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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 8 hours 42 min ago

Festival biblico: inaugurata ieri a Vicenza la XIII edizione

Fri, 2017-05-19 17:57

Con l’esecuzione di quattro brani musicali composti appositamente dagli studenti del conservatorio Pollini di Padova e valorizzati dall’ottima acustica, e con un monologo ispirato alla Bibbia scritto dal comico Giacomo Poretti, è stata inaugurata ieri nella basilica palladiana di Vicenza la 13ª edizione del Festival biblico sul tema “Partire”  (18-28 maggio). Poretti ha raccontato l’episodio biblico del re di Israele, Davide, saggio ma non immune dall’errore, che s’invaghì di Betsabea, moglie del suo più bravo generale, Uria l’Ittita. Una storia cruenta e maledetta, dalla quale Davide trovò la forza di riscattarsi, uscendo dalla disperazione con l’aiuto divino. Il celebre 33,3% del trio Aldo, Giovanni e Giacomo ha però strappato anche grasse risate narrando della propria idiosincrasia, in quanto milanese, per il viaggio. Il Festival biblico ha quindi premiato con una borsa di studio i quattro giovani compositori: Dario Carpanese, Simone Tessari, Pier Damiano Peretti, Leonardo Mezzalira. Un piccolo segno di sostegno agli artisti, come ha detto la direttrice Roberta Rocelli consegnando il riconoscimento; e più in generale il segno di un’attenzione rinnovata del festival, nel programma e nel linguaggio, verso il pubblico più giovane.

Diocesi: Trento, sabato 20 e domenica 21 maggio la 18ª “Festa dei popoli”

Fri, 2017-05-19 17:46

Sarà “Giovani, insieme è bello” il tema della 18ª edizione della “Festa dei popoli” che si svolgerà nel pomeriggio di sabato 20 maggio e nella giornata di domenica 21 maggio per iniziativa della diocesi di Trento e, in particolare, da Centro Missionario e Migrantes. “La ‘Festa dei Popoli’ – spiega don Beppino Caldera, responsabile della Pastorale delle migrazioni – si sofferma quest’anno a riflettere sulla qualità dei tanti giovani immigrati che vivono tra noi e non solo sulla loro integrazione”. “Vorremmo illuminare questa realtà, farla conoscere: è il migliore antidoto al razzismo e la garanzia più efficace da proporre a chi continua a guardare con sospetto la presenza degli stranieri”, sottolinea don Caldera, per il quale “questi giovani, stranieri solo sulla carta d’identità, sono ormai determinanti per la tenuta della società trentina”. Dalle 15.30 di domani, in piazza Fiera a Trento, prenderà il via un pomeriggio di animazione per ragazzi con creazioni culturali e musicali senza confini. In serata, dalle 20.30, spazio alla musica con il concerto dei gruppi etnici e il saluto dell’arcivescovo Lauro Tisi. Domenica, dopo l’esibizione del coro “Sat Bindesi”, dalle 10.30 si svolgerà la sfilata dei popoli per le vie della città accompagnati dalla Banda Sociale di Zambana e dalla Banda Blaskapelle Obewrschwappach. Partenza e arrivo saranno in piazza Fiera dove, alle 12, è previsto il saluto delle autorità. Il pomeriggio domenicale sarà dedicato alla presentazione dei vari gruppi etnici.

Papa Francesco: oggi pomeriggio ad Ostia come “parroco” per benedire le case dei fedeli

Fri, 2017-05-19 17:40

Nel pomeriggio di oggi il Papa è uscito dal Vaticano e si è diretto verso Ostia. Come segno di vicinanza alle famiglie residenti nella periferia di Roma, ha deciso che avrebbe benedetto casa per casa le loro abitazioni, come fa il parroco ogni anno, proprio durante il periodo pasquale. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede. Due giorni fa, don Plinio Poncina, il parroco di Stella Maris, una delle sei parrocchie di Ostia, aveva affisso – come di consueto – un avviso sulla porta del condominio delle case popolari, avvertendo le famiglie che sarebbe passato a trovarle per la consueta benedizione pasquale. È stata grande oggi la sorpresa quando, a suonare il campanello, invece del parroco gli inquilini hanno visto Papa Francesco. Il Papa si è “fatto Parroco”: con grande semplicità si è intrattenuto con le famiglie, ha benedetto una dozzina di appartamenti che compongono il condominio di Piazza Francesco Conteduca 11, lasciando in dono il rosario. Scherzando, ha voluto scusarsi per il disturbo, rassicurando, però, di aver rispettato l’orario di silenzio in cui i condomini riposano dopo il pranzo, come recita il cartello affisso all’ingresso del condominio. Pur appartenendo al territorio del Comune di Roma, Ostia, con i suoi 100.000 abitanti circa, costituisce un nucleo a se stante, accogliendo all’interno del suo contesto urbano una vivace comunità di fedeli, che si trova a vivere e a condividere anche alcune realtà difficili, legate alla vita della periferia. La chiesa, la parrocchia e il piccolo campo da calcio adiacente, diventano spesso un punto di riferimento per la comunità e costruiscono un punto di approdo per quelle realtà sociali ed esistenziali che spesso, subendo forme di esclusione, rimangono ai margini.

