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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 11 hours 42 min ago

San Giovanni Leonardi: Roma, il 17 aprile una messa per gli 80 anni della canonizzazione

Mon, 2018-04-16 12:07

Si compiranno il prossimo 17 aprile gli ottanta anni della canonizzazione di san Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine della Madre di Dio cofondatore di Propaganda Fide e patrono dei Farmacisti. Il Santuario parrocchiale che conserva le reliquie del Santo nella cappella Altieri si prepara a celebrare la memoria di questo evento avvenuto nella Pasqua del 1938 sotto il pontificato di Pio XI. La figura del “santo speziale” si presenta nella Chiesa del nostro tempo con la testimonianza di “apostolo evangelico”, si legge in una nota dell’Ordine: il desiderio di sanare la Chiesa e la società con il “primato di Cristo” e “la medicina del Vangelo” è di grande attualità. La memoria della santità del Leonardi sarà celebrata nel contesto della Pasqua martedì 17 aprile alle ore 18.30 con la messa presieduta da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Insieme ai figli del Leonardi si unirà una rappresentanza del Collegio Urbano di Propaganda Fide. Mercoledì 18 aprile ore 20.30, invece, un concerto commemorativo dal titolo “Salve Joannes legifer”, parole tratte dalla liturgia che celebra il Santo portatore della “nuova legge del Vangelo”, sarà eseguito nella Chiesa di Campitelli in collaborazione con l’Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo.

Papa Francesco: a Santa Marta, seguire Gesù non “per interesse” ma “per amore”

Mon, 2018-04-16 11:43

“Interessati o no? Cosa ha fatto Gesù per me, nella mia vita, per amore?”. Sono le due domande suggerite oggi dal Papa, nella messa celebrata a Santa Marta, per “rinfrescare la memoria” sul modo in cui seguiamo Gesù: per “interesse” o “per amore”. Francesco – riferisce Vatican news – ha preso spunto dal Vangelo di oggi sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci, e dal rimprovero di Gesù alla folla perché lo seguiva “per interesse”: “Erano anche persone buone, ma con una fede un po’ interessata”. Un atteggiamento, questo, che traspare anche dagli episodi di guarigione narrati nel Vangelo, e a seguito dei quali Gesù “invita a darsi da fare non per il cibo che perisce ma per quello che rimane per la vita eterna, cioè per la Parola di Dio e l’amore di Dio”. L’invito del Papa è a parlare chiaro, come ha fatto santo Stefano, che “seguiva Gesù senza bilanciare le conseguenze: questo mi conviene, non mi conviene … non era un interessato. Amava. E seguiva Gesù, sicuro; e così finì. Gli hanno teso il tranello delle calunnie, lo hanno fatto entrare lì e così finì lapidato. Ma dando testimonianza di Gesù”. Sia la folla del Vangelo, sia Stefano seguono Gesù ma ci sono due modi per farlo: dando la vita oppure “con un po’ di interesse personale”, ha fatto notare il Papa. L’invito, rivolto a ciascuno di noi, è a “rinfrescare la memoria” su come si segue Gesù, domandandosi cosa abbia fatto, non in modo generico, ma concretamente, nella propria vita. “E troveremo tante cose grandi che Gesù ci ha dato gratuitamente, perché ci ama: ognuno di noi”, ha assicurato Francesco: “E una volta che io vedo le cose che Gesù ha fatto per me, mi faccio la seconda domanda: e io, cosa devo fare per Gesù? E così, con queste due domande, forse riusciremo a purificarci di ogni maniera di fede interessata. Quando vedo tutto quello che Gesù mi ha dato, la generosità del cuore va a: ‘Sì, Signore, do tutto! E non farò più questi sbagli, questi peccati, cambierà di vita in questo …’. La strada della conversione per amore: tu mi hai dato tanto amore, anche io ti do questo amore”.

Tecnologia: Trento, con “Religion2go” la religione entra nel mondo virtuale

Mon, 2018-04-16 11:40

Si chiama “Religion2go” la nuova app allo studio della Fondazione Bruno Kessler di Trento che ha come obiettivo quello di mettere la tecnologia al servizio della religione. Come? Attraverso la nuova app “Replicate”, grazie alla quale con il proprio smartphone è possibile fotografare un oggetto – in questo caso un oggetto di culto – e crearne una copia digitale in 3D da condividere “to go” in rete, attraverso un visualizzatore, o addirittura vissuto in forma di realtà virtuale. “Questo progetto – spiega Fabio Poiesi, del Centro per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione Ict – nasce da un percorso avviato con l’Istituto di scienze religiose, che fa parte del polo umanistico della Fondazione. Si basa su un percorso di osservazione partecipata che sta coinvolgendo rappresentanti religiosi di vario credo”. “In Italia esistono 840 comunità religiose di credo diverso – spiega Sara Hejazi, dell’Istituto di scienze religiose trentino – abbiamo avviato una serie di interviste a ministri di culto in tutta Italia e ad oggi le testimonianze raccolte riportano un grande interesse sulla questione della virtualizzazione. Il mondo virtuale può essere usato per mettere insieme generazioni diverse o per superare le distanze geografiche, creando ponti tra le comunità religiose sparse in tutto il mondo”. L’applicazione permette di raccogliere con lo smartphone una serie di immagini dell’oggetto che si intende “virtualizzare”; le fotografie vengono selezionate automaticamente e inviate a un database centrale, che ricompone la figura e la restituisce sul telefonino in 3D. “Grazie alle moderne tecnologie – aggiunge Poiesi – l’oggetto divenuto virtuale può essere ricreato con una stampante 3D”.

