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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 31 min ago

Falcone e Borsellino: Pietro Grasso, “non eroi” ma “cittadini modello per tutti noi”

Mon, 2017-05-22 11:37

Non si debbono cucire addosso a Giovanni Falcone e  a Paolo Borsellino “gli abiti degli eroi perché apparirebbero come modelli inarrivabili. Sarebbe più giusto, piuttosto, dipingerli per quello che erano: uomini come noi ma fedeli ai propri ideali di legalità e giustizia, per i quali hanno sopportato indicibili amarezze e pesantissime privazioni, servendo lo Stato fino in fondo anche a costo di morire”. Lo scrive in una nota per il Sir Pietro Grasso, presidente del Senato, ricordando i due magistrati uccisi dalla mafia, alla vigilia del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui perse la vita Falcone, seguita il 19 luglio dall’attentato di via D’Amelio che costò la vita a Borsellino.  “Non eroi”, avverte Grasso ricordando che di due magistrati furono per lui due “maestri”, bensì “cittadini modello: ciascuno di noi, ognuno secondo la propria competenza e possibilità – assicura -, può esserlo”. “Sui tumuli di terra che li ricoprono – l’esortazione del presidente del Senato – dobbiamo inginocchiarci e promettere di fare tutto il possibile per continuare la loro opera, per cambiare, per rendere migliore questa nostra Italia a cui troppe volte non diamo l’amore che merita”.

Papa Francesco: a Santa Marta, lo Spirito Santo “non può entrare in un cuore chiuso”

Mon, 2017-05-22 11:27

Solo lo Spirito Santo ci insegna a dire: “Gesù è il Signore”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui si è soffermato sulla figura dello Spirito Santo, l'”avvocato”, che ci accompagna e “ci dà la sicurezza di essere salvati da Gesù”. Lo Spirito Santo “è il compagno di cammino di ogni cristiano, anche il compagno di cammino della Chiesa”, ha spiegato Francesco, secondo il quale lo Spirito Santo è “un dono: il grande dono di Gesù”, “quello che non ci fa sbagliare. La Chiesa lo chiama ‘il dolce ospite del cuore’: è qui. Ma in un cuore chiuso non può entrare”. Questa, per il Papa, è una preghiera che dobbiamo fare in questi giorni: “Signore, aprimi il cuore perché io possa capire quello che Tu ci hai insegnato. Perché io possa ricordare le Tue parole. Perché io possa seguire le Tue parole. Perché io arrivi alla verità piena”. “Io chiedo al Signore la grazia che il mio cuore sia aperto?”, la prima domanda di Francesco. La seconda: “Io cerco di ascoltare lo Spirito Santo, le sue ispirazioni, le cose che Lui dice al mio cuore perché io vada avanti nella vita di cristiano, e possa testimoniare anche io che Gesù è il Signore?”. “Pensate a queste due cose, oggi”, la proposta finale del Papa: “Il mio cuore è aperto, e io faccio lo sforzo di sentire lo Spirito Santo, cosa mi dice. E così andremo avanti nella vita cristiana e daremo anche noi testimonianza di Gesù Cristo”.

Santuario della Spogliazione: card. Parolin, “il Pontefice è vicino alla città di Francesco”

Mon, 2017-05-22 10:54

“Il Pontefice è vicino alla città di San Francesco”. Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, al termine della Messa presieduta ieri ad Assisi nel nuovo Santuario della Spogliazione, prima celebrazione ufficiale dopo l’inaugurazione. “Vi porto i saluti, la vicinanza e la benedizione di Papa Francesco e mi farò interprete dei vostri sentimenti nei suoi confronti” ha aggiunto concludendo la Messa dopo avere ricordato le visite che il Santo Padre ad Assisi. Durante l’omelia in una chiesa gremita di fedeli, autorità religiose, civili e militari, il card. Parolin ha definito “provvida” l’iniziativa di erigere il Santuario da parte del vescovo Sorrentino e ha sottolineato quanto sia ancora attuale il gesto di San Francesco e la forza profetica in esso racchiusa. Parolin ha quindi evidenziato i molteplici aspetti della vita del Santo “che accolse il Vangelo con una radicalità ed essenzialità che affascina e stupisce, che attira e nello stesso tempo un po’ inquieta”. Il cardinale ha poi invitato i fedeli a riscoprire la gioia di essere cristiani incitandoli a porsi con fiducia sulle orme di Cristo e di Francesco. “Questo Santuario – ha precisato – è per tutti un richiamo ad essere autentici a fare un vero esame di coscienza, a spogliarci dell’egoismo e del peccato, di trovare la perla preziosa e la forza di abbandonare qualcosa del nostro mondo per riscoprire la gioia di essere cristiani, figli adottivi di Dio”. Prima della celebrazione ha visitato l’intero complesso vescovile.

Colombia: vescovi della zona pacifica, “giustificate” le proteste popolari di questi giorni

Mon, 2017-05-22 10:36

I vescovi colombiani delle regioni dell’Oceano Pacifico chiedono che, di fronte allo sciopero e alle manifestazioni che si susseguono da giorni, il Governo nazionale applichi gli accordi firmati in precedenza e in tal modo rispetti i diritti dei cittadini. La Chiesa ritiene infatti “giustificate” le proteste che proseguono nel dipartimento del Chocó e nella città di Buenaventura, zone del Paese “da sempre abbandonate dallo Stato”. I vescovi condannano le azioni violente commesse da una minoranza di manifestanti e rivolgono un appello alle forze di Polizia perché non vadano oltre i limiti delle proprie funzioni. Inoltre, chiedono agli organismi che tutelano i diritti umani di prestare attenzione perché sia garantita la protezione dei civili e di denunciare qualsiasi abuso che venga commesso durante le proteste. Il messaggio è stato firmato da mons. Darío de Jesús Monsalve Mejía, arcivescovo di Cali, mons. Héctor Epalza Quintero, vescovo di Buenaventura, Juan Carlos Barreto Barreto, vescovo di Quibdó, mons. Carlos Alberto Correa Martínez, vicario apostolico di Guapí, mons. Orlando Olave Villanoba, vescovo di Tumaco, mons. Julio Hernando García Peláez, vescovo di Istmina-Tadó.

Messico: vescovi, “appoggio e solidarietà” ai giornalisti di fronte a violenza e attacchi

Mon, 2017-05-22 10:18

“Appoggio e solidarietà” verso i giornalisti messicani, “di fronte alla situazione di violenza e agli attacchi ricevuti nell’esercizio della loro professione” è stata espressa ieri dalla Conferenza episcopale messicana (Cem) in un comunicato firmato dal segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, vescovo ausiliare di Monterrey. La nota ricorda con le parole di Francesco il ruolo di grande importanza e responsabilità dei giornalisti, visti dal Papa come “elemento fondamentale per la vitalità di una società libera e plurale”. Prosegue il comunicato della Cem: “Ci uniamo in preghiera perché il Signore Gesù dia consolazione e allevi la sofferenza e le preoccupazioni che oggi coinvolgono tutta la categoria professionale, che prova paura nel portare avanti il proprio compito. Siamo infatti coscienti che l’aggressione viene oggi diretta alle persone che si occupano di comunicazione in generale: reporter, video-operatori, editori, direttori e altri”. Secondo mons. Miranda “l’odio e il rancore non devono essere protagonisti”, e i giornalisti sono perciò esortati “a proseguire nel loro lavoro con impegno in favore della costruzione della pace nella nostra nazione. Siamo coscienti che solo attraverso azioni di solidarietà è possibile sanare le ferite della società”.

Al tempo stesso, “confermiamo il nostro accompagnamento spirituale alle famiglie delle vittime di coloro che sono stati vittime di aggressioni, estorsioni, sequestri e assassini a causa di quanto hanno realizzato attraverso la loro attività informativa, come conseguenza del deterioramento del tessuto sociale che impera nel nostro Paese. Davanti a Dio nessuno realizza un piccolo lavoro, soprattutto quando si tratta di cercare e diffondere la verità”. Infine, un appello alle autorità civili perché garantiscano “che tutte le persone possano esercitare con libertà e sicurezza la propria professione” e combattano “l’impunità e la corruzione che così tanto colpisce e ferisce la nostra nazione”.

Card. Vallini: “Mio incarico gravoso ma bello. Consultazione? centinaia risposte”

Mon, 2017-05-22 09:56

“Il mio è stato un incarico gravoso ma molto bello. Sono stato onorato di aver servito questa bella Chiesa di Roma. La consultazione per il mio successore è andata molto bene: ho raccolto centinaia di risposte che ho portato al Santo Padre, dalle quali emergono elementi di una Chiesa viva che s’impegna e vuole crescere. La mia valutazione è assolutamente positiva”. Lo ha detto ieri il vicario della diocesi di Roma, il card. Agostino Vallini, ai microfoni di Tv2000 durante lo speciale a cura del Tg2000 sulla visita pastorale di Papa Francesco alla parrocchia romana San Pier Damiani, zona Acilia. “La scelta del Papa – ha aggiunto il card. Vallini – di visitare le parrocchie in periferia è legata ad un esigenza pastorale molto concreta: le parrocchie più lontane dal centro possono fare l’esperienza dell’incontro con Papa Francesco. Sono incontri che rianimano e fanno bene alla gente nei quartieri”.
“La gente – ha spiegato il card. Vallini – vuole bene al Papa. Incontrarlo, ascoltarlo e sentirsi incoraggiata spinge sempre al bene. Dopo ogni visita del Pontefice abbiamo sempre suggerito ai parroci di ritrovarsi per rileggere l’esperienza vissuta, riflettere sui suoi discorsi e vedere in chiave pastorale cosa può diventare un orientamento di vita, lavoro, apostolato. Il Papa non rimane sulle grandi idee, è molto concreto e suggerisce modi di realizzare la vita ecclesiale”.
“Dopo ogni visita del Papa a una parrocchia – ha concluso Vallini – mi è sempre rimasta la gioia di aver visto un popolo che desidera amare il Signore e vuole testimoniare con un coraggio rinnovato la bellezza della fede nella vita della città. Anche a distanza di anni ho potuto vedere il cambiamento di alcune comunità che hanno preso coscienza delle loro responsabilità anche sociali e civili con il desiderio di essere più vicine alle persone che soffrono. In alcune parrocchie ho visto che è stato rilanciato un impegno verso i malati e uno slancio degli oratori. Queste cose fanno piacere perché la Chiesa di Roma è viva”.

