Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 28 min 56 sec ago

Papa Francesco: promulgazione di decreti della Congregazione delle Cause dei Santi

Sat, 2017-01-21 15:13

Papa Francesco ha ricevuto ieri in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i decreti riguardanti: il miracolo, attribuito all’intercessione del venerabile servo di Dio Arsenio da Trigolo (al secolo: Giuseppe Migliavacca), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondatore della Congregazione delle Suore di Maria Santissima Consolatrice, nato il 13 giugno 1849 e morto il 10 dicembre 1909;  le virtù eroiche del servo di Dio Raimondo Jardón Herrera, sacerdote diocesano; nato il 21 gennaio 1887 e morto il 6 gennaio 1934; le virtù eroiche del servo di Dio Giovanni Sáez Hurtado, sacerdote diocesano; nato il 18 dicembre 1897 e morto l’8 agosto 1982; le virtù eroiche del servo di Dio Ignazio Beschin (al secolo: Giuseppe), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori; nato il 26 agosto 1880 e morto il 29 ottobre 1952; le virtù eroiche del servo di Dio Giuseppe Wech Vandor, sacerdote professo della Società Salesiana di San Giovanni Bosco; nato il 29 ottobre 1909 e morto l’8 ottobre 1979; le virtù eroiche del servo di Dio Francesco Convertini, sacerdote professo della Società salesiana di San Giovanni Bosco; nato il 29 agosto 1898 e morto l’11 febbraio 1976; le virtù eroiche della serva di Dio Santina Maria Addolorata (al secolo: Maria Addolorata De Pascali), fondatrice della Congregazione delle Suore Discepole del Sacro Cuore; nata il 10 giugno 1897 e morta il 19 maggio 1981; le virtù eroiche del servo di Dio Giovanni Tyranowski, laico; nato il 9 febbraio 1901 e morto il 15 marzo 1947.

Papa Francesco: a detenuti, i cuori non siano “blindati alla speranza”. No a “incarcerare” la dignità

Sat, 2017-01-21 14:55

Servono “sentieri di umanità” che possano attraversare “le porte blindate” e affinché i cuori non siano mai “blindati alla speranza di un avvenire migliore per ciascuno”. Lo scrive Papa Francesco in una lettera ai detenuti della Casa di reclusione Due Palazzi di Padova, in occasione del convegno sull’ergastolo organizzato nei giorni scorsi da “Ristretti orizzonti”, il giornale realizzato dai reclusi del carcere. Per il Pontefice, riferisce Radio Vaticana, è anzitutto necessaria una conversione culturale, “dove non ci si rassegni a pensare che la pena possa scrivere la parola fine sulla vita; dove si respinga la via cieca di una ingiustizia punitiva e non ci si accontenti di una giustizia solo retributiva; dove ci si apra a una giustizia riconciliativa e a prospettive concrete di reinserimento; dove l’ergastolo non sia una soluzione ai problemi, ma un problema da risolvere”. Incarcerando “definitivamente” la dignità, il monito del Papa, “non c’è più spazio, nella società, per ricominciare e per credere nella forza rinnovatrice del perdono”. In Dio, ricorda invece, c’è “sempre un posto per ricominciare, per essere consolati e riabilitati dalla misericordia che perdona”. Francesco scrive di immaginare nello sguardo dei suoi destinatari “tante fatiche, pesi e delusioni, ma anche di intravedere la luce della speranza”, che incoraggia “a non soffocare mai” pregando per loro e chiedendo a chi ha “la responsabilità e la possibilità”, di aiutarli i detenuti a far sì che la speranza non si spenga.