Siria: Celam e Caritas latinoamericana,“promuovere momenti di preghiera, riflessione e solidarietà”

Mon, 2018-04-16 11:10

“La violenza e la guerra non sono la soluzione ai gravi problemi di questo bello e tormentato Paese”. Questa la presa di posizione sugli sviluppi del conflitto siriano da parte del Dipartimento di giustizia e solidarietà (Dejusol) del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) e da parte del Segretariato Caritas dell’America latina e del Caribe (Selacc). Gli organismi ecclesiali continentali, nella nota firmata dal presidente del Dejusol, mons. Gustavo Rodríguez Vega, arcivescovo di Yucatán (Messico), e dal presidente del Selacc, mons. José Luis Azuaje, vescovo di Barinas (Venezuela), uniscono la propria voce a quella di papa Francesco e chiedono “a tutta la comunità cattolica dell’America Latina e del Caribe, ad altre comunità di fede e agli uomini di buona volontà” di “sommarsi” all’appello del Papa per la pace e “nel limite del possibile, di promuovere momenti di preghiera, riflessione e solidarietà per la pace in Siria, facendo partecipi gli stessi fratelli e sorelle siriani”. Per questo motivo viene chiesto alla comunità internazionale di lasciare “gli interessi politici ed economici”, per impegnarsi invece “a costruire la pace con giustizia, comprendendo che la pace è il cammino della cultura dell’incontro”.

Caritas Roma: incendio tra le baracche dei senza dimora in Via Marsala. Danni alla struttura esterna dell’Ostello “Don Luigi Di Liegro”

Mon, 2018-04-16 11:09

Nelle prime ore di oggi un pericoloso incendio si è sviluppato tra le baracche di cartone, legno e altro materiale infiammabile situate nella cancellata esterna all’Ostello “Don Luigi Di Liegro” della Caritas di Roma in via Marsala (Stazione Termini). Nelle ultime settimane, infatti, la situazione di abbandono di tutta la zona circostante la Stazione Termini e San Lorenzo aveva interessato anche la parte immediatamente esterna all’Ostello Caritas e l’Arco di Sisto V. “L’incendio, subito spento dai vigili del fuoco – informa la Caritas di Roma – non ha causato gravi feriti anche grazie all’intervento degli operatori Caritas che hanno prontamente messo in salvo i senza dimora che vi alloggiavano. Ingenti danni sono stati causati alla struttura esterna dell’Ostello con il crollo pressoché totale del controsoffitto e dei corpi illuminanti. Uno degli operatori della Caritas ha riportato un trauma dovuto alla caduta del materiale mentre si apprestava ai primi soccorsi dei senza dimora, mentre lievi ustioni sembra siano state riportate da due degli occupanti delle baracche, subito trasportati al Pronto Soccorso. L’impianto antincendio e quelli di allarme dell’Ostello hanno funzionato alla perfezione consentendo la pronta risposta all’emergenza”. È il secondo episodio di questo tipo nell’arco di una settimana, la volta precedente l’incendio è stato tenuto sotto controllo dagli operatori della Caritas con gli estintori. Da mesi, con più segnalazioni rivolte alle Istituzioni, la Caritas e gli abitanti del quartiere hanno denunciato “lo stato di completo abbandono di via Marsala”, evidenziando soprattutto “i pericoli per coloro che dimorano nelle baracche; iniziative riprese anche dai mezzi di comunicazione”. Pur incontrando e mantenendo rapporti di aiuto con gli abitanti delle baracche, invitandoli a trovare altre sistemazioni alternative, gli operatori della Caritas “nulla possono per prevenire tale situazione se non appellarsi alle Istituzioni”.

