Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 hours 40 min ago

Papa Francesco: persona è “relazione, non individualismo, inclusione e non esclusione”

Tue, 2017-04-04 12:05

È il concetto di persona, “nato e maturato nel cristianesimo”, che “aiuta a perseguire uno sviluppo pienamente umano”, perché “persona dice sempre relazione, non individualismo, afferma l’inclusione e non l’esclusione, la dignità unica e inviolabile e non lo sfruttamento, la libertà e non la costrizione”. Lo ha spiegato il Papa, ricevendo oggi in udienza i partecipanti al Convegno organizzato dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale nel 50° anniversario della Popolorum progressio. “Lo sviluppo non consiste nell’avere a disposizione sempre più beni, per un benessere soltanto materiale”, ha ribadito Francesco sulla scorta di quanto affermato già 50 anni fa da Paolo VI a proposito dell’equazione tra sviluppo e crescita economica. “Integrare corpo e anima”, l’ultimo imperativo consegnato ai presenti dal Papa, a partire dalla consapevolezza che “nessuna opera di sviluppo potrà raggiungere veramente il suo scopo se non rispetta quel luogo in cui Dio è presente a noi e parla al nostro cuore”. “Dio si è fatto conoscere pienamente in Gesù Cristo: in Lui Dio e l’uomo non sono divisi e separati tra loro”, ha spiegato Francesco: “Dio si è fatto uomo per fare della vita umana, sia personale che sociale, una concreta via di salvezza. Così la manifestazione di Dio in Cristo – compresi i suoi gesti di guarigione, di liberazione, di riconciliazione che oggi siamo chiamati a riproporre ai tanti feriti sul ciglio della strada – indica la strada e la modalità del servizio che la Chiesa intende offrire al mondo: alla sua luce si può comprendere che cosa significhi uno sviluppo ‘integrale’, che non fa torto né a Dio né all’uomo, perché assume tutta la consistenza di entrambi”. “La Chiesa non si stanca di offrire questa sapienza e la sua opera al mondo, nella consapevolezza che lo sviluppo integrale è la strada del bene che la famiglia umana è chiamata a percorrere”, ha concluso.

Papa Francesco: “poteri politici hanno schiacciato la persona” per “imporre mercato globale”

Tue, 2017-04-04 11:59

“Siamo figli di una cultura, per lo meno nel mondo occidentale, che ha esaltato l’individuo fino a farne come un’isola, quasi che si possa essere felici da soli”. A denunciarlo è stato il Papa, che ha ricevuto in udienza i partecipanti al Convegno organizzato dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla Populorum progressio. “Non mancano visioni ideologiche e poteri politici che hanno schiacciato la persona, l’hanno massificata e privata di quella libertà senza la quale l’uomo non si sente più uomo”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “a tale massificazione sono interessati anche poteri economici che vogliono sfruttare la globalizzazione, invece che favorire una maggiore condivisione tra gli uomini, semplicemente per imporre un mercato globale di cui sono essi stessi a dettare le regole e a trarre i  profitti”. “L’io e la comunità non sono concorrenti tra loro, ma l’io può maturare solo in presenza di rapporti interpersonali autentici e la comunità è generatrice quando lo sono tutti e singolarmente i suoi componenti”, l’analisi di Francesco, che ha esortato ad “integrare la dimensione individuale e quella comunitaria”. “Questo vale ancor più per la famiglia, che è la prima cellula della società e in cui si apprende il vivere insieme”, ha fatto notare il Papa.

Papa Francesco: “vita umana è come un’orchestra”. Vero sviluppo comprende “economia, finanza, lavoro, cultura, vita familiare, religione”

Tue, 2017-04-04 11:58

“Integrare nello sviluppo tutti quegli elementi che lo rendono veramente tale”. È il secondo imperativo affidato dal Papa ai partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla Populorum progressio. “I diversi sistemi: l’economia, la finanza, il lavoro, la cultura, la vita familiare, la religione – ha spiegato Francesco – sono, ciascuno nel suo specifico, un momento irrinunciabile di questa crescita”. “Nessuno di essi si può assolutizzare e nessuno di essi può essere escluso da una concezione di sviluppo umano integrale – ha ammonito il Papa – che tenga cioè conto che la vita umana è come un’orchestra che suona bene se i diversi strumenti si accordano e seguono uno spartito condiviso da tutti”.