El Salvador: nuovo cardinale Rosa Chavez, “immeritato riconoscimento nel nome di Romero”

Mon, 2017-05-22 09:48

“Ricevo questo immeritato riconoscimento nel nome di mons. Romero”. Sono le prime parole di mons. Gregorio Rosa Chávez, settantacinquenne vescovo ausiliare di San Salvador, che sarà il primo salvadoregno ad essere creato cardinale. “È una gran sorpresa”, ha detto il presule, intervistato ieri all’uscita dalla chiesa dall’emittente radiofonica Maya Visión, il quale ha confessato anche di sentirsi quasi “schiacciato” di fronte a tale annuncio, definito “un regalo di Dio”. Al Signore e a Papa Francesco, mons. Rosa Chávez ha espresso “gratitudine profonda”, ipotizzando che il motivo della nomina sia il forte amore del Papa per la figura del beato vescovo Oscar Romero. In un comunicato il Ministero degli esteri ha espresso le felicitazioni per la nomina, ricordando il contributo del futuro cardinale per il dialogo che consentì la firma degli accordi di pace del 1992 che posero fine al periodo più buio della storia salvadoregna. Mons. Rosa Chávez è stato in gioventù stretto collaboratore di mons. Romero. Attualmente è presidente della Caritas per l’America Latina, per i Caraibi e della Caritas nazionale.

Reliquie San Nicola in Russia: p. Capostosto (priore Basilica San Nicola), “seme gettato nel grande terreno dell’ecumenismo”

Mon, 2017-05-22 09:42

“Oggi un seme viene gettato in questo terreno grande dell’ecumenismo, dei rapporti tra le Chiese sorelle. Noi, e questo mi fa particolarmente piacere e onore, contribuiamo a che un passo nuovo venga costruito in questo dialogo comune”. Così padre Ciro Capotosto, padre domenicano e priore della Basilica di San Nicola di Bari, commenta lo storico gesto voluto da papa Francesco di cedere temporaneamente un frammento delle ossa di San Nicola alla Chiesa ortodossa russa in occasione dei festeggiamenti del santo di Myra. Il frammento, partito ieri scortato da una delegazione barese composta, tra gli altri, dal vescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, e dallo stesso padre Ciro, rimarrà in Russia, a Mosca e San Pietroburgo, fino al 28 luglio. “Il frammento di costato verrà conservato in un reliquiario realizzato dalla Federazione russa – dice padre Ciro -. È un reliquiario concepito secondo la maniera orientale ed è composto di due elementi: da un lato l’icona grande di San Nicola, che si trova in questo momento a Mosca e sarà aggiunta al reliquiario al suo arrivo in Russia. Qui è giunta soltanto la parte che contiene la reliquia, una cassa alta quaranta centimetri nella quale verrà deposta e fissata la reliquia di San Nicola e un’altra icona perché sappiamo che il popolo ortodosso vuole baciare proprio le reliquie dei santi. Quindi c’è un’altra icona di San Nicola, in maniera orizzontale, al cui centro, sulla parte del petto è stata inserita la reliquia”.

Reliquie San Nicola in Russia: mons. Cacucci (Bari-Bitonto), “camminiamo insieme verso l’unità”

Mon, 2017-05-22 09:40

(Bari) – “Se voi avete detto di Bari ‘felice Bari’, noi possiamo dire adesso ‘felice Mosca’, ‘felice San Pietroburgo’, ‘felice santa Russia’ che riceve le reliquie del nostro taumaturgo”. Con queste parole l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, si è rivolto al metropolita Hilarion, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, durante la solenne cerimonia, avvenuta nella mattinata di ieri, della storica consegna temporanea delle reliquie di San Nicola al patriarcato moscovita in occasione dei festeggiamenti del santo di Myra in Russia. “Possiamo dire che oggi il nostro cuore – ha detto mons. Cacucci -, il cuore dei fratelli ortodossi russi e il cuore dei cattolici è più vicino. Nel nome di San Nicola camminiamo insieme verso l’unità”. Il frammento delle ossa di San Nicola, per la prima volta dopo 930 anni, resterà in Russia, a Mosca prima e a San Pietroburgo poi, fino al 28 luglio, data che segnerà il ritorno definitivo delle reliquie. “Il Santo Padre Francesco – ha concluso mons. Cacucci nel suo saluto a Hilarion – ha detto che l’unicità dell’incontro che ha avuto con Sua Santità Kirill aveva bisogno di un segno anch’esso unico. Ed è veramente unico questo segno perché per la prima volta una reliquia del Santo Padre Nicola lascia temporaneamente questa basilica nella quale, come dice un sermone russo e come abbiamo cantato, possiamo dire che tutta la città riceve una benedizione e una felicità”.

Reliquie San Nicola in Russia: Hilarion, “una speciale provvidenza divina”

Mon, 2017-05-22 09:37

(Bari) – “Nel maggio di ogni anno celebriamo la festa di San Nicola e ascoltiamo l’inno liturgico. Ecco è quella la giornata della chiara gioia. Gioisce così la gloriosa città di Bari. E insieme con la città di Bari gioisce tutto l’universo”. È quanto ha affermato il metropolita Hilarion Alfeev, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, al termine della divina liturgia celebrata ieri nella cripta della Basilica di San Nicola di Bari. Liturgia che ha preceduto la consegna della sacra reliquia di San Nicola, fino al 28 luglio, al Patriarcato di Mosca. “San Nicola il Taumaturgo – ha continuato – è il Santo più venerato in assoluto nella Chiesa ortodossa russa e oggi una parte delle sue sacre reliquie parte per Mosca, per rendere possibile il desiderio di moltissimi fedeli russi, ma anche ucraini, bielorussi e altri fedeli del territorio canonico della Chiesa russa, di venerarlo. La traslazione delle sacre reliquie di San Nicola da Myra a Bari è avvenuta 930 anni fa, e come allora, la Chiesa ortodossa russa ha riconosciuto oggi, in questo evento, una speciale provvidenza divina”. Un gesto voluto da papa Francesco su desiderio del patriarca Kirill: “Oggi tutto il popolo fedele russo si è fermato nell’attesa di questa reliquia. L’esperienza spirituale dei fedeli rende evidente il soccorso immediato che dà San Nicola. Proprio per questo nella santa Russia lui è così profondamente venerato. Auguro a tutti che la preghiera di San Nicola ci accompagni durante tutta la nostra vita”.

Svezia: vescovo di Stoccolma Arborelius sarà cardinale. “Riconosciuti nostri sforzi per unità dei cristiani”

Mon, 2017-05-22 09:25

“Naturalmente è una grande gioia per la nostra particolare parte del mondo avere ricevuto l’attenzione del Papa, ma io sento un certo affanno!”: sono le parole del vescovo di Stoccolma Anders Arborelius, secondo quanto riferisce il sito della diocesi svedese, dopo che Papa Francesco ne ha annunciato la nomina a cardinale. “Siamo lieti che la Svezia e la Scandinavia facciano sempre più parte della cartina cattolica del mondo, così come la Chiesa cattolica faccia sempre più parte della cartina qui”, ha aggiunto il neo-cardinale che ha ancora detto: “Siamo lieti che il Papa riconosca i nostri sforzi e il nostro lavoro per l’unità dei cristiani”. “Dio ti ricolmi di benedizione in questa missione che non capisco di preciso che cosa implichi, ma capisco che si tratta di un riconoscimento ma anche di una responsabilità per la Chiesa più ampia”. Sono parole di Karin Wiborn, segretaria del Consiglio delle Chiese cristiane di Svezia, di cui il card. Arborelius è vice-presidente. In quest’anno “la diocesi cattolica di Stoccolma è uscita dalla periferia”, scrive ancora Wiborn, citando la canonizzazione di Maria Elisabeth Hesselblad nel giugno 2016 e la cerimonia per l’apertura del 500° della Riforma a Lund. “Oso sperare che il lavoro per l’unità dei cristiani e l’ecumenismo sia stato un fattore decisivo per il riconoscimento al vescovo Anders” scrive Wiborn che invita a vivere “questa festa con la consapevolezza che è anche una festa della cristianità svedese”.

Papa Francesco: alla parrocchia di Casal Bernocchi, “non scivolare nella tentazione” delle chiacchiere

Mon, 2017-05-22 09:03

Nel pomeriggio di ieri, il Papa si è recato in visita pastorale alla parrocchia di San Pier Damiani ai Monti di San Paolo, a Casal Bernocchi (Acilia) nella periferia sud di Roma. Al suo arrivo, alle ore 15.40, il Papa ha incontrato, nel Centro sportivo di Casal Bernocchi, i bambini e i ragazzi del catechismo, con i giovani e quanti frequentano il Centro. Durante l’incontro il Santo Padre ha risposto ad alcune domande dei bambini. Poi, dopo essersi trasferito in auto nei locali della parrocchia, alle ore 16.15, il Papa ha salutato i malati, la Comunità neocatecumenale e i poveri assistiti dalla Caritas. Infine, ha confessato 4 penitenti. Alle ore 17.55 il Papa ha presieduto, nella chiesa parrocchiale, la Celebrazione della Santa Messa. “Non rattristate lo Spirito Santo”, l’invito del Papa nell’omelia, pronunciata a braccio. “Siate consci – l’invito – che voi avete dentro Dio stesso, il Dio che ti accompagna, che ti dice quello che devi fare e come lo devi fare; quello che ti aiuta a non sbagliare, che ti aiuta a non scivolare nella tentazione. L’avvocato: quello che ti difende dal maligno”, dal diavolo che cerca di indebolirci, instillando in noi le chiacchiere, le maldicenze, la competizione, la concorrenza, l’essere l’uno contro l’altro. “Chiediamo questa grazia: custodire lo Spirito Santo che è in noi”, ha concluso Francesco: “Non rattristarlo e che il nostro atteggiamento davanti a tutti – ai cristiani e ai non cristiani – sia un atteggiamento di dolcezza e di rispetto, perché lo Spirito Santo agisce così con noi: con dolcezza e rispetto”.

Papa Francesco: Regina Coeli, appello per la Repubblica Centrafricana e vicinanza ai cattolici cinesi. Saluta i fedeli di Genova

Mon, 2017-05-22 09:02

“Tacciano le armi e prevalga la buona volontà di dialogare per dare al Paese pace e sviluppo”. È l’appello del Papa per la Repubblica Centrafricana, da cui “giungono purtroppo notizie dolorose”, ha detto Francesco dopo la recita del Regina Coeli di ieri, a proposito del Paese che porta “nel cuore, specialmente dopo la mia visita del novembre 2015”. “Scontri armati hanno provocato numerose vittime e sfollati, e minacciano il processo di pace”, il grido d’allarme di Francesco: “Sono vicino alla popolazione e ai vescovi e tutti coloro che si prodigano per il bene della gente e per la pacifica convivenza. Prego per i defunti e i feriti e rinnovo il mio appello: tacciano le armi e prevalga la buona volontà di dialogare per dare al Paese pace e sviluppo”. “Il prossimo 24 maggio ci uniremo tutti spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, nella ricorrenza della Beata Vergine Maria ‘Aiuto dei Cristiani’, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai”, ha proseguito il Papa: “Ai cattolici cinesi dico: alziamo lo sguardo a Maria nostra Madre, perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio circa il cammino concreto della Chiesa in Cina e ci sostenga nell’accogliere con generosità il suo progetto d’amore. Maria ci incoraggia ad offrire il nostro personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società. Non dimentichiamo di testimoniare la fede con la preghiera e con l’amore, mantenendoci aperti all’incontro e al dialogo, sempre”. Tra i pellegrini, inoltre, Francesco ha salutato in particolare, i ragazzi cresimati e cresimandi della diocesi di Genova: “con l’aiuto di Dio verrò a visitare la vostra città sabato prossimo”, ha aggiunto.

Papa Francesco: Regina Coeli, “quante persone si sono allontanate dalla Chiesa” perché “non si sono sentite accolte”

Mon, 2017-05-22 09:01

“L’amore a Dio e al prossimo è il più grande comandamento del Vangelo”. A ricordarlo è stato il Papa, durante il Regina Coeli di ieri, in cui ha esortato a mettere “Dio al centro della nostra vita” e dedicarsi “al servizio dei fratelli, specialmente i più bisognosi di sostegno e di consolazione”. “Se c’è un atteggiamento che non è mai facile, non è mai scontato anche per una comunità cristiana, è proprio quello di sapersi amare, di volersi bene sull’esempio del Signore e con la sua grazia”, ha detto Francesco: “A volte i contrasti, l’orgoglio, le invidie, le divisioni lasciano il segno anche sul volto bello della Chiesa”. “Una comunità di cristiani dovrebbe vivere nella carità di Cristo, e invece è proprio lì che il maligno ci mette lo zampino e noi a volte ci lasciamo ingannare”, ha ammonito il Papa: “E chi ne fa le spese sono le persone spiritualmente più deboli”. “Quante di loro si sono allontanate perché non si sono sentite accolte, non si sono sentite capite, non si sono sentite amate”, ha esclamato Francesco: “Quante persone si sono allontanate, per esempio da qualche parrocchia o comunità per l’ambiente di chiacchiericcio, di gelosie, di invidie che hanno trovato lì”. “Anche per un cristiano saper amare non è mai un dato acquisito una volta per tutte”, la tesi del Papa: “ogni giorno si deve ricominciare, ci si deve esercitare perché il nostro amore verso i fratelli e le sorelle che incontriamo diventi maturo e purificato da quei limiti o peccati che lo rendono parziale, egoistico, sterile e infedele. Ogni giorno si deve imparare l’arte di amare. Sentite questo: ogni giorno si deve imparare l’arte di amare, ogni giorno si deve seguire con pazienza la scuola di Cristo, ogni giorno si deve perdonare e guardare Gesù, e questo, con l’aiuto di questo avvocato, di questo Consolatore che Gesù ci ha inviato che è  lo Spirito Santo”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Fra Macron e Gentiloni intesa su Europa e G7. Svizzera, elettori dicono stop al nucleare

Mon, 2017-05-22 09:00

Italia-Francia: incontro all’Eliseo tra Macron e Gentiloni. Intesa su Europa, difesa e prossimo G7

Intesa ad ampio raggio, ieri a Parigi, tra il neo presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Paolo Gentiloni. Si trattava, per Macron, del secondo incontro dall’insediamento all’Eliseo, dopo quello con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Al centro dei colloqui Europa, sicurezza, economia, politica estera e il prossimo G7 che si svolgerà in Italia. Gentiloni ha osservato al termine dell’incontro che l’elezione di Macron rappresenta “una iniezione di fiducia e speranza per l’Europa”. Un’Europa che potrebbe segnare una intesa sul fronte delle migrazioni, per la difesa e la lotta al terrorismo, e marcare nuove tappe “verso l’Unione bancaria e fiscale”. “Sono certo che Italia e Francia lavoreranno insieme per una Unione europea più forte e più vicina ai cittadini”. Parole cordiali e di intesa sono quindi state rivolte da Macron, che si è concentrato sul G7, sui temi dell’ambiente e sui rapporti con gli Stati Uniti e all’interno dell’Ue con gli altri Paesi aderenti.

Migrazioni: vertice a Roma tra i ministri di Italia, Libia, Niger e Ciad. Centri di accoglienza in Africa

Si è svolto ieri a Roma un incontro tra il ministro dell’Interno italiano Marco Minniti con gli omologhi di Libia, Niger e Ciad. I quattro ministri hanno dunque siglato una dichiarazione congiunta che prevede l’istituzione di centri di accoglienza per migranti, “rispondenti agli standard umanitari internazionali”. Tali centri dovrebbero essere realizzati in Ciad e Niger, Paesi di transito dei migranti che arrivano in Libia dall’Africa sub-sahariana per poi imbarcarsi verso l’Italia.

Trump in Arabia Saudita: “combattere insieme il terrorismo. Una lotta contro la barbarie”

“La guerra al terrorismo non è guerra di religione”: è uno dei concetti espressi ieri dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel suo primo discorso pronunciato a Riad (Arabia Saudita) davanti ai leader del Gulf Cooperation Council che riunisce gli Stati del Golfo Persico. Trump ha invocato una unità per contrastare l’estremismo. “Saremo diversi in presenza del male? Proteggeremo i nostri cittadini dalla sua ideologia violenta? Lasceremo che il suo veleno si sparga nelle nostre società? Lasceremo che distrugga i luoghi più sacri del pianeta?”. Trump ha chiesto il sostegno dei Paesi della regione, promettendo uguale appoggio dagli Usa. La lotta al terrorismo islamista va compiuta, per Trump, per “dare ai nostri figli un futuro di speranza che onori Dio”. “Questa non è una battaglia tra fedi o civiltà”, bensì una lotta “contro barbari criminali che cercano di distruggere la vita umana”.

Svizzera: gli elettori scelgono le energie pulite. Passa il referendum che rivede la strategia energetica nazionale

In una nuova domenica di referendum popolari, la Svizzera ha detto sì al graduale abbandono del nucleare, per imboccare la strada delle energie rinnovabili a scapito di quelle fossili. Gli elettori hanno infatti approvato col 58,2% la prima fase di attuazione della Strategia energetica 2050, che prevede la revisione della legge sull’energia. Si tratterà di un abbandono progressivo dell’energia nucleare, considerando che la Confederazione elvetica possiede 5 reattori che producono un terzo dell’elettricità del Paese. L’abbandono del nucleare dovrebbe avvenire entro il 2050.

Sport: la Juventus dei record vince anche lo scudetto. Ora sguardo rivolto alla finale di Champions

Juventus da record. Battendo in casa il Crotone per tre reti a zero, la squadra di Torino vince matematicamente (a una giornata dal termine del campionato) il suo 33° scudetto, il sesto di fila. Dopo la conquista della Coppa Italia si tratta del secondo successo dell’anno e già si profila all’orizzonte la finale di Champions League contro il Real Madrid, che a sua volta ha agguantato la vittoria della Liga spagnola. L’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, ha dichiarato a caldo: “Bisogna fare i complimenti a quei giocatori che hanno vinto i sei scudetti di fila; sono loro che entrano nella storia. E alla società, che assieme alla squadra ha fatto cose straordinarie. Ora dobbiamo focalizzarci sul giocare, e possibilmente vincere, la finale di Cardiff”. Gigi Buffon, portiere e alfiere della squadra, ha dichiarato: “Abbiamo scritto delle belle pagine che entrano nel libro della storia del calcio”.

+++ Concistoro: le biografie dei 5 nuovi cardinali annunciati oggi da Papa Francesco +++

Sun, 2017-05-21 12:26

Pubblichiamo di seguito alcune note biografiche dei cinque nuovi cardinali annunciati oggi da Papa Francesco dopo la preghiera del Regina Coeli (che – come ogni settimana – verrà rilanciata dal Sir il lunedì):

1. Mons. Jean Zerbo – arcivescovo di Bamako – Mali

Mons. Jean Zerbo, è nato a Segou il 27 dicembre 1943. La sua ordinazione sacerdotale ha avuto luogo il 10 luglio 1971, a Segou. Una parte della sua formazione superiore è avvenuta a Lione. Si è laureato presso l’Istituto Biblico a Roma, dove ha conseguito la Licenza in Sacra Scrittura (1977-1981). Dal 1982 e per alcuni anni ha lavorato in qualità di parroco a Markala e come docente presso il Seminario Maggiore di Bamako. È stato nominato vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Bamako il 21 giugno 1988. Il 19 dicembre 1994 è stato trasferito, come vescovo titolare, alla diocesi di Mopti. Il 27 giugno 1998 è stato nominato arcivescovo di Bamako. Ha avuto un ruolo attivo nei negoziati di pace in Mali. È stato coinvolto nella lotta contro l’esclusione e ha soprattutto promosso la riconciliazione e la solidarietà tra i maliani.

2. Mons. Juan Jos̩ Omella Рarcivescovo di Barcellona РSpagna

Mons. Juan José Omella, è nato a Cretas il 21 aprile 1946. Ha completato i suoi studi di filosofia e di teologia presso il Seminario di Saragozza e presso il Centro di formazione personale dei Padri Bianchi a Lovanio e a Gerusalemme. La sua ordinazione sacerdotale è avvenuta il 20 settembre 1970. Nel suo ministero sacerdotale, ha lavorato come coadiutore (vice parroco) e come parroco tra il 1990 e il 1996, e come vicario episcopale per la diocesi di Saragozza. Per un anno è stato missionario in Zaire.
Il 15 luglio 1996 è stato nominato vescovo ausiliare di Saragozza. Il 27 ottobre 1999 è stato nominato vescovo della diocesi di Barbastro-Monzón. Dal 24 agosto 2001 al 19 dicembre 2003 è stato amministratore apostolico di Huesca e Dal 19 ottobre 2001 dal 19 dicembre 2003, anche come amministratore apostolico di Jaca. Il 8 aprile 2004 è stato nominato vescovo della diocesi di Calahorra e La Calzada-Logrorio. Il 6 novembre 2014, la Santa Sede ha pubblicato la sua nomina come membro della Congregazione per i vescovi. Il 26 dicembre 2015 diventa arcivescovo dell’arcidiocesi di Barcellona. È stato membro della Commissione episcopale per la pastorale sociale fino al 1996 e come presidente dal 2002-2008 e di nuovo per un triennio dal 2014-2017. È stato anche membro delle Commissioni episcopale pastorale (1996-1999) e apostolato dei laici (1999-2002 / 2008-2011). Nella CEE è membro del Comitato esecutivo dal 14 marzo 2017.

3. Mons. Anders Arborelius, ocd, – vescovo di Stoccolma – Svezia

Mons. Anders Arborelius, ocd, è nato a Sorengo il 24 settembre 1949. Si è convertito al cattolicesimo all’età di 20 anni. Nel 1971 è entrato a far parte dell’Ordine dei padri carmelitani scalzi in Norraby e ha eseguito la sua professione perpetua a Bruges, in Belgio nel 1977. Ha compiuto i suoi studi di filosofia e di teologia in Belgio e il Teresianum a Roma. Allo stesso tempo, ha studiato le lingue moderne presso l’Università di Lund. Il 8 settembre 1979 è stato ordinato sacerdote a Malmö. Il 29 dicembre 1998 è stato consacrato vescovo presso la cattedrale cattolica di Stoccolma. Così è diventato il primo vescovo cattolico di Svezia, con origini svedesi, dal tempo Riforma luterana nel 1500. Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Conferenza episcopale della Scandinavia, mentre nel 2015 è stato eletto vicepresidente della stessa. È stato nominato membro della Commissione della presidenza del Pontificio Consiglio per la famiglia dal 2002 -2009. Il 21 gennaio 2014 è stato nominato consultore del Pontificio Consiglio per i laici.

4. Mons. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun Рvicario apostolico di Paks̩ РLaos

Mons. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, è nato l’8 aprile 1944 a Laos. Ha completato la sua formazione accademica in Laos e in Canada. È stato ordinato sacerdote il 5 novembre 1972 dal Vicariato Apostolico di Vientiane. Parla: Khmu, laotiano, francese e inglese. A lui si deve “la scuola di catechisti” e le visite ai villaggi delle montagne. Nel 1975 è stato nominato parroco e pro-vicario dell’Eccellenza vicario apostolico di Vientiane. Il 30 ottobre 2000 è stato nominato vicario apostolico di Pakse e consacrato vescovo il 22 aprile 2001. Il 2 febbraio 2017, è stato nominato amministratore apostolico “Sede Vacante et ad nutum Sanctae Sedis” di Vientiane.

5. Mons. Gregorio Rosa Chávez – vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di San Salvador – El Salvador

Mons. Gregorio Rosa Chávez, è nato a Sociedad il 3 settembre 1942. Ha fatto la sua preparazione filosofica e teologica presso il Seminario Central San José della Montaña, di San Salvador (1962-1964; 1966-1969). Ha studiato presso l’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio (1973-1976), dopo aver ottenuto la licenza in comunicazione sociale. Parla francese e ha una conoscenza generale di inglese, portoghese e italiano. Nel 1965 ha prestato servizio nel seminario minore della diocesi di San Miguel. È stato ordinato sacerdote il 24 gennaio 1970, presso la cattedrale di San Miguel, nel Salvador, con l’impostazione delle mani‎ di mons. José Eduardo Alvarez Ramírez, C.M., vescovo di San Miguel; segretario vescovile della diocesi di San Miguel (1970 – 1973); parroco della chiesa del Rosario, nella città di San Miguel, dal 1970-1973. È direttore dei social media nella diocesi di San Miguel: Radio Paz e Semanario Chaparrastique dal 1971-1973; assistente spirituale di diverse associazioni e movimenti dell’apostolato dei laici (1970-1973); rettore del Seminario centrale di Montaria di San Giuseppe, di San Salvador (1977-1982); professore di teologia presso il Seminario Centrale di San José Montafia, di San Salvador (1977-1982); membro del Consiglio dell’organizzazione dei seminari dell’America Latina (1979-1982). È stato nominato vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di San Salvador, il 3 luglio 1982. Attualmente è parroco della chiesa di San Francisco a San Salvador e presidente della Caritas per l’America Latina, per i Caraibi e della Caritas nazionale.

+++ Papa Francesco: il 28 giugno Concistoro per 5 nuovi cardinali +++

Sun, 2017-05-21 12:13

Un Concistoro per la nomina di cinque nuovi cardinali si terrà mercoledì 28 giugno. Lo ha annunciato oggi Papa Francesco dopo la preghiera del Regina Coeli (che – come ogni settimana – verrà rilanciata dal Sir il lunedì). La provenienza dei nuovi cardinali, ha spiegato il Papa, “da diverse parti del mondo manifesta la cattolicità della Chiesa diffusa su tutta la terra e l’assegnazione di un titolo o di una diaconia nell’Urbe esprime l’appartenenza dei cardinali alla diocesi di Roma che, secondo la nota espressione di S. Ignazio, ‘presiede alla carità’ di tutte le Chiese”. Giovedì 29 giugno, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, ha proseguito Francesco, “concelebrerò la Messa con i nuovi cardinali, con il collegio cardinalizio, con i nuovi arcivescovi metropoliti, i vescovi e alcuni presbiteri”.

Ecco i nomi dei nuovi cardinali, l’annuncio del Papa: “Mons. Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako (Malí). Mons. Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona (Spagna). Mons. Anders Arborelius, ocd, vescovo di Stoccolma (Svezia). Mons. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, vescovo titolare di Acque nuove di Proconsolare, vicario apostolico di Paksé (Laos). Mons. Gregorio Rosa Chávez, vescovo titolare di Mulli, ausiliare dell’Arcidiocesi di San Salvador (El Salvador)”.

Quindi la richiesta conclusiva: “Affidiamo i nuovi cardinali alla protezione dei Santi Pietro e Paolo, affinché con l’intercessione del Principe degli Apostoli, siano autentici servitori della comunione ecclesiale e con quella dell’Apostolo delle genti, siano annunciatori gioiosi del Vangelo nel mondo intero e, con la loro testimonianza ed il loro consiglio, mi sostengano più intensamente nel mio servizio di vescovo di Roma, pastore universale della Chiesa”.

Papa Francesco: Bosetti (Reset), “il suo atlante presenta un’apertura pluralista”

Sat, 2017-05-20 20:00

“Papa Francesco ha rotto con i vecchi schemi, il suo atlante è in movimento. Presenta un’apertura pluralista”. Lo ha detto Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, rivista di cultura politica, durante la tavola rotonda dal titolo “L’atlante di Papa Francesco”, che si è svolta questo pomeriggio nella sede de “La Civiltà Cattolica”, a Roma. “Non c’è un politico nel mondo che sappia incarnare così bene il pluralismo come Bergoglio – ha aggiunto -. La sua cultura aiuta a rivelare su tutti i teatri gli amici e i nemici del dialogo. La pratica del dialogo stana i fondamentalismi, che sono un nemico permanente dei discorsi e degli atti di Papa Francesco”. Bosetti ha approfondito anche la posizione di Bergoglio sul terreno della globalizzazione. “La sua agenda aperta non è contraria alla globalizzazione, il suo messaggio è a difesa degli esclusi e dei poveri ma non è mai contro la globalizzazione – ha spiegato -. Non si può, però, paragonare col populismo, che è centrato sugli interessi locali della propria identità. L’azione di questo pontefice è orientata in direzione opposta. La dimensione globale è la sua storia”.

Papa Francesco: Caracciolo (Limes), “ha aperto le porte in maniera significativa al dialogo con la Cina”

Sat, 2017-05-20 19:56

“Nell’atlante del Papa uno dei primi posti è attribuito alla Cina. Nessun altro dei suoi predecessori aveva aperto le porte in maniera così significativa al dialogo con la Cina”. Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica “Limes”, ha stilato un ordine degli interessi geopolitici di Francesco, durante la tavola rotonda dal titolo “L’atlante di Papa Francesco”, che si è svolta questo pomeriggio nella sede de “La Civiltà Cattolica”, a Roma. “In Cina negli ultimi 20 anni c’è una grande ricerca di spiritualità che si nota anche nel successo di alcune Chiese cristiane di radice evangelicale – ha aggiunto -. Per questo motivo il continente asiatico è una prateria dove portare il Vangelo”. Nelle priorità geopolitiche di Francesco, indicate da Caracciolo, al secondo posto c’è l’Europa. “Ne ha denunciato l’invecchiamento. Quest’Europa non piace a Francesco che ne vorrebbe fare un’Europa madre”. Nel delineare le caratteristiche del papato di Bergoglio, Caracciolo ha indicato la decostantinizzazione della Chiesa, cioè “la liquidazione della sua dimensione imperiale”. “È un’operazione di portata storica estremamente delicata per la quale non basta la dimensione simbolica – ha chiarito -. Il Papa resta comunque il rappresentante di un soggetto geopolitico che tratta con suoi omologhi temporali. La decostantinizzazione della Chiesa può provocare reazioni potenti all’interno del suo corpo e mette in luce la contraddizione tra l’essere la Chiesa dei poveri e l’avere una responsabilità e una dimensione geopolitica”.

Papa Francesco: Faggioli (storico), “il suo mondo è una città e non una frontiera da conquistare”

Sat, 2017-05-20 19:41

“Papa Francesco e Trump hanno una visione diversa del ruolo dell’Europa. Francesco è un europeista, Donald Trump un antieuropeista. La sua America first si ritrova nella retorica imperante presso il cattolicesimo americano conservatore, che vede l’Europa come l’antimodello dal punto di vista demografico, militare, morale e ambientale”. Lo ha affermato Massimo Faggioli, docente di storia del cristianesimo alla Villanova University (Philadelphia), durante la tavola rotonda dal titolo “L’atlante di Papa Francesco”, che si è svolta questo pomeriggio nella sede de “La Civiltà Cattolica”, a Roma, parlando dell’incontro tra il Papa e il presidente statunitense in programma mercoledì prossimo. Faggioli ha indicato gli attori che hanno un ruolo nell’atlante di Trump: i militari, gli amministratori delegati e l’evangelicalismo bianco americano: “Ci sono alcune azioni del pontificato di Francesco che hanno creato problemi al cattolicesimo americano – ha spiegato -. Anzitutto, questo pontificato non si può inquadrare in uno schema etnico o razziale chiaro. Per i cattolici o gli evangelici degli Stati Uniti, Papa Francesco non è un bianco né affronta la questione razziale in maniera identitaria, cosa che è parte di un codice culturale nel Nord America. Questo va al cuore del problema di una Chiesa americana polarizzata, non più soltanto per linee ideologiche ma per linee etniche, razziali e geografiche – ha aggiunto -. Il mondo di Francesco è una città e non una frontiera da conquistare e presidiare militarmente che è parte dell’immaginario americano. La sua non è la mentalità del colonizzatore che arriva per restare”.

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