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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 13 hours 58 min ago

Famiglia: De Palo (Forum), patto sulla natalità “per coinvolgere politica e opinione pubblica”. “Tema strategico per il bene del Paese. Serve cambio di mentalità”

Tue, 2018-01-09 13:41

Un patto sulla natalità per “sensibilizzare l’opinione pubblica su un’emergenza non più rinviabile, come è stato sottolineato da tutti alla Conferenza sulla famiglia”. A conclusione della terza Conferenza nazionale sulla famiglia (Roma, 28 – 29 settembre) Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari (47 realtà per un totale di quattro milioni di famiglie) aveva anticipato in un’intervista al Sir l’idea di convocare tutte le forze politiche intorno a un tavolo invitandole a fare un patto per la famiglia, dal momento che unanime era stata fra i partecipanti, compresi rappresentanti di istituzioni e società civile, la preoccupazione per l’inverno demografico che affligge il nostro Paese.
Oggi, “in un momento di alto livello di attenzione come la campagna elettorale in corso”, De Palo va oltre e pensa ad un patto sulla natalità – presentazione ufficiale il prossimo 18 gennaio – intorno al quale convogliare non solo i politici ma tutta l’opinione pubblica perché bisogna “creare una cultura e una mentalità nuova. Nel nostro Paese a nascita zero, dopo la perdita del lavoro, la seconda causa di povertà è mettere al mondo un figlio. Siamo veramente a un punto di non ritorno”. Tutti concordi a fine settembre sull’emergenza, ma “le promesse non bastano più. La risposta – chiarisce De Paolo – non può essere un provvedimento tampone una tantum. Qui servono interventi strutturali, una riforma seria a globale a partire da quella del fisco come da anni sosteniamo con il nostro Fattore famiglia. Il sistema fiscale attuale è iniquo perché le famiglie vengono tassate senza considerarne la capacità contributiva e la composizione; serve una rivisitazione strutturale del sistema. Bisogna rimuovere le cause di ingiustizia. Solo a partire da qui avranno senso provvedimenti come il bonus bebè o il bonus asilo nido”.
L’auspicio del Forum è che “in vista delle prossime elezioni tutti i partiti mettano al centro dei programmi la questione natalità e politiche familiari, ma – chiarisce il presidente – non ci interessa far firmare i candidati bensì trasformare un tema ritenuto appannaggio delle famiglie nel Tema con la t maiuscola che riguarda il bene di tutto il Paese e non è più rinviabile”. Per questo all’incontro del 18 gennaio seguiranno altre presentazioni, ad esempio con figure femminili significative dell’associazionismo e con i principali media. “Un’operazione ‘culturale’ per arrivare – conclude De Palo – ad un cambio di mentalità”.

Vertice tra le due Coree: mons. Lazzaro You (Daejeon), “bisogna continuare, non stancarsi mai di cercare una via per la riconciliazione del nostro popolo”

Tue, 2018-01-09 13:35

“Bisogna continuare e non stancarsi mai di cercare una via per la convivenza e la riconciliazione del nostro popolo”. È l’esortazione del vescovo di Daejeon, mons. Lazzaro You Heung-sik, commentando questa mattina al Sir le notizie che gli sono arrivate sul vertice che si è svolto in un villaggio di confine di Panmunjom tra le delegazioni delle due Coree per la partecipazione alle prossime Olimpiadi, uno dei primissimi incontri di dialogo ad “alto livello” tra rappresentanti del Nord e del Sud. “Sono contentissimo”, esordisce subito il vescovo. “L’incontro è andato molto bene”, aggiunge mons. You, sottolineando in particolare l’importanza della “richiesta da parte della Corea del Sud di avviare una discussione sulla situazione delle famiglie separate, in vista della festa del Capodanno lunare che si celebra il 14 febbraio e di attivare una linea diretta tra militari per evitare scontri accidentali alla frontiera”. Che il processo di avvicinamento era in atto, lo si era capito nel discorso di fine anno che il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha rivolto alla nazione. “Quello che ha colpito – dice infatti mons. You – è l’uso di un linguaggio nuovo, soave, più distensivo. Non una ma più volte, Kim Jong-un ha detto: ‘Siamo unico popolo, un’unica razza’, augurando poi che i giochi olimpici possano essere un successo per tutto il popolo coreano”. E sulla possibilità di avviare rapporti più distesi nella penisola coreana, ha giocato un ruolo fondamentale il neo-presidente eletto della Corea del Sud, Moon Jae-in. “Bisogna dialogare – incalza il vescovo – negoziare, incontrarsi, continuare il dialogo. Senza tutto questo, non c’è alcuna possibilità di avvicinamento. Stiamo vedendo i primi passi in avanti”. Lo sport con i giochi olimpici ha fatto molto di più di quanto i politici sono fino ad oggi riusciti a fare. “Dal punto di vista politico – osserva mons. You – non è facile parlare. Ma noi siamo un unico popolo, un’unica famiglia ed è questa realtà la base di ogni dialogo. Ma bisogna fare di più, bisogna fare tutto il possibile perché la Corea torni ad essere unita”.

Elezioni: mons. Galantino, “occorre sussulto di onestà, realismo e umiltà da chi chiede il nostro voto”

Tue, 2018-01-09 13:15

“Occorre un sussulto di onestà, di realismo e di umiltà da parte di coloro che chiedono il nostro voto”. Lo ha detto mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a margine della conferenza stampa per la presentazione delle iniziative promosse dalla Chiesa italiana in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, che si celebrerà domenica 14 gennaio. “Il popolo italiano – ha proseguito il segretario generale della Cei riferendosi al clima pre-elettorale – ha le capacità per distinguere chi vende fumo da chi vuole mettere in cammino il Paese”.

Riforma media vaticani: mons. Viganò (SpC), “è partita, con risultati davvero molto positivi”

Tue, 2018-01-09 13:05

“La riforma del sistema comunicativo della Santa Sede è partita. E molti mi hanno scritto e hanno scritto alle redazioni per i risultati davvero molto positivi. Questo grazie ad un lavoro molto professionale e tenace di giornalisti e tecnici”. È quanto afferma mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (SpC) della Santa Sede, in un video nel quale annuncia che “oggi abbiamo superato i 4 milioni di followers sui social network”.

“Questo – commenta il prefetto – è importante perché dice di una presenza non solo sui canali tradizionali ma esattamente là dove oggi le persone – uomini, donne, ragazzi e ragazze – passano molto tempo”. Si tratta di “una presenza missionaria e di annuncio”, spiega mons. Viganò. “Per noi, la riforma è usare la tecnologia ma è, anzitutto, definire delle relazioni” che, “anche se sono differenti, non vuol dire che sono finte”. “Sono semplicemente diverse da quelle che possiamo avere di persona. Anzi – conclude il prefetto – possono predisporre a quei grandi incontri che diventeranno gli incontri della vita”.

Olimpiadi invernali: Malagò (Coni) a InBlu Radio, “non abbiamo mai avuto una spedizione numericamente così forte”

Tue, 2018-01-09 12:37

“Noi a queste Olimpiadi siamo presenti in tutti gli sport tranne che per l’hockey su ghiaccio a squadre. Su 102 discipline abbiamo ottenuto il pass per disputare le gare in 95. Non abbiamo mai avuto una spedizione numericamente così forte. Ovviamente Torino a parte, perché il Paese ospitante è qualificato di diritto a tutte le discipline”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, in merito alle Olimpiadi invernali che si terranno a Pyeongchang, in Corea del Sud, dal 9 al 25 febbraio prossimi. “Oggi andare alle Olimpiadi – ha aggiunto Malagò – è diventato complicato, quasi come vincere una medaglia”. “In certe discipline – ha spiegato – per qualificarsi ci sono dei criteri selettivi molto complessi. Per cui ragazzi e ragazze sono massacrati per ottenere il pass olimpico”. “Noi – ha assicurato il presidente del Coni – oggi abbiamo molte frecce al nostro arco per andare a medaglia. Non sono assolutamente scaramantico. Il sogno è arrivare in doppia cifra, è chiaro che il sogno più grande è vincere l’oro”. “L’idea di far sfilare le due Coree insieme con due bandiere diverse – ha concluso Malagò – sarebbe un bel segnale, considerato che tutto il resto del mondo non è riuscito a venire a capo di questo problema. L’idea della tregua olimpica è veramente formidabile, consente di avere elementi di non belligeranza durante tutta la manifestazione”.

Padre Antonio Bonanomi: i commossi ricorsi dalla Colombia

Tue, 2018-01-09 12:29

“Ho incontrato varie volte padre Antonio Bonanomi a Bogotá, al Centro Missioni e Culture dei missionari della Consolata”. Il cooperatore ed esperto di diritti umani Cristiano Morsolin ricorda, dalla capitale colombiana, padre Antonio Bonanomi, missionario della Consolata morto il 7 gennaio all’età di 84 anni: “Nel 2012 gli proposi una ricerca sociologica sul suo lavoro missionario in prima linea, sulla scia del Concilio Vaticano II e della Conferenza di Medellín. Aveva seguito il cammino tracciato dal primo sacerdote cattolico indigeno Nasa, padre Alvaro Ulque. Spero che sia possibile raccogliere i numerosissimi articoli pubblicati da padre Antonio, che sono la dimostrazione di una grande ricchezza spirituale e sociale. Padre Bonanomi è stato sempre molto coraggioso nelle sue scelte, è stato un missionario scomodo, ma sempre sostenuto dalla sua congregazione della Consolata”.
Da Toribío diverse le reazioni improntate alla gratitudine ed espresse attraverso Facebook. Manuel Rozental, leader sociale del Consiglio indigeno dei popoli del Cauca Cric, scrive: “È stato un brillante antropologo, un consigliere molto vicino ed esigente, un educatore singolare, un attento osservatore e un amico. Mi ha accolto nella parrocchia di Toribío. Abbiamo vissuto insieme, sotto la sua leadership e il suo coraggio, attacchi, molestie, scambi di prigionieri, false accuse, condanne a morte, bugie. Ti sei esposto con il tuo corpo, la tua vita, faccia a faccia e, aspettandoti di essere ucciso, hai parlato chiaro ed hai chiesto e sempre più ottenuto il rispetto di tutte le autorità, capi e comandanti”.
Isadora Cruise, altra leader indigena (nella foto con padre Antonio), ricorda il suo camminare tra le comunità, il lavoro con i giovani attratti dai gruppi armati, il suo impegno per processi educativi autonomi… alcune cose tra le tante. A noi, che allora eravamo giovani, sapeva dire in mezzo alle sue battute frasi piene di tanta saggezza e tenerezza, perché ogni conversazione con lui ci faceva pensare”.

Santa Sede: “Vatican News” supera i 4 milioni di utenti tra Facebook, Twitter, YouTube e Instagram

Tue, 2018-01-09 12:27

Una community che supera 4 milioni di utenti tra Facebook, Twitter, YouTube e Instagram. È anche questo un ulteriore esito della riorganizzazione dei canali social della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede unificati sotto il logo “Vatican News” lanciato nelle settimane scorse. In particolare – si legge in un comunicato – il varo di una Global Page su Facebook ha consentito di aggregare oltre 3 milioni di follower, i quali hanno la possibilità di consultare le pagine delle sei lingue attualmente disponibili (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese). Sul versante Twitter, i sei diversi account linguistici @vaticannews hanno acquisito un’immediata riconoscibilità visiva superando la frammentazione del passato. Nel computo c’è da aggiungere anche il nuovo account @radiovaticanaitalia, a carattere informativo e promozionale dell’attività di Radio Vaticana Italia, e il canale unico multilingua Vatican News su Instagram. Alle tre piattaforme social si aggiunge anche il canale YouTube (in 6 lingue), anch’esso sotto il marchio Vatican News, che offre all’utente video live e on demand sulle attività del Santo Padre. I social media di Vatican News sono coordinati dalla direzione editoriale e dalla direzione teologico-pastorale della Segreteria per la comunicazione. Ad un team della Segreteria per la comunicazione, in sinergia con la Segreteria di Stato, sono affidati gli account social del Papa: @Pontifex su Twitter (oltre 44 milioni di follower in 9 lingue) e @Franciscus su Instagram (oltre 5 milioni di follower sul canale unico multilingue). “Il rafforzamento della nostra presenza sui social network – dichiara mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede – costituisce uno degli effetti del grande processo di riforma dei media vaticani in corso di completamento. Ed è certamente un effetto positivo raggiunto grazie all’intenso impegno dei nostri giornalisti e dei nostri tecnici. Come operatori della comunicazione, secondo la logica della Chiesa in uscita, tutti siamo chiamati a stare in mezzo alla gente. Oggi questo vuol dire abitare le reti sociali e internet con convinzione e responsabilità. Quindi deve essere molto chiara la nostra prospettiva che esige di mettere al centro la persona, la relazione, la cultura dell’incontro e, solo in ultima battuta, la tecnologia”.

Colombia: morto padre Antonio Bonanomi, missionario della Consolata, costruttore di pace e riconciliazione

Tue, 2018-01-09 12:27

Fino all’ultimo, quasi sul letto di morte, ha indossato il poncho che gli avevano tessuto gli amati indigeni Nasa del Cauca, regione sudoccidentale della Colombia. A loro e alla causa della giustizia e della pace in Colombia aveva dedicato la sua vita padre Antonio Bonanomi, missionario della Consolata, che il 7 gennaio si è spento all’età di 84 anni ad Alpignano (Torino). Oggi, 9 gennaio, si tiene ad Alpignano, nella casa dei padri della Consolata, la commemorazione funebre. Quindi la salma sarà portata nella chiesa parrocchiale di Giovenzana Colle Brianza (Lecco), località di nascita del missionario, dove si svolgeranno la recita del rosario (oggi alle 20.30) e la funzione funebre (domani alle 15). Padre Antonio Bonanomi (1934-2018), che dal 2014 era rientrato in Italia per problemi di salute dalla Colombia (dove aveva vissuto per 36 anni), è stato per 19 anni, dal gennaio 1988 al giugno 2007, a Toribío, nel nord del Cauca, sulla cordigliera centrale delle Ande: un luogo strategico per le vie di comunicazione e per la vicinanza alla città di Cali, ed epicentro delle attività di guerriglia, soprattutto delle ora disciolte Farc-Ep, che qui avevano formato il “sexto Frente” (sesto Fronte). Quel territorio si era progressivamente convertito in uno dei principali teatri di guerra, con gravissime conseguenze per la popolazione civile, in gran parte appartenente al popolo nativo Nasa. A Toribío padre Antonio Bonanomi ha lavorato come coordinatore della équipe missionaria, formata da sacerdoti, suore e laici, lasciando un ricordo indelebile. “Guerre, persecuzioni, violenze, povertà… sono temi che hai sempre citato nelle tue prediche. Ma per cambiare un mondo cosi grande, tu partivi dalle cose più piccole, dentro ai nostri cuori. Quando parlavi nella tua chiesa o in qualsiasi altro luogo, toccavi l’anima delle persone”. Così lo ricorda su un gruppo facebook dei Missionari della Consolata la nipote Alice Panzeri, che gli è rimasta vicina in quest’ultimo periodo.

Istat: a novembre occupati 23,1 mln, top dal 1977

Tue, 2018-01-09 12:16

(DIRE-SIR) – A novembre 2017 gli occupati in Italia hanno toccato quota 23.183.000. Si tratta del livello più alto dall’inizio delle serie storiche nel 1977. Lo rileva l’Istat nel diffondere i dati provvisori del mese di novembre. (www.dire.it)

Corridoi umanitari: Caritas Firenze, arrivate dalla Libia due donne minacciate di morte

Tue, 2018-01-09 10:30

Abeba in fuga dall’Etiopia, Anaya dall’Eritrea. Entrambe, in contrasto con le forze governative dei loro Paesi d’origine, sono andate via dopo le minacce di morte subite. Le due donne sono state accolte, assieme ad Ashe, 30 anni, in una struttura della Caritas di Firenze, a Scandicci. Sono arrivate assieme poco prima di Natale in Italia, grazie al primo corridoio umanitario aperto con la Libia, per via dell’impegno della Cei e del governo italiano. Anaya, 26 anni, ha portato con sé anche i tre figli di 7, 6 e 4 anni. Casalinga e moglie di un finanziere, viveva in una condizione economica agiata. Dopo i contrasti tra le forze governative e la sua famiglia, sono cominciate le minacce e lasciare il Paese è stata una scelta necessaria. Anche Abeba, 39 anni, è fuggita per motivi politici. Dopo aver trascorso un anno in Sudan, il suo viaggio è continuato verso la Libia. Lavorava nel reparto medico militare dell’esercito come infermiera. Poi, qualcosa non ha funzionato e la fuga è diventata la via per la salvezza. Ma i suoi due figli sono rimasti in Etiopia. Una sorte comune per le tre donne: la detenzione per due anni nei campi libici. “Dopo il loro arrivo a Firenze – raccontano gli operatori che le hanno accolte –, ci hanno chiesto di poter telefonare a casa. Purtroppo una di loro ha scoperto che il padre è morto lo scorso anno. Le tre donne sono volute rimanere assieme e si sono integrate molto bene con gli altri ospiti tanto da preparare la lavatrice o cucinare per tutti. Vedono anche la tv assieme in un clima familiare”. In condizioni più preoccupanti è giunta Ashe, etiope. “Da un primo screening sanitario è risultato un disagio mentale dovuto alle violenze subite”, spiegano gli operatori Caritas. Per lei un passato da collaboratrice domestica nel suo Paese d’origine. “Adesso abbiamo cercato di creare un clima di comfort per starle vicini”.

Libri: Milano, l’11 gennaio l’anteprima di “Siamo qui, siamo vivi”, diario inedito di Alfredo Sarano

Tue, 2018-01-09 10:19

Verrà presentato in anteprima giovedì prossimo, 11 gennaio, a Milano (ore 18, Sala Facchinetti – Della Torre della Società Umanitaria, Via San Barnaba 48 ), il volume “Siamo qui, siamo vivi – Il diario inedito di Alfredo Sarano e della famiglia scampati alla Shoah”, opera a cura di Roberto Mazzoli pubblicata dalle Edizioni San Paolo in occasione del Giorno della memoria 2018. L’evento – informano gli organizzatori – sarà anche l’occasione dell’incontro dal vivo tra le figlie di Alfredo Sarano – Matilde, Vittoria e Miriam Sarano – e i figli di Erich Eder, sottufficiale della Wehrmacht che si prodigò per salvare gli ebrei sfollati a Pesaro. Saranno inoltre presenti all’incontro, moderato da Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”: Roberto Mazzoli, curatore del libro; Liliana Segre, scrittrice e testimone; Davide Romano, assessore alla cultura della Comunità Ebraica di Milano; mons. Davide Milani, responsabile per la comunicazione dell’arcidiocesi di Milano; don Simone Bruno, direttore editoriale del Gruppo San Paolo. Custodito per oltre settant’anni in un cassetto dalle figlie Matilde, Vittoria e Miriam, il diario di Alfredo Sarano riemerge oggi dal passato aggiungendo nuove, preziose pagine di storia al libro del genocidio del popolo ebraico. Fogli ormai ingialliti dal tempo si affiancano così alle opere di Anna Frank ed Etty Hillesum, scritte proprio per vincere il silenzio e testimoniare l’orrore delle persecuzioni. Roberto Mazzoli È giornalista e direttore editoriale del settimanale “Il Nuovo Amico” delle diocesi di Pesaro, Fano e Urbino.

Diocesi: Nocera Inferiore-Sarno, mercoledì 10 gennaio il vescovo Giudice inaugura a San Valentino Torio il “Magazzino della solidarietà”

Tue, 2018-01-09 10:06

Verrà inaugurato mercoledì 10 gennaio, a San Valentino Torio (Sa), il “Magazzino della solidarietà”. Il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Giuseppe Giudice, benedirà alle 10.30 in via Provinciale 173 la struttura della Caritas diocesana, gestita dalla Cooperativa Priscus. Si tratta di “un deposito di generi alimentari che – si legge in una nota – servirà a rifornire le Caritas parrocchiali e le strutture caritatevoli della diocesi”. La realizzazione del magazzino, seconda opera segno del Giubileo della Misericordia dopo la casa per le aggregazioni laicali “Iuvenescit Ecclesia”, è stata possibile grazie ad un progetto finanziato con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. ‘Ndrangheta, 169 arresti tra Italia e Germania. Corea, positivo il primo vertice Seul-Pyongyang

Tue, 2018-01-09 10:00

‘Ndrangheta: 169 arresti tra Italia e Germania, sequestrati beni per oltre 50 milioni di euro

La maxi operazione “Stige” contro la ‘ndrangheta, condotta dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone nelle prime ore di questa mattina, ha portato all’arresto di 169 persone in diverse regioni italiane e in Germania, al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro. L’inchiesta riguarda le attività criminali della cosca Farao-Marincola, una delle più potenti della Calabria con referenti anche nel Nord e Centro Italia (in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia) e in Germania. Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno documentato l’infiltrazione malavitosa in diversi settori economici e imprenditoriali, in Italia e all’estero: dalla distribuzione alimentare alla raccolta rifiuti, dalla vendita dei vini all’accoglienza dei migranti. In sostanza, una vera a propria “holding criminale” capace di gestire affari per milioni di euro. In manette anche 10 amministratori locali calabresi. Sequestrati oltre 50 società, ville, terreni e centinaia di automobili.

Corea: positivo il primo vertice “di alto livello” tra Seul e Pyongyang

Segnali positivi dal primo e tanto atteso colloquio tra Corea del Nord e Corea del Sud che si è aperto oggi presso la “Casa della pace” a Panmunjon, villaggio sul confine tra i due Paesi. Si tratta del primo vertice “di alto livello” dal 2015, visto che a guidare la delegazione nordcoreana è stato Ri Son-gwon, presidente del Comitato per la riunificazione pacifica della Corea, mentre quella sudcoreana è stata capeggiata dal ministro dell’Unificazione, Cho Myoung-gyon. I presidenti delle due Coree, Moon Jae-in e Kim Jong-un seguono in videoconferenza i colloqui. Un primo risultato è stato ottenuto: i nordcoreani hanno dato il via libera alla partecipazione di una propria delegazione, composta non solo da atleti, alle Olimpiadi invernali che si terranno dal 9 al 25 febbraio prossimi a Pyeongchang, in Corea del Sud. Dai sudcoreani la proposta che le delegazioni delle due Coree sfilino insieme nel corso delle cerimonie che apriranno e chiuderanno i Giochi olimpici. Dalla Corea del Sud anche la disponibilità a riavviare con la supervisione della Croce rossa le discussioni sulle riunioni delle famiglie separate dalla Guerra di Corea e la richiesta di aprire un dialogo tra militari per evitare tensioni o incidenti.

Stati Uniti: proteste contro le 200mila espulsioni disposte dall’amministrazione Trump

Non hanno tardato i salvadoregni a scendere in piazza, negli Stati Uniti, per protestare contro la decisione dell’amministrazione Trump di non rinnovare lo status di protezione temporanea a circa 200mila immigrati da El Salvador che vivono e lavorano negli Usa. Se non riusciranno a trovare un permesso di residenza, avranno 18 mesi di tempo, da marzo fino al 9 settembre 2019, per lasciare gli Stati Uniti e tornare nel loro Paese d’origine, altrimenti rischieranno il rimpatrio forzato. Lo status di protezione temporanea dei salvadoregni (Tps) era stato concesso dopo il terremoto che nel 2001 devastò El Salvador. “Le condizioni iniziali causate dal sisma del 2001 non esistono più”, ha spiegato in una nota il Dipartimento per la sicurezza nazionale americano. “La prima cosa che voglio dire alle persone è che devono rimanere calme, abbiamo ancora 18 mesi, da marzo fino a settembre 2019”, ha invece dichiarato il ministro degli Esteri salvadoregno Hugo Martinez in una conferenza stampa.

Turchia: esteso per la sesta volta lo stato d’emergenza

Continuerà per almeno altri tre mesi lo stato d’emergenza in Turchia. A deciderlo il governo di Ankara che ha disposto, per la sesta volta consecutiva, l’estensione trimestrale delle misure straordinarie imposte dopo il fallito golpe del 15 luglio 2016, la cui scadenza era prevista tra dieci giorni. La decisione è stata annunciata dal vicepremier turco, Bekir Bozdag, in una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri: “Lo stato d’emergenza sarà nuovamente esteso. Come sapete la procedura vuole che il Consiglio di Sicurezza nazionale dia il suo parere che poi viene discusso dal parlamento”. Guidare il Consiglio di sicurezza nazionale è il presidente Recep Tayyip Erdogan che gode anche della maggioranza assoluta nel Parlamento. Dall’entrata in vigore delle misure d’emergenza nel Paese oltre 50mila persone sono state arrestate e più di 110mila licenziate o sospese.

Tunisia: un morto negli scontri di piazza tra giovani manifestanti e polizia

A sei anni dalla primavera araba, le piazze della Tunisia tornano teatro di tensioni e scontri, questa volta per le proteste contro il carovita, la disoccupazione, la marginalizzazione giovanile e gli aumenti della finanziaria 2018. Manifestazioni si sono svolte ieri sera in oltre 10 città del Paese. Gli scontri tra manifestanti, soprattutto giovani, e polizia hanno causato la morte di una persona a Tebourba. Il ministero dell’Interno ha smentito che la vittima, un uomo 43enne, sia stata colpita da un’auto delle forze dell’ordine. Altri disordini si sono verificati a Kasserine, Thala, Feriana, Sbeitla, Tebourba, nel governatorato della Manouba, non distante dalla capitale e anche a Cit Etthadamen.

Neve: elevato rischio valanghe in Piemonte e Valle d’Aosta. Slavina si abbatte su condominio a Sestriere, nessun ferito

Rimane critica la situazione neve sulle montagne di Piemonte e Valle d’Aosta. Diverse località rimangono isolate. A seguito delle intense piogge notturne, il rischio valanghe è stato portato a livello 5, il massimo, su tre zone della Valle d’Aosta mentre nelle altre il rischio è a livello 4. Anche le temperature elevate aumentano il rischio valanghe. Ieri sera, una slavina si è abbattuta su un condominio, a Sestriere: vetri infranti, stanze invase dalla neve, paura e danni ma nessuno è rimasto ferito. Carabinieri e vigili del fuoco hanno soccorso le 29 persone, tra cui alcuni bambini, che sono state evacuate e successivamente trasferite in alcuni alberghi della cittadina a spese del Comune. Il condominio è stato dichiarato inagibile: la neve è entrata al primo piano e al seminterrato dell’edificio, coprendo porte e finestre e interessando locali comuni,alcuni ingressi e alcuni appartamenti. Nelle zone già colpite da nevicate rimane una situazione di criticità elevata con precipitazioni nevose attese sull’area alpina centro-occidentale che oggi interesseranno anche il settore orientale.

Notizie Sir del giorno: Papa al Corpo diplomatico, naufragio al largo della Libia, crisi Venezuela, Natale ortodosso, intimidazione a don Stamile

Mon, 2018-01-08 20:30

Papa Francesco: al Corpo diplomatico, no a “logica aberrante della guerra”, sì a disarmo e negoziato

“Difendere il diritto alla vita implica pure adoperarsi attivamente per la pace, universalmente riconosciuta come uno dei valori più alti da ricercare e difendere”. Ne è convinto il Papa, che nell’analizzare lo scenario internazionale ha parlato di “gravi conflitti locali” che “continuano ad infiammare varie regioni della terra”. “Gli sforzi collettivi della comunità internazionale, l’azione umanitaria delle organizzazioni internazionali e le incessanti implorazioni di pace che si innalzano dalle terre insanguinate dai combattimenti sembrano essere sempre meno efficaci di fronte alla logica aberrante della guerra”, la denuncia contenuta nel discorso al Corpo diplomatico: “Tale scenario non può far diminuire il nostro desiderio e il nostro impegno per la pace, consapevoli che senza di essa lo sviluppo integrale dell’uomo diventa irraggiungibile”. (clicca qui)

Migranti: Centro Astalli, “otto donne morte al largo della Libia”

“Avvistati 100 migranti aggrappati a un gommone semisommerso che, lentamente, affondava a quaranta miglia dalla costa al largo di Gasr Garabulli, a est di Tripoli. In 86 sono stati salvati dalla Guardia costiera italiana, otto i cadaveri recuperati, tutte donne, ma il bilancio dei dispersi aumenta significativamente il numero delle vittime”. È quanto denuncia oggi il Centro Astalli, in una nota nella quale ricorda che “dal 1° gennaio sono stati recuperati in mare e indirizzati in Italia 417 migranti”. “Nel 2017 almeno 3.116 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo”, prosegue la nota, mentre “sono riusciti a sbarcare in Italia in 119.369, il 34,24% in meno rispetto al 2016”. (clicca qui)

Venezuela: mons. Padrón (Cev), “Natale tra i più tristi della storia recente”

“Noi vescovi giungiamo alla nostra prima assemblea ordinaria del nuovo anno dopo un Natale tra i più tristi della storia recente del Venezuela”. Lo ha detto ieri mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, arcivescovo di Cumaná e presidente della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), aprendo la CIX Assemblea plenaria della Cev, che avrà il compito di rinnovare le cariche direttive dell’organismo. “Il 2017 noi venezuelani non l’abbiamo vissuto, l’abbiamo sofferto – ha detto Padrón -. Tra aprile e luglio abbiamo avuto più di 130 morti, 1.500 feriti e migliaia di detenuti, incarcerati illegalmente. Negli ultimi mesi è cresciuto e si è esteso in modo sempre più rapido il malessere generale del Paese. Cibo e medicinali non solo scarseggiano, ma quando appaiono, aumentano ogni giorno di prezzo in modo esorbitante”. (clicca qui)

Natale ortodosso: Patriarca Kirill, “la sofferenza non ha abbandonato il mondo”. “Trovare la speranza che vince la paura”

“Quando tutti i nostri pensieri sono rivolti al nostro ‘io’, quando nel cuore non c’è posto per il prossimo, allora neanche il Signore può trovarvi posto. La presenza del prossimo nel nostro cuore dipende prima di tutto dalla nostra capacità di condividere la sofferenza degli altri, di rispondere a essa con concrete opere di carità”. Lo ha scritto il patriarca di Mosca Kirill nel messaggio inviato ai membri dell’episcopato, al clero, ai monaci e alle monache e a tutti i fedeli in occasione del Natale che le Chiese ortodosse hanno celebrato ieri, 7 gennaio. “L’anno appena trascorso per la vita del nostro popolo è stato pieno di ricordi dei tragici avvenimenti del XX secolo e delle persecuzioni per la fede”, scrive il patriarca. (clicca qui)

Intimidazione a don Stamile: ritrovata una carcassa di un capretto in un sacchetto legato allo specchietto dell’auto del referente di Libera Calabria

Una carcassa di un capretto all’interno di una busta della spazzatura è stata legata allo specchietto retrovisore esterno dell’auto di don Ennio Stamile, referente di “Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie” della Calabria. Il fatto è avvento nella notte tra sabato e domenica scorsi. Il sacerdote, che era a cena con alcuni capi scout, ha subito denunciato il fatto ai carabinieri che, arrivati sul luogo, hanno sequestrato la carcassa del capretto. Don Stamile, ai militari, secondo quanto si è appreso, ha detto di non sapersi spiegare i motivi dell’intimidazione. Le indagini riguardano il movente dell’intimidazione e non escludono alcuna ipotesi. Il sacerdote era stato oggetto di minaccia già nel 2012 quando, davanti il portone di casa, gli fecero trovare una testa di maiale mozzata con uno straccio in bocca. (clicca qui)

Ccee: don Martin Michalícek, slovacco, è il nuovo vice segretario generale

Dal 1° gennaio il Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee) ha un nuovo vice segretario generale, don Martin Michalíček, che resterà in carica per il quinquennio 2018-2023. Sacerdote dell’antica diocesi di Nitra (Slovacchia), don Michalíček giunge a St. Gallen (Svizzera) – sede del Segretariato Ccee – per affiancare l’attuale segretario generale, mons. Duarte da Cunha, e succede a don Michel Remery, vice segretario generale dal 2012 al 2017. “Questa nomina – dichiara il neo eletto – giunge come una chiamata del Signore alla quale ho dato il mio sì. Ringrazio la presidenza del Ccee per la fiducia che mi ha accordata e chiedo al Signore di guidare i miei passi in questo nuovo servizio per la Chiesa in Europa”. (clicca qui)

Diocesi: Lucera-Troia, indetto dal vescovo Giuliano il Sinodo diocesano su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”

“Annuncio ed indico ufficialmente il Sinodo della Chiesa di Lucera-Troia, dallo stesso tema di quello dei vescovi del prossimo ottobre, e cioè ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’”. Con queste parole, pronunciate durante la celebrazione eucaristica dell’Epifania, il vescovo di Lucera-Troia, mons. Giuseppe Giuliano, ha comunicato l’indizione del Sinodo della Chiesa locale. “L’annuncio – si legge in una nota – arriva a poco meno di un anno di episcopato di mons. Giuliano nella più piccola diocesi di Capitanata, segno questo di una Chiesa viva e aperta al più ampio respiro universale”. (clicca qui)

Migranti: Medici senza frontiere, “almeno 64 vittime, tra cui molti bambini, nel primo naufragio del 2018”

Mon, 2018-01-08 20:13

Le équipe di Medici senza frontiere (Msf) in Sicilia hanno svolto questa mattina un intervento di Primo soccorso psicologico (Pfa) al porto di Catania per i sopravvissuti del naufragio del 6 gennaio, che ha visto la Guardia Costiera italiana salvare 84 persone e recuperare i corpi senza vita di altre 8. “Secondo le testimonianze raccolte dagli psicologi di Msf – si legge in una nota – almeno altre 56 persone risulterebbero disperse, tra cui molti bambini che avrebbero perso la vita in mare”. “Dalle prime ricostruzioni – spiega Teo Di Piazza, coordinatore Msf dell’attività di supporto psicologico in Sicilia – sembra che i sopravvissuti abbiano aspettato almeno due ore l’arrivo dei soccorsi”. “Aggrappati a quel che restava del gommone, si aiutavano gli uni con gli altri, mentre osservavano altre persone lottare per sopravvivere. Purtroppo – prosegue – in questo lasso di tempo almeno 64 persone, tra cui molti bambini, avrebbero perso la vita in mare”. Delle 14 persone assistite dagli psicologi di Msf, nove hanno perso almeno un membro della famiglia e tutti hanno perso almeno una persona cara durante la traversata. “Tra i sopravvissuti ci sono anche un bambino di tre anni che ha perso la madre e una famiglia di undici persone in cui si sono salvati solamente in tre”, aggiunge Di Piazza. Il barcone sarebbe partito la notte precedente al soccorso dal porto di Garabulli, a est di Tripoli, con circa 150 persone a bordo e verso mezzogiorno avrebbe cominciato ad imbarcare acqua mentre le condizioni del mare peggioravano.
“Nonostante gli sforzi delle autorità europee ed italiane per chiudere ad ogni costo la rotta mediterranea e bloccare le persone in Libia, uomini, donne e bambini continuano a rischiare la vita e a morire in mare”, denuncia Tommaso Fabbri, capo missione di Msf in Italia. “Questa continua tragedia non si risolverà con stretti corridoi umanitari per pochi. Solo l’apertura di vie legali e sicure, stabili e sostenibili per chi è in cerca di protezione – conclude – potrà evitare che persone disperate mettano i loro destini e quelli dei loro figli nelle mani dei trafficanti”.
Nel 2017 i team di Msf a bordo delle navi Aquarius e Prudence hanno prestato soccorso ad un totale di 23.848 persone e continuano ad operare a bordo dell’Aquarius in coordinamento con Sos Méditerranée.

Terremoto Centro Italia: Anpas, incontro nazionale “Cuore al Centro”. 3mila volontari a Firenze

Mon, 2018-01-08 20:07

Saranno quasi tremila i volontari delle pubbliche assistenze Anpas da tutta Italia che il 14 gennaio si ritroveranno a Firenze (Teatro Obihall) dalle ore 10 per “Cuore al Centro”, l’incontro nazionale dei volontari intervenuti in seguito alle emergenze sisma 2016-2017 in Centro Italia. Un evento per ribadire, si legge in una nota dell’Anpas, “un modo di intendere il volontariato e l’impegno che caratterizza i volontari e per rilanciare il progetto della Casa della Montagna” che Anpas e Cai stanno allestendo ad Amatrice. Dal 24 agosto 2016, giorno del sisma, fino all’inizio di febbraio 2017, termine dell’emergenza, “sono stati 2.703 i volontari Anpas che si sono avvicendati nelle zone colpite dalle sequenze sismiche nel centro Italia. Nei campi di Foligno, Macerata, Tolentino, Amatrice e Norcia sono stati cucinati e distribuiti quasi 130mila pasti. Importante anche l’impegno dei volontari della sala operativa nazionale con 341 giorni uomo e del magazzino con 129 giorni uomo. Sono stati 896 i volontari attivati dalle rispettive Regioni o direttamente dalle sale operative 118”. Soccorritori, infermieri, medici, psicologi, operatori di protezione civile, educatori, cuochi, logisti, elettricisti, geologi, cinofili sono stati impegnati per portare soccorso e assistenza alla popolazione nel corso di tutta l’emergenza non solo ad Amatrice ma, insieme alle colonne mobili regionali, anche nelle comunità di Montegallo, Accumuli, Arquata del Tronto, Grissino, Fonte del Campo e Cornillo Nuovo. Nel corso di “Cuore al Centro” è previsto un momento speciale dedicato al ricordo di Alessandro Moni e Marco Mucciarelli, due persone che hanno dato un contribuito importante allo sviluppo del volontariato di protezione civile. Verrà anche presentato il progetto della Casa della Montagna di Anpas (raccolta fondi da oltre 500mila euro) e Cai. Un luogo con funzioni educative e informative, una struttura che abbia valenza sul territorio, un presidio funzionale per il volontariato, ma anche per gli amanti della montagna. All’incontro del 14 gennaio sono stati invitati a partecipare e a portare un saluto ai volontari il Capodipartimento Angelo Borrelli, il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, il Presidente del Cai Vincenzo Torti, il Sindaco di Norcia Nicola Alemanno, il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il Sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi.

Dire: i titoli e il tg politico

Mon, 2018-01-08 20:03

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia Dire. Anche su www.dire.it e www.agenziadire.com.

Maroni lascia, in Lombardia corsa alla successione

“Non mi ricandiderò. È una decisione personale, presa in autonomia e subito condivisa con Salvini”. Roberto Maroni conferma che non correrà per la presidenza della Regione Lombardia. Per la successione il governatore indica il nome di Attilio Fontana, ex sindaco di Varese, come candidato del Carroccio. “Con l’autonomia che sarà fatta entro le elezioni, possiamo concludere in bellezza e aprire una prospettiva straordinaria per la Lombardia”, ha detto Maroni che ha rivendicato il referendum del 22 ottobre scorso come un “successo storico”.

Via le tasse universitarie? È scontro

È polemica sulla proposta lanciata ieri da Pietro Grasso di abolire le tasse universitarie. “È una proposta alla Trump”, dice il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda spiegando che favorisce la parte più ricca del Paese, perché gli studenti meno abbienti sono già esentati dalle tasse. Gli replica Pier Luigi Bersani che al ministro ricorda che l’Italia ha la metà dei laureati dei più grandi Paesi europei. Per Ettore Rosato del Pd si tratta di una proposta sbagliata perché rivolta a tutti e non solo ai redditi più bassi.

Migranti, il Papa ringrazia Italia per l’impegno

Papa Francesco ringrazia l’Italia per l’impegno nell’accoglienza dei migranti. “In questi anni – ha detto al Corpo diplomatico il Pontefice, come riferisce il Sir – l’Italia ha mostrato un cuore aperto e generoso e ha saputo offrire anche dei positivi esempi di integrazione”. Bergoglio ha espresso l’auspicio che le difficoltà economiche “non portino a chiusure e preclusioni” perché rifugiati e migranti cercano di raggiungere l’Europa alla ricerca di condizioni migliori. Infine il Papa ha rilanciato il dialogo tra le due Coree e in Siria.

Verso le elezioni, checkup sui poteri dello Stato

Delineare lo stato di salute dell’ordinamento alla vigilia delle elezioni politiche. È l’obiettivo del convegno sui “poteri dello Stato” organizzato all’Istituto Sturzo dalla Scuola in Anticorruzione e Appalti nella Pubblica Amministrazione dell’Università di Salerno. Coordinato da Gianluca Maria Esposito, l’incontro vedrà alternarsi gli interventi di Giuliano Amato, Giovanni Maria Flick, Sabino Cassese. Sul piano della qualità della legislazione resta ancora molto da fare, dicono tra gli altri i parlamentari Andrea Mazziotti e Gaetano Quaglieriello.

Depressione maggiore: Fatebenefratelli Brescia, studio dimostra legame tra geni ed eventi traumatici in età evolutiva per lo sviluppo della malattia

Mon, 2018-01-08 19:55

Annamaria Cattaneo, ricercatrice dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, ha pubblicato su Molecular Psychiatry un articolo intitolato “FoxO1, A2M e TGFB1: tre nuovi geni che predicono la depressione come conseguenza dell’interazione tra geni di vulnerabilità’ e condizioni ambientali avverse”. Si tratta di uno studio sul tema della depressione maggiore che dimostra come fattori ambientali, ed in particolare eventi stressanti e traumatici durante i primi anni di vita possano esercitare un effetto sinergico con la vulnerabilità determinata dal proprio background genetico, e rafforza l’idea che alcune varianti geniche, note anche come polimorfismi, possano interagire con l’ambiente avverso, rendendo alcuni soggetti più vulnerabili rispetto ad altri per lo sviluppo di psicopatologie. “Abbiamo intrecciato – spiega Cattaneo – dati provenienti da diversi tessuti, da modelli preclinici e da studi in corti cliniche. Abbiamo quindi identificato un network di nuovi geni, coinvolti in processi di infiammazione e di risposta allo stress come possibili geni di vulnerabilità per la depressione”. Due le corti cliniche osservate: una americana di pazienti con depressione ed esposti ad eventi traumatici e una norvegese di soggetti adulti che durante l’adolescenza erano stati separati dai genitori a causa della seconda guerra mondiale. Lo studio sottolinea l’importanza di comprendere i meccanismi mediante i quali una predisposizione genetica (predisposizione al rischio o alla resilienza/protezione) possa interagire con eventi ambientali avversi, ed esercitare un effetto a lungo termine che viene poi smascherato in età adulta con la manifestazione della malattia. Questo, conclude la ricercatrice, “contribuirà non solo ad una migliore comprensione di come i nostri geni interagiscono con l’ambiente esterno, ma porterà anche all’identificazione di soggetti più a rischio, e anche di nuovi bersagli utili per lo sviluppo di nuovi farmaci, che se somministrati in via preventiva, potrebbero essere utili per minimizzare il rischio di sviluppare questa patologia”.

Sudan: proteste per il pane dopo i rincari, dal Darfur a Khartoum

Mon, 2018-01-08 19:35

(DIRE-SIR) – Si stanno diffondendo in più città, in Sudan, le proteste contro i rincari del prezzo del pane dovuti alla soppressione di un sussidio governativo: lo riferiscono fonti concordanti, dopo i disordini sfociati nell’uccisione di un dimostrante nella regione del Darfur. Cortei e mobilitazioni sono stati segnalati tra ieri e oggi nelle città di El-Geneina, Nyala e Al-Damazin ma anche nella capitale Khartoum. In Darfur, nel tentativo di reprimere le dimostrazioni, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni. I manifestanti hanno invece eretto barricate con pneumatici in fiamme e bloccato strade. Gli aumenti erano entrati in vigore venerdì. Il costo di una pagnotta era passato da 50 centesimi a una sterlina sudanese dopo che il governo aveva disposto l’incremento del prezzo di un sacco di farina da 167 a 450 sterline. Secondo il ‘Sudan Tribune’, quotidiano online con sede a Parigi, i rincari sono coincisi con una serie di arresti e chiusure di giornali. A finire in manette sarebbe stato tra gli altri Omer Al-Digair, presidente del Partito del Congresso sudanese. Parallelamente sono state sequestrate le copie di sei giornali: ‘Al-Tayyar’, ‘Al-Mustaqilla’, ‘Al-Saiha’, ‘Al-Qarar’, ‘Akhbar Al-Watan’ e ‘Al-Midan’.

(www.dire.it)

Vescovi Usa: iniziata la settimana nazionale delle migrazioni. Tema, “molti viaggi, una famiglia”

Mon, 2018-01-08 18:50

(da New York) “Molti viaggi, una famiglia” è il tema scelto dalla Conferenza episcopale statunitense per celebrare la settimana nazionale delle migrazioni che è iniziata il 7 gennaio e si concluderà il 13. Dal quasi 50 anni questo appuntamento offre l’opportunità di sensibilizzare le comunità cristiane sui contributi offerti dai migranti, dai rifugiati e dalle vittime della tratta alla nazione. La settimana inoltre invita le parrocchie, i gruppi e i movimenti ad incontrare immigrati e rifugiati per “condividere il viaggio con i nostri fratelli e sorelle ostretti a lasciare le loro case”, ha spiegato monsignor Joe Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale che ha suggerito tra l’altro di approfondire l’insegnamento biblico sull’accoglienza dei nuovi arrivati. Il presidente dei vescovi Usa, il cardinal Daniel DiNardo, nel messaggio inviato a tutte le diocesi ha chiesto di guardare con gratitudine al dono dei migranti e ha precisato che la settimana è anche un momento di riflessione “sulla nostra storia di Chiesa e di nazione migrante e, per questo, è importante guardare anche alle storie delle nostre famiglie che hanno tutte origini da immigrati”. Il cardinale ha continuato dicendo che “il volto del migrante può essere diverso e può cambiare nel tempo – europeo, asiatico, sudamericano o di altra provenienza – ma questi volti continuano a rivelare il desiderio di assicurare benedizioni al sogno americano”. DiNardo ha concluso richiamando le parole di papa Francesco nella giornata per la pace, evidenziando che i migranti e i rifugiati “non arrivano a mani vuote, ma portano il loro coraggio, le loro abilità, la loro energia, le loro aspirazioni e i tesori delle proprie culture; ed è in questo modo che arricchiscono la vita delle nazioni che li ricevono”.

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