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, card. Bassetti: “vogliamo che il lavoro non manchi a nessuno”. Sulla Siria ricorda parole del card. Zenari

Mon, 2018-04-16 11:06

“Davanti a me c’è un popolo di Dio in festa per celebrare l’Eucaristia in una circostanza molto bella: la prima ‘Festa del lavoro e della solidarietà’ nella zona industriale di San Sisto e Sant’Andrea delle Fratte organizzata dalle parrocchie che sostengono l’Emporio Caritas Divina Misericordia”. È un servizio per famiglie in difficoltà a causa della mancanza di lavoro. Il popolo di Dio è fatto di famiglie che compongono la Chiesa; la Chiesa è una famiglia di famiglie”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha introdotto la celebrazione eucaristica, nel tardo pomeriggio di ieri, nella tensostruttura allestita nel piazzale dell’azienda Bragiola davanti all’antica cappella dell’Assunta, nel cuore della zona industriale di San Sisto-Sant’Andrea delle Fratte di Perugia che conta più di 400 realtà produttive ad iniziare dallo “storico” stabilimento Nestlé-Perugina. L’evento, che ha visto la partecipazione di numerose famiglie – informa la diocesi – è stato dedicato al tema del lavoro e della solidarietà, coinvolgendo diverse aziende i cui dipendenti hanno dato vita a un torneo di calcio a 5 per richiamare il significato della giornata di festa e condivisione nei loro luoghi di lavoro. Giornata che è iniziata al mattino con la “passeggiata ecologica in bici” (partenza e arrivo davanti alla cappella dell’Assunta) ed è proseguita nel pomeriggio con l’appuntamento più atteso per i bambini dai 3 ai 10 anni: “Pompieropoli – Gioco pompiere per un giorno”, con la partecipazione di una rappresentanza dei Vigili del Fuoco. La celebrazione eucaristica è stata preceduta dalla premiazione delle squadre-aziende vincitrici del torneo di Calcio a 5 da parte del card. Bassetti. Il parroco moderatore dell’Unità pastorale, don Claudio Regni, ha ricordato i primi due anni di attività dell’Emporio “Divina Misericordia”, in particolare l’impegno dei 35 volontari che indossavano delle felpe azzurre con scritto “Il bene è contagioso” e l’aiuto ricevuto da istituzioni, aziende e fondo 8xmille Cei per le opere di carità. “Ci troviamo in questo luogo – ha sottolineato il porporato – per qualche cosa che riguarda la solidarietà, l’aiuto fraterno, la carità, il pane da spezzare e da condividere con gli altri”. “Oggi siamo qui – ha proseguito – per fare la festa del nostro popolo, delle nostre famiglie perché vogliamo crescere nella dimensione della solidarietà e della condivisione; vogliamo che il lavoro, che è pane e vita, non manchi a nessuno e per questo siamo qui ad innalzare la nostra preghiera e per dire grazie al Signore di tutti i doni che ci elargisce”. All’inizio dell’omelia, Bassetti ha richiamato l’attenzione dei fedeli sulla crisi in Siria, raccontando loro quanto gli aveva detto tempo fa a Roma il nunzio apostolico cardinale Mario Zenari, in occasione della presentazione di un progetto per la costruzione di un ospedale dove sono massicci i bombardamenti: “La Siria, ormai da diversi anni, è cinque volte peggio dell’inferno”. Infine, l’invito a leggere l’ultima esortazione apostolica di Papa Francesco sulla santità, Gaudete et Exsultate. “C’è la santità eroica dei santi – ha commentato il cardinale –, ma c’è quella santità pratica, concreta che è quell’amore che noi spendiamo tutti i giorni nell’avvicinare chi ci sta vicino, nell’accogliere chi è lontano, nel dire una parola buona perché potremmo essere noi i primi ad averne bisogno”.

Benedetto XVI: oggi compie 91 anni. Vatican News, “in un clima di quiete e serenità nel monastero Mater Ecclesiae”

Mon, 2018-04-16 10:55

Compie oggi 91 anni il Papa emerito Benedetto XVI, nato il 16 aprile 1927 a Marktl, in Germania. Eletto al soglio di Pietro il 19 aprile del 2005. La sua rinuncia risale all’11 febbraio 2013, è Papa emerito dal 28 febbraio 2013. Il 17 aprile dello scorso anno, ricorda Vatican News, davanti la sua residenza, il convento “Mater Ecclesiae” in Vaticano, si tenne una festa bavarese per i 90 anni. Un compleanno all’insegna della birra, dei tipici bretzel e della musica eseguita da una compagnia di Schützen con il loro folkloristico costume. A conclusione dell’incontro, prima di impartire la benedizione a tutti i presenti, Benedetto XVI aveva ringraziato per averlo fatto tornare alla sua “bellissima terra”. Cinque anni prima, nella Messa celebrata nella Cappella Paolina, il 16 aprile 2012, Benedetto aveva affermato di trovarsi “di fronte all’ultimo tratto” del percorso della sua vita. “Non so cosa mi aspetta – aveva detto – so però che la luce di Dio c’è, che Egli è risorto, che la sua luce è più forte di ogni oscurità; che la bontà di Dio è più forte di ogni male di questo mondo. E questo mi aiuta a procedere con sicurezza. Questo aiuta noi ad andare avanti, e in questa ora ringrazio di cuore tutti coloro che continuamente mi fanno percepire il sì di Dio attraverso la loro fede”.

