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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 6 hours 37 min ago

Migrazioni: card. Bagnasco, “i muri non sono delle Chiese ma degli Stati”

Thu, 2017-05-18 14:47

“Le differenze non sono a livello di Chiese ma a livello di Stati. I muri non sono delle Chiese ma sono degli Stati”. Lo ha detto questa mattina il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Ccee, rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiedeva quanto fosse profondo il fossato tra le Chiese europee dell’Est e dell’Ovest rispetto alla questione migratoria. “I vescovi di tutti i Paesi europei – ha detto Bagnasco – sono vescovi della Chiesa cattolica, pertanto fanno riferimento al Vangelo, ai principi della tradizione della dottrina cattolica e al continuo magistero del Santo Padre che è chiaro per tutti. Questi sono i criteri ispiratori e non possono essere che questi”. Questa mattina, la presidenza del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) si è incontrata con papa Francesco e il cardinale ha raccontato ai giornalisti che con lui “si è parlato di accoglienza e d’integrazione”, ribadendo: “Accoglienza e integrazione. È questa la via, il criterio di comportamento della comunità cristiana e dell’episcopato della Chiesa cattolica. Queste due parole devono essere tradotte, fatte carne nelle situazioni concrete che sono evidentemente differenziate nei diversi Paesi del continente”. In Italia, per esempio, “queste due parole sono valide per tutti i cattolici, i cristiani e spero anche per le persone di buona volontà e si cercano di tradurre in un certo modo, a seconda della configurazione del nostro Paese, della sua storia. E così fanno gli altri Paesi in condizioni diversificate”. E a proposito della questione migratoria in Europa, mons. Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee, ha dato l’annuncio ai giornalisti che il 22 settembre Papa Francesco incontrerà a Roma i direttori delle pastorali dei migranti delle Conferenze episcopali d’Europa.

Comece: meeting in Mönchengladbach (Germany) on “Living together in Europe: the challenge of integration”

Thu, 2017-05-18 14:42

(Brussels) The yearly meeting of social ethic dialogue organised by the Commission of EU Bishops Conferences (Comece) and the National Office for Social Doctrine of the Church (Ksz) will be opening in Mönchengladbach (Germany) this afternoon. The subject is “Living together in Europe: the challenge of integration”. “In 2015 and 2016, over one million migrants arrived in Europe from all over the world, most of them in Germany”, the organisers explain. “These people will stay here in the near future, many will stay forever. So, the refugees and the societies who have taken them in must face the challenge of integration, which is no easy task, not least because of the fear of Islamic terrorism that makes people mistrust Muslim immigrants, who are the majority”. Many key ethical issues are at stake, such as “religious diversity in Europe”, as well as specific social challenges, such as professional integration, matters that will be widely discussed in Mönchengladbach today and tomorrow. The first discussion will be about the background of the challenges of integration in ethical and social terms (Marianne Heimbach-Steins, University of Münster) and in religious terms (Antonius Liedhegener, University of Lucerne). “Church and religious multiplicity in Europe” (Dieter Geerlings, auxiliary bishop of Münster) and “Reform of the European asylum system” (Birgit Suppel, MEP) will be addressed tomorrow. This will be followed by a workshop, during which stories of cohabitation in Europe will be told.

Brasile: abusi sui minori. Dalla Chiesa un appello perché “c’è tanto da lavorare” soprattutto nelle famiglie

