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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 2 hours 13 min ago

C9: Garcia Ovejero (Sala Stampa Santa Sede), cominciata la riflessione sulla “diaconia della giustizia”

Wed, 2017-02-15 13:47

Durante l’ultima riunione del “C9”, che si concluderà stasera, “è proseguita la discussione sulla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide); la Congregazione per le Chiese Orientali; il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso”. A riferirlo ai giornalisti, durante il briefing di oggi, è stata la vicedirettrice della Sala Stampa della Santa Sede, Paloma Garcia Ovejero. I cardinali che affiancano il Papa nella sua opera di riforma, ha proseguito, “hanno cominciato ad esaminare la ‘diaconia della giustizia’, e perciò un tempo consistente è stato dedicato ai Tribunali: Penitenzieria Apostolica, Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e Tribunale della Rota Romana”. Allo studio del Consiglio, in questi giorni, anche “il processo per la selezione di candidati all’episcopato”. Il cardinale George Pell, inoltre, “ha riferito sul lavoro della Segreteria per l’Economia, a lui affidata, per la piena attuazione della riforma economica richiesta dal Santo Padre, con particolare attenzione all’attività di formazione del personale e alle risorse umane”. Il prefetto della Segreteria per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Viganò, ha presentato invece “lo stato attuale della riforma della comunicazione della Santa Sede, ovvero l’avvenuto accorpamento della Radio Vaticana e del Centro televisivo vaticano nel dicastero a lui affidato”. Sono stati avviati “incontri di lavoro” con la Segreteria di Stato, la Segreteria per l’Economia, l’Apsa e l’Ufficio del Lavoro “per accompagnare questa nuova fase della riforma”, ed è stato presentato “il piano per ristrutturare le frequenze radio e le nuove ‘policy’ per il mondo dei social network”. Si è riflettuto, infine, “sul progetto per l’avvio della riforma della Libreria editrice vaticana”.

La prossima riunione del Consiglio di Cardinali avrà luogo nei giorni 24, 25 e 26 aprile 2017, ha annunciato Garcia Ovejero, ricordando che il C9 si è riunito con il Santo Padre per tre giorni, a partire da lunedì scorso, alla presenza di tutti i membri del Consiglio. Il Papa è stato assente lunedì nella seconda parte della mattinata per la visita “ad Limina” dei vescovi di Costa Rica e questa mattina per l’udienza generale: sarà invece presente alla seduta numero 105 prevista per oggi pomeriggio. Lunedì e martedì i cardinali hanno concelebrato la Messa con il Papa, ed il 13 febbraio, dopo le prime consultazioni, i cardinali hanno rilasciato una dichiarazione in cui ribadivano il loro “pieno appoggio all’opera del Papa”, assicurandogli “adesione e sostegno pieni”. Le sessioni di lavoro dell’attuale seduta del “C9” si sono svolte al mattino dalle 9 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 16.30 alle 19.

Cei: in arrivo una campagna con fondi 8xmille per seguire i migranti dai Paesi di partenza a quelli di arrivo

Wed, 2017-02-15 13:43

Una campagna a tutto campo in aiuto soprattutto ai minori migranti non accompagnati. Un progetto articolato e complesso che parte dai Paesi di origine, li segue lungo il tragitto di migrazione nei Paesi di transito, li accoglie nei porti italiani. Segno di “una Chiesa che in Italia non sta a guardare, si pone il problema e se abbiamo la possibilità di fare qualcosa con i fondi dell’8Xmille, la dobbiamo fare”. Così don Leonardo Di Mauro, direttore del Servizio Cei per gli interventi caritativi a favore del terzo mondo, spiega al Sir la Campagna che la Conferenza episcopale italiana sta pensando di lanciare per dare seguito all’iniziativa della Cei sul diritto di rimanere nella propria terra, lanciata in occasione del Giubileo della misericordia. Un progetto a cui stanno lavorando il Comitato per gli interventi caritativi, l’Ufficio nazionale per la pastorale del mare, la Caritas italiana, la Fondazione Migrantes e Missio. Si stanno anche susseguendo, nella sede della Cei a Roma, una serie di incontri con vescovi e rappresentanti delle Chiese africane coinvolte nel progetto. In gennaio fu accolto monsignor Vincent Louis Marie Landel, arcivescovo di Rabat, in Marocco. In questi giorni è presente a Roma l’abbé Edmond Dembele, segretario generale della Conferenza episcopale del Mali.

