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Servizio Informazione Religiosa
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Aiuto alla Chiesa che Soffre: rapporto annuale, nel 2016 raccolti 129.271.207 euro in tutto il mondo

Fri, 2017-06-30 12:29

Nel 2016 Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) ha raccolto 129.271.207 euro in tutto il mondo, ottenendo, per il terzo anno consecutivo, un risultato migliore del precedente. Lo rende la stessa Fondazione in una nota stampa. La generosità delle centinaia di migliaia di benefattori Acs ha permesso di realizzare 5.303 interventi in 148 Paesi. Ancora una volta a beneficiarne maggiormente è stata l’Africa, dove è stato realizzato circa il 27,5% dei progetti. Nell’assegnazione dei progetti, la commissione internazionale di Acs ha favorito le aree afflitte dal fondamentalismo islamico, innanzitutto la Nigeria settentrionale. Grandissima attenzione al Medio Oriente, dove lo scorso anno è stato realizzato il 22,6% dei progetti e dove dal 2011 ad oggi sono stati realizzati interventi per un totale di 60 milioni di euro. I Paesi maggiormente sostenuti da Acs sono Iraq e Siria, che nel 2016 hanno ricevuto rispettivamente 9,7 e 6 milioni di euro. Cifre destinate ad aumentare in questo 2017 e negli anni a seguire, specie considerato l’impegno di Acs nella ricostruzione dei villaggi cristiani della Piana di Ninive: un vero e proprio Piano Marshall che richiederà un contributo stimato attorno ai 230 milioni di euro. Come negli anni precedenti la maggioranza degli interventi riguarda la costruzione e il restauro degli edifici religiosi (30%), con 1.222 tra cappelle, chiese, conventi e seminari interessati. Oltre il 30% di questi progetti è stato realizzato in Africa. Seguono gli aiuti ai profughi cristiani in Medio Oriente (18,6%) e le intenzioni di Messe (14,8%). Quest’ultimo tipo di sostegno, in molte aree del mondo, costituisce l’unica forma di sostentamento per i sacerdoti delle Chiese povere.

Nel 2016 sono state celebrate 1.435.888 Sante Messe secondo le intenzioni dei benefattori Acs: una ogni 22 secondi. I contributi offerti hanno permesso di sostenere 43.027 sacerdoti – ovvero uno ogni nove nel mondo – in particolare in Africa (14.403) e in Asia (11.293). Grande il supporto anche ai seminaristi – Acs ha permesso a 10.760 di loro, uno ogni 11, di proseguire gli studi – e alle religiose, 11.080 delle quali hanno beneficiato degli aiuti della Fondazione per il sostentamento e/o la formazione. Infine, Acs ha permesso alla Chiesa di raggiungere le località più remote donando veicoli per la pastorale a vescovi, sacerdoti e catechisti. Lo scorso anno sono state offerte 375 auto, 149 motociclette, 239 motociclette e due barche. Commentando i dati del rapporto, il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro, ha dichiarato che “oggi vaste aree del mondo, Europa inclusa subiscono l’azione di due aggressivi e letali ceppi virali, l’ideologia di alcuni Stati e gli estremismi religiosi, entrambi contrari alla libertà religiosa. Si tratta di virus, che sopprimono la libertà di fede con forme articolate, dalle leggi dello Stato, ogni riferimento alla Sharia è voluto, fino agli assalti terroristici”. Virus che si possono arginare con il vaccino “della generosità dei benefattori”.

Germania approva matrimonio omosessuale: mons. Koch (Berlino), “l’istituto giuridico è finito stritolato negli ingranaggi della tattica politica”

Fri, 2017-06-30 12:21

“Vale la pena osservare come molti di quelli che per molto tempo hanno combattuto l’istituzione del matrimonio come un modello di vita ostile e superato, oggi siano sostenitori ardenti del ‘matrimonio per tutti’”. A poche ore dalla decisione del Bundestag tedesco di parificare le unioni omosessuali al matrimonio eterosessuale, l’arcivescovo di Berlino, mons. Heiner Koch, afferma che “è triste che l’istituto giuridico del matrimonio sia finito stritolato negli ingranaggi della tattica politica. In tutto questo il matrimonio non ci ha guadagnato”. Mons. Koch annuncia che “come Chiesa cattolica ci impegneremo a promuovere la discussione e a mostrare la vitalità della visione cattolica del matrimonio, così come ricorda sempre anche Papa Francesco”. “Ricordo al tempo stesso che il carattere sacramentale del nostro modo di comprendere il matrimonio rimane inalterato rispetto all’odierna decisione del Bundestag tedesco – prosegue l’arcivescovo di Berlino -. Soprattutto ora è per me importante sottolineare che la Conferenza episcopale tedesca nelle sue dichiarazioni sui diritti delle diverse forme di convivenza, ha sempre precisato che sarebbe stato un malinteso intendere la difesa del matrimonio eterosessuale come una forma di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali. Come Chiesa rispettiamo tutte le coppie omosessuali, in cui da anni si vive nel rispetto e nella cura reciproci”.

Germania approva matrimonio omosessuale: mons. Koch (Berlino), “rammaricato” perché “la differenziazione non è discriminazione”

Fri, 2017-06-30 12:18

“Sono rammaricato che il legislatore abbia rinunciato ai contenuti sostanziali del concetto di matrimonio, per adattarlo a coppie formate da persone dello stesso sesso. Al tempo stesso mi rammarico anche che con la decisione presa oggi si rinunci a differenziare le diverse forme di unione, arrivando a parificarle tutte. La differenziazione non è discriminazione”. È il commento dell’arcivescovo di Berlino, mons. Heiner Koch, dopo la storica decisione presa dal Bundestag tedesco, che ha approvato quest’oggi a maggioranza il “matrimonio per tutti”. 393 i deputati tedeschi che si sono detti favorevoli alla parificazione delle unioni omosessuali al matrimonio eterosessuale; 226 quelli che hanno votato no e 4 gli astenuti. “Si possono riconoscere le convivenze di persone dello stesso sesso anche attraverso un’altra forma istituzionale. Non è necessario aprire l’istituto giuridico del matrimonio alle coppie dello stesso sesso. I padri della Costituzione – prosegue mons. Koch – hanno dato un posto di rilievo nella nostra Carta costituzionale perché volevano proteggere e rafforzare quanti, come madri e padri, desideravano donare la vita ai propri figli”. Il “matrimonio per tutti” rappresenta di fatto, per l’arcivescovo di Berlino, “un annacquamento del concetto di matrimonio tradizionale”. Mons. Koch sollecita l’apertura di una “discussione sul rafforzamento e la promozione delle numerose forme di unione (letteralmente: comunità con responsabilità) nella nostra società”. “Se lo Stato però – prosegue l’arcivescovo di Berlino – vuole veramente rafforzare queste unioni, deve porre chiaramente l’attenzione sulle politiche familiari e matrimoniali, per sostenere la stabilità e la responsabilità personale dei matrimoni, invece di togliere valore agli ambiti dei coniugi”.

Mafia: Grasso a Tv2000, “è diventata qualcosa di generico, dobbiamo distinguere”. “La scomunica della Chiesa è un grande atto”

Fri, 2017-06-30 12:06

“Sono contro la politica degli eroi. Non ci sono superman”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Pietro Grasso, in un’intervista a Monica Mondo per “Soul”, il programma-intervista di Tv2000 in onda alle 12.15 e 20.45 di domani, sabato 1° luglio. “Falcone e Borsellino – ha aggiunto Grasso – lo dico sempre ai giovani, sono certamente delle persone eccezionali, certamente dei fuoriclasse però sono raggiungibili, imitabili come esempi perché avevano un grande senso del dovere, un grande senso dello Stato e noi dobbiamo cercare di imitarli e non pensare a eroi che volano e sparano”. Grasso ha parlato anche del coinvolgimento dei magistrati in politica: “non tutti i magistrati possono fare i presidenti del Senato” ma “possono fare i parlamentari e i senatori”. Ripercorrendo la sua carriera da magistrato, Grasso ha rilevato che la “mafia stragista non esiste più, è stata destrutturata, è stata ridotta all’impotenza attraverso gli ergastoli che sono stati inflitti tutti con il Maxiprocesso di cui sono stato giudice a latere, e rendendo inoffensivo Matteo Messina Denaro, l’unico latitante rimasto, perché pare che per proteggere la sua latitanza non si possa interessare attivamente tutta Cosa Nostra, per questo è stato anche lui ridimensionato”. Oggi la mafia è “diventata qualcosa di generico, per cui se tutto è mafia nulla più è mafia. Dobbiamo dunque distinguere e cercare di essere molto più precisi nelle analisi”. “Oggi anche la mafia – ha ribadito Grasso – ha capito che ha bisogno di qualcosa in più per ottenere un’utilità e un profitto. In tutto questo la scomunica è un grande atto che la Chiesa ha fatto, che ha fatto Papa Francesco soprattutto nei confronti dei corrotti”.

Charlie Gard: Renard (Fafce), “non è un caso giudiziario, è una vita”. “Quello che succede oggi sia di monito ai legislatori”

Fri, 2017-06-30 12:05

(Bruxelles) “La Corte europea dei diritti dell’uomo dovrebbe difendere i singoli dall’intromissione dello Stato”, mentre “essa si astiene dall’intervenire, seguendo un ragionamento più politico che di diritto”. Il presidente della Fafce, Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche, Antoine Renard, commenta per il Sir la decisione assunta dalla Corte di Strasburgo che, appoggiando le decisioni dei giudici britannici, ha portato alla decisione di staccare il respiratore cui è stata finora legata la vita del piccolo Charlie. “Charlie Gard non è un mero caso giudiziaro, è un bambino di 10 mesi gravemente malato”, insiste Renard. “Le autorità giudiziare ne hanno tolto la patria potestà ai genitori, che ora si trovano finanche di fronte all’impossibilità di fare in modo che possa morire in pace in casa con loro”. Di fronte “a questa sequenza di ingiustizie e di violenza restiamo senza parole. I medici del Great Ormond Street Hospital hanno deciso di sopprimere questa vita. Ma noi sappiamo che la scienza, anche la più avanzata, non ha risposte a tutto”. Il presidente Fafce conclude: “Quello che succede oggi sia di monito ai legislatori, sul fine vita non si può più restare ambigui”.

Arte: Aquileia, dal 2 luglio al 3 ottobre la mostra “Volti di Palmira”

Fri, 2017-06-30 11:40

Arrivano anche dal Terra Sancta Museum di Gerusalemme alcuni dei reperti che verranno esposti nella mostra “Volti di Palmira ad Aquileia”, presentata ieri a Roma dal Ministro per i Beni culturali Franceschini, la prima dedicata in Europa alla città dopo le distruzioni recentemente perpetrate. Dal 2 luglio al 3 ottobre 2017 presso il Museo archeologico nazionale di Aquileia, per iniziativa del Polo museale del Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Aquileia, sarà dunque possibile visionare alcuni reperti provenienti del Terra Sancta Museum di Gerusalemme, un moderno centro museale di quasi 3000 mq curato dai Francescani di Terra Santa, che intende valorizzare il patrimonio culturale conservato nei luoghi di Gesù e diffondere un messaggio di pace tra i fedeli, favorendo l’incontro tra diverse culture. Nel mese di agosto inoltre la mostra ospiterà anche la presentazione del libro “Palmira. Storie straordinarie dell’antica metropoli d’Oriente” (Edizioni Terra Santa) di Maria Teresa Grassi, docente presso l’Università degli Studi di Milano, archeologa e responsabile per l’Italia del sito di Palmira. “Palmira non merita di essere ricordata solo per lo scempio che ha subito. Ha storie straordinarie da raccontare. Ed è importante ascoltarle, conservare e proteggere le splendide memorie del passato”, spiega l’autrice del volume.

Cattedrale Agrigento: appello a Mattarella per la messa in sicurezza dopo più di sei anni di chiusura

Fri, 2017-06-30 11:21

Un appello al capo dello Stato, Sergio Mattarella, il 6 luglio in visita ad Agrigento, ad “esercitare il suo ruolo di garante della Costituzione che all’articolo 9 recita: ‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica; tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione’ e dire una parola autorevole perché agli agrigentini e agli italiani venga restituita la cattedrale”. A rivolgerlo, in forma di lettera aperta dalle colonne del numero in uscita del settimanale cattolico agrigentino “L’Amico del Popolo”, è il direttore del periodico, Carmelo Petrone, dicendosi certo di un “autorevole e risolutore intervento” di Mattarella. Dopo la visita del 3 giugno 2016 a Lampedusa, il presidente della Repubblica è atteso il prossimo 6 luglio ad Agrigento per rendere omaggio a Luigi Pirandello nel 150° anniversario dalla nascita. Quel giorno saranno passati 6 anni, 4 mesi e 9 giorni dalla chiusura al culto (25 febbraio 2011) della cattedrale cittadina perché il colle su cui è costruita, ricorda Petrone, è “malato e attende di essere messo in sicurezza”. “In tutti questi anni – scrive ancora il direttore – abbiamo sentito solo promesse, abbiamo visto sottoscrivere patti e letto di tavoli tecnici per salvare il colle e con esso la cattedrale ma, di fatti che vanno nella direzione della messa in sicurezza, ben pochi”. Ad oggi “la sola certezza è quella della messa in sicurezza del sacro edificio, commissionata e cofinanziata dall’arcidiocesi, che si sta per appaltare, che è solo la parte propedeutica perché si intervenga sul Colle su cui poggia la cattedrale”.

Striscia di Gaza: Da Silva (parroco), “pensare al futuro è difficile, concentriamoci sul presente per renderlo vivibile”. Israele nega permessi ai religiosi

Fri, 2017-06-30 11:15

Davanti all’emergenza umanitaria in corso a Gaza, dove alle già gravissime carenze idriche e igienico-sanitarie si è aggiunta da diversi giorni anche quella relativa alla fornitura di energia elettrica, “solo 2 ore e mezza al giorno”, “pensare al futuro è molto difficile, per questo è meglio concentrarci sul presente per provare a renderlo più vivibile”. È la testimonianza che arriva al Sir da padre Mario Da Silva, parroco della parrocchia della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia, composta da soli 138 fedeli. “Ho aggiornato i dati recentemente e siamo arrivati a questo numero grazie ai sei nati negli ultimi mesi”, aggiunge parlando al telefono. “L’erogazione di energia elettrica è stata notevolmente ridotta – conferma il sacerdote – da otto ore giornaliere siamo passati a solo due ore e mezzo. Le condizioni di vita sono peggiorate: non è facile vivere senza luce e senza energia elettrica. Non abbiamo possibilità di usare l’aria condizionata – a Gaza le temperature sono molto alte in questo periodo – e non possiamo conservare i cibi nei frigoriferi”. Anche tra i religiosi la situazione non sembra migliore. “Non possiamo uscire dalla Striscia e questo per noi è un grande problema – dice preoccupato – da qualche mese Israele nega i permessi. Solo dopo alcune pressioni siamo riusciti ad averne per alcune religiose. Permessi negati ad altro personale religioso. La prossima settimana devo uscire dalla Striscia ma non so se potrò rientrare. Vedremo se Israele deciderà di rinnovare o meno quelli in scadenza. Il Patriarcato latino si muoverà”. Nonostante la gravissima difficoltà in cui versa tutta la Striscia, la parrocchia cerca di alleviare le condizioni soprattutto dei più piccoli. “Ora le scuole sono chiuse. Abbiamo da pochi giorni concluso il nostro Summer Camp (dal 1° giugno), cui hanno partecipato circa 200 tra bambini e ragazzi, cattolici e ortodossi, aiutati da 20 educatori. Sono state giornate intense e ricche di attività – afferma Da Silva – vissute all’interno della nostra parrocchia. Giorni bellissimi in cui i nostri bambini hanno potuto accarezzare scampoli di vita normale, cosa che qui nella Striscia non è affatto facile”. Perché a Gaza si vive “giorno per giorno. Senza pensare al futuro. Quel futuro che solo un miracolo può darci”, conclude.

Società: Milano, conoscere d’estate la città con gli “Spiazzati”, senzatetto autori di una guida della metropoli

Fri, 2017-06-30 10:32

Dopo il successo della guida “I Gatti di Milano non toccano terra”, gli Spiazzati, i senzatetto autori della stessa guida, propongono per l’estate un calendario di camminate per il capoluogo lombardo. Da luglio ad agosto, ci saranno 16 date destinate a gite “sospese tra mito e realtà”, da farsi rigorosamente in “scarp de’ tenis”. Per scoprire – come recita una nota – “una Milano inedita, con gli occhi di chi vive in strada”: si va dallo scomparso quartiere del Bottonuto alla Magolfa della poetessa Alda Merini; dalla Milano verticale, alle statue parlanti del centro storico. Il programma dei tour nasce dallo stesso gruppo di senzatetto che si ritrovano al centro diurno La Piazzetta di Caritas Ambrosiana, i quali, incoraggiati dal riscontro di critica e di pubblico, hanno in questi mesi testato i tour, affidandosi al passaparola. I visitatori che vorranno farsi accompagnare in giro per la città dagli Spiazzati dovranno prenotare la visita, scegliendo la data e l’itinerario dal calendario pubblicato sulla pagine facebook di Scarp de’ tenis, o dei Gatti spiazzati, inviando una mail a info.spiazzati@gmail.com. Se si raggiungerà un numero minimo di partecipanti, si riceverà una mail di conferma con indicato luogo e orario di partenza del tour.
Per aderire occorrerà diventare socio ordinario dell’Associazione Gatti Spiazzati e fare un’offerta all’associazione per ogni gita. Scarp – la rivista di strada promossa dalla Caritas – “è stato l’inizio di un percorso di reinserimento per tante persone gravemente emarginate – sottolinea Alessandro Pezzoni, responsabile grave emarginazione di Caritas Ambrosiana – le quali nella vendita del giornale hanno trovato un’occasione di reddito, ma soprattutto di riscatto”.

Lavoro: mons. Sirufo (Acerenza), “i giovani abbandonino la mentalità della dipendenza per acquisire quella dell’intraprendenza”

Fri, 2017-06-30 10:02

“Dobbiamo difendere la famiglia come santuario della vita umana, concepita, neonata, infantile, giovanile, adulta e anziana”. Lo ha detto ieri sera a Matera mons. Francesco Sirufo, arcivescovo di Acerenza, durante la “Festa di Avvenire”. Al centro dell’intervento i problemi antropologici: “La famiglia non deve essere oggetto del mercato e delle mode, è soggetto sociale all’interno della compagine umana, perché è nella famiglia che nasce e cresce l’amore e la formazione di una comunità di persone”. L’arcivescovo ha indicato i principali problemi della famiglia, tra cui quello dei divorzi, “definiti nel magistero vera piaga”. “Questa situazione critica della famiglia e dei matrimoni è fonte di disagio per i figli, di sofferenza, emarginazione e povertà”. La famiglia, ha aggiunto, “deve essere protagonista della vita sociale. La comunità politica deve essere al suo servizio”. Infine, mons. Sirufo ha invitato i giovani e i loro genitori ad “abbandonare la mentalità della dipendenza per acquisire quella dell’intraprendenza. E quindi a lavorare per lavorare, senza attendere il lavoro bussando a tante porte”.

Economia: Altieri (Agci), “le cooperative di comunità possono dare risposte ai giovani per sviluppare il territorio””

Fri, 2017-06-30 09:55

“Serve una redistribuzione della ricchezza anche con patrimoniali che consentano di mettere in circolo soldi che altrimenti resterebbero nelle tasche di pochi”. Lo ha detto ieri sera a Matera Rosario Altieri, presidente dell’Associazione generale cooperative italiane (Agci), durante la “Festa di Avvenire” a Matera parlando di “Famiglia, giovani e lavoro”. “È sconcertante ma forse inevitabile un processo che il mondo dell’impresa attua, cioè l’espulsione dei lavoratori dal processo produttivo. Oggi assistiamo a una competizione globalizzata nella quale, oltre alla qualità del prodotto, occorre guardare all’economicità con la quale ciò avviene”. All’origine, ha spiegato Altieri, vi è l’introduzione di tecnologie avanzate: “Prima della loro introduzione, l’aumento della produttività avanzava con l’aumento dell’occupazione. Adesso avviene il processo inverso. La redistribuzione legata all’organizzazione del lavoro, prima della rivoluzione tecnologica, era diversa da quella di oggi. Serve quindi un’operazione di giustizia sociale per avere una società più equa”. Nella globalizzazione Altieri vede anche aspetti positivi: “Credo che stia lasciando molti spazi non occupati in cui l’autoimprenditorialità può inserirsi. C’è bisogno di avere il credito dalla propria parte. Le cooperative di comunità possono dare risposte ai giovani che vogliono contribuire allo sviluppo del loro territorio”.

Lavoro: De Filippo (Min. Istruzione), “per i giovani servono politiche come la decontribuzione”

Fri, 2017-06-30 09:51

“La scuola italiana si è dotata dell’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro per avvicinare la formazione al mondo del lavoro”. Il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo, durante la “Festa di Avvenire” sul tema “Famiglia, giovani e lavoro”, ieri sera a Matera ha indicato le strategie per affrontare la disoccupazione intraprese dal governo. “Per i giovani servono politiche come la decontribuzione. Sono state stanziate molte risorse per l’auto-impresa fino ai 35 anni nel Mezzogiorno – ha spiegato -. Da turismo, cultura e agricoltura innovativa possono venire grandi possibilità”. Tracciati gli ambiti su cui puntare, De Filippo ha invitato i giovani a scommettere anche nei luoghi in cui sembra più difficile farlo. “Matera era il topos dell’arretratezza, adesso è Capitale europea della cultura, un riconoscimento che ha fatto cadere i pregiudizi”. Secondo il sottosegretario è possibile raccogliere i frutti dell’impegno dei giovani, se vengono ascoltati: “Quando si parla di giovani bisogna saperli ascoltare e affrontare i problemi con loro. Nel mondo della scuola mi sono reso conto che la pratica più importante è quella di un ascolto quotidiano. Lo abbiamo fatto con sindacati e associazioni delle famiglie”.

Lavoro: card. Bassetti, “deve essere una priorità per l’Italia, perché è fondamento di promozione sociale e umana”

Fri, 2017-06-30 09:44

“Il lavoro deve essere una priorità per l’Italia, perché è fondamento di promozione sociale e umana. Eppure il problema della disoccupazione riguarda la vita di centinaia di migliaia di giovani”. Lo ha detto ieri sera a Matera il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, in occasione della “Festa di Avvenire”, parlando di “Famiglia, giovani e lavoro”. Durante il suo intervento, numeri alla mano, il cardinale ha spiegato che la disoccupazione giovanile supera il 40% in tante Regioni italiane, dati che “dovrebbero farci rimboccare le maniche come ha fatto don Milani. Anche noi dobbiamo dire che ci sta a cuore questo problema. Noi viviamo in un Paese che non dà opportunità ai giovani di lavorare. C’è una macchina che va messa in moto, quella dell’occupazione e del lavoro. Serve una conversione sul piano sociale altrimenti questi ragazzi appassiscono perché non trovano una strada”. Il card. Bassetti ha parlato anche di una “finanza slegata dall’economia e dal lavoro”: “Non è vero che non si investe nelle aziende, perché i soldi ci sono, ma c’è una finanza che va per conto suo. A volte si investono cifre elevate per licenziare e magari automatizzare le aziende in modo che producano di più, ma senza il lavoro umano. Il lavoro e la sanità sono due realtà che toccano la dignità della persona”. Infine, il presidente della Cei ha ricordato che senza lavoro la famiglia entra in crisi: “Oggi anche chi si assume la responsabilità per sempre di una unione civile fa qualcosa che è grande di per sé, ma non è certamente il sacramento. Noi dobbiamo avere il coraggio di far sì che ancora di più la famiglia sia collocata al centro della società”.

Famiglia: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “se difendiamo il matrimonio tra uomo e donna, spesso veniamo tacciati di omofobia”

Fri, 2017-06-30 09:37

“Sembra che oggi vada avanti il cosiddetto pensiero unico. È come se da cristiani e credenti non avessimo il diritto di parlare e di difendere la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Spesso, se lo facciamo, veniamo tacciati di omofobia”. Lo ha detto ieri sera l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, durante la “Festa di Avvenire” parlando di “Famiglia, giovani e lavoro”. “Sappiamo benissimo che la famiglia è una cellula primaria della società, se gli stessi giovani si trovano in difficoltà oggi è perché probabilmente all’interno della loro famiglia non trovano quel clima di serenità, pace e gioia che permette loro di esprimere quello che desiderano”, ha spiegato. Secondo mons. Caiazzo, questa è la conseguenza della mancanza di ascolto: “Il rischio è spesso di parlare dei giovani, ma senza parlare ai giovani. A volte diamo giudizi azzardati senza pensare cosa vivono dentro di loro, c’è un mondo che a noi sfugge. Oggi quegli stessi giovani sono condizionati anche dall’impossibilità di trovare nella nostra terra non solo un lavoro che li gratifichi, ma che li faccia sentire protagonisti in una società che abbia bisogno del loro apporto, del loro contributo”.

Editoria: don Costa (Lev), “valorizzare sempre di più il marchio”

Fri, 2017-06-30 09:16

“Avere dato un brand al Magistero pontificio ha contributo alla sua più ampia conoscenza nel mondo. Non dimentichiamo che sotto il marchio della Lev abbiamo anche il Papa come autore. Il bilancio di questi dieci anni è certamente positivo, sebbene restino alcune questioni da affrontare come la distribuzione libraria”. Nel giorno in cui termina l’incarico di direttore della Libreria editrice vaticana (Lev), don Giuseppe Costa ricorda che “l’apertura internazionale, dovuta anche alla mia esperienza pluriennale negli Usa dove si vede chiaramente il mainstream delle idee, ha portato nell’ultimo anno ad avere venduto diritti per quasi 1 milione e 800mila euro”: “Questi diritti sono circa il 5% per ogni libro all’estero, dunque la cifra andrebbe moltiplicata per conoscere il totale effettivo dei libri venduti. Parliamo di numeri importantissimi”. Don Costa invita a “valorizzare sempre di più il marchio” e a “puntare alla dimensione internazionale con una presenza qualificata alle fiere e una ricerca professionale nella presentazione dei libri, perché se si vuol fare attività editoriale è l’unica strada da percorrere”. Quanto al futuro, don Costa si dice sereno: “Cercherò di restare in quest’ambito, mettendo a frutto l’esperienza accumulata. L’editoria religiosa tende ad allargarsi sempre più, ormai è entrata anche nei cataloghi generali. Ciò avviene perché la religione è vista in una dimensione sociale e politica. Bisogna, però, educare i lettori se non si vuole che i libri restino nei magazzini. Per quel che potrò fare, darò il mio contributo guardando sempre a Pietro e alla Chiesa”.

Editoria: don Costa lascia la direzione della Lev, “puntare alla dimensione internazionale per contrastare la crisi”

Fri, 2017-06-30 09:15

“La dimensione editoriale della Lev è cresciuta enormemente, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. In particolare la propensione internazionale, che ne fa un’editrice unica in Italia”. Lo dice don Giuseppe Costa, che dopo dieci anni alla guida della Libreria editrice vaticana (Lev) termina oggi l’incarico di direttore. “Quando sono arrivato i contratti in essere ammontavano a circa 40, oggi siamo sull’ordine degli 800. È il segno che la sensibilità editoriale è cresciuta anche a livello internazionale. Tanti tengono al copyright della Lev, senza preoccuparsi per le royalties”, racconta al Sir. Secondo una recente indagine condotta da Rebeccalibri, il Consorzio per l’editoria cattolica che ha analizzato i dati delle vendite nel 2016, risulta che nonostante la crisi che ha caratterizzato lo scorso anno l’intero comparto librario e ancora più nello specifico l’editoria religiosa, la Lev ha registrato stabilità nel fatturato e un interessante ampliamento del suo mercato anche nelle librerie generaliste: “L’editoria cattolica è spesso chiusa al mercato italiano. Puntando al mercato estero – spiega don Costa -, siamo riusciti a contrastare le difficoltà. Ma l’impegno deve continuare. Grazie al mondo abbiamo venduto il Papa, non grazie all’Italia”. Don Costa sarà salutato oggi con una cerimonia cui parteciperanno il sostituto alla segreteria di Stato, mons. Angelo Becciu, il prefetto della Segreteria per la Comunicazione, mons. Dario Viganò, e il vicario del rettor maggiore dei salesiani, don Francesco Cereda.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Migrazioni, l’Italia attende risposte dall’Ue. Germania, Bundestag vota il matrimonio omosessuale

Fri, 2017-06-30 09:00

Migranti/1: l’appello dell’Italia alla solidarietà europea. Il sì di Merkel, Macron è freddo, gli altri governi latitano

Il premier italiano Paolo Gentiloni richiama nuovamente l’Unione europea alla responsabilità; le istituzioni Ue gli danno ragione, assieme ad alcuni leader nazionali. Ma, di fatto, l’Italia rimane ancora sola nell’accoglienza dei migranti. Questi gli elementi collezionati ieri attorno al nodo migratorio, con alcune navi impegnate in operazioni search and rescue, con a bordo un migliaio di persone recuperate nel Mediterraneo, che attendono dall’Italia una indicazione sui porti in cui attraccare. Ma il governo di Roma insiste: l’Italia da sola non ce la fa più, deve intervenire l’Europa richiamando i suoi Stati membri al principio di solidarietà. È il tema che ieri lo stesso Gentiloni è riuscito a imporre al vertice europeo di Berlino in preparazione al G20 di Amburgo. Angela Merkel, cancelliera tedesca, ha affermato: “Aiuteremo l’Italia, ci sta a cuore questa necessità”. Ma il presidente francese Emmanuel Macron ha spostato l’attenzione: “Noi sosteniamo l’Italia e la Francia deve fare la sua parte sull’asilo di persone che vogliono rifugio. Poi c’è il problema di rifugiati economici, e questo non è un tema nuovo: l’80% dei migranti che arrivano in Italia sono migranti economici. Non dobbiamo confondere”. Il ministro italiano dell’Interno, marco Minniti, ha replicato che “l’immigrazione non è una questione da dibattito politico quotidiano, la si può affrontare solo con un disegno complessivo. Ma un dato è certo: su questa partita l’Europa si gioca un pezzo fondamentale della democrazia. Nei prossimi 20 anni”, inoltre, “l’Europa si gioca il suo destino in Africa. Che sarà sempre di più lo specchio dell’Europa, non dell’Italia”.

Migranti/2: Juncker (Commissione), “Italia eroica”. De Bruycker (Mpc), Stati Ue devono intervenire, lo dice il Trattato

“Il documento finale del G20 dovrà contenere un riferimento concreto alla lotta contro i trafficanti di essere umani: chiederò di considerare sanzioni a livello europeo contro questi trafficanti e di metterli nella lista nera delle Nazioni Unite, ma per farlo devono essere d’accordo la maggior parte degli Stati membri” dell’Onu. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, intervenendo a Berlino durante la conferenza stampa finale del vertice tra i Paesi europei in preparazione del G20, ha precisato la sua posizione, senza peraltro chiamare in causa, concretamente, la solidarietà europea. Che, invece, è stata invocata dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker: “Da molto tempo come Commissione siamo convinti che non possiamo abbandonare né l’Italia né la Grecia. Insieme dobbiamo compiere sforzi per sostenere queste due nazioni che sono eroiche”. Nel frattempo a Bruxelles si studia, sul piano delle regole, la minacciata chiusura dei porti italiani alle navi Ong che battono bandiera straniera. Si profila il rischio di una violazione del diritto umanitario internazionale, come ha spiegato ieri Philippe De Bruycker, del Migration Policy Centre (Mpc): “L’argomento della forza maggiore non regge, senza contare che in ultima analisi rifiutare lo sbarco a queste persone significherebbe trattarle in maniera inumana o degradante, contravvenendo all’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Eppure, sostiene l’esperto, l’Italia può invocare il diritto europeo all’articolo 80 del Trattato Ue, che stabilisce il “principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri”.

Terremoto: trema ancora l’area del sisma in Centro Italia. Questa notte scossa con epicentro a Cittareale

Una nuova scossa di terremoto è stata registrata questa notte non lontano da Amatrice (Rieti): erano da poco passate le due e la scossa è stata registrata con magnitudo 3.9. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) rileva che il nuovo sisma ha avuto ipocentro a 12 km di profondità, con epicentro localizzato a 4 chilometri da Cittareale, a equa distanza tra località delle province di Rieti, L’Aquila, Ascoli Piceno e Perugia. Nella stessa zona, che lo scorso anno era stata devastata dai terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre, ieri mattina era stata registrata un’altra scossa di magnitudo 3.1 e ieri sera una di magnitudo 3.5. Al momento non si registrano ulteriori danni a persone o cose.

Parigi: auto lanciata contro la moschea nella banlieu di Creteil. Nessun ferito, arrestato l’attentatore

Voleva vendicare le vittime dell’attacco al Bataclan e agli Champs Elysées: è stato arrestato nelle sua abitazione l’uomo che ieri ha cercato di investire un gruppo di persone fuori la moschea di Creteil, nei sobborghi di Parigi. Al momento dell’arresto avrebbe dichiarato il movente: la vendetta. Le indagini della polizia e della magistratura francesi sono in corso. “Abbiamo evitato la catastrofe in un paio di minuti. L’emozione è ancora forte, ci stiamo chiedendo cosa possa motivare chi vuole far del male”, ha affermato il rettore della moschea Karim Benaissal. L’uomo di origine armena non è riuscito a portare a segno l’azione per via di barriere protettive contro le quali si è bloccata l’auto che guidava; fuggito a piedi, è stato arrestato poco dopo. La Prefettura di polizia di Parigi conferma che non ci sono feriti.

Germania: Bundestag ha votato il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Le obiezioni di vescovi e Zdk

Il parlamento tedesco era chiamato oggi a votare la legge che istituisce il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il provvedimento, sostenuto dai socialdemocratici e da altre forze politiche minori, ha avuto anche il via libera inatteso della cancelliera cristiano democratica Angela Merkel, che però in mattinata, in fase di voto, si è espressa contro la legge. La votazione si è conclusa con 393 voti favorevoli, 226 contrati e 4 astenuti. L’argomento era entrato nel dibattito elettorale in vista del voto di settembre. Ieri i vescovi avevano ribadito la contrarietà a questa “accelerazione legislativa”. Thomas Sternberg, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), si è detto “molto preoccupato”, vedendo “un errore nella precipitosa proposta di legge”. “È assodato – ha aggiunto Sternberg – che rispettiamo tutti i rapporti di coppia fondati sulla reciproca e durevole responsabilità, sulla fedeltà e sull’impegno”, valori che “si realizzano nel matrimonio e nelle unioni registrate”. Secondo il presidente Sternberg, però, “i due istituti non sono identici” ed è quindi “legittimo e giusto continuare a fare una differenza terminologica”.

Business: iPhone compie 10 anni. Ha cambiato le relazioni tra le persone e generato un settore da 430 miliardi di dollari

Ha compiuto ieri dieci anni l’iPhone, creatura di Steve Jobs. La Apple lo aveva infatti messo sul mercato il 29 giugno 2007. Il progetto era iniziato a Cupertino nel 2004 con il lavoro di centinaia di ingegneri. La generazione-smartphone ha cambiato il mercato, la telefonia, le comunicazioni, incidendo a fondo sulle relazioni interpersonali e sui costumi di centinaia di milioni di persone. Oggi il giro d’affari del settore supera i 430 miliardi di dollari. Nel frattempo gli smartphone hanno più volte cambiato linea, funzioni e sono nate nuove app, da quelle per la mobilità alle funzioni “salvavita”. Apple sta attualmente lavorando per creare una cartella clinica digitale, una banca centrale di informazioni sulla salute dell’utente da conservare sull’iPhone.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco per festa santi Pietro e Paolo, card. Pell, Charlie Gard, incontro Ccee in Romania

Thu, 2017-06-29 19:30

Papa Francesco: solennità dei santi Pietro e Paolo, “in varie parti del mondo, a volte in un clima di silenzio, tanti cristiani sono emarginati e discriminati”

“Anche oggi in varie parti del mondo, a volte in un clima di silenzio – non di rado silenzio complice –, tanti cristiani sono emarginati, calunniati, discriminati, fatti oggetto di violenze anche mortali, spesso senza il doveroso impegno di chi potrebbe far rispettare i loro sacrosanti diritti”. Questa mattina Papa Francesco è tornato a parlare delle “persecuzioni” che ancora oggi in tante parti del mondo colpiscono le comunità cristiane a causa delle loro fede. “Senza la croce non c’è Cristo, ma senza la croce non c’è nemmeno il cristiano”, ha detto il Santo Padre nella Messa celebrata in piazza San Pietro per la solennità dei santi Pietro e Paolo. (clicca qui)

Santa Sede: concesso un periodo di congedo al card. Pell per potersi difendere dalle accuse in Australia. Il porporato: “Ribadisco la mia innocenza”

La Santa Sede ha appreso con “rincrescimento” la notizia del rinvio a giudizio in Australia del card. George Pell “per imputazioni riferibili a fatti accaduti alcuni decenni orsono”. Lo ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede. “Messo al corrente del provvedimento, il card. Pell, nel pieno rispetto delle leggi civili e riconoscendo l’importanza della propria partecipazione affinché il processo possa svolgersi in modo giusto e favorire così la ricerca della verità, ha deciso di far ritorno nel suo Paese per affrontare le accuse che gli sono state mosse. Il Santo Padre, informato di ciò dallo stesso card. Pell, gli ha concesso un periodo di congedo per potersi difendere”, prosegue il comunicato della Sala stampa vaticana. Intanto, questa mattina, il card. Pell si è presentato  in Sala Stampa vaticana per rispondere con una dichiarazione alle accuse di abusi sessuali per cui è stato incriminato in Australia: “Ribadisco la mia innocenza in merito a queste accuse. Sono false. La stessa idea di abusi sessuali è per me ripugnante”. (clicca qui)

Charlie Gard: Regno Unito, domani sarà staccato il respiratore. I genitori, “morirà sapendo che è stato amato da migliaia di persone”

“Charlie morirà domani sapendo che è stato amato da migliaia di persone. Grazie a tutti per il vostro sostegno”. Lo hanno scritto oggi, in un messaggio su Facebook, Connie e Chris Gard, i genitori di Charlie, il piccolo di dieci mesi a cui domani i medici dell’ospedale Great Ormond Street di Londra staccheranno la spina della macchina (respiratore artificiale) che lo tiene in vita. “Il nostro cuore è in briciole mentre trascorriamo le nostre ultime ore preziose con il nostro bambino”, scrivono ancora su Facebook. “Non ci è permesso scegliere se il nostro figlio può vivere, non ci è permesso di scegliere quando o dove Charlie deve morire”, si legge in un messaggio firmato “il team C”, dalle iniziali di Connie, Chris e Charlie. (clicca qui)

Chiese in Europa: Ccee, incontro dei segretari generali delle Conferenze episcopali sul Vecchio Continente “al plurale”

Quale ruolo per la Chiesa in un’Europa “al plurale”? Sull’attuale “contesto europeo, segnato da un pluralismo sociale, culturale, politico ed economico”, i segretari generali delle Conferenze episcopali in Europa si confronteranno, in una quattro giorni di lavoro a Bucarest, individuando le sfide e condividendo le esperienze. I lavori – si legge in un comunicato diffuso oggi dal Ccee – saranno aperti nel pomeriggio del 30 giugno dal segretario generale del Ccee, mons. Duarte da Cunha, e dal segretario generale della Conferenza episcopale rumena, don Francisc Ungureanu. L’incontro prevede momenti di condivisione su alcune questioni di attualità, in particolare intorno al tema della pastorale della famiglia e dei migranti, la preparazione delle Conferenze episcopali al prossimo Sinodo sui giovani; la questione della tutela dei bambini nella Chiesa, il dialogo con i musulmani e il dialogo ecumenico. (clicca qui)

Migrazioni: Gentiloni porta l’emergenza-profughi al vertice di Berlino. Avramopoulos ribadisce, “l’Ue non lasci sola l’Italia”

(Bruxelles) L’appello dell’Italia all’Ue perché intervenga solidalmente per l’accoglienza dei migranti ha fatto tappa anche a Berlino, dove era oggi in calendario il vertice in preparazione al G20 di Amburgo. Il premier Gentiloni ne ha parlato – come riferisce il suo staff – ad alcuni leader europei, fra cui la tedesca Merkel, il francese Macron, la britannica May e l’olandese Rutte. Ugualmente l’argomento è al centro dell’attenzione nei palazzi comunitari a Bruxelles: il commissario Avramopoulos, che gestisce il portagoglio migrazione, ha spiegato di essere “in contatto permanente con il governo italiano”. Per poi aggiungere che “la cosa più importante è che l’Ue non lasci l’Italia da sola”. (clicca qui)

Pastorale: mons. Sigalini (Cop), “la Chiesa nelle periferie riferimento spirituale di un oltre sentito, sperimentato e condiviso, gratuito e libero”

(Torino) “Non si può pensare alle periferie dove l’individuo va a fare carità o solidarietà, se non parte da se stesso per ricuperare il centro della sua esistenza, un’unità complessa, ma vera e sperimentabile. La Chiesa qui ha un compito delicato, ma che può egregiamente fare: essere riferimento spirituale di un oltre sentito, sperimentato e condiviso, gratuito e libero, costante e riconoscibile”. Lo ha affermato questa mattina mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente del Centro di orientamento pastorale (Cop), chiudendo a Pianezza (To) i lavori della 67ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale del Cop. Al termine della Settimana è stata diffusa anche la “lettera alla parrocchia” dalla “panchina di fronte”. (clicca qui)

Banche venete: Moret (L’Azione – Vittorio Veneto), “caso emblematico della malattia che ha colpito il mondo finanziario”

Una conclusione “triste e anche pesante perché alla fin fine tutto grava sulle spalle di noi cittadini”. In una nota per il Sir, Gian Pietro Moret, già direttore de “L’Azione” (Vittorio Veneto), definisce in questi termini la soluzione attuata dal governo per chiudere “la dolorosa e infame vicenda” delle due banche popolari del Veneto, Popolare di Vicenza e Veneto Banca di Montebelluna. La chiusura delle due banche è per Moret “un caso emblematico della malattia che ha colpito il mondo finanziario, per cui la finanza invece di essere strumento indispensabile per l’economia produttiva è diventata luogo di giochi di azzardo”. (clicca qui)

 

Avvenire: la prima pagina di domani 30 giugno. Charlie Gard, proposta Furlan su clienti prostitute, card. Pell

Thu, 2017-06-29 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla vicenda del piccolo Charlie, il bambino inglese colpito da una rara malattia genetica: nelle prossime ore verranno staccate le macchine che lo tengono in vita, per decisione delle corti britanniche e contro la volontà dei genitori. Due gli editoriali dedicati alla dolorosa vicenda. Il primo a firma di Roberto Colombo: “Ferisce e commuove il nostro cuore di figli, di madri e di padri, la drammatica vicenda umana del piccolo Charlie Gard – scrive il genetista e bioeticista -. La sua vita è rocciosamente custodita nel pensiero e nelle mani di Dio sin da quando lo ha chiamato all’esistenza, ma i suoi giorni sulla terra sono sospesi, in bilico, tra l’amore tenace dei suoi genitori, che non può arrendersi ad una volontà percepita come nemica del bene di Charlie, e le sentenze gelide e strumentali dei giudici”. Il secondo è scritto da Francesco Belletti: “Una profonda ferita dell’umano viene svelata da questa vicenda, ed è la riduzione di una persona alla sua malattia: ogni ammalato, grave o lieve, piccolo o anziano, vicino alla guarigione o prossimo alla morte, non è la sua malattia, ma è una persona ben più grande della sua malattia. E lo sanno bene tutti coloro che stanno a fianco di un malato grave”, conclude il sociologo. Spazio anche per la proposta lanciata dalla segretaria Cisl Furlan proprio dalle colonne di “Avvenire”: una legge di iniziativa popolare per punire i clienti delle prostitute e, quindi, stroncare lo sfruttamento delle donne. Un titolo, infine, per il caso del cardinale Pell, che comparirà in tribunale in Australia con l’imputazione di abusi sessuali e si dichiara del tutto estraneo alle accuse.

Charlie Gard: card. Bassetti, “questa straziante vicenda tocca l’anima e non può lasciare nessuno nell’indifferenza”

Thu, 2017-06-29 19:27

“Questa straziante vicenda, come la definiscono i vescovi inglesi, tocca l’anima di ogni persona e non può lasciare nessuno nell’indifferenza”. Lo ha detto questo pomeriggio il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, parlando della storia di Charlie Gard, il bambino di dieci mesi affetto da una rara sindrome al quale domani verrà staccata la spina del macchinario che lo tiene in vita, in seguito alla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo che ha confermato la facoltà dei medici di Londra di interrompere le cure. Dopo avere chiesto un momento di raccoglimento e di preghiera per lui, al termine dell’incontro che ha tenuto nell’ambito della Festa di Avvenire, il presidente della Cei ha aggiunto che “ogni azione che pone fine a una vita è frutto di una falsa concezione della dignità umana. Dal suo inizio al termine naturale, la vita va accolta e difesa”.

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