Papa Francesco: “integrare i diversi popoli della terra”

Tue, 2017-04-04 11:44

“Integrare i diversi popoli della terra”. E’ questo, per il Papa, il primo imperativo da raccogliere, a 50 anni dalla Populorum progressio. Ricevendo oggi in udienza i partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale nel 50° anniversario dell’enciclica di Paolo VI, Francesco ha ricordato che “il dovere di solidarietà ci obbliga a cercare giuste modalità di condivisione, perché non vi sia quella drammatica sperequazione tra chi ha troppo e chi non ha niente, tra chi scarta e chi è scartato”. “Solo la strada dell’integrazione tra i popoli consente all’umanità un futuro di pace e di speranza”, ha ammonito Francesco. Di qui la necessità di “offrire modelli praticabili di integrazione sociale”, a partire dalla consapevolezza che “tutti hanno un contributo da dare all’insieme della società, tutti hanno una peculiarità che può servire per il vivere insieme, nessuno è escluso dall’apportare qualcosa per il bene di tutti”. “Questo è al contempo un diritto e un dovere”, ha affermato il Papa: “E’ il principio della sussidiarietà a garantire la necessità dell’apporto di tutti, sia come singoli che come gruppi, se vogliamo creare una convivenza umana aperta a tutti”.

Anziani: Auser, dal 5 al 7 aprile a Salerno il IX congresso nazionale “Insieme, ancora più forti – La cittadinanza non ha età”

Tue, 2017-04-04 11:40

“Insieme, ancora più forti – La cittadinanza non ha età”. È il titolo del IX cCongresso nazionale dell’Auser che si aprirà il 5 aprile a Salerno (Grand Hotel Salerno – via Lungomare Clemente Tafuri 1, fono al 7) e vedrà la partecipapazione di oltre 400 delegati provenienti da tutta Italia. Durante i lavori l’associazione definirà linee e strategie politiche e organizzative per i prossimi quattro anni. L’Auser, 28 anni di attività, è presente oggi in tutta Italia con 1543 sedi: gli iscritti superano i 300mila, i volontari sono 44.753. I dati del Bilancio sociale che verrà presentato al Congresso, parlano di 7.411.597 ore di volontariato e di quasi 625mila persone che partecipano alle attività associative. Da Salerno l’associazione lancerà le sue sfide “per un nuovo Patto sociale e nuove politiche di welfare che diano risposte ai bisogni dei cittadini, a chi è rimasto indietro, che promuova l’uguaglianza e i diritti di cittadinanza”, sottolinea il presidente nazionale, Enzo Costa. Un Patto sociale fondato su solidarietà, partecipazione, etica, inclusione sociale per “valutare quale cambiamento abbiamo prodotto nella vita concreta delle persone e della comunità”. Per Costa, “oltre al fare dobbiamo imparare a misurare, e creare sempre più valore sociale perché la comunità dove si svolge la nostra attività ci percepisca come un punto di riferimento”. Nodo centrale, l’invecchiamento attivo come grande opportunità per la società. Previsti, fra gli altri, interventi di Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil (5 aprile), e Susanna Camusso segretario generale Cgil (7 aprile).

Diocesi: Grosseto, domenica prossima a Roselle Via Crucis drammatizzata

Tue, 2017-04-04 11:22

Oltre cento persone coinvolte tra attori, comparse, tecnici e collaboratori. Domenica 9 aprile (domenica delle Palme) torna a Roselle (diocesi di Grosseto)  la Via Crucis drammatizzata “Con la stessa passione di Cristo”. Appuntamento alle 17.30 alla chiesa parrocchiale  da dove partirà il cammino processionale verso la cava; qui, alle 18, avrà inizio la Via Crucis che rivivrà le tappe salienti delle ultime ore di Gesù: dall’ultima cena alla resurrezione. “Ringrazio la parrocchia di Roselle – commenta il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni – perché ormai da anni ci offre l’opportunità di meditare sulla passione e morte del Signore utilizzando il linguaggio sempre efficace della drammatizzazione. Attraverso la Via Crucis ci ricorda, però, che non si sta mettendo in scena una storia bella e commovente, ma il fatto più grande mai accaduto nella storia: Dio che per amore nostro si umilia, dona la sua vita e la dona fino a morirne. La croce è l’ultima parola dell’amore”. “Ripartire con questo progetto – dice il parroco, don Pier Mosetti – significa motivarsi non solo a fare tecnicamente bene, ma a fare soprattutto con il cuore, mettersi dinanzi al mistero di Cristo”. L’iniziativa, avviata dal 2003, ha il patrocinio e il contributo del Comune di Grosseto. Per gli anziani e per coloro che hanno difficoltà di deambulazione la parrocchia mette a disposizione un servizio di bus navetta, grazie alla collaborazione dell’Unitalsi-sottosezione di Grosseto e dell’Humanitas di Roselle.