+++ Film con Papa Francesco: Wenders (regista), nella pellicola “si rivolgerà direttamente allo spettatore, con un approccio candido e spontaneo” +++

Fri, 2017-05-19 17:32

Tutto è nato dall’incontro con mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. Wim Wenders conosce mons. Viganò da anni, un’amicizia nata grazie all’amore per il cinema. Ed è proprio per lo sguardo originale e sperimentale del regista tedesco, mai privo di poesia e delicatezza, che mons. Viganò lo ha coinvolto prima nella regia con il Centro Televisivo Vaticano per la grande diretta dell’apertura del Giubileo della misericordia a San Pietro, l’8 dicembre 2015, e poi nel progetto del film “Pope Francis. A man of his word” (“Papa Francesco. Un uomo di parola”). “Papa Francesco – commenta al Sir il regista Wenders, tre volte nomination all’Oscar per i suoi documentari, tra cui ‘Il sale della terra’ – è un esempio vivente di un uomo che si batte per ciò che dice. Il Papa nel film si rivolge direttamente allo spettatore, con un approccio così candido e spontaneo. Abbiamo cercato di realizzare un’opera aperta a tutti gli spettatori, senza distinzioni di fede o cultura, proprio perché il messaggio di Francesco è universale”. Il regista Wenders svelerà altri dettagli sul film “Pope Francis. A man of his word” insieme a mons. Viganò il 25 maggio al 70° Festival di Cannes, dove interverranno per un originale dialogo su cinema e spiritualità, in un evento promosso dal “Festival Sacré de la Beauté” (Festivalsacredelabeaute.org). “Pope Francis. A man of his word” sarà distribuito a livello internazionale dalla Focus Features | gruppo NBCUniversal, ed è prodotto da Célestes Images, Centro Televisivo Vaticano, Solares Fondazione delle Arti, PTS Art’s Factory, Neue Road Movies, Fondazione Solares Suisse, e Decia Films.

+++ Film with Pope Francis: Wenders (director), in the film, “he will address the viewer directly, with a spontaneous and simple approach” +++

Fri, 2017-05-19 17:32

It all began with an encounter with Mgr. Dario Edoardo Viganò, Prefect of the Secretariat for Communications of the Holy See. Wim Wenders has known Mgr. Viganò for some years; their friendship began thanks to their love for cinema. And it is precisely because of his original and experimental look, never lacking in poetry and tenderness, that Mgr. Viganò took him onboard, first of all for the direction, with the Vatican Television Centre, of the live televised coverage of the opening of the Jubilee of Mercy in St Peter’s, on 8 December 2015, and then for the filmmaking project of “Pope Francis. A man of his word”. “Pope Francis – director Wenders, who received three Oscar nominations for his documentaries including ‘The Salt of the Earth’, tells SIR news agency – is the living example of a man who fights for his beliefs. In the film, the Pope addresses the viewer directly, with an approach so simple and so spontaneous. We have tried to make a film addressed to any viewer, without any distinction of faith or culture, because Francis’ message is universal”.

Director Wenders will reveal other details about the film “Pope Francis. A man of his word” together with Mgr. Viganò on 25 May at the 70th Cannes Film Festival, where they will take the floor in an original debate about cinema and spirituality at an event sponsored by “Festival Sacré de la Beauté” (Festivalsacredelabeaute.org). “Pope Francis. A man of his word” will be distributed worldwide by Focus Features | NBCUniversal Group; it is produced by Célestes Images, Vatican Television Centre, Solares Fondazione delle Arti, PTS Art’s Factory, Neue Road Movies, Fondazione Solares Suisse, and Decia Films.

