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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 25 min 30 sec ago

Polonia: più di 70 le vittime del gelo. Porowska (Missione Camilliani), “solidarietà può salvare vite umane”

Wed, 2017-01-11 15:07

In questi ultimi giorni a causa delle temperature eccezionalmente rigide sono morte più di 70 persone, secondo i dati forniti dal Centro di sicurezza governativo della Polonia. Mentre però la Chiesa, le autorità e le organizzazioni della società civile moltiplicano gli appelli alla solidarietà con emarginati e senzatetto, l’amministrazione di un condominio in un quartiere semicentrale di Varsavia ha chiesto agli abitanti di non lasciar soggiornare i senzacasa negli spazi condominiali, e di chiamare invece in aiuto vigili, pronto soccorso o la Caritas. La richiesta ha suscitato un ampio dibattito tra coloro che si sentono minacciati se un barbone dorme all’interno del palazzo perché potrebbe sporcare (e la mattina a volte i condomini si trovano con brutte sorprese sullo zerbino), e quelli che vorrebbero lasciare aperti persino i finestrini delle cantine per i gatti randagi. Adriana Porowska della Missione dei Camilliani sottolinea che “sebbene a Varsavia i posti nei dormitori siano 1500, il numero ufficiale dei senzatetto supera 2500 persone” e quindi “specialmente col grande freddo la solidarietà può salvare la vita”. Negli ultimi giorni nella capitale polacca i vigili hanno ispezionato oltre 1200 luoghi ufficialmente disabitati, portando 100 persone ai dormitori, 140 ai centri di disintossicazione dall’alcol e 20 in vari ospedali. Solo dall’inizio di quest’anno a Varsavia sono morte per il freddo 4 persone.

Germania: la Missione cattolica italiana di Amburgo compie 65 anni. Sabato al via celebrazioni con card. Monterisi

Wed, 2017-01-11 14:50

La Missione cattolica italiana di Amburgo, in Germania, compie 65 anni di vita. Ad aprire le celebrazioni, sabato prossimo, il card. Francesco Monterisi. La Mci è stata fondata il 9 gennaio 1952 da don Alfredo Prioni. Quella di Amburgo fu la seconda Missione italiana fondata, dopo l’ultimo conflitto mondiale, in terra tedesca. Il 65° anniversario – dice il missionario don Pierluigi Vignola – vuole essere “uno sprone a vivere sempre di più in fraternità poiché nel clima di generale apprensione per il presente e d’incertezza e di angoscia per l’avvenire, nel quale ci troviamo immersi, riteniamo importante che ognuno si faccia carico di diventare ambasciatore della diversità, aprendoci ai fratelli che incontriamo sul nostro cammino”. Alle celebrazioni del 14 gennaio sono previsti, tra gli altri, anche i saluti di don Vignola, del console generale d’Italia in Hannover Flavio Rodilosso e del responsabile del Consiglio pastorale Francesco Bonsignore. Sempre in Germania festa anche per la Missione cattolica italiana di Gevelsberg che aprirà i festeggiamenti per il 50° di fondazione il prossimo 29 gennaio.

Forum cattolico-ortodosso: p. Poquillon (Comece), “scopo del terrorismo è spingerci a rinunciare ai nostri principi”

Wed, 2017-01-11 14:32

“Lo scopo del terrorismo è quello di spingerci a rinunciare ai nostri principi. In nome della nostra stessa sicurezza, siamo spinti a mettere da parte i nostri stessi diritti, il rispetto della persona umana, della sua dignità, tutto ciò che è fondamentale per noi cristiani e per noi europei”. Si gioca dunque su questa sfida la lotta contro il terrorismo in Europa. A sottolinearlo è padre Olivier Poquillon, segretario generale della Comece, che da lunedì sta partecipando qui a Parigi al V Forum cattolico-ortodosso che quest’anno ha scelto come tema di riflessione “L’Europa nel timore della minaccia del terrorismo fondamentalista e il valore della persone e la libertà religiosa”. “Le nostre società – spiega padre Poquillon – sono segnate dalla paura. Il terrorismo è un metodo. Un metodo che consiste nell’instillare paura nei cuori degli uomini e delle donne. E con la paura, il terrore ci ha obbligati a reagire. Il terrorismo è stato come una leva che ha sollevato una pietra e l’ha fatta rotolare. La pietra così lanciata, ha finito il lavoro”.
Padre Poquillon preferisce parlare di terrorismo come “una forma di criminalità”. “Non c’è una guerra contro il terrorismo – aggiunge – perché se ci si lanciasse in una guerra contro il terrorismo, genereremmo una guerra civile. E non è quello che vogliamo. Il terrorista non è un combattente. Se la prende contro persone disarmate e innocenti, agisce in maniera indiscriminata. Oggi non siamo in guerra contro il terrorismo, ma stiamo combattendo contro una forma di criminalità”. A Parigi sul tema del terrorismo si sono ritrovati “pastori” e cioè vescovi, cardinali e metropoliti, che hanno “una preoccupazione di tipo pastorale”. “Il fatto di essere uniti ci permette di poter indirizzare una parola forte alle autorità pubbliche e ai nostri fratelli di altre religioni”, dice il padre domenicano aggiungendo: “Una delle cause dello sviluppo del salafismo jihadista è l’assenza di proposte alternative da parte della nostra società. Non si combatte una dinamica senza avere delle alternative da proporre. Cosa propone oggi la nostra società? E qui nasce la questione del ruolo della religione nello spazio pubblico” e “l’Europa è il quadro, lo spazio, il forum nel quale siamo chiamati e vogliamo esserci perché i popoli che compongono questo continente siano in grado di vivere insieme”.

