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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 27 min 5 sec ago

Migranti: p. Van Parys (Chevetogne), “non dimenticare le tragedie vissute da milioni di esseri umani”

Sat, 2017-09-09 11:36

(da Bose) – “L’ospitalità vissuta a Bose non può farci dimenticare le tragedie vissute da milioni di esseri umani che fuggono da guerre, carestie, catastrofi naturali, persecuzioni etniche o religiose”. Lo ha affermato questa mattina padre Michel Van Parys, benedettino, già priore di Chevetogne, nelle sue conclusioni al XXV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa svoltosi in questi giorni a Bose. “Sono più di 200 milioni – ha aggiunto – coloro che fuggono. Sono tanti poveri Lazzari che gemono e muoiono alla porta della nostra ricca società che rifiutano di restituire le briciole che hanno rubato e che continuano a rubare a questi poveri”. Ricordando che “l’ospitalità offerta e ricevuta fanno parte integrale del dialogo ecumenico e di quello interreligioso” e ripercorrendo tutti i temi affrontati nel convegno, padre Van Parys ha notato che “sempre più la grande diversità degli ospiti che giungono nei nostri monasteri ci invitano ad un ascolto più fine dell’ospite stesso, all’attenzione alla singola persona, alle sue sofferenze e ad onorare la sua differenza culturale. In questo senso – ha commentato – le comunità monastiche multiculturali sono segni di speranza”. Richiamando l’“ospitalità del cuore” a cui ha fatto riferimento Papa Francesco nel messaggio inviato al convegno, il benedettino ha invitato ad “offrire almeno qualcosa, come ha suggerito Papa Francesco: ospedali da campo per curare i feriti, un tetto in ogni parrocchia o comunità per una famiglia esiliata” perché “un cuore che non ha mani non è discepolo di Gesù Cristo”.

Azione cattolica: Truffelli, “fedeli alla nostra storia perché abbiamo saputo cambiare”. “Discernimento per progettare il futuro”

Sat, 2017-09-09 11:31

“La nostra storia ci aiuta a capire che nei 150 anni di vita dell’Azione cattolica siamo stati fedeli alla nostra identità perché abbiamo saputo cambiare. Abbiamo saputo leggere e interpretare il tempo per stare dentro di esso”. Lo ha affermato oggi a Bologna Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Ac, al convegno annuale dei presidenti e assistenti ecclesiastici diocesani, dove sono rappresentate 150 diocesi di tutte le regioni d’Italia. Tre giorni dedicati ad avviare le celebrazioni del 150° di fondazione (1867) e, più ancora, a programmare il triennio associativo iniziato in primavera con l’assemblea elettiva e l’incontro con Papa Francesco. Tre i verbi – custodire, generare, abitare – che faranno da filo conduttore del triennio in cui l’Ac si è data il compito di discernere sul proprio futuro a partire dalla storia e per “servire, con coerenza ed efficacia, la Chiesa e il Paese”. “La nostra storia ci insegna – ha aggiunto Truffelli – l’arte e l’importanza del discernimento, del discernimento comunitario: capire come essere Ac oggi”. L’impegno che l’associazione assume è, riassume Truffelli, “il porsi in ascolto della vita della propria realtà particolare per capire quali priorità assumere per il triennio, e attraverso quali modalità e quali scelte concrete lavorare per esse”.
Perché “è questo che è richiesto ai cittadini di Galilea” (titolo del convegno): “la Galilea, ci ricordava mons. Mansueto Bianchi, è la terra ‘tipica del laico di Azione cattolica’, perché è ‘la terra della contaminazione’, la ‘terra della pluralità’, ‘del velamento di Dio’, la terra in cui non è facile distinguere con chiarezza immediata il bene, il giusto, la verità”. Ma “è anche il luogo della vita, la parabola della città’. E proprio per questo è anche il luogo dove ‘è iniziato il cammino di Gesù’, il ‘cammino della Chiesa’, e perciò dove ‘comincia il cammino di ogni cristiano’”. Il quale “è chiamato ad avanzare dentro il mondo sapendo che gli è chiesto continuamente di ripensare i propri passi per capire dove andare. Gli è chiesto, appunto, di fare esercizio di discernimento”.

Laudato si’: Verona, incontro con card. Maradiaga, mons. Zenti, Enrico Letta, Franco Frattini il 5 ottobre

Sat, 2017-09-09 11:16

Nella cornice dalla chiesa di San Bernardino, la diocesi di Verona e l’Ispettoria salesiana del Nord-Est hanno organizzato una conversazione sulla Enciclica sulla salvaguardia del Creato di Papa Francesco. Titolo dell’evento, “La Laudato Si’: occasione per un mondo migliore? Il futuro tra etica, economia sostenibile e geopolitica”. A dibattere sui vari aspetti dell’Enciclica saranno il cardinale Oscar R. Maradiaga, l’ex premier Enrico Letta e l’ex ministro degli Esteri e già commissario europeo Franco Frattini. Introduce i lavori il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti. A moderarli sarà Daniele Cunego.

