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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 49 min ago

Diocesi: Caritas Roma, questa sera festa dei “Condomini solidali” nella parrocchia di Santa Bernadette Soubirous

Tue, 2017-07-11 16:04

Si terrà questa sera a Roma, presso la parrocchia di Santa Bernadette Soubirous (ore 20), la festa dell’estate promossa dai “Condomini solidali”, una delle proposte del progetto “Quartieri solidali” della Caritas capitolina a cui hanno aderito sette parrocchie . Sarà un’occasione di incontro tra la comunità e gli anziani che vivono nella zona, con musica dal vivo e con una grigliata a cui tutti sono chiamati a contribuire portando alimenti e bevande. L’iniziativa “Condomini solidali”, spiega un comunicato, “ha come obiettivo la promozione, a favore degli anziani fragili, di una rete di solidarietà e di prossimità con gli abitanti del quartiere; in modo particolare con quelli che vivono negli stessi palazzi degli anziani che sono coinvolti nel servizio di assistenza”. Operativamente questa iniziativa si concretizza con la figura del “custode solidale”: una presenza significativa, un punto di riferimento nel condominio “che permetterà di coordinare, con i volontari già impegnati nella sala di socializzazione e nell’assistenza domiciliare, quei piccoli interventi occasionali, per favorire un rafforzamento delle relazioni e sviluppare maggiore attenzione verso gli anziani, soprattutto quelli più soli”. Per facilitare questa attività è stata aperta una stanza condominiale, che ha visto un coinvolgimento attivo degli amministratori dei condomini, dei volontari della parrocchia di Santa Bernadette e della Caritas diocesana ed è stata ripristinata l’illuminazione del giardino di via Melandri allo scopo di renderlo fruibile da tutti e più sicuro.

Atti vandalici a busto Falcone: Notarstefano (diocesi Palermo), “la mafia non ce la farà a occupare gli spazi della nostra speranza. Non vincerà”

Tue, 2017-07-11 15:54

“Una profanazione della coscienza civile della nostra città e dei suoi testimoni più limpidi e autentici”. Così Giuseppe Notarstefano, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro dell’arcidiocesi di Palermo, commenta al Sir il danneggiamento, ieri, del monumento dedicato a Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola intitolata alla sua memoria, a Palermo. La testa è stata staccata e usata come ariete per sfondare una vetrata di ingresso della scuola. Se di certo si è trattato di “un atto vandalico esecrabile e ignobile”, ma anche “in ultima analisi, forse di un gesto di stupida vacuità e di tragica ignoranza”, per Notarstefano “ciò che, dopo un lungo periodo di quiete, è successo allo Zen non è certamente dovuto a ‘opera di ignoti vandali’, ma ha un volto: quello di tanti ragazzi e ragazze che si alimentano quotidianamente del brodo velenoso della cultura mafiosa – dice -, che disprezza la giustizia e il rispetto delle regole e diffonde comportamenti orientati alla sfida continua delle istituzioni, del bene comune e, infine, dei più deboli, ossia di se stessi”. “La forza della criminalità mafiosa – aggiunge Notarstefano – è anche corroborata dalla diffusa cultura del successo facile, dell’arricchimento a ogni costo e dello sfruttamento di rendite di posizione. In tale cultura non c’è spazio per la fatica quotidiana dello studio e del lavoro, per la cura della fragilità e delle relazioni interpersonali e per lo spirito comunitario del vivere insieme rispettando ciascuno”.
Non è la prima volta che la statua, che raffigura il magistrato ucciso nella strage di Capaci assieme alla moglie e agli agenti della scorta nel 1992, viene danneggiata. Inoltre, a Palermo è avvenuto anche un altro simile episodio di vandalismo: è stato dato fuoco a un cartellone con una immagine di Giovanni Falcone che era affisso davanti i cancelli della scuola Alcide De Gasperi. Era stato realizzato, insieme con altri cartelloni, nei giorni scorsi dagli studenti. Episodi che preoccupano, eppure non tolgono fiducia e speranza. “Vedo l’impegno vero e concreto di tanti insegnanti, educatori, assistenti sociali, religiose, sacerdoti, cooperatori e imprenditori sociali – dice il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e il lavoro -, che ogni giorno accolgono la sfida di una città migliore, diversa, per tutti”. “Costoro stanno avviando processi – evidenzia Notarstefano -, mentre la mafia occuperà spazi. Ma non ce la farà a occupare quelli della nostra speranza e del nostro amore verso tutti i palermitani, anche verso coloro che stanno dalla parte del violento, dello sfruttatore, del prevaricatore. Non vinceranno, non vinceranno mai”.

