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Servizio Informazione Religiosa
Updated: 17 min 45 sec ago

Salesiani: accordo con Schneider Electric, 2 milioni di euro per progetti presentati da scuole tecniche e professionali nel mondo

Wed, 2017-05-10 17:43

La Fondazione di Schneider Electric, azienda leader nel mondo per la produzione di soluzioni e tecnologie per l’energia e la distribuzione elettrica, donerà 2 milioni di euro per finanziare 5 progetti di Formazione professionale salesiana selezionati fra le numerose scuole tecniche e professionali presenti in tutto il globo. La firma dell’accordo avverrà domani, alle ore 14.15, presso la sede nazionale del “Sacro Cuore” che è, storicamente, la prima Opera romana fondata da Don Bosco. La collaborazione fra i Salesiani e la Schneider Electric – si ricorda in una nota – nasce circa sedici anni fa da una comune visione della persona come protagonista attiva dello sviluppo umano e sociale. Un sodalizio che si è poi articolato all’interno dei rapporti fra i Centri di formazione professionale salesiana del Cnos-Fap (Centro nazionale opere salesiane – Formazione e aggiornamento professionale) e l’azienda francese. L’accordo di domani rafforza una lunga collaborazione che si è concretizzata con l’incontro privato, svoltosi il 22 gennaio 2016, fra i vertici dell’azienda e il rettor maggiore, don Ángel Fernández Artime (decimo successore di Don Bosco). Successivamente tutto il mondo salesiano legato alle opere di formazione professionale si è attivato per presentare progetti di sviluppo sui temi delle energie rinnovabili e della sostenibilità, che sono stati selezionati dal Consiglio generale dei Salesiani e visionati in ultima analisi dalla sede nazionale del Cnos-Fap, da Schneider Electric Italia e da Schneider Electric Foundation dando avvio a questa nuova collaborazione con 5 progetti, in Africa, in Asia, ad Haiti e nel sud dell’Italia, per “generare uno sviluppo sostenibile creando possibilità di riscatto sociale dei giovani coinvolti”.

A Goma (Rep. Dem. Congo) verrà attivato un progetto nel Centro di formazione professionale di Ngagi, con attività si apprendimento teorico-pratico degli allievi più svantaggiati, assieme ad un percorso di inserimento lavorativo e alla installazione di pannelli solari per generare elettricità in tutta la struttura. A Pingull Kudal (India) verranno aggiornate le attrezzature dei laboratori elettrici del Centro di formazione professionale del luogo, offrendo la possibilità agli allievi di lavorare su impianti più moderni. Nell’isola di Haiti verranno organizzati corsi di formazione per i docenti, acquistati nuovi equipaggiamenti dei laboratori, forniti materiali tecnici per gli studenti e creato un nuovo sistema per l’approvvigionamento dell’energia elettrica. Anche a Maputo (Mozambico) sono previsti gli acquisti di nuove attrezzature e materiali per gli studenti, e strutturato un programma di aggiornamento in campo energetico per i docenti e per gli allievi. In Sicilia, infine, saranno predisposti dei percorsi di apprendimento connessi ai temi dell’innovazione 4.0, che riguarderanno l’elettricità, l’elettronica e le energie rinnovabili.

Congresso economico europeo: convegno a Katowice su “Un’altra Europa in un mondo diverso”. Buzek, “rispondere alle sfide”

Wed, 2017-05-10 17:21

“Un’altra Europa in un mondo diverso”: è il titolo della prima sessione del Congresso economico europeo inaugurato stamattina a Katowice in Polonia. La nona edizione dell’evento, fino a sabato 12 maggio, vedrà la partecipazione di numerosi protagonisti della politica, dell’economia e del mondo della finanza, dell’università europei. “Qui non eludiamo le domande difficili, rispondiamo alle sfide e cerchiamo possibilità nuove”, ha affermato, aprendo il dibattito, Jerzy Buzek (ex presidente del Parlamento europeo e già premier polacco). Buzek è convinto che “il nostro continente debba trovare il modo di cambiare”, scegliendo una tra le tre soluzioni possibili: retrocedere nel processo d’integrazione, resistere, introducendo solo piccole modifiche; oppure rafforzare la collaborazione e l’unità tra i Paesi membri dell’Ue. L’ex primo ministro della Slovacchia, Mikulas Dzurinda, ha osservato a tale proposito che “la soluzione più probabile sarà costituita da un mix di quelle tre soluzioni”. Dzurinda, dicendosi a favore di un rafforzamento della cooperazione europea, ha ammonito contro la centralizzazione e un allineamento eccessivi come per esempio l’armonizzazione dei regimi fiscali. Inoltre, ha aggiunto che “è necessaria una precisa definizione delle competenze a livello nazionale e quello europeo”.

