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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 33 min ago

Ue: a Bruxelles una sessantina di edifici ospitano le istituzioni comunitarie. Ultimo arrivato l’Europa Building

Wed, 2017-04-05 09:35

(Bruxelles) Sono precisamente 59 gli edifici occupati dalle istituzioni Ue a Bruxelles, che caratterizzano il quartiere europeo nella capitale belga, attorno al Rond Point Schuman. A questi si aggiungono gli stabili che ospitano le rappresentanze degli Stati membri presso l’Ue, per un totale di un centinaio di edifici. Ai quali occorrerebbe aggiungere le sedi di tutte le rappresentanze diplomatiche di Paesi e organizzazioni terze presso l’Ue, compresa la nunziatura della chiesa cattolica. Lo si evince da una cartina pubblicata dal Consiglio europeo, dalla quale spiccano le tre sedi del Consiglio, quelle dell’Europarlamento, quelle di istituzioni consultive (Comitato economico e sociale, Comitato delle Regioni), la Banca europea degli investimenti, per non parlare dei quasi 40 indirizzi della Commissione europea (Palazzo Berlaymont, sedi distaccate delle direzioni generali…). L’ultimo edificio in ordine di tempo è proprio quello per le riunioni del Consiglio europeo (riunioni dei leader dei Paesi membri), denominato “Europa Building”, inaugurato con il summit di inizio marzo.

Parlamento Ue: Brexit, testo della risoluzione oggi al voto. “Regno Unito non avrà stessi vantaggi dei Paesi membri”

Wed, 2017-04-05 09:13

(Strasburgo) Il testo della risoluzione comune che verrà votata oggi al Parlamento europeo (ne sono state presentate altre dalle forze politiche euroscettiche, con toni e contenuti decisamente differenti) è caratterizzato da verbi quali: “auspica”, “si rammarica”, “ribadisce”, “sottolinea”, “prende atto”, “osserva”. Vi si legge ad esempio che il Parlamento europeo “auspica” che “l’Unione europea e il Regno Unito instaurino un rapporto futuro che sia corretto, quanto più stretto possibile ed equilibrato in termini di diritti e obblighi”; al contempo “si rammarica per la decisione del governo del Regno Unito di non partecipare al mercato interno, allo Spazio economico europeo e all’Unione doganale”; “ritiene che uno Stato che recede dall’Unione non possa godere di vantaggi simili a quelli di cui gode uno Stato membro dell’Unione”. La risoluzione “ribadisce che l’adesione al mercato interno e all’unione doganale comporta l’accettazione delle quattro libertà, la competenza della Corte di giustizia dell’Ue, i contributi al bilancio generale e il rispetto della politica commerciale dell’Unione”; “sottolinea che il Regno Unito deve onorare tutti gli obblighi giuridici, finanziari e di bilancio, inclusi gli impegni a titolo dell’attuale quadro finanziario pluriennale, con scadenza anche oltre la data del recesso” (2019-2020).
Inoltre il Parlamento europeo, mediante la risoluzione sottoposta oggi al voto dell’aula – che peraltro potrebbe subire modifiche in base agli emendamenti – osserva “che un accordo sulle future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito in quanto Paese terzo potrà essere concluso solo una volta che il Regno Unito si sarà ritirato dall’Unione europea”. Il Parlamento chiede che “lo status e i diritti dei cittadini dell’Ue27 residenti nel Regno Unito e dei cittadini del Regno Unito residenti nell’Ue27 sia soggetto ai principi di reciprocità, equità, simmetria e non discriminazione”. Fra gli innumerevoli problemi concreti da affrontare con il Brexit, il Parlamento europeo “chiede che si raggiunga quanto prima un accordo sul trasferimento della sede dell’Autorità bancaria europea e dell’Agenzia europea per i medicinali”, attualmente a Londra, “e che il processo di trasferimento sia avviato non appena possibile”.

Parlamento Ue: Brexit, testo della risoluzione oggi al voto. “Divorzio da Londra aiuti la riflessione sul futuro”

Wed, 2017-04-05 09:11

(Strasburgo) Nove pagine, 16 “considerando”, 36 punti: è la proposta di risoluzione comune che giunge oggi al voto del Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, “sui negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall’Unione europea”. La bozza è sottoscritta dai gruppi politici a vario titolo considerati “europeisti” presenti nell’Assemblea Ue, ovvero Popolari, Socialisti e democratici, Liberaldemocratici, Verdi, Sinistra unitaria, cui si aggiunge Danuta Maria Hubner, presidente della commissione per gli affari costituzionali del Parlamento Ue. Il testo viene posto al voto in vista del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile, quando i 27 capi di Stato e di governo Ue daranno avvio alle procedure per il divorzio da Londra. La risoluzione intende porre i “pilastri” dei negoziati e gli obiettivi cui tendere, non senza trascurare una riflessione di rilievo (espressa nel considerando P): “Il recesso del Regno Unito dovrebbe spingere l’Ue27 e le istituzioni dell’Unione ad affrontare meglio le attuali sfide e a riflettere sul futuro e sugli sforzi da compiere per rendere il progetto europeo più efficace, più democratico e più vicino ai cittadini”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Siria, armi chimiche sulla popolazione? Mediterraneo, oltre 600 morti in tre mesi

Wed, 2017-04-05 09:00

Siria: attacco a Khan Sheikhun, usate armi chimiche? Accuse da Washington, Ue cerca soluzione politica

