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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 3 hours 21 min ago

Svimez: Roma (sociologo), inseguire il Nord non serve, le città del Sud devono fare “sistema” per creare sviluppo

Mon, 2017-07-03 16:10

“Dobbiamo domandarci se sia ancora utile continuare nell’inseguimento Nord-Sud. Almeno a livello di organizzazione urbana proverei a esplorare un’altra strada: il sistema delle città del Sud come motore di sviluppo del Mezzogiorno”. Lo ha affermato il sociologo Giuseppe Roma nel corso del seminario promosso oggi a Roma dallo Svimez e dalla Rivista giuridica del Mezzogiorno, sul tema “Città e connessioni territoriali per il Mezzogiorno”. Secondo lo Svimez “il rilevante livello di interconnessione e l’apertura dei mercati, l’assenza di protezioni nazionali e l’ipercompetizione geografica, hanno portato le strutture urbane a concentrare competenze, investimenti e know-how”. Questo avviene anche in Italia dove, “al perdurante divario macro-territoriale fra Centro-Nord e Mezzogiorno si sta affiancando anche un’ulteriore disuguaglianza relativa ai territori metropolitani localizzati nell’area centro-settentrionale e l’emarginazione dai grandi flussi internazionali delle pur rilevanti metropoli meridionali”.
A fronte di questa situazione, nel suo intervento Roma ha insistito sulla necessità di “interconnettere di più il sistema urbano meridionale”, che si presenta come un ellisse con due fuochi – Napoli e Palermo – individuando anche un asse secondario orizzontale (ipotizzato a titolo esemplificativo come Sassari-Lecce). Il tutto però “dandosi un disegno complessivo anche nazionale” (di qui la suggestione di un “ministro delle città”) perché “il localismo alimenta le disuguaglianze e fa vincere sempre i più forti”.

Migranti: Arci, “governi vogliono solo blindare frontiere e rendere più difficile soccorso in mare”

Mon, 2017-07-03 16:05

“Per i ministri degli interni italiano, tedesco e francese l’obiettivo principale è blindare le frontiere libiche e rendere più difficile l’attività di soccorso in mare delle Ong. In vista del vertice di Tallin l’Ue pensi invece a come garantire accoglienza e viaggi sicuri”: lo afferma oggi l’Arci, commentando l’incontro informale sulla questione migranti che si è svolto ieri a Parigi in vista del vertice di Tallin. Un incontro che, secondo l’Arci, “non ha prodotto alcuna proposta concreta e positiva rispetto al tema dell’accoglienza e del ricollocamento”. “L’unica cosa certa – afferma l’associazione – è che l’obiettivo principale resta quello di esternalizzare le frontiere, attribuendo alla Libia, in cambio di laute prebende economiche, il compito di fermare i migranti non solo sulle coste, impedendo le partenze verso l’Europa, ma anche alla frontiera sud, impedendo alle persone in fuga di entrare nel Paese”. Tutto ciò, sottolinea, “accompagnato dal rilancio di una campagna denigratoria verso le Ong che prestano attività di ricerca e soccorso in mare”, accusandoli “di alimentare le partenze, garantendo ai migranti il possibile salvataggio in caso di naufragio”. “Una sciocchezza che però rischia di diventare una delle tante false evidenze date in pasto all’opinione pubblica – osserva l’Arci -. Se poi a quest’accusa si aggiunge il ventilato sospetto che le Ong possano lucrare su quest’attività, tanto da ritenere indispensabili maggiori controlli anche sui loro bilanci, ecco che la campagna di discredito nei loro confronti trova più di una sponda tanto da poter impunemente affermare che si potrebbe ‘vietare l’attracco di navi di Ong straniere nei porti italiani’, ben sapendo che si tratta di una azione contraria alla legge e alle convenzioni internazionali”. L’unica via, auspicata dalle stesse Ong, è che “siano aperti canali di ingresso legali, sottraendo chi fugge ai trafficanti e garantendo viaggi in sicurezza”. La proposta dell’Arci è di “rafforzare il sistema Sprar: piccoli gruppi di migranti distribuiti su territori con cui si sia stabilito un dialogo positivo, in modo da rendere più semplice l’attività di integrazione con le comunità locali”.