 

Cappellani di bordo: un libro chiede il ritorno dei “preti di mare” sulle navi italiane

Sat, 2017-01-21 14:50

“Spiegare la ricchezza dell’esperienza dei cappellani di bordo sulle navi Costa, sostituiti dal 2014 da manager esperti di risorse umane, e chiedersi se è il caso di buttare a mare ciò che è stato fino ad ora”. Questo lo scopo del libro “Preti di mare” (Palumbi) presentato oggi a Roma, un volume scritto dalla giornalista Stefania Careddu per volontà dell’ufficio Cei dell’apostolato del mare, che sta svolgendo in questi giorni il convegno nazionale. “L’esperienza dei cappellani è stata di grande vicinanza e prossimità”, ha detto Careddu, che nel libro presenta anche dati sull’industria crocieristica, che muove nel mondo 23 milioni di passeggeri (con un incremento del 4%) e in Italia 10,4 milioni nel 2014 (in calo rispetto agli 11,3 milioni del 2013). Durante la tavola rotonda don Natale Ioculano, direttore dell’ufficio Cei, ha raccontato di essere stato colpito “dal silenzio dei marittimi” appena saputa la notizia che non ci sarebbero più stati i cappellani: “Ribellarsi e rivendicare un diritto in un contesto come quello della nave non è facile. Purtroppo i marittimi, sulle navi crociera o cargo, non hanno quella voce che meriterebbero. Abbiamo proposto la nostra presenza gratis ma hanno risposto che non era un problema economico”. Secondo il giornalista vaticanista Piero Schiavazzi “se le navi da crociera sono davvero uno spaccato della globalizzazione, di una società multietnica e multireligiosa, come si esce da questa impasse iniziata nel 2014? Una nave senza il servizio religioso è una nave che nega il bisogno religioso e i diritti”. “La Cei e il nuovo dicastero per lo Sviluppo umano integrale della Santa Sede – ha affermato – dovrebbero rivendicare la presenza di un servizio religioso sulle navi, soprattutto nel Mediterraneo dove prevalgono i cattolici. Come in altre zone serve un imam o un pastore. Questa è la piattaforma su cui impostare la battaglia”.

Cappellani di bordo: Tarquinio (Avvenire), “è rimasta una cappella vuota e le sale slot”

Sat, 2017-01-21 14:01

Sulle navi della Costa Crociere non ci sono più i cappellani, che erano “una eccezione italiana”. “E’ rimasta solo una cappella vuota. Però ci sono le sale con le slot machine, perché dicono che c’è la domanda”. Se ne è lamentato oggi Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, intervenendo a Roma alla tavola rotonda sul futuro dei cappellani di bordo, che non sono più sulle navi dal 2014 per una decisione della multinazionale Carnival che ha acquisito la Costa . L’ambito è il convegno nazionale dell’Ufficio Cei per l’apostolato del mare, in corso dal 20 al 22 gennaio. Avvenire fu l’unico quotidiano a dare allora la notizia.  “Arrivavano le lettere dei lettori che raccontavano di come si mobilitarono le persone di fronte all’assenza del cappellano – ha ricordato -. Dissero loro che potevano celebrare la messa auto-organizzandosi con un sacerdote ma non potevano dirlo. I cattolici hanno vissuto da cattolici: nel tempo della festa hanno reclamato il tempo di Dio”. “Il nuovo gruppo Carnival non ha nemmeno provato a fare retromarcia nonostante il lavoro paziente dell’apostolato del mare, che ha portato solo al rispetto dei tempi forti del Natale e della Pasqua  – ha detto Tarquinio –. Ci dicono che in una logica di mercato oggi i cappellani a bordo non sono attuali. Ma nel mondo chiuso di una nave, dove le persone vivono in un tempo sospeso, diverso dalla quotidianità, c’è bisogno di un cappellano. A noi non interessa un pezzo di mercato ma un modo di fare e di vivere”.

Cappellani di bordo: Parmeggiani (Famiglia Cristiana), la loro assenza è “una occasione perduta”