Siria: vescovi Perù, “nulla giustifica una guerra”

Mon, 2018-04-16 10:51

“Un’ombra di dolore e angoscia scuote gli uomini di buona volontà in tutte le nazioni. La nostra gente non vuole la minaccia di una guerra. Le nazioni del mondo sono stanche del fantasma della distruzione. Crediamo nella dignità di tutta la vita umana, qualunque sia la tua fede, nazionalità o condizione”. In questo modo la Conferenza episcopale peruviana, in una nota diffusa sabato 14 aprile, prende posizione sugli sviluppi del conflitto siriano. Secondo la Chiesa peruviana “nulla giustifica una guerra, e ancora meno un motivo religioso”. Vengono ricordate a questo proposito le parole pronunciate ad Assisi nel settembre 2016 da papa Francesco: “Mai si può usare il nome di Dio per giustificare la violenza. Solo la pace è santa. Solo la pace è santa, non la guerra”. La nota cita altri interventi di papa Francesco sulla “non violenza attiva” come metodo indicato dalla Chiesa per costruire la pace. Concludono i vescovi: “Invitiamo tutti gli uomini di buona volontà e in modo speciale coloro che credono nella forza della preghiera a elevare suppliche per le vittime innocenti delle guerre, per coloro che prendono le decisioni e possono fermarle. Che Dio ci conceda il dono della pace”.

Siria: vescovi Venezuela, “dialogo e incontro unici mezzi per arrivare alla pace”

Mon, 2018-04-16 10:47

La Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale venezuelana (Cev) in una nota diffusa sabato 14 aprile e firmata dal suo presidente, mons. Roberto Lückert, arcivescovo emerito di Coro, invita tutti i “venezuelani e uomini di buona volontà a elevare una preghiera per le vittime, per le famiglie, i cittadini e per coloro che sono chiamati a prendere decisioni riguardo alla Siria”, affinché “la pace sia il vero cammino”. Infatti, “non c’è bene migliore per il genere umano della pace. Per questo oggi noi ci uniamo alla tristezza che sommerge il mondo di fronte alla minaccia di una conflagrazione che può solamente provocare un doloroso saldo di perdita di vite umane preziose agli occhi di Dio”. Prosegue la nota: “Il nostro impegno di cristiani ci chiama ad essere costruttori del Regno di Dio, facendo sì che l’incontro, la speranza e la conciliazione prevalgano sullo scontro”. L’episcopato venezuelano prega perché “lo Spirito ispiri i leader politici, perché trovino spazi per costruire insieme il regno di misericordia, perdono e pace, al quale siamo chiamati come figli di Dio”. La Commissione giustizia e pace, dunque “fa proprio il sentire del popolo venezuelano e invita al dialogo e all’incontro come unici mezzi per arrivare alla pace che il mondo intero invoca”.

Termometro politico: Istituto Ixè; meno fiducia nel governo Gentiloni, cresce il consenso per M5S e Lega

Mon, 2018-04-16 10:39

Si riduce la fiducia nei confronti del governo Gentiloni, mentre aumenta il consenso degli elettori nei confronti del Movimento 5 Stelle e della Lega. Lo segnala l’Istituto Ixè nella rilevazione dell’Osservatorio politico, che registra la fiducia nei politici e le intenzioni di voto, aggiornate al 15 aprile. In particolare, la serie storica indica una riduzione dal 33 per cento dei consensi per l’esecutivo, fatti registrare nel febbraio 2018, all’attuale 30 per cento del mese di aprile. Per quanto riguarda le intenzioni di voto, invece, nel confronto con quelli ottenuti alle elezioni del 4 marzo, il Movimento 5 Stelle oggi vede crescere i consensi: dal 32,6% al 34%. Vale lo stesso per la Lega, per la quale l’aumento è maggiore. Il 17,4% ottenuto cresce fino a toccare il 21%. Un dato che porterebbe il partito guidato da Salvini a essere sempre più leader della coalizione di Centrodestra. In calo i voti di Forza Italia, dal 14% al 12,2%. Perde consensi anche il Partito Democratico: dal 18,7% al 16,6%. Conferma il trend Liberi e Uguali.

Ecuador-Colombia, uccisione giornalisti rapiti: mons. Olave (vescovo colombiano), “qui la pace non è mai arrivata”

Mon, 2018-04-16 10:38

Nel sudovest della Colombia la pace non è mai arrivata. È molto preoccupata la voce di mons. Orlando Olave Villanoba, vescovo di Tumaco, città del dipartimento colombiano di Nariño quasi ai confini con l’Ecuador, che commenta al Sir la situazione che si è venuta a creare alla frontiera tra i due Paesi dopo l’uccisione di tre giornalisti rapiti, molto probabilmente da gruppi dissidenti delle Farc colombiane. A Tumaco nei mesi scorsi sono stati uccisi diversi leader sociali: “La firma dell’accordo di pace è stata molto importante per la Colombia, ma a Tumaco la pace non è mai arrivata – dice quasi sulla scaletta dell’aereo che lo sta per riportare in Sudamerica dopo un pellegrinaggio in Terrasanta e a Santiago de Compostela -. In questi giorni ho seguito solo indirettamente la vicenda dei tre giornalisti. Ma in generale posso dire che i gruppi dissidenti delle Farc controllano la produzione e il traffico della cocaina. In particolare sono tre gruppi a contendersi il mercato della droga. L’Ecuador è appena al di là del fiume, in pratica la frontiera non esiste. Come Chiesa cerchiamo di impegnarci al massimo”, in una zona “lontana dalle città, dove mancano scuole, ospedali, possibilità di sviluppo”.

Ecuador, uccisione giornalisti rapiti: suor Lélis (scalabriniane), “alla frontiera sta crescendo ogni tipo di violenza”

Mon, 2018-04-16 10:35

“La frontiera è diventata molto pericolosa. I gruppi guerriglieri dissidenti della Colombia hanno iniziato a riorganizzarsi e si sono ramificati. Una situazione che porta con sé ogni tipo di violenza: esecuzioni sommarie, tratta, estorsioni… alcune zone vicino alla località di Mataje sono state minate”. Così suor Maria Lélis da Silva, che dirige la Missione scalabriniana in Ecuador, descrive al Sir la situazione alla frontiera tra Ecuador e Colombia, dopo l’uccisione di tre giornalisti rapiti, molto probabilmente da gruppi dissidenti delle Farc colombiane, e gli attentati delle scorse settimane: Tutto questo mentre aumentano ogni giorno i migranti che attraversano la frontiera: “Si tratta di 4mila persone al giorno, in gran parte venezuelane e destinate ad aumentare dopo le elezioni presidenziali che ci saranno in quel Paese. Alcuni cercano di raggiungere il Perù, ma molti rimangono qui e alimentano malaffare, tratta, prostituzione”. Una mancanza di diritti “favorita dalla recente legge sulla mobilità umana. In tredici organizzazioni abbiamo contestato la costituzionalità di ben 43 articoli di un provvedimento che non permette assistenza medica e i diritti basilari a queste persone”. Suor Maria ha saputo delle parole pronunciate dal Papa al Regina Coeli: “Ci ha informato il nunzio apostolico. Noi come congregazioni religiose e, in particolare, come Scalabriniane ci stiamo impegnando, in collaborazione con l’episcopato e la nunziatura, a diffondere il messaggio del Papa per la Giornata delle migrazioni dello scorso anno e, in particolare, i verbi accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. E conclude: “Segnali di quanto stava per succedere non erano mancati. La cosa più importante è sempre lavorare sulla prevenzione”. E cita ad esempio alcuni comunicati recenti, come quello di diverse realtà ecclesiali, emesso lo scorso febbraio, nel quale si chiedeva che la risposta agli attentati non fosse solo militare e di pubblica sicurezza, ma soprattutto di attenzione allo sviluppo e al rispetto dei diritti.

Ecuador, uccisione giornalisti rapiti: López (gesuiti), “situazione dolorosa e nuova per il paese”

Mon, 2018-04-16 10:31

“Le parole del Papa danno continuità e incoraggiamento all’azione della Chiesa e delle stesse congregazioni religiose, impegnate nel promuovere lo sviluppo e una cultura di pace. Ovunque il Papa richiama al dialogo e alla riconciliazione”. Così Fernando López, direttore del Servizio gesuita ai rifugiati (Sjr), commenta al Sir le parole pronunciate da papa Francesco ieri, in occasione del Regina Coeli, per esprimere preghiera e vicinanza all’Ecuador dopo l’uccisione di tre giornalisti rapiti, molto probabilmente da gruppi dissidenti delle Farc colombiane: “Si tratta di una situazione dolorosa e nuova per l’Ecuador, violenta e assurda – prosegue López -. Io sono colombiano, ma vivo da molto tempo in Ecuador. In quanto sta accadendo vedo continuità con la situazione colombiana degli ultimi decenni, ma certe cose qui accadono per la prima volta”. Ciononostante il direttore del Sjr spiega che la situazione, anche se inedita, viene comunque da lontano: “La frontiera tra i due Paesi è molto permeabile, negli anni della guerra colombiana, soprattutto durante la presidenza Uribe, nei primi anni duemila, tantissimi colombiani si sono rifugiati in Ecuador. In tutto sono 250.000. E già da tempo sono entrate anche persone legate alla guerriglia”. Dall’altra parte, “questo è il risultato di un abbandono grande di questo angolo di Paese, al quale stiamo assistendo. Così il territorio è in mano alle rotte del narcotraffico, del commercio di armi, della tratta. Dall’altra parte del confine, in Colombia, lo Stato è praticamente assente. E qui in Ecuador il nuovo Governo non ha dato continuità a qualche progetto che era stato intrapreso”. Insomma, fa capire il responsabile del Servizio gesuita, la delinquenza e il malaffare prosperano anche a causa del sottosviluppo, “quella militare non può essere l’unica risposta, lo Stato deve essere presente in maniera integrale”.

Vittorio Taviani e Miloš Forman: Giraldi (Cnvf), “hanno segnato il cinema degli ultimi quarant’anni”

Mon, 2018-04-16 09:32

“Con la morte di Vittorio Taviani si interrompe uno dei sodalizi artistici più importanti e proficui del cinema italiano. I due fratelli toscani, infatti, hanno aiutato il pubblico a capire meglio i momenti complessi e critici della storia del Paese, dalle agitazioni figlie del 1968 alle emergenze sociali degli anni Duemila”. Così Massimo Giraldi, presidente della Commissione nazionale valutazione film della Cei, ricorda al Sir lo sceneggiatore e regista, morto ieri alla soglia dei novant’anni. Vittorio Taviani, infatti, era nato nel 1929 ed insieme al fratello Paolo, di qualche anno più giovane, ha firmato numerosi titoli che hanno lasciato una chiara impronta nella cinematografia italiana ed europea degli ultimi quattro decenni. Tanti i loro successi in coppia entrati nell’immaginario comune: da “Padre padrone” – dal romanzo di Gavino Ledda -, Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1977, a “La notte di San Lorenzo” (1982), passando poi per “Kaos” (1984) per arrivare a uno delle ultime opere “Cesare deve morire”, Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2012.
E proprio il loro sguardo acuto e indagatore verso le retrovie della società ha regalato una delle pagine cinematografiche più belle e poetiche sul mondo delle carceri, sull’umanità fragile e smarrita ma ancora speranzosa. “Con ‘Cesare deve morire’ – sottolinea il presidente della Cnvf – i Taviani hanno raccontato con misericordia gli ultimi, i peccatori, i dimenticati, ricordando al mondo fuori che esiste sempre la possibilità del perdono e del riscatto dal male”.
Ci ha lasciato il 13 aprile anche un altro importante regista hollywoodiano: Miloš Forman (classe 1932), regista e sceneggiatore ceco che si è imposto nell’industria culturale americana dagli anni ’70, ottenendo nella sua lunga carriera molti riconoscimenti tra cui i Premi Oscar per la migliore regia nel 1976 con “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e nel 1985 con “Amadeus”. “Forman – osserva Giraldi – ha portato nel cinema statunitense una carica di innovazione narrativa e stilistica, avvicinando la cultura europea a quella americana. Tanti i titoli rilevanti, alcuni anche di grande problematicità come ‘Larry Flint’. Nel complesso, Forman è stato un autore intenso, incisivo e scomodo, comunque capace di trasmettere uno stile cinematografico potente e ricercato”.

Diocesi: card. Bassetti (Perugia) ad animatori Grest, “siete creature vive pasquali”

Mon, 2018-04-16 09:25

“La gioia della Pasqua l’avete tutta addosso, grazie a Dio, e vedo che siete davvero delle creature vive pasquali, memoria di amore e di pace con il desiderio di affrontare le sfide della vita. Vedo dentro ognuno di voi quest’energia-forza pasquale che poi è la pace che ci dà Gesù, che vi spinge e vi porta ad impegnarvi. Siete dei catechisti, degli animatori, degli educatori e sono con voi perché insieme possiamo affrontare queste bellissime sfide e a voi è toccata la parte migliore”. Lo ha detto ieri l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, incontrando quasi 700 tra giovani animatori, educatori e coordinatori dei Gruppi estivi 2018 (Gr.Est) di 26 oratori diocesani e di alcune realtà oratoriali di altre diocesi umbre e toscane. Rivolgendosi ai presenti all’8ª Giornata diocesana di formazione, svoltasi al Centro congressi “A. Capitini” di Perugia, il card. Bassetti ha avuto parole di affetto e di incoraggiamento dal tono anche scherzoso: “Non potete immaginare quanta gioia c’è dentro di me nel vedervi così numerosi e felici e la vorrei esprimere fisicamente saltando come voi, ma non ce la faccio più”.
Nel corso della celebrazione eucaristica, l’arcivescovo ha poi osservato che “come Gesù spezza il pane eucaristico, si dona al prossimo, così noi cristiani, in particolare i giovani, siamo invitati a imitarlo nella nostra vita senza avere incertezze, dubbi e paure”. “Tutti noi – ha poi aggiunto – abbiamo fatto esperienza che quando siamo in pace con Dio e ci sentiamo in pace con gli altri, quella è la santità”. “L’ha detto anche Papa Francesco nella sua ultima esortazione apostolica Gaudete et Exsultate”, ha rilevato, evidenziando che “la santità è questo essere in pace con Dio e con i propri fratelli e avere il coraggio e la forza della nostra testimonianza”. “Ragazzi, Dio vi chiama ad un impegno grande ed io vi invito ad accogliere quest’impegno”, l’esortazione del cardinale, che ha citato anche san Giovanni Paolo II: “Questo è un tempo meraviglioso per essere cristiani”. Una frase che Bassetti ha fatto ripetere in coro ai giovani presenti.

