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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 19 min ago

Papa Francesco: ai fedeli di Bologna e Cesena, “amate i piccoli gesti quotidiani, fanno bene”

Sat, 2018-04-21 12:51

“Gli uomini e le donne del nostro tempo hanno bisogno di incontrare Gesù Cristo: è Lui la strada che conduce al Padre; è Lui il Vangelo della speranza e dell’amore che rende capaci di spingersi fino al dono di sé. Ecco la nostra missione, che è a un tempo responsabilità e gioia, eredità di salvezza e dono da condividere”. Lo ha detto, questa mattina, Papa Francesco, incontrando in piazza San Pietro i partecipanti ai pellegrinaggi delle diocesi di Bologna e di Cesena-Sarsina organizzati per ricambiare la sua visita del 1° ottobre 2017. “Conservo viva la memoria degli incontri che ho vissuto nelle vostre città. Non dimentico l’accoglienza che mi avete riservato e i momenti di fede e di preghiera che abbiamo condiviso – ha aggiunto -. È stato un dono della Provvidenza per confermare e rafforzare il senso della fede e dell’appartenenza alla Chiesa, che chiede necessariamente di tradursi in atteggiamenti e gesti di carità, specialmente verso le persone più fragili”. A fedeli della diocesi di Cesena, il Papa ha ricordato di essere “chiamati ad annunciare il Vangelo ai vostri concittadini, testimoniandolo con le opere, che non necessariamente devono essere grandi”. “I cristiani sono lievito di amore, di fraternità, di speranza con tanti piccoli gesti quotidiani – ha sottolineato -. Sono piccoli come il lievito ma fanno bene”. Ai fedeli di Bologna, invece, ha auspicato che “il fervore suscitato del Congresso eucaristico diocesano possa prolungarsi nel tempo, non affievolirsi ma accrescersi e portare frutti, lasciando un’impronta indelebile nel cammino di fede della vostra Comunità cristiana”. Francesco ha poi evidenziato che “l’Eucaristia ci riconcilia e ci unisce, perché alimenta il rapporto comunitario e incoraggia atteggiamenti di generosità, di perdono, di fiducia nel prossimo, di gratitudine”. “Il culto eucaristico ci insegna anche la giusta scala dei valori: a non mettere al primo posto le realtà terrene, ma i beni celesti”.

Diocesi: Torino, mons. Nosiglia apre l’incontro con i frères di Taizé. “Sperimentare la gioia di stare insieme nella preghiera”

Sat, 2018-04-21 12:24

“Sperimentare la gioia di stare insieme nella preghiera, arricchendoci dei doni di grazia di cui ciascuno è portatore. È uno stare insieme che ci assicura la viva presenza del Signore tra noi, come egli ci ha promesso”. È l’invito che ha rivolto, questa mattina, l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, ai presenti all’incontro con i frères nella chiesa di San Domenico, in occasione dell’iniziativa “Servire nella gioia… con Taizé”. “La via del servizio è fondamentale per seguire e imitare Gesù”, ha aggiunto. Il presule ha ribadito poi come “in questo nostro tempo, nel quale domina l’individualismo di singoli e anche di gruppo, per cui si ricercano solo il proprio interesse e tornaconto a scapito anche del bene comune e degli altri, questo messaggio vada controcorrente, ma esalti la potenza di Dio, che proprio mediante il suo servizio libera e salva la nostra vita e quella degli altri”. Infine, l’arcivescovo ha ricordato “un episodio della mia vita, che mi ha confermato la forza sconvolgente del Vangelo”. In un villaggio del Camerun, celebrò la Messa per un gruppo di cristiani, in un viaggio nelle missioni. “Una donna ha pregato così: ‘Ringrazio i missionari, che sono venuti tra noi e ci hanno portato il Vangelo che ci ha rimessi in piedi’ – ha raccontato -. I missionari avevano dotato il villaggio di pozzi per l’acqua, indispensabili nei tempi lunghi di siccità; avevano costruito le scuole per i ragazzi, l’ambulatorio medico per le esigenze sanitarie, una scuola agraria per adulti. Ma questa donna non aveva detto niente di tutto ciò. Aveva incentrato la sua preghiera di ringraziamento sul fatto che i missionari avevano portato il Vangelo di Gesù Cristo, che era come la fonte di tutte queste opere, pure necessarie, il Vangelo come vera rivoluzione pacifica, che aveva permesso di risorgere a una speranza e vita nuova e a un futuro migliore”.

Udienza con Papa Francesco: mons. Regattieri (Cesena-Sarsina), “dalla sua visita è nato un corso di Dottrina sociale della Chiesa”

Sat, 2018-04-21 12:17

“La sua parola che è risuonata forte e profetica nella nostra piazza e in cattedrale; i suoi gesti così eloquenti e carichi di passione per l’uomo specialmente quello più sofferente, gli anziani, gli ammalati, i bambini”. Lo ha detto questa mattina il vescovo di Cesena-Sarsina, mons. Douglas Regattieri, nel suo saluto a Papa Francesco, in piazza San Pietro, in occasione dell’udienza concessa dal Santo Padre alle diocesi di Bologna e Cesena-Sarsina, dove si è recato il 1° ottobre dello scorso anno. “Ricordo il momento in cui un papà, mentre lei si dirigeva verso l’ippodromo per prendere il volo per Bologna, riuscì a farmi avere tra le mani la sua piccola bambina di pochi mesi e gliela porsi per una benedizione – ha aggiunto il presule -. Ricordo la tenerezza con cui lei la baciò e la benedisse”. Quindi, un “grazie” per “la sua vicinanza, la sua prossimità di padre, di pastore e di fratello”. “Siamo venuti oggi per ringraziarla e le voglio dire che non dimenticheremo le sue parole; abbiamo raccolto le sue indicazioni; le consideriamo una traccia autorevole e provvidenziale per il nostro cammino di Chiesa diocesana”. Due, in particolare, gli inviti accolti. “Dopo la sua visita – ha affermato il vescovo – ha preso avvio una serie di incontri formativi per laici sui temi della Dottrina sociale della Chiesa, non lasciando così cadere il suo invito a ‘non balconare’, ma a essere tutti protagonisti della vita sociale della nostra città”. Altro impegno accolto dai preti di “essere sempre gioiosi, perché, toccati dall’incontro con Cristo,  non si può non essere nella gioia”.

