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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 30 min ago

Ue: Moavero (ministro Esteri), “no a isolazionismo, serve europeismo consapevole”

Tue, 2018-07-10 16:19

(DIRE-SIR) – “Vedo male l’isolazionismo e atteggiamenti di puro ostacolo al lavoro dell’Europa. Cerchiamo di lavorare al meglio con ciò che abbiamo, facendoci portatori di proposte – anche eterodosse – per migliorare la situazione”. Ne è convinto Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, che illustra alle Commissioni esteri riunite di Camera e Senato le linee programmatiche del proprio dicastero. Moavero suggerisce un “europeismo consapevole”. Le vicende in corso nel Regno Unito, che si confronta sul tema Brexit, secondo il ministro insegnano che “si sa cosa si lascia, più difficile capire cosa si trova”.
“È indubbio che le divisioni in Europa si sono accentuate, non tanto tra Stati quanto tra gruppi di Stati” continua Moavero. “C’è un’Europa ‘gruppettara’ che non riesce sempre a trovare la via della cooperazione. Al contempo vedo l’asimmetria, non sempre comprensibile per i cittadini, in certe linee politiche europee: certi atteggiamenti invasivi nei comparti dell’economia, ma assenza poi su altri fronti come quello delle migrazioni. Nonostante questo non riesco a vedere alternative alla partecipazione attiva dell’Italia, anche per quanto riguarda il processo di integrazione dei Balcani occidentali”.
Sul piano economico “bisogna ridurre le asimmetrie”, dice Moavero. “Sulla proposta del bilancio 2021-2027 elaborata dalla Commissione è difficile esprimere un giudizio positivo e soddisfacente: bene l’aumento dei finanziamenti in innovazione tecnologica, coesione e agricoltura, nonché sfida migratoria. Ma la coperta è troppo corta, e questo rende difficile affrontare queste come altre sfide. Per superare il problema bisogna aumentare le entrate”. Quindi Moavero suggerisce l’aumento “dei fondi diretti da parte dei bilanci dei vari Stati”, nonché “forme di tassazione diretta a soggetti – operatori delle telecomunicazioni o in ambito finanziario, ad esempio – che oggi riescono a sottrarsi alle realtà tributarie di diversi Paesi dell’Unione”, superando così il principio garantito dai Trattati, secondo cui i sistemi fiscali variano da Stato a Stato.  (www.dire.it)

Mondiali di calcio: media balcanici, “è lecito tifare per la nazionale croata”? Sport e politica, le strade si incrociano

Tue, 2018-07-10 16:06

In attesa delle semifinali dei Mondiali in Russia, scorrendo i giornali balcanici si apprende di nuovo che il calcio non è solo sport ma anche politica, storia e altro ancora. Essendo la Croazia l’unica squadra dei Balcani riuscita a giungere alle semifinali, nella regione è scattata la questione se sia lecito tifare per i “vatreni”, il soprannome della nazionale di Zagabria. Il quotidiano croato “Index” riporta le parole del presidente serbo Alexander Vucic: “Ho tolto il volume durante la partita Croazia-Russia, non potevo ascoltare come i commentatori in televisione tifassero per la Croazia”. Vucic afferma di aver tifato per la Russia. Anche in Bosnia-Erzegovina si chiedono se tifare o non tifare per la Croazia: i bosniaci accusano i leader croati di “un atteggiamento arrogante”, riporta Osservatorio Balcani e Caucaso, mentre molti dei giocatori della nazionale, incluso il ct, sono cresciuti in Bosnia. I croati della Erzegovina invece affermano: “Croazia è la nostra patria”, scrive la testata. E mentre nei Balcani affiorano le domande, a Zagabria il premier Andrej Plenkovic e il presidente del Parlamento Gordan Jadronkovic hanno fatto le valigie per Mosca; a loro si aggiungono anche altri rappresentanti delle autorità, riporta sempre il giornale Index, “peccato che l’aereo di Stato abbia solo 12 posti”.

Migranti: Centro Astalli, “si accolgano le 67 persone soccorse dalla Diciotti”

Tue, 2018-07-10 15:59

Il Centro Astalli esprime “seria preoccupazione” con una nota per la vicenda che coinvolge in queste ore 67 migranti a bordo della nave italiana Diciotti, di cui 58 uomini, tre donne e sei minori, in attesa di sapere quale sarà il porto in cui entrare. Secondo le ricostruzioni del ministero dei Trasporti, si sarebbe verificato un presunto ammutinamento da parte dei 67 migranti a bordo della Vos Thalassa, cui era stato negato dal Viminale l’approdo in Italia. Un fatto che avrebbe portato poi al trasferimento dei migranti sulla nave Diciotti. “Ancora una volta l’assenza di operazioni efficienti di soccorso in mare, la chiusura dei porti e la mancanza totale di vie legali d’ingresso in Europa mettono in pericolo la vita di uomini e donne in cerca di salvezza”, si legge nella nota. Il Centro Astalli chiede a istituzioni nazionali e sovranazionali “misure responsabili che abbiano come priorità l’incolumità dei migranti”. “Occorre abbassare i toni e agire con prudenza nell’interesse di tutti. La tensione che può esserci in una situazione di forte stress da parte di migranti esausti e spaventati va gestita, mai strumentalizzata, correndo il rischio di alimentare polemiche che ostacolino il risolversi della vicenda nel migliore dei modi”. Secondo il Centro Astalli, “è verosimile che i migranti si siano spaventati e agitati alla possibilità di essere trasbordati e riportati in Libia”.

Dismissione chiese: card. Ravasi, almeno “due criteri”. Al convegno di novembre verranno approvate linee guida specifiche

Tue, 2018-07-10 15:57

A Praga una chiesa alienata è stata trasformata in un night club. Un caso limite, ma il numero dei luoghi di culto dismessi, venduti e usati per altri scopi è destinato ad aumentare e il problema della loro destinazione e riutilizzo pone non poche sfide. Sostanzialmente due, secondo il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, i criteri ai quali attenersi per la dismissione e il riutilizzo del patrimonio ecclesiastico. Li riassume a margine della conferenza stampa di presentazione, oggi presso il Dicastero vaticano, del convegno “Dio non abita più qui? Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici”, che il Pontificio Consiglio, la Cei e la Pontificia Università Gregoriana promuovono il 29 e 30 novembre nell’Ateneo dei gesuiti. Anzitutto, sintetizza il porporato, occorre “fare attenzione che il tempio rimanga sempre all’interno della comunità con qualche valore di simbolo spirituale, culturale, sociale”. Il secondo è che eventuali trasformazioni “consentano di tutelarne il patrimonio interno ad esempio trasferendolo nei musei diocesani in modo da lasciare lo spazio il più nudo possibile”. Attualmente dei criteri esistono, spiega, ma “sono troppo generici”. Per questo nel corso del convegno verranno discusse e approvate linee guida specifiche, condivise fin dalla fase preparatoria con i delegati delle Conferenze episcopali d’Europa, America settentrionale e Oceania presenti al convegno. “Un documento rilevante – chiosa Ravasi – per il comportamento delle Chiese, ovviamente nel dialogo con gli Stati”. Per il porporato, l’Europa “ha un grande patrimonio di chiese decisamente superiore alle sue attuali necessità” ma non è così ovunque. Di qui il monito a “non contrapporre la dismissione con la necessità di costruire nuove chiese nelle periferie delle megametropoli – ad esempio Città del Messico – perché le strutture urbanistiche sono cambiate, a volte sono enormi”.

Diocesi: Cassano all’Jonio, siglato con 22 sindaci un protocollo d’intesa per la prevenzione della diffusione del gioco d’azzardo

Tue, 2018-07-10 13:55

(da Cassano) Un protocollo d’intesa per la prevenzione della diffusione del gioco d’azzardo. A siglarlo questa mattina sono stati il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, i ventidue sindaci dei Comuni del territorio diocesano e l’Azienda Sanitaria di Cosenza. “È una bella pagina di sussidiarietà verticale – ha dichiarato mons. Savino – che parte dalla Chiesa e coinvolge le Istituzioni del territorio, guardando alle tante persone che sono affette dalla ludopatia e dall’azzardopatia, ponendosi come sfida educativa che prevenga il diffondersi di ciò che è divenuta una vera e propria malattia”.
“Se a me sta a cuore il popolo – ha aggiunto Savino – e ad ogni cittadino sta a cuore il popolo, non possiamo non metterci insieme. Qui, oggi, in Calabria, c’è un fatto positivo perché lottando insieme possiamo ottenere qualche risultato in più. La Calabria ha bisogno – ha augurato infine il vescovo ai sindaci – di un nuovo umanesimo, in cui i cittadini devono diventare responsabili e protagonisti. E che questo protocollo possa ottenere risultati positivi nei 22 Comuni del territorio diocesano”.
Plauso è venuto dai sindaci dei comuni della diocesi, che hanno apprezzato l’iniziativa e l’attenzione della Chiesa locale nei confronti delle periferie, denunciando quanto sia drammatica la piaga del gioco d’azzardo e quanto sia fondamentale l’impegno di sostanza di tutti, con il sostengo delle competenze specifiche rappresentate dall’Azienda Sanitaria.
Il documento segue diversi confronti svoltisi tra il vescovo e i sindaci dei Comuni, durante i quali è emersa, tra l’altro, la piaga del gioco d’azzardo che “grava – si legge nel protocollo – su centinaia di famiglie”.

“Secondo le ultime stime – rileva il documento – il gioco d’azzardo costituisce per il territorio uno dei fenomeni di maggiore allarme sociale con ripercussioni negative sulle attività individuali, familiari e sociali di coloro che sviluppano una dipendenza patologica da gioco”.
Una particolare diffusione è stata rilevata tra i giochi legali in denaro (lotterie instantanee, slot machine, videopoker), anche e soprattutto presso quegli esercizi pubblici, quali bar e tabaccherie frequentati quotidianamente da ogni categoria di clienti, ivi compresi i soggetti maggiormente a rischio di dipendenza: giovani, adolescenti, anziani”. È “in continua implementazione – è detto ancora nel protocollo d’intesa – l’accessibilità al gioco on line. Ancora più subdolo e difficile da monitorare e arginare, che favorisce ulteriormente l’isolamento del giocatore patologico”.
Alcune Istituzioni si stanno sforzando di intervenire sulla problematica, ma ciò che si ritiene necessario è “utilizzare un approccio di rete, integrato e sistematico, che consenta un’azione armonica ed unitaria dei diversi soggetti coinvolti”.
Il protocollo d’intesa, quindi, individua nell’attività di monitoraggio e prevenzione del fenomeno, il primo punto dal quale partire. Le parti, infatti, che includono anche la Caritas diocesana, s’impegnano ad istituire un Osservatorio permanente presso la stessa struttura Caritas, costituito dai referenti degli enti sottoscrittori ed allargato ai soggetti del pubblico o del privato sociale che intenderanno condividere gli obiettivi del protocollo.
L’Osservatorio elaborerà una serie di azioni di prevenzione, tra cui attività presso le scuole medie superiori, i centri di aggregazione, le parrocchie, le associazioni ed i movimenti; corsi di formazione sul gioco d’azzardo e sulle problematiche ad esso connesse con il coinvolgimento delle Associazioni di Categoria e gli esercenti dei pubblici esercizi; promuoverà, inoltre, un “marchio di responsabilità sociale” che identifichi gli esercenti che aderiscono alla azioni di prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo.
I sottoscrittori s’impegnano anche ad “approvare, ove non esistenti o insufficienti, regolamenti comunali specifici per il contrasto al gioco d’azzardo che prevedano una disciplina organica per la concessione delle licenze relative all’esercizio dei giochi leciti (comprese le sale scommesse), al fine di garantire che la diffusione dei locali in cui si pratica il gioco lecito, avvenga evitando effetti pregiudizievoli per la sicurezza urbana, la viabilità, l’inquinamento acustico e la quiete pubblica, e al fine di limitare le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su soggetti psicologicamente più deboli e di definire idonee distanze dai c.d. “luoghi sensibili”, divieti di gioco ed orari precisi, nonché adeguate sanzioni di carattere economico, di sospensione e revoca della licenza per i contravventori dei regolamenti.”

Repubblica Centrafricana: don Carraro (Medici con l’Africa Cuamm), “ospedali senza acqua ed energia, personale poco preparato”

Tue, 2018-07-10 13:49

“In alcune aree rurali la copertura vaccinale dei bambini non supera il 10% e il numero delle persone HIV positive è di circa 130.000 di cui solo la metà è in trattamento”. Lo scrive il direttore di Medici con l’Africa Cuamm, don Dante Carraro, sulla situazione sanitaria nella Repubblica Centrafricana. “A parte Bangui, ci sono sei ospedali regionali, senza acqua ed energia. Il personale è scarsissimo e poco preparato, manca totalmente un sistema di ambulanze per il trasporto dei casi gravi, la mortalità delle mamme e dei bambini è elevatissima”. Il direttore di Medici con l’Africa Cuamm conta il numero dei pediatri locali in tutto il Paese: quattro. Due di questi nella Capitale, nell’unico ospedale pediatrico pubblico esistente. “Il complesso pediatrico di Bangui ha 270 posti letto, pazienti ammassati l’uno sull’altro, un reparto e una sala chirurgica dignitosi (grazie all’aiuto dell’Unione europea e della Cooperazione italiana) e una sezione medica allo sbando”.

Nato-Ue: dichiarazione congiunta su cooperazione, sicurezza e lotta al terrorismo. Impegno per salvare vite nel Mediterraneo

Tue, 2018-07-10 13:42

(Bruxelles) “Siamo fieri di ciò che abbiamo realizzato insieme fino ad ora, ma rimane un lungo cammino da percorrere”: è la conclusione della dichiarazione congiunta Nato-Ue appena diffusa a Bruxelles, in vista del vertice Nato che si terrà domani e dopodomani nella capitale belga dove ha sede l’organizzazione del Trattato nord-atlantico. Undici i punti del documento, redatto su due pagine in inglese e francese, nella quale si ribadiscono i “valori comuni”, la necessità di “rafforzare la cooperazione” dinanzi alle nuove sfide portate alla sicurezza e alla pace.

Ribaditi i principi di sussidiarietà (reciproche competenze tra Nato, Ue e Stati) e solidarietà nelle azioni volte, fra l’altro a: cooperazione marittima nel Mediterraneo per contribuire “alla lotta contro la tratta e il traffico di migranti”; risposta alle minacce “ibride” (non convenzionali) e ai cyberattacchi; appoggio alla capacità di difesa “dei nostri vicini a est e a sud”. La cooperazione si intende estesa alla mobilità militare, alla lotta al terrorismo, “al miglioramento della resilienza contro i rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari”; quindi la “promozione del programma per le donne, la pace e la sicurezza”.

Il documento sottolinea l’importanza degli impegni che l’Ue sta concretizzando al suo interno per avviare una politica comune di difesa. Tra i temi che domani saranno sollevati ci saranno le spese militari (Nato e Usa chiedono un aumento degli investimenti), i rapporti con la Russia, i conflitti e l’instabilità mediorientale e africana, le migrazioni e la sicurezza.

Privacy: Soro, un primo bilancio della lotta al cyberbullismo

Tue, 2018-07-10 13:37

La legge del 29 maggio 2017 contro il cyberbullismo ha affidato compiti specifici in questo campo all’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Nella relazione annuale presentata oggi, quindi, compare un primo sintetico, bilancio di questa attività. Nel periodo luglio-dicembre dello scorso anno i casi segnalati al Garante per la privacy sono stati 17 e “hanno riguardato ipotesi tra loro diverse (creazione di falsi profili, talvolta finalizzati allo scambio di messaggi a sfondo sessuale, diffusione di messaggi offensivi e denigratori e/o di fotografie scattate in ambito privato) e interessato diversi social media localizzati in ambito europeo ed extraeuropeo”. “Di questi – si legge nella relazione – per larga parta dei casi si è definita la segnalazione con la rimozione del contenuto denunciato (con l’avvio dell’istruttoria da parte dell’Ufficio o per autonoma iniziativa del gestore del sito). Nei casi restanti, talora non è stata ulteriormente coltivata la segnalazione da parte degli interessati o non si sono ritenuti sussistenti gli estremi per ricondurre la fattispecie segnalata all’interno dei confini della disciplina del cyberbullismo (talvolta anche in ragione della genericità della segnalazione). In tutti i casi è stato comunque fornito riscontro ai segnalanti e, in talune fattispecie, la segnalazione è stata inoltrata alla Polizia postale. Criticità sono state riscontrate dall’Ufficio in particolare nei casi relativi a siti gestiti da soggetti collocati fuori dal territorio europeo”.

Integrazione: Roma, domani la consegna di 120 diplomi in economia domestica promosso dalla Comunità di Sant’Egidio

Tue, 2018-07-10 13:37

Si concluderà domani, mercoledì 11 luglio, alle 16, nel complesso del San Gallicano, il corso di formazione professionale di Economia domestica, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. Lo hanno frequentato quest’anno 120 studenti, soprattutto donne nigeriane. Alla consegna dei diplomi parteciperanno Daniela Pompei, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i servizi a immigrati, rifugiati e Rom, e Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia. Inaugurato nel 2016, il corso di formazione di Economia domestica si inserisce nel progetto “Madri e figli rifugiati: dall’accoglienza all’inclusione”, promosso da Sant’Egidio e reso possibile grazie a Merck & Co. per conto della sua consociata italiana Msd. L’iniziativa risponde all’esigenza di creare percorsi di inserimento lavorativo e integrazione per donne vulnerabili, richiedenti asilo e rifugiati con un basso grado di scolarizzazione. Sono ormai oltre 200, dal 2016, gli immigrati, quasi tutte donne, che hanno frequentato il corso e imparato una professione. Il modulo formativo prevede 78 ore di teoria e 42 di pratica. Il corso, interamente gratuito, è stato realizzato grazie alla docenza volontaria di donne migranti di prima generazione che hanno maturato esperienza nel campo della collaborazione familiare e nell’assistenza ad anziani e bambini. Il tirocinio pratico, invece, si è svolto nelle abitazioni di persone anziane italiane, amiche della Comunità di Sant’Egidio.

Tailandia: fonti locali al Sir, “la parrocchia di quell’area sta prestando aiuti” per il recupero dei ragazzini

Tue, 2018-07-10 13:35

Tutti i ragazzini intrappolati per più di due settimane nella grotta di Tham Luang, nella regione tailandese di Chiang Rai, sono liberi: lo riferiscono le televisioni thailandesi. A breve dovrebbe uscire anche l’allenatore, l’ultimo rimasto del gruppo di tredici nelle viscere della montagna. Fin dall’inizio della tragedia il cardinale Francis Xavier ha chiesto di pregare per i bambini intrappolati. “La zona della grotta si trova nella diocesi di Chiang Rai”, creata da Papa Francesco nell’aprile scorso “e c’è una chiesa vicina”, spiegano al Sir dal Thai Catholic Media. “La parrocchia di quell’area sta prestando aiuti, ma senza pubblicità”. Alla diocesi appartengono circa 16mila cattolici, appartenenti a minoranze etniche. Riferiscono ancora dal Thai Catholic Media che Narongsak Osatanakorn, colui che ha voluto continuare a coordinare le operazioni di salvataggio, pur essendo stato nei giorni scorsi “licenziato” dalla sua funzione di governatore, è un “ex-alunno di una scuola cattolica”. Avrebbe una laurea in geologia e una in ingegneria. A seguire la situazione sul posto c’è anche la Caritas Tailandia.

Santa Sede: il 12 luglio funerali del card. Tauran

Tue, 2018-07-10 13:26

Giovedì 12 luglio, alle 10.45, all’Altare della Cattedra della basilica vaticana, avranno luogo le esequie del card. Jean-Louis Tauran, del titolo di S. Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine. La liturgia esequiale sarà celebrata dal card. Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, insieme con cardinali, arcivescovi e vescovi. Lo rende noto la Sala stampa della Santa Sede. Al termine della celebrazione eucaristica, il Papa presiederà il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio.

Minori stranieri non accompagnati: Tribunale Palermo incarica sindaci di trasferirli. Albano (Garante infanzia), “Istituzioni cooperino per strutturare equa distribuzione”

Tue, 2018-07-10 13:13

Arriva dalla magistratura una prima risposta alla concentrazione in Sicilia di minori stranieri non accompagnati (Msna), che sull’isola sono il 42,8% di quelli presenti in Italia. Il Tribunale per i minorenni di Palermo ha emesso negli ultimi giorni una trentina di decreti che, nel nominare i sindaci tutori provvisori, li incarica di trasferire i ragazzi in altre località del territorio italiano. Ne dà notizia l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza in una nota nella quale spiega che il provvedimento è volto a “consentire a tali giovani, senza adulti di riferimento in Italia, di trovare un tutore volontario che ne raccolga le esigenze e ne faccia valere i diritti”. In Sicilia, secondo i giudici, non c’è un numero sufficiente di tutori volontari rispetto alla quantità di minori stranieri non accompagnati. I tutori disponibili hanno già raggiunto il massimo delle tutele assegnabili oppure risiedono lontano dalle strutture che ospitano i ragazzi. “È un problema serio, questo della concentrazione dei minori stranieri non accompagnati nelle strutture di accoglienza della Sicilia”, afferma l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, aggiungendo che “sono più di 5.700 su un totale, in Italia, di 13.300. Una criticità che tengo sotto osservazione e denuncio da tempo, da ultimo in occasione della Relazione al Parlamento a Palazzo Madama del 13 giugno scorso, pur consapevole che la soluzione di tale problema va di pari passo con la crescita di un contesto nazionale di accoglienza diffusa e solidale”. “I magistrati di Palermo – prosegue l’Autorità garante – hanno dato una risposta che va nella direzione di realizzare in concreto il ‘superiore interesse’ della persona di minore età”. “Resta però impellente l’esigenza che le istituzioni ora cooperino, ciascuna per la propria parte, per attuare strutturalmente un’equa distribuzione”, conclude la Albano, sottolineando che “si tratta di garantire i diritti, le condizioni di vita, l’integrazione e il contrasto a marginalizzazione sociale e devianza di ragazzi vulnerabili”.

Privacy: Soro, per troppi anni sottostimati i rischi

Tue, 2018-07-10 13:03

“I governi, in ogni angolo del pianeta, hanno sottostimato gli effetti e i rischi di un regime privo di regolamentazione, nel quale i grandi gestori delle piattaforme del web hanno scritto le regole, promuovendo un processo inarrestabile di acquisizioni e concentrazioni, dando vita all’attuale sistema di oligopoli. Questi hanno acquisito il potere di orientare i comportamenti di diversi miliardi di persone”. È quanto ha affermato il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, nella relazione annuale presentata oggi alla Camera. A questa denuncia Soro ha voluto però affiancare la sottolineatura di quanto si è fatto e si sta facendo, a un livello che non può non essere essenzialmente sovranazionale. “Ad oltre 20 anni dall’entrata in vigore della prima disciplina di protezione dei dati personali nel nostro ordinamento – si legge nella relazione – molte sono le attese e le speranze riposte nella nuova cornice regolatoria della quale (non senza fatica e resistenze) l’Unione europea si è dotata per tenere il passo dell’innovazione tecno-scientifica, anche grazie all’operato delle autorità di protezione dei dati personali e con una rinnovata responsabilizzazione di tutti gli attori sociali. Il processo, che ha immediati riflessi sul piano economico-sociale ed ampia eco su scala globale, peraltro, è ancora in corso in relazione alla proposta di regolamento sulla protezione della vita privata e le comunicazioni elettroniche”. “L’obiettivo per tutti è chiaro – si legge ancora nella relazione del Garante per la privacy – e traspare dal Preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che vuole “la persona al centro della sua azione”; perché, anche nel prisma della dimensione digitale, l’“homo numericus” possa continuare ad essere “homo dignus”. Si tratta di avere la forza e la volontà di perseguirlo”.

Consumi: Coldiretti, “nel 2017 prodotti surgelati sulla tavola del 95% delle famiglie italiane”

Tue, 2018-07-10 12:50

“Nel 2017 i consumi di prodotti surgelati in Italia hanno raggiunto il valore di 13,9 kg pro-capite annui con una penetrazione di più del 95% delle famiglie e un valore di mercato complessivo tra i 4,2 e i 4,5 miliardi di euro”. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’Istituto italiano degli alimenti surgelati in riferimento all’operazione dei Nas che hanno sequestrato 16 tonnellate di cibi surgelati – la cui data di scadenza, superata in alcuni casi da anni, era stata falsificata – nel corso di un’ispezione a Taranto presso un deposito all’ingrosso. Nel 2017 sono state acquistate complessivamente in Italia circa 841.500 tonnellate di prodotti surgelati, con incrementi maggiori per il pesce (+5%), le pizze (+2,1%) e i vegetali (+1,8%). “Con il recente allarme Listeria è importante l’intensificazione dell’attività di controllo che – conclude Coldiretti – va sostenuta con una maggiore trasparenza dell’informazione, con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti ma anche la necessità di togliere il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione pubblica delle aziende che importano i prodotti dall’estero per consentire interventi rapidi e mirati”.

Frati minori: fra Perry (ministro generale), “non stancarci di cercare il Vangelo, la penitenza per superare l’amnesia”

Tue, 2018-07-10 11:26

“Cercare senza stancarci mai quel ‘libro’ forse andato perduto o magari dimenticato in qualche magazzino pieno di polvere: la nostra Vita e Regola, ossia il Vangelo di Gesù Cristo, la persona stessa di Gesù Cristo, che ha ispirato Francesco e oggi continua a ispirare anche noi”. È l’invito pronunciato da fra Michael A. Perry, ministro generale dell’Ordine dei Frati minori, ai confratelli nell’omelia che ha concluso il Consiglio plenario dell’Ordine che si è svolto nei giorni scorsi a Nairobi. Dopo aver invitato tutti a “fare memoria” per essere “guida autorevole della vita di fede del popolo” e a essere “profeta di verità” per “non smettere mai di produrre buoni frutti”, fra Perry ha incoraggiato i frati ad “adottare un atteggiamento penitenziale in modo da superare l’eventuale amnesia che, come Ordine e come consacrati, può averci fatto dimenticare il nostro primo amore”. Quindi, l’invito a “metterci in cammino per seguire il Signore e osservare i suoi comandi, le istruzioni e le leggi con tutto il cuore e con tutta l’anima”, ad “aprire il nostro cuore alla voce dello Spirito”. “Solo così potremo veramente produrre buoni frutti non per merito nostro ma solamente grazie alla bontà del Signore”. Infine, uno sprone al coraggio: “Anche se la perplessità o la paura busseranno alla porta del nostro cuore, non temete, fratelli: il Signore ci ricondurrà al luogo dove tutto ha avuto inizio e ci darà modo di riscoprire le meraviglie del primo amore e la grazia delle origini”.

Nato: vertice a Bruxelles. Oggi dichiarazione su mobilità militare, cybersicurezza, lotta al terrorismo

Tue, 2018-07-10 11:24

(Bruxelles) In una Bruxelles concentrata sulla sfida calcistica di questa sera tra Belgio e Francia per i mondiali di calcio (ogni angolo della capitale porta un segno del tifo locale), giungono i capi di Stato e di governo per il vertice Nato (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, North Atlantic Treaty Organization) dell’11 e 12 luglio, che sarà ospitato nel nuovo quartier generale alla periferia della città. Il vertice fornirà l’occasione di dare seguito alla cooperazione Ue-Nato, spiegano fonti ufficiali nella sede del Consiglio europeo. Il presidente Donald Tusk, assieme al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e all’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, rappresenteranno l’Unione europea al vertice Nato, accanto ai leader nazionali dei Paesi membri. È previsto per oggi che il presidente Tusk e il presidente Juncker firmino una nuova dichiarazione congiunta Ue-Nato insieme al segretario generale dell’organizzazione nord-atlantica Jens Stoltenberg. La nuova dichiarazione congiunta “illustrerà una visione condivisa di come la cooperazione Ue-Nato possa contribuire ad affrontare le sfide più pressanti in termini di sicurezza”. La nuova dichiarazione sarà incentrata in particolare sui seguenti temi: mobilità militare, cibersicurezza, minacce ibride, lotta al terrorismo, donne e sicurezza. Il presidente Usa Trump, in arrivo oggi a Bruxelles, insisterà perché gli Stati europei investano di più – almeno il 2% del Pil – in armamenti.

Industria: Istat, la produzione torna a crescere a maggio

Tue, 2018-07-10 11:00

A maggio la produzione industriale torna a crescere segnando +0,7% rispetto al mese precedente. È quanto emerge dai dati dall’Istat, segnalando che l’indice corretto per gli effetti di calendario è aumentato del 2,1% rispetto a maggio 2017 e che tutti i raggruppamenti principali di industrie registrano un risultato positivo, con i beni strumentali che continuano a trainare la crescita sia su base annua sia rispetto ad aprile. Nella media dei primi cinque mesi la produzione è cresciuta del 2,8% su base annua.

Nella media del trimestre marzo-maggio la produzione industriale italiana è diminuita dello 0,4% sul trimestre precedente. A maggio, l’indice destagionalizzato mensile mostra una crescita congiunturale in tutti i comparti, con variazioni
positive per l’energia (+1,2%), i beni intermedi (+0,9%), i beni strumentali (+0,4%) e i beni di consumo (+0,2%). Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a maggio 2018 variazioni tendenziali positive in tutti i raggruppamenti: crescono in misura apprezzabile i beni
strumentali (+3,1%), l’energia (+2,2%) e i beni di consumo (+2,1%) mentre più limitato è l’aumento dei beni intermedi (+1,3%). I settori manifatturieri che registrano la maggiore crescita su base annua sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (+7,3%), la
produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,6%) e i macchinari e attrezzature (+5,1%). Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-1,6%) e della
metallurgia e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-1%).

Regno Unito: Sinodo anglicano, conclusioni su ecumenismo e documento su identità, sessualità e matrimonio. Armi nucleari “pericolose e non necessarie”

Tue, 2018-07-10 10:58

(Londra) Una collaborazione più stretta con le chiese pentecostali africane e maggiore libertà per i vescovi anglicani di lavorare, a livello locale, con i loro corrispondenti cristiani di altre chiese anche se queste ultime non esistono a livello nazionale. Il Sinodo della Chiesa d’Inghilterra, che conclude, oggi, i suoi lavori all’università di York, “ha deciso di aggiornare e semplificare le regole in materia di ecumenismo, che risalivano al 1988, per mettere nuovo entusiasmo nell’obiettivo di evangelizzare il resto del mondo”, spiega al Sir don John O’Toole, il rappresentante della Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles al Sinodo. “Tanto lavoro è stato messo anche in un documento su identità, sessualità e matrimonio da pastori, laici e vescovi, oltre che dai rappresentanti delle chiese cristiane più importanti. Entro il 2020, sperano di pubblicare un documento dottrinale su questa materia”, spiega ancora John O’Toole. Il rappresentante cattolico al Sinodo fa notare che, durante la discussione sull’arsenale nucleare, il Sinodo della Chiesa d’Inghilterra ha ricordato le parole di Papa Francesco mentre ha deciso di chiedere al governo di sottoscrivere il trattato delle Nazioni Unite del 2017 che denuncia le armi nucleari come “pericolose e non necessarie”.

Congresso missionario americano: mons. Cargnello (Celam), “sfida per tutto il continente”. Forte legame con Sinodo Panamazzonia

Tue, 2018-07-10 10:42

“Il nostro continente ha soprattutto ricevuto la missione, da molti europei, anche da molti missionari italiani. Ora siamo chiamati ad allargare gli orizzonti della missione, una grande sfida che ci sta maturando”. Parla così mons. Mario Antonio Cargnello, arcivescovo di Salta e presidente del dipartimento Missione e spiritualità del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), intervistato dal Sir in occasione del quinto Congresso americano missionario (Cam), che si tiene da oggi al 14 luglio a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), sul tema “America in missione, il Vangelo è gioia!”.
Prosegue mons. Cargnello: “Certo, ci sono molti passi da fare, a partire dal nostro continente, dove sono ancora tanti i vicariati apostolici, cioè le zone considerate terra di missione”. Molti di questi si trovano in Amazzonia ed è perciò “forte – riflette l’arcivescovo di Salta – il legame tra questo evento ecclesiale e il Sinodo per la Panamazzonia del prossimo anno. L’Amazzonia esige una forte sfida missionaria. Ma non mancano altre zone dove questa esigenza è presente, penso ad esempio alla grande regione del Chaco, condivisa tra Paraguay, Bolivia e nord dell’Argentina”.
Il Congresso americano missionario di Santa Cruz sarà anche l’occasione per riprendere in mano la “Missione continentale”, lanciata al convegno latinoamericano di Aparecida: “In alcune diocesi si è andati avanti, in altre no – prosegue l’arcivescovo di Salta – si è un po’ perso il fervore iniziale. È stata portata avanti la ‘missione paradigmatica’, con alcuni eventi particolari, meno la ‘missione programmatica’. In ciascuna parrocchia e in ciascuna diocesi si dovrebbe mostrare il volto di una Chiesa missionaria, attraverso quella conversione pastorale chiesta dall’Evangelii Gaudium”.

Congresso missionario americano: mons. Scarpellini (Pom Bolivia), “missione, profezia e riconciliazione per tutta l’America”

Tue, 2018-07-10 10:38

Iniziano oggi a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) i lavori del quinto Congresso americano missionario (Cam), sul tema “America in missione, il Vangelo è gioia!”. Vi partecipano quasi 3.000 tra delegati e invitati da tutto il continente americano, Nordamerica compreso. “L’obiettivo di questi congressi è quello di precisare sempre meglio il cammino missionario della Chiesa in tutto il continente americano, rafforzando di volta in volta alcuni aspetti – spiega al Sir dalla Bolivia mons. Eugenio Scarpellini, vescovo di El Alto e tra i principali organizzatori del Congresso in qualità di direttore nazionale delle Pontificie opere missionarie -. Per la Chiesa del nostro continente è un grande evento, secondo forse solo ai convegni decennali, come quello di Aparecida. Ci arriviamo dopo un cammino di preparazione durato quattro anni. Papa Francesco ha composto direttamente la preghiera che ci guida e ci ispira”.
Tra i temi forti del Cam di Santa Cruz de la Sierra, spiega mons. Scarpellini, “sottolineo quello della gioia, presente nel titolo del convegno. È la gioia delle Beatitudini, presente anche nelle situazioni di sofferenza. Altro punto, a mio avviso, importante è il nesso tra missione e dimensione profetica della Chiesa, chiamata a far presente questa dimensione nella società americana. La missione della Chiesa crea un mondo nuovo e relazioni rinnovate. Ancora, il rapporto tra missione, comunione e riconciliazione. Una vera e propria urgenza, pensando alle ferite sociali che si vivono in molti Paesi del nostro continente. Infine, il Congresso penserà a proposte e modalità di invio di missionari”.
L’America, storicamente, vive una duplice tensione tra l’essere terra di missione (pensiamo ai tantissimi missionari che ancora vi operano) e il sentirsi chiamata a partecipare alla missio ad gentes. “Su questo punto durante il Cam ci saranno dei seminari – continua mons. Scarpellini -. Ci interrogheremo in particolare su nuove forme di cooperazione missionaria, su come soddisfare l’attenzione che ci viene richiesta da altri Paesi e continenti e, al tempo stesso, su come guardare alle nostre realtà dove c’è necessità di evangelizzazione profonda. È necessaria la cooperazione missionaria, certo è importante guardarsi dentro ma bisogna farlo con il cuore aperto”.
Il direttore nazionale Pom è soddisfatto anche per come la Chiesa boliviana ha preparato a tutti i livelli questo congresso: “È stata una cosa capillare: la croce missionaria ha fatto il giro di tutte le parrocchie, ogni diocesi ha vissuto un Congresso missionario, ci sono stati momenti per sacerdoti, laici, religiosi, giovani… simposi nazionali e internazionali. Ed è stata approfondita la figura della beata Nazaria de Santa Teresa March Mesa, suora missionaria che sarà canonizzata il prossimo 14 ottobre”.

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