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Updated: 16 min 46 sec ago

Papa Francesco: a leader Ue, c’è “scollamento” fra cittadini e istituzioni, ritrovare “armonia”

Fri, 2017-03-24 19:32

Oggi c’è uno “scollamento affettivo” fra i cittadini e le Istituzioni europee, spesso “percepite lontane e non attente alle diverse sensibilità che costituiscono l’Unione”. A denunciarlo è il Papa, che nel discorso ai leader dell’Ue ha affermato che “l’Europa ritrova speranza quando l’uomo è il centro e il cuore delle sue istituzioni: di qui la necessità di un “ascolto attento e fiducioso delle istanze che provengono tanto dai singoli, quanto dalla società e dai popoli che compongono l’Unione”. “Affermare la centralità dell’uomo – ha spiegato Francesco – significa anche ritrovare lo spirito di famiglia, in cui ciascuno contribuisce liberamente secondo le proprie capacità e doti alla casa comune”. L’Europa è una “famiglia di popoli”, ha ricordato il Papa, e “come in ogni buona famiglia ci sono suscettibilità differenti, ma tutti possono crescere nella misura in cui si è uniti”. “L’Unione Europea nasce come unità delle differenze e unità nelle differenze”, ha proseguito Francesco: “Le peculiarità non devono perciò spaventare, né si può pensare che l’unità sia preservata dall’uniformità. Essa è piuttosto l’armonia di una comunità”, come recita una delle parole “cardine” dei Trattati stilati dai padri fondatori. “Oggi l’Unione Europea ha bisogno di riscoprire il senso di essere anzitutto ‘comunità’ di persone e di popoli”, la tesi del Papa, che ha esortato i presenti a cercare “quell’armonia nella quale il tutto è in ognuna delle parti, e le parti sono – ciascuna con la propria originalità – nel tutto”.

Papa Francesco: a leader Ue, oggi “tante crisi”, chi governa deve “discernere le strade della speranza”

Fri, 2017-03-24 19:29

“Negli ultimi sessant’anni il mondo è molto cambiato. Se i Padri fondatori, che erano sopravvissuti ad un conflitto devastante, erano animati dalla speranza di un futuro migliore e determinati dalla volontà di perseguirlo, evitando l’insorgere di nuovi conflitti, il nostro tempo è più dominato dal concetto di crisi”. È il passo del discorso del Papa ai leader europei che segna la cerniera tra ieri e oggi. “C’è la crisi economica, che ha contraddistinto l’ultimo decennio, c’è la crisi della famiglia e di modelli sociali consolidati, c’è una diffusa crisi delle istituzioni e la crisi dei migranti”, l’affresco dell’attualità dipinto da Francesco: “Tante crisi, che celano la paura e lo smarrimento profondo dell’uomo contemporaneo, che chiede una nuova ermeneutica per il futuro”. Ma il termine crisi “non indica solo un brutto momento da superare”, perché il verbo greco da cui deriva “significa investigare, vagliare, giudicare”. “Il nostro è un tempo di discernimento”, la tesi del Papa, “che ci invita a vagliare l’essenziale e a costruire su di esso: è un tempo di sfide e di opportunità”. “La rievocazione del pensiero dei Padri sarebbe infatti sterile se non servisse a indicarci un cammino, se non diventasse stimolo per l’avvenire e sorgente di speranza”, ha detto Francesco, secondo il quale “ogni corpo che perde il senso del suo cammino, cui viene a mancare questo sguardo in avanti, patisce prima un’involuzione e a lungo andare rischia di morire”. Le risposte per il futuro del nostro continente, per Francesco, le ritroviamo nei “pilastri” sui quali i padri fondatori lo hanno edificato: “La centralità dell’uomo, una solidarietà fattiva, l’apertura al mondo, il perseguimento della pace e dello sviluppo, l’apertura al futuro”. “A chi governa – il monito – compete discernere le strade della speranza, identificare i percorsi concreti per far sì che i passi significativi fin qui compiuti non abbiano a disperdersi, ma siano pegno di un cammino lungo e fruttuoso”.

