risultati e innovazioni più radicali di quelle che qualcuno è disposto a concedere”.

Il tutto dentro una situazione sociale ed economica non facile: “Alcuni hanno paura della comparsa di gruppi interni con potere economico. Ma il vero problema è nella crescente povertà, che include lo Stato, con la conseguente diminuzione della capacità di mantenere economicamente le grandi conquiste della rivoluzione: educazione e salute. Come mantenere politiche sociali adeguate di fronte all’invecchiamento della popolazione a causa del prolungamento dell’aspettativa di vita, della diminuzione permanente del tasso di natalità e del continuo esodo dei giovani? Come ridonare alle nuove generazioni speranza per il futuro?”. Certo, “Cuba possiede il patrimonio più importante per affrontare queste sfide: il capitale umano, una popolazione con un livello di scolarizzazione più alto di qualsiasi Paese dell’America Latina”. La posta in gioco è quella di “creare le condizioni perché la popolazione possa promuovere cambiamenti senza però entrare nella logica del capitalismo selvaggio, anti-solidale, predatore e corrotto e senza al tempo stesso paralizzarsi per la paura di entrare in un processo di cambiamento visto come una minaccia per gli attuali centri di potere”.

+++ Coree: mons. You Heung-sik (Commissione società), “giorno storico. Ora non si può più tornare indietro” +++

Fri, 2018-04-27 10:05

“È un giorno storico. Sono commosso. Piangevo nel vedere le immagini. Il processo di riconciliazione è avviato. Ora non si può più tornare indietro”. Con una voce ricolma di gioia mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, presidente della Commissione episcopale per la società, esprime al Sir soddisfazione per l’incontro che si sta svolgendo in queste ore a Panmunjom tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in. Il vescovo racconta quanto sia stato importante l’appello lanciato mercoledì scorso all’udienza generale da Papa Francesco. Il Papa augurava al summit di “avviare un dialogo trasparente e un percorso concreto di riconciliazione e di ritrovata fraternità”, ed ha chiesto – ricorda mons. You – “a tutti coloro che hanno responsabilità politiche di avere il coraggio di essere strumenti e artigiani di pace, esortandoli a proseguire sul cammino di riconciliazione intrapreso. Ha quindi indicato una direzione da intraprendere per una pace vera non solo per la penisola coreana ma per tutta l’area asiatica e il mondo intero”.
Grande eco stanno avendo in Corea le immagini del Summit. “Il popolo coreano non credeva che un incontro tra i due leader fosse possibile. Ora queste immagini ci stanno dicendo che è vero e stanno comunicando un clima di grande fraternità”. Molto importanti – prosegue mons. You – le prime parole scritte sul libro dei visitatori da Kim Jong-un, “ora comincia una nuova storia”. Il vescovo sottolinea anche la presenza al summit di tutti i responsabili militari e diplomatici della Corea del Nord, il fatto che al termine della giornata i due leader sottoscriveranno una Dichiarazione comune e che alla cena di questa sera, offerta dal presidente Moon, parteciperà anche la moglie del leader nordcoreano Kim Jong-un. “Sono tutti segnali positivi – commenta – che indicano un dialogo portato avanti con il cuore e non solo con un linguaggio puramente diplomatico. La situazione che era anormale per più di 60 anni, si sta rapidamente normalizzando. Il recupero della fraternità del popolo coreano finalmente sta arrivando in questa terra, come se la primavera arrivasse dopo un lungo inverno”. La Chiesa, lungo tutto questo periodo di attesa e preparazione, ha seguito e pregato tutti i giorni per questo summit. “Il nostro compito ora come cristiani – dice mons. You – è vivere questa realtà di dialogo in concreto e nel patto di una fraternità mai dimenticata, sempre sperata”. Ora lo sguardo è rivolto verso il vertice tra Kim Jong-un e il presidente Usa Trump che si dovrebbe tenere alla fine di maggio o inizio giugno e al viaggio negli Stati Uniti che il presidente Moon farà a metà mese per preparare il terreno.

Diocesi: Conversano, il 29 aprile a Polignano a Mare si parlerà di Moro, La Pira e Dossetti con il vescovo Savino (Cassano all’Jonio)

Fri, 2018-04-27 10:00

Sarà presentato a Polignano a Mare il libro del vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, dal titolo “Spiritualità e politica. Aldo Moro, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti” (ed. Insieme). L’incontro, che prevede anche un dibattito con l’autore, si svolgerà nella parrocchia dei Santissimi Medici, domenica 29 aprile, alle 20. A organizzarlo è l’associazione locale dedicata a Giovanni Paolo II. Interverranno anche Eugenio Scagliusi, avvocato, e l’editore Renato Brucoli. Dialogherà con gli ospiti don Carlo Latorre, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Conversano-Monopoli. “Nell’attuale contesto di grande incertezza politica, si pensa che la soluzione stia nell’imparare a stare nella storia attraverso l’esempio di tre grandi testimoni. Nel libro di Savino si spiega perché non si tratta di teoria, ma di vera pratica: quella testimoniata da Moro, La Pira, Dossetti”.

