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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 39 min ago

Vertice di Roma: Acli, “Ttf per ridare all’Europa un’anima sociale e solidale”

Fri, 2017-03-24 15:41

Alla vigilia del Vertice di Roma, occasione in cui i Leader dei Paesi Ue si apprestano a celebrare il 60° anniversario dei Trattati di Roma e discutere del futuro dell’Ue, oltre 7.000 organizzazioni della società civile hanno inviato una lettera congiunta ai leader dei 10 Paesi membri impegnati da tre anni nel negoziato per l’introduzione di una Tassa europea sulle transazioni finanziarie (Ttf). “Non sarà possibile far rinascere l’ideale europeo nelle nuove generazioni se l’Unione non darà segnali concreti di essere la patria della solidarietà, della giustizia fiscale, delle pari opportunità. Una tassa europea sulle transazioni finanziarie rappresenterebbe oggi un segnale tangibile per porre un freno alle scandalose disuguaglianze che offendono l’opinione pubblica europea e una misura concreta per generare risorse per il bene comune” dichiara Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque. In occasione delle celebrazioni sui Trattati di Roma e delle tante dichiarazioni politiche che i leader stanno rilasciando sul futuro dell’Unione, si chiede al presidente del Consiglio Gentiloni di “esprimersi pubblicamente a sostegno del disegno della Ttf europea che sta emergendo dal negoziato in corso, auspicando il raggiungimento dell’accordo entro l’estate 2017” e di “assumere l’impegno pubblico a destinare il gettito dell’imposta a misure di lotta alla povertà in Italia, a programmi di cooperazione internazionale allo sviluppo e a interventi di contrasto al cambiamento climatico”.

“Abbiamo firmato la lettera perché è fondamentale che l’accordo tra gli Stati membri per l’introduzione della Ttf venga suggellato subito – dichiara il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini -. I motivi sono disparati, primo tra tutti la possibilità di destinare il gettito dell’imposta alla misura di lotta alla povertà in Italia che, anche se avviata con la recente approvazione della Legge delega, necessita di risorse maggiori in grado di sviluppare un percorso di re-inclusione lavorativa e di autonomia delle famiglie in stato di indigenza. È fondamentale dare ascolto al richiamo cittadini europe che già nel 2015 hanno raccolto oltre un milione di firme a supporto della Ttf. Un segnale importante che ci racconta quanto il popolo si senta dalla crisi”. “La Ttf rappresenta un punto di ripartenza in Europa per contrastare le grandi diseguaglianze – ha aggiunto Stefano Tassinari, membro di presidenza nazionale Acli con delega alla Cooperazione –. La tassa non è contro la finanza ma serve a rimetterla in pista, insieme ad altre proposte quali il contrasto all’elusione fiscale e il tetto ai compensi milionari. Se non si riconsegna alla finanza un codice umano, che tenga a freno la speculazione e rilanci sviluppo e lavoro, rischiamo di ipotecate anche il futuro dei nostri nipoti”.

Papa Francesco: telegramma di cordoglio per la morte del card. Keeler, “pastore gentile” impegnato nel “dialogo ecumenico e interreligioso”

Fri, 2017-03-24 15:16

Il Papa ha inviato oggi all’arcivescovo di Baltimora, William E. Lori, un telegramma di cordoglio per la morte del cardinale William H. Keeler, 86 anni, che ha partecipato al Concilio Vaticano II in qualità di perito. “Profondamente rattristato”, Francesco esprime “gratitudine” per gli anni che il cardinale Keeler, “pastore gentile”, ha passato come vescovo nelle chiese di Harrisburg e Baltimora e alla guida della Conferenza episcopale dei vescovi americani, oltre che “per il suo lungo impegno per la comprensione nel dialogo ecumenico e interreligioso”.