Sat, 2017-01-21 13:53

I “preti di mare”, ossia i cappellani di bordo, non sono più presenti sulle navi della Costa crociera da maggio 2014. La motivazione ufficiale, decisa, dopo l’ingresso nella multinazionale Carnival, è il taglio dei costi e l’adeguamento agli standard delle altre navi nel mondo, che non hanno sacerdoti imbarcati. La loro presenza sulle navi Costa è ora limitata alle festività natalizie e pasquali, nonostante l’ufficio dell’apostolato del mare abbia proposto di lavorare gratis. “E’ una grossa occasione perduta per fare del bene, per rendere umano l’essere umano”, ha affermato oggi a Roma Roberto Parmeggiani, caporedattore di Famiglia Cristiana, durante la tavola rotonda sui cappellani nell’ambito del convegno dell’ufficio nazionale dell’apostolato di mare, in corso fino a domani. “Questi sacerdoti che erano sulle navi da crociera – ha ricordato -, per l’opinione pubblica accudivano i turisti ma in realtà il cappellano era il responsabile dei servizi di welfare per i marittimi. Il lavoro dei cappellani era presenza, amicizia e vicinanza: è il paradigma dell’impegno del cristiano oggi, perché ci sono tante situazioni riguardanti la dignità umana che non si possono ignorare”. Ora sulle navi Costa rimane la cappella “ma è un guscio vuoto”. Il cappellano, secondo Parmeggiani, era anche “il custode dell’ unità del mondo della nave, dove vivono persone di nazionalità e fedi diversi. Ad esempio alcuni si sono dati da fare per aiutare i musulmani a celebrare il Ramadan”. Nella sua qualifica di ufficiale di Stato maggiore, inoltre, “aveva il compito di pretendere il rispetto dei diritti del personale”. Non è quindi solo una questione di costi ma “di indifferenza alla fede e alla dignità dell’uomo. Per lavoratori che passano mesi lontano dalla famiglia, da soli, senza poter uscire – ha concluso – avere almeno una figura di riferimento spirituale, morale e pratico era importante”.

Diocesi: mons. Debernardi (Pinerolo), “don Giovanni Barra sacerdote esemplare, prosegue la causa di beatificazione”

Sat, 2017-01-21 13:44

“La causa di beatificazione del Servo di Dio don Giovanni Barra prosegue il suo cammino”. Lo annuncia il vescovo di Pinerolo, monsignor Peri Giorgio Debernardi, sull’ultimo numero del settimanale “Vita Diocesana Pinerolese”. “È stata stampata a Roma la cosiddetta ‘Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis’”, spiega il vescovo, aggiungendo che “è un volume che consente non solo di conoscere la sua vita, ma di poter giudicare se ha praticato le virtù teologali e cardinali in modo eroico. Se la risposta sarà positiva verrà dichiarato ‘venerabile’”. “Tuttavia – prosegue mons. Debernardi – per giungere alla beatificazione occorre un miracolo ottenuto per sua intercessione”. Per questo, continua il vescovo, “chiediamo al Signore che dia un segno che attesti la santità di questo nostro esemplare sacerdote. Egli è come un fiore di rara bellezza in mezzo ad un mazzo di fiori altrettanto belli, che sono i preti cresciuti nel presbiterio della nostra diocesi”. In una vita ispirata da Giuseppe Benedetto Cottolengo, “don Barra educava facendo scoprire che la bellezza della vita si realizza nel dono e nella gratuità”, osserva mons. Debernardi, notando che “anche le numerose vocazioni alla vita consacrata e al ministero sacerdotale sono nate da questa pedagogia che ha come bussola il comandamento dell’amore”. Inoltre, “don Barra è stato anche assistente dei giovani universitari (Fuci) e della Conferenza di San Vincenzo della città, insegnando a praticare la carità non come autogratificazione, non per catturare consensi e simpatia anche in vista dell’apostolato, ma unicamente come espressione di vicinanza, di servizio e di aiuto sul modello del buon samaritano”. “Il prossimo 28 gennaio ricorre l’anniversario della sua morte”, ricorda Debernardi, che conclude: “preghiamolo e imitiamolo, rendendo visibile che l’amore, se è autentico, deve tradursi in pane, cioè in gesti e azioni di condivisione verso i poveri”.

Papa Francesco: questa mattina la presentazione degli agnelli benedetti

Sat, 2017-01-21 13:41

Questa mattina, nella Sala della Cappella di Urbano VIII, sono stati presentati al Papa due agnelli benedetti in occasione della memoria liturgica di Sant’Agnese, nell’omonima Basilica sulla via Nomentana. La lana di questi agnelli sarà utilizzata per confezionare i pallii dei nuovi arcivescovi metropoliti. Il pallio è un’insegna liturgica d’onore e di giurisdizione che viene indossata dal Papa e dagli arcivescovi metropoliti nelle loro Chiese e in quelle delle loro province. Il pallio destinato agli arcivescovi metropoliti è costituito da una stretta fascia di stoffa, tessuta in lana bianca, decorata da sei croci in seta nera. Il rito della benedizione dei palli, che vengono poi imposti dai nunzi apostolici locali agli arcivescovi metropoliti, è compiuto dal Santo Padre il 29 giugno, nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Papa Francesco: nomina mons. Migliore nunzio apostolico in Uzbekistan

Sat, 2017-01-21 13:38

Papa Francesco ha nominato l’arcivescovo piemontese Celestino Migliore, nunzio apostolico nella Federazione Russa, a guidare anche la nunziatura in Uzbekistan. Mons. Migliore è nato a Cuneo il primo luglio 1952. Nel 1980 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, lavorando fino al 1984 presso la Delegazione apostolica dell’Angola e poi presso quella dell’Organizzazione degli Stati Americani fino al 1988. Dopo essere stato inviato nelle nunziature di Egitto e Polonia, nel 1992 è stato nominato osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa. Fra il 1995 e il 2002 è stato sottosegretario alla Sezione per le Relazioni con gli Stati della Segreteria di Stato. Quindi è stato nominato osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite ed elevato alla sede titolare di Canosa, con dignità di arcivescovo. Il 6 gennaio 2003 ha ricevuto la consacrazione episcopale da San Giovanni Paolo II. Nel 2010 è stato nominato nunzio in Polonia e nel 2016 in Russia.

Emergenza freddo: Roma, Cri e Acli aprono ricovero a Trastevere con 20 posti letto e pasti caldi per senza dimora

Sat, 2017-01-21 13:25

Un immobile del Comune di Roma, nel cuore di Trastevere, è stato adibito a ricovero notturno per circa 20 persone ogni notte a partire dalla notte di sabato. Ne dà notizia la Croce Rossa italiana (Cri) della Capitale informando che se ne occuperà direttamente, mentre le Acli di Roma contribuiranno attraverso la fornitura di pasti grazie ai propri volontari. Si tratta di una “iniziativa congiunta del Primo Municipio, della Croce Rossa di Roma e delle Acli di Roma per dare ricovero – si legge in una nota – alle persone senza dimora in questi giorni di freddo”. In questo modo la Cri romana affianca un nuovo impegno a quello “quotidiano con le unità di strada e il camper sanitario” e all’altro ricovero notturno per 50 persone aperto nei giorni scorsi presso la sede Cri di Roma. “Credo che sia necessario che la città si mobiliti in queste ore per aiutare chi vive per strada”, afferma Debora Diodati, presidente Croce Rossa di Roma, per la quale “il Primo Municipio ha dato un segno concreto di solidarietà e sostegno. Ora ci aspettiamo che anche altri seguano”. “È inaccettabile che in una città come Roma muoiano persone per la strada. Ognuno deve fare la sua parte per evitare il ripetersi di episodi dolorosi come quelli dei giorni scorsi”, commenta Sabrina Alfonsi, presidente del Primo Municipio, spiegando che “abbiamo voluto recepire l’appello rivolto da molte organizzazioni” mettendo “a disposizione i locali che ospitano il nostro Centro giovani. Speriamo che anche altri Municipi si muovano al più presto nella stessa direzione, rendendo disponibili strutture pubbliche vuote o sotto utilizzate”. Per Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma, “contribuiamo anche a questa iniziativa per continuare a tessere una rete di solidarietà a tutto tondo ed essere accanto a tante persone in difficoltà nella maniera più concreta possibile in una situazione di emergenza come quella che sta vivendo la nostra città”.

Papa Francesco: nomina mons. Giambattista Diquattro nunzio apostolico in India e Nepal

Sat, 2017-01-21 13:15

Papa Francesco ha trasferito monsignor Giambattista Diquattro, arcivescovo titolare di Giromonte, dalla nunziatura apostolica in Bolivia alla nunziatura apostolica in India e Nepal. Il vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta, ha convocato questa mattina i sacerdoti e i diaconi della Chiesa ragusana nella Cappella del Vescovado per comunicare la notizia. Mons. Cuttitta, insieme ai presbiteri e ai diaconi, ha espresso a mons. Diquattro il “vivo compiacimento, anche a nome della Chiesa di Ragusa e l’augurio più fervido di un proficuo lavoro al servizio della Comunità cristiane, presenti in quelle Nazioni”. Mons. Diquattro ha manifestato “gioia e riconoscenza” per l’incarico che il Papa gli ha affidato ed ha reso noto che tra breve si recherà in Vaticano per i consueti incontri in vista della missione che lo attende e che spera di raggiungere la sua nuova sede possibilmente verso la metà del mese di febbraio.

Tratta: Comunità Papa Giovanni XXIII, l’8 febbraio eventi in diverse città italiane

Sat, 2017-01-21 13:04

In occasione della Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani, che si celebra l’8 febbraio in memoria di Santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese all’età di 7 anni, la Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con enti ed associazioni organizza eventi e manifestazioni in diverse città italiane: Piacenza, Ferrara, Verona e Torino. Le iniziative, dal 4 al 12 febbraio, sosterranno la campagna “Questo è il mio corpo” per la liberazione delle vittime della tratta e dello sfruttamento. In Italia si stima che siano tra le 75.000 e le 120.000 le vittime della prostituzione. Il 65% è in strada, il 37% è minorenne, tra i 13 e i 17 anni. “La prostituzione viola la dignità e i diritti umani. I clienti sono complici della riduzione in schiavitù e dello sfruttamento di persone vulnerabili”, affermano dalla Comunità fondata da don Benzi. Di qui la campagna che chiede l’approvazione di una legge per il contrasto della domanda di prostituzione e può essere sostenuta attraverso la firma della petizione online sul sito www.questoeilmiocorpo.org.

Terremoto e neve: don Pagniello (Pescara), “parroci su luoghi colpiti ci segnalano necessità”. Raggiunti Cermignano ed Arsita. Mons. Valentinetti ha visitato superstiti

Sat, 2017-01-21 12:53

“Stiamo contattando uno ad uno i parroci delle zone più colpite, che sono le nostre antenne sul territorio, per conoscere la situazione reale e le effettive necessità”. Lo dice al Sir don Marco Pagniello, direttore di Caritas Pescara, facendo il punto sull’emergenza terremoto e neve. Intanto, mentre i tecnici dell’Enel sono al lavoro per ripristinare le linee elettriche, don Marco spiega che “ci sono ancora comunità e frazioni isolate e prive di energia”. La neve, aggiunge, “ha ricoperto anche quelli che potrebbero essere i danni delle nuove scosse del 18 gennaio; al di là di qualche campanile crollato o di qualche danno visibile alle case, dovremo aspettare che si sciolga per fare un bilancio completo. Per ora il nostro è un lavoro di prossimità alle persone”. Ieri i volontari della Caritas hanno raggiunto le due frazioni isolate di Cermignano e Arsita, nel teramano, dove la neve caduta supera i due metri. “Stiamo portando viveri, medicinali, brandine, sacchi a pelo e coperte – racconta don Pagniello -. La gente è sfinita e si sente sola e abbandonata. Ieri, nel vedere i nostri volontari, i primi ad arrivare ancora prima delle istituzioni, un’anziana signora ha esclamato: ‘Allora Dio non si è dimenticato di noi!’”. “Come Chiesa ci siamo – assicura il direttore Caritas -. Tutti i parroci sono sui luoghi colpiti e noi interveniamo secondo le loro segnalazioni. Ora stiamo iniziando un lavoro di mappatura dei veri bisogni per procedere con interventi mirati e porre dei segni concreti di vicinanza alle persone colpite”. Prosegue intanto l’attività dei soccorritori che ad oggi hanno estratto dieci superstiti dalle rovine dell’hotel Rigopiano. “Stiamo seguendo attraverso la Prefettura e siamo molto vicini ai parenti in attesa in ospedale a Penne con i cappellani e i parroci. Ieri l’arcivescovo Tommaso Valentinetti si è recato in visita ai superstiti in ospedale e ha incontrato la famiglia del cuoco che aveva dato l’allarme per primo, l’unica che ad oggi pare si sia ricomposta completamente: mamma, papà e i due bambini. Gli altri – conclude don Pagniello – sono già stati dimessi e sono rientrati nelle loro località”.

Pesca: qual è la religiosità dei pescatori? Riti, tradizioni e forte spiritualità

Sat, 2017-01-21 12:34

Qual è la religiosità dei pescatori? C’è un forte attaccamento alla ritualità per propiziare o ringraziare per la pesca, chiedere protezione dal rischio di eventuali intemperie. Tante sono le feste tradizionali, del santo patrono o le processioni, che sanciscono l’appartenenza alla categoria. I pescatori sono di solito “persone molto devote e dai saldi principi morali, con un rapporto con le parrocchie tuttora solido” e una “forte dimensione spirituale” dovuta ai lunghi periodi di tempo trascorsi da soli in mare. Nonostante il rapporto buono tra Chiesa e pescatori, solo il 38% delle 101 diocesi con uno sbocco sul mare ha servizi o attività dedicate, anche a livello di singole parrocchie. E’ quanto emerge dalla ricerca Ipsos presentata oggi a Roma al convegno nazionale dell’apostolato del mare, che riunisce dal 20 al 22 gennaio una settantina di cappellani e operatori del mare. Don Antonio Mastantuono, docente di teologia pastorale alla Pontificia Università Lateranense, ha dato alcune linee guida per la pastorale del mare, anche se ha invitato ad avere un approccio più comprensivo: “una pastorale di settore porta ad una pastorale asfittica, residuale”, ha detto, mentre oggi “abbiamo una Chiesa in costruzione”: “Avere Papa Francesco non è un fatto coreografico – ha sottolineato -: richiede un cambio di paradigma culturale che ancora facciamo fatica ad accogliere”. “Una parrocchia che ha nel suo territorio un porto non può non modulare i suoi orari alle esigenze dei pescatori – ha suggerito don Mastantuono -. Prendere consapevolezza di questo comporta dei cambiamenti: l’eucarestia non va celebrata secondo l’orario del prete ma secondo le necessità dei fedeli. In questo caso dobbiamo adattarci, perché noi siamo al loro servizio e non viceversa”.

Cardinale Bagnasco: all’Agesci, “non naturalizzare il Vangelo”. Fede “non è scuola di fraternità ma luce che indica la verità”

Sat, 2017-01-21 11:52

(Avvenire) “Dobbiamo essere attenti” a “non naturalizzare il Vangelo”. “La fede non può essere ridotta a un’ idea o a una scuola di fraternità. È molto di più. È la luce vera che cambia la vita, che indica la strada della verità contro la menzogna”. E’ il monito che il cardinale presidente della Cei, Angelo Bagnasco, ha rivolto ieri agli oltre trecento capi dell’ Agesci, la maggiore associazione scautistica italiana (più di 180mila iscritti) riuniti ad Assisi per il convegno nazionale in occasione del centenario dello scautismo cattolico italiano. Il cardinale, con un passato di scout del quale va orgoglioso, mette in guardia dal “togliere la dimensione soprannaturale” del Vangelo. “La verità – spiega – è Cristo che dà volto ai nostri volti, a quello dei nostri ragazzi , è il nostro compagno di viaggio, è il nostro destino”. Con lui i vescovi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, l’ arcivescovo Domenico Sorrentino e di Cremona, Antonio Napolioni, e l’ ausiliare di Perugia- Città della Pieve, Paolo Giulietti, questi ultimi due anche loro scout. Tre i punti dell’analisi offerta dal presidente Cei. Anzitutto la “cultura della distrazione”, del “si dice, si pensa, si fa. Il pensiero unico che stabilisce ciò che si deve fare e ciò che non si deve fare”. Poi la domanda: “Ci siamo dimenticati qualcosa?”. “Domande radicali – precisa- che non riguardano il come ma il perché. Stiamo perdendo il gusto di interrogarci sul perché della vita. Domande che sono dentro di noi, niente e nessuno le potrà cancellare”. La risposta, conclude Bagnasco, “e accogliere la luce, è accogliere il Verbo di Dio, il pensiero di Dio”.

Pesca: ricerca Ipsos, “settore in crisi. In futuro sempre più pescatori africani”

Sat, 2017-01-21 11:24

Il settore della pesca è in crisi: le cause sono una forte contrazione del pescato, una eccessiva burocratizzazione dovuta ai vincoli europei e un aumento dei costi di gestione. Diminuisce il numero dei pescherecci perché sono state incentivate le demolizioni – nel 2012 erano 12.934 (-1% rispetto al 2011) – e degli occupati, circa 29.000, ossia 6.000 posti di lavoro in meno rispetto al 2004. I giovani italiani figli di pescatori – il 67% delle imbarcazioni sono a gestione familiare – non vogliono più fare il lavoro dei padri e in futuro saranno sempre più sostituiti da giovani immigrati, molto professionali e capaci: dal Senegal, dal Ghana, dai Paesi dell’Africa sub-sahariana. E’ quanto emerge dalla ricerca realizzata dall’Ipsos “Pescatori, un popolo nel popolo” presentata stamattina a Roma durante il convegno dell’ufficio nazionale Cei dell’apostolato del mare, in corso fino a domani. Il questionario è stato compilato on line da 101 vicari generali delle diocesi italiane con uno sbocco sul mare, con interviste mirate ai parroci e ai pescatori. Le categorie di pescatori sono tre: l’armatore che possiede un peschereccio grande e ha dipendenti; il pescatore della “piccola pesca” e il pescatore a contratto che lavora su barche di altri. “Negli ultimi tempi – ha spiegato Cecilia Pennati, ricercatrice Ipsos – c’è stata una crescente componente di manovalanza straniera; in alcuni territori, ad esempio ad Ancona, si sta assistendo ad un paesaggio di proprietà delle barche da pescatori anziani italiani che lasciano la propria imbarcazione al lavorante immigrato, perché i figli non sono interessati a rilevare l’attività del padre. Si può ipotizzare che in futuro la quota di pescatori stranieri nella ‘piccola pesca’ sia destinata a crescere”. In seguito alle trasformazioni, soprattutto ai contestati vincoli europei che impongono il fermo pesca o le quote pesca, il lavoro sta “perdendo quell’aura mitica e un po’ romantica – ha precisato Pennati -, a scapito di una maggiore burocrazia, controlli e industrializzazione. Se è vero che rispetto al passato è un lavoro più comodo resta comunque molto faticoso e richiede molti sacrifici”.

Donald Trump: Lopez (Crux), “un non-politico come presidente è una novità negli Usa”

Sat, 2017-01-21 11:16

“Qualunque cosa si pensi del nuovo presidente degli Stati Uniti, è nuovo. Il concetto di un non-politico come presidente è una novità negli Stati Uniti e chi ha votato per Donald Trump spera che la sua unicità possa fare la differenza, scuota paludose burocrazie e Washington D.C. stessa, una città divenuta simbolo di un sistema inceppato”. A sostenerlo è Kathryn Jean Lopez, opinionista del quotidiano cattolico americano “Crux”. “Per anni ho sostenuto che c’è del buono persino tra i politicanti di Washington, ora vorrei vedere una simile apertura di credito verso il nuovo presidente”. Per Lopez, che invita ad apprezzare la transizione pacifica tra due uomini – Barack Obama e Donald – Trump che non potrebbero essere più diversi di come sono, l’importante ora è lasciare da parte lo spirito del tifoso. “Che lo si ritenga la persona giusta per il ruolo di comandante in capo, o che lo si consideri un potenziale tiranno, in questo frangente è importante pregare per lui. E per tutti gli altri nuovi amministratori che stanno arrivando in città, molti dei quali sono cristiani”.

Terremoto: mons. D’Ercole (Ascoli), “si lavora notte e giorno per uscire dall’emergenza”

Sat, 2017-01-21 11:06

“Si lavora notte e giorno per uscire dall’emergenza e ci sono anche qui in diocesi di Ascoli Piceno intere frazioni non raggiungibili. Le persone, spesso anziane, sono da lunghi giorni senza luce e pochi viveri, non riusciamo a contattarle”. È l’appello del vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, in prima linea nel supporto alla popolazione del suo territorio provata dal terremoto e dal maltempo che ha isolato diversi quartieri della comunità montana e dei comuni limitrofi al capoluogo. Tra giovedì e venerdì il maltempo ha dato una tregua necessaria ai soccorritori per raggiungere alcune famiglie rimaste senza luce e nell’impossibilità di uscire dalle loro abitazioni. Una task-force di soccorritori si avvale anche di uomini e mezzi dell’esercito che si sta impegnando per tentare di raggiungere le persone in difficoltà e agevolare la viabilità. Passano le ore ed emergono le storie di diverse famiglie in situazioni di estremo disagio. Ad Acquasanta Terme una signora di 90 anni e suo marito sono stati recuperati dall’elicottero dei Vigili del fuoco dopo quattro giorni trascorsi al buio. Ad Arquata, Pescara del Tronto e Capodacqua oltre due metri di neve hanno reso impraticabile per giorni la Salaria. Alcune persone sono state raggiunte con sci e ciaspole per la consegna di beni di prima necessità e medicinali.

Valanga hotel Rigopiano: altri quattro in salvo, recuperati due corpi. Si continua a scavare

Sat, 2017-01-21 10:37

“Sono proseguite nella notte, con particolare attenzione alle misure per garantire la sicurezza degli operatori in un contesto tecnico particolarmente complesso, l’impegno nelle operazioni di ricerca e soccorso all’hotel Rigopiano nel comune di Farindola, in provincia di Pescara”.  Lo rende noto la Protezione Civile. “Gli sforzi delle squadre hanno consentito di portare in salvo quattro persone che si aggiungono alle cinque, tra cui quattro bambini, recuperati nella giornata di ieri. A queste si aggiungono le due persone, soccorse giovedì, che si trovavano all’esterno della struttura alberghiera. È salito, invece, a quattro, con i due recuperi di questa notte, il bilancio delle vittime dell’hotel Rigopiano”.

http://www.vigilfuoco.tv/media/ab111ab.mp4
Oltre a questi deceduti, “nella giornata di ieri era salito a cinque il numero delle vittime, tutte in Abruzzo, trovate nei comuni di Crognoleto, Campotosto – nella frazione di Ortolano – Castel Castagna e Rocca Santa Maria causate dagli eventi di questi giorni. Nella giornata di oggi proseguiranno sia le operazioni di ricerca e soccorso presso l’hotel sia le attività di assistenza ai cittadini che si trovano nelle frazioni ancora non raggiungibili facilmente via terra”.

Vaticano: è morto a Roma il dottor Renato Buzzonetti, il “medico dei Papi”

Sat, 2017-01-21 10:34
Si è spento questa notte a Roma, all’età 92 anni, Renato Buzzonetti, che dal 1978 era stato medico di san Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Nato a Roma il 23 agosto 1924, Buzzonetti era andato in pensione nel giugno 2009. Per ventisei anni medico principale di Karol Wojtyla, per quattro di Joseph Ratzinger e, prima, del beato Paolo VI, come secondo del dottor Mario Fontana, e di Albino Luciani. Benedetto XVI gli aveva concesso il titolo onorifico di archiatra pontificio emerito.

Donald Trump: card. Dolan (New York), “governare il mondo con santità e giustizia”

Sat, 2017-01-21 10:10

Diversi leader religiosi di spicco nella galassia cristiana in America hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione di Donald Trump. Tra loro il cardinale di New York, Timothy Dolan. I religiosi hanno sottolineato l’importanza della dimensione religiosa in politica. Prima che Trump giurasse il card. Dolan, il reverendo Samuel Rodriguez della National Hispanic Christian Leadership Conference e l’evangelica Paula White-Cain del New Destiny Christian Center, hanno letto dalle Sacre Scritture e offerto un’invocazione. Dolan ha proposto una lettura dal Libro della Sapienza, chiedendo a Dio di aiutare i leader “a governare il mondo con santità e giustizia, e a prendere le decisioni con un cuore sereno”. “Anche se tra i mortali sembriamo perfetti,” ha continuato Dolan, “se la nostra saggezza viene a mancare, non serviamo a nulla”. Rodriguez invece ha letto dal capitolo cinque del Vangelo secondo Matteo il passo delle Beatitudini, una parte del Discorso della montagna, in cui Gesù benedice i poveri, gli umili, quelli che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, e coloro che lavorano per la giustizia e la pace.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie