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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 2 hours 11 min ago

Papa a Milano: Giacomo Poretti, “gli stranieri li abbiamo sempre accolti e agli argentini vogliamo molto bene”

Sat, 2017-02-25 16:19

“Non ti fare intristire da certe frasi che ti avranno riportato. Noi gli stranieri li abbiamo sempre accolti”. Lo afferma Giacomo Poretti, l’attore comico del trio “Aldo, Giovanni e Giacomo”, rivolgendosi a Papa Francesco nella prima delle video-lettere “Caro Papa, ti racconto Milano” diffusa oggi da www.papamilano2017.it, ad un mese esatto dalla visita del Pontefice nel capoluogo lombardo. “Noi agli argentini vogliamo molto bene”, aggiunge Poretti, riferendosi ai calciatori Milito, Cambiasso e Zanetti, “i tuoi connazionali che hanno fatto benissimo nella nostra città”. “Milano è una città che sta cambiando”, prosegue il comico, stigmatizzando alcune “bizzarrie” locali, come il “bosco verticale, premiato come il palazzo più bello del mondo”, “perché noi milanesi siamo un po’ avanti e i boschi li facciamo verso il cielo”. “Noi milanesi – confessa Poretti – siamo un po’ ‘bauscia’, in argentino ‘pomposo, altinero’, ma non siamo cattivi”. “E se verrai in piazza Duomo – avverte – non farti ingannare dalle palme” che “fanno sembrare di essere a Miami o in Palestina a noi a cui manca il caldo perché abbiamo sempre la nebbia”. “Non vediamo l’ora di incontrarti”, assicura Poretti nel video realizzato con uno smartphone nel salotto di casa. “Nella prossima lettera ti dovrò fare tante domande – conclude l’attore – perché noi milanesi siamo pieni di dubbi”.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), la relazione di coppia deve “essere aperta alla vita”

Sat, 2017-02-25 16:04

“La vostra relazione vissuta con fede e donazione deve essere aperta alla vita in modo che l’amore umano sia rafforzato dall’amore di Dio”. A dirlo è stato l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, che ha incontrato in Cattedrale oltre 500 giovani coppie di fidanzati che si stanno preparando al matrimonio nelle varie parrocchie del capoluogo siciliano, accompagnate da alcuni parroci. Durante l’incontro, organizzato dall’Ufficio diocesano di pastorale per la famiglia, il vescovo ha risposto ad alcune domande delle coppie di fidanzati. La prima riguardava la propensione delle famiglie di oggi a vivere chiuse nella loro casa. “Questa chiusura agli altri porta il rischio della chiusura nella stessa coppia – ha spiegato mons. Lorefice -. È la forza del Sacramento che apre la coppia e la manda in missione”. Un altro aspetto al centro dell’incontro è stato la convivenza. Ne hanno parlato due giovani che hanno convissuto per cinque anni e adesso hanno deciso di prepararsi al matrimonio. “Quando un uomo e una donna decidono di fare strada insieme, con-vivere, cioè vivere con l’altro, è già una ricchezza di amore umano – ha affermato Lorefice -. Ma la scoperta della fede nella propria storia personale e di coppia sviluppa la consapevolezza che l’amore viene da Dio. Non è una abitudine culturale”. L’incontro si è concluso con la benedizione delle coppie impartita dall’arcivescovo.

Comunione e liberazione: anche ad Arezzo il 27 febbraio si ricorda don Giussani

Sat, 2017-02-25 15:59

In occasione del 12° anniversario della morte del servo di Dio don Luigi Giussani (22 febbraio 2005) e del 35° del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione (11 febbraio 1982), anche ad Arezzo verrà celebrata una messa per ricordare le due ricorrenze. A presiederla, lunedì 27 febbraio alle 21.15 nella Chiesa di S. Francesco, sarà l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, monsignor Riccardo Fontana. Come in tutte le altre messe celebrate in questo periodo per l’occasione, questa sarà l’intenzione: “Chiediamo a Dio la grazia di seguire senza riserve l’invito di Papa Francesco a mendicare e imparare la vera povertà che ‘descrive ciò che abbiamo nel cuore veramente: il bisogno di Lui’, per vivere la vita sempre come un inizio coraggioso rivolto al domani”.

Lavoro: mons. Longoni, “cercare le buone pratiche” e “dare voce alle proposte politiche”

Sat, 2017-02-25 15:40

(dall’inviato Sir a Firenze) – “Cercare le buone pratiche nelle realtà locali” e “dare fiato, voce alle proposte politiche”. E’ l’appello che il direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, monsignor Fabiano Longoni, ha rivolto oggi a Firenze a direttori e collaboratori degli uffici diocesani riuniti per il 2° seminario nazionale di pastorale sociale. Per mons. Longoni “non ha senso” fermarsi a “un’idea deduttiva della Dottrina sociale”, “non perché non servano più i principi, ma perché rischia di non incidere nella realtà odierna”. Invece, è “dalla vita concreta” che si può risalire ai principi, e da qui viene il richiamo a far emergere buone pratiche in tutte le maniere possibili, “ad esempio con un seminario, oppure con un concorso sul giornale diocesano dedicato alle buone pratiche sul territorio”. Longoni ha quindi chiesto alle associazioni “di potenziare le buone pratiche che già fanno e collaborare con le Chiese locali”, nonché “fare una riflessione seria in vista della Settimana sociale di Cagliari” per non limitarsi a enunciazioni di principi, bensì “dare voce alle proposte politiche”.

Papa Francesco alla chiesa anglicana: il programma della visita. Previsto anche un momento di dialogo con domande e risposte

Sat, 2017-02-25 15:39

“Sarà un evento assolutamente straordinario e speciale per noi”. Con queste parole il reverendo Jonathan Boardman, cappellano della Chiesa anglicana All Saints di Roma, descrive lo stato d’animo con cui questa piccola comunità accoglierà domani pomeriggio alle 16 papa Francesco. “Ma voglio sottolineare anche – aggiunge il reverendo – che il carattere di papa Francesco favorisce un’apertura di anima che fa di questo incontro un fatto straordinario e al tempo stesso quotidiano. Sarà un momento in cui vedremo il volto vero della nostra fede. Domani leggeremo il brano biblico di Corinzi 2 sul tesoro custodito in vasi di Creta. E questo è esattamente ciò che siamo”. La funzione include elementi tipici dei Vespri anglicani cantati, la benedizione di un’icona e il rinnovo delle promesse battesimali guidate da papa Francesco e dai vescovi anglicani diocesani.

Papa Francesco – spiegano al Sir alla All Saints – entrerà nella chiesa dall’entrata in via di Gesù e Maria e sarà accolto su un piccolo palco posto all’ingresso dal Rev. Robert Innes, vescovo anglicano per l’Europa, e dal cappellano Boardman. Dopo le parole di benvenuto, il Papa benedirà un’icona di Cristo Salvatore appositamente commissionata per il bicentenario di All Saints all’artista Ian Knowles, direttore del Centro icona Betlemme. Dopo la benedizione con olio santo e incenso, papa Francesco e i vescovi accenderanno delle candele davanti all’icona. E’ a questo punto che ci sarà il rinnovo delle promesse battesimali guidate nelle rispettive lingue, inglese e italiano, dal papa e dal vescovo Robert. Dopo la Lettura di Corinzi 2, papa Francesco pronuncerà l’omelia al termine della quale ci saranno le intercessioni di preghiera e lo scambio della pace. Al termine della funzione verrà firmato un accordo che formalizzerà un gemellaggio tra la Chiesa anglicana di All Saints e la parrocchia cattolica di Ognissanti in via Appia Nuova. A questo punto i membri della Congregazione porranno una serie di domande al Santo Padre per un momento di dialogo con la comunità. La visita si concluderà con uno scambio di doni. La comunità offrirà a papa Francesco i suoi prodotti tipici: marmellate di arance fatte in casa ed il “Simnel cake”, un dolce fatto con un tipo di farina di grano usato in antichità sopra il quale ci sono 11 palline di pasta lievitata, simbolo dei dodici apostoli, meno Giuda. Legato sempre alla visita di Francesco, è il gesto del dono che la comunità e il Papa faranno di una Bibbia in inglese alle prostitute vittime della tratta.

Coldiretti: produttori terremotati “sfollati” a Roma. Per la ripresa “occorre colmare i ritardi accumulati”

Sat, 2017-02-25 15:36

“A sei mesi dalle prime scosse si stima che non più del 15% degli animali possono essere ospitati nelle stalle provvisorie annunciate ma nei Paesi svuotati da paura ed esodo forzato non c’è neanche più mercato per i prodotti salvati dalle macerie. Agricoltori ed allevatori per sopravvivere sono costretti a ‘sfollare’ alla ricerca di canali di sbocco alternativi”. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti che, in attesa dell’arrivo delle casette e del ripopolamento dei territori abbandonati per salvare l’economia locale ed il lavoro, ospita per tutto il fine settimana a Roma i produttori provenienti dalle diverse regioni terremotate nel nuovo mercato contadino di Campagna Amica all’Aranciera di San Sisto. “Dietro ogni prodotto salvato dal terremoto c’è una storia di sofferenza ma anche di voglia di ricominciare”, sottolinea l’associazione, ricordando che “nelle aree terremotate gli acquisti di prodotti sono calati del 90% per l’assenza di acquirenti locali e per il crollo del turismo”. “Gli allevatori – sottolinea la Coldiretti – non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore sopravvissuti, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti, mentre si è ridotta del 30% la produzione di latte per lo stress provocato dal freddo e dalla paura delle scosse”. “Occorre colmare i ritardi accumulati nella realizzazione delle nuove stalle ma anche completare gli allacci della luce e dell’acqua nelle strutture già consegnate”, prosegue la nota, nella quale si sottolinea come “serve anche l’arrivo dei fondi annunciati per dare ossigeno alle imprese agricole strette fra danni, crollo della produzione e calo del mercato”.

Riconoscimenti: a mons. Savino (Cassano all’Jonio), il Premio Giorgio La Pira

Sat, 2017-02-25 15:03

Tutto pronto per la celebrazione della quarta edizione del Premio nazionale Giorgio La Pira Città di Cassano che sarà conferito al vescovo monsignor Francesco Savino, che dal 31 maggio 2105 è alla guida della Santa Chiesa particolare che è a Cassano all’Jonio. La cerimonia di consegna si terrà il prossimo 4 marzo, alle ore 18, presso il Teatro comunale di Cassano all’Ionio. Mons. Savino, per l’occasione, terrà una lectio magistralis su “L’attesa della povera gente”. Questa edizione è importante in quanto cade in concomitanza dei primi dieci della fondazione del Centro studi Giorgio La Pira. Per Francesco Garofalo, presidente del Centro studi “Giorgio La Pira” della città delle Terme, questo “è un piccolo segno per esprimere il nostro grazie per le sue parole, per il suo esempio, per l’incessante e proficuo lavoro fin qui svolto”. Il Centro studi sottolinea come mons. Savino, “estimatore di La Pira, non perde occasione per sottolineare l’attualità del messaggio e della testimonianza del servo di Dio in questi tempi bisognosi di una ‘visione’ di ampio respiro”. Infatti, la motivazione del conferimento del premio,  spiega: “Mons. Savino, in linea con quella Chiesa in uscita tanto cara a Papa Francesco, ha dato e continua a dar voce a quanti per troppo tempo sono rimasti ai margini della società. Sta impegnando tutto il suo cuore e le sue risorse per il riscatto della Calabria sia sul piano spirituale che culturale, invitando tutti, nessuno escluso, a vivere il dialogo, l’accoglienza, la convivenza, la comprensione e la solidarietà in modo adeguato all’incalzare delle migrazioni, delle crisi economiche e delle epocali trasformazioni nel mondo”. Lo scorso anno a essere premiato fu il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia–Città della Pieve.

Oscar 2017: Rosi a Tv2000, “Fuocoammare è universale, i morti di Lampedusa sono quelli degli Usa”

Sat, 2017-02-25 15:01

“È meraviglioso vedere come questo film sia riuscito ad avere un linguaggio universale dove l’isola di Lampedusa è diventata come un luogo mentale che parla a tutti in maniera trasversale. Il mare di Lampedusa è diventato il deserto degli Stati Uniti, i morti del mare di Lampedusa sono i morti del deserto degli Usa e della gente che ogni giorno cerca di attraversare il confine”. Lo ha detto il regista di Fuocoammare, Gianfranco Rosi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, al microfono dell’inviato a Los Angeles, Fabio Falzone, in occasione della candidatura agli Oscar di Fuocoammare. “Da Berlino ad Hollywood – ha aggiunto Rosi – il film è stato distribuito in 64 Paesi dove ha parlato in modo trasversale e universale a varie nazioni. Il film ha assunto sempre una dimensione politica adattandosi alle situazioni e ai luoghi dove è uscito”. Anche il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, uno dei protagonisti di Fuocoammare, ha parlato della candidatura agli Oscar del film: “Sono e resterò sempre il medico di Lampedusa che cura i propri cittadini e anche tutti i fratelli che provengono dall’altra parte del Mediterraneo – ha detto -. Non sarò mai un attore o un regista. L’arte del cinema è un’arma potentissima perché arriva nella mente e nel cuore. E quando cuore e mente si mettono insieme e si aprono viene fuori il senso della vita e dell’umanità”.

Papa Francesco alla chiesa anglicana: gemellaggio tra All Saints e Ognissanti, “un passo verso l’unità”

Sat, 2017-02-25 14:47

“Un passo verso l’unità”. Si intitola così il testo dell’accordo che domani formalizzerà un “gemellaggio” tra la parrocchia cattolica di Roma Ognissanti di via Appia Nuova, e la parrocchia della Chiesa anglicana All Saints di Roma in via del Babbuino. In realtà – spiegano alla All Saints – esiste un gemellaggio informale da oltre dieci anni tra le due comunità. Con la firma di questo accordo si “formalizzerà” pertanto un rapporto già esistente, con l’obiettivo di “continuare a lavorare congiuntamente al servizio dei poveri e, così facendo, approfondire la nostra amicizia”. Nel testo – che il Rev. Jonathan Boardman, cappellano della All Saints, ha dato per conoscenza al Sir -, cattolici e anglicani si impegnano a “celebrare l’unità che già possediamo in Cristo nostro Signore; gioire della bellezza e del valore delle nostre diverse tradizioni; abbracciare la visione e la consolazione della nostra fede comune; viaggiare come compagni in questo cammino verso l’unità piena e visibile”. Inoltre, si individuano aree di collaborazione concreta. Nell’ambito spirituale, cattolici e anglicani sono incoraggiati ad “ascoltare e imparare gli uni dagli altri” e a “pregare per l’unità e pregare insieme”. Nel campo più “intellettuale”, vengono incoraggiate tutte le iniziative di “studio congiunto della Bibbia”, per “esplorare le rispettive tradizioni e conoscere le rispettive liturgie”. Cattolici e anglicani si impegnano poi a “dare supporto concreto nel servizio verso i poveri”, pianificando eventi congiunti, attività di gruppo e condivisione dei pasti. Il testo esorta, infine, i fedeli di entrambe le comunità a “riconoscere l’importanza dell’ecumenismo nelle nostre azioni quotidiane”. Il Rev. Boardman sottolinea quanto sia importante lavorare insieme per la città di Roma: “E’ un imperativo – dice -. Dobbiamo farlo. Perché la nostra divisione – come ha detto qualche giorno fa papa Francesco a Santa Marta – è uno scandalo. Gli scandali esistono, ma uno degli scandali più grandi è l’incapacità dei cristiani di dimenticare i loro litigi e dare testimonianza comune”.

Salute: Roma, domani torna la “Domenica del cuore” per poveri ed emarginati

Sat, 2017-02-25 14:21

Domani, domenica 26 febbraio, si svolgerà a Roma, presso l’Associazione Voreco (Volontari Regina Coeli) una “Domenica del cuore”, giornata di volontariato medico per chi soffre di malattie cardiovascolari e che, per motivi diversi, non ha un percorso di cura. Indigenti, senzatetto, disabili, carcerati ed ex carcerati, extracomunitari, italiani emarginati in stato di bisogno e abbandono i malati di cuore visitati dai medici volontari del Policlinico Gemelli – e non solo. Le “Domeniche del cuore”, promosse dall’associazione onlus “Dona la vita con il Cuore”, sono un progetto di concreta solidarietà a carattere sanitario e da tre anni, nelle piazze e presso le strutture di accoglienza solidale del territorio, offrono visite specialistiche cardiologiche a poveri ed emarginati. “Con le Domeniche del cuore – spiega Massimo Massetti, presidente di “Dona la vita con il cuore” – salviamo davvero la vita alla gente. Riscontriamo ogni domenica tantissime persone che hanno urgente bisogno di cure e noi medici ci attiviamo immediatamente, grazie alle nostre strutture ospedaliere”. “Le persone che si rivolgono a noi non sono solo immigrati o persone senza fissa dimora, ma ormai anche anziani e famiglie monoreddito colpiti dalla crisi economica”, osserva Lucia Ercoli, direttore dell’associazione Medicina Solidale onlus. Il camion del cuore è un autoveicolo che contiene tre sale ambulatoriali ed è dotato di tutte quelle attrezzature elettromedicali che permettono ai medici di eseguire visite cardiologiche specialistiche.

Diocesi: Terni, lunedì un incontro sull’ottavo capitolo dell’Amoris laetitia

Sat, 2017-02-25 14:05

Lunedì 27 febbraio, alle ore 17, a palazzo Gazzoli di Terni si terrà l’incontro pubblico di presentazione e riflessione sull’ottavo capitolo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia “Accompagnare, discernere e integrare la fragilità”. Relatori saranno don Maurizio Gronchi, docente della Pontificia Università Gregoriana, e coniugi Proietti Pierluigi e Gabriella, responsabili del centro di Consulenza familiare Betania di Roma che sostiene e accompagna le coppie ferite.
“L’incontro, organizzato a Terni nell’ambito degli eventi in onore di San Valentino e promosso dal Comitato festeggiamenti – si legge in una nota -, intende dare un’opportunità di analisi, approfondimento e discussione su una realtà che va considerata nella sua pluralità di sfaccettature legate alla storia e ai luoghi, in quanto ‘nessuna famiglia è una realtà perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacità di amare’, nella consapevolezza che ad ogni famiglia, il volto misericordioso di Dio è sempre capace di donare di nuovo la gioia dell’amore”.

Papa a Capodarco: don Albanesi (presidente), “dopo l’Evangelii Gaudium e la Laudato Sì, una riflessione sulla dignità delle persone”. “Sì” al diaconato femminile

Sat, 2017-02-25 13:47

“Dopo l’Evangelii gaudium e la Laudato si’, una riflessione sulla dignità delle persone”. A chiederla al Papa è stato don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, che ha salutato Francesco in Aula Paolo VI a nome della sua comunità, che ha compiuto l’anno scorso 50 anni. “Ogni persona ha la sua dignità, la sua anima, il suo calore umano, il suo spirito”, ha detto don Albanesi, che ha rivolto a Francesco una seconda richiesta: “Abbiamo sempre parlato di giustizia, la Chiesa ha sempre parlato di morale, però nella vita concreta siamo incastrati nel circuito della finanza, da cui non possiamo sottrarci. Chiediamo a lei che riesca a entrare nei dettagli di questo scandalo: l’1% della popolazione che possiede quanto il 99% è insopportabile!”. Poi il presidente della Comunità di Capodarco ha consegnato al Papa una delle prime copie di un suo libro sul diaconato femminile: “Il diaconato alle donne è possibile”, ha affermato ricordando la Commissione di studio appositamente istituita dal Papa. “Chi vive in periferia – ha proseguito Albanesi – sa che tante donne, suore, catechiste, madri di famiglia, insegnanti, persone di carità, possono ricevere il diaconato, che non è un sacramento come il sacerdozio ma un ministero”.

Papa Francesco: a Comunità di Capodarco, “no” a pietismo e assistenzialismo, “sì” a “protagonismo” degli “sconfitti della vita”

Sat, 2017-02-25 13:45

“No” a pietismo e assistenzialismo, “sì” a “protagonismo” degli “sconfitti della vita”. Questa, nelle parole del Papa, la sintesi dell’”approccio ai più deboli” scelto dalla Comunità di Capodarco, che “supera l’atteggiamento pietistico e assistenzialistico, per favorire il protagonismo della persona con difficoltà in un contesto comunitario non chiuso in sé stesso ma aperto alla società”. “Vi incoraggio a proseguire su questa strada, che vede in primo piano l’azione personale e diretta dei disabili stessi”, l’incoraggiamento di Francesco: “Di fronte ai problemi economici e alle conseguenze negative della globalizzazione, la vostra comunità cerca di aiutare quanti si trovano nella prova a non sentirsi esclusi o emarginati, ma, al contrario, a camminare in prima linea, portando la testimonianza dell’esperienza personale”. “Si tratta di promuovere la dignità e il rispetto di ogni individuo, facendo sentire agli ‘sconfitti della vita’ la tenerezza di Dio”, la ricetta del Papa, che ha ringraziato la Comunità di Capodarco, che ha celebrato l’anno scorso il suo 50° anniversario, “per il bene compiuto in tutti questi anni al servizio delle persone disabili, dei minori, di quanti vivono situazioni di dipendenza e di disagio, e delle loro famiglie”: “Voi avete scelto di stare dalla parte di queste persone meno tutelate, per offrire loro accoglienza, sostegno e speranza, in una dinamica di condivisione. In questo modo avete contribuito e contribuite a rendere migliore la società, aiutandola a scoprire sempre più la dignità di tutti, a partire dagli ultimi, dai più svantaggiati”. “Accogliendo tutti questi ‘piccoli’ segnati da impedimenti mentali o fisici, o da ferite dell’anima, voi riconoscete in essi dei testimoni particolari della tenerezza di Dio”, ha concluso Francesco.

Corridoi umanitari: Comunità di Sant’Egidio, lunedì 27 in arrivo a Fiumicino 50 profughi dal Libano

Sat, 2017-02-25 13:44

Lunedì 27 febbraio giungeranno all’aeroporto di Fiumicino altri 50 profughi dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese. Il 2 marzo ne sono attesi altri 75. A un anno dall’arrivo del primo gruppo – era il 29 febbraio 2016 – sarà raggiunta la cifra di quasi 700 persone giunte in sicurezza e legalmente in Italia su iniziativa degli enti promotori, in accordo con i ministeri degli Esteri e dell’Interno.
“Mentre non solo in Europa, ma in tutto il Nord del mondo ci si divide sull’accoglienza di chi fugge da guerre e persecuzioni e si costruiscono muri, la sensibilità e l’impegno della società civile dimostra che è possibile un modello alternativo per accogliere in sicurezza e integrare uomini e donne, altrimenti vittime dei trafficanti di esseri umani (famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità) – si legge in una nota della Comunità di Sant’Egidio -. Grazie alla generosità di tanti italiani, con un progetto totalmente autofinanziato, si sta favorendo l’inserimento dei profughi arrivati nel tessuto civile e sociale del Paese, nel circuito scolastico per i minori e in quello lavorativo per gli adulti, con grande beneficio per la società. Tanto che, riproponendo lo stesso modello, altri Paesi europei stanno per firmare nuovi accordi per realizzare corridoi umanitari diretti verso il loro territorio”. Segno, secondo la Comunità di Sant’Egidio, che “l’Europa non è condannata a sterili chiusure che guardano al passato, ma può costruire con fiducia il proprio futuro”. Alcuni rifugiati, giunti nei mesi scorsi, saranno presenti a Fiumicino per accogliere i nuovi arrivati, insieme ad associazioni, laiche e religiose, istituzioni (compresi alcuni Comuni) e singoli cittadini che si sono offerti di accogliere nelle diverse regioni italiane.

Papa Francesco: a Comunità di Capodarco, “discriminazione in base a efficienza non meno deplorevole” di quella per “razza, censo o religione”

Sat, 2017-02-25 13:39

“Una società che desse spazio solo alle persone pienamente funzionali, del tutto autonome e indipendenti non sarebbe una società degna dell’uomo”. E’ il monito del Papa, nel discorso rivolto alla Comunità di Capodarco, ricevuta oggi in udienza, in un’Aula Paolo VI gremita da migliaia di persone. “La discriminazione in base all’efficienza non è meno deplorevole di quella compiuta in base alla razza o al censo o alla religione”, ha affermato Francesco, secondo il quale “la qualità della vita all’interno di una società si misura, in buona parte, dalla capacità di includere coloro che sono più deboli e bisognosi, nel rispetto effettivo della loro dignità di uomini e di donne. E la maturità si raggiunge quando tale inclusione non è percepita come qualcosa di straordinario, ma di normale”. In questa prospettiva, “anche la persona con disabilità e fragilità fisiche, psichiche o morali, deve poter partecipare alla vita della società ed essere aiutata ad attuare le sue potenzialità nella varie dimensioni”, perché “soltanto se vengono riconosciuti i diritti dei più deboli, una società può dire di essere fondata sul diritto e sulla giustizia”. “In questi decenni, la vostra Comunità si è costantemente messa in ascolto attento e amoroso della vita delle persone, sforzandosi di rispondere ai bisogni di ciascuno tenendo conto delle loro capacità e dei loro limiti”, ha riconosciuto il Papa.

Papa Francesco: ai parroci, siate protagonisti di “un vero catecumenato” per i futuri sposi

Sat, 2017-02-25 13:17

Essere protagonisti di “un vero catecumenato” per i futuri sposi, dalla preparazione al matrimonio ai primi anni dopo la celebrazione al sacramento. E’ l’invito con cui si è concluso il discorso del Papa ai partecipanti al Corso di formazione per i parroci sul nuovo processo matrimoniale, promosso dal Tribunale della Rota Romana. “Parlando recentemente alla Rota Romana – ha ricordato Francesco – ho raccomandato di attuare un vero catecumenato dei futuri nubendi, che includa tutte le tappe del cammino sacramentale: i tempi della preparazione al matrimonio, della sua celebrazione e degli anni immediatamente successivi”. “A voi parroci, indispensabili collaboratori dei vescovi, è principalmente affidato tale catecumenato”, il compito raccomandato dal Papa: “Vi incoraggio ad attuarlo nonostante le difficoltà che potrete incontrare”. “Vi ringrazio per il vostro impegno in favore dell’annuncio del Vangelo della famiglia”, il tributo di Francesco: “Lo Spirito Santo vi aiuti ad essere ministri di pace e di consolazione in mezzo al santo popolo fedele di Dio, specialmente alle persone più fragili e bisognose della vostra sollecitudine pastorale”.

Papa Francesco: ai parroci, “sostenere” le coppie in caso di nullità e farsi “prossimi” ai giovani che “preferiscono convivere”

Sat, 2017-02-25 13:16

“Sostenere” chi si rende conto che il proprio matrimonio sacramentale è nullo e farsi “prossimi” ai giovani “che preferiscono convivere senza sposarsi”. E’ la doppia missione affidata dal Papa ai parroci che hanno partecipato al corso di formazione sul nuovo processo matrimoniale, organizzato dalla Rota Romana. “Sia vostra cura – la raccomandazione di Francesco, durante l’udienza in Sala Clementina – sostenere quanti si sono resi conto del fatto che la loro unione non è un vero matrimonio sacramentale e vogliono uscire da questa situazione. In questa delicata e necessaria opera fate in modo che i vostri fedeli vi riconoscano non tanto come esperti di atti burocratici o di norme giuridiche, ma come fratelli che si pongono in un atteggiamento di ascolto e di comprensione”. “Fatevi prossimi, con lo stile proprio del Vangelo, nell’incontro e nell’accoglienza di quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi”, il secondo imperativo: “Sul piano spirituale e morale, sono tra i poveri e i piccoli, verso i quali la Chiesa, sulle orme del suo Maestro e Signore, vuole essere madre che non abbandona ma che si avvicina e si prende cura. Anche queste persone sono amate dal cuore di Cristo. Abbiate verso di loro uno sguardo di tenerezza e di compassione”. “Questa cura degli ultimi, proprio perché emana dal Vangelo, è parte essenziale della vostra opera di promozione e difesa del sacramento del matrimonio”, ha ammonito il Papa, ricordando che “la parrocchia è il luogo per antonomasia della salus animarum”.

Papa Francesco: ai parroci, “nessuno meglio di voi conosce” la realtà di matrimoni, “unioni di fatto, unioni civili, unioni fallite”

Sat, 2017-02-25 13:16

“Nessuno meglio di voi conosce ed è a contatto con la realtà del tessuto sociale nel territorio, sperimentandone la complessità variegata: unioni celebrate in Cristo, unioni di fatto, unioni civili, unioni fallite, famiglie e giovani felici e infelici. Di ogni persona e di ogni situazione voi siete chiamati ad essere compagni di viaggio per testimoniare e sostenere”. Sono le parole del Papa destinate ai 300 parroci che hanno partecipato al Corso di formazione loro destinato sul nuovo processo matrimoniale, promosso dal Tribunale della Rota Romana. “Nella maggior parte dei casi voi siete i primi interlocutori dei giovani che desiderano formare una nuova famiglia e sposarsi nel sacramento del matrimonio”, ha esordito Francesco: “E ancora a voi si rivolgono per lo più quei coniugi che, a causa di seri problemi nella loro relazione, si trovano in crisi, hanno bisogno di ravvivare la fede e riscoprire la grazia del Sacramento; e in certi casi chiedono indicazioni per iniziare un processo di nullità”.
“Testimoniare la grazia del sacramento del matrimonio e il bene primordiale della famiglia, cellula vitale della Chiesa e della società, mediante la proclamazione che il matrimonio tra un uomo e una donna è segno dell’unione sponsale tra Cristo e la Chiesa”, il primo compito affidato dal Papa ai parroci: “Tale testimonianza – ha proseguito – la realizzate concretamente quando preparate i fidanzati al matrimonio, rendendoli consapevoli del significato profondo del passo che stanno per compiere, e quando accompagnate con sollecitudine le giovani coppie, aiutandole a vivere nelle luci e nelle ombre, nei momenti di gioia e in quelli di fatica, la forza divina e la bellezza del loro matrimonio”.  “Non mancate di ricordare sempre agli sposi cristiani che nel sacramento del matrimonio Dio, per così dire, si rispecchia in essi, imprimendo la sua immagine e il carattere incancellabile del suo amore”, l’esortazione di Francesco. “L’amore di Dio Uno e Trino e l’amore tra Cristo e la Chiesa sua sposa siano il centro della catechesi e della evangelizzazione matrimoniale”, l’altra consegna: “attraverso incontri personali o comunitari, programmati o spontanei, non stancatevi di mostrare a tutti, specialmente agli sposi, questo mistero grande”.

Cristiani perseguitati: in un documentario la storia di Mark Basman, da Kirkuk a Roma per un’operazione salvavita al Bambino Gesù

Sat, 2017-02-25 13:08

La famiglia di Mark Basman è sfollata a Kirkuk dal 2014, quando la loro città d’origine Bartella, nei pressi di Mosul, è stata occupata dal califfato. Ad ottobre è stata liberata, ma ancora non è possibile tornare per via della devastazione operata dagli jihadisti. Ed è proprio a Kirkuk che il regista italiano Riccardo Bicicchi si è recato per raccontare la storia di Mark, che soffriva di una rara e severa patologia renale: non aveva il condotto che collegava uno dei reni alla vescica, aveva affrontato senza successo diverse operazioni in Iraq e la situazione si aggravava sempre di più esponendolo a pericolo di vita. Il documentario, che sarà trasmesso prossimamente da Tv2000, segue il viaggio di Mark che da Kirkuk vola a Roma per essere operato all’Ospedale Bambino Gesù. A spendersi per il bambino è l’arcivescovo Yousif Mirkis che, venuto a conoscenza delle gravi condizioni di salute, chiede aiuto a diverse organizzazioni umanitarie senza risultato pratico. Decide allora di rivolgersi all’estero e sa che a Roma, presso il Bambino Gesù, opera il dottor Luigi Dall’Oglio, fratello di padre Paolo Dall’Oglio che a lungo era stato presso il convento di Suleimanija. Dopo una serie di difficoltà burocratiche, finalmente si riesce a organizzare il trasferimento a Roma e l’operazione ha successo.

“È stato un piccolo grande miracolo”, commenta il regista, che negli ultimi anni si è occupato da vicino della tragedia della cristianità irachena cacciata dall’Isis: “Potremmo dire frutto del caso ma all’arcivescovo Mirkis piace sempre considerarlo un autentico dono della divina provvidenza, che ha fatto incontrare e collaborare tante persone”. Oggi Mark sta bene ed è tornato a frequentare la sua scuola a Kirkuk, dove studia con profitto nella speranza di tornare a Bartella con la sua famiglia. “Continuate a pregare per noi e continuate ad aiutarci a rimanere in questo Paese e a resistere contro l’oscurantismo e il terrorismo”, l’appello di mons. Mirkis.

Lavoro: card. Betori (Firenze), “luogo concreto in cui l’uomo esercita la sua responsabilità verso il creato”

Sat, 2017-02-25 11:40

(dall’inviato Sir a Firenze) – “Nel lavoro dimensione spirituale e corporale si uniscono; il lavoro è il luogo concreto in cui l’uomo esercita la sua responsabilità verso il creato”. Così l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, si è rivolto questa mattina ai partecipanti al seminario nazionale di pastorale sociale su “Ecologia integrale nel lavoro e nei conflitti”, che si conclude oggi nel capoluogo toscano. Celebrando l’eucarista nella basilica di Santa Croce, Betori ha richiamato la “responsabilità” di ogni uomo “verso gli altri” in virtù dell’essere “a immagine e somiglianza di Dio”. Proprio facendo riferimento alla creazione, dove “l’uomo è fatto partecipe del processo creatore di Dio”, “il lavoro – ha aggiunto – è quindi visto come partecipazione al potere creatore” del Padre. E “le opere dell’uomo, esito del suo lavoro, sono manifestazione della gloria stessa di Dio”.

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