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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 16 min 39 sec ago

Egitto: Unesco proclamerà patrimonio mondiale dell’umanità il “Cammino della Sacra Famiglia”

Wed, 2017-05-17 15:10

L’Unesco si prepara a riconoscere come “patrimonio mondiale” dell’umanità il “Cammino della Sacra Famiglia”, l’itinerario che unisce i luoghi attraversati secondo tradizioni millenarie da Maria, Giuseppe e Gesù Bambino quando trovarono rifugio in Egitto per fuggire dalla violenza di Erode. A riferire la notizia ai media nazionali è stato Adel al Gindy, direttore generale delle relazioni internazionali dell’Autorità per lo sviluppo del turismo egiziano. Secondo l’agenzia Fides, i responsabili delle politiche egiziane per il turismo stanno da tempo puntando sul “Cammino della Sacra Famiglia” come itinerario da proporre alle agenzie specializzate nell’organizzazione dei pellegrinaggi cristiani, e ritengono che anche il riconoscimento dell’Unesco potrà favorire l’aumento dei flussi di pellegrini. Anche la recente visita di Papa Francesco in Egitto (28/29 aprile) è stata colta dai responsabili politici del turismo egiziano come un’occasione per riproporre il grande Paese nordafricano tra le possibili mete di pellegrinaggio per i cristiani di tutto mondo, sulle orme della Sacra Famiglia. Papa Francesco, nei discorsi pronunciati durante la visita, ha fatto diversi riferimenti all’ospitalità offerta dall’Egitto a Gesù Bambino, Giuseppe e Maria costretti all’esilio. Prima della visita papale Nader Guirguis, membro di una Commissione ministeriale appositamente costituita per il rilancio del Cammino della Sacra Famiglia, aveva fatto anche riferimento a ipotesi storiche basate sul racconto dei Vangeli, secondo le quali la permanenza in Egitto della Sacra Famiglia potrebbe essersi protratta per alcuni anni. Lo scorso 9 maggio, meno di due settimane dopo la visita del Papa, il ministro del Turismo egiziano, Yahiya Rashid, si è recato anche in Vaticano a presentare il programma “Il viaggio della Sacra famiglia”. A tale riguardo, i media egiziani riferiscono di contatti intercorsi tra gli enti del turismo egiziano e l’Opera romana pellegrinaggi.

Venezuela: vescovi riuniti in assemblea straordinaria per “la difficile situazione del Paese”

Wed, 2017-05-17 14:47

“La difficile situazione del Paese e i diversi contesti segnati dalle difficoltà che vive il Venezuela”: sono questi i motivi della convocazione della 43ª Assemblea straordinaria plenaria dei vescovi del Venezuela (16-18 maggio) nella sede della Conferenza episcopale venezuelana a Caracas, come reso noto dall’ufficio stampa. I vescovi si riuniscono per “un’analisi pastorale della situazione attuale del Paese, per elencare le sfide per l’azione evangelizzatrice della Chiesa nel contesto attuale”. L’ultima riunione straordinaria risale al 2011, “quando il Venezuela si preparava alle elezioni per scegliere una nuova Assemblea nazionale, tra profonde controversie”. Al termine dell’assemblea i vescovi pubblicheranno una Esortazione pastorale “frutto dell’incontro, del dialogo e della preghiera, in cui il discernimento e l’azione pastorale tracceranno un percorso per il Venezuela che desideri i valori della pace, della giustizia e della verità”.

Ong e migranti: p. Zerai (Habeshia), “si chiede all’Africa di morire in silenzio, lontano dagli occhi”

Wed, 2017-05-17 14:44

“Quello che si chiede all’Africa è di morire in silenzio, senza fare rumore, lontano dalla vista dei cittadini europei: non sia mai che si turbino e venga loro in mente di fare azione umanitaria”. Così padre Mussie Zerai, presidente dell’agenzia Habeshia, commenta sulla sua pagina Facebook le conclusioni della Commissione Difesa del Senato sui soccorsi in mare ai migranti da parte delle Ong. A suo avviso l’obiettivo era arrivare a dire “stop ai corridoi umanitari delle Ong” invece di guardare alle “cause dell’esodo dall’Africa”. “Ora la colpa è di queste Ong che mostrano al mondo tutta questa umanità disperata – afferma – o carica di speranza verso il futuro” che “rischiano perfino la vita per tentare di cambiare il proprio destino”. Questi migranti, conclude con amarezza, “turbano le nostre coscienze assopite o atrofizzate. Bisogna tenerli lontano: occhio non vede, cuore non duole”.

