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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 6 hours 45 min ago

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, cristianesimo non è “una serie di principi”, no a “esteriorità e opportunismo”. In ogni occasione “facciamoci prossimo”

Mon, 2017-05-22 19:32

“Come la Chiesa di Tiatira, siamo forse esposti alla tentazione di ridurre il cristianesimo a una serie di principi privi di concretezza”. In questo caso, spiega il Papa nel testo scritto consegnato ai vescovi riuniti in Assemblea, “si cade in uno spiritualismo disincarnato, che trascura la realtà e fa perdere la tenerezza della carne del fratello”. “Torniamo alle cose che contano veramente: la fede, l’amore al Signore, il servizio reso con gioia e gratuità”, l’antidoto: “Facciamo nostri i sentimenti e i gesti di Gesù ed entreremo davvero in comunione con Lui, stella del mattino che non conosce tramonto”. “Come la Chiesa di Sardi, possiamo forse essere sedotti dell’apparenza, dall’esteriorità e dall’opportunismo, condizionati dalle mode e dai giudizi altrui”, il monito di Francesco: “La differenza cristiana, invece, fa parlare l’accoglienza del Vangelo con le opere, l’obbedienza concreta, la fedeltà vissuta; con la resistenza al prepotente, al superbo e al prevaricatore; con l’amicizia ai piccoli e la condivisione ai bisognosi. Lasciamoci mettere in discussione dalla carità, facciamo tesoro della sapienza dei poveri, favoriamone l’inclusione; e, per misericordia, ci ritroveremo partecipi del libro della vita”. “Come la Chiesa di Filadelfia, siamo chiamati alla perseveranza, a buttarci nella realtà senza timidezze”, prosegue il Papa: “Il Regno è la pietra preziosa per cui vendere senza esitazione tutto il resto e aprirci pienamente al dono e alla missione. Attraversiamo con coraggio ogni porta che il Signore ci schiude davanti. Approfittiamo di ogni occasione per farci prossimo. Anche il miglior lievito da solo rimane immangiabile, mentre nella sua umiltà fa fermentare una gran quantità di farina: mescoliamoci alla città degli uomini, collaboriamo fattivamente per l’incontro con le diverse ricchezze culturali, impegniamoci insieme per il bene comune di ciascuno e di tutti. Ci ritroveremo cittadini della nuova Gerusalemme”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, no a “mondanità spirituale” e a “logiche di potere e di successo funzionali a immagine sociale della Chiesa”

Mon, 2017-05-22 19:24

“Come la Chiesa di Smirne, forse anche noi nei momenti della prova siamo vittima della stanchezza, della solitudine, del turbamento per l’avvenire; restiamo scossi nell’accorgerci di quanto il Dio di Gesù Cristo possa non corrispondere all’immagine e alle attese dell’uomo ‘religioso’: delude, sconvolge, scandalizza”. È l’analisi del Papa, contenuta nel discorso scritto consegnato ai vescovi in apertura dell’Assemblea della Cei in corso in Vaticano. “Custodiamo la fiducia nell’iniziativa sorprendente di Dio, la forza della pazienza e la fedeltà dei confessori: non avremo a temere la seconda morte”, il consiglio di Franccesco. “Come la Chiesa di Pergamo, forse anche noi talvolta cerchiamo di far convivere la fede con la mondanità spirituale, la vita del Vangelo con logiche di potere e di successo, forzatamente presentate come funzionali all’immagine sociale della Chiesa”, l’altro ammonimento: “Il tentativo di servire due padroni è, piuttosto, indice della mancanza di convinzioni interiori. Impariamo a rinunciare a inutili ambizioni e all’ossessione di noi stessi per vivere costantemente sotto lo sguardo del Signore, presente in tanti fratelli umiliati: incontreremo la Verità che rende liberi davvero”.

Diocesi: Trento, al Museo tridentino la mostra “Dipingere il buio. In realtà siamo liberi”

Mon, 2017-05-22 19:18

In appendice alla mostra “Fratelli e sorelle. Racconti dal carcere”, sarà inaugurata venerdì 26 maggio, alle ore 17.30, al Museo tridentino “Dipingere il buio. In realtà siamo liberi”, un’esposizione che raccoglie gli elaborati realizzati dai detenuti della casa circondariale di Spini di Gardolo nell’ambito del laboratorio “Un viaggio per parole e immagini”, promosso dal museo e dagli alunni di due classi della scuola secondaria di primo grado di Vezzano.
La mostra “Dipingere il buio. In realtà siamo liberi” rappresenta la conclusione di un percorso umano e formativo che il Museo diocesano tridentino ha avviato nel mese di febbraio 2017 con un gruppo di detenuti della casa circondariale di Spini di Gardolo. Non si è trattato di un “corso di pittura”: “L’obiettivo del progetto – spiega una nota – non era quello di insegnare una tecnica artistica, ma di stimolare nei partecipanti la capacità di elaborare e trasporre in ‘parole e immagini’ sentimenti e riflessioni intime”. Le classi II A e III A della scuola secondaria di primo grado di Vezzano (Istituto comprensivo Valle dei Laghi-Dro) hanno svolto un percorso parallelo di analisi, riflessione e rielaborazione di temi inerenti al concetto di carcere, giustizia, pena, libertà, consapevolezza, pregiudizio, perdono. Con questo progetto “il Museo diocesano ha voluto portare un contributo attivo alla promozione della dignità umana e al riscatto umano e sociale, nella convinzione che la cultura possa rappresentare una prospettiva importante di recupero per le persone recluse”. L’iniziativa, conclude la nota, “si configura come una proposta formativa di grande valore simbolico, poiché ribadisce la necessità di rendere il museo ‘accessibile’ a persone che vivono una condizione di esclusione sociale, raccordando due realtà raramente in dialogo”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, “le nostre infedeltà sono una pesante ipoteca sulla credibilità della testimonianza”

Mon, 2017-05-22 19:16

Il cammino della Chiesa “è segnato anche da chiusure e resistenze”. A farlo notare è il Papa, nel discorso scritto consegnato ai vescovi italiani all’apertura della loro 70ª Assemblea. “Le nostre infedeltà sono una pesante ipoteca posta sulla credibilità della testimonianza del depositum fidei, una minaccia ben peggiore di quella che proviene dal mondo con le sue persecuzioni”, ha ammonito Francesco secondo il quale “questa consapevolezza ci aiuta a riconoscerci destinatari delle lettere alle Chiese con cui si apre l’Apocalisse, il grande libro della speranza cristiana”. “Chiediamo la grazia di saper ascoltare ciò che lo Spirito oggi dice alle Chiese, accogliamone il messaggio profetico per comprendere cosa vuole curare in noi”, l’invito del Papa. “Come la Chiesa di Efeso, forse a volte anche noi abbiamo abbandonato l’amore, la freschezza e l’entusiasmo di un tempo”, il mea culpa seguito da un’esortazione: “Torniamo alle origini, alla grazia fondante degli inizi; lasciamoci guardare da Gesù Cristo, il ‘Sì’ del Dio fedele, l’unum necessarium”. Poi la citazione del Vangelo di Matteo, seguita da quella dell’Apocalisse,  contenuta nel discorso di Paolo VI per l’inizio della seconda sessione del Concilio: “Questa nostra assemblea qui radunata non brilli d’altra luce se non di Cristo, che è la luce del mondo; i nostri animi non cerchino altra verità se non la parola del Signore, che è il nostro unico maestro; non preoccupiamoci d’altro se non di obbedire ai suoi precetti con una sottomissione fedele in tutto; non ci sostenga altra fiducia se non quella che corrobora la nostra flebile debolezza, perché si fonda sulle sue parole: ‘Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo'”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, “confronto aperto, umile e franco”, “respiro e passo sinodale”

Mon, 2017-05-22 19:09

“Vi auguro che queste giornate siano attraversate dal confronto aperto, umile e franco. Non temete i momenti di contrasto: affidatevi allo Spirito, che apre alla diversità e riconcilia il distinto nella carità fraterna”. È quanto si legge nel testo scritto, consegnato dal Papa al termine dell’incontro riservato con i vescovi, con cui si è aperta la 70ª Assemblea generale della Cei. “Vivete la collegialità episcopale, arricchita dall’esperienza di cui ciascuno è portatore e che attinge alle lacrime e alle gioie delle vostre Chiese particolari”, l’invito di Francesco, secondo il quale “camminare insieme è la via costitutiva della Chiesa; la cifra che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio; la condizione per seguire il Signore Gesù ed essere servi della vita in questo tempo ferito”. “Respiro e passo sinodale rivelano ciò che siamo e il dinamismo di comunione che anima le nostre decisioni”, ha affermato il Papa: “Solo in questo orizzonte possiamo rinnovare davvero la nostra pastorale e adeguarla alla missione della Chiesa nel mondo di oggi; solo così possiamo affrontare la complessità di questo tempo, riconoscenti per il percorso compiuto e decisi a continuarlo con parresia.”

Fascismo: Tv2000, “bene commissione Difesa su eccidio Debre Libanos”

Mon, 2017-05-22 19:07

“L’annuncio, ufficializzato in un comunicato diffuso domenica pomeriggio, riempie di soddisfazione noi e tutti coloro che hanno sentito come un dovere l’accertamento della verità su questo orrendo crimine di guerra”. Così il direttore di Rete di Tv2000, Paolo Ruffini e il direttore dell’informazione, Lucio Brunelli hanno commentato la decisione del Ministero della Difesa di costituire una commissione di studio sull’eccidio dei cristiani copti compiuto dal regime fascista nel monastero di Debre Libanos in Etiopia, nel maggio 1937, esattamente 80 anni fa.
“Da oltre un anno Tv2000 – aggiungono Ruffini e Brunelli – è impegnata in un ostinato lavoro di ricerca e inchiesta storica per rompere il muro di silenzio che gravava sulla strage di Debre Libanos. Come recita il comunicato del Ministero: ‘In Italia con il silenzio di tutti, durante il fascismo ma anche dopo, l’episodio era stato dimenticato’. Un contributo importante alla conoscenza dei fatti è stato portato dal docu-film firmato dal nostro collega Antonello Carvigiani con la fotografia e la regia di Andrea Tramontano”.
“Trasmesso per la prima volta nel maggio del 2016 – ricordano Ruffini e Brunelli – e replicato più volte sulla nostra emittente, il docu-film è stato proiettato lo scorso 1 dicembre nella Filmoteca vaticana alla presenza di qualificati esponenti della Chiesa cattolica e della Chiesa copta etiope. Fu un momento di grande emozione, per il clima di amicizia che la comune ricerca della verità storica, senza rancori e senza reticenze, aveva favorito fra le due comunità religiose. Alla vigilia dell’ anniversario della strage, sabato scorso, in un nuovo speciale realizzato dalla redazione giornalistica del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, sono stati mostrati nuovi documenti rintracciati da Carvigiani negli archivi di Stato. In particolare l’inventario degli oggetti sacri requisiti dagli ufficiali italiani dopo l’esecuzione sommaria di centinaia di monaci, diaconi e semplici pellegrini giustificata come rappresaglia per il fallito attentato del febbraio 1937 al viceré Rodolfo Graziani”.
“Onestà e senso di giustizia – concludono Ruffini e Brunelli – vorrebbero ora che questi beni siano prima ritrovati e poi restituiti alla comunità copta etiope, come un gesto fattivo di riconciliazione”.

Salute: Scienza & Vita, a Roma il XV convegno nazionale sul tema “Rosso come l’amore. Accanto alla persona malata tra scienza, dedizione e normalità”

Mon, 2017-05-22 19:00

“Rosso come l’amore. Accanto alla persona malata tra scienza, dedizione e normalità”. Questo il tema del XV convegno nazionale di Scienza & Vita e del XVII incontro delle associazioni locali, che si tiene venerdì 26 e sabato 27 maggio a Roma. Quest’anno, avverte una nota, “il focus è sulla sofferenza e sul dolore nell’esperienza della malattia. L’approccio è multidisciplinare, allo scopo di analizzare ed integrare gli aspetti scientifici con la dimensione valoriale e antropologica”. A tal fine sono coinvolti scienziati, giovani ricercatori, studiosi e operatori sanitari, ma anche testimonial che vivono situazioni particolari di fragilità, per “toccare con mano” le loro esperienze di vita. “L’intento – si legge nella nota – è quello di promuovere una visione diversa della malattia e della sofferenza che essa genera, ponendo l’attenzione sugli strumenti per alleviare il dolore attualmente a disposizione della medicina, su una corretta relazione paziente-medico, sulla promozione di una cultura diffusa dell’accoglienza e del dono di sé”.

Adozioni internazionali: Aibi, “negli ultimi tre anni calo pari al 50% rispetto al 2011. Le famiglie italiane superino il clima di sospetto, sfiducia e odio”