+++ Coree: mons. Kim Hee-Joong (presidente vescovi), “evento storico, pietra miliare per la pace nella penisola” +++

Fri, 2018-04-27 09:59

“Un evento storico”. “Una pietra miliare per la pace nella penisola coreana”. Così l’arcivescovo Kim Hee-Joong, presidente della Conferenza episcopale coreana, definisce in un comunicato diffuso oggi – e inviato al Sir – l’incontro che si sta svolgendo a Panmunjom tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in. La storica stretta di mano è avvenuta alle 9.30 di questa mattina in Corea, alle 2 e mezza della notte italiana. Kim è diventato il primo leader della Corea del Nord ad attraversare la linea di demarcazione militare che divide in due la penisola. L’incontro con il presidente del Sud mancava invece da dieci anni, l’ultimo risaliva al 2007.
“I capi della penisola coreana del Nord e del Sud, l’ultima nazione divisa del mondo, s’incontrano oggi (27 aprile) a Panmunjom, simbolo della divisione”, scrive il presidente dei vescovi: “Questo vertice Nord-Sud, che pone fine a un conflitto in atto da lungo tempo e diventerà una pietra miliare della pace sulla penisola coreana, è un evento storico che attrae il mondo intero e sarà un punto di svolta per la riconciliazione Nord-Sud e la pace nel mondo”. “A nome della Chiesa in Corea, mi auguro il successo del summit, secondo le aspettative e nell’interesse del popolo coreano e di tutti i popoli”. “Pregate che, come il Signore risorto ha fatto discendere la pace sui suoi discepoli, possa essere su di noi oggi, sulla penisola coreana, una pace duratura”.

Comunicazione: Med, a Lucca dal 3 all’8 luglio la XXVII Summer School di Media Education

Fri, 2018-04-27 09:43

Sarà “La Media Education nell’era della post-verità. Dalle fake news alla creatività partecipativa” il tema della XXVII Summer School di Media Education che il Med (Associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione) organizza a Lucca dal 3 all’8 luglio prossimi. Ad aprire i lavori sarà Gianna Cappello, presidente del Med. Tra i relatori anche Pier Cesare Rivoltella, presidente e direttore scientifico del Cremit. Nel corso della Summer School di Lucca si cercherà di dare risposte alle domande: “Come affrontare la deriva manipolatoria delle fake news senza rinunciare a quel carattere ‘aperto’ della rete che ha dato a tutti noi possibilità̀ inedite di espressione e di creatività̀, di arricchimento, di partecipazione, di condivisione? Quali forme di controllo normativo e tecnologico (tutte ancora da inventare e sperimentare) sono possibili mantenendo integro il principio della libera circolazione dell’informazione su cui si è costruita l’utopia della rete?”. “Consapevoli del fatto che l’intervento educativo da solo non possa far fronte alle molteplici sfide (politiche, economiche, sociali) sollevate ‘dall’eruzione’ delle fake news – si legge in una nota – una educazione alla fruizione critica di notizie e informazioni risulta comunque una componente cruciale nella formazione delle competenze di cittadinanza”. Da un lato “la Media Education può attingere ai suoi strumenti tradizionali di analisi dei discorsi mediali”, dall’altro “essa deve integrare nel proprio repertorio di proposte didattiche una rinnovata attenzione per i meccanismi di funzionamento dell’economia dei media nell’era dei social network”. Nel contesto della Summer School, il 5 luglio verranno assegnati i Premi Med “Cesare Scurati” e “Roberto Giannatelli”.

Famiglia: card. Bassetti, “la sfida educativa riguarda tutti, c’è in discussione il nostro futuro”

Fri, 2018-04-27 09:05

“La sfida educativa riguarda davvero tutti e si ripropone come uno dei più importanti temi di riflessione che investono oggi l’intera società. In discussione, infatti, c’è il futuro stesso di ciò che siamo”. Lo scrive l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, nel numero di maggio di “Vita Pastorale”, anticipato al Sir. “Come vescovi ce lo siamo detti più volte in questo decennio, dedicato proprio a tale priorità: educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è la sfida centrale – aggiunge -. Se non si educano i giovani al senso e, dunque, al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi già fa più fatica”. Il cardinale segnala l’esigenza di “superare quella delega in bianco di cui spesso animatori, catechisti e parroci sono loro malgrado destinatari”, dal momento che “nessuno può sostituire il ruolo fondante assicurato dalla famiglia”. L’atteggiamento dei cattolici, indicato dal presidente della Cei, è quello di “rispondere a questa sfida con un richiamo all’amore vero, altruistico e gratuito; con la testimonianza di una vita buona”. Il card. Bassetti ricorda, infine, l’assemblea generale dei vescovi, dal 21 al 24 maggio, in Vaticano, alla quale interverrà Papa Francesco su “Quale presenza ecclesiale nell’attuale contesto comunicativo”. “L’obiettivo di fondo che ci siamo dati è quello di mettere a fuoco una lettura dell’attuale scenario della comunicazione in funzione di una definizione della nostra presenza e del nostro impegno missionario ed educativo”.