Austria: vita consacrata, diminuiscono le religiose, piccola ripresa per gli ordini maschili

Fri, 2017-03-24 19:27

Vivono e lavorano in Austria 3.483 religiose e 1.728 religiosi, per un totale di 5.211 tra suore, frati, monaci e membri di famiglie religiose. Sono dati aggiornati al 1 ° gennaio 2017. Le cifre attuali confermano la tendenza statistica degli ultimi anni: il numero dei religiosi austriaci è in declino in totale, con gli ordini maschili che presentano un leggero aumento percentuale sul numero totale dei consacrati. I nuovi ingressi sono costanti con 99 nuove professioni nel 2016 rispetto alle 100 del 2015. Le 3.483 suore sono suddivise in 105 comunità religiose con una diminuzione di 160 unità (erano 3.643 il 1° gennaio 2016): le religiose sono di meno, soprattutto a causa del progressivo invecchiamento e delle morti. Solo il 3,3 per cento ha meno di 40 anni, 18,2 per cento tra 41 e 65, il 21,2 per cento da 66 a 75 anni e il 57,3 per cento ha più di 75 anni. 136 suore sono morte nel corso dell’anno passato. Attualmente ci sono 16 postulanti e 26 novizie, 19 suore emetteranno i voti e 5 la professione perpetua. Dei 1.728 religiosi nelle 87 congregazioni maschili, 1.328 sono sacerdoti religiosi e 400 monaci, con un aumento di 32 vocazioni, rispetto all’inizio del 2016. L’età media è inferiore a quella femminile: il 55,1 per cento dei religiosi è al di sotto dei 65 anni. Nel 2016 sono morti 36 religiosi. 57 tra postulanti e novizi, 26 religiosi che emetteranno i voti e 12 le professioni perpetue sono numeri che fanno sperare in una ripresa costante anche nel 2017.

Papa Francesco: ai leader Ue, da radici cristiane “possibilità di edificare società autenticamente laiche”

Fri, 2017-03-24 19:26

Il “denominatore comune” dei padri fondatori dell’Europa “era lo spirito di servizio, unito alla passione politica, e alla consapevolezza che all’origine della civiltà europea si trova il cristianesimo, senza il quale i valori occidentali di dignità, libertà e giustizia risultano per lo più incomprensibili”. A ricordarlo ai 27 leader dell’Unione europea è stato il Papa, che nel discorso pronunciato oggi nella Sala Regia ha citato san Giovanni Paolo II: “E ancor oggi, l’anima dell’Europa rimane unita, perché, oltre alle sue origini comuni, vive gli identici valori cristiani e umani, come quelli della dignità della persona umana, del profondo sentimento della giustizia e della libertà, della laboriosità, dello spirito di iniziativa, dell’amore alla famiglia, del rispetto della vita, della tolleranza, del desiderio di cooperazione e di pace, che sono note che la caratterizzano”. “Nel nostro mondo multiculturale – ha detto Francesco attualizzando le parole del suo predecessore – tali valori continueranno a trovare piena cittadinanza se sapranno mantenere il loro nesso vitale con la radice che li ha generati. Nella fecondità di tale nesso sta la possibilità di edificare società autenticamente laiche, scevre da contrapposizioni ideologiche, nelle quali trovano ugualmente posto l’oriundo e l’autoctono, il credente e il non credente”.