Giornata comunicazioni sociali: Padula (Aiart) a Copercom, “Messaggio Papa bussola per la buona notizia”

Tue, 2017-04-04 10:57

Cresce l’interesse per la riflessione a più voci avviata dal Copercom sul Messaggio di Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione pubblica l’intervento di Massimiliano Padula, presidente dell’associazione spettatori e cittadini mediali Aiart. “Esplorare il nostro tempo, coglierne la complessità, leggerlo pastoralmente, tracciare vie di azione e proporre soluzioni. Papa Francesco fa tutto questo nel Messaggio”, scrive Padula, “offrendoci un piccolo grande ‘pezzo’ di Magistero da custodire nel cuore e condividere con chi ci è prossimo”. Comunicare, prosegue Padula, “significa impegnarsi e assumersi delle responsabilità”. Francesco “ci chiede a gran voce di diventare protagonisti di una comunicazione – nostro malgrado – sempre più appiattita sul male”. Di lavorare per “una vera e propria ‘cultura della Buona notizia’”. I “media siamo noi. Lo è Francesco che, con la sua testimonianza quotidiana, si fa ‘medium’ della Buona Notizia che è ‘Gesù stesso’, perfetto comunicatore e testimone ‘di un’umanità nuova, redenta, fino ai confini della terra’”. Si tratta, spiega Padula, di “un riposizionamento di senso che anche l’Aiart prova a concretizzare”. In primo luogo attraverso “una presa di coscienza e una rimodulazione del proprio agire che trascende categorie divisive come la denuncia urlata, la censura, la critica fine a se stessa per scegliere stili e linguaggi che mettano al primo posto il dialogo, il confronto, l’approfondimento e la proposta”. Questo Messaggio, conclude Padula, “diventa una bussola e un esercizio continuo alla ricerca del Bene che possiamo intercettare anche nelle prove più dure, nei giorni più cupi che mettono a repentaglio il nostro equilibrio. È come se Francesco ci offrisse un’opportunità: rinchiuderci nei labirinti del nostro egoismo anestetizzando le nostre coscienze oppure affidarci a Lui che ‘illumina la nostra rotta e apre sentieri nuovi di fiducia e di speranza’”.

Sport: Roma, 6 aprile la Giornata internazionale delle Nazioni Unite dello sport per lo sviluppo e per la pace

Tue, 2017-04-04 10:33

Giovedì 6 aprile alle 10.30 si svolgerà a Roma, nella sede della Sioi (Palazzetto Venezia), la celebrazione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite dello sport per lo sviluppo e per la pace. Scopo della celebrazione è contribuire ad accrescere la consapevolezza del ruolo svolto dallo sport nel perseguimento di trasformazioni sociali positive come la promozione di istruzione, salute, sviluppo e pace. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Unicri, l’Istituto interregionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia, con la partecipazione del Csit World Sports Games, del Comitato italiano paralimpico e del Comitato italiano sport contro la droga e le dipendenze, ha ricevuto il patrocinio del Dipartimento per le pari opportunità, del ministro per lo Sport, Luca Lotti, e del Coni e vedrà la presenza di rappresentanti istituzionali e del mondo dello Sport, tra cui Luca Pancalli, presidente Comitato italiano paralimpico, Giovanni Malagò, presidente del Coni, Daniele Masala, presidente del omitato italiano sport contro la droga e le dipendenze. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito, con risoluzione 67/296, la Giornata internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace che viene celebrata ogni anno e in tutto il mondo il 6 aprile, in memoria della data di inizio dei primi Giochi Olimpici del 1896, svoltesi ad Atene.

Siria: conferenza di Bruxelles sul futuro della regione mediorientale. Partecipano Onu e varie Ong

Tue, 2017-04-04 10:13

(Bruxelles) “Sostenere il futuro della Siria e della regione”: si tiene a Bruxelles una due-giorni dedicata alla situazione mediorientale, tra conflitti, interessi politici ed economici, aiuti umanitari, possibile ricostruzione democratica. Nella giornata di oggi l’Ue organizza sessioni tematiche insieme ad agenzie delle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali, alle Ong e alla società civile, “incentrate – spiega una nota Ue – su vari aspetti del sostegno internazionale fornito in risposta alla crisi in Siria e nella regione”. Il 5 aprile l’Unione europea, la Germania, il Kuwait, la Norvegia, il Qatar, il Regno Unito e le Nazioni Unite presiederanno congiuntamente la conferenza specificamente dedicata al futuro dell’area mediorientale.