 

Udienza con Papa Francesco: mons. Zuppi (Bologna), “la gioia si è trasformata in responsabilità, la città ha cercato di mettere in pratica le sue parole”

Sat, 2018-04-21 12:07

“In questi mesi, Padre Santo, la gioia si è trasformata in responsabilità e consapevolezza. Bologna non ha solo ascoltato ma ha cercato di mettere in pratica le Sue parole. Dalla Sua visita è iniziato un dialogo, tra vari soggetti istituzionali e non, per costruire nuovi portici capaci di rinnovare la tradizione di accoglienza e protezione”. Lo ha detto questa mattina l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, in piazza San Pietro nel suo saluto a Papa Francesco in occasione dell’udienza concessa dal Santo Padre alle diocesi di Bologna e Cesena-Sarsina dove si è recato il 1° ottobre dello scorso anno. “Con determinazione le assicuriamo che faremo di tutto perché l’ascensore sociale, oggi in difficoltà, permetta di offrire un futuro ai giovani” ha aggiunto. Il presule ha assicurato che “la Chiesa non può e non vuole essere neutrale perché sceglie di difendere la persona e combattere il male che umilia l’uomo, lo rende oggetto, scarto, ne vanifica le pur tante possibilità per ‘scarsi e rachitici fini’”. L’impegno della città assicurato dall’arcivescovo è ampio. “Bologna, con la sua vocazione ad essere crocevia, con le porte aperte in tutte le direzioni, vuole essere una piazza per essere comunità, ricucendo relazioni e accoglienza”. “Grazie Papa Francesco. Ci ha incoraggiato dando fiducia, ci ha aiutato a capire chi siamo, ci aiuta a guardare con speranza vincendo la paura e l’incertezza”.

Udienza con Papa Francesco: mons. Zuppi (Bologna), “dalla mensa di San Petronio nata una rete di collaborazione per chi soffre”

Sat, 2018-04-21 12:05

“Grazie il pranzo a San Petronio, l’altro lato della stessa mensa, che ha raccolto i tanti che vivono situazioni di sofferenza. Da quella tavola si è intensificata nei mesi successivi una rete di collaborazione per aiutarci ad apparecchiare, sia individualmente sia come comunità, tante mense che spezzano il pane concreto della speranza per chi soffre, a volte terribilmente”. Lo ha detto questa mattina l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, in piazza San Pietro nel suo saluto a Papa Francesco in occasione dell’Udienza concessa dal Santo Padre alle diocesi di Bologna e Cesena-Sarsina dove si è recato il 1° ottobre dello scorso anno. “Il dono non è un diritto; non è buono riceverlo con sufficienza o impadronirsene dimenticando la grazia e l’amore che esso rappresenta – ha aggiunto il presule -. Padre Santo oggi volentieri e con tanta gioia Le diciamo grazie per la sua visita a Bologna e Cesena”. Ricordando come Bologna abbia “Libertas” come suo motto, cioè “difendere l’uomo affrancandolo da ogni schiavitù”, l’arcivescovo ha sottolineato come “la sua visita è stato un dono che ci ha fatto sentire quanto Lei ci porta nel cuore, noi e tutta la Chiesa e la città degli uomini”. Poi, i “grazie” si sono moltiplicati. “Grazie per la sua amicizia e familiarità, distribuite largamente, cercando di raggiungere tutti perché anche fisicamente abbiamo visto come voleva che nessuno si sentisse escluso – ha affermato mons. Zuppi -. Grazie per averci indicato la diocesanità come il tanto che ci unisce, così necessaria per scoprire le radici più profonde della nostra città e per costruire quel poliedro di comunione che è la Chiesa. Grazie per avere vissuto con noi la conclusione del Congresso eucaristico diocesano e avere voluto celebrare per la prima volta proprio a Bologna la Domenica della Parola”.

Siria: la Fontana Maggiore di Perugia in rosso per i martiri del Medio Oriente. Mons. Giulietti (ausiliare), “sintesi della cultura cristiana”

Sat, 2018-04-21 12:00

Per due notti si tinge di rosso con un gioco di luci la Fontana Maggiore di Perugia in memoria dei martiri e delle popolazioni del Medio Oriente, in particolare della Siria. Nella serata di venerdì 20 attorno alla Fontana Maggiore, in piazza IV Novembre, si sono ritrovate numerose persone per recitare insieme il Rosario e pregare per la pace. Un appuntamento che di solito si svolge il 20 di ogni mese nella basilica minore di San Costanzo, dove il Comitato Nazarat organizza una preghiera con la presenza di un testimone diretto proveniente dalle aree di conflitto. A guidare la recita del Rosario attorno alla Fontana Maggiore è stato il vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti. Un momento che si ripeterà anche stanotte. “Da 740 anni il monumento-simbolo di Perugia, l’opera scultorea di Giovanni e Nicola Pisano realizzata nel 1278 – ha commentato mons. Giulietti al termine della preghiera –, rappresenta la sintesi della cultura cristiana, perché raccoglie in sé tante vicende legate al mondo biblico, a quello classico e alla vita quotidiana dell’età medioevale. In un certo senso interpreta lo spirito della nostra città e questa sera è illuminata di rosso, rendendosi anche interprete di un’attenzione che Perugia ha sempre avuto verso il Medio Oriente nell’ospitare molti studenti che frequentano l’Università per Stranieri”. L’evento ha aperto la due-giorni dal titolo: “Il dramma dei cristiani in Medio Oriente – Testimoni dalla Siria”, che culminerà con una conferenza oggi, alle 17, nella cattedrale di San Lorenzo. Interverranno l’arcivescovo card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Gian Micalessin, giornalista inviato di guerra, Ayman Haddad, siriano, docente di Lingua e cultura araba, e padre Giuseppe Battistelli commissario di Terra Santa per l’Umbria dei Frati minori.

Redentoristi: India, conclusa l’Assemblea generale e la visita del governo dell’Ordine a Nuova Delhi

Sat, 2018-04-21 11:33

È durata cinque giorni la prima delle quattro visite straordinarie del governo generale dei Redentoristi in India. È cominciata il 16 aprile a Navinta Retreat House, a Nuova Delhi, ed è terminata ieri. Erano presenti 45 partecipanti della Provincia di Bangalore, della Provincia di Liguori e della vice-provincia della Majella, assieme al consultore generale padre Sebastian e al coordinatore della conferenza Asia Oceania, padre Ben Ma. Durante la visita entrambi i religiosi hanno presentato le decisioni del Capitolo generale. Al centro del confronto poi il piano apostolico e di ristrutturazione del Capitolo generale, temi affrontati prima in piccoli gruppi e poi nel forum comune. La visita si è conclusa con una celebrazione eucaristica. Un’occasione importante per “cogliere lo stato attuale della missione e la visione del Capitolo generale”.

Vita: vescovi argentini, “non negare il diritto ai più deboli e vulnerabili”

Sat, 2018-04-21 11:06

“Auspichiamo che questo dibattito ci consenta di rivolgere un ampio sguardo nei confronti di diverse situazioni da non separare: la difesa del bambino ancora non nato, il rispetto della donna e la cura della sua vita, l’immenso valore della famiglia e della vita di tanti argentini colpiti dalla povertà e della miseria”. È quanto si legge nel comunicato dei vescovi argentini reso noto al termine della loro 115ª assemblea plenaria. La Conferenza episcopale argentina ha proposto “un ampio sguardo” sul dibattito parlamentare sulla depenalizzazione dell’aborto, all’insegna dello slogan “vale ogni vita”, in difesa sia della vita della madre sia della vita del nascituro. Al centro del messaggio dei vescovi, il desiderio di far capire che “la difesa dei diritti umani da parte degli argentini dev’essere così chiara e ampia da non finire per negare tali diritti ai più deboli e vulnerabili e da sostenere il valore della vita della madre e del figlio”. Dai vescovi anche un ‘mea culpa’. “Né la Chiesa né la società hanno operato adeguatamente. Non abbiamo accompagnato nel miglior modo le donne costrette ad abortire tra sofferenze e limitazioni e che patiscono in solitudine le conseguenze di tale decisione”. A loro avviso, è “indispensabile ricordare gli insegnamenti di Papa Francesco – aggiungono citando l’esortazione apostolica Gaudete et exsultate – quando sostiene che ‘la difesa dell’innocente che non è nato, per esempio, deve essere chiara, ferma e appassionata. Ma ugualmente sacra è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria’”. “Ci fa soffrire che qualcosa così grande ed essenziale quale la difesa della vita possa metterci a confronto o dividerci ancora di più – conclude il comunicato -. Questo è un momento storico che ci invita a combattere fianco a fianco in difesa dei più fragili della nostra cara Argentina”.

A Sua Immagine: oggi e domani storie dedicate alla Giornata per la terra e alla Giornata di preghiera per le vocazioni

Sat, 2018-04-21 10:41

Sabato 21 e domenica 22 aprile nuovo appuntamento con “A Sua Immagine”, storico programma di informazione religiosa realizzato dalla Rai insieme alla Cei; firmano la trasmissione Laura Misiti e Gianni Epifani, alla conduzione Lorena Bianchetti.

“Marzia. In nome del popolo inquinato” è il titolo della puntata del sabato di “A Sua Immagine”. Alle ore 15.55 su Rai Uno, nello studio del programma si parlerà della Giornata per la terra raccontando la vicenda di Marzia, una mamma che ha perso il proprio bambino di 8 anni per tumore, esposto all’inquinamento ambientale nella “Terra dei fuochi”, un territorio paradigma della perdita di equilibrio tra ambiente e uomo. Accanto a Marzia troviamo anche don Maurizio Patriciello, parroco di Parco verde in Caivano in prima linea nella battaglia per i malati e il recupero del territorio. Nel corso della puntata la rubrica “Le ragioni della speranza”, dedicata al commento del Vangelo della domenica: don Marco Pozza sarà a Rimini, nella comunità di San Patrignano, dove da 40 anni i ragazzi caduti nella schiavitù delle dipendenze riescono a trovare la forza del riscatto Sarà possibile rivedere l’intera puntata in replica la domenica mattina su Rai Uno alle ore 6.00, così come sul sito Raiplay.

Domenica 22 aprile alle ore 10.30 in diretta su Rai Uno nello studio di “A Sua Immagine” si parlerà della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Con la conduttrice Lorena Bianchetti ci sarà don Luigi Verdi, psicoterapeuta e fondatore della Fraternità di Romena e Chiara Gambino. Richiamando lo slogan biblico che ispira il cammino vocazionale della Chiesa Italiana, “Dammi un cuore che ascolta”, nel corso della trasmissione verranno presentate tante storie di testimonianza, tra interviste e servizi video.

E come di consueto, alle 10.55, linea alla Santa Messa: la celebrazione eucaristica verrà trasmessa questa settimana in diretta su Rai Uno dalla Cattedrale di Perugia, per la regia tv di Gianni Epifani e il commento di Simona De Santis. Chiuderà poi la puntata di “A Sua Immagine” l’ascolto e il commento del Regina Coeli di Papa Francesco, con un collegamento alle ore 12.00 con piazza San Pietro.

Don Tonino Bello: mons. Semeraro (Albano), “molte somiglianze con Francesco, accomunati dall’amore per Cristo nel povero”

Sat, 2018-04-21 10:31

“C’è una distanza temporale, non si conoscevano. Il Papa ha conosciuto don Tonino ora, perché ha ricevuto l’invito, la sollecitazione da parte dei vescovi pugliesi. Fra loro, tuttavia, ci sono molte somiglianze, che sono radicate nello stesso sguardo innamorato di Cristo. Gli innamorati dicono le stesse parole, a prescindere dalle distanze dei tempi e dei luoghi. Ecco: don Tonino e Papa Francesco hanno in comune l’innamoramento per ‘Cristo nel povero’”. Lo dice mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del C9, in un’intervista rilasciata, all’indomani della visita del Papa, al “Nuovo Quotidiano di Puglia” (Lecce), in cui ricorda don Tonino Bello. “È attuale il suo messaggio – spiega – anzitutto perché la distanza temporale non è enorme”. E anche i problemi che “ci troviamo ad affrontare sono gli stessi a cui don Tonino ci ha richiamato”. “I gesti, come le marce per la pace – aggiunge -, oggi sono una pro-vocazione (nel significato di chiamata a fare qualcosa), per una scelta di campo, a non trovare scuse, a rispondere a interpellanze ancora vivissime”. Secondo il vescovo di Albano, “gli odierni problemi di guerra e di pace non sono la fotocopia di quello che è stato ieri, però, hanno una forte analogia con gli inganni di quegli anni”. Infine, il presule evidenzia come “il profumo di questo prete salentino e pugliese non rimane confinato nella sua terra”.

Don Tonino Bello: mons. Semeraro (Albano), “la sua paternità cresciuta durante gli anni dell’episcopato”

Sat, 2018-04-21 10:30

“Ricordo che era un sacerdote giovane innamorato del suo sacerdozio. La sua paternità pastorale è cresciuta durante gli anni dell’episcopato. La grazia del sacramento dell’episcopato ha fecondato la sua vita spirituale e noi col passare degli anni e dei giorni ci rendevamo conto della figura di un autentico testimone del Signore”. Così mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del C9, ricorda don Tonino Bello in un’intervista rilasciata, all’indomani della visita del Papa, al “Nuovo Quotidiano di Puglia” (Lecce), in cui racconta il proprio rapporto personale con lui. “L’ho conosciuto nel 1971 quando egli era ancora vice rettore del seminario di Ugento, mentre io ero vice rettore del seminario di Lecce che ospitava gli studenti ugentini del ginnasio. Poi andai a Molfetta e anch’egli poi vi giunse come vescovo – racconta -. Il vescovo di Molfetta era anche incaricato per il seminario regionale a nome della Conferenza episcopale pugliese. Lì, dunque, ci incontravamo spesso”. Mons. Semeraro sottolinea anche come “per le scelte difficili che faceva non sempre era circondato di apprezzamento; spesso anzi da critiche, ma anche in questi casi appariva il suo carattere, la sua volontà di mettere in pratica il Vangelo, la parola di Gesù di cui era innamorato”. Nelle parole del vescovo di Albano, il ricordo del loro ultimo incontro. “L’ho visto vivo per l’ultima volta ad Alessano durante le vacanze di Pasqua, quando ormai era molto malato. Consapevole di essere ormai alla fine mi disse: ‘Tornerò a Molfetta perché un vescovo deve morire nella sua diocesi’. Questo per me è stato un gesto di grande edificazione. La nostra amicizia si è trasformata da parte mia in grande ammirazione per un uomo che era una continua scoperta, anche in punto di morte”.

Papa Francesco: ai giovani di Cuba, “costruite la Chiesa e la patria di oggi e di domani”

Sat, 2018-04-21 10:23

“Vi invito ad andare sempre avanti: guardate avanti, amate la vostra terra, amate Gesù e che la Vergine vi custodisca. Coraggio!”. Lo dice Papa Francesco nel suo videomessaggio rivolto ai giovani cubani, in occasione della riunione dei responsabili della Pastorale giovanile di Cuba, a L’Avana, in vista delle prossime Giornate della Gioventù di Panama e di Santiago. L’auspicio è “che non siano lo scopo dello sforzo che state facendo, ma che andiate oltre, che possiate scoprire che è una opportunità per approfondire i processi della fede di ognuno e continuare a costruire la Chiesa cubana di oggi e di domani, la Patria cubana di oggi e di domani – afferma Francesco -; consapevoli di non essere da soli e che costruiamo solo a partire dalla comunità alla quale apparteniamo, concreta, dove impegniamo la nostra vita e alimentiamo la nostra vocazione”. Il Papa, dopo aver sollecitato i ragazzi e le ragazze cubani all’amore per la loro terra e per la loro Chiesa, chiede a loro di avere coraggio e di impegnarsi nel concreto di ogni giorno. “Vi incoraggio a innamorarvi di Gesù e ad avere un impegno sempre più concreto al servizio della Chiesa in questa Cuba concreta di oggi, senza paura di ascoltare la chiamata di Dio nelle situazioni che vi si presentano tutti i giorni. Buoni patrioti, amate la vostra terra, amate la vostra patria! Siate generosi e aprite il vostro cuore al Signore!”.

Accoglienza: Benevento, nascerà un centro Sprar nel comune di Torrecuso

Sat, 2018-04-21 10:01

Un nuovo centro Sprar nascerà a Torrecuso, in provincia di Benevento: ospiterà fino a 30 richiedenti asilo e rifugiati in nuclei familiari o monoparentali, mentre saranno 12 gli operatori impegnati nelle attività e nella gestione. La struttura aderisce al manifesto Caritas per una rete dei piccoli Comuni del #Welcome. Sarà il 15° del gruppo. A presentarlo nella sala consiliare di Palazzo Caracciolo Cito, la direttrice del Servizio centrale nazionale Sprar Daniela Di Capua. “L’accoglienza – ha sottolineato– non è una scelta, non è una cortesia, non è un prodotto del nostro buon cuore: è un dovere. È un obbligo di legge per lo Stato che non può non accogliere i richiedenti di protezione internazionale. Stiamo quindi rispondendo alla nostra Costituzione”. La parola “insieme” è stata al centro dell’intervento del parroco di Torrecuso don Antonio Fragnito. “Il Papa ci invita ad accogliere le persone che arrivano da fuori e condividere con loro il viaggio, il nostro vescovo Felice Accrocca ci invita a camminare insieme – ha detto -. È un concetto fondamentale in questo periodo di grande sofferenza. Le persone che arriveranno porteranno nuove energie e grazie al confronto ci potrà essere uno slancio e l’ottimismo per riprendere il viaggio. Torrecuso è una comunità aperta, accogliente e saprà portare avanti questo progetto”. Secondo il direttore della Caritas diocesana don Nicola De Blasio, lo Sprar “mette in relazione: fa conoscere. Ma ha anche un ritorno sociale: ci lavoreranno persone del luogo, soprattutto giovani”.

Card. Lercaro: film “Secondo lo Spirito” su Tv2000. Ruffini, “è la buona tv che riannoda i fili spezzati della nostra memoria”

Sat, 2018-04-21 09:41

“Siamo felici di mostrare in anteprima in Filmoteca Vaticana il documentario sul card. Giacomo Lercaro. Quando ci è stato proposto il film subito abbiamo compreso il valore del progetto”. Così ha dichiarato il direttore di Tv2000, Paolo Ruffini, venerdì 20 aprile nell’inaugurare la proiezione in anteprima in Vaticano del film documentario “Secondo lo Spirito” scritto e diretto da Lorenzo K. Stanzani, che verrà messo in onda in prima serata su Tv2000 domenica 22 aprile. “Si discute molto su cosa distingua la buona dalla cattiva televisione – ha precisato il direttore di Tv2000 – Uno dei compiti che ha la buona televisione è il tema della memoria, ovvero riannodare i fili spezzati della nostra memoria, strappandoci dalla condanna di un presente smemorato per restituirci il senso del cammino difficile che facciamo nella storia”. Ruffini ha poi aggiunto: “Io credo che questo film sul cardinale Lercaro adempia appieno a questo compito, perché con un lavoro sapiente di ricerca di materiali spesso inediti ci offre una chiave di lettura sul secolo scorso che illumina anche il nostro presente”. Presenti in Filmoteca Vaticana anche l’arcivescovo di Bologna mons. Matteo Maria Zuppi, il vescovo ausiliare emerito mons. Ernesto Vecchi, l’amministratore delegato di Tv2000 Massimo Porfiri e il regista Lorenzo K. Stanzani. Quest’ultimo ha indicato che l’idea del documentario è affiorata nel 2008, poi “la realizzazione effettiva ha richiesto due anni di lavoro. Abbiamo visionato 500 ore di materiale, tanti documenti audiovisivi in cui il card. Lercaro parlava ai ragazzi. In più, abbiamo trovato ben 56 pellicole in 8 millimetri”.

Conoscendo poi personalmente il card. Lercaro, mons. Ernesto Vecchi ha condiviso alcuni ricordi: “Io c’ero. Avevo 28 anni quando entrai in casa sua. Il card. Lercaro ospitava nell’arcivescovado circa 70 ragazzi, tutti universitari. E voleva che andassero a messa tutti i giorni. Sono stato fortunato, perché ho avuto due grandi maestri: il card. Lercaro in giovinezza, che mi ha spinto verso una Chiesa in uscita, e il card. Biffi negli anni della maturità. Con il card. Lercaro girai molto per il territorio, e ricordo una volta che per delle cresime, accompagnandolo in auto, gli schiacciai persino un dito nella portiera. Ma lui non si fermava mai”.

Card. Lercaro: film “Secondo lo Spirito” su Tv2000. Mons. Zuppi (Bologna), “attento ai poveri e all’edificazione della Chiesa”

Sat, 2018-04-21 09:38

“Se condividiamo il pane celeste, come non condivideremo il pane terreno?”. È la frase del card. Giacomo Lercaro che l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi sceglie per introdurre il film “Secondo lo Spirito” in Filmoteca Vaticana, venerdì 20 aprile alle 16.30, una presentazione in anteprima di Tv2000. Il documentario dedicato al card. Lercaro, firmato dal regista Lorenzo K. Stanzani, verrà messo in onda su Tv2000 domenica 22 aprile in prima serata. Per la proiezione nella sala cinema della Santa Sede sono intervenuti, insieme a l’arcivescovo di Bologna mons. Zuppi, il vescovo ausiliare emerito mons. Ernesto Vecchi, l’Amministratore delegato di Tv2000 Massimo Porfiri, il direttore Paolo Ruffini e l’autore. L’opera viene proposta a cinquanta anni dal termine dell’incarico come arcivescovo di Bologna del card. Lercaro e programmata sulla rete della Conferenza episcopale italiana con la visita della diocesi di Bologna in Vaticano, sabato 21 aprile.

“Siamo a Roma per restituire la visita che papa Francesco ha compiuto da noi lo scorso ottobre” – ha dichiarato mons. Zuppi in Filmoteca Vaticana – “e l’altare su cui ha celebrato il Santo Padre riprendeva le parole, lo spirito, del card. Lercaro. Gli anni della pastorale del card. Lercaro sono stati straordinariamente ricchi verso la città, i poveri e l’edificazione della chiesa. Il card. Lercaro ha costruito decine di chiese ed era un riferimento della riforma liturgica. Ancora oggi le celebrazioni, anche nei posti più sperduti della diocesi di Bologna, hanno un’applicazione e una bellezza particolare che a mio parere derivano proprio dalla sensibilità del cardinale”. “Grande – ricorda ancora mons. Zuppi – era la sua attenzione verso i ragazzi e i più piccoli. Nelle immagini bellissime, commoventi e appassionanti del film emerge la sua immediatezza e la gioia dei suoi sentimenti verso la gente. Emerge il suo essere padre a casa sua dove ha ospitato per tantissimi anni decine di ragazzi che ancora oggi sono chiamati ‘i ragazzi di Lercaro’, anche se ormai sono diventati tutti nonni”. Concludendo l’arcivescovo di Bologna ha sottolineato: “Un insegnamento prezioso quello del card. Lercaro, anche per leggere meglio il presente. Il card. Lercaro ha vissuto gli anni difficili del Dopoguerra, gli anni Cinquanta, segnati da profonda povertà, ma anche la stagione bella della primavera del Concilio Vaticano II”.

Card. Lercaro: Tv2000 presenta il film “Secondo lo Spirito”. In onda domenica 22 aprile in prima serata

Sat, 2018-04-21 09:34

“Tutta la cristianità deve testimoniare il Vangelo, così come Cristo lo ha predicato, nella sua integrità, purezza e genuinità. Allora guardate che non c’è schiavitù, razzismo o guerra”. Con queste parole del cardinale Giacomo Lercaro si apre il film “Secondo lo Spirito” dedicato all’ex arcivescovo di Bologna, prodotto dalla LabFilm e curato dall’autore e regista Lorenzo K. Stanzani, in onda su Tv2000 domenica 22 aprile in prima serata. Il film è stato presentato e proiettato in anteprima ieri alla Filmoteca Vaticana alla presenza dell’arcivescovo metropolita di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, il vescovo ausiliare emerito di Bologna, mons. Ernesto Vecchi, l’amministratore delegato di Tv2000, Massimo Porfiri, il direttore Paolo Ruffini e l’autore e regista del film Lorenzo K. Stanzani. Immagini e audio inediti arricchiscono il racconto della vita del card. Lercaro che venne definito “il cardinale senza paura”. “Se condividiamo il pane celeste, come non condivideremo il pane terreno?” è la frase che il card. Giacomo Lercaro fece scrivere sull’altare della cattedrale quando fu arcivescovo di Bologna dal 1952 al 1968. Al Concilio Vaticano II – di cui fu uno dei quattro moderatori – il cardinale Lercaro sostenne la necessità della povertà della Chiesa, guidò la riforma liturgica, promosse la collegialità fra Papa e vescovi, un mondo del lavoro solidale ed equo e un nuovo confidente rapporto fra Chiesa e mondo. Al rientro dal Concilio, insieme al suo collaboratore Giuseppe Dossetti e al coinvolgimento di tutti i fedeli, cercherà di applicare il Concilio a Bologna, ma poche settimane dopo l’omelia del 1° gennaio 1968, prima giornata mondiale della Pace nella quale Lercaro chiedeva agli Stati Uniti d’America di cessare i bombardamenti in Vietnam, riceve da Roma l’invito a dimettersi. Del cardinale Lercaro si sa e si parla poco. Eppure l’avvento di Papa Francesco testimonia come le sue idee e visioni, a partire dalla “Chiesa dei poveri”, siano ancora oggi ricche di significato per la Chiesa.

“La pastorale del cardinale Lercaro – ha sottolineato l’arcivescovo di Bologna, mons. Zuppi – i suoi anni di episcopato a Bologna sono stati straordinariamente ricchi della presenza nella città e dell’attenzione verso i poveri e alla edificazione della Chiesa. Il card. Lercaro ha costruito decine di chiese ed era un riferimento della riforma liturgica. Ancora oggi le celebrazioni, anche nei posti più sperduti della diocesi di Bologna hanno un’applicazone e una bellezza particolare che a mio parere derivano proprio dalla sensibilità del cardinale. Nelle immagini bellissime, commoventi e appassionanti del film emerge la sua immediatezza e la gioia dei suoi sentimenti verso la gente, verso i più piccoli. Emerge il suo essere padre a casa sua dove ha ospitato per tantissimi anni decine di ragazzi che ancora oggi sono chimati ‘i ragazzi di Lercaro’, anche se ormai sono diventati tutti nonni”. “Si discute molto – ha affermato il direttore di Tv2000, Paolo Ruffini – su cosa distingua la buona dalla cattiva televisione. E non c’è una formula alchemica per la buona televisione. Ma uno dei compiti che certo ha la buona televisione è quello di riannodare i fili della nostra memoria, di strapparci dalla condanna di un presente smemorato per restituirci il senso del cammino difficile che facciamo nella storia. Ecco, io credo che questo film sul cardinale Lercaro adempia appieno a questo compito. Perché con un lavoro sapiente di ricerca di materiali spesso inediti ci offre una chiave di lettura sul secolo scorso che illumina anche il nostro presente”. “Un aspetto che mi ha particolarmente colpito – ha aggiunto l’autore e regista del film Lorenzo K. Stanzani – è stato quello della sua necessità di favorire in ogni modo, in ogni ambito, la partecipazione popolare alla vita comune; certamente lo ha fatto nella Chiesa, ma lo ha fatto anche nella città e nel mondo. Ogni volta lo faceva coi mezzi che gli erano propri, da prete coi parrocchiani, da vescovo con tutta la diocesi e da cardinale con tutto il mondo. Mi ricorda la parabola dei talenti: tanto posso, tanto devo fare. La storia del cardinale Giacomo Lercaro è stata relegata nel dimenticatoio per 50 anni. Eppure credo fermamente che il suo operato abbia ancora tanto da dare; anzi, come spesso accade si può dire che oggi è più facile comprendere la visione di Chiesa che egli manifestava allora, forse era in anticipo sui tempi, o forse altri erano in ritardo”.

Diocesi: Cremona, il 1° maggio mons. Napolioni celebrerà la messa all’impianto idrovoro del Consorzio di bonifica Navarolo

Sat, 2018-04-21 09:00

Per l’annuale celebrazione in occasione della Festa dei lavoratori, martedì 1° maggio il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, alle 10 presiederà la messa presso l’impianto idrovoro del Consorzio di bonifica Navarolo, a San Matteo delle Chiaviche, nel comune di Viadana (Mn). “Per evidenziare il lavoro del Consorzio, oggi più che mai necessario e vitale per le comunità della zona e per ribadirne l’importanza per l’oculata gestione delle acque, mons. Napolioni – si legge in una nota della diocesi – accogliendo l’invito del Consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica Navarolo, alle 9.30 visiterà gli impianti, prima della celebrazione eucaristica introdotta dal saluto del presidente del Consorzio, Guglielmo Belletti”.

Notizie Sir del giorno: Papa nei luoghi di don Tonino Bello, consultazioni, Alfie Evans, Bassetti su vocazioni, Eta, guerra in Siria, Nobel

Fri, 2018-04-20 19:30

Papa ad Alessano e Molfetta: “imitiamo don Tonino”

“In ogni epoca il Signore mette sul cammino della Chiesa dei testimoni che incarnano il buon annuncio di Pasqua, profeti di speranza per l’avvenire di tutti. Dalla vostra terra Dio ne ha fatto sorgere uno, come dono e profezia per i nostri tempi. E Dio desidera che il suo dono sia accolto, che la sua profezia sia attuata”. È l’omaggio di Papa Francesco a don Tonino Bello dalla sua terra natale, Alessano, davanti a 20mila fedeli. “Non accontentiamoci di annotare bei ricordi – l’invito rivolto a loro –, non lasciamoci imbrigliare da nostalgie passate e neanche da chiacchiere oziose del presente o da paure per il futuro. Imitiamo don Tonino, lasciamoci trasportare dal suo giovane ardore cristiano, sentiamo il suo invito pressante a vivere il Vangelo senza sconti. È un invito forte rivolto a ciascuno di noi e a noi come Chiesa. Ci aiuterà a spandere oggi la fragrante gioia del Vangelo”. Dopo la visita ad Alessano, Papa Francesco si è trasferito a Molfetta dove, al porto, ha presieduto la concelebrazione eucaristica nel giorno in cui, 25 anni fa, don Tonino Bello moriva. (clicca qui)

Quirinale: Casellati, “il presidente Mattarella saprà individuare il percorso migliore”

La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, è salita al Quirinale alle 12 per riferire al Capo dello Stato i risultati del suo mandato esplorativo. “Come prima cosa – ha dichiarato ai giornalisti al termine del colloquio – ho ringraziato il presidente della Repubblica per la fiducia accordatami e per il supporto che non mi ha mai fatto mancare in questi giorni. Ho svolto l’incarico che mi ha affidato con dedizione, cercando di favorire un confronto costruttivo in grado di verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare nel perimetro e nei limiti indicati dal presidente Mattarella. Ringrazio quindi tutti i leader per aver avviato una discussione che, pur nella diversità di opinioni, ha consentito di evidenziare spunti di riflessione politica. Sono certa che il presidente Mattarella saprà individuare il percorso migliore da intraprendere”. (clicca qui)

Alfie Evans: la Corte suprema respinge il ricorso dei genitori. “Non ci sono motivi per ulteriori ritardi”

“Respinto” dalla Corte suprema il ricorso dei genitori Kathe e Thomas Evans che chiedevano la vita per il proprio figlio. Oggi la Corte ha emesso il verdetto su questo “caso disperatamente triste”, si legge nella sentenza, triste per i genitori e per “le persone che hanno mantenuto Alfie in vita per così tanto tempo”. I giudici scrivono che “è opinione unanime dei dottori che hanno esaminato” il piccolo che “quasi tutto il suo cervello è stato distrutto” anche se “nessuno sa perché”, e ciò fa sì che “Alfie non possa respirare, mangiare o bere senza trattamenti medici sofisticati” e che non c’è speranza che possa migliorare. I giudici hanno “esaminato meticolosamente” le prove. La richiesta d’appello si basava sul diritto dell’“habeas corpus”, considerando il loro figlio ingiustamente trattenuto in ospedale. La Corte nella sentenza argomenta le ragioni per cui questo diritto non sia applicabile in questo caso e come “il migliore interesse del bambino” resti il riferimento “adottato non solo dalla nostra giurisprudenza, ma anche riflessa negli standard internazionali”. Quindi “i genitori non hanno il diritto di appellarsi all’habeas corpus” per “acquisire la custodia del loro figlio se questo non è per il migliore interesse del bambino” e perché, hanno ritenuto i giudici nelle precedenti sentenze, “i genitori non hanno diritto di guidare il trattamento medico futuro” per Alfie. Secondo la Corte suprema, “non ci sono motivi per ulteriori ritardi” e “l’ospedale deve essere libero di fare quello che è stato deciso essere nell’interesse migliore per Alfie”. Nessun ricorso alla Corte europea “potrà o dovrà modificare” questa decisione. (clicca qui)

Vocazioni: card. Bassetti, “come Chiesa abbiamo bisogno di un cambiamento di mente e di cuore”

“Sono convinto che anche la consistenza numerica delle vocazioni sia legata alla conversione pastorale, perché quello che il Papa ci chiede e di cui abbiamo bisogno come Chiesa è un cambiamento di mente e di cuore”. Lo afferma l’arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, in un’intervista rilasciata al settimanale delle diocesi umbre “La Voce” (in distribuzione da oggi), a proposito della Giornata di preghiera per le vocazioni, che si celebra domenica 22 aprile. “Nel presentare la chiamata al sacerdozio e alla vita consacrata – sostiene il porporato – dobbiamo stare attenti a non sottolineare le necessità della Chiesa e della comunità cristiana, perché nessuno sarà mai disposto a sacrificare la propria vita alla Chiesa o altra realtà solo per un ‘bisogno’”. Secondo il presidente della Cei, piuttosto “quello che è in grado di smuovere i giovani è un innamoramento”. Per rilanciare le vocazioni “occorre anche tornare a scommettere sulla famiglia”. (clicca qui)

Spagna: mons. Gil Tamayo (Conferenza episcopale), “voglio rallegrarmi perché l’organizzazione terroristica Eta si è sciolta”

“Voglio rallegrarmi perché l’organizzazione terroristica Eta si è sciolta. È tanta la sofferenza e il dolore che ha causato all’intera società spagnola” usando la violenza che sempre è “maligna ma in questo caso anche perversa” e ha “lasciato una zavorra nella storia democratica del nostro popolo”. Sono parole del segretario generale della Conferenza episcopale spagnola José María Gil Tamayo, che ha iniziato la conferenza stampa stamane a Madrid per riferire dei lavori dell’assemblea plenaria commentando la notizia apparsa su “Beria and Gara” oggi secondo cui l’Eta ha riconosciuto “il danno e la sofferenza causata” negli anni della lotta armata. “Ricordando in modo speciale le vittime e i famigliari”, Gil Tamayo ha sottolineato che “la loro sofferenza non finisce con una dichiarazione da parte di chi ha causato il dolore e la violenza”: “Speriamo che questa notizia contribuisca alla riconciliazione”, lavoro “più difficile, faticoso, lungo e che chiede tanta generosità”. L’auspicio espresso da Gil Tamayo è che “nel Paese basco e nel cuore dei famigliari delle vittime si possa creare una società riconciliata, una coesione sociale necessaria”. (clicca qui)

Guerra in Siria: Swg, il 73% degli italiani boccia nettamente la scelta di bombardare compiuta da Usa, Gran Bretagna e Francia

Il 73% degli italiani boccia nettamente la scelta di bombardare la Siria compiuta da Usa, Gran Bretagna e Francia all’alba di sabato 14 aprile. È quanto si legge in “PoliticApp”, lo speciale di Swg “Raid sulla Siria”, pubblicato oggi. Alla domanda se si è o meno d’accordo con la scelta di effettuare un attacco missilistico sulla Siria gli intervistati – 1.000 soggetti maggiorenni – hanno risposto per il 46% “per niente” e per il 27% “poco”. “Molto” e “abbastanza” d’accordo sono risultati, rispettivamente, il 3% e il 13%. Inoltre, per la maggioranza degli intervistati il raid di sabato scorso è stato un errore di strategia e un’aggressione illecita. Infatti, per il 31% si è trattato di “un’aggressione a un Paese sovrano, una violazione del diritto internazionale” mentre il 23% sostiene che sia stato “un errore perché unirà la Siria sotto la leadership di Assad”. Secondo il 15% il bombardamento è stato “un atto giusto perché Assad ha usato le armi chimiche contro la popolazione” e per un altro 7% il raid è stato “un atto legittimo nel quadro multilaterale”. (clicca qui)

Nobel per la pace: Reiss-Andersen (Comitato assegnazione), “non c’è nulla che dica che non lo si possa conferire a un Papa”

“All’interno del Comitato di assegnazione non c’è nulla che dica che non si possa conferire il Nobel ad un Pontefice. Per ciò che riguarda le deliberazioni e le nostre idee riguardo ai diversi Papi queste restano al nostro interno, secretate, così come se ci sono stati dei Papi candidati o se sono stati presi in considerazione come tali”. Lo ha detto al Sir la presidente del Comitato per l’assegnazione del Nobel, Berit Reiss-Andersen, parlando a margine della conferenza tenuta questa mattina a Roma, presso l’Accademia dei Lincei, in cui ha ripercorso i 116 anni della storia del Nobel per la pace. “Mi hanno detto, ma non so se è vero, che i Papi, secondo la legge della Chiesa, non possono ricevere simili premi perché il premio del Papa risiede in un altro luogo”, ha aggiunto Reiss-Andersen, rispondendo alla domanda “perché nella storia del Nobel per la pace mai nessun Pontefice è stato insignito di tale onorificenza, nemmeno Giovanni Paolo II il cui impegno per la pace è stato enorme”. “Noi diamo il Premio ma non cambiamo il mondo”, ha proseguito la presidente che ha ribadito che, nonostante tutto, “lo spirito del Premio è sempre lo stesso”. (clicca qui)

Nuovo governo: Rossini (Acli), “chi deve osare, osi. Chi deve essere responsabile, sia responsabile”

Fri, 2018-04-20 19:20

“Sono passati oltre quaranta giorni, praticamente una quaresima, e siamo ancora senza governo. Ci auguriamo che sorga una buona idea: mettere al centro un programma di cose da fare, condividere delle priorità e superare gli attuali schemi. Si possono fare anche ‘governi di minoranza’. Chi deve osare, osi. Chi deve essere responsabile, sia responsabile”. È quanto ha affermato il presidente delle Acli, Roberto Rossini, nella sua relazione di apertura del Consiglio nazionale, che si sta svolgendo a Roma. Il presidente confida che “le forze politiche in Parlamento sostengano con responsabilità, superando i veti reciproci, l’azione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Paese aspetta ormai da troppo tempo un governo con un chiaro programma che affronti le vere urgenze dell’Italia”. Rossini ha concluso la sua relazione sottolineando che “siamo di fronte ad un nuovo bipolarismo. Non si capisce se questa doppia opzione durerà o se sarà una fase di passaggio per arrivare ad una nuova forma di destra e di sinistra”.

Alfie Evans: ricorso genitori respinto. Centro studi Livatino, “Stato si arroga il potere di morte su bambino”

Fri, 2018-04-20 19:15

“Non è la prima volta che in Nazioni dove i diritti sono stati riconosciuti prima che altrove, lo Stato si arroga il potere di morte su un bambino solo perché ammalato, e contro il volere dei suoi genitori. Accade così in Belgio e in Olanda. In questo il Regno Unito è tutt’altro che fuori dall’Europa, nonostante per un diritto così importante non voglia attendere l’eventuale decisione della Cedu”. Così il Centro studi Rosario Livatino commenta la decisione della Corte Suprema del Regno Unito che oggi ha respinto il ricorso dei genitori di Alfie Evans. Secondo il Centro studi, la decisione “contiene dei passaggi sconcertanti”. In particolare, il giudizio è relativo al fatto che “nega la possibilità di sopravvivere a un essere umano che, come Alfie, ha necessità di sostegno tecnico per alimentarsi, per bere e per respirare, e non ha possibilità di migliorare”. “Attenzione”, ammonisce il Centro studi Livatino: “nel caso concreto non si è di fronte a quello che impropriamente viene definito ‘accanimento terapeutico’, e che meglio potrebbe dirsi ‘trattamento sanitario sproporzionato’. Si è di fronte a un caso di mantenimento vitale”. Inoltre, la decisione “nega la capacità di decidere ai genitori”. “Pur riconoscendo che in passato essa esisteva, per la Corte ciò appartiene a un mondo superato, nel quale il padre di famiglia aveva la custodia del figlio”. “Oggi – spiega la Corte – i genitori devono pensare solo al ‘benessere’ dei figli!”. “Nega quindi il diritto/dovere dei genitori di tentare il possibile per salvarlo. Il ‘welfare’ compete ai genitori, la vita del figlio no!”, sottolinea il Centro studi. Ancora, “il ‘miglior interesse del minore’, unico criterio da prendere in considerazione per la Corte, è che qui il bambino muoia, con lo Stato arbitro di stabilirlo al posto dei genitori, parificati in esplicito per questa loro scelta vita a soggetti che abbandonano i loro figli”. Infine, rileva il Centro studi, “la decisione della Corte non è modificabile da nessuno, neanche dalla Cedu”.

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