Papa Francesco: a leader Ue, pace non è “superflua”, senza si vive “alla giornata”

Fri, 2017-03-24 19:23

“Nel vuoto di memoria che contraddistingue i nostri giorni, spesso si dimentica anche un’altra grande conquista frutto della solidarietà sancita il 25 marzo 1957: il più lungo tempo di pace degli ultimi secoli”. Lo ha affermato il Papa, nel discorso ai leader dell’Unione europea, in cui ha ricordato che “la pace si edifica sempre con il contributo libero e consapevole di ciascuno”. “Per molti, oggi”, la pace “sembra, in qualche modo, un bene scontato, e così è facile finire per considerarla superflua”. Al contrario, per Francesco, “la pace è un bene prezioso ed essenziale, poiché senza di essa non si è in grado di costruire un avvenire per nessuno e si finisce per vivere alla giornata”. L’Europa unita nasce, infatti, “da un progetto chiaro, ben definito, adeguatamente ponderato, anche se al principio solo embrionale”, perché “ogni buon progetto guarda al futuro e il futuro sono i giovani, chiamati a realizzare le promesse dell’avvenire”. Nei Padri fondatori, secondo il Papa, “era chiara la consapevolezza di essere parte di un’opera comune, che non solo attraversava i confini degli Stati, ma anche quelli del tempo così da legare le generazioni fra loro, tutte egualmente partecipi della edificazione della casa comune”.

Nigeriano accoltellato a Rimini: mons. Lambiasi (vescovo), “vigilare e prevenire” consapevoli della “ricaduta educativa o diseducativa” di “ogni nostro gesto e parola”

Fri, 2017-03-24 17:53

“Dobbiamo avere l’onestà e il coraggio di guardare a questo brutto avvenimento muovendoci non solo ‘intorno’ ad esso, ma cercando di andarci ‘dentro’. E andarci dentro significa guardarlo certamente con le lenti della politica, della giustizia, della sociologia, della psicologia e quant’altro. Ma c’è una prospettiva che non deve mancare, ed è quella educativa”. Così monsignor Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, commenta al Sir la violenta aggressione, mercoledì sera, nei confronti di un richiedente asilo nigeriano di 25 anni, ricoverato ora in condizioni gravissime. “Quando si verifica un disastro ambientale – spiega Lambiasi -, bisogna che la società si interroghi su cosa è avvenuto e su cosa si poteva fare per evitarlo. Bisogna che anche in questo caso, come in altri similari, gli adulti e tutti coloro che sono impegnati in ambito educativo si pongano la domanda: cosa avremmo potuto fare e cosa dovremmo per impedire episodi del genere?”. “Penso che ognuno di noi che ha responsabilità educativa – conclude il presule – non solo non possa rassegnarsi a derive tanto drammatiche, ma, oltre a vigilare e a prevenire affinché ciò non avvenga, dobbiamo renderci conto che ogni nostro gesto e nostra parola ha una ricaduta educativa o diseducativa all’insegna della violenza o dell’accoglienza di chi è diverso da noi per motivi razziali o culturali”.

Terremoto: domani Mpv consegna camper attrezzato come “Centro aiuto alla vita viaggiante”. A benedirlo saranno card. Menichelli e mons. D’Ercole

Fri, 2017-03-24 17:46

Domani, sabato 25 marzo, in occasione del congresso nazionale dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci) ad Ascoli Piceno, il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona, e monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo della città, benediranno il camper del Movimento per la vita italiano attrezzato come un “Centro aiuto alla vita viaggiante”. “Il Cav di urgenza inizia così la sua attività a favore delle gestanti nelle zone terremotate dell’ascolano arrivando lì dove le popolazioni sono state ricollocate. Un punto di riferimento per accogliere, ascoltare, sostenere e accompagnare le donne alle prese con una scelta difficile sulla loro gravidanza o impegnate da una maternità particolarmente faticosa”, si legge in una nota. Dopo la benedizione, il presidente del Mpv, Gian Luigi Gigli, consegnerà l’automezzo alla segretaria del Cav di Ascoli, Anita Gasparrini, impegnata sul campo sin dal giorno del sisma (ore 15, piazza Arringo).

Immigrati e salute: don Arice (Cei), “promuovere cultura dell’accoglienza”

Fri, 2017-03-24 17:41

“Promuovere la cultura dell’accoglienza” leggendo “la cura non solo in una chiave farmacologia, ma guardando all’intensità delle relazioni educative che una comunità sa costruire”. È l’esortazione di don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, a conclusione del suo intervento su immigrazione e salute, tenuto questo pomeriggio al XXVI congresso nazionale dell’Amci in corso fino a domani ad Ascoli Piceno. “Tra il 1995 e il 1998 è emerso e si è consolidato il diritto all’assistenza per tutti gli stranieri, anche gli irregolari”, osserva, e questo diritto è garantito anche agli europei in condizione di fragilità sociale, tuttavia “deficit di governance” e “incoerenza istituzionale” ne rendono difficile il pieno esercizio. “Con i Lea è garantito il diritto assistenziale per tutti i minori stranieri, anche irregolari e non accompagnati”, ma, precisa, “la mancata previsione di esenzione dal ticket lo renderà vano”. Stesso problema per i richiedenti protezione internazionale. “Non tutte le Regioni seguono quanto stabilito da un Accordo Stato-Regioni del 2012 generando deficit di accesso per immigrati regolari” ed “europei in condizione di fragilità”. Da don Arice l’invito, più in generale, a “promuovere la cultura dell’accoglienza”. Come Chiesa, afferma, “siamo chiamati, nella relazione con il mondo, a saper educare alla costruzione di una cittadinanza quale condizione di cura”. Di qui il richiamo all’esortazione rivolta da Papa Francesco, lo scorso 10 febbraio, durante l’incontro con la Commissione carità e salute della Cei: “La crescente povertà sanitaria tra le fasce più povere della popolazione, dovuta proprio alla difficoltà di accesso alle cure, non lasci nessuno indifferente e si moltiplichino gli sforzi di tutti perché i diritti dei più deboli siano tutelati”.

Immigrati e salute: don Arice (Cei), garantire accesso alle cure, anche mentali, tutelare maternità e vita

Fri, 2017-03-24 17:36

Accesso alle cure, salute mentale, tutela della maternità e della vita. Per don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, sono le questioni chiave del rapporto immigrati-salute, tema al centro del suo intervento odierno al XXVI congresso nazionale dell’ Amci “Medicina, ambiente e salute”, che si è aperto ieri pomeriggio ad Ascoli Piceno (fino a domani). Partecipando alla tavola rotonda “Responsabilità per l’altro”, don Arice richiama i dati Istat (5.026.153 immigrati regolarmente residenti inizio 2016) e sottolinea la lentezza, riferita dai medici di famiglia, “con cui gli immigrati accedono, dopo aver ottenuto un titolo di soggiorno, ai servizi sanitari” dei quali, per diffidenza o non conoscenza delle istituzioni e della lingua, spesso non si avvalgono. “Un accompagnamento – osserva – che ulteriormente deve essere rafforzato per le persone irregolarmente presenti sul territorio del nostro Paese e che, comunque, hanno diritto alla tutela della salute”. La partenza da un Paese e l’arrivo in un altro Paese e in un’altra cultura, lo stile di vita differente, la nascita e la crescita in un Paese diverso da quello dei genitori, la mancanza di figure parentali fondamentali, le forme di violenza e le discriminazioni subite portano con sé “problematiche e patologie gravi sul piano della salute mentale”. E ancora: per don Arice, i dati drammatici delle interruzioni di gravidanza e del consumo di pillole del giorno dopo da parte di donne migranti segnalano come spesso esse “sono sole nel vivere la maternità, non tutelate e spesso abbandonate ed escluse da percorsi di aiuto”.

Slovenia: mons. Stanislav Zore è il nuovo presidente della Conferenza episcopale

Fri, 2017-03-24 17:28

I vescovi sloveni durante la 99ª Assemblea ordinaria della Conferenza episcopale slovena (Ces), che si è svolta il 13 marzo a Koper – Capodistria, hanno eletto il nuovo presidente della Conferenza episcopale. A succedere a mons. Andrej Glavan, vescovo di Novo mesto, hanno scelto l’arcivescovo metropolita di Ljubljana, mons. Stanislav Zore. L’incarico di vice presidente sarà ricoperto dall’arcivescovo di Maribor, mons. Alojzij Cvikl. Entrambi prenderanno possesso dell’incarico il 26 marzo per un mandato di cinque anni, fino al 2022. I vescovi sloveni ed il nuovo presidente della Ces, mons. Zore hanno espresso il loro vivo ringraziamento a mons. Glavan per aver guidato “con devozione, cura e profondo senso per il bene comune” la Conferenza episcopale e la Chiesa in Slovenia in un “momento di grande prova”.

Mons. Stanislav Zore è nato nel 1958 nei pressi di Kamnik, a nord di Ljubljana. Nel 1974 è entrato nel Collegio Serafico dei padri Francescani a Kamnik, nel 1984 ha conseguito la laurea presso la Facoltà di Teologia di Ljubljana ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dopo aver ricoperto vari incarichi nell’Ordine dei Francescani, di cui ne fu anche ministro provinciale per due mandati, il 4 ottobre 2014 il Papa lo ha nominato arcivescovo di Ljubljana. La Conferenza episcopale slovena è composta da undici membri: sei vescovi ordinari diocesani, due ausiliari e tre emeriti. Essa coincide con i confini della Slovenia e dopo la dichiarazione d’indipendenza dello Stato dall’allora Jugoslavia nel 1991, nel 1993 è stata approvata e confermata come Conferenza episcopale autonoma. Nel 2006 Papa Benedetto XVI ha eretto tre nuove diocesi: Celje, Novo mesto e Murska Sobota. Esse si aggiungono alle tre di antica data: Koper – Capodistria, Ljubljana e Maribor.

Insieme per l’Europa: Movimento per un mondo migliore, “la veglia stasera un segno di incoraggiamento per un Continente unito nella diversità”

Fri, 2017-03-24 17:10

Il Movimento per un mondo migliore aderisce alla veglia di preghiera per l’Europa che ha contribuito ad organizzare, nell’ambito di “Insieme per l’Europa” e che si svolgerà questa sera a Roma. L’iniziativa è in vista del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, “primo passo verso l’Unione europea”. La veglia, ecumenica ed internazionale, vuole – spiega una nota del Movimento – essere “un segno di incoraggiamento per un’Europa unita nella diversità: un’Europa che riscopra la sua vera identità, secondo l’intuizione dei suoi padri fondatori, un’Europa che sia sempre più comunità di popoli, cioè di persone, e non solo un mercato comune. Sia invece un’Europa accogliente e solidale, quella che noi cittadini d’Europa desideriamo e che il resto del mondo ammira”.

Terremoto Centro Italia: Pittella a Norcia, “ripartire dai valori benedettini del lavoro e della cultura”

Fri, 2017-03-24 16:54

(Dall’inviato Sir a Norcia) “Siamo a Norcia perché qui è nata l’Europa, qui sono nate grazie a San Benedetto i valori e le culture migliori dell’Europa . Da questi bisogna ripartire”. Lo ha detto al Sir il capogruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, Gianni Pittella, che oggi ha partecipato alla visita di solidarietà delle massime cariche del Parlamento europeo guidate dal presidente Antonio Tajani a Norcia, città natale di san Benedetto, patrono d’Europa, colpita dal terremoto del 24 agosto e 30 ottobre. “Una visita dal valore concreto perché portiamo solidarietà concreta ai cittadini colpiti dal sisma ma anche simbolico per ripartire dai valori benedettini così da non perdere ciò che abbiamo costruito ma per rafforzarlo e migliorarlo. L’Europa deve cambiare per rispondere alle attese dei suoi cittadini”. Due gli strumenti per rilanciare l’Europa, suggeriti dalla esperienza di san Benedetto: “Il lavoro, perché senza occupazione non si è liberi e la cultura che significa solidarietà, fraternità e amicizia”.

Trattati di Roma: “The Europe we want”, “necessario creare benessere economico, sociale e ambientale” su base valori che hanno ispirato la nascita dell’Ue

Fri, 2017-03-24 16:50

Il 60° anniversario dei Trattati di Roma è il momento in cui “voi, leader d’Europa” dovete avere “il coraggio e la visione di guidare la transizione verso un’Europa giusta, sostenibile, democratica e inclusiva”. Quest’appello, rivolto ai capi di Stato e delle istituzioni europee, è contenuto in un documento sottoscritto da 237 associazioni sindacali, della società civile, delle Chiese. “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia” in un tempo in cui “sono indeboliti i valori al cuore dell’Europa: la democrazia e la partecipazione, l’uguaglianza e la giustizia sociale, la solidarietà e la sostenibilità, il rispetto per lo stato di diritto e dei diritti umani”. Di fronte ai cittadini che mettono “in discussione la ragion d’essere dell’Ue, la legittimità dei governi e la politica tradizionale, la capacità delle istituzioni di rispondere alle sfide più urgenti”, è necessario creare “benessere economico, sociale e ambientale” sulla base dei valori che hanno ispirato la nascita dell’Ue, secondo un modello di “economia sociale di mercato a beneficio di tutti”, dove la prosperità “è condivisa senza detrimento per il pianeta” . Tra le richieste contenute nel documento “The Europe we want” (L’Europa che vogliamo) è che “l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sia al centro delle politiche Ue e nazionali; che sia rafforzata la democrazia rappresentativa e partecipativa; che si arrivi a un ‘modello sociale europeo’ che protegge lavoratori, consumatori e cittadini; che si definisca un ‘forte pilastro dei diritti sociali’”.

Trattati di Roma: al presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani il “Premio Roma 2017”

Fri, 2017-03-24 16:49
È il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, uno dei vincitori del “Premio Roma 2017”. Lo riferisce oggi una nota degli organizzatori del riconoscimento, giunto alla 18ª edizione. Tajani, premiato in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, riceverà il Premio il prossimo 23 giugno nel corso della cerimonia che si terrà nell’aula magna dell’Università “La Sapienza” di Roma. Tra i premiati pure l’imprenditore Urbano Cairo, presidente di Cairo Comunication, di Rcs MediaGroup e del Torino Fc, e gli attori teatrali Ugo Pagliai e Paola Gassman.

Caritas diocesane: a Castellaneta (Ta) il convegno nazionale sullo “sviluppo umano integrale”

Fri, 2017-03-24 16:33

Si apre lunedì 27 marzo alle ore 16 il 39° convegno nazionale delle Caritas diocesane che ha come titolo “Per uno sviluppo umano integrale”. Il convegno si svolge a Castellaneta Marina (Ta), fino al 30 marzo, presso la struttura “Calanè Village”. I circa 600 tra direttori e operatori delle 200 Caritas diocesane e di Caritas italiana sono chiamati ad una riflessione sui temi dello sviluppo a livello nazionale, europeo e internazionale, anche in relazione agli orientamenti del nuovo Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale istituito da Papa Francesco. Nella prima giornata, dopo la preghiera di apertura guidata dal vescovo di Castellaneta mons. Claudio Maniago, vi sarà il saluto del cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana e delle autorità presenti. Interverranno poi: Yvan Sagnet, cavaliere della Repubblica Italiana ribellatosi ai caporali; Chiara Antonia Scardicchio, docente universitaria, mamma di una bambina speciale; Cosimo Rega, ergastolano con trentotto anni di carcere gia scontati, ora attore.  Programma, approfondimenti, diretta streaming su www.caritas.it

Terremoto Centro Italia: padre Nivakoff (Norcia), “politica riscopra valori benedettini di umiltà, obbedienza e silenzio”

Fri, 2017-03-24 16:25

(Dall’inviato Sir a Norcia) “Il presidente del Parlamento europeo e i membri della delegazione dell’Ue sono i benvenuti qui a Norcia. L’auspicio è che questa giornata possa avvicinarli ai fondamenti della Regola di san Benedetto, un punto di riferimento sempre attuale, che sono l’umiltà, l’obbedienza e il silenzio, tre virtù non semplici da fare proprie e su cui riflettere”. Padre Benedetto Nivakoff, priore della Comunità monastica di Norcia, spiega così al Sir, il significato della visita del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e di una delegazione dell’Europarlamento composta dai vice-presidenti e dai presidenti dei gruppi politici del Pe. Il priore dei benedettini è tra gli ospiti dell’evento che vede anche rappresentanti delle altre città benedettine, Subiaco e Cassino. Per il priore si tratta di “tre virtù che la politica dovrebbe riscoprire. L’umiltà, in particolare, deve servirci a non credere che siamo i padroni della storia. Se mai dovessimo crederlo avremmo perso il contatto con la storia”.

Nella terra segnata dalla distruzione del terremoto padre Nivakoff parla anche di ricostruzione, non solo materiale ma anche morale e spirituale. “Se si comincia a ricostruire dalle radici, dalle fondamenta, la costruzione sarà solida e resisterà ad ogni urto”. E il fondamento della cultura europea “è Cristo. I valori giudaico-cristiani che sono storicamente alla base della costruzione europea dovrebbero per questo essere rivalutati. Dovremmo chiederci perché per tanti secoli questi valori sono stati presenti nella nostra storia e oggi sono stati accantonati. Perché?”. Per quanto distrutta “la basilica di san Benedetto è splendida ma bisogna partire da questo simbolo per pensare ad una ricostruzione non solo materiale ma anche spirituale, morale e etica del Vecchio Continente. Ripartire dalle fede e anche dall’economia. La Chiesa ha sempre sostenuto il valore di una giusta economia che metta al centro la persona”. Padre Nivakoff ha poi ribadito l’importanza dell’accoglienza, come stabilito dalla Regola di san Benedetto. Questa, ricorda il priore, “recita al capitolo 53 di accogliere il forestiero come fosse Cristo in persona. Nello stesso capitolo – aggiunge il benedettino – si legge che prima di accogliere lo straniero bisogna capire se viene in pace poiché non tutti quelli che vengono con il sorriso sulle labbra possono rivelarsi amici. Dunque accogliere certamente ma con criteri di prudenza”.

Summit sociale europeo: Ces, Business Europe, Ceep e Ueapme, “necessarie iniziative che migliorino quotidianità lavoratori”

Fri, 2017-03-24 16:16

“I partner sociali europei credono fortemente nell’Unione europea. Populismo, nazionalismo, xenofobia, sentimenti anti-europei, isolazionismo e protezionismo derivano dalla scarsa resa economica e sociale e dalle paure delle persone per il futuro. È necessario un dibattito aperto, serio e concreto e iniziative che migliorino la quotidianità di lavoratori e aziende per prevenire una spirale negativa che danneggerà tutti”. Così si legge nella dichiarazione congiunta che la Confederazione europea dei sindacati (Ces), Business Europe, il Centro europeo dei datori di lavoro e delle imprese (Ceep) e l’organizzazione dei datori di lavoro (Ueapme) presenteranno oggi al summit sociale europeo che, nel quadro delle celebrazioni per il 60° dei trattati di Roma, si apre alle 15.30 a Palazzo Chigi. È prevista la partecipazione del primo ministro italiano Paolo Gentiloni, insieme ai colleghi di Malta, Estonia e Svezia, del Commissario europeo Jean-Claude Juncker e al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, oltre ai commissari Dombrovskis e Thyssen. L’agenda dell’Europa ha bisogno di “soluzioni ambiziose” per rispondere ai problemi attuali, si legge nella dichiarazione; deve “sostenere i giovani” per garantire prospettive future. Occorre rendere “più robusto il modello sociale europeo”, l’Europa più “attraente per gli investimenti e la creazione di posti di lavoro”, formulare un’“ambiziosa strategia politica per l’industria” e guidare “i processi di transizione verso un’economia digitale a bassa emissione, circolare”.

Terremoto Centro Italia: Tajani a Norcia, “dall’Ue arriveranno due miliardi di euro”

Fri, 2017-03-24 16:10

(Dall’inviato Sir a Norcia) “L’Europa è vicina ai cittadini. Siamo qui per esprimere solidarietà non solo militante ma a dire quello che l’Ue sta facendo concretamente per far rinascere questa terra e tutti i Paesi del centro Italia colpiti dal sisma”. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani nel corso della conferenza stampa a Norcia dove si è svolto un incontro con i rappresentanti delle amministrazioni locali dell’Italia centrale colpite dal sisma dell’agosto e dell’ottobre dello scorso anno, ha annunciato il totale dei fondi che l’Ue ha stanziato per il terremoto del Centro Italia. “Dall’Unione europea – ha detto Tajani – arriveranno 1,2 miliardi di euro dal fondo di solidarietà e fino a un massimo del 5% del totale nazionale dei fondi regionali, senza obbligo di cofinanziamento (500-600 milioni). In totale dall’Europa arriveranno circa 2 miliardi di euro. La Commissione ha già stanziato 30 milioni di euro per affrontare l’emergenza, il massimo che poteva dare senza la stima definitiva dei danni. Ora la Protezione civile ha completato la stima definitiva dei danni che ammontano a 23 miliardi di euro”.

Terremoto Centro Italia: Tajani a Norcia, “abbiamo il dovere di tendere la mano” alle popolazioni colpite

Fri, 2017-03-24 16:05

(Dall’inviato Sir a Norcia) “Oggi Norcia è la sede del Parlamento europeo, abbiamo deciso simbolicamente di voler essere qui con la presidenza del parlamento e con la conferenza dei presidenti dei gruppi per celebrare con le popolazioni colpite dal sisma i 60 anni della firma dei Trattati di Roma”: è quanto ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani nel corso della conferenza stampa a Norcia dove si è svolto un incontro con i rappresentanti delle amministrazioni locali dell’Italia centrale colpite dal sisma dell’agosto e dell’ottobre dello scorso anno, con il commissario alla Ricostruzione Vasco Errani, con il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, presente anche il sottosegretario alle politiche e agli affari europei Sandro Gozi. Nella sua visita di solidarietà Tajani era accompagnato da dai vice-presidenti e dai presidenti dei gruppi politici del Pe. “Abbiamo voluto dimostrare che l’Europa è vicina ai cittadini – ha aggiunto – siamo venuti a confermare non soltanto solidarietà militante, ma anche per dire quello che l’Europa sta facendo concretamente per contribuire alla rinascita di questi territori”. Il presidente dell’Europarlamento ha sottolineato come il messaggio più bello che possiamo dare oggi è che alti funzionari, amministratori locali, parlamentari, quando c’è da rimboccarsi le mani, accantonano bandiere e colori politici. Abbiamo il dovere di tendere la mano a queste persone. Sui nostri portatili tutti abbiamo in evidenza la scritta ‘I love Norcia, we Love Norcia’”.

Ogm: Coldiretti, “bene no Italia in Ue; 8 cittadini su 10 non li vogliono”

Fri, 2017-03-24 15:57

“Il no che il Governo italiano si prepara ad esprimere in sede di Comitato d’appello europeo sulle autorizzazioni agli organismi geneticamente modificati risponde a quanto chiedono quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono oggi al biotech nei campi”. Lo afferma la Coldiretti in riferimento alla posizione comune di contrarietà concordata tra i ministri della Salute Beatrice Lorenzin, delle Politiche agricole Maurizio Martina e dell’Ambiente Gian Luca Galletti nel voto sulle autorizzazioni agli Ogm in sede di Comitato d’appello europeo il 27 marzo prossimo. “Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico del Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. “L’agricoltura italiana – prosegue la Coldiretti – è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e con la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene peraltro in 23 Paesi sui 28 dell’Unione europea”.

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