8xmille: don di Mauro (Cei), “alla fiducia degli italiani rispondiamo con il massimo rigore”

Tue, 2017-04-04 10:04

“Dietro i progetti ci sono tanti volti. Quelli delle organizzazioni proponenti, missionari e missionarie, uomini e donne, e tanti giovani che si spendono per gli ultimi, per i poveri, per le periferie. E poi ci sono i volti dei beneficiari: è sempre una grande gioia poter constatare sul posto l’impatto che questi progetti hanno sulla vita delle persone, della comunità, delle famiglie”. A parlare è don Leonardo di Mauro, responsabile del Servizio degli interventi caritativi a favore dei Paesi del terzo mondo della Conferenza episcopale italiana, che in una intervista pubblicata oggi sul Sir fa il “punto” sui progetti realizzati grazie ai fondi 8xmille che la Chiesa italiana decide di destinare ai Paesi in via di sviluppo e sull’iter che un progetto deve seguire per ottenere il finanziamento, dalla presentazione alla sua realizzazione in loco. Dal 1990 ad oggi sono stati avviati 14.529 progetti e solo nell’ultimo quadriennio (2013/2016) ne sono stati approvati 2.727 per un importo complessivo di euro 370.432.687,49. Su una mappa è possibile vedere la diffusione dei progetti nel mondo nei Paesi di Africa, America Latina, Asia, Europa dell’Est, Medio Oriente, Oceania. Sono progetti di vario tipo, formazione e sviluppo sociale a favore della scolarizzazione dei bambini, alfabetizzazione degli adulti, prevenzione e cura delle malattie, sviluppo agricolo, promozione della donna, a fianco dei rifugiati di guerra. Don Di Mauro spiega “i criteri” con i quali viene scelto un progetto, chi decide, chi fa parte del “comitato”, chi presenta i progetti e come viene poi controllato. “Se la Chiesa lo fa per immagine?”, dice don Di Mauro: “In realtà non se ne parla molto. Anzi ci stiamo sforzando di far conoscere sempre di più questa realtà che, di anno in anno, è cresciuta diventando oggi una foresta di progetti realizzati e in atto”. E poi aggiunge: “Abbiamo coscienza che questi dell’8xmille sono soldi pubblici e, quindi, sono soldi che i cittadini italiani affidano ancora con fiducia alla Chiesa italiana. A questa fiducia, la Chiesa risponde garantendo il massimo rigore nell’utilizzo e nella gestione”. Dal 2016, i progetti appena approvati, sono automaticamente pubblicati sul sito www.chiesacattolica.it/sictm dove si possono visionare e conoscere cliccando su una carta geografica. “È stato un passo in più che abbiamo deciso di fare per garantire la massima trasparenza e rigore”.

Paesi Bassi: diocesi di Breda si prepara a festeggiare i 100 anni del vescovo emerito Hubertus Ernst

Tue, 2017-04-04 09:57

Compirà 100 anni il prossimo 8 aprile, mons. Hubertus Ernst, vescovo emerito di Breda, Paesi Bassi. Mons. Ernst è il più anziano tra i vescovi olandesi, il 5° vescovo più longevo al mondo. Ordinato sacerdote nel 1941, ha insegnato teologia morale al seminario diocesano. Consacrato vescovo quasi 50 anni fa, nel dicembre del 1967, ha sempre esercitato il suo ministero nella diocesi di Breda fino al momento del pensionamento, nel 1994. Tra i suoi incarichi, anche quello della presidenza di Pax Christi nei Paesi Bassi. Oggi mons. Ernst vive ancora a Breda, ospite presso la Congregazione delle suore francescane “Alles voor Allen”. La celebrazione del compleanno avverrà in privato, si legge sul sito della diocesi, ma è possibile inviargli gli auguri attraverso il sito, così come è possibile in occasione di questa ricorrenza, offrire un contributo per sostenere un progetto Caritas per gli anziani della diocesi di Oradea in Romania, progetto che le suore francescane sostengono già da tempo.

Colombia: frana su Mocoa. Mons. Henao Gaviria (Caritas), “ancora tanti dispersi, 300 famiglie sono senza casa”

Tue, 2017-04-04 09:41

“È la più grande calamità naturale dei tempi recenti accaduta in Colombia”. Lo dice al Sir il direttore del Segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, mons. Héctor Fabio Henao Gaviria, a proposito di quanto accaduto a Mocoa, nel dipartimento meridionale del Putumayo, dove la città è stata sepolta da una valanga di fango e detriti, provocata dallo straripamento dei tre fiumi che passano vicino alla zona. “La situazione è drammatica, il numero delle vittime aumenta, ci sono ancora tanti dispersi, 300 famiglie sono senza casa, molte persone hanno perso tutto quello che avevano. Inoltre i cadaveri sono a cielo aperto, in attesa di identificazione. Si sta procedendo ora a stilare un registro delle vittime, va data loro cristiana sepoltura”. Prosegue mons. Henao: “La diocesi di Mocoa ha allestito un’équipe centrale, presieduta dal vicario generale della diocesi, il nostro Segretariato ha inviato due specialisti per la gestione di situazioni di emergenza. Bisogna allestire dei centri di accoglienza per la popolazione colpita, servono alimenti, carburante, coperte, vestiti. C’è poi da fare uno sforzo per sostenere la popolazione dal punto di vista psicologico, soprattutto le persone più colpite e i bambini. Il tutto mentre mancano acqua ed elettricità ed è difficile raggiungere la zona della tragedia, che si trova in mezzo alla foresta amazzonica. Il maltempo di questi giorni ha danneggiato alcune delle poche vie di comunicazione”.

Nonostante ciò, la macchina degli aiuti si è avviata senza indugi: “Caritas Colombia ha avviato una campagna per la raccolta di fondi, acqua e alimenti. La gente sta rispondendo con generosità”. “La zona di Mocoa già prima della tragedia era particolarmente povera e isolata. Gli abitanti – conclude mons. Henao – vivevano coltivando caucciù. Quando le coltivazioni sono venute meno, ha iniziato a scarseggiare il lavoro, è una zona di povertà estrema. Servono piani municipali di gestione del rischio e delle situazioni di emergenza. Serve un’opera di miglioramento dei piani di prevenzione, con il coinvolgimento della cittadinanza, perché non si ripetano tragedie come questa”.

Fine vita: Mirabelli (costituzionalista), “evitare varchi verso patti di morte o l’abbandono terapeutico”

Tue, 2017-04-04 09:36

“Se si ritiene opportuno o auspicabile intervenire con una legge in questa materia, che non è priva di regole attuali, è da auspicare un riflessione che porti a superare ogni equivoco e, comunque, conduca a una buona qualità normativa, avendo cura di evitare varchi, sia pure aperti inconsapevolmente, verso patti di morte o verso l’abbandono terapeutico”. È quanto afferma oggi Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, in un intervento pubblicato dal quotidiano cattolico “Avvenire” sul disegno di legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat). Mirabelli rileva come quello del fine vita sia “un ambito nel quale ogni vicenda concreta è ricca di inattese sfumature, che difficilmente si fanno incasellare in rigidi schemi normativi”. E “questo – aggiunge – dovrebbe fare avvertito il legislatore di quanto occorra cautela, sereno approfondimento, apertura al dialogo senza frettolose chiusure”. “Un buon punto di partenza – prosegue il costituzionalista – sarebbe ricordare alcuni elementi fondamentali e regole, giuridiche e deontologiche” contenute nella Costituzione italiana, nel Codice emanato dalla Federazione dell’ordine dei medici nel 2014 e nella Convenzione di Oviedo sui diritti dell’uomo e la biomedicina. Secondo Mirabelli, “il disegno di legge rinuncia, come forse sarebbe opportuno e più efficace, a un sistema di soft law, che enuncia principi e rinvia alla competente disciplina della deontologia medica”. Invece, “di questa tende a recuperare contenuti, che appesantisce con prescrizioni regolamentari di impronta burocratica” e ne approfitta, conclude, “per introdurre espressioni verbali che tendono a ridurre il margine di valutazione e autonomia del medico”.

Pasqua lavorativa: mons. Viola (Tortona), “molto addolorato ma non sorpreso. Il problema riguarda il tipo di società che vogliamo”

Tue, 2017-04-04 09:33

“Sono contrario a privare i cristiani – e non solo i cristiani – della Pasqua, ma non posso essere sorpreso se una società quasi completamente secolarizzata, dopo aver rinunciato al riposo domenicale, dimentica la Resurrezione di Nostro Signore”. Così il vescovo di Tortona, monsignor Vittorio Viola, commenta la decisione per la quale sul territorio della sua diocesi l’outlet di Serravalle Scrivia, il più grande d’Europa, cancella la Pasqua decidendo di rimanere aperto. In un’intervista pubblicata oggi da “Avvenire”, il vescovo si dice “addolorato, molto addolorato” e ribadisce che “noi non difendiamo il riposo domenicale, e a maggior ragione quello della domenica di Pasqua, per un motivo esclusivamente religioso”. “Togliere il giorno di festa – prosegue – non significa solo cancellare tradizioni, liturgie, una storia, ma modificare il senso del tempo: rendendo ogni giorno uguale all’altro, si cancellano valori e significati, la nostra vita perde una direzione, diventiamo una massa di individui che ripetono le stesse azioni ogni giorno, uguali a se stesse”. “La Chiesa di Tortona – assicura il vescovo – si schiera con l’uomo, è vicina ai lavoratori che difendono i loro diritti, ma non può fermarsi alla dimensione corporativa, pur legittima, della protesta sindacale, perché anche l’outlet di Serravalle Scrivia è parte di quel mondo amato da Dio fino a mandarvi suo Figlio”. Per Viola, la McArthurGlen, la società americana che amministra l’outlet, “non è il ‘nemico’ ma un interlocutore con cui vorrei confrontarmi”. Secondo il vescovo, comunque, “il problema riguarda il tipo di società che vogliamo” in un tempo in cui “la secolarizzazione ci ha svuotati dentro come un tarlo”. E “i cristiani, che spesso trascorrono la domenica al supermercato o all’outlet, si illudono che non li riguardi”.

Bullismo: Corradi (“Avvenire”), “una punizione non basta. Occorre ricominciare”

Tue, 2017-04-04 09:30

“Chi ha fatto del male va punito. Ma una punizione non basta. Occorre, a quindici anni, ricominciare”. È quanto afferma, rispetto al bullismo, Marina Corradi sul numero odierno di “Avvenire”, aprendo la rubrica “Le nostre voci” con la quale dialogherà con i lettori. Rispondendo ad una lettera nella quale viene commentata la proposta rivolta da Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival, d’invitare i responsabili dell’atto di bullismo avvenuto a Mugnano a seguire in veste di giurati, con colui che è stato loro vittima, la prossima edizione del Festival, Corradi si dice favorevole all’idea perché “si può ricominciare partendo da una bellezza. Guardando, attraverso il cinema per giovani, le facce degli altri, le loro sfumature, gli occhi: restando attenti, il cellulare spento, le chiacchiere da bar zittite”. “Nell’età in cui si smette di essere bambini – spiega – occorre trovare un senso forte alla vita. Ai tempi della mia adolescenza c’era la politica, a cogliere buona parte di questa domanda, e molti ne furono presi, e alcuni finirono male”. “A quindici anni veramente il cuore degli uomini domanda qualcosa di grande, magari senza consapevolezza”, prosegue Corradi, rilevando che “è successo spesso che ragazzi tolti alla strada trovassero, dietro a un volto buono, una fede profonda”. “Un volto che li sfidi a capire di cosa hanno bisogno”, osserva, aggiungendo che “può essere un professore, un prete, un compagno. Qualcuno che abbia il loro destino a cuore, davvero”. Tornando alla proposta di Gubitosi, per Corradi si tratta di “un gesto eclatante ma paterno, il gesto di uno che pensa ai figli”. “E quanto abbiamo bisogno, in questo tempo, di padri e maestri”, conclude.

Famiglia: Pont. Istituto Giovanni Paolo II, dal 9 al 12 luglio a La Thuile corso di diploma in pastorale familiare

Tue, 2017-04-04 09:29

“Preparare coppie di sposi, sacerdoti, religiosi e religiose che, attenti alle periferie esistenziali dell’uomo, sappiano adeguatamente cogliere le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione in un intreccio virtuoso fra luce teologica, passione pastorale, condivisione fraterna, e animazione dei figli”. Questo l’obiettivo del corso estivo del Diploma in pastorale familiare, in programma dal 9 al 12 luglio a La Thuile (Valle d’Aosta), per iniziativa del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, in collaborazione con l’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia. “Usufruendo della competente equipe di ‘Animatema di famiglia’ – si legge nella presentazione dell’iniziativa –  i figli delle coppie di sposi partecipanti, divisi per fasce di età, sono chiamati a vivere un percorso di animazione specifico sulle stesse tematiche affrontate dai docenti per i loro genitori. Con i momenti di convivialità e animazione, entrano poi in uno stretto e familiare rapporto con i sacerdoti, i religiosi e le religiose iscritti al corso, sperimentando da vicino la vitalità delle varie vocazioni presenti nella Chiesa”.  Le lezioni si svolgono dal lunedì al sabato durante la mattina; il pomeriggio è libero per le attività ricreative della famiglia.

Russia: patriarca Kirill presiede in mattinata una preghiera per vittime attentato di San Pietroburgo

Tue, 2017-04-04 09:10

Alle 10 di stamane, il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill presiederà la celebrazione di una “litania”, un servizio commemorativo per le vittime dell’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo. La liturgia si svolgerà nella chiesa della cattedrale della Trasfigurazione di Cristo Salvatore, a Mosca, prima della riunione del Consiglio supremo della Chiesa ortodossa russa. Questo “audace crimine non può avere alcuna giustificazione”, ha scritto nella serata di ieri il patriarca Kirill in un messaggio di condoglianze al governatore di San Pietroburgo, Georgy Poltavchenko, e al metropolita Varsonofio. “La Chiesa ortodossa russa condanna fermamente l’azione aggressiva contro i civili e invita la società a opporsi a ogni manifestazione di violenza”, si legge ancora nel messaggio. Il Patriarca eleva “preghiere al Dio creatore per la guarigione rapida dei feriti e il riposo delle anime dei defunti”. La Chiesa ortodossa si unisce ai tre giorni di lutto proclamati dalle autorità cittadine.