Forum cattolico-ortodosso: metropolita Athenagoras (Belgio), “la nostra risposta al terrorismo deve essere quella di unire non dividere”

Wed, 2017-01-11 14:25

“Dobbiamo fare ogni sforzo affinché l’Europa conservi i suoi valori. È per questo che la nostra risposta deve essere quella di unire e non dividere, promuovere la riconciliazione e l’amore invece della paura e dell’odio”. Lo ha detto il metropolita Athenagoras del Belgio (Patriarcato ecumenico) intervenendo al V Forum europeo cattolico-ortodosso in corso in questi giorni a Parigi sul tema della minaccia del terrorismo fondamentalista in Europa. Nel suo articolato intervento il metropolita ha sottolineato soprattutto gli “effetti collaterali” che il terrorismo sta provocando in Europa, in particolare con “l’ascesa di partiti di estrema destra e gruppi con agende esplicitamente xenofobe e razziste contro le comunità di minoranza e di immigrati”. L’estrema destra non sta guadagnando terreno solo nei paesi del Nord e dell’Europa occidentale come Francia, Italia e Belgio ma purtroppo anche in altri paesi, come la Grecia e l’Ungheria. “I terroristi creano la paura e la paura innesca una dinamica in cui distruggiamo noi stessi e i nostri valori. Quello che dobbiamo temere è la paura stessa. Non i terroristi. Una società costruita sulla paura, il sospetto e la diffidenza è destinata a crollare”. È la strategia di Daesh: esportare il suo modello di conflitto settario in Europa perchè vogliono “che noi siamo divisi. Sanno che possono indebolirci minacciando i nostri valori fondamentali. La loro violenza si basa su un freddo calcolo”. Emerge in questo quadro il ruolo della religione nello spazio pubblico europeo come veicolo di “coesione sociale”. “Il dialogo – ha detto il metropolita Athenagoras – si impone più che mai oggi, non solamente come ricerca di valori comuni ma come presa in considerazione delle nostre differenze”. E conclude: “L’integrazione non è assimilazione ma il paradigma di una civiltà composta di numerose culture”.

Pakistan: Acs, appello per la dignità della donna

Wed, 2017-01-11 14:13

Quattro donne italiane si schierano al fianco delle donne oppresse del Pakistan, accompagnando le iniziative assunte dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). Si tratta di Giulia Bongiorno, avvocato impegnata contro le violenze e gli abusi ai danni delle donne attraverso la Fondazione Doppia Difesa, di Maria Luisa Di Pietro, direttore del Center for Global Health Research and Studies all’Università Cattolica del Sacro Cuore, di Assuntina Morresi, presidente del corso di studio magistrale in biotecnologie molecolari e industriali all’Università di Perugia ed editorialista di Avvenire, e di Sandra Sarti, prefetto e vice capo di gabinetto del Ministro dell’Interno. In un appello sottoscritto dalle quattro, viene ricordato che “in Pakistan le norme cosiddette anti-blasfemia contenute nel codice penale limitano gravemente le libertà religiosa e di espressione: dei circa 8mila condannati a morte detenuti nelle carceri pakistane più di 1.000 sono imprigionati per presunta blasfemia”. “Tra loro – proseguono – vi è Asia Bibi”, ma “la storia di Asia è solo la punta dell’iceberg”. “Come trascurare i matrimoni imposti alle ragazze, che costituisce oggi una delle forme più insidiose di violenza contro le minoranze cristiana (2,2% della popolazione), induista (1,3%) e di altre fedi (0,3%)?”, prosegue l’appello, nel quale si richiama anche la storia di Nabila Bibi. “Sosteniamo con convinzione le iniziative assunte dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre a sostegno delle donne in Pakistan”, concludono, riferendosi ai progetti “Formare giovani ostetriche” e “Aiutare le donne povere”.

Poland: Lagiewniki, over 5 million pilgrims in 2016 for the sanctuary of Divine Mercy

Wed, 2017-01-11 13:57

In 2016, over 5 million pilgrims from 180 countries visited the Sanctuary of Divine Mercy in Lagiewniki, says sister Elzbieta Siepak of the Congregation of the Sisters of Our Lady of Mercy, pointing out that there have also been nearly 1.5 million virtual pilgrims who visited the multilingual website of the sanctuary. “We start 2017 with that extremely rich experience of God’s merciful love in our everyday life”, the sister insisted, adding that last year Lagiewniki received nearly 70 thousand thanks for grace received and over 770 thousand letters and messages (even by email) in which devotees asked for a grace. In addition, 520 personal stories were posted on the website of the sanctuary www.faustyna.pl. Over 77 thousand users downloaded the image of Jesus the Merciful for free from the website, while nearly 400 thousand people watched the live broadcast of the prayers in the chapel of the sanctuary. “On average, the broadcast was watched by over one thousand people a day, often old or sick people who cannot personally go on a pilgrimage to Lagiewniki, even in the year of the Jubilee of Mercy”, the sister reiterated.

 

Stati Uniti: discorso di addio di Obama, i titoli dei giornali americani. L’eredità, fra ottimismo e “frustrazione”

Wed, 2017-01-11 13:21

“Nell’addio di Chicago, Obama mette in guardia dalle minacce alla democrazia”, titola stamane l’edizione online del Chicago Tribune, testata della città in cui ieri sera il presidente americano uscente ha tenuto il suo ultimo discorso pubblico di fronte a 18mila persone. Un discorso che ha presentato “una dicotomia” tra il “consueto tentativo di Obama di ispirare ottimismo” e una “messa in allerta” circa i “segni di graduale erosione” della democrazia. Il Washington Post nel suo resoconto del “forte addio” di Obama lo definisce un “significativo discorso di incoraggiamento sulla democrazia”. Secondo il quotidiano, il presidente ha voluto “difendere la sua eredità in pericolo e imprimere una visione ampia e positiva per il Paese, che sembra più diviso che mai”. “Obama, salutando, mette in guardia dalle minacce all’unità nazionale”, titola il New York Times, ma sottolinea la “frustrazione” di un discorso che è stato “un rimprovero velato di molte delle posizioni che Mr. Trump ha presentato durante la campagna, dai cambiamenti climatici al divieto ai musulmani di entrare nel Paese o l’abrogazione della legge miliare sul sistema sanitario”. Per Usa today, “Obama difende la sua presidenza”, “recitando la litania dei suoi più prestigiosi successi” anche se “il suo successore rappresenta un grave rischio per tutto ciò che egli lascia”. “Obama sollecita all’unità”, titola il Wall Street journal; per il Los Angeles times, Obama ha “esortato gli alleati a non perdere la fiducia”, mentre Trump, esplicitamente nominato solo una volta nel discorso, assume la presidenza.

Papa Francesco: nomina don Daniele Gianotti nuovo vescovo di Crema

Wed, 2017-01-11 13:20

Il Papa ha nominato oggi vescovo della diocesi di Crema don Daniele Gianotti, del clero della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, finora docente di Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e vicario episcopale per la Cultura. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede. Don Gianotti è nato a Calerno, frazione di S. Ilario d’Enza, nella provincia di Reggio Emilia, il 14 settembre 1957. Entrato nel Seminario minore diocesano, ha frequentato la Scuola media inferiore e il Liceo classico “Ludovico Ariosto” di Reggio Emilia. Nel 1976 è stato inviato a Roma e, come alunno dell’Almo Collegio Capranica, ha frequentato i corsi di filosofia e di teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, ottenendo la Licenza in Teologia nel 1983 e il diploma in Teologia e Scienze patristiche all’Istituto “Augustinianum” nel 1984. È stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1982 a Calerno, suo paese natale, da monsignor Gilberto Baroni, per la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Tra i numerosi incarichi, mons. Gianotti è stato segretario e poi prefetto degli studi all’Istituto di Scienze religiose; assistente ecclesiastico Agesci per la zona di Reggio Emilia; membro del Collegio dei consultori dal 1993 al 2000; direttore dell’Ufficio liturgico diocesano e animatore della scuola diocesana di musica per la liturgia dal 1995; segretario del Consiglio presbiterale diocesano e vicario episcopale per la pastorale. Dal 1985 è docente presso lo “Studio teologico interdiocesano” di Reggio Emilia-Guastalla, Modena, Parma e Carpi e presso l’ “Istituto di Scienze Religiose” di Reggio Emilia. Dal 1988 è canonico della Cattedrale e dal 1994 prefetto degli Studi nel Seminario diocesano. Dal 1997 è docente di Teologia Sistematica e di Patrologia allo “Studio teologico accademico bolognese”, Sezione seminario regionale, e agli Istituti Superiori di Scienze religiose di Bologna e di Modena. Dal 1999 è delegato vescovile per la Formazione permanente del clero giovane; dal 2000 è incaricato vescovile per l’amministrazione della Cresima e vicario episcopale per la progettazione e la formazione pastorale; dal 2001 è docente stabile straordinario di Teologia sistematica alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e dal 2005 è vicario episcopale per la cultura. Ha collaborato, inoltre, con il vescovo nella visita pastorale e come membro della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Inoltre, è stato animatore della pastorale vocazionale, conferenziere, animatore della formazione dei laici nella missione diocesana a Kibungo (Rwanda). È stato uno degli ideatori del progetto “Hospice”, attivo dal 2001, casa ospedaliera che si occupa dell’assistenza dei malati terminali di tumore nella provincia di Reggio Emilia, e centro culturale e di riflessione sul tema della morte nella vita del cristiano. È anche autore di diverse pubblicazioni di carattere patristico e liturgico.

Papa a Mosca: mons. Pezzi (arcivescovo), “non avere più paura di incontrarsi”

Wed, 2017-01-11 13:04

Le relazioni ecumeniche in Russia sono “buone, costruttive e amicali”. Lo spiega al Sir monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente della Conferenza episcopale della Federazione russa. “Soprattutto dopo l’incontro di Papa Francesco con il Patriarca Kirill – aggiunge – abbiamo assistito ad un maggiore desiderio di reciproca conoscenza. Quindi si sono incrementate le occasioni di incontro, di conoscenza e di collaborazione”. Certo, a livello istituzionale “le cose non sono uguali dappertutto”. Si registrano cioè ambienti più restii, “città – spiega Pezzi – dove i vescovi locali ortodossi non vedono favorevolmente e positivamente una collaborazione. A livello più centralizzato, devo dire che i miei personali rapporti con il Patriarca e il metropolita Hilarion sono buoni e cordiali e sempre costruttivi”.

Insomma, la causa della piena unità tra le Chiese, chiede oggi come passo essenziale quello di “non avere più paura di incontrarsi”. “Da un punto di vista teologico – precisa Pezzi – ci sono diverse commissioni che portano avanti un dialogo teologico. Ma penso che questo lavoro richieda tempo e che l’accordo teologico sarà l’ultimo ad arrivare”. Da un punto di vista pastorale, “passi sono stati fatti, altri speriamo di fare, altri dovranno essere fatti”. Per quello che è stato fatto – elenca l’arcivescovo – sono soprattutto iniziative comuni a livello culturale e caritativo. Per il futuro, invece, l’obiettivo è arrivare a “svolgere una pastorale familiare assieme, soprattutto perché abbiamo diversi matrimoni misti”, e realizzare “una giornata per i giovani in cui poter dare un annuncio assieme”.

Papa a Mosca: mons. Pezzi (arcivescovo), “visita in Russia non è più un problema”

Wed, 2017-01-11 13:00

“Non avere paura di incontrarsi”. È questo il “passo più importante” che le Chiese in Russia devono fare ma molte cose sono cambiate e sono in evoluzione. A fare il punto, per il Sir, sulla vita ecumenica in Russia, dopo l’incontro a Cuba di Papa Francesco e il Patriarca Kirill, è monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente della Conferenza episcopale della Federazione russa. “Mi sembra che dopo Cuba, e cioè dopo il contraccolpo che non è stato facile per la Chiesa ortodossa in Russia, oggi si possa dire che una visita del Papa in Russia non sia più un problema”, osserva Pezzi, che chiarisce: “Non so dire quanto occorrerà aspettare. Però penso che si possa percepire che non è vista come problematica”. Insomma il “contraccolpo” che in alcuni ambienti ortodossi c’è stato sull’incontro a Cuba è “stato bene assorbito”. “Non erano tanti – spiega l’arcivescovo – ma erano molti rumorosi. È passato. E questo ha permesso soprattutto al Patriarca, ma anche ad altri, di poter ridare le ragioni di quell’incontro. E sono stati convincenti. Si può anche continuare a discutere se l’incontro sia stato politico, culturale, di fede ma certamente questa onda di impatto molto forte è passata e soprattutto ha lasciato una maggiore tranquillità sul fatto che Francesco possa venire a visitare la Russia. Noi stiamo facendo il tifo”. Il Papa a questo riguardo – tiene subito a precisare mons. Pezzi – “è sempre stato discreto. Non gli ho mai sentito dire ‘Vorrei, mi piacerebbe venire’. Vorrebbe sicuramente incontrare il Patriarca Kirill. E che questo avvenga a Mosca, a Roma, va bene dappertutto. Ma è molto discreto, per non forzare”.

Austria: abjurations decreasing and returns to Catholic Church increasing

Wed, 2017-01-11 12:46

Concern for abjurations and ecclesial attention to keeping the doors of the church open for returning people will be, from now on, the main focus of the pastoral work and efforts of the Austrian Church. These areas have been emphasised by the publication of the latest statistics about the state of the Catholic Church in Austria and the surveys of each diocese. The number of people who abjured decreased in 2016 from 2015, with a 3% increase and a trend that is more or less the same in every diocese, where in Eisenstadt, St. Pölten, Feldkirch alone there has been a slight rise in the number of devotees who have left the Church. While everywhere the number of people returning to the church has slightly increased, with a total of 567 devotees using their right to revoke their abjuration. That number of people who voluntarily join the Catholic Church again adds up to the number of people who are christened as adults (over 14 years of age), whose official statistics are not available yet. The main factors for the slight decrease in the number of Catholics are however not just the ratio of people leaving to people joining the Church, but also the christenings-to-deaths ration and the excess of immigrants versus emigrants.

 

Austria: diminuiscono le abiure e aumentano i rientri nella Chiesa cattolica

Wed, 2017-01-11 12:46

La preoccupazione per l’abiura e l’attenzione ecclesiale a tenere aperte le porte della chiesa per il rientro, dominerà in futuro l’azione e pastorale della Chiesa austriaca. Questi aspetti sono resi evidenti dalla pubblicazione delle ultime statistiche sullo stato della Chiesa cattolica in Austria e dalle differenti analisi delle diocesi. Il numero di chi ha abiurato è diminuito nel 2016 rispetto al 2015, con un valore positivo del 3%, con un andamento di poco difforme nelle diverse diocesi, tra le quali nelle sole Eisenstadt, St. Pölten, Feldkirch si è creato un aumento lieve delle fuoriuscite di fedeli. Mentre ovunque sono lievemente aumentati i rientri di persone che avevano precedentemente lasciato, per un totale di 567 fedeli che hanno utilizzato il loro diritto di revoca all’abiura. A quel numero di persone che si re-uniscono volontariamente alla Chiesa cattolica, devono essere aggiunti coloro che sono battezzati (sopra i 14 anni) in età adulta per i quali non sono ancora stati presentati dati ufficiali. I fattori rilevanti per la lieve diminuzione del numero dei cattolici sono, in ogni caso, non solo il rapporto tra uscite e ingressi nella chiesa, ma anche da battesimi rispetto alle morti e al surplus della immigrazione rispetto all’emigrazione.

Migranti: Roma, venerdì padre Sosa (generale Gesuiti) incontra rifugiati, volontari e amici Centro Astalli

Wed, 2017-01-11 12:29

Venerdì 13 gennaio, alle ore 15.30, nella chiesa del Gesù, a Roma, padre Arturo Sosa, superiore generale della Compagnia di Gesù, incontrerà rifugiati, volontari e amici del Centro Astalli in un evento pubblico da titolo “Giovani rifugiati: speranza per un futuro di pace”. Sarà l’occasione per il Centro Astalli, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, di celebrare la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato promossa dalla Chiesa Cattolica (15 gennaio). L’incontro, introdotto dai saluti di padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, prevede un colloquio tra giovani rifugiati di diverse nazionalità arrivati in Italia minorenni solo o con le loro famiglie e il padre generale. Giovani rifugiati di diverse nazionalità formuleranno un messaggio di pace nella loro lingua di origine. Padre Sosa reciterà la preghiera per i rifugiati, scritta per questa occasione. “In un momento in cui i rifugiati nel mondo aumentano e con loro cresce il numero dei bambini che sono costretti a mettersi in viaggio da soli o con i loro genitori, l’Europa risponde con paure e incertezze che mettono a repentaglio il futuro delle nostre democrazie oltre che le vite di migliaia di migranti. Mai come ora ci pare urgente ribadire le nostre priorità: la tutela dei più vulnerabili, la difesa della dignità umana in qualunque circostanza, il rispetto del diritto d’asilo e all’accoglienza. Ci pare significativo – afferma padre Ripamonti – che in questa occasione a farlo con il Centro Astalli vi sia il superiore generale dei gesuiti P. Arturo Sosa, una presenza che testimonia l’attenzione della Compagnia sul tema delle migrazioni. I minori rifugiati sono una sfida che ci interpella, che ci sprona a trovare nuovi modelli di inclusione e integrazione. I giovani rifugiati, se accolti e protetti, possono rappresentare un’occasione per ripensare le nostre società stanche e sempre più ripiegate su se stesse”.

Salute: mons. Graziani (Crotone), “servono risposte più efficaci nell’interesse dei cittadini”

Wed, 2017-01-11 12:12

Le ultime vicende del “Marrelli Hospital” vanno “a impattare sulla sopravvivenza di una lodevole iniziativa imprenditoriale la quale va incontro alle esigenze sanitarie del territorio crotonese”. Da qui l’auspicio che la sanità regionale “dia risposte più efficaci nell’interesse dei cittadini”. A scriverlo, in una nota, l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, monsignor Domenico Graziani, intervenendo sulla situazione dell’azionda che vede i dipendenti da tempo in agitazione per ottenere un budget che sia sufficiente per la vita della struttura. Per il presule una risposta che “non garantisca la sostenibilità economica dell’azienda ospedaliera privata è chiaramente frutto di scelte che pregiudicano gli interessi generali, e non è questo il compito dei pubblici amministratori o di chi è incaricato di supplire la volontà politica”. “L’insufficienza dei fondi, se effettiva, dovrebbe comportare un sacrificio per tutte le strutture e non solo per il ‘ Marrelli Hospital’”, si legge nella nota nella quale si evidenzia che le convenzioni del Servizio sanitario e il loro finanziamento “non possono prescindere da una analisi delle esigenze delle realtà territoriali e le poche risorse devono essere calibrate su queste”.
“Tutte le altre risposte non hanno carattere politico ma sono e si prestano a interpretazioni fuorvianti, e finiscono per colpire, speriamo involontariamente, la sanità privata chiamata ad integrare il settore pubblico in crisi di sostenibilità economica”. Secondo mons. Graziani, la sanità regionale deve “analizzare i dati quantitativi e dare di conseguenza risposte in coerenza con gli stessi. Accreditare una struttura sanitaria e non garantirle la sopravvivenza economica rappresenta il fallimento della politica sanitaria della Regione Calabria e determina il ben noto esodo dei malati calabresi verso strutture extraterritoriali, ingenerando il sospetto che alla fine il discorso si risolva in un vantaggio aziendale per quelle strutture e in una insostenibile penalizzazione per la Calabria intera”. Per evitare tutto questo il presule invita caldamente gli organi competenti a “garantire soluzioni trasparenti e ottimali su tutti gli aspetti che vanno dal lavoro e dalla attività imprenditoriale alla salute dei cittadini tutti”.

Caritas Italiana: primo dossier 2017, “Ripartire dalla terra. Dalla povertà rurale a nuove politiche per lo sviluppo”. Focus su Haiti a 7 anni dal sisma

Wed, 2017-01-11 11:55

“Dopo il violentissimo terremoto che sette anni fa, il 12 gennaio 2010, provocò almeno 230mila vittime accertate, oltre 300mila feriti e un milione e mezzo di senza tetto, la popolazione locale ha vissuto anche la delicata fase delle elezioni politiche e gli effetti devastanti dell’uragano Matthew”. Caritas Italiana sin dai primi giorni è stata accanto alla popolazione terremotata e alla Chiesa locale insieme alla rete internazionale Caritas. Finora sono stati finanziati “205 progetti di solidarietà, per un importo di quasi 24 milioni di euro e in diversi ambiti: aiuti immediati, ricostruzione, socio-economico; idrico-sanitario; animazione/formazione/istruzione. La maggior parte dei progetti sono stati realizzati nelle zone più colpite dal sisma (Ovest e Sud-Est), ma si è comunque intervenuti in tutte e 10 le diocesi”. All’importanza della terra Caritas Italiana dedica il primo dossier con dati e testimonianze del 2017, dal titolo “Ripartire dalla terra. Dalla povertà rurale a nuove politiche per lo sviluppo”, che contiene un focus su Haiti, a sette anni dal terremoto. Tre quarti degli 800 milioni di persone che vivono in stato di povertà assoluta nel mondo, ricorda il dossier, si trovano in aree rurali. Solo ad un quinto delle comunità rurali e popolazioni indigene del mondo vengono riconosciuti titoli di proprietà della terra. Vi è un incremento di episodi di espropri forzati, violenze e omicidi nei territori in cui queste popolazioni abitano e da cui traggono sostentamento. Papa Francesco, ricorda la Caritas, in più occasioni ha sottolineato la centralità della “Madre Terra”, ad esempio nell’enciclica Laudato si’.
Il focus su Haiti evidenza come “la maggior parte degli haitiani vive di sussistenza e le prime fonti di sostentamento sono agricoltura e allevamento. Lo sviluppo in ambito rurale richiede interventi multisettoriali accompagnati da politiche inclusive. È fondamentale coinvolgere i più emarginati con investimenti mirati che possano migliorare gli effetti di una rapida trasformazione strutturale in termini di equità nella distribuzione dei benefici da essa generati”. Info: www.caritas.it

Papa Francesco: udienza, “qui si viene senza pagare”, i “furboni” che fanno pagare per l’udienza sono “delinquenti”

Wed, 2017-01-11 11:51

“Adesso devo dirvi una cosa che non vorrei dirvi, ma devo dirvela”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha concluso l’udienza di oggi. Dopo i saluti ai fedeli di lingua italiana, che come di consueto chiudono l’appuntamento del mercoledì con i fedeli, il Papa ha tirato fuori da una busta un biglietto rosso e ha ricordato, nella sua ultima parentesi a braccio: “Per entrare all’udienza, sia in Aula che in piazza, non si deve pagare: è gratuita, è una visita gratuita che si fa al Papa per parlare col Papa, col vescovo di Roma”. “Ho saputo – ha proseguito Francesco – che ci sono dei furboni che fanno pagare i biglietti. Se qualcuno vi dice che per andare in udienza dal Papa c’è bisogno di pagare qualcosa, ti stanno truffando. Stati attento, stai attenta!”. “Questo è gratis”, ha concluso il Papa: “Qui si viene senza pagare perché questa è la casa di tutti. E chi dice questo e ti fa pagare, è un reato: quell’uomo, quella donna, è un delinquente. Questo non si fa!”.

Papa Francesco: udienza, “gli idoli deludono sempre, Dio non delude mai”. No a “mondanizzazione”

Wed, 2017-01-11 11:38

Il “Dio vivo e vero, per noi è nato da Maria, è morto sulla croce ed è risorto nella gloria. E in questo Dio noi abbiamo speranza, e questo Dio – che non è un idolo – non delude mai”. Con queste parole, pronunciate ancora una volta a braccio, il Papa ha concluso la catechesi dell’udienza generale di oggi, dedicata al Salmo 115. “Il messaggio del salmo – ha spiegato Francesco – è molto chiaro: se si ripone la speranza negli idoli, si diventa come loro: immagini vuote con mani che non toccano, piedi che non camminano, bocche che non possono parlare. Non si ha più nulla da dire, si diventa incapaci di aiutare, cambiare le cose, incapaci di sorridere, donarsi, incapaci di amare”. “E anche noi, uomini di Chiesa, corriamo questo rischio quando ci mondanizziamo”, ha ammonito Francesco, secondo il quale “bisogna rimanere nel mondo, ma difendersi dalle illusioni del mondo che sono questi idoli”. Come raccomanda il salmo 115, “bisogna confidare e sperare in Dio, e Dio donerà benedizione”. “Sempre il Signore si ricorda”, ha proseguito ancora una volta fuori testo: “Anche nei momenti brutti, lui si ricorda di noi, e questa è la nostra speranza, e la speranza non delude, mai, mai! Gli idoli deludono sempre, sono fantasie, non sono realtà”.

Messico: i vescovi in ansia per la scomparsa, dal 3 gennaio, di un sacerdote della diocesi di Saltillo

Wed, 2017-01-11 11:31

La Conferenza episcopale messicana (Cem), in una nota pubblicata ieri sul proprio sito, si unisce nella preghiera e nella solidarietà alla diocesi di Saltillo (Stato di Coahuila, non lontano da Monterrey, nel Nordest del Paese) e al suo vescovo, mons. Raúl Vera López per la sparizione di un sacerdote diocesano, padre Joaquín Hernández Sifuentes, vicario parrocchiale nella comunità del Sagrado Corazón, ad Aurora. Del sacerdote quarantaduenne non si hanno notizie dallo scorso 3 gennaio. “Rivolgiamo un appello alle autorità competenti, perché siano chiariti i fatti che hanno portato alla sua scomparsa, e alla società civile, oltre che a tutta la comunità ecclesiale, perché collaborino alla sua ricerca”, si legge ancora nel comunicato firmato dal presidente della Cem, card. Francisco Robles Ortega, arcivescovo di Guadalajara, e dal segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, vescovo ausiliare di Monterrey.
Il comunicato della Cem fa seguito all’appello pubblicato il 9 gennaio dal vescovo di Saltillo. Scrive mons. Raúl Vera López: “La nostra diocesi da molti anni accompagna le persone che cercano i propri cari che sono scomparsi, purtroppo oggi ci tocca cercare un nostro fratello che fa parte della comunità dei presbiteri. Stiamo collaborando fortemente con le autorità giudiziarie dello Stato di Coahuila nella sua ricerca, seguendo l’esempio delle persone con le quali abbiamo operato”. Il comunicato esprime vicinanza alla famiglia del sacerdote e prosegue denunciando pretestuosi tentativi di criminalizzazione di padre Joaquín e minacce e intimidazioni ricevute da familiari e conoscenti del sacerdote durante gli interrogatori. Padre Hernández doveva partire proprio il 3 gennaio per un periodo di vacanza e tornare in parrocchia il 7 gennaio, ma le due valigie sono state ritrovate in canonica e dal giorno della presunta scomparsa non ha più risposto alle telefonate. Alcuni testimoni hanno detto di aver visto due persone entrare nell’auto del sacerdote proprio la mattina del 3 gennaio.

Papa Francesco: udienza, “gli idoli ti portano sulla strada sbagliata e non ti danno felicità”

Wed, 2017-01-11 11:31

“Alla speranza in un Signore della vita che con la sua Parola ha creato il mondo e conduce le nostre esistenze, si contrappone la fiducia in simulacri muti”. Lo ha spiegato il Papa, che nell’udienza generale di oggi ha ammonito: “Le ideologie con la loro pretesa di assoluto, le ricchezze, il potere e il successo, con la loro illusione di eternità e di onnipotenza, valori come la bellezza fisica e la salute, quando diventano idoli a cui sacrificare ogni cosa, sono tutte realtà che confondono la mente e il cuore, e invece di favorire la vita conducono alla morte”. “E’ brutto sentire e fa dolore all’anima – ha proseguito Francesco a braccio, raccontando ai 6mila fedeli presenti oggi in Aula Paolo VI un altro aneddoto personale – quello che una volta, anni fa, ho sentito nell’altra diocesi. Una brava donna, molto bella che si vantava della sua bellezza, commentava come se fosse naturale: ‘Eh sì, ho dovuto abortire, perché la mia figura è molto importante'”. “Questi sono gli idoli che ti portano sulla strada sbagliata e non ti danno felicità”, il commento del Papa.

Papa Francesco: udienza, “noi siamo più contenti di andare dagli idoli che di andare dal Signore”

Wed, 2017-01-11 11:28

“Noi siamo più contenti di andare dagli idoli che di andare dal Signore: siamo tante volte più contenti dell’effimera speranza, falsa, che ti dà questo idolo che della grande speranza, sicura, che ci dà il Signore”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha commentato il Salmo 115, in cui “il salmista ci presenta, in modo anche un po’ ironico, la realtà assolutamente effimera di questi idoli”, ha detto Francesco nell’udienza di oggi, pronunciata in Aula Paolo VI davanti a circa 6mila persone. “E dobbiamo capire che non si tratta solo di raffigurazioni fatte di metallo o di altro materiale, ma anche di quelle costruite con la nostra mente, quando ci fidiamo di realtà limitate che trasformiamo in assolute, o quando riduciamo Dio ai nostri schemi e alle nostre idee di divinità”, ha ammonito il Papa: “Un dio che ci assomiglia, comprensibile, prevedibile, proprio come gli idoli di cui parla il salmo”. “L’uomo, immagine di Dio, si fabbrica un dio a sua propria immagine, ed è anche un’immagine mal riuscita”, ha commentato Francesco: “Non sente, non agisce, e soprattutto non può parlare”.

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