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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 45 min ago

Colombia: candidati alla presidenza firmano “patto per la non violenza” in campagna elettorale

Thu, 2018-04-26 11:22

#DebatirSinAgredir (Dibattere senza aggredire) è l’hashtag che accompagna il “Patto per la non violenza”, firmato ieri a Bogotá da tutti i candidati alla presidenza della Colombia: Viviane Morales, Sergio Fajardo, Humberto de la Calle, Iván Duque, Germán Vargas Lleras e Gustavo Petro. L’iniziativa è stata presa da mons. Héctor Fabio Henao, direttore del Segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, nella sua veste di presidente del Comitato nazionale del Consiglio nazionale della pace, della riconciliazione e della convivenza.
Obiettivo del Patto è di porre un freno a episodi di violenza e intolleranza legati alla campagna elettorale, anche considerando il fatto che il 20% degli 8 milioni di messaggi pubblicati sui social, in relazione alle elezioni presidenziali del prossimo 27 maggio, esprime contenuti di intolleranza, aggressività e polarizzazione.
Attraverso la firma del Patto, i candidate si impegnano a impostare la loro campagna elettorale senza ricorrere a insulti, aggressioni, stigmatizzazioni e altre forme di violenza. E inviteranno i loro sostenitori a fare altrettanto e a non ricorrere a fake news, intimidazioni e corruzione.

Cile: le religiose dialogano con il card. Ezzati sulla recente lettera del Papa

Thu, 2018-04-26 11:11

Nel pomeriggio di ieri quasi duecento religiose che svolgono il loro ministero pastorale a Santiago del Cile si sono incontrate nel Palazzo arcivescovile con il cardinale Ricardo Ezzati e il vescovo ausiliare Jorge Concha, vicario per la Vita consacrata, con l’obiettivo di riflettere insieme sulla lettera che Papa Francesco ha inviato alla Conferenza episcopale cilena (Cech) dopo aver ascoltato il rapporto del vescovo Charles Scicluna in relazione al cosiddetto caso Barros.
Il card. Ezzati ha spiegato che è stato “un incontro informativo affinché le suore, che sono una parte importante della Chiesa, conoscessero in modo diretto la lettera che il Papa ha inviato ai vescovi del Cile e si unissero a noi nel cammino di preghiera che il Santo Padre ci ha chiesto”.
Mons. Concha ha detto che questo incontro aveva anche lo scopo “di rendere partecipi le religiose della riflessione e del discernimento sulla lettera che il Santo Padre ha inviato all’Episcopato cileno e a tutti i fedeli, e quindi anche ai religiosi”. Alle suore, mons. Concha ha chiesto di “esprimere i loro sentimenti”, auspicando che “con la loro riflessione possano anche aiutare i pastori a comprendere e vivere in modo più profondo l’incontro con il Papa”. Un contributo importante “anche per ciò che accadrà dopo la visita che faremo al Santo Padre, in vista del rinnovamento della Chiesa”.
Orielle de Jesús López, dell’Ordo Virginum, ha manifestato l’aspettativa che questa situazione permetta “di guardare alla realtà così com’è” e che il parere delle consacrate venga ascoltato, in vista di “recuperare la fiducia nella Chiesa”. Per suor Eugenia María Muñoz, della comunità di Schöenstatt, quella di ieri è stata una possibilità, per le consacrate, “di ascoltare e conoscere meglio il messaggio del Papa, che ha fatto un appello inedito per aiutare la Chiesa del Cile a ristabilire la comunione”.

Migrazioni: card. Tagle (Caritas Internationalis), “spesso la paura non è fondata, tutti abbiamo il sangue di un migrante”

Thu, 2018-04-26 10:57

“Apprezzare la complessità del fenomeno della migrazione”, “incontrare i migranti, i rifugiati” e fare “memoria” del fatto che “tutti noi, tutti i Paesi del mondo hanno una storia di migrazione”. È quanto esorta a fare il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis in un’intervista a Vatican News nella quale presenta la “Settimana di Azione Globale”, dal 17 al 24 giugno prossimi per dare forza alla campagna “Share the Journey”, sulla condivisione del cammino dei migranti.

Tagle sottolinea che se “la migrazione è un fenomeno”, “i migranti sono persone”. Per questo, “per dare un volto umano ad un fenomeno, ad un concetto, dobbiamo accogliere i migranti”. Il cardinale osserva poi che “Share the Journey”, progetto internazionale della Caritas, in diversi Paesi “ha dato incoraggiamento alle parrocchie per accogliere, proteggere e integrare i migranti”. Rilevando poi che quella delle migrazioni “non è una questione semplice”, il presidente di Caritas Internationalis afferma che “spesso la paura verso la migrazione non è fondata, però la mentalità cambia quando le storie umane aprono i miei occhi alla mia storia e io vedo me stesso negli altri”. “Mio nonno – ricorda – era un migrante dalla Cina alle Filippine. Tutti noi abbiamo il sangue di un migrante”. “Non bisogna dimenticare questa storia comune e vedere in ogni migrante un nonno, una nonna”, l’invito del cardinale, che ribadisce: “Non sono stranieri: sono miei fratelli e mie sorelle”.

Spagna: card. Osoro (Madrid), crescono i precari. “Giovani, donne e pensionati difficilmente riescono a vivere con dignità”

Thu, 2018-04-26 10:51

In vista del 1° maggio, festa di san Giuseppe lavoratore, l’arcivescovo di Madrid, cardinale Carlos Osoro Sierra, sottolinea nella sua lettera settimanale che “il lavoro è un dono di Dio che ci distingue dalla sua dignità” e ricorda che i cristiani sono chiamati a offrire il “calore della presenza del Signore risorto, il nostro tesoro più prezioso”, a coloro che soffrono “la notte oscura e terribile della disoccupazione prolungata” o hanno un “lavoro precario che non garantisce l’integrazione sociale”, e ugualmente “alle tante persone che lottano per il riconoscimento dei loro diritti lavorativi e sociali”. Il lavoro, riflette il card. Osoro, “non è un bene che viene dato alla persona umana per concessione dell’impresa o dello Stato, ma nasce dalla sua stessa natura umana, è consustanziale al suo essere. Il lavoro è un elemento fondamentale per la dignità di una persona. Ci umanizza, ci rende protagonisti della vita; costruisce la famiglia e l’educazione dei bambini, ed è espressione della vocazione alla trascendenza”. Tuttavia, fa notare l’arcivescovo di Madrid, “il lavoro, così come è uscito dalle mani di Dio, è in contraddizione con il panorama del lavoro attuale: milioni di persone non possono accedere a questo dono di Dio nel mondo intero. In Spagna, ora che ci stiamo lasciando alle spalle il baratro inumano di una disoccupazione a livelli inaccettabili, stiamo cadendo in un diffuso precariato: una situazione in cui i giovani, molte donne con responsabilità familiari e persino pensionati difficilmente riescono a vivere con dignità”. La festa del 1 ° maggio, allora, “è una grazia di Dio non solo per rivendicare la giustizia nei diritti del lavoro, ma per scoprire i motivi di questo cambiamento di modello sociale che non rende giustizia a ciò che è umano e non risponde alla sua vocazione trascendente”.

Paraguay: tensione dopo il voto e accuse di irregolarità. Padre Oliva (gesuita), “basta espropri ai campesinos e polizia speciale”

Thu, 2018-04-26 10:33

Tensione in Paraguay a quattro giorni dalle elezioni presidenziali, nelle quali ha vinto Mario Abdo Benítez del Partido Colorado. Il candidato sconfitto, il liberale Efraín Alegre, che ha guidato un’ampia coalizione comprendente anche la sinistra dell’ex presidente Fernando Lugo, non ha ancora riconosciuto la vittoria del suo avversario e i suoi sostenitori ieri sono scesi in piazza. L’opposizione ha denunciato numerose anomalie e irregolarità nello scrutinio, che ha visto Abdo Benítez superare il 46% e superare Alegre di quasi 4 punti percentuali, pari a circa 100mila voti. La Missione di osservazione dell’Unione europea ha segnalato che le elezioni si sono svolte “in un contesto di debolezza istituzionale”. La capo missione, l’eurodeputata liberale Renate Weber, ha parlato di “mancanza di fiducia nelle strutture politiche e inerzia giudiziaria”. Tra i commenti del dopo-voto, da segnalare quello del quasi novantenne padre gesuita Francisco de Paula Oliva, più noto come pa’i Oliva, molto conosciuto in Paraguay per il suo lungo impegno a favore dei poveri e bisognosi. La politica, rispetto al popolo del Paraguay, è come le zecche, “che succhiano il sangue dell’essere vivente che prendono. Trasportando l’immagine a livello politico, le zecche estraggono tutta la linfa del popolo paraguagio”. Questo il giudizio sulla politica del Paraguay di padre Oliva. Una delle critiche riguarda le liste bloccate, “ricordo della dittatura”, un modo per garantire corporazioni e interessi vecchi, senza lasciare spazio a possibili novità. “Le mafie non permettono la creazione di un’autentica democrazia”, denuncia il religioso. Il gesuita, attraverso il suo profilo Facebook, chiede quattro cose al prossimo governo: “Non vogliamo che aumenti il debito con l’estero attraverso i fondi sovrani. Con il presidente Cartes si è triplicato”. Ancora, “non vogliamo neppure un esproprio in più di campesinos o indigeni. Per la Costituzione, tutti i paraguagi hanno diritto alla terra”. Inoltre, “vogliamo lo smantellamento nei dipartimenti del Nord della Ftc”, la polizia speciale, a causa della sua “condotta prepotente e piena di abusi”, così come denunciato di recente dai vescovi delle regioni settentrionali. Infine, “non vogliamo il servizio militare obbligatorio per i nostri giovani”. “La voce del gesuita spagnolo p. Oliva è molto autorevole e ascoltata nella Chiesa di base del Paraguay, perché ha sempre dimostrato il suo impegno missionario a favore della giustizia e dei poveri”, commenta Cristiano Morsolin, esperto di Diritti umani in America Latina. Alla sua età ogni giorno si sveglia alle 5, prega per un’ora e alle 6 scrive un messaggio quotidiano di Facebook, molto seguito, prima di andare a celebrare la messa nei Bagnados, le baraccopoli della periferia di Asunción”.

