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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 min 47 sec ago

Spirito di Assisi: Milano e Fano, a ottobre i “Dialoghi di pace” con la proposta “Vuoi bere? Portati il bicchiere!”

Thu, 2017-09-07 09:58

Ripartono a ottobre i “Dialoghi di pace” promossi dalla parrocchia San Pio X di Milano insieme con numerose realtà sociali ed ecclesiali. L’edizione di quest’anno prevede una lettura a più voci edintercalata con momenti musicali del messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace 2017, “La nonviolenza: stile di una politica per la pace”. La proposta di quest’anno – come spiegano gli organizzatori – “è rivolta a credenti di qualsiasi religione e non credenti, collocandosi nello spirito degli incontri di Assisi di cui vuole commemorare la prima edizione indetta da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986”. I prossimi appuntamenti, entrambi con inizio alle 20.45, si terranno a Milano il 20 ottobre sotto gli affreschi seicenteschi della chiesa di Sant’Angelo (piazza sant’Angelo 2) e a Fano il 28 ottobre, in riva all’Adriatico nella chiesa di San Marco Evangelista in Sassonia (via Mascherpa 5). Per quanto riguarda l’appuntamento di Milano, verrà eseguita la musica originale del maestro Michele Varriale per una piccola orchestra, con coro e voci soliste, e Rosa Giorgi, direttrice del museo dei Beni culturali dei Cappuccini di Milano, che completerà la serata illustrando brevemente i cicli pittorici della chiesa.
Le due date aderiscono all’iniziativa “Vuoi bere? Portati il bicchiere!”, che mira a sensibilizzare i presenti contro gli sprechi anche nelle piccole attività ordinarie: come semplice esempio da imitare di “Laudato si’ applicata”, saranno offerte bevande del commercio equo e solidale a chi interverrà portando da casa un bicchiere o una tazza, purché non “usa e getta”.

Libri: il discernimento vocazionale per una Chiesa in uscita in “Passaggio a Dalmanutà” di padre Marino (Padri Predicatori)

Thu, 2017-09-07 09:40

“La Rivelazione biblica attesta che il nostro esserci è vocazionale, cioè finalizzato, ad amare Dio che ci ha creati e i fratelli con i quali interagiamo e che siamo chiamati ad amare. L’esserci vocazionale però non si potrebbe immaginare senza il movimento, perché esso esprime la natura intrinseca della vocazione che ci richiama al bisogno della comunione. Il Dio trino e uno ci invia in uscita, per usare un concetto caro a papa Francesco”. Lo afferma Fernando Parrotto Rizzello a proposito del volume di padre Francesco Maria Marino “Passaggio a Dalmanutà” (Tau editrice). La sensibilità a questa tematica deriva all’autore “tanto dal suo ministero sacerdotale presso la basilica pontificia di San Nicola in Bari e dall’insegnamento presso la Facoltà teologica pugliese, quanto dal ruolo di formatore e promotore delle vocazioni all’interno della Provincia religiosa San Tommaso d’Aquino dei Padri Predicatori”. Padre Marino “si è ispirato al Dalmanutà (Mc 8, 10) come metafora dell’anima che riposa nell’incontro con Cristo dopo aver compiuto il passaggio all’altra ‘riva’, cioè la scelta fondamentale di accettarsi come essere vocazionale”. Al tema del discernimento si intreccia quello della preghiera. “Grazie alla preghiera – sostiene padre Marino – possiamo ricevere la luce necessaria ad affrontare le tempeste che si abbattono sulla nostra vita e a curare le malattie che ci affliggono anzitutto nell’anima, poi nel corpo. L’esserci vocazionale non cede alla cultura terapeutica che non vuole e non sopporta il dolore e fa della morte un tabù”.

Accoglienza: Plested (Marquette University), “nessuno di noi ignora l’immensa richiesta di ‘amore per lo straniero’ da parte di rifugiati”

Thu, 2017-09-07 09:29

“Nessuno di noi ignora l’immensa richiesta di ‘philoxenía’ (amore per lo straniero) da parte di rifugiati – si tratta di una crisi che ha sfidato in maniera particolarmente acuta l’Italia e la Grecia. Ma sia che parliamo di rifugiati o di monaci pellegrini, di senzatetto o di affamati, a tutti noi sono indubbiamente offerte ampie opportunità per esercitare la philoxenía’”. Lo ha affermato questa mattina Marcus Plested, docente della Marquette University di Milwaukee (Stati Uniti), intervenendo al XXV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa in programma fino a sabato al monastero di Bose. Nella sua relazione, parlando di “xenitéia” – “essere straniero, sentirsi straniero, farsi straniero” – e philoxenía nella tradizione ortodossa, Plested ha notato come questa “chiama tutti noi a essere e a sentirci stranieri, forestieri. Questo può comportare il trasferimento in una terra straniera o in un lontano deserto o su una montagna ma tale spostamento d’ordine fisico non è mai il punto reale o comunque l’unico”. “La ‘xenitéia’ – ha proseguito – può essere vissuta ovunque, ad Atene, sul Monte Athos, a Milano o a Milwaukee. Siamo tutti chiamati a essere stranieri o forestieri là dove siamo, a renderci estranei dai vincoli materiali e ad adottare in ogni occasione la mentalità dello straniero”. Secondo il docente, “non dobbiamo mai essere completamente, interamente su questa terra”, ma è “chiaro che non ci volgeremo a una terra migliore se ignoriamo i bisogni e le miserie di questa terra e, in particolare, i bisogni degli stranieri e dei forestieri che vivono in mezzo a noi”. A proposito di “xenitéia”, Plested ha notato che “il mondo moderno ha favorito la creazione di una dinamica assolutamente negativa di estraniamento” per via di “modelli economici, lavorativi e agricoli” che incoraggiano “la perdita delle radici e a indebolire i vincoli con la famiglia e la terra”. Anche “la connettività del nostro mondo moderno è qualcosa di illusorio: Internet, in particolare, può fare di tutti noi degli stranieri”. “In quanto stranieri noi stessi – ha concluso – potremo ringraziare profondamente per ogni occasione che ci consente di mostrare amore per i nostri compagni stranieri”.

Carlo Caffarra: Emanuele (Famiglie separate cristiane), “sempre disponibile ad ascoltarci e mostrava un particolare affetto per noi”

Thu, 2017-09-07 09:21

“I separati con lui da quasi lebbrosi divennero figli prediletti”. Lo scrive Ernesto Emanuele, fondatore dell’associazione Famiglie separate cristiane, ricordando il card. Carlo Caffarra, scomparso ieri a Bologna. “Mi telefonò nel novembre del 2005 e si disse molto interessato alle attività che la nostra associazione svolgeva dalla fine dei anni ’80. Mi chiese di andare a trovarlo a Bologna ed ebbi un cordialissimo colloquio, di quelli che rimangono impressi nella memoria – racconta Emanuele -. Fu l’inizio di un rapporto molto aperto e cordiale. Era sempre disponibile ad ascoltarci e mostrava un particolare affetto per noi separati. Dimostrò subito di conoscere i nostri problemi”. Emanuele ricorda una riunione, convocata una sera dal card. Caffarra, chiedendo a tutti i parroci di invitare i separati che conoscevano. “Eravamo più di cento stipati in una piccola cappella. Dopo uno o due mesi volle incontrarmi di nuovo con tutti i separati di Bologna, da qui partirono dei gruppi di separati che ancora sono presenti in città – conclude Emanuele -. A lui non importava se noi non eravamo un’associazione diocesana: a lui importavano solo le persone”.

Diocesi: Bologna, domani mons. Zuppi celebra una Messa per i 25 anni di servizio delle suore Missionarie di Gesù Ostia al santuario di San Luca

Thu, 2017-09-07 09:04

Una Messa per i 25 anni di servizio, nel santuario di San Luca, delle suore Missionarie di Gesù Ostia sarà celebrata dall’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, venerdì 8 settembre, alle 20,30, nella festa della natività della Vergine Maria. Dopo la celebrazione eucaristica, nella sala Santa Clelia del santuario sarà proiettato un video sulle Missionarie e sulla loro opera a San Luca. Il loro compito nel santuario è quello di animare la liturgia e curare la sacrestia, ma anche svolgere lavoro di segreteria, con la prenotazione dei pellegrinaggi al santuario e delle messe per i defunti. Si occupano, inoltre, dell’accoglienza dei pellegrini quando arrivano e dell’assistenza durante la permanenza. La congregazione delle suore Missionarie di Gesù Ostia è nata in Messico nel 1958. Nel 1973 ottenne l’approvazione di diritto diocesano. Oggi la Missionarie sono presenti in parrocchie, santuari e curie in Messico e in Italia.

Diocesi: card. Montenegro (Agrigento), su cattedrale chiusa “è avvilente continuare a sentire da anni promesse”

Thu, 2017-09-07 08:55

“È avvilente continuare a sentire da anni promesse da parte di chi dovrebbe prendere le necessarie decisioni per salvare la nostra cattedrale. È vero che qualcosa sembra muoversi, anche se quello a cui si sta pensando non è risolutivo, ma si tratta soltanto di mettere in sicurezza la cattedrale”. Lo ha detto ieri sera l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto, in occasione della festa della dedicazione, davanti la cattedrale chiusa dal 2011. “Il fatto che da anni siamo forzatamente senza casa dovrebbe farci leggere questa situazione come se la provvidenza ci invitasse a pensare la strada come nostro domicilio e quindi luogo della nostra pastorale”, ha aggiunto il cardinale, che vede “le crepe diventare evidenti, il pavimento abbassarsi, i marmi spaccarsi”. “Se dovesse accadere l’irreparabile e se non fosse una cosa grave, ci sarebbe da ridere – ha commentato -. Già immagino il ballo dello scarico delle responsabilità. Sarà un gioco puntare il dito l’uno contro l’altro tra chi aveva delle responsabilità. Ma la cosa che mi fa più male è l’indifferenza degli agrigentini a riguardo”. Circa duecento fedeli hanno ascoltato l’omelia del cardinale, insieme ad alcuni sacerdoti e seminaristi, allineati lungo un stretto corridoio esterno, fuori dalla cattedrale, dove non è ancora consentito di svolgere le funzioni religiose. Montenegro ha rivelato che anche al Papa sta a cuore la cattedrale di Agrigento e la situazione del territorio. Francesco ha scritto una lettera al porporato con cui gli ha raccomandato di non stancarsi “di porre risorse umane, spirituali e materiali a sostegno di quanti si trovano in situazioni difficili e gravose”. E gli ha assicurato le sue preghiere e il suo ricordo per le necessità della diocesi”. “Il Papa ci dà un impegno che non possiamo tradire”, ha commentato il cardinale.

Mostra del Cinema: programma di giovedì 7 settembre. In concorso il regista tunisino Abdellatif Kechiche e la regista cinese Vivan Qu. C’è anche Silvio Soldini fuori concorso, con Valeria Golino e Adriano Giannini

Thu, 2017-09-07 08:38

Ultimi due giorni di proiezioni alla 74a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. La giornata di giovedì 7 settembre si apre al Lido con la presentazione del film fuori concorso “Il colore nascosto delle cose” di Silvio Soldini, con Valeria Golino e Adriano Giannini. Dopo aver girato dei documentari sulla condizione dei non vedenti – “Per altri occhi. Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi” (2013), “Un albero indiano” (2014) – il regista Soldini porta sullo schermo la storia di un incontro tra una donna cieca e un uomo irrisolto, un incontro che cambierà le loro esistenze. La stampa vedrà il film dalle 8.30, mentre gli interpreti incontreranno il pubblico sul red carpet per la proiezione ufficiale alle 22.30. “Il colore nascosto delle cose” uscirà nelle sale italiane da venerdì 8 settembre.

Per il Concorso principale, viene presentato questa mattina alla stampa il film “Mektoub, My Love: Canto Uno” del regista tunisino Abdellatif Kechiche, che a Venezia ha ottenuto nel 2007 il Leone d’argento per “Cous Cous”. La proiezione al Palazzo del Cinema è prevista alle 19.00.

Sempre in competizione a #Venezia74 troviamo la regista, produttrice e sceneggiatrice cinese Vivian Qu con “Jia Nian Hua” (“Angels Wear White”), suo secondo lungometraggio dopo “Trap Street”, presentato sempre a Venezia nel 2013. Vivan Qu e il cast del film saranno sul tappeto rosso alle 16.45.

Passerà a Orizzonti il film “Brutti e cattivi” dello sceneggiatore e ora regista Cosimo Gomez. Claudio Santamaria, Marco d’Amore e Sara Serraiocco sono i protagonisti di questa dark comedy ambientata nelle periferie di Roma. La proiezione ufficiale è fissata alle 17.00 con a seguire l’incontro con l’autore e gli interpreti.

Tra gli eventi alla Mostra, si ricorda alle 15.00 al Venice Production Bridge, ovvero la sezione del mercato dell’audiovisivo, “Il Futuro del Corto d’Autore” evento a cura di Paolo Micalizzi (Fedic Cinema) e organizzato dalla Federazione Italiana dei Cineclub.

Carlo Caffarra: card. Bassetti, “generoso e appassionato servitore”

Thu, 2017-09-07 08:21

“A distanza di pochi giorni dalla morte del cardinale Dionigi Tettamanzi, la nostra Chiesa italiana perde un altro generoso e appassionato servitore; ed io, a mia volta, un amico fraterno”. Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, si fa interprete del dolore dei vescovi italiani per la morte di Carlo Caffarra. “Anche pensando semplicemente agli anni della sua presenza nel Consiglio permanente – sottolinea Bassetti ad Avvenire -, gli siamo debitori di contributi che si sono sempre distinti per qualità di contenuto e brillantezza di tono. Mai scontato, vivace e intelligente, era preparato e competente come pochi; soprattutto, lo animava un respiro profondamente ecclesiale. È con questa riconoscenza che ora lo affidiamo al Signore in cui ha sempre creduto e sperato”. Poi il cardinale presidente si affida a un ricordo. “Personalmente ho avuto la possibilità di condividere con lui nello stesso Circolo le giornate dell’ultimo Sinodo dei vescovi sulla famiglia – aggiunge Bassetti -: nei suoi interventi era fermo sui principi, ma nel contempo conosceva da vicino sia la misericordia nei confronti di chi sbagliava sia l’amicizia con i confratelli e le sapeva esprimere con grande umanità”. La mente di Bassetti torna agli anni dell’insegnamento. “Era un giovane professore quello che frequentava le aule dello Studio teologico fiorentino e con il quale diversi giorni della settimana mi trovavo a condividere la mensa e i momenti comuni – afferma il presidente della Cei che è stato rettore del Seminario di Firenze e poi vicario generale dell’arcidiocesi fiorentina –. Il suo fare amabile ed estroverso e la sua disponibilità alla conversazione hanno posto le basi della nostra amicizia, un’amicizia destinata a durare tutta la vita”

Diocesi: Mazara del Vallo, al via la vendemmia nei terreni confiscati assegnati alla Fondazione San Vito onlus

Thu, 2017-09-07 08:21

Inizierà stamattina, giovedì 7 settembre, la vendemmia nei terreni confiscati alla mafia e assegnati alla Fondazione San Vito onlus, costituita dal vescovo di Mazara del Vallo, sia a Salemi sia a Calatafimi-Segesta. Si parte nei 2,5 ettari di vigneto Grillo di contrada Fiumelungo a Salemi (confiscati al vitese Calogero Musso), dove è nato il turismo rurale “Al Ciliegio”. Il succo d’uva biologico verrà impiegato nell’industria agro-alimentare. La seconda tappa della vendemmia sarà nelle contrade Rosignolo e Baronia Sottana, nei territori di Calatafimi e Salemi, per completare la raccolta negli altri 5 ettari di vigneto gestito dalla Fondazione. “I beni confiscati gestiti dalla Fondazione San Vito onlus (che li ha avuti affidati dai comuni di Salemi e Calatafimi) sono simbolo della riappropriazione del territorio da parte della comunità, del riscatto civile e dell’impegno di tanti, perché non si perda mai la speranza nel cambiamento – spiega il presidente della Fondazione, Vito Puccio -. Il ricavato dalla vendita ci servirà a coprire le spese della coltivazione e delle retribuzioni degli operai agricoli che lavorano con noi durante l’anno”.

Papa in Colombia: cerimonia di benvenuto con bambini che danzano la “cumbia”

Thu, 2017-09-07 08:02

Bambini e ragazzi che ballano la “cumbia”, il ballo tradizionale colombiano, originario della costa caraibica. Si è conclusa così la cerimonia di benvenuto tributata al Papa all’aeroporto di Bogotà, prima tappa del suo viaggio in Colombia, dove è atterrato dopo dodici ore di volo alle 16.30 circa di ieri, ora locale, le 23.30 in Italia. Appena sceso dall’aereo, Francesco è stato accolto dal presidente colombiano, Juan Manuel Santos, e dalla moglie, Maria Clemencia Rodriguez, oltre che da un una “ola” festosa di circa un migliaio di persone che sventolavano fazzoletti bianchi e oro, gli stessi colori della felpa indossata dai bambini che lo hanno salutato tutti in fila sul tappeto rosso. Dopo gli onori tributati alle bandiere e la presentazione delle delegazioni un gruppo di giovani ballerini, vestiti con gli abiti bianchi e rossi tipici dell’epoca coloniale spagnola, ha eseguito le danze folkloristiche. Poi il Papa, sempre accompagnato dalla coppia presidenziale, ha salutato i disabili, i militari e le vittime della guerriglia che per oltre 50 anni ha martoriato il Paese latinoamericano, provocando oltre 260mila morti, più di 60mila dispersi e 7 milioni di sfollati e profughi. Al termine della cerimonia di benvenuto, durata poco meno di mezz’ora, Francesco è salito sulla “papamobile”, con il cardinale Ruben Salazar Gomez, arcivescovo di Bogotà, primate di Colombia e presidente del Celam, per dirigersi alla volta della nunziatura apostolica, dove risiederà. Lungo il percorso, lo hanno salutato e acclamato centinaia di migliaia di persone.

All’arrivo, all’esterno della rappresentanza diplomatica della Santa Sede, Francesco ha trovato ad attenderlo un gruppo di fedeli che ha eseguito canti e danze tradizionali. Tra loro, alcuni bambini e ragazzi da realtà di strada, di droga, di disagio. Al Pontefice hanno donato, oltre che una “ruana colombiana”, il tipico poncho locale, la loro gioia. Francesco li ha esortati a “non perderla” mai, assieme alla speranza: che nessuno – ha aggiunto prima di congedarsi – “vi inganni né vi rubi la speranza”. Sentimenti, gioia e speranza, ripresi da Santos in una dichiarazione in sala stampa a fine giornata, in cui ha evidenziato che questo è il “momento di costruire la pace”.

Oggi è la giornata di Bogotà, la prima delle quattro città che il Papa visiterà in questi cinque giorni. La mattinata inizierà al palazzo presidenziale, con l’incontro con le autorità e la visita di cortesia al presidente Santos. Poi la visita alla cattedrale e l’incontro con i vescovi e il comitato direttivo del Celam, prima della Messa del pomeriggio nel Parco Simon Bolivar.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Uragano Irma devasta i Caraibi. Migranti, Corte Ue respinge ricorsi Slovacchia e Ungheria. Catalogna, il Parlamento dice sì al referendum sull’indipendenza

Thu, 2017-09-07 08:00

Uragano Irma devasta i Caraibi. Stato di emergenza a Puerto Rico, Cuba e Florida

L’uragano Irma devasta i Caraibi. Quasi il 90% delle isole di Barbuda sono andate distrutte, mentre solo a Saint-Martin si contano sei vittime. L’uragano ha mandato in black out gran parte di Puerto Rico a causa delle raffiche di vento e delle intense piogge che stanno colpendo la zona. Le autorità inoltre stanno lottando per avere aiuto nei confronti delle piccole isole dei Caraibi devastate dall’uragano. Il primo ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, ha detto che circa quasi tutti gli edifici sono danneggiati e 1.400 abitanti sono senza casa. Browne ha anche aggiunto che un bimbo di due anni è rimasto ucciso mentre la famiglia tentava di fuggire da uno degli edifici danneggiati durante l’urgano. È invece di almeno 8 morti e 21 feriti il bilancio ancora provvisorio sull’isola di Saint Martin. Adesso l’uragano punta su Puerto Rico, la Repubblica Dominicana, Cuba e quindi, verso il fine settimana, sulla Florida, per la quale il presidente Donald Trump ha proclamato lo stato di emergenza.

Migranti: Corte Ue respinge ricorsi Slovacchia e Ungheria, relocation è giusta

La Corte di giustizia Ue ha respinto i ricorsi di Slovacchia e Ungheria contro le “relocation” dei richiedenti asilo da Italia e Grecia. Nella sentenza i giudici spiegano che “il meccanismo contribuisce effettivamente e in modo proporzionato a far sì che la Grecia e l’Italia possano far fronte alle conseguenze della crisi migratoria del 2015”. Nel procedimento davanti alla Corte, la Polonia è intervenuta a sostegno della Slovacchia e dell’Ungheria, mentre Belgio, Germania, Grecia, Francia, Italia, Lussemburgo, Svezia e la Commissione europea sono intervenuti a favore del Consiglio Ue. “La solidarietà non è a senso unico”, è stato il commento del presidente del Pe Antonio Tajani. “Ora bisogna andare avanti con i ricollocamenti e con le procedure d’infrazione” avviate, anche in seguito alle pressioni dell’Europarlamento, “contro chi non rispetta la decisione della Commissione”.

Spagna: Catalogna, il Parlamento dice sì al referendum sull’indipendenza

Il presidente catalano Carles Puigdemont ha firmato insieme ai ministri del suo governo, il decreto di convocazione del referendum per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna per il prossimo 1° ottobre. La firma è arrivata dopo il voto con il quale il Parlamento catalano ha approvato la legge con 72 voti a favore, nessun contrario e 12 astenuti. Un voto che il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha definito “illegale”, annunciando che vi si opporrà con tutti i mezzi. Puigdemont ha invitato i catalani al voto: “Convochiamo tutti i cittadini del nostro Paese a decidere in che modo desiderano orientare il futuro della Catalogna, se tramite il corrente percorso dell’autonomia e di uno statuto lacunoso o attraverso una nuova via: uno Stato indipendente in forma di Repubblica”.

Roma: sindaca Raggi contro Forza Nuova, “la marcia su Roma non si ripeta”

“La #MarciaSuRoma non può e non deve ripetersi”, twitta la sindaca Virginia Raggi sull’iniziativa di Forza Nuova (Fn) contro lo ius soli e l’immigrazione del 28 ottobre, anniversario della storica marcia di Benito Mussolini. “Una manifestazione patriottica, non filo-fascista o nostalgica”, ribatte Roberto Fiore, leader di Fn, movimento di estrema destra definito “nazi fascista” in sentenze della Cassazione. “La marcia – spiega Fiore – non è contro il ministro dell’Interno Minniti ma contro Soros”, finanziere Usa di origine ebraica accusato di “organizzare l’invasione dei migranti nel Sud Europa”. Intanto il questore di Roma, Guido Marino, ha vietato la “passeggiata per la sicurezza” annunciata da Forza Nuova per venerdì sera nelle strade del quartiere Tiburtino III, alla periferia della Capitale. La decisione è stata presa considerando le condizioni di ordine pubblico e la concomitanza con altri eventi.

Malaria: inchiesta a Trento per omicidio colposo. “Stesso parassita di due bambine ricoverate”

Il parassita che ha causato la malaria a Sofia, la bimba trentina di 4 anni morta a Brescia, dopo il ricovero a Trento, è il Plasmodium falciparum, lo stesso che aveva fatto ammalare due bambine di 4 e 11 anni di ritorno dal Burkina Faso che erano in pediatria a Trento negli stessi giorni della piccola. Il parassita in questione è il Plasmodium falciparum “ma possono esserci – spiega Nunzia Di Palma, direttrice dell’unità operativa di pediatria dell’ospedale di Trento – diversi ceppi. Da appurare è quindi se sia o meno lo stesso. Di questo si sta occupando l’Istituto superiore di sanità”. Indaga per omicidio colposo contro ignoti la Procura di Trento. L’inchiesta, aperta con questa accusa, punta ad accertare se siano stati seguiti i protocolli prescritti per le cure per ricostruire con precisione le tappe cliniche che hanno portato alla morte della bimba.

Italia: dal 2018 donne in pensione come uomini, età più alta Ue

A gennaio scatta l’unificazione dell’età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne con l’aumento di un anno per le dipendenti private e il passaggio a 66 anni e sette mesi. L’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia sarà la più alta in Europa e il divario si accrescerà nei prossimi anni con l’adeguamento dell’età di vecchiaia all’aspettativa di vita e il passaggio atteso a 67 anni nel 2019. In Germania è previsto il passaggio a 67 anni per l’uscita nel 2030, in Francia dopo il 2022 e nel Regno Unito nel 2028.

Notizie Sir del giorno: Papa in Colombia, vescovi Usa su cancellazione Daca, morte card. Caffarra, convegno Bose, Rapporto Commissione Ue migrazioni

Wed, 2017-09-06 18:30

Papa in Colombia: mons. Urbina (presidente vescovi), “occorre un cammino di riconciliazione che coinvolga tutta la società”

“Noi siamo all’inizio di un processo. La pace non nasce soltanto perché si gettano via le armi. Occorre appunto un cammino di riconciliazione che coinvolga tutta la società, attraverso il quale la memoria delle vittime possa essere per così dire sanata. È un processo di perdono, che va accompagnato e incoraggiato”. Lo afferma il presidente della Conferenza episcopale colombiana (Cec), mons. Oscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, intervistato dal Sir in occasione della visita del Papa in Colombia (6-10 settembre). (clicca qui)

Papa Francesco: messaggio per convegno Bose, “ospitalità del cuore” per “passi più coraggiosi e concreti verso la piena comunione”

“La vostra importante presenza onora i 25 anni del convegno che il Monastero di Bose organizza in collaborazione con le Chiese ortodosse e ne avvalora il contributo al comune cammino verso la piena unità”. Comincia con “un caloroso abbraccio di pace” al “carissimo fratello Bartolomeo”, e al patriarca di Alessandria, Sua Beatitudine Theodoros, il messaggio inviato oggi dal Papa in occasione dell’apertura del XXV convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa, organizzato dalla comunità monastica di Bose, in collaborazione con le Chiese ortodosse, da oggi fino al 9 settembre, sul tema: “Il dono dell’ospitalità”. “L’ospitalità è un dono, un dono che abbiamo anzitutto ricevuto”, esordisce Francesco: “Siamo ospiti di un mondo per noi creato e che va custodito, ma siamo pure di passaggio quaggiù, stranieri in terra, perché ospiti invitati e attesi nei cieli, dov’è la nostra cittadinanza”.  (clicca qui)

Cancellazione Daca: vescovi statunitensi, “decisione inaccettabile e riprovevole”

(da New York) “Una decisione inaccettabile e riprovevole, un passo indietro nel progresso del Paese, un’azione che mostra assenza di misericordia e una visione ristretta del futuro”. È una condanna durissima quella espressa dai vescovi statunitensi a seguito della cancellazione del Daca, il programma di protezione per i minori arrivati negli Usa senza uno status giuridico legalmente riconosciuto. Martedì 4 settembre, il presidente Donald Trump ha affidato al ministro della giustizia Session l’annuncio dell’abrogazione del provvedimento, che consentiva ai giovani, arrivati negli Usa come minori dal giugno 2007 e che al 2012 non avessero compiuto 31 anni, di usufruire di un permesso biennale rinnovabile per motivi di studio o di lavoro. (clicca qui)

Migrazioni: Rapporto Commissione Ue. Drastico calo di arrivi ad agosto. Avramopoulos, progressi nei ricollocamenti, ma non è sufficiente

(Bruxelles) “I progressi compiuti e i risultati raggiunti negli ultimi due anni sono maggiori dei vent’anni precedenti”: è la soddisfazione espressa in conferenza stampa stamane dal commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos che ha presentato i rapporti della Commissione sull’implementazione delle iniziative dell’Ue per la migrazione e le frontiere esterne. “Oggi si riesce a gestire la migrazione”, considerando che nell’agosto 2017 gli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono stati l’81% in meno dello stesso mese del 2016. In Grecia il calo di arrivi è stato addirittura del 97% dopo l’accordo Ue-Turchia del marzo 2016; 10mila i siriani reinsediati dalla Grecia; 1.896 i migranti irregolari rimandati in Turchia. Su questo ambito dell’accordo però “sono necessari ulteriori sforzi”, si legge nel Rapporto pubblicato oggi dall’Esecutivo. (clicca qui)

Morte card. Caffarra: mons. Zuppi, “ha amato Bologna con passione e dedizione”. Era “contento di poter concelebrare con Papa” in occasione di sua prossima visita alla diocesi

I “tre grandi amori” che hanno sempre orientato la vita e la vocazione del card. Carlo Caffara, arcivescovo emerito di Bologna, scomparso oggi, sono stati “sacerdoti, famiglie, giovani, motivi di studio intelligente e di appassionato servizio alla Chiesa”. Lo dichiara l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi. “Salutando Bologna, il giorno del suo ingresso in diocesi – prosegue mons. Zuppi, ricordando il suo predecessore -, la descrisse come ‘la città più bella del mondo’. Ha amato Bologna, con passione e dedizione, direi fino allo sfinimento, durante gli anni del suo servizio episcopale”. (clicca qui)

Rom: parroci di Miano (Napoli), “no al razzismo” e a una “guerra tra poveri”, sì alla vivibilità e all’accoglienza”

“Miano dice no al razzismo. Miano dice sì alla vivibilità e all’accoglienza”. Lo dichiarano, in una nota inviata al Sir, i parroci di Miano, nella diocesi di Napoli, che si chiedono: “Cosa sta succedendo nel quartiere di Miano? Ma davvero si dice questo del nostro quartiere? Siamo razzisti? Non siamo accoglienti? Troppi titoloni che feriscono la nostra sensibilità e responsabilità di parroci”. Tutto, spiegano, “è esploso con la decisione delle autorità competenti di sistemare dei rom ‘profughi’ dall’incendiato campo di Scampia nell’ex caserma Boscariello a Miano”. In realtà, “l’immediata reazione contraria di alcuni cittadini di Miano non la si può liquidare solo come pregiudizio. La protesta è anche sintomo di uno scollamento tra cittadini e istituzione, con tanto di smarrimento, di paura e di facile strumentalizzazione”. (clicca qui)

Mostra del cinema: il punto della Commissione nazionale valutazione film della Cei

#Venezia74, il commento dei film in concorso con la Commissione nazionale valutazione film della Cei. L’Agenzia Sir, grazie alla presenza del segretario della Cnvf Massimo Giraldi, giurato a Venezia per il premio cattolico internazionale “Signis”, ha visto in anteprima le opere nelle proiezioni stampa di mercoledì 6 settembre. Al Lido arriva il terzo dei film italiani in competizione, “Ammore e malavita” dei Manetti Bros. Secondo film in concorso per la giornata è “Sweet Country” di Warwich Thorton. Chiudiamo la carrella dei film veneziani con “Loving Pablo”, opera fuori concorso del regista Fernando León de Aranoa. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 7 settembre. Paesi dell’Est europeo e immigrati, bambina morta di malaria, polemica sui vaccini, uragano Irma

Wed, 2017-09-06 18:29

Il muro dell’Est europeo che resiste sugli immigrati è l’argomento del titolo di apertura di Avvenire di domani dopo la sentenza della Corte Ue che ha bocciato i ricorsi contro i ricollocamenti di migranti nei Paesi d’Europa, decisione alla quale i Paesi del blocco dell’Est europeo non vogliono adeguarsi, anche a costo di dover rinunciare ai finanziamenti comunitari.
Al centro della pagina, gli sviluppi della vicenda della bambina morta per malaria e la polemica sui vaccini che oggi registra anche lo scontro tra Forza Italia e Lega sulla moratoria decisa dal Veneto.
Ancora, una fotocronaca sull’uragano Irma che si è abbattuto sui caraibi e ora minaccia la Florida.
Infine, il ricordo del card. Carlo Caffarra, scomparso mercoledì 6 settembre.
L’editoriale, a firma di Eugenia Bonetti, affronta invece il tema dei tanti “stupri nascosti” che si consumano ogni notte in Italia ai danni delle prostitute, in particolare giovani e straniere.

Morte card. Caffarra: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “maestro di fede, intelligenza e umanità”

Wed, 2017-09-06 18:25

“Sorpresa, sgomento e profondo dolore”: sono questi i sentimenti con i quali mons. Gian Carlo Perego e l’intera arcidiocesi di Ferrara-Comacchio hanno accolta la notizia della scomparsa del card. Carlo Caffarra, “maestro di fede, di intelligenza e di umanità”. Caffarra era arcivescovo emerito di Bologna e precedentemente era stato pastoe della Chiesa di Ferrara-Comacchio dal 1995 al 2003. Mons. Perego e l’arcidiocesi “esprimono anzitutto un sentimento di vivo cordoglio per la grave perdita e si stringono alla famiglia in una sincera e non formale vicinanza. Ricordano con gratitudine gli otto anni trascorsi dal vescovo Carlo nella nostra Chiesa diocesana, caratterizzati da quella singolare miscela di fede appassionata, di cultura (teologica, filosofica, letteraria) e di cordialità umana che costituiva il suo stile episcopale e che lo rendeva capace di comunicare con tutti, dall’intellettuale al bambino”. “Segno indelebile del suo magistero – si legge in una nota – è la costante attenzione ai temi della nuova evangelizzazione e della difesa della vita, del matrimonio e della famiglia, dell’educazione dei giovani (nelle catechesi a loro dedicate, come nelle lezioni agli studenti delle scuole cittadine, non mancava di sottolineare il nesso tra la scelta cristiana e la vera libertà), della formazione del clero e in particolare dei giovani sacerdoti”. Tra i momenti più intensi del suo episcopato ferrarese-comacchiese è ricordata la Grande Missione cittadina, imperniata sull’annuncio della misericordia di Dio: “Sola Misericordia Tua” era il suo motto episcopale. Il 16 settembre, alle ore 18, mons. Perego celebrerà in cattedrale a Ferrara una Santa Messa di suffragio.

Diocesi: Udine, venerdì il pellegrinaggio al santuario di Castelmonte per affidare la Chiesa locale a Maria

Wed, 2017-09-06 18:22

“Ho deciso di affidare all’intercessione della Vergine Maria la nostra arcidiocesi e il suo futuro cammino”. Lo ha scritto l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nel suo messaggio di invito al tradizionale pellegrinaggio diocesano al santuario mariano di Castelmonte, in programma venerdì 8 settembre, festa della natività della Beata Vergine Maria. Il presule ha sottolineato come quest’anno ci sia “un motivo speciale per venire a pregare la Madone di Mont: affidarle il progetto diocesano che prevede la costituzione delle collaborazioni pastorali e delle nuove foranie”. Il pellegrinaggio si svolgerà in prossimità dell’inizio dell’anno pastorale dedicato a Maria, “perché ci sia vicina come fu vicina agli apostoli nel cenacolo pregando con loro in attesa dello Spirito Santo”. Per l’occasione sarà consegnata a tutti i partecipanti la lettera pastorale dell’arcivescovo dal titolo “Perseveranti e concordi nella preghiera con Maria” (At 1,14). Il raduno dei partecipanti è previsto per le 14,15 a Carraria per dare inizio alle 14,30 al pellegrinaggio con la benedizione dei pellegrini e la salita a piedi. Alle 17, sul piazzale del santuario, l’arcivescovo presiederà la Messa cui seguirà l’affidamento della Chiesa udinese a Maria e il canto di lode del Magnificat. Sarà possibile seguire il pellegrinaggio in diretta dalle 16.45 sulle frequenze dell’emittente diocesana “Radio Spazio, la voce del Friuli”.

Hotspot Pozzallo: mons. Hesse (vescovi tedeschi), “qui si fa un lavoro molto importante alla frontiera dell’Europa”

Wed, 2017-09-06 18:08

“Qui si fa un lavoro molto importante alla frontiera dell’Europa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, incaricato speciale per i rifugiati della Conferenza episcopale tedesca, al termine di una visita oggi nell’hotspot di Pozzallo. “Per me – ha aggiunto – è stato molto importante questo confronto. Sono rimasto positivamente impressionato dal lavoro delle organizzazioni presenti: ho visto che lavorano bene insieme con le istituzioni”. L’arcivescovo è stato accolto nella struttura dai vescovi di Noto e di Ragusa, mons. Antonio Staglianò e mons. Carmelo Cuttitta. Presenti anche il prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi, i rappresentanti delle forze dell’ordine e della Capitaneria di porto, il vice sindaco di Pozzallo, Giuseppe Giudice, e il direttore dell’Ufficio migrantes della diocesi di Noto, don Paolo Catinello. Mons. Hesse ha incontrato i 60 migranti ospiti nell’hotspot e i volontari. L’arcivescovo ha chiarito come la questione immigrazione non sia un problema che riguarda solo l’Italia, ma l’Europa. “La Chiesa tedesca è molto impegnata sul tema dell’accoglienza, sia con fondi che con volontari e lavora molto nei Paesi di provenienza dei migranti: un terzo dei fondi spesi per l’immigrazione sono destinati ai Paesi da dove i rifugiati partono. Questa è una priorità che abbiamo scelto: non solo l’aiuto quando arrivano, ma vedere anche quali possibilità si possono offrire loro per non scappare dalla loro terra”. Il presule ha puntato l’attenzione anche sulla sinergia tra organizzazioni e istituzioni statali: “Parlando con la cancelliera Merkel, ho percepito che quando lei dice ce la possiamo fare, lo afferma perché vede che in Germania ci sono molte organizzazioni e persone impegnate. Lo Stato da solo non può farcela, deve lavorare con altre organizzazioni”.

Card. Tettamanzi: card. Bagnasco, “ha lasciato in noi un modo di sentire la vita e la fede che univa rigore, richiamo e dolcezza”

Wed, 2017-09-06 18:03

“Il suo episcopato tra noi non è stato lungo ma è stato intenso, e ha segnato il cammino della diocesi e la memoria dei nostri cuori”. Ad affermarlo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, nell’omelia pronunciata oggi pomeriggio, nella cattedrale di San Lorenzo, durante la Messa celebrata in suffragio dell’anima “dell’amato card. Dionigi Tettamanzi, che fu arcivescovo di Genova dal 1995 al 2002”. “Coloro che l’hanno conosciuto – ha proseguito il card.Bagnasco – ricordano la sua bontà affabile, l’intelligenza trasparente, l’immediatezza del tratto con tutti”. L’arcivescovo ha ricordato in particolare “la felice idea del pellegrinaggio mensile al santuario di N. S. della Guardia, che dura tuttora come un appuntamento caro e desiderato”. Inoltre, ha aggiunto, “nel suo fluente magistero ricordiamo non solo la ricchezza dei contenuti spirituali e dottrinali, ma anche l’articolazione interna, segno non solo dell’attitudine all’insegnamento, ma altresì dell’ordine interiore che distingue aspetti e circostanze, priorità, valori e tempi”. Tanto che, “parlando con lui ci si sentiva a proprio agio, come se non avesse altro da fare se non ascoltare l’interlocutore”. Bagnasco ha quindi ricordato del suo predecessore “il gusto della vita come dono nella sua complessità e bellezza traspariva dall’arguzia incline al sorriso e alla parola incoraggiante”. Tettamanzi, ha concluso il card.Bagnasco, “ha lasciato in noi un modo di vedere, di sentire la vita e la fede che univa rigore, richiamo e dolcezza. Ora è lassù, da dove continua a guardarci come suo popolo e a pregare per noi”.

Fondamentalismo: Stamoulis (Univ. Salonicco), “sono i poteri che si scontrano, non le civiltà e neppure le religioni”

Wed, 2017-09-06 18:02

“Sono i poteri che si scontrano, non le civiltà. Quando la cultura è sana non si scontra”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Chrysostomos Stamoulis, docente di teologia dogmatica presso l’Università Aristotele di Salonicco, intervenendo al XXV convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa sul tema “Il dono dell’ospitalità” in programma fino a sabato a Bose. “Non credo nemmeno nello scontro tra religioni – ha aggiunto Stamoulis – ma quando vengono utilizzate dai poteri allora diventano arma di scontro”. “Molte volte oggi identifichiamo l’Islam con l’Isis o con il fondamentalismo” dimenticando che “le più grandi persecuzioni da parte dell’Isis sono state subite dai musulmani. L’Isis ha abbattuto i luoghi di culto”. Secondo il docente, “il fondamentalismo oggi fiorisce perché abbonda la mitologia. Man mano che le strutture della verità, lo Stato, il settore pubblico, la Chiesa cedono terreno e non producono più significato alla civiltà allora si creano delle spaccature nelle quali si infila il fondamentalismo e il fanatismo”. Nel corso del pomeriggio è intervenuto anche Peter Mikhailov, docente di patristica presso l’Università ortodossa San Tikhon di Mosca, secondo cui “è difficile dare una risposta con la teologia a tutti i quesiti esistenti” nel mondo. “Ci può essere comunque un ruolo essenziale della presenza teologica”, ha proseguito, rilevando che “la parola della Chiesa, la scienza cristiana possono aiutare” perché “il compito della teologia è quello di dare testimonianza della tradizione cristiana, dell’esperienza cristiana, dell’infinita ricchezza della vita della Chiesa”. “Forse adesso non si prende sul serio questo aspetto – ha notato – ma questo non vuol dire che come cristiani siamo esonerati da questa testimonianza”. Per Mikhailov, “se non siamo sufficientemente astuti nell’avere metodi moderni per far fronte a richieste ed esigenze è una nostra colpa”. Bisogna trovare il modo di “intervenire per illustrare la nostra ricca tradizione e quindi trasmetterla con le conoscenze scientifiche e con la vita spirituale”.

Dire: i titoli e il tg politico

Wed, 2017-09-06 18:00

(DIRE) Ecco titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it e www.agensir.it)

http://89.97.250.172/News/2017/09/06/2017090601921602394.MP4

Aperta indagine per bimba morta di malaria

La bambina di 4 anni morta a Brescia per malaria cerebrale è stata attaccata dallo stesso parassita dei due bambini ricoverati di ritorno dal Burkina Faso e che erano in pediatria a Trento, nella stessa struttura in cui era sotto osservazione la piccola. Lo conferma Nunzia Di Palma, direttrice dell’unità operativa di pediatria dell’ospedale di Trento. La Procura ha aperto un’inchiesta contro ignoti proprio per accertare se siano stati seguiti i protocolli prescritti per le cure.

Papa Francesco in Colombia: “un viaggio speciale”

“Questo è un viaggio un po’ speciale, per aiutare la Colombia ad andare avanti nel suo cammino di pace”. Con queste parole Papa Francesco è partito alla volta di Bogotà, capitale di un paese che ha da poco ritrovato la pace dopo cinquant’anni di violenze interne. Il viaggio di Francesco durerà cinque giorni: “La presenza del Papa è molto importante nel cammino di riconciliazione”, spiega il presidente della Conferenza episcopale colombiana Oscar Urbina Ortega, intervistato dall’agenzia Sir. “È un punto di partenza importante – dice ancora Ortega – un incoraggiamento fondamentale a un paese che tanto ha bisogno di pace”.

Forza nuova vuole marcia su Roma, sinistra insorge

Forza Nuova lancia una marcia su Roma contro lo “ius soli e per fermare le violenze e gli stupri degli immigrati”. Novantacinque anni dopo Mussolini, i neofascisti di Roberto Fiore chiamano a raccolta i militanti per sfilare nelle vie della capitale. La sinistra tutta insorge e chiede al ministro dell’Interno Marco Minniti di vietare la marcia che, dicono, viola “la Costituzione, la legge Scelba e la legge Mancino”. Civati, inoltre, chiede al Viminale di “avviare la procedura di scioglimento di Forza Nuova”.

Legge elettorale, alla Camera riparte l’esame

Riprende alla Camera l’iter della legge elettorale. L’esame della riforma si presenta però subito in salita. Il Partito democratico si dice disponibile a ricominciare da un testo con un sistema proporzionale sul modello tedesco ma solo con l’ok del Movimento 5 stelle. I grillini puntualizzano che la priorità per il Movimento resta l’abolizione dei vitalizi parlamentari. Intanto in commissione Affari costituzionali i gruppi hanno avviato il dibattito in attesa che si trovi l’intesa.

Friuli Venezia Giulia: Udine, due giorni di laboratorio per duecento insegnanti su pace, cittadinanza e service learning

Wed, 2017-09-06 17:55

Il prossimo 8 e 9 settembre, duecento insegnanti del Friuli Venezia Giulia parteciperanno a un originale laboratorio di progettazione dell’anno scolastico. Per due giorni i docenti provenienti da molte scuole di tutta la regione, si incontreranno nel Centro di accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano (Udine) dove si svolgerà il corso di formazione alla pace, alla cittadinanza e al Service Learning “Per il bene della società”, promosso da assessorato all’Istruzione della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Ufficio scolastico regionale e altre realtà tra cui la Tavola della pace. Il corso è parte integrante del programma “Dalla Grande Guerra alla Grande Pace” avviato nel 2014 nell’ambito delle iniziative per il centenario della prima guerra mondiale. Obiettivo, spiega il coordinatore della Tavola della pace e del corso, Flavio Lotti, affrontare, “insieme a tutti i docenti che hanno raccolto questa opportunità, le sfide educative dei nostri giorni con innovazioni pedagogiche e nuovi percorsi didattici”. L’iniziativa, unica in Italia, servirà anche ad avviare la sperimentazione delle Linee guida per l’educazione alla pace e alla cittadinanza glocale, frutto del lavoro di 162 insegnanti del Friuli Venezia Giulia. Oltre a Lotti, al corso interverranno tra gli altri: Loredana Panariti, assessore regionale all’Istruzione; Alida Misso, direttore Ufficio scolastico regionale; Aluisi Tosolini, coordinatore Rete nazionale scuole di pace.

 

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