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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 3 min 47 sec ago

Uragano Irma: Caritas, a Puerto Rico chiese utilizzate come rifugi e volontari mobilitati

Fri, 2017-09-08 11:12

A Puerto Rico la Caritas sta utilizzando le chiese come rifugi temporanei per proteggersi dal passaggio dell’uragano Irma. “Abbiamo mobilitato tutte le parrocchie – ha spiegato padre Enrique Camacho, direttore della Caritas di Puerto Rico – dove i nostri volontari hanno identificato le persone vulnerabili, tra cui disabili, malati e anziani, per aiutarli. Sanno cosa devono fare. Useremo le chiese come rifugi e presteremo soccorso ai sopravvissuti, se necessario. Stiamo stabilendo contatti con altre agenzie umanitarie per dare una risposta comune, insieme al governo”. Finora la traiettoria dell’uragano è passata per il nord della Repubblica Dominicana, le Bahamas, Cuba e sta arrivando in Florida e Georgia. Anche il North Carolina è in stato di emergenza, dove la tempesta dovrebbe arrivare la prossima settimana. Nei Caraibi ha provocato almeno 13 morti. Quasi il 90% delle isole di Barbuda, dove un bimbo è morto, sono andate distrutte, mentre solo a Saint-Martin si contano 8 vittime e 21 feriti.

Ecumenismo: p. Bordeianu (Duquesne University), “in Occidente estendere l’ospitalità eucaristica a cattolici coniugati con ortodossi”

Fri, 2017-09-08 10:35

(da Bose) – “I parroci ortodossi in Occidente estendano l’ospitalità eucaristica a spose e sposi cattolici coniugati con i fedeli ortodossi”. È la proposta lanciata questa mattina da padre Radu Bordeianu, docente presso la Duquesne University di Pittsburgh (Stati Uniti), intervenendo al XXV convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa in svolgimento fino a sabato al monastero di Bose. Notando che “nell’odierna cristianità divisa, l’incapacità della Chiesa ortodossa di condividere l’Eucaristia con altre Chiese è il segno della nostra disunione”, padre Bordeianu ha affermato che “non riesco a capire come possiamo meglio riconciliarci se viviamo in trincee lontane e profonde piuttosto che vivere nella stessa famiglia”. “La maggior parte dei teologi ortodossi respinge l’ospitalità eucaristica generalizzata principalmente a causa delle differenze teologiche”. “Eppure – ha aggiunto – i teologi tradizionali riconoscono che l’Eucaristia non è solo un marcatore di confine, ma chiedono anche di oltrepassare questi confini; lo stato disunito della cristianità è anomalo e non possiamo rimanere indifferenti di fronte a queste divisioni”. Secondo Bordeianu “un buon punto di partenza per l’oikonomia in Occidente sono i matrimoni misti”. “I matrimoni interconfessionali trascendono le nostre divisioni” e la “piccola Chiesa” che è la famiglia “propongo dia testimonianza della natura eucaristica della Chiesa”. “È incoerente benedire le unioni cattoliche-ortodosse in Chiesa e poi chiedere ai coniugi di manifestare la nostra dis-unità nei loro matrimoni trasformando la loro ‘piccola Chiesa’ in una ‘piccola Chiesa disunita’”. “Il motivo che adduciamo per la loro dis-unità è il primato papale. Questo – ha osservato – è un aspetto importante per vescovi e teologi, ma bisogna fare discernimento sull’impatto dei nostri dissensi sulle famiglie”. In realtà – ha continuato – “le coppie miste sono pronte ad andare oltre le divergenze religiose per amore. E questo non riflette una spiritualità debole, ma un impegno per superare le differenze”. Per Bordeianu, “l’ospitalità eucaristica offre lo spazio per incontrare l’altro come altro (cattolico), senza fare violenza all’altro imponendo una falsa identità (non ortodossa)”. “Gli ortodossi accolgano quella mano stesa da cinquant’anni dai cattolici”, ha auspicato Bordeianu, proponendo che “in Occidente, con l’oikonomia, si estenda l’ospitalità eucaristica alle coppie ortodosse-cattoliche, nella speranza che questa esperienza abbia grandi effetti sulle nostre Chiese”.

Diocesi: Caritas Verona, stasera una tavola rotonda sugli stili di vita sostenibili

Fri, 2017-09-08 10:23

Una tavola rotonda sul tema “Spazio pubblico, spazio comune” per riflettere sul benessere collettivo si svolgerà stasera, alle 20,45 a Villafranca di Verona. L’iniziativa è organizzata dal Coordinamento degli enti del settore socio assistenziale della vicaria di Villafranca-Valeggio nell’ambito del Festival “Stili di Vita 2017” dal titolo “Attiviamoci: Si può fare – come agire per la sostenibilità e per il bene comune”. Un’occasione per confrontarsi sulle tematiche dell’adozione di nuovi stili di vita e nuovi comportamenti rispettosi del patrimonio comune. Protagonista sarà Francesco Gesualdi, già allievo di don Milani e saggista esperto di economia alternativa per il benessere comune. Interverranno alla tavola rotonda: Mario Faccioli, sindaco di Villafranca, Marco Dal Forno, vicesindaco di Valeggio, Alessandra Truncali, vicesindaco di Sommacampagna. Porteranno testimonianze di esperienze e buone prassi il vicesindaco di Nogarole Rocca, Luca Trentini e il consigliere di Mozzecane, Antonio Faccioli.

Terremoto in Messico: in Chiapas la Protezione civile assiste la popolazione e informa via Twitter

Fri, 2017-09-08 10:19

La Protezione civile dello Stato del Chiapas, uno dei più colpiti dal violento terremoto 8,4 Richter in Messico, sta intervenendo per aiutare le vittime e fornisce informazioni continue su Twitter. Ha già allestito degli alloggi temporanei per curare la popolazione e informa su come comportarsi per mantenere la calma e proteggersi durante le continue scosse.

Información importante sobre que hacer en caso de #SISMOS @Luis_Manuel_GM @VelascoM_ pic.twitter.com/RblDOzhhvo

— PC Chiapas (@pcivilchiapas) September 8, 2017

Terremoto in Messico: è crollato un albergo nello Stato di Oaxaca

Fri, 2017-09-08 10:15

Sale il numero delle vittime del terremoto in Messico, dove tuttora resta attiva l’allerta tsunami. Le prime provvisorie notizie parlavano di sei vittime, ma il bilancio al momento è già arrivato a 15 vittime. Fonti messicane di qualche minuto fa parlano di quattro vittime nello stato messicano del Chiapas, due nello stato di Tabasco e di una vittima anche in Guatemala, Desta preoccupazione il crollo di un albergo nello Stato di Oaxaca, sotto il quale sarebbero rimaste alcune persone. Difficile l’accesso alle zone rurali. A Città del Messico tanta paura, ma per il momento di si registrano vittime. Nella capitale è però crollato un traliccio elettrico. In dieci Stati messicani sono state chiuse le scuole.

Scuola: mons. Mansi (Andria) a studenti, “non stancatevi mai di sognare un mondo migliore”

Fri, 2017-09-08 10:05

“Il cammino scolastico è importante per conoscere e sviluppare i vostri talenti, le vostre capacità, le vostre più profonde e genuine aspirazioni”. Lo scrive mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria, nel suo messaggio agli studenti per il nuovo anno scolastico. Il presule, in prossimità della riapertura delle scuole, augura loro di “nutrire sempre una profonda insoddisfazione nei confronti del mondo in cui vivete e che spesso vi vuole sempre più ai margini e insignificanti”. “Al contrario – aggiunge – vi auguro di non stancarvi mai di sognare uno migliore dove ci possa essere davvero pane, lavoro, casa per tutti e non solo per i fortunati della vita, della politica, della economia, del mondo dell’effimero”. Durante gli anni della formazione, il vescovo auspica che i ragazzi scoprano “ciò che davvero conta e vi costruisce come donne e uomini del futuro”. E, secondo mons. Mansi, è possibile riuscirci impegnandosi “nel percorso scolastico attraverso la fatica quotidiana del comprendere e dello studiare”. Da qui l’invito a cercare di dare sempre il meglio: “Non accontentatevi mai di vivacchiare, puntate sempre al meglio, aprirete così la mente e la vita a orizzonti sempre nuovi e affascinanti. Non vi fidate mai di chi vi prospetta vie di fuga comode e facili, ma sciupa la vostra bellissima età”. Infine, un “augurio di buon lavoro” anche a tutti gli operatori del mondo della scuola: il personale dirigente, quello docente, quello di segreteria e quello ausiliario.

Vescovi del Triveneto: a Torreglia il primo convegno di studio delle équipe dei formatori al diaconato permanente

Fri, 2017-09-08 09:47

Dal 3 al 5 settembre si è svolto a Torreglia (Pd) il primo convegno di studio delle équipe dei formatori al diaconato permanente delle diocesi della Regione ecclesiastica del Triveneto. Ne dà notizia oggi una nota dell’ufficio stampa della Conferenza episcopale del Triveneto. Vi hanno partecipato circa 30 persone tra sacerdoti, diaconi e mogli, con un ruolo formativo nelle rispettive diocesi di appartenenza. I lavori sono stati presieduti da mons. Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, e dal responsabile della Commissione Cet per il diaconato permanente, don Dino Bressan. Il tema affrontato riguardava il discernimento vocazionale; vi hanno preso parte – come ospiti e relatori – anche i delegati delle diocesi di Torino e Reggio Emilia che hanno una particolare e “storica” esperienza sul campo. Molti sono stati gli spunti e i momenti di confronto assembleare, avvenuto in un clima di fraterna condivisione.

Terremoto in Messico: i vescovi invitano ad aiutare chi sta soffrendo a causa del sisma

Fri, 2017-09-08 09:28

“Dio ci rafforzi come fratelli nella fede per mostrarci disponibili nei confronti di chi ha sofferto a causa di questo forte terremoto”: è la prima reazione, affidata ai social, dei vescovi messicani, dopo il violento sisma di 8,4 Richter che ha colpito il Sud del Messico, al confine con il Guatemala, con almeno 5 vittime accertate (tra cui 2 bambini) e l’allerta tsunami. Si tratta del terremoto più forte registrato finora dopo quello devastante del 1985.

#Dios nos fortalezca como hermanos en la fe, para mostrarnos disponibles con quienes han sufrido a causa de este fuerte #sismo.

— CEM (@IglesiaMexico) September 8, 2017

Ecumenismo: Meyendorff (Seminario ortodosso St. Vladimir), “è tempo di riscoprire il Battesimo”

Fri, 2017-09-08 09:25

(da Bose) – “Se nel XX secolo è stata riscoperta la centralità dell’Eucaristia, ora è tempo di riscoprire il Battesimo senza il quale è impossibile l’Eucaristia e tutto ciò che da essa proviene”. Lo ha affermato questa mattina Paul Meyendorff, già docente di teologia liturgica presso il Seminario teologico ortodosso St. Vladimir a Crestwood (New York, Stati Uniti) e ora editore della “Orthodox Liturgy Series” per la casa editrice del medesimo istituto, intervenendo al XXV convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa in svolgimento fino a sabato al monastero di Bose. Dopo aver ricordato che “la Chiesa ortodossa non pratica ‘l’ospitalità eucaristica’” e “gli ortodossi con poche eccezioni hanno resistito fortemente alla pressione proveniente in larga parte dal mondo protestante, di praticare ‘una comunione aperta’”, Meyendorff ha osservato che “la nostra sfida per questo secolo è quella di impegnarci per il ripristino della centralità del battesimo così come il XX secolo vide il ritorno a una corretta comprensione e pratica eucaristica” per far fronte anche alle sfide dell’attuale società. “L’Europa occidentale, nonostante le sue basi cristiane, sta rigettando le sue radici”, ha rilevato, aggiungendo che “questo risulta evidente nel rifiuto di menzionare il cristianesimo nella proposta di Costituzione europea”. “Il nostro mondo post-moderno respinge ampiamente i valori cristiani mentre, allo stesso tempo, affronta la minaccia di un risorgente islam, spesso fondamentalista”, ha proseguito, notando che “a volte, soprattutto nel Nord America, la risposta è un genere di fondamentalismo cristiano che ha perduto il proprio orientamento e usa apparentemente valori cristiani per supportare un’egemonia economica e militare”. Secondo Meyendorff, “il cristianesimo autentico deve oggi far fronte all’arduo compito di predicare il Vangelo in un mondo sempre più ostile, un mondo non troppo diverso da quello dei secoli III e IV” nel quale “sia le persone sia la società avevano bisogno di essere convertite”. Allora “l’intero processo battesimale, incluse le catechesi morali, etiche e teologiche, apriva la via al battesimo, alla cresima e alla piena partecipazione alla vita eucaristica e comunitaria della Chiesa”. “Oggi dobbiamo far fronte praticamente alla stessa sfida e – ha notato – per rispondere adeguatamente dobbiamo rivitalizzare la nostra teologia e la nostra prassi battesimale, restituire loro l’importanza di cui godevano un tempo”.

Nigeria: Unicef, “scoppiata epidemia di colera tra 1,4 milioni di persone sfollate in fuga da violenze”

Fri, 2017-09-08 09:17

L’Unicef è sempre più preoccupato per la salute e il benessere di 1,4 milioni di persone sfollate – compresi 350.000 bambini sotto i 5 anni – nel nord est della Nigeria, che vivono in zone ad elevato rischio di colera. L’epidemia è scoppiata mentre le continue violenze e le azioni militari contro i ribelli nella regione hanno causato lo sfollamento di oltre 1,7 milioni di persone e ne hanno lasciate oltre 3,6 milioni senza adeguato accesso a servizi idrici di base. Si stima che 28 persone siano morte per colera, mentre 837 sono sospettate di esser state contagiate dalla malattia, compresi almeno 145 bambini sotto i 5 anni. L’epidemia è stata identificata per la prima volta al campo per sfollati di Muna Garage a Maidugiri, capitale dello Stato del Borno nella Nigeria Nordorientale. L’epidemia si è diffusa rapidamente in altre 6 zone in tutto lo stato. L’Unicef e i suoi partner hanno prontamente ampliato la loro risposta all’epidemia di colera, mentre le piogge intense hanno moltiplicato il rischio di diffusione della malattia e di malnutrizione per i bambini colpiti dal conflitto.
“Il colera per i bambini piccoli è sempre difficile da sopportare, ma diventa una lotta per la sopravvivenza quando la capacità di ripresa è già indebolita da malnutrizione, malaria e altre malattie legate all’acqua – ha dichiarato Pernille Ironside, vice direttore Unicef in Nigeria -. Il colera è un’altra minaccia fra le tante che i bambini nel nord est della Nigeria stanno combattendo per sopravvivere”. I leader religiosi, i capi delle comunità e i volontari locali sono stati mobilitati per incoraggiare buone pratiche igieniche e per aiutare a segnalare i casi sospetti di colera alle strutture sanitarie. L’acqua viene clorurata nei punti di accesso nei campi e nelle comunità ospitanti nel tentativo di frenare la diffusione della malattia con il proseguire della stagione delle piogge.
Da quando l’epidemia è stata confermata, è stata avviata una risposta coordinata per acqua, servizi igienico-sanitari e sanità, guidata dal governo dello Stato del Borno con il supporto dell’Oms, dell’Unicef e di organizzazioni non governative internazionali; tra gli interventi è compreso l’allestimento di un centro per la cura del colera al campo per sfollati Muna Garage.

Diocesi: Urbino, martedì 12 settembre la cerimonia di conclusione del corso di italiano. per suore e sacerdoti stranieri. Interviene card. Filoni

Fri, 2017-09-08 09:10

Si svolgerà martedì 12 settembre la cerimonia di conclusione del corso di lingua italiana per suore e sacerdoti stranieri che si è svolto in Urbino. Hanno partecipato 35 religiose e 105 sacerdoti da ogni parte del mondo. Presiederà la cerimonia il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Il programma della giornata prevede alle ore 9 la Santa Messa nella chiesa di S. Domenico a Urbino celebrata dal card. Fernando Filoni. Alle ore 10.45 saluto delle autorità e consegna dei diplomi del corso di lingua italiana anno 2017 nell’aula magna della Facoltà di Economia (Palazzo Battiferri) dell’Università degli studi di Urbino. Alle ore 12.30 conviviale conclusiva nelle Sale dei Sotterranei del Palazzo ducale di Urbino. Modererà mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, gli interventi del card. Fernando Filoni, Vilberto Stocchi, rettore Università degli studi di Urbino, Maurizio Gambini, sindaco di Urbino, Tonino Pencarelli, commissario Ersu di Urbino.

Papa in Colombia: i vescovi venezuelani lo hanno informato sul peggioramento della crisi

Fri, 2017-09-08 09:02

I vescovi del Venezuela hanno incontrato ieri Papa Francesco dopo la celebrazione eucaristica nel Parque Simon Bolivar a Bogotà. Lo hanno informato del peggioramento della crisi in Venezuela e della “radicalizzazione” degli atteggiamenti del governo di Nicolas Maduro. In una nota della Conferenza episcopale venezuelana riferiscono che Papa Francesco ha chiesto loro di “continuare ad accompagnare il popolo nella difesa dei diritti” e si è detto “preoccupato per il peggioramento della crisi umanitaria che si traduce nella fame, nella scarsità di medicinali e nell’emigrazione di numerosi venezuelani”. I vescovi hanno anche parlato con il Papa “dell’imposizione dell’Assemblea nazionale costituente e della persecuzione di alcuni dirigenti, delle minacce ai sacerdoti e alle religiose e della chiusura dei mezzi di comunicazione sociale”. “Papa Francesco ci ha esortato ad andare avanti – scrivono i vescovi -. Speriamo nei frutti positivi di questo incontro che sancisce la stretta comunione tra i vescovi e la Chiesa del Venezuela con il Papa”. Erano presenti all’incontro i cardinali Jorge Urosa, Baltazar Porras, presidenti onorari della Cev; mons. José Luis Azuaje, primo vicepresidente della Cev; mons. Mario Moronta, secondo vicepresidente della Cev e mons. Jesús González de Zarate, vescovo ausiliare di Caracas.

Diocesi: Nola, al via il convegno “La nostra Chiesa chiamata ad annunciare il Regno”

Fri, 2017-09-08 08:49

“Non ci ritroviamo per decidere cosa fare, ma per ricordarci prima di tutto chi essere”. Lo ha detto il vescovo di Nola, mons. Francesco Marino, a proposito del convegno diocesano di inizio anno al via oggi, venerdì 8 settembre sul tema “La nostra Chiesa chiamata ad annunciare il Regno”. “È un momento ecclesiale forte”, ha aggiunto il presule. Un momento per “raccontarci, progettare insieme, sognare un cammino comune sempre più condiviso”. “Ci sta a cuore l’annuncio del Regno, che non può essere frutto di scelte improvvisate o dettate dalle mode e dagli strumenti comunicativi del momento: esso si fonda sulla fede in nostro Signore Gesù Cristo”, ha affermato il vescovo. Sinodo diocesano ed Evangelii Gaudium saranno al centro del convegno. “Quello che compiamo – ha spiegato mons. Marino – non è per poterci organizzare meglio, non è per non lasciare deserte le nostre aule liturgiche, non è per cercare altri con cui tener vive organizzazioni e proposte, ogni nostro gesto, ogni nostra cura, ogni nostro impegno è per annunciare il Regno rendendolo visibile attraverso le nostre vite e le vita della nostra comunità”. L’assemblea diocesana si radunerà stasera alle 18,30 nel santuario di Madonna dell’Arco. Dopo la lectio introduttiva del vescovo, si rifletterà sui temi del Sinodo e le sue conclusioni, alla luce dell’Evangelii Gaudium. Domani, alle 19, le comunità parrocchiali, in assemblee cittadine o intercittadine, lavoreranno per assumere qualche scelta che il Sinodo ha individuato come primaria. Domenica in cattedrale, alle 19, si celebrerà una Messa solenne.

Accoglienza: mons. Galantino, “l’ospitalità è minacciata da un continuo riemergere dell’egoismo umano”

Fri, 2017-09-08 08:45

(da Bose) – “Accoglierci gli uni gli altri, ricevere ed esercitare il dono e il compito dell’ospitalità, equivale a dare gloria a Dio”. Lo afferma mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, nel messaggio che ha inviato – anche a nome del card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, di mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e di tutto l’episcopato italiano – ai partecipanti al XXV convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa in svolgimento fino a sabato al monastero di Bose. A darne lettura è stato questa mattina don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei. “Permettetemi di confidarvi – prosegue mons. Galantino – tutto il mio desiderio e la mia preghiera affinché questa ospitalità reciproca e fraterna si renda sempre più visibile e tangibile tra noi, nei confronti di ogni uomo e di ogni donna”. A proposito di ospitalità, il segretario generale della Cei esprime anche “la mia preoccupazione e il mio dolore nel vedere quanto essa è minacciata da un continuo riemergere dell’egoismo umano, talvolta anche in forme così drammatiche ed esecrabili”. “Sono convinto – aggiunge – che l’ospitalità continui ad esercitare un monito per tutte le Chiese: quel Dio che tutti accoglie, quel Dio che si fa lui stesso ospite e pellegrino in mezzo a noi, quel Dio che desidera ardentemente fermarsi a casa presso ciascuno di noi, non cessa di invitare e provocare all’ospitalità ciascuno dei suoi figli”. Galantino auspica che il convegno, insieme “alla preghiera, possa aiutare le Chiese e il mondo a riscoprire ‘il dono dell’ospitalità’ come impegno di conversione, come appello all’autenticità, come testimonianza di vera umanità”. “Che l’Onnipotente doni a noi e a tutti i cristiani di ospitarci gli uni gli altri come sorelle e fratelli, pur se di tradizioni diverse, ma accomunati dall’unica fede e dall’unico Signore, e così – conclude – voglia affrettare il dono dell’unità di tutti i credenti”.

Migranti: Bova (Forum sociosanitario), “bene sentenza Corte Ue su ricollocazione in Europa. Ora sviluppare spirito di accoglienza e solidarietà”

Fri, 2017-09-08 08:30

“L’accoglienza degli immigrati è una questione europea e non solo delle nazioni che, per condizioni geografiche, sono zona di arrivo dei migranti. L’Europa intera deve farsi carico dell’immigrazione e del ricollocamento dei migranti”. Lo dichiara al Sir Aldo Bova, presidente nazionale del Forum sociosanitario cristiano, esprimendo “grande gioia per la decisione della Corte di giustizia europea che ha definito  doveroso ridistribuire i migranti all’interno dei Paesi Ue”. Per tale motivo “i ricollocamenti  di coloro che richiedono asilo e che sono in Italia ed in Grecia devono continuare”.
“Siamo d’accordo – prosegue Bova – con il commissario per le migrazioni , Dimitris Avramopoulos, quando afferma che nei confronti  delle nazioni che si oppongono all’orientamento della doverosa ridistribuzione dei migranti, bisogna procedere con l’ultimo passo della procedura di infrazione con il deferimento  alla Corte di giustizia Ue.
È necessario, specialmente in Europa , lavorare affinché si sviluppi lo spirito di accoglienza e di solidarietà fra i popoli che compongono l’Europa, ma, anche con le fasce deboli del mondo, che chiedono aiuto”.

Mostra del Cinema: il programma di venerdì 8 settembre. Ultimo giorno di proiezioni per il Concorso con l’italiano Andrea Pallaoro e il francese Xavier Legrand

Fri, 2017-09-08 08:15

Venerdì 8 settembre è l’ultimo giorno per le proiezioni del Concorso alla 74a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, prima che la Giuria internazionale si riunisca per il verdetto, reso noto solamente sabato 9 settembre alle 18.45 nella cerimonia di premiazione, evento in diretta su Rai Movie (canale 24).
Quarto degli italiani a passare in competizione è il regista Andrea Pallaoro, trentino di nascita, classe 1982, ma ormai stabile negli Stati Uniti. Dopo l’esordio con il lungometraggio “Medeas” presentato alla Mostra di Venezia nel 2013, Pallaoro torna al Lido con la sua seconda regia, “Hannah”. Protagonista è l’attrice inglese Charlotte Rampling, chiamata a raccontare la storia di Hannah, una donna che vive un momento di difficoltà, sia familiare che emotivo. Il film viene presentato alla stampa dalle ore 8.30, mentre il regista e la Rampling saranno sul tappeto rosso per incontrare il pubblico alle 17.15.
Ultimo titolo in gara è il francese “Jusqu’à la garde” di Xavier Legrand, attore passato dietro alla macchina da presa. Il film si concentra sul complicato rapporto di una coppia verso la separazione, con un figlio da tutelare. Xavier Legrand e il cast artistico del film saranno sul red carpet alle 22.15.
Al Lido è anche il giorno del film fuori concorso “Le fidèle” di Michaël R. Roskam, con i due interpreti Matthias Schoenaerts e Adèle Exarchopoulos, protagonisti di una storia d’amore dalle tinte drammatiche. Il cast sarà sul red carpet alle 19.30, con la proiezione nel Palazzo del Cinema.
Sempre fuori concorso a #Venezia 74 è il breve film (37 minuti) di Antonietta De Lillo, “Il signor Rotpeter”, con Marina Confalone; l’opera si ispira al racconto “Una relazione per l’accademia” di Franz Kafka. La proiezione dell’opera della De Lillo è alle 14.30 nel Palazzo del Cinema, seguita poi da quella del documentario “Piazza Vittorio” del regista statunitense Abel Ferrara. Un racconto della popolare piazza di Roma in chiave personale, tra atmosfere interculturali e problematiche sociali. “Piazza Vittorio – indica nella nota stampa il regista – è diventata il centro e il simbolo di un quartiere multietnico. Un’incursione in questo microcosmo, tra divi del cinema e barboni, attraverso volti e storie, passato e presente, problemi e contraddizioni”.

Papa in Colombia: Muñoz Eraso (Javeriana), “commoventi parole rivolte ai giovani”. Entusiasmo per il breve passaggio all’università

Fri, 2017-09-08 08:09

È stato un passaggio veloce, ma ugualmente indimenticabile tanto che sembrava di essere in uno stadio, non in un austero ambiente universitario. L’ultimo appuntamento del Papa nella mattinata di ieri è stato un velocissimo saluto alla Pontificia Università Javeriana, storica istituzione culturale fondata e gestita dai Gesuiti. Un passaggio veloce, senza discorsi ufficiali, favorito dalla vicinanza dell’Università alla Nunziatura apostolica, dove Papa Francesco alloggia. Tra i presenti anche Janeth Patricia Muñoz Eraso, docente della facoltà di Scienze politiche e relazioni internazionali alla Javeriana. “C’era moltissima gente, docenti e tanti studenti – dice al Sir -. E molti giovani erano in piazza. Il Papa ha stretto molte mani, è stato molto cordiale”. La sua presenza, insomma, è stato un riconoscimento simbolico (non previsto dal programma ufficiale) ma giusto ad un’istituzione culturale che anche in questi mesi ha animato numerosi momenti culturali dedicati alla visita del Papa e al processo di pace nel paese. Muñoz Eraso sottolinea l’impatto immediato che ha avuto la visita del Papa sul paese: “Sono giorni molto emozionanti, io stessa mi sono commossa. Il Papa sta portando un messaggio di pace, amore, solidarietà. Apre un cammino riconciliazione per tutta la Colombia, non legandolo a logiche di parte. Ho trovato commoventi le parole dette ad alcuni giovani davanti alla Nunziatura, appena arrivato in terra colombiana, quando ha animato alla speranza, ad andare avanti sempre”. Secondo la docente, “molto forti anche le parole contro la diseguaglianza e la povertà pronunciate nel palazzo presidenziale”.

Papa in Colombia: due giovani presenti in plaza de Bolívar, “ci ha invitato a guardare a cose grandi”

Fri, 2017-09-08 08:06

Breve ma davvero intenso l’incontro di Papa Francesco con gli oltre ventimila giovani, che fin dal primo mattino si sono ritrovati in plaza de Bolívar attendendo l’arrivo del Santo Padre. Come spesso accade, alle brevi ma forti parole ha fatto seguito la capacità del Papa di incontrare le persone. Il Sir ha sentito due giovani volontarie presenti all’incontro, cominciando da Jehan Ali Cabrales, di Bogotá, giovane dell’arcidiocesi cui è toccato leggere e consegnare la lettera dei giovani al Papa, con la quale gli hanno dato appuntamento alla Gmg di Panamá 2019. “Mi sono alzata alla 4 e mezzo del mattino – dice parlando dal parco Simón Bolívar, dove nel frattempo si è spostata per assistere alla Messa -. Abbiamo visto il Papa molto da vicino, ci ha dimostrato vicinanza e affetto. Mi ha colpito il fatto che ci ha invitato a sognare cose grandi, non quelle piccole. Poi ci ha detto che è più facile per le nuove generazioni perdonare, ci ha dato questo impegno”.
Un’altra volontaria, July Cuello, vive nella capitale, ma è originaria della città caraibica di Barranquilla: “È stato un incontro breve, ma molto profondo. Meglio la qualità della quantità! Ci ha detto delle parole molto importanti, ci ha invitato alla gioia e all’amore. È stato un incontro preparato a lungo, attendevamo il Papa, è arrivato e ci ha portato un messaggio di riconciliazione. Un sentimento che sta crescendo nel Paese. Non abbiamo ancora raggiunto la vera pace, ma stiamo camminando”.

Papa in Colombia: La Bella (Com. S. Egidio), “parlando a istituzioni e Chiesa ha evidenziato la grande responsabilità di tutti”

Fri, 2017-09-08 08:04

“Francesco ha mostrato di essere un Papa che ha capito nel profondo la Colombia e ha saputo tracciare con uguale profondità l’identikit del vescovo colombiano”. Quando il Sir lo ha contattato telefonicamente, Gianni La Bella stava finendo di ascoltare il discorso di Francesco ai Vescovi colombiani. Poco prima La Bella, storico dell’America Latina e referente della comunità di S. Egidio per quest’area (ha seguito in prima persona le trattative tra Governo e Farc), era stato tra i selezionatissimi invitati alla cerimonia pubblica nel presidenziale palazzo di Nariño, durante la quale il presidente colombiano Juan Manuel Santos e il Papa si erano scambiati i saluti.
L’incontro con Santos e quello con i vescovi sono stati due momenti che hanno notevolmente colpito La Bella: “La cerimonia è stata sobria, inizialmente un po’ ingessata e poi vivacizzata dai numerosi bambini presenti, che hanno circondato affettuosamente Francesco. Il Papa ha riconosciuto gli sforzi delle istituzioni per raggiungere la pace. Si è respirato un clima di maggiore concordia, ma la polarizzazione politica resta, come ha rivelato la lettera dell’ex presidente Uribe al Papa e pubblicata dal quotidiano El Tiempo alla vigilia dell’arrivo del Papa, di contenuti a mio avviso sconcertanti”.
In ogni caso, per il Papa, “l’obiettivo è quello di scardinare le barricate, di andare oltre, di scrivere un’era nuova della storia. Custodire la memoria non significa rifiuto e vendetta. Ancora, il Papa ha ricordato che il perdono è vicendevole”.
Secondo La Bella, “parlando alle istituzioni e alla Chiesa, il Papa ha messo in evidenza la grande responsabilità di tutti. Ai politici ha ricordato la necessità di intervenire per la giustizia sociale, per sanare le ineguaglianze… Parafrasando una sua celebre frase, direi che ha ricordato che qui c’è bisogno anche di uno Stato in uscita, che sia presente nelle regioni periferiche, che intervenga per i più poveri, che si occupi di istruzione e lavoro”. Ma, prosegue l’esperto, ai vescovi ha dato una responsabilità ancora più grande: “‘Non siate tecnici e politici’, ha detto. Ha ancorato la pace al Vangelo, la pace è Gesù Cristo”.
Ora l’attesa passa per il rito di beatificazione e per la cerimonia di riconciliazione previsti oggi a Villavicencio: “Una città che è la Dachau del conflitto colombiano, credo che si tratterà del giorno più intenso di questo viaggio”.

Papa in Colombia: mons. Alvarez (Cec), “vicino e paterno, ha invitato i vescovi a consegnare la pace di Cristo”

Fri, 2017-09-08 08:02

“Le sue parole ci hanno illuminato, ci hanno dato entusiasmo, animo, abbiamo sentito la sua vicinanza”. È molto contento mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale della Conferenza episcopale colombiana (Cec), che il Sir ha intervistato poco dopo il discorso rivolto ai vescovi colombiani da Papa Francesco ieri, nell’arcivescovado di Bogotá. “Ci ha invitato a portare e testimoniare Cristo in modo coraggioso, stando bene attenti a conservare la nostra identità di Chiesa, non compromessa rispetto ad altri poteri, ma libera e coraggiosa”, ricorda il presule. In particolare, prosegue mons. Álvarez, “ci ha invitato a consegnare la pace di Cristo, la pace del Vangelo”, ancorando di conseguenza l’annuncio della pace non a logiche politiche, ma al cuore del messaggio cristiano.
Per il segretario generale, le parole del Papa hanno avuto il significato di una “conferma” di quanto finora portato avanti dall’Episcopato. Ma, al tempo stesso, non sono mancati accenti nuovi, in grado di fare nuova linfa e nuovo slancio alla Chiesa colombiana: “Sono stato molto colpito dal fatto che il Papa ci ha chiesto di ridare identità al nostro popolo, e ci ha detto di non avere paura di toccare la carne ferita della nostra storia e della nostra gente”. Mons. Álvarez, infine, fa notare lo stile del Papa, durante l’incontro con i vescovi: “È stato molto vicino a noi, molto paterno, come un padre che ama i suoi figli”.

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