Papa Francesco: il 7 luglio a Bari incontro ecumenico per Medio Oriente. Sant’Egidio, “iniziativa opportuna di pace e amicizia tra i cristiani”

Thu, 2018-04-26 10:28

“Un’iniziativa di pace particolarmente opportuna in un tempo difficile, che ha visto tanta sofferenza a causa dell’inasprimento della guerra in Siria”. Così la Comunità di Sant’Egidio sull’incontro tra Papa Francesco e i capi delle Chiese cristiane del Medio Oriente, che si svolgerà a Bari, il 7 luglio, per “riflettere e pregare per la situazione drammatica della regione”. La Comunità con una nota esprime “vivo apprezzamento per la notizia”. “Numerosi saranno i frutti che scaturiranno dalla testimonianza di amicizia e unità tra i leader delle diverse confessioni cristiane, in un tempo di violenza diffusa – si legge nel comunicato –. Ma sarà anche l’occasione per tutti di mostrare solidarietà alle antiche Chiese del Medio Oriente, la cui vita è segnata dalla sofferenza e i cui fedeli sono troppo spesso costretti all’emigrazione”.

Diocesi: Venezia, stasera una veglia di preghiera con persone separate e divorziate

Thu, 2018-04-26 10:19

Una veglia di preghiera con persone separate e divorziate, con tutti quanti vivono nuove unioni dopo un precedente matrimonio. Si svolgerà questa sera, alle 20.45, nella chiesa di Sant’Andrea di Favaro Veneto. L’iniziativa è organizzata dalla Pastorale familiare diocesana, che si rivolge alle “famiglie ferite”. “Il primo passo infatti per accompagnare, discernere e integrare la fragilità, secondo le indicazioni dell’esortazione apostolica ‘Amoris laetitia’ di Papa Francesco – scrivono gli organizzatori -, è proprio la preghiera di tutti”. L’iniziativa sarà anche l’occasione per presentare la proposta diocesana e “le possibili vie di accompagnamento per chi vive queste situazioni di legami spezzati”. Gli organizzatori della veglia si rivolgono anche alle altre comunità del patriarcato di Venezia. Chiedono di “diffondere la proposta nei gruppi, a sposi e famiglie” e anche di “invitare chi potrebbe essere più direttamente interessato per la propria situazione personale”.

Siria: domani sera ad Assisi veglia di preghiera ecumenica per la pace

Thu, 2018-04-26 10:00

Si svolgerà nel santuario di San Damiano domani, venerdì 27 aprile, alle 21, la giornata di preghiera dedicata alla pace in Siria, aperta anche a esponenti di altre religioni. Dopo l’appello e la lettera ad António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, firmata dal vescovo di Assisi, dalle Famiglie francescane, dal sindaco, dalle istituzioni pubbliche e dalle associazioni della città, l’invito alla preghiera di mons. Domenico Sorrentino, rivolto a “quanti vivono con il desiderio della pace”. “In questo mese – rende noto il vescovo – vogliamo concentrare la nostra attenzione sulla Siria, allarmati e angosciati per tutte le notizie che provengono da quella terra tormentata”. Mons. Sorrentino esprime preoccupazione per “il coinvolgimento di un enorme numero di civili inermi, soprattutto bambini, nei bombardamenti”. “Non abbiamo trascurato, nei giorni scorsi, di compiere qualche passo per sostenere la diplomazia internazionale e l’autorità sovranazionale delle Nazioni Unite promuovendo alcune iniziative anche con l’amministrazione comunale di Assisi, città a cui guarda il popolo dei costruttori di pace presenti nel mondo”. Adesso la preghiera. “Nella Chiesa di San Damiano vogliamo dare vita a una ‘adorazione eucaristica per la pace’ perché sia salvaguardata la vita di tante persone inermi in Siria e in ogni angolo del mondo”.

Siria: Guterres (Onu), “trovare nuovi modi per compiere progressi reali verso una soluzione politica”

Thu, 2018-04-26 09:44

(da New York) Un messaggio in vidoeconferenza è stato inviato ieri dal segretario generale Antonio Guterres ai leaders delle Nazioni Unite e dell’Unione europea e agli alti funzionari di oltre 85 Paesi riuniti a Bruxelles per la conferenza a “Sostegno del futuro della Siria e della Regione”. Guterres ha esordito con l’elenco drammatico degli effetti del conflitto siriano, giunto al suo ottavo anno: più di 13 milioni di persone che vivono in condizioni disperate, esposte a continue violenze e violazioni persistenti del diritto internazionale; circa 5,6 milioni di sfollati, ospitati nei Paesi limitrofi e senza alcuna certezza sul rientro, attacchi a strutture mediche e operatori sanitari. Il segretario dell’Onu si dichiara “particolarmente turbato per l’uso segnalato di armi chimiche e nel vedere presi di mira civili e infrastrutture pubbliche, mentre milioni di bambini non hanno mai conosciuto la pace e sono stati privati ​​del diritto all’istruzione e ​​della possibilità di contribuire a un futuro migliore per il loro Paese”. Parla di “abissi di depravazione” Guterres, riferendosi anche alle 700mila persone sfollate dall’inizio dell’anno e alle violenze nelle zone orientali di Ghouta, Afrin, Idleb. Nel suo messaggio una particolare attenzione è riservata al personale umanitario “per la maggior parte siriano che lavora instancabilmente e coraggiosamente per salvare vite umane”. Sono loro ad aver bisogno di una dimostrazione di sostegno da parte della comunità internazionale e il segretario delle Nazioni Unite ricorda che il recente ritiro del Consiglio di sicurezza in Svezia ha garantito un forte impegno per superare gli ostacoli che impediscono gli aiuti umanitari a tutti i siriani.

“Continuerò a impegnarmi con gli Stati membri per trovare nuovi modi per compiere progressi reali verso una soluzione politica autentica e credibile che soddisfi le aspirazioni del popolo siriano alla dignità e alla libertà”, ha concluso Guterres, incoraggiando “la creazione di uno Stato democratico e non settario basato sul pluralismo politico e sulla parità di cittadinanza indipendentemente dalla religione, dall’etnia e dal genere”. E il suo inviato speciale per la Siria, Staffan de Mistura, sarà presente per garantire che si ritorni ai tavoli delle trattative.

Sessantotto: Giovagnoli (storico), “ha provato a cambiare il mondo e questa è la sua eredità più preziosa”

Thu, 2018-04-26 09:24

Il movimento del ’68 ha certamente influito su associazioni e movimenti del laicato cattolico, in particolare Azione cattolica e Acli, ma in modo indiretto perché le loro grandi trasformazioni erano iniziate negli anni del Concilio. Lo sostiene in un’intervista al Sir lo storico Agostino Giovagnoli, secondo il quale la contestazione sessantottina ha invece riguardato in modo più diretto Gioventù studentesca dalla quale è successivamente nato Comunione e liberazione. Per lo storico, l’impatto maggiore del ’68 ha riguardato piuttosto “le grandi questioni internazionali con particolare riferimento al terzo mondo: guerra in Vietnam, Cuba, Biafra, lotte per i diritti civili degli afroamericani negli Usa. I membri dell’associazionismo cattolico, soprattutto giovani, furono molto sensibili a queste cause e, più in generale, a quella della pace”, terreno sul quale “maturarono una sensibilità simile a quella di molti altri giovani di altra provenienza culturale e ideologica, che fece cadere molti steccati tradizionali”. Significativa la nascita di un’esperienza nuova come la Comunità di Sant’Egidio a Roma, “segnata fin dall’inizio da un forte rapporto con il Vangelo e i poveri”. Il Sessantotto “ha avuto peso non tanto quale fenomeno politico, ma piuttosto come istanza culturale e sociale di ‘inventare’ un mondo nuovo affrontando le grandi sfide del tempo”. “Si è disperso di fronte a forze più grandi; in fondo è stato un movimento di studenti, non avrebbe potuto cambiare il mondo, però ci ha provato ed è questa la sua eredità più preziosa. Pensare al ’68 – conclude Giovagnoli – ci fa bene perché ci ricorda che possiamo anche non subire il mondo in cui viviamo”.

Sessantotto: Giovagnoli (storico), “in alcuni tratti ‘anticipato’ dal Concilio”

Thu, 2018-04-26 09:20

I legami tra Concilio Vaticano II e Sessantotto sono più profondi, soprattutto in Italia, di quanto si sia portati a ritenere. Il Concilio ha infatti “preparato” in certa misura il terreno al grande movimento di contestazione che si è intersecato “in modi diversi con un’evoluzione del mondo cattolico italiano già in corso da tempo”, spiega in un’intervista al Sir Agostino Giovagnoli, docente di storia contemporanea all’Università cattolica di Milano. Il Concilio “ha in realtà toccato questioni di grande rilievo, ha aperto una riflessione di fondo sull’organizzazione istituzionale della Chiesa cattolica all’interno di un’ampia trasformazione della società europea e occidentale che stava mettendo in discussione le proprie istituzioni ecclesiastiche, politiche, sociali e familiari – afferma Giovagnoli -. Il ‘68 è stato soprattutto una contestazione anti-istituzionale ed è su questo terreno che è ravvisabile il nesso che lega i due fenomeni”. La Chiesa cattolica ha quindi “anticipato una trasformazione che poi si è presentata in modo convulso nel ’68”. Spartiacque tra un prima e un dopo il pontificato di Giovanni XXIII, il suo avere intuito che “la Chiesa aveva bisogno di mettersi in ascolto del mondo e di se stessa. Nella modalità conciliare ha in qualche modo superato la rigidità istituzionale che l’aveva caratterizzata per cinque secoli sul modello tridentino”. E se c’è stata una “liberazione” della parola nel maggio francese, alcuni anni prima il Concilio aveva analogamente “liberato” la Parola di Dio “da una Chiesa che l’aveva rinserrata all’interno di schemi organizzativi e istituzionali che la rendevano in certa misura marginale e l’ha riportata al centro della vita ecclesiale”.

