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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 26 min ago

Congresso Amci: mons. Arice (Cei), “reagire con vigore” a “crisi antropologica che nega il primato dell’uomo”

Fri, 2017-03-24 11:00

“Non potremo diventare custodi con Dio della nostra casa comune e dei suoi abitanti se non permetteremo alla ragione di reagire con vigore a quella crisi antropologica che nega il primato dell’uomo e sacrifica sull’altare del profitto e del successo ogni realtà, fosse anche quella umana, quando impedisce o anche solo rallenta il raggiungimento di tali scopi”. Questo il monito di monsignor Carmine Arice, direttore dell’ Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, ai partecipanti al XXVI congresso nazionale dell’ Amci “Medicina, ambiente e salute”, che si è aperto ieri pomeriggio ad Ascoli Piceno. In questa logica, ha proseguito, “ritenendo che ci siano vite meno degne di essere vissute, taluni non esitano a ritenere alcune situazioni esistenziali scarti umani dei quali occorre sbarazzarsi, come ha ricordato il Santo Padre all’udienza del 10 febbraio scorso” in occasione dei 25 anni della Giornata mondiale del malato e del 20° dell’Ufficio Cei per la pastorale della salute. “Occorre uno sguardo nuovo”, la convinzione di mons. Arice, perché la fragilità “è una scuola da cui imparare”. Il confronto con “le domande suscitate dalla sofferenza e dal dolore, domande di senso, di aiuto e di relazione, ci fanno comprendere che è ‘illusorio rivendicare la neutralità morale nella ricerca scientifica e nelle sue applicazioni. La scienza e la tecnica richiedono, per il loro stesso significato intrinseco, l’incondizionato rispetto dei criteri fondamentali di moralità”’, ha concluso citando l’Istruzione “Donum vitae” della Congregazione per la dottrina della fede (1987).

Trattati di Roma: Tajani (Parlamento Ue), “tornare al valore dell’unità”. “Papa ci ricorda l’attenzione a ultimi e poveri”

Fri, 2017-03-24 10:58

“Ritengo che sia essenziale comprendere quanti risultati si sono raggiunti in questi sessant’anni. L’Europa comunitaria ha contribuito a costruire una pace duratura, ad assicurare democrazia e libertà, rispetto dei diritti, benessere materiale. Si tratta di un patrimonio prezioso, che non va mai dato per scontato. Le celebrazioni di questi giorni possono aiutarci a comprendere il valore dell’unità, del procedere assieme”. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, intervistato dal Sir in occasione delle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati Cee-Euratom, riflette sulle sfide attuali, sui nazionalismi, sul rapporto tra cittadini e Unione, sui giovani. “I nazionalismi parlano il linguaggio delle paure, delle chiusure e fanno sorgere i muri – psicologici o materiali – che vediamo riapparire in diversi Paesi. Sappiamo che i nazionalismi”, afferma il presidente dell’Euroassemblea, “non hanno mai portato nulla di buono”. “Noi invece dobbiamo camminare insieme, pur senza rinunciare alle nostre identità e specificità. Del resto siamo chiamati a confrontarci con giganti del calibro di Stati Uniti, Cina, Russia: se, come Paesi europei, non siamo uniti finiamo per essere marginali e travolti”. L’Ue può essere un valore aggiunto per i cittadini, creando quei risultati concreti attesi per economia, migrazioni, sicurezza. “Credo sia inoltre necessario continuare a coltivare il ‘sogno’ europeo, specialmente per i nostri giovani”.

Oggi i capi di Stato e di governo e i leader dell’Unione sono invitati in udienza in Vaticano. Il Papa “che viene dalla fine del mondo” si sta dimostrando attento alle vicende europee ed è intervenuto più volte sul tema. Cosa si attende da questo incontro? “Papa Francesco ha fatto un bellissimo discorso, nel novembre 2014, al Parlamento europeo a Strasburgo. E poi ancora lo scorso maggio, in Vaticano, ricevendo il Premio Carlo Magno. Nei suoi interventi traspare la costante ricerca di un profilo europeo rinnovato pur nella fedeltà alle nostre radici; Bergoglio parla di Europa accostandole sempre il termine ‘speranza’. Il Papa richiama poi l’Ue a non lasciare indietro nessuno, ad aiutare gli ultimi e i poveri, ad accogliere i profughi, a sostenere la famiglia, a rispondere alle attese dei giovani. Sono richiami essenziali per la politica di questo nostro tempo”.

Congresso Amci: mons. Arice (Cei), “siate amanti della vita degli uomini” come esige “alleanza medico-paziente”

Fri, 2017-03-24 10:58

Siate “amanti della vita degli uomini, sempre, in tutte le stagioni della sua esistenza, dal suo inizio fino al suo termine naturale, come esige l’alleanza terapeutica tra medico e paziente!”. E’ l’esortazione rivolta ieri sera da monsignor Carmine Arice, direttore dell ’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, ai partecipanti al XXVI congresso nazionale dell’ Amci “Medicina, ambiente e salute”, che si è aperto ieri pomeriggio ad Ascoli Piceno con una concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. Nel corso dei lavori (fino al 25 marzo) verrà eletto il nuovo Consiglio nazionale. Portando il proprio saluto e quello del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, ai presenti – tra i quali oltre a Parolin i cardinali Edoardo Menichelli e Dionigi Tettamanzi, e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin -, mons. Arice ha sottolineato la stima dei vescovi italiani per la “significativa e preziosa presenza” dell’Amci nel mondo della salute e ha ricordato la Nuova carta degli operatori sanitari recentemente pubblicata. Il tema del congresso, ha precisato, “pone l’attenzione su questioni assolutamente determinanti per la vita del nostro pianeta e, in esso, soprattutto per l’uomo. Solo chi è accecato da sete di guadagno e da egoismi senza scrupoli rischiando di percorrere sentieri che conducono verso un precipizio dove siamo tutti coinvolti, può rimanere sordo alle parole scritte dal Santo Padre Francesco nella Lettera Enciclica Laudato si’ sulla quale rifletteremo in questi giorni”.

Trattati di Roma: Costalli (Mcl), “ora verso una democrazia politica europea”

Fri, 2017-03-24 10:36

“Sull’Europa, a distanza di sessant’anni, l’Italia è chiamata alla sfida più grande e difficile degli ultimi decenni. Dobbiamo avere la consapevolezza che è necessaria una riflessione seria, approfondita, su ‘quale Europa vogliamo’, senza facili slogan e con un pensiero di lungo respiro: è una priorità assoluta”. Lo scrive Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori, nell’editoriale del numero in uscita di “Traguardi sociali” alla vigilia delle celebrazioni dei Trattati di Roma, firmati in Campidoglio il 25 marzo 1957. Secondo il leader di Mcl “ormai siamo ad un bivio”. Su “fisco, welfare, economia digitale Junker è andato al rallentatore condizionato dai veti incrociati di tanti Paesi. Draghi, in un accorato appello, ha ricordato ‘l’irreversibilità dell’euro’, un appello condivisibile ma che va difeso”. La politica, sottolinea Costalli, “deve scegliere: o stare con l’Europa e impegnarsi per creare una vera Unione all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte o finire con Salvini, Grillo, Le Pen, Farage o altri emergenti. Senza scelte politiche forti verso gli Stati Uniti d’Europa anche quell’appello rischia di essere spazzato via dai tanti sovranisti”. L’Europa, osserva il leader di Mcl, “va ricostruita partendo da ideali e prospettive e, poi, a seguire: moneta, fisco, mercato, welfare e difesa comune”. L’Ue “deve compiere una scelta in avanti verso una ‘democrazia politica europea’”. Occorre farsi “propugnatori di un rinvigorito europopolarismo. Una declinazione popolare con tutto ciò che questo significa e implica dell’ideale europeo”. Un “argine – conclude Costalli – all’imporsi di populismi e di élite antipopolari (e non solo impopolari) cui non può essere consegnato il governo dell’Italia e dell’Europa”.

Duomo di Carpi: Vasco Errani al Sir, la riapertura è “un evento altamente significativo”

Fri, 2017-03-24 10:30

“Un evento altamente significativo”. Con queste parole Vasco Errani, il commissario straordinario per la ricostruzione delle zone terremotate del Centro Italia, commenta al Sir la riapertura della cattedrale di Santa Maria Assunta, in programma per domani, dopo quasi cinque anni dal sisma che nel maggio 2012 ha colpito il territorio emiliano. “Con il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina – ricorda il Commissario – abbiamo lavorato con grandissimo impegno. Il Duomo è un luogo simbolo per il suo valore religioso, artistico e culturale. Il fatto che si inauguri questo intervento tanto significativo quanto complesso, in questo momento, mi riempie di gioia”. Per una ricostruzione che giunge al traguardo una che sta partendo in questi mesi, dopo il sisma del 24 agosto del 2016, seguito da altre gravi scosse in ottobre che ha provocato danni e centinaia di morti in Centro Italia. Ad Amatrice nei giorni scorsi sono state consegnate le prime “casette”. “È un segnale importante – dice Errani – nelle prossime settimane e nei prossimi mesi ne verranno consegnate altre. Siamo, in questo caso, ancora nella fase di emergenza e della realizzazione di tutto ciò che è indispensabile per tenere la popolazione nei comuni, per quel che riguarda l’abitazione, i servizi, il commercio. È prevista anche la realizzazione di un centro commerciale temporaneo per consentire una qualità di vita degna delle comunità, intanto che va avanti il percorso della ricostruzione”. Questa riguarda anche le chiese e i luoghi di culto delle zone colpite. “Con la Conferenza episcopale italiana – dichiara il Commissario – abbiamo un tavolo di lavoro che programma le azioni e gli interventi per la messa in sicurezza, il recupero e l’apertura dei luoghi di culto. Un primo programma per accelerare l’apertura dei luoghi di culto è già operativo. Nel frattempo, le curie, i sindaci possono direttamente mettere in sicurezza i luoghi di culto e i beni culturali per evitare ulteriori danni. Poi comincerà la ricostruzione vera e propria a partire dagli interventi che sono immediatamente realizzabili, ovvero quei luoghi di culto che hanno danni meno significativi in cui è possibile passare da un intervento di messa in sicurezza ad uno definitivo, con l’approvazione del Ministero dei Beni culturali”.

Diocesi: San Marino-Montefeltro, venerdì 24 la “Festa del perdono” per i giovani

Fri, 2017-03-24 10:18

Saranno 200 i giovani che stasera parteciperanno alla “Festa del perdono” che si terrà nel santuario del Cuore Immacolato di Maria a Valdragone, nella Repubblica di San Marino. All’iniziativa, organizzata dal servizio per la Pastorale giovanile della diocesi di San Marino-Montefeltro, sarà presente anche un gruppo di giovani proveniente da Reggio Emilia e appartenente al movimento “Giovani & Riconciliazione”. Dalle 21 prenderà il via una celebrazione comunitaria della Riconciliazione che si inserisce nelle “24 ore per il Signore” che Papa Francesco ha chiesto di vivere anche in questa Quaresima a tutta la Chiesa cattolica. La celebrazione sarà presieduta dal vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Andrea Turazzi. Saranno presenti anche diversi sacerdoti della diocesi disponibili all’ascolto e alla confessione.

Giornata missionari martiri: oggi a Trapani una veglia di preghiera

Fri, 2017-03-24 10:05

È dedicata ai 28 operatori pastorali che hanno perso la vita in vari Paesi del mondo – sacerdoti, religiose e laici – la giornata di digiuno e preghiera per i missionari martiri che la Chiesa celebra in tutto il mondo oggi, 24 marzo, anniversario dell’uccisione del beato Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador ucciso nel 1980 mentre celebrava messa dall’oligarchia allora al governo. A Trapani la giornata si concluderà con una veglia di preghiera presieduta dal vescovo Pietro Maria Fragnelli che si terrà in una chiesa di “periferia”, la chiesa di San Giovanni Battista nel quartiere di Cappuccinelli a Trapani.
Alle ore 21 la comunità si riunirà in preghiera facendo memoria dei 28 martiri uccisi con un focus sulla Siria. Porteranno la loro testimonianza due coniugi di Damasco, Amoud e Soha Hajjar, la cui famiglia è stata ferita profondamente dalla guerra e oggi in Italia grazie ad un corridoio umanitario, ospiti di una famiglia siciliana.  L’incontro sarà concluso dall’intervento di don Salvo Cammilleri, direttore dell’ufficio diocesano per le missioni, per trent’anni missionario in Africa

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Roma blindata, perquisizioni a Birminghan, arresto di un primario a Milano

Fri, 2017-03-24 10:00

Trattati Roma: massima allerta a Roma su infiltrati nei cortei e “lupi solitari”

C’è la ‘tradizionale’ minaccia dei black bloc, intenzionati a fare devastazioni nel corso delle manifestazioni di sabato a Roma per i 60 anni dei Trattati di Roma. E c’è quella imprevedibile del ‘lupo solitario’, del jihadista self starter che può seminare il terrore semplicemente alla guida di un’auto, come si è visto ieri a Londra. La preoccupazione è alta, hanno riferito i vertici delle forze di polizia e degli 007 convocati ieri mattina al Viminale dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, per una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa). L’indicazione è stata quella di innalzare ulteriormente il livello di attenzione e rafforzare i controlli sui luoghi affollati. Il timore è anche quello di possibili gesti emulativi. Oltre 3.000 agenti in campo. E poi tiratori scelti sui palazzi (ma la “mappa” è top secret) e ben 39 varchi d’accesso al centro storico “allargato”, con particolare attenzione a Campidoglio e Quirinale. In campo anche unità cinofile, artificieri e finanzieri. E’ – fa sapere la questura – “uno degli apparti di sicurezza più imponenti degli ultimi 10 anni”.

Attacco a Londra: perquisizioni e arresti a Birmingham, capitale dello jihadismo made in Uk

Si chiamava Khalid Masood, cittadino britannico di origini pakistane, fede islamica, 52 anni. E’ lui l’uomo che ha fatto scorrere il sangue all’ombra del palazzo di Westminster falciando pedoni a bordo di un suv e poi accoltellando un agente a morte prima di essere abbattuto sulla soglia del parlamento più antico del mondo. Il bilancio delle sue vittime, purtroppo, intanto è salito a quattro, con la morte di un 75enne ferito gravemente sul ponte di Westminster. All’indomani dell’attacco che ha fatto ripiombare il Regno Unito avviato verso la Brexit nell’incubo del terrorismo, colpendolo al cuore di uno dei suoi simboli, Londra cerca di rialzare la testa. Parla Theresa May: “Non abbiamo paura e non ci facciamo intimorire”. L’attentatore di Westminster ha più di un legame con Birmingham dove le forze di polizia hanno svolto perquisizioni e arresti. La città è tristemente nota come la capitale dello jihadismo made in Uk: un milione di abitanti, 250 mila musulmani, 39 condanne per terrorismo in pochi anni e la partenza di almeno un quinto dei foreign fighters britannici.

Belgio: auto tenta schianto su passanti ad Anversa, conducente di origini nordafricane

Un’auto avrebbe cercato di schiantarsi sulla folla nella via principale pedonale di Anversa, piena di negozi. Non ci sarebbe nessun ferito, l’auto è stata intercettata dai militari e il sospetto è stato arrestato. L’uomo si chiama Mohamed R., un francese domiciliato in Francia, nato nel 1977, ha annunciato la Procura federale belga. Diverse armi sono state ritrovate nel bagagliaio dell’auto, una Citroen rossa immatricolata in Francia: armi bianche, un’arma antisommossa e una tanica “contente un prodotto non ancora identificato”.

Cecenia: sei militari russi morti in un attacco, ci sono molti feriti

Sei soldati della Guardia Nazionale sono stati uccisi nel corso di un attacco alla loro base presso il villaggio di Naurskaya, a nord-ovest di Grozny, Cecenia. Lo riporta RT. Stando alle prime informazioni ci sarebbero anche molti feriti. Sei militanti sono rimasti uccisi nel corso dell’attacco che, secondo quanto riportato dalla stessa Guardia Nazionale, è avvenuto intorno alle 2:30 del mattino, sfruttando la spessa nebbia del mattino.

Milano: primario arrestato, “ho rotto un femore a vecchietta per allenarmi”

“Eh l’ho rotto (…) per allenarmi (…)”. Così, intercettato, il primario di ortopedia dell’ospedale Gaetano Pini, Norberto Confalonieri arrestato per corruzione e turbativa d’asta e indagato per lesioni, parlava di aver “provocato la rottura di un femore ad un’anziana paziente 78enne, operata” nel pubblico, come si legge nell’ordinanza, “a suo dire per ‘allenarsi'” in vista di un “intervento privato”. Secondo i magistrati milanesi, il medico avrebbe sponsorizzato l’acquisto di protesi prodotte da due multinazionali in cambio di denaro, inviti a programmi televisivi e a convegni prestigiosi. Così per il primario responsabile del dipartimento di ortotraumatologia generale e di chirurgia ortopedica è scattato l’arresto.

Treviso: ultima tragedia di femminicidio. Da gennaio sono già 14 le donne uccise

Era incinta di sei mesi la giovane donna di origini moldave uccisa dall’ex fidanzato, anch’egli moldavo, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per omicidio. La giovane, di 21 anni, il cui corpo è stato fatto trovare sulle colline del vittoriese dallo stesso ex fidanzato, lavorava presso alcuni hotel del coneglianese, mentre lui ha 19 anni ed é studente al quarto anno in una scuola media superiore. Secondo quanto si è appreso, la storia sentimentale tra i due era finita da tempo e il ragazzo aveva ora un’altra fidanzata.

Notizie Sir del giorno: allarme dei vescovi sul populismo, morte di Cino Tortorella, Bagnasco e i Trattati di Roma, Linee di preparazione Settimana sociale

Thu, 2017-03-23 21:23

Papa Francesco: il messaggio di cordoglio inviato al card. Nichols per attentato a Londra

Papa Francesco ha inviato oggi, tramite il suo segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, un messaggio di cordoglio all’arcivescovo di Westminster, nonché presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, cardinale Vincent Nichols, per l’attacco terroristico di ieri a Londra. “Profondamente rattristato nell’apprendere della perdita di vite umane e dei feriti causati dall’attacco nel centro di Londra – si legge messaggio – Papa Francesco esprime la sua solidarietà orante con tutte le persone colpite da questa tragedia”. (clicca qui)

Populismo: mons. Galantino, vescovi “allarmati”, “l’acqua che fa crescere la pianta è l’inefficienza di coloro che dovrebbero dare risposta ai problemi della gente”

“L’acqua che fa crescere la pianta del populismo è l’inefficienza di coloro che dovrebbero dare risposte ai problemi della gente”. Con questa metafora monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha spiegato ai giornalisti, durante la conferenza stampa di presentazione del Comunicato finale del Consiglio permanente dei vescovi italiani, rperché secondo i vescovi “c’è da allarmarsi” sul populismo. (clicca qui)

Abusi su minori: card. O’Malley (Pontificia Commissione), “Papa Francesco è seriamente impegnato per sradicarli” e “fare della Chiesa una casa sicura”

“Papa Francesco è seriamente impegnato per sradicare gli abusi sessuali nella Chiesa” e per fare “della nostra Chiesa una casa sicura per tutti” promuovendo al suo interno “una cultura della tutela della persona”. Lo ha assicurato il cardinale Seán Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori (Pcpm) istituita tre anni fa dal Pontefice, intervenendo all’”Education Day” promosso oggi alla Pontificia Università Gregoriana dalla stessa Commissione insieme con il Centre for Child Protection dell’Ateneo. (clicca qui)

Morte Cino Tortorella: Pippo Baudo al Sir, “grande animatore della tv dei ragazzi”

Cino Tortella è stato “un personaggio che ha timbrato momenti felici della televisione italiana, soprattutto quella parte della televisione italiana che adesso non c’è più, che era dedicata ai ragazzi. La tv dei ragazzi in Tortorella aveva un grande animatore”. Lo ha detto al Sir il noto presentatore Pippo Baudo ricordando l’autore, regista e attore scomparso oggi, a quasi 90 anni, noto a tutti per lo Zecchino d’oro e il Mago Zurlì. “Mago Zurlì, mago del giovedì, fu un appuntamento importante per la televisione dei ragazzi”, ha osservato Baudo. (clicca qui)

Trattati di Roma: card. Bagnasco (Ccee), “la Chiesa è convinta che ci sia bisogno di più Europa”

“La Chiesa è convinta che ci sia bisogno di più Europa”. Lo ha affermato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), celebrando questa sera il vespro solenne nella basilica romana di Santa Maria sopra Minerva in occasione del 60° anniversario della sottoscrizione dei Trattati di Roma. “I Paesi del Continente – ha aggiunto il presidente dei vescovi europei – guardano all’Unione con attenzione e attesa. Ai responsabili tocca sciogliere perplessità eventuali con umiltà, saggezza e fiducia. La Chiesa cattolica, insieme al mondo cristiano del Continente, è presente in quest’opera di costruzione con grande rispetto e cordialità, con l’unico scopo di rinnovare quel contributo di sapienza che l’Europa delle origini ha trovato nel Vangelo, così come una pianta trova linfa dalla terra fertile. La linfa evangelica è sempre viva e lo sarà sempre”. (clicca qui)

Settimana sociale: Linee di preparazione, vogliamo “cercare soluzioni e avanzare proposte per il mondo del lavoro”

“A Cagliari non ci ritroveremo per celebrare un convegno come tanti”. Da questa costatazione muovono le “Linee di preparazione per la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani”. Il documento, a firma del presidente del Comitato organizzatore, l’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro, è stato reso noto oggi, nella conferenza stampa al termine della sessione primaverile del Consiglio permanente Cei, che l’ha approvato. “In coerenza con lo spirito delle Settimane e con il ruolo di servizio al Paese che esse possono giocare nella contemporaneità, questa Settimana Sociale – si legge – costituirà una tappa di un percorso, già cominciato nei mesi precedenti e destinato a continuare. Vogliamo stare vicino a quanti soffrono per aver perso il lavoro o perché non riescono a trovarlo. Ma vogliamo anche e soprattutto cercare soluzioni e avanzare proposte per il mondo del lavoro”. L’obiettivo, “seguendo l’indicazione di Papa Francesco”, è “‘aprire processi’ che impegnino le comunità cristiane e la società italiana a rimettere il lavoro al centro delle nostre preoccupazioni quotidiane”. (clicca qui)

Sud Sudan: il vescovo Tombe (Caritas), “situazione catastrofica”

“E’ una situazione catastrofica: bisogna riportare la pace nel Paese ed agire subito prima che sia troppo tardi”: lo dice in una intervista al Sir monsignor Erkolano Lodu Tombe, vescovo di Yei e presidente di Caritas Sud Sudan. “Non c’è cibo e non c’è pace e la gente soffre – racconta -. La situazione è molto brutta, non c’è stabilità. C’è una terribile crisi economica, la gente è affamata, non solo nelle zone degli scontri. Anche nelle città non circola denaro, i prezzi dei prodotti al mercato sono altissimi e la popolazione non può permettersi di comprare cibo. Non ci sono medicine, la gente si ammala. I bambini non possono andare a scuola perché i genitori non possono pagare gli studi”. Nelle zone colpite dalla guerra “la gente è impaurita ed è costretta a fuggire. Ci sono gruppi che attaccano anche i civili, danno fuoco ai villaggi, uccidono le persone nelle proprie case. Moltissimi si sono rifugiati in Uganda, Congo, Sudan e Etiopia. Altri sono sfollati vicino alle città, come a Juba”. Il governo ha dichiarato la carestia in Sud Sudan due settimane fa “ma è già troppo tardi – denuncia il vescovo Tombe -. Doveva agire prima, non ora che la situazione è peggiorata. Ci vorrà tempo per raccogliere i fondi necessari, prendere le decisioni politiche. La gente rischia di morire prima che arrivino gli aiuti effettivi: cibo, medicine, acqua potabile”. La sua diocesi, Yei, è una tra le più colpite dagli scontri, con più di 100.000 persone intrappolate in città: “Da luglio scorso sono ricominciati all’improvviso i combattimenti e la gente ha cominciato a fuggire e a riversarsi nelle città. A Yei le strade sono chiuse: le persone non possono uscire e non possono ricevere aiuti, se non per via area. Anche fuori città la gente sta soffrendo molto”. Come Chiesa, dice, “cerchiamo di stare accanto alla gente con i nostri sacerdoti, le suore. Ma se non si agisce in tempi brevi diventerà sempre più catastrofica perché la guerra non si ferma”. (clicca qui)

Trattati di Roma: card. Bagnasco (Ccee), “la Chiesa è convinta che ci sia bisogno di più Europa”

Thu, 2017-03-23 21:12

“La Chiesa è convinta che ci sia bisogno di più Europa”. Lo ha affermato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), celebrando questa sera il vespro solenne nella basilica romana di Santa Maria sopra Minerva in occasione del 60° anniversario della sottoscrizione dei Trattati di Roma. “I Paesi del Continente – ha aggiunto il presidente dei vescovi europei – guardano all’Unione con attenzione e attesa. Ai responsabili tocca sciogliere perplessità eventuali con umiltà, saggezza e fiducia. La Chiesa cattolica, insieme al mondo cristiano del Continente, è presente in quest’opera di costruzione con grande rispetto e cordialità, con l’unico scopo di rinnovare quel contributo di sapienza che l’Europa delle origini ha trovato nel Vangelo, così come una pianta trova linfa dalla terra fertile. La linfa evangelica è sempre viva e lo sarà sempre”.

Trattati di Roma: card. Bagnasco (Ccee), “la politica per essere se stessa deve avere a cuore innanzitutto la verità”

Thu, 2017-03-23 21:07

“Se la giustizia è lo scopo della politica, allora la politica per essere se stessa deve avere a cuore innanzitutto la verità”. Così il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), ha parlato celebrando questa sera il vespro solenne nella basilica romana di Santa Maria sopra Minerva in occasione del 60° anniversario della sottoscrizione dei Trattati di Roma. “Il dato della fede, in quanto tale, non deve rimanere nell’intimo delle coscienze – ha aggiunto  – motivo ispiratore della vita privata”. “Tutto ciò che Dio ha rivelato di sé soprattutto in Cristo riguarda l’uomo: la sua vita, il suo destino, la sua dignità, in una parola il suo volto”. E allora – ha sottolineato – “si tratta di saper tradurre nell’ambito della democrazia il volto alto e completo dell’uomo, quel volto e quella dignità che l’Unione europea afferma essere lo scopo e il centro di se stessa”. “Se si ha il coraggio di percorrere la via della ragione con serena onestà – ha rimarcato – allora è possibile costruire una democrazia sostanziale, fondata sui valori etici radicati nella natura umana”.

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 24 marzo. Iniziativa contro l’utero in affitto, attentato di Londra, missionari martiri

Thu, 2017-03-23 21:02

Il titolo di apertura di “Avvenire” è dedicato alla battaglia per fermare la pratica dell’utero in affitto. L’iniziativa delle donne di “Se non ora, quando – Libere” che si è svolta alla Camera ha lanciato infatti un documento-appello all’Onu perché raccomandi agli Stati di vietare la gestazione per altri, dietro cui si nasconde in realtà la mercificazione del corpo della donna e la compra-vendita di bambini per coppie sia eterosessuali, al momento le più numerose a farvi ricorso, sia omosessuali. Su questo tema anche l’editoriale del direttore Marco Tarquinio e un ampio intervento della scrittrice Susanna Tamaro: “Non in mio nome”. Ancora in evidenza i seguiti del tragico attentato di Londra, con la rivendicazione da parte del Daesh e la scoperta dell’identità del terrorista, un cittadino nato in Gran Bretagna. Ancora, il richaimo del segretario generale della Cei Nunzio Galantino sui rischi di popolusmo da evitare in Europa e a proposito della legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento che non deve assolutizzare l’individualismo. Infine, un intervento di padre Giulio Albanese sulla Giornata di ricordo dei missionari martiri.

Trattati di Roma: card. Bagnasco, “patrimonio che non deve essere disperso”

Thu, 2017-03-23 20:59

“Sicurezza, pace, scambi fruttuosi insieme a una crescente coscienza collettiva sono un patrimonio che non deve essere disperso”. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), celebrando questa sera il vespro solenne nella basilica romana di Santa Maria sopra Minerva in occasione del 60° anniversario della sottoscrizione dei Trattati di Roma. Il presidente dei vescovi europei ha espresso “gratitudine a Dio per i frutti raggiunti”, accompagnata dalla preghiera per le vittime dell’attentato a Londra e per quelle “degli altri Paesi che in questi ultimi anni sono stati segnati violentemente”. Da Bagnasco l’appello a “pregare il Principe della Pace, il principe della vita perché aiuti tutti – popoli, istituzioni nazionali ed europee – a trovare la luce e la forza del suo Spirito. La luce per non dare mai per scontata la strada; la forza per poterla percorrere con rinnovata convinzione”.

Attentato Londra: card. Bagnasco, “stasera pregheremo per vittime”

Thu, 2017-03-23 20:55

“Questa sera pregheremo per le vittime di Londra, per il popolo inglese e per tutte le vittime europee degli ultimi anni”. Lo ha detto il presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, a margine della veglia di preghiera per l’Europa presso la basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. “La via migliore per combattere il terrorismo – ha spiegato il card. Bagnasco – è aumentare la vigilanza e soprattutto recuperare la cultura europea che si è svuotata dei propri valori spirituali, morali, culturali”. Il presidente dei vescovi italiani ha inoltre sottolineato che l’Europa è diventata “un contenitore che rischia di essere vuoto e che non ha potere di coagulare nessuno”. “La paura – ha ribadito il card. Bagnasco – bisogna vincerla pensando ai frutti positivi che ci sono stati in questi 60 anni di cammino dell’Unione europea: frutti di solidarietà, sussidiarietà, pace e benessere. Di fronte alle difficoltà l’Europa deve ripensare a sé stessa. Siamo convinti come cristiani che ci sia bisogno di più Europa perché divisi non si va da nessuna parte. Per questo è necessario correggere e intensificare le strade dell’Unione europea”.

Morte Cino Tortorella: Pippo Baudo al Sir, “grande animatore della tv dei ragazzi”

Thu, 2017-03-23 20:31

“La tv dei ragazzi ha avuto in Cino Tortorella un grande animatore”. Ne è convinto Pippo Baudo, uno dei volti più noti della nostra televisione, che al Sir ricorda l’autore, regista e attore scomparso oggi, a quasi 90 anni, noto a tutti per lo Zecchino d’oro e il Mago Zurlì. “Ho conosciuto Cino Tortorella tanti anni fa – ci racconta -. Ci siamo visti recentemente alla presentazione del libro di Maria Perego su Topo Gigio e abbiamo ripassato un po’ la nostra carriera”. Per il Pippo nazionale, Cino è stato “un personaggio che ha timbrato momenti felici della televisione italiana, soprattutto quella parte della televisione italiana che adesso non c’è più, che era dedicata ai ragazzi. La tv dei ragazzi in Tortorella aveva un grande animatore”. Baudo ricorda che Tortorella “veniva dal teatro serio, perché aveva fatto un provino con Paolo Grassi al Piccolo di Milano. Poi trovò questo costume di Mago Zurlì, che fu un po’ la sua corazza, perché non se lo tolse più. Cino se ne lamentava, perché avrebbe voluto fare altre cose, ma purtroppo tutti lo volevano come Mago Zurlì”. Secondo il presentatore, “Mago Zurlì, mago del giovedì, fu un appuntamento importante per la televisione dei ragazzi”. In un periodo nel quale “la televisione si occupava giustamente e doverosamente di collocare, all’interno del palinsesto, un appuntamento destinato ai giovani e soprattutto ai ragazzi”.

Giornata missionari martiri: diocesi di Venezia, a Mestre veglia di preghiera in ricordo dei 28 uccisi nel 2016

Thu, 2017-03-23 20:16

Una veglia in memoria dei missionari martiri si terrà domani sera, alle ore 20.30, nella chiesa parrocchiale di S. Maria Goretti a Mestre. L’iniziativa, curata dalla Pastorale giovanile e dall’Ufficio missionario diocesano del Patriarcato di Venezia, prevede un tempo di adorazione eucaristica silenziosa, un video e la consegna di un segno, per ricordare i 28 missionari martiri del 2016. “All’incontro – spiega don Pierpaolo Dal Corso, responsabile della Pastorale giovanile – sono invitati tutti i giovani, anche coloro che in genere frequentano le altre scuole di preghiera per presenti nella diocesi, ma anche tutti gli adulti e le persone interessate che vorranno unirsi a questa veglia di preghiera”. La Giornata annuale in ricordo dei missionari martiri si svolge ogni anno il 24 marzo, giorno in cui (il 24 marzo 1980) venne assassinato monsignor Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador. Nel corso del 2016 sono stati uccisi nel mondo 28 operatori pastorali cattolici e, per l’ottavo anno consecutivo, il numero più elevato si registra in America (12); drammaticamente cresciuto è il numero delle religiose uccise (9), più del doppio rispetto all’anno precedente.

Migrazioni: Medu e #NotMyEurope, “chi sbarca e proviene da Libia è come reduce da guerra”

Thu, 2017-03-23 20:01

“Gli uomini, le donne e i bambini che sbarcano sulle coste italiane si trovano in una condizione simile a coloro che sono reduci da una guerra. Se è difficile intervenire per fermare le atroci violenze che si consumano lungo le rotte africane, certamente è possibile, necessario e urgente ripensare le politiche migratorie europee mettendo al centro le persone e la dignità umana”. Lo afferma oggi Medici per i diritti umani, che insieme a tante altre organizzazioni parteciperà sabato 25 marzo alle 15.30 sulle rive del “Mar Tevere”, sotto Castel Sant’Angelo a Roma alla manifestazione #NotMyEurope. L’evento è organizzato per chiedere ai leader europei riuniti per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma “una Europa più umana e accogliente verso chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà”. “Non farlo rappresenterebbe, a 60 anni dalla sua nascita, la sconfitta più grave e irreversibile del sogno europeo”, precisa Medu, che assiste con i suoi operatori anche i migranti appena sbarcati.  “Oltre il 90% dei migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana è stato vittima di violenza estrema, di tortura e di trattamenti inumani e degradanti nel Paese di origine oppure lungo la rotta migratoria, ed in particolare in luoghi di detenzione e sequestro in Libia”, ricorda: “Nove migranti su dieci hanno dichiarato di aver visto qualcuno morire, essere ucciso, torturato o gravemente percosso. Nei fatti, il centro di questo mostruoso sistema di violenza è oggi la Libia, un enorme campo di sfruttamento e di morte per i migranti”.

Iraq: Unicef, 1,4 milioni di bambini sradicati a causa delle violenze, 200.000 intrappolati a Mosul

Thu, 2017-03-23 19:43

1,4 milioni di bambini sono sradicati a causa delle violenze in Iraq e circa 200.000 sono intrappolati a Mosul. La denuncia dell’Unicef arriva per bocca del suo direttore generale Anthony Lake di ritorno da una missione in Iraq. “Ho lasciato l’Iraq in un momento in cui il paese si trova ad affrontare diverse sfide e opportunità. In tutti i posti che ho visitato – Mosul Est, Baghdad, Fallujah, Erbil – i bambini e le loro famiglie mi hanno raccontato i loro sogni e quanto sono determinati a realizzarli – è il racconto di Lake – Ho parlato con una famiglia a Mosul Est che vive vicino un centro di distribuzione dell’acqua. La famiglia ha dato lezioni ai suoi figli a casa per oltre due anni. Erano assetati di acqua e di istruzione, la chiave per un futuro migliore. A Fallujah, i ragazzi e le ragazze nelle scuole che hanno riaperto tra i detriti della guerra che segnano ancora la città, hanno detto di voler diventare dottori e ingegneri”. Unicef sta collaborando con il Governo dell’Iraq per garantire a tutti i bambini nel paese le risorse di cui hanno bisogno per realizzare i propri sogni, “questo significa dare loro nuove classi, quaderni e programmi accelerati per l’istruzione. Perché saranno proprio questi studenti che, se avranno le competenze giuste e si riprenderanno a livello psicologico, potranno aiutare il proprio paese a uscire dal periodo di guerra ed entrare in un futuro di pace”. Da qui l’impegno dell’agenzia umanitaria per “garantire ai bambini e alle famiglie colpiti dalla crisi a Mosul aiuti salva vita che comprendono acqua, accesso a servizi igienico sanitari, supporto psicosociale e la possibilità di ritornare a imparare il più presto possibile. Quando i combattimenti si fermeranno, non sarà la fine: vedremo l’inizio della costruzione di una pace intergenerazionale in una grande nazione che ne ha vista troppo poca”.

Frati minori conventuali: Sicilia, fra Gaspare La Barbera nuovo ministro provinciale

Thu, 2017-03-23 19:41

Il Capitolo provinciale dei Frati Minori Conventuali di Sicilia, riunito dal 20 al 25 marzo 2017 presso l’Oasi Francesca di Pergusa (En), ha eletto il nuovo ministro provinciale. Si tratta di fra Gaspare La Barbera. Di origine palermitana, 64 anni, da sei anni è guardiano della Comunità francescana di evangelizzazione a Montevago (Ag) e già Ministro Provinciale dal 2001 al 2009. Oggi i frati siciliani sono sessantadue, undici i giovani in formazione, cinque i frati a Roma a servizio dell’Ordine e della Segreteria di Stato della Città del Vaticano. Sono tredici conventi nell’Isola, di cui otto sono parrocchie. Due le case di spiritualità, una la casa per anziani, e ancora la grande Biblioteca francescana e l’Officina di studi medievali presso la basilica di San Francesco d’Assisi a Palermo. Lo spirito missionario di alcuni frati siciliani partiti per il Messico nel 1977, in questi 40 anni, ha prodotto la nascita di una nuova Provincia Religiosa con 62 frati messicani, 11 conventi e 45 giovani in formazione. Domani sarà eletto il nuovo definitorio della Provincia.

Nuovi santi: mons. Nolè (Cosenza-Bisignano), gratitudine al Papa per decreto canonizzazione del beato Angelo d’Acri

Thu, 2017-03-23 19:27

La diocesi di Cosenza-Bisignano “gioisce” per la notizia del decreto relativo alla canonizzazione del beato Angelo d’Acri, figlio di San Francesco e sacerdote “illustre di questa Chiesa”. Dopo aver espresso “gratitudine” a Papa Franchesco che ha autorizzato la promulgazione del miracolo del beato Angelo, l’arcivescovo mons. Francesco Nolè, i sacerdoti e i fedeli “affidandosi alla sua intercessione, in attesa della data di canonizzazione ormai imminente, rendono grazie a Dio per il dono di questo nuovo testimone della misericordia il cui culto sarà esteso alla Chiesa universale”. La diocesi calabrese si unisce alla gioia della Provincia cappuccina calabra che “custodisce la memoria di questo figlio della Calabria”. La data della canonizzazione sarà annunciata pubblicamente dal Santo Padre nel prossimo Concistoro.

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