Thu, 2017-05-18 14:29

Si celebra oggi in Brasile la Giornata nazionale per la lotta contro gli abusi e lo sfruttamento sessuale sui minori. Una piaga che nel grande Paese sudamericano avrebbe coinvolto nel 2016 almeno 76mila bambini e adolescenti, vittime di violenze di tipo fisico, psicologico o di trascuratezza. Ma i numeri sono sicuramente maggiori. I dati si riferiscono infatti alle denunce fatte al numero verde istituito dalla Segreteria nazionale per i diritti umani del Ministero della giustizia Il numero è in calo del 4,23% rispetto al 2015, quando le chiamate erano state circa 80mila, ma il lavoro da fare resta ancora enorme, come fa notare sul sito della Conferenza episcopale brasiliana Márcia Maria de Souza Miranda, rappresentante della pastorale per i minori e commissario speciale per la lotta alla tratta degli esseri umani della Chiesa brasiliana. Secondo l’operatrice pastorale, a dispetto dei numeri, è visibile il crescente sfruttamento di bambini e adolescenti: “Dobbiamo piangere le mancanze delle famiglie. La maggior parte dei casi si verifica all’interno dei nuclei familiari e sono messi a tacere”. Molte le azioni che possono essere messe in atto: “La Chiesa, le scuole, gli operatori sanitari possono svolgere un ruolo importante, lavorando nella prevenzione e nella denuncia”, prosegue Márcia Maria de Souza, la quale sottolinea che la situazione peggiore si verifica nel nord del Paese. In Brasile, secondo l’Istituto brasiliano di geografia e statistica (Ibge), nel 2010 ci sono 3 milioni di bambini e adolescenti. Il 46% vive in famiglie con un reddito pro capite che non raggiunge la metà del salario minimo. Questo fattore di vulnerabilità ha un impatto diretto sul problema, aumentando le violazioni dei diritti.

Germania: Tribunale federale ribadisce la protezione della domenica libera dal lavoro

Thu, 2017-05-18 13:54

Il Tribunale amministrativo federale di Lipsia ha di nuovo rafforzato la giurisprudenza sulla protezione della “domenica libera”. I giudici della corte federale hanno ieri stabilito che per richiedere e ottenere il permesso di apertura dei negozi la domenica e i giorni festivi “non è sufficiente addurre come motivo l’interesse per l’acquisizione di vendite da parte degli esercizi commerciali e l’interesse all’acquisto da parte dei clienti”. Infatti secondo i giudici amministrativi non c’è alcun interesse pubblico supplementare che giustifichi l’apertura di un negozio, ma solo l’intenzione di applicare una “estensione temporale, spaziale e di rappresentazione”. La decisione chiude una controversia nata da una ordinanza della città di Worms, in Renania Palatinato, dove il 29 dicembre 2013 era stata ampliata l’apertura sino alle 18 dei punti vendita nel comune. I giudici federali hanno recepito l’opposizione dei Verdi di Worms, perché la legge sull’apertura dei negozi in Renania-Palatinato era incostituzionale in quanto autorizzava una “adeguata apertura gratuita” domenicale di punti vendita, andando contro il dettato costituzionale che sancisce la protezione della giornata festiva. I giudici di Lipsia hanno spiegato che “al di là delle vendite e degli acquisti non c’è altro che giustifichi ogni apertura di un negozio” in quanto deve essere “il bene comune il requisito che pone esigenze più gravose per la ragione oggettiva”. Soddisfazione alla sentenza è stata espressa dal Movimento cristiano dei lavoratori (Kab).

Germany: Federal Court reiterates protection of work-free Sundays

Thu, 2017-05-18 13:54

The Federal Court of Leipzig further strengthened the legislation about the protection of “work-free Sundays”. Yesterday, the judges of the Federal Court ruled that, to ask and get permission to keep stores open on Sundays and holidays, “on the grounds that stores have an interest in selling and shoppers have an interest in buying, is not enough”. Actually, according to the judges, there is no additional public interest that may account for opening a store, but just the intention to “extend time, space and visibility”. Such ruling ends a controversy that had arisen out of on order issued by the city of Worms, in Rhineland-Palatinate, where on December 29th 2013 the opening hours of the city’s stores had been extended until 6 pm. The federal judges upheld Worms’ Green Party’s objection, because the law on the opening of stores in Rhineland-Palatinate was unconstitutional, as it permitted “adequate free opening” of stores on Sundays, which clashed with the constitutional provision that protects Sundays. The judges of Leipzig explained that, “apart from buying and selling, there is nothing else that can justify any opening of a store”, as “the common good must be the requirement that lays down stricter needs for an objective reason”. The Christian Workers’ Movement (Kab) expressed its satisfaction for such ruling.

Populismi: card. Bagnasco, “bolla di menzogna e di grande illusione” che “illude la gente”

Thu, 2017-05-18 13:54

“I populismi sono il nemico delle nazioni”. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Ccee, alla conferenza stampa che si è svolta oggi a Roma nella sede della Radio Vaticana dopo che la presidenza del Ccee ha incontrato Papa Francesco. “La nazione è un valore fondamentale perché è l’identità di un popolo, di una storia. I populismi dividono, negano, pensano solo a loro stessi non al bene del popolo. Però portano un’istanza che il mondo ampio della politica, della società e della cultura, il mondo ampio di un popolo deve prendere in seria considerazione e non snobbare”. Il cardinale ha parlato dei populismi come di “una realtà autoreferenziale e pericolosa perché illude la gente di partecipare in un certo modo e avere soluzioni facili e immediate”. E ha aggiunto: “Tutto questo è una bolla di menzogna, di grande illusione”. L’istanza che il populismo cavalca deve però essere “considerata seriamente, molto più seriamente di quello che a me pare vedere. Ed è un malessere. È il malessere della gente che a volte assume il colore della rabbia e del risentimento. Allora mentre i populismi cavalcano queste situazioni, il mondo politico e quello sociale devono considerare e affrontare seriamente, senza supponenza aristocratica, quello che è un messaggio nascosto”.

Diocesi: Frosinone, nel pomeriggio incontro sul “Islam e diritto. Conoscere per giudicare”

Thu, 2017-05-18 13:42

Sarà dedicato al tema “Islam e diritto. Conoscere per giudicare” l’incontro che si terrà nel pomeriggio di oggi, giovedì 18 maggio, presso la sala conferenze del Tribunale di Frosinone. L’iniziativa, promossa dalla sezione frusinate dell’Associazione nazionale magistrati e dalla diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino con il patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Frosinone, prenderà il via alle 14. Dopo i saluti iniziali, moderati da Giuseppe de Falco, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, interverranno Paola Pizzo, docente di Storia dei Paesi islamici all’Università di Chieti-Pescara, Deborah Scolart, docente di Diritto musulmano all’Università di Roma Tre, Elzir Izzeddin, segretario generale dell’Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii), Maria Luisa Lo Giacco, docente di Diritto ecclesiastico e Diritto e religioni dei Paesi del Mediterraneo all’Università di Bari, il giudice Mariangela Cecere e Maria Monteleone, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Roma. Si parlerà di religione e civiltà islamica, di diritto islamico, di Islam e ordinamento giuridico italiano, di violenza – anche di genere – in relazione al Corano e alla fede islamica, di discriminazioni religiose.

Diocesi: Roma, presentata la “Notte Sacra”. Mons. Ruzza, “vogliamo rivolgerci ai giovani della movida”

Thu, 2017-05-18 13:38

“Proponiamo un modo di vivere la notte che consente di gustare un patrimonio di arte e spiritualità. Vogliamo rivolgerci ai giovani della movida per aiutarli a ritrovare le motivazioni per una vita di alto profilo”. Lo ha detto questa mattina mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare di Roma per il settore Centro, in occasione della presentazione della Notte Sacra, iniziativa organizzata nella Capitale dalla diocesi di Roma e dall’Opera romana pellegrinaggi col supporto del centro commerciale Euroma2, che prevede otto momenti tra concerti e catechesi nella notte tra il 27 e il 28 maggio. “Vogliamo offrire ai giovani una proposta alternativa fatta di musica e bellezza. Roma deve essere felice di rappresentare il cuore della cultura – ha aggiunto – e noi vogliamo invitare a riscoprire questa bellezza”. Tra gli artisti che parteciperanno all’iniziativa Angelo Branduardi, che terrà un concerto sabato 27, alle 20, a San Giovanni Battista dei Fiorentini: “Si tratta di una movida di tipo diverso – ha spiegato -, durante la Notte Sacra proporrò i miei brani francescani, ma nulla sarà risparmiato. Nemmeno la Fiera dell’est”. Alle 22,30 nella basilica di Sant’Andrea della Valle, sarà eseguito l’oratorio sacro su San Filippo Neri, scritto e diretto da mons. Marco Frisina: “Sarà una notte in cui la gioia si vivrà in profondità tra momenti di musica e di preghiera”.

Commissione Ue: relazione su protezione dei diritti fondamentali in Europa. “Gravi minacce”

Thu, 2017-05-18 13:20

(Bruxelles) “L’Unione europea non è soltanto un mercato o una valuta, è prima di tutto un’Unione di valori. In quanto custode dei trattati, la Commissione europea ha l’obbligo speciale di difendere i diritti fondamentali e lo Stato di diritto in tutta l’Unione”. Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione Ue, introduce così la pubblicazione della relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che sintetizza le iniziative intraprese nel 2016 “per rafforzare i diritti fondamentali ed esamina come questi diritti siano stati applicati in una serie di politiche dell’Unione e negli Stati membri”. La relazione di quest’anno conclude che “i recenti sviluppi rappresentano minacce gravi per i diritti fondamentali”. Fra le situazioni scottanti il terrorismo, la lotta alla tratta, le minacce che giungono dal web, la protezione delle donne, la tutela delle minoranze. La Commissaria per la giustizia, Věra Jourová, aggiunge: “La Commissione lavora in tutti i settori del diritto Ue per tutelare i diritti fondamentali, ad esempio proteggendo i diritti dei minori, rafforzando il diritto alla tutela dei dati personali, migliorando i diritti del consumatore e garantendo le condizioni di base anche per i richiedenti asilo e i migranti. Dobbiamo continuare ad adoperarci per garantire che questi diritti siano una realtà per tutti in Europa. I diritti umani devono valere per tutti”.

+++ Papa Francesco: il 22 settembre incontrerà i direttori delle pastorali dei migranti delle Conferenze episcopali d’Europa +++

Thu, 2017-05-18 13:17

Il 22 settembre Papa Francesco incontrerà a Roma i direttori delle pastorali dei migranti delle Conferenze episcopali d’Europa. Lo ha annunciato mons. Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee, subito dopo l’incontro che la presidenza del Ccee ha avuto questa mattina con il Santo Padre.

Mons. Galantino: “manca la chiarezza di quale Italia si vuole”. “Non appiattirsi sulle tematiche dei populismi”

Thu, 2017-05-18 13:08

Attualmente “manca la chiarezza di quale Italia si vuole e si vuole costruire”. Lo ha denunciato mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, per il quale “si interviene sulle singole cose, ma la gente fatica a vedere un’idea di società nella quale possa trovarsi o che possa anche non accettare”. “Manca un’idea chiara della società e dei valori sui quali dovrebbe poggiare”, ha ribadito Galantino a margine della Giornata di studio sui musei ecclesiastici organizzata dall’Associazione Musei ecclesiastici italiani in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana. L’auspicio, ha aggiunto, è che “l’aria nuova che si respira in Europa con le elezioni in Francia, Olanda, nel terzo Land della Germania che dicono la voglia di non abdicare ai valori europei, abbia i suoi effetti benefici anche in Italia, non solo sul piano economico, ma anche sul piano della tenuta delle istituzioni”. “Sia Macron che la Merkel, di fatto, si sono presentati alle elezioni come portatori dei valori europei, cioè non hanno rincorso, come qualcuno cerca di fare, i populismi”, ha osservato mons. Galantino per il quale “uno degli errori più gravi che i partiti politici possono fare è quello di appiattirsi sulle tematiche dei populismi, sulle modalità dei populismi o rincorrerli, rinunziando a una linea che sia quella della proposta di valori, progetti precisi e modi di intendere la nazione”.

Musei ecclesiastici: Primerano (Amei), serve una “riorganizzazione” che dia stabilità e futuro

Thu, 2017-05-18 13:05

Per “dare continuità” ai musei ecclesiastici e far sì che essi possano offrire “la loro specificità e ricchezza”, serve “stabilità, oltre che una riorganizzazione del comparto”. Lo ha affermato Domenica Primerano, presidente dell’Associazione Musei ecclesiastici italiani (Amei), che nel suo saluto ai partecipanti al convegno “Musei ecclesiastici, quale identità”, organizzato dall’Amei in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana, ha sottolineato che i musei ecclesiastici, “che hanno pochi dipendenti e molti volontari”, devono essere “luoghi di inclusione, dove si accoglie l’altro, comprese le persone svantaggiate, luoghi di sperimentazione perché dobbiamo occuparci della cultura del nostro tempo”. Queste realtà, infatti, sono “il deposito della storia del cristianesimo nel territorio in cui sono inseriti”, ha evidenziato mons. Carlos Alberto Azevedo, del Pontificio Consiglio della cultura, ricordando che “assumono anche una funzione catechetica con un’interpretazione ecclesiale delle opere, trasformando la visita in un’esperienza di evangelizzazione”. “I musei – gli ha fatto eco padre Nuno da Silva Gonçalves, rettore della Gregoriana – sono luoghi di memoria viva senza la quale il presente e il futuro rimarrebbero privi di fondamento e identità. È necessario dunque tutelarli e valorizzarli”. Ma, ha concluso Marcello Tagliente, della direzione generale dei Musei del Mibact, “devono essere attrattivi, emozionare in maniera corretta, avere un rapporto con il territorio e con tutti i portatori di interesse, facendo fronte alla frammentazione con la promozione di un dialogo e del lavoro in rete”.

Azione cattolica: Ratti (Centro studi) ricorda Giuseppe Lazzati, educatore, padre costituente, “politico suo malgrado”

Thu, 2017-05-18 13:04

“Oggi 18 maggio ricorrono i trentun anni dalla morte del Venerabile Giuseppe Lazzati, figura significativa del cattolicesimo italiano del Novecento e impareggiabile testimone nella 150enaria storia dell’Azione cattolica italiana”: lo scrive Alberto Ratti, del Centro studi di Ac, sul sito associativo. “Ricordare il professore oggi è ancora più significativo e importante perché quest’anno, a dicembre, ricorreranno esattamente i 70 anni dalla promulgazione della Costituzione italiana, documento fondamentale della nostra Repubblica e del nostro vivere insieme. Alla stesura e alla nascita di questo documento, il professor Lazzati ha dato un apporto decisivo, in quanto eletto all’Assemblea costituente nel 1946 insieme a tanti amici e a tante personalità provenienti dalle fila dell’associazionismo cattolico”. Ratti afferma che Lazzati “si considerò sempre un docente e fu per questo motivo che si definì ‘politico mio malgrado’, riferendosi così al periodo trascorso a Roma prima come costituente e poi come parlamentare” (rimase in carica fino al 1953). “Infatti, rientrato dalla Germania dopo l’esperienza nei lager nazisti, Lazzati era convinto di riprendere i suoi studi all’Università Cattolica e i suoi molteplici impegni all’interno della Giac diocesana” ma “una telefonata di Giuseppe Dossetti complicò i suoi piani: l’amico, diventato dirigente nazionale della Democrazia cristiana, lo invitava a entrare nel partito”. Per il testo integrale: www.azionecattolica.it.

Venezuela: Padròn (vescovi), “repressione e morte” sono fatti “ingiustificabili, illegittimi e intollerabili”

Thu, 2017-05-18 12:58

“Un no totale alle morti violente, frutto maligno del disprezzo della vita, dell’odio di Caino contro Abele e del rifiuto del comandamento divino ‘Non uccidere'”, perché “lo stato di cose a cui ci ha condotto l’attuale sistema politico è ragionevolmente ingiustificabile, eticamente illegittimo e moralmente intollerabile”. Lo ha ribadito mons. Diego Padrón, arcivescovo di Cumana e presidente della Conferenza episcopale del Venezuela, nel suo discorso di apertura della 43ª Assemblea straordinaria in corso in questi giorni a Caracas. L’assemblea è stata convocata d’urgenza a causa “dell’estrema gravità della situazione” nazionale, con manifestazioni pacifiche dell’opposizione represse con la forza dal governo e decine di vittime, arresti e violazioni dei diritti umani. I vescovi denunciano con forza, nuovamente, “il binomio fatidico repressione-morte, che ha reso dolorosa e triste la quotidianità nazionale”: “In nome di Dio, ripetiamo: siamo interpellati ogni giorno dai numerosi segni di morte presenti nel discorso ufficiale intimidatorio, dai gesti aggressivi, dall’immagine militarista, dalla mentalità di dominio e conquista, gli atti di prepotenza, la condotta arbitraria, le progressive restrizioni alla libertà, la macchia della corruzione, la distruzione dell’agricoltura e di tutto il sistema produttivo, il crollo dell’educazione, l’impunità di fronte al crimine, la continua fuga di cittadini e famiglie”.

Tutto ciò, ha affermato mons. Padrón, “configura un quadro di barbarie e violenza che era in gran parte sparito dalla nostra cultura. Stiamo tornando indietro, verso una anti-cultura di morte”. “Lo stato di cose a cui ci ha condotto l’attuale sistema politico – ha scandito il presidente dei vescovi venezuelani – è ragionevolmente ingiustificabile, eticamente illegittimo e moralmente intollerabile. Non è un giudizio giuridico o politico ma morale e spirituale, di stampo profetico, che chiede una sincera conversione delle menti e dei cuori, per portare frutti di rinnovamento, giustizia, e riconciliazione”. “E’ il momento di un esame di coscienza – ha proseguito -, di una ribellione spirituale e morale dei leader e dei cittadini perché promuovano all’interno di sé una cambiamento radicale della situazione del Paese. La legittima protesta in strada deve essere pacifica e rispettosa delle persone e delle proprietà, e un segnale di resistenza etica e civile”. Come avevano già detto lo scorso 17 dicembre “è nostro obbligo invitare tutti i dirigenti politici, economici e sociali, di qualunque segno e colore, a mettersi a fianco del popolo”.

Papa Francesco: a nuovi ambasciatori, “si onora il nome di Dio salvando vite e non uccidendole”

Thu, 2017-05-18 12:55

È iniziato con “uno speciale benvenuto” alla prima ambasciatrice della Mauritania presso la Santa Sede, M’Haiham, il discorso del Papa ai nuovi ambasciatori di Mauritania, Nepal, Trinidad e Tobago, Sudan, Kazakhstan e Niger, ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina in occasione della presentazione delle Lettere credenziali. “Lo scenario internazionale – l’analisi di Francesco – è caratterizzato da una notevole complessità ed è attraversato da dense nubi, e pertanto richiede maggiore consapevolezza dei comportamenti e delle azioni necessarie per imboccare un percorso di pace che diminuisca le tensioni”. Tra i fattori che acuiscono i problemi, figurano per il Papa “un’economia e una finanza che, invece di servire l’essere umano concreto, si organizzano principalmente per servire sé stesse e sottrarsi al controllo dei pubblici poteri, i quali mantengono la responsabilità del bene comune, ma sono carenti delle leve necessarie a moderare gli esagerati appetiti di pochi”. Si avverte, inoltre, “il crescere della propensione a considerare il ricorso alla forza non come ultima ratio ma quasi come un mezzo fra gli altri, disponibile ad essere usato senza un’approfondita valutazione delle conseguenze”. Un altro fattore che per Francesco aggrava i conflitti è “il fondamentalismo, l’abuso della religione per giustificare la sete di potere, la strumentalizzazione del santo nome di Dio per fare avanzare con ogni mezzo il proprio disegno di egemonia”.

“A queste degradazioni e ai rischi che esse fanno correre alla pace nel mondo – la proposta del Papa – si risponde costruendo un’economia e una finanza responsabili di fronte alle sorti dell’essere umano e delle comunità in cui si trova inserito”. “L’uomo e non il denaro torni ad essere il fine dell’economia!”, il monito, unito alla necessità di “far fronte alle divergenze con la pazienza coraggiosa del dialogo e della diplomazia, con iniziative d’incontro e di pace e non con l’esibizione della forza e il suo uso precipitoso e sconsiderato”. Per Francesco, inoltre, “è indispensabile isolare chiunque cerca di trasformare un’appartenenza e un’identità religiosa in motivo di odio per tutti gli altri”: “A chi deturpa così l’immagine di Dio – l’appello – si opponga un impegno corale per mostrare che si onora il suo nome salvando vite e non uccidendole, portando riconciliazione e pace e non divisione e guerra, con la misericordia e la compassione e non con l’indifferenza e la brutalità”. “Se ci si muoverà con decisione su questa strada, la causa della pace e della giustizia – condizioni di un equilibrato sviluppo per tutti – farà concreti passi avanti”, ha assicurato il Papa.

Decreti attuativi “Buona scuola”: Fish, “elementi di cambiamento per l’inclusione degli alunni” ma anche “molte perplessità”

Thu, 2017-05-18 12:50

I decreti applicativi della “Buona Scuola” se da un lato offrono “alcuni elementi di cambiamento soprattutto dalla lettura del decreto legislativo 66/2017 che riguarda l’inclusione degli alunni” dall’altro presentano “aspetti” che “continuano a lasciare molte perplessità”. È quanto rileva la Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti sulla riforma della scuola. “Per Fish è stato un percorso molto sofferto e di intensi confronti fino all’ultimo per tentare di far apportare tutti i possibili miglioramenti, ma anche per frenare derive o rischi per la reale inclusione delle persone con disabilità, commenta il presidente della Fish, Vincenzo Falabella. Apprezzati il riconoscimento della disabilità degli alunni con i criteri dell’Icf, la valorizzazione del ruolo di famiglie e loro associazioni, una maggiore garanzia della continuità didattica e il potenziamento della formazione iniziale dei docenti per il sostegno. Positivo anche il miglioramento rispetto alla “delicata questione del tetto massimo di alunni per classe” mentre perplessità vengono espresse, per esempio, rispetto al fatto che “le innovazioni si svolgeranno sulla base delle risorse finanziarie disponibili, quasi che i diritti possano essere compressi da limiti di bilancio”. Fish individua poi “un’ulteriore criticità: nessuna novità in materia di didattica inclusiva nella formazione iniziale dei futuri insegnanti curricolari”. “Questa lacuna – conclude Falabella – è assai grave perché continuerà ad alimentare la delega del progetto inclusivo ai soli docenti per il sostegno. Un fronte su cui la Fish già annuncia un rinnovato impegno”.

Diocesi: Santa Lucia del Mela, commemorazione per i 400 anni dell’insediamento del beato Franco nella Prelatura

Thu, 2017-05-18 12:36

“Il Beato in sognò ci parlò. Pastore secondo il cuore di Cristo” è il tema della commemorazione per il 400° anniversario dell’insediamento del beato Antonio Franco nella Prelatura di Santa Lucia che si terrà nella Basilica Concattedrale di Santa Lucia del Mela (Me) alla presenza dell’arcivescovo di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, monsignor Giovanni Accolla. Nella serata di oggi, giovedì 18 maggio, alle 19, l’arcivescovo presiederà la celebrazione eucaristica nella quale si festeggerà anche il giubileo sacerdotale di mons. Pietro Aliquò, del can. Giuseppe Trifirò e di don Giuseppe Insana per il 50° di ordinazione. Domani, venerdì 19, sempre alle 19, si terrà il concerto musicale celebrativo a cura dell’associazione Banda musicale “Michele Randisi” di Santa Lucia del Mela, diretta da Antonino Cigala, con la partecipazione del Coro del Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina, diretto da Michele Amoroso, del Coro vicariale “Beato Antonio Franco”, dei gruppi di musica di ricerca popolare “Malanova” e “La Coppola Nera”, delle soprano Antonella Trifirò, Francesca Mannino, Carmen Marino, del tenore Marco Ciatto e dell’organista Stefania La Manna. Verranno proposti al pubblico brani inediti, musiche sacre e canti della tradizione devozionale dedicata al beato. Nel corso delle due giornate sarà possibile scoprire “I luoghi del beato”, attraverso il percorso espositivo realizzato dall’associazione turistico-culturale “Blog del Mela” nelle sale del Palazzo Arcivescovile.

Musei ecclesiastici: don Pennasso (Cei), “strumento di narrazione delle persone e delle comunità”

Thu, 2017-05-18 12:35

“Una risorsa, un presidio culturale sul territorio, un istituto dinamico di valorizzazione, oltre che uno strumento di narrazione delle persone e delle comunità”. Don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, definisce così gli oltre 800 musei ecclesiastici sparsi da Nord a Sud, dei quali 273 sono quelli diocesani censiti nell’Anagrafe della Cei. “Un museo nasce perché esiste un patrimonio, una volontà, o perché esiste la volontà di raccontare la storia”, ha sottolineato don Pennasso che nel suo intervento al convegno, organizzato dall’Associazione Musei ecclesiastici italiani in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana, ha presentato i dati emersi dal questionario inviato ai 169 musei che hanno richiesto il contributo della Cei e che nel 2016 hanno avuto più di un milione e 100mila accessi. Si tratta, ha osservato, “di una cifra interessante, anche se al ribasso, perché una quarantina di musei non dispongono di un sistema di conteggio di visitatori”. “89 chiedono il pagamento di un biglietto, 30 un’offerta libera e 48 sono gratuiti. Ce ne sono poi 44 che hanno un biglietto di ingresso convenzionato con abbonamenti e reti territoriali”, ha elencato don Pennasso ricordando che di questi musei diocesani “108 sono di arte sacra, 54 di arte sacro-profana, 73 di arte contemporanea”. Nell’ottica di un lavoro in rete e di servizio, “106 sono i musei che danno spazio anche al patrimonio culturale visitabile nel territorio della diocesi e 105 quelli che offrono uno spazio di incontro per la comunità laica”.

Papa Francesco: 18 giugno festa del Corpus Domini, per la prima volta di domenica

Thu, 2017-05-18 12:34

Per la prima volta, quest’anno la festività del Corpus Domini – per volere di Papa Francesco – si celebrerà di domenica. È quanto risulta dal calendario delle celebrazioni liturgiche presiedute dal Papa per il mese di giugno. “Il motivo dello spostamento – ha spiegato ai giornalisti il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke – sta nel fatto che la festa del Corpus Domini cade in un giorno feriale”: spostare, quindi, la festività liturgica dal giovedì alla domenica intende “favorire una partecipazione più ampia dei fedeli”. La Messa del Corpus Domini, dunque, sarà celebrata dal Papa a San Giovanni in Laterano domenica 18 giugno. Il primo impegno di Francesco per il prossimo mese – si legge nel calendario reso noto oggi dalla Sala Stampa vaticana – è la Messa del 4 giugno, domenica di Pentecoste, in piazza San Pietro. Giovedì 29, infine, solennità dei Santi Pietro e Paolo, la Messa nella basilica di San Pietro, con la benedizione dei Palli per i nuovi arcivescovi metropoliti.

 

Papa Francesco: ai malati di Huntington, scienziati non alimentino “cultura dello scarto”. No a ricerca con “distruzione di embrioni umani”

Thu, 2017-05-18 12:10

“Sul vostro lavoro c’è uno sguardo carico di attesa: dai vostri sforzi dipende la speranza di poter trovare la via per la guarigione definitiva dalla malattia, ma anche per il miglioramento delle condizioni di vita di questi fratelli e per l’accompagnamento, soprattutto nelle delicate fasi della diagnosi, di fronte all’insorgenza dei primi sintomi”. Alla fine del discorso ai malati di Huntington, il Papa si è rivolto ai genetisti e agli scienziati “che da tempo, senza lesinare energie, si dedicano allo studio e alla ricerca di una terapia”. “Che il Signore benedica il vostro impegno!”, ha esclamato Francesco, incoraggiando “a perseguirlo sempre con mezzi che non contribuiscono ad alimentare quella ‘cultura dello scarto’ che talora si insinua anche nel mondo della ricerca scientifica”. “Alcuni filoni di ricerca utilizzano embrioni umani causando inevitabilmente la loro distruzione”, il grido d’allarme del Papa: “Ma sappiamo che nessuna finalità, anche in sé stessa nobile, come la previsione di una utilità per la scienza, per altri esseri umani o per la società, può giustificare la distruzione di embrioni umani”.

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