Giovani e vocazioni: card. Stella, “abitare anche il mondo digitale” nella pastorale

Thu, 2018-04-26 09:11

“Quella cristiana è una presenza che, nel mondo digitale, sta crescendo sempre di più; direi che occorre entrarci rispettando alcuni criteri: non giudicare a-priori, mettersi nella disponibilità di imparare e non solo di insegnare; vigilare sui contenuti e – come il Santo Padre ha ricordato di recente – avere cura di non cedere all’aggressività che talvolta caratterizza i linguaggi del web”. Lo afferma il card. Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero, in un’intervista al Sir all’indomani della 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. “Se la pastorale vocazionale vuole raggiungere la vita dei giovani e proporre loro la bellezza dell’umanità di Gesù e della sequela, deve anch’essa abitare questo mondo”, spiega il cardinale. “Non dobbiamo avere paura della ‘creatività’. Talvolta, la paura di cambiare stili, abitudini e schemi, prevale sulla gioiosa accoglienza dell’opera di Dio che, invece, è eterna novità. Su questo aspetto – prosegue Stella – c’è come un filo rosso che lega gli inizi del Pontificato ai giorni nostri; ricordo che nel 2013 Papa Francesco disse ai catechisti: ‘Dio è creativo’. Oggi lo ha ripetuto ai giovani, in un recente libro dedicato a loro: ‘Dio è social, giovane e ama la novità’. Certo, non si deve inseguire l’innovazione in modo forzato, cambiare le cose senza discernimento o semplicemente inseguire la moda del ‘nuovo a tutti i costi’; occorre solo accostare, in modo audace, nuove vie, proposte e strumenti vocazionali, accanto alla tradizionale pastorale già esistente”.

Usa: sostegno dei vescovi alla proposta di legge per salvare i dreamers dalla deportazione

Thu, 2018-04-26 09:01

(da New York) La proposta di legge, voluta da repubblicani e democratici, per salvare i dreamers dalla deportazione, ha ricevuto ieri il sostegno ufficiale di mons. Joe Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale americana. Il disegno di legge, presentato alla Camera dei rappresentanti, prevede un percorso di cittadinanza per circa 800mila giovani, che arrivati bambini negli Usa a seguito di genitori senza documenti regolari, rischiavano di tornare nei Paesi di origine a seguito dell’abolizione del Daca, un programma ideato per la loro protezione dalla precedente amministrazione. Nel nuovo documento, intitolato “Unire e rendere sicura l’America”, accanto alla cittadinanza si prevedono ulteriori misure per il controllo dell’immigrazione, tra cui l’impiego di nuove tecnologie per garantre la sicurezza delle frontiere con il Messico, l’aumento dei giudici che si occuperanno di immigrazione e degli avvocati della commissione migrazione, e il ridimensionamento dei fondi ai Paesi dell’America centrale se non controlleranno le future migrazioni e la corruzione. I vescovi sono consapevoli della parzialità della proposta e di quanto sia “necessaria una soluzione più ampia per riformare un sistema dell’immigrazione così compromesso”, ma hanno scelto di occuparsi per primo dei dreamers e delle loro famiglie che, a breve, rischiavano la separazione. “Siamo fiduciosi che il nostro sostegno all’attuale versione della legge e il nostro continuo sostegno al Dream Act incoraggeranno il Congresso ad agire subito e trovare una soluzione legislativa umana per i dreamers”, ha dichiarato mons. Vásquez, ricordando che “è sia nostro dovere morale che interesse della nostra nazione proteggere i dreamers”. In questi mesi i vescovi statunitensi hanno sostenuto questi giovani, riconoscendo il contributo che hanno dato al Paese in termini economici, accademici, militari e di impegno nelle parrocchie.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Nuovo governo, in mattinata Pd e M5S di nuovo da Fico. Ricorso respinto, Alfie resta a Liverpool

Thu, 2018-04-26 09:00

Nuovo governo: in mattinata secondo giro di colloqui a Montecitorio. Poi Fico riferirà a Mattarella

Dopo il primo giro di colloqui tenutosi nel pomeriggio di martedì e la giornata di ieri dedicata alle cerimonie per il 25 Aprile, riprendono in mattinata a Montecitorio gli incontri del presidente della Camera, Roberto Fico, con le delegazioni del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle per verificare la possibilità di un’intesa di maggioranza parlamentare tra le due forze politiche per la formazione del nuovo governo. Alle 11, nel Salottino del Presidente di Montecitorio, sarà ricevuta la delegazione del Pd, alle 13 quella del M5S. Secondo il mandato esplorativo conferito lunedì dal Capo dello Stato, Fico entro la giornata di oggi dovrà salire al Colle per riferire al presidente Mattarella l’esito delle consultazioni avute.