Dopo di noi: Com. Sant’Egidio, domiciliarità, co-housing e forme nuove di famiglia

Wed, 2017-05-10 17:09

(Bologna) “Dagli anni ’70 viviamo un rapporto di progressiva scoperta e amicizia con le persone disabili”. Al seminario di studio sul “Dopo di noi” che si è svolto a Bologna è stata presentata anche l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio, che porta avanti una vera e propria “adozione a figli delle persone con handicap, rendendole parte integrante della Comunità. Esse – ha evidenziato l’operatore – sono una contestazione reale e concreta della cultura dello scarto”. Se i diritti dei disabili possono essere più facilmente calpestati, la nuova legge sancisce il loro diritto a scegliere come e dove vivere e a “contare” nella società. “Sostenere la domiciliarità, il co-housing, forme nuove e diverse di famiglia, il valore di una casa aperta al quartiere, ai vicini, ai giovani, qualunque sia la soluzione concreta, questa è la strada da percorrere con e per questi nostri fratelli” ha aggiunto il responsabile di Sant’Egidio: “Il ruolo della comunità cristiana è centrale nel farsi carico, oltre l’aiuto pubblico, di coprire con il suo mantello coloro che hanno più bisogno”.

Danimarca: mons. Kozon (Copenaghen) invita a due pellegrinaggi. “Camminare con Dio”

Wed, 2017-05-10 17:00

“Il nostro mondo non è diventato più pacifico, anche se il continente europeo negli ultimi anni è stato quasi risparmiato dalle guerre. Tanti sono i problemi che preoccupano e in molti luoghi del mondo ci sono guerre e terrore”. Per questo il vescovo di Copenaghen Kzeslaw Kozon invita i fedeli a due pellegrinaggi diocesani, il 28 maggio e l’11 giugno (rispettivamente a Asebakken e Om) nel segno di una frase degli Atti degli Apostoli: “Erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria”. “Ci sentiamo spesso impotenti di fronte a ciò che ci minaccia, ma la preghiera e il cambiamento degli stili di vita, soprattutto se compiuti insieme agli altri, sono mezzi che creano una nuova atmosfera e un nuovo ordine”, spiega il vescovo che lega il pellegrinaggio al 100° anniversario delle apparizioni di Fatima. “Il pellegrinaggio, non solo a Asebakken e Om, ma anche in senso figurato, è una pratica che segna una rottura e ci permette di camminare con Dio”, scrive ancora Kozon, “nella nostra vita quotidiana, nelle nostre case e comunità, ma anche con la comunità più grande, il resto della Chiesa”. Come i discepoli “abbiamo bisogno di raccoglierci attorno alla Vergine e l’anniversario di Fatima è una buona occasione per rafforzare la nostra fede nel suo potere d’intercessione e vederla come modello di fede”. In questo tempo “spesso tetro” i cristiani vivano “fiduciosi e nella gioia”, esorta Kozon: ciò permetterà loro di essere “liberi e incoraggiare gli altri”.

Dopo di noi: diocesi di Monreale, esperienze di integrazione di persone disabili in bene confiscato alla mafia

Wed, 2017-05-10 16:49

(Bologna) Costruire l’inclusione su un terreno confiscato alla mafia. È il percorso avviato nella diocesi di Monreale con una cooperativa di lavoratori, tra cui alcune persone disabili, costituita per favorire l’autonomia e dare risposte concrete alle famiglie. Se ne è parlato oggi al seminario sul “Dopo di noi” a Bologna. Occorre che “non si perda mai di vista la dignità della persona”, serve una “collaborazione seria tra tutte le realtà esistenti” per non dispendere denaro e opportunità, ha detto don Francesco Lo Bianco, referente per la catechesi delle persone disabili in Sicilia. Nella diocesi di Monreale la Pastorale della salute ha un dipartimento specifico dedicato all’autismo con l’obiettivo di formare professionalità specifiche per una presa in carico globale, e di condividere la responsabilità sul progetto di vita volto al benessere della persona disabile. Se scuola e comunità cristiana sono ben presenti nella fascia infantile, hanno osservato gli operatori, “gli adulti non hanno niente e le famiglie si scoprono impotenti e fragili. Occorre dare risposta a questo bisogno”.

Rogo camper rom: mons. Feroci (Caritas Roma), “per evitare queste tragedie servono interventi seri”

Wed, 2017-05-10 16:47

“Assistiamo a una nuova tragedia in questa città dopo quella di Tor Fiscale nel 2011 in cui persero la vita quattro bimbi. Non ci saremmo aspettati un altro episodio del genere, ma purtroppo si è verificato di nuovo. Questo ci deve far riflettere”. Lo ha detto mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, che si è recato stamattina sul luogo dell’incendio. “Ci vuole una programmazione di interventi fatta in modo più serio e attento per evitare queste tragedie – ha sottolineato -. Non è una cosa semplice, ma serve una progettualità a lunga gittata”.

Svezia: libro delle Chiese cristiane, “La pace in nome delle religioni”

Wed, 2017-05-10 16:32

“La pace in nome delle religioni. Antologia interreligiosa sulla pace”: è il titolo di un volume che in Svezia il Consiglio interreligioso e il Consiglio delle Chiese cristiane hanno appena pubblicato e presentato. Si tratta di “una collezione unica di testi che mostrano le somiglianze e le differenze tra le religioni nelle espressioni, tradizioni e sforzi di pace”. I sette autori sono rappresentanti delle religioni maggioritarie in Svezia: Trudy Fredriksson (Consiglio di cooperazione buddista), Maynard Gerber e Ute Steyer (Consiglio ebraico centrale), Karin Wiborn (Consiglio delle Chiese cristiane), Yasri Khan (Musulmani svedesi per la pace e la giustizia) e ancora Shiva Shankar, induista, Örjan Widegren per la comunità bahá’í e Jaspal Singh per quella Sikh. “Nella Svezia multi-religiosa è importante mostrare gli esempi di pace provenienti dalle diverse religioni. Per far luce sulla valorizzazione delle nostre differenze, ma anche per sottolineare la comune aspirazione alla pace”, spiega Elias Carlberg, Coordinatore del Consiglio interreligioso. In un tempo in cui le “visioni della vita sono percepite come appartenenti alla sfera privata e la religione è vista come un focolaio di conflitto”, il testo vuole mostrare invece come “la religione può essere una forza naturale e positiva nello spazio pubblico”. Il libro vuole anche offrire un contributo per l’approfondimento e una “ispirazione per nuove iniziative e nuovi momenti di incontro” tra le religioni in Svezia.

Festival biblico: don Ravazzolo (Padova), “camminare insieme, tra realtà diverse, anche non ecclesiali”

Wed, 2017-05-10 16:21

“Quello che caratterizza la nostra parte di Festival biblico è il camminare insieme, tra realtà diverse, anche non ecclesiali”. Lo ha detto don Roberto Ravazzolo, coordinatore delle giornate padovane del Festival biblico presentato oggi. Citando le molte collaborazioni che danno vita all’evento, don Ravazzolo ha aggiunto: “Il cammino è un’esigenza profonda dell’uomo. Ci si sposta per esplorare l’ignoto o per fuggire il troppo noto, si naviga l’oceano, lo spazio o il mondo virtuale, si viaggia col corpo o anche solo con la fantasia. Gli itinerari degli uomini si intrecciano e diventano ricerca, progetto, speranza, sguardo nuovo sul mondo, ma anche delusione, morte e fallimento”. “È vero che nelle iniziative di Padova la letteratura è la nota dominante, ma dietro ogni opera c’è la vita di persone, non una fiction” ha concluso. Tra gli eventi in programma si segnala venerdì 19 maggio l’incontri tra Mussie Zerai, prete eritreo dell’agenzia Habeshia che opera con i migranti in Europa, e don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm. Vi saranno poi incontri con la giornalista di Sarajevo Azra Nuhefendić, il filosofo Francesco Valagussa, gli scrittori Alì Ehsani e Emmanuela Carbè. In tema di Bibbia, libro che è anche “potente narrazione di un viaggio”, vi sono incontri con il rabbino Adolfo Aharon Locci, il pastore valdese Paolo Ricca, il biblista Gianni cappelletto e il teologo Guido Bertagna. Il programma è disponibile sul sito www.festivalbiblico.it.

Festival biblico: a Padova per la quinta volta. Si comincia il 18 maggio con il vernissage di due mostre

Wed, 2017-05-10 16:19

Torna per la quinta volta a Padova il Festival biblico, l’iniziativa ideata dalla diocesi di Vicenza nel 2005 che oggi è arrivata a coinvolgere sei diocesi del triveneto. Il tema dell’edizione 2017 è il viaggio: “Felice chi ha la strada nel cuore”. Su questo argomento si è confrontata anche la diocesi padovana che organizza cinque giorni di eventi, dal 18 al 22 maggio. “Siamo felici della collaborazione con Padova per la ricchezza culturale che apporta. La parola chiave per descrivere il suo contributo al Festival 2017 è ‘letteratura’, laica e biblica. Il tentativo di essere un’impresa culturale che ha impatto anche spirituale”, ha affermato Roberta Rocelli, direttrice del Festival, durante la conferenza stampa di presentazione che si è tenuta oggi. “Gli appuntamenti nella nostra città – ha detto don Roberto Ravazzolo, coordinatore della parte padovana del Festival – si articolano lungo cinque filoni: artistico, testimoniale, filosofico-sociologico, biblico e spirituale, alla ricerca di declinare in modo ampio il concetto di viaggiare, dallo spostamento fisico a quello metaforico, attraverso appuntamenti e linguaggi di vario tipo”. Le giornate prenderanno il via giovedì 18 maggio con il vernissage, alla presenza del vescovo mons. Claudio Cipolla, di due mostre ospitate al Museo diocesano: “Mirabilia”, opere di artisti under 35 sul tema del viaggio, della scoperta, delle mete impossibili da raggiungere, e “Il viaggio di Giona”, illustrazioni di Saul Darù.

Yemen: epidemia di colera in corso. Msf, “aumentare la risposta internazionale”

Wed, 2017-05-10 16:12

Medici senza frontiere (Msf) ha reso noto che in Yemen “le équipe di Msf stanno ricevendo e trattando un numero crescente di pazienti affetti da colera e diarrea acquosa acuta” e che “il numero di pazienti è drasticamente aumentato nelle ultime due settimane, raggiungendo un totale di più di 780 casi dal 30 marzo”.
Per far fronte a questa epidemia, e “per isolare e trattare i pazienti che presentano i sintomi” Msf “ha aperto centri per il trattamento del colera all’interno di cinque ospedali, e sta supportando altre strutture gestite dalle autorità sanitarie”. In una nota l’associazione spiega che dall’inizio della guerra, nel marzo del 2015, “molti ospedali hanno smesso di funzionare a causa del conflitto. Per milioni di persone nel Paese l’accesso alle cure mediche è diventato estremamente difficile”. Con un sistema sanitario gravemente indebolito come quello yemenita, Msf teme che “le autorità sanitarie da sole non siano in grado di far fronte all’epidemia”.
“Riceviamo pazienti provenienti da molti distretti diversi, lontani anche dieci chilometri – afferma Shinjiro Murata, capo missione Msf in Yemen -. Siamo preoccupati che l’epidemia continui a diffondersi e vada fuori controllo. È necessaria una stretta collaborazione tra gli attori sanitari e le autorità rilevanti al fine di fornire un immediato supporto alle strutture sanitarie e alle comunità locali nelle aree colpite. Bisogna inoltre aumentare l’assistenza umanitaria per limitare il diffondersi dell’epidemia e scongiurarne altre”.
Oggi Medici senza frontiere lavora in Yemen in 13 ospedali e centri sanitari e fornisce assistenza a più di 18 tra ospedali e centri sanitari in 11 governatorati (Taiz, Aden, Al-Dhale, Saada, Amran, Hajjah, Ibb, Sana’a, Hodaida, Abyan e Lahj) grazie al lavoro di quasi 1.600 operatori umanitari.

Rogo camper rom: Sant’Egidio, “dolore e vicinanza, vittime di inaudita violenza”

Wed, 2017-05-10 16:11

La Comunità di Sant’Egidio esprime “il proprio dolore e la propria vicinanza alla famiglia rom colpita dal gravissimo atto di violenza”, che ha provocato la morte di due bambine di 4 e 8 anni e di una ragazza di 20, uccise nell’incendio del loro camper la notte scorsa a Roma. “Di fronte a una tragedia che lascia sgomenti – afferma -, occorre fermarsi e interrogarsi sulle condizioni di vita in cui tanti rom sono costretti a vivere nella capitale d’Italia, ma anche sulla diffusione di pregiudizi e di disprezzo nei loro confronti, che alimentano un vero e proprio antigitanismo”. La Comunità di Sant’Egidio, “amica dei rom, si stringe attorno a questo popolo, composto in larga parte di bambini, e invita tutti, istituzioni e cittadini, ad adoperarsi per superare le cause dell’emarginazione”.

Dopo di noi: mons. Savino (Cassano allo Jonio), “la Chiesa in uscita di Papa Francesco è la Chiesa del Dopo di noi”

Wed, 2017-05-10 16:02

(Bologna) “Il metodo del discernimento che Papa Francesco sta consegnando alla Chiesa, una formazione senza sconti, il lavoro per l’integrazione delle persone disabili con la comunità” sono alcuni degli elementi su cui ha posto l’accento mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Jonio, nel presentare, al seminario sul “Dopo di noi” in corso a Bologna, i progetti della diocesi sul tema della disabilità. Evidenziando, in particolare, l’importanza di responsabilizzare i laici, l’invito finale affidato all’assemblea è a non aver paura di “sporcarsi le mani e la vita, perché la Chiesa in uscita delineata da Papa Francesco è la Chiesa del Dopo di noi”. Guardare alla “fragilità come occasione per umanizzare i rapporti” e “spazio in cui Dio si rende presente” è invece la chiave di lettura dell’arcidiocesi di Bologna nel presentare il progetto del Villaggio senza barriere e l’esperienza di condivisione di spazi e relazioni con il Seminario arcivescovile e i giovani seminaristi. “Il Dopo di noi va letto a 360 gradi, occorre far crescere ragazzi preparati a vivere relazioni autentiche con le persone disabili: quanto più nelle parrocchie ci prendiamo cura dei fragili, tanto più diventiamo accoglienti verso tutti”.

Rogo camper rom: Amnesty, “la tragica morte di tre ragazze e il diritto negato a una casa per tutti”

Wed, 2017-05-10 15:59

“La tragica morte, questa notte, di tre sorelle di una famiglia rom nell’incendio del camper – non è ancora chiaro se doloso o meno – in cui vivevano nel quartiere romano di Centocelle ripropone ancora una volta, e nel modo più drammatico, il tema del diritto a un alloggio adeguato nella capitale”. Lo afferma oggi una nota di Amnesty international, precisando che il diritto alla casa “riguarda tutti, i rom come gli stranieri e naturalmente tanti cittadini romani, e la cui negazione costringe molti a cercare riparo in situazioni ai limiti della vivibilità”. La tragedia di Centocelle, sei anni dopo quella di Tor Fiscale in cui morirono tra le fiamme quattro bambini rom – sottolinea Amnesty -, pone ancora una volta con estrema urgenza la necessità di avere politiche abitative degne di questo nome in una città nella quale è noto quanto patrimonio immobiliare sia inutilizzato.”

Giornata comunicazioni sociali: Roma, lunedì 15 incontro con mons. Viganò, Maggioni e Calabresi

Wed, 2017-05-10 15:52

Un incontro diocesano sul tema della 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, “‘Non temere, perché io sono con te’ (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Lo promuove lunedì 15 maggio a Roma (ore 18.30, basilica di Santa Maria in Montesanto-Chiesa degli artisti, piazza del Popolo) l’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi insieme a Paoline comunicazione e cultura onlus, con la collaborazione della Settimana della comunicazione e il patrocinio della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede. Al centro dell’appuntamento il dialogo tra Monica Maggioni, presidente della Rai, e Mario Calabresi, direttore del quotidiano “La Repubblica”, mentre mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, presenterà i contenuti del Messaggio papale; modera Vincenzo Corrado, direttore dell’agenzia di stampa Sir.
Le riflessioni di papa Francesco nel suo Messaggio sono “una provocazione per tutti coloro che lavorano nel mondo dell’informazione”, sottolinea don Walter Insero, incaricato dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, presentando l’incontro, che “sarà una tavola rotonda, una conversazione, non un convegno”, precisa. Al centro l’interrogativo: “Non cedere alla logica delle ‘cattive notizie’, come indicato dal Santo Padre nel Messaggio per Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, ma cercare di dare quelle che infondono speranza, è utopia o è possibile?”. Senz’altro è possibile, come dimostra il Premio Paoline Comunicazione e Cultura Onlus che, in occasione dell’incontro, verrà consegnato a Beppe Fiorello. “Il Premio – spiega suor Teresa Braccio, del Segretariato internazionale di comunicazione delle Paoline – viene conferito, con cadenza annuale, a operatori dei media, registi, giornalisti, scrittori, artisti, cantanti, sacerdoti o associazioni culturali che si segnalano per aver dato la migliore espressione concreta, con un’opera o una attività, al messaggio del Papa per la Giornata”. Beppe Fiorello sul piccolo schermo ha dato il volto a Salvo D’Acquisto, Giuseppe Moscati, Domenico Modugno, Paolo Borsellino, solo per citare alcuni dei suoi successi. “Come produttore e attore – sottolinea la religiosa – ha fatto una scelta etica nelle storie da raccontare. Attraverso la sua arte ha rappresentato i grandi cittadini del nostro tempo, uomini comuni che hanno vissuto un forte impegno civile e religioso. Si batte per la verità schierandosi sempre dalla parte degli ultimi”.

Ong e migranti: tutte le organizzazioni rispondono compatte e “a testa alta” agli attacchi contro la solidarietà

Wed, 2017-05-10 13:43

Un coro di voci compatto e unitario per chiedere a politici e media di smetterla con gli attacchi generalizzati, populisti e strumentali contro e le Ong e tutte le organizzazioni sociali che lavorano nell’accoglienza e nella solidarietà, per riportare verità e ricostruire un dialogo sereno. Lo hanno chiesto oggi a Roma durante un incontro pubblico aperto a politici e giornalisti #OngATestaAlta, organizzato da Aoi (Associazione organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale) e Forum terzo settore. “Noi non ci sottrarremo a nessun confronto – ha detto Silvia Stilli, portavoce di Aoi -. Chiediamo un’azione immediata, certa e trasparente da parte della procura di Catania e laddove emergano prove si perseguano i singoli soggetti. E chiediamo anche ai media di ricostruire un percorso sereno e fattivo, continuativo, oltre l’emergenza”. “Criminalizzare prima i migranti e poi chi li salva è un depistaggio per spostare l’attenzione da tutto quello che c’è prima, l’Africa, le guerre e la povertà”, ha precisato Luciano Scalettari, giornalista di “Famiglia Cristiana”, moderando l’incontro. Vincenzo Manco, presidente Uisp e rappresentante del Forum del terzo settore, ha denunciato “gli atteggiamenti strumentali di propaganda politica”, mentre Giovanni Lattanzi (Cocis) ha invitato a “tirare fuori le prove, se ci sono: ma non vogliamo illazioni o supposizioni. Se ci sono cose che non vanno togliamo il marcio e facciamo in modo di continuare a lavorare in serenità”. “Abbinare la parola salvataggio a illegalità è un accostamento ignobile – ha sottolineato Elisabetta Melandri del Cies -. Tutto ciò è pericoloso per la coesione europea”. “Noi Ong siamo un mezzo e non un fine – ha ribadito Attilio Ascani della Focsiv -. Non siamo preoccupati per le Ong, siamo preoccupati che si perda il senso e il valore della vita umana. Oramai 200 morti in mare non fanno più notizia”. Guido Barbera, del Cipsi, ha invitato a “scegliere da che parte stare, se dalla parte delle bombe o di chi costruisce il bene: è ora di smetterla di pensare a qualche voto in più o a qualche interesse, perché rischiamo di giocarci il futuro dell’umanità”. Contro gli attacchi alla cultura della solidarietà si sono espressi anche i rappresentanti di altre organizzazioni, tra cui Action Aid, Link 2007, Cini, Cospe, ForumSad e il Comitato cittadino romano di cooperazione decentrata.

Papa Francesco: a papa Tawadros, “continuiamo ad avanzare insieme nel nostro cammino verso la stessa Mensa eucaristica”

Wed, 2017-05-10 13:20

Continuiamo ad “avanzare insieme nel nostro cammino verso la stessa Mensa eucaristica, crescendo nell’amore e nella riconciliazione”. È l’esortazione di papa Francesco contenuta nel Messaggio inviato a Sua Santità Tawadros II, papa di Alessandria e patriarca della Sede di San Marco, in occasione della Giornata di amicizia tra copti ortodossi e cattolici, che dal 2014 si celebra in Egitto il 10 maggio. La Giornata fa memoria dell’incontro avvenuto esattamente 40 anni fa, nel 1973, a Roma tra Paolo VI e Shenouda III, che portò alla firma di una Dichiarazione comune che pose in qualche modo fine a “secoli di storia difficili”. Poco dopo l’elezione di papa Francesco, Tawadros scelse la data del 10 maggio per incontrare per la prima volta il nuovo pontefice della Chiesa di Roma, e quell’incontro fu l’inizio di un’amicizia nuova che ha portato quest’anno alla visita di Francesco al Cairo.

“Desidero rinnovare la mia profonda riconoscenza per l’ospitalità che mi ha offerto – scrive il Papa -, così come per il nostro toccante incontro e per la preghiera comune, condivisa come fratelli in Cristo. Sono particolarmente grato per il fatto che abbiamo rafforzato la nostra unità battesimale nel Corpo di Cristo, dichiarando insieme ‘che con un’anima sola e un cuore solo cercheremo, in tutta sincerità, di non ripetere il Battesimo amministrato in una delle nostre Chiese ad alcuno che desideri ascriversi all’altra’. I vincoli di fraternità tra di noi ‘ci stimolano a intensificare i nostri sforzi comuni, perseverando nella ricerca di un’unità visibile nella diversità, sotto la guida dello Spirito Santo’”.

Il Papa ricorda come in questo percorso verso la piena comunione le Chiese siano sostenute “dall’esempio dei martiri”, e conclude: “Desidero assicurare la mia continua preghiera per Vostra Santità e per la pace in Egitto e nel Medio Oriente”. “Possa lo Spirito di pace concederci di crescere nella speranza, nell’amicizia e nella concordia”.

Dopo di noi: Lupoi (avvocato), “con il trust la tutela della vita del figlio disabile” diviene “indipendente dalla presenza dei genitori”

Wed, 2017-05-10 13:16

Una legge che è finanziata, quindi praticabile. Dopo aver illustrato alcuni progetti resi possibili dalla normativa sul “Dopo di noi”, Francesca Romana Lupoi, avvocato del Foro di Roma, intervenendo al seminario in corso a Bologna per iniziativa dell’Ufficio catechistico nazionale ha chiarito l’importanza del trust per la vita presente e futura della persona disabile. Un istituto ora formalizzato per legge nei suoi requisiti perché divenga uno strumento efficace di protezione. “Accanto al trasferimento dei beni – ha chiarito – è previsto infatti un affidamento non solo dei beni stessi ma di una volontà, affinché il programma di tutela della vita del figlio disabile sia portato avanti anche alla morte dei genitori. Affidare a se stesso e poi a un altro tale percorso è avere la certezza che non s’interrompe e dunque il ‘Dopo di noi’ è tutelato e diviene indipendente dalla presenza dei genitori”. Importante per il trust è la garanzia d’intoccabilità poiché il bene è segregato, cioè separato dal patrimonio di chi lo riceve e dunque dalle sue vicende personali. Esente anche dalle tasse di successione, il bene “rimane destinato al progetto di vita della persona disabile, alla sua inclusione sociale, cura e assistenza, progetto che è ad personam e modificabile sulla base della crescita, ma anche d’interessi e inclinazioni specifiche del soggetto”. L’avvocato ha poi chiarito il rapporto con il trustee, affidatario del patrimonio e della progettualità sulla persona disabile per l’intera vita. “Abbiamo fatto tanti passi, la legge – ha concluso – ha ora una grande parte nel cammino per sostenere le famiglie con figli disabili”.

Migrazioni: don Zambito (già parroco di Lampedusa), “accoglienza è ascolto e protezione”. Libro-testimonianza

Wed, 2017-05-10 13:03

“Accoglienza è questione attualissima: sollecita a occupare spazi o piuttosto a generare processi nel tempo? Ci sollecita a guardare insieme alla realtà oppure a scontrarci sul terreno delle ideologie? Accoglienza è questione di cura, di custodia, di chinarsi a prestare ascolto, soccorso e infine comunque a proteggere”. La testimonianza è di don Mimmo Zambito, sacerdote della diocesi di Agrigento, che dal 2013 al 2016 è stato parroco a Lampedusa. Anni di incontri e di condivisioni con migliaia di migranti giunti dall’Africa all’isola italiana nel Mediterraneo. Don Zambito ha raccolto le sue riflessioni, affidandole ora a un volume dell’editrice In Dialogo di Milano intitolato “Accoglienza”. L’editore spiega: “Testimone diretto e attento osservatore dei fatti accaduti sull’isola e dell’immane tragedia degli sbarchi di migranti, delle loro morti e dell’opera immensa dei loro salvataggi, il sacerdote agrigentino indaga con puntualità e attenzione il tema dell’accoglienza e rilancia le provocazioni che esso pone alle coscienze di ogni donna e uomo del nostro tempo”. Con un linguaggio “estremamente ricco di immagini e suggestioni, cariche di emotività e passione per l’umanità sofferente, Zambito offre un saggio di grande efficacia capace di far riflettere, discutere e orientare l’impegno civile, sociale ed ecclesiale verso nuovi orizzonti”.

Movimento apostolico: mons. Bertolone (Cec) ai giovani, “autenticità, stupore e passione”

Wed, 2017-05-10 12:53

“Viviamo in un’epoca che segue un secolo tragico, delle idee assassine, nella quale molti punti saldi sembrano sgretolarsi, in prospettiva di un futuro dai toni incerti, in una società complessa, iperconnessa, che ammannisce post-verità, offrendo notizie scelte ad hoc per far leva non sulla razionalità, ma sulle emozioni (parlano alla pancia); che presenta un politeismo di valori virtuali e non valori reali sperimentati e condivisi da secoli”. È quanto ha detto ieri sera il presidente della Conferenza episcopale calabra (Cec), mons. Vincenzo Bertolone, in occasione del IX convegno internazionale del Movimento apostolico svoltosi a Catanzaro sul tema: “La Chiesa ascolta e accompagna i giovani nel cambiamento d’epoca”. Per mons. Bertolone la Chiesa vuole “farsi prossima” dei giovani, “ascoltarvi, accompagnarvi. Tutti sentiamo il bisogno che ci venga ricordato che un mondo migliore è possibile non ‘per magia’, ma per amore, verso i tanti giovani che hanno voglia di mettersi in cammino, di spendere la loro vita per gli altri, di pensare e disegnare orizzonti di bellezza, come ci dice Papa Francesco. Dovrebbe essere una staffetta tra adulti e giovani per rendere la vita piena di senso e di opportunità”. Ai giovani il presule ha consegnato tre parole: “autenticità”, “stupore” e “passione”, con un invito chiaro ad essere responsabili e autentici nelle proprie scelte. “Bisogna impegnarsi, progettare, lavorare sodo, sudare, studiare, ritornare sui fatti con domande, perché ciò che saremo domani possiamo costruirlo solo oggi”.

Educazione: convegno Cei a Milano. Don Goccini (Reggio Emilia), “ascoltare e comprendere” i giovani

Wed, 2017-05-10 12:50

(Milano) “La parola ‘Sinodo’ indica il percorrere insieme una strada: perché allora non rendere visibile questo tempo, trasformandolo in un cammino di popolo?”. Lo ha affermato questa mattina don Giordano Goccini, incaricato di pastorale giovanile della diocesi di Reggio Emilia, intervenendo a Milano al convegno nazionale dedicato a don Lorenzo Milani, dal titolo “Faccio scuola perché voglio bene a questi ragazzi”. Il seminario, organizzato dall’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, e dal Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica, era rivolto ai direttori e ai responsabili diocesani della pastorale della scuola e per l’Irc. Al centro dell’intervento di Goccini, il tema portante del prossimo Sinodo dei giovani, in programma ad ottobre 2018 ed entrato ormai nella sua fase preparatoria, sul tema: “I giovani la fede e il discernimento vocazionale”. “Papa Francesco ci insegna che tutti i giovani, anche quelli che si dichiarano atei, hanno qualcosa da dire – ha sottolineato don Goccini -, ed è necessario oggi dar voce ai loro bisogni. Il compito della Chiesa, dunque, è quello di ascoltarli e di comprenderli. Ma il messaggio del Pontefice è rivolto soprattutto alla scuola, che è il luogo dove i giovani abitano e si formano. Bisogna allora interrogarsi sulle pratiche pastorali, tentando di capire se è possibile costruire una pastorale giovanile vocazionale”.
Secondo Goccini, quello di ottobre 2018 sarà un Sinodo “per” i giovani ma soprattutto “con” i giovani, perché saranno loro i protagonisti del futuro. “In questo periodo storico di grande produzioni di slogan – ha concluso – bisogna fare attenzione agli insegnamenti che arrivano dal Pontefice: le sue parole sono cariche di messaggi che è nostro dovere recepire”.

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