Giornata donazione organi: Andriukaitis (Commissione Ue), “eroi di ogni giorno salvano migliaia di vite umane”

Sat, 2017-09-09 11:00

(Bruxelles) “È doveroso onorare il contributo degli innumerevoli eroi di tutti i giorni che nell’Ue hanno permesso di prolungare e salvare centinaia di migliaia di vite” con la donazione degli organi. Lo scrive il commissario Ue per la salute Vytenis Andriukaitis in una dichiarazione per la Giornata europea della donazione e del trapianto di organi che si celebra oggi. Crescono le percentuali delle donazioni e quindi dei trapianti grazie ai “progressi della chirurgia, al migliore coordinamento tra le équipe cliniche, al miglioramento degli standard di trasporto e di sicurezza degli organi e all’aumento degli scambi transfrontalieri di organi”, scrive il Commissario. Vitale è anche la “legislazione Ue che disciplina la qualità e la sicurezza degli organi destinati al trapianto” e lo sviluppo di “uno strumento informatico che consente al personale medico di uno Stato membro di trovare donatori adatti ai loro pazienti in altri Stati membri”: grazie ad esso negli ultimi due anni sono avvenuti 90 trapianti che prima non sarebbero stati possibili. Su questo filone della “condivisione di risorse e conoscenze” la Commissione continuerà a lavorare per permettere al personale medico “scambi di informazioni su patologie complesse o rare”. Secondo Andriukaitis, egli stesso chirurgo, “insieme ai nostri Stati membri possiamo fare di più” per evitare che nell’Ue muoiano ogni giorno ancora 16 pazienti in attesa di organi e altre migliaia restano in lista d’attesa.

Diocesi: mons. Debernardi (Pinerolo), “amare la scuola perché educa al vero, al bene e al bello nel dialogo e nel rispetto”

Sat, 2017-09-09 10:38

Un augurio agli alunni, agli insegnanti e ai genitori all’inizio del nuovo anno scolastico. A rivolgerlo, nell’editoriale dell’ultimo numero di “Vita diocesana pinerolese”, è l’amministratore apostolico mons. Pier Giorgio Debernardi che invita ad “amare la scuola perché educa al vero, al bene e al bello; perché si incontrano persone e si cresce insieme nel dialogo e nel rispetto”. “Le nostre scuole – scrive il presule – sono di tutti i colori. Seduti gli uni accanto agli altri si trovano bambini, ragazzi e giovani che provengono da altri Continenti. Questa presenza è una ricchezza e una sfida educativa. Da parte nostra dobbiamo farli sentire non stranieri, ma amici”. La scuola, prosegue l’editoriale, “è tra le priorità per l’avvenire della nostra Nazione” ed “è di tutti”. È necessario “investire più risorse economiche per raggiungere standard eccellenti di qualità”. Un appello a genitori e insegnanti: “Aiutate i vostri figli e i vostri alunni ad ‘avere voglia’ di scuola! Fate capire loro che la scuola li prepara a costruire il loro futuro!” e un richiamo alla figura di don Milani. “Siate maestri, non funzionari! – il monito agli insegnanti -. Percorrete vie innovative e rimotivate ogni giorno il vostro insegnamento nella scuola”. Così, per mons. Debernardi, “si contribuisce a rendere attraente la scuola e a farla amare”. Infine il richiamo all’esortazione di Papa Francesco, nel suo discorso alla scuola italiana (10 maggio 2014): “Non lasciatevi rubare l’amore per la scuola!”. Questo, conclude il presule, “non è uno slogan, ma un imperativo”.