Mon, 2017-05-22 18:44

In Italia, “negli ultimi tre anni non si è creduto” alle adozioni internazionali. “A dimostrarlo è il calo pari al 50% rispetto al 2011”. È quanto si legge in una nota diffusa oggi dall’associazione Amici dei bambini (Aibi). “Gratuità dell’adozione internazionale, snellimento delle procedure adottive, abolizione dei viaggi multipli nei Paesi di origine dei minori, istituzione di un ‘funzionario delle adozioni internazionali’ presso ogni Ambasciata italiana, tolleranza zero nei confronti dei pagamenti in nero e la definizione di vacanze preadottive” è ciò che l’Aibi spera possa diventare realtà a seguito della nomina guida della Commissione adozione internazionali (Cai) di Laura Laera, ufficializzata venerdì 19 maggio con il decreto del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. C’è da recuperare il tempo perso in “tre anni assurdi durante i quali è successo di tutto”, rileva l’associazione, sottolineando che “se i patti di stabilità lo consentiranno, si riprenderanno i progetti di cooperazione finalizzati allo sviluppo della sussidiarietà nei Paesi di origine” e “si tornerà a dare alle coppie adottive i rimborsi delle spese adottive dalla Cai”. “Insomma – prosegue l’Aibi – tornerà a splendere quell’adozione internazionale che è sempre stata uno dei ‘fiori all’occhiello’ della nostra Italia”. “Ma – rileva l’associazione – occorre che le famiglie italiane tornino a credere nell’adozione internazionale, superando quel clima di sospetto, sfiducia e odio che è stato creato ad arte in questi 3 anni con l’unico risultato di allontanare le coppie da questa meravigliosa forma di accoglienza a danno dei milioni di bambini in stato di abbandono in attesa ancora di una famiglia e di poter tornare ad essere figli”.

Vaccini a scuola: Fism, “il problema non è l’obbligatorietà” ma “l’interdipendenza tra lo star bene del singolo e degli altri”

Mon, 2017-05-22 18:40

Rispetto alle vaccinazioni, “il problema non si risolve con l’obbligatorietà, pur necessaria, ma interrogandosi sulle ragioni che sottendono la prescrizione normativa che deve perseguire l’obiettivo della tutela del singolo e della comunità sociale – nel nostro caso comunità educativa – della quale la scuola dell’infanzia costituisce una vera e prima ‘porta’”. È quanto si legge in una nota diffusa oggi dalla segreteria nazionale della Fism, la Federazione italiana scuole materne. Rilevando che “come spesso accade, anche stavolta è scoppiata una querelle che ha assunto i caratteri di scontro mediatico e politico, bypassando la serietà dell’argomento”, la Fism osserva che “si è affrontato il problema nella sua valenza sanitaria, importante, ma certamente non esaustiva”. Infatti, prosegue la nota, “ci troviamo di fronte a una deriva che segnala un vero e proprio cedimento del ‘pavimento etico’”. “L’approccio – evidenza la Fism – si riduce ad una lettura privatistica: io mi occupo di me e decido su mio figlio, che è mio e basta; decido io se vaccinarlo o meno. La dimensione comunitaria, relazionale e civico-sociale sembra non esistere”. Invece, “il ‘pavimento etico’ costituisce la base, il fondamento” attraverso il quale “riconosciamo specularmente i nostri comuni diritti e doveri”. Secondo la Fism, “questo approccio determina una sorta di ‘tumulto etico’ di mobilitazione delle nostre risorse umane più vere per passare dall’ossessione mortifera dell’‘io’ a quella salutare del ‘noi’”. “Scopriamo così l’interdipendenza tra il mio star bene e lo star bene degli altri, come d’altra parte lo star male, anch’esso circolare e ‘relazionale’” perché “il bene di tutti è il bene di ciascuno”.

Diocesi: Vercelli, accolta in cattedrale una reliquia di san Giovanni Battista de La Salle. L’arcivescovo Arnolfo, “come lui, essere pronti ad aiutare chi è nel bisogno”

Mon, 2017-05-22 18:29

“Essere amici di Gesù e, forti del dono dello Spirito Santo, amare il prossimo. Essere aperti, disponibili, pronti ad aiutare chi è nel bisogno. Come san Giovanni Battista de La Salle prendersi cura dei poveri, di chi non ha e di chi non sa”. È l’invito rivolto dall’arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo, in occasione della giornata lasalliana che si è celebrata sabato pomeriggio, a Vercelli, nella cattedrale di sant’Eusebio dove è stata accolta una reliquia del santo. A Vercelli, spiega Roberta Tricerri, direttrice dell’Istituto delle “Scuole Cristiane”, “la presenza dei fratelli risale al 1841. Oggi accogliamo nel nostro complesso scolastico 170 alunni, tra la sezione primavera, l’infanzia e la scuola primaria, 21 tra docenti e personale ausiliario”. “La presenza di de La Salle – prosegue – che da sabato ha trovato dimora nel Duomo, nella cappella di san Giovanni Nepomuceno accanto all’ex alunno il beato don Secondo Pollo, è sostegno ed invito a tutti gli educatori per proseguire con nuovo vigore la nostra missione educativa, urgente ieri come oggi”. La reliquia, estratta nel 1888 prima della beatificazione di de La Salle, è un regalo personale del postulatore generale fratel Rodolfo Meoli alla direttrice. “Non abbiamo ancora una cappellina nella scuola, anche se presto la realizzeremo”, aggiunge Tricerri, rivelando che “pensato immediatamente di darle la dignità che merita e condividerla con la nostra diocesi e su invito del nostro arcivescovo abbiamo pensato di collocarla nella cattedrale eusebiana”.

Sviluppo sostenibile: al via da Napoli il Festival 2017 dedicato a “Disegniamo il futuro. Cambiamo il presente”

Mon, 2017-05-22 18:13

È partito con l’evento “Italia 2030: che nessuno resti indietro!”, svoltosi in mattinata a Napoli, il Festival dello sviluppo sostenibile 2017. Fino al 7 giugno, sono in programma oltre 200 iniziative in tutto il territorio nazionale “per mobilitare l’Italia al fine di centrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu”. “I 17 giorni del Festival – spiega il presidente dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile (Asvis), Pierluigi Stefanini – rappresentano un momento senza precedenti di confronto e condivisione di idee e pratiche virtuose che possono cambiare il nostro modello di sviluppo e, quindi, le politiche, le strategie aziendali e i comportamenti individuali”. “Alla fine di questa manifestazione – prosegue – servirà l’impegno di tutti per mettere in pratica le buone idee utili per portare l’Italia, e non solo, su un sentiero di sviluppo sostenibile”. “Il 2017 – si legge in una nota dell’Asvis – è un anno cruciale per il cambiamento di paradigma richiesto dall’Agenda 2030”. Rispetto ai 17 goal, “l’Italia compare nella ‘zona rossa’ – osserva Enrico Giovannini, portavoce Asvis – cioè in una condizione critica, in sette obiettivi: educazione, occupazione, disuguaglianze, consumo responsabile, lotta contro il cambiamento climatico, pace e giustizia, e partnership e in quella ‘gialla’ nei rimanenti 10, mentre in nessun caso rientra in quella ‘verde’, cioè in linea con gli obiettivi”. È proprio per questo che abbiamo deciso di organizzare il Festival, che ha lo scopo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e centrale nell’agenda politica”.

Diocesi: Carpi, precisazioni sulla “Cittadella della carità”. Sarà occupato solo un terzo dello spazio originariamente previsto

Mon, 2017-05-22 17:23

La diocesi di Carpi interviene dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi da alcuni residenti nel quartiere tra via Nuova Ponente e via Orazio Vecchi, dove sorgerà la “Cittadella della carità”, che temono la cementificazione del parco e la riduzione dei parcheggi. In una nota, la diocesi ribadisce anzitutto che “l’area in cui sorgerà la struttura è di proprietà della diocesi. Il lotto oggetto dell’attuale intervento, destinato a servizi religiosi, faceva parte di un piano particolareggiato di iniziativa privata che prevedeva inizialmente la realizzazione di una nuova chiesa con superficie coperta di 600 mq. Successivamente si è deciso di erigere la costruzione in maniera differente, nelle forme, nelle dimensioni e negli usi”. La nuova costruzione – un fabbricato a due piani in una porzione dell’attuale area a prato -, “le cui spese sono interamente a carico della Chiesa, porterà inevitabilmente ad una riduzione dell’area verde ma in modalità discreta e con quantità di molto inferiori rispetto a quanto consentirebbero gli indici urbanistici”. La diocesi ha infatti deciso di occupare “solo un terzo” dello spazio originariamente previsto. Gli spazi interni ospiteranno al piano terra la sede della Caritas diocesana, il consultorio familiare e una cappella aperta al pubblico intitolata al beato Odoardo Focherini; al piano superiore, una struttura di prima accoglienza per padri separati, con sei posti letto. “Con quest’ultimo servizio – conclude la nota – si realizzerà il desiderio che da tempo nutriva la Caritas diocesana e che ancora una volta il vescovo, mons. Francesco Cavina, ha saputo interpretare e concretizzare: venire incontro all’emergenza abitativa che riguarda gli uomini, e in particolare i padri in difficoltà”.

Diversità culturale per dialogo e sviluppo: Riccardi (Società Dante Alighieri), “l’italiano è la lingua della pace”

Mon, 2017-05-22 17:06

“La Società Dante Alighieri, da sempre impegnata a promuovere la lingua e la cultura italiana, sa bene che l’italiano è una lingua di pace. Una lingua che veicola una identità non minacciosa, senza pretese di egemonia, universalista e umana”. Lo dichiara il presidente della Dante, Andrea Riccardi, in occasione della Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo, che si celebra oggi. L’italiano, prosegue Riccardi, “porta nel mondo, attraverso i nostri emigrati e nel perimetro dell’italofonia (arricchito da tutti quelli che amano l’Italia e i suoi valori), un patrimonio genetico nato dal dialogo e dalla tolleranza. Anche nel presente, così dolorosamente colpito da conflitti sanguinari e dalla dilagante povertà (non solo materiale), ricordiamo che il Mediterraneo ha un lungo passato di scambi e contatti tra popoli ed è sempre stato ricco di opportunità e di conoscenza”. Richiamando le parole semplici e chiare di Norberto Bobbio: “La prima condizione perché il dialogo sia possibile è il rispetto reciproco, che implica il dovere di comprendere lealmente ciò che l’altro dice”, il presidente della Società Dante Alighieri sottolinea infine quanto sia importante “scegliere le dinamiche dell’ascolto dell’altro, per orientare anche i processi della mediazione al rispetto della diversità delle espressioni culturali, sviluppando il dialogo a partire dai temi della tolleranza, dell’umanesimo e della capacità di condivisione”.

Papa Francesco: ad Assemblea Cei, “un dialogo sincero e senza paura”. Ringraziamento al card. Bagnasco

Mon, 2017-05-22 16:55

“Non è facile lavorare con questo Papa!”. Con questa battuta ironica e scherzosa, pronunciata a braccio, Papa Francesco ha salutato i vescovi italiani, riuniti da questo pomeriggio nell’Aula del Sinodo in Vaticano per la loro 70ª Assemblea generale. In questi anni è nata “un’amicizia”,  ha detto sempre a braccio Francesco ringraziando il card. Bagnasco per il suo doppio mandato, decennale, alla guida della Conferenza episcopale italiana. “La mia idea è un dialogo sincero con voi, dove si domandano le cose chiaramente e senza paura”, ha proseguito ancora fuori testo prima di dare corso all’incontro riservato con i vescovi, a porte chiuse. Durante questa Assemblea – per la prima volta – i vescovi, tramite il voto elettronico, individueranno la terna di candidati da sottoporre al Papa per la successione al presidente uscente, il card. Angelo Bagnasco. Domani, dopo la relazione del card. Bagnasco, l’assemblea procederà all’elezione della terna da consegnare a Francesco e si confronterà sul tema principale dell’assise: “Giovani, per un incontro di fede”.  Tra gli altri argomenti all’ordine del giorno, il cammino di preparazione verso la prossima Settimana sociale (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), le norme circa il regime amministrativo dei tribunali ecclesiastici in Italia e una serie di adempimenti di carattere giuridico-amministrativo.  Mercoledì, alle 8.30, i vescovi concelebreranno l’Eucarestia nella basilica di San Pietro. Giovedì 25 maggio, alle 13.30, nell’atrio dell’Aula Paolo VI si svolgerà la conferenza stampa conclusiva.

 

Concistoro: p. Messa (storico francescano), nomina mons. Omella “all’insegna del dialogo e della missione”

Mon, 2017-05-22 16:47

Tra i cinque nuovi cardinali annunciati ieri da Papa Francesco, che riceveranno la berretta nel concistoro del prossimo 28 giugno, figura l’arcivescovo di Barcellona, mons. Juan José Omella. Un cardinalato, il suo “decisivo” per il dialogo interreligioso, osserva  p. Pietro Messa, preside della Scuola superiore di studi medievali e francescani. “Dalla sua biografia – afferma p. Messa in una nota – risulta che ha ricevuto la formazione filosofica e teologica oltre che nel Seminario di Saragozza anche presso il Centro di formazione personale dei Padri Bianchi a Lovanio e a Gerusalemme. Ciò lo ha posto certamente in contatto con il mondo musulmano e di conseguenza davanti al confronto islamo-cristiano”. Ma vi è un altro motivo per cui il cardinalato di mons. Omella “diventa significativo per tale dialogo interreligioso – prosegue Messa –  ed è che in quanto arcivescovo di Barcellona egli è stato uno dei protagonisti del centenario della morte del beato Raimondo Lullo appena conclusosi”. Proprio in questo anniversario “Lullo è stato definito come un esempio di santità eroica e dottrina eminente e lo stesso monsignor Omella ha presenziato un evento celebrativo in onore del padre Josep Peranau – uno dei massimi studiosi del beato maiorchino – quale attenzione al pensiero lulliano caratterizzato dalla continua preoccupazione di trovare vie e mezzi per la comunicazione tra cristiani e mussulmani”. Per questo, conclude lo storico francescano, il concistoro del 28 giugno sarà “espressione non solo della ‘cattolicità della Chiesa diffusa su tutta la terra’ ma anche all’insegna del dialogo e missione di cui un maestro è stato certamente il catalano Raimondo Lullo”.

Sviluppo sostenibile: Comitato economico e sociale, seminario su Agenda 2030 Onu. Jahier, ritardo Ue. “Serve un governo globale”

Mon, 2017-05-22 16:36

“Con mio grande rammarico, l’Ue non ha dimostrato di aver assimilato e abbracciato le opportunità per un cambio di modello fornito dall’Agenda 2030. Sfortunatamente, tale agenda è piuttosto assente nei cinque scenari proposti dal Libro bianco della Commissione europea sul futuro dell’Ue”. Così si è espresso Luca Jahier, presidente del Gruppo III – Interessi diversi del Comitato economico e sociale Ue, introducendo il seminario in corso a Bruxelles (22-23 maggio) intitolato “The 2030 Agenda for Sustainable Development: a new frontier of rights and progress for the Eu”. “Persino la Dichiarazione di Roma”, siglata dai 27 nel 60° dei Trattati, “e le comunicazioni dello scorso anno sul ‘futuro europeo sostenibile’ prevedono un impegno solo parziale. Secondo me, questa potrebbe essere un’enorme occasione perduta. Si contraddice inoltre l’impegno dell’Ue sul Climate Change Agreement di Parigi”. Jahier aggiunge: “Non c’è dubbio che saremo capaci di progettare e realizzare questo nuovo mondo soltanto lavorando insieme con trasparenza. C’è bisogno di un nuovo modello di governo mondiale e l’Ue dovrebbe prendersi la responsabilità di plasmarlo. Questo nuovo governo globale dovrebbe essere definito e guidato da iniziative che partono dal basso, dalle autorità regionali e locali, dalle organizzazioni della società civili – incluse imprese e sindacati – e dai cittadini”. Infatti “l’economia gioca un ruolo cruciale nel guidare, innovare e investire nel cambiamento. A ben vedere, senza il supporto attivo dell’economia, non saremo mai in grado di completare l’Agenda del 2030”.
“Abbiamo inoltre bisogno di dare priorità all’ambizioso allestimento di piattaforme multi-stakeholder. Questo consentirebbe alla società civile europea di essere coinvolta nel ciclo della realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, con pareri presentati alle autorità politiche”. Il Comitato economico e sociale “è pronto a supportare la creazione di un forum di questo tipo”. Infine: “I giovani in particolare devono diventare la chiave del cambiamento, così come l’equità generazionale è vitale per il successo di questa agenda. Perciò saliamo insieme a bordo di questo nuovo mondo! Che torni la fiducia nel nostro sistema democratico. Facciamo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite la guida per il contratto sociale europeo del XXI secolo”.

Assemblea Cei: card. Bagnasco al Papa, “assicuro fin da ora la volontà di tutti” nel riconoscere e sostenere nuovo presidente

Mon, 2017-05-22 16:31

“Questa Assemblea è chiamata ad eleggere una terna con cui contribuire alla nomina del nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana”: lo ha ricordato il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nel suo saluto al Papa, a proposito della principale novità dell’assise che si apre oggi. “Assicuro fin d’ora – ha proseguito – la volontà di tutti nel riconoscerlo e sostenerlo in questo servizio a beneficio delle nostre Chiese, mentre personalmente la ringrazio per la fiducia che mi ha accordato in questi anni”. Il porporato ha concluso il suo saluto citando le parole pronunciate dal Papa pochi giorni fa a Fatima: “Sotto la protezione di Maria, siamo nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua, e riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore”.

Assemblea Cei: card. Bagnasco al Papa, in questa stagione “non intendiamo cedere a frustrazioni e lamentele”. Grande “attenzione” ai giovani

Mon, 2017-05-22 16:30

“A nome di tutti i vescovi delle Chiese che sono in Italia, le esprimo la più viva e affettuosa riconoscenza per la sua presenza tra noi, segno della premura pastorale con cui ci segue, ci accompagna e ci guida”. È il saluto del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, al Papa, che anche quest’anno interviene alla giornata inaugurale l’Assemblea dei vescovi italiani – la 7oª – nell’Aula del Sinodo in Vaticano. “A nostra volta – animati da un forte spirito di comunione con il successore di Pietro – siamo qui con la disponibilità ad accogliere con docilità la sua parola autorevole e incisiva, per una sequela sempre maggiore del Signore”, ha proseguito Bagnasco: “Di questa stagione conosciamo complessità e contraddizioni, attese e opportunità: non intendiamo cedere a frustrazioni e lamentele, consapevoli che la missione affidataci sgorga dall’incontro cercato, coltivato e custodito con Gesù Cristo, Crocifisso e Risorto. In lui prende volto il nostro essere Chiesa, comunità dal cuore ardente e misericordioso, che trova la sua unica e vera grandezza nel servizio umile e generoso. Avvertiamo – e lei, Santità, ce lo testimonia con coraggio apostolico – che questa rimane la via maestra per fecondare con la gioia del Vangelo la cultura e la società odierna, cosicché la luce di Cristo possa illuminare ogni uomo”.

“In questo cammino intendiamo prestare attenzione soprattutto ai giovani”, ha detto il cardinale al Papa: “In sintonia con gli Orientamenti pastorali del decennio e il Sinodo da lei indetto, vogliamo non soltanto farci carico degli aneliti e delle domande che le nuove generazioni portano nel cuore, ma anche ascoltarne con sollecitudine la voce. Le loro condizioni di vita, la loro capacità di stare insieme e il loro desiderio di costruire il domani ci interpellano e chiamano in causa la nostra responsabilità educativa e testimoniale; l’incontro con loro ci aiuta a riscoprire ogni giorno il primato di Dio nella nostra vita per pensare e agire in quella libertà che nasce dalla verità”.

Sviluppo sostenibile: Comitato economico e sociale, seminario su Agenda 2030 Onu. Jahier, “passare dai sogni alla realtà”

Mon, 2017-05-22 16:12

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile richiede “il coraggio di immaginare un nuovo mondo”. Si tratta di “una grande sfida per la quale dobbiamo avere l’ambizione di mettere opportunità e obiettivi davanti ai problemi. Un’agenda per la quale dobbiamo mostrare creatività e determinazione per trasformare un’idea in un discorso positivo europeo per lo sviluppo sostenibile dell’Ue”. Lo ha affermato Luca Jahier, presidente del Gruppo III – Interessi diversi del Comitato economico e sociale Ue, introducendo il seminario di due giorni in corso a Bruxelles sulla strategia europea per lo sviluppo sostenibile. Ricco il panel dei relatori, oltre 30, di diversi Paesi, chiamati a riflettere sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu. L’agenda comprende 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs). “Per realizzare questa agenda dobbiamo avere la lungimiranza e la dedizione di proteggere ciò che in questo mondo è bello e fragile e prepararci al futuro”, ha dichiarato Jahier. “Ciò non significa che dobbiamo essere ingenui, perché cambiare è difficile… Occorre quella lungimiranza che ci dia la forza di procedere dai sogni alla realtà”. Il tema viene affrontato sotto molteplici aspetti: economici, sociali, ambientali, culturali. Tema – quello della conferenza – che tocca il nodo dei diritti, della cooperazione allo sviluppo, dell’innovazione tecnologica, degli stili di vita. Per seguire l’evento in streaming (inglese, francese, italiano) http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.events-and-activities-agenda-2030-webstream

Oratorio: Dessì (Anspi), “dialogo costante con la base e con la pastorale giovanile”

Mon, 2017-05-22 16:11

“Un’Anspi allineata ai tempi, capace di dialogo e proposte”. La immagina così Giuseppe Dessì, presidente dell’Associazione nazionale San Paolo Italia, come afferma in un’intervista ad “Anspi Oratori e circoli”, che il Copercom pubblica oggi in anteprima. Dessì traccia le linea guida della nuova presidenza, che dovrà innanzitutto affrontare “il fenomeno del calo degli iscritti”, che “non riguarda solo l’associazionismo”. Su questo, osserva Dessì, “ci confronteremo in Consiglio perché, insieme alla progettazione sociale, il tesseramento è l’unica fonte di entrate”. Inoltre, “occorre ascoltare i bisogni della base. Ho sempre dato molta importanza al ruolo dei comitati regionali, ma oggi è tempo di fortificare quelli zonali, perché è lì che si realizza il contatto col territorio e da cui possiamo avere il polso della situazione”. “La mia idea di presidenza – prosegue Dessì – è quella del dialogo costante con la base: se non ne comprendi le reali esigenze non puoi governare”. Quella che “immagino non è una nuova associazione, bensì un’associazione nuova, più allineata ai tempi, più presente nel tessuto sociale, più disponibile al confronto con chi ci è affine e con la pastorale giovanile, capace di evidenziare il nostro specifico, quello che oltre mezzo secolo di storia ci ha consegnato”. Per quanto riguarda la formazione, aggiunge Dessì, “deve diventare strutturale”. Il servizio civile, sottolinea, “rappresenta un punto di forza: deve proseguire sulla via intrapresa, dando continuità ai progetti e al supporto che i volontari offrono agli zonali”. Infine si dovrà porre mano “al delicato tema dello sport, perché veniamo da una batosta, quella del 2015, dovuta al mancato riconoscimento da parte del Coni”. La pratica sportiva, conclude Dessì, è “un elemento trainante per l’oratorio. Spero quindi di poter creare un gruppo di dirigenti nazionali che possano curare al meglio il settore”.

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