Venezuela: i vescovi al presidente Maduro, è urgente “ritirare la convocazione di una Assemblea nazionale costituente”

Tue, 2017-07-11 15:47

I vescovi venezuelani, riuniti nella loro CVIII Assemblea plenaria, hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica Nicolás Maduro, chiedendo in particolare il rispetto per l’autonomia dei poteri politici e la rinuncia al progetto di Assemblea nazionale costituente. Scrivono i presuli: “Nella nostra agenda di lavoro occupa un posto importante lo studio della grave situazione che scuote le fondamenta del Paese. Ci anima il proposito di portare luce e vie di soluzione, a partire dalla nostra condizione di pastori, in cammino con il nostro popolo”.
“Siamo convinti che se lei vuole risolvere la grave crisi dovuta alla scarsità di generi alimentari e di medicine e all’insicurezza, che sta creando innumerevoli vittime”, così come “restituire al Venezuela la sua piena democrazia a livello istituzionale” è urgente “riconoscere la autonomia di tutti i poteri pubblici e lavorare assieme ad essi”, in particolare con “l’Assemblea nazionale e i massimi organi giudiziari; ritirare la convocazione di una Assemblea nazionale costituente; assumere e rafforzare gli accordi che erano stati raggiunti nell’iniziale dialogo con l’opposizione”, sottolineano i vescvi.
La lettera prosegue ricordando al presidente Maduro che Papa Francesco “ha continuato a seguire con grande preoccupazione la situazione del nostro popolo venezuelano e ci ha rivolto in ripetute circostanze incoraggianti parole di solidarietà”. Parole che vengono ricordate nel seguito della missiva, in particolare i richiami al Governo e a tutte le componenti della società a rinunciare a qualsiasi forma di violenza. Concludono i vescovi: “Desideriamo, signor presidente, manifestare nuovamente la nostra volontà di porci al servizio dell’incontro e della riconciliazione tra tutti i venezuelani”. La lettera è firmata dall’intera presidenza della Conferenza episcopale venezuelana e in particolare dal presidente, mons. Diego Rafael Padrón Sanchez, arcivescovo di Cumaná, daei due vicepresidenti, dal segretario generale e dai due cardinali dell’episcopato venezuelano, l’arcivescovo di Caracas Jorge Urosa Savino, presidente onorario della Cev, e l’arcivescovo di Mérida, Baltazar Enrique Porras Cardozo.

Ireland: preparations for the World Meeting of Families, three thousand volunteers wanted. A day of reflections with card. Schönborn in Limerick

Tue, 2017-07-11 15:31

“We talk family, we are family” is the title of a day of reflections that will take place in Limerick on Thursday July 13th, in the run-up to the forthcoming World Meeting of Families (21-26 August 2018). Christoph Schönborn, cardinal of Vienna, will be the guest of honour. The afternoon will begin with an address about Amoris laetitia. Then, the participants will split into three parallel workshops. One will be about young people, to “understand how the next Synod for Young People can be part of the preparations for the World Meeting of Families”, the organisers explain. Another workshop will work at the “catechetic programme” for the Meeting, and a third one will explore Amoris laetitia to look at the “status quaestiones” one year after the publication of the encyclical letter. The meeting will end with a public speech by the cardinal of Vienna about: “The parish: a family of families”. The event is organised by the Irish Institute for Pastoral Studies in partnership with the Irish Institute for Catholic Studies. In the meantime, the preparations for the World Meeting go on: the Bishops Conference’s website posts the official anthem, “A joy for all the Earth”, written by Ephrem Feelem. The three thousand volunteers who will have to assist with the meeting as well as families willing to take in the pilgrims and the participants in the meeting who will come from all over the world are still being looked for.

Irlanda: preparazione Incontro mondiale delle famiglie, si cercano tremila volontari. Giornata di riflessione a Limerick con il card. Schönborn