Nazioni Unite: Guterres a Strasburgo. Sulle migrazioni “tutti gli Stati europei facciano la loro parte”

Wed, 2017-05-17 14:40

(Strasburgo) Ampia parte del discorso al Parlamento europeo, tenuto oggi dal segretario generale Onu Antonio Guterres, si è concentrato sul cambiamento climatico e sulle migrazioni, due temi che, ha lasciato intendere il relatore, sono fra loro strettamente collegati. Il cambiamento climatico è infatti un “acceleratore” di innumerevoli “altre sfide”: povertà, migrazioni, conflitti, crisi demografica. “Invito tutti gli Stati – ha quindi detto Guterres – a rispettare gli accordi di Parigi sul clima”. Guterres ha affermato che il rispetto ambientale e un’economia sostenibile non sono solo doveri, ma anche “opportunità intelligenti: il green business – ha dichiarato – promette buoni affari oltre che essere fonte di giustizia” internazionale. Rispetto alla questione migratoria, Guterres ha detto: “Incoraggio tutti i Paesi Ue a fare la loro parte per i ricollocamenti”, dando ai rifugiati “condizioni di integrazione e di una vita dignitosa”. Ha quindi ricordato che nel mondo ci sono Paesi con proporzioni gigantesche di profughi rispetto alle loro popolazioni, citando i casi del Libano e della Giordania. Nell’intervento di Guterres anche la lotta alla tratta e la cooperazione con i Paesi più poveri sul fronte dello sviluppo e degli aiuti umanitari in chiave di prevenzione di conflitti e migrazioni.

Antonio Papisca: Tavola della pace, “punto di riferimento del pacifismo italiano”

Wed, 2017-05-17 14:29

“La morte è arrivata come un fulmine, all’improvviso, portandoci via un amico, uno dei principali difensori dei diritti umani dei nostri giorni”. Così Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, ricorda Antonio Papisca, docente emerito dell’Università di Padova, morto ieri all’età di 80 anni. Venerdì 19 maggio alle 10.30 si terrà il funerale al Duomo di Padova. “Con lui, il popolo della pace perde una delle sue guide più significative, uno dei suoi animatori più instancabili – afferma -. I suoi insegnamenti e le sue lezioni sono stati il punto di riferimento del pacifismo politico cresciuto in Italia a partire dagli anni ’80 come non è accaduto in nessun’altra parte del mondo”. Antonio Papisca, prosegue Lotti, “era un uomo straordinario, animato da una grande fede in Dio e nella persona umana, capace di saldare la mente al cuore e alla coscienza. Ma era anche tanto riservato e umile da non rincorrere mai la luce dei riflettori mediatici. Per questo molti non sanno quanto grande sia stato il suo contributo alla crescita nel nostro Paese di un’autentica cultura della pace”. “Grazie a lui – continua – la nostra idea di pace è diventata positiva, i diritti umani sono diventati la bussola del nostro impegno culturale e politico, il nostro ripudio della guerra è diventato più consapevole e radicale, l’Onu è diventato ‘l’Onu dei popoli’, la diplomazia è diventata ‘la diplomazia dei popoli e delle città’, la pace è un diritto umano finalmente riconosciuto (seppur ancora timidamente) dalle Nazioni Unite”.

 

Antonio Papisca: Pax Christi e Mosaico di pace, “un luminare attento alla formazione dei giovani”

Wed, 2017-05-17 14:19

Pax Christi Italia e Mosaico di pace ricordano con affetto e riconoscenza il professor Antonio Papisca, morto ieri all’età di 80 anni. “È stato un punto di riferimento per ogni riflessione sui diritti umani e, negli ultimi anni, sul ‘diritto alla pace’ che, con forza e passione, chiedeva fosse inserito nella Carta delle Nazioni Unite – affermano -, rendendolo oggetto di una specifica campagna promossa nel 2013 dal Centro diritti umani dell’Università di Padova”. “Era sicuramente un luminare, come si usa dire in questi ambiti – sottolineano -. Ma nello stesso tempo un uomo disponibile, affabile e cordiale. Sempre attento alla formazione delle giovani generazioni. Lo ringraziamo per averci accompagnato sui sentieri della costruzione della pace. Lo ringraziamo per lo spessore e la chiarezza dei suoi orizzonti, dei suoi studi, delle sue riflessioni, tutte incentrate sulla forza del diritto”.

Parlamento Ue: Tajani accoglie il segretario generale Onu. “Europa e Nazioni Unite, stessi valori, stessi obiettivi”

Wed, 2017-05-17 14:10

(Strasburgo) “I nostri cittadini si aspettano un’Europa che faccia sentire con forza la sua voce e sia più efficace nell’affrontare le crisi mondiali. Non possiamo girarci dall’altra parte d’innanzi ai massacri in Siria, all’emergenza alimentare in l’Africa, a donne e bambini vittime di mercanti di schiavi, alle migliaia di disperati che muoiono nel deserto o nel Mediterraneo. Non possiamo restare indifferenti alle crescenti violazioni dei diritti fondamentali”. Lo ha affermato Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, accogliendo in emiciclo a Strasburgo il segretario generale Onu, Antonio Guterres. “Oggi più che mai, è necessario lavorare insieme per dare risposte ai nostri cittadini su instabilità, terrorismo, radicalizzazione, gestione dei flussi migratori, cambiamento climatico, povertà, disoccupazione”. Per Tajani, “Nazioni Unite e Unione europea sono nate entrambi dalle ceneri del conflitto mondiale, condividono gli stessi valori e perseguono lo stesso obiettivo: promuovere la pace e la prosperità attraverso la cooperazione multilaterale”.

San Nicola: metropolita Hilarion a Bari per trasferimento della reliquia del santo a Mosca. Ad accoglierla il Patriarca Kirill

Wed, 2017-05-17 14:09

Domenica 21 maggio per la prima volta nella storia, dopo 930 anni, una reliquia di san Nicola lascerà la città di Bari per essere trasferita temporaneamente in Russia (Mosca e San Pietroburgo) fino al 28 luglio, data del suo rientro. A prendere a Bari la reliquia sarà il metropolita Hilarion Alfeev, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, che domenica presiederà alle 8 una Divina Liturgia nella Cripta della Basilica. Al termine della celebrazione avverrà la consegna della reliquia da parte del priore della Basilica di San Nicola, padre Ciro Capotosto, e la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto e delegato pontificio per la Basilica di San Nicola, e il metropolita Hilarion. Successivamente il reliquiario, realizzato dalla Federazione Russa, sarà trasferito in aeroporto a bordo della “San Nicola mobile”, scortato dalle forze dell’ordine. La partenza per Mosca è prevista per le 11.30. La delegazione italiana che accompagnerà la reliquia sarà composta da Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia, e dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, insieme a mons. Cacucci, padre Ciro Capotosto, don Angelo Romita, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e Francesco Introna, dell’Università di Bari, che ha curato le indagini scientifiche utili al prelievo della reliquia. Alle 16 la reliquia sarà accolta dal Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill per essere trasferita nella basilica di San Salvatore a Mosca, dove sarà celebrata una Liturgia alle 18, presieduta dallo stesso Patriarca.

+++ Musei diocesani: oltre un milione di visitatori nel 2016. Don Pennasso (Cei), “siano un servizio di prossimità” +++

Wed, 2017-05-17 14:04

Oltre un milione di visitatori nel 2016. Sono i numeri che hanno fatto registrare i musei diocesani in Italia. Cifra per difetto, se si considera che soltanto 120 di essi hanno un sistema di conteggio dei visitatori. “I musei sono una risorsa per la Chiesa italiana, uno spazio aperto per incontrare persone di ogni fede e cultura”, spiega don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici. La presenza capillare dei musei diocesani garantisce un servizio qualificato a un pubblico sempre più differenziato: turisti, gruppi scolastici e parrocchiali, esperti. Eppure, nonostante i buoni risultati, i musei non sono economicamente autosufficienti soltanto con la bigliettazione: “La sostenibilità del museo passa attraverso i progetti di didattica, le interazioni con le altre realtà del territorio, il rapporto con la Pubblica amministrazione. Inoltre – spiega don Pennasso – è possibile chiedere di accedere ai fondi 8xmille che sono un’entrata stabile su cui si può contare ogni anno per laboratori, lavori di restauro e altro”. Don Pennasso, che domani presenterà i risultati di un questionario inviato ai 169 musei che hanno richiesto il contributo della Cei durante il convegno “Musei ecclesiastici: quale identità?” in programma alla Pontificia Università Gregoriana, si augura che i musei diocesani diventino “sempre più un servizio di prossimità”: “Chi viene dal resto del mondo, ad esempio, potrebbe iniziare a conoscere la nostra storia e la nostra cultura proprio lì. È il nostro biglietto da visita”.

