Agensir.it

Syndicate content
Servizio Informazione Religiosa
Updated: 12 min 43 sec ago

+++ Tap Melendugno: mons. D’Ambrosio (Lecce), “necessaria una pausa per riflettere e per ascoltare le ragioni del territorio” +++

Wed, 2017-03-29 15:25

“La Chiesa di Lecce non resta in silenzio né in disparte rispetto a ciò che sta accadendo in queste ore nei territori di Melendugno e San Foca ma segue con preoccupazione e inquietudine le ansie delle popolazioni coinvolte nella vicenda del Gasdotto Tap”. È quanto si legge in una nota giunta pochi minuti fa al Sir e diffusa dall’Ufficio stampa dell’arcidiocesi. “L’arcivescovo D’Ambrosio – si legge nel testo – raccogliendo il pensiero di tutta la comunità diocesana, invita a riflettere su ciò che scrive Papa Francesco al n. 67 della ‘Laudato si’’, l’enciclica sulla cura della casa comune: ‘È importante leggere i testi biblici nel loro contesto (…) e ricordare che essi ci invitano a ‘coltivare e custodire’ il giardino del mondo (cfr Gen 2,15). Mentre ‘coltivare’ significa arare o lavorare un terreno, ‘custodire’ vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura. Ogni comunità può prendere dalla bontà della terra ciò di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla e garantire la continuità della sua fertilità per le generazioni future’. L’arcivescovo ricorda, inoltre, ciò che i vescovi del Salento scrivevano nel messaggio pasquale del 2015, quando, in concomitanza con una difficile congiuntura economica e sociale per tutto il Paese ma in particolare per la nostra terra, manifestarono solidarietà e fraterna vicinanza. ‘Anche noi – così si esprimevano i vescovi salentini – gente del Salento, avvertiamo un senso di sconforto per i problemi e le difficoltà che incombono nella nostra vita e possiamo perciò anche noi fermarci’. E aggiungevano: ‘A volte, la ricerca di fonti energetiche mette a rischio un patrimonio di bellezza che dà gioia alla vista ed è un naturale volano di sviluppo turistico e culturale’”. Com’era “prevedibile”, sostiene mons. D’Ambrosio, “la sentenza del Consiglio di Stato non sarebbe riuscita ad annullare e a cancellare di colpo le paure e le motivazioni dei manifestanti. Sarebbe ora necessaria una pausa che offra ulteriore spazio alla riflessione ma anche all’ascolto delle ragioni del territorio che forse fino ad oggi in parte è mancato”. L’arcivescovo rivolge “un accorato appello affinché, attraverso il dialogo e il sereno confronto tra le parti coinvolte, si cerchino soluzioni, le più opportune per il rispetto delle popolazioni e delle future generazioni ma anche per la salvaguardia di un ambiente, il nostro, troppo spesso ‘turbato’ dalle esigenze dello sviluppo e del progresso”.

Solidarietà: Caritas Ambrosiana, presentata oggi l’iniziativa “Refettorio al Fuori Salone 2017”

Wed, 2017-03-29 15:25

È stata presentata oggi al Refettorio Ambrosiano di Milano l’iniziativa dal titolo “Refettorio al Fuori Salone 2017”. Nel corso dell’incontro con la stampa è stato illustrato l’Stx Last Supper, il tributo al Cenacolo di Leonardo Da Vinci dell’artista Aldo Palma. L’opera sarà collocata al Refettorio e costituirà il pezzo forte della mostra che resterà poi esposta al Refettorio Ambrosiano durante la Milano Design Week, diventando il centro di una serie di iniziative che proietteranno la mensa solidale all’interno della settimana del design. “Gli ospiti del Refettorio vengono qui tutte le sere – ha spiegato Alessandra Tufigno, operatrice di Caritas Ambrosiana – e noi li accogliamo in un luogo bello, cercando di avviarli a un percorso di autonomia. Vengono accolti da una rete di volontari in un clima di accoglienza e serenità. La prima regola è che gli ospiti, se non vengono a cena, devono avvertire. Perché qui sono attesi, come in una vera e propria famiglia”.

Luogo di solidarietà ma anche d’arte, la mensa ambrosiana con “Refettorio al Fuori Salone 2017” entra nel palinsesto della manifestazione dedicata al design, portando i valori alla base della sua ideazione: la coniugazione tra “Buono” e “Bello”. Una settimana di eventi faranno conoscere al pubblico internazionale di Milano Design Week l’originalità di questo progetto sociale, realizzato da Caritas Ambrosiana da un’idea dello chef Massimo Bottura e del direttore artistico Davide Rampello.