Carlo Caffarra: funerali a Bologna. Mons. Zuppi, “Silenziosamente, ma con tanta predilezione, ha amato i poveri, che aiutava e difendeva”

Sat, 2017-09-09 10:28

“Ha amato Bologna e la sua Chiesa e la città, con passione e dedizione, senza riserve, fino allo sfinimento fisico. Silenziosamente, ma con tanta predilezione, ha amato i poveri, che aiutava e difendeva”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, durante l’omelia delle esequie del cardinale Carlo Caffarra che ha presieduto questa mattina in cattedrale. Il presule ha ricordato le passioni del cardinale per la musica e la letteratura. “Guareschi era una delle sue passioni – lo aveva sul comodino – anche perché il cardinale era capace di unire riflessione teologica e morale con tanta conoscenza letteraria, storica e anche musicale”, ha spiegato Zuppi. Dall’arcivescovo una sequenza di “grazie” al porporato scomparso nei giorni scorsi “per come ha vissuto i suoi tre amori: i sacerdoti, le famiglie, i giovani”, per “l’insegnamento e per l’Istituto Giovanni Paolo II”, per “la difesa della famiglia, per i tanti contributi mai scontati, sempre capaci di interrogare la coscienza perché frutto di ricerca vigile e inquieta”. E, ancora, perché “maestro che non legava gli allievi a sé o alle proprie idee, ma come ‘padre nel cuore’ li aiutava a guardare insieme a una verità più grande, da amare, ricercare e onorare senza calcoli umani, compiacenze, false indulgenze o riserve” e per “il servizio pastorale e la paternità nelle Chiese di Ferrara e Bologna, comunità che ha amato e conosciuto attentamente, con le tante visite e la sempre pronta disponibilità, in maniera personale e diretta, non a distanza. Le girava in bicicletta finché gli è stato permesso”. Infine, un grazie per “il suo servizio alla Chiesa universale nei vari dicasteri della Santa Sede, in particolare per la collaborazione lunga e ricca con Papa Benedetto XVI”.

Carlo Caffarra: funerali a Bologna. Mons. Zuppi, “il suo era un amore indiscusso e obbediente per Cristo e la Chiesa”

Sat, 2017-09-09 10:24

“Non voleva essere affatto confuso con interpretazioni e posizionamenti preconcetti che, al contrario, indeboliscono l’unità. Il suo era un amore indiscusso e obbediente per Cristo e per la Chiesa e alcune interpretazioni strumentali o divisive lo amareggiavano profondamente”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, durante l’omelia delle esequie del cardinale Carlo Caffarra che ha presieduto questa mattina in cattedrale. “Ha voluto che la Chiesa indichi e predichi la verità di Cristo senza accomodamenti e opportunismi – ha aggiunto il presule -, con una chiarezza che ha ottenuto il rispetto anche di quanti avevano sensibilità e convinzioni diverse”. Mons. Zuppi ha rivolto poi lo sguardo ai giorni successivi alla scomparsa del cardinale. “In questi giorni molti, che in passato ebbero posizioni differenti dalle sue, hanno sottolineato proprio la sua integrità e chiarezza e l’importanza di avere un interlocutore così. Qualcuno ha scritto che era come un padre severo che prima o poi tutti rimpiangono: un “poi” che arriva sempre troppo tardi”.

Carlo Caffarra: funerali a Bologna. Mons. Zuppi, “ha amato e servito l’unità della Chiesa, con intelligenza e fermezza”

Sat, 2017-09-09 10:21

“Il cardinale ha amato e servito l’unità della Chiesa, con intelligenza e fermezza e allo stesso tempo con tanta delicatezza e profonda vicinanza umana a ogni persona”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, durante l’omelia delle esequie del cardinale Carlo Caffarra che ha presieduto questa mattina in cattedrale. “Lo salutiamo inaspettatamente, con l’amarezza di tanti discorsi interrotti e con una presenza che viene a mancare, importante per la Chiesa tutta e per la nostra città”, ha aggiunto il presule. Mons. Zuppi ha citato alcune parole del cardinale (“l’Eucaristia è un anticipo della risurrezione a cui siamo destinati”), spiegando che lui “l’ha celebrata sempre con devozione intensa, quasi estraniandosi fisicamente per immergersi nella grandezza dell’orizzonte salvifico, con un trasporto personale di abbandono, di ascolto, di intimità con Colui che è stato il centro di tutta la sua vita”. L’arcivescovo ha indicato alcune caratteristiche del suo predecessore, citando le parole del Papa: “Tutti lo ricordiamo come un uomo affettuoso, sensibile, sincero, come mi disse parlando di lui Papa Francesco, con i tratti della timidezza”. Caratteristiche che stridono con quelle diffuse oggi. “In tempi di narcisismo protagonista e di esibizione di sé – ha aggiunto – la riservatezza del cardinale è una ricchezza che aiuta ad andare oltre le apparenze e a cercare la profondità interiore in ogni incontro e nel sensibilissimo relazionarsi degli uomini”.

Diocesi: Benevento, il 15 e il 16 settembre torna a Pietrelcina la Summer School Cives

Sat, 2017-09-09 10:11

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la Summer School Cives che si terrà a Pietrelcina, presso il Palavetro, il 15 e il 16 settembre sul tema “L’impresa di creare lavoro al Sud”. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio problemi sociali e lavoro dell’arcidiocesi di Benevento, dal Centro nazionale per il volontariato e dal comune di Pietrelcina. Il tema scelto per questa terza edizione si pone in ideale connessione con la Settimana sociale dei cattolici italiani che si terrà a Cagliari a fine ottobre, che ha per titolo “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale”.
Nelle due giornate della Summer School Cives si affronteranno questioni di ampio respiro partendo dalle esperienze, dalle buone pratiche e dalle risorse del Mezzogiorno d’Italia per guardare all’intero Paese, al fine di trovare prospettive e sentieri di sviluppo che possano aiutare, in una logica unitaria e di coesione, i meridionali e tutti gli italiani a sentirsi protagonisti di pagine di rinnovata fiducia nel futuro. In particolare, saranno approfonditi gli strumenti e le strategie per affrontare il problema principale del Sud, cioè come creare opportunità di lavoro soprattutto per i giovani che, in tanti, pur avendo le competenze si vedono tagliati fuori dal pieno inserimento nella vita attiva.
Spiega Ettore Rossi direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro: “Dobbiamo decidere di fare un grande investimento pubblico sui giovani cercando di mettere in valore il loro entusiasmo, la loro creatività e le loro competenze al fine di ottenere risultati che in questo momento possono apparire difficili da raggiungere”.
Numerosi i relatori che si avvicenderanno nelle tre sessioni previste: mons. Felice Accrocca arcivescovo di Benevento, Linda Laura Sabbadini, statistica sociale, Edoardo Patriarca, presidente del Centro nazionale per il volontariato, Giuseppe Notarstefano, componente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani e vice presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Vincenzo Linarello, presidente Goel Gruppo cooperativo, Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, Filippo Liverini, presidente Confindustria Benevento, Maurizio Del Conte, presidente Anpal, Amedeo Lepore, assessore regionale campano alle Attività produttive. Le conclusioni della Summer School saranno tratte da Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno. L’iniziativa formativa è realizzata in collaborazione con il Centro di cultura “Raffaele Calabrìa” e con il patrocinio della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro.

Terremoto in Messico: le vittime salgono a 58. Caritas già all’opera nei luoghi colpiti

Sat, 2017-09-09 10:00

È di 58 vittime il bilancio aggiornato delle vittime in Messico, dove ieri si è verificato al largo della costa Pacifica un terremoto di 8,2 gradi della scala Richter. Ma ci sono ancora persone sotto le macerie. Lo rende noto il bollettino diffuso in serata (nella notte in Italia) dalla Pastorale sociale – Caritas della Conferenza episcopale messicana.
Il maggior numero di vittime (45) e i danni maggiori sono nello stato di Oaxaca e in particolare nell’istmo di Tehuantepec. Il centro più danneggiato è Juchitán de Zaragoza (31 vittime e 150 abitazioni distrutte), dove si sta scavando tra le macerie dei numerosi edifici crollati, nella speranza di trovare persone ancora in vita. Nello stato del Chiapas si registrano 10 vittime (tra cui 3 a San Cristóbal de Las Casas). Le autorità non cessano di dichiarare l’allerta tsunami ed è stata evacuata la popolazione che vive lungo la costa. Nello stato di Tabasco, nel frattempo falcidiato anche dall’uragano Katia, le vittime sono tre. In Oaxaca e Chiapas molta gente sta trascorrendo la seconda notte senza dormire, in provvisorie sistemazioni di fortuna.
Padre Rogelio Narváez, segretario esecutivo della Pastorale sociale – Caritas della Chiesa messicana, rende noto che “subito ci siamo messi in contatto con vescovi, sacerdoti, responsabili della Pastorale sociale e parroci delle località più danneggiate di quattro diocesi: Tehuantepec, San Cristóbal de Las Casas, Tuxtla Gutiérrez e Puerto Escondido”.
Già la Caritas sta offrendo i primi aiuti e le prime risposte, a partire dalla diocesi di Tehuantepec. La Caritas di Monterrey si sta occupando di far arrivare viveri a Juchitán de Zaragoza e la locale Caritas sta andando in aiuto di cento famiglie di San Mateo del Mar costrette ad abbandonare la propria casa.

Diocesi: Caltanissetta, lunedì 11 settembre un incontro sull'”uso rituale del fischietto nella tradizione popolare”

Sat, 2017-09-09 09:55

Si parlerà delle tradizioni nissene e si approfondirà “L’uso rituale del fischietto nella tradizione popolare” lunedì 11 settembre, alle 18, nella al museo diocesano di Caltanissetta. L’iniziativa nasce dagli studi sull’uso rituale, da parte dei bambini, di fischietti di terracotta raffiguranti soprattutto personaggi sacri e decorati secondo un gusto popolare, che erano venduti in occasione delle fiere legate alle feste patronali. Così il museo diocesano nisseno ha voluto proporre, nell’imminenza della festa del Santo patrono, una riflessione su quest’uso antico, presentando durante l’incontro una versione di fantasia del fischietto raffigurante San Michele. Dopo l’introduzione di mons. Giuseppe La Placa, vicario generale della diocesi di Caltanissetta, e di mons. Gaetano Canalella, parroco della cattedrale “Santa Maria La Nova”, interverrà Nadia Rizzo, storica dell’arte, che parlerà si san Michele Arcangelo nell’arte popolare. Danilo Cantaro presenterà il fischietto in terracotta dipinta che ha realizzato raffigurante san Michele Arcangelo.

Migrazioni: mons. Galantino su Il Sole 24 Ore, “dalla Messa le ragioni per accogliere, proteggere, promuovere e integrare, come raccomanda il Papa”

Sat, 2017-09-09 09:42

“Quanto più sono gravi i problemi e quanto più complesse sono le situazioni tanto più c’è bisogno di ‘conoscere’, tanto più c’è bisogno di possedere elementi di valutazione oggettiva e intervenire”. Lo scrive mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, sul numero odierno de Il Sole 24 Ore in un articolo intitolato “Il nodo migranti si affronta solo conoscendolo”. “A me sembra – osserva – che proprio l’esercizio della conoscenza per una valutazione e un’azione oggettive stia diventando particolarmente faticoso in questo periodo. Ai diversi livelli: da quello necessario nei dialoghi privati al livello della comunicazione di massa”. Sulla mobilità umana e lo Ius culturae afferma: “Quello che ormai risulta chiaro a tutti è, da una parte, la pervicacia con la quale il tema-migrazioni venga affrontato sempre ed esclusivamente come problema di sicurezza piuttosto che come tema riguardante la convivenza sociale e la vita civile. Dall’altra, è evidente la scelta di considerare, a tutti i livelli, il tema-immigrazione e quanto si muove intorno a essa come arma elettorale”. Galantino aggiunge: “Sembra che per alcuni politici o aspiranti tali sia diventato l’unico osso da azzannare per assicurarsi la ‘poltrona’”. Il tema-immigrazione e il tema dello Ius culturae “ricacciati nell’ambito della sicurezza e ridotti sempre più ad arma elettorale sono le direttrici sulle quali si sta muovendo gran parte della comunicazione”.
Questo vale, secondo il segretario generale della Cei, per la tv, i giornali e i social. Salvo, scrive, lodevoli eccezioni, che indica esplicitamente. E infine: “In un clima nel quale si fa fatica a leggere testi informati e documentati capaci di liquidare l’ideologismo fine a se stesso, ha fatto scalpore la ridda di posizioni, al limite dell’accettabile, scatenatesi intorno a un prete si è ‘permesso’ di portare in piscina giovani immigrati. Gli autori di questi attacchi non si sono accorti che quello che ha fatto don Biancalani, avviene altrove – da parte di altri preti e non preti – già da anni e senza che alcuno si scandalizzi o abbia da ridire”. “Eppure lì, nel Pistoiese, qualcuno, in nome della propria ideologia, ha pensato addirittura di dover ‘vigilare’ sul modo in cui il prete avrebbe celebrato la santa messa. Ignorando in maniera grossolana che proprio dalla santa messa – per chi non la considera un teatro a vaga trama religiosa – prendono corpo le motivazioni che portano ad ‘accogliere, proteggere, promuovere e integrare’, come raccomanda Papa Francesco”.

Diocesi: mons. Fontana (Arezzo), Chiesa è “esperienza inclusiva”. Serve riflessione “su coinvolgimento laici in vita comunità”

Sat, 2017-09-09 09:33

La Chiesa è “un’esperienza inclusiva”, che da sempre aggrega popoli, culture ed etnie. Di fatto è la “più antica esperienza di globalizzazione al mondo”. Occorre partire da questo, dalle proprie origini, dalla propria storia per “trovare mezzi più idonei per annunziare e rendere presente il mistero di Gesù Cristo” ai nostri giorni. Lo scrive l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana, nella sua ottava lettera pastorale alla diocesi, dal titolo “Una Chiesa tutta ministeriale”. Un testo che arriva alla vigilia di un passaggio fondamentale per la Chiesa aretina come il Sinodo diocesano e che vuole essere “contributo alla riflessione”. Soffermandosi sul ministero ordinato e sui ministeri laicali istituiti, mons. Fontana scrive, fra l’altro: “Credo che si possa avviare nella Chiesa aretina una proficua riflessione sul coinvolgimento dei fedeli laici nella vita della comunità ecclesiale” per “discernere insieme alla luce dello Spirito Santo, quanto è conveniente avviare nel nostro tempo, per rispondere al Signore che tutti invia alla missione e da tutti si aspetta spirito di servizio e disponibilità al bene comune”. “In vista del Santo Sinodo che celebreremo nella prossima primavera – conclude – credo che giovi alle parrocchie, alle associazioni, ai movimenti, ma anche al presbiterio e alle famiglie religiose, come a tutte le persone di buona volontà, riflettere su questo delicato e importante argomento”.

Diocesi: Terni, domani pellegrinaggio a piedi alla Madonna del Ponte con il vescovo Piemontese

Sat, 2017-09-09 09:16

A conclusione della festa dedicata alla Madonna del Ponte a Narni scalo, recuperando la tradizione devozionale dei cammini verso luoghi santi, la ripresa dell’attività pastorale della diocesi di Terni-Narni-Amelia vedrà la comunità ecclesiale riunita domani (10 settembre) per il pellegrinaggio diocesano al santuario della Madonna del Ponte, dove alle 18 il vescovo Giuseppe Piemontese presiederà la solenne concelebrazione con i sacerdoti e fedeli della diocesi. La sedicesima edizione del pellegrinaggio a piedi, organizzato da Comunione e liberazione e al quale hanno dato la loro adesione vari gruppi ecclesiali, partirà domenica alle 13.45 dal Duomo di Terni con mons. Piemontese che impartirà la benedizione ai pellegrini, seguirà il tracciato della via Flaminia, si concluderà al santuario di Narni scalo intorno alle 17.30. Questo pellegrinaggio alla Madonna del Ponte, co-patrona della diocesi, è un’antica tradizione legata ad uno dei più importanti santuari mariani del territorio dove è custodita l’immagine di Maria con il Bambino, affrescata nella grotta all’interno del santuario, risalente al 1050 e da sempre molto venerata. È come, spiega un comunicato, “una preghiera corale per porre sotto la protezione della Madonna l’intera Chiesa diocesana”. Attorno alla grotta venne costruito il Santuario, consacrato poi nell’anno 1728. Con il tempo la popolarità della Madonna del Ponte si accrebbe notevolmente, tanto che nel 1754 l’immagine sacra fu solennemente incoronata.

Papa in Colombia: Greg Burke, “a Villavicencio una lezione su come chiedere e offrire il perdono”

Sat, 2017-09-09 09:16

Il Papa, in questi primi giorni della visita in Colombia, è stato “conquistato dal sorriso del popolo colombiano”. Lo ha dichiarato stanotte (quando in Colombia era tardo pomeriggio) il direttore della Sala Stampa Vaticana, Greg Burke, incontrando i giornalisti nella sala stampa dell’hotel Tequendama di Bogotá, dopo il rientro da Villavicencio.
“Voglio dire solo questo – il dettaglio delle dichiarazioni di Burke -. Dopo due giorni il Santo Padre è conquistato dal sorriso del popolo colombiano”. Ed ha aggiunto, in particolare in riferimento all’incontro di preghiera per la riconciliazione nazionale che si era appena svolto a Villavicencio: “Non è che il Papa sia contento. È molto contento!”.
Accompagnato dal presidente della Conferenza episcopale colombiana e vescovo di Villavicencio, mons. Oscar Urbina Ortega, il portavoce vaticano ha sottolineato che quello di ieri è stato forse il giorno migliore di tutta la visita. Ed ha proseguito sottolineando due parole che fanno da riferimento costante alle tappe e ai temi del viaggio: “A mio parere ci sono due parole molto importanti, che sono gioia e speranza”. Entrando nel dettaglio delle giornate, Burke ha spiegato che nel corso della prima giornata, a Bogotá, il Papa ha parlato ai giovani “su quelle cose che ci rubano la gioia e la speranza”. Il secondo giorno “è stato una lezione su come chiedere e offrire perdono”. Tra i momenti forti del viaggio il direttore della Sala Stampa ha citato l’entusiasmo dimostrato la notte dalla popolazione bogotana e soprattutto dai giovani davanti alla Nunziatura, dove alloggia il Santo Padre e, ancora “la lezione di pura teologia” di Villavicencio, per usare le parole dello stesso Francesco.

Volontariato: Cesvot, video musicale per aiutare le associazioni a trovare nuovi giovani

Sat, 2017-09-09 08:55

“Il ballo del volontario”: il nuovo video musicale realizzato dal cantante e web influencer Lorenzo Baglioni per aiutare le associazioni a trovare nuovi giovani volontari sarà online sul sito di Cesvot, su tutti i profili social di Cesvot, sulle pagine Facebook di Lorenzo Baglioni e di Giovanisì da lunedì 11 settembre alle 13. “In pista – spiega un comunicato – si scatenano le tante anime dell’associazionismo: tiene il ritmo chi guida l’ambulanza e chi promuove la donazione del sangue, prende parte alla danza chi si prende cura degli animali e incrocia i passi anche chi lavora per spegnere gli incendi e chi sta vicino alle persone anziane”. L’iniziativa è appoggiata dal Cesvot che promuove il progetto “Young Energy”, in collaborazione con Regione Toscana-Giovanisì e Dipartimento gioventù del Servizio civile nazionale. Il messaggio di Cesvot si rivolge in prima battuta a quelle migliaia di ragazzi che non studiano e non lavorano; in Italia i cosiddetti Neet sono 2 milioni e mezzo, il 22 per cento dei giovani tra i 15 e i 24 anni. E mentre “Il ballo del volontario” rimbalzerà sui social, il Cesvot continuerà la sua attività di orientamento e promozione per far conoscere meglio alle nuove generazioni le opportunità offerte dal mondo del volontariato. Sulla bacheca “Volontari cercasi” del sito di Cesvot la mappa aggiornata, e facile da consultare, delle oltre 100 associazioni toscane bisognose di nuove energie per dare slancio alle proprie attività.

Papa a Cesena: nell’attesa, messa su Raiuno domenica 10 settembre, due incontri di catechesi e una veglia di preghiera

Sat, 2017-09-09 08:48

Il 1° ottobre, Papa Francesco compirà una visita pastorale alla diocesi di Bologna. Per l’occasione si recherà prima in visita a Cesena, nella ricorrenza dei trecento anni della nascita di Papa Pio VI, dove arriverà in elicottero. Atterrato all’Ippodromo di Cesena, prima incontrerà la cittadinanza in piazza del Popolo; quindi incontrerà clero, giovani e famiglie in cattedrale per poi proseguire per Bologna. “A poco più di 20 giorni dalla visita di papa Francesco, molto attesa e che si prospetta altrettanto intensa – si legge in un comunicato -, sono confermate alcune tappe di avvicinamento”. Domani (10 settembre), in diretta dal duomo di Cesena, alle 11 andrà in onda la Messa su Raiuno. La celebrazione sarà presieduta dal vescovo Douglas Regattieri e sarà animata dalla corale “Santa Cecilia” diretta dal maestro Gianni Della Vittoria. Sono inoltre in calendario due incontri di catechesi che si terranno in cattedrale, a Cesena, entrambi con inizio alle 21. Il primo sarà venerdì 15 settembre e vedrà come relatore il nuovo arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, che interverrà sul tema “Una Chiesa in uscita è una Chiesa con le porte aperte”. Il secondo si svolgerà mercoledì 20 settembre e sarà tenuto dall’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, sulla frase di papa Francesco “Ah, come vorrei una Chiesa povera per i poveri”. Infine, nell’imminenza della visita del Pontefice, venerdì 29 settembre (alle 21) si concluderà il percorso di avvicinamento al primo ottobre con una veglia di preghiera presieduta dal vescovo Regattieri che si terrà nel santuario di Santa Maria del Monte, a Cesena.

Diocesi: San Marco Argentano–Scalea, a ottobre il convegno ecclesiale per prepararsi al Sinodo dei giovani

Sat, 2017-09-09 08:16

“Uno strumento per la preparazione della Chiesa locale al Sinodo dei giovani”. È questo, per la diocesi di San Marco Argentano–Scalea, il valore del convegno ecclesiale che si terrà il prossimo 15 ottobre (ore 16), presso la Colonia San Benedetto di Cetraro (Cs). “In preparazione del Sinodo dei vescovi 2018 dedicato ai giovani, ci metteremo in ascolto delle loro esigenze e dei loro linguaggi, di gruppi, associazioni e movimenti; cercheremo di organizzare eventi diocesani per favorire la scuola di preghiera e proporre iniziative di servizio caritativo e missionario”, afferma il vescovo, mons. Leonardo Bonanno, in una nota. “Anche in questo settore, così vasto da essere considerato un mondo, soprattutto per le differenze di età e generazionali, occorre essere ‘Chiesa in uscita’: presso i luoghi abitati e frequentati dai nostri ragazzi perché possano incontrare il vero volto di Cristo nella sua Chiesa”. “L’incontro ha come obiettivo principale fare il punto del percorso fatto in preparazione al Sinodo, attraverso il tema ‘Maestro dove abiti?’ – spiega il vicedirettore del Servizio diocesano di pastorale giovanile, don Ernesto Piraino -. Per questo ci sarà il direttore dell’ufficio Cei, don Michele Falabretti, che illustrerà ai presenti il cammino fin qui svolto e le tappe da affrontare nei prossimi mesi. Il dibattito successivo servirà ad intavolare un confronto diretto con i giovani, affinché emergano ulteriori bisogni, dubbi o difficoltà”.

Papa in Colombia: incontro riconciliazione nazionale, “non abbiate il timore di chiedere e di offrire perdono”. “È ora di spegnere gli odi e rinunciare alle vendette”

Fri, 2017-09-08 22:53

“Vorrei, come fratello e come padre, dire: Colombia, apri il tuo cuore di popolo di Dio e lasciati riconciliare. Non temere la verità e la giustizia”. È l’invito finale del Papa, nel grande incontro per la riconciliazione nazionale, da lui espressamente voluto come “cuore” del viaggio nel Paese latinoamericano dilaniato da oltre mezzo secolo di guerriglia. “Cari colombiani”, ha proseguito: “Non abbiate timore di chiedere e di offrire il perdono. Non fate resistenza alla riconciliazione che vi fa avvicinare, ritrovare come fratelli e superare le inimicizie. È ora di sanare ferite, di gettare ponti, di limare differenze. È l’ora di spegnere gli odi, rinunciare alle vendette e aprirsi alla convivenza basata sulla giustizia, sulla verità e sulla creazione di un’autentica cultura dell’incontro fraterno. Che possiamo abitare in armonia e fraternità, come vuole il Signore! Chiediamo di essere costruttori di pace; che là dove c’è odio e risentimento, possiamo mettere amore e misericordia”.

Poi il Papa ha posto tutte queste intenzioni davanti all’immagine del Crocifisso, al Cristo nero di Bojará, recitando una preghiera: “O Cristo nero di Bojará, che ci ricordi la tua passione e morte; insieme con le tue braccia e i tuoi piedi ti hanno strappato i tuoi figli che cercarono rifugio in te. O Cristo nero di Bojará, che ci guardi con tenerezza e con volto sereno; palpita anche il tuo cuore per accoglierci nel tuo amore. O Cristo nero di Bojará, fa’ che ci impegniamo a restaurare il tuo corpo. Che siamo tuoi piedi per andare incontro al fratello bisognoso; tue braccia per abbracciare chi ha perso la propria dignità; tue mani per benedire e consolare chi piange nella solitudine. Fa’ che siamo testimoni del tuo amore e della tua infinita misericordia”.

L’incontro si è concluso con il ringraziamento al Papa da parte di due bambine colombiane, che hanno portato al Santo Padre una pianta, segno di riconciliazione. Una pianta che, come la pace, avrà bisogno dell’acqua della buona volontà per crescere e rinvigorirsi.

Papa in Colombia: incontro riconciliazione nazionale, serve “verità”, non “vendetta”

Fri, 2017-09-08 22:42

“Anche quando perdurano conflitti, violenza, o sentimenti di vendetta, non impediamo che la giustizia e la misericordia si incontrino in un abbraccio che assuma la storia di dolore della Colombia”. È l’invito rivolto dal Papa nel grande incontro per la riconciliazione nazionale, a Villavicencio: “Risaniamo quel dolore e accogliamo ogni essere umano che ha commesso delitti, li riconosce, si pente e si impegna a riparare, contribuendo alla costruzione dell’ordine nuovo in cui risplendano la giustizia e la pace”, ha proseguito. Nel processo di riconciliazione, “lungo, difficile, ma ricco di speranza”, per Francesco “risulta anche indispensabile accettare la verità”: “È una sfida grande ma necessaria”, ha spiegato, perché “la verità è una compagna inseparabile della giustizia e della misericordia”. “Unite, sono essenziali per costruire la pace e, d’altra parte, ciascuna di esse impedisce che le altre siano alterate e si trasformino in strumenti di vendetta contro chi è più debole”, ha spiegato il Papa, secondo il quale “la verità non deve, di fatto, condurre alla vendetta, ma piuttosto alla riconciliazione e al perdono. Verità è raccontare alle famiglie distrutte dal dolore quello che è successo ai loro parenti scomparsi. Verità è confessare che cosa è successo ai minori reclutati dagli operatori di violenza. Verità è riconoscere il dolore delle donne vittime di violenza e di abusi”.

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