Alfie Evans: respinto ricorso dei genitori per il trasferimento, il piccolo resta a Liverpool

Il piccolo Alfie Evans, il bambino britannico affetto da una patologia neurodegenerativa incurabile e ignota, non potrà essere trasferito in Italia. La Corte d’Appello di Londra ha infatti respinto il ricorso dei genitori, Thomas e Kate, contro il rifiuto di autorizzare il trasferimento del bambino da Liverpool a un ospedale italiano. Viste le condizione di Alfie, il giudice ritiene il trasferimento inutile. Ma intanto il piccolo continua la sua battaglia per la vita e, dopo lo stop dei medici all’utilizzo dei macchinari salva-vita, continua da 60 ore a respirare senza ventilazione. Durante l’udienza della Corte, Thomas ha minacciato di denunciare per tentato omicidio i tre medici dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool, dove il piccolo è ricoverato.

Siria: dalla comunità internazionale aiuti umanitari per 7,8 miliardi di dollari fino al 2020

La comunità internazionale si è impegnata a finanziare aiuti umanitari destinati ai siriani rimasti in Patria e ai Paesi che li ospitano per 4,4 miliardi di dollari per il 2018 (circa la metà degli 8 richiesti dalle Nazioni Unite) e di altri 3,4 miliardi fino al 2020. È quanto è stato deciso in questi giorni a Bruxelles in occasione della conferenza “Supporting the future of Syria and the Region” alla presenza di un’ottantina di Paesi. Per Mark Lowcock, capo dell’agenzia di aiuti umanitari dell’Onu, “è un buon inizio, anche se avremmo sperato di ottenere di più, dovremo fare delle scelte”. L’Unione europea, come fece l’anno scorso, ha stanziato fino al 2020 la somma di 560 milioni di euro annui.

Mafia: a Gela blitz contro il clan Rinzivillo, 10 arresti

Importante blitz della polizia contro il clan Rinzivillo di Gela, legato a Cosa nostra. Sono infatti 10 le persone destinatarie di ordinanze di custodia cautelare in carcere per l’accusa, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a detenzione, traffico e spaccio di stupefacenti e all’alterazione, vendita, cessione di armi comuni da sparo. Contestata l’aggravante di aver commesso i fatti al fine di agevolare l’associazione mafiosa operante a Gela sul resto del territorio siciliano.

Libertà di stampa: per Reporters sans frontières peggiora la situazione in Europa, Italia sale in 46ª posizione

C’è una “crescente animosità nei confronti dei giornalisti. L’ostilità verso i media, apertamente incoraggiata dai leader politici, e gli sforzi dei regimi autoritari per esportare la loro visione del giornalismo rappresentano una minaccia per le democrazie”. È quanto denuncia Reporters sans frontières nell’ultimo rapporto 2018 nel quale valuta il livello di libertà di stampa in 180 Paesi ogni anno. Non solo Turchia, Egitto, Stati Uniti o Filippine: per l’organizzazione “la violenza verbale dei politici contro i media è in aumento anche in Europa”, anche se è la regione che rispetta di più la libertà di stampa. Pesano, per esempio, quanto successo a Jan Kuciak, giornalista slovacco ucciso a colpi di pistola lo scorso ottobre, e l’autobomba che, a Malta, ha tolto la vita a Daphne Caruana Galizia, reporter investigativa specializzata in corruzione. In testa alla classifica dei Paesi in cui viene maggiormente garantita la libertà di stampa si confermano Norvegia e Svezia. L’Italia risale 6 posti, passando dalla 52ª alla 46ª posizione.

Social network: dal 25 maggio Whatsapp vietata ad under 16

In tutta l’Unione europea, dal prossimo 25 maggio, i minori di 16 anni non potranno più utilizzare WhatsApp. La decisione è stata presa per tutelare la sicurezza e la privacy dei giovanissimi. Al momento non è ancora chiaro come WhatsApp, la famosa app di messaggistica istantanea con 1 miliardo e mezzo di utenti in tutto il mondo, intenda far valere il limite introdotto in ossequio al Regolamento sulla protezione dei dati personali sancito dall’Unione europea che entrerà in vigore proprio il 25 maggio.

Germania: documento di riflessione sulla preoccupazione della Chiesa per i malati