Papa Francesco: al Forum cristiano mondiale, “promozione della solidarietà e della cooperazione”

Fri, 2018-04-27 09:03

Si conclude oggi a Bogotá, capitale della Colombia, il Forum cristiano mondiale iniziato lo scorso 24 aprile alla presenza di rappresentanti di Chiese e comunità cristiane di tutti i continenti. Ieri, nel corso della terza giornata del congresso, è stato letto un indirizzo di saluto inviato da Papa Francesco, tramite il quale il Santo Padre evidenza come il Forum rappresenti l’opportunità per avanzare nelle sfide attuali, a partire “dalla promozione della solidarietà e della cooperazione cristiana in forma innovatrice e rinnovata”. “Mi unisco a tutti voi nel ringraziamento a Dio onnipotente in questa occasione – prosegue il Papa-, infatti il Forum è un’opportunità piena di grazia, perché i rappresentanti di tante comunità cristiane si riuniscano come fratelli e sorelle e camminino insieme” verso il compimento della preghiera di Gesù, “che tutti siano uno perché il mondo creda”. “Prego perché il Forum sia un tempo propizio per condividere esperienze di fede personali ed ecclesiali e fornisca uno spazio aperto e rispettoso”. L’umanità “ha un grande bisogno di questa solidarietà che alimenta il rispetto, la stima, il perdono reciproco e la reale difesa della dignità umana in ogni situazione”.

Al Foro ieri è intervenuto anche mons. Brian Ferrel, segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani: “Abbiamo bisogno di contatto e dialogo per conoscerci realmente, avere fiducia tra di noi, apprendere a lavorare insieme e a non utilizzare le nostre differenze per mantenerci separati o, addirittura, in conflitto”. Tra i desideri espressi nel suo intervento, mons. Ferrel ha esortato le Chiese tradizionali a recepire e assumere il fenomeno delle comunità pentecostali, evangeliche e carismatiche come qualcosa di serio. E ha invitato tutti i presenti a sviluppare “esperienze congiunte” di studio biblico, preghiera, esperienze spirituali, testimonianza sociale.

Notizie Sir del giorno: consultazioni, ecumenismo, Alfie Evans, vaccini in Ue, elezioni Colombia, dreamers, morti sul lavoro

Thu, 2018-04-26 19:30

Nuovo governo: Fico al Quirinale, “il mandato esplorativo ha avuto esito positivo, il dialogo tra M5S e Pd è avviato”

Il “mandato esplorativo” che mi è stato affidato e “si conclude oggi” ha avuto “un esito positivo” in quanto “il dialogo tra Movimento Cinque Stelle e Partito democratico è un dialogo avviato”. Lo ha dichiarato il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine dell’incontro al Quirinale con il Capo dello Stato. Fico ha aggiunto che nei prossimi giorni il dialogo proseguirà anche all’interno delle due forze politiche, facendo esplicito riferimento alla prossima riunione di direzione del Pd, convocata per il 3 maggio. Da parte sua, il presidente della Camera ha affermato che è “importante, ragionevole e responsabile rimanere sui temi e sui programmi” che è quel che chiedono i cittadini. (clicca qui)

Alfie Evans: mons. Trafny (Santa Sede), “non spegnere la speranza dei genitori. Il valore della vita umana va ben oltre le norme dello Stato”

“Ci troviamo di fronte ad una situazione particolarmente delicata che deve essere gestita con grande sensibilità, ma guardiamo con preoccupazione le situazioni in cui si verificano delle prevaricazioni da parte di persone che si arrogano il potere di decidere sulla vita altrui non sulla base della competenza medica o della sensibilità umana ma sulla base di qualche normativa ‘secca’, lontana dalla sensibilità e dall’empatia che la cultura contemporanea promuove con grande sforzo”. Lo ha detto al Sir monsignor Tomasz Trafny, responsabile del Dipartimento scienza e fede del Pontificio Consiglio della cultura e segretario generale della Stoq Foundation, commentando il respingimento da parte della Corte d’appello di Londra del ricorso dei genitori del piccolo Alfie Evans. Per mons. Trafny, “bisogna anzitutto incoraggiare gli stessi giudici ad andare oltre le mere norme legislative e a ricercare la componente umana per favorire la possibilità di assistere una persona nel miglior modo possibile. Bisogna essere molto attenti a non spegnere la speranza dei genitori che vedono soffrire una creatura innocente e hanno trovato altrove la disponibilità di tentare qualche tipo di approccio e assistenza che potrebbe essere importante”. Non tutto, avverte Trafny, “si esaurisce nell’orizzonte normativo; c’è una componente umana che occorre valorizzare: un gesto di empatia vale più di tutte le norme stabilite o imposte dallo Stato. Occorre cercare strade alternative per dare un po’ di sollievo a chi soffre e un po’ di speranza a chi lo assiste”. (clicca qui)

