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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 13 hours 58 min ago

US Bishops: National Migration Week just started. The theme: “Many journeys, one family”

Mon, 2018-01-08 18:50

(From New York) “Many journeys, one family” is the theme chosen by the US Bishops Conference to celebrate the National Migration Week, which started on January 7th and will end on 13th. For nearly 50 years, this event has provided an opportunity to raise the awareness of the Christian communities about the contribution made by migrants, refugees and victims of human trafficking. The Week also calls the parishes, groups and movements to meet immigrants and refugees to share “the journey with our brothers and sisters forced to leave their homes”, as explained by monsignor Joe Vásquez, president of the Migration Commission of the Bishops Conference, who also suggested that the Biblical lessons about the reception of new arrivals should be better understood. In his message to all the dioceses, the president of the US Bishops, cardinal Daniel DiNardo, asked to look gratefully at the gift of migrants and pointed out that the Week is also a moment for reflecting “about our background as a migrant Church and nation, and that’s why it is important to also look at the backgrounds of our families, who all come from immigrants”. The cardinal went on by saying that “the migrant’s face can be different and can change over time – European, Asian, South American or from anywhere else – but these faces keep revealing the wish to lavish blessings on the American dream”. DiNardo ended by quoting what Pope Francis said on Peace Day, pointing out that migrants and refugees “never come empty-handed, they take their courage, their skills, their energy, their aspirations and the treasures of their cultures; and that’s why they enrich the life of the nations that take them up”.

Intimidazione a don Stamile: mons. Fiorini Morosini (Reggio Calabria-Bova), “non manchi il coraggio per andare avanti nella sua azione”. Solidarietà anche da Caritas Calabria

Mon, 2018-01-08 18:44

“Un fatto cruento”. CosĂŹ mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, ha definito l’atto intimidatorio di cui è stato vittima don Ennio Stamile, referente calabrese di Libera. “Da subito ho rivolto una preghiera per la sua serenitĂ  d’animo affinchĂŠ non manchi il coraggio nell’andare avanti nella sua azione”. Una nota di solidarietĂ  è arrivata anche da tutte le Caritas diocesane della Calabria: “Intimidire chi fa un lavoro prezioso, silenzioso e importante, intimidire chi si impegna, intimidire chi con la sua opera di evangelizzazione quotidianamente contrasta l’agire mafioso – ha scritto padre Valerio Di Trapani, delegato regionale della Caritas Calabria – è un atto vile e ignobile, che smuove le nostre coscienze e ci sprona a proseguire con tenacia il nostro cammino”. Ritornando al tema del recente convegno regionale delle Caritas calabresi “Non a parole ma con i fatti”, “anche noi quotidianamente proviamo a fare in tutte le diocesi, è questo l’unico modo per fermare la mentalitĂ  mafiosa, per stare vicino e dar forza a chi si impegna cosi tanto”. Un impegno che la Caritas sta portando avanti è il progetto “Costruire speranza”, “un’esperienza che punta alla scoperta del territorio, l’utilizzo di buone prassi, al riuso di beni sequestrati alla criminalitĂ  trasformandoli in luoghi vivi ed accoglienti, utilizzo di opere segno come impegno tangibile di unione e contrasto all’agire mafioso”.

Myanmar: al via la presidenza italiana del fondo per la pace

Mon, 2018-01-08 18:39

(DIRE-SIR) – “Penso che la prosecuzione del processo di pace sia cruciale per il futuro del Myanmar e che la risoluzione dei conflitti etnici, protrattisi troppo a lungo, sia essenziale per assicurare lo sviluppo di questo Paese. In tale ambito il popolo birmano è chiamato ad affrontare delle sfide di rilievo ma la comunitĂ  internazionale è pronta ad aiutare il governo e tutti gli attori coinvolti per porre le basi della riconciliazione nazionale attraverso un dialogo costruttivo”. Lo ha sottolineato l’ambasciatore d’Italia Pier Giorgio Aliberti, come si legge sul portale web del ministero della Farnesina. Aliberti si è espresso a proposito dell’inizio del semestre di presidenza italiana del Joint Peace Fund Board (Jpf), un fondo multi-donatori creato nel 2015 grazie ai contributi di Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Giappone, Italia, Norvegia, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Svizzera, Unione Europea, aperto a ulteriori donatori, la cui operativitĂ  è prevista fino al 2021. Il Jpf – si legge ancora nella nota – può contare su una dotazione complessiva di 85,7 milioni di dollari, tre dei quali erogati dal governo italiano. Durante il suo semestre di presidenza, l’Italia si prefigge di incoraggiare ulteriormente il dialogo tra tutte le parti coinvolte, aumentare la visibilitĂ  del Jpf a livello locale e internazionale, e misurare i risultati raggiunti dal Fondo non solo in termini di singoli progetti realizzati ma anche nell’ottica del suo contributo complessivo a favore del processo di pace in Myanmar.

(www.dire.it)

Germany: ecumenical spiritual guidebook published for German athletes at the Winter Olympics

Mon, 2018-01-08 16:44

An ecumenical spiritual guidebook for the German athletes who will take part in the XXIII Winter Olympics in Pyeongchang, South Korea, has been jointly published by the German Bishops Conference (Dbk) and by the German Evangelical Church Council (Ekd). Card. Reinhard Marx, president of Dbk, and the regional bishop, Henrich Bedford-Strohm, president of Ekd, emphasised the importance of the values of sport as a way to bring peoples together and accomplish peace: “A passion for sports bring people, populations, cultures and religions together. The Olympic Games are based on the idea of teaching the boundaries of fair competition to put hostile fights at rest and make peace”, Marx and Bedford-Strohm wrote in the foreword. The Bible can help give “a bit of respite to recharge one’s batteries”, given the athletes’ passion and ambition to win. Those who are training for the challenge with the greatest concentration and tension need a short break, and, according to the cardinal and the Evangelical bishop, the ideas that come from the pages of the guidebook can help make the German Olympic athletes relax. The book, which will be handed out to all athletes, contains biblical passages and daily meditations as well as a short history of Korean Christianity. Moreover, the traditional attendance of two spiritual guides, a Catholic and an Evangelical one, staying with the athletes all through the Olympics, as it has happened since the Munich Olympics in 1972, has been confirmed: don Jürgen Hünten will be head of the Catholic chantry.

Germania: pubblicata una guida spirituale ecumenica per gli atleti tedeschi ai Giochi olimpici invernali

Mon, 2018-01-08 16:44

Una guida spirituale ecumenica per gli atleti tedeschi che parteciperanno ai XXIII Giochi olimpici invernali a Pyeongchang, in Corea del Sud, è stata pubblicata congiuntamente dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e dal Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd). Il card. Reinhard Marx, presidente della Dbk ed il vescovo regionale Henrich Bedford-Strohm, presidente della Ekd hanno rimarcato l’importanza dei valori dello sport come mezzo per unire i popoli e realizzare la pace: “La passione per lo sport riunisce persone, popoli, culture e religioni. I Giochi olimpici si basano sull’idea di trasmettere i limiti della concorrenza leale per far tacere gli scontri ostili e fare la pace”, hanno scritto Marx e Bedford-Strohm nella prefazione. La Bibbia è utile per dare “uno spazio di respiro necessario per ricaricare le batterie”, in considerazione anche della passione e dell’ambizione per la vittoria da parte degli atleti. Coloro che si preparano per le competizioni nella massima concentrazione e tensione hanno bisogno di una breve pausa, e secondo il cardinale ed il vescovo evangelico la proposta che arriva dalle pagine della guida può contribuire alla serenitĂ  degli atleti olimpici tedeschi. Nel volume, che verrĂ  distribuito a tutti gli atleti, sono presenti preghiere, testi biblici e meditazioni giornaliere e una breve storia del cristianesimo coreano. Contestualmente è stata confermata la presenza tradizionale di due guide spirituali, cattolica ed evangelica, che accompagneranno gli atleti durante tutti i Giochi, come avviene dalle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972: il responsabile della cappellania cattolica sarĂ  don JĂźrgen HĂźnten.

Peter Sutherland: Junker, “gigante della vita pubblica irlandese, europea e internazionale”

Mon, 2018-01-08 16:42

Parole di cordoglio sono state espresse dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker alla notizia della morte del politico irlandese Peter Sutherland, avvenuta domenica 7 gennaio a Dublino, all’età di 72 anni. “Profondamente addolorato” si è detto Junker per la morte di questo “ex-commissario europeo”, dal 1985 al 1989, “già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio e procuratore generale in Irlanda. È stato “un vero europeo”, che ha “fortemente creduto nel lavoro dell’Ue e degli altri organismi internazionali” e nella loro importanza “per la cooperazione e il dialogo internazionale”. Junker lo ricorda anche come “uno dei padri fondatori del programma Erasmus” e “strumentale” alla definizione del nostro mercato interno e poi alle politiche sulla concorrenza. Soprattutto, secondo il presidente, Sutherland “rifletteva i valori fondamentali dello spirito europeo nel suo lavoro quotidiano ed era convinto che lavorando insieme si possono raggiungere cose grandi”. Si “sentirà molto la mancanza” di questo “gigante della vita pubblica irlandese, europea e internazionale” ha scritto ancora Junker: “Il suo contributo internazionale all’economia, alla politica, alle migrazioni e ai diritti umani non sarà dimenticato”.

Peter Sutherland: mons. Martin (Dublino), “uomo di profonda fede”. Card. Nichols, “appassionato della giustizia”

Mon, 2018-01-08 16:42

“Era un uomo di profonda fede e un cattolico devoto, anche critico quando necessario. Ha lavorato per garantire maggiore trasparenza nell’amministrazione del sistema finanziario vaticano. Ha riformato il Comitato cattolico internazionale delle migrazioni e l’ha trasformato in una commissione in grado di lavorare con gli organismi delle Nazioni Unite”. CosĂŹ l’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, ha reso omaggio a Peter Sutherland, politico irlandese ed europeo, deceduto nella capitale irlandese il 7 gennaio. “Sutherland è stato instancabile nel portare avanti la sua missione come rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la migrazione, anche quando la sua salute stava venendo meno”, ha sottolineato mons. Martin, ricordando “la qualitĂ , la passione e l’impegno del suo lavoro per rifugiati e migranti”, espressione di “un’autentica convinzione radicata nella sua fede, riflesso della dignitĂ  di ogni persona umana e della fondamentale unitĂ  della famiglia umana”. “Immensamente dotato e uomo di principi” lo ha definito il cardinale inglese Vincent Nichols, che in un tributo pubblicato oggi riconosce il “contributo enorme” dato da Sutherland alla vita pubblica dell’Irlanda, dell’Europa e oltre, “al mondo delle imprese ma anche alla Chiesa cattolica”. Nichols lo ricorda anche come “stretto consulente” del defunto card. Cormac Murphy O’Connor, lo definisce “saggio, astuto e appassionato della giustizia”, ricorda la generositĂ  “in denaro e tempo” verso la Chiesa, che si trattasse della sua parrocchia o della Santa Sede.

Turchia: riaperta la “chiesa di ferro” della comunità ortodossa bulgara

Mon, 2018-01-08 16:37

(da Sofia) Dopo 7 anni di lavori di restauro la chiesa bulgara “santo Stefano” di Istanbul è stata riaperta nel 120.mo anniversario dalla sua costruzione. Alla solenne cerimonia hanno concelebrato il patriarca bulgaro Neofit e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo mentre erano presenti le massime autoritĂ  turche come il presidente Recep Tayyip Erdogan, il primo ministro Binali Yildirim nonchĂŠ il premier bulgaro Boyko Borissov. Nel suo discorso il patriarca bulgaro Neofit ha definito la riapertura della chiesa “frutto dei rapporti di buon vicinato e ottima collaborazione tra la Turchia e la Bulgaria e tra le due Chiese ortodosse”. Ha ringraziato, in modo particolare, lo Stato turco che ha finanziato i restauri con 4 milioni di dollari e le autoritĂ  bulgare che hanno stanziato 250mila dollari nonchĂŠ il patriarca Bartolomeo per la sua premura di custodire questi luoghi simbolici per la Chiesa bulgara, che si trovano sotto la sua giurisdizione. Secondo Erdogan, “la riapertura della chiesa di santo Stefano è un messaggio significativo per il mondo che dimostra Istanbul come una cittĂ  dove le religioni e le culture diverse convivono in pace”. A suo avviso, negli ultimi 15 anni la Turchia ha appoggiato il restauro di 5.000 artefatti e continuerĂ  a finanziare il restauro di chiese cristiane. Erdogan ha auspicato che anche in Bulgaria continui il rinnovo delle moschee tra cui quelle di Sofia e di Plovdiv. Anche il primo ministro bulgaro Borissov ha nominato la convivenza pacifica tra musulmani e cristiani in Bulgaria ed ha espresso la speranza che “i rapporti tra l’Ue di cui la Bulgaria ha assunto la presidenza dal 1 gennaio possano migliorare”.
Situata a pochi metri dalla sede del Patriarcato ecumenico, la chiesa “Santo Stefano” è nota come la “chiesa di ferro” essendo l’unica chiesa ortodossa nel mondo fatta di blocchi di ferro. È stata costruita nel 1898 da costruttori austriaci e architetto armeno ed è stata portata con nave da Vienna per il Mar Nero fino al Bosforo. La Chiesa è indicata in ogni guida turistica come uno dei luoghi da vedere a Istanbul. I lavori di restauro sono stati molto complicati e hanno continuato a lungo a causa delle specificitĂ  del terreno e dell’edificio.

Migranti: Centro Astalli, “otto donne morte al largo della Libia”

Mon, 2018-01-08 16:29

“Avvistati 100 migranti aggrappati a un gommone semisommerso che, lentamente, affondava a quaranta miglia dalla costa al largo di Gasr Garabulli, a est di Tripoli. In 86 sono stati salvati dalla Guardia costiera italiana, otto i cadaveri recuperati, tutte donne, ma il bilancio dei dispersi aumenta significativamente il numero delle vittime”. È quanto denuncia oggi il Centro Astalli, in una nota nella quale ricorda che “dal 1° gennaio sono stati recuperati in mare e indirizzati in Italia 417 migranti”. “Nel 2017 almeno 3.116 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo”, prosegue la nota, mentre “sono riusciti a sbarcare in Italia in 119.369, il 34,24% in meno rispetto al 2016”. “Il calo – sottolinea il Centro Astalli – è iniziato a luglio, dopo gli accordi siglati con Tripoli: da allora la Guardia costiera libica ha iniziato a pattugliare le acque, riportando indietro chi tentava la traversata per rinchiuderli in centri di detenzione gestiti dal governo o dalle milizie”. Per il Centro Astalli, “la situazione nel Mediterraneo e in Libia continua ad essere particolarmente grave. Non si può ravvisare certamente un miglioramento nel calo degli arrivi in Italia rispetto al 2016 o nella diminuzione dei decessi in mare che comunque superano le 3mila vittime. Le persone che non riescono ad attraversare il mare vengono rinchiuse in carceri libiche dove sono esposti a violenze e gravi violazioni di diritti umani”. Per questo, il Centro Astalli torna a chiedere a istituzioni nazionali e sovranazionali “l’attivazione immediata di vie legali che consentano a chi scappa da guerre e persecuzioni di giungere in Europa per chiedere protezione”, “di non far accordi con Paesi terzi in cui non vengono rispettati i diritti umani e in cui non sia pienamente assicurato il rispetto del diritto d’asilo” e “di potenziare lo sforzo di ricerca e soccorso delle imbarcazioni in difficoltĂ  nel Mediterraneo”.

Illegal web contents: EU Commission, “Increasing and speeding up efforts” to remove them. “A joint response from everyone, including the Internet industry”, is needed

Mon, 2018-01-08 16:15

“Terrorist propaganda and online contents that invite to violence and hatred are a serious threat to security and fundamental rights, and they need a joint response from all players, including the Internet industry”. This has been written today in the statement signed by the deputy president of the European Commission, Andrus Ansip, and by five European Commissioners, Dimitris Avramopoulos, Elżbieta Bieńkowska, Věra Jourová, Julian King and Mariya Gabriel, in the run-up to a meeting in Brussels, which they will attend with delegates of online platforms to look at the progress made in curbing the spreading of illegal online contents. The “resources allocated to the timely removal of violent and extremist contents”, which are more and more often posted on online platforms, have managed to remove “dozens of thousands of illegal contents”, but “hundreds of thousands more” need to be removed, and it must be done “quickly”, because “the longer illegal contents are online, the greater their scope, spreading and growth”. The EU Commission calls the online platforms to “increase and speed up their efforts”, not least “by more closely sharing expertise between online players and taking further measures against the reappearance of illegal contents”. The EU Commissioners will work to “promote cooperation with social media companies” and “integrate the existing regulatory framework”.

Contenuti web illegali: Commissione Ue, “aumentare e accelerare gli sforzi” per la rimozione. Serve “risposta collettiva da parte di tutti, compresa l’industria di Internet”

Mon, 2018-01-08 16:15

“La propaganda terroristica e i contenuti online che incitano alla violenza e all’odio costituiscono una seria minaccia per la sicurezza e i diritti fondamentali e richiedono una risposta collettiva da parte di tutti gli attori, compresa l’industria di Internet”. Lo si legge oggi nella dichiarazione sottoscritta dal vicepresidente della Commissione europea, Andrus Ansip, e da cinque commissari europei, Dimitris Avramopoulos, ElĹźbieta Bieńkowska, Věra JourovĂĄ, Julian King e Mariya Gabriel, alla vigilia di un incontro a Bruxelles a cui parteciperanno insieme a rappresentanti di piattaforme online per valutare i progressi nell’arginare la diffusione di contenuti illegali online. Le “risorse destinate alla rimozione tempestiva di contenuti violenti ed estremisti” messe in campo in misura crescente dalle piattaforme online sono riuscite a eliminare “decine di migliaia di contenuti illegali”, ma resta la necessitĂ  di rimuoverne “altre centinaia di migliaia” e di farlo in modo “rapido” poichĂŠ “piĂš a lungo sta on line il materiale illegale, maggiore è la sua portata, la sua diffusione e crescita”. La Commissione esorta le piattaforme online ad “aumentare e accelerare gli sforzi”, anche in “piĂš stretta cooperazione con le autoritĂ  nazionali e di controllo, maggiore condivisione del know-how tra gli attori dell’online e ulteriori azioni contro la ricomparsa di contenuti illegali”. I commissari lavoreranno per “promuovere la cooperazione con le societĂ  di social media” e per “integrare il quadro normativo esistente”.

Orthodox Christmas: Patriarch Kirill, “pain has not left the world”. “Finding the hope that defeats fear”

Mon, 2018-01-08 16:00

“When all thoughts revolve around our ‘self’, when in our hearts there’s no place for our neighbours, then not even the Lord can have a place there. Having our neighbours in our hearts depends above all on our ability to share other people’s pain, to respond to it with actual charitable efforts”. This was written by the Patriarch of Moscow, Kirill, in the message he sent to the members of the episcopacy, the clergy, the monks and nuns, and all devotees, for the Christmas that the Orthodox Churches celebrated yesterday, January 7th. “The year just passed for the life of our people has been full of memories of the tragic events of the XX century and of persecution for faith”, the Patriarch writes. Even “at such a terrible time”, “the Lord did not fail to show us His mercy”. “A special time” is the current one too, because “pain has not left the world”; yet so much of “God’s love is poured onto mankind” and “peace does exist, despite the forces of evil”. Confident, Kirill says he is, that, “by facing the trials of the present, the peoples of the ancient Rus’ will keep and will renew their spiritual unity and will experience wellbeing and prosperity”. In conclusion, he wished to “our people, the peoples of the ancient Rus’ and all the peoples of the earth” that the “Divine Child” “may help us find the hope that defeats fear and feel faith with the force of God’s love that transfigures human life”.

Natale ortodosso: Patriarca Kirill, “la sofferenza non ha abbandonato il mondo”. “Trovare la speranza che vince la paura”

Mon, 2018-01-08 16:00

“Quando tutti i nostri pensieri sono rivolti al nostro ‘io’, quando nel cuore non c’è posto per il prossimo, allora neanche il Signore può trovarvi posto. La presenza del prossimo nel nostro cuore dipende prima di tutto dalla nostra capacità di condividere la sofferenza degli altri, di rispondere a essa con concrete opere di carità”. Lo ha scritto il patriarca di Mosca Kirill nel messaggio inviato ai membri dell’episcopato, al clero, ai monaci e alle monache e a tutti i fedeli in occasione del Natale che le Chiese ortodosse hanno celebrato ieri, 7 gennaio. “L’anno appena trascorso per la vita del nostro popolo è stato pieno di ricordi dei tragici avvenimenti del XX secolo e delle persecuzioni per la fede”, scrive il patriarca. Anche “in quel tempo terribile”, “il Signore non ha mancato di manifestarci la sua misericordia”. “Un periodo particolare” è altresì quello attuale poiché “la sofferenza non ha abbandonato il mondo”; eppure tanto “amore di Dio si riversa sul genere umano” e “la pace esiste nonostante le forze del male”. Fiducioso, si dice Kirill che “attraversando le prove del presente, i popoli della Rus’ storica manterranno e rinnoveranno la propria unità spirituale e conosceranno benessere e prosperità”. In conclusione l’augurio per “il nostro popolo, i popoli della Rus’ storica e tutti i popoli della terra” perché il “Bambino divino” “ci aiuti a trovare la speranza che vince la paura e a sentire con la fede la forza dell’amore di Dio che trasfigura la vita umana”.

Diocesi: Torino, domani l’arcivescovo Nosiglia incontra i lavoratori della Embraco di Riva presso Chieri per “esprimere solidarietà e vicinanza”

Mon, 2018-01-08 15:31

Rispondendo positivamente all’invito rivolto dagli operai della Embraco di Riva presso Chieri, l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, nella mattinata di domani, 9 gennaio, si recherĂ  a partire dalle 10.30 al presidio dei dipendenti, di fronte ai cancelli della fabbrica, per incontrarli e “per esprimere concretamente e visibilmente – si legge in una nota – la solidarietĂ  sua e la vicinanza di tutta la Chiesa torinese ai lavoratori e alle loro famiglie, esposti al rischio del licenziamento senza nemmeno poter accedere ai meccanismi di sicurezza sociale previsti da normative e contratti”. Secondo le informazioni in possesso dell’arcidiocesi torinese, “l’azienda, proprietĂ  dell’americana Whirlpool, non ha ancora presentato alcun piano industriale: se non lo farĂ  nei prossimi 60 giorni rimarrĂ  solamente la strada dei licenziamenti collettivi, senza possibilitĂ  di ricorso nĂŠ alla cassa integrazione straordinaria nĂŠ ai contratti di solidarietà”. “Le ragioni del disimpegno da parte della proprietĂ  – prosegue la nota – sarebbero da ricercarsi nel minor costo del lavoro che Whirlpool potrebbe spuntare in nuovi stabilimenti in Brasile, Cina, Europa dell’Est. Ma è proprio questo tipo di globalizzazione senza regole – osservano i sindacati – a determinare l’impoverimento progressivo dell’apparato industriale italiano”. Con mons. Nosiglia saranno presenti anche i parroci del Chierese.

Roghi di rifiuti: Coldiretti, “nel 2017 business agromafie pari a 21,8 miliardi, +30% rispetto all’anno precedente”

Mon, 2018-01-08 15:14

“Lo smaltimento illegale dei rifiuti è diventata una delle principali attivitĂ  delle agromafie che nel 2017 hanno sviluppato un business criminale di 21,8 miliardi, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente”. Lo afferma la Coldiretti in riferimento al moltiplicarsi dei roghi di rifiuti di probabile origine dolosa con effetti preoccupanti sull’ambiente circostante, da Cairo Montenotte nel savonese a Corteolona nel pavese. “A pagare il conto – sottolinea la Coldiretti – sono i cittadini e le imprese che vivono e lavorano sul territorio, a partire dall’agricoltura e dall’allevamento”. Secondo l’associazione, “di fronte alle emergenze che si rincorrono, occorre adottare tutti gli accorgimenti a tutela della sicurezza e della salute, accertare le responsabilitĂ  e avviare le necessarie azioni di risarcimento danni diretti ed indiretti a favore delle comunitĂ  e delle imprese colpite”. “Sul piano strutturale – conclude la Coldiretti – occorre salvaguardare le aree a vocazione agricola evitando l’autorizzazione di insediamenti potenzialmente a rischio e proteggendole con i controlli da quelli abusivi”.

Scuola: Anisa-Miur, al via la XIII edizione delle Olimpiadi del patrimonio

Mon, 2018-01-08 14:58

Fornire agli studenti un’opportunitĂ  per arricchire le loro conoscenze rispetto alla straordinaria ricchezza e varietĂ  delle testimonianze storico-artistiche, monumentali e architettoniche, dall’archeologia all’arte contemporanea, disseminate sul territorio italiano; promuovere una formazione culturale in cui l’educazione al patrimonio e alla sua conservazione e tutela sia un elemento qualificante nella costruzione dell’identitĂ  civile delle giovani generazioni; affermare che la conoscenza del patrimonio culturale rappresenta un fattore di inclusione in una societĂ  multiculturale e ne favorisce la crescita nel rispetto consapevole. Sono alcuni degli obiettivi delle Olimpiadi del patrimonio 2018, quest’anno sul tema “Dalle collezioni al museo: storia, furti, recuperi, educazione alla legalitĂ  e all’inclusione”. A bandire il concorso, giunto alla XIII edizione, è l’Anisa (Associazione nazionale insegnanti di storia dell’arte). L’iniziativa, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, nell’ambito delle discipline letterarie, storiche, storico-artistiche o trasversalmente con altre discipline curriculari, è sostenuta dal Miur ed è stata inserita tra i punti qualificanti del protocollo d’intesa tra Anisa e Miur. Le scuole che intendono partecipare dovranno far pervenire la loro adesione entro e non oltre il 20 gennaio 2018. Dopo una selezione regionale, le squadre finaliste dovranno presentare alla giuria un elaborato, risultato/frutto di lavoro di ricerca e documentazione, individuale e/o di gruppo, che attesti un percorso attinente al tema prescelto. Finale e premiazioni tra fine aprile e primi di maggio. Info e bando sul sito web dell’Anisa.

Premio bontĂ  S. Antonio: Padova, al via il concorso ispirato dalla lettera di Papa Francesco per il Sinodo sui giovani

Mon, 2018-01-08 14:41

Anche per la 44ÂŞ edizione è Papa Francesco ad ispirare il tema del Premio nazionale della bontĂ  Sant’Antonio di Padova organizzato dall’omonima Arciconfraternita. Facendo seguito alla sollecitazione contenuta nella lettera di Papa Francesco per il prossimo Sinodo dei vescovi – “Carissimi giovani, un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generositĂ . Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte coraggiose” – il concorso chiede ai giovani di partecipare con elaborati che rispondano a questo invito: “Racconta a Papa Francesco quali scelte, azioni o progetti di vita vorresti intraprendere, mentre cresci ascoltando in te la voce interiore, che ti chiama al bene della tua comunitĂ , della societĂ  e del mondo intero”. Il Premio nazionale, nato nel 1975 da una felice intuizione del cappellano e del priore dell’epoca dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio, è rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di I e II grado. Potranno partecipare esprimendosi attraverso la narrativa, il disegno e il multimediale. Anche per questa edizione l’Arciconfraternita si propone di individuare un protagonista che nella vita “adulta” abbia reso tangibile testimonianza degli insegnamenti del Vangelo. “Il Premio ogni anno ci apre una finestra inattesa su un mondo fatto di persone buone e su ragazzi che guardano al futuro con speranza ed entusiasmo”, commenta il priore dell’Arciconfraternita, Leonardo Di Ascenzo. “Di anno in anno – prosegue – abbiamo sperimentato come i ‘buoni esempi’ che abbiamo premiato siano stati fecondi nell’instillare nei piĂš giovani quei sentimenti di solidarietĂ  e vicinanza al prossimo, concreta ereditĂ  di un buon insegnamento evangelico de nostro patrono sant’Antonio”. Gli elaborati dovranno essere consegnati entro e non oltre il 15 aprile 2018. Le cerimonie di premiazione è in programma per la serata di sabato 9 e la mattina di domenica 10 giugno, a Padova.

Infanzia: Coopi, campagna “Aiuta un guerriero” per garantire istruzione a 3mila bambini in Niger e 1.200 in Iraq

Mon, 2018-01-08 14:24

Secondo l’Unhcr, oltre 6,4 milioni di bambini al mondo sono rifugiati e sfollati, costretti a spostarsi all’interno del proprio Paese oppure oltreconfine a causa di guerre e altre emergenze. PiĂš della metĂ , cioè 3 milioni e mezzo di bambini tra i 5 e i 17 anni, lo scorso anno non ha potuto frequentare la scuola con il rischio di essere convolti in gruppi armati e nella criminalitĂ  organizzata. Per le bambine il rischio è anche quello dei matrimoni precoci forzati. Per garantire a minori rifugiati e sfollati l’accesso all’istruzione anche in contesti di conflitti e violenze, Coopi – Cooperazione internazionale realizza interventi di educazione in emergenza, in particolare in Niger, dove migliaia di persone hanno trovato rifugio dalla violenza del gruppo terroristico di Boko Haram, e in Iraq, dove la guerra prosegue dal 2013. Di qui la campagna “Aiuta un guerriero” alla quale è possibile contribuire fino al 28 gennaio con sms e chiamate al numero solidale 45541. I piccoli “guerrieri” sostenuti da Coopi sono quei bambini che ogni giorno in questi paesi sfidano minacce e pericoli per compiere quello che in altre parti del mondo è normale e scontato, come andare a scuola ed avere un’educazione. Guerrieri come Yasmeen, 9 anni, volto e simbolo della campagna, che è fuggita dalla Siria e non ha mai potuto frequentare una scuola formale. Oggi vive in un centro commerciale abbandonato con la sua famiglia e altri centinaia di bambini e da alcuni mesi grazie a Coopi frequenta una scuola temporanea. Con i fondi raccolti Coopi garantirĂ  accesso all’istruzione a 3.000 bambini in Niger e a 1.200 minori vicino a Mosul in Iraq. Coopi allestirĂ  in tendoni e container aule dotate di tutti gli arredi necessari, fornendo libri e materiale didattico e formando il personale scolastico; realizzerĂ  inoltre latrine, cisterne, impianti di purificazione dell’acqua e dispositivi igienici per il lavaggio delle mani, riducendo cosĂŹ anche il rischio di malattie ed epidemie.

Francia: ingresso di mons. Aupetit a Parigi, “non guardate l’arcivescovo, contemplate il Cristo”

Mon, 2018-01-08 14:03

“Non guardate l’arcivescovo, contemplate il Cristo”: con questa frase mons. Michel Aupetit ha terminato la sua prima omelia come arcivescovo di Parigi nella Messa d’ingresso che si è svolta nella serata di sabato in una cattedrale di Notre Dame gremita e solenne. Ripercorrendo le letture della messa dell’Epifania, l’arcivescovo ha parlato di Dio che “quando si manifesta agli uomini viene nella più grande discrezione” e non con effetti speciali Disney o di Star Wars e parla agli uomini “per ciò che sono capaci di conoscere”, là dove sono, come è avvenuto con i pastori o con i magi, nella misura in cui si è “attenti ai segni che egli manda”. Concelebrando con numerosi vescovi e alla presenza dei rappresentanti delle altre confessioni cristiane, ma anche della comunità ebraica e musulmana, di numerose autorità parigine e regionali, oltre al ministro degli interni Gérard Collomb e al sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, mons. Aupetit ha sottolineato come “Maria e Giuseppe hanno dato la sola risposta giusta a colui che viene in mezzo a noi in un atto supremo di amore: perché solo l’amore può rispondere all’amore”. Salutando e ringraziando i convenuti al termine della celebrazione, ha salutato “tutto il popolo di Parigi, perché è impossibile portare un tale carico se non si è accompagnati e se non si collabora”. “Delegherò molto. Fatevi coraggio”, ha aggiunto rivolto ai preti e ai laici l’arcivescovo sorridendo; ed è partito un applauso.

Giornata migrante e rifugiato: p. Gazzola (scalabriniani), “in molte parti del mondo si fatica a vivere la cultura dell’incontro”

Mon, 2018-01-08 13:49

“Se è vero, come ci ricorda il Santo Padre e come si evince dal Vangelo di Matteo, che ogni migrante che bussa alle nostre frontiere è un’occasione di incontrare GesĂš Cristo, è altrettanto vero e sotto gli occhi di tutti come in molte parti del mondo si fatichi a vivere, o si ostacoli addirittura, la cultura dell’incontro che Papa Francesco continua a proporci come orizzonte e, nientemeno, si arrivi a criticare ogni suo intervento in merito”. CosĂŹ padre Alessandro Gazzola, superiore generale della congregazione scalabriniana, commenta il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (14 gennaio 2018) sul tema “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”. “I quattro verbi usati dal Papa – osserva p. Gazzola – possono essere occasione per molti, un’opportunitĂ  per i piĂš rigidi, per fermarsi, fare un serio esame di coscienza e magari rivedere certi punti di vista”. “Immaginando le quattro azioni come attimi di un’unica scena – prosegue il superiore generale – accogliere diviene la porta d’ingresso della nostra casa che si apre per ‘offrire a migranti e rifugiati possibilitĂ  piĂš ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione’, coscienti che troppo spesso si dimentica la centralitĂ  della persona umana e si antepongono spesso preoccupazioni e faziosità”. “Proteggere – continua Gazzola – ci richiama, invece, a un gesto naturale nell’incontro con chi è in una situazione di disagio e che impegna a dare il giusto valore alle capacitĂ  e competenze dell’altro, del migrante in questo caso, considerando come imprescindibile, ad esempio, una libertĂ  di movimento nel Paese d’accoglienza o la possibilitĂ  di lavorare”. Segue il promuovere che è, per il superiore generale, un “mettere in condizione ognuno di realizzarsi come persona e sedersi alla nostra tavola comune”. Integrare, conclude, “non può consistere puramente nell’assimilare l’altro, ponendo a lato l’identitĂ  culturale di ciascuno, bensĂŹ dice il paziente processo di ascolto reciproco che ‘dĂ  cittadinanza’ all’altro, per richiamare un tema estremamente attuale”.

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