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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 hours 46 min ago

Protezione civile: De Vincenti (ministro), “dal 24 agosto abbiamo misurato l’eccellenza del sistema in termini di impegno, competenza e qualità”

Wed, 2017-04-05 12:53

“Dalla notte del 24 agosto abbiamo misurato l’eccellenza del sistema di Protezione civile italiano sia in termini di impegno sia di competenza e qualità delle azioni messe in atto”. Lo ha affermato questa mattina Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, intervenendo al workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio”. Per De Vincenti “il terremoto de L’Aquila del 2009 ci ha insegnato con forza l’importanza delle azioni di soccorso immediato e di assistenza alle popolazioni e poi quella della ricostruzione”. “Una ricostruzione caratterizzata da una lunga fase di incertezze e difficoltà”, ha proseguito il ministro, secondo cui “la svolta c’è stata nel 2014, quando il governo Renzi ha cambiato la strategia di ricostruzione, optando non più per le new town ma per la ricostruzione della comunità cittadina”. “Questo ci ha ispirati per affrontare il post terremoto dell’Emilia, superando incertezze ed errori precedenti”. Con il sisma in Centro Italia, abbiamo visto all’opera “un sistema che sta dando maggiore sicurezza al Paese, che sta dicendo ai cittadini ‘vi siamo vicini’ e ‘non vi lasciamo soli’”, ha aggiunto De Vincenti, rilevando che “sta procedendo, per le popolazioni terremotate, la messa in condizioni di vivere un’esistenza più vicina, se possibile, alla normalità”. Per il ministro, il nodo da affrontare è capire come “il coinvolgimento diffuso delle istituzioni locali e quello del volontariato” e lo “spirito di solidarietà e comunità trova a livello centrale un coordinamento e un’organizzazione”. Su questo aspetto “il Dipartimento di Protezione civile svolge un ruolo chiave, dimostrando che questo è possibile”. Bisogna “fare in modo che il sistema – ha concluso De Vincenti – acquisti sempre più coerenza affinché la mobilitazione dal basso venga gestita perché sia fino in fondo efficace”.

Brexit: Weber (Ppe) e Pittella (S&D), prima il divorzio, poi il partenariato futuro con il Regno Unito

Wed, 2017-04-05 12:40

(Strasburgo) “La risoluzione comune sul Brexit” che il Parlamento Ue vota oggi “dà una chiara indicazione: prima il divorzio, poi penseremo al partenariato futuro” con il Regno Unito. Manfred Weber, tedesco, capogruppo dei Popolari (Ppe) al Parlamento europeo, pone dei punti fermi sui negoziati che l’Unione intraprenderà con Londra, dopo che il Regno Unito ha invocato l’art. 50 per recedere dalla “casa comune”. Weber sottolinea però anche diversi problemi aperti, dalla tutela dei cittadini europei nel Regno Unito alla mobilità dei lavoratori, dalle frontiere tra Irlanda del nord e del sud alle finanze comunitarie. “Allo stesso tempo – osserva – siamo chiamati a riflettere sul futuro dell’Unione”. Gianni Pittella, italiano, capogruppo dei Socialisti e democratici (S&D), dal canto suo imputa ai “Tories britannici la responsabilità del Brexit. Poi, dopo il referendum, si è scoperto che non conoscevano nemmeno le procedure dell’articolo 50”. “Noi siamo qui – aggiunge – per tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini europei. E sia chiaro che chi è fuori dall’Ue non potrà beneficiare degli stessi diritti dei nostri cittadini”. “Non accetteremo – dice, scaldandosi – ricatti da Londra. Noi siamo una comunità di valori, con al centro la solidarietà. Brexit sia l’occasione per ritrovarci uniti attorno al nostro destino comune”.

Protezione civile: Agrò (Act), “la prevenzione ha bisogno non solo di risorse ma di una programmazione condivisa”

Wed, 2017-04-05 12:32

“La prevenzione ha bisogno non solo di risorse ma di una programmazione che consolida un approccio condiviso. Non bastano i piccoli, estremamente necessari, interventi sul territorio. Serve un programma che aiuti tutti sui territori ad avere il medesimo approccio nell’affrontare il rischio”. Lo ha affermato questa mattina Maria Ludovica Agrò, direttore generale dell’Agenzia per la coesione territoriale (Act), intervenendo al workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio”, in corso nella capitale. Per Agrò c’è necessità che “la governance e tutta la filiera agiscano in una cornice armonizzata per reagire meglio nei momenti di emergenza”. Inoltre, rispetto alle risorse disponibili – 11 milioni di euro più quelle regionali – “la necessità di un coordinamento è basilare perché queste risorse non siano disperse e perché gli approcci non siano differenti”. Il “Programma sulla riduzione del rischio” è “un progetto di rafforzamento di amministrativo – ha proseguito – con risorse abbastanza importanti e che lascerà sui territori competenze e capacità di reazione ai rischi sotto la guida eccellente del Dipartimento di Protezione civile”. Agrò ha concluso sottolineando che “la nostra Protezione civile è un’eccellenza per l’Italia e per l’Europa ed è per questo che la Commissione europea guarda con interesse al progetto che insieme abbiamo messo a punto”.

Siria: attacco chimico a Idlib. Card. Zenari (nunzio), “è ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire. Accertare le responsabilità”

Wed, 2017-04-05 12:30

“Non si hanno parole davanti a fatti così deplorevoli. È ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire”. Così il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, condanna l’attacco chimico contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli, che ha provocato, secondo il bilancio aggiornato, almeno 72 morti, di cui 20 bambini, e centinaia i feriti. “Non è la prima volta che la gente viene colpita da gas tossici”, rimarca il cardinale in un’intervista al Sir. Fatti simili sono un segno chiaro dell’avvitamento diplomatico della crisi siriana nella quale sono coinvolte le più grandi potenze mondiali. “Io ho vissuto questa crisi dal primo giorno fino ad oggi. È un conflitto che è andato aggravandosi e complicandosi. Difficile anche da capire. All’inizio sembrava una guerra civile ma è soprattutto una guerra per procura fomentata da interessi re-gio-na-li (qui il nunzio scandisce bene la parola, ndr), da sottolineare interessi e divergenze regionali e poi anche internazionali”. “È difficile pensare a una soluzione. Tutti speriamo e preghiamo per questo. Ma che ci sia almeno una svolta, un cambio di direzione. La direzione fino ad oggi è andata in giù, verso il basso, il profondo dell’inferno. È urgente vedere un percorso di risalita, ma fatti come quelli di ieri, purtroppo, non ci danno nessuna idea di un cambio sostanziale visibile di svolta”.

“La chiave di una soluzione anche umanitaria – ribadisce il card. Zenari – è quella politica. Prima di arrivare alla chiave politica il primo passo è quello di far cessare le armi. Almeno arrivare al cessate-il-fuoco per poi lavorare a piene mani alla soluzione politica. Sarà lunga, ma almeno bisogna cominciare a fermare la violenza. Così sarà un po’ più fattibile la distribuzione di aiuti umanitari. In tutte le parti del Paese”. Circa la responsabilità dell’attacco a Idlib, il nunzio è chiaro: “La comunità internazionale ha i mezzi per accertare le responsabilità e vedere la verità dei fatti. Essa deve metterli in atto per fermare questa violenza. I responsabili vanno trovati perché ne rendano conto”. Qualche effetto positivo sulla crisi siriana potrebbe averlo, afferma il cardinale, la prossima visita di Papa Francesco in Egitto: “Il proseguimento del dialogo interreligioso potrà dare un grande apporto. Se le tre grandi religioni monoteiste lavorano insieme questo non potrà che far bene per la pace e riverserà su questi Paesi effetti benefici. Il dialogo tra le fedi qui è la chiave della riconciliazione e della pace”.

Protezione civile: Curcio (capo dipartimento), “non è solo emergenza. Dobbiamo migliorare la pianificazione della prevenzione”

Wed, 2017-04-05 12:14

“Dobbiamo far percepire che il sistema di Protezione civile non è solo emergenza. Anzi, nell’emergenza si raccoglie lo sforzo di un Paese nel quale chi ha pensato al sistema di Protezione civile lo ha pensato basato su previsione, prevenzione, gestione dell’emergenza e ripristino”. Lo ha affermato questa mattina Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della Protezione civile, nel corso del workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio” in svolgimento a Roma. Parlando del “Programma sulla riduzione del rischio”, Curcio ha sottolineato che “dobbiamo continuare nella pianificazione dell’emergenza, ma dobbiamo migliorare la pianificazione della prevenzione”. Per questo è importante “nella prevenzione l’aspetto relativo all’ottimizzazione delle risorse”. Da qui nasce l’idea di un progetto che coinvolge “Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, Regioni che autonomamente avevano deciso di investire sulla riduzione del rischio”. Si tratta di “un progetto quinquennale da 11 milioni di euro – ha spiegato Curcio – che mette a frutto la capacità di fare sistema in termini di prevenzione”. “Vogliamo costituire con queste Regioni tutta la filiera per vedere se questo approccio può essere esportabile a livello nazionale”, ha proseguito, etichettando il progetto come “sfida” per via anche delle “potenzialità ancora da esplorare”. “La riduzione del rischio è un problema mondiale”, ha concluso Curcio, osservando che “dobbiamo trovare il modo migliore per fare squadra insieme”.

Brexit: Stevens (Conservatori), “spero che Ue si rinnovi per evitare l’uscita di altri Paesi”

Wed, 2017-04-05 12:11

(Strasburgo) “Tra l’Ue e il Regno Unito non c’è mai stato un matrimonio d’amore, semmai c’è sempre stato una unione di convenienza, senza alcuna passione”: Guy Verhofstadt, liberale belga, negoziatore per il Parlamento europeo sul Brexit, descrive a modo suo i 44 anni di adesione di Londra alla Comunità. Verhofstadt si dice peraltro convinto che “prima o poi ci sarà un giovane britannico, di una nuova generazione, che riporterà la Gran Bretagna all’interno dell’Ue”. Commentando quanto accaduto dal referendum inglese del giugno scorso in poi, il negoziatore afferma: “Brexit chiama in causa anche la nostra capacità di rinnovare e rilanciare il progetto europeo”. Philippe Lamberts, belga, capogruppo dei Verdi a Strasburgo, commenta: “L’Europa rappresenta il 2% del pianeta, e solo il 7% della popolazione mondiale. Mi domando come si possa pensare che uno Stato, da solo, difenda gli interessi dei suoi cittadini?”. Lamberts richiama invece il percorso di integrazione europea, rispetto alla decisione del Regno Unito di isolarsi. Helga Stevens, belga, del gruppo di Conservatori, spiega: “Spero che da oggi avviamo un processo per migliorare l’Unione europea, riformandola e decentralizzandola”. “Il Regno Unito non è una barca che va alla deriva, ma un’isola che resterà dov’è oggi; si tratta dunque di creare un nuovo partenariato speciale” con Londra. “Spero che l’Ue – conclude – sappia rinnovarsi, per evitare l’uscita di altri Paesi”.

Protezione civile: Boschi (sottosegretario), “siamo diventati un punto di riferimento per altre realtà europee”

Wed, 2017-04-05 11:54

“Con la Protezione civile siamo diventati un punto di riferimento e un modello per altre realtà europee. Di questo dobbiamo essere orgogliosi, perché il sistema italiano ha davvero aperto un approccio nuovo”. Lo ha affermato questa mattina Maria Elena Boschi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, aprendo a Roma il workshop “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio”. Boschi ha sottolineato come “dedicare una giornata di studio per cercare di individuare risposte concrete sia un modo giusto per ricordare – alla vigilia dell’ottavo anniversario – il terremoto dell’Aquila e le sue vittime”. Ha, quindi, osservato che “eventi di quel genere non possono essere evitati ma il nostro lavoro serve a limitarne le conseguenze”. “La Protezione civile – ha proseguito il sottosegretario – è un pilastro della nostra nazione, un pilastro nel rapporto cittadino-Stato, per la capacità di esprimere vicinanza che è quasi amicizia”. “Lo abbiamo visto in tante occasioni”, ha rilevato Boschi, evidenziando come ci sia “competenza e preparazione nell’affrontare l’emergenza, ma anche attenzione, sensibilità e umanità verso le comunità colpite che fanno sì che la Protezione civile sia amata da tutti”. Per il sottosegretario “più riusciamo a lavorare tenendo insieme il livello nazionale, il territorio e le diverse anime della Protezione civile più saremo all’altezza delle sfide che il nostro Paese, così bello e per certi versi così fragile, ci porrà anche in futuro”.

Regioni: Policlinico Gemelli, lunedì 10 aprile presentazione del “Rapporto Osservasalute 2016″

Wed, 2017-04-05 11:50

Verrà presentato lunedì 10 aprile presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, il Rapporto Osservasalute 2016. Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle Regioni italiane” (Sala multimediale, piano 5F – ore 11). Giunto alla XIV edizione e curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, il Rapporto fornisce annualmente i risultati del check-up della devolution in sanità, corredando dati e indicatori con un’analisi critica sullo stato di salute degli italiani e sulla qualità dell’assistenza sanitaria a livello regionale. Obiettivo: evidenziare le aree di eccellenza della sanità pubblica che possano essere esempio di realtà organizzative e strumento di valutazione comparativa. Il volume (562 pagine), che per la prima volta sarà disponibile anche in formato elettronico con gli indicatori scaricabili direttamente dal sito web www.ossevatoriosullasalute.it è frutto del lavoro di 180 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Università, Agenzie regionali e provinciali di sanità, Assessorati regionali e provinciali, Aziende ospedaliere e Aziende sanitarie, Istituto superiore di sanità, Consiglio nazionale delle ricerche, Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori, ministero della Salute, Agenzia italiana del farmaco, Istat. Suddiviso in due parti principali – la prima dedicata alla salute e ai bisogni della popolazione, la seconda ai sistemi sanitari regionali nonché alla qualità dei servizi – il Rapporto sarà presentato da Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane. Interverrà Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Tratta: Ramonda (Apg23), “grazie, Papa Francesco, per parole di incoraggiamento e per invito a partecipare a Via Crucis delle donne crocifisse”

Wed, 2017-04-05 11:43

“Siamo grati al Santo Padre per le sue parole di incoraggiamento e l’invito a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse. La sua attenzione per questa piaga sociale ci incoraggia a proseguire con maggiore impegno la liberazione delle ragazze”. È il commento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), all’invito che oggi Papa Francesco, durante l’udienza generale, ha rivolto ai romani “a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella”, esortando, al tempo stesso “a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione”. La Via Crucis per le donne crocifisse, giunta alla 3ª edizione, è un evento, organizzato dalla Comunità di don Benzi, nato per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al dramma delle donne vittima di tratta, rese schiave per il racket della prostituzione. “Dinanzi al dramma della tratta e della prostituzione schiavizzata chiediamo alla società civile, alle istituzioni tutte, di unirsi a noi per la liberazione di tante giovanissime donne. Vengono violentate da coloro che pensano di avere il diritto di comprare il loro corpo di ragazze”, afferma don Aldo Buonaiuto, ideatore e coordinatore dell’evento. “Il fenomeno della prostituzione di strada negli ultimi due anni è quadruplicato, anche a causa dei numerosi sbarchi — continua don Buonaiuto —. Lo Stato deve mettersi dalla parte di chi vuole liberare le donne schiavizzate”. L’appuntamento è fissato per venerdì 7 aprile alle ore 19 presso il Ponte Spizzichino, zona Garbatella, per la partenza della simbolica Via Crucis di solidarietà e preghiera.

Filippine: card. Tagle (Manila) farà lavanda dei piedi a tossicodipendenti e poliziotti

Wed, 2017-04-05 11:16

Il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, laverà i piedi di persone tossicodipendenti e poliziotti durante la celebrazione del Giovedì Santo in cattedrale. Padre Roy Bellen, portavoce dell’arcidiocesi di Manila, ha detto che tra le 12 persone selezionate ci sono anche parenti delle vittime della spietata guerra alla droga portata avanti dal governo filippino, su cui la Chiesa ha espresso finora disaccordo per i tanti omicidi extragiudiziali. Negli anni scorsi, informa l’agenzia cattolica asiatica Ucanews, il cardinale Tagle aveva fatto la lavanda dei piedi ad anziani, donne e persone con disabilità.

Brexit: Farage (Ukip), “Gran Bretagna torna a essere nazione libera e sovrana”

Wed, 2017-04-05 11:15

(Strasburgo) “L’Ue si comporta come la mafia. Ma noi siamo liberi di andarcene”: Nigel Farage, leader del britannico Ukip (partito indipendentista e antieuropeo), interviene in emiciclo a Strasburgo durante il dibattito sui negoziati per il Brexit e subito scatena reazioni controverse. Il presidente del Parlamento, Antonio Tajani, lo riprende rispetto all’uso del termine “mafia”. Farage fa parziale retromarcia e poi attacca: “Non dobbiamo essere obbligati, come britannici, a bere vino francese o a comprare auto tedesche. C’è un mondo più grande fuori di qui, fuori dall’Unione europea”. Farage definisce il 29 marzo, quando Londra ha recapitato la lettera che invoca l’art. 50 per il divorzio dall’Ue, “una giornata storica. La Gran Bretagna ha dichiarato che sarebbe tornata una nazione libera e sovrana”. “Nel 1973 – aggiunge – siamo entrati a far parte del mercato comune, non dell’Unione europea. Se avessimo saputo” dei futuri sviluppi dell’integrazione comunitaria “non avremmo certo aderito” alla Cee. “L’Ue ci dice che prima del Brexit dobbiamo pagare una bolletta da 52 miliardi” per gli impegni assunti in fase di bilancio: “questa cos’è? Una richiesta di riscatto?”. Infine un monito: “Se andate avanti così, la Gran Bretagna non sarà il solo Paese a invocare l’articolo 50 per uscire dall’Ue”.

Terremoto L’Aquila: mons. Petrocchi, città “esce rafforzata dalla prova” ma occorre “mantenere viva la speranza”

Wed, 2017-04-05 11:13

“L’Aquila esce rafforzata dalla prova” ma occorre “mantenere viva, nella popolazione, la fiamma di una ‘fondata speranza’”. Lo afferma l’arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi, in un messaggio in occasione dell’ottavo anniversario del terremoto (6 aprile 2009), ricevuto questa mattina dal Sir. Il sisma causò 309 vittime, ma le sequenze di scosse, susseguitesi dal 26 agosto 2016 a poche settimane fa, lo rendono di lacerante attualità. “Oltre a quelle ‘geologiche'”, osserva il presule, esistono “anche ‘faglie’ psicologiche e sociali: ‘sismiche’ pure esse! A lungo andare, possono generare la ‘sindrome del terremoto'” con l’incertezza che, “come nube tossica, rischia di avvolgere l’esistenza (individuale e collettiva), rendendola precaria; così come, l’esposizione rischio imprevedibile e incombente” può far apparire l’avvenire “oscuro e inaffidabile”. Per questo, “è di vitale importanza” mantenere viva, nella popolazione, la fiamma di una “fondata speranza”. “La sofferenza degli aquilani – assicura Petrocchi – non è stata vana: rifluirà, come grazia, sulla città e susciterà nuovi germogli di vita anche altrove”. Il presule afferma di avere pensato il Messaggio per la Pasqua proprio “avendo sullo sfondo” le vicende “scritte dal terremoto sulle pagine della nostra storia”. Di qui l’invito a “‘leggere’, secondo il Vangelo”, i fatti dell’esistenza sapendo scoprire i “doni di Dio” anche “negli episodi segnati da una sfibrante amarezza”.
“L’Aquila – afferma Petrocchi – esce rafforzata dalla prova: come un organismo che, avendo superato un evento infettivo, si dota di anticorpi e sviluppa un sistema immunitario più robusto. La nostra gente è stata duramente colpita, ma non è stata sconfitta” e testimonia che la vita “ha la meglio sulla logica della disfatta e della morte”. Per questo, dalla “cattedra della croce”, L’Aquila “può offrire lezioni di coraggio e di fattiva prossimità a coloro che sono stati visitati dalle stesse ustionanti calamità”. Tuttavia, la partita decisiva “non si gioca solo sul terreno del semplice rifacimento murario”, ma sul campo della “edificazione migliorativa” della “propria identità, spirituale e sociale. Se L’Aquila vedesse ricostruiti i suoi edifici, ma non salvasse la sua cultura, cristiana e umana, cambierebbe inesorabilmente la sua fisionomia”: non sarebbe più L’Aquila, “si trasformerebbe in una città senz’anima: un termitaio urbano”. Di qui il compito, per tutti gli aquilani, di “salvaguardare questo patrimonio straordinario, religioso e culturale”.

Papa Francesco: a leader musulmani, “tra fratelli parlare, ascoltarci e cercare insieme la strada”

Wed, 2017-04-05 11:02

“A me piace pensare che il lavoro più importante che noi dobbiamo fare oggi fra noi, nell’umanità, è il lavoro dell’orecchio: ascoltarci”. Sono le prime parole pronunciate dal Papa durante l’udienza concessa questa mattina, prima dell’udienza generale, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, ad una delegazione di leader musulmani della Gran Bretagna. Erano presenti, riferisce la Sala Stampa della Santa Sede: Moulana Ali Raza Rizvi, presidente, Majlis e ulama Europe; Moulana Muhammad Shahid Raza, Chairman, British Muslim Forum, Gran Bretagna; Shaykh Ibrahim Mogra, Co-Chair, Christian Muslim Forum; Moulana Sayed Ali Abbas Razawi, direttore generale, Scottish Ahlul Bayt Society. “Ascoltarci, senza fretta di dare la risposta”, ha proseguito Francesco rivolgendosi ai presenti: “Accogliere la parola del fratello, della sorella, e pensare poi di dare la mia. Ma la capacità di ascolto, questo è tanto importante. È interessante: quando le persone hanno questa capacità di ascolto, parlano con un tono basso, tranquillo… Invece, quando non ne hanno, parlano forte e gridano pure”. “Tra fratelli, tutti noi dobbiamo parlare, ascoltarci e parlare adagio, tranquilli, cercare insieme la strada”, la proposta del Papa: “E quando si ascolta e si parla, già si è sulla strada”. “Vi ringrazio di questo cammino che state facendo e chiedo a Dio onnipotente e misericordioso di benedirvi. E chiedo a voi di pregare per me. Thank you very much”, il commiato di Francesco.

Brexit: Juncker (Commissione Ue), “un Paese terzo non può avere gli stessi diritti di uno Stato membro”

Wed, 2017-04-05 10:57

(Strasburgo) “Questo è il momento di restare uniti. Più saremo compatti, più saremo forti nel negoziato”: è il messaggio che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è venuto a portare a Strasburgo, nell’emiciclo del Parlamento Ue, in vista dei negoziati per il Brexit. “Un Paese terzo non può godere degli stessi diritti e di un eguale trattamento di uno Stato membro dell’Unione”, ribadisce Juncker, salvo poi sottolineare: “Resteremo amici della Regno Unito, un grande Paese che ha portato tanto all’Ue”. “Il negoziato non è solo questione di trattati o di normative, ci sono di mezzo milioni di persone”, dice, ricordando “i quattro milioni di europei che sono nel Regno Unito dove si sono recati progettando una vita lì. Lavoratori, studenti, pensionati europei non devono pagare il prezzo del Brexit”. Michel Barnier, negoziatore per conto dell’Ue con Londra, “sarà – dice Juncker – il nostro avvocato divorzista. Dobbiamo purtroppo dividere ciò che abbiamo messo insieme per oltre 40 anni. Poi penseremo al futuro insieme”. Al canto suo Barnier specifica: “Ora occorre mostrare unità per tutelare gli interessi dei cittadini europei. Ma i negoziati deve anche avere una funzione pedagogica, ricordandoci tutti i progressi che insieme”, come Stati europei, “abbiamo compiuto in sessant’anni grazie” all’Unione europea.

Papa Francesco: udienza, saluta familiari militari caduti in missione e invita alla “Via Crucis” per le donne crocifisse

Wed, 2017-04-05 10:51

“Saluto la Comunità papa Giovanni XXIII e, mentre esorto a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione, invito i romani a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella”. A dare appuntamento per la terza edizione dell’iniziativa in favore delle vittime della tratta è stato il Papa, al termine dell’udienza. Salutando i fedeli di lingua italiana, Francesco ha inoltre salutato, tra gli altri, i familiari dei militari caduti nelle missioni internazionali di pace, accompagnati dall’Ordinario militare monsignor Santo Marcianò, la comunità rwandese in Italia e i partecipanti al Convegno promosso dal Pontificio Consiglio della cultura, incoraggiati “a riflettere sul futuro dell’umanità alla luce delle scienze mediche e dei perenni valori morali”. Nel triplice saluto ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, il Papa ha ricordato San Vincenzo Ferrer, predicatore domenicano: “Cari giovani, alla sua scuola imparate a parlare con Dio e di Dio, evitando il parlare inutile e dannoso; cari ammalati, apprendete dalla sua esperienza spirituale a confidare in ogni circostanza in Cristo crocifisso; cari sposi novelli, ricorrete alla sua intercessione per assumere con generoso impegno per la vostra missione genitoriale”.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo) su predicazioni don Alessandro Minutella, “nessuno è un condannato, nessuno è un escluso”

Wed, 2017-04-05 10:50

“Grazie Signore, perché ci permetti di non spegnere lo Spirito. Nessuno di noi è qui per un altro motivo, ma per testimoniare che lo Spirito è all’opera nella Chiesa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, al termine dell’adorazione eucaristica per l’unità della Chiesa, celebrata ieri sera in cattedrale dopo le predicazioni di don Alessandro Minutella, che ha espresso posizioni di dissenso nei confronti della gerarchia ecclesiastica. Presenti oltre duemila fedeli giunti da ogni parte della diocesi, ragazzi, suore, coppie di sposi, rappresentanti di movimenti e sacerdoti. Lorefice ha ricordato che l’Eucaristia è “il sacramento dell’unità e della carità. Oggi ti chiediamo perdono – ha aggiunto – perché non sempre siamo stati capaci di far sì che lo Spirito ci rendesse l’unico corpo di Cristo, a cominciare da me vescovo. Ti chiediamo perdono perché le dottrine formulate ci possono dividere, ma davanti al mistero dell’Eucaristia tutti siamo riuniti. Noi stasera soffriamo e soffriremo finché non siamo tutti. Nessuno è un condannato, nessuno è un escluso. Ciascuno è un cristiano perché è un amato, è un perdonato”.

Papa Francesco: udienza, appello per “drammatico evento” di San Pietroburgo e “inaccettabile strage” in Siria

Wed, 2017-04-05 10:47

Un doppio appello: per il “drammatico evento” di San Pietroburgo e per l’“inaccettabile strage” in Siria. A rivolgerlo è stato il Papa, al termine dell’udienza, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana. “Il mio pensiero va in questo momento al grave attentato dei giorni scorsi nella metropolitana di San Pietroburgo, che ha provocato vittime e smarrimento nella popolazione”, le parole di Francesco: “Mentre affido alla misericordia di Dio quanti sono tragicamente scomparsi, esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”. “Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria”, ha proseguito il Papa, esprimendo la sua “ferma deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta ieri nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini”. “Prego per le vittime e i loro familiari e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale – l’appello di Francesco – affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra. Incoraggio, altresì, gli sforzi di chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione”.

Papa Francesco: udienza, “i mafiosi pensano che il male si può vincere col male, perché non hanno speranza”

Wed, 2017-04-05 10:21

“I mafiosi pensano che il male si può vincere col male, e così fanno vendetta e tante cose che tutti sappiamo, ma non conoscono cosa sia l’umiltà, la misericordia e la mitezza: perché i mafiosi non hanno speranza. Pensate a questo!”. È l’invito rivolto a braccio dal Papa agli oltre 15mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro. Della speranza, ha spiegato Francesco, “non si deve tanto rendere ragione a livello teorico, a parole, ma soprattutto con la testimonianza della vita, e questo sia all’interno della comunità cristiana, sia al di fuori di essa”. “Se Cristo è vivo e abita in noi, nel nostro cuore, allora dobbiamo anche lasciare che si renda visibile, non nasconderlo, e che agisca in noi”, l’esortazione del Papa: “Questo significa che il Signore Gesù deve diventare sempre di più il nostro modello di vita e che noi dobbiamo imparare a comportarci come lui si è comportato. Fare lo stesso che faceva Gesù”. “La speranza che abita in noi, quindi, non può rimanere nascosta dentro di noi, nel nostro cuore”, ha ammonito Francesco: “Sarebbe una speranza debole, che non ha il coraggio di uscire fuori e farsi vedere. La nostra speranza, come traspare dal Salmo 33 citato da Pietro, deve necessariamente sprigionarsi al di fuori, prendendo la forma squisita e inconfondibile della dolcezza, del rispetto e della benevolenza verso il prossimo, arrivando addirittura a perdonare chi ci fa del male”. “Una persona che non ha speranza non riesce a perdonare, non riesce a dare la consolazione del perdono e ad avere la consolazione di perdonare”, ha aggiunto il Papa fuori testo: “Sì, perché così ha fatto Gesù, e così continua a fare attraverso coloro che gli fanno spazio nel loro cuore e nella loro vita, nella consapevolezza che il male non lo si vince con il male, ma con l’umiltà, la misericordia e la mitezza”.

 

Papa Francesco: udienza, la speranza “non è un telefonino”. “Che bel saluto: Cristo è risorto!”

Wed, 2017-04-05 10:19

“La nostra speranza non è un concetto, non è un sentimento, non è un telefonino, non è un mucchio di ricchezze: no, la nostra speranza è una Persona, è il Signore Gesù che riconosciamo vivo e presente in noi e nei nostri fratelli, perché Cristo è risorto”. Lo ha esclamato il Papa, durante l’udienza di oggi, dedicata alla speranza così come viene declinata nella prima lettera di Pietro. “Cristo è veramente risorto, e questo è un bel saluto da darci nei giorni di Pasqua”, ha detto a braccio Francesco: “Cristo è risorto, Cristo è risorto: ricordarci che Cristo è risorto, è vivo e abita in ciascuno di noi”. “I popoli slavi, invece di dire buongiorno, buonasera – ha proseguito il Papa sempre fuori testo – nei giorni di Pasqua si salutano con questo: Cristo è risorto, e sono felici di dirlo. E questo è il buongiorno e la buonasera che si danno: Cristo è risorto!”. “La prima lettera dell’apostolo Pietro porta in sé una carica straordinaria!”, ha esordito Francesco: “Riesce a infondere grande consolazione e pace, facendo percepire come il Signore è sempre accanto a noi e non ci abbandona mai, soprattutto nei frangenti più delicati e difficili della nostra vita”. “Ma qual è il segreto di questa Lettera?”, ha chiesto il Papa ai fedeli, a cui poi si è rivolto ancora a braccio: “Io so che oggi prenderete il Nuovo Testamento, cercherete la prima lettera di Pietro e la leggerete adagio adagio per capire il segreto e la forza di questa lettera”. “Il segreto sta nel fatto che questo scritto affonda le sue radici direttamente nella Pasqua, nel cuore del mistero che stiamo per celebrare, facendoci così percepire tutta la luce e la gioia che scaturiscono dalla morte e risurrezione di Cristo”, la risposta di Francesco: “È per questo che san Pietro ci invita con forza ad adorarlo nei nostri cuori. Lì il Signore ha preso dimora nel momento del nostro Battesimo, e da lì continua a rinnovare noi e la nostra vita, ricolmandoci del suo amore e della pienezza del suo Spirito. Ecco allora perché l’Apostolo ci raccomanda di rendere ragione della speranza che è in noi”.

 

 

Papa Francesco: udienza, anche un’orchestra tzigana tra i 15mila fedeli

Wed, 2017-04-05 09:53

C’è anche un’orchestra tzigana, oggi in piazza San Pietro, tra gli oltre 15 mila fedeli accorsi all’appuntamento del mercoledì con il Papa, che è arrivato puntuale sulla “papamobile” alle 9.30. Dopo l’udienza, l’orchestra darà un saggio della sua arte a Francesco, sotto la statua di San Pietro. Tra i fedeli presenti oggi, anche 150 familiari dei militari italiani che hanno perso la vita nelle missioni di pace, accompagnati dall’Ordinario militare, monsignor Santo Marcianò, una delegazione di ebrei della Slovacchia e la squadra di calcio dell’Ungheria. Durante il giro tra i vari settori della piazza, protagonisti come sempre i bambini, alcuni dei quali piuttosto recalcitranti a salutare il Papa, che li ha baciati e accarezzati come di consueto. Non è mancato lo “scambio dello zucchetto”, oltre ad una sosta per gustare una tazza di mate offertagli dalle transenne.

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