Attacco a Londra: card. Nichols (Westminster), “buone leadership sono quelle che sanno trasformare le paure in qualcosa di positivo”

Wed, 2017-03-29 15:16

“Ripartiamo da ciò che siamo: persone con un forte senso di generosità e una società multiculturale. Ci sono quindi molti punti di forza da cui ripartire e sono sicuro che lo faremo. Chiaramente ci sono le paure. Ma buone leadership sono quelle che aiutano le persone a trasformare la paura in qualcosa di positivo e non quelle che la manipolano per obiettivi politici”. Lo dice il cardinale Vincent Nichols ad una settimana dall’attacco terroristico di Londra, parlando in un’intervista al Sir a margine di un simposio europeo sui giovani in corso a Barcellona. “Penso che è interessante vedere nel dettaglio quanto è successo lo scorso mercoledì a Westminster. Sono morte 4 persone. È morto l’attentatore. Tutto è avvenuto in 82 secondi dall’inizio alla fine. 82 secondi in cui abbiamo visto il peggio della natura umana ma abbiamo anche visto il meglio della natura umana. Non lontano da Westminster bridge, c’è un ospedale e gli infermieri e i dottori di quell’ospedale non hanno avuto paura di recarsi subito sul posto, per prestare i primi soccorsi. E anche la risposta delle persone che si trovavano lì, è stata coraggiosa, positiva. Dobbiamo ricominciare da qui, dal meglio che siamo. Tra i 40 feriti, c’erano persone di 12 differenti nazionalità. È quello che noi siamo nel Regno Unito: diversi. Nella mia diocesi abbiamo 60 differenti comunità etniche”.

+++ Attacco a Londra: card. Nichols (Westminster), mercoledì prossimo 4 imam inglesi da papa Francesco +++

Wed, 2017-03-29 15:11

La prossima settimana, mercoledì 5 aprile, 4 imam inglesi saranno ricevuti in udienza privata da papa Francesco, in seguito all’attacco di matrice terroristica a Westminster Bridge. Lo ha annunciato al Sir l’arcivescovo di Westminster, il cardinale Vincent Nichols, in un’intervista rilasciata a margine del Simposio europeo sui giovani in corso a Barcellona. “La prossima settimana porterò 4 leader musulmani di Inghilterra da papa Francesco – dice – per dire che i leader religiosi vogliono e sono impegnati nel costruire rapporti”. Riguardo all’attacco a Westminster, osserva l’arcivescovo, “è chiaro che ciò che è avvenuto non ha nulla a che vedere con i confini. L’attentatore era un uomo nato in Inghilterra, cresciuto in Inghilterra. Ha trascorso – è vero – un breve periodo in Arabia ed è diventato musulmano. Ma bisogna anche dire che era un uomo con una lunga storia di violenza. È stato 5 e 6 volte in prigione, e chi lo ha conosciuto parla di un uomo molto arrabbiato Questo incidente va quindi guardato e interpretato nella sua realtà”. Per il futuro, aggiunge, “c’è una cosa molto importante da imparare ed è quella di non permettere alle comunità di isolarsi. Penso che le persone di fede hanno molto da offrire. Il dialogo tra persone che credono in Dio, crea uno spazio comune. Ed è da questo punto di vista un dovere per i leader religiosi parlarsi, incontrarsi, esplorare insieme soluzioni comuni, affrontare la questione del credo religioso che sfocia in estremismo e violenza. Attenzione però a relegare la fede in una sfera privata perché questo contribuisce ancora di più all’isolamento delle comunità e non contribuisce alla costruzione di una società inclusiva”.

+++ Brexit Day: card. Nichols (Westminster), “nessuna nazione può vivere isolata” +++

Wed, 2017-03-29 15:02

“Nessuna nazione può vivere isolata”. Lo dice il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e vice-presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), nel giorno in cui inizia ufficialmente, con una lettera firmata dalla premier britannica Theresa May, il divorzio del Regno Unito dall’Unione europea. L’arcivescovo inglese è a Barcellona in questi giorni per partecipare ad un simposio europeo sui giovani. Subito osserva che da quando si è svolto il referendum, il suo Paese è sempre stato diviso: “Alcuni gruppi hanno protestato ma molte persone hanno detto: ‘Ok, e che una volta presa la decisione, dobbiamo andare avanti’”. E aggiunge: “I prossimi due anni saranno importanti e non credo che ci saranno improvvisi cambiamenti nell’immediato”. Due le questioni aperte: “I risvolti economici e finanziari” alle decisioni di abbandonare l’Ue e “la questione legata al movimento delle persone attraverso confini che cambieranno. Più in particolare c’è la questione molto delicata tra Eire e Nord Irlanda”. Il cardinale tiene subito a precisare che “l’Inghilterra non vuole lasciare l’Europa. In questione è l’Unione europea” e due – precisa – sono le cose che hanno “pesato fortemente”. L a prima è “il senso di distanza e separatezza che Bruxelles e Strasburgo hanno sempre ispirato. E,in secondo luogo, il modo in cui l’Unione europea si è posta nei confronti della diversità. È stata avvertita come una macchina costruita con lo scopo di diminuire la diversità e imporre una uniformità”. Ma – conclude – “come nazione abbiamo ancora un posto in Europa e siamo parte del progetto comune europeo. Vogliamo essere buoni vicini per i Paesi europei”.

Regno Unito-Ue: Brexit, Longley (commentatore cattolico), “abbiamo bisogno dei lavoratori stranieri”

Wed, 2017-03-29 14:52

“Il Brexit non è soltanto una questione economica ma soprattutto emotiva. Tutti quelli che hanno creduto nella nostra partecipazione al progetto europeo ed erano orgogliosi che la Gran Bretagna potesse contribuire a questa costruzione storica, si sentono, oggi, in lutto e questa è davvero una situazione infelice e non necessaria. Dopo tutto quasi metà del paese, il 48%, ha votato per rimanere nell’Unione europea e questo mi fa pensare che moltissimi britannici, oggi, provano un forte sentimento di perdita”, dice ancora Longley al Sir. Il commentatore cattolico spiega che sarà molto pericoloso, per il Regno Unito, limitare l’ingresso di operai disposti a farsi pagare poco e solo per occupazioni stagionali in arrivo dai Paesi dell’est europeo. “Ci sono molti lavori, in agricoltura, nelle case di riposo per anziani, negli ospedali, che i britannici non sono più disposti a fare”, continua Longley. “Abbiamo bisogno di questi lavoratori scrupolosi e onesti. La campagna del referendum sul Brexit ha puntato il dito contro di loro, ma dubito che ne arriveranno di meno. Purtroppo, in questi mesi, si è alimentato un atteggiamento di gelosia e di sospetto nei loro confronti. Spero che possiamo tornare alla tolleranza e all’apertura verso gli stranieri che è sempre stato l’atteggiamento più diffuso in questo Paese”.

Minori stranieri non accompagnati: mons. Perego (Migrantes), “la nuova legge aiuta a superare precarietà e straordinarietà dell’accoglienza”

Wed, 2017-03-29 14:41

“L’approvazione della nuova legge sui minori non accompagnati è un importante passo avanti nella tutela di uno dei tasselli più fragili di un mondo in fuga, come sottolineato da Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2017″. Lo dice al Sir mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, commentando l’approvazione oggi della legge “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”. Dal 2014 a oggi, prosegue Perego, “sono stati oltre 50mila i minori non accompagnati sbarcati sulle nostre coste, che, troppe volte, non hanno ottenuto una immediata tutela e protezione in un contesto familiare, come si ricorda nel Report sull’asilo 2017 pubblicato dalla Fondazione Migrantes e dedicato in particolare ai minori non accompagnati”.

Secondo il direttore della Fondazione Migrantes, “la legge aiuta a superare, anzitutto, la precarietà e la straordinarietà – spesso in grandi centri più simili a orfanotrofi che a luoghi familiari – dell’accoglienza di minori non accompagnati, prevedendo una immediata tutela e una serie di azioni che salvaguardino ‘il superiore interesse del minore’”. Non solo: “Visto che il 90 % dei minori non accompagnati sbarcati in Italia ha un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, sarà importante anche attivare da subito la formazione, oltre che di tutori adulti, anche di famiglie affidatarie disposte ad accogliere adolescenti, con un impegno preciso dei servizi territoriali”. E conclude: “Non si potrà, infine, non attivare percorsi per un ulteriore accompagnamento a coloro che arrivano alla maggior età, fino a favorire un’autonomia. La sicurezza dei minori senza famiglia , in questo modo, sarà più garantita: un segnale importante sul piano della politica italiana ed europea”.

Regno Unito-Ue: Brexit, le preoccupazioni dei vescovi inglesi. Allmark (portavoce), “garantire i diritti”

Wed, 2017-03-29 13:09

Un momento politico molto significativo, una svolta storica per il Regno Unito ed esiste una serie di temi dei quali i vescovi cattolici stanno parlando col governo britannico. Nel giorno in cui la premier britannica Theresa May invoca l’articolo 50 del Trattato di Lisbona avviando, così, la procedura di divorzio del Regno Unito dall’Unione europea, Liam Allmark, portavoce della conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, spiega che la Chiesa ha a cuore alcuni argomenti che diventeranno oggetto delle trattative tra Gran Bretagna e Ue. “I diritti dei cittadini europei nel Regno Unito nei prossimi anni, i rapporti del nostro Paese con le altre nazioni europee e anche il ruolo che la Gran Bretagna ha nel mondo”, spiega Liam Allmark. “Ci sono circa tre milioni di cittadini europei che vivono qui e la maggioranza provengono da Paesi cattolici ed è importante rassicurarli sul loro futuro così che vivano presi dall’angoscia di non poter rimanere. I vescovi hanno chiesto e continueranno a chiedere ai ministri di governo quali garanzie possono dare a queste persone che i loro diritti, come cittadini del Regno Unito, saranno garantiti”. Un altro tema caro ai vescovi cattolici di Inghilterra e Galles è quello degli irlandesi che vivono qui. “Ce ne sono circa 342mila in Gran Bretagna e molti sono cattolici e i vescovi hanno collaborato anche con la conferenza episcopale irlandese su questo tema”, dice ancora Liam Allmark.

Diocesi: Grosseto, venerdì la Via Crucis dei giovani

Wed, 2017-03-29 12:47

Saranno le Mura, monumento simbolo di Grosseto, il punto di approdo della Via Crucis diocesana dei giovani. L’appuntamento di preghiera, intitolato “La bellezza della Passione”, è organizzato dalla Consulta diocesana di pastorale giovanile coordinata da don Stefano Papini e si terrà venerdì 31 marzo, a partire dalle 21. La serata di preghiera si inserisce nel più ampio percorso dell’anno, “la Bellezza ai giovani”, “per declinare questo dono sotto più angolature”, e sarà l’occasione “per riflettere su quanta bellezza si celi dietro la passione di Cristo, che per amore dell’umanità ha dato la sua vita fino a perderla, per poi vincere per sempre il male e la morte con la sua resurrezione”.
“I giovani, assieme al vescovo, mons. Rodolfo Cetoloni, con i loro canti, i loro gesti, il loro procedere dietro la croce, saranno un segno per quanti, nella serata che solitamente dà inizio al fine settimana, si troveranno nel centro storico del capoluogo – prosegue la nota -. La Via Crucis quest’anno, infatti, toccherà il cuore stesso della città”. Le Mura accoglieranno due delle otto stazioni in cui si svilupperà la Via Crucis, le cui riflessioni quest’anno sono state curate dal diacono Francisco Iniguez. La serata di preghiera avrà inizio dal chiostro del convento di san Francesco, poi i giovani in preghiera attraverseranno piazza Baccarini, strada Ginori costeggiando l’Università, via Cavour, via Fanti, piazza Martiri d’Istia, largo Gentili, piazza della Palma, via Garibaldi, via Saffi (dove è prevista una sosta in prossimità del carcere per offrire ai detenuti la preghiera dei giovani) e quindi l’ingresso sulla Mura fino al Bastione del Maiano, dove si concluderà la serata di preghiera.

Diocesi: Senigallia, venerdì la proiezione del film “Piena di Grazia” in vista del pellegrinaggio a Fatima

Wed, 2017-03-29 12:11

Continuano le proposte organizzate dalla diocesi di Senigallia in vista del pellegrinaggio diocesano a Fatima che si terrà nella cittadina portoghese nel prossimo giugno, in occasione del centenario delle apparizioni mariane. “Dopo la serata musicale dedicata al fado e alla cultura lusitana, ora è tempo di fare spazio al cinema, con la proiezione del film ‘Piena di Grazia’, del regista Andrew Hyatt”, spiega una nota della diocesi. Venerdì 31 marzo (ore 15.30 e ore 21). La proiezione serale sarà arricchita da un approfondimento a cura di don Andrea Franceschini.
Il film racconta che a Gerusalemme, dieci anni dopo la passione di suo Figlio, Maria di Nazareth trascorre i suoi ultimi giorni contemplando l’incredibile mistero della sua vita. Attende il ritorno di Pietro, quella “pietra” della Chiesa che suo Figlio ha posto a capo della comunità cristiana. Pietro arriva, dopo lunghi anni di viaggi, predicazione e persecuzioni, oppresso dalle responsabilità del suo compito. Grazie all’aiuto materno di Maria, però, capirà che non deve guidare la Chiesa, ma solo seguire il sentiero tracciato da Gesù.

Diocesi: Iglesias, “vicinanza e solidarietà ai dipendenti” dell’Aias, agli “assistiti” e alle loro famiglie

Wed, 2017-03-29 11:52

“Vicinanza e solidarietà ai dipendenti e alle loro famiglie, a tutti gli assistiti e ai loro familiari, nella preoccupazione che l’insostenibile perdurare della crisi in atto possa pregiudicare il diritto all’assistenza e alla cura, minando la serenità di lavoratori, assistiti e familiari”. Lo dichiara in una nota la diocesi di Iglesias, “di fronte al drammatico acuirsi della vertenza dell’Aias in Sardegna”, che vede i lavoratori dell’associazione – in difficoltà finanziarie – vantare diversi stipendi arretrati. La diocesi “rivolge un appello a tutte le parti in causa perché venga raggiunta una soluzione rapida e concreta, nel pieno rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori coinvolti”.

Agromafie: diocesi di Frosinone e Greenaccord, giornata di studio su fenomeno criminale che vale 16 miliardi di euro

Wed, 2017-03-29 11:34

“Vale 16 miliardi di euro ed è una delle principali cause della diffusione di altri reati, dall’usura al racket fino ai furti di animali e mezzi agricoli, macellazioni clandestine, danneggiamenti alle coltivazioni e sofisticazioni. Sono i contorni della piaga delle agromafie”. Se ne parlerà il 21 aprile a Frosinone nella giornata di studio promossa dalla la Commissione diocesana per la salvaguardia del creato della diocesi di Frosinone e dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord, in collaborazione con Coldiretti. “Agromafie ed ecomafie – crimini contro il creato e contro l’uomo” il tema. “Ho fortemente voluto questa giornata di studi innanzitutto per prendere coscienza dei disastri ambientali del nostro territorio favoriti dalla criminalità organizzata. Inoltre, dobbiamo sviluppare una visione sinergica tra varie istituzioni per rispondere con determinazione a questo dramma dando vita a buone pratiche e progetti condivisi”, afferma il vescovo di Frosinone, mons. Ambrogio Spreafico.

“Le agromafie insieme alle ecomafie costituiscono una guerra contro l’ambiente e contro l’uomo da parte di una criminalità organizzata cinica e spietata che non si fa nessuno scrupolo nell’avvelenare con rifiuti tossici non solo il presente ma anche il futuro di intere popolazioni”, sottolinea Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord. “Il nostro obiettivo – aggiunge Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord  – è di presentare i tanti contorni del problema: dai dati economici delle agromafie alle conseguenze negative per la sicurezza alimentare, fino ai casi pratici e alle strategie messe in campo da organizzazioni di categoria e dagli enti locali per contrastare gli interessi criminali”. Alla giornata, prenderanno parte, tra gli altri, il viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, e il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo. Info: www.greenaccord.org.

Lussemburgo: presentato il bilancio di un anno di attività del programma “Tendi la mano” per l’accoglienza dei rifugiati

Wed, 2017-03-29 11:17

Bilancio ricco dopo il primo anno di vita del programma “Tendi la mano” per l’accoglienza dei rifugiati in Lussemburgo, lanciato dall’arcivescovo Jean Claude Hollerich alla fine del 2015. Articolato su diversi fronti (sensibilizzazione, formazione, attività di accompagnamento e d’integrazione, alloggio lavoro, raccolta fondi), il progetto vive attraverso i “gruppi locali presenti in una vasta parte del territorio e che organizzano le attività con i rifugiati”, spiega il rapporto dell’attività presentato in questi giorni. I 37 gruppi locali sono coordinati da un’équipe, che si avvale del sostegno di un gruppo di esperti e collabora con le altre associazioni e istituzioni per i rifugiati. “Tendi la mano”, in questo primo anno, ha visto la realizzazione di un sito internet a disposizione di chi s’impegna nel progetto, nove lettere d’informazione, 200 persone che hanno seguito i corsi di formazione nell’assistenza ai rifugiati e una lunga serie d’iniziative disseminate sul territorio: corsi di lingua, aiuti materiali e amministrativi, attività culturali e sportive, accompagnamento per l’integrazione nel mercato del lavoro, preparazione di una guida multilingue per i rifugiati sulla società, la culture e le abitudini del Lussemburgo. “Il progetto non potrebbe esistere senza l’impegno esemplare di numerosi volontari nelle parrocchie, associazioni, comunità religiose”, spiega il rapporto. “Sono nati e sono cresciuti legami tra i diversi gruppi e persone, con conseguenze molto positive sulla vita ecclesiale delle diverse comunità coinvolte”.

Iraq: padre Mekko (Mosul), “grazie Papa Francesco. Le sue parole ricordano al mondo la disperazione e la miseria in cui vivono sfollati e perseguitati”

Wed, 2017-03-29 11:14

“Grazie Santo Padre! Tutto il popolo e i cristiani iracheni hanno bisogno delle parole e del sostegno del Papa. Ogni suo intervento è utile per far conoscere alla comunità internazionale la miseria e la disperazione in cui vivono le popolazioni sfollate, perseguitate, bombardate”. Lo ha detto al Sir il sacerdote caldeo padre Thabet Habeeb Mekko, originario di Mosul, commentando l’appello lanciato oggi da Papa Francesco durante l’udienza in piazza san Pietro, a favore delle “popolazioni civili intrappolate nei quartieri occidentali di Mosul e agli sfollati per causa della guerra”: “Nell’esprimere profondo dolore per le vittime del sanguinoso conflitto, rinnovo a tutti l’appello ad impegnarsi con tutte le forze nella protezione dei civili, quale obbligo imperativo ed urgente”. In piazza San Pietro era presente una delegazione di sovraintendenze irachene composta da rappresentanti di diversi gruppi religiosi, accompagnata dal card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.

Da Karamles padre Mekko, che è uno dei due sacerdoti incaricati dal patriarca caldeo Mar Sako della ricostruzione dei villaggi caldei della Piana di Ninive, liberati dall’occupazione dell’Isis, si dice “colpito dalla vicinanza del Pontefice che esorta il mondo a ricordare la miseria di chi non può tornare perché la propria casa è stata incendiata o distrutta dai terroristi e dalle bombe. Il terrorismo non è finito, si combatte ancora a Mosul. La nostra speranza che le parole del Santo Padre possano essere un forte incoraggiamento al Governo iracheno e alla comunità internazionale perché adottino misure efficaci per contrastare la violenza terroristica. Non è più tempo di promesse”. Secondo uno studio condotto da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sono “quasi 12.000 le abitazioni private nei villaggi cristiani della Piana di Ninive danneggiate dall’Isis; 669 quelle completamente distrutte. I costi della ricostruzione delle sole case private, a esclusione quindi degli edifici di interesse collettivo, sono stimati in 186.378.689 dollari. Attualmente ad Erbil (Kurdistan iracheno) ci sono circa 14.000 famiglie fuggite dalla Piana di Ninive a causa dell’Isis. Si tratta di circa 90.000 persone (erano 120.000 nel 2014). 12.000 famiglie sono ancora dipendenti dagli aiuti umanitari garantiti da Acs.

Papa Francesco: appello per pace e protezione dei civili in Iraq, a partire da Mosul

Wed, 2017-03-29 10:39

“Pregare affinché l’Iraq trovi nella riconciliazione e nell’armonia tra le sue diverse componenti etniche e religiose, la pace, l’unità e la prosperità”, e “impegnarsi con tutte le forze nella protezione dei civili, quale obbligo imperativo e urgente”, a partire dai quartieri occidentali di Mosul. È il doppio appello rivolto dal Papa, al termine dell’udienza, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana. “Sono lieto di salutare la delegazione di sovraintendenze irachene composta da rappresentanti di diversi gruppi religiosi, accompagnata da Sua Eminenza il Cardinale Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso”, ha esordito Francesco, che stamattina, prima dell’appuntamento con i fedeli in piazza San Pietro, ha ricevuto nell’Auletta Paolo VI i partecipanti alla riunione del Comitato permanente per il dialogo tra il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e le Sovrintendenze irachene. “La ricchezza della cara nazione irachena sta proprio in questo mosaico che rappresenta l’unità nella diversità, la forza nell’unione, la prosperità nell’armonia”, ha proseguito. Poi l’appello: “Cari fratelli, vi incoraggio ad andare avanti su questa strada e invito a pregare affinché l’Iraq trovi nella riconciliazione e nell’armonia tra le sue diverse componenti etniche e religiose, la pace, l’unità e la prosperità”. “Il mio pensiero va alle popolazioni civili intrappolate nei quartieri occidentali di Mosul e agli sfollati per causa della guerra, ai quali mi sento unito nella sofferenza, attraverso la preghiera e la vicinanza spirituale”, ha proseguito Francesco: “Nell’esprimere profondo dolore per le vittime del sanguinoso conflitto, rinnovo a tutti l’appello ad impegnarsi con tutte le forze nella protezione dei civili, quale obbligo imperativo ed urgente”.

Migranti: ieri a Modica i funerali della 23enne morta dopo il parto

Wed, 2017-03-29 10:37

Si sono tenuti ieri al Santuario Madonna delle Grazie di Modica i funerali di Vivan, 23 anni, sbarcata a Pozzallo il 19 febbraio con il marito Jospeh. Vivian aveva in grembo il suo bambino, che è nato il 3 marzo. Tre giorni dopo, però, la giovane mamma non ce l’ha fatta, non si sa ancora se per stress da viaggio o per una patologia. Il piccolo, nato all’ospedale di Modica, è stato chiamato Kwaku, perché è nato di venerdì (kwaku nella lingua materna della coppia significa proprio venerdì). Joseph, cristiano pentecostale, così come lo era sua moglie Vivian, da subito aveva espresso il desiderio di accompagnare la sua sposa nel suo ultimo viaggio con un momento di preghiera. Così la cerimonia funebre – spiega la Caritas diocesana di Noto in un comunicato – ha visto insieme “italiani e stranieri, cristiani di confessioni diverse, anche non cristiani, a pregare insieme, ad accompagnare insieme Joseph nel suo saluto a Vivian, a sostenerlo in questo suo dolore, a incoraggiarlo a non perdere la speranza di vita, sua e di suo figlio”.
La storia di Vivian e Joseph è simile a quella di migliaia di uomini e donne in fuga da violenza e fame. “Vivian e il marito – racconta la Caritas – avevano lasciato il Ghana, paese di origine, diretti in Libia, dove entrambi avevano trovato lavoro: lei donna delle pulizie, lui operaio in una ditta di costruzioni. Il lavoro non mancava, ma le condizioni di sicurezza in Libia diventavano insostenibili, giorno dopo giorno: violenze personali, percosse… quasi sempre spogliati dei guadagni messi da parte con il lavoro. Dopo oltre due anni spesi in Libia, Vivian è rimasta incinta. La giovane coppia ha deciso allora di partire perché non vedeva, in quella situazione, alcun futuro per sé e il bambino che doveva nascere. Hanno deciso allora di partire, di ‘imbarcarsi’ per lidi migliori, dove poter coltivare una speranza di pace e libertà”.

Papa Francesco: udienza, “tutti noi ci incontreremo nella piazza del cielo, per sempre, che non passa mai”

Wed, 2017-03-29 10:29

“Quando Dio promette, porta a compimento quello che promette”. Lo ha assicurato, a braccio, il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi. “E allora la nostra vita assumerà una luce nuova, nella consapevolezza che Colui che ha risuscitato il suo Figlio risusciterà anche noi e ci renderà davvero una cosa sola con Lui, insieme a tutti i nostri fratelli nella fede”, ha proseguito, concludendo la catechesi ancora a braccio: “Noi tutti crediamo, canteremo il Padre Nostro, riceveremo la benedizione, ma questo passa”, ha detto ai 13mila fedeli presenti oggi all’appuntamento del mercoledì. “Se oggi abbiamo il cuore aperto, tutti noi ci incontreremo nella piazza del cielo, per sempre, che non passa mai! E questa è la promessa di Dio”. “Questo è il paradosso e nel contempo l’elemento più forte, più alto della nostra speranza”, aveva spiegato poco prima Francesco: “Una speranza fondata su una promessa che dal punto di vista umano sembra incerta e imprevedibile, ma che non viene meno neppure di fronte alla morte, quando a promettere è il Dio della Risurrezione e della vita”. “E questo non lo promette uno qualunque, quello che lo promette è il Dio della Risurrezione e della vita!”, ha sottolineato il Papa fuori testo: “Chiediamo oggi al Signore la grazia di rimanere fondati non tanto sulle nostre sicurezze, sulle nostre capacità, ma sulla speranza che scaturisce dalla promessa di Dio, come veri figli di Abramo”.

Uxoricidio a Pinerolo: mons. Debernardi (vescovo), “episodio che riempie di tristezza. Ancora una volta la vittima è una donna”

Wed, 2017-03-29 10:26

“Questo episodio di violenza accaduto nella nostra città non può che riempirci di tristezza. Purtroppo, ancora una volta, la vittima è una donna”. Così il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, commenta al Sir l’uxoricidio avvenuto ieri a Pinerolo. A perdere la vita, è stata Battistina Russo, di 52 anni, uccisa dalle coltellate inferte dal marito Angelo Visciglia nella loro abitazione. L’uomo, un sessantaquattrenne con piccoli precedenti penali, è stato arrestato e trasferito nel carcere di Torino con l’accusa di omicidio. “A Pinerolo da tempo diverse volontarie operano a favore delle donne vittime di violenza, con un grande lavoro di supporto e di sensibilizzazione”, ricorda il vescovo, aggiungendo: “Le ringrazio per il loro impegno”. Secondo mons. Debernardi, “è importante proseguire sulla strada dell’educazione affinché questi tragici episodi non abbiano a ripetersi”. “Assicuro la mia preghiera per la signora Battistina, per i figli e anche per il marito”, conclude il vescovo.

Papa Francesco: udienza, “aprite i vostri cuori, e la forza di Dio farà cose miracolose!”

Wed, 2017-03-29 10:23

“La nostra speranza non si regge su ragionamenti, previsioni e rassicurazioni umane; e si manifesta là dove non c’è più speranza, dove non c’è più niente in cui sperare, proprio come avvenne per Abramo, di fronte alla sua morte imminente e alla sterilità della moglie Sara”. Lo ha spiegato il Papa, durante la catechesi dell’udienza di oggi. “C’era la fine per loro, non potevano avere figli – ha proseguito Francesco a braccio – e là, in quella situazione, Abramo credette, e ha avuto speranza contro ogni speranza. E questo è grande!”. “La grande speranza si radica nella fede, e proprio per questo è capace di andare oltre ogni speranza”, ha assicurato Francesco: “Sì, perché non si fonda sulla nostra parola, ma sulla Parola di Dio”. Anche in questo senso, per il Papa, “siamo chiamati a seguire l’esempio di Abramo, il quale, pur di fronte all’evidenza di una realtà che sembra votata alla morte, si fida di Dio, ‘pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento’, come si legge nella lettera ai Romani. Poi il Papa si è rivolto, ancora una volta fuori testo, ai 13mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro: “Mi piacerebbe farvi una domanda: siamo convinti di questo? Siamo convinti che Dio ci vuole bene e che tutto quello che ci ha promesso è disposto a portarlo a compimento? Quanto costa tutto questo? C’è un prezzo: aprire il cuore!”. “Aprite i vostri cuori, e la forza di Dio farà cose miracolose, e vi insegnerà cosa sia la speranza!”, ha esclamato Francesco sempre a braccio: “Questo è l’unico prezzo: aprire il cuore alla fede, e lui farà il resto”.

Donna accoltellata a Borgo Vercelli: mons. Arnolfo (vescovo), “attoniti e vicini nella preghiera”

Wed, 2017-03-29 10:17

“Siamo attoniti e vicini nella preghiera alla signora Fiorilena per la feroce aggressione subita dall’ex marito. Speriamo davvero che possa superare questo momento difficile e rimettersi in salute. Sono vicino anche alla comunità di Borgo Vercelli: ho sentito il parroco e so quanto sconvolti siano gli abitanti di un piccolo paese che non ha mai vissuto vicende così violente. Invito tutti a unirsi nella preghiera e il mio pensiero va anche alla donna uccisa a Pinerolo purtroppo in circostanze simili”. È la dichiarazione al Sir del vescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo, sulla vicenda di cronaca della donna accoltellata a Borgo Vercelli dall’ex marito. Stanotte una veglia spontanea si è svolta di fronte all’ospedale nel quale la donna si trova ricoverata in gravi condizioni.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie