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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 4 hours 48 min ago

Papa Francesco: a Pcpne, “la Parola di Dio non può essere conservata in naftalina”

Wed, 2017-10-11 18:45

“Non solo nella dottrina, ma anche nella vita e nel culto viene offerta ai credenti la capacità di essere Popolo di Dio”. Nel discorso di chiusura dell’incontro promosso in Vaticano dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, il Papa ha scelto una frase della Dei Verbum per sintetizzare “la natura e la missione della Chiesa”. “La Parola di Dio non può essere conservata in naftalina come se si trattasse di una vecchia coperta da proteggere contro i parassiti!”, ha ammonito: “La Parola di Dio è una realtà dinamica, sempre viva, che progredisce e cresce perché è tesa verso un compimento che gli uomini non possono fermare”. Questa “legge del progresso”, secondo la “felice formula di san Vincenzo di Lérins”, per Francesco “appartiene alla peculiare condizione della verità rivelata nel suo essere trasmessa dalla Chiesa, e non significa affatto un cambiamento di dottrina”. “Non si può conservare la dottrina senza farla progredire né la si può legare a una lettura rigida e immutabile, senza umiliare l’azione dello Spirito Santo”, la tesi del Papa, che sulla scorta del documento conciliare ha ricordato che Dio “non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio”. Una voce, questa, che per Francesco “siamo chiamati a fare nostra con un atteggiamento di religioso ascolto, per permettere alla nostra esistenza ecclesiale di progredire con lo stesso entusiasmo degli inizi, verso i nuovi orizzonti che il Signore intende farci raggiungere”.

Diocesi: Bergamo, la comunità peruviana celebra il Senor de los Milagros

Wed, 2017-10-11 18:44

La comunità cattolica peruviana di Bergamo celebrerà il suo santo patrono, il Senor de los Milagros, domenica 15 ottobre, con una processione per le vie del centro cittadino. Ne dà notizia santalessandro.org, il settimanale online diocesano. La preparazione, a cura della Missione “Santa Rosa da Lima” che segue i migranti cattolici, è cominciata venerdì scorso. Fino a sabato, alle 20, verrà recitata la novena per il Senor de los Milagros nella chiesa di San Lazzaro. La sua immagine sarà portata poi nella chiesa di Sant’Alessandro in Colonna, dove domenica sarà celebrata una Messa dai sacerdoti che sono riferimento per le diverse comunità straniere presenti in diocesi. Seguirà la processione, secondo la tradizione peruviana. Lungo il tragitto sono previsti momenti di sosta e preghiera a cura delle altre comunità cattoliche latinoamericane (boliviani, ecuadoriani, brasiliani, dominicani).

Papa Francesco: a Pcpne, “pena di morte inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”

Wed, 2017-10-11 18:40

La pena di morte è “un tema che dovrebbe trovare nel Catechismo della Chiesa Cattolica uno spazio più adeguato e coerente” con le sue finalità. È l’appello del Papa, che nel discorso di chiusura dell’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione ha fatto notare che “questa problematica non può essere ridotta a un mero ricordo di insegnamento storico senza far emergere non solo il progresso nella dottrina ad opera degli ultimi Pontefici, ma anche la mutata consapevolezza del popolo cristiano, che rifiuta un atteggiamento consenziente nei confronti di una pena che lede pesantemente la dignità umana”. “Si deve affermare con forza che la condanna alla pena di morte è una misura disumana che umilia, in qualsiasi modo venga perseguita, la dignità personale”, ha affermato Francesco: “È in sé stessa contraria al Vangelo perché viene deciso volontariamente di sopprimere una vita umana che è sempre sacra agli occhi del Creatore e di cui Dio solo in ultima analisi è vero giudice e garante. Mai nessun uomo, neppure l’omicida perde la sua dignità personale, perché Dio è un Padre che sempre attende il ritorno del figlio il quale, sapendo di avere sbagliato, chiede perdono e inizia una nuova vita”. “A nessuno, quindi, può essere tolta non solo la vita, ma la stessa possibilità di un riscatto morale ed esistenziale che torni a favore della comunità”, il monito del Papa, che ha osservato come “nei secoli passati, quando si era dinnanzi a una povertà degli strumenti di difesa e la maturità sociale ancora non aveva conosciuto un suo positivo sviluppo, il ricorso alla pena di morte appariva come la conseguenza logica dell’applicazione della giustizia a cui doversi attenere”. “Purtroppo, anche nello Stato Pontificio si è fatto ricorso a questo estremo e disumano rimedio, trascurando il primato della misericordia sulla giustizia”, il “mea culpa” di Francesco: “Assumiamo le responsabilità del passato, e riconosciamo che quei mezzi erano dettati da una mentalità più legalistica che cristiana. La preoccupazione di conservare integri i poteri e le ricchezze materiali aveva portato a sovrastimare il valore della legge, impedendo di andare in profondità nella comprensione del Vangelo”. Tuttavia, ha denunciato il Papa, “rimanere oggi neutrali dinanzi alle nuove esigenze per la riaffermazione della dignità personale, ci renderebbe più colpevoli”. “Qui – ha spiegato – non siamo in presenza di contraddizione alcuna con l’insegnamento del passato, perché la difesa della dignità della vita umana dal primo istante del concepimento fino alla morte naturale ha sempre trovato nell’insegnamento della Chiesa la sua voce coerente e autorevole. Lo sviluppo armonico della dottrina, tuttavia, richiede di tralasciare prese di posizione in difesa di argomenti che appaiono ormai decisamente contrari alla nuova comprensione della verità cristiana”. A questo proposito, il Papa ha citato una frase di san Vincenzo di Lérins: “Forse qualcuno dice: dunque nella Chiesa di Cristo non vi sarà mai nessun progresso della religione? Ci sarà certamente, ed enorme. Infatti, chi sarà quell’uomo così maldisposto, così avverso a Dio da tentare di impedirlo?”. “Per quanto grave possa essere stato il reato commesso, la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”, ha ribadito Francesco.