“Si tratta – spiega don Di Mauro – di una campagna di sensibilizzazione per lanciare l’idea che esiste un diritto a rimanere nella propria terra e un diritto a emigrare. Ma è anche una campagna di azione perché è volta a fare azioni concrete, prima di tutto nei Paesi da cui si parte. Vorremmo inoltre legare il nostro intervento ai minori non accompagnati che sono stati al centro del discorso che il Papa ha tenuto per la Giornata dei migranti”. Su suggerimento della Fondazione Migrantes, la Cei ha scelto di concentrate il proprio intervento sui Paesi di maggiore migrazione, ovvero Mali e Nigeria. “L’idea – spiega don Di Mauro – è di avviare qui una campagna diffusa nelle scuole, nei media, con manifesti per aiutare la gente a capire nelle mani di chi si mettono i ragazzi quando affrontano questi viaggi e nello stesso tempo cercare di capire con la Chiesa locale quali azioni concrete possiamo fare con i fondi dell8xmille per aiutare le persone a restare nella propria terra”. Il secondo step è nei Paesi di passaggio. Per questo motivo il mese scorso, i responsabili dei diversi uffici Cei coinvolti nella campagna si sono incontrati con il vescovo di Rabat, che “darà delle indicazioni concertate con la Cerna” (la Conférence des Evêques de la Région Nord de l’Afrique) per vedere anche lì “quali azioni di aiuto possiamo dare in questa fase di passaggio”.  E infine, terzo momento, sarà quello di fare qualcosa nei posti dove i minori arrivano. “Anche qui, non potendo fare tutto – conclude don Di Mauro –  sceglieremo 4/5 porti italiani dove arrivano tanti ragazzi minori non accompagnati e cercheremo di dare un contributo con l’aiuto dell’Apostolato del mare e con le diverse realtà che già lavorano sul campo”.

Siria: padre Varriano (Nazareth), “Persone torturate perché cristiane”

Wed, 2017-02-15 13:40

“Abbiamo trovato una Siria totalmente devastata, Aleppo è totalmente distrutta, la città di Homs, tra Aleppo e Damasco, è distrutta al 70%. Il famoso mercato di Aleppo, il centro storico di questa che è una delle città più antiche del mondo, totalmente distrutto. Dinanzi a tanto dolore, la Chiesa cerca di essere vicina alla popolazione”. È quanto dichiarato da padre Bruno Varriano, guardiano e rettore della basilica dell’Annunciazione di Nazareth, in Terra Santa. Da poco tornato dalla Siria, dove ha incontrato il parroco di Aleppo, padre Ibrahim Alsabagh, il religioso ha potuto incontrare “i cristiani e i frati che si trovano lì, ai quali abbiamo detto che non sono stati abbandonati, così come non lo è stata la Siria e che la loro vita non è meno importante della nostra”. “Ho trovato un popolo cristiano e una comunità cristiana molto uniti – ha affermato – i sacerdoti, i frati, i religiosi, i salesiani, i francescani, sono molto vicini ai cristiani. I nostri conventi sono diventati case per rifugiati”. “Penso che quello che mi hanno raccontato e quello che ho visto dovrebbe essere letto nelle nostre chiese come testimonianza di fede al giorno d’oggi – ha aggiunto padre Varriano – Persone che sono state torturate perché sono cristiane, perché possiedono una croce…torturate….oggi! Mi rendo conto che oggi, con tante difficoltà, con tante devastazioni, la Siria può essere un grande esempio di fede per il mondo”. Dal 2011 la popolazione della Siria è vittima del conflitto tra il governo e i gruppi ribelli e gli estremisti islamici. I dati dell’Onu divulgati l’anno scorso indicano che più di quattrocentomila persone hanno perso la vita e che in quasi cinque milioni sono stati costretti a lasciare il paese. Il 70% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile. Mancano medicine, elettricità, cibo, scuole e alloggi.

Papa Francesco: domenica 19 febbraio andrà nella parrocchia di Santa Maria Josefa

Wed, 2017-02-15 12:56

Domenica prossima, intorno alle ore 16, Papa Francesco arriverà a Ponte di Nona per incontrare la comunità parrocchiale di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù, nella piazza omonima di Castelverde di Lunghezza. Lo accoglieranno il cardinale vicario Agostino Vallini, il vescovo ausiliare del settore Est, monsignor Giuseppe Marciante, il parroco don Francesco Rondinelli e il vicario parrocchiale don Luca Bazzani, don Joseph Alexander De Leon, prefetto della XVIII prefettura e altri sacerdoti della medesima prefettura. È la tredicesima visita di Francesco in una parrocchia della diocesi di Roma, la seconda in poco più di un mese: il 15 gennaio scorso, infatti, ha visitato Santa Maria a Setteville, nel Comune di Guidonia. Il programma – informa il Vicariato di Roma – prevede, subito dopo l’arrivo del Papa, un incontro con i bambini e i ragazzi del catechismo e con il gruppo giovani nel teatro parrocchiale, poi con i malati, quindi con le famiglie e gli operatori del centro Caritas. Prima di presiedere la concelebrazione eucaristica, che sarà animata musicalmente dal coro della parrocchia, il Papa confesserà quattro parrocchiani.

San Giovanni Paolo II incontrò questa comunità il 16 dicembre 2001: celebrò la Messa e donò alla parrocchia un prezioso crocifisso, oggi posto sull’altare, e una tela raffigurante “La Pietà”. L’attuale parroco, il trentanovenne don Francesco Rondinelli, ha assunto l’incarico solo 5 mesi fa: “Ogni parroco sogna che la sua comunità riceva la visita del Santo Padre ma non ci avrei mai sperato, mi sembrava un desiderio impossibile da realizzare, tanto meno a pochi mesi dalla mia nomina. Quando il cardinale mi ha chiamato, hanno iniziato a tremarmi le gambe e ho provato una gioia difficile da esprimere a parole”. Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù è una chiesa di recente costruzione dedicata a Maria Josefa Sancho de Guerra, fondatrice della congregazione delle Serve di Gesù della Carità, canonizzata da san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000. Nel cuore del quartiere Ponte di Nona, a due passi dal centro commerciale Roma Est, la parrocchia si trova tra due ali di palazzine popolari tutte tinteggiate con diversi colori. Su 6.500 famiglie (circa 20mila abitanti), la maggior parte composte da giovani coppie con bambini piccoli, un terzo vive nelle case popolari. Poco più di 200 i bambini del catechismo che frequentano assiduamente la parrocchia, dotata di campi da calcio e di basket. Desiderio del parroco è quello di avviare al più presto l’oratorio e corsi di teatro.

La Civiltà Cattolica: sabato a Roma tavola rotonda per il numero 4000

Wed, 2017-02-15 12:55

Una tavola rotonda in occasione della pubblicazione del numero 4000 de “La Civiltà Cattolica”. La organizza sabato 18 febbraio alle 18, presso la sua sede (via di Porta Pinciana 1, Roma), il quindicinale dei gesuiti, a partire dalla definizione che ne ha dato Papa Francesco: “Una rivista ponte, di frontiera e di discernimento”. Parteciperanno al dibattito Giuliano Amato (giudice della Corte costituzionale), Emma Fattorini (docente di Storia contemporanea, senatore della Repubblica), Andrea Riccardi (storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio) e padre Antonio Spadaro (direttore de “La Civiltà Cattolica”). “La tradizione fiorisce, implica una crescita”. Così si è espresso Papa Francesco, nel colloquio con padre Spadaro pubblicato nel volume “Nei tuoi occhi è la mia parola”. La rivista — scritta da sempre solo da gesuiti — ha vissuto un importante rinnovamento nella veste grafica già nel 2011 e quindi un succedersi di innovazioni legate alla sua presenza digitale. Gli scrittori nel frattempo sono cresciuti in numero e provenienza geografica e culturale. A tutto questo oggi si unisce una novità assoluta: il lancio di 4 edizioni mensili della rivista in francese, inglese, spagnolo e coreano.

Papa Francesco: a Ifad, per popoli indigeni “valorizzazione e piena partecipazione”

Wed, 2017-02-15 12:40

“Come conciliare il diritto allo sviluppo, compreso quello sociale e culturale, con la tutela delle caratteristiche proprie degli indigeni e dei loro territori”. È questo il “problema essenziale” per “una maggiore responsabilizzazione economica dei popoli autoctoni”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, prima dell’udienza generale di oggi, i rappresentanti di popoli indigeni, presenti a Roma in occasione della 40ª sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad). “Questo è evidente soprattutto quando si vanno a strutturare attività economiche che possono interferire con le culture indigene e la loro relazione ancestrale con la terra”, ha ammonito Francesco, secondo il quale “dovrebbe sempre prevalere il diritto al consenso previo e informato”, come prevede l’art. 32 della Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni: “Solo così è possibile assicurare una collaborazione pacifica tra autorità governative e popoli indigeni, superando contrapposizioni e conflitti”, ha spiegato il Papa, auspicando “l’elaborazione di linee-guida e progetti che siano inclusivi dell’identità indigena, con una speciale attenzione per i giovani e le donne”. “Inclusione e non solo considerazione!”, l’imperativo d Francesco: “Ciò significa per i Governi riconoscere che le comunità autoctone sono una componente della popolazione che va valorizzata e consultata e di cui va favorita la piena partecipazione, a livello locale e nazionale”, l’appello. A questa “necessaria road map”, ha concluso il Papa, “ può contribuire efficacemente l’Ifad con i suoi finanziamenti e la sua competenza”, riconoscendo – sulla scorta della Laudato si’ – che “uno sviluppo tecnologico ed economico, che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso”.

Parlamento Ue: voto sul Ceta. Weber (Ppe), “risposta a protezionismo di Trump”. Le Pen (Fn), “accordo scellerato”

Wed, 2017-02-15 12:36

I negoziati Ceta, relativi all’accordo globale sul commercio tra Ue e Canada, sono stati lanciati nel maggio 2009 e conclusi nel settembre 2014. Ue e Canada hanno firmato l’accordo il 30 ottobre 2016. “Nel 2015 sono state importate merci dal Canada per un valore di 28,3 miliardi di euro ed esportate dall’Ue al Canada 35,2 miliardi di euro, una cifra che si prevede sarà aumentata di oltre il 20% una volta l’accordo sarà pienamente operativo”, riferiscono in un documento di lavoro gli esperti dell’Eurocamera. Mandred Weber, capogruppo dei Popolari, sostiene che il Ceta “rappresenta la risposta di Europa e Canada alla politica di Donald Trump. Invece di protezionismo, vogliamo collaborazione”. Gianni Pittella, leader dei Socialisti e democratici, il cui gruppo è diviso sul tema, afferma che “occorre soprattutto una nuova visione della politica commerciale che si faccia carico dei cosiddetti losers of the globalisation”. Marine Le Pen, del nazionalista Front national francese, definisce il Ceta “un accordo scellerato nei confronti dei popoli europei, che distruggerà centinaia di migliaia di posti di lavoro in Europa”. Ska Keller, dei Verdi, parla di “liberismo selvaggio a danno dei cittadini europei”. “Ci deve piacere il Ceta – aggiunge – solo perché il Canada e i canadesi sono simpatici?”.

Parlamento Ue: voto sul Ceta. In emiciclo “dialogo tra sordi”. Oltre ai commerci, cooperazione bilaterale col Canada

Wed, 2017-02-15 12:20

(Strasburgo) Il dibattito in corso all’Europarlamento sull’accordo commerciale con il Canada (Ceta) polarizza le posizioni dei gruppi politici e divide gli eurodeputati. Diversi interventi parlano del Ceta come di una grande occasione per la crescita economica e occupazionale dell’Ue; altri ne sottolineano tutti i possibili aspetti negativi, dall’invasione di prodotti ogm e carni agli ormoni fino alla perdita dei posti di lavoro. Le cifre portate dagli uni e dagli altri non corrispondono minimamente (“è un dibattito tra sordi”, taglia corto un deputato). “L’accordo Ceta – riassume una nota dell’ufficio stampa del Parlamento – eliminerà i dazi sulla maggior parte dei beni e dei servizi e aprirà il mercato degli appalti pubblici del Canada alle imprese europee. Per fugare le preoccupazioni dei cittadini che l’accordo dia troppo potere alle multinazionali, Ue e Canada hanno confermato esplicitamente il diritto degli Stati a rifarsi al diritto nazionale”. Il Ceta si propone fra l’altro – in epoca di possibili chiusure protezionistiche degli Usa – di intensificare la cooperazione bilaterale con Ottawa per varie questioni non commerciali, “quali la politica estera e di sicurezza, la lotta al terrorismo, la lotta alla criminalità organizzata, lo sviluppo sostenibile, la ricerca e la cultura”.

Finanza: Banca etica, nel 2016 utili per oltre 4 milioni di euro. Raggiunti i 40mila soci e i 60 milioni di capitale sociale