Tue, 2017-07-11 15:31

“Parliamo di famiglia, siamo famiglia” è il titolo di una giornata di riflessione che si svolge giovedì 13 luglio a Limerick in vista del prossimo Incontro mondiale delle famiglie (21-26 agosto 2018). Ospite d’onore sarà il cardinale di Vienna Christoph Schönborn. Il pomeriggio si aprirà con un’introduzione sull’Amoris laetitia. Poi i partecipanti si potranno dividere in tre workshop paralleli: uno sarà dedicato ai giovani per “capire come il prossimo Sinodo dei giovani possa essere integrato nella preparazione all’Incontro mondiale delle famiglie”, spiegano gli organizzatori. In un altro si lavorerà al “programma catechetico” dell’Incontro e un terzo di approfondimento sull’Amoris laetitia per esaminare lo “status quaestiones” un anno dopo la pubblicazione dell’enciclica. L’incontro si concluderà con un intervento pubblico del cardinale di Vienna sul tema “La parrocchia: famiglia di famiglie”. L’appuntamento è organizzato dall’Istituto irlandese di studi pastorali in collaborazione con l’Istituto irlandese di studi cattolici. La preparazione all’Incontro mondiale intanto procede: sul sito della Conferenza episcopale è disponibile l’inno ufficiale “Una gioia per tutta la terra”, composto da Ephrem Feelem. Sta continuando la ricerca dei tremila volontari che dovranno assistere lo svolgimento dei lavori e così pure di famiglie disposte a ospitare i pellegrini e i partecipanti all’incontro che arriveranno da tutto il mondo.

San Benedetto patrono d’Europa: mons. Boccardo (Norcia), “il suo messaggio modello di ‘rinascita’ dalle ferite del terremoto”

Tue, 2017-07-11 15:14

“Nella Chiesa di Spoleto-Norcia la memoria liturgica di S. Benedetto viene celebrata con solennità il 21 marzo, giorno della morte del Patriarca dei monaci d’Occidente. Quest’oggi invece viene ricordato come patrono d’Europa”. Lo ricorda al Sir l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. Oggi, presegue, “a Norcia c’è stata una celebrazione eucaristica presieduta dal priore dei monaci, padre Benedetto Nivakoff, nel monastero di S. Benedetto al Monte, appena fuori dalla cinta muraria della città. Infatti, la basilica e il monastero di San Benedetto, nella città di Norcia, come tutti sappiamo, sono crollati a seguito del terremoto del 30 ottobre 2016”. Per il presule, “a quasi un anno dalla prima e forte violenta scossa che ha distrutto l’Italia centrale (24 agosto 2016), siamo chiamati a metterci alla scuola di S. Benedetto, grande costruttore della civiltà europea fondata sui valori cristiani, per ridare nuovo slancio al tessuto sociale delle nostre comunità, fortemente lacerato. Il patrono d’Europa mise al centro l’uomo per ricostruire la società dalle macerie dell’Impero Romano. Lo stesso dobbiamo fare noi: solo avendo cura dell’interiorità dei fratelli e delle sorelle terremotati, possiamo intraprendere il percorso della ricostruzione delle case, degli edifici pubblici, delle chiese. A poco, infatti, servirebbero i muri se le comunità si sono sfilacciate, se non hanno più un’identità, un’anima”. “Il messaggio di S. Benedetto, che ha permesso al cristianesimo di incarnarsi nella realtà rendendola più umana, armoniosa e unita, può allora essere per tutti modello di ‘rinascita’ dalle ferite del terremoto”, conclude l’arcivescovo.

Ue: domani a Trieste il vertice dei Balcani occidentali. Cooperazione regionale e integrazione europea

Tue, 2017-07-11 15:06

(Bruxelles) Promuovere la cooperazione regionale in vista del processo di integrazione: è l’obiettivo principale del vertice dei Balcani occidentali che si terrà domani, 12 luglio, a Trieste. “Sarà un’occasione importante – spiega una nota della Commissione Ue – di collaborare al rafforzamento di opportunità concrete promuovendo al contempo la cooperazione regionale, con l’obiettivo di costruire società inclusive, ben governate ed economicamente prospere e così portare avanti anche il processo di integrazione di questa regione nell’Unione europea”. Parteciperanno al vertice capi di governo e ministri degli esteri, dell’economia e dei trasporti dei Balcani occidentali e i loro omologhi di sei Stati membri dell’Ue: Austria, Croazia, Francia, Germania, Italia e Slovenia. Interverranno, per le istituzioni comunitarie, Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Johannes Hahn, commissario per la politica di vicinato e i negoziati di allargamento, e Violeta Bulc, commissaria per i trasporti. “Le discussioni verteranno su tre grandi ambiti di cooperazione regionale: connettività; integrazione economica regionale e sviluppo del settore privato; contatti interpersonali”.

Charlie Gard: Gontero (Agesc), “cosa succederà se i tribunali sono così solerti a togliere la potestà genitoriale?”

Tue, 2017-07-11 14:47

“I genitori di Charlie, che si sono battuti da subito contro la decisione dell’ospedale di ‘staccare la spina’ al figlio, sono stati di fatto esautorati nel primo grado di giudizio in quanto ‘emotivamente coinvolti’: al loro posto la corte ha nominato un tutore, che da allora decide al posto loro cosa sia bene o meno per il loro figlio”. Lo scrive in una nota Roberto Gontero, presidente dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche). Per Gontero “sorprende anche quanto tutto questo sia stato sentenziato dalle corti ripetendo il mantra che fosse ‘nel miglior interesse del bambino’: da quando la morte è il migliore interesse di un essere umano? Da quando negare la speranza di una cura, seppur sperimentale, può essere nel miglior interesse di un malato?”. “Come genitori – prosegue il presidente dell’Agesc – non possiamo che plaudire alla moltitudine di coloro che in questi mesi, e in particolare in questi ultimi giorni, hanno dato la loro voce e il loro tempo per sostenere la battaglia dei coniugi Gard per salvare il figlio Charlie, che hanno scosso le coscienze e puntato i riflettori sul caso sotto un’altra luce, lontana dal politicamente corretto che troppo spesso soffoca e inaridisce il dibattito, soprattutto quando si tratta di temi eticamente sensibili”. Nelle “ultime ore – aggiunge Gonero – è emersa la possibilità di tentare una terapia vera per Charlie Gard. Ora che sappiamo che una speranza per il piccolo Charlie esiste, non possiamo che auspicare che le corti rivedano la loro sentenza, e concedano al piccolo Charlie la possibilità di essere curato”. Per “noi genitori – conclude il presidente dell’Agesc – resta aperto un interrogativo ancora: se i tribunali sono così solerti a togliere la potestà genitoriale in casi tragici come questo, dove qualcuno può prendere la decisione di togliere la vita a tuo figlio mentre a te vengono di fatto legate le mani, cosa succederà in tutti gli altri casi in cui siamo coinvolti come tutori e primi educatori dei nostri figli?”.

Detenute con figli piccoli: Roma, oggi l’inaugurazione di “Casa Leda”

Tue, 2017-07-11 14:28

Questo pomeriggio sarà inaugurata a Roma “Casa di Leda”, la struttura protetta per mamme detenute con figli da zero a tre anni aperta a fine marzo. Interverranno il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, la sindaca Virginia Raggi. Il centro, che sorge nel quartiere romano dell’Eur all’interno di un edificio confiscato alla criminalità organizzata, ospita attualmente quattro mamme – di cui tre straniere – e quattro bambini. Si tratta di detenute provenienti dal reparto femminile del carcere di Rebibbia, unico istituto penitenziario del Lazio a essere dotato di un nido. Per ciascuna delle detenute che risiedono all’interno del centro viene elaborato un progetto educativo individuale, sotto il coordinamento tecnico di uno psicoterapeuta, mentre per i bambini è prevista l’iscrizione al nido o alla scuola materna e l’assegnazione del pediatra. La struttura – primo progetto in Italia a dare concreta attuazione alla legge 62 del 2011 in materia di valorizzazione del rapporto tra detenuti madri e figli minori – è dedicata alla memoria di Leda Colombini e delle sue battaglie in difesa dei diritti dei bambini costretti dalla nascita a vivere in carcere.
“L’apertura della ‘Casa di Leda’ – commenta il garante Stefano Anastasia – è una notizia che ho accolto con grande soddisfazione. Si tratta certamente di una prima risposta al problema della impropria detenzione di bambini e bambine all’interno delle istituzioni penitenziarie, una soluzione che assicura loro condizioni di vita più adeguate ad un sano e naturale sviluppo psico-fisico. Poi, per le madri, la struttura romana rappresenta uno strumento importante per sostenerne il percorso di reinserimento, grazie alla possibilità di esercitare a pieno la funzione genitoriale”. Anastasia sottolinea che il progetto legato all’apertura di Casa di Leda “merita di essere ulteriormente valorizzato proprio nell’ottica di garantire un vero e completo rapporto genitoriale e di permettere ai bambini di crescere in spazi senza sbarre. È necessario quindi sostenere l’azione della magistratura e degli operatori penitenziari affinché si scelga con fiducia e giusto coraggio questa strada alternativa al carcere per le madri di figli piccoli o piccolissimi. Alla Regione e agli enti locali la responsabilità di individuare ulteriori strutture che, sull’esempio di Casa di Leda, possano effettivamente svuotare il nido di Rebibbia”.

Anniversario Srebrenica: don Sacco (Pax Christi), “doveroso ricordare e non dimenticare” perché “le scelte di guerra continuano a essere le più vincenti”

Tue, 2017-07-11 14:10

“11 luglio 1995, massacro di Srebrenica. Oltre 8mila persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare. Soprattutto non dimenticare le vittime”. Così don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, nel 22° anniversario del massacro di Srebrenica, perpetrato durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina. “Ho avuto modo di incontrare in questi anni alcuni familiari delle vittime di Srebrenica”, aggiunge don Sacco. “Sempre quando si guarda a una guerra bisogna partire dalle vittime”. Per il sacerdote, bisogna “ricordare però che simili tragedie non avvengono ‘per caso’. Ci sono delle responsabilità, e ormai dopo 22 anni, volendo, si sanno”. Inoltre, è necessario “ricordare e guardare anche alle guerre di oggi, partendo dalle vittime”. “Perché – osserva – se le guerre le fanno gli altri, è più facile condannarle. Se siamo coinvolti in qualche modo anche noi è più difficile averne notizia ed è più difficile condannarle: Afghanistan, Iraq, Yemen”. “Migliaia di vittime civili in questi ultimi due anni”, ricorda don Sacco. “Bombardamenti da parte dell’Arabia Saudita anche con bombe made in Italy. Da tanto tempo lo denunciamo: bombe della Rwm di Domusnovas, in Sardegna, continuano a partire per Riyad”. “Molti oggi faranno memoria del massacro di Srebrenica e avranno parole di condanna e impegno perché certe cose non succedano più. Poi però – ammonisce – le scelte di guerra continuano a essere quelle più vincenti”. “La politica non ha messo in agenda il ripudio della guerra. Anzi, l’export di armi aumenta. Le spese militari per il 2017 in Italia – denuncia don Sacco – sono di 23 miliardi, 40mila euro al minuto”.

Aggressione a Reggio Calabria: don Costantino, “ho perdonato tutti” affinché “si convertano”

Tue, 2017-07-11 14:01

“Mi sono comportato da prete e da cristiano e ho perdonato tutti. Però perdonare non significa scusare tutto e volersi bene, sorpassando ogni cosa. Perdonare significa anche dire a questa gente che si deve convertire, perché altrimenti non andiamo avanti, anche come Chiesa”. Lo afferma don Giorgio Costantino, il parroco di Reggio Calabria, aggredito nella notte tra il 24 e il 25 maggio, e tornato alcuni giorni fa in parrocchia. In un’intervista al Sir, il sacerdote racconta la notte dell’aggressione. In piazza del Soccorso, “c’è sempre stato un caos, fastidioso per tutti, ma nessuno reagiva. Non era la prima volta che scendevo per tentare di dialogare con i giovani che stazionavano in piazza”. Ma il dialogo non ha funzionato. “Questa gente non è della parrocchia, ma viene da fuori”, spiega il sacerdote. “Occupavano la piazza e hanno addirittura cancellato il nome di ‘piazza Santa Maria del Soccorso’ e hanno scritto ‘piazza Gebbione’. Noi non possiamo andare avanti avendo paura di questa gente che prevarica, né chiudendo un po’ l’occhio per non avere fastidi”. Ripercorrendo il suo impegno, don Costantino aggiunge che “si cerca di lavorare dando sempre il massimo, chiarendo sempre che la Chiesa sta dalla parte della legalità, ed esercitando il perdono nei confronti di chi sbaglia”. Oltre alla comunità parrocchiale, anche le istituzioni gli hanno dimostrato vicinanza: “Li ringrazio veramente perché sono sicuro che l’hanno fatto col cuore, spero che adesso si provveda a presidiare questa zona” perché “molti confratelli vivono la stessa situazione mia: a chi bruciano qualcosa, a chi rubano”.

Diocesi: Andria, domani mons. Mansi presiede la Messa in cattedrale a un anno dal disastro ferroviario

Tue, 2017-07-11 13:48

Ad un anno dal tragico incidente ferroviario che il 12 luglio 2016 ha visto lo scontro di due convogli – uno partito da Corato e diretto ad Andria e l’altro proveniente da Andria che viaggiava in direzione Corato – con un bilancio di 23 vittime e oltre 50  feriti, domani sera il vescovo di Andria, mons. Luigi Mansi, presiederà una celebrazione eucaristica nella chiesa cattedrale (ore 20).  Con la Messa, si legge in un comunicato della diocesi, “ci lasceremo abbracciare ancora una volta dall’amore di Dio e innalzeremo a Lui la nostra preghiera per le vittime del tragico incidente. L’occasione sarà propizia per far sentire alle famiglie colpite dal dolore la vicinanza dei cittadini di Andria, delle città limitrofe e dell’intera comunità ecclesiale. Vogliamo condividere un dolore perché questo dolore appartiene a tutti, perché il dolore condiviso fa meno male, perché questo dolore ci ha colpiti ‘in casa’ e perché siamo tutti una stessa famiglia. Desideriamo ancora una volta che i parenti delle vittime non si sentano soli in questo terribile lutto”. La diocesi ricorda che per espressa volontà delle famiglie, in rispetto del dolore che le ha coinvolte e per garantire un clima di raccoglimento e di preghiera, alla celebrazione eucaristica non è ammesso nessun mezzo di ripresa.

Disabilità: Falabella (Fish), “finalmente riprende l’iter di approvazione del Programma di azione”. “Non poteva rimanere ancora in un cassetto”

Tue, 2017-07-11 13:29

“Finalmente riprende l’iter di approvazione del ‘Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità’, licenziato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità nel lontano ottobre scorso e già trasmesso da mesi dal Ministero del lavoro alla Presidenza del Consiglio dei ministri”. Così Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), commenta l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del “Programma di azione biennale”. Il testo passa ora alla valutazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, per poi tornare in Consiglio dei ministri prima della firma del presidente della Repubblica. “Il ‘Programma di azione’ – osserva Falabella – è il risultato di due anni di lavoro, condiviso e dettagliato, su aspetti di particolare rilievo e delicatezza, dal riconoscimento della disabilità alla vita indipendente, dalla mobilità al diritto allo studio, dall’inclusione lavorativa alla tutela della salute”. “Non poteva rimanere ancora in un cassetto”, evidenzia il presidente della Fish. “Ci auguriamo che dopo questo dovuto passaggio, i successivi atti siano molto celeri per restituire alle amministrazioni, alle Regioni, ai Ministeri, uno strumento essenziale nell’orientamento di politiche e servizi per la disabilità. Su questi passaggi – conclude Falabella – ovviamente Fish manterrà la consueta elevata attenzione”.

Motu Proprio su “offerta della vita”: L’Osservatore Romano, “quarta via” per introdurre cause beatificazione e canonizzazione

Tue, 2017-07-11 13:16

L’offerta della vita è “una quarta via” per introdurre le cause di beatificazione e di santificazione, oltre alla via del martirio, alla via delle virtù eroiche e alle beatificazioni equipollenti. È quanto si legge in un articolo de “L’Osservatore Romano”, a corredo della novità introdotta oggi dal Papa con il Motu Proprio “Maiorem hac dilectionem”. “Pur avendo alcuni elementi che la fanno assomigliare sia alla via del martirio che a quella delle virtù eroiche, è una via nuova che intende valorizzare una eroica testimonianza cristiana, finora senza una procedura specifica, proprio perché non rientra del tutto nella fattispecie del martirio e neppure in quella delle virtù eroiche”, si legge nel testo, in cui si precisa che la via dell’offerta della vita “assomiglia parzialmente a quella del martirio perché c’è l’eroico dono di sé, fino alla morte inclusa, ma se ne differenzia perché non c’è un persecutore che vorrebbe imporre la scelta contro Cristo”. Nello stesso tempo, la via dell’offerta della vita “assomiglia a quella delle virtù eroiche perché c’è un atto eroico di carità (dono di sé), ispirato dall’esempio di Cristo, ma se ne differenzia perché non è l’espressione di un prolungato esercizio delle virtù e, in particolare, di una carità eroica. Si richiede, comunque, un esercizio ordinario di vita cristiana, che renda possibile e comprensibile la decisione libera e volontaria di donare la propria vita in un atto supremo di amore cristiano, che superi il naturale istinto di conservazione, imitando Cristo, che si è offerto al Padre per il mondo, sulla croce”. Anche l’offerta della vita, quindi, “non può prescindere dalla perfezione della carità, che in questo caso, però, non è il risultato di una prolungata, pronta e gioiosa ripetizione di atti virtuosi, ma è un unico atto eroico che per la sua radicalità, irrevocabilità e persistenza usque ad mortem esprime pienamente l’opzione cristiana”. Per quanto riguarda il fattore tempo, il Motu Proprio parla di “morte a breve termine”, il che “non vuol dire immediata ma neppure così lontana da trasformare l’atto eroico in virtù eroica”, altrimenti muterebbe la fattispecie, si legge sul quotidiano vaticano. “Se fosse possibile tracciare una graduatoria dei percorsi giuridici per l’accertamento della santità canonizzabile, potremmo concludere che al primo posto sta il martirio, al secondo le virtù eroiche, al terzo l’atto eroico dell’offerta della vita fino alla morte inclusa”, la conclusione dell’articolo.

Salute rifugiati e migranti: Faraone (sottosegretario), “il nostro Ssn ha affrontato l’emergenza in un contesto internazionale ostile. Ci aspettiamo da Europa più solidarietà”

Tue, 2017-07-11 13:15

“Il nostro sistema sanitario ha retto benissimo”. Lo ha affermato il sottosegretario alla salute, Davide Faraone, nl suo intervento ieri sera a Siracusa, in occasione della conferenza stampa che ha aperto la prima Summer School sulla salute dei rifugiati e dei migranti promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. “Il Governo – ha osservato Faraone – non si è tirato indietro nella gestione del fenomeno migratorio. Il nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn) ha affrontato l’emergenza in un contesto internazionale ostile. E noi continuiamo a tenere aperti i porti, mentre gli altri li chiudono. La Sicilia in particolare ha sperimentato sulla sua pelle tutto questo. Ci aspettiamo dall’Europa quella solidarietà che fino ad ora non c’è stata”.
Il direttore dell’Asp di Siracusa, Salvatore Brugaletta, ha ricordato la non facile gestione, coordinata dalla Prefettura di Siracusa: “Numeri impressionanti ai quali non eravamo certamente abituati, ma gestiti sempre con la massima qualità del servizio sanitario”.

Salute rifugiati e migranti: Severoni (Oms), “la Sicilia gestisce silenziosamente migliaia di persone al giorno. Il suo piano è servito da esempio”

Tue, 2017-07-11 13:12

“La Summer School è uno sforzo pionieristico per promuovere la condivisione di conoscenze e know-how, per migliorare la ricerca esistente e incoraggiare il dialogo politico tra i paesi che affrontano sfide simili”: lo ha affermato ieri sera, a Siracusa, Santino Severoni, coordinatore del programma Oms Europa sulla migrazione e la salute, intervenendo alla conferenza stampa che ha aperto la prima Summer School sulla salute dei rifugiati e dei migranti promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. “La Sicilia gestisce silenziosamente migliaia di persone al giorno e i loro problemi sanitari. Un primo tentativo di piano è stato realizzato nel 2014, che ha fatto da battistrada. Il piano ora è servito da esempio per insegnare agli altri come organizzarsi. Lo ha fatto la Sicilia e noi lo abbiamo portato in giro per l’Europa ed è servito da esempio per insegnare agli altri Paesi su come organizzarsi”, ha aggiunto.

Salute rifugiati e migranti: Guerra (ministero), “la Regione Sicilia ha dato grande prova di capacità gestionale, logistica e tecnico-scientifica”

Tue, 2017-07-11 13:11

Un centinaio di esperti sul fenomeno immigrazione provenienti da 28 Paesi del mondo sono riuniti a Siracusa, da ieri e per quattro giorni, per prendere parte alla prima Summer School sulla salute dei rifugiati e dei migranti promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’appuntamento si è aperto ieri sera con una conferenza stampa sulla salute dei rifugiati e dei migranti. Dal 2015 oltre 1,3 milioni di persone sono arrivate in Europa dal Mar Mediterraneo e quasi 3 milioni di profughi siriani vivono in Turchia: il corso affronta la risposta di sanità pubblica a questo fenomeno. Presenti rappresentanti del ministeri di Armenia, Giordania, Turchia, il viceministro della Serbia, ma anche Danimarca e Tagikistan nell’Asia centrale.
Nell’ultima settimana sono arrivate in Italia quasi ventimila persone. Praticamente tutte in Sicilia, una terra che, dall’inizio dell’ondata migratoria del 2014, ha accolto mezzo milione di migranti, offrendo a tutti assistenza e supporto, senza dimenticare nessuno. “La Regione Sicilia ha dato prova di grande capacità gestionale e di organizzazione logistica, ma anche tecnico-scientifica, visti, ad esempio, i notevoli progressi nell’uso della diagnostica molecolare adottata a Catania, dove abbiamo di recente inaugurato il nuovo canale sanitario aeroportuale, che ci ha permesso di completare l’assetto nazionale per l’emergenza e il bio-contenimento, con il terzo aeroporto sanitario del Paese, dopo Fiumicino e Malpensa, che mette ora l’intero sistema in sicurezza”, ha detto ieri sera Raniero Guerra, della Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, intervenendo alla conferenza stampa.