Salute: Osp. Bambino Gesù, nasce il decalogo dei volontari in ospedale

Fri, 2017-03-24 15:10

Il valore del servizio come “dono”. Quindi il rispetto delle misure di “sicurezza” per la salute dei pazienti. La responsabilità di offrire il proprio contributo in condizione di “benessere”. La consapevolezza delle “emozioni” proprie e altrui. La capacità di relazionarsi con le diverse “età” dei pazienti. Il dovere di una “comunicazione” responsabile che parta dall’“ascolto”. Il supporto agli operatori sanitari nella “cura” del paziente. La considerazione della “realtà sociale” della famiglia e degli aspetti multiculturali. Infine, l’impegno ad aggiornare continuamente le proprie “competenze” per offrire un servizio quanto più efficace. Sono i punti del “decalogo per il volontariato in Ospedale”, una guida in dieci punti – si legge in una nota – “per orientare il servizio dei volontari a sostegno di bambini e famiglie ricoverati al Bambino Gesù”. Ad elaborarlo sono stati gli stessi volontari, impegnati in un lungo percorso di formazione che si concluderà domani, sabato 25 marzo, alla presenza della presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, e del presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Vincenzo Paglia. L’iniziativa si terrà dalle 9, presso l’auditorium San Paolo di viale Baldelli a Roma. Sono circa 600 i volontari attivi nelle quattro sedi dell’ospedale pediatrico (Gianicolo, San Paolo, Palidoro e Santa Marinella), mentre sono più di 100 le associazioni accreditate, impegnate in corsia, nelle attività ludiche, nella gestione delle case di accoglienza, nel supporto alle famiglie sul territorio. Al percorso di formazione, partito lo scorso ottobre, hanno partecipato 237 persone, in maggioranza donne: per 134 di loro è stato un aggiornamento delle proprie competenze mentre sono stati 103 i nuovi aspiranti. Per questi ultimi, è previsto un tirocinio formativo in ospedale di circa 60 ore, al termine del quale verrà valutata l’idoneità al servizio.

Diocesi: Lecce, questa sera il vescovo D’Ambrosio conferirà l’ordinazione sacerdotale a due diaconi

Fri, 2017-03-24 15:05

La Chiesa di Lecce in festa alla vigilia della festa dell’Annunciazione. L’icona mariana della vocazione per antonomasia si manifesta, infatti, in Cattedrale venerdì 24 marzo alle ore 18. L’arcivescovo Domenico D’Ambrosio presiederà una solenne concelebrazione eucaristica, cui parteciperanno tutti i sacerdoti della diocesi, durante la quale conferirà l’ordinazione sacerdotale a due diaconi. Mediante l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria, mons. D’Ambrosio accoglierà nella comunione del clero diocesano i diaconi don Salvatore Corvino, 30 anni, della parrocchia Maria SS. Assunta in Melendugno, e don Cosimo Marullo, 31 anni, della parrocchia Maria SS. Assunta in Vernole. “Altri due nuovi sacerdoti per la Chiesa di Lecce – ha sottolineato mons. D’Ambrosio – sono un ulteriore segno della grazia del Signore. Doni pasquali preziosi per il servizio della comunità. Il Signore consacra questi giovani che provengono dalle nostre parrocchie, come suoi ministri, come suoi sacerdoti e pastori in mezzo al popolo di Dio. Nel mio cuore i sentimenti di gioia ma anche i sensi della gratitudine per essere ancora una volta destinatario del dono della paternità spirituale e sacramentale”. “Anche don Salvatore e don Cosimo, come gli altri diciassette presbiteri (compresi tre religiosi e quattro sacerdoti della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca) che ho consacrato durante il mio Ministero episcopale qui a Lecce – in totale durante il suo episcopato nelle quattro diocesi che ha guidato ha ordinato sessantacinque sacerdoti – ci offrono la certezza dell’amore di Dio che continua a guardarci con grande benevolenza e a chiamare operai per la sua messe”.
“Il loro ‘sì’ a Cristo e alla Chiesa – ha concluso D’Ambrosio – divenga un nuovo esempio per tanti nostri giovani che stentano a riconoscere il passaggio del Signore che invita a seguirlo, la profezia per una missione sempre più difficile ma sempre più appassionante”. I due nuovi sacerdoti hanno completato la loro formazione al sacerdozio nel Seminario Romano Maggiore e ora proseguono gli studi di specializzazione teologica nella Capitale: don Salvatore studia Teologia biblica presso l’Università Gregoriana, don Cosimo, invece, frequenta l’Università della Santa Croce per specializzarsi in Storia della Chiesa.

Brasile: vescovi critici sulla riforma della previdenza sociale e sul “foro privilegiato”

Fri, 2017-03-24 14:44

La Presidenza della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb) ha pubblicato ieri, al termine dei lavori del Consiglio permanente, una nota sulla riforma della previdenza sociale, promossa dal Governo e attualmente in corso di discussione nel Congresso nazionale. Nel testo, firmato dal presidente della Cnbb e arcivescovo di Brasilia, card. Sergio Da Rocha, i vescovi si esprimono su alcuni punti della proposta di modifica della Costituzione (Pec) 287/2016, che a loro avviso “sceglie la strada dell’esclusione sociale”, e invitano i cristiani e le persone di buona volontà “a mobilitarsi per la promozione del popolo brasiliano, in particolare i più vulnerabili”. Per l’Episcopato brasiliano “la previdenza non è una concessione del Governo o un privilegio. I diritti sociali in Brasile sono stati conquistati con una forte partecipazione democratica; ogni minaccia rispetto a tali diritti merita una condanna immediata”. Di fronte alle giustificazioni del Governo federale, il quale sostiene che c’è un deficit pensionistico cui porre rimedio, i vescovi sostengono che non è possibile “cercare una soluzione per un argomento così complesso attraverso informazioni non accertate, diversificate e contraddittorie”. Serve piuttosto coinvolgere la società nella conoscenza della situazione reale del sistema previdenziale brasiliano.

Nella nota si ricorda che attualmente il sistema copre più di due terzi della popolazione attiva, a fronte di un aumento della loro età e della riduzione degli ingressi nel mercato del lavoro, e che “il sistema pensionistico ha bisogno di essere valutato e solo in seguito adeguato avendo come riferimento la sicurezza sociale”. Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati altri due comunicati: uno sul foro privilegiato e l’altro a sostegno dell’esenzione fiscale per gli enti di beneficenza, la cui eliminazione è anch’essa prevista dalla riforma della previdenza sociale. Per quanto riguarda il cosiddetto “foro privilegiato”, che consente un iter giudiziario speciale per chi svolge alcune funzioni, l’Episcopato brasiliano ritiene che tale istituto vada “rivisto con urgenza”, in quanto “a gran parte della popolazione questo procedimento appare come una garanzia di impunità e contrario al principio costituzionale che tutti sono uguali di fronte alla legge”. È pertanto ragionevole che “il foro privilegiato sia limitato ad un numero ristretto di autorità”.

Simposio europeo giovani: mons. Gil Tamayo (vescovi spagnoli), “pensare ai giovani significa pensare al futuro dell’Europa”

Fri, 2017-03-24 14:30

“Pensare ai giovani che vivono nel nostro continente europeo, significa pensare al futuro dell’Europa”. Con queste parole mons. José María Gil Tamayo, segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, ha presentato oggi  in una conferenza stampa a Barcellona il Simposio europeo sull’accompagnamento dei giovani che dal 28 al 31 marzo riunirà a Barcellona oltre 250 partecipanti. “Camminava con loro (Lc 24,15). Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”, è il tema dell’incontro. Il segretario generale dei vescovi spagnoli ha ricordato il discorso di papa Francesco al premio Carlo Magno e il passaggio in cui parlava di una Europa “nonna”, “stanca e invecchiata”. Ed ha aggiunto: “Dire che i giovani sono il nostro futuro e la nostra speranza, significa anche accompagnarli a trovare la loro vocazione, realizzare se stessi e essere un contributo vitale per le nostre società”. I vescovi affronteranno nel corso del simposio anche la tematica della disoccupazione giovanile. “In Europa oggi – ha detto mons. Gil Tamayo – abbiamo i giovani meglio preparati nella storia ma che incontrano le maggiori difficoltà a trovare un lavoro. E questo è particolarmente vero in un Paese come il nostro”, la Spagna, dove “aumenta purtroppo anche il numero dei giovani che decidono, di fronte a questa situazione, di non studiare e di non lavorare”. Il simposio europeo di Barcellona è dunque un segno dell’”interesse” con cui la Chiesa guarda ai giovani.

Un simposio “unico”, ha detto da parte sua padre Michel Remery, vice segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, ricordando che è la “prima volta” che in Europa si incontrano tutti coloro che lavorano a fianco dei giovani. Il simposio è infatti frutto di due anni di preparazione e coinvolge tutte le persone impegnate nei cinque ambiti della catechesi, scuola, università, pastorale giovanile e vocazionale. Saranno presenti anche rappresentanti dei movimenti e delle associazioni giovanili per una 4 giorni di confronto e scambi di esperienze e buone pratiche. Il primo giorno si analizzeranno da vicino chi sono oggi i giovani in Europa, e quali sono le domande profonde che si pongono. Il secondo giorno si metterà a tema l’accompagnamento di una persona “per tutta la vita, dai 0 ai 99 anni” cercando di individuare le caratteristiche essenziali di “colui che accompagna l’altro” nel “rispetto della libertà umana”. Il terzo giorno è dedicato alla “Fiera delle buone pratiche” per terminare, il 31 marzo, con la prospettiva del Sinodo 2018 che papa Francesco ha deciso di dedicare ai giovani. Prospettiva che sarà presentata direttamente dal cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi.

Diocesi: mons. Pennisi (Monreale), “la mafia è una religione capovolta”. “Rinnovato impegno educativo che porti a cambiare mentalità e comportamenti”

Fri, 2017-03-24 14:22

“È compito della Chiesa aiutare a prendere consapevolezza che tutti, anche i cristiani, alimentiamo l’humus dove alligna e facilmente cresce la mafia e invitare alla conversione al Vangelo. La resistenza alla mafia esige un rinnovato impegno educativo che porti ad un cambiamento della mentalità e dei comportamenti concreti”. Lo afferma oggi l’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi, in un intervento pubblicato dal quotidiano “La Sicilia” nel quale commenta la reazione alla “proibizione ai mafiosi con una condanna definitiva di fare da padrini per il battesimo e la cresima”oltreché “la scritta ingiuriosa nei confronti di don Luigi Ciotti”. Per mons. Pennisi, “la mafia è una religione capovolta con una sacralità atea che rende schiave le persone inserendole in un circolo diabolico dal quale è difficile uscire”. “Le mafie dedicano una cura particolare ai simboli e alle pratiche della religione cattolica, senza porsi alcun problema sull’evidente contrasto fra quei simboli e la vita quotidiana dei mafiosi”, prosegue l’arcivescovo, per il quale “queste manifestazioni pseudo religiose non possono essere semplicisticamente interpretate come espressione di una religiosità distorta, ma come una forma brutale e devastante di rifiuto di Dio e di fraintendimento della vera religione”. Per questo, “la Chiesa deve fare presenti le esigenze proprie della conversione cristiana e ricordare che essa non può essere ridotta a fatto intimistico ma ha sempre una proiezione pubblica ed esige comunque la riparazione”. “Nel caso del mafioso – spiega Pennisi – la conversione comporta un impegno fattivo affinché sia debellata la struttura organizzativa della mafia, fonte costante di ingiustizie e violenza, che come ha detto il presidente Mattarella, è una presenza che distrugge speranze, ruba il futuro”. “Per garantire un futuro aperto alla speranza – conclude – ognuno è chiamato a fare la sua parte”.

Naufragio con 240 morti: Centro Astalli, “vittime di politiche nazionali e sovranazionali sbagliate”

Fri, 2017-03-24 14:20

“Il dolore per le tante vite spezzate in questi giorni è tanto. Non possiamo rimanere in silenzio. Queste morti, uniti alle vittime del terrorismo in tutto il mondo, dimostrano che siamo vittime di politiche nazionali e sovranazionali sbagliate che con il pretesto della sicurezza non fanno nulla per costruire giustizia e coesione sociale, ma al contrario alimentano esclusione e violenza”. Così padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, esprime nuovamente il suo “profondo cordoglio” per le 240 vittime dell’ultimo naufragio di cui si avrebbe notizia a largo della Libia. Il Centro Astalli ribadisce che “la sicurezza dei cittadini non si ottiene facendo accordi con Paesi terzi instabili che non possono dare garanzie di effettivo rispetto dei diritti umani; la sicurezza dei cittadini non si ottiene commerciando in armi con Paesi in cui conflitti e persecuzioni costringono alla fuga civili innocenti. Non si ottiene neanche snaturando la cooperazione allo sviluppo condizionandola all’adesione da parte di Pesi di origine di strategie di contenimento delle migrazioni ingiuste e irrealistiche; non è sicurezza quella che si paga con sacrificio di altre vite umane”. Chiede perciò a istituzioni nazionali e sovranazionali: “Vie legali di ingresso che spezzino finalmente il giogo dei trafficanti;  l’attivazione di quote di resettlement significative; politiche lungimiranti di accoglienza che costruiscano l’integrazione fin dal primo giorno, e che contribuiscano al rafforzamento della coesione sociale in un’ottica di inclusione e valorizzazione delle diversità;  una seria politica di cooperazione allo sviluppo che abbia come obiettivo la costruzione di una pace duratura e di uno sviluppo sostenibile nei Paesi d’origine”. In merito alla notizia del naufragio, la Guardia costiera italiana ha precisato pochi minuti fa che “non risulta alcuna segnalazione di naufragi a ridosso delle coste libiche”.

Nigeriano accoltellato a Rimini: “ferma condanna” dalla diocesi. “Urge lavoro educativo”

Fri, 2017-03-24 14:11

“Ferma condanna nei confronti del violento gesto perpetrato verso il ragazzo nigeriano” e “piena solidarietà e vicinanza nei confronti dell’aggredito”: così don Maurizio Fabbri, vicario generale della diocesi di Rimini, commenta la violenta aggressione avvenuta mercoledì sera nei confronti di un richiedente asilo nigeriano di 25 anni, ricoverato ora in condizioni gravissime. Ad apostrofarlo con insulti razzisti e poi investirlo con l’automobile, picchiarlo ed accoltellarlo solo perché chiedeva l’elemosina davanti ad un supermercato è stato un trentenne romano risultato positivo alla cocaina. “Anche la Chiesa riminese si sente fortemente interpellata dal grave, inqualificabile gesto di intolleranza e di violenza – commenta -. Purtroppo, tendiamo ad assuefarci cosi velocemente ad ogni tipo di aggressività che anche questo brutale episodio rischia di lasciare la traccia di una notizia di cronaca nera su un quotidiano o al telegiornale”. Fatti come questi, precisa, “mostrano come sia urgente un lavoro educativo al rispetto della dignità di ogni persona, di ogni uomo e donna, di qualunque cultura, religione, tendenza sessuale, provenienza e condizione sociale, da attuarsi nelle famiglie, nella scuola, nelle parrocchie e nelle diverse realtà associative ecclesiali, nei luoghi del divertimento e del tempo libero, e sui mezzi di informazione e comunicazione. In caso contrario ci fermeremmo solo ad una condanna retorica e quindi sterile”.

Ecumenismo: terza riunione annuale del gruppo di lavoro sulla cooperazione culturale tra Chiesa ortodossa russa e romano-cattolica

Fri, 2017-03-24 13:59

Si è svolta ieripresso il Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, la terza riunione annuale del gruppo di lavoro congiunto sulla cooperazione culturale tra la Chiesa ortodossa russa e romano-cattolica, nato nel 2015. A darne notizia un comunicato del Patriarcato diffuso nel tardo pomeriggio di ieri. Accanto al presidente del dipartimento, metropolita Ilarion, erano presenti il segretario, ieromonaco Stefan, il vescovo Antonio Bogorodsky, direttore dell’Ufficio per le relazioni con le fondazioni estere e il monaco Silvano membro del Consiglio Patriarcale per la cultura. La delegazione cattolica era composta dal presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, card. Kurt Koch, con il p. Hyacinthe Destivelle, l’arcivescovo di Mosca, mons. Paolo Pezzi, e Piotr Gumenyuk di “Aiuto alla Chiesa che soffre”. Il metropolita ha aperto i lavori elogiando “la grande efficacia” del lavoro compiuto “nell’organizzare eventi culturali congiunti sia in Russia sia in Italia, come contributo per una conoscenza più profonda tra le tradizioni spirituali dell’Oriente e dell’Occidente e la comprensione reciproca tra ortodossi e cattolici”. All’ordine del giorno della riunione di ieri “una serie di nuovi progetti per il periodo 2017-2018, tra cui concerti di musica spirituale e classica, mostre d’arte, pubblicazione di libri del patriarca Kirill e di papa Benedetto XVI in lingua italiana e russa, scambi di studenti”.

Ecumenism: third yearly meeting of the workgroup on cultural cooperation between Russian Orthodox and Roman Catholic churches

Fri, 2017-03-24 13:59

The third yearly meeting of the joint workgroup on cultural cooperation between the Russian Orthodox and Roman Catholic Churches, founded in 2015, took place yesterday at the Department for foreign relations of the Patriarchate of Moscow. It was announced by the Patriarchate in a release posted yesterday, late in the afternoon. Along with the Department’s president, the metropolitan Ilarion, there were the secretary, hieromonk Stefan, bishop Antonio Bogorodsky, director of the office for relationships with foreign foundations, and monk Silvan, member of the Patriarchal Council for Culture. The Catholic delegation consisted of the president of the Pontifical Council for the promotion of Christian unity, card. Kurt Koch, father Hyacinthe Destivelle, the archbishop of Moscow, mgr. Paolo Pezzi, and Piotr Gumenyuk of “Aid to the Church in Need”. The metropolitan bishop opened the meeting by praising “the great effectiveness” of the efforts made “in organising joint cultural events both in Russia and in Italy, as a contribution to a better knowledge of spiritual traditions of the East and West and mutual understanding between the Orthodox and Catholic churches”. Items on yesterday’s agenda included “a number of new plans for 2017-2018, including concerts of spiritual and classic music, art exhibitions, the publication of Patriarch Kirill’s and Pope Benedict XVI’s books in Italian and Russian, student exchange programmes”.

Polonia: appello dei vescovi per la vita e manifestazioni popolari contro l’aborto

Fri, 2017-03-24 13:46

In occasione della Giornata della santità della vita celebrata dalla Chiesa in Polonia il 25 marzo, l’episcopato “in conformità alla volontà di Papa Francesco espressa nell’esortazione Amoris Laetizia” incoraggia “tutte le famiglie ad accogliere con gioia il dono della vita”. L’appello a “preservare l’eccezionale valore di ogni vita umana dal concepimento alla morte naturale” viene rivolto dai vescovi anche al legislatore e “a tutti gli uomini di buona volontà” invitati a “propagare il valore della vita e creare la civiltà della vita”. La Giornata della santità della vita è stata istituita dall’episcopato nel 1998, in risposta all’Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II. Nel 2004 il Parlamento polacco indisse invece per il 24 marzo la Giornata nazionale della vita, intesa come sostegno verso le famiglie e sopratutto quelle più numerose. La difesa della vita è un tema molto sentito nella società polacca. Domani, infatti, davanti al Ministero della sanità a Varsavia e a numerosi ospedali in tutto il Paese sono previste delle manifestazioni contro l’attuale legge che ammette il ricorso all’aborto nel caso di violenza, pericolo di vita della madre o gravi malformazioni del feto. Gli organizzatori delle proteste denunciano “l’uccisione degli innocenti” che negli ospedali pubblici avviene “al ritmo di tre aborti al giorno”.

Poland: bishops’ call for life and public rallies against abortion

Fri, 2017-03-24 13:46

To coincide with the Day for the Sanctity of Life which is celebrated by the Polish Church on March 25th, the bishops “in keeping with Pope Francis’s will as he expressed in his exhortation “Amoris Laetizia” encourage “all families to joyfully welcome the gift of life”. The appeal to “preserve the exceptional value of any human life from conception to natural death” is also made by the bishops to the lawmakers and “to all the men of good will”, who are called to “spread the value of life and create the civilisation of life”. The Day for the Sanctity of Life was established by the bishops in 1998, in response to John Paul II’s Evangelium Vitae. In 2004, the Polish Parliament launched instead March 24th as the National Day for Life, in support of families and above all large ones. The defence of life is an issue that Polish society has very much at heart. Actually, tomorrow, in front of the Health Ministry in Warsaw and of many hospitals all over the country, people will hold rallies against the current law that accepts abortion if the result of rape, if the mother’s life is in danger or if the foetus has serious abnormalities. The organisers of the rally denounce “the massacre of the innocents” that takes places in public hospitals “at the rate of three abortions a day”.

Riforma media vaticani: mons. Viganò (Spc) a Festival creatività pastorale, papa Francesco “assolve impegno richiesto da tempo”

Fri, 2017-03-24 13:35

La riforma dei media vaticani “non è la riforma ‘di’ papa Francesco. Questa riforma nasce nel 1996, attraversa il Giubileo del 2000, attraversa molte riunioni del consiglio dei 15 cardinali, ci sono due lettere del card. Bertone a mons. Celli in cui si chiede la ristrutturazione dei media vaticani”, fino alle comunicazioni pre-conclave nelle quali emergono due temi, “la trasparenza finanziaria e la riforma dei media”. Lo ha sottolineato mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (Spc) della Santa Sede, intervenendo oggi a Roma al Festival internazionale della creatività nel management pastorale. “Papa Francesco ha questo impegno da assolvere”, prosegue Viganò, ed è ciò che fa; egli “raccoglie l’eredità lunga del tempo, avvia commissioni di studio e di analisi, e poi decide”.

In secondo luogo, ha spiegato il prefetto vaticano, la riforma “non è un restyling o un make up: è una ristrutturazione, il che vuol dire che noi passiamo da una concezione dei media a silos, cioè uno accanto all’altro, a un’idea non di molti media coordinati, ma di multimedia. Esisterà un content hub che produrrà da subito in maniera multimediale le informazioni”. Non si tratta quindi solo di “coordinare i media” perché “si frantumano le strutture ma si mantengono i servizi”, dentro una logica “di funzionalità e obiettivi da raggiungere”.

Terzo, ha precisato Viganò, “in questa grande riforma c’è un criterio guida che è il criterio apostolico, missionario”, con “grande attenzione alla situazioni di disagio, di povertà, di difficoltà, sapendo però che queste non si risolvono invocando forme passate, ma cercando soluzioni adeguate”. Circa la presenza della Radio Vaticana in Africa, il prefetto ha sottolineato che “l’attenzione all’Africa è primaria, tanto che noi stiamo cercando di realizzare un progetto per 240 radio Fm in Africa, attraverso la trasmissione satellitare, e stiamo individuando altri progetti per portare le parole del Papa”. Questa, ha precisato, è la vera questione, mentre “la rivendicazione delle onde corte oggi sarebbe come chiedere alla Rai di trasmettere in analogico”

 

Bulgaria: elezioni sulle prime pagine dei giornali. Accuse a Erdogan per intromissioni

Fri, 2017-03-24 13:02

A pochi giorni del voto in Bulgaria che determinerà il prossimo governo del Paese balcanico, l’argomento principale delle prime pagine dei giornali bulgari sono le elezioni parlamentari previste per domenica 26 marzo. “Tre partiti al potere” scrive uno dei maggiori quotidiani, “24 ore”. “Elezioni nel selvaggio Est” è, invece, l’apertura del settimanale di destra “Capital” che illustra come a queste elezioni i bulgari non sperino che le cose migliorino, ma che non peggiorino. Il giornale di sinistra “Sega”, invece, svela come “I candidati al Parlamento partecipano nel commercio per voti”. Si tratta di persone che ricevono denaro in cambio di votare per uno dei partiti, scrive, un fenomeno registrato in Bulgaria soprattutto da parte dei rom. Tutti i giornali bulgari riportano le dichiarazioni del presidente turco Erdogan nei confronti della Bulgaria. “Erdogan si immischia nelle elezioni”, apre “Standart”, mentre “24 ore” titola: “Erdogan minaccia la Bulgaria”. Le parole del presidente turco riguardano il voto dei bulgari di origine turca, motivo di scandalo per i patriottici che hanno voluto impedire il loro arrivo bloccando la frontiera. Ieri in un incontro con i bulgari di origine turca ad Ankara, Erdogan ha accusato la Bulgaria di mettere pressione su questi cittadini impedendo di esercitare il loro diritto di voto. “Questi modi non sono europei”, ha detto il presidente turco. Immediata la risposta bulgara del presidente della Repubblica Radev: “Non accettiamo lezioni di democrazia da Paesi che non rispettano la supremazia della legge”.

Diocesi: Mazara del Vallo, domani in piazza il Festival vocazionale dei giovani

Fri, 2017-03-24 12:54

Si terrà domani (sabato 25 marzo) a Mazara del Vallo la prima edizione del Festival vocazionale dei giovani, promosso dal Centro diocesano vocazionale e dal Servizio diocesano di pastorale giovanile. Il raduno avverrà alle ore 16 in piazza Cristo Re, poi il corteo, attraversando corso Umberto, arriverà in piazza della Repubblica per il saluto del vescovo. Alle 18,30 porterà la sua testimonianza don Maurizio Patriciello, parroco nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, in Campania. Alle 20 in cattedrale il vescovo presiederà la veglia di preghiera. Alle 21 l’evento si concluderà in piazza della Repubblica con il concerto della band rock cristiana “Revival”.

Minoranze cristiane: Acs, la centralità dell’educazione dei bambini in Crimea, Libano, India

Fri, 2017-03-24 12:16

Nei territori in cui le popolazioni sono vittime di persecuzioni, conflitti e povertà, i bambini appartenenti alle minoranze religiose sono i più vulnerabili. I bambini cristiani vivono condizioni difficilissime in almeno 40 nazioni del mondo. Tra i progetti che sostiene la Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), quello in Crimea: il vescovo ausiliare di Odessa-Simferopol mons. Jacek Pyl racconta che nella penisola “ci sono nove parrocchie, e la maggior parte dei bambini che frequentano il catechismo si trova nelle città di Sebastopoli, Evpatoria e Simferopol. La formazione alla fede cristiana dei bambini è affidata soprattutto alle religiose. Le famiglie apprezzano molto queste attività che fanno sentire i bambini parte della comunità cristiana, tanto più che a scuola i temi della fede sono praticamente inesistenti”. In  Libano suor Raghida Obeid, dell’Ordine delle Suore libanesi maronite, spiega che “le famiglie cristiane sono sempre meno e sentono forte il bisogno di formare alla fede i propri figli. Prima della guerra civile dal 1975 al 1990 i cristiani erano circa 100.000, oggi sono meno della metà; nei piccoli centri la loro presenza è passata dal 60 al 10%. Anche per questo le attività per i bambini sono al centro della vita delle parrocchie”. In India, nello Stato dell’Orissa, ci sono sei diocesi e i cattolici appartengono alle caste più povere. Qui l’educazione, dice l’arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar mons. John Barwa, “è uno dei pilastri dell’operato della Chiesa, anche per lo sviluppo socio-economico e la legittimazione politica dei cristiani”. L’arcidiocesi ha fondato scuole e istituti dove studiano circa 16.000 bambini e adolescenti, mentre gli oltre 3.000 che vivono nelle aree rurali più remote sono ospitati nei convitti. “La maggior parte degli ex-alunni ha un lavoro adeguatamente retribuito e una buona reputazione sociale – afferma -, traguardi raggiunti anche grazie all’impegno profuso nel corso degli anni dai missionari”.

Festival creatività pastorale: mons. Viganò (Spc), papa Francesco “creativo” perché “fedele al messaggio del Vangelo”

Fri, 2017-03-24 11:58

“Solo un uomo fortemente fedele al messaggio del Vangelo di Cristo è creativo, aperto al cambiamento”. Altrimenti “si ha paura del cambiamento” e “dire ‘si è sempre fatto così’ è la patologia di chi si sa fragile”. Così mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (Spc) della Santa Sede, ha parlato della “creatività” di papa Francesco intervenendo, oggi a Roma, alla Pontificia Università Lateranense, al Festival internazionale della creatività nel management pastorale. Viganò ha ricordato i momenti successivi all’elezione di Bergoglio e le ritualità connesse. “Noi potevamo vedere tutto ciò che la tradizione veicola”, ha affermato, ricordando che il Papa si è inserito in questa tradizione. Però, poi, “ha fatto una cosa che non era prevista: chiedere la preghiera per il popolo”. È questa – ha evidenziato – la creatività che porta a “lasciare” la tradizione per “intraprendere un percorso nuovo”, “capacità di trovare strade inedite”. Ma “solo chi ha una forte identità, un forte carisma”, ha precisato il prefetto, ha il coraggio di essere creativo “perché sa che le radici sono buone”.

Papa a Milano: Gualzetti (Caritas), “occasione per rimettere al centro del dibattito povertà, inclusione, periferie”

Fri, 2017-03-24 11:34

“Per Milano, ma anche per la Caritas ambrosiana, l’arrivo di Papa Francesco rappresenta una grande occasione per rimettere al centro del dibattito le questioni più importanti e che incidono quotidianamente sulla vita di tutti i cittadini. Mi riferisco alla lotta alla povertà, all’inclusione sociale, alla cura per le periferie e al contrasto alla povertà alimentare. Questi temi, ormai, riguardano molti milanesi, e non più soltanto gli immigrati”. Non usa mezze misure il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, per sottolineare le emergenze sociali che Papa Francesco incontrerà nel corso della sua visita pastorale a Milano. Secondo Gualzetti, il capoluogo lombardo deve “dare un impulso alla lotta alla povertà, approfittando anche del buon esito avuto dall’Expo, che aveva al centro proprio il tema del cibo e della responsabilità, sia individuale che collettiva. Milano – spiega al Sir Gualzetti – è una città che può dare l’esempio su come si affrontano queste sfide globali. Ma, come ci ricorda il Papa quando parla della Chiesa in uscita, tutti devono dare il proprio contributo: dai cittadini, con le loro azioni quotidiane, alle associazioni, fino alle imprese e alle istituzioni, che devono dare gli indirizzi politici per il cambiamento”.
Secondo il direttore della Caritas, Papa Francesco dimostra attraverso i suoi gesti di guidare una Chiesa che tende ad “includere tutti gli strati della società, come testimonia la scelta di iniziare il suo viaggio proprio a partire dalla periferia milanese”. Per far fronte alle emergenze come la povertà e l’esclusione sociale, la Caritas ambrosiana ha attivato oltre 370 centri d’ascolto in tutta la diocesi, 130 solo nella città di Milano. “In questi anni – ha commentato Gualzetti – abbiamo dovuto far fronte a nuovi problemi sociali, e lo abbiamo fatto incontrando le persone in difficoltà, ascoltando i loro bisogni. Ma come afferma il Papa, se non si rimuovono le cause di questa iniquità, sarà difficile arrivare ad una soluzione”.

Trattati di Roma: due giorni fra Vaticano e Campidoglio. Tusk, “riflessione profonda su sfide che abbiamo dinanzi”

Fri, 2017-03-24 11:18

(Bruxelles) Sabato 25 marzo “ricorderemo i 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma”. “Abbiamo concordato di celebrare insieme l’inizio di un lungo cammino, nello stesso luogo – la sala Orazi e Curiazi del Campidoglio – in cui nel 1957 i trattati furono firmati. In quell’occasione avremo modo di compiere una riflessione sullo stato dell’Ue e sul futuro del processo di integrazione”. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, ha scritto queste parole nella lettera di invito ai capi di Stato e di governo Ue che saranno tutti presenti (salvo la britannica May) in Campidoglio. La riunione vedrà la presenza dei capi di Stato o di governo, dei presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio europeo e della Commissione. “Sarà anzitutto l’occasione per celebrare insieme la nostra storia e tracciare un bilancio di sessant’anni di integrazione. Non ci nascondiamo che il momento storico al quale siamo confrontati esige una riflessione più profonda e concreta sulle sfide che l’Unione è chiamata a raccogliere”. Al termine della sessione celebrativa, “intendiamo adottare una dichiarazione politica che riaffermi la validità del progetto di integrazione europea”. Il programma prende avvio oggi alle 15.30 con un summit sociale tra Ue, sindacati e imprenditori. Alle 18 l’udienza in Vaticano con Papa Francesco. Sabato alle 10 l’avvio della cerimonia, quindi la conferenza stampa, poi il pranzo offerto dal Presidente della Repubblica Mattarella e a seguire la partecipazione alla Marcia per l’Europa.

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