Wed, 2017-02-15 12:17

Utili in crescita e pari a 4 milioni e 318mila euro, 40mila soci, 60 milioni di capitale sociale. Sopra i 6 milioni di euro l’utile del bilancio consolidato con la controllata Etica sgr. Con questi numeri Banca Etica , la prima e ad oggi unica banca italiana dedita interamente alla finanza etica, ha chiuso il 2016 e si prepara a festeggiare il diciottesimo anniversario di fondazione mentre cresce la fiducia dei risparmiatori. “La raccolta di risparmio è di 1 miliardo e 227 milioni di euro (+15% rispetto al 2015) e i finanziamenti accordati superano i 970 milioni di euro – si legge in un comunicato -, con una crescita di 125 milioni di euro (+12% rispetto al 2015) a sostegno di quasi 9mila progetti nei principali ambiti di intervento: legalità; cooperazione sociale; cooperazione internazionale; ambiente; cultura e società civile; nuova economia”. Banca etica, prosegue il comunicato, “conferma indici di patrimonializzazione superiori ai limiti fissati dalla normativa di vigilanza: a fine 2016 il Cet 1 è del 12,47%*; le sofferenze nette sono contenute all’1% degli impieghi, contro una media del settore bancario pari al 4,80% (dato a novembre 2016 – fonte: Abi). In queste settimane, fa sapere ancora l’istituto, “abbiamo inoltre raggiunto quota 40mila soci e 60 milioni di capitale sociale. Un dato importante perché è grazie alla partecipazione azionaria che possiamo fare più finanza etica e dare continuo impulso alla crescita della nostra banca”. Fino al 24 marzo è possibile diventare soci o sottoscrivere ulteriori azioni, usufruendo della “bonus share”. Info sul sito.

Lavoro: don Patriciello, “non tocca alla Chiesa garantire un futuro lavorativo ai giovani. La politica faccia il proprio dovere”

Wed, 2017-02-15 12:00

“Ben vengano i piccoli progetti di lavoro promossi dalle parrocchie, dalle diocesi, dalle cooperative sociali che solo nella Chiesa hanno trovato un trampolino di lancio; ben venga il microcredito, le reti tra i produttori che la Chiesa riesce a rilanciare sul mercato. Ma non tocca alla Chiesa tutto questo, non è nella sua natura, né nei suoi compiti garantire un futuro lavorativo ai giovani”. Lo ha affermato don Maurizio Patriciello, in un’intervista a Clarus, il mensile della diocesi di Alife-Caiazzo, realizzata a margine del convegno “Chiesa e Lavoro. Quale futuro per i giovani del Sud?” svoltosi a Napoli. Per il sacerdote della Terra dei fuochi, “corriamo il rischio di fare di queste tavole rotonde un momento celebrativo, mentre dovremmo trovare il coraggio di smettere i ruoli da ‘inferiori’ e alzare la voce chiedendo alla politica di fare il proprio dovere, di garantire civiltà, servizi, presenza”. Un ammonimento che scaturisce dalla “convinzione personale – diversamente da come la pensa qualche politico – che la ‘Questione meridionale’, fatta di ritardi, omertà, arretratezza, continuiamo a trascinarla con noi da 150 anni”. Don Patriciello richiama ognuno al rispetto del proprio ruolo e della propria responsabilità, ben sapendo dell’impegno di chi – come lui – ogni giorno garantisce alla gente “anche quelle forme di assistenzialismo senza le quali correremmo il rischio di maggiori suicidi e disagi sociali”.

Papa Francesco: udienza, “insistere, insistere, insistere”. “Quando si vuole una cosa, si fa così”

Wed, 2017-02-15 11:40

“Quando si vuole una cosa, si fa così!”. È il commento, divertito e compiaciuto insieme, pronunciato con un largo sorriso dal Papa, al termine dell’udienza generale di oggi. Durante i saluti ai fedeli di lingua italiana, che come di consueto rappresentano il congedo di Francesco dall’appuntamento del mercoledì, il Papa ha salutato, tra gli altri, il coro “Note ascendenti” di Sant’Eufemia-Lamezia Terme, che nel sentire il proprio nome ha subito intonato una canzone, imperniata sul ritornello “Dio ci ama”. L’esibizione, però, si è protratta più del dovuto, e proprio quando sembrava ormai interrompersi salutata dagli applausi dei 7mila presenti oggi in Aula Paolo VI, è ricominciata per prolungarsi ancora per qualche minuto. I ragazzi e le ragazze, sollecitati dalla loro direttrice, vestiti tutti in camicia nera e cravatta rossa, hanno proseguito imperterriti e decisi nella loro esibizione. “Quando si vuole una cosa si fa così! Così noi dobbiamo fare con la preghiera”, il commento incoraggiante e improvvisato del Papa: “Quando chiediamo qualcosa al Signore: insistere, insistere, insistere! È un bell’esempio di preghiera, grazie!”.

Parlamento Ue: voto sul Ceta, accordo commerciale con il Canada. Eurodeputati divisi

Wed, 2017-02-15 11:39

(Strasburgo) Dibattito vivacissimo, a tratti teso, nell’emiciclo del Parlamento europeo, chiamato oggi a discutere e a votare l’accordo commerciale Ceta tra Unione europea e Canada (Comprehensive economic and trade agreement). A Favore si schierano Popolari, Liberali e Conservatori. Posizioni diversificate tra i Socialisti e democratici; apertamente contrarie la Sinistra unitaria, i Verdi, le destre nazionaliste. Il Ceta abbatterebbe praticamente tutti i dazi doganali per import-export, favorendo i flussi commerciali tra Ue e Paese nordamericano, sostenendo il Pil europeo. Le preoccupazioni dei detrattori dell’accordo riguardano le garanzie per le imprese europee dall’invasione delle multinazionali, i diritti dei lavoratori, la protezione di consumatori, piccole imprese, agricoltura, ambiente. Il commissario europeo al commercio, Cecilia Malmström, intervenendo in aula, ha esposto i punti positivi dell’accordo, che ha definito “il più avanzato e moderno accordo commerciale mai negoziato dall’Unione”. All’esterno della sede dell’Euroassemblea si è svolta una manifestazione, soprattutto di giovani, per dire no al Ceta: “Non passate sopra i popoli”, urlavano i manifestanti; “i cittadini prima dei profitti”.

Papa Francesco: udienza, l’Europa ha “bisogno di mantenere l’unità della fede, la tradizione, la cultura cristiana”

Wed, 2017-02-15 11:32

L’Europa ha “bisogno di mantenere l’unità della fede, la tradizione, la cultura cristiana”. E’ l’appello del Papa, lanciato durante i saluti ai pellegrini di lingua polacca. “Ieri abbiamo ricordato i santi Patroni d’Europa: Cirillo monaco, e Metodio vescovo”, il saluto di Francesco: “Questi due fratelli di Salonicco hanno portato il Vangelo ai popoli slavi”. “Ancor oggi essi ricordano all’Europa, e a noi tutti, il bisogno di mantenere l’unità della fede, la tradizione, la cultura cristiana e di vivere ogni giorno il Vangelo”, ha affermato Francesco, che ha ricordato la festa degli “evangelizzatori dei popoli slavi e compatroni d’Europa” anche al termine dell’udienza, nei saluti ai fedeli di lingua italiana. “Il loro esempio aiuti voi, cari giovani, a diventare in ogni ambiente discepoli missionari”, l’invito di Francesco: “La loro tenacia incoraggi voi, cari ammalati, ad offrire le vostre sofferenze per la conversione dei lontani; il loro amore per il Signore illumini voi, cari sposi novelli, a porre il Vangelo come regola fondamentale della vostra vita familiare”.

Papa Francesco: udienza, “la speranza non delude mai”. “Ripetere: sono sicuro, Dio mi ama”

Wed, 2017-02-15 11:10

“La speranza cristiana è solida, ecco perché non delude”. A spiegarlo è stato il Papa, che a braccio ha aggiunto: “Mai delude! La speranza non delude”. “Non è fondata su quello che noi possiamo fare o essere, e nemmeno su ciò in cui noi possiamo credere”, ha ammonito Francesco nella catechesi dell’udienza di oggi: “Il suo fondamento, cioè il fondamento della speranza cristiana, è ciò che di più fedele e sicuro possa esserci, vale a dire l’amore che Dio stesso nutre per ciascuno di noi”. Poi un’altra parentesi a braccio: “È facile dire Dio ci ama, tutti lo diciamo. Ma pensate un po’: ognuno di noi è capace di dire: ‘Sono sicuro che Dio mi ama?’ Non è tanto facile dirlo, ma è vero”. “È un buon esercizio, questo, di dire a se stessi: Dio mi ama”, l’invito di Francesco ancora fuori testo: “E questa è la radice della nostra sicurezza, la radice della speranza”. “E il Signore ha effuso abbondantemente nei nostri cuori il suo Spirito come artefice, come garante, proprio perché possa alimentare dentro di noi la fede e mantenere viva questa speranza e questa sicurezza: Dio mi ama”. “In questo momento brutto, Dio mi ama! In questo momento in cui ho fatto una cosa brutta: Dio mi ama! E questa sicurezza non ce la toglie nessuno”, ha esclamato il Papa a braccio, esortando i 7 mila fedeli presenti oggi in Aula Paolo VI a “ripetere: sono sicuro, Dio mi ama!”.

Papa Francesco: udienza, la pace “non è assenza di preoccupazioni”

Wed, 2017-02-15 11:04

“La pace che ci offre e ci garantisce il Signore non va intesa come l’assenza di preoccupazioni, di delusioni, di mancanze, di motivi di sofferenza”. Lo ha precisato il Papa, durante l’udienza in Auala Paolo VI a cui partecipano circa 7mila persone. “Se fosse così, nel caso in cui riuscissimo a stare in pace, quel momento finirebbe presto e cadremmo inevitabilmente nello sconforto”, ha proseguito Francesco, per spiegare che “la pace che scaturisce dalla fede è un dono: è la grazia di sperimentare che Dio ci ama e che ci è sempre accanto, non ci lascia soli nemmeno un attimo della nostra vita”. E questo, come afferma san Paolo, “genera la pazienza, perché sappiamo che, anche nei momenti più duri e sconvolgenti, la misericordia e la bontà del Signore sono più grandi di ogni cosa e nulla ci strapperà dalle sue mani e dalla comunione con lui”. “Questo non è facile da capire”, ha commentato Francesco a proposito dell’invito di Paolo a “vantarci anche nelle tribolazioni”: “Questo ci risulta più difficile e può sembrare che non abbia niente a che fare con la condizione di pace, invece ne costituisce il presupposto più autentico, più vero”.

Papa Francesco: udienza, 7mila in Aula Paolo VI. “Tutto è dono”, se lo capiamo “siamo in pace con noi stessi, in famiglia, al lavoro”

Wed, 2017-02-15 10:58

“Se impariamo a leggere ogni cosa con la luce dello Spirito Santo, ci accorgiamo che tutto è grazia! Tutto è dono!”. Ad esclamarlo, sulla scorta di san Paolo, è stato il Papa, che sta tenendo l’udienza generale in Aula Paolo VI davanti a circa 7mila fedeli. “Se facciamo attenzione – ha proseguito Francesco – ad agire, nella storia, come nella nostra vita, non siamo solo noi, ma è anzitutto Dio. È Lui il protagonista assoluto, che crea ogni cosa come un dono d’amore, che tesse la trama del suo disegno di salvezza e che lo porta a compimento per noi, mediante il suo Figlio Gesù. A noi è richiesto di riconoscere tutto questo, di accoglierlo con gratitudine e di farlo diventare motivo di lode, di
benedizione e di grande gioia”. “Se facciamo questo, siamo in pace con Dio e facciamo esperienza della libertà”, ha assicurato il Papa: “E questa pace si estende poi a tutti gli ambiti e a tutte le relazioni della nostra vita: siamo in pace con noi stessi, siamo in pace in famiglia, nella nostra comunità, al lavoro e con le persone che incontriamo ogni giorno sul nostro cammino”.

Migranti: vescovi del Messico e del Texas, “politiche governative rispettino i diritti umani fondamentali”

Wed, 2017-02-15 10:52

I vescovi delle diocesi frontaliere del Messico e del Texas, riuniti a Brownsville (Usa) per il semestrale incontro chiamato “Mex-Tex”, ricordano che “il migrante ha diritto ad essere rispettato per il diritto internazionale in ogni Paese” e fanno riferimento alla “politica inumana dei governi e all’indifferenza del mondo”. Perciò “sono necessarie politiche governative che rispettino i diritti umani fondamentali dei migranti irregolari”. Nel messaggio, i vescovi sottolineano l’amicizia profonda tra le città frontaliere e ribadiscono gli impegni e le opere di accoglienza promosse dalla Chiesa: “Noi, come vescovi, continueremo a seguire l’impegno di Papa Francesco, cercheremo di costruire ponti tra i popoli, ponti che ci permettano di abbattere i muri dell’esclusione e dello sfruttamento”. Perciò, “affermiamo che l’amicizia tra le nostre famiglie e i nostri vicini può potenziare l’amicizia tra i nostri popoli e Paesi. Il nostro incontro è una chiara manifestazione di gioia e segno di profonda speranza. La croce che è stata collocata alla frontiera, tra le città di El Paso e Ciudad Juárez, ricordando la visita di Papa Francesco nel febbraio del 2016, è un segno di incontro, unità e speranza”.

Papa Francesco: udienza, “nella mia terra chi si vanta è un pavone”

Wed, 2017-02-15 10:51

“Nella mia terra quelli che si vantano li chiamano i pavoni”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha ricordato che “fin da piccoli ci viene insegnato che non è una bella cosa vantarsi”. “Ed è giusto – ha commentato – perché vantarsi di quello che si è o di quello che si ha, oltre a una certa superbia, tradisce anche una mancanza di rispetto nei confronti degli altri, specialmente verso coloro che sono più sfortunati di noi”. Nella Lettera ai Romani, però, “san Paolo ci sorprende, in quanto per ben due volte ci esorta a vantarci”. “Di cosa allora è giusto vantarsi?”, si è chiesto Francesco: “E come è possibile fare questo, senza offendere gli altri, senza escludere qualcuno?”. “Siamo invitati a vantarci dell’abbondanza della grazia di cui siamo pervasi in Gesù Cristo, per mezzo della fede”, la risposta.

Migranti: vescovi del Messico e del Texas, “tocchiamo con mano il dolore” dopo le scelte politiche

Wed, 2017-02-15 10:51

“In questo momento difficile della nostra storia ascoltiamo il clamore dei nostri fratelli migranti, nei quali ascoltiamo la voce di Cristo”. Lo affermano in un messaggio diffuso nella serata di ieri (piena notte in Italia) i vescovi delle diocesi frontaliere del Messico e del Texas, riuniti a Brownsville (Usa) per il semestrale incontro chiamato “Mex-Tex”. Una consuetudine avviata nel lontano 1986, ma il primo appuntamento dopo l’elezione di Donald Trump. “Gesù, Maria e Giuseppe, come migranti e rifugiati, cercarono un luogo per vivere e lavorare, sperando in una risposta di compassione umana. Oggi questa storia si ripete. Questa mattina – scrivono i vescovi – abbiamo visitato centri di detenzione e luoghi di accoglienza rivolti soprattutto a madri, adolescenti e minori migranti. Questi centri sono luoghi che riflettono condizioni di vita intollerabili e inumane”. Prosegue la nota: “Negli anni abbiamo toccato con mano la sofferenza causata da un sistema migratorio ormai a pezzi, a causa di condizioni strutturali ed economiche che generano minacce, deportazioni, impunità e violenza estrema. Una situazione che si riferisce sia alla frontiera tra Messico e Centroamerica che a quella tra Stati Uniti e Messico”. Questa realtà “oggi sta diventando molto più evidente, di fronte alle politiche che le autorità civili stanno seguendo. In seguito a queste scelte tocchiamo con mano il dolore per la separazione delle famiglie, per la perdita del lavoro, per le persecuzioni e le discriminazioni, per le espressioni di razzismo, le deportazioni non necessarie, che paralizzano lo sviluppo delle persone nelle nostre società e lo sviluppo delle nostre nazioni, lasciandole nell’incertezza e senza speranza”.

Esercizi spirituali Curia romana: p. Michelini, “il Papa mi ha chiesto un ‘grande favore’. Ho tentato di tirarmi indietro, ma poi mi ha convinto”

Wed, 2017-02-15 10:41

“Papa Francesco ha avuto la bontà di chiamarmi al telefono e di chiedermi un ‘grande favore’. Io ho tentato di tirarmi indietro, perché mi sono ritenuto indegno del compito affidatomi, ma poi il Papa mi ha convinto e sono contento di poter stare con lui e con i suoi collaboratori più stretti per quasi una settimana”. Così padre Giulio Michelini ha raccontato di come Papa Francesco l’abbia scelto e convinto a tenere le meditazioni ai membri della Curia romana durante gli Esercizi spirituali in programma dal 5 al 10 marzo nella Casa Divin Maestro di Ariccia. Il francescano è rientrato da pochi giorni dalla Terra Santa, dove ha soggiornato a Cafarnao, sul lago di Galilea, vicino alla casa di Pietro in cui Gesù è stato ospitato. “Questo – ha commentato – mi ha permesso di rivedere le tracce delle meditazioni che terrò al Papa e ai suoi collaboratori”. “Pur partendo dalla Passione di Gesù secondo il Vangelo di Matteo, farò sempre dei riferimenti alla Galilea”, ha rivelato il francescano, per il quale “soggiornare per una decina di giorni a Cafarnao è stato per me un tempo di silenzio, di preghiera e di preparazione insieme ai miei fratelli della Custodia di Terra Santa e in comunione con tanti che pregavano per me per poter affrontare, grazie al dono dello Spirito e non certo per la mia capacità, questo compito che il Santo Padre ha voluto affidarmi”. Dopo quelle affidate al card. Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, per la Via Crucis al Colosseo per il Venerdì Santo del 2016, Papa Francesco ha nuovamente scelto un presbitero espressione della Chiesa umbra per la presentazione di meditazioni. “Ho notato questo ‘collegamento’ – ha osservato padre Michelini – e mi sento molto legato anche dall’esempio di quello che il card. Bassetti ha fatto nel permettere a tutti i cristiani di celebrare insieme al Papa la Via Crucis del Venerdì Santo, che è uno dei momenti più alti della spiritualità anch’essa francescana di questo pio esercizio”. “È come se il cardinale mi avesse passato il ‘testimone’”, ha concluso il francescano.

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