+++ Film con Papa Francesco: mons. Viganò (SpC), “il Santo Padre, come Leone XIII, si rivolgerà a donne e uomini di ogni fede e cultura” +++

Fri, 2017-05-19 17:31

Del film “Pope Francis. A man of his word” (“Papa Francesco. Un uomo di parola”) ne parlerà certamente il 25 maggio al 70° Festival di Cannes, mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. In occasione della tavola rotonda su “cinema e spiritualità”, che mons. Viganò condividerà proprio con il regista tedesco Wim Wenders, indimenticabile autore del “Cielo sopra Berlino”, il prefetto della Santa Sede chiarirà come è nata l’idea di un film con il coinvolgimento in prima persona del Papa. A dire il vero, mons. Viganò ha lasciato già trapelare le prime parole sul film: “Quando penso alla poetica di Wim Wenders, immediatamente ho davanti a me le immagini dei suoi film ‘Il cielo sopra Berlino’ e ‘Così lontano così vicino’, degli angeli custodi da lui tratteggiati, ben lontani dal cascame devozionale. È proprio per questo suo sguardo così attento e poetico, capace di raccontare il mondo del visibile e insieme squarci di quello invisibile, che lo abbiamo coinvolto con il Centro Televisivo Vaticano nella messa punto della regia tv per l’apertura della Porta Santa a San Pietro, per il Giubileo della misericordia”. Sempre con Wenders, riprende Viganò, “è nata poi l’idea di un film documentario che raccontasse papa Francesco, che lo rendesse per la prima volta protagonista, mettendosi in gioco con la settima arte, ma soprattutto con gli spettatori. Il Papa attraverso il cinema ha voluto intraprendere un nuovo sentiero per arrivare alla comunità tutta, fatta di donne e uomini di ogni fede e cultura, desideroso di rispondere alle loro domande. Ed è stato così che si è rivolto alla macchina da presa, proprio come fece più di un secolo fa Leone XIII, quando per la prima volta guardò l’obiettivo benedicendo il cinema stesso”.

+++ Film with Pope Francis: Mgr. Viganò (SPC), “the Holy Father, like Leo XIII, will address men and women of any faith and culture” +++

Fri, 2017-05-19 17:31

Mgr. Dario Edoardo Viganò, Prefect of the Secretariat for Communications of the Holy See, will certainly speak of the film “Pope Francis. A man of his word” at the 70th Cannes Film Festival on 25 May. During the round table on “cinema and spirituality”, Mgr. Viganò will take the floor with German filmmaker Wim Wenders, world-famous director of “Wings of Desire/the sky over Berlin”, and together with him, the prefect of the Holy See will explain what gave rise to the idea of involving the Pope in person. In reality, Mgr. Viganò has already given his first impressions on the film: “Whenever I think of Wim Wenders’ poetics, I have before my eyes the images of the guardian angels that he sketched in his films, ‘Wings of Desire’ and ‘Faraway, So Close’, which are so far from the devotional twilight. It is precisely for his careful and poetic look, able to tell the world of the visible and the invisible alike, that we, together with the Vatican Television Centre, wanted to have him onboard for the TV direction of the opening of the Holy Door in St Peter’s, for the Jubilee of Mercy”. With Wenders, Mgr. Viganò continued, “the idea was born of a documentary film that would tell the story of Pope Francis, making him a protagonist for the first time, so that he could become engaged in the seventh art, but above all with viewers. Through the cinema, the Pope wanted to take a new path, to reach out to the entire community, made up of men and women of any faith and culture, with a desire to answer their questions. So he went on camera as Leo XIII did over a century ago, when for the first time he appeared on screen, blessing the cinema itself”.

Diocesi: Assisi, p. Patton (Custode Terra Santa) al santuario della Spogliazione per “sentirsi accolti sotto il mantello di una Chiesa che è madre”

Fri, 2017-05-19 16:34

“Auguro a tutti coloro che verranno al nuovo santuario di sentirsi accolti sotto il mantello di una Chiesa che è madre capace di abbracciarci e ricoprirci”. È quanto scrive il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, in un messaggio inviato al vescovo di di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, in occasione dell’inaugurazione, ad Assisi, del santuario della Spogliazione. “Ai giovani, in modo particolare, auguro che possano anche sentirsi provocati a vivere una libertà che sa diventare risposta generosa alla chiamata del Signore, superando tutti gli ostacoli interiori ed esteriori, sociali e familiari che oggi impediscono scelte vocazionali radicali e coraggiose”, aggiunge padre Patton, che conclude augurando “a ogni pellegrino di saper ripartire dal santuario della Spogliazione sempre più disponibile a spogliarsi anche dei propri beni per condividerli con i poveri, diventando così segno della mano provvidente del Padre che è nei Cieli e del mantello accogliente della Madre Chiesa”. La celebrazione solenne, presieduta da mons. Sorrentino si terrà domani, sabato 20 maggio alle 18, con la partecipazione dei rettori dei santuari diocesani. In serata, alle 21, piazza Vescovado diventerà il fulcro della città con “Una meravigliosa follia”, la rappresentazione teatrale in costumi medievali curata dell’Ente Calendimaggio. Per l’inaugurazione è previsto anche l’annullo filatelico di Poste Italiane, che riporterà il logo del santuario realizzato da padre Marko Ivan Rupnik. Pronto anche il dossier “Il Santuario della Spogliazione. La chiesa di Santa Maria Maggiore e il Vescovado di Assisi” curato dal vescovo.

Società: sabato 20 maggio a Roma la VII edizione della Marcia per la vita

Fri, 2017-05-19 16:18

Si svolgerà sabato 20 maggio a Roma la VII edizione della Marcia per la Vita, manifestazione nazionale dei movimenti Pro-Life per sostenere l’inviolabilità della vita umana, fin dal concepimento. Associazioni, famiglie, movimenti, giungeranno da ogni parte d’Italia, insieme a una nutrita rappresentanza da tutto il Mondo, per ribadire il sì incondizionato e la sacralità della vita umana.
“La Marcia – si legge in una nota diffusa dagli organizzatori -,è un appuntamento fisso per famiglie, bambini, associazioni, singoli cittadini, i politici o rappresentanti delle istituzioni vi parteciperanno a titolo personale, per dichiarare apertamente che la vita (è vita) ed è sacra già nel grembo materno e non si tocca”.
Nel corteo, che partirà alle 15 da piazza della Repubblica per giungere in piazza della Madonna di Loreto, sfileranno i delegati da oltre 20 Paesi in rappresentanza di circa 100 diverse organizzazioni internazionali Pro-life provenienti da Belgio, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Polonia, Spagna, Repubblica Ceca, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Argentina, Canada, Nigeria, St Lucia, Malta, Sud Africa, Venezuela, Nuova Zelanda. I gruppi, prosegue la nota, avanzeranno con i propri simboli e slogan “perché la Marcia è apolitica e apartitica, non sono ammessi striscioni e slogan che possano ricondurre ad appartenenze politiche per evitare ogni forma di strumentalizzazione”. Quest’anno a testimoniare il valore della vita umana ci saranno anche il professor Stéphane Mercier dell’Università Cattolica di Loviano in Belgio, licenziato dai vertici della scuola per aver trattato in classe il tema dell’aborto definendolo “l’omicidio di una persona innocente. E un omicidio particolarmente abietto, perché l’innocente è senza difese”; e l’imprenditore Roberto Brazzale, di Zanè nel vicentino, che premia con un Bonus Bebè ogni lavoratrice che aspetti un bambino. Tra gli attestati di incoraggiamento, scrivono gli organizzatori, sono arrivate quella del cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Fede, e del Cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l’economia del Vaticano.

Immigrazione: coop. “Sophia”, studenti romani raccontano al Senato come hanno vinto i pregiudizi

Fri, 2017-05-19 16:03

Gli studenti di cinque istituti di Roma raccontano al Senato della Repubblica i risultati della seconda edizione del progetto “Confini”, che li ha visti coinvolti in diversi incontri di informazione e formazione sul tema dell’immigrazione con il team della cooperativa Sophia. L’incontro si svolgerà venerdì 26 maggio (ore 10, sala capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 38) a Roma, con la presenza del presidente del Senato Pietro Grasso e del senatore Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero. Vi parteciperanno gli studenti di età compresa tra i 13 e i 17 anni degli Istituti “S. Cannizzaro”, “G. Milanesi”, “E. Majorana” e “Plauto”, che racconteranno i loro cambiamenti personali nella percezione del fenomeno dell’immigrazione dopo aver letto il libro “Stronzo Nero” e aver incontrato il protagonista Mor Amar, giovane rifugiato politico fuggito dalla Mauritania e socio di Sophia. “Notiamo una partecipazione sempre più attiva dei ragazzi che, attraverso l’incontro, riescono a superare le pericolose associazioni tra immigrazione e minaccia, immigrazione e invasione, immigrazione ed emergenza”, osserva Marco Ruopoli, della Cooperativa Sophia, che dal 2013 creare valore economico attraverso l’integrazione. “Confini” è un percorso formativo alla sua seconda edizione: vuole favorire in un pubblico di studenti la riflessione sul tema dell’immigrazione. La cooperativa Sophia ha portato sui banchi di scuola la storia di Mor Amar e presentato, attraverso lezioni frontali e momenti di condivisione, uno spaccato aggiornato sul quadro internazionale, europeo e italiano del fenomeno migratorio. Il progetto è finanziato da Fondazione Vodafone Italia, Fondazione Migrantes, Nando and Elsa Peretti Foundation.

Diocesi: Modena-Nonantola, a cinque anni dal terremoto aumentano le chiese aperte

Fri, 2017-05-19 15:47

A 5 anni dal sisma (20 e 29 maggio 2012) la Chiesa modenese fa il punto sulla ricostruzione e, in una nota, unisce ai dati una riflessione pastorale sull’evento. Sono in totale 18 gli edifici riaperti al culto, 21 quelli ancora chiusi. “Con l’ultimo finanziamento della Regione, si continuerà il lavoro per arrivare alla riapertura di altre chiese parrocchiali – ricorda il Vicario generale monsignor Giuliano Gazzetti -, si potranno rendere agibili altre strutture come le canoniche e gli ambienti per le attività pastorali e così la parrocchia potrà continuare il suo cammino in mezzo alle vicende di una popolazione provata, punto di riferimento nella ricostruzione attraverso la sua missione”. “Il prossimo anno pastorale, dedicato al tema della parrocchia – aggiunge -, aiuterà tutta la diocesi e in particolare le zone colpite dal terremoto a riscoprire il nostro essere Chiesa nel territorio, come sottolineava il documento Comunione e comunità della Conferenza episcopale”. Gli interventi relativi al Piano opere pubbliche 2013-14 sono 47 con un finanziamento totale di circa 49 milioni di euro: per 13 è in corso la progettazione preliminare; altri 13 sono alla progettazione esecutiva; per l’Oratorio di Piazza di San Felice è in corso di stesura il bando di gara; per la chiesa di San Domenico e per la Cattedrale è in corso la procedura di gara per l’affidamento dei lavori. Sono in corso i lavori in 4 chiese: l’Abbazia di Nonantola, S. Egidio di Cavezzo, San Giorgio di Modena e parrocchiale di Cittanova. Nove sono le chiese riaperte al culto a lavori conclusi: Madonna delle Grazie di San Clemente di Bastiglia; San Pietro Apostolo a Modena; San Lorenzo della Pioppa; San Pio X; oratorio Madonna del Bosco di Camposanto; oratorio di Sant’Anna a Cavezzo; oratorio della Gaviola a Disvetro di Cavezzo, chiesa di San Francesco di Modena, Chiesa di San Nicola di Bari a Bomporto.

Vaccini a scuola: Villani (Sip), “multa non efficace per garantire istruzione in ambiente sicuro”

Fri, 2017-05-19 15:30

“La vaccinazione garantisce il diritto alla salute di tutti (bambini sani e bambini fragili) e il diritto all’istruzione in sicurezza. La scuola deve garantire la formazione in un ambiente sicuro, anche per la salute, di tutti coloro che la frequentano. I pediatri italiani non credono nell’efficacia della multa/tassa per i genitori che non vaccinano i propri figli, ma auspicano per tutti i bambini un ambiente scolastico dove nessuno rischi di contrarre malattie pericolose”. È quanto dichiara il presidente della Società italiana di pediatria Alberto Villani, che esprime piena condivisione dei contenuti della nota diramata dall’Istituto superiore di sanità. Intanto è stato appena approvato in Consiglio dei ministri il decreto sull’obbligo per nidi e scuole materne. Raggiunto l’accordo sull’obbligatorietà, secondo la linea del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, solo per i bambini da 0 a 6 anni, mentre il ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiedeva di estenderlo fino a 10 anni includendo così anche le scuole elementari. Previste sanzioni per i genitori dei alunni non vaccinati che frequentano elementari, medie e primi due anni delle superiori.

Fondazione Centesimus Annus: Baker (Global Financial Integrity), “contrastare la corruzione che infetta la società a livello globale”

Fri, 2017-05-19 15:16

 

“Dobbiamo eliminare il sistema della finanza ombra”. Lo ha detto Raymond W. Baker del Global Financial Integrity, condividendo le posizioni espresse dagli altri relatori in occasione della sessione dedicata alla lotta contro il traffico di esseri umani e la criminalità economica del convegno internazionale della Fondazione Centesimus Annus su “Alternative costruttive” in corso di svolgimento in Vaticano. Per Baker “eliminare questo sistema è tecnicamente possibile, il problema è più legato alla volontà politica”. Per contrastare questa realtà è importante anche “sapere con chi si fanno affari. E’ una questione etica”. Occorre anche avere le informazioni necessarie rispetto ai titolari dei conti correnti per conoscere le realtà d’impresa. Altra questione sottolineata è stata quella della corruzione che colpisce molti Paesi nel mondo e anche continenti come l’Africa. Per esempio, ha sottolineato Baker, “il flusso transfrontaliero di denaro è anche frutto di corruzione. Le somme si aggirano intorno ai 40 miliardi di dollari, ma si può arrivare anche ad 80 miliardi”. E’ molto difficile fare una stima precisa sul fenomeno. “La corruzione permea tutta la società e la infetta, non è solo un’attività, ma anche una mentalità”. Per Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, “bisogna lavorare per un cambiamento di mentalità a cominciare dalle scuole”.

Bullismo: giovani in scena al teatro Olimpico di Roma con “C’era una volta un bullo”

Fri, 2017-05-19 15:02

In occasione della “Terza Giornata nazionale giovani uniti contro il bullismo”, il 27 maggio 2017, al Teatro Olimpico di Roma, i ragazzi del Centro nazionale contro il bullismo-Bulli stop”, insieme agli studenti dell’Istituto Paritario G.G. Visconti, porteranno in scena lo spettacolo “C’era una volta un bullo…”. Grazie a questa rappresentazione la teoria del Teatro di AnimAzione Pedagogico® viene messa in scena per combattere attivamente il bullismo e l’incapacità di comunicare. “Creare uno spettacolo con il Teatro d’animazione pedagogico – spiega la presidente del Centro Bullistop, Giovanna Pini -, richiede disciplina, cooperazione, rispetto ed ascolto di se stessi e degli altri. La prevenzione e la soluzione del bullismo è possibile se i giovani vengono coinvolti in un’attività creativa che stimoli la riflessione e che possa vantare al contempo un processo sano di aggregazione e dialogo”. Lo spettacolo vede come protagonisti assoluti gli studenti che hanno partecipato all’intera produzione della pièce, dalla stesura del testo alla regia, dall’organizzazione teatrale, all’ufficio stampa che hanno partecipato al lavoro suddivisi in laboratori.  La rappresentazione viene dedicata alle vittime di bullismo, in particolare ai genitori dei giovani che hanno perso la vita a causa di questo male. #Unitifacciamoladifferenza

Austria: una pièce teatrale sulla storia di “Papa Gruber”, “il Cristo all’Inferno” del lager di Gusen

Fri, 2017-05-19 14:32

La storia della vita del sacerdote martire Johann Gruber (1889-1944), ucciso nel lager secondario di Mauthausen-Gusen sarà presto messa in scena in un pièce teatrale che verrà rappresentata presso la cattedrale di Santa Maria di Linz. La rappresentazione “Il caso Gruber”, scritta da Thomas Linzer, verrà messa in scena il 24 e 25 giugno, e rientra nelle commemorazioni annuali per la liberazione del campo di concentramento di Mauthausen, presso il quale già nei giorni scorsi il vescovo di Linz, mons. Manfred Scheuer, ha ricordato l’eroica figura di “Papa Gruber”. Johann Gruber, divenuto sacerdote nel 1934, fu uno dei più importanti oppositori del regime nazista e per la sua attività di assistenza ed educazione continua, nonostante le minacce, venne arrestato dalla Gestapo nel 1938 e internato nel campo di Gusen. Nel lager, a rischio continuo della vita, costruì un’organizzazione di mutuo soccorso, che era aperta a tutti, credenti e atei, si prese cura dei detenuti in difficoltà con l’abbigliamento, inventò la “Gruber zuppa”, cioè un pasto supplementare segreto per malati e bambini, creò una scuola per i bambini e un servizio di informazioni. Le testimonianze riportano che grazie a Gruber molte persone ebbero salva la vita. Il 7 aprile 1944, Venerdì Santo, il sacerdote, dopo giorni di terribili torture venne assassinato. Tra le persone che salvò molti erano prigionieri politici socialisti e atei. Anche grazie a loro dal 1988 vengono raccolte le testimonianze per l’avvio della causa di beatificazione del “Cristo all’Inferno”, come era chiamato Gruber nel Lager.

Fascismo: speciale Tg2000 svela inventario saccheggio santuario Debre Libanos

Fri, 2017-05-19 14:21

“Un tappeto persiano usato dimensione approssimativa m. 2,60 x 1,40” comincia così “l’elenco degli oggetti rinvenuti nella chiesa santuario di Taclé Haimanot in Debra Libanos”. Un burocratico inventario del saccheggio ordinato dal generale Maletti nella cittadella conventuale etiopica, poche ore prima del massacro, cominciato il 21 maggio 1937. Questo documento inedito, insieme ad altri relativi alla strage, verrà mostrato nel corso dello speciale Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in onda domani 20 maggio alle 20.45, alla vigilia dell’ottantesimo anniversario del massacro di Debre Libanos per mano fascista, in un’inchiesta storica firmata da Antonello Carvigiani, con la regia di Andrea Tramontano e a cura di Dolores Gangi. Lo speciale è condotto in studio da Nicola Ferrante, con la partecipazione di Marco Impagliazzo, storico e presidente della Comunità di Sant’Egidio, da sempre impegnata sui temi della cooperazione internazionale e dell’ecumenismo. Domenica 21 maggio alle 18.50, inoltre, Tv2000 riproporrà il docufilm “Debre Libanos” che ha riscontrato grande successo tra gli storici, gli addetti ai lavori ma anche tra il grande pubblico.
Oltre ai raffinati tappeti (una ventina) vengono censiti e portati via preziose croci, coppe, calici, vassoi, anfore e poi, ancora, piviali, paramenti sacerdotali e per gli altari, sigilli, libri sacri, tavole scolpite. E anche quattro mitre di metallo dorato. Dalla chiesa di Mascal Biet, viene razziata una “croce in legno scolpito”, che – scrivono i militari italiani – “sarebbe caduta dal cielo in Debre Libanos, e perciò oggetto di particolare venerazione”.
Esattamente 80 anni fa, si consuma, in Etiopia la più grande strage di cristiani mai avvenuta in Africa. A compierla, i militari italiani del generale Pietro Maletti, su ordine del viceré Rodolfo Graziani. Duemila tra sacerdoti, monaci, diaconi e pellegrini ortodossi del monastero di Debre Libanos vengono fucilati perché ritenuti coinvolti, sulla base di vaghi indizi, in un attentato contro Graziani.
Oltre alla ferita inferta con l’uccisione di tanti innocenti, ce ne è un’altra. È quella dei beni saccheggiati nel monastero, il più importante centro di spiritualità del cristianesimo etiopico. Oggetti sacri di incommensurabile valore economico, artistico e simbolico, di cui la comunità monastica di Debre Libanos chiede, da tempo, con forza, la restituzione come passo concreto verso la pacificazione.
Finora non era stato possibile capire con precisione quali beni fossero stati saccheggiati da Maletti. Ora, grazie ad un documento recuperato da Tv2000 si è riusciti a fare chiarezza.
L’elenco ufficiale di questi oggetti, è stato stilato da una commissione formata ad hoc e composta dal maggiore Massimo Taggi, dal capitano Spartaco Montuori e dal capitano dei carabinieri Luigi Romerio per “accertare e depositare a verbale – si legge nel documento – i valori e gli oggetti sacri di qualche importanza raccolti nelle chiese di Taclé Haimanot e di Mascal Biet”.

Fondazione Centesimus Annus: Ernie Allen (Icmec), “combattere l’economia ombra”

Fri, 2017-05-19 14:02

“150 miliardi di dollari a livello globale è il giro d’affari prodotto dal traffico di esseri umani”. Lo ha detto questa mattina Ernie Allen, presidente emerito del Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati (Icmec), nel corso della seconda ed ultima giornata di lavori della conferenza internazionale della Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice su “Alternative costruttive in una fase di sconvolgimenti globali”. Occorre porre “particolare attenzione all’economia ombra, al fenomeno del trasferimento dei fondi che avviene in questo settore anche grazie all’uso del lato oscuro di internet dove è facile agire mantenendo l’anonimato”, ha detto Allen. La cosiddetta moneta virtuale o criptovaluta è un mezzo di scambio usato a livello mondiale per trasferire denaro rimanendo non identificabili. “Questo tipo di transazioni sono il mezzo per pagare anche lo sfruttamento di bambini e lo scambio d’immagini on line” ha fatto notare Allen, il quale ha sottolineato che in 30 anni il Centro internazionale ha gestito 1 milione di denunce l’anno per 25 milioni d’immagini e video, intercettati da polizia e procuratori.

Israele: ministero Turismo, turisti in aumento del 38% rispetto al 2016

Fri, 2017-05-19 13:45

Ad aprile 2017 Israele ha visto l’arrivo di 349.000 turisti, con un aumento del 38% rispetto all’anno precedente facendo registrare introiti per 6 miliardi di Nis (€ 1.518.890.000 circa). Nel periodo gennaio-aprile 2017, si registrano 1.09 milioni di ingressi, un aumento del +28% rispetto al 2016. Lo rende noto il ministero del Turismo israeliano che per bocca del suo ministro, Yariv Levin, spiega che tali risultati “dimostrano i progressi fatti nell’industria del turismo e il contributo notevole che porta all’economia e alla forza lavoro in Israele. Si tratta di una tappa importante che è parte di un tendenza positiva che ha ormai scavalcato i risultati di più di un anno e mezzo fa”. Per quello che riguarda, invece, i turisti italiani, ad aprile 2017, sono stati 10.200, il 47% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; mentre se si considera il primo quadrimestre (gennaio – aprile) sono 30.700 gli italiani che hanno visitato Israele, in crescita del 34% rispetto allo scorso anno. Secondo il direttore generale per l’Italia dell’ufficio nazionale israeliano del turismo, Avital Kotzer Adari, “il mercato italiano è di grande importanza per Israele e l’attrazione che la nostra terra esercita sugli italiani si riconferma forte e in continua crescita. Sia che si voglia creare un viaggio dedicato allo spirito, allo sport, alla movida, alla scoperta della natura, Israele permette di sperimentare tutti questi aspetti”. Sono 309.000 i turisti che hanno raggiunto il paese in aereo, un aumento del 36% rispetto ad aprile 2016 e del 21% rispetto ad aprile 2015. 40.000 turisti hanno raggiunto Israele via terra, di cui 34.000 attraverso la Giordania e circa 6.000 dall’Egitto: un aumento del +56% rispetto ad aprile 2016 e del +22% rispetto ad aprile 2015. Sono stati circa 24.000 i visitatori giornalieri ad aprile 2017, in aumento del +27% rispetto ad aprile 2016 e del +13% rispetto ad aprile 2015.

Giornali Fisc: “Il Popolo” (Tortona), uno “Speciale Giro d’Italia” di 8 pagine per le tappe della corsa nelle terre di Fausto Coppi

Fri, 2017-05-19 13:43

In occasione della 14ª e della 15ª tappa del Giro d’Italia che, tra oggi e domani porteranno la “corsa rosa” nelle terre natali di Fausto Coppi, il settimanale diocesano tortonese “Il Popolo” dedica all’evento uno “Speciale Giro d’Italia” di 8 pagine. Oltre a “tutto ciò che c’è da sapere sulle tappe tortonesi” con gli orari di arrivo, oggi a Tortona, e di partenza, domani da Castellania, lo speciale presenta un’intervista a Evgenij Berzin, il “russo di Broni” che ha vinto il Giro nel 1994, e diversi articoli dedicati a Fausto Coppi. Le pagine centrali propongono il rapporto del campione di Castellania con “Il Popolo” con la riproduzione di “tutti gli articoli che hanno raccontato gli esordi del ciclista, le sue vittorie, i suoi incidenti, l’amore dei tifosi”. Spazio poi alle testimonianze di chi ha conosciuto Coppi personalmente come il gregario Pietro Moratto e il venditore di biciclette Mario Meazzo. Viene anche riproposto lo scritto di mons. Lorenzo Ferrarazzo, già cappellano dell’ospedale e direttore de “Il Popolo”, che di Coppi fu amico fin dai tempi delle sue prime pedalate. Lo speciale si chiude con una pagina dedicata alle lettere che i bambini di tutta Italia scrivevano al loro beniamino.

Germania: mons. Schick (Dbk), il 24 maggio uniti in preghiera con i cristiani cinesi

Fri, 2017-05-19 13:11

“Nostra Signora di Sheshan, sostieni l’impegno di quanti in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù”: con la pubblicazione online della preghiera che il Papa emerito Benedetto XVI, nel 2008 dedicò alla Madre della Cina e di tutta l’Asia, la Conferenza episcopale tedesca (Dbk), invita i cattolici della Germania a unirsi alla preghiera per i cristiani cinesi, che si celebrerà il 24 maggio. Il presidente della Commissione per la Chiesa internazionale della Dbk, l’arcivescovo di Bamberga, mons. Ludwig Schick, ricorda che “gli attuali negoziati tra i rappresentanti della Santa Sede e la Cina sono in una fase molto importante”. Per l’arcivescovo, “la salvaguardia e l’unità della Chiesa sono legate al Papa, ed il diritto canonico indica che è il successore di Pietro a nominare liberamente, in tutto il mondo, i vescovi, e può comunicare liberamente con tutte le Chiese”. Per quanto riguarda la nomina dei vescovi, a quanto pare è in via di realizzazione un consenso tra Santa Sede e governo cinese “che potrebbe rivelarsi una pietra miliare sulla strada per risolvere le altre questioni in sospeso che sono importanti per la Chiesa in Cina”, sottolinea l’arcivescovo. Tra le questioni irrisolte c’è il riconoscimento da parte del governo di più di 30 vescovi cattolici validamente ordinati in Cina, e lo status dei vescovi consacrati dall’Associazione patriottica cattolica cinese senza l’approvazione della Santa Sede.

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