Notizie Sir del giorno: attentato a San Pietroburgo, Papa in Egitto, appello Sandri per Terra Santa

Mon, 2017-04-03 19:30

Russia: esplosioni metro San Pietroburgo, una decina di morti e una cinquantina di feriti

Un’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo, tra le stazioni di Sennaja Ploščad’ e Tekhnologichesky Institut, ha causato oggi una decina di morti, mentre i feriti sono una cinquantina. A provocare la deflagrazione – secondo le prime informazioni – un ordigno di fattura artigianale. Il metropolita ortodosso di San Pietroburgo Varsonofij ha subito espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Accanto alla stazione della metropolitana Tekhnologichesky Institut, c’è il Seminario teologico cattolico superiore “Maria Regina degli Apostoli”. Contattati telefonicamente dal Sir, riferiscono che “nessuno studente è stato coinvolto”. Anche tra i francescani che vivono nel vicino convento di Sant’Antonio da Padova non ci sono feriti o vittime. Il sito d’informazione cattolica Gaudete.ru invita “tutti a pregare per le vittime e i loro familiari, ma anche per la pace e la serenità nella città sulla Neva e nel nostro Paese”. (clicca qui)

Papa Francesco in Egitto: reso noto oggi il programma del viaggio. Parteciperà alla Conferenza internazionale sulla pace organizzata da Al-Azhar

È stato reso noto oggi dalla Sala stampa vaticana il programma del viaggio che Papa Francesco farà in Egitto il 28 e il 29 aprile. Tra gli appuntamenti previsti il primo giorno, il Pontefice parteciperà alla Conferenza internazionale sulla pace dove terrà un discorso insieme al Grande Imam. Sempre nella stessa giornata Francesco renderà visita a Papa Tawadros II, patriarca dei copti ortodossi. Sabato 29 aprile sarà la giornata dedicata alla Chiesa cattolica. (clicca qui)

Colletta per la Terra Santa: appello del card. Sandri, “trasformare una realtà di guerra e divisione”

“Mi appello alla nostra comune umanità, alla fede cristiana che ci accomuna in Cristo, affinché tu sia veramente generoso e possa contribuire alla pace nella regione di Gesù, nella Terra Santa, divenendo protagonista e costruttore di questo mondo”. È l’invito che il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, rivolge ai fedeli in vista della prossima Colletta per la Terra Santa che, per tradizione, si tiene il giorno di Venerdì Santo. In un’intervista al Sir, di prossima uscita, il cardinale ricorda l’importanza della custodia e del mantenimento dei Luoghi santi. “Rendendoti partecipe della Colletta per la Terra Santa, stai contribuendo personalmente a trasformare questa realtà di guerra, di miseria, di terrorismo, di violenza, di divisione. Non lo fanno altri ma tu stesso”, aggiunge. (clicca qui)

Libia: Hehenkamp (Msf Olanda), nei centri “condizioni disumane, orribili”. Il 40% forzato a imbarcarsi

Nei centri di detenzione in Libia “sono recluse decine di migliaia di migranti in condizioni orribili, disumane, totalmente inaccettabili: sono sotto il controllo delle milizie che decidono delle loro vite a scopo di business, costretti a subire abusi, violenze, torture. Solo chi paga un riscatto può uscire. Il 40% è costretto a imbarcarsi con la forza, contro la propria volontà”. È una situazione disperata quella descritta oggi a Roma da Arjan Hehenkamp, direttore generale di Medici senza frontiere, appena atterrato da Tripoli dopo una visita ai progetti di Msf in Libia. (clicca qui)

Suicidio a Leini: Marino (Mlac), “drammi come questo nascono dalla deformazione del mercato del lavoro”

“Drammi come questo nascono dalla deformazione del mercato del lavoro: quando Papa Francesco dice che questa economia uccide si riferisce anche a queste sperequazioni: alcune persone hanno situazioni lavorative pesanti e stressanti e altre sono in cerca di lavoro”. Tommaso Marino, neo segretario del Mlac (Movimento lavoratori di Azione cattolica), commenta così al Sir il suicidio di un cinquantunenne, nell’azienda per cui lavorava, la Rosati di Leini, in provincia di Torino. Per Marino, “il suicidio a Leini potrebbe essere la punta di un iceberg: occorrerebbe sapere quante persone soffrono per motivi simili. Paradossalmente, ci si può uccidere perché il lavoro manca o perché è troppo: sono due rovesci della stessa medaglia che raffigura l’attuale modello economico”. (clicca qui)

Diocesi: Palermo, mons. Lorefice presiede preghiera per l’unità della Chiesa

Un’adorazione eucaristica per pregare per l’unità della Chiesa. A presiederla sarà domani, martedì 4 aprile, alle 21 nella cattedrale di Palermo l’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice. L’iniziativa è stata organizzata da sacerdoti e laici della diocesi dopo le dichiarazioni di don Alessandro Minutella, parroco nella chiesa di San Giovanni Bosco, che ha espresso posizioni di dissenso e contrasto nei confronti della gerarchia ecclesiastica. (clicca qui)

Diocesi: mons. Bodo (Saluzzo), “non manchi mai il pane, l’affetto vero, la pace e la fede in tutte le famiglie”

“Mi impegno fin d’ora, oltre alla preghiera, a benedire la città e la diocesi intera tutte le mattine quando mi leverò e tutte le sere prima di coricarmi perché siate custoditi e protetti, perché non manchi mai il pane, l’affetto vero, la pace e la fede in tutte le famiglie”. Così il neo vescovo di Saluzzo, mons. Cristiano Bodo, si è rivolto ieri pomeriggio alla comunità ecclesiale saluzzese in occasione dell’inizio del suo ministero episcopale. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 4 aprile. Guerra in Congo, attentato a San Pietroburgo, Pasqua lavorativa

Mon, 2017-04-03 19:29

“Avvenire” dedica la sua prima pagina a due tragiche situazioni nel mondo. Grandi fotografie ritraggono la sofferenza del Congo e della Russia. In Congo è in corso una lunga guerra, spesso “rimossa” dall’attenzione occidentale.
In particolare, nella provincia del Kasai, gruppi di ribelli combattono contro le forze governative in un crescendo di atrocità commesse da entrambe le parti. Papa Francesco domenica ha alzato la sua voce per chiedere che le ostilità abbiano fine. A San Pietroburgo, invece, è tornato a colpire il terrorismo vigliacco che spara nel mucchio, tra la folla della metropolitana. Ancora buio sugli attentatori, ma la Russia sta vivendo un momento coincitato, tra manifestazioni anti-Putin all’interno e protagonismo anche bellico all’estero (in particolare, in Siria). L’editoriale, a firma di Giulio Albanse, spiega le ragioni del conflitto nella Repubblica democratica del Congo. Ampio titolo a centro pagina per la campagna “stop shopping”, volta a tutelare la Pasqua dal lavoro imposto, come è previsto accada all’outlet di Serravalle Scrivia il prossimo 16 aprile. Il vescovo di Tortona interviene sulla vicenda dalle colonne di “Avvenire”. Richiami anche alla vicenda del disegno di legge sulle Dat, con un intervento del giurista Mirabelli, il quale chiede che si superino gli equivoci contenuti nel testo; e alla visita del Papa a Carpi e Mirandola, con un commento di Massimo Calvi su “centro” e “periferia”. Infine, l’inserto per bambini “Popotus”, che dà spazio alla fiera dell’editoria per l’infanzia in corso di svolgimento a Bologna.

Papa in Egitto: mons. Bishay (comitato organizzatore), “l’accoglienza dell’Al-Azhar conferma che le religioni sono fatte per la pace”

Mon, 2017-04-03 19:07

“La visita del Santo Padre e l’accoglienza dell’Al-Azhar conferma che le religioni sono fatte per la pace. È un cammino continuo per vivere la pace”. Lo ha affermato mons. Emmanuel Ayad Bishay, vescovo di Luxor – città a sud de Il Cairo – e presidente del comitato organizzatore della visita di Papa Francesco in Egitto, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando la visita papale in Egitto, in programma per venerdì 28 e sabato 29 aprile. L’incontro tra il Papa e il grande imam di Al-Azhar, reso noto oggi dalla Santa Sede, secondo mons. Bishay “da una parte conferma che le religioni sono in cammino per la pace e per realizzare, creare ponti tra una religione e l’altra. Dall’altra parte condanna tutti quelli che cercano di far scivolare le religioni nel conflitto”. “Il significato della visita del Papa – ha aggiunto il vescovo di Luxor – è pienamente compreso nel logo che è stato presentato: il Papa che porta un messaggio di pace in una terra, storicamente già accogliente, che sta cercando sempre di vivere per la pace anche tra le diverse religioni”. “Tutto il popolo egiziano vive e attende con grande gioia la visita del Papa”, ha concluso Bishay.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie