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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 27 min 24 sec ago

Card. Betori: dedicazione nuova chiesa a Calenzano, “edificare una comunità che viva la comunione nella fraternità e costruisca gesti di carità”

Mon, 2017-05-15 10:05

“Ponendo questo edificio accanto all’imponente sviluppo urbano che Calenzano ha registrato negli ultimi anni, abbiamo voluto offrire alla gente di questo territorio un luogo in cui potersi raccogliere nell’ascolto della Parola di Dio e nella celebrazione dei sacramenti, per edificare una comunità che, animata dallo Spirito Santo, viva la comunione nella fraternità e costruisca gesti di carità verso tutti”. Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, presiedendo la dedicazione al culto della nuova Chiesa Maria Santissima Madre di Dio a Calenzano (Fi). “In una società dispersa e divisa, dominata da istinti egoistici e che così poco si cura dei più deboli e indifesi”, ha osservato Betori nell’omelia, “essere cristiani significa andare controcorrente rispetto ai modelli dominanti nel mondo di oggi”. “Mai come oggi sentiamo l’urgenza di trovare riconciliazione e pace per l’umanità”, ha aggiunto, sottolineando che “in un mondo sconvolto da guerre, genocidi, terrorismo, miseria e migrazioni forzate, ci interroghiamo sgomenti se il nostro futuro debbano essere lo scontro di civiltà e l’indifferenza di fronte ai drammi dei conflitti e della povertà”. “Essere Chiesa segno della riconciliazione di Dio – ha rilevato il cardinale – vuol dire testimoniare la forza di riconciliazione e di amore che scaturisce dal Vangelo di Gesù. L’edificio della Chiesa, che noi siamo, deve risplendere di questa speranza operosa e di questa carità illuminata dal dono della vita del Signore”.

Passeggini vuoti al Colosseo: De Palo (Forum famiglie), “il tema della demografia e delle politiche familiari sia tra le priorità”

Mon, 2017-05-15 09:58

Migliaia di famiglie si sono date appuntamento ieri al Colosseo per richiamare l’attenzione della società, della politica e delle Istituzioni sull’emergenza demografica in Italia. “Nel giorno della festa della mamma, vogliamo porre al centro dell’opinione pubblica il tema dei prossimi vent’anni in Italia: il fatto che non facciamo più figli” ha detto Gianluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari. Sullo sfondo del Colosseo le mamme e i papà hanno portato centinaia di passeggini e seggioloni vuoti, immagine simbolica del futuro che attende l’Italia se non si corre ai ripari: “Oggi in Italia fare un figlio è una delle prime cause di povertà. I giovani e le donne vorrebbero fare 2 o più figli, ma non riescono a realizzare i loro sogni. Un Paese che non riesce ad assicurare ai suoi cittadini il minimo indispensabile (un lavoro, una casa e una famiglia con figli) non va da nessuna parte. La nostra società è sulla schiena delle mamme. Sono 40 anni che tutti si riempiono la bocca della parola famiglia – ha aggiunto De Palo -, ma poi nessuno ha fatto mai nulla. Oggi siamo giunti ad un punto di non ritorno: ogni anno sono più le persone che muoiono rispetto a quelle che nascono. I dati Istat non servono ad essere commentati sulle agenzie. Se non diventano azione politica restano letteratura”.

“Ci auguriamo che nella prossima legge di stabilità non solo ci siano misure concrete per le famiglie e per la natalità, ma anche che il dibattito su quelle proposte veda una unità di intenti da parte di tutte le forze politiche: è finito il tempo delle polemiche e degli ostruzionismi. Qui è in ballo l’esistenza del nostro Paese e il futuro dei nostri figli”, ha concluso De Palo: “Nelle prossime settimane il Forum delle associazioni familiari inviterà tutte le forze politiche ad un momento di confronto e approfondimento per fare in modo che il tema della demografia e delle politiche familiari sia tra le priorità dei programmi dei singoli partiti in vista della prossime elezioni”.

Messico: p. Solalinde, “migliaia di migranti desaparecidos, l’orrore delle fosse comuni”

Mon, 2017-05-15 09:33

“Non esiste un altro Paese al mondo come il Messico dove spariscono così tante persone, non solo migranti. Le fosse clandestine sono un orrore. Ogni giorno se ne scopre una”: a parlare, in una intervista al Sir è padre Alejandro Solalinde, 72 anni, fondatore del centro per migranti “Hermanos en el camino” a Ixpetec, nello Stato messicano di Oaxaca. Sulla sua testa pende una taglia di 1 milione di dollari. I narcotrafficanti lo vogliono morto perché non ha paura di denunciare la tragedia dei 500mila migranti del Centro e Sud America che transitano per il Messico nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti, né le connivenze con le forze dell’ordine e la politica. I migranti vengono rapiti, torturati, violentati e uccisi se non pagano il riscatto alla criminalità organizzata o si rifiutano di entrare nelle loro fila. Il suo centro d’accoglienza stima più di 10mila migranti desaparecidos , ma secondo altre fonti sono oltre 70mila. Nel secondo Paese più violento al mondo (dopo la Siria), con 23mila omicidi l’anno e migliaia di desaparecidos ritrovati dopo anni nell’orrore delle fosse comuni clandestine, la coraggiosa testimonianza di padre Solalinde ha fatto il giro del mondo. Tanto da valergli una nomination al Premio Nobel per la Pace 2017.