Missione: convegno nazionale seminaristi. “Vogliamo essere preti con il desiderio dell’incontro, con la passione per l’altro”

Mon, 2018-04-16 09:17

“Missione: passione di Cristo, nostra passione” è il titolo del documento finale elaborato dai seminaristi riuniti a Padova nella suggestiva cornice del Seminario San Gregorio Barbarigo. Con il documento frutto del lavoro dei gruppi di studio e sintesi delle relazioni che hanno animato i quattro giorni di incontri, si è concluso ieri il 62° Convegno nazionale missionario dei seminaristi. Il testo elaborato dai 150 partecipanti provenienti da tutte le diocesi italiane si apre con la riflessione “sul dono e la responsabilità della missione”. Scrivono i seminaristi: “Educati all’ascolto della Parola e di alcuni testimoni, celebrando l’Eucaristia e confortati dalla nostra fraternità, ispirati dall’esempio di Papa Francesco, abbiamo scorto nel tempo attuale, e perfino nell’opposizione che sembra venire al Vangelo, una sfida e una nuova opportunità alla missione della Chiesa. La prima sfida è proprio quella di imparare ad abitare tutti i luoghi della nostra vita, dove la gente ancora si raduna per cercare ragioni per vivere e sperare, anche senza saperlo”.
“Missione non è ridursi a proporre un insieme di precetti o dottrine” ma soprattutto è incontro e relazione. Incontro che è “esperienza di educazione dello sguardo e del cuore, nel senso etimologico di e-ducere, di ricondurli a cristo, un incontro che dà nuova forma alla vita, la forma stessa di Cristo”. La relazione è l’impegno di chi, chiamato ad annunciare e testimoniare il Vangelo “sa di non essere solo ma sempre inviato del Signore a condividere la Missione della Chiesa e con la Chiesa”.
“Vogliamo perciò essere preti che recuperino la bellezza del percorrere,del correre-per, non per voglia di attivismo ma con il desiderio dell’incontro, con la passione per l’altro, per risvegliare nelle coscienze il desiderio di Dio – è scritto nella parte finale del documento –. La missione non ha come obiettivo principalmente particolari contesti sociali e geografici, ma è essenzialmente appello a quello spazio interiore che è il cuore dell’uomo, da dove nascono intenzioni e azioni buone che cambiano il mondo”.

Papa a Corviale: mons. De Donatis a Tv2000, “le periferie tornano veramente al centro”

Mon, 2018-04-16 09:07

“Le periferie tornano veramente al centro. E la cosa meravigliosa è stata vedere l’esperienza di Cristo Risorto in questo quartiere. Il Papa ce lo ha fatto sentire ancora una volta in maniera molto bella”. Lo ha detto ieri il vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, ai microfoni di Tv2000, durante lo speciale del Tg2000, a margine della visita di Papa Francesco nella parrocchia di San Paolo alla Croce a Corviale nella periferia ovest di Roma.
“Tutti – ha aggiunto mons. De Donatis – hanno ricevuto l’abbraccio paterno del Papa. I volti sono stati pieni di gioia perché hanno sentito la presenza del Signore vivo in mezzo a noi”. “La pastorale di Roma – ha concluso l’arcivescovo vicario – ha molto bisogno di questi slanci perché sono un’ondata di speranza”.

Papa a Corviale: omelia Messa, “il peccato invecchia, Gesù ci ringiovanisce”

Mon, 2018-04-16 09:06

“Noi siamo abituati a invecchiare con il peccato… Il peccato invecchia il cuore, sempre. Ti fa un cuore duro, vecchio, stanco”. Lo ha detto ieri il Papa, nell’omelia pronunciata a braccio durante la messa che ha concluso la sua visita alla parrocchia di San Paolo della Croce a Corviale. “Il peccato stanca il cuore e perdiamo un po’ la fede in Cristo Risorto”, ha proseguito Francesco: “Il peccato ci invecchia, ma Gesù, risorto, vivo, ci rinnova. Questa è la forza di Gesù risorto. Quando noi ci accostiamo al sacramento della penitenza è per essere rinnovati, per ringiovanire. E questo lo fa Gesù risorto. È Gesù risorto che oggi è in mezzo a noi: sarà qui sull’altare; è nella Parola… E sull’altare sarà così: risorto! È Cristo che vuole difenderci, l’Avvocato, quando noi abbiamo peccato, per ringiovanirci”. “Chiediamo la grazia di credere che Cristo è vivo, è risorto!”, l’appello finale: “Questa è la nostra fede, e se noi crediamo a questo, le altre cose sono secondarie. Questa è la nostra vita, questa è la nostra vera gioventù. La vittoria di Cristo sulla morte, la vittoria di Cristo sul peccato. Cristo è vivo. Chiediamo al Signore la grazia che la gioia non ci impedisca di credere, la grazia di toccare Gesù risorto: toccarlo nell’incontro mediante la preghiera; nell’incontro mediante i sacramenti; nell’incontro con il suo perdono che è la rinnovata giovinezza della Chiesa; nell’incontro con gli ammalati, quando andiamo a trovarli, con i carcerati, con quelli che sono i più bisognosi, con i bambini, con gli anziani”.

Papa a Corviale: agli anziani e ai poveri, “i giovani corrono ma gli anziani conoscono la strada”. “Quelli che hanno più bisogno sono al centro della parrocchia”

Mon, 2018-04-16 09:05

“I giovani corrono, ma gli anziani sanno, conoscono la strada”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, incontrando ieri gli anziani nel salone della parrocchia di San Paolo della Croce a Corviale. “E voi conoscete le strade della vita”, ha proseguito: “Tante strade buone, altre non tanto buone, e anche le sofferenze, anche le privazioni… Il Signore vi vuole bene, e quello che la parrocchia fa con voi, è un dovere, è un dovere. Perché quelli che hanno più bisogno sono al centro della parrocchia e al centro del Vangelo”. “Io so che ognuno di voi ha tanti problemi, o malattie, o dolori, o problemi spirituali, di famiglia, tante cose che tutti sappiamo”, ha detto il Papa: “Ognuno ha il proprio dolore, ognuno ha la propria piaga, tutti. Ma che questo non vi tolga la speranza e non vi tolga la gioia, perché Gesù è venuto a ‘pagare’ le nostre piaghe con le sue piaghe. E questa è la gioia: Gesù ha pagato per noi, è vicino a noi, ci vuole bene e quando noi siamo con il nostro dolore, con i nostri problemi pensiamo ai problemi e ai dolori di Gesù, con i quali ha voluto pagare per tutti noi; e andiamo avanti. E facciamo anche del bene agli altri: tutti possiamo fare del bene, tutti”. Congedandosi dalla parrocchia, Francesco ha assicurato agli abitanti del quartiere, prima di dare loro la benedizione all’esterno della chiesa: “Vi porto nel cuore e vi prometto di pregare; e, anche, chiedo a voi di pregare per me. E andiamo avanti, andiamo avanti. Tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri, tutti. Insieme, avanti. Peccati? Ne abbiamo tutti. Voglia di servire Gesù ed essere buoni? L’abbiamo tutti. Andiamo avanti. Il Signore ci aspetta sempre con amore, con misericordia per renderci più giovani”.

Papa a Corviale: ai bambini, “Dio ha un cuore di papà”

Mon, 2018-04-16 09:04

“Magari tutti noi, potessimo piangere come Emanuele quando avremo un dolore come lo ha lui nel cuore”. Lo ha esclamato ieri il Papa, che incontrando i bambini della parrocchia di San Paolo della Croce a Corviale si è rivolto così ad Emanuele, scoppiato a piangere nel momento in cui stava per rivolgere una domanda a Francesco. Così, il Papa gli ha suggerito di farsi avanti e di sussurrargli la domanda all’orecchio. “Lui piangeva per il papà e ha avuto il coraggio di farlo davanti a noi, perché nel suo cuore c’è amore per il papà. Io ho chiesto il permesso ad Emanuele di dire in pubblico la domanda e lui mi ha detto di sì”. E così il Papa ha detto la domanda pubblicamente al posto di Emanuele: “Poco tempo fa è venuto a mancare il mio papà. Lui era ateo, ma ha fatto battezzare tutti e quattro i figli. Era un uomo bravo. È in cielo papà?”. “Che bello che un figlio dica del suo papà: ‘Era bravo'”, il commento di Francesco: “Bella testimonianza di quell’uomo che ha dato ai suoi figli, perché i suoi figli potranno dire: ‘Era un uomo bravo’. È una bella testimonianza del figlio che ha ereditato la forza del papà e, anche, ha avuto il coraggio di piangere davanti a tutti noi. Se quell’uomo è stato capace di fare figli così, è vero, era un uomo bravo. Era un uomo bravo. Quell’uomo non aveva il dono della fede, non era credente, ma ha fatto battezzare i figli. Aveva il cuore buono”. “Dio ha un cuore di papà”, ha spiegato il Papa: “E davanti ad un papà, non credente, che è stato capace di battezzare i figli e di dare loro quella bravura ai figli, voi pensate che Dio sarebbe capace di lasciarlo lontano da sé? Pensate questo?”.

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