“Rome Half Via Pacis”: mons. Sánchez de Toca (Pcc), “abbiamo bisogno di gesti umani”. Sport “antidoto a degenerazioni religione”

Mon, 2017-07-03 16:00

Di fronte a violenze, guerre e terrorismo che insanguinano il mondo “una mezza maratona non può fermare le bombe e convertire i cuori: di per sé è perfettamente inutile. Tuttavia credo che un’iniziativa sportiva come questa, che non mira al profitto immediato ma è all’insegna della gratuità cara a Papa Francesco, sia un gesto che ci rende veramente umani”. Ne è convinto mons. Melchor Sánchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura e responsabile del dipartimento Cultura e sport del dicastero, intervenuto alla presentazione, oggi in Campidoglio, della Rome Half Marathon Via Pacis, promossa domenica 17 settembre nella città eterna da Roma Capitale e dal Pontificio Consiglio in collaborazione con la Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) – con il patrocinio del Coni e del Cip (Comitato italiano parilimpico). “Abbiamo bisogno di gesti umani – prosegue mons. Sánchez de Toca -; correre insieme può costituire un primo passo per un maggiore dialogo”. #IoCorroPerché è l’hashtag dell’iniziativa: “Io corro perché mi piace”, afferma il sottosegretario del dicastero vaticano, che aggiunge citando la battuta di un film: “Quando corro sento che Dio sorride”. Nel richiamare la prima grande conferenza internazionale sullo sport promossa lo scorso ottobre in Vaticano alla presenza del Papa, dell’allora segretario generale Onu Ban ki-moon e del presidente del Cio, Thomas Bach, mons. Sánchez de Toca ne ricorda i sei principi ispiratori – compassione, rispetto, amore, illuminazione, equilibrio, gioia – e la dichiarazione di principi elaborata a conclusione dei lavori che, spiega, “vuole ispirare il mondo dello sport ma anche aiutare le comunità religiose a vivere lo sport all’insegna di un arricchimento reciproco”. “Lo sport – ha concluso – può essere un formidabile antidoto contro le degenerazioni della religione”.

Papa Francesco: donati 50mila euro a Lesbo, colpita dal sisma

Mon, 2017-07-03 15:53

Papa Francesco ha donato 50.000 euro in favore delle vittime del terremoto che lo scorso 12 giugno ha colpito il sud dell’isola greca di Lesbo. Ne dà notizia la nunziatura apostolica in Grecia. “La donazione inattesa, segno concreto della vicinanza e dell’affetto di Francesco verso la popolazione provata dal forte sisma di 6,3 gradi Richter – spiega l’incaricato d’affari della nunziatura, mons. Massimo Catterin – è avvenuta dopo che l’arcivescovo di Naxos, Tinos, Andro e Mykonos, mons. Nikólaos Printesis, amministratore apostolico della diocesi di Chios, aveva chiesto alla nunziatura di informare il Santo Padre della situazione nell’isola”. Nello specifico, informa Radio Vaticana, i soldi saranno devoluti al villaggio ortodosso di Vrisa, letteralmente raso al suolo dopo la prima scossa e visitato a tre giorni dalla tragedia da Ieronymos II, arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia. A Vrisa nel terremoto di tre settimane è morta sotto le macerie una donna di 43 anni. “La donazione del Papa – commenta mons. Catterin – ha grande valore anche da un punto di vista ecumenico: a beneficiarne sarà una popolazione a maggioranza ortodossa. A Lesbo infatti i cattolici sono appena 50. Martedì della prossima settimana, insieme a mons. Nikolaos – conclude l’incaricato della nunziatura – visiteremo Vrisa e avremo un incontro con le autorità locali: in quella sede decideremo come impiegare concretamente i soldi donati dal Santo Padre. Verso il Papa c’è grande riconoscenza e affetto a Lesbo: lui sa che l’emergenza sisma si aggiunge alla prima emergenza legata ai profughi”.

Madonna della Bruna: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), la fede non si deve “fermare solo a manifestazioni esteriori”

Mon, 2017-07-03 15:50

“Se la nostra fede si dovesse fermare solo a manifestazioni esteriori, pirotecniche, di giochi di luce, senza rivestirsi della divinità di Gesù il rischio sarebbe quello di non elevarci verso Dio, verso la vita vera”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, in occasione della festa della Madonna della Bruna. “Abbiamo bisogno – ha aggiunto l’arcivescovo – d’incontrarci e ritrovare il gusto della famiglia, dell’appartenenza, attraverso un servizio reciproco che diventa condivisione, ricchezza preziosa. C’è bisogno di ascoltarsi, confrontarsi, ricostruire relazioni umane partendo proprio dalle nostre case spesso diventate o considerate alberghi o ristoranti”. Per mons. Caiazzo, senza “rinuncia” e “sacrificio”, “non c’è amore che possa circolare tra le mura domestiche e il rischio è che ogni componente familiare viva la sua vita indipendentemente dagli altri”. “Si avverte l’urgenza di respirare aria di casa, calore umano”, ha aggiunto. “La nostra devozione alla Madonna della Bruna – ha ammonito l’arcivescovo – deve andare oltre le manifestazioni religiose che, per quanto importanti, hanno bisogno di essere riempite di contenuti affinché avvenga quel movimento che è proprio di Maria”. “Camminare per le strade delle nostre realtà parrocchiali, dei luoghi che abitiamo o dove lavoriamo significa sentire quella spinta interiore che, come è successo a Maria, ci fa entrare negli ospedali e visitare gli ammalati, lenire il loro dolore, riempire le solitudini di presenza d’amore e di speranza”, ha proseguito, rilevando che “Maria ci fa incontrare per le strade volti di persone con le quali entrare in dialogo, condividere il tempo, servire piuttosto che farsi servire”.

Accordo Ceta: Coldiretti, il 5 luglio migliaia di agricoltori in piazza Montecitorio contro il trattato di libero scambio con il Canada

Mon, 2017-07-03 15:39

Saranno migliaia gli agricoltori che mercoledì 5 luglio affolleranno piazza Montecitorio, a Roma, “per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (Ceta)”. L’iniziativa “#stopCeta”, che prenderà il via alle 9.30 è promossa da Coldiretti. In piazza, con il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ci saranno anche altre organizzazioni: Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. Il Ceta – si legge in una nota – “per la prima volta nella storia dell’Unione europea, accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici, che saranno smascherati nell’occasione” e “spalanca anche le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero”. Nell’occasione – prosegue la nota – “sarà divulgato il dossier Coldiretti sull’impatto del trattato sull’agroalimentare italiano ed esposto per la prima volta il ‘pacco’ con le imitazioni delle specialità nazionali più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada che sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica del trattato”. “Non mancheranno azioni provocatorie – conclude la nota – a difesa del Made in Italy gravemente minacciato”.

“Rome Half Via Pacis”: Malagò (Coni), “ci saranno anche minori in attesa dello ius soli”. Nel percorso i più importanti luoghi di culto della capitale

Mon, 2017-07-03 15:27

“Insieme ai ragazzi italiani correranno minori che magari stanno aspettando l’esito dello ius soli, ma con i loro coetanei non ci sono distinzioni di cultura, di lingua, sociali o di religione. Questa mezza maratona toccherà i più importanti luoghi di culto della capitale, luoghi e simboli di tutte le religioni. Lo sport è capace di questo”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenuto questa mattina in Campidoglio alla presentazione di “Rome Half Marathon Via Pacis”, promossa domenica 17 settembre nella città eterna da Roma Capitale e dal Pontificio Consiglio della cultura in collaborazione con la Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) – con il patrocinio del Coni e del Cip (Comitato italiano parilimpico). Nel suo percorso ispirato al tradizionale pellegrinaggio delle sette chiese, la mezza maratona multireligiosa (21,097 km destinati alla corsa competitiva) partirà da piazza San Pietro per snodarsi tra le più significative bellezze architettoniche e archeologiche della capitale toccando la sinagoga, la moschea, la chiesa valdese e la chiesa ortodossa per tagliare, infine, il traguardo a San Pietro attraverso via della Conciliazione. Nel corso della presentazione dell’evento, in forma di talk show condotto da Lorena Bianchetti, è stato fra l’altro proiettato un video con brevi flash di figure autorevoli sullo sport. L’auspicio che “lo sport diventi sempre più inclusivo” perché “siamo tutti figli di Dio” il messaggio di Papa Francesco. Per Nelson Mandela “ha il potere di cambiare il mondo”. Concorda Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale: “Lo sport può cambiare le vite e rendere il mondo un posto migliore”. “Genera una vera cultura dell’incontro e del dialogo”, le parole del card. Gianfranco Ravasi, mentre per il primate anglicano Justin Welby “ha il potere di celebrare la nostra umanità”.

“Rome Half Via Pacis”: Raggi (sindaco), “linguaggio universale in grado di abbattere barriere e annullare differenze”

Mon, 2017-07-03 15:23

Sarà una grande festa dello sport e della città di Roma, ma avrà tutti i colori del mondo perché a tutto il mondo è rivolto il suo messaggio di dialogo e di pace. Pace, integrazione, inclusione, solidarietà sono infatti i principi ispiratori della “Rome Half Marathon Via Pacis”, promossa domenica 17 settembre nella città eterna da Roma Capitale e dal Pontificio Consiglio della cultura in collaborazione con la Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) – con il patrocinio del Coni e del Cip (Comitato italiano parilimpico). Con partenza alle 9 da Piazza San Pietro, sarà aperta a tutti coloro che, attraverso lo sport popolare vogliono dire “no” a violenza, razzismo, discriminazioni: donne, uomini, famiglie, anziani, giovani, bambini, sportivi, persone con disabilità ma anche rifugiati, ognuno con il suo messaggio di pace che al traguardo lascerà in alcune colonne trasparenti che simboleggiano le colonne della pace. “Lo sport ha un linguaggio universale e per questo è in grado di abbattere ostacoli e barriere e di annullare le differenze”, ha detto questa mattina la sindaca di Roma Virginia Raggi, presentando l’iniziativa nella sala della Protomoteca in Campidoglio. Per la prima cittadina, “la pace non è qualcosa di astratto e lo sport è un mezzo per raggiungere questo obiettivo”. “Abbiamo accolto questo progetto con entusiasmo – ha proseguito -. Ci stiamo preparando, ci stiamo allenando da tempo. Roma è una città accogliente e vogliamo ribadire l’importanza della fiducia e dell’impegno che tutti devono mettere per renderla migliore”. “Vogliamo – ha concluso – che lo sport sia di tutti e per tutti, sempre”.

Lavoro: Università Cattolica e Randstad, “8 aziende su 10 pronte ad assumere nel 2017, ma la maggior parte trova candidati non idonei”

Mon, 2017-07-03 13:46

“Otto aziende su dieci sono pronte ad assumere nel 2017, ma la maggior parte trova candidati non idonei per carenza di competenze professionali specifiche (60%), poca esperienza lavorativa nel settore (47%) e scarsa conoscenza delle lingue straniere (35%)”. Ma “il gap di competenze riguarda anche il personale già in forza all’azienda”, situazione che verrà affrontata offrendo “programmi di istruzione e formazione” (64%) e “aumento di retribuzioni/benefit” (14%) o con l’“aumento di fornitori esterni” (13%). Sono alcuni dei dati che emergono dall’“Hr Trends and salary report 2017”, realizzato da Randstad Professionals in collaborazione con l’Alta scuola di psicologia Agostino Gemelli (Asag) dell’Università Cattolica di Milano. La ricerca, che tra febbraio e marzo 2017 ha coinvolto 355 dirigenti senior di aziende italiane di diversi settori, “ha analizzato – si legge in una nota – le tendenze e gli sviluppi del settore delle Risorse umane e dei processi di selezione in Italia”. In particolare si è indagato sulla stupidità funzionale, cioè “l’atteggiamento di adesione acritica alle direttive dei vertici aziendali”, e il conflitto creativo in azienda. I risultati mettono in luce che “il 43% delle direzioni Risorse umane (Hr) pensa che la stupidità funzionale porti al fallimento degli obiettivi dell’impresa, contro il 36% che invece ne dà un giudizio positivo”. Inoltre, il “64% dei dirigenti Hr considera il conflitto creativo un utile strumento di lavoro, ma meno di uno su tre si adopera concretamente per sostenere un sano confronto critico in azienda”. Per Marco Ceresa, amministratore delegato di Randstad Italia, c’è “un atteggiamento conservativo che rischia di limitare molto l’innovazione, lo sviluppo del business e la capacità di attrarre i nuovi talenti, che sempre di più cercano un ambiente di lavoro piacevole e stimolante e una cultura aziendale nella quale ci si possa identificare”. Secondo Caterina Gozzoli, direttrice dell’Asag, “sempre di più i talenti per essere trattenuti hanno bisogno non solo di un riconoscimento salariale o di benefit, ma anche di un buon clima di lavoro, di un senso di appartenenza, di una identificazione con l’azienda e di una progettualità condivisa in cui crescere”.

Milano: Fondazione Ambrosianeum, in Lombardia il record di profughi. Caritas e diocesi in prima fila per l’accoglienza

Mon, 2017-07-03 13:12

È della Lombardia il primato italiano dell’accoglienza dei migranti che richiedono protezione, dal momento che la regione accoglie il 13% del totale degli arrivi. A Milano, invece, il tasso di accoglienza è oltre il doppio di quanto previsto, pari al 1,5 per mille abitanti, considerato che a febbraio 2017 risultavano accolti 3.521 tra profughi, richiedenti asilo e titolari di protezione. Sono solo alcuni dei dati presenti nel Rapporto sulla Città 2017 di Fondazione Ambrosianeum, presentato oggi a Milano. Il report scatta ogni anno una fotografia accurata della realtà milanese attraverso settori d’indagine come il lavoro, la demografia e l’economia. Scorrendo i dati del rapporto 2017, si scopre che Caritas Ambrosiana a settembre 2016 ha accolto oltre 2.000 persone nella diocesi di Milano in strutture proprie o della Curia, negli oltre 170 spazi messi a disposizione dalle comunità parrocchiali e dagli ordini religiosi. Inoltre, nella Commissione territoriale di Milano è depositato il numero più elevato di richieste di asilo in attesa di audizione (8.430 ovvero il 10% a livello nazionale). Un secondo fenomeno che emerge dallo studio riguarda le fasce più anziane della popolazione residente a Milano, che per il 30% è composta da persone ultra 60enni (394.673), in maggioranza donne: di questi il 25% è rappresentato da persone senza più il coniuge. Gli ultra 80enni sono invece 94.330, mente gli anziani non autosufficienti superano quota 40mila.

Milano: Lodigiani (Univ.Cattolica), “capitale italiana della Social Innovation”. 200mila studenti universitari

Mon, 2017-07-03 13:12

Presentato stamane a Milano nella sede della fondazione culturale Ambrosianeum il nuovo Rapporto sulla Città 2017 “Una metropoli per innovare, crescere, sognare”. Lo studio è stato curato da Rosangela Lodigiani, sociologa dell’Università Cattolica di Milano, che nel corso della presentazione non ha esitato a definire Milano “la capitale italiana della Social Innovation”. “L’innovazione, sempre più connotata in termini sociali – ha dichiarato Lodigiani – ha subito una brusca accelerazione dal 2008 in poi, visto che l’attenzione per la Social Innovation riemerge ciclicamente nei periodi di crisi”. Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia; insieme con lui Mattia Macellari, presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda-Confindustria Milano, Monza e Brianza e Leonardo Previ, presidente di Trivioquadrivio e docente di gestione delle risorse umane all’Università Cattolica. Secondo lo studio, negli ultimi 10 anni le imprese del non-profit sono cresciute del 40% e oggi, tra volontari e dipendenti, coinvolgono oltre 1 milione di persone in Lombardia. Dai dati emerge inoltre che sono più di 200mila gli studenti che scelgono Milano per il proprio percorso universitario, una popolazione che incide per il 15% sul totale dei residenti e che per il 5% è costituita da giovani internazionali. Per quanto riguarda il livello di istruzione, a Milano e in Lombardia, meno del 20% della popolazione possiede un titolo universitario; la percentuale sale al 30% considerando la fascia dei più giovani (30-34enni).

Milano: Fondazione Ambrosianeum, cresce divario tra ricchi e poveri. Chiudono gli artigiani, crescono gli “imprenditori etnici”

Mon, 2017-07-03 13:11

Il 36% delle famiglie benestanti lombarde riesce ancora a risparmiare, mentre il 20% di quelle a basso reddito contrae debiti. Inoltre, se il 10% dei nuclei familiari milanesi ha a disposizione il 40% del reddito, un altro 10% è considerato “povero”. È quanto emerge dal Rapporto sulla Città 2017 di Fondazione Ambrosianeum, presentato oggi a Milano. Il dossier, intitolato “Una metropoli per innovare, crescere, sognare” e realizzato da studiosi di diverse università con il contributo di Fondazione Cariplo, indaga i fenomeni innovativi caratteristici di Milano e dell’area metropolitana, prendendo in esame temi come l’economia, le imprese, le nuove tecnologie e il welfare. Secondo il Rapporto, in Lombardia dal 2009 ad oggi hanno chiuso bottega quasi 3.500 artigiani e mille commercianti; 1.700 imprenditori ultra 50enni in Lombardia, per la prima volta, si sono inventati un’impresa. Le aziende creative ambrosiane danno lavoro a 250mila persone, ma non si tratta di un’economia virtuale: il 40% collabora infatti stabilmente con la piccola e media impresa e il 30% con la grande impresa. Ancora: a Milano insistono quasi 10mila imprese manifatturiere del tessile (4 miliardi e mezzo di interscambio), mentre la fascia di imprenditori etnici è composta da 5.000 muratori egiziani, 3.000 ristoratori cinesi e 600 imprese di pulizia sudamericane.

Papa Francesco: card. Parolin (Santa Sede), il 16 ottobre si recherà alla Fao

Mon, 2017-07-03 13:08

Il prossimo 16 ottobre il Papa si recherà alla Fao. Ad annunciarlo ufficialmente è stato oggi il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, dopo aver letto il messaggio inviato da Francesco alla sessione inaugurale della 40ma Conferenza generale dell’organismo internazionale che lotta per l’eliminazione della fame nel mondo. “In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione chiamata quest’anno a riflettere sul tema ‘Cambiar el futuro de la migración’ – l’annuncio di Parolin – Papa Francesco verrà qui alla Fao”, accogliendo l’invito rivoltogli dal direttore generale, José Graziano da Silva.

Employment: Eurostat, unemployment at 9.3% in Europe. Almost 4 million young people without a job

Mon, 2017-07-03 12:55

(Brussels) The unemployment rate is stable at 9.3% in the euro area (19 countries with the single currency) whereas it is 7.8% in the EU28. Eurostat has confirmed the figures for May which are the same as those for the previous month. These are the lowest figures recorded since early 2009. Eurostat estimates that as many as 19.115 million people are currently unemployed, of whom 15 million in the euro area. Among EU Member States, the Czech Republic is the country with the lowest unemployment rate (3.0%), followed by Germany (3.9%) and Malta (4.1%). Among the largest countries, Italy has the highest number of unemployed people (11.3%), followed by France (9.6%), Poland (4.8%), and the United Kingdom (4.3%). Once again, the highest unemployment rates are observed in Greece (22.5%) and Spain (17.7%). It is in Spain, though, as well as in Croatia and Ireland, that one can see the most encouraging signs of recovery in the labour market. By way of comparison, the current unemployment rate in the United States is 4.3%. Youth unemployment remains critical, with 3.7 million under-25s without a job, with the highest rates recorded in Greece (46.6%), Spain (38.6%), and Italy (37.0%).

Lavoro: Eurostat, disoccupazione al 9,3% in Europa. Quasi 4 milioni di giovani senza impiego

Mon, 2017-07-03 12:55

(Bruxelles) Si stabilizza al 9,3% il tasso di disoccupazione nella zona euro (19 Stati della moneta unica), mentre nell’Ue28 il dato è al 7,8%. Eurostat conferma le cifre di fine maggio, identiche a quelle del mese precedente; si tratta comunque delle percentuali più basse rispetto all’inizio del 2009. Eurostat stima che i disoccupati totali siano ora 19 milioni e 115mila, 15 milioni dei quali nell’area euro. La Repubblica ceca si conferma il Paese Ue con il tasso di persone senza impiego più basso, toccando il 3,0%; la Germania è al 3,9%, Malta a 4,1%. Tra i grandi Paesi, l’Italia ha il tasso più elevato di disoccupati: 11,3%; seguono Francia al 9,6%, Polonia (4,8) e Regno Unito (4,3). I livelli più elevati di senza lavoro sono ancora in Grecia (22,5%) e Spagna (17,7). Segnali di recupero dei posti di lavoro si registrano con maggiore intensità in Croazia, nella stessa Spagna e in Irlanda. Per un confronto complessivo, l’attuale saggio di disoccupazione negli Stati Uniti è al 4,3%. Rimane grave la situazione giovanile, con 3,7 milioni di giovani under25 senza impiego, con punte record in Grecia (46,6%), Spagna (38,6%) e Italia (37,0%).

Università: Censis, primati confermati per Bologna, Perugia e Camerino

Mon, 2017-07-03 12:50

Le Università di Bologna, Perugia e Camerino si confermano anche quest’anno al vertice della “Classifica Censis delle Università italiane (edizione 2017/2018)” diffusa oggi. Tra le 40 classifiche redatte che, si legge in una nota, “possono aiutare i giovani e le loro famiglie a individuare con consapevolezza il percorso di formazione migliore”, anche “il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali e dei corsi a ciclo unico rispetto alle dimensioni della progressione in carriera e del grado di internazionalizzazione”. Bologna (99,2 punti), tra i mega atenei statali, precede le Università di Firenze (88,2), Padova e Roma La Sapienza. Tra i grandi atenei statali, Perugia (94,8) e Pavia (91,6) ancora in testa davanti a Parma (89,6). Sorpasso tra i medi atenei statali, con l’Università di Siena (99,4) che sopravanza quella di Trento (99,2). Stabile al terzo posto l’Università di Sassari. Altra conferma tra i piccoli atenei statali, dove primeggia nuovamente l’Università di Camerino (97,2), cui seguono le Università di Teramo (89,6) e Macerata. Nessuna variazione tra i politecnici, con Milano (92,8 punti) davanti allo Iuav di Venezia (88,2) e a Torino e Bari. Tra i grandi atenei non statali primeggia anche quest’anno l’Università Bocconi (95,8 punti), seguita dall’Università Cattolica (89,4). Tra i medi atenei non statali, primo posto per la Luiss (91,4) mentre tra i piccoli atenei non statali è la Libera Università di Bolzano a guidare la classifica con 108,8 punti.

Università: Censis, “immatricolazioni in crescita per il secondo anno consecutivo”

Mon, 2017-07-03 12:48

Prosegue il trend positivo relativo al numero di immatricolazioni alle università italiane. Lo rende noto il Censis, in occasione della pubblicazione della “Classifica Censis delle Università italiane (edizione 2017/2018)”. In una nota si legge che “nell’anno accademico 2015/16 (276mila immatricolati) si ha, per il secondo anno consecutivo, una lieve crescita (+1,9%, circa 6mila immatricolati in più, dopo +0,8% registrato nell’anno precedente)”. Si consolida dunque l’inversione di tendenza rispetto a ciò che si era verificato nel decennio precedente. Infatti, “il picco di immatricolati alle Università italiane si era registrato nell’anno accademico 2003/04 (337mila nuovi iscritti)” ma “dopo di allora si è verificato un calo che si è protratto fino al 2013/14, con una riduzione complessiva nel periodo del 20%”.

Giovani: card. Sandri (Santa Sede), “siate fieri dell’eredità cristiana del vostro popolo”

Mon, 2017-07-03 12:33

“Il profeta Isaia dice che anche i giovani si stancano e inciampano lungo il cammino della vita: questo può accadere anche a voi, quando – come afferma spesso Papa Francesco, che mi ha chiesto di recarvi il suo saluto e la sua benedizione – vi lasciate rubare la speranza”. Lo ha detto il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nell’ultimo giorno, ieri, della sua visita in Bulgaria. “Quando non avete il coraggio di sogni grandi e di bene per la vostra vita e quella dell’umanità – ha spiegato il cardinale nell’omelia della messa celebrata a Rakovski, dove nella parrocchia di san Michele Arcangelo ha conferito il sacramento della confermazione a 43 ragazzi e ragazze di 13 anni – quando vi ripiegate in sterili egoismi, quando perdete la fiducia in voi stessi e pensate che non ce la farete a superare le difficoltà, quando pensate di essere soli e vi dimenticate che il Signore è al vostro fianco”. “Le condizioni del mondo di oggi non sono semplici”, ha ammesso Sandri: “Le difficoltà economiche, la fatica a trovare un lavoro onesto, la corruzione che permane in tanti sistemi, e poi sentiamo di guerre vicino a noi, ascoltiamo spesso nei dibattiti affermazioni che ci portano ad aver paura degli altri e a chiuderci in sterili forme di nazionalismo, che si va diffondendo un po’ ovunque in Europa”. Ricordando i tre martiri sacerdoti assunzionisti, Josaphat Chicov, Kamen Vitchev e Pavel Djidjov, il cardinale ha esortato i giovani “a fare della vostra vita un dono, ad essere fieri e orgogliosi dell’eredità cristiana del vostro popolo, ma vivendola nell’oggi come impegno all’accoglienza e alla comunione”, a cominciare dalla famiglia, “che vi dato la vita e la prima educazione, e dove forse potrebbero esserci ferite per la divisione o le difficoltà economiche”. “Impegnatevi per cose grandi e costruite amicizie importanti con i vostri coetanei della Chiesa ortodossa e quelli di altre fedi che vivono o sono giunti in Bulgaria più di recente”, l’altro invito di Sandri.

Migranti: Forum Terzo settore, “Italia e Europa non devono impedire le operazioni di soccorso”

Mon, 2017-07-03 12:26

Il Forum del Terzo settore esprime “viva preoccupazione” in merito all’intenzione da parte delle autorità italiane ed europee di “procedere con misure per limitare gli interventi di salvataggio dei migranti che attraversano il Mar Mediterraneo verso l’Europa, fino a prevedere la chiusura dei porti alle navi di soccorso”. Il Forum raccoglie l’esperienza di una molteplicità di organizzazioni italiane impegnate per affrontare il fenomeno delle migrazioni con gli strumenti della solidarietà, in Italia e nel mondo. “La chiusura dei porti sarebbe una misura inaccettabile – afferma -, che contraddice i più elementari obblighi di assistenza e solidarietà; misure punitive verso le organizzazioni non governative potrebbero portare alla ingiustificata restrizione della loro capacità di prestare soccorso, in presenza di un’iniziativa europea ancora lacunosa. Ci uniamo a quanti in questi mesi hanno richiamato l’Europa nella sua interezza alle proprie responsabilità in termini di assistenza”. In particolare, il Forum pensa che l’Italia non possa essere “lasciata sola nella gestione delle fasi di ospitalità di medio e lungo periodo”: “I governi europei devono assumere scelte coerenti, adottando decisioni credibili per la realizzazione in tempi rapidi di un piano di ricollocazione di rifugiati e migranti dei Paesi dell’Unione”.  Il Forum richiama perciò l’attenzione del presidente del Consiglio Gentiloni e del ministro Minniti, in vista dell’incontro di Tallin, “a fornire rassicurazioni sul fatto che l’Italia non intenda abdicare alle proprie responsabilità in termini di assistenza e solidarietà”. Chiede, in questo senso, “un incontro urgente”.

Migranti: Forti (Caritas), “inaccettabile esternalizzare frontiere e limitare azione Ong”. Sì a relocation e sbarchi in altri porti

Mon, 2017-07-03 12:05

“Limitare fortemente l’azione Ong ed esternalizzare le frontiere è inaccettabile, vuol dire andare nel senso inverso a quanto da noi auspicato: cioè trovare canali legali e sicuri d’ingresso in Europa”. Ma ci sono alcuni punti positivi: “Spingere sulla relocation in altri Paesi europei, abbassando la soglia di accesso sotto il 75%” e “far sbarcare i migranti anche nei porti di Barcellona e Marsiglia”: è questa la posizione di Caritas italiana esposta al Sir da Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione, a proposito dell’intesa, a Parigi, tra i ministri di Italia, Francia e Germania sulla questione migranti, in vista del summit europeo di Tallin. Nel documento si parla, tra l’altro, di regolamentare le azioni e i finanziamenti alle Ong che salvano vite in mare e di ridurre gli sbarchi dando più fondi alla Libia per il controllo delle coste. “Continua la delegittimazione, anche se indiretta, delle Ong – osserva Forti -. Temiamo non si vogliano avere soggetti indipendenti in mare per verificare l’operato della guardia costiera libica, al momento sotto osservazione della Corte di giustizia europea per questioni legate a crimini contro l’umanità, tra cui il caso dell’affondamento di un barcone sparando in aria”. Poi si parla di esternalizzazione delle frontiere in Libia, “un piano per noi inaccettabile dal punto di vista dei diritti umani” sottolinea.
Sulle richieste specifiche alle Ong, Forti ricorda che “molti bilanci sono già pubblici”, “nessuno ha mai dimostrato che qualcuno faccia segnali luminosi” e la guardia costiera italiana “ha più volte ribadito che le operazioni non avvengono mai al di fuori del loro controllo”. Sul divieto di entrare nelle acque libiche Forti fa notare che “la Libia non ha mai riconosciuto il sistema Sar, ossia una area di ricerca e soccorso in mare. Si è sempre mossa in maniera indipendente, al di là degli schemi previsti a livello internazionale. Questo è il primo punto su cui ci si dovrebbe attrezzare”. “Il rischio – avverte – è che diventi la solita narrazione negativa per convincere l’opinione pubblica del contrario”. I governi, a suo avviso, “devono inoltre chiedersi se i singoli Paesi sarebbero in grado di supplire a quello che oggi fanno le Ong, ossia più del 40% dei salvataggi. La questione di fondo è: chi si prende la responsabilità di non salvare le persone? È un problema di coscienza che chi decide dovrà affrontare”.
Nel documento vi sono però, secondo Forti, alcuni aspetti positivi, tra cui “spingere per la relocation affinché il piano funzioni”. “L’obiettivo è far comprendere a tutti i Paesi europei che la relocation è un dovere, non un’opzione – afferma -. Su questo bisogna lavorare politicamente in maniera seria, abbassando la soglia che prevedeva la relocation solo per quelle nazionalità che raggiungono il 75% del riconoscimento, altrimenti nessuno viene ricollocato”. Forti è inoltre favorevole alla proposta del governo italiano di far sbarcare i migranti anche nei porti di Barcellona e Marsiglia: “Potrebbe essere un modo per alleggerire il nostro sistema di primo soccorso”. “Su questi tre aspetti possiamo ragionare – conclude -, tutto il resto va in direzione opposta a quanto auspichiamo”.

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