“Nonostante le minacce di morte e le azioni violente vivo tranquillo nella mia fede – dice -: per me è importante portare a termine questo impegno e lo sto facendo ogni giorno. Se la mafia e il governo corrotto me lo permettono andrò avanti. Non voglio perdere la responsabilità della missione né la gioia di vivere. Voglio continuare a difendere i migranti nonostante le minacce e nonostante i pericoli. Finora Dio mi è stato accanto e mi ha salvato”. Il sacerdote messicano dice che la maggior parte dei corpi che ritrovano nelle fosse comuni sono di migranti poveri che venivano dal Sud e Centro America: “hanno incontrato in Messico la morte perché non hanno potuto pagare il riscatto o non hanno voluto lavorare come sicari per il crimine organizzato.  Queste sparizioni hanno  a che vedere con le corporazioni poliziesche del Messico ma anche con l’esercito e la Marina. Viviamo in uno Stato dove il crimine organizzato si è maledettamente infiltrato”.

 

Messico: p. Solalinde, “1 migrante su 4 riesce ad entrare negli Usa”

Mon, 2017-05-15 09:33

“Da quando Trump è presidente il 25% della popolazione migrante (su 500.000 presenti in Messico) riesce a raggiungere gli Usa. Donald Trump non può contenere la migrazione perché la frontiera non è controllata dagli Usa né dal governo messicano ma dal crimine organizzato”. Lo dice al Sir padre Alejandro Solalinde,  fondatore del centro per migranti “Hermanos en el camino” (“Fratelli sulla strada”) a Ixpetec, nello Stato messicano di Oaxaca. “In entrambi i lati c’è corruzione.  Ci sono almeno quattro modi per entrare. La corruzione è il ponte dove passano i migranti, pagando. Circa il 25%  si sono arresi e stanno tornando al proprio Paese. Però il 50% sta decidendo se restare in Messico, almeno fino a quando ci sarà Donald Trump”. A suo parere la minaccia di Trump di ultimare la costruzione del muro “non serve perché è già tardi. I migranti sono già negli Usa: ci sono 34 milioni di messicani, con 11 milioni di migranti senza documenti e altri che continuano ad arrivare. Una popolazione che si sta moltiplicando per tre. Il volto nuovo delle Chiese cattolica ed evangelica negli Usa è migrante”.  E a proposito dell’Europa e della sua paura del terrorismo e del diverso: “Una cosa che manca all’Europa è una migliore conoscenza della storia della colonizzazione europea in Africa – afferma padre Solalinde -: l’Europa ha stabilito frontiere e creato conflitti storici, saccheggiato le ricchezze africane con le quali ha vissuto comodamente per tanti anni.  Bisogna distinguere tra i migranti che vengono a lavorare e che ricostruiranno una nuova Europa e i migranti terroristi che vengono per vendicarsi del danno che l’Europa ha causato all’Africa. C’è una sorta di vendetta, di rivincita, dell’Isis nei confronti dell’Europa, ma questo non ha niente a che vedere con i migranti: è una questione politica”.

Sir: le principali notizie dall’Italia e dal mondo. Oggi incontro Macron e Merkel. Corea del Nord pronta ad attacco basi Usa. ‘Ndrangheta e migranti, arresti a Isola Capo Rizzuto

Mon, 2017-05-15 09:20

Unione Europea. Macron e Merkel, oggi l’incontro per rilanciare l’alleanza che guida l’Europa

Oggi il nuovo presidente della Francia, Emmanuel Macron, sarà a Berlino, per un incontro con Angela Merkel, come Hollande aveva fatto 5 anni fa. nuovo presidente, Emmanuel Macron. C’è molto di simbolico in questo incontro di oggi e ci sarà subito molto di sostanziale. Con il faccia a faccia Macron-Merkel, si ricomincia dall’asse franco-tedesco, per rimettere in moto l’Unione europea dopo che Macron nel suo programma elettorale, aveva promesso di “rilanciare e rifondare l’Europa”. L’alleanza franco-tedesca ha una data di nascita: era il gennaio 1963, quando Charles De Gaulle e Conrad Adenauer firmarono il trattato dell’Eliseo.

Francia. Macron all’Eliseo, finisce l’era di Hollande. “L’Europa ha bisogno di una Francia forte”

Ieri con la cerimonia ufficiale all’Eliseo, c’è stato il passaggio di consegne dal vecchio, Francois Hollande, al nuovo presidente, Emmanuel Macron. “Il mondo e l’Europa hanno bisogno più che mai della Francia, di una Francia forte”, ha detto Macron nel suo primo discorso all’Eliseo dopo la proclamazione. “Il 7 maggio i francesi hanno scelto lo spirito di conquista”. “C’è bisogno di una Francia che sappia inventare il futuro. La mia prima esigenza sarà di restituire ai francesi la fiducia in se stessi che per troppo tempo è stata indebolita. Sarà un lavoro lento, esigente ma indispensabile”, ha affermato il nuovo presidente.

Germania. Exit poll Nord-Reno Westfalia, Cdu Merkel in netto vantaggio

I socialdemocratici tedeschi, nel Nord Reno-Westfalia, hanno incassato una terza, pesantissima sconfitta alle amministrative. La Cdu di Angela Merkel vince nella regione più popolosa del Paese, che rappresenta un quinto degli elettori. Martin Schulz però va avanti e contiene la delusione. Ai diversi giornalisti che gli hanno chiesto se voglia fare un passo indietro, ha replicato: “Sono presidente della Spd da neanche 100 giorni, non sono un mago. Da domani lavoreremo al programma”.

Corea del Nord. Pyongyang minaccia basi Usa in Pacifico

La Corea del Nord rivendica il successo dell’ultimo lancio missilistico e afferma che il vettore testato è in grado di trasportare una testata nucleare di grandi dimensioni. E minaccia: le basi Usa nell’Asia-Pacifico sono nel range di un attacco. Le operazioni, sono ”una chiara violazione delle risoluzioni dell’Onu” e ”una grave minaccia alla sicurezza regionale”, ha commentato il neo presidente sudcoreano Moon Jae-in invitando Pyongyang a lavorare alla ripresa del dialogo. Il premier Paolo Gentiloni a Pechino per il Forum ‘Belt and Road’ ha detto: “Preoccupa quello che succede in questo quadrante del mondo. La risposta credo debba venire con fermezza, anche in questo contesto, che è prevalentemente economico”. Bisogna puntare “sulla diplomazia e l’Italia ha un ruolo particolare essendo alla presidenza del comitato Onu per le sanzioni”, ha aggiunto. Domani riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla crisi nordcoreana.

‘Ndrangheta e Migranti. Cosca Arena, 68 fermi. “Gestivano centro a Isola Capo Rizzuto”

Smantellata la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto (Crotone) con il fermo di 68 persone disposto dalla Dda di Catanzaro. La cosca controllava a fini di lucro la gestione del centro di accoglienza per migranti di Isola. Il capo della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, Leonardo Sacco, ed il parroco dello stesso paese, don Edoardo Scordio, sono tra i fermati dell’operazione denominata ”Jonny”. La Misericordia gestisce il Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola, uno dei più grandi d’Europa, che secondo le indagini sarebbe stato controllato dalla cosca Arena. I due sono accusati di associazione mafiosa, oltre a vari reati finanziari e di diversi casi di malversazione, reati aggravati dalle finalità mafiose.

Primarie Lega. Salvini stravince con l’82,7% dei voti

Matteo Salvini ha vinto le primarie della Lega Nord con l’82,7% dei voti contro Gianni Fava. È quanto è stato comunicato al termine dello scrutinio. “Una sola parola: grazie. Abbiamo abbondantemente superato l’80% dei voti! Ora l’obiettivo è mandare a casa Renzi, Alfano, Boschi e Boldrini, bloccare l’invasione clandestina in corso, rilanciare lavoro e speranza in Italia. Se voi siete pronti, io ci sono. Insieme si vince!”. Questo il messaggio di Matteo Salvini ai militanti dopo la vittoria alle primarie della Lega Nord. Circa 15.000 militanti della Lega Nord sono stati chiamati a scegliere il segretario federale.

Papa Francesco: Regina Coeli, appello per popolazioni in guerra e invito a ricordare tutte le mamme, anche quelle “in cielo”

Mon, 2017-05-15 09:02

“Affido a Maria, Regina della pace, la sorte delle popolazioni afflitte da guerre e conflitti, in particolare in Medio Oriente”. Lo ha detto il Papa, dopo la recita del Regina Coeli di ieri, davanti a 25mila fedeli. “Tante persone innocenti sono duramente provate, sia cristiane, sia musulmane, sia appartenenti a minoranze come gli yazidi, i quali subiscono tragiche violenze e discriminazioni”, la denuncia: “Alla mia solidarietà si accompagna il ricordo nella preghiera, mentre ringrazio quanti si impegnano a sovvenire ai bisogni umanitari”. “Incoraggio le diverse comunità a percorrere la strada del dialogo e della amicizia sociale per costruire un futuro di rispetto, di sicurezza e di pace, lontano da ogni sorta di guerra”, l’appello di Francesco, che ha salutato anche i partecipanti all’iniziativa denominata “Passeggini vuoti” e il gruppo delle mamme di Bordighera: “Il futuro delle nostre società richiede da parte di tutti, specialmente delle istituzioni, un’attenzione concreta alla vita e alla maternità”, l’altro appello del Papa, “particolarmente significativo oggi mentre si celebra, in tanti Paesi, la festa della mamma”. “Ricordiamo con gratitudine e affetto tutte le mamme, anche le nostre mamme in cielo, affidandole a Maria, la mamma di Gesù”, ha aggiunto Francesco a braccio: “E adesso vi faccio una proposta: rimaniamo alcuni istanti in silenzio, ognuno pregando per la propria mamma”.

Papa Francesco: Regina Coeli, “anche oggi c’è bisogno di preghiera e di penitenza per implorare la fine di tante guerre”

Mon, 2017-05-15 09:00

“Anche oggi c’è tanto bisogno di preghiera e di penitenza per implorare la grazia della conversione, per implorare la fine di tante guerre che sono dappertutto nel mondo e che si allargano sempre di più, come pure la fine degli assurdi conflitti grandi e piccoli, che sfigurano il volto dell’umanità”. Con queste parole, durante il Rgina Coeli di ieri, il Papa ha attualizzato il viaggio a Fatima, di cui – davanti a 25mila fedeli – ha ripercorso le tappe. “Lasciamoci guidare dalla luce che viene da Fatima. Il Cuore Immacolato di Maria sia sempre il nostro rifugio, la nostra consolazione e la via che ci conduce a Cristo”, l’auspicio finale. “A Fatima – ha esordito Francesco – mi sono immerso nella preghiera del santo popolo fedele, preghiera che là scorre da cento anni come un fiume, per implorare la protezione materna di Maria sul mondo intero”. “Rendo grazie al Signore che mi ha concesso di recarmi ai piedi della Vergine Madre come pellegrino di speranza e di pace. E ringrazio di cuore i vescovi, il vescovo di Leiria-Fatima, le autorità dello Stato, il presidente della Repubblica e tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione”, il tributo del Papa. “Fin dall’inizio, quando nella Cappella delle Apparizioni sono rimasto a lungo in silenzio, accompagnato dal silenzio orante di tutti i pellegrini, si è creato un clima raccolto e contemplativo, in cui si sono svolti i vari momenti di preghiera”, ha ricordato: “E al centro di tutto è stato ed è il Signore Risorto, presente in mezzo al suo Popolo nella Parola e nell’Eucaristia. Presente in mezzo ai tanti malati, che sono protagonisti della vita liturgica e pastorale di Fatima, come di ogni santuario mariano”. “A Fatima la Vergine ha scelto il cuore innocente e la semplicità dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia, quali depositari del suo messaggio”, le parole dedicate ai pastorelli: “Questi fanciulli lo hanno accolto degnamente, così da essere riconosciuti come testimoni affidabili delle apparizioni, e diventando modelli di vita cristiana”. “Con la canonizzazione di Francesco e Giacinta, ho voluto proporre a tutta la Chiesa il loro esempio di adesione a Cristo e la testimonianza evangelica e anche ho voluto proporre a tutta la Chiesa di avere cura dei bambini”, ha spiegato il Papa, precisando che “la loro santità non è conseguenza delle apparizioni, ma della fedeltà e dell’ardore con cui essi hanno corrisposto al privilegio ricevuto di poter vedere la Vergine Maria. Dopo l’incontro con la ‘bella Signora’ – così la chiamavano -, essi recitavano frequentemente il Rosario, facevano penitenza e offrivano sacrifici per ottenere la fine della guerra e per le anime più bisognose della divina misericordia”.

Papa Francesco: su dimissioni Marie Collins, “aveva ragione ma noi eravamo sulla strada. Ci sono duemila casi ammucchiati in attesa”

Sat, 2017-05-13 22:05

“Marie Collins mi ha spiegato bene la cosa, ho parlato con lei, è una brava donna. E continuerà a lavorare nella formazione con sacerdoti su questo punto”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, circa le dimissioni di Marie Collins da membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Marie Collins, ha aggiunto il Papa, “ha rivolto questa accusa e un po’ di ragione ce l’ha perché ci sono tanti casi in ritardo. In ritardo perché si ammucchiavano lì. In questo tempo si è dovuto fare la legislazione, oggi in quasi tutte le diocesi c’è un protocollo da seguire, i dossier vengono fatti bene: questo è un passo. C’è poca gente, c’è bisogno di più personale capace di seguire questo, il segretario di Stato e il cardinale Mueller stanno cercando più personale. Si è cambiato il direttore dell’ufficio disciplinare della Congregazione per la dottrina della fede, che era bravissimo ma un po’ stanco ed è tornato in patria per fare lo stesso lavoro lì. Il nuovo è un irlandese, monsignor Kennedy, molto bravo ed efficiente, e questo aiuterà abbastanza”.
Poi, ha proseguito il Papa, “c’è un problema: a volte i vescovi inviano i casi, se il protocollo va bene, passa subito alla riunione della ‘Feria IV’ (la riunione mensile della Congregazione, ndr), altrimenti deve tornare indietro e, per questo, si pensa ad aiuti continentali, uno o due per continente: dei pre-Tribunali o Tribunali continentali. Quando la ‘Feria IV’ riduceva un sacerdote allo stato clericale, se lui faceva ricorso, il caso veniva studiato dalla stessa ‘Feria IV’. Ho creato un altro tribunale e ho messo a capo di questo una persona indiscutibile, l’arcivescovo di Malta, mons. Scicluna, tra i più forti contro gli abusi. Se viene approvata la prima sentenza, è finito il caso, il sacerdote ha solo la possibilità di appellarsi al Papa per chiedere la grazia: io mai ho firmato una grazia. Marie Collins aveva ragione ma noi eravamo sulla strada, ci sono duemila casi ammucchiati in attesa”.

