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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 6 hours 50 min ago

Diocesi: Pistoia, il 20 maggio a Bottegone la corsa “The Raimbow Run” per giovani e lavoro

Wed, 2017-05-17 13:18

“Spronare i giovani del territorio a prendere il largo e informare sulle iniziative e possibilità di lavoro e auto impiego”. Sono questi gli obiettivi della corsa “The Rainbow Run – Policoro edition”, l’iniziativa del Progetto Policoro Pistoia, in collaborazione con il gruppo giovani della parrocchia S. Michele Arcangelo di Bottegone, in programma per sabato 20 maggio. I partecipanti, lungo il tragitto, incontreranno alcune postazioni dove saranno inondati di colore. Sarà “una corsa non competitiva – spiegano i promotori – che si svolge in un contesto ricco di colori, musica, festa ed allegria” con la quale si vuole “portare all’attenzione di un territorio come Bottegone, spesso ferito dal tema lavoro, una cultura del lavoro costruttiva e positiva”. “Nel contesto di un Paese dove scarseggiano le iniziative per i ragazzi, ci proponiamo di creare un’occasione di scambio e di incontro tra i giovani del territorio – afferma Edoardo Baroncelli, responsabile del Progetto Policoro Pistoia – e favorire il diffondersi di un messaggio positivo sul tema lavoro”. “Anche quella della ricerca di lavoro – aggiunge Baroncelli – può essere una ‘Raimbow Run’, una corsa colorata, assieme a tanti altri, forse minacciata da qualche nuvola, dove non vince chi resta solo ma chi sa correre con gli altri”. Per partecipare alla corsa è necessario acquistare i biglietti (al costo di 15 euro) per ottenere il kit e la maglietta dell’evento. Informazioni su www.rainbowrun.eu.

Giornali Fisc: “Gazzetta d’Alba”, il concerto “Spirituality” e la messa su RaiUno aprono i festeggiamenti per i 135 anni

Wed, 2017-05-17 13:05

Saranno un concerto e la messa trasmessa su RaiUno a dare avvio ai festeggiamenti per i 135 anni della “Gazzetta d’Alba”, settimanale della diocesi albese fondato nel 1882. Il primo numero uscì sabato 3 giugno, facendo della “Gazzetta d’Alba” uno dei primi giornali cattolici del Piemonte. Il primo appuntamento in programma è il concerto “Spirituality”, di Juri Camisasca e Rosario Di Bella, che si terrà venerdì 26 maggio, alle 21, nella cattedrale di Alba. Alla serata parteciperà anche lo “Spirituality ensemble” diretto da Paolo Paglia e formato da strumentisti professionisti provenienti dal Piemonte e dall’orchestra Pressenda di Alba. Camisasca e Di Bella saranno accompagnati da Gionata Colaprisca (batteria e percussioni), Giuseppe Furnari (piano e synth) e Fabio Costantino (flauto elettronico e polistrumentista). Domenica 26 maggio, invece, in occasione della 51ª Giornata mondiale per le Comunicazioni sociali, nel Tempio san Paolo il vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, presiederà la celebrazione eucaristica che verrà trasmessa dalle 10.50 su RaiUno. Sarà non solo l’occasione per festeggiare i 135 anni della “Gazzetta d’Alba” ma anche per ricordare i 200 anni della ricostituzione della diocesi di Alba, dopo la soppressione del periodo napoleonico. La festa per l’anniversario del settimanale diocesano si prolungherà con pubblicazioni di volumi, convegni, mostre e rappresentazioni teatrali.

Comece: card. Marx su futuro Europa, “ritornare indietro al secolo dei nazionalismi è impossibile e la maggioranza della gente lo sa”

Wed, 2017-05-17 12:46

“Ritornare indietro nel passato, al diciannovesimo secolo, al secolo dei nazionalismi, dei populismi, al secolo degli interessi esclusivamente è impossibile e la maggioranza della nostra gente lo sa”. Lo afferma il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Freising e presidente della Comece, in un’intervista rilasciata al Sir per presentare il Forum di dialogo sul futuro dell’Unione europea che si terrà a Roma a fine ottobre su iniziativa della Comece e della Santa Sede. “La paura e la mancanza di fiducia” sono le ferite che preoccupano maggiormente i vescovi europei. “La crisi, lo sappiamo, è profonda”, aggiunge Marx. “Ma come il Papa ha detto il 24 marzo alla Sala Regia durante la cerimonia con i Capi di Stato europei dei 60 anni dei Trattati di Roma, la crisi è una possibilità, è una chiamata e quindi non necessariamente una cosa negativa. La crisi è una chance perchè può indicare che è arrivato il momento per decidersi, per capire dove è il nostro futuro. Tutti sappiamo che la crisi ci pone di fronte a questioni gravi ma ci chiede anche di non stare fermi e prendere delle decisioni. Non possiamo non fare nulla. Dobbiamo deciderci a fare qualcosa. Si tratta allora di incoraggiare l’altra via che è quella di lavorare insieme e capire che questo lavoro insieme è possibile solo se tutti compiono lo sforzo di farlo. L’Europa oggi attende che si facciano passi in avanti nella direzione di una più profonda solidarietà. Che cosa è l’Europa? Come ha detto Jean Monnet una volta: è un progetto per un mondo migliore. Semplice, non ideologico, non romantico. Ma una idea, forte: il mondo deve essere migliore con l’Europa e non peggiore”.

Diocesi: Oria, il card. Simoni partecipa alla Perdonanza dei santi medici Cosma e Damiano e alla Gmg diocesana

Wed, 2017-05-17 12:45

Da giovedì 18 maggio e fino a sabato 20 maggio il cardinale albanese Ernest Simoni, sarà ad Oria, invitato dal vescovo diocesano, mons. Vincenzo Pisanello, in occasione della Perdonanza dei santi medici Cosma e Damiano e in concomitanza con la Gmg diocesana. Il card. Simoni, sopravvissuto alla persecuzione anticristiana operata dal regime ateista albanese di Enver Hoxha, porterà – si legge in una nota – “la testimonianza di fedeltà e di eroismo evangelico della Chiesa albanese nel tempo della persecuzione”. “La presenza del card. Simoni a Oria non è casuale”, prosegue la nota, nella quale si ricorda come “i rapporti di amicizia e comunione tra il presule e la diocesi oritana sono il frutto di un lungo trascorso di condivisione tra diocesi di Oria e diocesi di Scutari, sin dall’anno del Giubileo del 2000”. In quell’occasione i fedeli di Oria contribuirono alla costruzione di una nuova Chiesa dedicata ai santi medici Cosma e Damiano nel villaggio di Mali i Jushit, confinante proprio con il territorio della parrocchia di Barbullush, dove Simoni era in quel tempo parroco. Negli anni a seguire, la collaborazione si è intensificata con l’invio di aiuti di tipo materiale, la visita e la collaborazione di centinaia di volontari e di decine di sacerdoti, tre dei quali hanno prestato servizio stabilmente come missionari “fidei donum”. Il cardinale presiederà diverse celebrazioni eucaristiche, incontrerà il clero diocesano e le religiose. Venerdì 19, dalle 19, parteciperà alla Gmg diocesana rispondendo alle domande dei giovani mentre sabato mattina incontrerà gli studenti del liceo scientifico “Vincenzo Lilla” di Oria.

Comece: card. Marx, un Forum a Roma per “Ripensare l’Europa”. “Occorrono orientamenti forti e nuovi”

Wed, 2017-05-17 12:20

“È nostra esperienza e anche il Papa ci ha detto la stessa cosa, che i politici sono alla ricerca di orientamenti per il futuro dell’Europa. La crisi è esistenziale. Lo abbiamo visto con la Brexit, con il dilagare dei nazionalismi, con la questione della zona Euro. Sono tutte questioni di non facile soluzione, pertanto occorrono orientamenti forti e nuovi per l’avvenire dell’Europa”. È quanto dice al Sir il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Freising, presidente della Conferenza episcopale tedesca e della Comece, che insieme ai vescovi della presidenza, ha incontrato ieri alla Domus Santa Marta papa Francesco. Con il Santo Padre, la Comece ha parlato del Forum di dialogo per “Ripensare l’Europa” che si terrà a Roma, dal 27 al 29 ottobre, e sarà promosso insieme alla Santa Sede nell’anno in cui si celebrano i 60 anni della firma dei Trattati di Roma. Un Forum – dice il cardinale Marx –  al quale prenderà la parola Papa Francesco e dove per la quinta volta pronuncerà un discorso “forte” sull’Europa e il futuro dell’Unione. “L’idea di realizzare questo Forum di dialogo – aggiunge – era nei nostri piani già da due anni ed è per noi motivo di grande gioia che sia stata accettata anche dalla Santa Sede. Il Segretario di Stato mi ha detto che il Papa stesso avvertiva la necessità di promuovere qualcosa di simile ed ora la proposta è di organizzarlo insieme. La nostra idea è creare un’assemblea di dialogo. Non si vuole assolutamente fare una grande conferenza in cui parla chi ha già delle risposte. È piuttosto nostra intenzione avviare un processo di  dialogo tra i rappresentanti delle Chiese (vescovi e laici) e i politici, coloro che hanno responsabilità politica e prendono le decisioni”.

Migranti: vescovi liguri, “provare compassione come Gesù buon samaritano”

Wed, 2017-05-17 12:15

“La nostra fede ci chiede un coinvolgimento profondo secondo lo spirito evangelico del ‘provare compassione’ come Gesù buon samaritano”: lo scrivono i vescovi liguri nel documento “Migranti, segno di Dio che parla alla Chiesa”. “Nello specifico si tratta di comprendere che la migrazione coinvolge la vita di tutti, ci ‘tocca’ tutti in eguale maniera, riguarda l’uomo al di là della provenienza, della religione, della condizione sociale, delle convinzioni politiche”. L’obiettivo non è “solo risolvere il problema contingente dell’accoglienza ma è la costruzione di una società più giusta e accogliente”. Non solo: “Si tratta di saper cogliere dentro il fenomeno delle migrazioni segni di realtà divine, vale a dire il dispiegarsi nella storia del disegno di Dio sull’umanità, del quale la realtà che viviamo è il momento attuale, nell’attesa del ritorno del Signore”. Per i presuli, “il fenomeno delle migrazioni sollecita le nostre diocesi a un profondo ripensamento delle modalità con cui offriamo la proposta evangelica”, domandando “un rinnovamento del linguaggio e della prassi dell’evangelizzazione a cui, come Chiesa, non possiamo sottrarci”. Il primo passo da cui partire è “quello di un profondo cambio di prospettiva: fino ad ora la missio ad gentes ha prevalentemente favorito l’atteggiamento di chi è chiamato a portare ad altri il Vangelo, la cultura, gli aiuti. Ora il mondo, le culture, le religioni interpellano le nostre chiese”. Occorre anzitutto “ascoltare: i profughi sono portatori di culture altre, di stili di vita differenti, di sensibilità alternative alle nostre e, quando cristiani, di un patrimonio di esperienza di fede e vita ecclesiale da cui abbiamo molto da imparare, soprattutto in un contesto così secolarizzato come il nostro”.

Migranti: vescovi liguri, c’è un “peccato di smemoratezza” rispetto al fenomeno

Wed, 2017-05-17 12:14

Il primo passo verso l’accoglienza, suggeriscono i presuli liguri, nel documento “Migranti, segno di Dio che parla alla Chiesa”, è cercare di comprendere “le ragioni che spingono enormi masse di persone ad abbandonare il proprio Paese, dalla mancanza di prospettive al degrado ambientale e al terrorismo, dalle guerre alla violazione dei diritti umani. I vescovi denunciano “il ‘peccato di smemoratezza’. Nel modo con cui il fenomeno delle migrazioni forzate viene affrontato, è contemporaneamente cancellata la storia: spesso non si riconosce il minimo coinvolgimento nelle cause storiche (economiche, politiche, ambientali, sociali, ecc. …) che sono alla base dell’attuale fenomeno delle migrazioni”. La denuncia prosegue ricordando altri mali che affliggono il Sud del mondo: l’accaparramento delle terre e delle materie prime, il meccanismo del debito, “la persistente vergogna del commercio delle armi, mercato florido per il Nord del mondo, tragedia per i popoli del Sud del mondo”, la tratta delle persone in fuga.
Di fronte a questi drammi, “grande è il valore dell’enorme ed encomiabile opera di soccorso verso quanti attraversano il mare su precarie imbarcazioni: tutta l’opera di accoglienza fino ad ora dispiegata da organismi pubblici (sostenuti dal Governo italiano), da associazioni e da organismi ecclesiali merita un forte riconoscimento e un convinto sostegno. Davvero significativa è l’opera di accoglienza dispiegata dalla Chiesa cattolica soprattutto attraverso Caritas e Migrantes a livello nazionale e diocesano, unitamente all’impegno di altre Chiese cristiane. È necessario continuare in questa direzione, ma occorre anche cercare di andare oltre”, avvertono i vescovi liguri, che chiedono di “ripensare a fondo la legislazione europea e italiana sull’accoglienza dei richiedenti asilo perché abbia come reale obiettivo quello dell’integrazione”. Facendo poi un parallelismo con la situazione dei giovani italiani scrivono: “Mettere in campo una seria politica economica e sociale permetterà di risolvere i problemi sia dei profughi sia dei nostri giovani. Le contrapposizioni che oggi si stanno fomentando avvieranno solamente una guerra tra poveri che non andrà a vantaggio di nessuno”.

Papa Francesco: domenica in visita alla parrocchia romana di san Pier Damiani

Wed, 2017-05-17 12:07

Domenica 21 maggio, alle ore 16, Papa Francesco visiterà la comunità di San Pier Damiani in via Guido Biagi, a Casal Bernocchi. Ad accoglierlo ci saranno, tra gli altri, il cardinale vicario Agostino Vallini, titolare della parrocchia, il vescovo ausiliare del settore Sud, mons. Paolo Lojudice, e il parroco don Lucio Coppa. Durante la visita, riferisce una nota del Vicariato di Roma, il Papa incontrerà i giovani, i malati, le famiglie con i bimbi battezzati quest’anno e gli operatori pastorali della parrocchia, confesserà quattro persone e intorno alle 18 presiederà la Messa. Prima della celebrazione il Pontefice si intratterrà con gli ottanta bambini iscritti al catechismo in preparazione alla prima comunione e con i circa cento adolescenti che frequentano il post-cresima. La parrocchia, si legge nel comunicato, “offre un servizio Caritas svolto da una quindicina di volontari: 50 famiglie, appartenenti alla comunità parrocchiale, due volte al mese ricevono un contributo in viveri dal banco alimentare. Da un anno è operativa la mensa che per due sabati al mese offre un pasto a cinquanta persone provenienti anche dai quartieri limitrofi. L’oratorio della parrocchia è molto frequentato: una cinquantina i bambini che vi accedono ogni domenica mattina dopo la celebrazione eucaristica a loro riservata. Nel periodo estivo, invece, è aperto tutti i giorni per un mese intero grazie alla disponibilità di giovani animatori. Tra gli appuntamenti fissi a San Pier Damiani i quattro giorni di festa organizzati in occasione della festa per l’anniversario della dedicazione della chiesa, avvenuta l’8 giugno 2002, e il mercatino di Natale allestito nelle quattro domeniche di Avvento, il cui ricavato viene devoluto ogni anno in beneficienza. “La comunità ha accolto la notizia con incontenibile gioia – dice il parroco – questa zona della Capitale è carente di servizi essenziali, con pochi esercizi commerciali e quasi inesistenti luoghi di aggregazione: è un quartiere dormitorio, la gente esce di casa al mattino presto per raggiungere il posto di lavoro e rientra la sera. Non tutti prendono parte alle celebrazioni, ma sono sempre disponibili a dare il proprio contributo in caso di necessità”.

Migranti: vescovi liguri, “il fenomeno ci chiede di essere missionari nell’accogliere le genti a casa nostra”

Wed, 2017-05-17 11:58

“Troppo spesso il tema dei profughi e dei loro Paesi di origine viene trattato superficialmente, sulla base di pregiudizi fondati su una paura dell’altro intenzionalmente costruita, senza un’attenta lettura delle cause di un fenomeno così complesso e di difficile gestione”: lo denunciano i vescovi liguri in un documento dal titolo “Migranti, segno di Dio che parla alla Chiesa”. Firmato dagli otto vescovi delle diocesi della Liguria, sette ordinari più un ausiliare (card. Angelo Bagnasco, mons. Alberto Tanasini, mons. Luigi Ernesto Palletti, mons. Guglielmo Borghetti, mons. Antonio Suetta, mons. Vittorio Francesco Viola, mons. Calogero Marino, mons. Nicolò Anselmi), con la data del 23 aprile, Domenica della Divina Misericordia, ma reso noto in questi giorni, il testo “vuole offrire alle nostre comunità cristiane una riflessione che ci aiuti a leggere le migrazioni come un segno di Dio che parla alla Chiesa, non dimenticando le cause del fenomeno. Vuole, inoltre, aprirsi al confronto con tutti coloro che hanno a cuore il bene della famiglia umana”.
I presuli sottolineano che “il Sud del mondo vive gravissimi problemi che sono la conseguenza di politiche economiche e di strategie geopolitiche che altro non sono che giochi di potere, pagati a caro prezzo soprattutto dai poveri”. In realtà, “l’arrivo dei richiedenti asilo nei nostri paesi solleva non solo problemi di ordine sociale ed economico, ma anche ecclesiale, perché fa emergere la profonda difficoltà delle nostre comunità a essere evangelizzatrici verso queste persone, anche solo nella modalità dell’accoglienza. Persino il rapporto con gli immigrati cristiani spesso risulta estremamente faticoso”. Di qui la necessità di una “rielaborazione di una missionarietà efficace”, perché “il fenomeno delle migrazioni ci chiede di essere missionari nell’accogliere le genti a casa nostra”.

Diocesi: Latina, un convegno su “Giovani e il lavoro”

Wed, 2017-05-17 11:51

“Giovani e il lavoro” è il tema del convegno organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale di Latina venerdì 19 maggio, alle 20.15, presso la Curia vescovile di Latina (ingresso via Sezze 16). L’incontro sarà introdotto da don Massimo Castagna, direttore dell’Ufficio. Al tavolo dei relatori siederanno: Nicola Tavoletta, direttore provinciale delle Acli pontine, che parlerà di “Analisi della situazione lavorativa nella provincia con particolare riferimento all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Le problematicità e le prospettive”; Paolo Carraro, Dipartimento mercato del lavoro Cisl nazionale, su “Analisi delle normative riguardanti il lavoro con particolare riferimento all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro della provincia. Problematicità e prospettive”. Porteranno un loro contributo anche Alessandra Bonifazi, presidente Laziosociale, che illustrerà i dati sull’occupazione nel Lazio e in provincia di Latina, e Andrea Tiberi, del Progetto PortafuturoLazio per l’orientamento professionale (progetto della Regione Lazio, pubblico e gratuito, realizzato in collaborazione con gli Atenei). Sono previste anche le testimonianze di giovani coinvolti in diverse esperienze imprenditoriali sul territorio pontino. L’argomento scelto per il convegno è originato anche dalla richiesta del vescovo Mariano Crociata, posta nell’ambito del cammino pastorale di quest’anno indicato alla diocesi, e cioè quella di “prestare una attenzione specifica in particolare a ragazzi e giovani”.

Rapporto Istat: famiglie di impiegati, pensioni d’argento e classe dirigente

Wed, 2017-05-17 11:42

Tre gruppi che l’Istat nel rapporto 2017 accomuna sotto l’etichetta “famiglie benestanti”. Le “famiglie di impiegati” sono il gruppo più numeroso in termini di individui, tra le nuove categorie descritte dall’Istituto di statistica. Comprendono 12,2 milioni di persone (un quinto della popolazione) e 4,6 milioni di famiglie, nella metà dei casi coppie con figli ancora in casa. In quattro casi su dieci la persona di riferimento per il reddito è una donna. È un gruppo molto caratterizzato e omogeneo (anche se per un quarto comprende lavoratori in proprio, tra cui un 6,4% di stranieri), con una forte presenza di impiegati della pubblica amministrazione. Il titolo di studio è elevato, il reddito medio equivalente superiore del 14% alla media nazionale. Il rischio di povertà è relativamente basso (9,5%) e in situazione di grave privazione si trova solo il 3,5%, analogamente al gruppo “pensioni d’argento” (3,6%), così definito per distinguerlo dalle cosiddette “pensioni d’oro”. In questo secondo gruppo sono compresi 4,6 milioni di individui per 1,8 milioni di famiglie, di cui un terzo di coppie senza figli (forse già usciti dal nucleo). L’età media della persona di riferimento è di 64,6 anni, con un livello d’istruzione alto. È un gruppo molto omogeneo, a reddito elevato, in otto casi su dieci vive in una casa di proprietà. Basso rischio di povertà: 6.1%.
Nel gruppo “classe dirigente” l’Istat colloca 1,8 milioni di famiglie (7,2% del totale, 2,46 componenti in media), pari a 4,6 milioni di individui. Il reddito equivalente è superiore del 70% alla media nazionale ed è pari al 12,2% del reddito totale. La persona di riferimento ha in media 56,2 anni e possiede un titolo di studio universitario.

Brexit: sondaggio Ppe, cittadini europei chiedono di proteggere gli interessi dei 27 restanti membri dell’Ue

Wed, 2017-05-17 11:34

(Strasburgo) “Proteggere gli interessi dei 27 restanti membri dell’Ue” dovrebbe essere, secondo il 78% dei cittadini Ue, l’obiettivo primario dei negoziati del Brexit; il 22% degli europei invece vorrebbe che i negoziati si concentrassero sulla “costruzione di nuove relazioni economiche con il Regno Unito, concedendo condizioni privilegiate”. I dati sono stati raccolti dall’istituto Red C Research e presentati da Manfred Weber, capogruppo del Partito popolare europeo (Ppe), che ha commissionato il sondaggio. Secondo gli intervistati, in ordine di priorità occorrerebbe lavorare per i mercati finanziari nei 27 per garantirne la stabilità; concentrarsi sugli interessi a più lungo termine dei 27, anziché sui vantaggi economici a breve termine; garantire che il Regno Unito paghi gli obblighi finanziari in sospeso all’Ue, che non si venga a creare una categoria di cittadini di seconda classe e si proteggano i diritti dei cittadini Ue che vivono nel Regno Unito. Secondo Weber questi dati “sostengono la posizione presa dal Ppe fin dall’inizio”. Quando nel 2019 il Parlamento europeo dovrà votare le condizioni del Brexit, “la nostra prima priorità sarà sempre quella di garantire un buon futuro per i cittadini europei”. Il sondaggio è stato condotto in Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna e Svezia.

Brexit: Juncker, “negoziati nelle mani degli avvocati divorzisti”. Verhofstadt, “per Ue tempo di cambiare e andare avanti”

Wed, 2017-05-17 11:21

(Strasburgo) “Il negoziato per il Brexit mostrerà il meglio dell’Ue, la nostra unione di intenti e la solidarietà” per “proteggere i diritti dei cittadini Ue che vivono nel Regno Unito” e per garantire quelli dei cittadini britannici che vivono in Europa. Ne è convinto Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, che oggi si trova a Strasburgo per un confronto con gli eurodeputati sul Brexit. Tusk ribadisce gli esiti del Consiglio europeo del 29 aprile: garantire i diritti dei cittadini Ue e gli interessi comunitari; risolvere prima le condizioni del “divorzio” da Londra per poi pensare ai rapporti tra Ue e Regno Unito; dopo il Brexit l’isola sarà considerata un Paese terzo con cui stringere stretti rapporti di amicizia e di collaborazione sotto diversi profili (politici, economici, di sicurezza e difesa…). Sulla stessa linea il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker: “Il negoziato è ora nelle mani dei nostri avvocati divorzisti. Ma il Brexit non può assorbire tutte le nostre energie” e passa quindi a elencare le urgenze su cui l’Unione deve concentrarsi per il proprio futuro. In emiciclo e fuori dall’aula i pareri sono più o meno gli stessi, fatte salve le posizioni dei britannici e di alcune frange nazionaliste del Parlamento. Guy Verhofstadt, che segue il Brexit per conto del Parlamento europeo, dice: “Il Brexit ha inviato un messaggio forte all’Europa e ha spaventato molti cittadini. I populisti perdono le elezioni. Questo è un messaggio all’Ue: è tempo di riformarsi e di guardare avanti”.

Lavoro: Molfetta, due appuntamenti verso la Settimana Sociale. Il vescovo Cornacchia incontra lavoratori e imprenditori

Wed, 2017-05-17 11:18

“La soluzione dei problemi economici e occupazionali, così urgente nell’Italia di oggi, non può essere raggiunta senza una conversione spirituale che permetta di tornare ad apprezzare l’integralità dell’esperienza lavorativa. Per tornare a guardare con ottimismo al proprio futuro, l’Italia deve mettere il lavoro al primo posto”. Lo si legge in una nota della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi che, a partire dal messaggio per la Giornata del 1° maggio 2017 della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, vuole tenera alta l’attenzione sulle questioni del lavoro. Pertanto l’Ufficio diocesano per i problemi sociali ed il lavoro organizza due appuntamenti insieme all’Associazione imprenditori dell’area industriale di Molfetta, il Progetto Policoro diocesano e la parrocchia S. Famiglia di Molfetta. Venerdì 19 maggio, alle 19, il vescovo Domenico Cornacchia incontrerà lavoratori ed imprenditori della zona industriale di Molfetta presso la sede dell’Associazione imprenditori dell’area industriale di Molfetta “per ribadire come, laddove si riconosce la centralità del lavoro, si può generare un valore economico realmente propulsivo per l’intera comunità anche di fronte ai cambiamenti causati dall’innovazione tecnologica”, prosegue la nota. Sabato 20 maggio, alle 20, presso la parrocchia, con l’aiuto di don Pinuccio Magarelli, parroco della “zona Industriale”, si rifletterà invece su come il lavoro umano possa generare quel “valore” capace di integrare la dimensione economica, un lavoro “libero, creativo, partecipativo e solidale”.

Rapporto Istat: famiglie tradizionali della provincia, anziane sole e giovani disoccupati

Wed, 2017-05-17 11:03

L’Istat la ha definite “famiglie tradizionali della provincia” e rappresentano il più esiguo tra i nove gruppi sociali presentati nel rapporto 2017. L’elemento tradizionale sta soprattutto nel fatto che in nove casi su dieci il principale percettore di reddito è un uomo e nella presenza di più generazioni. Si tratta di meno di un milione di famiglie (il 3,3% del totale) per 3,6 milioni di individui (6%). Quindi si tratta di nuclei relativamente numerosi (4,3 componenti in media), nella quasi totalità coppie con figli o costituiti a loro volta da più nuclei (8,2%). Vivono per lo più al Sud e in centri al di sotto dei 50mila abitanti. La persona di riferimento ha in media 53,5 anni, possiede al massimo la licenza media e in un caso su due è commerciante o artigiano. E’ uno dei gruppi a minore benessere monetario, ma può contare su un minimo di supporto sociale se è vero che a un rischio di povertà elevato (quasi il 30%) corrisponde una quota di grave deprivazione in linea con la media nazionale (11,8). Il gruppo “anziane sole e giovani disoccupati” si spiega perché l’Istat non è partito da un’ipotesi a tavolino, ma ha lasciato che fossero i dati a determinare le categorie. In questo caso concorrono i livelli di reddito, la cittadinanza italiana e le modeste dimensioni del nucleo (fino a tre componenti). Detto ciò, il gruppo è comprende 3,5 milioni di famiglie e 5,4 milioni di persone (l’8,9% del totale) ed è costituito per l’88,7% da pensionati, prevalentemente donne in età avanzata (68,4 anni di media) e con pensioni diverse da quelle da lavoro (sociali, invalidità…), mentre solo per l’11,3% da disoccupati, per lo più maschi e con una media di 43,1 anni. Ovviamente si tratta di un gruppo molto eterogeneo ma con un elevato rischio di povertà (39%) e, in particolare, una quota di persone in condizioni di grave privazione (21,6%) quasi doppia rispetto alla media nazionale.

Rapporto Istat: famiglie con almeno uno straniero hanno le peggiori condizioni economiche

Wed, 2017-05-17 11:02

Nel rapporto Istat 2017 il gruppo composto da famiglie in cui almeno uno dei componenti è uno straniero è quello che presenta le peggiori condizioni economiche in base al reddito, con uno svantaggio di circa il 40% rispetto alla media nazionale. E questo nonostante il fatto che, per titolo di studio della persona di riferimento, questo gruppo è secondo soltanto alla classe dirigente e alle famiglie degli impiegati. Vi rientrano 1,8 milioni di nuclei (7,1% del totale) corrispondenti a 4,7 milioni di individui (7,8% del totale). In oltre un caso su tre si tratta di persone sole o di coppie senza figli. E’ il gruppo più giovane, in quanto l’età media della persona di riferimento è 42,5 anni. Oltre la metà di queste famiglie si trova in condizione di rischio di povertà o esclusione sociale e il 27,2% in stato di grave deprivazione. Le famiglie a basso reddito di soli italiani sono costituite per oltre il 90% da coppie con figli e sono relativamente numerose (4,3 componenti in media). Ecco perché pur rappresentando il 7,5% del totale dei nuclei (1,9 milioni) comprendono il 13,6% degli individui (8,3 milioni). La persona di riferimento ha in media 45,5 anni, un titolo di studio basso (media inferiore per il 54%) e fa l’operaio i sei casi su dieci. Il reddito familiare è inferiore di circa il 30% alla media nazionale, ma all’interno del gruppo ci sono notevoli differenze. La quota di persone a rischio povertà è molto elevata: 33,3%. Una persona su cinque è in condizioni di grave deprivazione. La distribuzione di questi due gruppi è speculare: il primo è presente soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, il secondo nel Mezzogiorno.

Rapporto Istat: i giovani blue-collar e le famiglie degli operai in pensione

Wed, 2017-05-17 11:01

Nel rapporto annuale 2017 l’Istat individua due gruppi sociali comprendenti famiglie a reddito medio. Il gruppo giovani blue-collar (i cosiddetti “colletti blu”) riunisce famiglie in cui nella stragrande maggioranza dei casi il principale percettore di reddito ha in media 45 anni è un operaio assunto a tempo indeterminato e possiede un diploma di scuola media o superiore. Nel gruppo rientrano 2,9 milioni di famiglie (l’11,3% di tutte quelle residenti in Italia), nel 35,6% dei casi costituite da coppie senza figli, per un totale di circa 6,2 milioni di individui (il 10,2% della popolazione). E’ un gruppo molto omogeneo sul piano del reddito e con una quota di persone a rischio di povertà (il 14,9%) inferiore alla media nazionale. Tra i nove nuovi gruppi sociali descritti nel rapporto Istat quello delle famiglie degli operai in pensione è il più numeroso: comprende 5,8 milioni di famiglie (il 22,7% del totale) e oltre 10,5 milioni di individui. Nel 76,8% dei casi si tratta di nuclei costituiti da una persona o da coppie senza figli. La persona di riferimento ha in media 72 anni e possiede al massimo la licenza media. In oltre il 75% dei casi queste famiglie vivono in un’abitazione di proprietà. Anche in questo gruppo il rischio di povertà (16,4%) è inferiore alla media nazionale, mentre è piuttosto alto il rischio di esclusione sociale (26,9%). Esso è anche il primo per comportamenti a rischio per la salute: eccesso di peso, sedentarietà e consumo eccedentario di alcol.

Rapporto Istat: nove gruppi sociali per cercare di capire meglio un’Italia profondamente cambiata

Wed, 2017-05-17 11:00

Nell’epoca della grande crisi la struttura sociale dell’Italia è divenuta molto più complessa, le tradizionali categorie o classi non sono più adeguate a rappresentare la sua articolazione. Per questo l’Istituto nazionale di statistica, nel suo 25° rapporto annuale presentato oggi a Roma, ha provato a suddividerla in nove gruppi sociali, con un approccio “multidimensionale”: alla componente economica (reddito, condizione occupazionale) sono state associate quella culturale (titolo di studio) e quella socio-demografica (cittadinanza, dimensione della famiglia, ampiezza demografica del comune di residenza). Il reddito (il reddito equivalente, per l’esattezza, cioè quello rapportato alle condizioni reali delle famiglie) resta l’elemento prevalente ma non esclusivo e questo, spiegano all’Istat, ha consentito di allargare molto il campo visuale e allo stesso tempo di andare più in profondità. I nove gruppi, secondo la terminologia del rapporto, sono: giovani blue-collar; famiglie degli operai in pensione (questi primi due considerati a reddito medio); famiglie a basso reddito con stranieri; famiglie a basso reddito di soli italiani; famiglie tradizionali della provincia; anziane sole e giovani disoccupati (questi quattro considerati a basso reddito); famiglie di impiegati; pensioni d’argento; classe dirigente (gruppi considerati benestanti). L’Istat osserva che la perdita del senso di appartenenza a un classe sociale ha investito con più forza classe operaia e piccola borghesia, che si ritrovano frammentate in più gruppi dei nove, mentre la classe media impiegatizia è ben rappresentabile (l’83,5% si ritrova nel gruppo “famiglie di impiegati”) e così pure la borghesia all’interno del gruppo “classe dirigente”.

Parlamento Ue: segretario generale Onu Guterres a Strasburgo. Colloqui su terrorismo, migrazioni, clima

Wed, 2017-05-17 10:58

(Strasburgo) La situazione in Siria e Venezuela, la cooperazione Onu-Ue nella lotta al terrorismo, nella gestione dei flussi migratori e nella tutela dei diritti umani, la necessità di rafforzare le capacità d’azione Ue di politica estera e di sicurezza: sono i temi del colloquio in corso a Strasburgo tra il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e il segretario generale Onu, António Guterres, che alle 12 interverrà in plenaria. Tajani e Guterres discutono inoltre – secondo una fonte dell’Euroassemblea – dell’aggravarsi delle crisi alimentari in Africa, di lotta ai cambiamenti climatici e del ruolo chiave dell’Unione europea nell’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030. António Guterres è stato Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, da giugno 2005 a dicembre 2015 e primo ministro portoghese dal 1995 al 2002. Dal 1° gennaio 2017, Guterres è succeduto a Ban Ki-moon in qualità di segretario generale Onu. Guterres è il primo cittadino europeo e diventare Segretario generale delle Nazioni Unite.

Papa Francesco: saluta “veterani” e “combattenti” di Montecassino. “Pace nell’Europa e in tutto il mondo”

Wed, 2017-05-17 10:43

Salutando, oggi, i pellegrini polacchi, il Papa si è rivolto in particolare ai “veterani del Secondo Corpo d’armata polacco, che sono giunti qui in Italia per l’anniversario della battaglia di Montecassino”. “Saluto voi tutti combattenti qui presenti, che nel corso della seconda guerra mondiale avete lottato per la libertà del vostro Paese e delle altre nazioni”. “Il vostro sforzo, l’impegno e il sacrificio di vita dei vostri compagni, fruttifichino con la pace nell’Europa e in tutto il mondo”, l’auspicio. Durante il saluto ai fedeli di lingua italiana, il Papa ha salutato, tra gli altri, il Comitato vittime di Rigopiano e l’Associazione “Nonni felici”. Nel triplice saluto ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, Francesco ha citato la festa liturgica odierna di San Pasquale Baylon, patrono delle Associazioni eucaristiche: “Il suo amore per l’Eucaristia indichi a voi, cari giovani, l’importanza della fede nella presenza reale di Gesù. Il pane eucaristico sostenga voi, cari ammalati, ad affrontare con serenità la prova e sia il nutrimento per voi, cari sposi novelli, nella crescita umana e spirituale della vostra nuova famiglia”.

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