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Servizio Informazione Religiosa
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Cattolici e ortodossi: da domani in Grecia riunione Commissione mista internazionale per dialogo

Mon, 2017-09-04 11:29

Da domani fino al 9 settembre 2017 si terrà una riunione del Comitato di coordinamento della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. L’incontro – informa la Sala Stampa della Santa Sede – avrà luogo a Leros (Grecia), ospitato dal metropolita ortodosso Paisios (Aravantinos), del patriarcato ecumenico. I lavori saranno presieduti dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e dall’arcivescovo di Telmessos Iob (Getcha), del Patriarcato ecumenico. Dopo la pubblicazione del documento congiunto “Sinodalità e primato nel primo millennio. Verso una comune comprensione nel servizio all’unità della Chiesa”, avvenuta lo scorso settembre a Chieti, il Comitato di coordinamento ha il compito di programmare i futuri passi del dialogo teologico cattolico-ortodosso.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), “parlare del primato di Dio significa ripensare la vita a partire da un Padre che si prende cura di tutti i suoi figli”

Mon, 2017-09-04 11:26

“Il desiderio di felicità che ogni uomo nutre non può che esprimersi nella dimensione comunitaria. Non può esserci felicità chiudendosi su se stessi”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ha presieduto questa mattina una Messa nei pressi del santuario di Santa Rosalia, a Montepellegrino, nella solennità della patrona di Palermo. Il presule, che nella notte di ieri si è recato in pellegrinaggio a piedi fino al santuario sulla cima del monte, ha ricordato il settantesimo anniversario della presenza in città dei padri orionini, che hanno cura della vita che nasce, di cui è simbolo una tazza di latte portata all’altare durante l’offertorio. “Guardando a Rosalia ognuno di noi si deve assumere le proprie responsabilità, dai cittadini a chi ha compiti amministrativi – ha detto mons. Lorefice -. Palermo è una famiglia. Viviamo una salita dove la meta è una donna che ha molto da dirci, Rosalia. Una donna cristiana, che ha dato un primato a Dio e si è assunta maggiormente la responsabilità della vita umana. Parlare del primato di Dio significa ripensare la vita a partire da un Padre che si prende cura di tutti i suoi figli”.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), “fino a quando ci saranno dei cristiani la speranza non potrà mai morire”

Mon, 2017-09-04 11:22

“Nessuno potrà spegnere la speranza perché il mondo conosce uomini e donne serie, cristiani seri che vogliono fare della loro vita un dono”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ha presieduto questa mattina una Messa nei pressi del santuario di Santa Rosalia, a Montepellegrino, nella solennità della patrona di Palermo. Durante l’omelia, il presule ha ricordato il generale Carlo Albero Dalla Chiesa, di cui ieri si è ricordato il 35° anniversario dell’assassinio per mano mafiosa. “Trentacinque anni fa a Palermo comparve una scritta che segnava disillusione e disperazione: ‘Oggi è morta la speranza di questa città’. Era stato ucciso per mano di chi strumentalizza la fede stessa e il nome di Dio il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa – ha aggiunto mons. Lorefice -. Nel giorno più santo per noi palermitani (la festa di Santa Rosalia ndr), qualcuno si macchiava di un delitto così efferato. Quella scritta quasi era il segno della disperazione, quasi una copertura tombale a chiudere ogni anelito verso il riscatto. Eppure oggi Rosalia ci aiuta a leggere quella frase”. L’arcivescovo ha sottolineato l’insegnamento della Santa: “Rosalia ci ricorda che l’amore non si può spegnere. Umanamente la speranza sembrava sotterrata, ma fino a quando ci sarà un uomo o una donna cristiani la speranza non potrà mai morire. L’amore nel segno del dono totale di sé è la forza e l’energia che conduce la vita degli uomini verso la liberazione e non verso la distruzione”.

Giornata della carità: Caritas italiana, una raccolta di preghiere scritte dagli operatori

Mon, 2017-09-04 11:22

Alla vigilia della Giornata internazionale della carità che si celebra il 5 settembre, data in cui, venti anni fa, moriva Santa Teresa di Calcutta, Caritas italiana pubblica on line una raccolta di preghiere scritte da operatori e componenti dei gruppi nazionali di Caritas italiana, espressione delle regioni e delle Caritas diocesane. Il senso di queste preghiere – intitolate “Per uno sviluppo integrale dell’uomo – è spiegato nell’introduzione: “Agiamo, coinvolgiamo, sensibilizziamo, animiamo, promuoviamo, formiamo, crediamo nella carità. E preghiamo DioCarità, perché senza Lui, non possiamo fare nulla”. Davanti agli 800 milioni di poveri assoluti “siamo chiamati – esorta Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale dei poveri – a tendere la mano…, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce”. La Caritas, oltre ad attivarsi affinché nelle varie diocesi l’invito venga accolto e declinato in proposte e iniziative, ha messo a punto un report di analisi sulle politiche di contrasto alla povertà che pubblicherà a ridosso della consueta Giornata internazionale di lotta alla povertà (17 ottobre); inoltre, proprio a sottolineare l’impegno comune su questo tema, ha organizzato per il 17 novembre la presentazione congiunta del Rapporto “Futuro anteriore”, su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia, e dei Rapporti povertà di Malta e Portogallo, con anticipazioni del Rapporto “Cares” 2018 di Caritas Europa.

Migrazioni: p. Czerny (Santa Sede), “tra 21 e 46 milioni di persone in schiavitù”. Non sia “aspetto inevitabile delle economie”

Mon, 2017-09-04 11:00

“Il traffico di esseri umani è un’industria multimiliardaria tra le più grandi al mondo, con una stima che oscilla tra 21 e 46 milioni di persone vittime di lavoro forzato, schiavitù a causa di debiti contratti, sesso e altre forme di sfruttamento. La schiavitù non deve costituire un aspetto inevitabile delle economie”: lo ha chiesto padre Michael Czerny, sotto-segretario della Sezione Migranti & Rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale , intervenuto oggi a Vienna alla Quinta sessione tematica per il Global compact  “per una sicura, ordinata e regolare migrazione” promosso dalle Nazioni Unite. Tema di questa sessione è la tratta di migranti, il traffico di persone e le forme contemporanee di schiavitù. “Il numero dei migranti sfruttati e trafficanti continua a crescere in maniera allarmante”, ha osservato padre Czerny. Secondo il “Global report on trafficking in persons”, “il 51% delle vittime sono donne, il 21% uomini, il 20% ragazze e l’8% ragazzi”. La Santa Sede sottolinea “l’importanza di assicurare una cornice legale e percorsi affidabili ai migranti affinché non diventino vittime del traffico di esseri umani”. La Santa Sede chiede perciò “indagini coordinate a livello nazionale, regionale e internazionale”, condividendo “dati e informazioni chiave”, assicurando “protezione legale alle vittime” e consegnando gli sfruttatori alla giustizia. Anche “la formazione di pubblici ufficiali e le politiche nazionali per garantire agli stranieri l’accesso alla giustizia sono molto importanti”, ha sottolineato il sotto-segretario. “Nei Paesi di accoglienza deve essere garantita l’assistenza alle vittime e il rispetto del principio di ‘non-refoulement’ – ha affermato -, fornendo sostegno psicologico e altri tipi di supporto e riabilitazione. Alle vittime deve essere permesso di soggiornare regolarmente nel Paese per il tempo necessario alla terapia e l’eventualità di estendere il permesso di soggiorno con l’opportunità di lavorare”. “Il Global compact avrà successo – ha concluso padre Czerny -, se un domani i movimenti migratori non saranno più inevitabilmente segnati dalla tratta di esseri umani come avviene oggi. Perché la migrazione irregolare non è una libera scelta ma una costrizione dovuta al fatto che le persone non possono accedere a canali legali e sicuri”.

 

Media vaticani: mons. Viganò (SpC), “lo studio della Luiss X.Ite ci dice che la strada che abbiamo intrapreso per la riforma è corretta”

Mon, 2017-09-04 10:40

Nel corso della presentazione dello studio “Comunicazione e tecnologia: modelli e casi di intermedialità dinamica”, elaborato dal Centro di ricerca X.Ite Luiss, mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, ha visto riconosciuta anche dall’ateneo Luiss la linea della riforma dei media vaticani, voluta da papa Francesco dal giugno 2015. “La ricerca conferma – ha indicato mons. Viganò – che la strada dell’analisi puntigliosa, sia sotto il profilo amministrativo che in quello editoriale, nella fase di avvio della riforma, è corretta. È stato difficile disporci allo sguardo analitico di una lente di ingrandimento della capacità dei media vaticani di interagire con pubblici differenziati: pareva di toccare dei nervi scoperti, si aveva l’impressione che la paura di sentirsi dei giganti di argilla prendesse il sopravvento. Eppure, mese dopo mese, abbiamo compreso quanto sia non solo utile ma necessario sottoporre continuamente ad analisi il nostro lavoro di produzione multimediale, per evitare di illuderci di relazioni spesso inesistenti”. Ha rilanciato ancora il prefetto: “Oggi tutti noi cerchiamo di capire, di analizzare, per meglio comprendere i pubblici. Il lavoro di incontro con i pubblici avviene anche grazie al grande lavoro dei tag manager che ci aiutano ad appassionarci sempre più alla missione propria che abbiamo. È nata la consapevolezza che oggi, e per noi in particolare, una cosa è la visibilità, altra è la pertinenza, e questo ci libera dall’ansia da prestazione. L’informazione e la comunicazione costruite dai nostri professionisti hanno valore, profondità e soprattutto pertinenza”. Ha concluso poi mons. Viganò: “Un ultimo aspetto che la ricerca conferma è l’attenzione alle forme del racconto. L’informazione non ha ad esempio solo la forma della news, ma anche del racconto. In particolare, penso al grande lavoro che il gruppo del Rei, Cem e output come Portale e Radio Vaticana Italia stanno conducendo circa i viaggi del Santo Padre. Ma tutto sarà più chiaro con il varo del nuovo portale unico”.

Media vaticani: mons. Viganò (SpC), “la Santa Sede sta ripensando la propria comunicazione, al pari di New York Times o Disney”

Mon, 2017-09-04 10:40

“Nelle prime presentazioni della riforma ho citato spesso il modello Disney, suscitando ovviamente, e anche sorprendentemente allo sguardo di chi conosce le questioni metodologiche della conoscenza, qualche ilarità”. Ha esordito così mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, all’Università Luiss “Guido Carli”, oggi, nell’ambito della presentazione dello studio del Centro di ricerca X.Ite Luiss proprio sulla riforma dei media del Vaticano. X.Ite Luiss, nella sua indagine coordinata dai professori Simona Romani e Paolo Peverini, ha inserito anche un’analisi comparativa con rilevanti istituzioni e organizzazioni internazionali, a cominciare dalla Disney, seguita poi da Eni, New York Times, The White House (Amministrazione Obama), Save the Children e Fondazione Veronesi. Su questo aspetto, dunque, mons. Dario E. Viganò ha precisato: “Sin dai primi passi della riforma ho rimarcato come la conoscenza sia comparativa, come risultasse pertanto necessario partire da una ricerca dei modelli, per comprendere quanto essi potessero offrire alla riforma in corso. L’attuale ricerca che stiamo presentando oggi assume così una serie di attori, dal New York Times alla Casa Bianca, citandone solo alcuni, con i quali noi condividiamo non solo un grande investimento innovativo sotto il profilo tecnologico, ma anche l’integrazione di un sistema di comunicazione”. A parlarne con mons. Viganò, oltre ai due curatori della ricerca, sono stati Filippo Ungaro (Save the Children Italia), Marco Bardazzi (Eni), Giuditta Gandus (Fondazione Umberto Veronesi), Paolo Legrenzi (presidente X.Ite Luiss) e Michele Costabile (direttore X.Ite Luiss).

Eutanasia ingegnere Albavilla: Gambino (Scienza & Vita), “rottura definitiva vincoli solidarietà umana”

Sat, 2017-09-02 17:33

“La notizia dell’ingegnere depresso di Albavilla recatosi con un amico in una clinica svizzera per essere ucciso, chiarisce tragicamente quale sia il vuoto di umanità che nasconde l’eutanasia. Si tratta della rottura dei vincoli di solidarietà tra le persone e tra queste e la comunità in cui si vive che non si fa più carico del disagio altrui ma che anzi ne determina la rimozione con l’annientamento dell’essere umano che lo incarna”. Lo dichiara in una nota Alberto Gambino, presidente nazionale di Scienza & Vita e prorettore dell’Università Europea di Roma. “È la logica perversa del mito dell’autodeterminazione – che invece è spesso solitudine e disperazione – a legittimare in alcuni ordinamenti, come quello svizzero, pratiche legali di aiuto o assistenza al suicidio che realizzano la più cinica delle scorciatoie alla rimozione di problemi sociali prima che sanitari. Purtroppo ci si sta assuefacendo a questo stato di cose – conclude Gambino –  e così si comprende la sostanziale indifferenza mediatica di un caso come questo, che in realtà, se possibile, è ancora più drammatico di quanto accaduto con la morte del dj Fabo”.

Albania: mons. Meta (Rrëshen), “il programma pastorale lo faremo discernendo insieme, vescovo e comunità”

Sat, 2017-09-02 17:27

“Non ho un programma pastorale già confezionato. Lo faremo discernendo insieme, vescovo e comunità”. È quanto ha affermato mons. Gjergj Meta, vescovo della diocesi albanese di Rrëshen, al termine della celebrazione eucaristica nella quale ha ricevuto per le mani di monsignor George Frendo, arcivescovo metropolita di Tiranë-Durrës, l’ordinazione episcopale. Rivolgendosi ai fedeli presenti a Rrëshen, mons. Meta ha rilevato che “siamo una Chiesa povera e abbiamo bisogno di tutto. Però non accetteremo soldi da chi ha sfruttato la prostituzione delle donne, da chi si è arricchito con la mafia, la criminalità, la droga”. “Ma la porta della Chiesa – ha chiarito – per queste persone è aperta per il pentimento e per la conversione al Signore”. “Siamo una piccola Chiesa”, ha aggiunto mons. Meta, osservando che “con il vescovo siamo 10 sacerdoti. Ma non ho l’ansia di cercare preti. Non accetterò preti regalati, perché non possiamo essere rifugio di persone che falliscono da altre parti”. Facendo riferimento ad una leggenda locale, il neo vescovo ha poi rilevato come “le persone che sono spesso fuori dai nostri schemi possono essere i nostri migliori consiglieri e per questo quelli che dobbiamo ascoltare di più”.

Mostra del Cinema: Ente dello Spettacolo, premio “Bresson” 2017 a Gianni Amelio consegnato mons. Giovanni D’Ercole

Sat, 2017-09-02 17:26

Sarà consegnato domenica 3 settembre alle ore 11 il Premio “Robert Bresson” 2017 al regista Gianni Amelio, nell’ambito della 74a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. Il riconoscimento della Fondazione Ente dello Spettacolo e della “Rivista del Cinematografo”, in accordo con la Segreteria per la Comunicazione e il Pontificio Consiglio della Cultura della Santa Sede, sarà consegnato al regista italiano da mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, alla presenza del presidente FEdS mons. Davide Milani nel corso di una cerimonia all’Hotel Excelsior presentata dalla giornalista Tiziana Ferrario (Tg1, Rai).
“Negli ultimi trentacinque anni – indica la motivazione del Premio – Gianni Amelio ha percorso e rivisitato i generi, si è sottratto al ‘pensiero unico’ della commedia all’italiana nella sua fase declinante verso la farsa e si è misurato spesso con la matrice letteraria, da Sciascia a Ermanno Rea, da Camus a Pontiggia, ogni volta restituendone il senso in una chiave personale e non pedissequa. Nel corpus di Amelio i temi della famiglia e delle migrazioni, da ‘Lamerica’ a ‘Così ridevano’, acquistano un primato scevro dalle ideologie e dalle contingenze della cronaca. Egli coglie un disagio carsico lungo il ‘900 e oltre e rivela la potenza (ri)generatrice dell’esodo, di chi si mette in viaggio in cerca di una nuova Terra promessa, sotto il segno di una stella che forse non c’è più, ma brilla nella notte dei popoli”.
Istituito nel 1999, il Premio “Robert Bresson” viene attribuito ogni anno al regista che abbia dato testimonianza con il suo lavoro del difficile percorso di ricerca del significato spirituale dell’esistenza. Tra i premiati in passato: Giuseppe Tornatore, Wim Wenders, Aleksandr Sokurov, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Ken Loach, Andrei Konchalovsky”.
Al Festival di Venezia quest’anno Amelio è anche presidente della Giuria Orizzonti, presentando inoltre fuori concorso “Casa d’altri”, cortometraggio sul terremoto di Amatrice. A Venezia Gianni Amelio ha vinto nel 1998 il Leone d’oro con “Così ridevano”.

Mostra del Cinema: il programma di domenica 3 settembre, con Stephen Frears e Paolo Virzì

Sat, 2017-09-02 17:01

Domenica 3 settembre, quinto giorno alla 74ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. Molti gli appuntamenti cinematografici, culturali e industry. Anzitutto i film in competizione: è arrivato il giorno del primo regista italiano, Paolo Virzì, con “The Leisure Seeker”, opera tratta dal romanzo “In viaggio contromano” di Michael Zadoorian (in Italia, Marcos y Marcos). Protagonisti sono gli attori Helen Mirren e Donald Sutherland, che interpretano una coppia anziana alle prese con un viaggio-fuga dalla quotidianità. Il film di Virzì sarà mostrato alla stampa dalle 8.30 del mattino, mentre alle 19,30 il cast calcherà il tappeto rosso.
Secondo titolo della giornata è il film fuori concorso “Victoria & Abdul” del regista inglese Stephen Frears (“The Queen”, “Philomena”), tratto da libro del giornalista Shrabani Basu, “Victoria & Abdul: The True Story of the Queen’s Closest Confidant”. Nel cast Judi Dench nei panni della regina Vittoria. Prima della proiezione serale, alle 22, sarà consegnato al regista Stephen Frears il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2017, riconoscimento dedicato a una personalità capace di segnare in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.
Nel pomeriggio altri due titoli in concorso: alle 17 si terrà la proiezione con red carpet del francese “La villa” di Robert Guédiguian, mentre alle 19.30 verrà proposto ai giornalisti “Ex Libris. The New York Public Library” del documentarista Frederick Wiseman (“National Gallery”). Le proiezioni della giornata saranno chiuse dall’omaggio a Michael Jackson con “Michael Jackson’s Thriller 3D” di John Landis e “Making of Michael Jackson’s Thriller” di Jerry Kramer.
Ancora domenica 3 settembre, alle 11 nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo si terrà il Premio “Robert Bresson” assegnato al regista Gianni Amelio. A consegnare il riconoscimento FEdS, che vanta il patrocinio della Santa Sede, sarà mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno. Alle 11.30 presso l’Italian Pavillon si terrà l’incontro con il Centro sperimentale di cinematografia e a seguire, alle 13.45, la tavola rotonda con i rappresentanti della Commissione europea per il settore cinema e audiovisivo (www.europacreativa-media.it).

Informazione: Paterniti (Tgr Rai), “serve una responsabilità critica. Mettiamo insieme i fatti, ma ragioniamoci sopra”

Sat, 2017-09-02 16:30

“Oggi camminare significa assumersi delle responsabilità. In questa società liquida è facile non sentire responsabilità perché ognuno si forma una realtà a propria misura e non affrontare i problemi reali”. Lo ha affermato Giuseppina Paterniti Martello, vicedirettore TgRai, intervenuta questa mattina a Gubbio al XII Forum dell’informazione cattolica per la Custodia del Creato, parlando del tema “Consumare la suola delle scarpe per raccontare fatti, storie e volti”. Oggi “consumare la suola delle scarpe è trovare la storia, il volto delle persone, andare al di là degli schemi. Il nostro lavoro chiede un cervello e i piedi sempre in moto per un’informazione coraggiosa”. “L’informazione di prossimità deve porre delle domande, deve fare giornalismo d’inchiesta, andare a fondo”, ha detto la giornalista che ha trattato il tema dei migranti e delle povertà. “Dobbiamo andare al di là dei comunicati stampa e delle dichiarazioni di governo, per una responsabilità critica. Tutti i giorni c’è qualcosa da capire, studiare. Mettiamo insieme i fatti, ma ragioniamoci sopra”. Analizzando le fonti della notizia, la giornalista ha invitato a “intrecciarle e verificare, mantenendo indipendenza rispetto ad esse”. “Non si tratta solo di un racconto partecipato, di cuore e di anima, ma di responsabilità collettive da far emergere, coltivando l’ansia della scoperta. Questo significa ‘sporcarsi i piedi’”, ha osservato Paterniti, analizzando anche le situazioni politiche e sociali di alcuni Paesi europei che negli ultimi anni hanno vissuto la crisi economica. “Il giornalismo deve far capire che ci sono situazioni complesse che non possono essere affrontare e risolte in un colpo solo”.

Mostra del Cinema: il punto della Commissione nazionale valutazione film della Cei sui titoli del quarto giorno

Sat, 2017-09-02 16:29

Siamo al quarto giorno della 74ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. L’agenzia Sir con la Commissione nazionale valutazione film della Cei ha visto in anteprima, nelle proiezioni riservate alla stampa, i titoli del 2 settembre in concorso al Festival. Massimo Giraldi, Segretario della Commissione, è presente a Venezia74 come giurato per il premio cattolico internazionale “Signis”.
Iniziamo dal film di George Clooney, “Suburbicon”, sua sesta regia cinematografica, su sceneggiatura scritta insieme a Grant Heslov e ai fratelli Joel ed Ethan Coen. Il copione è ambientato negli Stati Uniti degli anni ’50, in una cittadina costruita subito dopo la guerra, appunto Suburbicon; una realtà che richiama l’ambientazione pulita e perfetto, ai limiti della finzione, vista in “The Truman Show”. La presenza però di una famiglia di colore innesca episodi di razzismo sempre più forti. Nessuno, nel contempo, si accorge che dentro una famiglia bianca, della classe media, crescono odio, avidità e ferocia. “I riferimenti sono i fratelli Coen – dichiara Massimo Giraldi dal Lido – che hanno scritto il copione evocando il loro cinema sul modello di ‘Fargo’. Qui Clooney dirige Matt Damon per la prima volta in un ruolo dark e drammatico. Accade però che il dramma viri nell’umorismo, che la follia sfoci nel divertimento, proprio in pieno stile Coen. Si partecipa all’evoluzione-involuzione dei personaggio, allargando il campo della riflessione anche allo stato di salute dell’America di oggi”.
Proprio su questo aspetto, George Clooney ha precisato in conferenza stampa: “Avevamo scritto una prima sceneggiatura che guardava tutto dalla parte del bambino (il figlio del personaggio interpretato da Matt Damon), pensando a un finale dove il ragazzo sarebbe finito in affido. Poi abbiamo ideato un finale diverso, di amicizia, tra il giovane e un ragazzo di colore, un’immagine portatrice di speranza. E io mi ritengo pieno di speranza, di ottimismo, per l’America, per il suo futuro”.
Nel complesso, conclude Giraldi, “il film è ben diretto e interpretato con incisività, oltre che da Damon, anche da Julianne Moore e Oscar Isaac. È un’opera complessa e problematica, da valorizzare nei dibattiti per una riflessione sulla società statunitense contemporanea”.
Altro titolo in concorso, presentato alla stampa già ieri sera 1° settembre, è “Foxtrot”, che segna il ritorno alla regia di Samuel Maoz, regista israeliano vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 2009 con “Lebanon”. “La vicenda – commenta Giraldi – è incentrata su un momento della storia israeliana quando un soldato si presenta a casa di un cittadino per annunciare che il proprio figlio, militare, è morto in un incidente. Momenti iniziali di dramma, di smarrimento, ma subito dopo la notizia viene smentita. Il padre pertanto, sollevato, chiede di poter vedere il figlio, permesso che gli viene negato. Nel film troviamo così verità e contraddizioni, snodate tra realtà e finzione, elementi tesi a cercare il confine tra dolore vero e cattive notizie. Maoz in questa nuova opera conferma il suo talento, la sua crescita artistica; mette in atto un senso narrativo circolare, suggestivo e coinvolgente, tendendo tutti i protagonisti alla corda, senza mai rivelare da che parte si trovi la verità. ‘Foxtrot’ è da valutare come consigliabile, problematico e utile per dibattiti”.
Fa parte invece delle opere fuori concorso il film francese “La mélodie” di Rachid Hami, che è ambientato nella periferia di Parigi odierna, dove un musicista cinquantenne arriva in una classe multietnica per insegnare violino. Diffidenze e ostacoli, prima di vedere riaccendersi entusiasmo e fiducia nel domani. “Il film francese – indica il Segretario della Cnvf – dimostra che la musica può essere una chiave per aprire tutte le porte, come del resto ha sottolineato lo stesso regista in conferenza stampa. Hami infatti usa la musica per mettere in scena un racconto di riscatto. Le intenzioni sono pertanto positive ed encomiabili, tuttavia la realizzazione incorre in qualche debolezza narrativa, che finisce per togliere forza al racconto. ‘La mélodie’ è un film di taglio educational, consigliabile, problematico e per dibattiti”.
Ultimo, da segnalare sempre fuori concorso il film omaggio a Valentina Cortese, “DIVA!” di Francesco Patierno, che con otto grandi attici del cinema italiano di oggi – Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia d’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano -, chiamate far rivivere la vita e la carriera della nota attrice. “Patierno – puntualizza Massimo Giraldi – conferma di trovare nel documentario una forma espressiva importante e significativa”.

Opus dei: Spagna, domani mons. Pujol (Tarragona) ordinerà due nuovi sacerdoti nel santuario di Torreciudad

Sat, 2017-09-02 16:15

Due diaconi della prelatura dell’Opus dei riceveranno domani, domenica 3 settembre, l’ordinazione sacerdotale conferita loro dall’arcivescovo di Tarragona, monsignor Jaume Pujol. Ad essere consacrati presbiteri saranno Ginés José Pérez Almela, un murciano di 59 anni, che per tre decenni è stato professore nella scuola Monteagudo a Murcia, e Arturo Garralón, impiegato di banca, nato a Guadalajara 42 anni fa. Il rito di consacrazione sarà celebrato nel santuario di Torreciudad, in Spagna, alla presenza del prelato dell’Opus Dei, monsignor Fernando Ocáriz. Parteciperanno ovviamente anche numerosi familiari, amici e colleghi. La cerimonia sarà trasmessa in diretta, a partire dalle 9.45, su www.opusdei.org/live e sul canale di Youtube dell’Ufficio comunicazioni dell’Opus Dei.

Settimana sociale: mons. Longoni (Cei), “sicurezza dei lavoratori, salute dei cittadini e salvaguardia del Creato premesse per stabilità e produttività del lavoro”

Sat, 2017-09-02 16:00

“Il lavoro è degno quando rispetta la vita delle persone e dell’ambiente, cioè la casa comune come dice la Laudato si’. La sicurezza dei lavoratori, la salute dei cittadini e la salvaguardia del Creato non sono solo criteri etici irrinunciabili, ma anche premesse per la stabilità e la produttività del lavoro”. È quanto si legge nel paragrafo 17 dell’“Instrumentum laboris” per la Settimana sociale dei cattolici italiani di Cagliari, “anticipato per la stampa” da monsignor Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e del lavoro, durante il Forum per l’informazione cattolica in corso a Gubbio. “Stiamo pensando a una nuova idea di lavoro che troverà spazio nel dialogo e nella riflessione di coloro che parteciperanno all’evento di Cagliari”, ha detto mons. Longoni.

Diocesi: mons. Perego (arcivescovo), “Ferrara e Comacchio debbono essere consegnate nella loro bellezza e integrità alla generazione futura”

Sat, 2017-09-02 15:54

“La terra in cui ognuno viaggia, è la casa di tutti, perché è la casa di Dio nostro Creatore”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presiedendo ieri nella parrocchia del Lido delle Nazioni la celebrazione eucaristica per la 12ª Giornata per la Custodia del creato. Avendo come riferimento l’Enciclica Laudato sì di Papa Francesco, l’arcivescovo nell’omelia ha posto l’accento su come i verbi “uscire” e “camminare”, “andare” siano “i verbi dell’esperienza cristiana, che ha come meta non solo i luoghi della terra, ma anche il Cielo”. “Il viaggio – ha proseguito – che caratterizza l’esperienza umana e cristiana ha vari caratteri: religioso (pellegrinaggio), di conoscenza (turista), di ricerca di un lavoro (migrante), di fuga (il rifugiato)”. Mons. Perego ha poi sottolineato la necessità di un “impegno per il consumo critico dei beni – come l’acqua -; il rispetto dell’ambiente, ma anche, in questa nostra terra magnifica, la capacità di sposare un turismo sostenibile, che concili sviluppo economico e tutela dell’ambiente, il superamento del puro consumismo, coniugato con una mobilità sostenibile, che privilegi il mezzo pubblico rispetto a quello privato, l’utilizzo di mezzi meno inquinanti”. L’arcivescovo ha rilevato poi come “Ferrara e Comacchio, in forme diverse, sono due meravigliose oasi culturali e ambientali, che debbono essere consegnate nella loro bellezza e integrità alla generazione futura. Sono anche la loro ricchezza”. “A noi, alla nostra responsabilità, richiamata oggi dalla Giornata nazionale per la Custodia del Creato, il compito di consegnarle ai viaggiatori con amore e cura, perché – ha concluso – continuino ad essere un patrimonio di tutti e per tutti. Per non somigliare ai servi stolti del Vangelo, che non valorizzavano i propri talenti”.

Turismo: mons. Bravi (Santa Sede), “non può che essere responsabile”. Sia “veicolo di valori e di senso”

Sat, 2017-09-02 15:52

“Il turismo, come ogni attività umana, non può che essere responsabile”. È quanto ha ribadito monsignor Maurizio Bravi, osservatore della Santa Sede presso l’Organizzazione mondiale del turismo, che in occasione del XII Forum dell’informazione cattolica per la Custodia del creato in corso a Gubbio ha parlato di mobilità umana e turismo sostenibile, “un fenomeno che negli ultimi anni è diventato particolarmente frequente e che ha segnato l’evoluzione culturale e sociale dell’umanità”. Nel suo intervento, mons. Bravi ha compiuto un excursus storico sul “pensiero della Chiesa in materia di mobilità umana”, a partire dal fenomeno migratorio fino al turismo e “all’industria turistica”. L’obiettivo della Santa Sede – ha sottolineato – è affermare che “il protagonista del turismo è l’uomo largamente inteso, desideroso di arricchire il bagaglio umano personale attraverso l’incontro con altre persone e realtà umane”. Mons. Bravi ha ricordato come fra due settimane sarà firmata in Cina la Convenzione internazionale di etica del turismo, la prima adottata dall’Organizzazione mondiale del turismo, alla cui realizzazione “la Santa Sede ha partecipato con interesse incoraggiando che siano incluse nella Convenzione la lotta allo sfruttamento della sessualità minorile e della prostituzione, il rispetto della libertà religiosa e del lavoro per una antropologia che rispetti la dignità delle persone”. Tra le potenzialità indicate da mons. Bravi, “il turismo come fonte occupazionale per ridare sostegno all’economia” e come “veicolo di valori e di senso”.

Cinema: Rapporto Giovani, “piace ai Millennials ma la visione di serie tv supera i film”

Sat, 2017-09-02 15:51

“Il cinema piace alle nuove generazioni che lo considerano pienamente in linea con le proprie sensibilità e con le modalità di fruizione di spettacoli e divertimenti. Solo il 9,8% dei giovani italiani lo ritiene adatto soprattutto ad adulti e anziani. I Millennials si rivelano, inoltre, grandi consumatori di film: il 91% ne vede almeno uno a settimana, il 62% più di uno a settimana”. È quanto emerge dall’indagine su giovani e cinema commissionata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo all’Istituto Toniolo nell’ambito del “Rapporto Giovani”. I risultati della ricerca, effettuata a fine luglio su un campione di 2045 persone tra i 20 e i 34 anni, sono stati presentati oggi nel corso di un evento promosso con la Fondazione Ente dello Spettacolo in occasione della 74ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. “Dalla ricerca – si legge in una nota – emerge che, seppure di rilievo, è meno frequente la visione in sala. Meno di uno su cinque (18,6%) degli intervistati va al cinema almeno due volte al mese (si sale al 23,6% tra i laureati, contro il 22% dei diplomati e il 10,5% di chi ha titolo più basso)”. “Il desiderio di andare più frequentemente al cinema è, però, espresso dal 92,6% dei rispondenti”, prosegue la nota, aggiungendo che “le condizioni per aumentare la fruizione in sala sono soprattutto legate ai costi (46,4%) e ad agevolazioni specifiche mirate ai giovani (16,6%). La richiesta di agevolazioni tocca il valore più alto tra gli studenti (22,4%)”. Pesano decisamente meno le difficoltà e scomodità nel raggiungere la sala (10,5%) e quelle nel trovare e dedicare un tempo specifico (11,1%). Tra i giovani, il genere preferito dei film è la commedia (21,5%), davanti a thriller/suspense (17,5%), con spiccata differenza tra maschi (20,5%) e femmine (14,4%). In terza posizione si piazza il fantasy (14,5%), che prevale sul genere avventura (11,8%). La ricerca evidenzia poi che “la visione delle serie tv/fiction ha superato quella dei film tra i giovani italiani, anche se in realtà esiste una forte sovrapposizione tra i due tipi di intrattenimento. Per il 35,4% degli intervistati non c’è una prevalenza, mentre per il 30,5% prevale la visione di film e per il 34,1% le serie”.

Creato: mons. Spreafico (Cei), mettere fine all’“uso indiscriminato dei beni della terra che priva i poveri dei loro diritti”

Sat, 2017-09-02 15:27

“Abbiamo bisogno di uscire dal potere di una società che ti induce a pensare solo a te stesso perché hai paura dello straniero, del nomade, del povero”. Lo ha affermato monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso , intervenendo a Gubbio al Forum dell’informazione cattolica per la Custodia del Creato. “Il pellegrino – ha osservato – vive una dimensione oltre se stesso, oltre il proprio mondo e sa che esiste una meta verso cui andare, che non si può vivere senza visioni e senza futuro, schiacciati su stessi. È una vera e propria sfida”. Per mons. Spreafico, “la rete con la sua velocità non ci consente di soffermarci sulle cose”, invece “il cammino è incontro, è sguardo, contemplazione del creato”. È in questo “che si manifesta la vita in relazione, nella quale possiamo riconoscerci come parte di un tutto che esiste nella condivisione e non nella prepotenza del dominio dell’uno sull’altro”. Il vescovo ha invitato ad “essere coltivatori e custodi del mondo” come antidoto, ad esempio, a un “uso indiscriminato dei beni della terra che priva i poveri dei loro diritti”. Incendi, criminalità organizzata, abusivismo edilizio, tra le criticità affrontate dal presule. “Occorre proporre nuovi stili di vita nel consumo delle risorse che abbiamo a disposizione, nuove pratiche che servono da esempio e da traino”. Richiamando anche le esperienze della diocesi frusinate, il vescovo ha suggerito anzitutto di “riprenderci la terra” – con riferimento anche alle tante realtà che si occupano di terreni confiscati alla criminalità organizzata – “impegnarsi nella coscienza dell’importanza della raccolta differenziata”, “creare sinergia sui territori tra le diverse realtà della società civile”.

Diocesi: Casale Monferrato, dal 5 settembre il convegno pastorale “I nostri giovani tra presente e futuro”

Sat, 2017-09-02 15:03

“Desideriamo essere una ‘Chiesa in uscita’ amica delle famiglie e dei giovani”. Così monsignor Alceste Catella, amministratore apostolico di Casale Monferrato, presenta il Convegno pastorale diocesano che prenderà il via martedì 5 settembre, a Casale Monferrato, sul tema “I nostri giovani tra presente e futuro”. La prima serata, in programma martedì 5 alle 20.45 presso l’Auditorium san Filippo, sarà dedicata “Il prossimo Sinodo sui giovani. Provocazione, invocazione, convocazione” con la relazione del salesiano don Rossano Sala. Nella serata di mercoledì 6, con inizio alle 20.30, spazio invece alle “Prove di dialogo. Generazioni diverse a confronto” con gruppi di lavoro che vedranno i partecipanti confrontarsi a partire da un foglio di lavoro realizzato dagli stessi giovani. Il convegno pastorale si concluderà poi giovedì 7, con la presentazione delle “Linee guida dell’anno pastorale 2017-2018” proposte da mons. Alceste Catella a partire dalle 20.45 presso l’Auditorium san Filippo. “Una Chiesa ‘in uscita’ – ha scritto il vescovo nella lettera d’invito – non può non sentirsi fortemente chiamata a mettersi al fianco delle famiglie e dei giovani”. “La pastorale della famiglia e quella giovanile sono il luogo privilegiato per dare volto nuovo alla pastorale d’insieme”, aggiunge Catella, rilevando che “esse spingono tutte le parrocchie, non solo le più piccole, ad aprirsi alle altre, per sostenere cammini che siano capaci di accompagnare e di nutrire spiritualmente la vita delle famiglie e il percorso di crescita di ragazzi, adolescenti e giovani verso la misura adulta della fede e della vocazione”.

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