Papa Francesco: su Medjugorje, “preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico”

Sat, 2017-05-13 22:03

“Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, in merito a Medjugorje. “Benedetto XVI – ha ricordato il Papa – ha istituito una commissione presieduta dal cardinale Ruini. Io ho ricevuto il risultato: la commissione era composta di bravi teologi, vescovi e cardinali. La relazione della Commissione è molto, molto buona. C’erano alcuni dubbi nella Congregazione per la dottrina della fede e il dicastero ha giudicato opportuno inviare a ognuno dei membri della ‘Feria IV’ – la riunione mensile della Congregazione – tutta la documentazione, anche i pareri contrari alla relazione Ruini. Io ho ricevuto la notificazione un sabato, in tarda serata. Non mi è sembrato giusto: era come mettere ‘all’asta’ la relazione Ruini, che è molto ben fatta. Domenica mattina il prefetto della dottrina della fede ha ricevuto una lettera nella quale gli chiedo che invece di inviare alla ‘Feria IV’ quelle opinioni contrarie, le inviino a me personalmente. Questi pareri sono stati studiati: tutti sottolineano la densità della relazione Ruini”. Francesco ha sottolineato che “si devono distinguere tre cose: le prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi e la relazione dice che si deve continuare a investigare quelle. Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione presenta i suoi dubbi. Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore: questo lo dico come opinione personale. C’è chi pensa che la Madonna dica: venite, quel tal giorno alla tal ora darò un messaggio a quel veggente. Poi, terzo punto, c’è il fatto spirituale e pastorale, il nocciolo della relazione: gente che si converte, che incontra Dio, che cambia vita. E questo non grazie a una bacchetta magica. Questo fatto non si può negare. Adesso per vedere tutto quanto, ho nominato un vescovo bravo (monsignor Hoser, ndr) che ha esperienza per occuparsi della parte pastorale. Alla fine si dirà qualche parola”.

Papa Francesco: su Ong-migranti, “le indagini proseguano e venga fuori tutta la verità”

Sat, 2017-05-13 22:01

“Ho letto che c’è questo problema, ma ancora non conosco i dettagli e, per questo, non posso dire. So che c’è un problema e che le indagini vanno avanti. Auguro che proseguano e che tutta la verità venga fuori”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, in merito alle polemiche attuali italiane circa i rapporti Ong-scafisti.

Papa Francesco: sui Lefebvriani, “non è un problema di vincitori o sconfitti”

Sat, 2017-05-13 21:58

“Scarterei ogni forma di trionfalismo. Alcuni giorni fa nella ‘feria quarta’ della Dottrina della fede hanno studiato un documento che ancora non mi è arrivato. I rapporti attuali in ogni caso sono fraterni: l’hanno scorso ho dato dispensa per la confessione e per i matrimoni”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, circa un possibile “accordo” con la Fraternità San Pio X (Lefebvriani). “Con mons. Fellay – ha aggiunto il Papa – ho un buon rapporto. A me non piace affrettare le cose, ma camminare, camminare e camminare e poi si vedrà. Non è un problema di vincitori o sconfitti, ma di fratelli che devono camminare insieme cercando la formula per fare passi avanti”.

Papa Francesco: su Trump, “mai do un giudizio su una persona senza ascoltarla”

Sat, 2017-05-13 21:50

“Io mai do un giudizio su una persona senza ascoltarla. Non devo farlo. Ascolterò, dirò quello che penso e lui quello che pensa, ma mai ho voluto dare un giudizio senza ascoltare prima la persona”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, in merito al prossimo incontro con Trump (24 maggio, in Vaticano). “Sempre – ha aggiunto il Papa – ci sono porte che non restano chiuse, e allora è importante cercare le porte che siano almeno un po’ aperte, entrare in queste porte e parlare per andare avanti, passo dopo passo. La pace è artigianale, si fa ogni giorno, così anche l’amicizia tra le persone, la stima è artigianale, si fa tutti i giorni, il rispetto dell’altro, ascoltare e camminare insieme”. Alla domanda se il Papa spera che, dopo l’incontro, Trump ammorbidisca le sue politiche, questa la risposta di Francesco: “Questo è un calcolo politico che non mi permetto di fare, sul piano religioso non faccio proselitismo”.

Papa Francesco: “Fatima è un messaggio di pace portato all’umanità”

Sat, 2017-05-13 21:45

“Fatima è un messaggio di pace portato all’umanità da tre grandi comunicatori che avevano meno di 13 anni. La canonizzazione dei pastorelli è stata una cosa che all’inizio non era pianificata, perché il processo sul miracolo procedeva lentamente, poi sono arrivate le perizie e per me è stata una grande felicità”. Così Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista sul volo di ritorno da Fatima, al termine del pellegrinaggio in occasione del centenario delle Apparizioni della Beata Vergine Maria alla Cova da Iria.

“Il mondo – ha aggiunto il Papa – può sperare la pace. E con tutti io parlerò di pace. Prima di imbarcarmi sul volo da Roma ho ricevuto degli scienziati di varie religioni che partecipavano a un convegno all’osservatorio vaticano. Un ateo, senza dirmi da che Paese veniva, mi ha salutato così: ‘Io sono ateo! Le chiedo un favore: dica ai cristiani che amino di più i musulmani’. Questo è un messaggio di pace!”.

Migranti: Caritas Sorrento-Castellammare, oggi corteo per dire che siamo “Tutti sulla stessa barca”

Sat, 2017-05-13 19:30

Centinaia di giovani hanno partecipato oggi a Castellammare di Stabia al corteo, promosso dalla Caritas dall’Hotel Miramare fino al Teatro Supercinema,  per mostrare quanto sia bello accogliere. La Caritas diocesana di Sorrento-Castellammare di Stabia, infatti, ogni anno, nell’ambito dell’area mondialità, propone degli incontri di sensibilizzazione ai ragazzi e giovani delle scuole superiori della diocesi, su temi come la povertà e la fame nel mondo e le loro cause; le tante guerre dimenticate, i diritti umani calpestati, l’inquinamento. Quest’anno il tema proposto è stato l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati, in un progetto intitolato “Tutti sulla stessa barca”.
“Uno slogan molto importante – spiega don Mimmo Leonetti, direttore della Caritas diocesana –, perché di fronte alle difficoltà dell’accoglienza ci sono tantissime persone che desiderano accogliere. Siamo tutti sulla stessa barca perché le speranze e le tensioni verso la vita sono uguali per tutti. Tutti insieme dobbiamo lottare per la sopravvivenza umana e sopravvivenza civile”. Ad aprire oggi il corteo mons. Francesco Alfano , arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente di Pax Christi Italia, il sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo. “La diocesi è in cammino da tempo sensibilizzando tutte le comunità parrocchiali – afferma mons. Alfano – attraverso opere-segno per accogliere, abbracciare e soprattutto integrare chi bussa alla porta dei nostri paesi. Il corteo si situa davvero nel cuore del nostro percorso perché coinvolge gli studenti mostrando che possiamo camminare insieme oltre ogni steccato”. Per il presule, “il corteo organizzato dalla Caritas diocesana ha mirato a risvegliare la città e per aprire le porte dei nostri centri, grandi e piccoli, ai bisogni di chi è nella prova ed è costretto a fuggire”.

Diocesi: Assisi, domani iniziative per la festa della mamma. Al via programma per inaugurazione santuario della Spogliazione

Sat, 2017-05-13 19:17

Anche la diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino celebra la festa della mamma attraverso diverse iniziative: la messa on line di una delle ultime interviste fatte al fondatore della festa, il parroco di Tordibetto, don Otello Migliosi nel 1992; la Messa presieduta dal vescovo, mons. Domenico Sorrentino, domani, alle ore 10, a Tordibetto, e la conversazione che ci sarà alle ore 21 in Vescovado e che rientra nel programma della settimana della Spogliazione che si aprirà ufficialmente con la celebrazione eucaristica nel santuario alle ore 11 presieduta da padre Matteo Siro, ministro provinciale dei Frati minori cappuccini e animata dai Cantori di Assisi. “Non potevamo non tenere in considerazione questa ricorrenza – spiega mons. Sorrentino – soprattutto perché sono sessant’anni da quando don Otello ebbe l’intuizione di valorizzare la figura femminile nel suo ruolo di mamma. Oggi siamo alla deriva. Per don Otello far festa alla mamma era chiamare in gioco l’intera famiglia. La mamma è la mamma! Intorno a lei la famiglia si ricompone. E la famiglia non è un qualcosa di marginale. È fondamento e nucleo della società, altrettanto della Chiesa. Ecco perché domani rifletteremo sulla figura di mamma Pica e di madre Chiesa rispetto al gesto clamoroso della spogliazione di Francesco”.
La conversazione sarà anche l’occasione per conoscere gli aspetti di studio della reliquia del mantello del vescovo Guido che coprì San Francesco. Interverranno: padre Francesco De Lazzari, rettore della chiesa Nuova, la restauratrice Maria Giorgi, il critico d’arte Elvio Lunghi, la psicologa Rosaria Gavina, il collaboratore della Pro Civitate Christiana Mauro Iuston, Patrizia Picasso del Museo diocesano di San Rufino e l’Anonima Frottolisti che eseguirà alcuni intermezzi musicali. Per quanto riguarda la reliquia sarà portata in processione solenne con la partecipazione di tutte le Confraternite e del Gonfalone del Comune di Assisi domenica pomeriggio dalla basilica di Santa Chiara (ore 16,30) fino al nuovo santuario dove rimarrà esposta per tutta la settimana. Alle 17,30 è prevista la presentazione dell’Istituto Serafico, opera-segno per eccellenza della diocesi e alle 18 il dialogo, moderato da don Tonio Dell’Olio, tra mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, e il sindaco di Assisi, Stefania Proietti. Info: www.diocesiassisi.it.

Diocesi: Pescara-Penne, lunedì un incontro su “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”

Sat, 2017-05-13 19:02

“La settimana sociale di Cagliari: denunce, buone pratiche e proposte”. Questo il titolo del secondo incontro del progetto di formazione “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale” sostenuto dall’arcidiocesi di Pescara-Penne in preparazione alla Settimana sociale di Cagliari 2017. Al salone della parrocchia Spirito Santo, in Pescara, lunedì 15 maggio, alle 20.45, interverrà mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico delle Settimane sociali. “Il nostro contributo e la nostra esperienza – afferma padre Aldo D’Ottavio, responsabile della pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Pescara-Penne – sono importanti per il tavolo di discussione nazionale. Ci ritroveremo a Cagliari dal 26 al 29 ottobre e la novità di quest’anno è che il momento a cui aderiranno i rappresentanti di ogni diocesi d’Italia sia il più partecipativo possibile”.
L’appuntamento pescarese, aperto a tutti, allora, sarà un’occasione per entrare nel vivo della 48ª Settimana sociale e per “far emergere – conclude padre D’Ottavio – le situazioni di crisi del territorio, insieme alle eventuali buone pratiche, perché l’analisi identifichi i problemi, ma racconti anche la trasformazione di cooperazione”.

Diocesi: Reggio Calabria-Bova, al via la quinta edizione del progetto formativo “Chiese aperte”

Sat, 2017-05-13 18:54

L’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, attraverso l’Ufficio beni culturali, promuove dal 2013 il progetto “Chiese aperte”, rivolto a volontari associati “impegnati in iniziative di custodia, tutela e valorizzazione degli edifici di culto di rilevante interesse storico”. Giunto alla sua quinta edizione, l’intervento, finanziato con il contributo 8×1000 alla Chiesa cattolica e attuato dall’associazione di volontariato Did.Ar.T. Didattica arte territorio, nel 2017 è dedicato al tema “La Bellezza narrata: itinerari di arte e fede a Reggio Calabria”. Le emergenze architettoniche e storico-artistiche coinvolte sono site – spiega una nota diocesana – nel centro storico e nelle sue immediate adiacenze: in particolare, le chiese degli Ottimati, del Carmine, del Santo Cristo o dell’Arciconfraternita dei Bianchi, della Madonna dei Poveri al Trabocchetto (detta chiesa di Pepe), di San Pietro al Calopinace, della Graziella, di Sant’Antonio ad Archi, cui si aggiungono, costituendone un sito di eccellenza, le rovine della chiesa medievale di San Giovanni extra muros (sec. XII) presso via Giudecca.
Il progetto Chiese aperte 2017 prevede lo svolgimento di un corso di formazione rivolto a quanti, volontari e indipendentemente dalle parrocchie di provenienza, “siano interessati ad acquisire le competenze necessarie per contribuire a vario titolo a iniziative di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico diocesano”. Il corso si svolgerà dal 26 maggio al 1° luglio, articolandosi in due incontri settimanali (venerdì pomeriggio e sabato), dei quali alcuni nei siti di interesse A fine progetto è previsto il rilascio di un attestato di partecipazione. Info e iscrizioni: www.reggiocalabria.chiesacattolica.it) o contattando l’associazione Did.Ar.T. tel. 3891968047.

Disagio: Anteas, al via la fase finale del progetto “Antenne sociali”

Sat, 2017-05-13 18:42

Generare esperienze di cittadinanza attiva contro il disagio e le solitudini. Questo è l’obiettivo del progetto “Antenne sociali” promosso da Anteas (Associazione nazionale tutte le età attive per la solidarietà) in collaborazione con Fitus (Federazione italiana per il turismo sociale), con il supporto delle Anteas regionali e dei livelli di maggiore prossimità, corrispondenti a un territorio più circoscritto, come paese, cittadina, quartiere. “Pensiamo che una comunità non possa restare a guardare senza riuscire a vedere tante persone e famiglie che in quanto sole finiscono per essere invisibili agli occhi di tutti”, dice Sofia Rosso, presidente nazionale di Anteas, spiegando il significato di “Antenne sociali” giunto alla fase finale.
Il progetto vedrà 18 momenti d’incontro per la restituzione dei risultati in altrettanti territori. Si comincia oggi a Campolongo Maggiore (Veneto) e si conclude il 19 giugno a Guspini (Sardegna). Mentre, l’evento nazionale di chiusura si svolgerà a Roma il 21 giugno. “Insieme possiamo sperimentare nuove possibilità per fronteggiare vecchi e nuovi rischi sociali connessi alle solitudini, di anziani, di famiglie fragili e anche di giovani che si rinchiudono nelle loro case – ha proseguito la presidente -. Costruire ‘Antenne sociali’ capaci di intercettare le solitudini e le fragilità sociali è una grande sfida per costruire una alternativa credibile e sostenibile. Vogliamo realizzare una rete diffusa tra tutti i soggetti della comunità: dagli operatori sociali del comune ai commercianti, dalle parrocchie alle associazioni di volontariato, dalle persone singole a quelle che fanno parte delle associazioni, dalle imprese al sindacato”.
Antenne Sociali fa “crescere le capacità di captare i segnali delle fragilità”, ha sottolineato Rosso, nonché “stimola a lavorare sulla qualità delle relazioni con i soggetti più fragili, offrendo loro ascolto attivo, oltre che, concrete prestazioni di servizio”, favorendo al tempo stesso “un lavoro di rete più strutturato e continuativo, chiamando in causa soggetti già presenti in un dato territorio per sperimentare insieme protocolli di azione comune”. Info: www.anteasnazionale.it

Festa dell’Europa: mons. Perego (Migrantes), “muri dentro e fuori ritornano e la libertà di partire e di restare sembra oggi un diritto non esigibile”

Sat, 2017-05-13 18:30

La storia di questi ultimi cinquant’anni della Chiesa in Europa è stata “certamente storia di solidarietà: impegno per la cooperazione, per il condono del debito estero dei Paesi più poveri, micro-progetti più che grandi progetti, iniziative diocesane, campagne nazionali, fondazioni internazionali, obiezione di coscienza alle armi e impegno per la pace, sviluppo di modelli di cooperazione e di autonomia, l’attenzione ai nuovi migranti dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, progetti e iniziative ecumeniche come i recenti corridoi umanitari per tutelare i richiedenti asilo sono alcuni dei segni concreti di una solidarietà della Chiesa in Europa”. A dirlo, questo pomeriggio, mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes e arcivescovo di Ferrara-Comacchio, intervenendo, insieme all’economista Stefano Zamagni, a un incontro sulla solidarietà all’annuale Festa dell’Europa in corso a Trento con al centro il tema “Siamo Europa”.
Per mons. Perego, occorre anzitutto “valorizzare” e “non depredare le risorse dei Paesi più poveri”; “sostenere lo sviluppo economico interno ai Paesi più poveri, favorendo la produzione propria”, “distribuire con massima efficacia ed equità le risorse”. Lo sguardo del presule è quindi andato alle migrazioni dei popoli “che nascono anche da mancati impegni dell’Europa in ordine alla pace, alla giustizia sociale, alla cooperazione, dal potere crescente delle multinazionali sulle terre, dallo sfruttamento delle risorse senza condivisione, da nazionalismi, protezionismi e populismi che rischiano di ricostruire i muri abbattuti, sono il segno più concreto e evidente del tradimento del principio della solidarietà”. A giudizio di Perego “sembra mancare oggi un ‘progetto europeo’ che trovi nella solidarietà il suo punto di forza per dare futuro al nostro Continente. Anche la destrutturazione degli istituti di solidarietà, frutto dei movimenti sociali e storicamente garantiti nei Paesi europei, rischia di indebolire l’accesso ai diritti sociali. E senza solidarietà si muore, perché vengono a mancare la vita (il tasso di mortalità nei 28 Paesi europei è superiore al tasso di natalità), le relazioni, i legami, lo scambio, che sono le fondamenta per avere un avvenire di dialogo sociale e di pace, di sviluppo”. “Muri dentro e fuori ritornano e la libertà di partire e la libertà di restare sembra oggi un diritto non esigibile”. Il direttore di Migrantes ha concluso “guardando al Mediterraneo e a come quel Mare confine d’Europa sia oggi il segno di una solidarietà ancora ferita dalle troppe morti e dal tentativo di indebolire l’azione congiunta di istituzioni e società civile nel salvare migranti in mare”.

Diocesi: Oria, domani la Festa della famiglia a Villa Castelli

Sat, 2017-05-13 18:10

Domani, domenica 14 maggio, a partire dalle ore 16, a Villa Castelli (Br) si terrà la Festa della famiglia, promossa dall’Ufficio per la pastorale familiare della diocesi di Oria. L’appuntamento conclude l’itinerario, iniziato nello scorso mese di novembre, del VII seminario di pastorale familiare, quest’anno dedicato al tema “L’Amoris Laetitia e il rinnovamento della pastorale familiare”, costituito da otto incontri tenuti nei vari comuni della diocesi oritana.
Nella chiesa vecchia di Villa Castelli – sita alle spalle del Municipio – si svolgeranno i vari momenti dell’atteso evento diocesano, un pomeriggio all’insegna della condivisione e della festa con la presenza del vescovo Vincenzo Pisanello. Si rifletterà in merito a “Famiglia, riflesso dell’amore divino” e sarà inoltre visitabile una mostra che presenterà i contributi provenienti dai gruppi di famiglie delle varie comunità parrocchiali della diocesi elaborati sul tema cardine del seminario svoltosi nell’anno pastorale in corso. Alle ore 19 la Festa della Famiglia proseguirà con il concerto dei “Mienmiuaif”, la wedding band conosciuta come “il duo con l’anello” composta dai giovani coniugi Giuseppe Signorin e Anita Baldisserotto.

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