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Servizio Informazione Religiosa
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Papa Francesco: Angelus, “grazie” a soccorritori e volontari. Preghiera per vittime terremoto e neve

Mon, 2017-01-23 10:01

“Nei giorni scorsi, il terremoto e le forti nevicate hanno messo nuovamente a dura prova tanti nostri fratelli e sorelle dell’Italia centrale, specialmente in Abruzzo, Marche e Lazio”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri. “Sono vicino con la preghiera e con l’affetto alle famiglie che hanno avuto vittime tra i loro cari”, ha proseguito, incoraggiando “quanti sono impegnati con grande generosità nelle opere di soccorso e di assistenza; come pure le Chiese locali, che si prodigano per alleviare le sofferenze e le difficoltà”. “Grazie tante per questa vicinanza, per il vostro lavoro e l’aiuto concreto che portate. Grazie!”, il doppio tributo di Francesco, che ha esortato i fedeli “a pregare insieme la Madonna per le vittime e anche per quelli che con grande generosità si impegnano nelle opere di soccorso”. Subito prima, il Papa ha ricordato la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si concluderà mercoledì prossimo con la celebrazione dei Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, “a cui parteciperanno i fratelli e le sorelle delle altre Chiese e Comunità cristiane presenti a Roma”. “Vi invito a perseverare nella preghiera, affinché si compia il desiderio di Gesù: ‘Che tutti siano una sola cosa’”, ha detto Francesco.Il papa ha concluso l’Angelus ricordando che “nell’Estremo Oriente e in varie parti del mondo, milioni di uomini e donne si preparano a celebrare il capodanno lunare il 28 gennaio”: “Il mio cordiale saluto – ha detto – giunga a tutte le loro famiglie, con l’augurio che esse diventino sempre di più una scuola in cui si impara a rispettare l’altro, a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato. Possa la gioia dell’amore propagarsi all’interno delle famiglie e da esse irradiarsi in tutta la società”.

Papa Francesco: Angelus, “convertirsi non è cambiare abiti, ma abitudini”. “Portare il Vangelo nelle periferie”

Mon, 2017-01-23 10:00

“Convertirsi non è soltanto cambiare il modo di vivere, ma anche il modo di pensare. E’ una trasformazione del pensiero. Non si tratta di cambiare gli abiti, ma le abitudini!”. Lo ha detto il Papa, che durante l’Angelus di ieri ha ricordato alle migliaia di fedeli che Gesù, a differenza di Giovanni il Battista, “sceglie di essere un profeta itinerante. Non sta ad aspettare la gente, ma si muove incontro ad essa. Gesù è sempre per la strada!”. Le sue prime “uscite missionarie”, infatti, “avvengono lungo il lago di Galilea, a contatto con la folla, in particolare con i pescatori”: “Lì Gesù non solo proclama la venuta del regno di Dio, ma cerca i compagni da associare alla sua missione di salvezza. In questo stesso luogo incontra due coppie di fratelli: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni; li chiama dicendo: ‘Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini'”. “La chiamata li raggiunge nel pieno della loro attività di ogni giorno”, ha detto Francesco: ciò vuol dire che “il Signore si rivela a noi non in modo straordinario o eclatante, ma nella quotidianità della nostra vita. Li dobbiamo trovare il Signore; e lì Lui si rivela, fa sentire il suo amore al nostro cuore; e lì – con questo dialogo con Lui nella quotidianità della vita – cambia il nostro cuore”. “Sulle rive del lago, in una terra impensabile, è nata la prima comunità dei discepoli di Cristo”, ha concluso il Papa, esortando i presenti a “portare la parola, l’amore e la tenerezza di Gesù in ogni contesto, anche il più impervio e resistente. Portare la Parola a tutte le periferie!”, cioè in “tutti gli spazi del vivere umano”.

Forum famiglie: convegno a Roma con banche, imprenditoria, società civile. “La famiglia non è il malato, è la cura”

Sat, 2017-01-21 19:30

Si è svolto oggi a Roma l’incontro tra associazionismo familiare, banche ed imprese, organizzato dal Forum delle famiglie. La scommessa del Forum, condivisa da tutti i partecipanti (Vincenzo Bassi, giuristi cattolici, Carlo Borgomeo, presidente Fondazione per il Sud, Sergio Gatti, direttore generale Federcasse, Dionigi Gianola, direttore generale Compagnia delle Opere, Andrea Rapaccini, presidente Make a change per il business sociale) è chiara: “La famiglia non svolge solo una funzione sociale ma anche economica e produttiva come tutte le imprese. È tuttavia necessario che questa funzione sia riconosciuta a tutti i livelli. Questo implica un’inversione degli atteggiamenti dell’intera società per iniziare un dialogo nuovo tra famiglia e istituzioni pubbliche e private, banche e imprese incluse. Tutti i presenti hanno evidenziato la necessità di questo percorso”, sottolinea una nota del Forum famiglie. “Il microcredito bancario – si legge sempre nella nota – deve essere aperto con maggior decisione alle famiglie e va destinato più agli investimenti che al consumo. Le banche, attraverso il microcredito – ma non solo – devono impegnarsi a sostenere il ruolo generativo della famiglia, la formazione dei figli, i casi di astensione dal lavoro e le iniziative di promozione sociale”. E ancora: “Le aziende devono investire sul welfare familiare che, come le esperienze illustrate dimostrano, rendono le aziende stesse più forti e i dipendenti più motivati. Una Corporate family responsibility che misura le aziende anche nella loro capacità di riconoscere il ruolo della famiglia, non solo quella che ha avviato l’attività imprenditoriale (in Italia l’86% delle aziende è di natura familiare) ma anche e soprattutto quella dei dipendenti. Lo Stato deve imparare ad andare oltre il metodo dei bonus che, cifre alla mano, non incentiva i consumi tradendo gli scopi per i quali viene tenacemente riproposto ad ogni Finanziaria”. “Tutti devono fare la propria parte”, ha concluso il presidente del Forum, Gigi De Palo: “Ma anche le famiglie devono uscire da una posizione di difesa e di sconsolata rassegnazione. Devono acquisire un ruolo propositivo nel trasferire al sistema pubblico la sapienza, maturata di generazione in generazione, per una gestione economica intelligente. Ma quello che tutti – società, imprenditoria, politica e per prime le stesse famiglie – devono capire è che la famiglia non è il malato ma la cura”.

Acec: don Adriano Bianchi confermato presidente

Sat, 2017-01-21 19:00

Don Adriano Bianchi è stato confermato ieri presidente dell’Associazione cattolica esercenti cinema (Acec). Il sacerdote bresciano, che dallo scorso novembre è anche presidente della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), guida l’Acec dal 2014 e in questo biennio ha accompagnato il percorso di rinnovamento dello statuto dell’associazione. “Abbiamo camminato per costruire un’associazione – commenta don Bianchi – che fosse più capace di dare rappresentanza alle sale della comunità e ai loro territori, più lineare dal punto di vita della trasparenza amministrativa e gestionale e più capace di coinvolgere tutti nella vita associativa”. Nel consiglio direttivo dell’associazione, che riunisce un migliaio di sale della comunità sul territorio italiano, sono stati eletti anche il vice presidente Alessio Graziani, della diocesi di Vicenza e presidente di Acec Triveneta, e i consiglieri Gianluca Bernardini, presidente di Acec Milano, Emanuele Poletti, presidente di Acec Bergamo e Giancarlo Giraud, presidente di Acec Liguria. Al nuovo consiglio direttivo parteciperanno anche Francesco Giraldo, segretario generale di Acec nazionale, come esperti Arianna Prevedello, responsabile per la comunicazione, e Carmine Imparato, responsabile per la programmazione. “Siamo contenti di essere, con le nostre sale e i linguaggi dell’arte e della cultura, al servizio dell’annuncio del Vangelo impegnati di un dialogo costante con la modernità”, prosegue il presidente, per il quale, “il cinema, il teatro, il nostro pubblico, le nostre comunità cristiane ci stimolano a continuare a fare del nostro meglio”.

Comunità Emmaus: iniziative in tutta Italia per ricordare l’abbé Pierre nel decennale della morte

Sat, 2017-01-21 18:30

In concomitanza con l’evento con il quale domani, domenica 22 gennaio, in Place de la Republique a Parigi, verrà ricordato l’abbé Pierre nel decennale della morte, sono state organizzate diverse iniziative anche in Italia. Tema portante sarà, “in un momento di grande e aspro dibattito sul problema delle migrazioni”, l’articolo 13 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che riconosce ad ogni individuo il “diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato” e quello a “lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese”. A Prato, la Comunità Emmaus invita a partecipare alla celebrazione eucaristica di questa stasera, alle 20.30, nella parrocchia di San Giorgio a Castelnuovo. A Piadena, nel cremonese, invece l’appuntamento è per domani, alle 11, presso la chiesa di Torre de’ Picenardi. Sempre domani, domenica 22 gennaio, a Villafranca, nel veronese, alle 17 presso l’auditorium di piazzale San Francesco verrà proiettato il film “Inverno ‘54” che “racconta – si legge in una nota – le prime fasi del lavoro di Emmaus e l’impegno dell’abbé Pierre nella periferia di Parigi”. Seguirà un incontro di riflessione a più voci sul problema casa. Sempre in Veneto, ma a Treviso, la Comunità Emmaus aderirà alla “Marcia dei Millepiedi” sul Montello: il ritrovo è fissato per le 14.30, presso villa Wasserman a Giavera del Montello.

Valanga hotel Rigopiano: De Luca (Ucsi), “educare a un uso sobrio e consapevole degli strumenti comunicativi”

Sat, 2017-01-21 18:13

“Educare a un uso sobrio e consapevole degli strumenti comunicativi dovrebbe far parte dei programmi di scuola”. È quanto afferma Vania De Luca, presidente dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), commentando la vicenda dell’hotel Rigopiano, sul Gran Sasso, soprattutto per quanto riguarda i risvolti legati alle modalità dell’informazione. “L’addestramento e la preparazione dei soccorritori, eccezionali, avvengono nei tempi di calma per poter dare risultati come quelli che abbiamo visto all’hotel Rigopiano”, osserva De Luca, secondo cui “le catastrofi sono spesso improvvise, la forza per affrontarle non si improvvisa”. La presidente Ucsi sottolinea “la capacità di lavorare in squadra” dimostrata dai soccorritori, rilevando che “da soli non si arriverebbe a nessun risultato”. “La speranza di trovare persone in vita nonostante il quadro disastroso è stata una grande lezione di vita”, prosegue De Luca, per la quale “tutti hanno voluto vedere video e foto del salvataggio della mamma e del bambino tirati fuori dall’hotel”. “Sono utili le immagini che aiutano a sperare”, osserva la giornalista, notando che se “oggi ci sono strumenti di comunicazione alla portata di tutti”, “averne consapevolezza può essere vitale”. De Luca si riferisce al fatto che all’uomo che ha lanciato l’allarme: “è più che comprensibile che non gli sia venuto in mente di scattare e inviare una foto, ma se l’avesse fatto probabilmente la macchina dei soccorsi si sarebbe mossa prima”. “Chi con le immagini lavora, sa che che ci sono cose che si possono anche non dire perché bastano le immagini”, prosegue la presidente Ucsi, riconoscendo che “questa semplice regola dovrebbe entrare a far parte della consapevolezza comune”. Infine, De Luca si sofferma sulla presenza dei giornalisti, che “è importante per aiutare a capire cosa accade e perché accade, per ricostruire e denunciare eventuali responsabilità o inadempienze, ma anche per incoraggiare ed evidenziare quello che funziona”. Inoltre, aggiunge, “serve per aiutare la collettività a metabolizzare quanto accade, a darvi un senso e una direzione, soprattutto nelle vicende dolorose, in cui ci sono dei sommersi e dei salvati, famiglie divise, dei ‘perché’ senza risposta, emozioni e sentimenti oltre ai pensieri, traumi difficili da superare”. Per questo, De Luca esprime “un grazie ai giornalisti che lavorano in condizioni difficili senza risparmiarsi, inviati sul campo e redazioni”. “Perché anche quello dei giornalisti – conclude – è un lavoro di squadra”.

Emergenza freddo: Com. Sant’Egidio, a Genova raccolta di coperte per i senza fissa dimora

Sat, 2017-01-21 18:00

Una raccolta di coperte per aiutare i senza fissa dimora ad affrontare i lunghi mesi invernali è stata organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio di Genova. “In un paio di settimane abbiamo ricevuto un migliaio di coperte da consegnare a chi vive per strada”, ha spiegato Sergio Casali. “Nei giorni scorsi abbiamo allestito alcuni centri di raccolta in vari quartieri della città in aggiunta a quello aperto nella nostra sede del centro storico. I genovesi hanno risposto con sollecitudine e con generosità alla nostra richiesta e c’è stata una grande sensibilità a livello collettivo”, ha detto ancora Casali. Una risposta significativa tanto più che la raccolta non è stata pubblicizzata sui mezzi di comunicazione ma solamente attraverso il passa parola e i contatti personali: molte delle coperte consegnate dai genovesi ai centri di raccolta allestiti dai volontari della Comunità sono state comprate e donate appositamente per l’occasione. Altre persone hanno consegnato giacconi, sia da uomo che da donna, e sono arrivati anche alcuni sacchi a pelo. “Come società – ha spiegato ancora Casali – dobbiamo cercare di superare il concetto di ‘emergenza freddo’ e mettere in atto politiche diverse per aiutare i senza fissa dimora”. Nei prossimi giorni saranno allestite altre raccolte. Una di queste si terrà a Sestri Ponente, in Piazza Merani, sabato 28 gennaio.

Sanremo 2017: la gioia del Piccolo Coro dell’Antoniano per la partecipazione alla terza serata del Festival

Sat, 2017-01-21 17:55

“Meraviglia e tantissima gioia”. È così che il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna diretto da Sabrina Simoni vive la partecipazione alla terza serata del Festival di Sanremo 2017. A parlare è il direttore dell’Antoniano, fra’ Giampaolo Cavalli, che in un’intervista a www.passaggimag.it commenta l’annuncio dato da Carlo Conti durante la conferenza stampa di ieri a Milano. “I bambini – dice – sono contentissimi di andare a Sanremo e adesso ci aspettano tre settimane che impiegheremo per prepararci al meglio”. L’impegno è importante: in apertura di serata, la formazione di voci bianche porterà sul palco dell’Ariston un medley dei più famosi brani dello Zecchino D’Oro, che nel 2017 compie 60 anni. “La cosa che mi stupisce di più – aggiunge padre Cavalli – è l’interesse che c’è attorno a ciò che facciamo e soprattutto alla modalità con cui facciamo le cose. Quindi il fatto che tutto si svolge all’interno di una realtà che resta giocosa e a misura di bambino”. Una formula vincente contornata da tanti successi. Tra questi il secondo tour in Cina conclusosi i primi di gennaio dopo 8 concerti tra Pechino e Shanghai che hanno registrato il tutto esaurito. E poi c’è la straordinaria performance su YouTube dove il Piccolo Coro occupa ormai stabilmente i vertici della classifica italiana davanti a molti big della scena musicale del nostro Paese. Eppure i piccoli dell’Antoniano non perdono di vista la propria identità. “Sono bambini come tutti gli altri – precisa il religioso – giocano e si impegnano con tutta la serietà possibile, ma sempre rimanendo con i piedi per terra. Noi adulti, invece, facciamo un po’ più fatica e ci montiamo facilmente la testa”.

Marittimi: i casi delle “navi abbandonate”, con centinaia di lavoratori “fantasma”. “Mancano norme”

Sat, 2017-01-21 17:54

Nei porti italiani, dove transitano ogni anno 5 milioni e 200mila marittimi, c’è grande bisogno di welfare, sia nella gestione della vita ordinaria quando gli equipaggi scendono a terra, sia quando si verificano i famigerati casi delle “navi abbandonate” dagli armatori che non riescono a pagare più i salari e gli altri costi: sono infatti centinaia ogni anno i marittimi che diventano dei “fantasmi”, sequestrati a bordo per mesi, senza cibo né altri aiuti. Ma su queste vicende non esistono normative in Italia. La situazione è stata denunciata oggi pomeriggio durante il convegno dell’ufficio nazionale Cei per l’apostolato del mare, in una sessione che ha fatto il punto sui Comitati territoriali di welfare che, insieme al Comitato nazionale, dovrebbero esistere in tutti i porti, per ottemperare alla Convenzione internazionale sul lavoro del mare ratificata dall’Italia. “La Convenzione mira a rendere dignitoso il lavoro dei marittimi – ha spiegato Paola Maschietto, consulente del lavoro esperta del settore marittimo -. Ricordiamo che il 90% delle merci si muove in mare, eppure i marittimi sono sfruttati, isolati, esposti a rischio sequestro e morte. I comitati territoriali hanno lo scopo di dare loro assistenza e accoglienza”. Sono ancora numerosi, infatti, i casi di “dismissioni di navi a costo zero: i marittimi stranieri non possono abbandonare le imbarcazioni senza il consenso dell’armatore, anche perché rischiano di perdere il diritto al salario e diventare irregolari”. Il comandante Pierluigi Milella, segretario del Comitato nazionale welfare della gente di mare, ha raccontato il caso della nave ucraina abbandonata a Porto Nogaro per due mesi, con 14 marittimi a bordo senza assistenza. “Siamo riusciti ad aiutarli con viveri e carburanti e a rimpatriare i cittadini ucraini anche grazie alla Stella Maris e alla Caritas di Udine – ha detto -. Il console e il comandante nella nave ancora ci ringraziano. Ma non esiste nessuna norma che tuteli i marittimi abbandonati e sanzioni gli armatori”. Milella ha detto che al momento esistono 26 comitati territoriali in Italia “ma funzionano solo grazie alla buona volontà e alle sinergie delle realtà locali”. Alcuni molto attivi sono a Piombino e Cagliari, “perché sono i porti con più situazioni di abbandono delle navi”. Al momento, tra le varie situazioni denunciate dai partecipanti, c’è una nave abbandonata da cinque mesi, con tre marittimi georgiani a bordo, nel porto d’Augusta, dopo essere arrivata in avaria a Pozzallo.

Maltempo: Coldiretti, “salito a 400 milioni il conto dei danni causati nelle campagne italiane”

Sat, 2017-01-21 17:50

“È salito a 400 milioni il conto dei danni causati nelle campagne italiane dall’ondata di maltempo che ha portato neve, gelo e vento, con l’ultimo allarme che viene dalla Sardegna dove potrebbero essere centinaia gli animali morti, soprattutto mucche, intrappolate nella neve, mentre il bilancio è drammatico nelle zone delle terremoto dove sono addirittura iniziate le evacuazioni degli animali sopravvissuti dalle stalle crollate per le nuove scosse ed il peso della neve”. Ad affermarlo è la Coldiretti in una nota con la quale rileva che “il maltempo eccezionale di gennaio ha distrutto interi raccolti di ortaggi invernali nelle regioni del centro sud e provocato danni alle serre e alle piante da frutta come agrumi e viti crollate sotto il peso della neve ma anche strage di animali” oltre al “crollo del 50% della produzione di latte nelle mucche e pecore stressate dal freddo e perdite commerciali per le difficoltà di consegna del latte e degli altri prodotti”. “Le conseguenze – prosegue la Coldiretti – si sentono anche per i consumatori nei supermercati dove sono drasticamente ridotte le consegne con inevitabili riflessi sui prezzi che mediamente aumentano del 200% dal campo alla tavola”. “Nelle aree colpite dal terremoto di Lazio Umbria, Marche e Abruzzo – sottolinea la Coldiretti – sono sepolte dalla neve 3mila aziende agricole e stalle con le perdite maggiori dovute al crollo della produzione di latte e alla impossibilità di consegnarlo insieme agli prodotti deperibili come le mozzarelle che sono stati gettati per una perdita stimata in milioni di euro a cui si aggiungono i maggiori costi dovuti ai disagi creati dal maltempo stimabili al +30% per le difficoltà a raggiungere il bestiame, per alimentarlo, mungerlo, abbeverarlo”. “La situazione – afferma la Coldiretti – è insostenibile per gli uomini e gli animali che sono rimasti nelle campagne terremotate dove si sono registrati pesanti ritardi ed inefficienze burocratiche”. “Davanti ad un disastro annunciato ci muoveremo – assicurano – per individuare le responsabilità e agire di conseguenza insieme ai nostri allevatori. Serve una accelerazione nella realizzazione delle opere per mettere al sicuro animali e uomini che non posso abbandonarli”.

Pellegrinaggi: Orp, dal 29 gennaio il XIX Convegno teologico-pastorale su fede e bellezza

Sat, 2017-01-21 17:40

“Il Pellegrinaggio: Fede e Bellezza” è il tema del XIX convegno nazionale teologico – pastorale che l’Opera romana pellegrinaggi (Orp) promuove dal 29 al 31 gennaio a Roma (The Church Village Hotel – Via di Torre rossa 94). L’incontro, spiega monsignor Liberio Andreatta, amministratore delegato Orp e direttore dell’Ufficio edilizia di culto – beni culturali – arte sacra del Vicariato di Roma, “è rivolto a tutti coloro che desiderano approfondire i valori propri di chi ama viaggiare: fede, libertà, ricerca e bellezza”, ad operatori della pastorale dei pellegrinaggi e incaricati degli uffici per i beni culturali e l’edilizia di culto. Il convegno, insieme ai programmi Orp per il 2017, verrà presentato il 24 gennaio alle 20 nella sede dell’Opera romana (Palazzo Maffei Marescotti, ore 20). Il 30 gennaio, dopo i saluti di mons. Andreatta, monsignor Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti – Vasto, terrà la relazione Il pellegrinaggio e la luce della bellezza”. A seguire l’architetto e Accademico dei lincei Paolo Portoghesi, affronterà il tema “La Chiesa custode della bellezza”. Interverranno anche p. Marko Rupnik, direttore Centro Aletti, su “Fede e bellezza nei pellegrinaggi”, e monsignor Marco Frisina, maestro della Cappella musicale lateranense, su “La bellezza della musica nella liturgia”. Sempre il 29, il cardinale Agostino Vallini, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma e Presidente dell’Orp, presiederà alle 19 la Messa. Martedì 31 sarà la volta di don Valerio Pennasso, direttore Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, di mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto – Norcia, che parlerà de “La bellezza ferita…”, di don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, e dello storico dell’arte Vittorio Sgarbi.

Diocesi: Treviso, domani pomeriggio “Marcia dei Millepiedi” per dire sì a dialogo e incontro

Sat, 2017-01-21 17:36

Si volgerà domani, domenica 22 gennaio, sulle strade del Montello, nel trevigiano, la “Marcia dei Millepiedi”, iniziativa promossa dall’associazione “Ritmi e danze dal mondo” che ha raccolto l’adesione di oltre 90 associazioni e realtà civili ed ecclesiali. Sarà – si legge in una nota – “una risposta positiva e non polemica ad un’altra marcia che aveva destato tanto scalpore, il 28 dicembre scorso, contro il possibile arrivo di profughi in una ex polveriera della zona”. “In quell’occasione – prosegue la nota – uno striscione – ‘Benvenuti sul Montello, sarà il vostro inferno’ – aveva suscitato grande scalpore e un coro di indignazione, proponendo in tutta Italia un’immagine non reale di una terra che, pur con un processo laborioso, ha saputo inserire un buon numero di migranti nel tempo”. Anche il vescovo di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin, durante la messa internazionale dell’Epifania con le comunità di fedeli immigrati, aveva parlato di “bestemmia” in merito a certe espressioni di rifiuto e chiusura. “La marcia – spiegano i promotori – non vuole contrapporsi ai cittadini e alle Amministrazioni locali che hanno vissuto con preoccupazione il ventilato arrivo di un grosso numero di profughi in una struttura inadatta”. E in una lettera aperta “Ai cittadini e alle cittadine del Montello”, affermano “la necessità di proporre un modo diverso di affrontare i cambiamenti sociali e la questione dei migranti, partendo dal nostro essere cittadini responsabili nei territori che abitiamo”. Al temine della manifestazione, che non avrà colore politico, al Palamazzalovo di Montebelluna, ci saranno musica, danze e incontri culturali.

Papa Francesco: ai Domenicani, “non disperdersi in mezzo al ‘carnevale’ della curiosità mondana”

Sat, 2017-01-21 17:24

“Se il sale perde il sapore non serve più a niente. Guai al sale che perde il sapore! Guai a una Chiesa che perde il sapore! Guai a un prete, a un consacrato, a una Congregazione che perde il sapore!”. È il monito di Papa Francesco contenuto nell’omelia della messa per l’VIII Centenario dei Domenicani celebrata oggi nella basilica di San Giovanni in Laterano. “Oggi – ha proseguito – noi rendiamo gloria al Padre per l’opera che san Domenico, pieno della luce e del sale di Cristo, ha compiuto ottocento anni or sono; un’opera al servizio del Vangelo, predicato con la parola e con la vita; un’opera che, con la grazia dello Spirito Santo, ha fatto sì che tanti uomini e donne siano stati aiutati a non disperdersi in mezzo al ‘carnevale’ della curiosità mondana, ma invece abbiano sentito il gusto della sana dottrina, il gusto del Vangelo, e siano diventati, a loro volta, luce e sale, artigiani di opere buone”.

Editoria: “Rogate ergo”, il numero di gennaio dedicato all’ecumenismo

Sat, 2017-01-21 17:03

I passi compiuti nel dialogo tra le varie confessioni cristiane sotto il pontificato di Papa Francesco vengono analizzati, fino agli ultimi sviluppi, dal numero di gennaio della rivista “Rogate ergo”. A fronte dei nodi teologici ancora irrisolti l’editoriale, firmato da Brunetto Salvarani, fa notare che il successo maggiore dell’ecumenismo sta nella sua stessa idea che ha assunto forme di vita non solo attraverso gesti, incontri ed espressioni di carità, ma anche di condivisione del martirio, come dimostra  il giornalista missionario Giulio Albanese. Ampio spazio è riservato alla presentazione di testimonianze ecumeniche provenienti dal mondo della vita consacrata. Vengono raccontate le esperienze del carmelitano Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, della Comunità Monastica di Bose, delle Suore Oblate Benedettine di San Vito dei Normanni, dei Domenicani di Bari. Interessante l’ecumenismo espresso attraverso le canzoni dal gruppo Gen Rosso del Movimento dei Focolari, che in 50 anni ha contribuito non poco a creare  ponti tra le Chiese. La rivista si sofferma anche sull’ecumenismo della quotidianità, quello che tutti possono praticare, soprattutto con la preghiera. In particolare la riflessione si concentra sulle esperienze ecumeniche del Centro Giovanni Paolo II di Loreto, dal Sermig di Torino, delle Comunità di Sant’Egidio e di Taizé, la quale è presente anche a Roma con le sue iniziative nella parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli. Infine, una panoramica storica dell’ecumenismo a partire dalla “Ottava di preghiera per l’unità della fede”, per la prima volta celebrata da san Vincenzo Pallotti a Roma nel 1835.

Diocesi: Gaeta, da domani a Fondi la festa di san Paolo nel segno della carità

Sat, 2017-01-21 16:50

Prenderà il via domani, domenica 22 gennaio, nella comunità parrocchiale di san Paolo Apostolo in Fondi, nel quartiere Portone della Corte, la festa in occasione della ricorrenza della conversione di san Paolo apostolo, che sarà celebrata mercoledì 25 Gennaio. Per l’occasione, viene proposto un percorso di riflessione sul tema della preghiera e della carità “in spirito di solidarietà con i cristiani del Medio Oriente (in particolare Iraq e Siria) che – ricorda il parroco, don Erasmo Matarazzo – oltre alla guerra fratricida, stanno vivendo una persecuzione religiosa e morale”. “Ci riuniremo in preghiera – spiega – per infondere in loro il coraggio della fede e chiedere il dono della pace”. Domani, alle 10.30, sarà celebrata la messa con la benedizione delle famiglie. Lunedì, alle 18, la messa sarà in rito siro-malabarese mentre mercoledì 25 gennaio, alle 19, sarà l’arcivescovo di Gaeta, monsignor Luigi Vari, a presiedere la celebrazione eucaristica. Nella serata di mercoledì si svolgerà poi una cena comunitaria. “Vogliamo praticare forme di carità e accoglienza verso i fratelli scartati dalla nostra società – aggiunge don Matarazzo – che vivono ai margini della nostra bella città di Fondi, che sembra dimenticare le proprie radici culturali e cristiane per inseguire progetti di benessere individualistico”. Per questo motivo, la chiesa parrocchiale rimarrà aperta ogni notte per dare la possibilità ai senza fissa dimora di riposare al riparo e ricevere un pasto caldo ogni sera dalle 20. Dopo i lavori di manutenzione, il centro servizi Caritas interparrocchiale “Mons. Salvatore Fiore” di Fondi riaprirà le sue porte venerdì 27 gennaio con i servizi mensa, docce, vestiario, dormitorio e aiuti alimentari.

Scautismo: p. Lombardi a convegno Agesci, è “una grande forza educativa”

Sat, 2017-01-21 16:35

(Avvenire) L’ultima udienza coi giovani di Giovanni Paolo II fu quella del 23 ottobre 2004 con gli scout dell’Agesci e del Masci. “Ci lasciò delle parole impressionanti, come un suo testamento. Ci disse alzando la voce col suo fiato residuo e battendo il pugno sul bracciolo della sedia ‘il futuro del mondo e della Chiesa dipende anche dalla vostra passione educativa!’. Questo valeva nel 2004, non vale meno oggi, anzi di più”. A raccontare l’episodio è padre Federico Lombardi, per tanti anni al fianco di papa Wojtyla. Lo fa, fazzolettone scout al collo, intervenendo al convegno nazionale dell’Agesci ad Assisi in occasione del centenario dello scautismo cattolico italiano. “Lo scautismo – aggiunge padre Lombardi – è una grande forza educativa, una forza straordinaria, come dimostra già solo il fatto che ha tenuto per più di cento anni e tiene tuttora nonostante il cambiamento vertiginoso che si è realizzato in questo secolo. Con quello che succede nel mondo, vuol dire che qualcosa c’è ed è tanto!”. Educazione con basi molto profonde. “Noi – sottolinea parlando da scout – siamo eredi di una fecondissima e meravigliosa sintesi dello scautismo con la fede cristiana-cattolica”. E questo, aggiunge, padre Federico, “non è qualcosa di ‘cattolico’ appiccicato da fuori come un’etichetta, ma una crescita integrata della personalità umana e spirituale fino alla sua maturità e alle scelte di vita, ‘dalla Promessa alla Partenza’”, sottolinea utilizzando i termini del cammino scout. E per spiegare questo cita alcune parole usate spesso da Francesco e centrali anche nel metodo educativo scout: uscire, custodire, servire, “misericordiare”, incontrare, camminare, accompagnare, discernimento, cioè “accompagnare i nostri ragazzi a scegliere quale è la direzione giusta che poi decideranno loro se imboccare o meno”. Da una Papa all’altro. E così padre Lombardi conclude: “La sintonia della nostra pedagogia con i messaggi di Francesco è impressionante. Non dimentichiamocelo!”.

Tv2000: da lunedì 23 gennaio “Indagine ai confini del sacro”, prima puntata su “Terrorismo e fede, il martirio di padre Jacques Hamel”

Sat, 2017-01-21 16:24

Sarà dedicata a “Terrorismo e fede, il martirio di padre Jacques Hamel” la prima puntata di “Indagine ai confini del sacro”, programma settimanale di David Murgia in onda su Tv2000 da lunedì 23 gennaio (alle 00.35). “Come una sorta di detective del sacro – si legge in una nota – il conduttore accompagna lo spettatore alla scoperta di ciò che spesso si nasconde dietro apparizioni, lacrimazioni, profezie, eventi mistici e guarigioni provando a separare il vero dal falso. Allo stesso tempo indaga e svela storie, persone, luoghi e fatti segnati da autentica devozione e religiosità popolare”. Al centro della prima puntata “un reportage dalla Francia – prosegue la nota – sulle tracce del primo prete del XXI secolo ucciso in Europa da un jihadista”. Nel reportage verranno mostrati i luoghi in cui padre Hamel ha vissuto prima di essere assassinato lo scorso 26 luglio mentre celebrava la messa e, in esclusiva, la testimonianza di suor Danièle Delafosse, la religiosa-ostaggio che è riuscita a scappare e a dare l’allarme alle forze dell’ordine. Le puntate successive saranno dedicate a “Cremazione, quando il caro estinto diventa un diamante” (30 gennaio), “Suor Nazarena Crotta, la reclusa dell’Aventino” (6 febbraio), “Amabili resti, lo strano culto delle anime pezzentelle” (13 febbraio), “Padre Gabriele Amorth, l’ultimo esorcista” (20 febbraio), “1953, Prodigio a Siracusa: piange la statuetta della Madonna” (27 febbraio).

Dottrina sociale: Fond. Centesimus Annus, il 25 gennaio a Madrid consultazione pubblica su “Etica economica e finanziaria nell’era digitale”

Sat, 2017-01-21 15:52

“Etica economica e finanziaria nell’era digitale” è il tema della quarta consultazione internazionale che si svolgerà a Madrid, in seduta pubblica, il 25 gennaio (ore 18:30 – 20:30), promossa dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice con la Universidad Pontificia Comillas e il Gruppo Bbva. L’incontro fa parte di un ciclo di riunioni, denominate “Dublin Process”, dedicate a temi riguardanti “Economia e bene comune e/o Finanza e bene comune’ che hanno lo scopo di elaborare materiale riguardante l’applicazione degli insegnamenti sociali della Chiesa cattolica. Il nome “Dublin Process” fa riferimento alla prima e alla seconda di queste consultazioni che hanno avuto luogo rispettivamente nella Città del Vaticano nel 2013 e a Dublino nel 2014 e hanno visto la partecipazione di monsignor Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino. L’incontro di Madrid, “con uno sguardo al futuro imminente ma anche a quello lontano – si legge in un comunicato -, affronterà in particolare temi d’attualità riguardanti le questioni dell’occupazione nell’era digitale, cercando di elaborare proposte per risolvere il problema della disoccupazione giovanile”. Il pomeriggio di mercoledì 25 gennaio a partire dalle 18:30 sarà effettuata dall’Università “La Comillas” di Madrid anche una diretta streaming della parte pubblica dell’incontro. La diretta potrà essere seguita collegandosi al sito: www.centesimusannus.org

Albania: l’impegno dei vescovi per le famiglie, “non vogliamo lasciarvi come pecore senza pastore”

Sat, 2017-01-21 15:32

“Vi scriviamo perché desideriamo trovare delle risposte ed arrivare a tutti voi, toccare i cuori, parlare chiaramente alle menti. Sentiamo l’urgente bisogno di non lasciarvi come le pecore senza pastore”. È quanto hanno affermato i vescovi albanesi nella “Letër familjeve” (Lettera alle famiglie), scritta negli ultimi giorni del mese di dicembre dell’anno scorso, con cui si rivolgono alle varie categorie di fedeli cominciando dai genitori, quali primi responsabili dell’educazione dei loro figli al matrimonio ed alla famiglia, oltre che alle coppie giovani, ai fidanzati, ai giovani e infine ai nonni e agli operatori pastorali. “L’intenzione dei vescovi – si legge in una nota – è di continuare nella nostra realtà ciò che sono stati i risultati dei due sinodi dei vescovi sulla famiglia e ciò che Francesco, attraverso l’‘Amoris Laetitia’, ha detto a tutta la Chiesa”. Proprio in questi giorni viene pubblicata l’esortazione apostolica in lingua albanese. “Le diocesi dell’Albania – prosegue la nota – si sono impegnate nei mesi prossimi a far conoscere questo documento importante, ma soprattutto il documento necessita di trovare posto nella preparazione al matrimonio e nell’educazione dei giovani per il matrimonio”. Per questo, “i vescovi si rivolgono ai fedeli cattolici in Albania, dove grazie a Dio il senso della famiglia e ancora molto forte ed ancora gli albanesi amano la famiglia”. I vescovi albanesi in questi mesi si stanno preparando anche per la visita ad limina che si svolgerà nel mese di giugno mentre alcune diocesi cominciano a lavorare anche sul documento preparatorio per il Sinodo del 2018 sui giovani.

Diocesi: mons. Bertolone (Catanzaro-Squillace), “essere comunicatori sani di verità e non di bufale”

Sat, 2017-01-21 15:19

Essere “comunicatori sani di verità e non di bufale, integrando il messaggio del Vangelo con i cambiamenti e lo sviluppo della tecnologia all’interno dei media che influenzano il pensiero collettivo determinando così la necessità di una condotta sensibile e vera da parte di chi ha il compito professionale di informare tenendo però conto del cuore di chi, dall’altra parte ascolta”. Lo ha detto ieri sera a Catanzaro, nella “Chiesa del Monte”, l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace e presidente della Conferenza episcopale calabra, monsignor Vincenzo Bertolone, presiedendo la liturgia eucaristica in occasione della Giornata regionale dei giornalisti cattolici, svoltasi in  prossimità della festa di San Francesco di Sales. Dopo la liturgia, la presentazione nell’aula “Sancti Petri” dell’arcivescovado di Catanzaro del volume “Dante Sabinis, sacerdote della gioia”. Il libro su Don Sabinis (Rubbettino) è il racconto della vita di questo sacerdote che dal 1971 al 2006, anno della sua scomparsa, è stato parroco di Santa Teresa dell’Osservanza a Catanzaro, formando bambini e giovani alla “gioia cristiana”. Alla presentazione sono intervenuti, oltre all’autore Luciano Regolo: Giuseppe Soluri, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi e presidente regionale Ucsi, Antonio Gaspari, direttore di “Zenit” e “Frammenti di Pace”, don Giovanni Scarpino, direttore dell’Ufficio regionale per le comunicazioni sociali, che ha moderato la tavola rotonda conclusa da mons. Bertolone. Durante l’incontro anche la presentazione del nuovo portale della Conferenza Episcopale Calabra www.calabriaecclesia.org.

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