Hanno fatto il giro del mondo le immagine dei bambini ricoverati dopo l’attacco di ieri a Khan Sheikhun, nella Siria nord-occidentale, controllata dall’organizzazione Fatah al Sham. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani vi sarebbero 60 morti, tra i quali 11 bambini, e un numero imprecisato di feriti (non meno di 150): si teme siano state usate armi chimiche. La pesante accusa cade sul regime di Assad e sull’alleato russo, che però smentiscono “categoricamente”. A rendere ancora più cupa la situazione, un secondo attacco contro un ospedale che stava portando cure mediche alle popolazioni colpite dal raid. Da Stati Uniti e Unione europea si chiede chiarezza, anche se Washington parla esplicitamente di “crimine di guerra”. Il Presidente Trump ha affermato: “L’attacco chimico contro degli innocenti in Siria, compresi donne e bambini, è riprovevole e non può essere ignorato dal mondo civilizzato”. Il commissario europeo per gli aiuti umanitari, Christos Stytlianides, alla conferenza internazionale sulla Siria in corso a Bruxelles (4-5 aprile), dove si cerca una posizione politica di mediazione tra le forze in campo e si accenna a una possibile futura ricostruzione, ha dichiarato: “Dopo 7 anni di guerra la situazione è tragica. I siriani ogni giorno vivono nella paura, nella disperazione e nell’agonia; gli sforzi di pace finora hanno fallito”. Stytlianides, dopo aver denunciato che in troppi casi viene ostacolata l’azione delle organizzazioni umanitarie sul territorio siriano, ha aggiunto, rivolgendosi ai siriani: “Non vi abbandoneremo”.

Mediterraneo: oltre 600 morti in tre mesi. Aumentano gli arrivi in Italia

Sono “almeno 663 i migranti e rifugiati morti dall’inizio del 2017 nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa”: il dato proviene dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), diffuso ieri a Ginevra. La stessa fonte rileva che gli arrivi sulle sponde europee del Mediterraneo, provenienti da Africa e Medie Oriente sarebbero 29.369, l’80% dei quali in Italia (oltre 24mila migranti), il rimanente in Grecia e Spagna. Gli arrivi sarebbero in aumento rispetto al 2016: almeno il 25% in più, secondo Oim. Lo scorso anno gli sbarchi in Italia furono 181mila, per quest’anno se ne prevedono, secondo i flussi attuali, circa 200mila.

Venezuela: lacrimogeni e cariche contro i manifestanti che difendono il parlamento

Le forze armate filo-governative del Venezuela hanno aperto il fuoco, ieri, contro la folla che manifestava per “il ripristino delle regole democratiche”. Un corteo delle forze di opposizione, che protestano contro l’esautoramento delle prerogative del parlamento, era stato vietato. Giunta nelle vie centrali della capitale, la manifestazione è stata presa di mira con lacrimogeni, idranti e successive cariche. Numerosi i feriti.

Ungheria: parlamento contro la Central European University. “Chiudere l’università di Soros”

Neppure le proteste e gli appelli internazionali, soprattutto da Unione europea e Stati Uniti, hanno fermato il parlamento ungherese e il leader nazionalista Viktor Orban: l’assemblea nazionale di Budapest ha infatti votato la legge che punta a chiudere la Central European University (Ceu), istituita dal miliardario filantropo americano George Soros nella capitale del Paese. Secondo la normativa, la Ceu non potrà più iscrivere nuove matricole dal 2018 e dovrà comunque chiudere i battenti entro il 2021. L’accusa di Orban e della sua maggioranza parlamentare sostiene che con la Ceu, Soros intende influenzare la politica in Ungheria “attraverso organizzazioni pseudo-civiche che in realtà agiscono come agenti stranieri”, ostacolando la democrazia ungherese. La Commissione Ue da Bruxelles “segue con preoccupazione” gli sviluppi nel Paese, e da Strasburgo, dove è in corso la plenaria dell’Europarlamento, si levano diverse voci secondo cui l’Ungheria sta “calpestando la libertà di espressione e la stessa democrazia”.

Francia: dibattito televisivo tra 11 candidati alle presidenziali. Al centro dell’attenzione nazionalismo ed Europa

Nuovo dibattito televisivo, ieri sera in Francia, che questa volta ha visto partecipare gli 11 candidati alle presidenziali, che si terranno a fine aprile. Protagonisti indiscussi Le Pen, Macron e diversi leader di formazioni nazionaliste, che hanno dato vita a un dialogo a tratti confuso e feroce. Emmanuel Macron, candidato in ascesa, ha accusato in particolare Marine Le Pen affermando: “Nazionalismo vuol dire guerra. Lei sta riproponendo le stesse bugie che abbiamo sentito per quarant’anni da suo padre”. Al centro delle discussioni l’Europa e il futuro “sovranista” della Francia, ma anche temi legati all’economia, alla sicurezza e alla politica estera.

Economia: Presidente Mattarella inaugura il Salone del mobile di Milano

“La formula vincente del made in Italy e del made by Italy, che sa mettere insieme l’esportazione di nostri prodotti e l’affermazione nel mondo di tecnologie, materie prime, approccio ai mercati, stile di vita italiani incalza il sistema delle imprese in tutti i settori e interpella il sistema pubblico perché sappia essere di efficace sostegno”. Lo ha affermato ieri il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto a Milano all’inaugurazione del salone del Mobile. “La consapevolezza del nostro valore e delle energie che sappiamo mettere a sistema, espressa con misura e pacatezza, in un contesto internazionale in cui affiorano elementi di instabilità, può far sì – secondo Mattarella – che ripresa economica e ripresa civile possano saldamente coincidere”.

+++ Attentato San Pietroburgo: card. Bagnasco, risposta europea è “più intelligence” ma soprattutto “recupero ideali e valori legati a storia e vocazione” +++

Tue, 2017-04-04 20:00

Vigilanza sempre più alta e più stretta collaborazione tra intelligence; recupero degli ideali e dei valori europei. Su questo duplice livello dovrebbe declinarsi la risposta del Vecchio Continente al terrorismo. Lo ha detto al Sir il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, dopo la conclusione della Messa di Pasqua celebrata questa sera nel Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi (Ceis) di Roma. Commentando l’attentato di ieri nella metropolitana di San Pietroburgo che ha provocato 14 morti e 45 feriti, 13 dei quali molto gravi, il porporato ha anzitutto espresso sentimenti di “dolore, sofferenza e vicinanza alle vittime per cui preghiamo, per le loro famiglie e per questi popoli e Paesi così colpiti”. Quanto alla risposta dell’Europa al terrorismo “è a diversi livelli”, ha osservato. Anzitutto “quella più immediata costituita dai servizi di intelligence, dalla vigilanza sempre più alta ma soprattutto dalla collaborazione tra le diverse intelligence, cosa che sta avvenendo ormai da anni ma che evidentemente deve continuamente crescere”. La “risposta più ampia” è invece “di carattere culturale: in sostanza o l’Europa recupera una cultura alta, densa, ricca di ideali nobili, di valori autentici, alti e non al ribasso, ma secondo la sua storia, la sua vocazione, la sua origine cristiana, o altrimenti è una cultura vuota”. “E il vuoto – il monito di Bagnasco – lo riempie qualcuno, anche ideologie che sono certamente assurde come questa dell’Is, del terrorismo, ma che tuttavia possono suggestionare chi è labile nella propria psicologia oppure chi è vuoto nella propria anima”. Quale il ruolo del dialogo? “Per dialogare – replica il cardinale – bisogna essere in due, almeno, e bisogna che tutti e due abbiano qualcosa di serio, di importante da dire altrimenti non è un dialogo; è un assorbimento. Ma l’Europa su questo ci sente davvero poco”.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco su Populorum progressio, attentato a San Pietroburgo, Giovanni Sartori, 8×1000 Cei

Tue, 2017-04-04 19:30

Papa Francesco: “integrare i diversi popoli della terra”

“Integrare i diversi popoli della terra”. È questo, per il Papa, il primo imperativo da raccogliere, a 50 anni dalla Populorum progressio. Ricevendo oggi in udienza i partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale nel 50° anniversario dell’enciclica di Paolo VI, Francesco ha ricordato che “il dovere di solidarietà ci obbliga a cercare giuste modalità di condivisione, perché non vi sia quella drammatica sperequazione tra chi ha troppo e chi non ha niente, tra chi scarta e chi è scartato”. “Solo la strada dell’integrazione tra i popoli consente all’umanità un futuro di pace e di speranza”, ha ammonito il Papa. (clicca qui)

Attentato a San Pietroburgo: mons. Pezzi (Mosca), “Dio liberi la Russia e il mondo dal male del terrorismo”

“Profondo dolore”. È quanto esprime a nome di tutti i vescovi cattolici della Russia monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, in seguito alla strage di ieri nella metropolitana di san Pietroburgo. Un vagone della linea blu del metrò è stato sventrato da un’esplosione mentre percorreva il tratto fra le stazioni Tekhnologicheskiy Institut e Sennaya Ploshchad. Il bilancio delle vittime – confermato dal ministero della Salute – è di 14 persone. “Con profondo dolore – dice da Mosca mons. Pezzi – ho appreso del terribile attentato terroristico di San Pietroburgo” che ha sconvolto il Paese. “Insieme a tutti i fedeli cattolici e credenti di altre confessioni e religioni, mi appello a Dio in fervente preghiera per la liberazione in Russia e in tutto il mondo dal male del terrorismo”. (clicca qui)

Morte Giovanni Sartori: Padula (Aiart), “un intellettuale libero e originale, straordinario lettore della realtà, capace di analisi illuminanti”

“Un intellettuale libero e originale, straordinario lettore della realtà, capace di analisi illuminanti che spaziavano dalla politica (suo primario ambito d’indagine) ai media”. È stato questo Giovanni Sartori, il politologo scomparso oggi a Firenze all’età di 93 anni, come scrive Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart (l’associazione dei telespettatori e dei cittadini mediali), in una nota inviata al Sir. “Sartori – aggiunge Padula – ha avuto il pregio di interpretare la società e tutti i suoi fenomeni in modo del tutto personale”. (clicca qui)

Lefebvriani: concessa la facoltà di celebrare i matrimoni dei loro fedeli

Oltre a confessare i fedeli, d’ora in poi i membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X potranno anche celebrare i matrimoni dei loro seguaci. È la novità della lettera inviata dalla Commissione Ecclesia Dei ai vescovi, in modo da “rimuovere disagi di coscienza” in tali fedeli e “incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio”, e con l’auspicio che “si possa affrettare il cammino verso la piena regolarizzazione istituzionale”. “Sono in corso da tempo diversi generi di incontri e iniziative intenti a riportare nella piena comunione la Fraternità Sacerdotale San Pio X”, si legge nella lettera firmata dal cardinale Gerhard Müller, presidente della citata Commissione. (clicca qui)

Alluvioni in Perù: Cei, 200mila euro dai fondi dell’8xmille per fornire assistenza alle popolazioni

La presidenza della Cei ha destinato 200mila euro, dai fondi dell’8xmille, per fornire assistenza alle popolazioni colpite dalle alluvioni che in questi giorni hanno flagellato il Perù. La somma, attraverso Caritas Italiana, sarà impiegata per distribuire kit per l’igiene personale e generi alimentari a 1.715 famiglie particolarmente bisognose. Ne dà notizia l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (Ucs) con un comunicato diffuso oggi. Secondo i dati ufficiali del “Centro de operaciones de emergencia national”, ricorda l’Ufficio Cei, “si contano 90 morti e 860mila persone in stato di emergenza. I più colpiti dalla furia delle acque sono i poveri che abitano lungo l’alveo dei fiumi straripati. Il bilancio dei danni conta più di 14mila abitazioni collassate e altrettante dichiarate inagibili, 40 scuole e 13 centri sanitari cancellati”. (clicca qui)

Donna uccisa a Caltagirone: mons. Peri (vescovo), con fiaccolata stasera un “no” a ogni forma di violenza. “Non assuefarsi al femminicidio”

La morte di Patrizia Formica, uccisa nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 aprile a Caltagirone, troverà questa sera una “risposta unanime e responsabile” nella fiaccolata organizzata dalla comunità cristiana calatina “per lei e per tutte le altre donne vittime di violenza”. Con la preghiera la diocesi risponde al brutale omicidio della donna di 47 anni, accoltellata dal compagno che, pare, volesse interrompere la loro storia. A fissare l’appuntamento è il vescovo, mons. Calogero Peri, che in una nota a sua firma spiega che “lungo il percorso, dalla parrocchia San Pietro, riferimento per la famiglia di Patrizia, attraverso via Roma e fino alla cattedrale, il corteo si snoderà silenziosamente, per opporre alla sofferenza e allo sgomento che pervade l’anima dei congiunti, degli amici e della intera cittadinanza un segnale forte di prossimità e solidarietà, che dica coralmente un ‘no’ deciso a ogni forma di violenza”. (clicca qui)

Colombia: frana su Mocoa. Mons. Henao Gaviria (Caritas), “ancora tanti dispersi, 300 famiglie sono senza casa”

“È la più grande calamità naturale dei tempi recenti accaduta in Colombia”. Lo dice al Sir il direttore del Segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, mons. Héctor Fabio Henao Gaviria, a proposito di quanto accaduto a Mocoa, nel dipartimento meridionale del Putumayo, dove la città è stata sepolta da una valanga di fango e detriti, provocata dallo straripamento dei tre fiumi che passano vicino alla zona. “La situazione è drammatica, il numero delle vittime aumenta, ci sono ancora tanti dispersi, 300 famiglie sono senza casa, molte persone hanno perso tutto quello che avevano. Inoltre i cadaveri sono a cielo aperto, in attesa di identificazione. Si sta procedendo ora a stilare un registro delle vittime, va data loro cristiana sepoltura”. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 5 aprile. Nuova strage in Siria, taglio a fondi per paritarie Torino, Papa Francesco su Populorum progressio

Tue, 2017-04-04 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla nuova strage in Siria, compiuta con armi chimiche secondo le prime ricostruzioni, anche se il governo Assad e la Russia negano l’impiego di gas. Una grande foto di un bambino vittima dell’attacco illustra la tragedia che interpella le coscienze e rimette al centro dell’attenzione internazionale la guerra siriana. Richiami collegati alle altre crisi aperte: il dopo attentato a San Pietroburgo e i massacri in Congo.
L’editoriale è affidato a Elena Ugolini, già sottosegretario all’Istruzione, che affronta il caso del taglio del 25% ai fondi per le scuole dell’infanzia paritarie deciso dalla giunta grillina di Torino. “Perché togliere la possibilità di avere una scuola di qualità – si chiede Ugolini, rivolgendosi al sindaco Appendino – a chi non potrebbe permetterselo? Perché mettere in crisi un sistema che funziona? Perché avviare un’operazione autolesionista sia sul piano educativo sia sul piano economico-finanziario? Perché non dare seguito a quello che lei stessa si era proposta di portare avanti nel suo programma?”. “C’è tempo e modo per rimettere le cose a posto – conclude Ugolini – , e magari per farle andare meglio”.
Il titolo di taglio, al centro della prima pagina, è per Francesco, che ha parlato dell’enciclica “Populorum progressio”: serve uno sviluppo integrale, la crescita non può essere solo economica, ha detto il Papa, solo l’integrazione dei popoli porta la pace.
Nei “temi di Avvenire”, un’analisi della “turbo politica” che oggi crea leader in pochi mesi; e un intervento di Eugenia Roccella, che difende l’obiezione di coscienza anche per l’eventuale applicazione delle Dat, qualora sia approvata la legge sul fine vita. Nello spazio Agorà-Cultura, un ricordo del filosofo e teologo Armando Rigobello a un anno dalla scomparsa, a firma di Dario Antiseri.

Papa Francesco: ricevuti oggi in udienza il principe Carlo e Camilla

Tue, 2017-04-04 19:24

Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza, nell’Aula Paolo VI, il principe di Galles Carlo e la duchessa di Cornovaglia Camilla. Ne dà notizia l’ambasciata britannica presso la Santa Sede, precisando che si tratta della quarta visita del principe alla Santa Sede, ma il primo incontro con Papa Francesco. “Hanno discusso di numerosi argomenti di interesse comune”, riferisce la nota. Il Papa ha regalato al principe Carlo un bronzo che rappresenta un ramo di ulivo. Il principe ha contraccambiato con un cesto di cibo proveniente dalla residenza reale di Highgrove, da condividere tra i poveri e senza fissa dimora. Carlo ha, quindi, incontrato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e partecipato ad una tavola rotonda sull’ambiente insieme ad alti funzionari della Santa Sede. Carlo e Camilla hanno poi visitato l’Archivio Segreto Vaticano e la Biblioteca Vaticana, e incontrato i membri della comunità britannica che lavorano presso la Santa Sede.

Giornali Fisc: “La Valsusa” (Susa) compie 120 anni. Giovedì 6 aprile inserto speciale e venerdì 21 serata dedicata alla ricorrenza

Tue, 2017-04-04 19:20

In occasione dei primi 120 anni di vita, “La Valsusa”, settimanale cattolico della Valle di Susa e della Val Sangone, giovedì 6 aprile sarà in edicola con un inserto speciale dedicato alla particolare ricorrenza. Verranno ripercorsi 120 anni di notizie, ricordando i direttori del giornale e i vescovi che hanno guidato la diocesi di Susa in questi decenni, oltre a presentare notizie, informazioni storiche e curiosità. Fondato dal vescovo di Susa, mons. Edoardo Giuseppe Rosaz, il settimanale viene pubblicato per la prima volta il 3 aprile 1897 con il nome di “Il Roccamelone”, in omaggio alla montagna cara ai valsusini. Vent’anni dopo, con il numero del 17 aprile 1907, il settimanale assume il nome attuale. Per festeggiare il traguardo raggiunto, il prossimo venerdì 21 aprile, a Susa, si terrà una serata a cui interverranno l’attuale vescovo di Susa, mons. Alfonso Badini Confalonieri, il direttore del quotidiano cattolico “Avvenire”, Marco Tarquinio, il vicepresidente vicario della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), Chiara Genisio, il direttore dell’“Unione Monregalese”, don Corrado Avagnina, e il direttore de “La Valsusa”, don Ettore De Faveri.

Direttore, redattori e collaboratori de La Valsusa sotto la statua dedicata a mons. Rosaz in uno degli ingressi della cattedrale di Susa

Lavoro: Miano (Retinopera), la cura per “trasformare la realtà”. Gabrielli (Lavoroperlapersona), “intontiti dal sistema profitto”

Tue, 2017-04-04 19:18

“Non c’interroghiamo più sul senso del lavoro perché intontiti dal ‘sistema profitto’ che mercifica tutto e ha preso il sopravvento”. Lo ha detto Gabriele Gabrielli, docente e presidente della Fondazione Lavoroperlapersona (attiva nel campo della ricerca e formazione sui temi del lavoro, della diversità e dell’accoglienza), intervenendo oggi a Roma all’incontro “Il lavoro che vogliamo: nuovi scenari per il lavoro e la cura”, promosso dal Comitato organizzatore delle Settimane sociali in preparazione alla prossima Settimana, che si terrà dal 26 al 29 ottobre 2017 a Cagliari. Gabrielli ha lamentato l’assenza di una “politica visionaria”, in grado di “pensare al futuro”, mentre “la quarta rivoluzione industriale lascia già presagire effetti importanti sul fronte lavorativo”. Replicando alla relazione della filosofa canadese Jennifer Nedelsky, ha quindi sottolineato come il lavoro sia “un bene, un diritto che appartiene all’uomo, ma solo quando è degno e decente”. Proprio in questa direzione va la proposta della filosofa canadese – sintetizzabile nel motto “lavoro part time per tutti, attività di cura per tutti” – che chiede, ha ribadito suor Helen Alford (vicedecano alla Facoltà di scienze sociali della Pontificia università San Tommaso D’Aquino, che ha ospitato l’incontro), “un cambiamento radicale di mentalità”. Mentre Franco Miano, coordinatore di Retinopera, ha ripreso la teoria della filosofa nella convinzione che “la cultura della cura può portare alla trasformazione della realtà”, laddove “cura vuol dire quotidianità, ascolto, fedeltà, piccoli gesti” che non possono essere ritenuti di “serie B”. E “una nuova fioritura relazionale legata alla cura – ha concluso – può rimettere la persona al centro”.

Pellegrinaggi: Unitalsi, il primo motivo è il ringraziamento, poi si chiede la guarigione

Tue, 2017-04-04 19:06

“I pellegrini che decidono di intraprende un viaggio verso i maggiori santuari europei – Lourdes e Fatima in testa – lo fanno non tanto per chiedere una guarigione fisica, ma per un atto di ringraziamento. Le percentuali emerse da uno studio Unitalsi, che si basa su un questionario a risposta multipla su 16 possibilità di scelta, parlano chiaro: il 76% va in pellegrinaggio soprattutto come atto di ringraziamento, il 69% come atto di speranza, il 68% come gesto di condivisione della propria fede, il 65% per sentirsi più vicini a Dio. Solo il 40% dichiara di andare per chiedere una guarigione fisica, attestandosi al 14° posto come scelta dei pellegrini”. Sono questi i dati emersi dal focus “Le motivazioni per un pellegrinaggio” realizzato dall’Unitalsi e presentato a Fatima in occasione del convegno “Significato del messaggio dopo 100 anni” che ha richiamato da tutta l’Italia oltre 30 operatori sanitari dell’associazione. L’incontro terminerà domani 5 aprile.
“Ho sempre pensato – dichiara Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi – che peggio del soffrire c’è soltanto il soffrire in solitudine. L’Unitalsi può vivere questa straordinaria esperienza di compagnia con chi soffre, ma non per intristirsi, anzi, per comunicare una possibilità di gioia e viverla insieme a chi ha questo grande problema della salute che comincia a mancare, della sofferenza e della solitudine, che può però essere vinta”. “Abbiamo voluto anche cercare di comprendere i motivi per cui persone con malattie plurime scelgono di partecipare a un nostro pellegrinaggio – aggiunge Federico Baiocco, responsabile nazionale medici Unitalsi –. È sorprendente scoprire che lo fanno in primo luogo per ringraziare”. “L’uomo nella vita ha bisogno di pane, cioè di salute, di nutrirsi, di vivere una vita dignitosa, ma ha bisogno anche di senso – commenta don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei –, e questa necessità emerge in modo altissimo quando si vivono momenti di sofferenza. Quindi le mete di pellegrinaggio sono un aiuto nella ricerca di questo senso, che non è la possibile guarigione, ma il dono della salvezza, che ci dà la luce per vivere nel modo migliore l’esperienza terrena, ma ci dà anche l’orizzonte dell’eterno”.

Morte Giovanni Sartori: Padula (Aiart), “un intellettuale libero e originale, straordinario lettore della realtà, capace di analisi illuminanti”

Tue, 2017-04-04 18:59

“Un intellettuale libero e originale, straordinario lettore della realtà, capace di analisi illuminanti che spaziavano dalla politica (suo primario ambito d’indagine) ai media”. È stato questo Giovanni Sartori, il politologo scomparso oggi a Firenze all’età di 93 anni, come scrive Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart (l’associazione dei telespettatori e dei cittadini mediali), in una nota inviata al Sir. “Sartori – aggiunge Padula – ha avuto il pregio di interpretare la società e tutti i suoi fenomeni in modo del tutto personale. La nostra Associazione gli è grata per i suoi studi sui media, primo tra tutti, il famoso saggio ‘Homo Videns’, divenuto oramai una pietra miliare della massmediologia”.

“Io stesso – ricorda il presidente dell’Aiart – da studente di comunicazione ho conosciuto il pensiero di Sartori attraverso questo libro in cui l’autore sottolineava come l’avvento della televisione abbia rivoluzionato le abitudini degli individui, creando persone ‘teledipendenti’. In mondo dove tutto è visualizzato – scriveva – l’uomo sta perdendo la capacita (tipica dell’homo sapiens) di pensare per concetti, di ragionare immaginando ciò che non è visibile”.

Alluvioni in Perù: Caritas, già state distribuite 89 tonnellate di aiuti umanitari alle popolazioni colpite

Tue, 2017-04-04 18:55

Caritas Italiana ha espresso subito vicinanza a Caritas Perù ed è pronta a sostenerne gli sforzi, anche grazie ai 200mila euro destinati dalla Presidenza della Cei, dai fondi dell’8xmille, per fornire assistenza alle popolazioni colpite dalle alluvioni che in questi giorni hanno flagellato il Perù. “Caritas Perù – si legge in un comunicato diffuso oggi da Caritas Italiana – si è già attivata con richiesta di informazioni e visite alle Caritas diocesane coinvolte, per redigere un piano delle necessità; trasferimento di fondi a ciascuna delle Caritas dei territori colpiti; invio di circa 12 tonnellate di aiuti umanitari alle zone colpite; lancio di una campagna di raccolta di donazioni materiali e finanziarie”. Ad oggi, Caritas Perù ha distribuito, attraverso “Cáritas Chosica, assistenza a 554 famiglie con 36 tonnellate tra alimenti, vestiario e calzature, prodotti per l’igiene e attrezzi; Cáritas Ica, assistenza a 199 famiglie con 13,5 tonnellate tra alimenti, vestiario, acqua e prodotti per l’igiene, attrezzi e utensili da cucina; Cáritas Piura Tumbes, assistenza a 250 famiglie con 16,5 tonnellate di aiuti tra alimenti, vestiario, acqua e prodotti per l’igiene, attrezzi e motopompe; Cáritas Chiclayo, assistenza a 292 famiglie con 11 tonnellate tra alimenti, vestiario, acqua e prodotti per l’igiene, attrezzi, motopompe e purificatori d’acqua”. Sono stati inviati “aiuti umanitari anche alle Caritas di Chulucanas, Cañete Yauyos, Camaná, Selva Central e Chulucanas. Complessivamente sono già state distribuite 89 tonnellate di aiuti umanitari alle popolazioni colpite”.

Negli ultimi due mesi, ricorda Caritas Italiana, “sono state 38 le emergenze causate da fenomeni naturali in 18 dei 25 dipartimenti del Perù. Un maltempo che sembra non cessare: imperversa il fenomeno del ‘Niño costero’, che si produce per un riscaldamento straordinario delle acque del Pacifico. Queste acque evaporano in grande quantità e si condensano in alta montagna causando temporali che, a loro volta, riversando al suolo notevoli quantità di piogge, generano l’esondazione dei fiumi”.

Diocesi: Ferrara-Comacchio, mons. Perego (arcivescovo eletto) riceverà l’ordinazione episcopale il 6 maggio nella cattedrale di Cremona

Tue, 2017-04-04 18:51

Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, arcivescovo eletto di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa, riceverà l’ordinazione episcopale sabato 6 maggio, alle ore 17, nella chiesa cattedrale di Cremona, per l’imposizione delle mani di mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, di mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes e di mons. Luigi Negri, amministratore apostolico di Ferrara-Comacchio. Mons. Perego è nato a Vailate (Cremona) il 25 novembre 1960. Ha compiuto gli studi nel Seminario diocesano di Cremona, successivamente ha conseguito la licenza in Teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e nel 1996 si è laureato in Teologia nella Pontificia Università Gregoriana. È stato ordinato sacerdote il 23 giugno 1984 ed è incardinato nella diocesi di Cremona. Dal 2009 è direttore generale della Fondazione “Migrantes”.