Wed, 2018-04-25 18:30

La Chiesa cattolica in Germania ripensa il proprio modo di prendersi cura degli ammalati, dei familiari e del personale sanitario a fronte di numerosi cambiamenti nel mondo della sanità, che vanno dalla pressione dei costi e del risparmio, alla digitalizzazione e alla specializzazione dell’assistenza sanitaria, la riduzione dei tempi di degenza e la tendenza all’ambulatorialità delle cure, la chiusura delle piccole strutture e la concentrazione in grandi ospedali. Per restare fedele a quello che è sempre stato uno dei compiti centrali della Chiesa, la Commissione pastorale della Conferenza episcopale tedesca pubblica oggi un “Documento di riflessione sulla preoccupazione della Chiesa per i malati” dal titolo “Ero malato e mi avete visitato”. Obiettivo del testo è “dare alle parrocchie, ai volontari e agli oltre 1.000 cappellani ospedalieri a tempo pieno a livello nazionale, un orientamento negli attuali processi di cambiamento sul piano sociale e religioso”. Una delle preoccupazioni centrali del documento è “portare a livello locale e diffuso la pastorale della salute, sia nei progetti pastorali delle diocesi sia nei compiti specifici delle parrocchie o delle unità pastorali”, proprio a motivo della “crescente espansione del sistema di assistenza ambulatoriale” in Germania, che fa sì che la cura pastorale ora diventi “visita ai malati, nelle case e negli ospizi”. Nel documento si parla anche della cura pastorale nel “sistema ospedaliero” d’avanguardia e dei requisiti necessari nei casi di consulenze come nella preparazione del testamento biologico. Si definiscono inoltre le differenze tra “cura spirituale” e “pastorale degli ammalati”.

Russia: il nunzio apostolico Migliore visita la Buriazia, “nessuna politica economica è possibile senza la coesistenza pacifica”

Wed, 2018-04-25 18:07

Il nunzio apostolico in Russia, Celestino Migliore, ha visitato la Buriazia, repubblica della Federazione russa nella regione siberiana. È la prima volta, riferisce il sito di Baikal Daily, che “un rappresentate della Santa Sede di così alto grado” si reca in questa terra. Nel corso della visita, che si è conclusa il 23 aprile, il nunzio ha incontrato il governatore della Buriazia, Alexey Tsydenov. “Le mie domande riguardano la religione e la cultura”, ha detto il nunzio al Governatore, sottolineando come questi siano aspetti “importanti per garantire la pace” e come “nessuna politica economica sia possibile senza la coesistenza pacifica”. Il nostro compito, ha osservato il nunzio, è “di costruire relazioni pacifiche tra le persone”. Mons. Migliore ha visitato il monastero buddista Ivolginskiy Datsan e ha incontrato il metropolita ortodosso Savvatij: “Collaboriamo con i buddisti e con la Chiesa ortodossa russa su molte questioni sociali, e spero che questa cooperazione sarà rafforzata, dal momento che esistiamo per servire le persone”, ha detto il nunzio. Nel corso della visita mons. Migliore ha celebrato una messa nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, a Ulan Ude. La parrocchia esiste dal 2005 ed è guidata da don Adam Romaniuk. “Negli ultimi due anni, il nunzio ha visitato 25 regioni della Russia”, precisa la testata cattolica “Sibirskaja Katoliceskaja Gazeta”.

Alfie Evans: Costa e Toia (Parlamento europeo), interrogazione urgente alla Commissione Ue. “Un’azione decisa per tutelare il bambino”

Wed, 2018-04-25 18:00

(Bruxelles) È firmata dalle eurodeputate Silvia Costa e Patrizia Toia l’interrogazione urgente rivolta alla Commissione Ue sul caso del piccolo Alfie Evans, il bambino britannico di 23 mesi affetto da patologia neurodegenerativa e ricoverato all’Alder Hey di Liverpool. Costa e Toia si rivolgono ai responsabili della salute, Vytenis Andriukaitis, e della giustizia, Vĕra Jourová, chiedendo “un’azione decisa da parte dell’Unione europea”. Per Silvia Costa – che in questi giorni ha seguito il caso in stretto contatto con i legali della famiglia Evans, il governo italiano, la rappresentanza diplomatica italiana nel Regno Unito e l’ospedale Bambino Gesù, che si è offerto di trasportare, curare e assistere il piccolo – “l’Alta corte britannica ha negato ad Alfie il diritto di ricevere cure e prestazioni sanitarie in un altro Stato membro dell’Unione, come richiesto dai suoi genitori, così violando i diritti fondamentali dell’Ue e la libera circolazione dei pazienti nel territorio dell’Ue”.
“Nonostante la sospensione della respirazione artificiale disposta dalla stessa Alta corte del Regno Unito, il bimbo è ancora in vita, mentre due ospedali italiani si sono già generosamente offerti di accoglierlo nelle proprie strutture – scrivono le due eurodeputate italiane alla Commissione europea –; chiediamo pertanto ai commissari competenti di sottoporre con urgenza il provvedimento giudiziario britannico all’esame della Corte di giustizia dell’Unione europea”.
Alfie Evans, dopo un provvedimento del governo italiano e del Presidente della Repubblica, è divenuto cittadino italiano: “Una decisione toccante e straordinaria da parte del nostro governo – commenta ancora Silvia Costa –. Ma una pagina triste per l’Europa, se un cittadino europeo deve ricorrere alla cittadinanza di un altro Stato membro per far valere dei diritti di cui è già titolare in quanto cittadino del Regno Unito, e quindi ancora di uno Stato membro. L’Ue costituisce infatti uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne e garantisce ai suoi cittadini una libera circolazione al suo interno, specialmente ai più deboli, come ci ricorda la direttiva 24/2011 sull’assistenza sanitaria transfrontaliera”.