Nazioni Unite: Guterres a Strasburgo. Tre priorità su scala globale: conflitti, diritti umani violati, cambiamento climatico

Wed, 2017-05-17 13:52

(Strasburgo) La soluzione degli innumerevoli conflitti internazionali, la tutela dei diritti umani ovunque nel mondo, il nodo del cambiamento climatico: sono tre priorità che Antonio Guterres, segretario generale delle Nazionali Unite, ha posto al centro del suo intervento di oggi al Parlamento europeo a Strasburgo. Guterres, dopo aver premesso che l’Ue è il più grande progetto di cooperazione politica mai realizzato, ha passato in rassegna le numerose sfide che l’umanità ha di fronte su scala globale. Anzitutto i conflitti, vecchi e nuovi, spesso locali che degenerano in regionali, concatenati tra loro, con ampie ricadute internazionali fra cui il terrorismo e le migrazioni. “Occorre una capacità di azione multilaterale per prevenire e risolvere i conflitti”, agendo sul piano dello sviluppo e del dialogo. Fra gli esempi riportati la Siria, il Congo, la Somalia, l’Afghanistan. Sulla Siria: “È una guerra dove non ci saranno vincitori. Solo vittime e perdenti: le popolazioni vessate dalla guerra, la democrazia, un’intera regione destabilizzata, milioni di profughi”. In secondo luogo la protezione dei diritti fondamentali, violati in ogni angolo del pianeta, problema che richiede una “coalizione a livello globale” che “abbia una visione di insieme dei diritti, civili, sociali, economici”. Guterres si sofferma anche sulla libertà di religione e la necessità di proteggere le comunità di fede, segnalando le discriminazioni e violenze contro cristiani, ebrei, musulmani.

Editoria: “Rogate ergo”, il numero di maggio dedicato all’arte

Wed, 2017-05-17 13:36

“Bisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola”. La citazione di Papa Francesco, tratta dalla “Evangelii gaudium”, fa da sfondo al numero di maggio della rivista “Rogate ergo”, che attribuisce all’arte un ruolo evangelizzatore e denuncia l’incapacità dell’uomo d’oggi di esprimere, attraverso il linguaggio della bellezza, una dimensione etica della realtà. Per poter educare al bene è necessario educare al bello al fine di comprendere il vero. Questa tesi, sostenuta da mons. Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio Cei per i beni culturali, si estende alla formazione artistica dei sacerdoti, ai quali l’arte sacra serve nella vita e nel ministero pastorale. Centrata sull’esigenza dell’annuncio, l’arte – a dire dello storico Rodolfo Papa – può svolgere, infatti, un ruolo importante nell’evangelizzazione dei non credenti, nel riavvicinamento alla Chiesa dei battezzati lontani, nella proclamazione del Vangelo a chi non lo conosce. La rivista si sofferma in particolare sull’indagine avviata dal Pontificio Consiglio della cultura e dalla Cei, avente per oggetto la formazione del clero, chiamato a tutelare i beni storico-artistici presenti nelle chiese e a farsi committente di nuovi edifici di culto e di opere d’arte. In proposito il teologo Severino Dianich ritiene indispensabile che lo studente di teologia sia messo a conoscenza della storia dell’arte e dei metodi della critica estetica. Vengono poi proposte numerose testimonianze come quella del vescovo di Livorno, mons. Simone Giusti, che è architetto. Chiudono il numero le interviste al pittore Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, e al giurista mons. Americo Ciani, anch’egli pittore.

Comece: card. Marx su futuro Europa, “deve poggiare su una solida colonna sociale”

Wed, 2017-05-17 13:36

“Lo sviluppo dell’Europa deve poggiare su una solida colonna sociale perché se le persone non hanno un futuro, se i giovani non riescono a trovare un lavoro, se le famiglie faticano a costruirsi un avvenire, non è possibile avere fiducia nel progetto europeo”. Il principio di “solidarietà” è uno dei “punti” forti su cui insistono i vescovi europei  per il futuro dell’Unione europea. E’ il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Freising e presidente della Comece, a parlarne in un’intervista al Sir a proposito di una ricerca di rifondazione dell’Unione europea che sta emergendo in questo periodo in Europa alla luce anche dell’incontro tra il neo-presidente eletto in Francia Emmanuel Macron e Angela Merkel. L’altro fronte di lavoro comune è “la necessità di creare un nuovo fondamento per l’Unione dell’Euro e creare le condizioni perché questa Unione sia stabile e possibile. E’ una grande questione, non facile”, commenta il cardinale. “Paesi come la Francia e la Germania sono importanti ma bisogna fare le cose insieme, con tutti i Paesi dell’Unione europea”. Infine Marx indica il principio della sussidiarietà. “Per noi – spiega – le linee per il futuro sono quelle della Dottrina Sociale della Chiesa. La sussidiarietà e cioè capire quando prendere le decisioni a livello europeo e quando invece è più proficuo che queste decisioni vengano prese nei singoli Paesi. Sussidiarietà dunque, un principio assolutamente necessario per riguadagnare la fiducia dei popoli”.

Malattia di Huntington: Garcia Ovejero (Sala Stampa Santa Sede), “il Papa desidera che finalmente sia conosciuta”

Wed, 2017-05-17 13:34

“Papa Francesco desidera che finalmente la realtà di questa malattia sia conosciuta, e che ci siano speranze di cura per i malati”. Con queste parole Paloma Garcia Ovejero, vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede, ha aperto il briefing di oggi sulla malattia di Huntington, alla vigilia dell’udienza che il Papa concederà domani, in Aula Paolo Vi, ai malati di questa malattia neurodegenerativa rara, particolarmente diffusa in America Latina, dove i picchi d incidenza sono mille volte superiori rispetto ad altre parti del mondo. Alla presentazione dell’incontro di domani hanno partecipato Ignacio Munoz-Sanjuan, vicepresidente della Chdi Foundation, il portavoce mondiale dei malati di Huntington, Charles Sabine, la senatrice italiana Elena Cattaneo, dell’Università statale di Milano, studiosa della malattia da oltre vent’anni, e alcune famiglie di malati: dal Venezuela Maria Ester, Fanklin e Yosveli, tre fratelli venezuelani che hanno il gene della malattia, e Maria Prieto, moglie di un malato. Dalla Colombia arriva invece Dilia, mamma di nove figli tutti affetti dall’Huntington. “Promuovere uno sforzo su scala mondiale per migliorare la situazione di coloro che soffrono di Huntington”, lo scopo dell’iniziativa di domani. Grazie all’udienza con Papa Francesco, a cui parteciperanno le famiglie sudamericane e una delegazione ristretta proveniente da New York, la malattia rara verrà riconosciuta per la prima volta da un leader mondiale: l’incontro segna la nascita di un movimento mondiale che vuole aumentare la consapevolezza e promuovere azioni per eliminare lo stigma verso la malattia.

Il gene dell’Huntington è stato identificato quasi 25 anni fa studiando la storia genetica dei malati che vivono nelle vicinanze del Lago Maracaibo, in Venezuela. Tuttavia, nonostante ormai siano passati due decenni dalla scoperta del gene, la malattia di Huntington non ha cura, né ci sono trattamenti per rallentare la progressione. I sintomi dell’Huntington, che includono movimenti involontari e scoordinati, problemi a livello cognitivo e di natura psichica, hanno costretto molti malati a nascondere la loro malattia per paura delle critiche e della discriminazione. Lo stigma attorno alla malattia è persistito per diverse generazioni, ostacolando lo sviluppo e la disponibilità di trattamenti e servizi per migliorare la vita di coloro che vivono con questa patologia.

Malattia di Huntington: card. Ravasi, la disabilità “è una componente del nostro impegno”. Messaggio del card. Dolan

Wed, 2017-05-17 13:32

“Il Pontificio Consiglio della cultura si interessa in particolare delle disabilità, perché hanno un loro linguaggio, una loro espressione culturale significativa”. Lo ha detto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del citato dicastero pontificio, nel briefing svoltosi oggi in Sala Stampa vaticana per presentare l’udienza del Papa, domani in Aula Paolo VI, a centinaia di famiglie di malati di Huntington. Oltre 30 le organizzazioni di pazienti che provengono da oltre 20 Paesi. “L’impegno per far sì che malattie come quella di Huntington non rimangano nascoste diventa una componente del nostro impegno – ha proseguito Ravasi – non di tipo tecnico-assistenziale, ma di conoscenza e di vicinanza, anche grazie alla presenza della senatrice Elena Cattaneo”. La Santa Sede, attraverso la Pontificia Accademia delle Scienze, nel 2000 ha già assegnato il premio Pio XI a due studiosi inglesi di questa malattia, ha ricordato il cardinale, che durante il briefing ha letto una lettera inviata dal cardinale di New York, Timothy Dolan, in cui il porporato, nel felicitarsi per l’incontro di domani con Papa Francesco, ricorda che grazie alla lungimiranza del card. O’ Connor, suo predecessore, quasi 30 anni fa è stato aperto a New York un centro medico dedicato a questa sindrome, dove un’équipe medica specializzata è impegnata nella ricerca per garantire i migliori livelli di cura in tutta l’America del Nord. Attualmente, riferisce Dolan, si offrono trattamenti olistici a 80 malati, oltre a diversi servizi di sostegno alle loro famiglie. Domani, in Aula Paolo VI, sarà presente anche una delegazione ristretta proveniente da New York. L’obiettivo comune, scrive il cardinale, è quello di porre fine “al senso di vergogna e di stigma che la circondano”, attraverso la capacità della Chiesa di “fare rete” per contribuire a fornire i servizi essenziali soprattutto alle persone emarginate.

Diocesi: Pistoia, il 20 maggio a Bottegone la corsa “The Raimbow Run” per giovani e lavoro

Wed, 2017-05-17 13:18

“Spronare i giovani del territorio a prendere il largo e informare sulle iniziative e possibilità di lavoro e auto impiego”. Sono questi gli obiettivi della corsa “The Rainbow Run – Policoro edition”, l’iniziativa del Progetto Policoro Pistoia, in collaborazione con il gruppo giovani della parrocchia S. Michele Arcangelo di Bottegone, in programma per sabato 20 maggio. I partecipanti, lungo il tragitto, incontreranno alcune postazioni dove saranno inondati di colore. Sarà “una corsa non competitiva – spiegano i promotori – che si svolge in un contesto ricco di colori, musica, festa ed allegria” con la quale si vuole “portare all’attenzione di un territorio come Bottegone, spesso ferito dal tema lavoro, una cultura del lavoro costruttiva e positiva”. “Nel contesto di un Paese dove scarseggiano le iniziative per i ragazzi, ci proponiamo di creare un’occasione di scambio e di incontro tra i giovani del territorio – afferma Edoardo Baroncelli, responsabile del Progetto Policoro Pistoia – e favorire il diffondersi di un messaggio positivo sul tema lavoro”. “Anche quella della ricerca di lavoro – aggiunge Baroncelli – può essere una ‘Raimbow Run’, una corsa colorata, assieme a tanti altri, forse minacciata da qualche nuvola, dove non vince chi resta solo ma chi sa correre con gli altri”. Per partecipare alla corsa è necessario acquistare i biglietti (al costo di 15 euro) per ottenere il kit e la maglietta dell’evento. Informazioni su www.rainbowrun.eu.

Giornali Fisc: “Gazzetta d’Alba”, il concerto “Spirituality” e la messa su RaiUno aprono i festeggiamenti per i 135 anni

Wed, 2017-05-17 13:05

Saranno un concerto e la messa trasmessa su RaiUno a dare avvio ai festeggiamenti per i 135 anni della “Gazzetta d’Alba”, settimanale della diocesi albese fondato nel 1882. Il primo numero uscì sabato 3 giugno, facendo della “Gazzetta d’Alba” uno dei primi giornali cattolici del Piemonte. Il primo appuntamento in programma è il concerto “Spirituality”, di Juri Camisasca e Rosario Di Bella, che si terrà venerdì 26 maggio, alle 21, nella cattedrale di Alba. Alla serata parteciperà anche lo “Spirituality ensemble” diretto da Paolo Paglia e formato da strumentisti professionisti provenienti dal Piemonte e dall’orchestra Pressenda di Alba. Camisasca e Di Bella saranno accompagnati da Gionata Colaprisca (batteria e percussioni), Giuseppe Furnari (piano e synth) e Fabio Costantino (flauto elettronico e polistrumentista). Domenica 26 maggio, invece, in occasione della 51ª Giornata mondiale per le Comunicazioni sociali, nel Tempio san Paolo il vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, presiederà la celebrazione eucaristica che verrà trasmessa dalle 10.50 su RaiUno. Sarà non solo l’occasione per festeggiare i 135 anni della “Gazzetta d’Alba” ma anche per ricordare i 200 anni della ricostituzione della diocesi di Alba, dopo la soppressione del periodo napoleonico. La festa per l’anniversario del settimanale diocesano si prolungherà con pubblicazioni di volumi, convegni, mostre e rappresentazioni teatrali.

Comece: card. Marx su futuro Europa, “ritornare indietro al secolo dei nazionalismi è impossibile e la maggioranza della gente lo sa”

Wed, 2017-05-17 12:46

“Ritornare indietro nel passato, al diciannovesimo secolo, al secolo dei nazionalismi, dei populismi, al secolo degli interessi esclusivamente è impossibile e la maggioranza della nostra gente lo sa”. Lo afferma il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Freising e presidente della Comece, in un’intervista rilasciata al Sir per presentare il Forum di dialogo sul futuro dell’Unione europea che si terrà a Roma a fine ottobre su iniziativa della Comece e della Santa Sede. “La paura e la mancanza di fiducia” sono le ferite che preoccupano maggiormente i vescovi europei. “La crisi, lo sappiamo, è profonda”, aggiunge Marx. “Ma come il Papa ha detto il 24 marzo alla Sala Regia durante la cerimonia con i Capi di Stato europei dei 60 anni dei Trattati di Roma, la crisi è una possibilità, è una chiamata e quindi non necessariamente una cosa negativa. La crisi è una chance perchè può indicare che è arrivato il momento per decidersi, per capire dove è il nostro futuro. Tutti sappiamo che la crisi ci pone di fronte a questioni gravi ma ci chiede anche di non stare fermi e prendere delle decisioni. Non possiamo non fare nulla. Dobbiamo deciderci a fare qualcosa. Si tratta allora di incoraggiare l’altra via che è quella di lavorare insieme e capire che questo lavoro insieme è possibile solo se tutti compiono lo sforzo di farlo. L’Europa oggi attende che si facciano passi in avanti nella direzione di una più profonda solidarietà. Che cosa è l’Europa? Come ha detto Jean Monnet una volta: è un progetto per un mondo migliore. Semplice, non ideologico, non romantico. Ma una idea, forte: il mondo deve essere migliore con l’Europa e non peggiore”.

Diocesi: Oria, il card. Simoni partecipa alla Perdonanza dei santi medici Cosma e Damiano e alla Gmg diocesana

Wed, 2017-05-17 12:45

Da giovedì 18 maggio e fino a sabato 20 maggio il cardinale albanese Ernest Simoni, sarà ad Oria, invitato dal vescovo diocesano, mons. Vincenzo Pisanello, in occasione della Perdonanza dei santi medici Cosma e Damiano e in concomitanza con la Gmg diocesana. Il card. Simoni, sopravvissuto alla persecuzione anticristiana operata dal regime ateista albanese di Enver Hoxha, porterà – si legge in una nota – “la testimonianza di fedeltà e di eroismo evangelico della Chiesa albanese nel tempo della persecuzione”. “La presenza del card. Simoni a Oria non è casuale”, prosegue la nota, nella quale si ricorda come “i rapporti di amicizia e comunione tra il presule e la diocesi oritana sono il frutto di un lungo trascorso di condivisione tra diocesi di Oria e diocesi di Scutari, sin dall’anno del Giubileo del 2000”. In quell’occasione i fedeli di Oria contribuirono alla costruzione di una nuova Chiesa dedicata ai santi medici Cosma e Damiano nel villaggio di Mali i Jushit, confinante proprio con il territorio della parrocchia di Barbullush, dove Simoni era in quel tempo parroco. Negli anni a seguire, la collaborazione si è intensificata con l’invio di aiuti di tipo materiale, la visita e la collaborazione di centinaia di volontari e di decine di sacerdoti, tre dei quali hanno prestato servizio stabilmente come missionari “fidei donum”. Il cardinale presiederà diverse celebrazioni eucaristiche, incontrerà il clero diocesano e le religiose. Venerdì 19, dalle 19, parteciperà alla Gmg diocesana rispondendo alle domande dei giovani mentre sabato mattina incontrerà gli studenti del liceo scientifico “Vincenzo Lilla” di Oria.

Comece: card. Marx, un Forum a Roma per “Ripensare l’Europa”. “Occorrono orientamenti forti e nuovi”

Wed, 2017-05-17 12:20

“È nostra esperienza e anche il Papa ci ha detto la stessa cosa, che i politici sono alla ricerca di orientamenti per il futuro dell’Europa. La crisi è esistenziale. Lo abbiamo visto con la Brexit, con il dilagare dei nazionalismi, con la questione della zona Euro. Sono tutte questioni di non facile soluzione, pertanto occorrono orientamenti forti e nuovi per l’avvenire dell’Europa”. È quanto dice al Sir il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Freising, presidente della Conferenza episcopale tedesca e della Comece, che insieme ai vescovi della presidenza, ha incontrato ieri alla Domus Santa Marta papa Francesco. Con il Santo Padre, la Comece ha parlato del Forum di dialogo per “Ripensare l’Europa” che si terrà a Roma, dal 27 al 29 ottobre, e sarà promosso insieme alla Santa Sede nell’anno in cui si celebrano i 60 anni della firma dei Trattati di Roma. Un Forum – dice il cardinale Marx –  al quale prenderà la parola Papa Francesco e dove per la quinta volta pronuncerà un discorso “forte” sull’Europa e il futuro dell’Unione. “L’idea di realizzare questo Forum di dialogo – aggiunge – era nei nostri piani già da due anni ed è per noi motivo di grande gioia che sia stata accettata anche dalla Santa Sede. Il Segretario di Stato mi ha detto che il Papa stesso avvertiva la necessità di promuovere qualcosa di simile ed ora la proposta è di organizzarlo insieme. La nostra idea è creare un’assemblea di dialogo. Non si vuole assolutamente fare una grande conferenza in cui parla chi ha già delle risposte. È piuttosto nostra intenzione avviare un processo di  dialogo tra i rappresentanti delle Chiese (vescovi e laici) e i politici, coloro che hanno responsabilità politica e prendono le decisioni”.

Migranti: vescovi liguri, “provare compassione come Gesù buon samaritano”

Wed, 2017-05-17 12:15

“La nostra fede ci chiede un coinvolgimento profondo secondo lo spirito evangelico del ‘provare compassione’ come Gesù buon samaritano”: lo scrivono i vescovi liguri nel documento “Migranti, segno di Dio che parla alla Chiesa”. “Nello specifico si tratta di comprendere che la migrazione coinvolge la vita di tutti, ci ‘tocca’ tutti in eguale maniera, riguarda l’uomo al di là della provenienza, della religione, della condizione sociale, delle convinzioni politiche”. L’obiettivo non è “solo risolvere il problema contingente dell’accoglienza ma è la costruzione di una società più giusta e accogliente”. Non solo: “Si tratta di saper cogliere dentro il fenomeno delle migrazioni segni di realtà divine, vale a dire il dispiegarsi nella storia del disegno di Dio sull’umanità, del quale la realtà che viviamo è il momento attuale, nell’attesa del ritorno del Signore”. Per i presuli, “il fenomeno delle migrazioni sollecita le nostre diocesi a un profondo ripensamento delle modalità con cui offriamo la proposta evangelica”, domandando “un rinnovamento del linguaggio e della prassi dell’evangelizzazione a cui, come Chiesa, non possiamo sottrarci”. Il primo passo da cui partire è “quello di un profondo cambio di prospettiva: fino ad ora la missio ad gentes ha prevalentemente favorito l’atteggiamento di chi è chiamato a portare ad altri il Vangelo, la cultura, gli aiuti. Ora il mondo, le culture, le religioni interpellano le nostre chiese”. Occorre anzitutto “ascoltare: i profughi sono portatori di culture altre, di stili di vita differenti, di sensibilità alternative alle nostre e, quando cristiani, di un patrimonio di esperienza di fede e vita ecclesiale da cui abbiamo molto da imparare, soprattutto in un contesto così secolarizzato come il nostro”.

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