“La bellezza artistica di questa città, ereditata dal Rinascimento, accompagnata dalla bellezza naturale, la bellezza umana di relazioni sociali, culturali, religiose rinnovate da nuovi incontri e legami con persone e popoli diversi, con un’attenzione preferenziale per i piccoli, i malati e i poveri, sapranno dare speranza e futuro alla città di Ferrara, di Comacchio e a tutte le nostre comunità del territorio diocesano. Le scelte di libertà, di responsabilità, di partecipazione della Chiesa di Ferrara-Comacchio, abbattendo i muri e nel rispetto dell’autonomia delle cose terrestri, saranno al servizio di questa rinnovata ‘bellezza’”, ha scritto mons. Perego nel suo primo messaggio alla comunità di Ferrara-Comacchio, all’annuncio della nomina, il 15 febbraio scorso. Le indicazioni per partecipazione alla celebrazione sono pubblicate sul portale della diocesi di Cremona, di cui è originario mons. Perego: www.diocesidicremona.it

Migranti: Centro Astalli, il Rapporto annuale 2017 su richiedenti asilo e rifugiati

Tue, 2017-04-04 18:36

Una fotografia aggiornata sulle condizioni dei richiedenti asilo e rifugiati che durante il 2016 si sono rivolti al Centro Astalli, la sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati, e hanno usufruito dei servizi di prima e seconda accoglienza offerti. Il Rapporto annuale 2017 sarà presentato l’11 aprile alle 11 al Teatro Argentina (Largo di Torre Argentina, 52) a Roma. Interverranno mons. Nunzio Galantino (segretario generale Cei), Emma Bonino (già ministro degli esteri), padre Camillo Ripamonti (presidente Centro Astalli) e Massimo Giannini (giornalista). In apertura vi sarà il saluto istituzionale di Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati. Il Rapporto contiene statistiche e il resoconto di un anno di attività del Centro Astalli. “Vuole essere uno strumento per capire quali sono le principali nazionalità dei rifugiati che giungono in Italia per chiedere asilo; quali le principali difficoltà che incontrano nel percorso per il riconoscimento della protezione e per l’accesso all’accoglienza o a percorsi di integrazione”, si legge nella nota di presentazione. Sono oltre 600 i volontari al Centro Astalli, una realtà che “si adegua e si adatta ai mutamenti sociali e legislativi di un Paese che stenta a dare la dovuta assistenza a chi, in fuga da guerre e persecuzioni, cerca di giungere in Italia in cerca di protezione”. Ad arricchire la pubblicazione di quest’anno le foto scattate da Darrin Zammit Lupi per Jesuit refugee service Europa alle frontiere del Sud Europa (Balcani e Grecia) introdotte dai testi di Emma Bonino e Alessandro Bergonzoni. Chiude il Rapporto il testo integrale del colloquio sulle migrazioni tra il card. Francesco Montenegro e Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

 

Lavoro: Nedelsky (filosofa canadese), attuale sistema economico ha “conseguenze intollerabili per la salute ed effetti negativi per i figli”

Tue, 2017-04-04 18:28

I lavoratori precari, “che devono sommare due o tre lavori” per raggiungere uno stipendio, come pure quanti si trovano ai vertici e sono “costretti a lavorare 60-70 ore ogni settimana”, sono “costretti a scelte insopportabili tra il lavoro e la famiglia, con conseguenze intollerabili per la salute ed effetti negativi per i figli”. È la denuncia di Jennifer Nedelsky, filosofa canadese, teorica del lavoro “part time” per tutti, da unire al lavoro di cura. Parlando oggi pomeriggio a Roma in un incontro in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), la filosofa si è detta convinta che “il lavoro retribuito non dovrebbe più definire la vita delle persone, essere una priorità rispetto alle attività di cura”, che vanno dalle attività domestiche – pulire un bagno come accudire un bambino – a quelle a favore della collettività, cioè riguardano tutto ciò che “promuove legami personali”. E “non è più accettabile – ha aggiunto – la distinzione secondo la quale tendiamo a pensare che altre persone considerate ‘inferiori’ facciano un determinato lavoro di cura, mentre a noi spettano occupazioni più ‘importanti'”.

Lavoro: Nedelsky (filosofa canadese), “part time per tutti” e ognuno si occupi di “attività di cura”

Tue, 2017-04-04 18:27

“Tutti gli adulti dovrebbero fare un lavoro retribuito per un tempo da 12 a 30 ore in una settimana e al contempo 12-30 ore di lavori di cura non retribuiti”. È la “rivoluzione” proposta dalla filosofa canadese Jennifer Nedelsky, che ha parlato oggi pomeriggio a Roma in un incontro in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), dedicata proprio al tema del lavoro. Nedelsky è partita dall’analisi di “tre problemi cruciali della società occidentale”, ossia “la pressione insostenibile esercitata dal lavoro sulla famiglia”, “la disuguaglianza ancora presente tra uomo e donna e verso chi si occupa dei lavori di cura”, la lontananza dei “decisori politici” dal lavoro di cura. “Le regole che riguardano il lavoro e la cura possono cambiare, e sono cambiate negli ultimi secoli. Si pensi alla giornata lavorativa, passata da 12 a 8 ore, come pure al fatto che, in passato, per i gentiluomini non lavorare rappresentava un segno di distinzione e non un fallimento. E anche l’accettazione sociale del lavoro femminile ha subito un deciso cambiamento nel tempo”. “Altri fronti sono invece aperti”, ha aggiunto la filosofa portando l’esempio – peraltro non ancora così comune – del congedo parentale usufruito dagli uomini: “Siamo passati da un momento in cui usufruirne metteva a rischio la carriera a uno in cui non usufruirne, all’opposto, provoca la disapprovazione dei colleghi”, ha sostenuto citando l’esempio di un docente svedese da lei interpellato. Il cambiamento nell’interpretazione del lavoro, ad avviso della docente, non deve passare da leggi ma “attraverso l’approvazione e la disapprovazione della società”, per giungere a una “trasformazione del modo in cui noi impieghiamo il tempo”.

Solidarietà: card. Bagnasco al Ceis, “Dio ci ha scelti uno per uno” e questo ci dà forza per “rialzarci da ogni caduta

Tue, 2017-04-04 18:25

Gesù ci ripete che, “quando sarà innalzato sulla croce, attirerà tutti a sé: allora ogni uomo scoprirà che Dio ha fiducia in lui, e questo è il punto di forza per il riscatto, la rinascita, la possibilità di un giorno nuovo”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, nell’omelia della Messa di Pasqua celebrata questa sera nel Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi (Ceis) di Roma. Per questo, l’incoraggiamento del cardinale, “se guardiamo la croce di Cristo non in modo distratto e superficiale, ci sentiamo attratti, avvertiamo la sua mano pacificante, siamo toccati dal fascino di essere amati, nasce in noi la speranza”. Dio, la convinzione di Bagnasco, “ci ha scelti uno per uno: ci conosce dall’eternità, ci ha chiamati per nome, ci ha disegnati sul palmo della sua mano, scrive la Bibbia. Ricordare la nostra origine, il cuore eterno di Dio – che è anche il nostro Destino -, ci permette di non scoraggiarci mai, di rinnovare l’entusiasmo nel guardare avanti, di continuare la fatica quotidiana, di rialzarci da ogni caduta, ci dona la forza di spenderci per gli altri senza pensare solo a noi stessi, di sapere che la vita di ciascuno è un capolavoro da edificare con pazienza e impegno; che ognuno è un tesoro prezioso e che ha qualcosa di bello da donare, qualcosa che nessun altro può fare”. Di qui l’esortazione a guardare a Gesù crocifisso: “Vedremo la vita, il senso della nostra esistenza, la bellezza dell’amore vero, scopriremo l’umanità nuova che il mondo spera di incontrare e che è già in ciascuno di noi”.

Solidarietà: card. Bagnasco al Ceis, “la fiducia degli uomini può a volte mancare” ma “Dio non verrà mai meno”

Tue, 2017-04-04 18:23

“La fiducia degli uomini può a volte mancare” ma “Dio non verrà mai meno”. Lo ha assicurato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, nell’omelia della Messa di Pasqua celebrata questa sera nel Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi (Ceis) di Roma. Alla celebrazione hanno partecipato i ragazzi delle comunità terapeutiche, le donne con bambini in difficoltà, i rifugiati politici ospiti del Centro insieme con i loro familiari e gli operatori delle diverse strutture. Il vero volto del Signore, ha spiegato Bagnasco, “è nello stare con noi, nel volerci bene, nel darci fiducia, nel farci suoi figli. Tutto questo si manifesta in modo particolare sulla croce, dove Gesù dona la sua vita per tutti” perché “ci ama nonostante noi, oltre ogni nostro merito, al di là delle nostre miserie”. “A volte – ha proseguito il cardinale -, accade che perdiamo la fiducia in noi stessi, capita che ci deludiamo da soli, tanto da non perdonarci i nostri errori e colpe. Ma non si può vivere così, senza sentire che nessuno ha fiducia degli altri. Questa situazione è come una tomba dove ci sentiamo rinchiusi, senza luce né calore né vita. Non sentire la fiducia di qualcuno significa, infatti, essere svuotati, morire interiormente: perdiamo le forze, la voglia di rialzarci, di lottare, di costruire”. Di qui un avvertimento: “La fiducia degli uomini può a volte mancare, ed è per tutti una grande sofferenza; anche l’amore può venir meno, e la sua mancanza mortifica l’anima, rende difficile la vita, ma – non dimentichiamolo – Dio non verrà mai meno!”.

Siria: Msf, “ordigni esplosivi e mine ovunque, anche nei frigoriferi e nei peluche dei bambini”

Tue, 2017-04-04 15:54

Mentre i combattimenti si intensificano nel nord della Siria, ordigni esplosivi e mine stanno avendo un impatto devastante sui civili. Lo denuncia Medici senza frontiere (Msf) in un rapporto diffuso oggi, chiedendo l’avvio urgente di attività di sminamento per ridurre i rischi per le persone che cercano di fuggire o di tornare a casa. Nel rapporto “Set to explode” (Pronto a esplodere) Msf ha raccolto le testimonianze delle proprie équipe mediche, dei pazienti e delle loro famiglie nel nord della Siria: centinaia di persone sono state uccise o mutilate da ordigni posti per strada, nei campi o all’interno delle case. “È molto pericoloso per le persone tornare a casa”, dichiara Karline Kleijer, coordinatore dell’emergenza in Siria per Msf. “Ci sono trappole esplosive piazzate ovunque, sotto i tappeti, nei frigoriferi, addirittura negli orsetti di peluche dei bambini”. In sole quattro settimane, nell’estate del 2016, lo staff ospedaliero dell’area di Manbij ha ricevuto più di 190 persone ferite dall’esplosione di ordigni. “Sono iniziati ad arrivare in ospedale furgoni carichi di pazienti feriti”, racconta un medico di Msf dell’ospedale di Arin. “Per evitare il conflitto armato, i civili prendono le strade che considerano sicure, ma finiscono nei campi minati”. In questo momento non viene effettuata quasi nessuna attività di sminamento, né dalle organizzazioni umanitarie né da quelle militari, inducendo gli abitanti del luogo a fare da sé – spesso con conseguenze letali. “Finché queste aree non saranno ripulite, la minaccia di bombe e trappole esplosive continuerà ad avere un impatto devastante sulla sicurezza delle persone e sui loro mezzi di sostentamento” e “le organizzazioni umanitarie saranno scoraggiate dal lavorare in queste aree”. Msf chiede alle parti in conflitto e ai loro alleati di “assicurare la protezione dei civili e consentire attività umanitarie di sminamento nel nord della Siria”. E alla comunità internazionale di aumentare “il supporto alle organizzazioni internazionali esperte in attività di sminamento”.

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