Germania: a Münster dal 9 al 13 maggio il Katholikentag sul tema “Cerca la pace”

Wed, 2018-04-25 17:48

In vista del prossimo Katholikentag, il 9-13 maggio a Münster, i vescovi tedeschi hanno invitato le diocesi a destinare quanto raccolto nella colletta del 5-6 maggio prossimi per sostenere l’evento. “Cerca la pace” è il titolo di questa edizione del grande raduno dei cattolici in Germania. “Sarà ancora un riflesso della vitalità e della forza spirituale della nostra Chiesa, colorato e multiforme, riflessivo e allegro, devoto e politico allo stesso tempo”, scrivono i vescovi, che definiscono Münster “luogo storico che testimonia l’impegno sociale per la pace”. “Con il Katholikentag le persone di buona volontà vogliono contribuire a plasmare la pace con il loro stare insieme, con incontri personali, servizi religiosi, workshop, dibattiti e molti altri eventi diversi e interessanti per ogni fascia d’età” aggiungono i vescovi a sostegno di questa iniziativa che è interamente sotto la responsabilità del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), l’organismo che riunisce le associazioni laicali in Germania ed è uno degli interlocutori della Conferenza episcopale. “Alcuni di voi avranno già programmato la partecipazione a questa festa della fede, ma”, incoraggiano i vescovi, “anche se non potete venire personalmente, vi chiediamo sinceramente un sostegno” dal momento che il Katholikentag “è una forte espressione della responsabilità di tutti i cattolici per la Chiesa e la società”.

Adozioni e affido: mons. Lojudice (ausiliare Roma), “necessaria una battaglia pensata” per “tutelare la vita dei bambini”

Wed, 2018-04-25 17:36

“A volte siamo chiamati ad agire underground perché è necessario operare dal basso, altre volte uscendo allo scoperto. Bisogna riparlare, ridire, ridirci e coinvolgere tante persone sui temi della famiglia, delle adozioni e dell’affido”. Lo ha detto questo pomeriggio mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma, intervenuto a un evento dedicato al progetto “#Dònàti: fatti un dono, dona una famiglia a chi non l’ha!”, organizzato a Roma dal Forum nazionale delle associazioni familiari. Quella auspicata dal presule è “una battaglia che dobbiamo essere in grado di pensare per poi agire”. Perché “quando si tutela la vita di un bambino, stiamo investendo sul futuro dell’umanità”. Sul palco allestito a Villa Borgese, nel Villaggio per la terra, aperto fino a oggi, si sono alternate anche le testimonianze di chi ha aperto le proprie porte di casa, come Alessandro e Claudia, genitori di tre figli, che hanno adottato una bambina disabile, Emanuela. “Pensavamo di dare qualcosa e lei e invece lei ha dato tanto amore a noi. Pur non camminando, Emanuele ha un cuore che sa amare”. Dopo l’esperienza dell’adozione, per loro anche quella dell’affido. “Abbiamo saputo di una ragazza di 12 anni che fino ad allora era stata in istituto – hanno raccontato -. Era stato emesso il decreto di ricerca di famiglia per l’affido. Abbiamo dato la nostra disponibilità. Angelica è venuta a 12 anni nella nostra casa. Il nostro amore è cresciuto ancora di più”. Parola anche a Tatiana Salomoni, 21 anni, di origine boliviana, adottata da una famiglia italiana. “Mi ha donato dei sogni che bambini chiusi in istituto fino ai 18 anni non hanno – ha affermato -. Io ho avuto la grazia di andare a scuola, avere amici con cui condividere momenti importanti. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza i miei genitori. La famiglia si crea, non è questione di sangue. Quando si adotta un bambino, lo si fa per amore. Ringrazio le persone che mi hanno messo al mondo, ma i miei genitori sono quelli che mi hanno accompagnato nella crescita”.

Diocesi: Locri, il 28 aprile presentazione del libro “Pane Sporco” e dibattito con l’autore Alberti, mons. Tomasi e il vescovo Oliva

Wed, 2018-04-25 17:30

Si svolgerà a Locri, il 28 aprile, alle 10, nell’auditorium del Centro pastorale della diocesi il dibattito dal titolo “Il Pane Sporco della Corruzione”, a cura della scuola di formazione socio-politica Laudato si’ della diocesi di Locri-Gerace. Durante l’iniziativa sarà presentato il libro “Pane Sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura” (ed. Rizzoli) del filosofo Vittorio V. Alberti, scritto con la prefazione di Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, e la postfazione di don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera. Sarà inoltre proiettato un video-messaggio di Papa Francesco contro la corruzione, realizzato in partnership tra il Dicastero della Santa Sede per il servizio dello sviluppo umano integrale e la Rete mondiale di preghiera del Papa. Parteciperanno al dibattito, tra gli altri, oltre all’autore, mons. Silvano Maria Tomasi del Dicastero per il servizio dello viluppo umano integrale, l’arcivescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, il procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, il presidente del Tribunale, Rodolfo Palermo, e il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari.

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