Creato: Us Acli, presentati a mons. Bresciani i prossimi appuntamenti del progetto “Gli itinerari della fede”

Wed, 2017-10-11 18:28

L’Unione sportiva Acli ha presentato, nei giorni scorsi, i prossimi appuntamenti del progetto “Gli itinerari della fede” al vescovo di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, mons. Carlo Bresciani. L’iniziativa consiste in una corsa podistica tra edifici storici e religiosi della diocesi. L’occasione è stata la “Giornata per la custodia del creato” alla quale hanno partecipato i podisti di “Salute in cammino”. “È stata una bella occasione per evidenziare ancora una volta la vicinanza tra il cammino e la fede, proprio come avviene in occasione del progetto Gli itinerari della fede”, si legge in una nota. Il prossimo appuntamento si svolgerà venerdì 13 ottobre a San Benedetto del Tronto, alle 21, in piazza Sacconi in concomitanza con la “Camminata per San Benedetto martire”, in occasione delle festività patronali.

Diocesi: Perugia, al via domani il ciclo di incontri “Giovani & Santi” in preparazione al Sinodo 2018

Wed, 2017-10-11 18:11

Al via un ciclo di quattro incontri su “Giovani & Santi” nell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, in preparazione del prossimo Sinodo a loro dedicato. Saranno presentate ai loro coetanei le testimonianze di chi da giovane ha saputo sperimentare la santità. Il primo appuntamento domani, giovedì 12 ottobre, alle 21, si svolgerà nell’oratorio di San Sisto ed è dedicato al tema: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo”, incentrato sulla figura di Carlo Acutis, morto a quindici anni per una leucemia fulminante, per il quale è avviata la causa di beatificazione. A relazionare sarà il giovane sacerdote perugino don Marco Briziarelli, appena tornato dalla recente esperienza di tre settimane come accompagnatore di dieci giovani della Pastorale giovanile diocesana in missione in Malawi. A seguire, giovedì 26 ottobre, alle 21, nell’oratorio di San Barnaba, l’incontro dal titolo: “Tutto mi è di gioia”, dove sarà presentata la figura di Santina Campana da Mario De Luca, membro della Comunità Magnificat di Perugia. Altro incontro giovedì 16 novembre, alle 21, Oratorio di Marsciano è intitolato: “Io ho tutto” ed è dedicato alla figura di Chiara Luce Badano, che avrà come relatore il giovane francescano padre Paolo Zampollini. Don Bosco sarà al centro dell’ultimo appuntamento, il 30 novembre, dedicato al tema: “Santo giovane perché”, a cura di don Giorgio Colajacomo, direttore dell’Istituto salesiano “Don Bosco” di Perugia. “Questi quattro appuntamenti serali – spiega don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile – seguono quelli promossi negli anni scorsi per contribuire alla crescita umana e cristiana dei giovani. Oltre a essere una delle iniziative messe in campo per prepararci al Sinodo dei vescovi dedicato da Papa Francesco ai giovani. Queste iniziative, per la scelta dei luoghi in cui si terranno, vogliono richiamare l’attenzione di adolescenti e adulti anche all’importanza delle esperienze oratoriali nella formazione dei ragazzi”.

Povertà e disuguaglianze: Rete dei Numeri pari, sabato in oltre 30 piazze italiane una giornata di mobilitazione “Ad alta voce”

Wed, 2017-10-11 17:54

Una giornata di mobilitazione “Ad alta voce – Contro la povertà e le disuguaglianze”, lanciata dalla Rete dei Numeri pari, la rete contro le disuguaglianze, per la giustizia sociale e la dignità nata pochi mesi fa, che unisce circa quattrocento realtà sociali e del volontariato in tutta Italia impegnate contro la povertà. L’appuntamento è per sabato 14 ottobre in oltre 30 piazze in tutta Italia con il cuore della mobilitazione a Roma, con la presenza di don Luigi Ciotti, in piazza San Giovanni Bosco, “luogo diventato tristemente famoso per i funerali di Vittorio Casamonica – si legge in una nota -. Ed è qui che da 5 anni è attiva una ‘tenda contro la crisi’ per dare sostegno ai cittadini in difficoltà”. A partire dalle ore 13 con il pranzo sociale fino alle ore 20, la piazza sarà animata da artisti e associazioni, abitanti e senza fissa dimora, movimenti per l’abitare e contro la violenza sulle donne, sindacati e movimenti antimafia e tanti altri. Molte le azioni che si susseguiranno nel corso della giornata.
“In tante piazze d’Italia – commenta, nella nota, la Rete dei Numeri pari – per denunciare il raddoppio dei numeri della povertà relativa (9 milioni di persone) mentre triplicano quelli della povertà assoluta (5 milioni). Triplica anche il numero dei miliardari – 342 nel nostro Paese – a riprova del fatto che il problema non è l’assenza di ricchezza o di crescita bensì di redistribuzione della ricchezza, modelli industriali scelti, regimi fiscali e politiche sociali. A causa dell’austerità e dei tagli alla scuola pubblica oggi l’Italia è il peggiore Paese per dispersione scolastica (17,6%), per impoverimento della popolazione giovanile, quello che ha investito meno di tutti in istruzione e cultura, che ha il maggior numero di precari e con la peggiore distribuzione della ricchezza insieme alla Gran Bretagna”.

Pellegrinaggi: Unitalsi, la Sezione romana-laziale chiude la stagione dei viaggi nel segno di San Giovanni Paolo II

Wed, 2017-10-11 17:37

Si chiude la grande stagione dei pellegrinaggi a Lourdes dell’Unitalsi con quello della Sezione romana-laziale che porterà nella cittadina francese oltre 1200 pellegrini provenienti da tutte le province del Lazio. Due le fasi del viaggio: una dal 16 al 22 ottobre e l’altra dal 21 al 27 ottobre. Previste le partenze sia in treno che in aereo da Fiumicino. In occasione di questo pellegrinaggio verrà portata a Lourdes una reliquia di San Giovanni Paolo II di cui ricorre la memoria liturgica il 22 ottobre. Proprio per questa ricorrenza la Santa Messa conclusiva del pellegrinaggio verrà celebrata in onore del Papa Santo con l’esposizione a Lourdes della sua reliquia.
“Si conclude un anno intenso e difficile – racconta Preziosa Terrinoni, presidente della Sezione Romana-Laziale dell’Unitalsi – che ha visto la Sezione romana-laziale impegnata nel promuovere i pellegrinaggi a Lourdes, ma anche nelle attività quotidiane su tutto il territorio laziale con particolare attenzione ai più fragili e alle persone malate”. “Il nostro pellegrinaggio a Lourdes, che chiude la stagione, assume anche un valore speciale grazie alla figura di San Giovanni Paolo II di cui ricorre la memoria liturgica il 22 ottobre prossimo. A lui dedichiamo questo nostro viaggio ai piedi della grotta di Massabielle e per questo abbiamo deciso di portare con noi la sua reliquia che verrà esposta a Lourdes”, conclude Terrinoni. Info:  www.unitalsiromanalaziale.it

Catechismo Chiesa Cattolica: card. Schönborn (Vienna), nella Chiesa “pluralità è legittima”, ma “l’unità nella fede viene prima”

Wed, 2017-10-11 17:25

“Il Catechismo della Chiesa cattolica è il testo di riferimento per le questioni che riguardano la dottrina della Chiesa”. Lo ha ricordato il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, che intervenendo all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione per il 25° del Catechismo della Chiesa cattolica ha citato le parole pronunciate da Giovanni Paolo II nel 1992: “Io lo riconosco come uno strumento valido e legittimo al servizio della comunione ecclesiale e come una norma sicura per l’insegnamento della fede”. Schönborn ha elencato sette criteri “che sono stati direttivi per l’insieme del lavoro e per i singoli elementi”, il primo dei quali “è l’assunzione che la fede costituisca un’unità e che come tale la si possa anche esprimere”. “La differenza fra dottrina della fede e teologia deve essere chiara, poiché il Catechismo riguarda solo la prima”, recita il secondo principio. “Bisogna rispettare la gerarchia delle verità per vedere la dottrina della fede come un tutto organico”, il terzo. “Il primato della grazia deve essere sempre direttivo”, il quarto. “La dottrina deve essere visibile nella sua struttura trinitaria”, il quinto. “Tutto deve essere visto in ordine a Cristo” e “in tutte le esposizioni si deve rendere visibile l’unità interna di Scrittura e tradizione”, il settimo. “C’è nella Chiesa, e ci sarà sempre, una pluralità legittima”, ha osservato il cardinale: “Ma questa diversità, se non deve diventare opposizione e contrasto, è possibile solo sul fondamento di un’unità nella fede. L’unità nella fede viene prima delle teologie plurali, deve essere loro presupposta. Se non è più possibile parlare dell’unica fede in diverse teologie, allora le diverse teologie non stanno più insieme nella casa della Chiesa cattolica”.

Prostituzione: Ramonda (Apg23), “dati Istat preoccupanti. Chiediamo a Parlamento e Governo una legge per fermare questa moderna forma di schiavitù”

Wed, 2017-10-11 17:20

“I dati diffusi oggi dall’Istat sono preoccupanti: si stima che il giro d’affari della prostituzione sia pari a 3,6 miliardi di euro (poco meno del 25% dell’insieme delle attività illegali)”: è il commento di Giovanni Paolo Ramonda , presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), l’associazione, fondata da don Oreste Benzi, che da sempre combatte contro la cultura della prostituzione. “Questo dato dimostra come quella del racket della prostituzione sia una delle principali emergenze sociali e criminali – prosegue Ramonda -. Un giro d’affari enorme che presuppone la riduzione in schiavitù di centomila ragazze, spesso minorenni. Chiediamo al Parlamento e al Governo un atto di coraggio: occorre una legge per fermare questa moderna forma di schiavitù”.
La Comunità Papa Giovanni XXIII promuove, insieme ad un cartello di associazioni, l’iniziativa “Questo è il mio Corpo”, campagna di liberazione per le vittime della tratta e della prostituzione. La proposta, ispirata al modello nordico, ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente il fenomeno colpendo la domanda e multando i clienti delle persone che si prostituiscono.

Salute: Msf, aperto a Catania un centro per cure post-acute per richiedenti asilo e rifugiati

Wed, 2017-10-11 17:06

L’organizzazione medico-umanitaria Medici senza frontiere (Msf) ha aperto a Catania un centro per offrire cure post-acute specializzate a rifugiati e richiedenti asilo che vengono dimessi da strutture ospedaliere in Sicilia, ma non riescono ad accedere ad una adeguata assistenza medica nella fase post-acuta o di convalescenza. “Il centro, che ospita 24 posti letto, garantisce assistenza e cure come la fisioterapia in seguito a fratture, la riabilitazione post-operatoria, il trattamento di ustioni chimiche da benzina subite durante le traversate sui barconi, patologie che non sono più in fase acuta ma devono essere monitorate, come ad esempio una polmonite – si legge in una nota -. Il progetto presterà particolare attenzione alla salute delle donne, oltre a casi particolarmente vulnerabili come vittime di violenza sessuale, tortura e trattamenti inumani e degradanti”.
“Il sistema sanitario italiano attualmente risponde ai bisogni acuti di rifugiati e richiedenti asilo, ma non è strutturato per rispondere ai loro bisogni all’indomani della dimissione dagli ospedali. Dopo aver ricevuto cure ospedaliere, la maggior parte di loro non riesce ad accedere all’assistenza di cui avrebbe bisogno in fase di convalescenza – spiega Elisa Galli, coordinatrice del progetto di Msf a Catania -. Questa mancanza può condurre a un peggioramento della loro salute, con conseguenze tanto sul singolo individuo che sul sistema sanitario nazionale, che dovrà riprendere in carico il paziente una seconda volta”. L’assistenza sarà offerta secondo un approccio multidisciplinare grazie a un team di Msf composto da medici, infermieri, specialisti al bisogno – tra cui fisioterapista, nutrizionista e ostetrica –, operatori socio-sanitari, assistenti socio-legali, uno psicologo e mediatori linguistico-culturali. “Accoglieremo i pazienti in un ambiente protetto per un periodo di 30 giorni, dove li seguiremo nel processo di recupero psico-fisico accompagnandoli poi nel reinserimento nel sistema di accoglienza e nella struttura più adeguata alla situazione – continua Galli -. Purtroppo non sempre l’inserimento nelle strutture di accoglienza è automatico, è quindi importante supportare il paziente affinché questo avvenga nel modo più efficace e umano possibile”.

Apparizioni di Fatima: Jesi, venerdì il vescovo Rocconi consacra la diocesi a Maria

Wed, 2017-10-11 17:03

In quest’anno centenario delle apparizioni di Fatima, un bel numero di parrocchie e tante famiglie della diocesi di Jesi hanno accolto l’immagine della Madonna di Fatima e al culmine di questo percorso della Peregrinatio Mariae venerdì 13 ottobre, nel giorno del centenario dell’ultima apparizione di Fatima, in duomo è prevista la consacrazione della diocesi a Maria Santissima. Alle 20,45 la recita del Rosario e alle 21.30 la concelebrazione eucaristica e la preghiera di consacrazione della diocesi. “Il 12 e 13 maggio scorso il Papa è stato in pellegrinaggio a Fatima, nel centenario dell’inizio della apparizioni – scrive il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, nel messaggio di invito. – Il pellegrinaggio del Papa è stato un invito a guardare là, a Fatima, per accoglierne il grande messaggio di consapevolezza e di speranza. Se Maria a Fatima ha richiamato gli uomini alla gravità del peccato, è perché ha voluto ricordarci che lontano da Dio l’uomo non può che distruggersi”. Per il presule, “il messaggio di Fatima resta fondamentalmente di speranza: infatti la visione che i bambini hanno avuto mostra la forza che si contrappone al potere della distruzione, cioè lo splendore della Madre di Dio, la quale rivolge il suo appello alla conversione. In tal modo viene sottolineata l’importanza della libertà dell’uomo. La parola consacrazione contiene in sé anche il concetto di appartenenza. Consacrarsi a Maria vuol dire essere completamente di Maria per essere completamente del Signore Gesù”. Maria, che “è stata la via che ha condotto il Signore a venire fra gli uomini”, “oggi può essere la via degli uomini per arrivare al Signore Gesù. È con questo spirito che consacriamo la diocesi a Maria Santissima – sottolinea il vescovo -. Non è un gesto autonomo rispetto al Battesimo. È riscoprire il Battesimo, è ringraziare per il Battesimo, è rinnovare la volontà di vivere la vita nuova che nel Battesimo trova la sua sorgente, è guardare a Maria come modello di vita”. La consacrazione a Maria della diocesi, conclude mons. Rocconi, “non è una semplice preghiera. È un modo di vivere, è un professare con la vita la propria fede, presi per mano da Maria, dono di Gesù”.

Editoria: presentata al Papa speciale edizione del Catechismo della Chiesa cattolica. Opera coordinata da mons. Fisichella

Wed, 2017-10-11 17:01

È stata presentata oggi, in Vaticano, alla presenza di Papa Francesco, una speciale edizione del Catechismo della Chiesa cattolica. Per celebrare il 25° anniversario della pubblicazione del Catechismo, promulgato nell’ottobre 1992 da Giovanni Paolo II, il Gruppo editoriale San Paolo, in coedizione con la Libreria editrice vaticana, ha infatti presentato un’edizione dell’opera, corredata da un nuovo commento teologico-pastorale. Coordinati da mons. Rino Fisichella, oltre 40 teologi e catecheti di tutto il mondo “hanno riletto gli articoli del Catechismo alla luce delle sfide poste dall’attuale contesto culturale, tenendo conto dei cambiamenti e dei più importanti documenti magisteriali” degli ultimi 25 anni. “La speciale edizione del Catechismo della Chiesa cattolica, in formato 14×21 cm e di 1.720 pagine, è stata stampata – si legge in un comunicato – dalle rotative de La Tipografica Varese su carta bibbia avoriata da 40 grammi. La produzione, particolarmente complessa da realizzare per la bassa grammatura della carta impiegata e per la presenza di pagine con immagini a 4 colori, è stata realizzata in allestimento cartonato”. Alcune copie con lavorazione particolare sono state destinate allo stesso Papa Francesco e a mons. Fisichella.

Ucraina-Polonia: “premio di riconciliazione” a Congregazione Chiese Orientali e Radio Vaticana. Shevchuk, “Europa ha ancora bisogno di riconciliazione e perdono”

Wed, 2017-10-11 17:00

L’auspicio che “il processo di pace, riconciliazione e perdono tra i popoli vada avanti” ancora oggi in una Europa “percorsa da venti di populismo” e “da nuovi nazionalismi che sono la madre degli estremismi”. È questo il significato ancora attuale del “premio di riconciliazione” polacco-ucraina che quest’anno sarà consegnato alla Congregazione per le Chiese orientali per “il sostegno dei valori che uniscono i popoli nell’edificazione di un futuro comune” e a Radio Vaticana (per le sezioni polacca, ucraina e slovacca) “per la sua trasmissione imparziale delle informazioni e per la promozione del dialogo interculturale nell’Europa centrale e orientale superando gli stereotipi e i pregiudizi reciproci”. A sottolineare l’attualità del premio che sarà consegnato a Roma domani presso il Collegio ucraino di San Giosafat, è Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo-maggiore della Chiesa cattolica ucraina, in una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede della Radio Vaticana. Shevchuk ha spiegato che quest’anno la premiazione si svolge a Roma perché proprio qui, esattamente 30 anni fa (8-17 ottobre 1987), si è tenuto il primo incontro tra i rappresentanti dell’episcopato della Polonia e del Sinodo della Chiesa greco-cattolica, durante il quale è stata proclamata la dichiarazione di perdono e di riconciliazione polacco-ucraina. Quell’incontro rappresentò il primo passo di un lungo cammino di riconciliazione tra i due popoli. Un processo fortemente sostenuto da papa Giovanni Paolo II, consapevole delle “ferite profonde” che la storia aveva lasciato nelle popolazioni dei due Paesi e che la nuova Europa che stava nascendo, poteva fondarsi solo sul perdono e la riconciliazione. La “formula” di riconciliazione di Giovanni Paolo II si fondava sul “perdono”, ha detto Shevchuk: “Il perdono concesso e ricevuto è un balsamo che deve permeare le nostre anime e i nostri cuori per alleviare le sofferenze, sanare le memorie, liberare dai pesi del passato e superare difficoltà e diffidenze”. È un cammino tortuoso, non ancora del tutto compiuto. Per questo prima della conferenza stampa, i promotori del premio hanno pregato sulla tomba di Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro proclamandolo solennemente “patrono del processo di riconciliazione polacco-ucraina”. “Abbiamo bisogno della sua intercessione”, ha detto Shevchuk: “Perché vediamo che ancora oggi in Europa rinascono gli egoismi nazionali che mettono alla prova la pace e sfidano l’unità”.

Catechismo Chiesa Cattolica: mons. Nosiglia (Torino), “ha alzato il tono della catechesi”

Wed, 2017-10-11 16:50

“Nel contesto culturale ed ecclesiale in grande movimento, proprio del periodo storico che stiamo vivendo, il tempo trascorso non è stato ancora sufficiente per veicolare le spinte al rinnovamento teologico e pastorale promosse dal Catechismo della Chiesa Cattolica”. Ne è convinto monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, intervenuto questo pomeriggio all’incontro promosso in Vaticano dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. “Nel nostro Paese, grazie all’impegno della Cei, che ha sempre promosso e seguito passo dopo passo il rinnovamento della catechesi e dei catechismi nazionali con la massima comunione e corresponsabilità, si è dato il via a una stagione ricca di creatività e di viva partecipazione anche da parte dei laici”, ha detto Nosiglia: “Essa, proprio grazie al movimento catechistico, è sfociata nei grandi Convegni decennali, improntati al tema della comunicazione della fede in una realtà in forte cambiamento culturale, dove si sentiva e si sente ancora oggi la necessità di sostenere una fede adulta, non basata solo sulla pratica religiosa, ma sulla fede e sulla missione. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ha dato un ulteriore slancio a quest’obiettivo e ne ha consolidato i frutti, offrendo altresì significativi impulsi soprattutto sul piano della formazione dei catechisti e della stessa azione catechistica, oltre che su quello della realizzazione di testi, ampiamente utilizzati soprattutto nella catechesi diretta dei ragazzi”. “Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, la Chiesa ha indicato con saggezza e rigore un percorso esemplare per la catechesi e la formazione di catechisti, presbiteri, religiosi e religiose e laici e per ogni battezzato desideroso di approfondire il depositum fidei della Chiesa cattolica, viverlo e testimoniarlo con fedeltà”, ha detto il vescovo, secondo il quale “il relativismo e la superficialità propria del nostro tempo hanno inficiato in qualche modo anche la catechesi, con la tentazione di confinare in secondo piano i contenuti della fede, a vantaggio invece di un ‘esperienzialismo’ di moda, che conduce semplicemente a confondere fede con emozione o con occasionale entusiasmo, secondo metodi poco attenti a ciò che la catechesi deve essere e offrire: la conoscenza e accoglienza organica e fondata dei contenuti essenziali della fede rivelata, pensata, celebrata e vissuta dalla Chiesa e nella Chiesa”. “Il Catechismo della Chiesa Cattolica ha alzato il tono della catechesi, nel senso di farle recuperare quel valore intrinseco che ha sempre avuto, ma che stava un po’ disperdendo, sotto la spinta delle culture superficiali e artigianali, dominanti nel pensiero debole del nostro tempo”. Il Catechismo, inoltre, “ricorda a tutti che la catechesi appartiene alla Chiesa in quanto tale, come la liturgia, e va dunque mantenuta e attuata sotto la responsabilità di tutta la Chiesa, che ne è soggetto”. “La catechesi non è un atto privato, ma fortemente ecclesiale e comunitario, e va svolta secondo vie e metodi rigorosi”, ha affermato Nosiglia, ricordando che uno dei meriti del Catechismo della Chiesa Cattolica è quello di aver “sempre sviluppato il dialogo tra le generazioni”. Di qui la necessità di riscoprirlo, ancora oggi, come “un testo autorevole di riferimento che accanto alla Bibbia, alla Tradizione e al Magistero della Chiesa permetta di tradurre nell’oggi del tempo e con attenzione alle esigenze pedagogiche il depositum fidei e la comunicazione dei contenuti rivelati, senza tradirne il dato oggettivo in esperienze solo soggettive e superficiali”.

Giovanni XXIII: mons. Marcianò (ordinario militare), “modello di pace” alla cui scuola occorre “formarsi” per operare a “servizio del bene comune e della persona”

Wed, 2017-10-11 16:48

“Papa Giovanni è modello di pace e voi, militari italiani, volete formarvi alla sua scuola, per esserne sempre più costruttori e testimoni, nonché per poter ‘contagiare’ colleghi di altre Nazioni e culture”. Lo ha detto oggi mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, celebrando, nella basilica S. Maria in Ara Coeli, a Roma, la Messa nella festa di San Giovanni XXIII, patrono dell’Esercito italiano. “La pace fu il tratto umano di Giovanni XXIII: egli la perseguì per tutta la vita, grazie a un paziente lavoro su se stesso che lo rese, anzitutto, ‘uomo’ di pace: capace di relazioni fatte di accoglienza, ascolto, rispetto e dialogo instancabile, sempre in cerca ‘di ciò che unisce'”, ha aggiunto il presule, sottolineando che Papa Roncalli “fu chiamato a portare il dono della pace con la sua stessa persona, a tradurlo in gesti concreti, semplici e talora straordinari, diventando un vero educatore e testimone di pace”. “La parresìa della verità, la misura della giustizia, la smisuratezza della carità” è questo, ha osservato l’ordinario militare, che “rende la pace sempre possibile! E, come Papa Giovanni ci insegna, è questa la nostra missione”.
Secondo mons. Marcianò, “Papa Giovanni, in qualità di patrono, dice qualcosa anche sull’identità dei militari italiani”: “Siamo in un Paese che ‘ripudia la guerra’, lo afferma la Costituzione ; e voi, uomini e donne dell’Esercito, con dedizione e coraggio non comuni, vi sforzate di custodire la pace difendendo la vita umana, promuovendo giustizia e fraternità, soccorrendo nei pericoli e nelle calamità naturali, accogliendo i profughi e proteggendo i più deboli, nella nostra Nazione e nelle Missioni estere… operando a servizio del ‘bene comune’ che, come scrisse Papa Giovanni nella Pacem in Terris, ‘non può essere determinato che avendo riguardo alla persona umana’”.

Diocesi: Genova, riprendono il venerdì le Messe settimanali per lavoratori e studenti all’ora di pranzo

Wed, 2017-10-11 16:45

Dopo la pausa estiva, tornano a Genova le Messe settimanali per lavoratori e studenti celebrate durante l’ora di pranzo. L’iniziativa è di don Massimiliano Moretti, cappellano del lavoro e parroco presso la chiesa di Santa Zita a Genova, che rivolge il proprio invito a partecipare alle celebrazioni che si terranno il venerdì alle 13.15. “Ho deciso di riprendere l’iniziativa che avevamo intrapreso lo scorso anno – spiega don Massimiliano – perché, anche se durante l’estate mi ero interrogato se mantenere o meno l’impegno preso nei mesi scorsi, ho ricevuto numerose richieste di persone che lavorano nelle vicinanze che mi hanno manifestato il desiderio di continuare a partecipare alle celebrazioni”. Infatti, ha aggiunto, “la Messa nella pausa pranzo è una opportunità che offriamo a quanti possono donare una parte del proprio tempo libero al Signore; un appuntamento che li rafforza nella fede e nel lavoro”. Con il passare del tempo è cresciuta anche la partecipazione dei laici passando da poche unità, durante le prime celebrazioni, fino a diverse decine prima della pausa estiva.

Colombia: al via il settimo Congresso nazionale di Riconciliazione per raccogliere esperienze internazionali di costruzione della pace

Wed, 2017-10-11 16:40

È iniziato da pochi minuti a Bogotá, capitale della Colombia, il settimo Congresso nazionale di Riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana attraverso il Segretariato di Pastorale sociale. Il Congresso è intitolato “La Colombia è capace di riconciliazione” e si tiene a un mese di distanza dalla storica visita di Papa Francesco, in un momento caratterizzato dall’implementazione dell’accordo di pace con l’ex guerriglia delle Farc e dalla fase di cessate il fuoco bilaterale tra Governo e guerriglia dell’Eln. Tra i partecipanti numerose personalità ecclesiali, politiche, di istituzioni internazionali. Tra questi, il presidente della Conferenza episcopale colombiana, mons. Oscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, il nunzio apostolico, mons. Ettore Ballestrero, Rodrigo Rivera dell’Alto Commissariato per la pace, l’inviato speciale dell’Unione europea, Eamon Gilmore, il procuratore generale Fernando Carillo, l’incaricato Onu Rafael Zabala e Roberto Vidal, magistrato del Tribunale di giustizia speciale per la pace.
Obiettivo del Congresso, che proseguirà fino a venerdì, è quello di raccogliere proposte da esperienze internazionali di costruzione della pace, di analizzare lo stato di avanzamento, le sfide e le opportunità riguardo all’implementazione degli accordi di pace. In particolare, sarà fatto il punto sul progetto Barometro, strumento di verifica e monitoraggio dell’implementazione degli accordi dell’Avana. Riflette il direttore del Segretariato di Pastorale sociale, mons. Héctor Fabio Henao: “Il Congresso avrà una grande importanza per le decisioni e le proposte che lancerà per il futuro. Si discuterà di temi di interesse nazionale e si rifletterà sulle sfide del posto conflitto in Colombia”. Durante il Congresso ci sarà spazio anche per le testimonianze delle vittime del conflitto.

Catechismo Chiesa Cattolica: mons. Fisichella (Santa Sede), “ravvivare la fede dei cristiani” con “primo annuncio” e “catecumenato”

Wed, 2017-10-11 16:30

“Uno dei compiti della nuova evangelizzazione consiste certamente nel ravvivare la fede dei cristiani”. Ne è convinto monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che aprendo l’incontro organizzato dal suo dicastero per il 25° del Catechismo della Chiesa cattolica ha fatto notare come la fede, spesso, “sembra diventata come la brace del fuoco che arde, ma non è più una fiamma viva capace di dare sostegno all’esistenza. Per diversi motivi, è diventata una fede debole, per molti spesso irrilevante per la vita, e ha bisogno comunque di un rinnovato impulso”. “Questa condizione non può non toccare di conseguenza anche la catechesi e la sua capacità di trovare metodi e contenuti che le permettano di essere una via adeguata per questa nuova tappa nella sua storia di evangelizzazione”, la tesi del vescovo, secondo il quale “ripensare la catechesi comporta ricreare il suo legame con l’evangelizzazione come un rapporto primario per affrontare di conseguenza il ruolo da svolgere nel rafforzare la fede dei credenti in questo peculiare momento della nostra storia”. Di qui la centralità della trasmissione della fede, del “primo annuncio” e del catecumenato, come “espressione dell’agire dell’intera comunità cristiana che ha compreso l’esigenza di recuperare fortemente lo spirito missionario spesso abbandonato nei decenni passati”. “Questo sarebbe un momento di grazia del tutto peculiare per gli adulti – ha concluso Fisichella – perché li condurrebbe progressivamente alla scelta della fede non come un fatto emotivo e, in primo luogo, neppure come un’assunzione di contenuti spesso estranei alla sua vita, ma come un impegno personale che possiede tutti i tratti per essere una scelta libera e vera che si compie consapevolmente per affidarsi al Signore”.

Disabilità: i centri di riabilitazione, “la Regione Lazio abbassa le tariffe, così rischiamo di chiudere”

Wed, 2017-10-11 16:29

Dopo 15 anni di sforzi economici per adeguare i centri agli standard previsti dalle nuove normative emanate dalla Regione Lazio, per resistere ai tagli di budget inferti dalle giunte che si sono susseguite dal 2007 e per sostenere un aumento dei costi di quasi il 60%, i Centri di riabilitazione si trovano, oggi, ad affrontare un abbassamento delle tariffe che rischia di metterli in ginocchio.“La situazione del comparto della riabilitazione è diventata molto preoccupante – spiegano Michele Bellomo, presidente dell’Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari), e Massimo Sala, presidente della Foai (Federazione degli organismi per l’assistenza alle persone disabili) -. Da anni chiedevamo un adeguamento delle tariffe, ferme al 2001, ed invece queste sono state ulteriormente abbassate, con riduzione che vanno dal 7 al 12%, escludendo dal calcolo le spese per il personale amministrativo e tecnico e sottostimando i costi per le manutenzioni. Per questi motivi avevamo domandato un incontro col presidente Zingaretti, richiesta che non ha neanche ricevuto una risposta. Speriamo ci vada meglio con il presidente della Commissione Sanità”.  Si tratta di centri che si occupano del disagio fisico, psichico e sensoriale di bambini, adolescenti ed anziani, che lavorano, ogni giorno, con l’autismo, il ritardo mentale, la riabilitazione fisica e cardiologica, così come con persone sorde o motulese, affette da pluripatologie o patologie complesse come l’ictus, rischiano, infatti di chiudere i battenti. Le associazioni in questione rappresentano oltre il 90% di tutte le strutture di riabilitazione del Lazio, 70 centri laici e religiosi che assistono circa 12mila e 500 pazienti, tra loro il Don Orione, il Don Guanella, l’Eugenio Litta, la Fondazione Santa Lucia, l’Anfass Roma, l’Istituto Leonarda Vaccari e la Comunità Capodarco di Roma. Tutte associazioni Onlus e senza fini di lucro.

Catechismo Chiesa Cattolica: mons. Fisichella (Santa Sede), “ogni vescovo riprenda la funzione di primo catecheta”

Wed, 2017-10-11 16:21

“Oggi, con questo solenne atto per celebrare il XXV anniversario di quel momento, intendiamo porci in ascolto di Papa Francesco che a conclusione di questo incontro ci rivolgerà la sua parola”. Con queste parole monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, ha aperto oggi, nell’Aula nuova del Sinodo in Vaticano, l’incontro organizzato dal suo dicastero per celebrare i 25 anni del Catechismo della Chiesa Cattolica. Un testo in cui è centrale “l’attenzione perché la catechesi sia un insegnamento che tende a sostenere l’identità del credente, soprattutto in riferimento al contesto storico e culturale in cui i battezzati sono inseriti”, l’ha definito Fisichella sottolineando il legame con il Concilio Vaticano II, che “ricorda anzitutto ai vescovi il compito peculiare del loro ministero episcopale perché la Parola di Dio cresca in mezzo al popolo e l’intelligenza della Sacra Scrittura, nella costante tradizione della Chiesa, diventi il patrimonio di fede, di carità e di speranza dei fedeli”. “La catechesi fin dai primi secoli della nostra storia ha visto i vescovi come veri protagonisti”, ha detto il vescovo citando tra gli altri sant’Agostino, sant’Ambrogio, san Giovanni Crisostomo, san Roberto Bellarmino e “l’impegno comune nell’Oriente e nell’Occidente riguardo la catechesi”. “Se a questo lungo elenco si aggiunge la recente tradizione del vescovo di Roma che ogni mercoledì tiene la sua catechesi per migliaia di persone, allora è opportuno chiedersi se non sia giunto il momento perché ogni vescovo riprenda nella propria cattedrale la sua funzione di primo catecheta per comunicare il patrimonio di sapienza e di spiritualità che arricchisce e rende salda la fede”, la proposta sull’esempio di Papa Francesco. Per Fisichella, “sarebbe certamente l’esempio concreto di un impegno per l’evangelizzazione che si fa annuncio e catechesi per restituire vigore a tanti sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, laici e laiche che senza conoscere fatica offrono ogni giorno il loro libero, generoso e convinto contributo per la catechesi”.

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