Papa Francesco a Bari: mons. Cacucci, “coinvolgere i popoli nella realtà mediorientale che rischia invece di essere gestita solo dai poteri politici”

“Nell’iniziativa voluta dal Santo Padre non c’è solo l’aspetto religioso ed ecumenico, ma anche politico, nel senso più alto del termine. Quello di luglio non sarà un incontro ad intra tra le Chiese cristiane, ma sarà una giornata con al centro lo scenario doloroso della religione mediorientale, dove ci sono guerre e martiri cristiani. Due aspetti che si tengono insieme: politico e religioso”. Così mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, in un’intervista al Sir sulla visita che Papa Francesco compirà a Bari il 7 luglio. Per mons. Cacucci, “l’ecumenismo di popolo è un elemento centrale: se ci si limita solo al lavoro delle Commissioni teologiche – ha ripetuto più volte Kirill –, non si farà molta strada. Credo che l’impegno del Papa per questa giornata di riflessione e preghiera vada in questa direzione: coinvolgere i popoli in una realtà, quella mediorientale, che rischia invece di essere gestita solo dai poteri politici”. (clicca qui)

Vaccini: Commissione Ue, “maggiore cooperazione nella lotta contro le malattie prevenibili”

(Bruxelles) Lotta contro la riluttanza nei confronti dei vaccini e miglioramento della copertura vaccinale; strategie di vaccinazione sostenibili nell’Ue; coordinamento a livello Ue e contributo alla salute mondiale: sono le tre “linee d’azione” che la Commissione Ue propone oggi mediante una serie di raccomandazioni su come “rafforzare la cooperazione nella lotta contro le malattie a prevenzione vaccinale”. Vytenis Andriukaitis, commissario responsabile per la salute, dichiara: “La vaccinazione è una delle misure di sanità pubblica più potenti ed efficienti in termini di costi sviluppate nel XX secolo. Da medico trovo desolante assistere alla morte di bambini a causa della scarsa diffusione o della carenza di vaccini o dalla riluttanza nei loro confronti”. Per Andriukaitis le malattie infettive “non restano confinate entro le frontiere nazionali. La carenza di immunizzazione in uno Stato membro mette a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini in tutta l’Unione. La cooperazione in questo settore è nell’interesse di tutti”. E conclude con una esortazione: “Proteggiamo i nostri figli, vacciniamoli”. Ogni anno – secondo i dati diffusi dalla Commissione – i vaccini salvano tra 1 e 3 milioni di vite in tutto il mondo e secondo l’Organizzazione mondiale della sanità nei prossimi dieci anni ne salveranno altri 25 milioni. (clicca qui)

Colombia: candidati alla presidenza firmano “patto per la non violenza” in campagna elettorale

#DebatirSinAgredir (Dibattere senza aggredire) è l’hashtag che accompagna il “Patto per la non violenza”, firmato ieri a Bogotá da tutti i candidati alla presidenza della Colombia: Viviane Morales, Sergio Fajardo, Humberto de la Calle, Iván Duque, Germán Vargas Lleras e Gustavo Petro. L’iniziativa è stata presa da mons. Héctor Fabio Henao, direttore del Segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, nella sua veste di presidente del Comitato nazionale del Consiglio nazionale della pace, della riconciliazione e della convivenza. Obiettivo del Patto è di porre un freno a episodi di violenza e intolleranza legati alla campagna elettorale, anche considerando il fatto che il 20% degli 8 milioni di messaggi pubblicati sui social, in relazione alle elezioni presidenziali del prossimo 27 maggio, esprime contenuti di intolleranza, aggressività e polarizzazione. (clicca qui)

Usa: sostegno dei vescovi alla proposta di legge per salvare i dreamers dalla deportazione

(da New York) La proposta di legge, voluta da repubblicani e democratici, per salvare i dreamers dalla deportazione, ha ricevuto ieri il sostegno ufficiale di mons. Joe Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale americana. Il disegno di legge, presentato alla Camera dei rappresentanti, prevede un percorso di cittadinanza per circa 800mila giovani, che arrivati bambini negli Usa a seguito di genitori senza documenti regolari, rischiavano di tornare nei Paesi di origine a seguito dell’abolizione del Daca, un programma ideato per la loro protezione dalla precedente amministrazione. I vescovi sono consapevoli della parzialità della proposta e di quanto sia “necessaria una soluzione più ampia per riformare un sistema dell’immigrazione così compromesso”, ma hanno scelto di occuparsi per primo dei dreamers e delle loro famiglie che, a breve, rischiavano la separazione. “Siamo fiduciosi che il nostro sostegno all’attuale versione della legge e il nostro continuo sostegno al Dream Act incoraggeranno il Congresso ad agire subito e trovare una soluzione legislativa umana per i dreamers”, ha dichiarato mons. Vásquez, ricordando che “è sia nostro dovere morale che interesse della nostra nazione proteggere i dreamers”. (clicca qui)

Incidenti sul lavoro: Inail, 212 morti nel primo trimestre 2018. +11,6% sul 2017

Sono state 212 le denunce d’infortunio con esito mortale presentate all’Inail nel primo trimestre del 2018, 22 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+11,57%). A perdere la vita sono stati 180 uomini (erano stati 160 nel primo trimestre 2017) e 32 donne (30). L’incremento è costituito solo da casi avvenuti in itinere, cioè nel tragitto tra casa e posto di lavoro, che sono aumentati in tutto di 24 unità, passando da 43 a 67 e riguardano lavoratori del settore Industria e servizi. Lieve flessione per le morti sul posto di lavoro passate da 147 a 145. Sono alcuni dei numeri pubblicati negli open data dell’Inail, che ha diffuso le “Tabelle nazionali con cadenza mensile – Analisi della numerosità degli infortuni con esito mortale”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 27 aprile. Ue contro le fake news, aggiornamento su Alfie Evans, trattativa sul governo

Thu, 2018-04-26 19:29

“Avvenire” apre la sua prima pagina con l’annuncio europeo di una azione concreta contro l’inquinamento informativo. Scrive nel suo editoriale la studiosa di comunicazione dell’Università Cattolica Chiara Giaccardi: “Quella che viene già definita una ‘stretta’ dell’Unione Europea contro le fake news e la disinformazione online (ma perché solo online, poi? nessun medium è immune!) in realtà appare ancora una dichiarazione di intenti più che un programma vero e proprio. Tuttavia con la comunicazione arrivata ieri da Bruxelles, dopo la vasta consultazione pubblica condotta dalla commissaria Mariya Gabriel su incarico del presidente Juncker a partire dal novembre 2017, arriva anche la conferma di quanto sia ormai forte la consapevolezza della gravità della questione. Viene finalmente formulata una definizione chiara del fenomeno: fake news è una ‘informazione rivelatasi falsa, imprecisa o fuorviante concepita, presentata e diffusa a scopo di lucro o per ingannare intenzionalmente il pubblico, e che può arrecare un pregiudizio pubblico’”. A centro pagina, una fotocronaca sul caso del bambino Alfie, con la svolta strategica della famiglia che ora tratta con l’ospedale di Liverpool. Eugenia Roccella scrive nel suo commento: “Mentre a Liverpool la vita del piccolo Alfie è appesa a un filo (cioè alle decisioni di medici e giudici sul suo miglior interesse), da noi si è aperto il dibattito. Non tanto nell’opinione pubblica, che sembra schierata tutta dalla parte dei genitori, contro un sistema sanitario e giuridico che appare incomprensibile, ingiusto e violento, ma tra gli esperti, in particolare chi si occupa di bioetica. Le domande sono molte: è accettabile, per esempio, che l’ospedale possa letteralmente sequestrare il bimbo, e che i genitori non possano cambiare medici e struttura, e portarlo altrove?”. Al taglio, un titolo per la trattativa sul governo, con la timida apertura del Pd a una trattativa con M5s, che la direzione del 3 maggio dovrà però approvare. Tra i temi di “Avvenire”, un’intervista al presidente dell’Azione cattolica Truffelli e un’analisi della sociologa Zanfrini sulla condizione dei giovani italiani di seconda generazione, sfavoriti sul lavoro.

Riviste: San Paolo, dal 10 maggio in edicola “Maria con te”

Thu, 2018-04-26 19:23

Sarà in edicola dal 10 maggio “Maria con te”, nuovo periodico del Gruppo Editoriale San Paolo. “È un settimanale – si legge in una nota – il primo interamente dedicato alla Madonna e alla sua presenza nella vita di ogni giorno, a sostegno e conforto di ogni credente”. “Il significato della rivista è tutto nel titolo”, spiega il direttore don Antonio Rizzolo, che già guida Famiglia Cristiana, Credere e Jesus. “Da sempre il popolo cristiano ha manifestato il suo affetto per la Vergine, perché la sente vicina come madre che conduce al suo figlio Gesù. Il nuovo giornale mariano racconta questa devozione con notizie dai santuari e dal mondo, con le parole di papa Francesco, con la testimonianza di chi, famoso o meno, ogni giorno si affida a Lei, con reportage dai luoghi di pellegrinaggio e vari resoconti dei segni della presenza di Maria nel quotidiano”. Condirettore del settimanale sarà Luciano Regolo, già condirettore di Famiglia Cristiana. Tra i collaboratori fissi suor Paola D’Auria che risponderà alle lettere; padre Palmiro Delalio che curerà la rubrica “La voce del Rosario”. Il punto sulle apparizioni riconosciute dalla Chiesa nel corso dei secoli sarà invece affidato allo scrittore Riccardo Caniato.
Tra chi ha espresso il suo plauso per la nuova iniziativa editoriale, il cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano. “Quando don Rizzolo mi ha comunicato la decisione di dare vita a una nuova rivista mariana”, scrive Comastri in una lettera al direttore, “dentro di me ho pensato: ‘È impazzito! È già un miracolo tenere in vita le riviste esistenti…’. Terminata la telefonata, ho posato lo sguardo sulla piccola statua dell’Immacolata che tengo sul mio tavolo. Mi sembrava che dicesse: ‘Perché hai paura? La mamma – e io sono mamma! – esiste proprio per i momenti di paura…’. Penso, allora, che si possa osare: si possa e si debba trovare uno spazio per parlare della Madonna”.
La rivista, di 68 pagine, va in edicola al prezzo fisso di 1 euro e, per il primo numero, sarà allegato in regalo un volume con i più bei pensieri e le preghiere dedicati da Papa Francesco alla Madonna.

Migranti: mons. Malle (Gap-Embrun), appello alla solidarietà

Thu, 2018-04-26 19:12

Un appello alla solidarietà e all’aiuto da parte di tutti. È questo il senso di quanto affermato da mons. Xavier Malle, vescovo di Gap e di Embrun, circa la situazione dei migranti e in particolare quella dell’area di confine fra Italia e Francia soprattutto al Colle della Scala e a Bardonecchia, teatri nelle ultime settimane di diversi episodi che hanno creato tensioni e incomprensioni. L’ultima occasione di scontro è avvenuta lo scorso fine settimana, quando in due giorni si sono alternate manifestazioni prima contro i passaggi di migranti e poi a favore degli stessi; con momenti di tensione anche con le forze dell’ordine d’oltralpe. In precedenza, in un locale adibito ad accogliere migranti presso la stazione ferroviaria di Bardonecchia, dei gendarmi francesi avevano fatto irruzione per effettuare un controllo antidroga su un migrante (controllo risultato poi negativo).
“Aiutateci!”, ha detto mons. Malle in un intervento pubblicato sul sito di France Info, lanciando un vero appello alla “solidarietà nazionale” per il sostegno ai migranti in transito sulle Alpi. Riferendosi poi proprio al Colle della Scala, il vescovo ha parlato delle tensioni tra chi sostiene e tra chi invece vuole bloccare il passaggio dei migranti. “Le nostre montagne – ha spiegato il vescovo di Gap e di Embrun –, non possono essere terreno di giochi politici dove le persone, di un campo come dell’altro, possono liberamente affrontarsi strumentalizzando i migranti. La situazione è già abbastanza complicata, non ne abbiamo davvero bisogno”.

Alfie Evans: mons. Bresciani (S. Benedetto del Tronto), “perché proibire ai genitori di portarlo a casa o in un altro ospedale?”

Thu, 2018-04-26 19:02

“Sono sorpreso dalla tracotanza dei medici e del giudice nei confronti della famiglia e del bambino”. Così il vescovo di San Benedetto del Tronto, mons. Carlo Bresciani, commenta gli ultimi sviluppi della vicenda del piccolo Alfie Evans in un’intervista pubblicata sul sito del settimanale diocesano “L’Ancora”. “I medici affermano che non c’è più nulla da fare nei suoi confronti, che è ormai destinato a morte imminente – osserva il presule -. Lo do per vero anche se i fatti l’hanno smentito: ma perché allora non permettere alla famiglia di portarselo a casa e volerlo trattenere a forza in ospedale? Credo che ognuno abbia il diritto di morire a casa propria e che i genitori possano portare il proprio figlio a morire a casa propria!”. “Se i genitori lo vogliono e c’è un altro ospedale disposto ad accoglierlo – prosegue Bresciani -, perché proibire di portarlo lì, oltretutto senza alcuna spesa per la sanità inglese? Spetta ora al giudice decidere in quale ospedale dobbiamo essere ricoverati a forza?”. L’impressione del vescovo “è che si tratti di una lotta ideologica impostata non tanto sui criteri medici” quanto su “giudizi e pregiudizi ideologici a favore dell’eutanasia di malati gravi”.

Chiesa in uscita: card. Bassetti, “lo spirito profetico” di don Mazzolari, padre Puglisi, don Milani e don Tonino Bello

Thu, 2018-04-26 18:55

“La Chiesa in uscita prende forma anche dal sentiero di spiritualità che il Papa sta percorrendo in Italia: don Mazzolari e padre Puglisi, don Milani e don Tonino Bello. Tutti in apparenza accomunati dall’essere definiti ‘preti scomodi’”, ma la cui caratteristica principale non è tanto la scomodità, bensì “lo spirito profetico. Quello di chi annuncia Cristo senza compromessi con la mondanità, di chi non si rinchiude nelle sicurezze terrene e riesce a vedere oltre l’orizzonte delle aspettative umane”. Lo scrive il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Cei, nel numero de “Il Settimanale” de L’Osservatore Romano in edicola oggi, 26 aprile. Richiamando la recente commemorazione del venticinquesimo anniversario della morte di don Tonino Bello, Bassetti osserva che “parlando davanti a migliaia di fedeli, il Papa non ha solo ricordato le sue virtù esemplari, ma prendendo spunto dalle sue opere e dalle sue parole ha lanciato un vigoroso appello per la pace nel Mediterraneo”. Così come, sottolinea, “l’amore per i bisognosi di don Tonino Bello rimanda alla visione di Mazzolari che vedeva nei poveri una sorta di fratelli carnali di Gesù. E la cura dei giovani accomuna don Puglisi e don Milani seppur da prospettive lontane. Pace, poveri, giovani. Tre dimensioni sociali di vivere la fede”. Tre campi di azione missionaria “in cui queste figure hanno dato tutto se stessi senza risparmiarsi, senza volgere lo sguardo dall’altra parte, senza alzare i muri dell’indifferenza o il velo di una fede ipocrita. ” Il sentiero che sta indicando il Papa in Italia”, conclude il presidente della Cei, “è un mosaico variopinto di esperienze di fede, vissute in pienezza e originalità, tra sofferenze e scarse gratificazioni. Ma con un unico comune denominatore: essere dei profeti per il nostro tempo”.

Associazioni: Rotary, al via domani a Taranto conferenza internazionale su madri e minori migranti

Thu, 2018-04-26 18:54

Dopo Vancouver, Beirut, Coventry e Sidney, fa tappa in Italia, a Taranto, la conferenza internazionale del 2018 del Rotary sul tema “Salute materna, infantile e pace“, focalizzata sulla tutela della madre e del minore migranti. Quasi 1.000 persone tra scienziati, esponenti religiosi e delle istituzioni, leader delle comunità e giovani di tutto il mondo si incontreranno nel Teatro Orfeo di Taranto il 27 e 28 aprile. All’evento interverranno, tra gli altri, l’olandese Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea, l’australiano Ian Riseley, primo presidente dell’ultracentenaria storia del Rotary International a relazionare in Puglia, Stefano Vella, direttore Centro per la Salute Globale – Istituto Superiore di Sanità e mons. Guerino Di Tora, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni. Secondo le stime dell’Unicef sulla pericolosa rotta del Mediterraneo centrale (dalla Libia all’Italia), nell’ultimo anno circa 15.000 bambini non accompagnati sono arrivati in Italia affidandosi a trafficanti di esseri umani, 400 sono morti, mentre migliaia sono state vittime di abusi, sfruttamento, schiavitù e detenzione durante la permanenza in Libia. “Durante la conferenza – anticipa il presidente del comitato organizzatore dell’evento Giovanni Lanzilotti, governatore del Distretto 2120 (Puglia e Basilicata) del Rotary – guarderemo ai processi migratori e alle loro incidenze di lungo periodo all’interno delle società coinvolte. Senza mai perdere di vista le azioni possibili, per esempio nel campo della medicina dell’emergenza e dell’accoglienza. Soprattutto si guarderà alla tutela dei minori non accompagnati, pregiudiziale a ogni processo di integrazione”. Domani, 27 aprile, il  presidente internazionale del Rotary, l’australiano Ian Riseley, alle 16,30 inaugurerà la foresta urbana nel rione Tamburi (via Macchiavelli angolo via Lisippo, alle spalle del cimitero comunale) con circa 250 alberi di leccio donati dai Rotary Club della zona. Il Rotary è l’organizzazione nata nel 1905 a Chicago presente oggi in oltre 200 Paesi del mondo con 35.000 club e 1,2 milioni di soci. Realizza progetti sostenibili: dall’alfabetizzazione all’edificazione della pace, dall’acqua alla salute.

Diocesi: mons. Nosiglia (Torino), “l’emergenza lavorativa non è finita”. Domani sera una veglia

Thu, 2018-04-26 18:52

“Il mondo del lavoro vive ancora un periodo di fatica; se i dati macroeconomici continuano a confermare una timida ripresa, non dobbiamo pensare che l’emergenza lavorativa sia finita”. A sostenerlo è l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, nel messaggio per la festa del primo maggio, che verrà distribuito domani sera in occasione della veglia per il mondo del lavoro in programma presso la parrocchia Ascensione del Signore. Per Nosiglia occorre “ragionare seriamente sul modello di sviluppo socio-economico da proporre e per riflettere su quale sia la vocazione specifica dell’area metropolitana torinese” e compito della Chiesa è “valorizzare il positivo che emerge dalla storia quotidiana del mondo del lavoro. La denuncia delle situazioni di ingiustizia non basta se non viene accompagnata dalla costituzione di buone prassi che rendono il territorio qualcosa di animato e la storia delle imprese qualcosa di dignitoso e di bello”. Per garantire un futuro dignitoso al lavoro, avverte, occorre anzitutto “concentrarsi sul fattore umano” e “avviare processi di dialogo autentico e di lavoro comune tra istituzioni pubbliche, imprese, sindacati e sistema educativo, affinché il mondo del lavoro sia esperienza di valore per l’uomo e per la società”. Tra le priorità indicate dall’arcivescovo la costruzione di percorsi “che facilitino l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”. Ma occorre ripartire, ammonisce, “dalla formazione e dall’accompagnamento ad autentiche vocazioni laicali che sappiano impegnarsi in ruoli di responsabilità nel mondo del lavoro, dell’economia e della politica”.

Fake news: don Sciortino (Vita pastorale), “verità va detta tutta, non a pezzi”

Thu, 2018-04-26 18:47

“La verità va detta tutta, non a pezzi. E sempre. L’informazione è come una casa di vetro. Per tutti dev’essere trasparente al massimo. Senza ombre o zone grigie”. Lo scrive don Antonio Sciortino, direttore di “Vita Pastorale”, nell’editoriale del numero di maggio del mensile, anticipato al Sir. Sciortino ricorda come “per mesi, prima delle elezioni del 4 marzo, su giornali e tv non s’è fatto altro che parlare di stranieri. Di quanto fossero pericolosi e dediti a ogni sorta di delinquenza: dal furto agli omicidi. E quanto urgente fosse espellerli dal Paese”. “Ora – prosegue – a risultati incassati, sembra che non ci sia traccia di un solo immigrato in tutto il territorio”. “Chi ha speculato e vinto le elezioni, infuocando le piazze con sentimenti xenofobi, ha ben altro cui pensare”, ammonisce il direttore, evidenziando che “la preoccupazione è a come spartirsi il potere. A come occupare i posti di comando. Con più fame dei predecessori”. “Ma – secondo don Sciortino – fake news sono pure le ‘false promesse’ che illudono le persone. Soprattutto se in situazioni di necessità e di povertà”. Si tratta di “un gioco immorale, cui continuano a prestarsi i mass media. Che tirano la volata agli illusionisti di professione. O ai potenti di turno, cui si assoggettano con facilità. E senza dignità. Anzi, con una totale mancanza di etica della comunicazione”. Il direttore sottolinea l’importanza del “rispetto della verità, che è al di sopra di qualsiasi interesse. Fosse pure a fin di bene”. “Com’è capitato, di recente, a una parte di Chiesa, incappata in una fake news. Che l’ha resa poco credibile”, osserva Sciortino. “Con l’avvento dei social, c’è un’esplosione di fake news”, prosegue, “false notizie” che “diventano virali in Rete per la loro verosimiglianza. Appaiono plausibili”. Anche per questo, ricorda Sciortino, nel Messaggio per la 52ª Giornata mondiale per le comunicazioni sociali “Papa Francesco ci invita a un uso responsabile dei nuovi media”.

Banca centrale europea: Draghi, “crescita moderata”. Tassi restano invariati

Thu, 2018-04-26 18:34

(Bruxelles) Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha oggi deciso che “i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%”. Il Consiglio direttivo “si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”. “Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo conferma che intende effettuare gli acquisti netti di attività, all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione”. L’Eurosistema “reinvestirà il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario. Ciò contribuirà sia a condizioni di liquidità favorevoli sia a un orientamento di politica monetaria adeguato”.
Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha poi commentato le decisioni del Board di Francoforte, con una politica monetaria “che richiede pazienza, prudenza e persistenza”. Il ciclo economico è in crescita “moderata”. Al centro dell’attenzione il quantitative easing, mediante il quale la Bce sostiene l’economia europea, e le riforme necessarie per rafforzare l’Eurozona e creare l’unione bancaria. Draghi ha espresso fiducia circa il trend economico, che però potrebbe avere ricadute negative da un eventuale innalzamento di barriere commerciali e dazi a livello internazionale.

Diocesi: L’Aquila, il card. Braz de Aviz aprirà la Porta Santa della Basilica di Collemaggio per la Perdonanza Celestiniana

Thu, 2018-04-26 18:20

Il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, sarà a L’Aquila per la Perdonanza Celestiniana. Il porporato brasiliano ha accettato l’invito dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi ad aprire la Porta Santa della Basilica di Collemaggio, il prossimo 28 agosto. Ad annunciare la presenza del cardinale è lo stesso arcivescovo dell’Aquila, che mesi fa gli aveva rivolto l’invito a visitare il capoluogo abruzzese in occasione della Perdonanza Celestiniana. Il prefetto, dunque, inaugurerà il Giubileo aquilano, indetto da papa Celestino V nel 1294, vera anticipazione del Giubileo romano del 1300. Sarà la prima Perdonanza che si svolgerà all’interno della Basilica di Collemaggio, riconsegnata agli aquilani lo scorso 20 dicembre in seguito ai complessi lavori di restauro post sisma. Il card. Braz de Aviz celebrerà la messa solenne per l’apertura della Porta Santa all’interno del tempio celestiniano, dove per 24 ore si potrà lucrare l’indulgenza plenaria.

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