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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 9 hours 40 min ago

Messico: cordoglio dei vescovi per un sacerdote ucciso durante una rapina

Tue, 2017-03-28 12:27

Un altro sacerdote assassinato in Messico. Si tratta di padre Felipe Altamirano Carrillo, della prelatura del Nayar (Stato di Nayarit), di origini indigene; secondo le prime ricostruzioni sarebbe rimasto colpito durante una rapina nella mattinata di lunedì. Si tratta del secondo sacerdote ucciso in Messico dall’inizio dell’anno, il quinto a partire dallo scorso autunno. La Conferenza episcopale messicana, in un comunicato firmato dal presidente, card. Francisco Robles Ortega, e dal segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, esprime le proprie condoglianze al vescovo, mons. José de Jesús González Hernández, ai familiari del sacerdote e a tutta la Chiesa della prelatura di Nayar. “In questo momento, in cui ancora una volta un sacerdote cattolico viene colpito dalla criminalità, volgiamo il nostro sguardo a Cristo Risorto, che ci dà la forza per lottare per la costruzione di un mondo riconciliato, pacificato e fraterno”, scrivono i vescovi.

Cardinale Vingt-Trois: dal 25 febbraio in ospedale con la sindrome di Guillain-Barré

Tue, 2017-03-28 12:21

Lo scorso 25 febbraio il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, è stato ricoverato in ospedale. A darne notizia è un comunicato diffuso oggi dalla diocesi. “Gli esami – riferisce la nota – hanno rivelato che era affetto da una sindrome di Guillain-Barré conseguente ad un’infezione virale. Sono in corso esami e terapie”. Il comunicato informa, inoltre, che sarà necessario “un lungo periodo di riabilitazione”. Nell’impossibilità di presiedere le celebrazioni pasquali, prosegue il testo, l’arcivescovo di Parigi “si unirà alla preghiera di tutta la diocesi essendo quest’anno più strettamente associato alla Passione del Signore durante i Giorni Santi”. Sarà monsignor Jérôme Beau a presiedere la Messa crismale a Notre-Dame con vescovi ausiliari, vicari generali, sacerdoti, diaconi e fedeli della diocesi. “Molto commosso per i numerosi messaggi di simpatia e di incoraggiamento che gli sono stati inviati e nell’impossibilità di rispondervi, il cardinale esprime a ciascuno la propria riconoscenza e – conclude il comunicato – confida nella preghiera di tutti”.

Commissione protezione minori: p. Zollner, “assumere persone per rispondere a tante lettere”

Tue, 2017-03-28 12:12

“Abbiamo poco personale formato. Chiediamo alla Santa Sede di assumere altre persone”. Lo ha detto padre Hans Zollner, membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori e direttore del Centro per la protezione dei bambini, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. La raccomandazione della Pontificia Commissione per la protezione dei minori, riunita a Roma lo scorso fine-settimana, si snoda attorno ad una questione solo in apparenza banale. L’irlandese Mary Collins, vittima da giovane degli abusi di un sacerdote, si è dimessa dalla Commissione lamentando proprio che tante lettere, specie alla Congregazione per la dottrina della fede, rimanevano senza risposta.

“All’interno della Commissione – ha aggiunto padre Zollner – abbiamo discusso ore su questo. Il numero delle comunicazioni che ci arrivano sono in costante aumento. E le persone non si accontentano di sapere che la loro lettera sia stata letta ma vogliono anche informazioni, esprimere la loro rabbia e le ferite. Ricevo 5-6 lettere al giorno da tutto il mondo. Molte persone in Vaticano non sanno rispondere perché gli manca il background psicologico, teologico, giuridico e non sanno bene come misurare le parole in un’altra lingua. Ci vuole un set complesso di competenze e capacità professionali. Abbiamo chiesto al Papa di creare un ufficio per formare persone che possano rispondere come si deve alla gente”. “Le persone che scrivono alla Santa Sede – ha proseguito padre Zollner – si aspettano una conferma di lettura alle loro lettere ed e-mail. E’ un desiderio ragionevole e umano che però si scontra con la realtà di un ufficio molto spesso limitato nelle risorse umane e linguistiche. Queste richieste ci arrivano da tutto il mondo. Ogni giorno ricevo lettere di vittime o persone che vogliono condividere la loro sofferenza. La nostra richiesta alla Santa Sede è che ci sia qualcuno in grado di rispondere adeguatamente e che possa dare un segno concreto e serio a tutto quello che viene comunicato. Tutte queste richieste non sono legate tutte all’abuso sessuale di un minore. Una sola persona, infatti, deve possedere molte competenze per poter rispondere nel modo giusto”. “La cosa più importante – ha concluso padre Zollner – è che le persone abbiano la percezione di essere state ascoltate”.

Diocesi: Nocera Inferiore-Sarno, sabato consegna della lampada per la fototerapia all’Asl di Salerno grazie al progetto “In Canto”

Tue, 2017-03-28 11:55

Arriva a compimento il progetto “In Canto”, promosso dalla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. L’appuntamento è per sabato 1° aprile, alle 9.30, nella cappella dell’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore. Al termine della Santa Messa presieduta dal vescovo, monsignor Giuseppe Giudice, sarà consegnata la lampada per la fototerapia donata dalla diocesi all’Asl Salerno. L’apparecchio sarà utilizzato nel reparto di terapia intensiva neonatale. Alla celebrazione parteciperà il direttore generale dell’Asl Salerno, Antonio Giordano, i vertici del presidio ospedaliero nocerino e gli operatori della Tin.
La lampada per la fototerapia a corpo è stata acquistata con i contributi raccolti dalla vendita del cd “In Canto” e durante il concerto tenutosi lo scorso 4 gennaio al Teatro Diana di Nocera Inferiore. “In Canto” ha visto insieme un gruppo di sacerdoti e laici che hanno prestato la loro voce per beneficenza, incidendo le cover di grandi successi della musica pop italiana e internazionale.

Papa Francesco: a Santa Marta, l’accidia “è un brutto peccato, ci paralizza”. “Prendere la vita come sia e andare avanti”

Tue, 2017-03-28 11:37

L’ accidia “è un brutto peccato”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui ha commentato il Vangelo del paralitico guarito da Gesù, che “sempre dice questo a noi: Vuoi guarire? Vuoi essere felice? Vuoi migliorare la tua vita? Vuoi essere pieno dello Spirito Santo?”. La risposta del paralitico “è una lamentela”, ha fatto notare Francesco: “Ma guarda, Signore, quanto brutta, quanto ingiusta è stata la vita con me. Tutti gli altri possono andare e guarire e io da 38 anni che cerco ma…”. “Quest’uomo – ha commentato il Papa – era come l’albero piantato lungo i corsi d’acqua, di cui parla il primo Salmo, ‘ma aveva le radici secche’ e quelle radici non arrivavano all’acqua, non poteva prendere la salute dall’acqua”. “Questo si capisce dall’atteggiamento, dalle lamentele e anche sempre cercando di dare la colpa all’altro”, ha proseguito Francesco: “Ma sono gli altri che vanno prima di me, io sono un poveraccio qui da 38 anni… Questo è un brutto peccato, il peccato dell’accidia. Quest’uomo era malato non tanto dalla paralisi ma dall’accidia, che è peggio di avere il cuore tiepido, peggio ancora. E’ vivere ma perché vivo e non avere voglia di andare avanti, non avere voglia di fare qualcosa nella vita, aver perso la memoria della gioia”. Gesù non lo rimprovera, ma gli dice: “Alzati, prendi la tua barella e cammina”. Il paralitico – ha fatto notare il Papa – non aveva neanche detto grazie a Gesù, non gli aveva chiesto nemmeno il nome: “Si è alzato con quell’accidia” che fa “vivere perché è gratis l’ossigeno”, fa “vivere sempre guardando gli altri che sono più felici di me” e si è “nella tristezza”, si dimentica la gioia. “L’accidia – ha spiegato Francesco – è un peccato che paralizza, ci fa paralitici. Non ci lascia camminare. Anche oggi il Signore guarda ognuno di noi, tutti abbiamo peccati, tutti siamo peccatori ma guardando questo peccato” ci dice: “Alzati, prendi la tua vita come sia, bella, brutta come sia, prendila e vai avanti. Non avere paura, vai avanti con la tua barella’ – ‘Ma Signore, non è l’ultimo modello…’. Ma vai avanti! Con quella barella brutta, forse, ma vai avanti! E’ la tua vita, è la tua gioia”.

 

Caritas: card. Turkson, “sancire il diritto all’acqua” o “si rischia un conflitto globale”

Tue, 2017-03-28 11:11

(dall’inviata Sir a Castellaneta) – “Il prossimo conflitto globale può essere provocato dall’accesso all’acqua”: è la preoccupazione del cardinale Peter Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, parlando a Sir e Tv2000 a margine del 39° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso fino al 30 marzo a Castellaneta (Ta). Nella sua relazione aveva denunciato che negli Obiettivi di sviluppo del Millennio del 2015 “si parla di salute riproduttiva come diritto ma questa terminologia non è stata adottata per l’acqua” perché “c’è chi si è opposto” per “sancire il diritto umano all’acqua”. “Nel mondo c’è sempre meno acqua potabile – ha precisato il card. Turkson -. Nell’antichità le guerre si facevano per trovare l’acqua. Anche oggi, come vediamo nella guerra in Siria, la prima cosa che hanno fatto i terroristi appena entrati a Damasco è stata occupare una fonte d’acqua”. Per questo, ha osservato, “l’acqua deve essere definita un diritto, invece c’è la tentazione di ridurla ad una commodity, ossia un bene primario da commercializzare”. In Amazzonia, ad esempio, “abbiamo aiutato 9 diocesi a creare una rete per assicurare l’accesso all’acqua”. A proposito del nuovo dicastero da lui presieduto (che accorpa, per volontà di Papa Francesco, quattro pontifici consigli che lavoravano sui temi migranti, sanità, carità e giustizia e pace) ha annunciato che “è pronto l’organigramma del personale, speriamo di essere in grado di partire per Pasqua”.

Diocesi: mons. Caiazzo (Matera-Irsina) ad amministratori locali, “sereno e costruttivo confronto” facendo cadere “pregiudizi e steccati di parte”

Tue, 2017-03-28 10:46

“Capisco che non è facile, in alcune circostanze, riuscire a trovare punti di convergenza su questioni che riguardano la crescita di un territorio e le scelte da fare per il bene comune”. Ma, “coltivando il dialogo, cresceremo insieme nella consapevolezza di operare e moltiplicare il nostro impegno, facendo cadere pregiudizi e steccati di parte”. Lo scrive l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, in una lettera aperta a sindaco, assessori, consiglieri comunali e capigruppo di Matera, lamentando “un’aria strana” che, come cittadini, si avverte “dal palazzo comunale”. “Sono da un anno cittadino di Matera, amo questa città e i miei concittadini, quindi anche voi”, premette il presule, che ricorda come il programma pastorale diocesano riguardi il “bene comune” e quindi, come Chiesa, “stiamo meditando e cercando di operare su tutto il territorio diocesano in questo senso”.

“Mi permetto d’intervenire – annota mons. Caiazzo – in un momento di particolare tensione e apprensione che si respira nella nostra città. Raccolgo le ansie e le speranze quotidiane ascoltando giovani, donne, adulti, visitando i diversi quartieri, camminando per le strade, soffermandomi a parlare con i passanti. Le preoccupazioni, le sofferenze, le situazioni di difficoltà familiari, la paura per il futuro senza prospettive occupazionali di centinaia di giovani e adulti che mi chiedono di aiutarli a trovare un posto di lavoro, la mancanza di uno stipendio adeguato alle esigenze familiari, famiglie senza un tetto…, le tocco con mano, come d’altronde anche voi, ogni giorno”.

Da qui l’appello affinché “tutti, maggioranza e opposizione, vi ritroviate per un sereno e costruttivo confronto nella certezza di raggiungere assieme il vero bene di tutti e dare speranza a quanti l’attendono dal vostro operato e dalle vostre scelte”. “A nome dei materani – prosegue il vescovo – vi dico: desideriamo essere da voi governati, in modo unito, nello stile della corresponsabilità che deve animare ogni confronto politico”. E conclude: “Aiutateci ad avere incondizionata fiducia in voi affinché non venga dispersa la riposta speranza e non si accresca la sfiducia nelle istituzioni”.

Caritas: card. Turkson, “non c’è pace in Europa, e non solo per il terrorismo”

Tue, 2017-03-28 10:24

(dall’inviata Sir a Castellaneta) – “La pace in Europa è minacciata e non parlo solo del terrorismo: non dimenticate che, un poco all’est, sul fronte ucraino, si affrontano reparti con armi pesanti, blindati e aerei da combattimento”: è uno degli avvertimenti lanciati oggi dal cardinale Peter Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, parlando al 39° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso da ieri e fino al 30 marzo a Castellaneta (Ta). Inoltre, citando il discorso di Papa Francesco ai leader europei la scorsa settimana, “non c’è vera pace quando ci sono persone emarginate o costrette a vivere nella miseria. Non c’è pace laddove manca lavoro o la prospettiva di un salario dignitoso. Non c’è pace nelle periferie delle nostre città, nelle quali dilagano droga e violenza”. “Non c’è pace – ha aggiunto il card. Turkson –  quando la politica – da servizio, opera di carità e dedizione al bene comune – diventa farsa, fonte di arricchimento, polemica su questioni secondarie; occupa uno spazio invece che occuparsi del progresso della società”. “Non c’è pace – a suo avviso – quando Internet e le reti sociali frammentano, fanno perdere l’abitudine di riflettere, instillano e istigano bullismo, violenza, pornografia, frodi e insicurezza. Non c’è pace quando tante banche, la finanzia sregolata e la speculazione di allontanano dalle esigenze dell’economia reale, dal controllo dei cittadini. Non c’è pace quando la vita umana e la famiglia sono relativizzate, minacciate”. “Il nuovo nome della pace è lo sviluppo – ha sottolineato -. Ma questa è l’Europa, zona di pace relativa, per tanti una meta desiderata, un esempio, almeno per alcuni decenni”.

Caritas: card. Turkson, soluzioni a crisi “insoddisfacenti, non inclusive o inaccettabili”

Tue, 2017-03-28 10:15

(dall’inviata Sir a Castellaneta) – Sembra essere lungo il cammino per raggiungere un autentico sviluppo umano integrale per il bene dell’umanità, così come vorrebbe la Chiesa: i rischi che derivano dal contesto storico attuale di crisi conducono a “soluzioni insoddisfacenti, non inclusive, non integrali”, solo “per alcuni”, “per sintomi” o “inaccettabili da un punto di vista etico”. Lo ha detto stamattina il cardinale Peter Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, nella sua relazione al 39° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso da ieri fino al 30 marzo a Castellaneta (Ta). Il tema dello sviluppo umano integrale è proprio al centro dell’evento, che riunisce oltre 500 delegati da 155 diocesi. Il card. Turkson ha ripercorso tutto il magistero pontificio, le posizioni dell’Onu in materia e gli Obiettivi di sviluppo del millennio, ma ha osservato che le “misure necessarie per dare soluzione ai problemi”, mettendo al centro “la crescita economica fine a se stessa” e “senza limiti” e non “l’uomo e tutti gli uomini”, non affrontano i problemi, “non si va alla radice”. “Questa visione – ha sottolineato – sembra spiegare la nascita del concetto poco convincente di green economy. Continuare il solito business ma dipingendolo di verde. Rispettare la natura quel tanto che basta per non mettere in difficoltà i profitti”.

“Non si arriva alla radice dei problemi che imperversano in alcune società, dove si abortisce e ci si suicida – ha affermato -. Pensare che in alcuni Paesi, molto bravi negli indicatori dello sviluppo e della crescita, la gente si suicida e crolla la natalità, mentre nei Paesi più poveri la gente si attacca alla vita e, con i soldi che non ha e con i bambini, si butta nelle barchette per attraversare l’acqua verso un futuro migliore”. In questo modo, ha proseguito, “non si arriva alla radice dei problemi ciclici, strutturali, che sembrano racchiudere certe zone nella povertà, nella violenza, nei conflitti attorno alle risorse naturali”. Ad esempio, ha fatto notare, tra gli Obiettivi di sviluppo adottati nel settembre 2015 “si parla di salute riproduttiva come diritto ma questa terminologia non è stata adottata per l’acqua” perché “c’è che si è opposto ad approfittare della nuova agenda dello sviluppo per sancire il diritto umano all’acqua”.

Diocesi: Bari-Bitonto, si apre il centro di cultura biblica “Bereshit”

Tue, 2017-03-28 09:54

“La promozione della conoscenza della Bibbia fra coloro che, indipendentemente dalle convinzioni di fede, nutrono il desiderio di approfondire la comprensione di una letteratura che, sul piano religioso, letterario, artistico, linguistico, giuridico, sociale e morale, ha segnato la cultura di molta parte dell’umanità”. E’ l’obiettivo del Centro di cultura biblica “Bereshit”, che si presenta per la prima volta al pubblico con una conferenza sul tema “Radici bibliche – Cultura condivisa”. Lo spiega una nota della diocesi di Bari-Bitonto. All’incontro, che si terrà mercoledì 29 marzo (ore 19.30 – aula magna “Aldo Cossu” dell’Università Aldo Moro di Bari), relazionerà p. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini. Porteranno il loro saluto l’arcivescovo di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci, e il rettore dell’Università degli Studi di Bari, Antonio Felice Uricchio. “Al fine di approfondire il testo biblico in tutti i suoi aspetti, il Centro si propone come contenitore ideale per ogni tipo di evento che permetta la realizzazione di tale obiettivo: giornate di studio, corsi intensivi, convegni, tavole rotonde, festival biblici, mostre, viaggi nelle terre bibliche”, prosegue la nota, che poi conclude: “Sarà auspicabile la collaborazione con i vari organismi culturali e accademici del territorio, per fare del Centro un luogo di confronto per persone dei più diversi orientamenti”.

Fine vita: dodici parlamentari ad Avvenire, “non voteremo un testo di legge sulle Dat che apre le porte all’eutanasia omissiva”

Tue, 2017-03-28 09:26

“In assenza di sostanziali modifiche, non voteremo un testo di legge che configura le Dat come fossero incise su una pietra, che non restituisce al medico il ruolo che gli è proprio e che apre le porte all’eutanasia omissiva, interrompendo i sostegni vitali”. È la posizione espressa da un gruppo trasversale di dodici parlamentari italiani – Raffaele Calabrò, Paola Binetti, Rocco Buttiglione, Giovanni Falcone, Benedetto Fucci, Gian Luigi Gigli, Domenico Menorello, Eugenia Roccella, Alessandro Pagano, Antonio Palmieri, Mario Sberna e Francesco Paolo Sisto – in una lettera pubblicata oggi dal quotidiano “Avvenire”, nella quale intervengono nel dibattito sul testo di legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). “Quanti come noi si dichiarano contrari a questo provvedimento sono accusati di essere ‘clericali’”, sostengono i deputati, che si dicono “fermamente e laicamente convinti che una legge sul fine vita debba saper coniugare tutela della vita, libertà della persona e dignità umana, principi comuni a credenti e non credenti, sanciti proprio nella nostra Carta Costituzionale”. “Non abbiamo mai pensato di negare il diritto di ognuno di decidere di non sottoporsi o di sospendere determinate terapie, lasciando fare alla patologia il suo decorso infausto”, precisano, dichiarando però la contrarietà al fatto che si voglia “elevare a diritto la pretesa che sia il Servizio sanitario a condurci alla morte, sospendendo anche sostegni vitali, quali sono idratazione e nutrizione assistite”. Inoltre, “questa proposta di legge in maniera assurda e superficiale non indica quando le Dat iniziano ad acquistare efficacia, non facendo i dovuti distinguo tra condizioni cliniche differenti, tra perdita di coscienza transitoria e definitiva, tra le patologie che portano inevitabilmente alla morte e quelle che, pur gravissime, possono essere curate”. “Questo strano progresso che porta con sé un’idea di libertà assoluta che ha come unica frontiera di conquista il diritto all’anticipazione della morte – concludono – non può che trovare il nostro dissenso”.

Benedizioni a scuola: Tarquinio (Avvenire), “in sede giudiziaria una serena e lineare lezione sulla laicità inclusiva”

Tue, 2017-03-28 09:17

“Colpisce che sia dovuta echeggiare in una sede giudiziaria questa serena e lineare lezione sulla ‘laicità inclusiva’, che pure è frutto di una grande e diffusa cultura italiana, lievitata nei secoli coniugando umano rispetto, civile accoglienza e identità cattolica”. Così Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, commenta in un corsivo pubblicato oggi dal quotidiano cattolico il pronunciamento del Consiglio di Stato con il quale ha dichiarato legittime le benedizioni a scuola, ribaltando una precedente sentenza del Tar dell’Emilia Romagna. “In quest’Italia che ha preso a dare troppo credito a malpensanti e malelingue – osserva il direttore – c’è stato bisogno di un saggio collegio di supremi giudici amministrativi per ribadire – dopo una piccola e aspra baraonda di ricorsi e sentenze di Tar – che una benedizione cristiana data a scuola per tutti, condivisa da chi lo desidera e a nessuno imposta non è un insulto e tantomeno una violenza o una sopraffazione e neanche lontanamente una ferita alla libertà altrui”. “Una vera benedizione, del resto, è quello che la parola dice: bene-dire, dire il bene”, prosegue Tarquinio, rilevando che “soprattutto chi crede in Dio la impartisce e la riceve con umiltà”. “Troppi in diverso modo continuano a dimenticare le basi stesse della ‘nostra’ antica e buona arte del vivere assieme”, nota il direttore, concludendo che “forse questa riconfermata legittimità di un libero bene-dire può aiutarci a ricordare”.

Paesi Bassi: iniziativa comune delle Chiese cristiane, campagna “Assaggia la Chiesa” . Invitare familiari e amici a una celebrazione

Tue, 2017-03-28 09:15

Anche la diocesi di Groeningen partecipa alla campagna “Assaggia la Chiesa” che vede coinvolte al momento oltre 20 denominazioni cristiane nei Paesi Bassi. A ispirare il titolo della campagna è un passo di un salmo biblico: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore”. Lo scopo della campagna, che si svolgerà il 9-10 settembre, è di aprire le porte delle Chiese e, superando il semplice “tutti sono i benvenuti”, motivare e preparare i membri della comunità a uscire e invitare personalmente famigliari e amici di cui si sa che da tempo non entrano più in una chiesa, perché vi ritornino una volta e partecipino a una celebrazione pensata appositamente per loro. Il format dell’iniziativa arriva dall’esperienza inglese “Back to Church” lanciata nel 2004 da Michael Harvey e poi diffusasi in tutto il mondo anglosassone. Il 21 aprile prossimo, a Nijkerk, sarà proprio Harvey a tenere un seminario di preparazione all’evento olandese. Le Chiese dei Paesi Bassi hanno attivato un sito (www.kerkproeverij.nl) con tutti i materiali necessari per “creare una cultura dell’invito nella propria chiesa o parrocchia”: dai biglietti di invito, alle proposte di celebrazione pensate per chi da tempo non frequenta più, alla comunicazione e informazione sull’evento. Si potrà vedere attraverso una mappa interattiva quali comunità hanno aderito alla campagna. A promuovere l’iniziativa sono il Consiglio delle Chiese, MissieNederland e Izb, centro per la missione della Chiesa protestante.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Indagini in corso su tragedie di Alatri e Trento. Ok al gasdotto Tap in Puglia

Tue, 2017-03-28 09:00

Cronaca: Trento, padre uccide due figli e si suicida. Procura indaga e chiede “discrezione”

La Procura di Trento indaga sulle possibili cause che hanno portato ieri Gabriele Sorrentino a uccidere i due figli, gettandosi poi in una scarpata. Sulla vicenda indaga il Procuratore capo di Trento Gallina, che ha chiesto ai media la “necessaria discrezione” nel divulgare dettagli sui fatti, “in quanto a questa tragedia se ne aggiungono altre che toccano i familiari”. Sorrentino, ex carabiniere, era diventato operatore finanziario: le indagini si stanno concentrando sulla sua situazione patrimoniale e sul giro di affari. Secondo il Sostituto procuratore Profiti si è di fronte a un “evento sorprendente, del quale non vi era stata avvisaglia”, e i “rapporti con la moglie erano assolutamente normali”. La moglie, veterinario, “era uscita di casa come tutte le mattine. Era ciò che accadeva quotidianamente”. Dall’esame autoptico sui piccoli si attendono nuovi elementi per far luce sui fatti.

Cronaca: delitto di Alatri, si allarga il raggio d’azione degli inquirenti. Il sindaco: “Chi sa, parli”

“Chi sa parli. Invito tutti a dire la verità, a collaborare con gli inquirenti affinché al più presto vengano individuati i responsabili. Alatri non deve essere omertosa”. È il sindaco di Alatri, Giuseppe Morini, a lanciare un appello pubblico per far luce sulla morte violenta dello studente ventenne Emanuele Morganti, massacrato di botte tra venerdì e sabato dopo un litigio nato forse per un apprezzamento sgradito alla fidanzata al circolo Mirò, luogo di ritrovo dei giovani. “Fuori da quel locale – afferma il sindaco – c’erano tante persone, ma nessuno ha fermato gli aggressori o contenuto la terribile barbarie. È terribile”. Gli investigatori stanno proseguendo le indagini e hanno sottoposto al vaglio le immagini provenienti dalle telecamere dei dintorni. Lo sguardo degli inquirenti si posa, al momento, su una decina di persone, ma il raggio d’azione si sta allargando per quella che è ritenuta un’aggressione di gruppo, con diversi testimoni che non sono intervenuti per fermare il “branco”.

Puglia: Consiglio di Stato, via libera al gasdotto Tap. Respinte le obiezioni di Melendugno e Regione Puglia

Il Consiglio di Stato ha dato ieri il benestare per la realizzazione del gasdotto dell’Adriatico Tap, Trans Adriatic Pipeline. La IV Sezione del Consiglio di Stato ha respinto così le obiezioni avanzate dal Comune di Melendugno e dalla Regione Puglia nei confronti della sentenza del Tar sulla realizzazione del gasdotto che passerà dall’Italia, della lunghezza totale di 3.500 chilometri, per portare il gas dall’Azerbagian in Europa. Il Consiglio di Stato ha dunque ritenuto che “la valutazione di impatto ambientale resa dalla Commissione Via avesse approfonditamente vagliato tutte le problematiche naturalistiche e che anche la scelta dell’approdo nella porzione di costa compresa tra San Foca e Torre Specchia Ruggeri”, nel territorio del comune di Melendugno, “fosse stata preceduta da una completa analisi” delle undici possibili “alternative”.

Salute: Agenzia europea per i medicinali blocca 300 farmaci generici. “Servono nuovi dati sulla bioequivalenza”

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato alla Commissione Ue la “sospensione” di trecento farmaci generici sostenendo che gli studi di bioequivalenza condotti dall’azienda indiana Micro Terapeutic Research Labs sono “inaffidabili” in relazione a possibili travisamenti dei dati e a carenze nelle documentazioni. Le indagini sulla bioequivalenza sono la base per ottenere l’approvazione all’immissione sul mercato europeo di farmaci equivalenti o “generici” che abbiano la stessa efficacia degli originali. La posizione dell’Ema, assunta a tutela della salute pubblica, passa ora al vaglio della Commissione europea, che dovrebbe emettere una decisione vincolante applicabile in tutti gli Stati dell’Unione. La sospensione dei farmaci in questione “potrà essere sollevata”, ha chiarito l’Ema, quando “saranno forniti dati nuovi da cui si possa stabilire la bioequivalenza”.

Russia: Europa e Usa insistono per il rilascio di Navalny e dei manifestanti. “Negata libertà di espressione”

Scende in campo l’Europa sull’arresto del leader dell’opposizione russa Alexey Navalny e di altre centinaia di manifestanti, bloccati dalle autorità di Mosca. L’Ue, con una nota dell’Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, intima di “rilasciare senza ulteriori rinvii i dimostranti pacifici che sono stati arrestati” nel fine settimana. Le operazioni della polizia nella Federazione russa “hanno impedito l’esercizio della fondamentale libertà di espressione, associazione e assemblea pacifica, che sono diritti fondamentali previsti dalla Costituzione russa”. Uguale posizione è stata espressa ieri da Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, istituzione della quale fa parte la Russia: “L’arresto di centinaia di cittadini, tra cui il leader dell’opposizione Alexey Navalny, mentre esercitavano il proprio diritto alla libertà di espressione e di assemblea pacifica, solleva problemi con riguardo alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. “Sono particolarmente preoccupato per i casi di arresto di minori. Chiedo il rilascio di tutte le persone detenute”, insiste Jagland. Parole di condanna sono giunte ieri anche da Washington. Intanto il Tribunale di Mosca ha condannato a 15 giorni di carcere e inflitto a Navalni una multa di 20.000 rubli per aver organizzato una manifestazione non autorizzata, violando le norme sull’ordine pubblico e “intralciando il traffico”.

Caritas: la testimonianza di chi si è ribellato ai caporali, “è ora di una certificazione etica”

Mon, 2017-03-27 20:18

“La legge sul caporalato è incompleta perché manca la parte della tracciabilità della filiera. Serve una certificazione etica. La vera battaglia ora è costruire un modello alternativo alla grande distribuzione, tra i principali responsabili dello sfruttamento”: lo ha detto stasera Yvan Sagnet, ingegnere del Camerun, nominato cavaliere della Repubblica Italiana per essersi ribellato ai caporali contro lo sfruttamento dei braccianti nelle campagne italiane. Sagnet ora vive a Roma e si occupa della difesa dei diritti dei lavoratori, in particolare migranti. Ha raccontato la sua storia durante il 39° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso da oggi fino al 30 marzo a Castellaneta marina (Taranto). Con un appello ai consumatori: “Ogni volta che andate al supermercato verificate che un prodotto sia di qualità, non solo biologica, ma che rispetti i diritti di chi lavora”. Dopo aver studiato in una università italiana Sagnet ha conosciuto lo sfruttamento nella raccolta di pomodori nelle campagne pugliesi di Nardò: “Lì ho scoperto il lato oscuro di questo Paese: il caporalato, lo sfruttamento, lo schiavismo, i ghetti. Nel centro d’accoglienza per i braccianti eravamo 1.300/1.400 persone con 100 tende. Dovevamo fare file di 2 o 3 ore per la doccia. I caporali venivano presto la mattina e ci caricavano nei furgoni da 9 posti in 25”.  Dopo cinque giorni si rese conto che gli restavano solo 4 euro al giorno (il resto dei 14 euro che guadagnava dopo 12 ore di lavoro, 3,5 euro a cassone di 300 kg di pomodori, lo spendeva per pagare il panino e il trasporto ai caporali), nel 2011 organizzò il primo sciopero dei braccianti, che durò un mese e mezzo. “Ma non era facile perché dietro quel sistema c’era la criminalità organizzata – ha raccontato -. Poi c’erano difficoltà di ordine culturale, non tutti capivano perché era importante difendere la nostra dignità. Alla fine siamo riusciti grazie all’aiuto di tante realtà. Lo sciopero ha dato dei risultati. Siamo riusciti ad ottenere finalmente una legge penale contro il caporalato e gli arresti di quei delinquenti”.

Una esperienza di “schiavismo” che ha cambiato la sua vita e lo ha spinto ad impegnarsi per questa battaglia di civiltà. “Oggi la nostra agricoltura regge non soltanto grazie alle eccellenze italiane ma grazie allo sfruttamento – ha affermato -. La legge contro il caporalato è buona ma non basta, perché lo Stato dovrebbe impegnarsi di più nei controlli altrimenti tutto rischia di rimanere sulla carta”. A suo avviso bisogna “richiamare all’ordine i veri responsabili perché il caporalato è solo l’ultimo anello di una lunga catena di sfruttamento che ha al centro le multinazionali della grande distribuzione, oltre agli imprenditori”. Sagnet ha poi denunciato che il fenomeno “coinvolge anche gli italiani: in questa zona, da Ginosa o San Michele Tolentino, 15.000 donne italiane sono trasportate dai caporali verso le campagne del metapontino e del nord barese. Guadagnano 3 euro all’ora per 10 ore al giorno, con 3 ore di viaggio”. “Colpire il caporalato non basta – ha suggerito -. Bisogna reintrodurre il collocamento pubblico per l’incontro tra domanda e offerta. E cambiare il modello di sviluppo, il modello produttivo, perché c’è un meccanismo perverso per cui la grande distribuzione impone i prezzi dei prodotti e induce il sistema a sfruttare i lavoratori. Come fa un contadino costretto a vendere a 8 centesimi 1 kg di arance? E’ costretto a sfruttare quelle braccia per rimanere sul mercato”.

Notizie Sir del giorno: convegno Caritas, bimbi uccisi a Trento, scritte contro don Ciotti, giovane ucciso ad Alatri, terremoto

Mon, 2017-03-27 19:30

Caritas: card. Montenegro, sui profughi “Ue ha fatto molte scelte pericolose”

(dall’inviata Sir a Castellaneta) – “L’Europa, minata dalla crisi economica, ha come termometro l’arrivo di migliaia di profughi” ma “non riesce a trovare risposte condivise e finora ha fatto molte scelte pericolose”. Lo ha detto oggi il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, nel suo saluto in apertura del 39° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso fino al 30 marzo a Castellaneta (Taranto) sul tema “Per uno sviluppo umano integrale”. “Si spendono energie e risorse – ha osservato Montenegro – per rafforzare risposte militari, per costruire muri, per misure di repressione e controllo alle frontiere. Tutto questo proprio mentre si celebrano i 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, che rischiano di essere calpestati da politiche e scelte di chiusura, difesa degli interessi particolari, esclusione”. (clicca qui)

Bimbi uccisi: l’arcivescovo di Trento, “una simile tragedia familiare toglie il respiro”

“Una simile tragedia familiare, con il suo indicibile carico di dolore, toglie il respiro. Troppi interrogativi senza risposta si addensano in ciascuno di noi e fanno piombare in un silenzio incredulo l’intera comunità trentina. Nell’incredulità, siamo uniti”. Con queste parole monsignor Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, commenta il drammatico fatto di cronaca accaduto oggi nel capoluogo: due bimbi trovati morti in casa dalla madre. Secondo gli inquirenti: “Li ha uccisi il padre e poi si è suicidato”. “Chiediamo a Dio – afferma l’arcivescovo – l’abbraccio, per sempre tenero e paterno, alle piccole vite spezzate. Consolazione per coloro che, improvvisamente, sono lacerati dall’assenza di volti e sguardi indimenticabili. Per ciascuno di noi, il dono di custodire la vita come il talento più prezioso, cogliendo spiragli di luce anche nel buio profondo. Viviamo, quanto più sappiamo sperare e infondere speranza”. (clicca qui)

Scritte contro don Ciotti: Bindi (antimafia), “se reagiscono così, vuol dire che stiamo andando nella direzione giusta”

“Se reagiscono così, vuol dire che anche se la guerra non è vinta, la battaglia che stiamo conducendo va nella direzione giusta, e forse spaventa e preoccupa qualcuno”. È il commento, rilasciato al Sir, dell’on. Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, alle nuove scritte intimidatorie apparse ieri a Palermo contro don Luigi Ciotti, presidente di Libera, dopo quelle nei giorni scorsi a Locri. “Anzitutto – esordisce Bindi – voglio esprimere la mia solidarietà a don Luigi Ciotti e a tutta Libera: so che sia le scritte di Locri che quelle di Palermo non potranno che rafforzare l’impegno di don Luigi e di tutta l’associazione”. (clicca qui)

Giovane ucciso ad Alatri: mons. Loppa (vescovo), “smarrito il senso della giustizia”

“Abbiamo smarrito il senso della giustizia nel senso più profondo di rispetto dell’altro, della persona in difficoltà, dell’integrarsi a vicenda, del realizzarsi attraverso il servizio agli altri. Se non ci facciamo custodi degli altri finiamo per essere come Caino”. Così il vescovo di Anagni-Alatri, mons. Lorenzo Loppa, commenta al Sir la vicenda di Emanuele Morganti, il ventenne di Alatri massacrato fuori da una discoteca per aver difeso la fidanzata dalle avances di un cliente del locale, ed esprime “vicinanza alla famiglia del giovane ucciso”. “Le radici del rancore sono seminate come spazzatura ovunque: anni di cinismo, di spirito di competizione, di spazzatura mediatica e politica ci hanno condotto a questi frangenti”, osserva il vescovo, richiamando l’importanza di “educare a una cultura di pace e di rispetto dell’altro”. (clicca qui)

Terremoto Centro Italia: mons. Pompili (Rieti), “100 chiese colpite, altre 50 chiuse in attesa di verifiche”

“Le chiese nelle singole frazioni erano un punto di riferimento non solo religioso ma anche culturale. Esse rappresentano l’identità di questi luoghi e quindi doppia deve essere l’attenzione che va loro riservata per ricostruire quella dimensione comunitaria senza la quale è difficile restare”. A dichiararlo è il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, che al Sir ha fatto un punto sullo stato dei luoghi di culto di Amatrice, Accumoli e delle loro frazioni. Mons. Pompili parla di “condizioni davvero gravi a causa delle scosse sismiche in sequenza. Quasi cento chiese sono state colpite – di diverso valore – ma tutte anche le più piccole dotate di elementi di pregio. A queste si aggiungono almeno altre 50 gravemente lesionate che sono chiuse in attesa di verifiche”. (clicca qui)

Elezioni in Bulgaria: Nicolov (“Cristianesimo e cultura”), “hanno vinto i filoeuropei”

Il vincitore alle elezioni parlamentari svoltesi in Bulgaria ieri, 26 marzo, è il partito europeista Gerb, guidato dall’ex premier Boyko Borissov. I conservatori ricevono infatti il 32,6% dei voti. Secondi rimangono i socialisti con il 27,1%, terzo il partito nazionalista Unione patriottica con 9,1% dei consensi. Nell’assemblea nazionale entra anche la neoformazione “Volontà” con il 4,1%. L’affluenza è stata del 42,7%. “Il nuovo governo sarà composto da Gerb e dall’Unione patriottica e anche se non è la combinazione migliore è molto meglio della variante in cui governano i socialisti”, sostiene Tony Nicolov, analista politico e caporedattore della rivista “Cristianesimo e cultura”. “Hanno vinto i filoeuropei e la retorica verso la Russia non ha convinto i bulgari”. (clicca qui)

“La strada” di Fellini: proiezione speciale in Vaticano. Mons. Perazzolo (SpC), “omaggio doveroso, voluto da mons. Dario E. Viganò”

Il 27 marzo di 60 anni fa Federico Fellini riceveva dall’Academy Award il Premio Oscar come miglior film straniero per “La strada” (1954). Il film interpretato da Giulietta Masina (Gelsomina), Anthony Quinn (Zampanò) e Richard Basehart (il “Matto”), è stata la prima pellicola internazionale a ricevere l’ambita statuetta per la categoria, istituita proprio quell’anno. Oggi, a distanza di sei decenni, la Santa Sede ha ricordato il film con una proiezione speciale in Filmoteca Vaticana, in Palazzo San Carlo. “Una volontà del Prefetto mons. Dario E. Viganò – ha dichiarato mons. Franco Perazzolo, delegato della Segreteria per la Comunicazione – che ha ritenuto doveroso omaggiare l’opera del regista riminese, cara anche a papa Francesco”. Alla presentazione è intervenuta Francesca Fabbri Fellini, giornalista e nipote del regista, che con commozione ha dichiarato: “Ci tenevo molto che questa proiezione del film di mio zio avvenisse in un luogo come questo, la Filmoteca Vaticana, a un passo da papa Francesco”. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 28 marzo. Benedizioni a scuola, Aleksej Navalny, il Papa a Milano, Europa, tragedia Trento e Mosul

Mon, 2017-03-27 19:29

“Avvenire” dà il titolo di apertura della sua prima pagina alla sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato legittime le benedizioni a scuola. Ribaltata la sentenza del Tar dell’Emilia Romagna; secondo i giudici, non può attribuirsi una valenza negativa alla natura religiosa di un’attività. Alla vicenda è dedicato anche un breve corsivo del direttore, in cui Marco Tarquinio sottolinea come i giudici abbiano interpretato giuridicamente quello che la gente sente in modo spontaneo. L’editoriale si concentra invece sulla protesta in Russia. Fulvio Scaglione fa un’analisi della figura di Aleksej Navalny, il quale, “con le sue campagne contro la corruzione del potere, offre ai giovani, movimentisti per definizione, una prospettiva diversa. Quella del disordine, degli equilibri da rovesciare, del nuovo da prendere al volo e senza farsi troppe domande. Un messaggio che non prevarrà mai nelle urne ma che pare fatto apposta per mobilitare la parte più attiva e speranzosa della popolazione”. La fotocronaca illustra l'”onda lunga” della visita del Papa a Milano, che tante speranze ha acceso nel capoluogo lombardo. Un titolo a centro pagina per l’Europa, con il rilancio di Gentiloni sulla trattativa con l’Italia per i conti pubblici. Spazio anche per la tragedia di Trento, dove un padre ha ucciso due dei suoi figli, e per un reportage da Mosul liberata ma ancora ferita dall’occupazione del Daesh.

+++ Giovane ucciso ad Alatri: mons. Loppa (vescovo), “smarrito il senso della giustizia” +++

Mon, 2017-03-27 19:28

“Abbiamo smarrito il senso della giustizia nel senso più profondo di rispetto dell’altro, della persona in difficoltà, dell’integrarsi a vicenda, del realizzarsi attraverso il servizio agli altri. Se non ci facciamo custodi degli altri finiamo per essere come Caino”. Così il vescovo di Anagni-Alatri, mons. Lorenzo Loppa, commenta al Sir la vicenda di Emanuele Morganti, il ventenne di Alatri massacrato fuori da una discoteca per aver difeso la fidanzata dalle avances di un cliente del locale, ed esprime “vicinanza alla famiglia del giovane ucciso”. “Le radici del rancore sono seminate come spazzatura ovunque: anni di cinismo, di spirito di competizione, di spazzatura mediatica e politica ci hanno condotto a questi frangenti”, osserva il vescovo, richiamando l’importanza di “educare a una cultura di pace e di rispetto dell’altro”. “La radice del rancore – prosegue – nasce dal sentirsi padroni e despoti dei valori del bene e del male, anziché stare di fronte a essi in atteggiamento di custodia, di rispetto e di amore”. Di fronte a tanta violenza è difficile parlare di perdono, ma “il cristianesimo – aggiunge il presule – predica non solo di non rispondere al male con il male, annuncia l’amore per i nemici. La violenza bisogna farla morire nel suo arido deserto”. Però, “prima ancora di perdonare – esorta -, partiamo dall’educazione, esigiamo che le nostre città siano governate a misura d’uomo, che i nostri telegiornali trattino bene soprattutto i piccoli e gli indifesi. In alcune nazioni la cronaca nera non ha posto in prima serata, mentre da noi la troviamo in ogni momento. La radice della violenza sta anche in certi modi di fare informazione”.

Gioco d’azzardo: Forum famiglie Genova, “piaga per i nostri giovani, rovina economica e morale” delle famiglie

Mon, 2017-03-27 19:26

“Come Forum delle associazioni famigliari condanniamo con forza il fenomeno sempre più diffuso del Gioco d’azzardo, che trova il suo radicamento nella situazione di difficoltà economica in cui ormai versano molte famiglie che, abbagliate dalla falsa speranza di poter guadagnare qualcosa, aggravano ulteriormente la loro situazione, arrivando in certi casi alla rovina economica e morale”. Ad affermarlo Cinzia Romitelli, presidente del Forum delle associazioni familiari di Genova, al termine della manifestazione che si è svolta oggi pomeriggio nel capoluogo ligure “per dire ‘No’ alla proroga dei termini di applicazione della Legge regionale sul Gioco d’azzardo”, organizzata dai sindacati e da diverse associazioni della società civile. “Il gioco d’azzardo – spiega Romitelli in una nota diffusa per l’occasione – è anche una piaga per i nostri giovani e il fenomeno della ludopatia rappresenta un costo sociale che finisce per ricadere su tutti, senza contare il radicamento sempre più esteso del mondo dell’illegalità e dell’usura che intorno al gioco di azzardo prospera”. In questo senso, “crediamo e chiediamo con forza che questo grave problema non diventi terreno di scontro ideologico ma occasione per chi ci rappresenta politicamente nelle Istituzioni di trovare urgentemente soluzioni condivise ed efficaci e contestualmente creino occasioni di sostegno per quelle attività di pubblici esercizi che oggi sono costrette a cercare facili guadagni sfruttando la debolezza altrui e nuove opportunità di lavoro per la nostra città e la nostra regione”.

Nucleare: Pax Christi Italia, “eliminare le armi perché queste non eliminino l’umanità intera”

Mon, 2017-03-27 19:11

“Eliminare le armi nucleari perché queste non eliminino l’umanità intera”: riprende la frase di Gandhi, Pax Christi Italia per ricordare che oggi, 27 marzo, all’Onu iniziano i lavori per la scrittura e l’approvazione di un Trattato per la messa al bando delle armi nucleari cui Pax Christi International prenderà parte con una sua delegazione alle sedute che proseguiranno nei mesi di giugno e luglio. “Il Governo italiano – si legge in una nota diffusa oggi da Pax Christi Italia – ha votato contro l’apertura dei lavori nell’autunno 2016. Per questo motivo, Pax Christi Italia ha lavorato nei mesi scorsi affinché questa posizione cambiasse, come già espresso nell’appello congiunto dell’8 marzo, firmato dal card. Montenegro, presidente della Caritas, e da mons. Ricchiuti, presidente di Pax Christi: ‘Siano proibite e abolite le armi nucleari’”. Pax Christi Italia chiede ai propri aderenti e ai cittadini italiani “di tenersi informati e di far sentire la loro voce presso ogni membro di istituzioni nazionali o locali. Persone, movimenti, parrocchie, diocesi, istituzioni devono prendere coscienza della grave situazione che il mondo sta vivendo e fare pressione perché l’Italia sia fedele alla sua Costituzione e si attenga agli obblighi sottoscritti aderendo al Trattato di non proliferazione e denuclearizzando il proprio territorio”. “Dopo la celebrazione del 60° anniversario dell’Unità europea è necessario – si legge nella nota – che l’Europa sia coerente coi suoi Trattati fondativi e sappia valorizzare il premio Nobel per la pace che le è stato assegnato nel 2012. Siamo coscienti con papa Francesco che la deterrenza nucleare e la minaccia della distruzione reciproca sono contrarie al bene dell’umanità e all’etica di ogni civile convivenza”.

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