Papa Francesco: Motu proprio “Maiorem hac dilectionem”, “offerta della vita” nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione

Tue, 2017-07-11 12:57

“L’offerta della vita è una nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione, distinta dalle fattispecie sul martirio e sull’eroicità delle virtù”. A stabilirlo è il Papa, con un apposito Motu proprio sull’offerta della vita, dal titolo “Maiorem hac dilectionem”, diffuso oggi. “Sono degni di speciale considerazione ed onore quei cristiani che, seguendo più da vicino le orme e gli insegnamenti del Signore Gesù, hanno offerto volontariamente e liberamente la vita per gli altri ed hanno perseverato fino alla morte in questo proposito”, spiega Francesco a proposito della nuova modalità di beatificazione e canonizzazione da lui introdotta. “È certo che l’eroica offerta della vita, suggerita e sostenuta dalla carità – prosegue – esprime una vera, piena ed esemplare imitazione di Cristo e, pertanto, è meritevole di quella ammirazione che la comunità dei fedeli è solita riservare a coloro che volontariamente hanno accettato il martirio di sangue o hanno esercitato in grado eroico le virtù cristiane”. Con il Motu Proprio di oggi, a cui la Congregazione delle Cause dei Santi ha dato parere favorevole nella plenaria del 27 settembre 2016, si chiede ai vescovi diocesani di “investigare circa la vita, le virtù, l’offerta della vita o il martirio e la fama di santità, di offerta della vita o di martirio, sui presunti miracoli” del Servo di Dio di chi si chiede la canonizzazione.

Diocesi: Reggio Calabria-Bova, mons. Morosini istituisce una Commissione pastorale per la lotta alla ‘ndrangheta

Tue, 2017-07-11 12:53

Una Commissione pastorale per la lotta alla ‘ndrangheta. È stata messa in piedi dall’arcivescovo di Reggio Calabria–Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, e vedrà la luce nel prossimo anno pastorale. “Ho avviato da tempo contatti con diverse personalità, è un percorso che abbiamo già iniziato a tracciare e adesso siamo davvero alla battute conclusive – ha detto l’arcivescovo -. La tematica è talmente importante, la necessità di fornire supporto concreto a chi quotidianamente opera con i ragazzi così avvertita che ho ritenuto utile istituire una Commissione specifica consentendo a quella ‘Giustizia e pace’, già esistente, di poter lavorare in altri campi senza essere ulteriormente gravata da questo problema enorme per il nostro territorio”. Mons. Morosini ha specificato che “le diverse problematiche saranno affrontate esclusivamente dal punto di vista ecclesiale”. Infatti, l’intento del presule è quello di “lavorare come Chiesa per la formazione delle coscienze, che è lo specifico della nostra missione”. Per riuscire meglio a dialogare con i ragazzi, la Commissione utilizzerà anche il linguaggio delle immagini, per cui l’Ufficio delle comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Reggio–Bova ha in cantiere la realizzazione di alcuni video da utilizzare nelle scuole e nelle altre occasioni di incontro che verranno programmate sui diversi temi, dal superamento dell’omertà al pizzo. La Commissione verrà guidata da un laico.

Consumi: Coldiretti, “per il caldo balzo record del 9,6% negli acquisti di frutta e verdura”

Tue, 2017-07-11 12:35

“Il caldo del 2017 spinge i consumi di frutta e verdura al massimo del nuovo millennio con un balzo record del 9,6% nel 2017”. È quanto afferma la Coldiretti, in una nota nella quale sottolinea che “gli acquisti non sono mai stati così rilevanti da almeno 17 anni sulla base dei dati Nielsen relativi ai primi quattro mesi”. “Ad aumentare – sottolinea la Coldiretti – sono nel dettaglio i consumi di frutta secca (+11,9%), quelli di verdura (+11,9%) e quelli di frutta (+7,1%) per la tendenza a stili di vita più salutari ma anche per il clima bollente che fa aumentare la domanda di cibi dissetanti”. Secondo la Coldiretti, si sta registrando anche “un vero boom con l’affermarsi di smoothies (bevande a base di frutta o verdura, ndr), frullati e centrifugati consumati al bar, in spiaggia o anche a casa di frutta e verdura che soddisfa molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile”. “Con il caldo – osserva la Coldiretti – tuttavia si verificano anche maggiori problemi nella conservazione con perdite di prodotto fino al 25%, tra produzione, commercio e consumo, dovute all’eccessiva maturazione”. Per l’acquisto di frutta e verdura, Coldiretti consiglia di “effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo”, “scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione”, “verificare l’etichettatura e preferire le produzioni, le varietà locali e di stagione”.

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