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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 hours 43 min ago

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 31 marzo. Guerra commerciale Usa-Europa, lettera Papa alle famiglie, Venezia

Thu, 2017-03-30 19:29

La guerra commerciale tra Usa ed Europa, con i dazi al 100% che l’amministrazione di Donald Trump si appresta a varare, è il tema del titolo di apertura di Avvenire che evidenzia anche l’auspicio espresso ieri dal cardinale Turckson alla stessa presidenza Usa perché cambi atteggiamento in particolare sulla politica migratoria. Alla questione è dedicato anche l’editoriale di Vittorio E. Parsi che sottolinea come “il vero rischio è che ai mali dell’ultraliberismo finanziario si sommino in futuro quelli del protezionismo commerciale, con conseguenze devastanti proprio sui livelli occupazionali e di vita dei ceti deboli e subalterni: che negli Stati Uniti (come in Europa peraltro) non bevono certo Perrier, non mangiano Roquefort, forse vanno in Vespa, ma continueranno comunque a pagare il conto più salato di questa globalizzazione senza governo”.
In evidenza poi le parole del Papa rivolte alle famiglie per il IX raduno mondiale che si terrà a Dublino nel 2018 e il caso dell’outlet di Serravalle che la proprietà vorrebbe tenere aperto anche il giorno di Pasqua.
Infine, la notizia degli arresti dei jihadisti che stavano progettando un attentato a Venezia e la situazione sempre più critica in Venezuela dove sono stati accordati pieni poteri al presidente Maduro, esautorando il Parlamento.

Diocesi: Roma, domenica nelle parrocchie la “Giornata della carità”. Giovedì 6 aprile veglia con frère Alois Löser per il mandato agli animatori

Thu, 2017-03-30 19:20

Si terrà domenica 2 aprile, in tutte le comunità parrocchiali romane, la “Giornata della carità”. Nelle chiese di Roma, infatti, si svolgerà la colletta a favore delle iniziative promosse dalla Caritas diocesana per sostenere l’attività dei 49 servizi di ascolto e accoglienza che, nel corso del 2016, hanno erogato servizi di prossimità a favore di 48mila famiglie. “Per loro – si legge in una nota – sono stati erogati 350mila pasti, 200mila pernottamenti, 15mila prestazioni sanitarie, 10mila visite domiciliari”. Giovedì 6 aprile, invece, alle 19.30 nella basilica di san Giovanni in Laterano, il card. Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, presiederà la veglia di preghiera che verrà animata da frère Alois Löser, priore della comunità di Taizé. Nel corso della veglia, dedicata ala tema “Misericordia ricevuta, misericordia donata”, verrà conferito il mandato pastorale agli animatori della carità. “La colletta e la veglia di preghiera sono esperienze per formare i cuori all’incontro con Dio attraverso l’amore verso il prossimo e con l’impegno concreto nella carità”, spiega mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma. Nei centri diocesani, l’attività caritativa “solo nel 2016 – prosegue la nota – ha visto impegnati più di 6mila volontari per dare da mangiare a oltre 10mila persone, accogliere 2.400 senza dimora, curare 5mila malati indigenti, incontrare e sostenere 5mila detenuti”. A ciò si è affiancata “un’opera pedagogica che ha coinvolto anche più di 6mila studenti delle scuole romane e ha visto la promozione di circa 200 appuntamenti tra convegni, seminari, corsi di formazione per medici e giornalisti, un master universitario nonché la pubblicazione di numerosi libri e sussidi pastorali”.

Comece: plenaria a Bruxelles. Card. Marx su Brexit, “separazione sarà dolorosa e costosa per entrambe”

Thu, 2017-03-30 19:18

(Bruxelles) “Non c’è alternativa alla cooperazione in Europa. Lavorare insieme è il modo migliore per mantenere la pace” nel continente, “affrontare le sfide economiche e sociali legate alla globalizzazione e ritornare a essere un punto di riferimento per l’umanità, come Papa Francesco auspica per l’Europa”. È il messaggio che arriva da Bruxelles, dove si sono appena conclusi i lavori della plenaria della Commissione degli episcopati europei (Comece). L’attualità del Brexit è entrata nelle discussioni dei 28 delegati: il presidente, card. Reinhard Marx, ha ribadito che “la Chiesa ha sempre sostenuto il processo di unificazione e la solidarietà tra gli Stati membri”. Egli “deplora l’uscita del Regno Unito dell’Ue”, riferisce la nota diffusa nel pomeriggio dal segretariato. “Né gli inglesi né gli europei sono consapevoli delle profonde implicazioni di questa decisione. La separazione sarà dolorosa e costosa per entrambe”, pur nella consapevolezza che “sia l’uno sia l’altro siamo parte dell’Europa”. Altro tema del confronto è stato il congresso “Ripensare l’Europa” sul futuro dell’Ue (Roma, 27-29 ottobre 2017), in collaborazione con la Santa Sede. Ancora Marx:“La Comece ha un compito cruciale da svolgere oggi e nel prossimo futuro. Altrimenti tra 20, 30 o 50 anni ci si domanderà: dov’era la Chiesa quando l’Europa si divideva sulla questione del suo futuro?”. Tre gli ambiti tematici che saranno affrontati: le crisi e le loro cause, la dimensione sociale dell’Europa, i diversi concetti e visioni di Europa e di Ue.

Migranti: Milano, corsi di formazione al lavoro con “Soleterre”. Progetto “Work4integration”

Thu, 2017-03-30 19:05

Centoventi persone, donne e uomini, migranti, residenti a Milano e nei territori limitrofi, attualmente disoccupati o a rischio disoccupazione: saranno coinvolti per 18 mesi in attività che facilitano l’accesso all’informazione, alla formazione e all’inserimento lavorativo. L’iniziativa è dell’organizzazione umanitaria “Soleterre”, che ha messo on line www.work4integration.org, la piattaforma del progetto “Work4integration”. Il progetto prevede la realizzazione di una serie di corsi di formazione (per 600 ore), dal prossimo aprile a maggio 2018, con 12 iscritti a ciascun corso, per un totale di 72 partecipanti. “Attraverso il sito del progetto sarà possibile candidarsi ai corsi di formazione e alle vacancy aperte, nell’ambito – spiegano a Soleterre – dell’attività di matching diretto tra domanda e offerta di lavoro. Le aziende interessate possono accedere ai contenuti delle sessioni formative, in corso o concluse, contattare lo staff del progetto per esprimere interesse verso i profili professionali dei partecipanti e scaricare i materiali dei workshop aziendali”. Sulla piattaforma online saranno inoltre pubblicate le testimonianze dei protagonisti delle attività, “cittadini migranti e aziende che raccontano come l’intervento abbia influito sulle loro vite e attività”.

Caritas: rivista di strada “Scarp de’ tenis”, inchiesta sulle mense scolastiche. “I forzati della schiscetta”

Thu, 2017-03-30 18:57

“In Italia il 5,6 per cento dei minori non consuma un pasto adeguato al giorno perché la famiglia non può pagare la mensa scolastica”. Un “servizio a domanda individuale” che non è garantito per legge e che presenta grandissime disparità di trattamento da Comune a Comune. Un tema sviluppato con un’inchiesta nel nuovo numero di “Scarp de’ tenis”, in distribuzione da domenica 2 aprile: un “viaggio tra i forzati della schiscetta, obbligati per ordinanza a digiunare”. La rivista propone poi un servizio sul Reddito d’inclusione, strumento appena varato dal governo, “sul quale gravano però dei vincoli relativi ai destinatari, al finanziamento, ai servizi”. Si attende ora il decreto attuativo: “porrà le basi – si domanda la rivista di strada promossa da Caritas italiana e Caritas ambrosiana – per un vero piano nazionale di lotta alla povertà?”. Nel numero di aprile si trovano poi le consuete rubriche delle “grandi firme di Scarp”. Piero Colaprico regala una riflessione sulla vicenda di dj Fabo e il fine vita. Paolo Lambruschi parla della nuova legge per i minori non accompagnati. Fra gli altri temi lo “Stato biscazziere”; senza dimora in aiuto a chi vive in strada; un torneo di calcio per minori non accompagnati.

Diocesi: Genova, domenica la Giornata della solidarietà

Thu, 2017-03-30 18:43

“Una occasione per tutte le comunità parrocchiali per pregare, sensibilizzarsi e disporsi alla carità nei confronti delle famiglie e delle persone più povere”. Così mons. Marino Poggi, direttore della Caritas di Genova, illustra le motivazioni della Giornata della solidarietà che si terrà domenica prossima in diocesi. “La carità – spiega mons. Poggi in una lettera pubblicata dal settimanale cattolico Il Cittadino – non può essere delegata” perché “per quanto la Chiesa la esprima anche attraverso organismi e servizi deputati, tutti dobbiamo e possiamo manifestare una partecipazione consapevole e fattiva alla loro opera, affinando la nostra sensibilità e i nostri occhi per vedere autenticamente le necessità di fratelli”. Tale occasione “è, prima di tutto, un’apertura dello spirito alla carità” ma “è anche fonte di impegno, non solo attraverso la raccolta di offerte da devolversi ai 38 Centri di ascolto della diocesi, ma anche come assunzione di responsabilità, come disponibilità a renderci utili al bene comune”. In occasione della giornata, e all’interno del cammino di preparazione della diocesi alla prossima visita del Papa a Genova, sono anche in programma una veglia di preghiera e l’adorazione notturna. L’appuntamento è per la sera di venerdì 31 marzo presso il Monastero dei Santi Giacomo e Filippo. La preghiera sarà animata dall’Associazione don PieroTubino, l’adorazione notturna dal mondo della Carità.

Siria: Oxfam, “reinsediare almeno il 10% dei profughi entro il 2017”

Thu, 2017-03-30 18:38

Un appello urgente alla comunità internazionale perché sia intensificato l’impegno per la popolazione in fuga dalle atrocità della guerra in Siria. Lo ha rivolto l’ong internazionale Oxfam, insieme a tre organizzazioni siriane attive sul fronte dell’emergenza, nella prospettiva del vertice in programma la settimana prossima a Bruxelles. Oltre la metà della popolazione è stata costretta ad abbandonare la propria casa, ogni giorno 2.500 persone devono lasciare la Siria e nei Paesi vicini il numero dei rifugiati ha superato i 5 milioni. “La comunità internazionale – ha detto Abdolsalam Daif, direttore del Syria Relief and Developemente (Srd) – deve intervenire immediatamente per fermare lo spargimento di sangue, garantire la protezione dei civili e dare la possibilità al popolo siriano di tornare a vivere in un Paese in pace. Deve farlo prima che sia troppo tardi”.
“È inaccettabile – ha dichiarato a sua volta Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia – che la comunità internazionale resti a guardare mentre milioni di persone sono bloccate in un limbo senza fine”. “Per questo motivo – ha aggiunto Pezzati – Oxfam chiede ai Paesi ricchi di dimostrare concretamente la loro vicinanza al popolo siriano, impegnandosi a reinsediare almeno il 10% dei rifugiati siriani entro la fine del 2017”.

Diocesi: Civitavecchia, domenica un incontro su “Il nostro amore quotidiano”

Thu, 2017-03-30 18:26

“Il nostro amore quotidiano” è il titolo dell’incontro che si terrà domenica 2 aprile presso la parrocchia san Felice da Cantalice di Civitavecchia. L’appuntamento è organizzato dall’Ufficio di pastorale familiare della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia ed è rivolto a tutte le famiglie. Per i più piccoli sono previsti momenti differenziati. A guidare l’iniziativa sarà don Renato Butera, docente di Storia della comunicazione sociale alla Pontificia Università Salesiana. L’inizio dell’evento è previsto per le 10.30: si aprirà con la lettura del quarto capitolo dell’Amoris laetitia. Poi adulti e bambini verranno divisi in gruppi a meditare sul medesimo tema, “I nemici della famiglia (e della carità)”. L’argomento verrà sviscerato attraverso i testi di alcune canzoni che trattano il tema dell’amore. Il pranzo è stato pensato come un momento di condivisione di quanto i partecipanti porteranno da casa. I lavori riprenderanno subito dopo e termineranno alle 17.30 con la celebrazione eucaristica.

Famiglia: Della Giovanna (parroco), “il supporto della comunità per cicatrizzare le ferite”

Thu, 2017-03-30 18:24

“L’esperienza diventa una ferita cicatrizzata da un’esperienza più grande, alla fine di un percorso in cui il separato non è solo ma è supportato dalla comunità”. Lo ha detto don Mario Della Giovanna, parroco di Bergamo, durante il seminario “Vino e olio sulle ferite. L’esperienza delle rotture in famiglia” in corso al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II. Da 20 anni il parroco segue l’esperienza de “La Casa”, un gruppo creato nella diocesi di Bergamo dedicato alle coppie separate. Accompagnare, discernere e integrare sono le tre parole chiave, mutate dall’enciclica “Amoris laetitia”di Papa Francesco, che ha citato Della Giovanna per descrivere le attività del Gruppo. “Abbiamo iniziato con dei gruppi di preghiera con le persone separate – ha ricordato -. Volevamo che avessero una casa dove trovare forza. Ora offriamo anche degli incontri di confronto e formazione mensili distribuiti su tre anni. Va accolto in particolare chi soffre la separazione e ha subito il distacco. Il lavoro è di gruppo ma personalizzato”. La fine del percorso porta “a incontri con le parrocchie e le comunità diocesiane con le quali la persona si riconcilia”.

Una lettura che sottolinea il dolore e il fallimento avvertito dai separati è stata fornita da Paola Menaglia della Associazione Famiglie separate cristiane. “Le anime lacerate – ha spiegato – si trovano a frequentare i conti con alcune solitudini. Un tentativo di accoglienza lo compie l’associazione che propone un cammino di fede e fraternità che faccia riscoprire il rapporto con Dio e l’appartenenza alla Chiesa”. Un’altra rappresentante della Associazione, Luciana Senisi, ha citato il progetto “Soli ma ben accompagnati” che raccoglie le videotestimonianze di uomini e donne che da una condizione di emarginazione hanno poi finalmente trovato delle comunità parrocchiali che li hanno accolti e ascoltati.

Diocesi: Noto, da domani tre incontri su “Legami pericolosi, relazioni perverse e violenze di genere”

Thu, 2017-03-30 18:10

L’Ufficio di bioetica della diocesi di Noto, diretto da Antonio Stefano Modica, ha programmato tre incontri formativi-informativi sul tema “Legami pericolosi, relazioni perverse e violenze di genere”. Gli incontri saranno tenuti da Rolando Paterniti, direttore della Unità operativa di psichiatria forense e criminologia clinica della Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, Firenze, e coordinatore scientifico del master di II livello in Psichiatria, psicopatologia forense e criminologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze. Il primo appuntamento è in programma domani, venerdì 31 marzo, alle ore 10, presso l’aula magna del liceo scientifico “ Galilei-Campailla”, a Modica. L’incontro, sul tema “Violenza di genere e relazioni pericolose: adolescenti tra autolesionismo, ritiro sociale e zone d’ombra”, è destinato agli studenti e ai docenti. A moderare gli interventi sarà Antonella Pisana, psicoterapeuta presso il primo Consultorio familiare di Modica. L’incontro per professionisti del settore è fissato, invece, per sabato 1° aprile, alle ore 10, presso il salone parrocchiale “ Padre Rizza”, chiesa S. Cuore, a Modica. Il tema della riflessione proposta è “Prevaricare l’altro: ‘agiti’ contro i soggetti fragili, relazioni perverse, atti violenti fisici e mentali”. Modera: Sabina Di Tommasi, operatrice presso lo Sportello antiviolenza “Fuori dall’ombra” di Modica. L’incontro destinato alle famiglie è fissato per sabato 1° aprile, alle ore 19, presso il salone parrocchiale “Padre Rizza”, chiesa S. Cuore, a Modica. Il tema sarà “Rapporti tra amici, nella coppia e in famiglia: tra l’Io e il Noi: passioni e tensioni dello stare insieme”. Modera don Antonio Stefano Modica, consulente etico del Consultorio familiare di ispirazione cristiana di Modica.

Diocesi: Acireale, il vescovo Raspanti nomina don Mammino nuovo vicario generale

Thu, 2017-03-30 18:05

Don Giovanni Mammino è il nuovo vicario generale della diocesi di Acireale. Lo ha annunciato ufficialmente il vescovo, mons. Antonino Raspanti, alla comunità diocesana riunitain seminario, in occasione dell’ammissione agli ordini sacri del diaconato e del presbiterato di due giovani della diocesi. Don Giovanni Mammino, attualmente alla guida delle parrocchie San Giovanni Battista e Santa Maria La Nova ad Acitrezza, sostituisce mons. Guglielmo Giombanco che, a seguito dell’elezione a vescovo della diocesi di Patti, lo scorso 1° febbraio è decaduto d’ufficio dall’incarico. Mammino, docente incaricato di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica di Sicilia – Studio Teologico “S. Paolo” di Catania e direttore dell’Archivio storico diocesano di Acireale, aiuterà mons. Raspanti nel suo ministero a servizio della diocesi.

Diocesi: Ascoli, dopo il sisma rinasce la Casa di accoglienza Sant’Emidio

Thu, 2017-03-30 17:58

Un assegno da 850mila euro donato alla diocesi di Ascoli Piceno e destinato all’intervento di ristrutturazione e riqualificazione della casa di accoglienza di sant’Emidio, distrutta dal terremoto che ha colpito a più riprese anche l’Ascolano. La consegna questa mattina in episcopio è stata effettuata da parte del vicepresidente vicario della Banca Bpm, Mauro Paoloni, al vescovo di Ascoli, mons. Giovanni D’Ercole. La somma, come ha spiegato la diocesi, nel corso dell’incontro ufficiale, è il ricavato di una raccolta fondi portata avanti nei mesi scorsi sul territorio nazionale tra i 20mila clienti e dipendenti della Banca popolare Bpm. La donazione segna la rinascita della casa di accoglienza che si trova in pieno centro storico. Infatti, potrà accogliere anziani, persone in temporaneo stato di difficoltà e persone sole con disagi relazionali. “Non posso che ringraziare gli amici di questa banca che hanno voluto pensare a noi – ha affermato il vescovo di Ascoli, mons. D’Ercole -. Considero il gesto un segno di concreta vicinanza non solo alla diocesi, ma alla città e a tutte quelle persone che le ripetute scosse sismiche hanno privato della loro sicurezza. La solidarietà è uno strumento di speranza, e questa casa sarà, spero presto, una delle realizzazioni della rinascita post terremoto”. Un investimento, quello della banca, spiega la diocesi, culturale e sociale per il territorio.

Israele-Santa Sede: Oren David (ambasciatore), “cooperazione anche su economia e aiuti umanitari”

Thu, 2017-03-30 17:41

“Le relazioni con il Vaticano nascono nel recente 1994. In soli vent’anni si sono arricchite su tutti i livelli. E per la cooperazione ora punto su nuove aree come l’economia. Israele possiede poi un sistema di aiuto umanitario molto espansivo. Così come il Vaticano. Anche in questo probabilmente si potrà cooperare, ed è il prossimo passo”. A parlare è l’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, Oren David, in un’intervista rilasciata a “Gente Veneta”, il settimanale della diocesi di Venezia, in occasione della sua recente visita, il 23 marzo scorso, nella città lagunare dove ha incontrato il patriarca, Francesco Moraglia, il rabbino capo e visitato il Ghetto. Economia e aiuti umanitari, terreni fertili per espandere l’intesa con la Santa Sede ma anche l’approfondimento del dialogo giudaico cristiano, tra gli argomenti trattati. L’ambasciatore si dice convinto che “giudaismo e cristianesimo si eguaglino nello spirito, grazie all’origine comune che attinge ai comandamenti giudaico cristiani”. “Io do molto valore alla tolleranza di entrambi i credo nei confronti del diverso, che può non condividere la nostra fede o il nostro modo di vivere e alla volontà comune di promuovere la pace – spiega Oren David nell’intervista in uscita domani – più riesco a familiarizzare con la cristianità, più divento consapevole dell’uguaglianza dello stesso spirito tra giudaismo e cristianesimo. Questi valori sono così radicati grazie all’origine comune nei comandamenti”. “Senza la radice ebraica la cristianità non sarebbe possibile – aggiunge -. Sono proprio le radici comuni a guidarci nel presente e nel futuro. La radice ebraica nella cristianità rende indistruttibile il legame tra le due religioni. Cristianesimo ed ebraismo hanno oggi gli stessi valori e virtù. Le somiglianze e il lessico lo dimostrano da sé”.

Famiglia: Marzotto (Università cattolica Sacro Cuore), “creare occasioni di dialogo” per sanare le ferite

Thu, 2017-03-30 17:30

La ritualità, il bisogno del riconoscimento e il rischio. Così Costanza Marzotto, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, connota i rapporti fra due persone che stanno per separarsi e i figli, nel suo intervento al seminario “Vino e olio sulle ferite”, in corso al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, a Roma. “Fra genitori e figli – ha spiegato – avviene una rivoluzione. Non essere più accompagnato dal papà per il bambino è una rivoluzione. Poi c’è la tensione anche nei rapporti con le famiglie d’origine perché tanti nonni non riescono a vedere i nipoti per una incomunicabilità con l’ex genero o nuora”. La professoressa, che è anche mediatrice familiare, ha aggiunto che spesso accade che i genitori interpellino i figli quasi fossero coetanei. “Ai figli – ha continuato – viene addossata la responsabilità di soddisfare i bisogni del padre o della madre. Dalle lettere dei bambini abbiamo trovato conferma che le sofferenze sono delle sensazioni che rimangono dentro. Per questo anch’io sottolineo la necessità di creare occasioni per il dialogo”. “Nelle separazioni e divorzi non ci sono vittime e carnefici – ha sottolineato -. I due ex coniugi ci pensano molto e quello di cui hanno voglia è di impegnarsi nell’educazione dei figli”. “L’affido esclusivo a un solo genitore è una condizione pericolosa – ha criticato -. L’affido condiviso è un modo per dare continuità ai rapporti”. La docente ha inoltre parlato dell’esperienza dei Gruppi di parola che dal 2005 organizza insieme ad altri specialisti per la mediazione familiare con lo scopo di aiutare i bambini ad esternare le emozioni attraverso lettere, incontri con i genitori e disegni. “Il percorso di mediazione familiare – ha concluso – non ha l’obiettivo di ricomporre la coppia ma di riorganizzare le relazioni in modo soddisfacente per sé e per i figli”.

Famiglia: don de Freitas (parroco), “creare occasioni di ascolto per i figli dei separati”

Thu, 2017-03-30 17:10

Non c’è una ricetta per parlare nel modo giusto a un bambino che vive la separazione dei propri genitori. Ne è convinto don Douglas de Freitas Ferreira, parroco di Sao Paulo e dottorando al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, che ha raccontato la sua storia di figlio di divorziati durante il seminario “Vino e olio sulle ferite. L’esperienza delle rotture in famiglia”, organizzato oggi a Roma dallo stesso Istituto. “Quando siamo di fronte a un bambino – ha spiegato – dobbiamo insegnargli il perdono e chiedere di pregare per i suoi genitori affinché compiano una conversione. Ogni persona porta con sé la verità e non dobbiamo avere paura di dirla. Le ferite rischiano di far vedere la famiglia come un problema ma possono essere guarite”. “Il giorno della separazione dei miei genitori – ha raccontato – avevo tre anni e mi ha segnato per tutta la vita. Le relazioni furono marcate da questo fatto: le persone capivano che nella mia vita non ci fosse mio padre e mi guardavano come se non fossi normale. Ciò mi generava molta rabbia. Quando manifestava il mio sogno di averli di nuovo insieme, mia madre mi rispondeva con molte ragioni ma nessuna mi convinceva. Anche le altre persone mi facevano capire che quello sbagliato ero io perché non accettavo il divorzio. La mia ferita non è stata mai considerata. Gli altri commettevano due errori: mi commiseravano, chiamandomi ‘poverino’, e poi banalizzavano il mio sentimento”.

“Nell’adolescenza – ha confessato don de Freitas – la rabbia è aumentata soprattutto verso le famiglie normali. A volte facevo il tifo affinché i genitori dei miei amici divorziassero, così anche loro avrebbero provato quello che sentivo. Sapevo nel mio cuore che quella rabbia era sbagliata e che ero capace di formare una famiglia. Ero cattolico e capivo che per costituire una famiglia non dovevo per forza averne una alle spalle. La rabbia nel frattempo si era trasformata in indecisione. La vocazione è arrivata dopo anni di lotta in cui ero combattuto fra la possibilità di crearmi una mia famiglia e seguire Dio. Il Signore mi ha messo davanti tante occasioni in cui mi sono occupato della pastorale per la famiglia. Proprio io, che avevo come segno nell’anima il divorzio dei miei genitori”. “Oggi – ha concluso – bisogna creare tante occasioni per ascoltare le persone che hanno vissuto la stessa esperienza”.

Famiglia: Binasco (Pontificio Istituto Giovanni Paolo II), “condividere il dramma dell’altro”

Thu, 2017-03-30 17:00

“Il racconto della rete di persone che hanno attenzione alle problematiche della famiglia mi commuove molto. La rete si basa su una conoscenza fatta sul campo e mi auguro che possa proseguire”. Lo ha detto mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, in apertura del seminario “Vino e olio sulle ferite. L’esperienza delle rotture in famiglia”, organizzato dallo stesso Istituto, che fa seguito a un primo incontro sul tema dell’aborto. “Abbiamo impostato questi seminari – ha commentato Mario Binasco, docente del Pontificio Istituto – partendo dall’esperienza e dalla sua condivisione. Non è affatto scontato che ci siano occasioni in cui si possa parlare del proprio vissuto. Tutto il sistema delle comunicazioni, infatti, e il modo in cui le persone oggi si parlano non prevedono l’ascolto dell’esperienza e del dramma della persona”. “Condividere il dramma che l’altro vive è fondamentale – ha sottolineato -. Può essere un dramma che mette alla prova il rapporto con la vita e con gli altri. Ci sono esiti del dramma positivi e altri con rotture”.

Iraq: Acs, accordo fra tre Chiese cristiane per ricostruire i villaggi della Piana di Ninive

Thu, 2017-03-30 16:56

Tre Chiese irachene, la siro-cattolica, la siro ortodossa e la caldea, hanno firmato oggi un accordo nella sede dell’arcidiocesi della Chiesa caldea di Erbil (Kurdistan iracheno) per dare vita ad un Comitato, il Niniveh Reconstruction Commitee (Nrc), con il compito di pianificare e seguire la fase di ricostruzione dei villaggi cristiani della Piana di Ninive, distrutti dopo il 2014 dall’Isis. Il Comitato si compone di sei membri scelti dalle tre Chiese (ciascuna ne eleggerà due), e da tre esperti esterni suggeriti della Aiuto alla Chiesa che soffre. La Fondazione pontificia ha collaborato con le tre Chiese in vista della sigla dell’accordo, che si occuperà della raccolta fondi. Sono circa 12.000 le abitazioni private da ricostruire, per un costo la cui stima oggi supera i 200 milioni di euro. I fondi reperiti saranno distribuiti ai rappresentanti di ciascuna Chiesa in proporzione al numero di case danneggiate appartenenti ai rispettivi fedeli. Mons. Timothaeus Mosa Alshamany, arcivescovo della Chiesa siro-ortodossa di Antiochia e priore del Monastero di San Matteo, dopo la firma dell’accordo ha parlato di “una Chiesa davvero unita, quella siro-ortodossa, quella caldea e quella siro-cattolica; unita per la ricostruzione di queste case nella Piana di Ninive e per trasmettere fiducia nei cuori di quelle persone che vivono in quei villaggi e invitare quelli che li hanno lasciati a tornare”.

Sull’unità delle Chiese cristiane ha insistito anche mons. Yohanna Petros Mouche, arcivescovo siro-cattolico di Mosul: “Vorrei invitare i cristiani della Piana di Ninive a ritornare a casa e continuare a vivere nei loro villaggi per dare testimonianza alla cristianità. Oggi ci siamo riuniti insieme per mostrare che formiamo un unico gruppo e che vogliamo accelerare il più possibile questa operazione, che deve partire al più presto”. Analoga dichiarazione anche per mons. Mikha Pola Maqdassi, vescovo caldeo di Alqosh che non esitato a parlare di “passo coraggioso che ci rende molto felici e che incoraggia i cristiani a rimanere nei loro villaggi e nel loro Paese”. Un appello a tutti i benefattori internazionali è stato lanciato da mons. Nicodemus Daoud Matti Sharaf, metropolita siro-ortodosso di Mosul, Kirkuk e del Kudistan: “Ricostruire tutte quelle case in quei villaggi, dove l’Isis ha distrutto ogni cosa, è davvero un compito enorme. Grazie in anticipo a tutti quelli che ci aiuteranno”. Da tutti i presuli sono giunti ringraziamenti ad Acs per aver collaborato al raggiungimento dell’Accordo e per il sostegno dato in tutti questi anni di guerra.

Minori stranieri non accompagnati: Acli, “la legge passo avanti deciso nel cammino dei diritti umani”

Thu, 2017-03-30 16:46

Con l’approvazione della legge sui minori non accompagnati, “l’Italia è un Paese che si apre al riconoscimento e alla tutela di bambini e adolescenti che partono da una situazione di svantaggio e di difficoltà”. Lo sostengono le Acli, in una nota diffusa oggi. “Finalmente – commenta Antonio Russo, responsabile Immigrazione Acli – il sistema di garanzie per chi ha subito spesso il trauma dell’abbandono della famiglia di origine, costruisce una seria prospettiva di accoglienza e di effettivo accompagnamento a un processo di inclusione sociale e di recupero di una dimensione affettiva e relazionale”. La legge è per le Acli, continua Russo, “un passo avanti deciso nel cammino delle riforme dei diritti umani fondamentali e dei diritti civili che giunge in un momento importante per un Paese in cui nel corso degli ultimi anni sono giunti molti bambini e minori stranieri non accompagnati”. Adesso, conclude Russo, “si completi il quadro normativo, si prosegua su questa strada e si approvi a breve la legge di riforma della cittadinanza da troppo tempo ferma al Senato”.

Repubblica Centrafricana: card. Nzapalainga (Bangui), “nessuno protegge la popolazione inerme”

Thu, 2017-03-30 16:33

Quasi mille sfollati sono tornati alle loro case grazie ai fondi messi a disposizione dalla Santa Sede. E circa diecimila hanno lasciato il Carmelo di Bangui a inizio marzo. Altri — molti dei quali ospitati nelle strutture della Chiesa — stanno un po’ alla volta tornando alla normalità delle loro vite dopo oltre quattro anni di violenze. A fornire notizie sulla Repubblica Centafricana è il card. Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, intervistato da Anna Pozzi su “L’Osservatore Romano”. “La capitale Bangui può dirsi sostanzialmente sicura”, informa il cardinale: “Si può circolare liberamente e la gente sta riprendendo progressivamente le proprie attività. Un po’ ovunque si vedono nuovi cantieri, segno che si pensa al futuro. Purtroppo, però, il resto del paese è completamente fuori controllo, in balìa di diversi gruppi armati che attaccano villaggi, uccidono i civili, distruggono e saccheggiano. E nessuno protegge veramente la popolazione inerme”. A proposito del ruolo della Chiesa cattolica nella Repubblica Centrafricana, il porporato fa notare che “ogni volta che i vescovi si incontrano e diffondono un messaggio, è tutta la popolazione che lo attende. Siamo intervenuti su molti temi sensibili: mal governo, tribalismo, nepotismo, corruzione. E anche rispetto alla grave crisi che ha interessato il paese in questi ultimi anni abbiamo più volte giocato il ruolo di sentinelle per tenere desta la popolazione, ma anche e soprattutto per stimolare i leader del paese ad assumersi pienamente le proprie responsabilità”.

Quanto al ruolo delle diverse religioni, che hanno sempre convissuto pacificamente nel Paese, per contrastare la guerra Nzapalainga riferisce che “preti, pastori, imam — i soli punti di riferimenti rimasti in molte aree del paese — hanno chiesto alla gente di essere fedeli al Vangelo e al Corano”. “L’obiettivo principale del nostro impegno è riportare l’unità nel Paese e la coesione sociale”, assicura il cardinale: “Lavoriamo soprattutto per la pace, la riconciliazione e lo sviluppo della popolazione del Centrafrica, cercando di promuovere la comprensione reciproca pur nelle differenze”. Nel frattempo, “chi ha le armi le usa per controllare il territorio, per taglieggiare e sottomettere la popolazione e soprattutto per sfruttare le risorse minerarie del paese”.

Paesi Bassi: eutanasia, si riapre il dibattito. Knmg (ass. medici), “no a estendere la legge”. Contrari anche i partiti cristiani

Thu, 2017-03-30 16:30

La Royal Dutch Medical Association (Knmg) ha espresso le proprie “preoccupazioni e domande” riguardo alla proposta di estendere l’eutanasia agli anziani che ritengono la propria “vita completa”, tema che sta a cuore al partito D66 e quindi potrebbe entrare nell’agenda del prossimo governo. Secondo l’associazione olandese, la proposta “di permettere agli anziani ‘in salute’ di ottenere il suicidio assistito a fronte di un reale e deliberato desiderio di morte” è “indesiderabile per obiezioni di principio e pratiche”. I legislatori verrebbero a equiparare “la vulnerabilità legata all’età, che le persone sperimentano per motivi medici e non medici”, alle sofferenze insopportabili e irreversibili contemplate nella legislazione attuale sull’eutanasia, rischiando di minarne la chiarezza e l’efficacia. Ciò avrebbe anche “effetti sociali indesiderati, generando sentimenti d’insicurezza tra gli anziani e la stigmatizzazione della vecchiaia”. L’espressione “vita completa”, che di per sé ha una connotazione positiva, verrebbe a identificare le persone vulnerabili, sole e che sperimentano una perdita di senso. La richiesta è quindi che si “investa in soluzioni che affrontino questi problemi complessi e tragici ai quali non esistono soluzioni semplici”. Ieri i Cristiano democratici e il Partito dei riformati hanno presentato ai parlamentari un “manifesto d’impegno”: nei dieci punti elencati compaiono l’obiezione alle leggi sul fine vita e la difesa della domenica come giorno libero dal lavoro.

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